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EDUCATION
Not all Roman children went to school. Poor people could not afford to pay for school fees, while rich people often had a slave called a
paedogogus, who taught their children at home.
The Romans had Primary schools and Secondary schools, just like us. A Roman Primary school was called a
ludus, and children started school when they were 6 years old. When they were 11, boys went to a
grammaticus, but girls remained at home. This was because girls usually got married when they were 12, and were not expected to need an education.
In the ludus, children learned how to read and write, and do sums. They practised by scratching on wax tablets, which could be melted clean. When they got to the grammaticus, the boys learned about history, geography and philosophy, which is the history of ideas. To do this, you had to learn Greek, because all of the most important philosophers were Greeks. The Romans respected Greek culture very much.
Children of senators and important citizens went on to study with a
rhetor, who taught them how to write speeches and prepared them to take part in public life. Roman speeches were often very long. In a letter, one Roman senator called Pliny boasted that his speech had gone on for over five
hours!
EDUCAZIONE
Non tutti i bambini romani andavano a scuola. La gente povera
non poteva permettersi di pagare le rette per la scuola, mentre i ricchi avevano
uno schiavo chiamato "pedagogus", che impartiva lezioni ai loro
bambini in casa. In genere, l’antico costume romano affidava al padre l’istruzione
del figlio. I più grandi uomini di Roma, come Catone il Vecchio e Paolo Emilio,
non consideravano sprecato il tempo che sottraevano agli affari pubblici per
dedicarlo ai loro bambini e non trovavano indecoroso farsi accompagnare da loro
nelle cerimonie più austere, o portarseli per mano nelle sacre processioni,
come dimostrano i fregi dell’Ara Pacis. Non tutti, però, seguivano la
buona norma antica: molti, infatti, o affidavano il figlio ad un maestro, o lo
mandavano a scuola.
I Romani avevano una Scuola Primaria e una Scuola Secondaria,
proprio come noi. La Scuola Primaria romana era chiamata "ludus",
e i bambini cominciavano ad andare a scuola a sei anni, sotto la guida del
"ludi magister", un privato che impartiva lezioni per modesta
mercede e riceveva solo qualche regaluccio nelle ricorrenze festive. Quando
avevano undici anni, i ragazzi andavano da un "grammaticus", mentre le
ragazze rimanevano a casa. Ciò accadeva perché le ragazze generalmente si
sposavano quando avevano dodici anni, e non pensavano di aver bisogno di un’educazione.
Nel "ludus" si imparava a leggere, a scrivere e a fare i conti. Gli
alunni si esercitavano ad incidere su tavolette di cera, che poteva essere
sciolta completamente. Quando andavano dal "grammaticus", i ragazzi
studiavano il latino, la storia, la geografia, la fisica, l’astronomia e la
filosofia, che è la storia del pensiero. Dovevano però imparare il greco se
volevano comprendere, perché la maggior parte dei filosofi più importanti era
greca. I Romani rispettavano moltissimo la cultura greca. Lo studio dei testi,
che venivano per lo più dettati, era finalizzato all’apprendimento della
pronuncia, della lettura (che dovevano fare con sentimento), alla comprensione
del contenuto e all’acquisizione della metrica. I figli dei senatori e dei
cittadini importanti andavano a studiare dal "rhetor", che insegnava
loro a scrivere discorsi e li preparava ad essere cittadini. I discorsi dei
Romani erano spesso molto lunghi. In una lettera un senatore romano chiamato
Plinio si vantava che i suoi discorsi duravano più di cinque ore.
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