Cronologia

Domenica 15 Settembre 2002

Veltroni: "Quella piazza strapiena fa bene alla democrazia. Fa bene ai partiti"

Arriva direttamente da Roma Walter Veltroni. E si vede. Non solo perché parla della "sua città", di come la governa, ma soprattutto perché non riesce a trattenere l'entusiasmo. E' decisamente contento di come sia andata a Piazza San Giovanni. E' meravigliato di come, qui a Modena - "nonostante Modena-Milan" - ci sia una sala gremita. Insomma meglio di così.

Tutti venuti per seguire quella che dovrebbe essere un'intervista. Ma visto il clima della giornata l'intervista esce un po' dagli schemi e come dice lo scrittore Sandro Veronesi con lui sul palco "non potrebbe essere diversamente". Allora, il tema di apertura: il Girotondo. "Conosco piazza San Giovanni come le mie tasche - dice il sindaco della capitale - e sono anni che non la vedevo così gremita. Questo è il segno che qualcosa nella società italiana sta cambiando. Centinaia di migliaia di persone scese in piazza per manifestare disagio, inquietudine, delusione verso un governo che sta svelando tutti i suoi inganni".

Segnali forti dunque che non possono essere travisati o resi per quello che non sono. "La manifestazione di oggi non è stata come l'hanno presentata o come la vogliono raccontare - ha proseguito un incontenibile Veltroni - non c'erano estremismi ma solo una richiesta corale di unità". La famosa e tanto invocata unità del centro sinistra che mai come nelle ultime settimane è stata ricordata, richiesta, desiderata. Tanto che almeno sullo slogan tutti, ma proprio tutti sembrano convenire: "Uniti si vince". E Veltroni lo ricorda con i fatti. Le elezioni come prova decisiva. Si deve ripartire da quella lezione, dalle vittorie di quando si "era tutti uniti" per guardare avanti. Ai prossimi obiettivi, alle elezioni regionali e a quelle politiche "che dovrebbero essere fra tre anni, ma vista la sofferenza del paese potrebbero anche arrivare prima" dice Veltroni e cita come esempi le ultime manovre di Castelli e Lunardi.

Ma a proposito di guardare avanti l'altro "comandamento" di Veltroni, dopo l'unità è il dialogo con i movimenti. Perché la politica non deve essere il totem di sè stessa - ha detto con durezza il sindaco - ma deve accorgersi della società civile che si organizza". Come? "Attraverso il linguaggio del realismo e l'unità appunto". E tanto per ribadire il concetto, Veltroni non risparmia critiche a "una certa idea della politica per cui viene il partito prima di tutto" mentre questa idea non vale in un sistema bipolare "dove la priorità spetta alla coalizione".

Non c'è dubbio che sabato sera la passione di piazza San Giovanni si respiri anche nell'aria modenese. Con estrema naturalezza il tema della serata, ovvero "Il nostro tempo tra angosce e speranze", scivola all'ombra del girotondo. Che stasera dopo questa lunga giornata lascia sperare tutti.

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