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3 Septtembre 2002 Iraq pronto a collaborare con l'Onu, ma solo se sarà risolta la crisi con gli Usa
L'Iraq è pronto a collaborare con le Nazioni Unite, ma solo nel quadro di una soluzione globale della crisi con Washington. Cosi' Tarek Aziz, viceprimo ministro di Baghdad, ha riferito al segretario generale dell'Onu Kofi Annan. L'incontro è avvenuto stamani in margine al vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile, ed è durato circa mezz'ora."Se la questione conosciuta come quella delle armi di distruzione di massa preoccupa davvero la comunità internazionale - ha detto Aziz - occorre trovare una soluzione equa e ragionevole. Ma se è solo un pretesto, possiamo immaginare che ogni giorno ne venga trovato uno nuovo, al solo fine di attaccarci.Tarek Aziz ha detto anche che il ritorno degli ispettori dell'Onu non è il solo problema: ma ci sono anche quelli delle sanzioni e delle minacce di guerra
George Bush torna
al lavoro:ricomincia con il Labour Day la caccia al consenso
l calendario degli impegni autunnali del presidente americano Bush ha preso il via dalla Pennsylvania: un giorno da carpentiere per festeggiare il Labour Day.La prossima scadenza elettorale per il rinnovo del Congresso il 5 novembre obbliga Bush ad un attento bilanciamento tra politca estera e questioni nazionali, per scongiurare il rischio dopo il voto di una maggioranza democratica in entrambi i rami del parlamento. Secondo i sondaggi i cittadini mostrano piu' interesse per l'economia interna che per la paventata guerra da muovere all'Irak. Il sostegno per un attacco militare scende, senza l'appoggio delle Nazioni Unite e l'avallo del Congresso.Di fronte ad una platea sindacale tradizionalmente democratica a cui rosicchiare elettori il presidente ha comunque chiamato in causa i nemici degli Stati Uniti, a cui doveva essere sfuggito, ha detto Bush, che gli Americani non avrebbero alzato le spalle di fronte agli attacchi terroristici; ma a questo punto tra i dubbi che Bush deve risolvere c'è quello se la decisione di un attacco andrà presa alzando le spalle di fronte alle perplessità crescenti all'interno della Nazione.
Israele: esilio forzato per i fiancheggiatori dei kamikaze
"Le deportazioni non possono essere un deterrente contro gli attentati suicidi". Questa affermazione della Corte suprema israeliana rende dolce-amaro ai palestinesi l'esilio forzato stabilito per il fratello e la sorella di un kamikaze, accusati di essere la mente di un attacco. Un terzo palestinese è stato risparmiato dal provvedimento, contrariamente agli auspici del governo che intendeva usare la sentenza per scoraggiare nuove azioni terroristiche. L'avvocato dei due fratelli condannati teme le ripercussioni di questa decisione: "Stiamo parlando di espulsioni dalle conseguenze enormi. Speriamo che la Corte blocchi tutto questo prima che la situazione si deteriori".La corte di giustizia del resto aveva già detto si' alla demolizione, senza il diritto di revisione giudiziaria, delle case appartenenti alle famiglie di persone ritenute responsabili di attentati contro gli israeliani. Le cosiddette "punizioni collettive".
Johannesburg, il summit "salvato" dagli impegni sul protocollo di Kyoto
Un paragrafo di 10 parole è l'ultimo ostacolo verso il Piano d'azione sullo sviluppo sostenibile, documento conclusivo del vertice di Johannesburg. Riguarda la salute delle donne e il rispetto dei loro diritti. Ma le organizzazioni non governative hanno già bollato il Piano come deludente. Forse l'unico risultato concreto che emergerà dal summit riguarda il protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas-serra. Il primo ministro russo Kasyanov ha annunciato la prossima ratifica da parte di Mosca. Cio' che consentirà l'effettiva entrata in vigore dell'accordo del novantasette. Il primo ministro cinese Zhu Rongji ha comunicato che Pechino ha già ratificato il protocollo.Insomma, l'adozione di un'intesa di cinque anni fa potrebbe salvare, in qualche modo, un vertice altrimenti destinato al fallimento
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4 Settembre 2002 Johannesburg, Colin Powell contestato durante il suo discorso
Nella giornata conclusiva del vertice di Johannesburg, il segretario di Stato americano Colin Powell è stato contestato. Il suo discorso è stato interrotto da bordate di fischi, e alcuni ambientalisti hanno esposto uno striscione con la scritta "Traditi dai governi". La contestazione è iniziata quando Powell ha parlato dello Zimbabwe: "La siccità e la cattiva gestione dell'economia minacciano d'aggravare la piaga della fame - ha detto il segretario di Stato -. Ci sono Paesi, un esempio è lo Zimbabwe, dove la mancanza del rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto ha esacerbato questa situazione".Dopo l'interruzione, il segretario di Stato ha aggiunto che "gli Stati Uniti sono impegnati in un programma da un miliardo di dollari per sviluppare tecnologie avanzate mirate alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra".Il discorso di Powell, il piu' alto esponente Usa considerata l'assenza del presidente George Bush, è stato pronunciato quando la maggior parte dei capi di Stato e di governo avevano già lasciato Johannesburg. Saddam Hussein: pronto a vincere la "madre di tutte le battaglie"
I venti di guerra continuano a spirare sull'Iraq. E Saddam Hussein ha rispolverato un termine già noto: la "madre di tutte le battaglie", che il leader di Baghdad dichiara di essere pronto a vincere. La Marina degli Stati Uniti ha noleggiato navi commerciali per trasportare carri armati e materiale bellico in imprecisati porti mediorientali; segno che ha già saturato la sua capacità di mobilitazione. La portaerei inglese Ark Royal è in rotta per il Mediterraneo; mentre si è appreso oggi che il premier britannico Tony Blair andrà a Washington, nelle prossime due settimane, per partecipare a una riunione di crisi col presidente George Bush. Austria, minacciano di dimettersi i ministri del partito di Haider
Traballa la coalizione di governo in Austria. Minacciano di dimettersi, infatti, i ministri del Partito liberale di Joerg Haider, formazione d'estrema destra che appoggia il cancelliere conservatore Schuessel. Il problema è tutto interno al partito: materia del contendere, il congresso straordinario."Abbiamo deciso di continuare a sostenere la coalizione e la politica di governo - dice la vicecancelliere e presidente dell'FPO Susanne Riess Passer -. Ma se ci sarà un congresso dovremo fare nuove elezioni per la dirigenza".Sullo sfondo, una lotta di potere tra la Riess Passer e Haider, che ufficialmente non ricopre piu' incarichi nel partito. La vicecancelliere ha infatti appoggiato la decisione del governo di rinviare di un anno il taglio delle tasse. Haider sostiene che cosi' tradisce il programma elettorale e intende utilizzare il congresso straordinario per forzarle la mano. Al via in Francia il primo processo contro dieci pedofili
La Francia manda per la prima volta alla sbarra un'organizzazione di pedofili. Nel tribunale di Melun, vicino Parigi, le vittime delle violenze sessuali condotte per anni da un gruppo organizzato di almeno dieci uomini apparentemente insospettabili testimonieranno davanti ai giudici le brutalità subite ad opera di nove francesi e un tedesco di età compresa tra 1 35 e i 59 anni che con piccoli regali, somme in denaro e adescamenti mirati, costringevano bambini e ragazzi a prestazioni sessuali. Alcuni degli imputati non sono nuovi a questi reati. In un filmato girato in Romania si assiste all'arresto in flagrante nel 1996 del principale accusato in questo processo. I dieci, tra cui un giardiniere, un piccolo industriale, un tecnico di laboratorio, rischiano pene fino a vent'anni. La scelta delle vittime avveniva tra le famiglie disagiate nei sobborghi intorno Parigi. Ottenuta la fiducia dei ragazzi, gite organizzate e giochi permettevano in un secondo tempo gli approcci sessuali a cui seguivano minacce per mantenere il silenzio. Gli accusati hanno definito i ragazzi consenzienti.La sentenza è attesa per il diciotto settembre. |
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6 Settembre 2002 Giustizia. Sul Ddl Cirami possibile intervento del Csm
La richiesta di una discussione sul disegno di legge verrà presnetata lunedì prossimo Roma, 6 settembre 2002 Diventa sempre più credibile l'ipotesi di un intervento del Csm sui ddl Cirami e Pittelli. I togati di tutti i gruppi si appresterebbero infatti a depositare al Comitato di presidenza la richiesta di porre all'ordine del giorno della Commissione Riforma di Palazzo dei marescialli la discussione di un parere sulle due riforme. L' iniziativa, partita dalle correnti di sinistra, avrebbe già ottenuto i consensi anche degli altri gruppi e dovrebbe dunque essere firmata dalla totalità dei togati. Proprio in queste ore sono in corso i contatti necessari per ottenere l'adesione di tutti. La richiesta indirizzata al Comitato di presidenza dovrebbe essere formalizzata lunedì prossimo, quando si terrà la prima riunione della Commissione Riforma. Sulla ammissibilità della richiesta deciderà il Comitato di presidenza, composto dal vicepresidente del Csm Virginio Rognoni e dal primo presidente e dal procuratore generale della Cassazione. L'iniziativa, destinata ad alimentare polemiche, è stat già bocciata dai laici del Polo, che la ritengono illegittima perché al di fuori delle competenze del Consiglio. Terremoto a Palermo. Il più forte degli ultimi 20 anni, 64 le scosse di assestamento
Momenti di paura per il terremoto Palermo, 6 settembre 2002 Sono 64 le scosse di assestamento avvertite in Sicilia, dopo quella fortissima che la scorsa notte ha colpito tutta la Sicilia settentrionale. Panico, crolli di cornicioni e alcune fughe di gas, molte persone ricoverate in stato di shock. Due persone anziane sono morte per la paura. Alcuni palazzi sono stati evacuati per precauzione. La principale scossa della notte è stata di magnitudo 5.6 sulla scala Richter (ottavo della scala Mercalli). Subito è stata attivata a Palermo un'unità di crisi per gestire i prossimi interventi. "E' stato il più forte terremoto nella zona degli ultimi venti anni, ma fortunatamente l'epicentro è in mare". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi, che ad Erice dirige la Scuola Internazionale di Geofisica. Le scosse Sono 64 le scosse di terremoto registrate in Sicilia dalla notte scorsa dopo l' evento principale delle 03:21 localizzato a circa 50 km a nord-nordest dell' isola, in mare (latitudine: 38.45 nord, 13.70 est,profondità 18-20 km) con una magnitudo 5.6 della scala Richter e che a Palermo ha avuto una "avvertibilità" compresa tra il V e il VII grado della scala Mercalli. I dati sono resi noti dall' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia secondo i cui esperti "l' andamento della sequenza è quello tipico, caratterizzato da una scossa principale seguita da numerose repliche di magnitudo minore". Danneggiato il Palazzo dei Normanni Palazzo dei Normanni, l' antica reggia di Federico II e attuale sede del parlamento siciliano, ha subito gravi danni provocati dalla forte scossa di terremoto della notte scorsa. Oltre alla Torre Pisana, che è stata lesionata in più punti, risulta inagibile anche Sala d' Ercole, l' aula dove si riunisce l' Assemblea Regionale Siciliana. Una profonda crepa attraversa il tetto, da una parte all' altra, all' altezza della tribuna stampa. Danni consistenti anche alla stanza di Federico II. Terrorismo. Attentato alla Cisl di Pisa: Pezzotta, non ho ricevuto minacce personali
Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta Cernobbio, 6 settembre 2002 Non è stato ancora rivendicato l'attentato alla sede della Cisl di Pisa, avvenuto ieri mattina. I sindacati hanno confermato per questo pomeriggio uno sciopero nazionale di 15 minuti. Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, non ha ricevuto minacce personali ma è molto preoccupato per gli attentati subiti dal sindacato e teme una matrice terroristica. "Sono molto, molto preoccupato - ha detto Pezzotta a margine del Forum Ambrosetti - paradossalmente ci si augura che siano dei delinquenti di strada se invece come si suppone è una cosa che ha altre matrici,un disegno calcolato, preparato, la cosa è molto preoccupante". "Saranno anche schegge del terrorismo ma da Massimo D'Antona ad oggi - ha aggiunto - questi sono ancora in giro. E finché lo resteranno le mie preoccupazioni tendono ad aumentare". "Mi chiedo se si può andare avanti così - ha concluso - ogni volta che parlo mi bruciano una sede". "Io non ho ricevuto minacce, al massimo qualche scontro dialettico ma non confondiamo le due cose, che non serve, noi litighiamo per abitudine". "Meglio che non parli. Ogni volta che parlo mi bruciano una sede", ha detto Pezzotta. "Non è possibile che in una settimana - Afferma - vengano aggredite tre sedi. Non si può andare avanti così. Sono molto, ma molto preoccupato"."A Pisa, per fortuna, l'incendio non è divampato, altrimenti bruciava tutta la palazzina. Finanziaria. Pezzotta, 20 mld bella cifra. No a tagli spesa sociale Cernobbio, 6 settembre 2002 "Credo che 20 miliardi di euro siano una bella cifra ma voglio capire meglio quali sono le ricadute reali sui lavoratori". Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, commenta così a Cernobbio, a margine del workshop dello Studio Ambrosetti, la manovra economica varata ieri dal Governo ma avverte l'Esecutivo che il Sindacato "non è disponibile a nessun taglio della spesa sociale e delle pensioni". Il leader della Cisl ce l'ha in particolare con i "rigoristi di questo Paese che - sottolinea - quando bisogna fare qualcosa pensano subito a tagliare le pensioni. Oggi invece non è assolutamente necessario". Secondo il segretario generale della Cisl "uno degli elementi che può contribuire alla politica di crescita del Paese è l'attuazione del Patto per l'Italia. E a questo proposito, Pezzotta suggerisce a Silvio Berlusconi di essere più ambizioso e di non accontentarsi di quell'1% di aumento del Pil annunciato ieri a Madrid. Questo - a suo avviso - è possibile proprio con una "rigorosa e forte attuazione del Patto, dei suoi contenuti, partendo dal Mezzogiorno, al mercato del lavoro, alla riduzione delle tasse per i ceti più deboli". Contratti, 1,4% troppo basso Per il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, per i prossimi rinnovi contrattuali, l'inflazione programmata all'1,4% "è troppo bassa. Ma per una logica di coerenza con gli accordi del Luglio '93 - spiega - il tasso di inflazione programmato non può essere uguale a quello reale, altrimenti vengono meno gli elementi di deterrenza dell'inflazione. Quando diciamo che è troppo basso - aggiunge Pezzotta - è perché pensiamo che si possano fare degli aggiustamenti che sicuramente saranno contenuti nelle piattaforme contrattuali". I condoni non ci piacciono" "Abbiamo sempre detto, anche con i precedenti governi, in tutta la nosta lunga storia, che i condoni fiscali non inducono ad atteggiamenti virtuosi nei cittadini. Per cui non ci convincono, non ci piacciono". Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, boccia così l'idea del concordato fiscale rilanciata ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Bisognerebbe fare di più sul terreno dell'evasione fiscale e delle varie evasioni contributive per recuperare risorse", ha osservato Pezzota.
Raid angloamericano contro obiettivi irakeni
Prove di forza sui cieli dell'Irak.Ieri aerei statunitensi e britannici hanno attaccato installazioni militari irakene ad ovest di Baghdad. Secondo il comando centrale americano il raid è stato la risposta ad un attacco irakeno contro velivoli alleati che pattugliavano le zone di non sorvolo istituite nel nord e nel sud del paese dopo la Guerra del Golfo del 1991. Per gli irakeni durante il raid nemico sarebbero stati colpiti obiettivi civili. Non vi sarebbero pero' state vittime. Quello di ieri è il 35 esimo attacco lanciato nell'ultimo anno dagli aerei che pattugliano le no fly zone. George Bush ha deciso di usare la diplomazia per convicere tutti dell'utilità dell'opzione militare. Oggi parlerà di Irak al telefono con Putin Chirac e Yang Zemin.Giovedi prosismo parlerà all'Onu. Al Quaeda ditro al fallito attentato contro Karzai
C'è la rete terroristica di Osama Bin Laden dietro all'attentato fallito contro il presidente afghano Amid Karzai. Almeno, di questo è convinto il ministro degli esteri Abdullah Abdullah. L'attentatore, ucciso dalle guardie del corpo del leader dopo aver sparato contro l'auto presidenziale, si chiamava Abdur Rehman. Da un mese lavorava per l'esercito afghano. Il ministro Abdullah spiega che il governo era in allerta per la possibilità di azioni terroristiche intorno agli anniversari del 9 e dell'11 settembre. Il 9 settembre scorso fu ucciso lo storico leader dell'Alleanza del Nord Ahmed Shah Massoud. Per Abdullah Al Qaeda è responsabile anche delle due esplosioni che giovedi' a Kabul vicino al ministero dell'informazione, hanno provocato decine di morti e feriti
Svezia: "ingabbiato" per chiedere liberazione figlio detenuto a Guantanamo
Una protesta di piazza per chiedere agli Stati Uniti la liberazione del figlio, detenuto nella base americana di Guantanamo a Cuba.Mehdi Ghezali, padre di un cittadino svedese di origine algerina, si è rinchiuso in una gabbia di metallio in una piazza del centro di Stoccolma, sul modelle di quelle dove erano stati rinchiusi gli uomini catturati in Afghanistan e sospettati di far parte della rete terroristica Al Qaeda.Ghezali osserverà lo sciopero della fame fino al 14 settembre per fare pressione sul governo svedese perché si attivi maggiormente con Washington. Stoccolma ha più volte sollecitato le autorità statunitensi a fornire informazioni sui campi di imputazione a carico del giovane svedese.Due giorni fa il sottosegretario agli esteri svedese ha discusso la questione con l'ambasciatore americano a Stoccolma, il quale ha promesso che darà presto una risposta. Spagna: si sposa come una "enfanta" la figlia di Aznar
Un matrimonio da regina. Il primo ministro spagnolo Jose Maria Aznar ha accompagnato all'altare la figlia minore Ana Aznar tra gli sfarzi e i riflettori, in una cerimonia che ha avuto nella stampa pari rango con quelle della famiglia reale, presente al completo. Lo scenario è quello dell'Escorial, lo smisurato complesso dove sono sepolti re e regine. Il fortunato è Alejandro Agag, già segretario personale del premier, poi leader dei popolari in Europa, elemento di spicco della politica spagnola. Per lui una vera incoronazione, sancita da una lista degli invitati, 1200, con tutti i nomi che contano. Tra i testimoni, Tony Blair e Silvio Berlusconi. C'é materiale da far sgorgare fiumi d'inchiostro e non solo sui rotocalchi. Un matrimonio quello del delfino del premier con la figlia appena ventunenne che arriva con una dote cospicua in prestigio per tutti, non ultimo per il beneamato paparino. Un congedo di lusso per la fine, sempre più vicina, del suo mandato, e un trampolino di lancio in visibilità per ambiziosi traguardi: si parla per Aznar della Commissione europea
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10 Settembre 2002 La Svizzera aderisce all'Onu
NY: tutto pronto per l'anniversario dell'11/9
Al Qaida: spunta un nuovo video
Francia, s'aggrava il bilancio del maltempo
Sabotaggio o incidente?
Blair: "non si può stare a guardare"
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Giovedì, 12 Settembre 2002 Iraq. Bush oggi all'ONU: necessario attacco preventivo. Annan frena: solo Nazioni Unite possono autorizzare una
Bush deciso a convincere l'Assemblea Generale ONU: bisogna attaccare Saddam New York, 12 settembre 2002 Fox news la dà già come notizia certa: domani il Comando Centrale americano di Tampa (Florida) inizierà a trasferirsi in una base aerea in Qatar per preparare l'attacco all'Iraq. Ma il Pentagono smentisce: solo un piccolo contingente di 600 soldati del Centcom prenderà parte ad una esercitazione di una settimana a novembre nel Qatar. Mentre cresce l'attesa per il discorso che il presidente George Bush terrà nel pomeriggio all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il segretario ONU Kofi Annan gioca d'anticipo e fissa limiti precisi all'interventismo americano: solo dal Palazzo di Vetro, si legge nel testo del discorso con il quale aprirà oggi i lavori dell'Assemblea, può arrivare l'autorizzazione all'uso della forza. Un'azione unilaterale di Washington, insomma, sarebbe da considerare illegale e pericolosa per gli equilibri internazionali. Segnali Contrariamente al solito, il testo del discorso del segretario generale è stato diffuso in anticipo, ieri sera, avendo cura di farne pervenire copia alla rappresentanza Usa al Palazzo di Vetro. In mattinata Annan lo leggerà ai delegati dei 190 Paesi membri, parlando pochi istanti prima che dalla tribuna degli oratori si affacci lo stesso Bush. E le sue saranno parole chiare: "Quando gli Stati decidono di usare la forza per affrontare le maggiori minacce alla pace e alla sicurezza internazionali - scrive il diplomatico ghanese - non esiste alcun sostituto alla legittimazione unica assicurata dalle Nazioni Unite. Oggi mi ergo davanti a voi nelle vesti di un multilateralista, in base ai precedenti, ai principi, alla Carta delle Nazioni Unite e alle obbligazioni che ne derivano". Attacco preventivo e multilateralità Bush, si sa, cercherà di convincere l'uditorio sulla necessità di un attacco preventivo a Baghdad, attuabile eventualmente anche in maniera unilaterale e senza particolare preavviso, ha sempre sostenuto. Nel testo del suo intervento, Annan sostiene che "persino i Paesi più potenti sanno di aver bisogno di collaborare insieme agli altri, nel quadro di istituzioni multilaterali, per raggiungere i loro obiettivi". Conseguenze incontrollabili Ieri lo stesso Kofi Annan, ai microfoni della radio della Bbc, ha messo in guardia gli Stati Uniti da un attacco militare unilaterale: "E' estremamente importante che l'intervento sia multilaterale, il che significa che sia sanzionato dal Consiglio di Sicurezza". E ancora: "Se qualcuno si muove in maniera unilaterale, o insieme a uno o due Paesi, non sappiamo che cosa può accadere alla fine, quali possono essere le inattese conseguenze di questo conflitto". Il ruolo internazionale degli USA Nel suo intervento Annan richiamerà Washington alle responsabilità di unica vera Grande Potenza globale: "Più un paese fa ricorso alle istituzioni multilaterali, in modo tale da rispettare i valori condivisi e da accettare gli obblighi e le limitazioni inerenti a quei valori, più gli altri gli mostreranno fiducia e rispetto, e più forti saranno le sue opportunità di esercitare una leadership autentica". Certo, l'Iraq sta sfidando le risoluzioni del Consiglio di sicurezza. Il ritorno degli ispettori, afferma Annan, è "un indispensabile primo passo" per assicurare al mondo che i micidiali armamenti di Bagdad sono stati smantellati, in vista di una eventuale revoca delle sanzioni Onu. E una guerra non si può escludere a priori: "Se l'Iraq persisterà nel suo atteggiamento di sfida, il consiglio di sicurezza dovra' affrontare le proprie responsabilità". Medio Oriente e Afghanistan: ONU e USA divisi Passi significativi del discorso di oggi Annan li dedicherà anche alla questione palestinese, correlata inevitabilmente ad un eventuale attacco all'Iraq: Israele e palestinesi devono accettare la coesistenza, ponendo fine al terrorismo e all'occupazione. "Potremo arrivare a questo solo se ci muoveremo rapidamente e in parallelo, su tutti i fronti", sostiene ancora Annan. E su questo punto, ancora una volta, è palese la distanza dalle posizioni dell'amministrazione Bush: il segretario generale delle Nazioni Unite torna a rilanciare l'idea di una conferenza internazionale di pace sul Medio Oriente, da tenersi quanto prima. Un'ipotesi caldeggiata, è vero, per mesi dagli stessi americani, ma poi sostanzialmente abbandonata. Sull'Afghhanistan, Annan ribadisce che il governo del presidente ad interim Hamid Karzai necessita di aiuto e appoggio per estendere il proprio controllo sull'intero Paese, oltre che su Kabul e altre località di primo piano. "Senza ciò, tutto il resto può andare perduto". Ma anche qui, gli Stati Uniti, in linea di massima, non sono sulla stessa lunghezza d'onda vedono di buon occhio un ampliamento dell'attuale mandato della Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza, ora limitato ai dintorni della capitale.
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13 Settembre 2002
Bush: "ciò che i nostri nemici hanno iniziato noi concluderemo" Tutto un simbolo il discorso di George W. Bush ieri sera alla Nazione, tenuto aEllis Island, primo assaggio del suolo americano per milioni di immigrati, per sfondo la statua della Libertà e uno skyline che da un anno è cambiato per sempre. Il presidente americano ha ricordato la lotta al terrorismo intrapresa dal Paese, la pazienza e la risolutezza dell'America, la coalizione internazionale che ha saputo creare. Quindi l'allusione a Saddam, mai nominato direttamente: "non permetteremo a un terrorista o tiranno qualsiasi di minacciare la Civiltà con armi di distruzione di massa." Il discorso di ieri sera segnava la fine del periplo presidenziale sui luoghi dell'11 settembre: il Pentagono a Washington, la Pennsylvania, Ground Zero a New York. In un discorso impregnato dei valori morali che hanno fatto l'America, Bush ha sferrato la stoccata retorica finale: "ciò che i nostri nemici hanno iniziato, ha detto, noi concluderemo." Il discorso di ieri è stato il preambolo a quello che il presidente americano terrà oggi davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una fiamma per ricordare - New York commemora così le vittime dell'11 settembre
Si è concluso così, il primo anniversario del più grave attentato della storia americana. A Battery Park, alla punta sud dell'isola di Manhattan a New York, il sindaco Michael Bloomberg ha acceso una fiamma eterna destinata a tenere perennemente viva la memoria delle vittime in un luogo che fino a un anno fa era ancora all'ombra delle torri gemelle. Alla cerimonia hanno preso parte decine di capi di stato e di governo dall'afghano Karzai, allo stesso presidente del consiglio italiano italiano Silvio Berlusconi. Tutti i presenti si sono poi riuniti a cantare "america the beautiful", l'america meravigliosa, una canzone già intonata più volte nella giornata di ieri. A pochi chilometri, sul grande prato di central park, migliaia di persone con candele accese hanno seguito la cerimonia sul maxi-schermo per ricordare anche loro quel giorno di un anno fa in che ha cambiato la storia di una nazione. Sullo stesso spazio si è poi tenuto un concerto commemorativo durato sino a tarda notte. 11/9: a New York una fiamma perenne, la accende Bloomberg
"Accendiamo una fiamma della libertà, destinata ad estendersi a tutto il mondo": il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha acceso una fiamma eterna, nel parco di Battery, estremo sud di Manhattan: quasi di fronte alla statua della libertà ed a poca distanza da Ground Zero. Il punto ideale per ricordarne le vittime e per ribadire il messaggio che dall'undici settembre è stato tratto: lotta al terrorismo e per la libertà. Accanto a Bloomberg, è intervenuto anche il segretario di stato, Colin Powell, e nel parco erano presenti varie personalità internazionali. Tra gli altri il presidente afghano Karzai, i primi ministri di Canada, Giappone, Italia. Sicilia, 15 clandestini pakistani potrebbero essere terroristi di Al Quaida
Gli inquirenti italiani sono sicuri che 15 clandestini pakistani arrestati nell'agosto scorso siano terroristi, probabilmente di Al Quaida. Il gip del tribunale di Caltanissetta ha emesso ordinanze di custodia cautelare con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico. Ma sembra che i 15 non avessero intenzione di compiere attentati in Italia.I servizi segreti di Roma, in collaborazione con quelli della Marina statunitense di stanza a Sigonella, stanno decifrando documenti trovati addosso ai clandestini e verificando i numeri di telefono, soprattutto spagnoli e francesi, che avevano con sé.I pakistani vennero bloccati sulle acque al largo della Sicilia, mentre si trovavano a bordo d'un mercantile battente bandiera di Tonga, carico di piombo, partito da Casablanca e ufficialmente diretto in Libia. Il loro comportamento era stato giudicato sospetto dall'equipaggio rumeno della nave. Su segnalazione dei servizi segreti, motovedette della polizia e della guardia costiera costrinsero l'imbarcazione a dirigere verso il porto di Gela. I nomi di alcuni degli arrestati compaiono in inchieste americane sul terrorismo. BR: Francia e Italia trovano l'accordo sulle estradizioni Parigi rinuncia alla cosiddetta "dottrina
Mitterrand": i ministri della giustizia italiano e francese, sugli ex brigatisti rifugiati in Francia, hanno trovato un accordo che prevede l'estradizione solo per delitti eccezionalmente gravi se commessi più di vent'anni fa; un'analisi caso per caso dei crimini avvenuti tra l'ottantadue ed il novantatre; mentre successivamente scatta il mandato d'arresto europeo. Soddisfatto il guardasigilli italiano: "si trattava - ha detto - di conciliare le garanzie in materia di diritti umani con la necessità di far scontare pene relative a reati particolarmente odiosi". Gli ex brigatisti, ed alcuni intellettuali ed associazioni francesi, avevano gridato al tradimento già il venticinque agosto, quando fu estradato verso l'Italia Paolo Persichetti, che era stato condannato nella penisola a ventidue anni di carcere per complicità nell'omicidio del generale Giorgeri, avvenuto nell'ottantasette. Due anni prima l'allora presidente francese Mitterrand aveva promesso che la Francia non avrebbe estradato i brigatisti se questi avessero rinunciato alla violenza.
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Domenica 15 Settembre 2002 Veltroni: "Quella piazza strapiena fa bene alla democrazia. Fa bene ai partiti"
Arriva direttamente da Roma Walter Veltroni. E si vede. Non solo perché parla della "sua città", di come la governa, ma soprattutto perché non riesce a trattenere l'entusiasmo. E' decisamente contento di come sia andata a Piazza San Giovanni. E' meravigliato di come, qui a Modena - "nonostante Modena-Milan" - ci sia una sala gremita. Insomma meglio di così. Tutti venuti per seguire quella che dovrebbe essere un'intervista. Ma visto il clima della giornata l'intervista esce un po' dagli schemi e come dice lo scrittore Sandro Veronesi con lui sul palco "non potrebbe essere diversamente". Allora, il tema di apertura: il Girotondo. "Conosco piazza San Giovanni come le mie tasche - dice il sindaco della capitale - e sono anni che non la vedevo così gremita. Questo è il segno che qualcosa nella società italiana sta cambiando. Centinaia di migliaia di persone scese in piazza per manifestare disagio, inquietudine, delusione verso un governo che sta svelando tutti i suoi inganni". Segnali forti dunque che non possono essere travisati o resi per quello che non sono. "La manifestazione di oggi non è stata come l'hanno presentata o come la vogliono raccontare - ha proseguito un incontenibile Veltroni - non c'erano estremismi ma solo una richiesta corale di unità". La famosa e tanto invocata unità del centro sinistra che mai come nelle ultime settimane è stata ricordata, richiesta, desiderata. Tanto che almeno sullo slogan tutti, ma proprio tutti sembrano convenire: "Uniti si vince". E Veltroni lo ricorda con i fatti. Le elezioni come prova decisiva. Si deve ripartire da quella lezione, dalle vittorie di quando si "era tutti uniti" per guardare avanti. Ai prossimi obiettivi, alle elezioni regionali e a quelle politiche "che dovrebbero essere fra tre anni, ma vista la sofferenza del paese potrebbero anche arrivare prima" dice Veltroni e cita come esempi le ultime manovre di Castelli e Lunardi. Ma a proposito di guardare avanti l'altro "comandamento" di Veltroni, dopo l'unità è il dialogo con i movimenti. Perché la politica non deve essere il totem di sè stessa - ha detto con durezza il sindaco - ma deve accorgersi della società civile che si organizza". Come? "Attraverso il linguaggio del realismo e l'unità appunto". E tanto per ribadire il concetto, Veltroni non risparmia critiche a "una certa idea della politica per cui viene il partito prima di tutto" mentre questa idea non vale in un sistema bipolare "dove la priorità spetta alla coalizione". Non c'è dubbio che sabato sera la passione di piazza San Giovanni si respiri anche nell'aria modenese. Con estrema naturalezza il tema della serata, ovvero "Il nostro tempo tra angosce e speranze", scivola all'ombra del girotondo. Che stasera dopo questa lunga giornata lascia sperare tutti. |
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16 Settembre 02 |
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Attentato a Grozny: undici morti
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Svezia: Persson ferma le destre in Eropa | L'Arabia: si' alla guerra contro l'Iraq se approvata dall'Onu | Kashimir indiano alle urne. Ma è la violenza a farla da padrone | Macedonia al voto senza incidenti gravi. |
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17 Settembre 2002 |
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Attentato suicida nel nord di Israele Un morto e diversi feriti: uno grave. |
18 Settembre 2002 Crisi Usa-Iraq: le certezze di Bush Quest'uomo non inganna nessuno", parola di George Bush. Il |
Coree piu' vicine, si aprono i cancelli della zona smilitarizzata Una cerimonia ha segnato il riavvicinamento tra le due Coree. |
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Medio Oriente, Arafat di nuovo sotto assedio
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Possibile un prossimo ritorno degli ispettori dell'Onu in Iraq |
Edmund Stoiber, il candidato bavarese
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Il governo britannico lancia l'Hazard perception test. Ed è già polemica. |
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23 Settembre 2002
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Germania:
SPD-verdi di nuovo al governo
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Arafat: "Consegnare i miei uomini è un suicidio politico" | Golpe in Costa d'Avorio: sono gli stranieri, dice il presidente |
| Sono ancora più di ottanta i dispersi per la valanga nel sud della Russia | "Isidore" semina panico in Centro America |
24 Settembre 2002
| La Germania resta rosso-verde |
Germania: Fisher trionfante |
CDU-CSU: il successo relativo di Stoiber non basta | Medioriente: sciopero generale e proteste di piazza a sostegno di Arafat | Perejil, ancora occasione di tensione ispano-marocchina | Russia, aumenta il numero dei dispersi sotto la frana di ghiaccio |
| Un'altra tragedia di clandestini vicino a Ragusa |
Londra: in 400.000 per dire no all'abolizione della caccia alla volpe
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25 Settembre 2002
| Ha fatto il suo intervento alla camera dei comun | I documenti di Blair: "Saddam prepara l'atomica". | Passa all'Onu una risoluzione contro Israele | Kashmir voto ad alta tensione | A Bilbao, muoiono in un'esplosione due presunti militanti dell'Eta |
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Spagna: appuntamenti al buio per sconfiggere la solitudine |
27 Settembre 2002
| Washington preme per una risoluzione ultimatum dell'Onu |
"Saddam Hussein nasconde uomini di al Quaeda"
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Scandalo maturità in Gran Bretagna: oggi la pubblicazione dell'inchiesta |
30 Settembre 2002
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Incontri Onu-Iraq a Vienna per decidere sull'invio degli ispettori |
Finito l'assedio a Ramallah, Arafat riceve una delegazione francese | Putin a Sharon: "No al terrorismo palestinese, no all'assedio ad Arafat" | Elezioni serbe: ballottaggio Kostunica-Labus | Costa d'Avorio, ponte aereo per l'evacuazione dalle città occupate dai ribelli | Costa d'Avorio, ponte aereo per l'evacuazione dalle città occupate dai ribelli |