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E' atteso per oggi il rapporto della Commissione Europea che darà il via libera ufficioso all'ingresso nell'Unione di dieci paesi, già a partire dal 2004
Sarà comunque il Vertice europeo di Copenhagen a metà dicembre, a formalizzare l'ingresso di Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Malta e Cipro. Restano però ancora dei nodi da sciogliere. La questione degli aiuti all'agricoltura e dei fondi strutturali, ad esempio, investe il rapporto con la Polonia, paese al quale la Commissione chiede di impegnarsi di più nella lotta alla corruzione. Analoga raccomandazione per l'Ungheria, la quale dovrà anche porre fine alle discriminazioni nei confronti delle popolazioni rom che vivono sul suo territorio. Sforzi più intensi per reprimere la criminalità economica sono richiesti anche alla Repubblica Ceca, mentre sono rinviati al 2007 i dossier per l'allargamento a Romania e Bulgaria, cui la Commissione riconosce di aver costruito una economia di mercato, chiedendo però di rafforzare l'apparato amministrativo e quello giudiziario. Il livello del sistema economico di questi due paesi, nota la Commissione, obbliga ad attendere ancora prima dell'apertura all'Unione. Resta infine senza data l'avvio dei negoziati di adesione della Turchia, per la quale la Commissione giudica non ancora raggiunti gli standard di democratizzazione, nonostante la recente abolizione della pena di morte e le timide aperture alla comunità kurda. Ankara ieri ha minacciato di rivedere le relazioni con l'Europa se la sua richiesta di entrare nell'Ue non verrà messa in calendario entro quest'anno. Irlanda del nord. Ultimatum del premier Trimble: fuori lo Sinn Fein dal governo
La crisi del governo semiautonomo nordirlandese è rinviata, ma forse solo di sette giorni. Come annunciato il capo del governo di Belfast David Trimble non ha ceduto sulla richiesta di espulsione dall'esecutivo dei ministri dello Sinn Fein, travolti dallo scandalo delle fuga di informazioni riservate.Durante il colloquio col premier britannico Tony Blair Trimble ha calato sul tavolo il suo ultimatum: sette giorni per accettare la mozione di esclusione dello Sinn Fein dal governo nordirlandese.In caso contrario il premier e i ministri unionisti si dimetteranno segnando la fine dell'amministrazione semiautonoma e il ritorno sotto il controllo diretto di Londra.Giovedì Blair riceverà il leader dello Sinn Fein Gerry Adams, che ha finora respinto tutte le accuse mosse ai militanti repubblicani. Adams ha parlato di manovra mediatica orchestrata dagli unionisti La crisi è stata innescata dallo scandalo delle informazioni riservate detenute da membri dello Sein Fein. Venerdì scorso la polizia ha perquisito gli uffici dell'ala politica dell'Ira nel palazzo di Stormont. Due persone, tra cui il segretario del partito, sono finite in manette. Spagna: strage di clandestini a largo di Cadice. Donne incinta tra le vittime
A Cadice, nel sud della Spagna, fanno sempre piu' spesso rotta i clandestini in cerca di un futuro migliore.Anche questo viaggio è finito in tragedia. Sarebbero 9 gli immigrati, tutti di origine maghrebina, morti a seguito del naufragio della carretta che li doveva portare sulle coste spagnole. 28 persone sono state tratte miracolosamente in salvo, ma il mare potrebbe restituire altri corpi senza vita.Tra i clandestini c'erano molte donne. Alcune incinta, figurerebbero nella lista dei deceduti.Neppure l'arrivo della stagione fredda sembra fermare i disperati, un fenomeno che preoccupa sempre di piu' le autorità spagnole. Dall'inizio di quest'anno Madrid ha già rimpatriato 40mila clandestini Crisi della Fiat, a rischio 10mila posti di lavoro in Italia
La crisi di Fiat, principale produttore di automobili in Italia, comincia a ripercuotersi sul piano occupazionale. Per oggi a Torino è previsto un incontro della direzione con i sindacati nel corso del quale verranno precisati i piani aziendali che prevedono consistenti tagli occupazionali prima della cessione di Fiat Auto al gruppo General Motors. Ma già ieri erano entrati in agitazione i lavoratori degli stabilimenti di Arese in Lombardia e Termini Imerese in Sicilia, dove è grande l'allarme sociale. A Termini Imerese, vicino a Palermo, alle proteste degli operai che rischiano il posto di lavoro si somma la solidarietà degli enti locali e della chiesa, tutti preoccupati per gli effetti che la decisione di chiudere gli stabilimenti potrà produrre. Petroliera francese: esperti a caccia d'indizi che confermino l'attentato
Attentato o incidente? Il giallo sull'esplosione della petroliera francese al largo delle coste yemenite continua.L'inchiesta è in corso: da ieri esperti francesi e yementiti stanno raccogliendo indizi che potrebbero avvalorare la tesi dell'attentato, inizialmente respinta dalle autorità locali. La deflagrazione di domenica aveva provocato nello scafo della Lindberg, uno squarcio di almeno 8 metri. Secondo la società armatrice, solo cause esterne avrebbero potuto fare un danno simile. Impossibile che si sia trattato di un problema tecnico anche per il comandante della nave e per uno dei suoi marinai, l'unico che avrebbe visto un peschereccio a ridosso dello scafo prima dell'esplosione. Non ci sono invece dubbi sui rischi di un'imminente catasrofe ambientale: su queste coste potrebbero arrivare centinaia di litri di petrolio fuoriusciti. Risoluzione dell'Onu sull'Iraq: si avvicina l'accordo?
Risoluzione dell'Onu sull'Iraq: l'ora del compromesso sembra approssimarsi. Mentre il Consiglio di sicurezza sta ancora aspettando l'annunciata, e già contestata, proposta anglo-americana, potrebbe essere la Francia a mettere d'accordo tutti. I russi, che fino a ieri dicevano no all'idea stessa di nuova risoluzione, ora appaiono tentati dal piano in due tempi proveniente da Parigi. In sostanza: un primo testo definirebbe solo i termini della missione d'ispezione in Iraq. Le minacce figurerebbero su un'eventuale secondo testo, semmai Baghdad non rispettasse gli impegni. In ogni caso, quello che il capo degli ispettori Hans Blix chiede è una definizione chiara degli obiettivi: "Non sarebbe corretto andare laggiu' e poi scoprire che c'è una nuova risoluzione in arrivo che ci chiede di fare qualcosa di piu' o di diverso per cui ci ritroveremmo a dover concludere nuovi accordi". Blix avrebbe già avanzato delle riserve su certi aspetti della bozza di proposta di risoluzione anglo-americana che circola fra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu. In particolare sulla definizione di nuove zone vietate all'aviazione irachena, o sulla possibilità di far uscire dall'Iraq ufficiali e scienziati per interrogarli. Il massacro? Un successo, commenta Sharon
Innescata dall'ultimo sanguinoso raid israeliano lunedì a Khan Younis nella striscia di Gaza, riparte come una fiammata la violenza in medioriente. Due israeliani versano in gravi condizioni dopo essere caduti in un'imboscata palestinese martedì mattina fuori Hebron. E nella città della Cisgiordania l'episodio ha scatenato un gruppo di coloni che hanno attaccato i proprietari di una drogheria palestinese nel centro storico, mettendo tutto a soqquadro. L'attacco di ieri che ha lasciato sul terreno 14 morti e 80 feriti è stato giudicato da Ariel Sharon "un successo", constatazione che equivale, per i palestinesi, a una dichiarazione di guerra. I funerali di alcune delle vittime a Gaza hanno mostrato le divisioni interne tra i palestinesi: i militanti di Hamas hanno lanciato sassi contro la propria polizia, che ha risposto sparando in aria.
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