A
proposito del 60° anniversario dello sbarco alleato in Normandia
A proposito del
60° anniversario dello sbarco alleato in Normandia
Il ruolo dell'Urss di Stalin nella vittoria sul nazifascismo.

Le celebrazioni del 6 giugno per il 60° anniversario dello sbarco anglo-americano
in Normandia si sono prestate a una duplice operazione
politica dell'imperialismo occidentale. Le fanfare, le bandiere, le lacrime,
i ricordi hanno fatto da corollario a quest'operazione che ha chiamato a raccolta sedici tra capi di Stato e di governo e che non
ha paragoni con quelle precedenti, passate pressoché inosservate.
Un'iniziativa enfatizzata nel momento in cui la superpotenza imperialista
europea, dopo l'annessione di dieci paesi dell'Est e del Mediterraneo, si
sta affermando sul piano mondiale e i rapporti con la superpotenza americana
appaiono tesi, dopo avere raggiunto il loro punto più basso durante la guerra
di aggressione all'Iraq. L'invitato eccellente, l'Hitler
di Washington, Bush, e il padrone di casa il capo
dello Stato francese Chirac, hanno voluto così "ricucire lo strappo" e aprire
una nuova fase di quella che definiscono l'"alleanza della libertà", ossia
l'alleanza dell'imperialismo occidentale per "esportare la democrazia", aggredire
quei popoli e paesi sovrani che non intendono piegarsi al tallone di ferro
dell'imperialismo.
Per questo le celebrazioni normanne hanno rappresentato due falsi. Uno attuale,
perché i 16 rappresentanti governativi hanno lanciato l'equazione dell'alleanza
contro il nazifascismo di ieri con quella cosiddetta contro
"il terrorismo e gli Stati che lo praticano e incoraggiano" di oggi; l'altro
storico, perché gli stessi rappresentanti dell'imperialismo occidentale hanno
riproposto la teoria del ruolo e del contributo decisivi degli anglo-americani
nella sconfitta della belva nazifascista ignorando il ruolo primario e fondamentale
dell'Urss di Stalin.
Nessuno, e neppure noi marxisti-leninisti, vuole togliere valore al contributo
importante anglo-americano nella sconfitta del nazismo. Lo stesso Stalin lo
ripeté più volte. Ma non possiamo accettare una simile,
ignobile, riscrittura della storia da parte dell'imperialismo. è un vero e proprio crimine che si compie verso le nuove generazioni.
è bene dunque ricordare che la difficile costruzione
dell'alleanza antinazifascista anglo-sovietico-americana evidenziò come le
potenze capitalistiche alleate fossero all'inizio convinte dell'incapacità
sovietica a resistere vittoriosamente all'aggressione nazista. Dall'ignobile
pace di Monaco del '38 che spalancò le porte dell'Europa alle orde hitleriane,
essi puntavano ed auspicavano il tracollo dell'Urss socialista. Un desiderio
svanito ben presto per la pronta e ferma resistenza
sovietica. Siglata l'alleanza con Stalin i dirigenti
di Londra e Washington decisero di concentrare il loro sforzo bellico soprattutto
nella guerra aerea e marittima, limitando l'azione delle loro truppe di terra
al nord Africa, in particolare alla zona fra
Da questa volontà politica scaturiva l'ostinato rifiuto di Stati Uniti e Gran
Bretagna di aderire alle ripetute proposte sovietiche, come si evince dal
ricco carteggio tra Stalin e i massimi rappresentanti dei due paesi occidentali,
pubblicato a parte, che sollecitavano gli alleati ad aprire un secondo fronte
di guerra in Europa per accelerare la disfatta nazifascista, ed evidenziano
quanto pretestuose fossero le argomentazioni di Churchill
circa l'impraticabilità di una tale scelta. Proprio la mancanza di un secondo
fronte di guerra in Europa, fece sì che ancora per lunghi mesi l'Urss dovette
sopportare il peso maggiore della potenza aggressiva tedesca. Lo fece con
grande eroismo, con una fiducia illimitata nei suoi mezzi e nelle sue
risorse e con la certezza di uscire vittoriosa dall'atroce conflitto con la
belva nazifascista.
L'Armata rossa e il popolo sovietico soffrirono e pagarono il più tragico
tributo di sangue in questa alta e giusta lotta per
la libertà non solo dell'Urss, ma di tutti i popoli d'Europa e del mondo finiti
sotto il barbaro dominio degli hitleriani e dei loro complici. Questi popoli
non potranno mai dimenticare tutto ciò e rimarranno grati in eterno all'Unione
Sovietica e al suo popolo per il grande sacrificio
e il duro tributo pagati anche per la loro libertà.
Infondata è anche la tesi della storiografia borghese secondo cui l'Urss non
avrebbe potuto vincere i suoi aggressori senza gli
aiuti, armi e prodotti alimentari, di Gran Bretagna e Usa. Infondata
perché le forniture militari degli alleati all'Urss non furono decisive sul
piano quantitativo, ma, soprattutto, perché esse furono pressoché nulle nei
primi due anni di conflitto, gli anni di guerra più duri e difficili per l'Urss
e il suo popolo.
Stalin è stato il grande artefice della vittoria sul nazismo e sul fascismo,
il condottiero di un'impresa storica che ha influito sul destino dell'intera
umanità. Aprendo nuove concrete possibilità per l'emancipazione
della classe operaia e dei popoli oppressi. Stalin prese su di sé la
guida della lotta e della guerra al nazifascismo, assumendosene in prima persona
sul piano politico e militare anche la piena responsabilità di fronte al suo
popolo.
Le vittoriose battaglie di Mosca e Leningrado, quella epica di Stalingrado che cambiò i destini della guerra,
fino a Kursk, che resteranno scritte a caratteri d'oro nella storia dell'umanità
progressista e antifascista, portano impresso il suo marchio politico e organizzativo.
Lì avvenne quella svolta militare della seconda guerra mondiale che indusse
i governi di Stati Uniti e Gran Bretagna ad accelerare lo sbarco di Normandia
per non rischiare di essere tagliati fuori dalla
liberazione dei territori occupati dai nazifascisti.
Il 1° Maggio 1945 la bandiera rossa issata sul pennone più alto del Reichstag
sventolava su Berlino: testimonianza e simbolo incancellabile del valore,
della forza e dell'unità che hanno legato in un saldo vincolo sotto la guida
riconosciuta di Stalin, l'Esercito rosso, il popolo sovietico, lo Stato sovietico e il Partito bolscevico. La guerra dimostrò la forza
e la superiorità del sistema economico socialista che permise all'Urss di
dare solide basi alla costruzione dello Stato socialista, di sostenere vittoriosamente
lo sforzo bellico e, successivamente, portare a compimento
in un periodo relativamente breve l'opera di ricostruzione.
Queste sono le verità incontrovertibili. Gli stessi dirigenti di Stati Uniti
e Gran Bretagna del tempo hanno dovuto riconoscere questa realtà storica,
anche nel carteggio bellico tenuto con Stalin e qui da noi in parte pubblicato.
Dal 1941 al '45 Churchill, Roosevelt, Truman e Attlee non hanno potuto che
esaltare l'Urss e il ruolo guida di Stalin. "Non ho parole - scriveva Churchill
a Stalin nel febbraio '42 - per esprimere l'ammirazione che tutti noi proviamo
per i continui brillanti successi delle Vostre armate contro l'invasore tedesco,
e non posso fare a meno di inviarVi un'ulteriore
espressione di gratitudine e congratulazione per tutto quello che
"Come Comandante Supremo delle forze armate degli Stati Uniti d'America -
scriveva un anno dopo Roosevelt a Stalin - mi congratulo con Voi per la brillante
vittoria delle Vostre truppe a Stalingrado, riportata sotto il Vostro supremo
comando. I centosessantadue giorni di epica lotta
per la città che ha per sempre onorato il Vostro nome e il decisivo risultato
che tutti gli americani oggi stanno celebrando rimarranno uno dei capitoli
più superbi in questa guerra dei popoli che si sono uniti contro il nazismo
e i suoi imitatori".
Poi con la ripresa della loro lotta contro il socialismo, uscito rafforzato
e vittorioso dal secondo conflitto mondiale, con lo scatenamento della "guerra
fredda" e l'acuirsi dello scontro di classe a livello internazionale, hanno
rovesciato questi loro giudizi storici, cominciando prima a sminuire per poi
negare e cercare di cancellare dalla memoria storica delle masse popolari
queste verità. Tanto che oggi in totale omologazione imperialista si sono
assicurati la connivenza del nuovo zar del Cremlino Putin, che come un canino
bastonato ha ascoltato e annuito alle celebrazioni del 6 giugno agli osanna
degli anglo-americani "salvatori dell'umanità".
Il
carteggio di guerra

La verità storica nella corrispondenza tra Stalin, Churchill, Roosevelt, Attlee
e Truman
Pubblichiamo una selezione dal voluminoso carteggio tra i massimi dirigenti
dell'Urss, Gran Bretagna e Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.
Si tratta di telegrammi cifrati trasmessi attraverso le ambasciate dell'Unione
Sovietica a Washington e a Londra e le ambasciate degli Usa
e della Gran Bretagna a Mosca. Singoli messaggi venivano
consegnati per corriere diplomatico o dai rappresentanti delle varie potenze.
I testi sono ufficiali e integrali. Da essi si evince
la verità storica sul ruolo fondamentale avuto dall'Urss di Stalin nella sconfitta
della belva nazifascista, peraltro ripetutamente riconosciuto ed esaltato
dai rappresentanti della Gran Bretagna (il conservatore anticomunista Churchill
prima e il laburista Attlee che gli subentrò nella carica di primo ministro
alla fine della guerra mondiale) e dal presidente americano Roosevelt sostituito
dopo la sua morte da Truman. Così come si evince l'insistenza di Stalin nel
richiedere l'apertura di quel "secondo fronte" che avrebbe
accelerato la sconfitta di Hitler e risparmiato ulteriori morte e distruzione.
Ricevuto l'8 luglio 1941
CHURCHILL A STALIN
Siamo tutti molto
compiaciuti qui che le armate russe stiano opponendo una così strenua e coraggiosa
resistenza alla spietata invasione, assolutamente non provocata, dei nazisti.
C'è una generale ammirazione per la tenacia e il valore dei soldati sovietici
e della popolazione. Faremo tutto il possibile per aiutarVi quando lo scacchiere e le nostre crescenti risorse
lo consentiranno. (...)
STALIN A CHURCHILL
Permettetemi di ringraziarVi per i due messaggi personali.
I Vostri messaggi hanno segnato l'inizio dell'accordo fra i nostri governi.
Ora, secondo
Forse non sarà superfluo informarVi che la situazione
delle truppe sovietiche al fronte continua ad essere difficile. I risultati
dell'improvvisa rottura del patto di non aggressione da parte di Hitler e
dell'attacco di sorpresa contro l'Unione Sovietica, dopo aver creato per le
truppe tedesche una situazione vantaggiosa, fanno
ancora sentire tutto il loro peso sugli eserciti sovietici. E' da ritenere
che la situazione delle truppe tedesche sarebbe molto più favorevole se le
truppe sovietiche avessero dovuto sostenere l'urto delle truppe tedesche non
nelle zone di Kisciniov, Leopoli, Brest, Bielostok, Kaunas e Vyborg, ma in
quelle di Odessa, Kamenets-Podolsk, Minsk e nei dintorni
di Leningrado.
Mi sembra poi che la situazione militare dell'Unione Sovietica, così come
quella della Gran Bretagna, verrebbe molto migliorata,
se si creasse un fronte contro Hitler in Occidente (Francia settentrionale)
e nel Nord (Artide).
Un fronte nella Francia settentrionale non solo potrebbe
richiamare le forze di Hitler dall'est, ma renderebbe anche impossibile l'invasione
dell'Inghilterra. La creazione di questo fronte sarebbe popolare sia nell'esercito
della Gran Bretagna, sia anche in tutta l'Inghilterra meridionale. Mi rendo
conto della difficoltà di creare un fronte di questo
tipo: mi sembra tuttavia che, nonostante le difficoltà, questo si dovrebbe
fare non solo per la nostra causa comune ma anche nell'interesse stesso dell'Inghilterra.
Il momento più propizio per creare questo fronte è proprio ora che le forze
di Hitler sono state dislocate a est e Hitler non
è ancora riuscito a consolidare le posizioni occupate ad Oriente.
Ancora più facile è creare un fronte a Nord. Qui occorrono
solo operazioni delle forze navali e aeree inglesi, senza sbarchi di truppe
e dell'artiglieria. A questa operazione parteciperebbero
forze terrestri, navali e aeree sovietiche. Noi saremmo lieti se
18 luglio 1941
Ricevuto il 5 dicembre 1941
CHURCHILL A STALIN
Vi ringrazio sinceramente per i Vostri auguri molto gentili e amichevoli in
occasione del mio compleanno. Colgo l'opportunità di dirVi
con quanta ammirazione il popolo britannico segue la strenua difesa di Leningrado
e di Mosca da parte delle valorose armate russe e come tutti noi siamo lieti
della Vostra brillante vittoria a Rostov sul Don.
Ricevuto l'11 febbraio 1942
CHURCHILL A STALIN
Non ho parole per esprimere l'ammirazione che tutti noi proviamo per i continui
brillanti successi delle Vostre armate contro l'invasore tedesco, e non posso
fare a meno di inviarVi un'ulteriore espressione
di gratitudine e congratulazione per tutto quello che
Ricevuto il 24 febbraio 1942
CHURCHILL A STALIN
Il ventiquattresimo anniversario della fondazione dell'Esercito Rosso si sta
celebrando oggi dopo otto mesi di una campagna che ha coperto della più grande
gloria i suoi ufficiali e i soldati e ha scolpito per sempre le loro gesta
nella storia.
In questa splendida occasione invio a Voi, Presidente del Comitato di Difesa
dell'Unione Sovietica, e a tutte le forze armate sovietiche, l'espressione
dell'ammirazione e gratitudine con la quale i popoli dell'Impero britannico
hanno seguito le loro gloriose imprese e della nostra fiducia sulla fine vittoriosa
della guerra che stiamo combattendo insieme contro
il nemico comune.
Inviato il 23 luglio 1942
STALIN A CHURCHILL
Ho ricevuto il Vostro messaggio del 18 luglio.
Dal messaggio risulta, innanzi tutto, che il governo di Gran Bretagna rifiuta
di continuare a fornire materiale bellico all'Unione Sovietica sulla rotta
del nord e, in secondo luogo, che, nonostante il noto comunicato comune anglo-sovietico
sull'adozione di urgenti misure per organizzare il
secondo fronte nel 1942 esso rinvia quest'impresa al 1943.
I nostri esperti navali ritengono inconsistenti gli argomenti degli esperti
navali inglesi secondo i quali è necessario sospendere il trasporto di materiale bellico nei
porti settentrionali dell'Urss. I nostri esperti sono convinti che con un
po' di buona volontà ed esistendo l'intenzione di adempiere gli impegni assunti,
i trasporti potrebbero attuarsi regolarmente con grandi perdite per i tedeschi.
I nostri esperti ritengono incomprensibile e inspiegabile l'ordine dell'Ammiragliato
britannico al 17° gruppo di scorta di abbandonare i convogli e di rientrare
in Inghilterra, e alle navi da trasporto di separarsi per raggiungere alla
spicciolata i porti sovietici, senza scorta. Io, naturalmente, non ritengo
che siano possibili trasporti regolari nei porti settentrionali sovietici
senza rischi e senza perdite. Ma, quando si combatte
una guerra, nessuna grande impresa può essere attuata senza rischi e senza
perdite. Voi sapete certamente che l'Unione Sovietica subisce
perdite incomparabilmente più gravi. Comunque, non avrei mai potuto immaginare che il governo di
Gran Bretagna rifiutasse d'inviarci materiale bellico proprio ora che l'Unione
Sovietica ne ha un particolare bisogno in un momento di seria tensione sul
fronte sovietico-tedesco. E' evidente che il trasporto attraverso i porti
persiani non compenserà in nessun modo la perdita
derivante dal rifiuto di utilizzare la rotta settentrionale.
Per quanto riguarda la seconda questione, e cioè
la organizzazione del secondo fronte in Europa, temo che la cosa cominci ad
acquistare un carattere poco serio. In considerazione della situazione creatasi
sul fronte sovietico-tedesco, devo dichiarare nel modo più categorico che
il governo sovietico non può accettare il rinvio al 1943 dell'apertura
del secondo fronte in Europa.
Spero che non Vi offendete se ho ritenuto necessario esprimere
con leale franchezza la mia opinione e l'opinione dei miei colleghi sulle
questioni trattate nel Vostro messaggio.
I. STALIN
Ricevuto il 20 dicembre 1942
CHURCHILL A STALIN
Vi prego di gradire i miei migliori auguri e i più calorosi complimenti personali
in occasione del Vostro compleanno.
Noi tutti seguiamo con ammirazione le magnifiche operazioni offensive condotte
dall'Esercito Rosso.
Ricevuto il 5 febbraio 1943
ROOSEVELT A STALIN
Come Comandante Supremo delle forze armate degli Stati Uniti d'America mi
congratulo con Voi per la brillante vittoria delle Vostre truppe a Stalingrado,
riportata sotto il Vostro supremo comando. I centosessantadue giorni di epica lotta per la città che ha per sempre onorato il Vostro
nome e il decisivo risultato che tutti gli americani oggi stanno celebrando
rimarranno uno dei capitoli più superbi in questa guerra dei popoli che si
sono uniti contro il nazismo e i suoi imitatori. I comandanti e i soldati
del Vostro esercito al fronte, gli uomini e le donne che li hanno sostenuti,
lavorando nelle fabbriche e nei campi, hanno contribuito non solo a coprire
di gloria le armi del loro paese, ma anche ad ispirare con il loro esempio
nuova determinazione in tutte le Nazioni Unite perché tutte
le energie tendano a conseguire la sconfitta finale e la resa incondizionata
del comune nemico.
Franklin D. ROOSEVELT

CHURCHILL A STALIN
La serie di prodigiose vittorie, che questa sera ci porta la notizia della
liberazione di Rostov sul Don, mi lascia senza parole per esprimerVi
l'ammirazione e la riconoscenza che noi proviamo per le armi russe. Il mio
desiderio più profondo è di fare quanto più è possibile per aiutarVi.
14 febbraio 1943
STALIN A CHURCHILL
Ho ricevuto il 12 febbraio il Vostro messaggio sulle prossime operazioni militari
anglo-americane.
1. Vi ringrazio per le ulteriori informazioni sulle decisioni prese a Casablanca.
Non posso tuttavia non fare alcune considerazioni sul Vostro messaggio, che,
come Voi dite, è una risposta comune, esprimendo anche l'opinione del Presidente.
Dalle Vostre informazioni risulta che la data per
la fine delle operazioni belliche in Tunisia, precedentemente da Voi fissata
per febbraio, viene ora rinviata ad aprile. Non occorre argomentare molto
per dimostrare come sia indesiderabile questo rinvio
delle operazioni contro i tedeschi e gli italiani. Nel momento attuale, in cui le truppe sovietiche riescono ancora
a mantenere la loro vasta offensiva, l'attività delle truppe anglo-americane
nel Nord Africa è più che mai necessaria. La pressione simultanea su Hitler
dal nostro fronte e dalla Vostra parte in Tunisia avrebbe un grande significato positivo per la nostra causa comune e creerebbe
difficoltà molte serie per Hitler e Mussolini. Allora verrebbero accelerate anche le operazioni da Voi accennate
in Sicilia e nel Mediterraneo orientale.
Per quanto riguarda l'apertura del secondo fronte in Europa, in particolare
in Francia, essa, come risulta dal Vostro messaggio, è prevista solo per agosto-settembre.
Mi sembra, tuttavia, che l'odierna situazione esiga che questa data venga
anticipata al massimo e che il secondo fronte in Occidente sia aperto molto
prima del termine indicato. Per impedire al nemico di riaversi, secondo me,
è molto importante che il colpo da ovest non venga
rinviato al secondo semestre, ma sia inflitto già in primavera o all'inizio
dell'estate.
Secondo dati attendibili in nostro possesso, i tedeschi nel periodo di tempo
che comincia dalla fine di dicembre, quando le operazioni delle forze anglo-americane
in Tunisia hanno avuto un'inspiegabile battuta d'arresto, hanno trasferito
dalla Francia, dal Belgio, dall'Olanda e dalla stessa
Germania sul fronte sovietico-tedesco 27 divisioni, di cui cinque corazzate.
Quindi, invece di un aiuto dato all'Unione Sovietica distogliendo
forze tedesche dal fronte sovietico-tedesco, si è avuto un miglioramento per
Hitler, che, in seguito al rallentarsi delle operazioni anglo-americane in
Tunisia, ha potuto spostare altre truppe contro i russi.
Di conseguenza, quanto prima sfrutteremo insieme le difficoltà degli hitleriani
al fronte, tanto maggiori saranno le probabilità di contare su una rapida
disfatta di Hitler. Se non si tiene conto di tutto questo subito e non si
sfrutta il momento attuale nel nostro comune interesse,
non è improbabile che i tedeschi, ottenuta una tregua e raccolte le loro forze,
riescano a riprendersi. Per me e per Voi è chiaro che non si dovrebbe commettere
un simile indesiderabile errore.
2. Ho ritenuto necessario inviare la presente risposta anche al signor Roosevelt.
3. Vi ringrazio per le Vostre calorose congratulazioni in occasione della
liberazione di Rostov. Le nostre truppe hanno riconquistato oggi la città
di Kharkov.
16 febbraio 1943
STALIN A ROOSEVELT
Il 12 febbraio ho ricevuto dal signor Churchill un messaggio con delle informazioni
supplementari sulle decisioni prese da Voi e dal signor Churchill a Casablanca.
Poiché, come il signor Churchill comunica, il suo messaggio è una risposta
comune, che esprime anche
Dal messaggio citato risulta evidente che il termine
delle operazioni belliche in Tunisia, prima fissato per febbraio, viene ora
rimandato ad aprile. Non ci vuol molto a dimostrare quanto sia
inopportuno questo rinvio delle operazioni contro i tedeschi e gli italiani.
Nel momento in cui le truppe sovietiche riescono ancora a sostenere la propria
vasta offensiva, l'iniziativa delle truppe anglo-americane nell'Africa del
nord è assolutamente necessaria. La simultaneità della pressione su Hitler,
dal nostro fronte e da parte Vostra in Tunisia, avrebbe una grande influenza
positiva per la nostra causa comune e creerebbe difficoltà
molto serie per Hitler e Mussolini. Si accelererebbero allora anche le operazioni
da Voi previste in Sicilia e nel settore orientale del Mediterraneo.
Quanto all'apertura del secondo fronte in Europa, in particolare in Francia,
essa viene prevista, come risulta dal Vostro comunicato,
soltanto per agosto-settembre. Io penso tuttavia che l'attuale situazione
esiga che questi termini vengano ridotti al massimo
e che il secondo fronte in Occidente sia aperto ben prima della data stabilita.
Per non dare al nemico la possibilità di riprendersi, è assai importante,
a mio giudizio, che l'attacco da ovest non venga rimandato alla seconda metà dell'anno, ma lanciato in
primavera o all'inizio dell'estate.
Secondo le notizie degne di fede di cui disponiamo, i tedeschi hanno trasferito,
a partire dalla fine di dicembre - quando, per motivi
ignoti, le operazioni delle forze anglo-americane in Tunisia sono state sospese
- sul fronte sovietico-germanico, dalla Francia, dal Belgio, dall'Olanda e
dalla stessa Germania, 27 divisioni, comprese cinque divisioni corazzate.
Così, invece di aiutare l'Unione Sovietica, distogliendo le forze germaniche
dal fronte sovietico-germanico, si è agevolato Hitler, che, a causa dell'indebolimento
delle operazioni anglo-americane in Tunisia, ha avuto la possibilità di trasferire
altre sue truppe contro i russi.
Tutto ciò dimostra che quanto prima ci gioveremo entrambi delle difficoltà
createsi nella tana hitleriana, tanto più potremo contare su una rapida disfatta
di Hitler. Se non si tiene conto di tutto ciò oggi e se non ci si vale
del presente momento nel comune interesse, non è improbabile che i tedeschi,
avuta una tregua e avendo radunato le proprie forze, si riprendano. E' chiaro
sia per noi che per Voi che non bisognerebbe commettere
un simile, indesiderabile errore di calcolo.
16 febbraio 1943
Ricevuto il 23 febbraio 1943
ROOSEVELT A STALIN
A nome del popolo degli Stati Uniti desidero esprimere all'Esercito
Rosso, in occasione del suo venticinquesimo anniversario, la nostra profonda
ammirazione per le sue splendide imprese ineguagliate in tutta la storia.
Per molti mesi, nonostante le numerose terribili perdite in rifornimenti,
mezzi di trasporto e territorio, l'Esercito Rosso ha impedito la vittoria
ad un potentissimo nemico . Esso lo ha fermato a
Leningrado, a Mosca, a Voronezh, nel Caucaso e, infine,
nell'immortale battaglia di Stalingrado, l'Esercito rosso non solo ha sconfitto
il nemico, ma ha lanciato la grande offensiva che sta ancora avanzando lungo
l'intero fronte dal Baltico al Mar Nero. La forzata ritirata del nemico gli costa uomini, materiali, territori e, in particolare,
si riflette pesantemente sul suo morale. Queste imprese possono essere realizzate
solo da un esercito che abbia un'abile direzione,
una solida organizzazione, un adeguato addestramento e, soprattutto, la determinazione
di sconfiggere il nemico senza risparmiare sacrifici. Al tempo stesso desidero
anche riconoscere il merito al popolo russo, dal quale l'Esercito Rosso proviene
e dal quale dipende per i suoi uomini e i suoi rifornimenti.
Il popolo russo offre tutti i suoi sforzi per la guerra e sta sopportando
gravissimi sacrifici. L'Esercito rosso e il popolo russo hanno sicuramente
costretto le forze di Hitler sulla strada della sconfitta finale ed hanno
meritato la permanente ammirazione del popolo degli Stati Uniti.
STALIN A CHURCHILL
Ho ricevuto
Da quanto mi comunicate risulta che le operazioni anglo-americane nel Nord Africa non
solo non vengono accelerate, ma sono già rinviate alla fine di aprile. E persino
questo termine non viene indicato con assoluta precisione.
Quindi, nel periodo dei più intensi combattimenti contro le truppe hitleriane,
nel periodo febbraio-marzo, l'offensiva anglo-americana
nel Nord Africa non solo non è stata intensificata, ma viene completamente
sospesa, e i termini da Voi stesso indicati in proposito sono rinviati. Frattanto
Nonostante tutta l'importanza dell'operazione Hushy,
essa, certo, non potrà sostituire il secondo fronte in Francia. Comunque,
approvo cordialmente la progettata anticipazione di questa operazione.
Continuo a considerare come questione principale la più sollecita apertura
del secondo fronte in Francia. Come ricorderete, Voi ammetteste
la possibilità di creare il secondo fronte già nel 1942 e comunque non più
tardi della primavera di quest'anno. Vi erano motivi abbastanza seri per
ammettere ciò. E' comprensibile quindi che nel messaggio precedente io abbia
sottolineato la necessità di assestare il colpo da
Occidente non più tardi della primavera o all'inizio dell'estate di quest'anno.
Dopo che le truppe sovietiche hanno passato tutto l'inverno in combattimenti
molto accaniti e tuttora in corso, mentre Hitler prende nuove importanti misure
per reintegrare e aumentare le sue forze in vista delle operazioni primaverili
ed estive contro l'Urss, per noi è particolarmente importante che il colpo
da Occidente non venga più rinviato, che questo colpo
sia assestato in primavera o all'inizio dell'estate.
Ho esaminato i Vostri argomenti esposti nei punti 8, 9 e 10, che caratterizzano
le difficoltà delle operazioni anglo-americane in Europa. Io riconosco queste
difficoltà. Ritengo tuttavia necessario metterVi
in guardia con la massima insistenza, nell'interesse della nostra causa comune,
contro il serio pericolo di un ulteriore ritardo nell'apertura del secondo
fronte in Francia. Perciò il carattere vago delle Vostre dichiarazioni relative
alla prevista offensiva anglo-americana al di là della Manica suscita
in me gravi preoccupazioni di cui non posso fare a meno di informarVi.

15
marzo 1943
STALIN
A ROOSEVELT
Oggi che ho ricevuto la risposta del signor Churchill
al mio messaggio del 16 febbraio, ritengo mio dovere rispondere al Vostro
messaggio del 22 febbraio, che era anch'esso una risposta al mio messaggio
del 16 febbraio.
Ho appreso dal messaggio del signor Churchill che le operazioni anglo-americane
nell'Africa del nord non solo non vengono accelerate
ma sono anzi rinviate sino alla fine di aprile; per giunta, neanche questa
data è indicata con precisione. Così, nel periodo più teso della battaglia
contro le truppe hitleriane, nel periodo febbraio-marzo, l'offensiva
anglo-americana nell'Africa del nord non solo non viene intensificata,
ma in generale non viene condotta affatto, e la data prefissa viene dilazionata.
Nel frattempo
Il signor Churchill mi ha inoltre comunicato che l'operazione delle truppe
anglo-americane contro
Ritengo in pari tempo mio dovere dichiarare che la questione principale consiste
nell'accelerare l'apertura di un secondo fronte in Francia. Come ricorderete,
l'apertura del secondo fronte è stata ritenuta possibile da Voi e dal signor
Churchill già per il 1942 e, comunque, non più tardi
della primavera di quest'anno. Per la scelta di questa data esistevano motivi
sufficientemente seri. E' chiaro, quindi, perché nel mio messaggio del 16
febbraio ho sottolineato la necessità di vibrare l'attacco da ovest non
oltre la primavera o l'inizio dell'estate di quest'anno.
Dato che i soldati sovietici hanno trascorso tutto l'inverno in battaglie
molto aspre, che continuano a combattere, mentre Hitler prende una nuova importante
iniziativa per riorganizzare e rafforzare il suo esercito per le operazioni
di primavera e d'estate contro l'Urss, è per noi particolarmente importante
che l'attacco da ovest non sia rinviato oltre, che quest'attacco venga
sferrato in primavera o all'inizio dell'estate.
Riconosco che esistono non poche difficoltà, derivanti dalla mancanza di mezzi
di trasporto, di cui mi informate nel Vostro messaggio. Ritengo tuttavia necessario
metterVi in guardia con insistenza, nell'interesse
della nostra causa comune, circa il grave pericolo derivante da un ulteriore
ritardo nell'apertura di un secondo fronte in Francia. L'indeterminatezza
della Vostra risposta, nonché della risposta del
signor Churchill, sulla questione dell'apertura di un secondo fronte in Francia
suscita pertanto in me un'ansia che non posso nascondere.
16 marzo 1943
Inviato l'11 giugno 1943
STALIN A ROOSEVELT
Il messaggio con cui mi comunicate alcune decisioni
prese da Voi e dal signor Churchill sui problemi della strategia è stato da
me ricevuto il 4 giugno. Vi ringrazio per la comunicazione.
Come risulta dal Vostro messaggio, queste decisioni contraddicono
quelle che erano state prese da Voi e dal signor Churchill, all'inizio di
quest'anno, circa la data di apertura del secondo fronte nell'Europa occidentale.
Rammenterete, senza dubbio, che nel messaggio del 26 gennaio di quest'anno,
compilato da Voi insieme al signor Churchill, si comunicava la decisione allora presa di distogliere considerevoli
forze tedesche, terrestri e aeree, dal fronte russo e di costringere
In seguito, il signor Churchill, a nome suo e Vostro, riferiva il 12 febbraio
i termini esatti dell'operazione anglo-americana in Tunisia e nel Mediterraneo,
nonché nel settore occidentale dell'Europa. In quest'ultimo
messaggio si diceva che
Adesso, nel maggio del 1943, Voi e il signor Churchill avete
preso una decisione che rinvia l'invasione anglo-americana nell'Europa occidentale
fino alla primavera del 1944. Ossia, l'apertura del secondo fronte nell'Europa
occidentale, già rimandata dal 1942 al 1943, viene di
nuovo rinviata, e questa volta fino alla primavera del 1944.
Questa Vostra decisione crea eccezionali difficoltà all'Unione Sovietica,
che già da due anni conduce la guerra contro le forze principali della
Germania e dei suoi satelliti, con un'estrema mobilitazione di tutte
le sue energie, e lascia che l'Esercito sovietico, il quale non combatte soltanto
per il proprio paese, ma anche per i propri alleati, resti quasi da solo a
battersi con un nemico ancora molto forte e pericoloso.
E' forse necessario dire qui quale grave e negativa impressione susciterà
in Unione Sovietica, tra il popolo e nell'esercito, il nuovo rinvio del secondo
fronte e l'abbandono del nostro esercito, che ha già subìto tante perdite,
senza l'atteso, serio appoggio da parte dell'esercito anglo-americano?
Quanto al governo sovietico, esso non ritiene possibile aderire a questa decisione,
che, presa per giunta senza la partecipazione sovietica e senza il tentativo
di discutere insieme quest'importantissima questione, potrebbe avere gravi
conseguenze per l'ulteriore andamento della guerra.
Ricevuto il 22 giugno 1943
ROOSEVELT A STALIN
Domani saranno due anni da quando, con atto proditorio, in linea con la lunga pratica
di doppiezza, i caporioni nazisti hanno lanciato il loro brutale attacco all'Unione
Sovietica. Essi hanno così aggiunto alla loro lunga lista di nemici le potenti
forze dell'Unione Sovietica. Questi caporioni nazisti avevano sottovalutato
la misura in cui il popolo ed il governo sovietico avevano sviluppato e rafforzato
la loro potenza militare per difendere il loro paese e non
hanno affatto capito la determinazione e il valore del popolo sovietico.
I popoli del mondo amanti della libertà hanno seguito, nel corso degli ultimi
due anni, con crescente ammirazione le gesta delle forze armate dell'Unione
Sovietica e i quasi incredibili sacrifici che il popolo russo sta così eroicamente
sopportando.
La crescente potenza delle forze congiunte di tutte le Nazioni Unite, che
in proporzioni sempre più ampie si sviluppa contro il nostro comune nemico,
testimonia lo spirito di unità e sacrificio necessario
per la nostra vittoria finale. Sono certo che questo stesso spirito ci animerà
quando affronteremo la sfida dei compiti di pace che la vittoria porrà
di fronte al mondo.
Franklin D. ROOSEVELT
ROOSEVELT A STALIN
Nel corso di un mese di tremendi combattimenti le Vostre forze con la loro
abilità, il loro coraggio, i loro sacrifici ed il loro sforzo incessante
non solo hanno arrestato l'offensiva tedesca da lungo tempo preparata, ma
hanno lanciato una felice controffensiva che avrà conseguenze importanti.
Sincere congratulazioni all'Esercito Rosso, al popolo dell'Unione Sovietica
e personalmente a Voi in occasione della grande vittoria
di Oriol.
L'Unione Sovietica può giustamente essere orgogliosa delle sue eroiche vittorie.
6 agosto 1943
Ricevuto il 23 febbraio 1944
ROOSEVELT A STALIN
In occasione del 26° anniversario dell'Esercito Rosso desidero rivolgere a
Voi, quale Comandante Supremo, le mie sincere congratulazioni per le grandi
e importanti vittorie ottenute dalle forze armate dell'Unione Sovietica durante
l'anno trascorso. Le splendide vittorie che l'Esercito Rosso ha conseguito
sotto il Vostro comando sono state d'ispirazione
per tutti. L'eroica difesa di Leningrado è stata coronata e ricompensata dalla
recente schiacciante sconfitta del nemico alle porte di quella città. Come
risultato della vittoriosa offensiva dell'Esercito Rosso milioni di cittadini
sovietici sono stati liberati dalla schiavitù e dall'oppressione. Queste imprese,
unitariamente alla cooperazione per la quale è stato raggiunto un accordo a Mosca e Teheran, garantiranno
la nostra definitiva vittoria sugli aggressori nazisti.
Franklin D. ROOSEVELT
Ricevuto il 23 febbraio 1944
CHURCHILL A STALIN
In questo 26° anniversario dell'Esercito Rosso invio a Voi e a tutti i soldati
l'espressione della mia profonda ammirazione per le loro gloriose gesta.
Ispirati e guidati da Voi e dal loro amore per la terra russa, fiduciosi nella
capacità e nella fermezza dei loro comandanti, essi continueranno verso la
vittoria e, attraverso la vittoria, verso una pace gloriosa.
CHURCHILL A STALIN
Vi invio i miei più sinceri auguri per il Vostro
compleanno. Sono convinto che
20 dicembre 1944
Ricevuto il 23 febbraio 1945
CHURCHILL A STALIN
L'Esercito Rosso celebra il suo ventisettesimo anniversario in mezzo a trionfi
che gli hanno guadagnato infiniti applausi da parte dei suoi alleati e hanno
determinato la distruzione del militarismo tedesco. Le generazioni future
riconosceranno il loro debito verso l'Esercito Rosso incondizionatamente come
facciamo noi che abbiamo potuto essere testimoni di queste valorose conquiste.
Io prego Voi, grande condottiero di una grande armata,
di salutarla a mio nome oggi, sulla soglia della vittoria finale.
Ricevuto l'8 maggio 1945
TRUMAN A STALIN
Ora che le forze sovietico-anglo-americane hanno costretto
le armate degli aggressori fascisti alla resa incondizionata, desidero trasmettere
a Voi e, attraverso di Voi, ai Vostri eroici eserciti le più fervide congratulazioni
del nostro popolo e del nostro governo. Apprezziamo altamente il magnifico
contributo portato dalla potente Unione Sovietica alla causa della libertà
e della civiltà.
Avete dimostrato la capacità di un popolo amante della libertà e valorosissimo
di sbaragliare le perfide forze della barbarie, qualunque sia la loro potenza.
In occasione della nostra comune vittoria, salutiamo il popolo e le forze
armate dell'Unione Sovietica e i loro splendidi dirigenti.
Sarò felice se vorrete trasmettere questi sentimenti ai Vostri comandanti
sul campo.
Harry S. TRUMAN
Ricevuto il 9 maggio 1945
CHURCHILL A STALIN
MESSAGGIO ALL'ESERCITO ROSSO E AL POPOLO RUSSO DALLA NAZIONE BRITANNICA
Vi invio cordiali saluti in occasione della splendida
vittoria che avete ottenuto cacciando l'invasore dal vostro suolo e abbattendo
la tirannide nazista. E' mia ferma convinzione che dall'amicizia e dalla
comprensione tra i popoli britannico e russo dipenda il futuro del
genere umano. Qui nella nostra isola oggi pensiamo molto spesso a voi e vi
inviamo dal profondo del cuore auguri di felicità e di benessere. Vogliamo
che dopo tutti i sacrifici e le sofferenze di questa valle oscura che insieme
abbiamo attraversato ora, legati da un'amicizia fedele e da
simpatia reciproca, possiamo andare avanti sotto il sole splendente della
pace vittoriosa.
Prego mia moglie di porgere a tutti voi queste espressioni di amicizia e di ammirazione.
Ricevuto il 6 novembre 1945
ATTLEE A STALIN
In occasione di questo anniversario della fondazione
dello Stato sovietico invio i più fervidi saluti e auguri. Possa l'Unione
Sovietica prosperare a lungo sotto