Domenica, 31 Ottobre, 2004

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Commissione europea: Buttiglione si fa da parte.

Designato commissario europeo alla Giustizia è stato travolto dalle polemiche sollevate dalle sue dichiarazioni su omosessualità e matrimonio, ritenute illiberali dall'europarlamento.

Vani sono stati i tentativi del presidente del consiglio italiano di salvare il suo candidato, dopo un faccia a faccia di 40 minuti con Berlusconi ieri sera, Buttiglione oggi ha affermato.

"Sono pronto a farmi da parte per favorire il percorso della commissione Barroso, alla quale auguro pieno successo".

Adesso è toto nomi sul sostituto. Si è parlato di Letizia Moratti, Franco Frattini, si è rifatto anche il nome di Mario Monti. In pole position sarebbe il ministro degli Esteri, Frattini.

L'ultimo atto del caso Buttiglione si è consumato ieri a Roma all'ombra delle cerimonie per la firma della Costituzione europea.A Bruxelles intanto il partito popolare europeo e quello socialista hanno chiesto altri cambianti in seno all'esecutivo di Barroso, la partenza di Buttiglione, sostengono, non significa che tutte le difficoltà siano superate.

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Prima riunione dell'Olp senza Arafat. Smentita la diagnosi di leucemia

Per la prima volta senza Yasser Arafat, alla Muqata di Ramallah si è riunito il Comitato esecutivo dell'Olp. Una riunione al contempo simbolica e concreta, alla quale erano presenti Abu Mazen, ex premier, e il suo successore attualmente in carica, Ahmed Qorei, e che si è conclusa con la decisione di convocare per domani il Consiglio Legislativo.

I principali dirigenti palestinesi puntano a mostrare che l'impedimento del vecchio leader non crea irreparabili vuoti di potere.

In Francia, all'ospedale militare Percy di Clamart dove Arafat è ricoverato da ieri, i medici hanno chiuso le porte alle visite. Il consigliere del presidente Nabil Abu Rudeina, dopo aver smentito che ad Arafat sia stata diagnosticata la leucemia e che abbia perso coscienza, ha aggiunto che "i risultati preliminari degli accertamenti clinici sono migliori del previsto".

Sulle condizioni di Arafat arriva infine da Washington un commento del segretario di stato Colin Powell, che si è detto "contento che il leader palestinese sia curato nelle migliori condizioni in un luogo dotato di tutti i mezzi scientifici necessari".

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Baghdad, bomba ad al-Arabiya, numerosi i morti e i feriti

Cresce di ora in ora il bilancio delle vittime di una esplosione nel centro di Baghdad. Almeno sette morti e 16 feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio. All'origine lo scoppio di una autobomba nel parcheggio usato dal personale della tv satellitare al-Arabiya. Al momento non si hanno elementi per stabilire se si sia trattato di un attentato suicida.

La sede di al-Arabiya si trova a Mansur, il quartiere occidentale della capitale irachena, non lontano dall'ambasciata saudita, da quella spagnola e dalle sedi di diverse organizzazioni internazionali.

Altra violenza nella provincia di al-Anbar, a est di Baghdad, dove otto marines statunitensi sono rimasti uccisi e altri nove feriti mentre stavano conducendo una operazione militare sul terreno.

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Ucraina alle urne tra accuse di brogli, censure e voto di scambio

L'Ucraina si prepara ad andare alle urne, domenica, per eleggere il nuovo presidente della repubblica. Archiviata una tesa campagna elettorale, nella seconda repubblica ex sovietica per importanza, sono stati installati 33.000 seggi, per accogliere oltre 37 milioni di aventi diritto. L'Ucraina, il cui territorio è esteso quanto la Francia, ha 50 milioni di abitanti.

Le elezioni si svolgono in un clima di forte contrapposizione. Dei 24 candidati solo due hanno concrete chanches di successo. Il primo è Viktor Yushenko, orgogliosamente filo-statunitense, espressione degli ambienti liberali e nazionalistici, e protagonista di una violenta campagna anticorruzione.

"I primi ministri ucraini possono dividersi tra quelli che hanno avuto guai con la giustizia e gli altri. Io appartengo al secondo gruppo", ha detto tra gli applausi chiudendo la campagna elettorale.

Obiettivo delle accuse il premier in carica, Viktor Yanukovich, sostenuto energicamente dal Cremlino che non accetta il rischio di una Ucraina fuori dalla sua diretta influenza. Pochi giorni fa Putin in persona era giunto a Kiev per le celebrazioni del sessantesimo della liberazione del paese dal nazismo e per dare una mano al suo candidato preferito, che ha dalla sua anche l'appoggio del presidente uscente, il discusso Leonid Kuchma.

Durante tutta la campagna elettorale i candidati dell'opposizione hanno denunciato episodi di voto di scambio e censure sui media. Sul processo elettorale vigileranno seicento osservatori internazionali.

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Elezioni USA: Kerry in vantaggio, Edwards alle urne per l'early voting

Forse diventerà il numero due ma per ora è sicuramente il numero uno grazie all'early voting.John Edwards, il candidato democratico alla vicepresidenza degli Stati Unitiè infatti il primo ad aver votato: lo ha fatto ieri con la moglie a Raleigh, nella Carolina del Nord, mentre John Kerry dal Wisconsin lanciava i suoi ultimi durissimi attacchi contro l'avversario George W.Bush, a tre giorni dall'appuntamento elettorale del due novembre.

"Quando Osama Bin Laden e Al Quaeda erano stati messi all'angolo sullemontagne di Tora Bora, fu un errore affidare la loro cattura ai signori della guerra, quelli che una settimana dopo combattevano contro di noi." ha affermato il senatore Kerry che i sondaggi danno oggi in vantaggio di un punto su Bush.

Il presidente repubblicano dal Michigan torna sul tema della sicurezza:"Se l'America mostrasse in questa decade la minima esitazione o debolezza, il mondo scivolerebbe verso la tragedia. E questo non accadrà durante il mio mandato."

L'irruzione dell'ultimo video di Osama Bin Laden nella scena politica americanacontinua a dominare le ultime ore della campagna elettorale. Malgrado le promesse del presidente, il capo di Al Quaeda appare vivo e vegeto e questo potrebbe incidere non poco sul suo elettorato a due giorni dal voto.

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Sabato, 30 Ottobre, 2004

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Ue, Costituzione firmata. Prodi: «Adesso il difficile cammino delle ratifiche»
di red.

La costituzione europea: «Un bene per il mondo intero», uno strumento e una speranza di pace. Il sindaco di Roma Walter Veltroni è il primo a parlare nella cerimonia di apertura che si sta svolgendo in Campidoglio nell'Aula Giulio Cesare. Il suo discorso è incentrato su quelle che possono dirsi le radici dell'Europa: i valori «della solidarietà, della condivisione, della tolleranza, della giustizia sociale, del dialogo tra le religioni».

Di «data storica per l'Europa» ha parlato il premier Silvio Berlusconi, dopo aver esordito ricordando il 25 marzo 1957 quando sempre a Roma, nella stessa Sala degli Orazi e Curiazi, firmarono i sei paesi fondatori dell'Ue . Berlusconi ha poi annunciato di aver convocato oggi «un consiglio dei ministri straordinario per la ratifica del trattato. Perché l'Italia - ha detto - che ospita la cerimonia della firma, sia il primo paese a ratificare l'accordo sulla Costituzione europea». Mentre il presidente della Commissione europea Romano Prodi ha ricordato il difficile cammino politico delle ratifiche da da parte dei parlamenti e dei popoli. «Sono decisioni che non possiamo dare per scontate», ha detto Prodi nel suo discorso. «Toccherà ai governi mantenere i dibattiti parlamentari e le campagne referendarie sul tema della Costituzione, evitando che questi vengano dominati dalle polemiche politiche nazionali», ha aggiunto Prodi. Tutti e 25 i Paesi firmatari sono chiamati infatti a ratificare il trattato con una legge parlamentare o tramite referendum. Se un solo Paese non lo fa il trattato diventa lettera morta.

Poi il momento della firma del Trattato alla presenza del presidente della Repubblica Ciampi che ha parlato di «un sogno che si realizza». L'Italia è stato il decimo Paese ad apporre la firma (si seguiva l'ordine alfabetico dei nomi nelle lingue nazionali), a firmare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il ministro degli Esteri Franco Frattini. Dopo Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia e Irlanda. A firmare sono i 25 Stati membri dell'Unione. Con la firma del premier britannico Tony Blair e del ministro degli Esteri Jack Straw finisce la cerimonia. Ora dovrà essere ratificato dai governi degli Stati nazionali e in molti Paesi sarà sottoposto a referendum. I tre Paesi candidati a entrare nella Ue, Bulgaria, Romania e Turchia hanno firmato solo l'Atto finale del Trattato. Il presidente della Croazia, Paese osservatore, ha consegnato una dichiarazione di intenti del governo al presidente del Consiglio europeo. La cerimonia si è chiusa, infine, sulle note dell'Inno alla gioia, inno ufficiale dell'Unione Europea.


E mentre in Campidoglio si svolgeva il cerimoniale, i romani hanno fatto i conti con i disagi causati dalla chiusura del traffico nel centro storico. Bus deviati, capolinea soppressi, parcheggi impossibili, strade chiuse anche per i pedoni. Molti gli uffici comunali e i musei chiusi.

A partire dalle 8,30 fino alle 14 niente traffico privato per l'intera zona Ztl allargata fino a via Numa Pompilio, Terme di Caracalla, Porta San Paolo, via degli Annibaldi, Colle Oppio, piazza della Repubblica, via Nazionale, via Veneto e via Bissolati. L'area compresa tra il Circo Massimo, via Petroselli, piazza Bocca della Verità, piazza Venezia e via dei Fori Imperiali, fino a largo Corrado Ricci, nelle stesse ore non potrà essere percorsa nemmeno a piedi, eccezion fatta per residenti e addetti ai lavori in possesso di accredito.

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Middle East. Arafat ha lasciato Ramallah per Parigi. Verrà curato in un ospedale militare

Lascia la sua residenza della Muqata, a Ramallah, Yasser Arafat, dopo quasi tre anni vissuti sotto l'assedio israeliano. Accompagnato da una folla rumorosa, l'anziano leader raggiunge l'elicottero militare giordano atterrato su una spianata di fortuna e vi sale a bordo sulle sue gambe.

Da Ramallah ad Amman, per poi raggiungere Parigi. Arafat avrebbe la leucemia, un cancro del sangue, e sarà curato all'ospedale militare di Clamart, non lontano dalla capitale.

Forte emozione. Tra i più stretti collaboratori del presidente dell'Anp c'è anche chi teme che questo sia l'ultimo addio per un capo stanco e malato.

Per tutta la giornata di ieri erano circolate incontrollate le voci su un aggravamento dello stato di salute di Arafat. Voci ridimensionate solo in parte dalle immagini del raiss che, tremante, saluta i suoi sostenitori.

Nell'aereo per Parigi, messo a disposizione dal presidente francese Chirac, c'è anche la moglie del leader palestinese, Suha, tornata ieri a Ramallah dopo tre anni per assistere il marito. Suha vive a Parigi con la figlia avuta da Arafat nel 1995.

Durante l'assenza di Arafat la dirigenza palestinese resta nelle mani di un trimvirato, formato da Salim Zanun, presidente del Consiglio nazionale, da Mohammud Abbas, ex premier e attuale numero due dell'Olp, e Mohammed Qorei, capo dell'esecutivo.

Le autorità di Israele hanno confermato la loro disponibilità a permettere il rientro di Arafat a Ramallah, una volta finite le cure. Un impegno scritto in questo senso sarebbe stato preso da Dov Weisglass a nome del premier di Tel Aviv, Ariel Sharon.

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La riforma centralista dello stato russo fa il suo ingresso alla Duma

La Camera bassa del parlamento ha iniziato a discutere il progetto di legge che abolisce l'elezione a suffragio diretto dei governatori regionali, elezione che sarà sostituita dal pronunciamento dell'assemblea locale su uno o più candidati proposti dal Cremlino. L'adozione del provvedimento è data per certa, visto che il partito pro Cremlino, Russia Unita detiene la maggioranza alla Duma.

Il progetto del presidente Putin, era pronto da tempo, la tragedia della scuola di Beslan, all'inizio di settembre, con oltre 340 morti, ha dato l'occasione al capo del Cremlino di accelerare il processo di riforma.

Riforma contestata dall'opposizione, che ieri e oggi ha organizzato manifestazioni di protesta in tutto il paese.

Il partito riformista Iabloko sostiene che la legge segnerà la fine del federalismo.

Pesanti critiche sono giunte anche dal presidente del Tartastan, Mintimer Chaimiev, uomo vicino al Cremlino.

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Venerdi, 29 Ottobre, 2004

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Incoronato in Cambogia il nuovo sovrano, Norodom Sihamoni

Cambogia in festa, per la incoronazione del nuovo sovrano. Norodom Sihamoni, cinquantuno anni, era stato nominato il 14 ottobre scorso dal Consiglio del Trono, in seguito all'abdicazione del padre, Norodom Sihanouk.

Da giovedì Phnom Penh ospita tre giorni di celebrazioni secondo i rituali buddista e brahminico.

Il nuovo re di Cambogia è stato incoronato alla presenza di 52 monaci - uno per ciascun anno di vita, più uno. La giornata di oggi è stata proclamata festa nazionale, ma il clou è atteso per domani.

Nell'ultima giornata di festeggiamenti il sovrano è atteso per un discorso ufficiale davanti a non meno di 50.000 persone. In serata, davanti al palazzo reale, grande spettacolo di fuochi artificiali.

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Usa: campagna elettorale agli sgoccioli. The Boss con Kerry

A pochi giorni dal voto si fa sempre più serrato negli Stati Uniti il testa a testa tra i due candidati nella corsa alla Casa Bianca. Kerry cavalca lo scandalo dell'esplosivo scomparso in Iraq e il presidente si difende dandogli dell'opportunista. Così Kerry, accompagnato dal cantante Bruce Springsteen, ha scelto la platea di MAdison nel Wisconsin per rispondere a tono.

"George W Bush dà spiegazioni vaghe e tenta in ogni modo di scaricare la colpa su altri. Ciò dimostra quanto sia convinto che le responsabilità siano di chiunque fuorché sue. Ma noi abbiamo bisogno di un presidente che si assuma le sue responsabilità e comprenda cosa significhi essere comandante in capo."

L'affondo del candidato democratico arriva poco dopo la diffusione di uno studio pubblicato dalla rivista Lancet, secondo il quale sarebbero almeno 100.000 i civili iracheni morti a causa della guerra, per lo più donne e bambini. La notizia ad effetto potrebbe spostare l'ago della bilancia a favore di Kerry, ad oggi in svantaggio di un punto.

Bush serra le fila e attacca dal Michigan: "Kerry questa settimana ha continuato a criticare i nostri soldati in Iraq e ad ignorare i fatti". L'amministrazione Bush si era difesa dalle accuse ipotizzando che l'esplosivo scomparso fosse sparito prima dell'arrivo dei soldati Usa, ma ora un video diffuso da un'emittente televisiva statunitense prova l'esatto contrario. Documenti che pesano come macigni.

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Giovedi, 28 Ottobre, 2004

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Middle East. Grave Yasser Arafat

Versa in gravi condizioni il presidente dell'Autorità palestinese Yasser Arafat. Sofferente da alcuni giorni di un'influenza intestinale, che l'ha obbligato a subire martedì una endoscopia, la situazione sarebbe precipitata ieri, dopo la cena seguita al digiuno per tutta la giornata previsto dal Ramadan.

La notizia è trapelata fra le smentite del suo entourage. Arafat, 75 anni, avrebbe perso i sensi per qualche minuto. Poi, semincosciente avrebbe nominato una commissione di tre saggi per dirigere l'Autorità palestinese in caso di un ricovero. Quest'ultima notizia è stata poi ufficialmente smentita dal suo portavoce.

Israele si è detto pronto ad autorizzare l'uscita di Arafat dal suo quartiere generale di Ramallah, dove è confinato da quasi tre anni.

Ra'anan Gissin, braccio destro del premier Sharon, ha parlato di un caso umanitario: "Faremo tutto il possibile, ha detto, per agevolare l'assistenza medica necessaria ad Arafat."

Oggi è previsto l'arrivo dalla Francia della moglie del presidente palestinese.

Nelle scorse ore intanto decine di sostenitori di Arafat si sono riverstati per le strade di Gaza gridando slogan di incitamento al loro leader.

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Yasser Arafat: ritratto di un combattente

Arafat è il leader storico della causa palestinese. Dopo anni di battaglie alla guida del suo popolo, nel 1994 firma gli accordi di Oslo per la pace culminati con la stretta di mano con il premier israliano Yitzak Rabin a Washington.

Dopo 27 Anni di esilio Arafat nel 1994 torna vittorioso nei territori. Due anni dopo viene eletto con l'87,1% dei voti Presidente dell'Autorità nazionale Palestinese.

Per lungo tempo considerato un terrorista internazionale, Arafat è uno dei personaggi piu' complessi della storia contemporanea.. Nato nel 1929 al Cairo, aderisce alla causa palestinese all'inizio degli anni 50. Nel 1959 fonda Al Fatah un movimento di liberazione che dopo la creazione dell'Opl nel 64 ne diventerà la principale componente.

Supera indenne il settembre nero del 1970 quando re Hussein di Giordania scatena una repressione militare contro i Feddayn e lo caccia dal paese.

Tra mille difficoltà il quartier Generale dell'Olp si trasferisce a Beirut. Ma in seguito all'invasione del Libano da parte di Israele è costretto a spostarsi a Tunisi.

Il 1987è l'anno della rivolta popolare nei territori palestinesi. La sommossa prende il nome di intifada. Contemporaneamente lui traccia un sentiero parallelo perseguendo la pace.

Nel 1991 riconosce lo stato d'Israele e rinuncia al terrorismo. Combattente e negoziatore infaticabile, Arafat nel 1992 si salva anche da un gravissimo incidente aereo, dove rimane solo ferito. Le buone relazioni con Tel Aviv durano solo pochi anni, un periodo cosatellato da tensioni polemiche. La situazione precipita dopo l'elezione di Ariel Sharon alla guida di Israle.

Nel dicembre del 2001 Arafat viene confinato all'interno della Moqata a Ramallah. Dopo cinque mesi di assedio la pressione si alleggerisce e si apre la trattativa per la road map. Arafat non ha mai accettato un ruolo secondario, ed è rimasto nonostante tutto, sempre saldo al comando del suo popolo.

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La crisi dell'Europa tra il "caso" Buttiglione e i conflitti di competenza

L'Italia non arretra neppure di fronte alla crisi delle istituzioni europee. "Rocco Buttiglione resta il candidato italiano alla Commissione" precisa il governo Berlusconi. Un arroccamento che rischia di infilarel'esecutivo Barroso in una strada senza uscita.

Dietro i veti sul nome del filosofo italiano affiorano, in realtà, i conflitti di competenza tra le istituzioni dell'Europa. Da una parte il Parlamento, fermo nel salvaguardare la propria prerogativa di approvare la nuova Commissione. Dall'altra i capi di Stato e di Governo, i soli investiti del potere di designare i singoli commissari. In mezzo Barroso e la sua squadra indotti a elemosinare voti per evitare la sfiducia e alla fine costretti a prendere atto dell'insuccesso.

Fallito l'ultimo tentativo di mediazione con i capigruppo di Strasburgo, l'ex premier portoghese ha preferito rinunciare. Una prova di forza di fronte all'Europarlamento avrebbe potuto avere conseguenze disastrose per la sua presidenza e per il prestigio dell'istituzione "Europa".

Per John Palmer dello European Policy Center, invece, è un punto di svolta.

"È un giorno importante per la democrazia europea perchè dimostra agli elettori e ai cittadini che il loro voto conta. Sappiamo che i parlamenti nazionali qualche volta hanno il sopravvento sul governo e lo tengono in scacco. È la prima volta che succede in Europa. Questa è la prima pietra della democrazia parlamentare europea".

Incassato l'avvertimento del Parlamento, tocca ora ai governi nazionali cercare un nuovo compromesso. Giovedì a Roma, alla vigilia della firma della costituzione, è in programma il primo briefing in preparazione del prossimo Consiglio europeo del 5 novembre.

Nella nostra rubrica "Europa" tutte le reazioni alla rinuncia di Barroso

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Crisi senza precedenti nelle istituzioni europee

José Manuel Durao Barroso ha deciso di ritirare la sua Commissione, di fronte alla certezza di un voto di sfiducia del Parlamento europeo. A Strasburgo, l'ex premier portoghese ha chiesto piu' tempo, per poter discutere con i leader europei, nelle prossime settimane, un rimpasto di governo. Tra le ipotesi: una diversa distribuizione delle cariche nell'esecutivo o la sostizione dei commissari piu' contestati, soprattutto l'italiano Rocco Buttiglione.

Barroso potrà incontrare i leader europei già dopodomani a Roma, durante la cerimonia per la firma della costituzione europea, un secondo summit è previsto a Bruxelles il cinque novembre. In attesa di una soluzione della crisi, il ministro olandese per le politiche europee Atzo Nicolai, in rappresentanza della presidenza di turno dell'Unione, ha annunciato che Romano Prodi, resterà in carica, a guida della Commissione europea, fino a quando sarà necessario.

I capigruppo dei partiti politici hanno apprezzato tutti la decisione di Barroso di ritirare questa Commissione e rinviare il voto. Questo epilogo è stato vissuto dai partiti politici come una vittoria del Parlamento europeo. Secondo il leader dei popolari, il tedesco Pottering tuttavia non ci deve essere un solo capro espiatorio, un riferimento implicito al caso Buttiglione

Piu' deciso invece l'intervento del capogruppo socialista, il tedesco Martin Schulz che ha invitato Barroso a non operare piccoli ritocchi ma a presentare una nuova Commissione.

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IRAQ: Le truppe britanniche in marcia verso il triangolo della morte

In marcia verso il Nord. È iniziato il ridispiegamento delle truppe britanniche destinate a supportare quelle americane nel triangolo della morte tra Falluja, Ramadi e Baquba. Una cinquantina di carri armati, scortati da una settantina di militari, ha lasciato stamane la base britannica di Bassora. È l'effetto della decisione assunta la scorsa settimana da Londra: Blair ha raccolto l'invito di Washington a trasferire 850 Black Watch, le truppe scelte scozzesi, nella zona sunnita a più alto rischio. "Un'operazione limitata per un tempo limitato" ha assicurato il premier britannico.

In un video diffuso da al Jazira Margaret Hassan, la cittadina britannica, responsabile dell'organizzazione umanitaria CARE, rapita il 19 ottobre, aveva chiesto a Blair di non ridispiegare le truppe.

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Un giapponese preso in ostaggio in IRAQ. L'ultimatum di Al Zarquawi

Il giapponese da ieri nelle mani dei terroristi di Al Zarquawi si chiama Shosei Kyoda. Il giovane ventiquattrenne sarebbe un turista, ma non si conoscono ancora le motivazioni che lo hanno spinto ad andare in Iraq.

Nonostante il suo drammatico appello, il presidente giapponese Koizumi ha dichiarato che non ritirerà i militari impegnati nel Golfo. Questa è la sesta volta che un cittadino nipponico finisce nella mani di rapitori.

Il messaggio letto da uno dei terroristi mascherati dice: "Un membro delle forze giapponesi e' stato preso come ostaggio. Diamo al governo giapponese un periodo di 48 ore perche' ritiri le sue truppe, altrimenti questo infedele raggiungera' gli altri"

Il giappone è presente in Iraq con 570 soldati stanziati nella zona di Samawa, nel sud del paese.

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Mercoledi, 27 Ottobre, 2004

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Middle East. Gaza: via libera della Knesset al piano di ritiro di Sharon

Critiche da destra, elogi da sinistra. Come il paese, anche la stampa israeliana si spacca, sul piano di ritiro da Gaza approvato ieri dalla Knesset, il parlamento di Tel Aviv. Haaretz, principale quotidiano progressista del paese, arriva persino a paragonare Ariel Sharon a Winston Churchill. Per far passare il piano il premier israeliano non ha esitato ad accettare i voti dell'opposizione laburista decisivi per compensare le molte defezioni tra i parlamentari del Likud, il partito di Sharon.

Il piano prevede lo smantellamento a tappe di 21 colonie nella Striscia di Gaza e di altre 4 in Cisgiordania. Il provvedimento interessa in tutto 8 mila coloni, cui il governo ha promesso un indennizzo finanziario compreso tra i 200 mila e i 450 mila dollari.

La prospettiva non esalta gli israeliani delle colonie. L'approvazione del piano li preoccupa.

"Non faremo nulla di speciale, vogliamo solo vivere. Speriamo, con l'aiuto di Dio, di non essere costretti a lasciare questi posti. Per noi è l'unica cosa che conta".

Ma i coloni di Gaza non sono maggioranza nel paese. I due terzi della popolazione sono favorevoli al ritiro.

"Finalmente le cose cominciano a muoversi. Speriamo di poterle cambiare presto" - afferma questo israeliano.

Approvato il piano, Sharon ha licenziato i due ministri che hanno votato contro e respinto la richiesta di referendum avanzata dal ministro delle finanze Benyamin Netanyahu

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In dirittura d'arrivo la campagna elettorale Usa. Scontro Bush-Kerry in Wisconsin e Iowa

Wisconsin e Iowa, due stati chiave, due stati indecisi, sono la tappa dei candidati presidenziali in queste ultime ore. Bush e Kerry si sono sfidati a distanza su temi quali l'Iraq e l'economia. I sondaggi li danno sempre testa a testa, e manca una settimana alla fatidica data del due novembre.

Da Onalaska, Wisconsin, Bush ha attaccato Kerry sull'economia, accusandolo di voler aumentare le tasse per i piccoli commercianti. Quindi la stoccata contro la presunta indecisione di Kerry rispetto alla risolutezza del capo della Casa Bianca: "In guerra, per esempio, si puo' cambiare tattica ma mai i principi, ha detto Bush. E gli americani hanno visto come sono io e come svolgo il mio lavoro."

John Kerry ha battuto ancora sul tasto della sicurezza non garantita dall'attuale presidenza, citando il recente episodio del carico di esplosivo in Iraq sparito nel nulla pur essendo sorvegliato dai soldati americani.

Anche il senatore del Massachussets non ha resistito a lanciare l'affondo contro la personalità del rivale: "Il presidente ha dimostrato al popolo americano e al resto del mondo di non avere presa sulla realtà in Iraq. Se Bush non vede i problemi non sarà in grado di risolverli. Io invece li vedo e li risolverò."

Negli ultimi vent'anni nel Wisconsin hanno sempre vinto i democratici.

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Martedi, 26 Ottobre, 2004

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Middle East. Israele, il Piano di disimpegno da Gaza al decisivo esame della Knesset

Il parlamento israeliano discute da oggi del piano di ritiro dei coloni dalla Striscia di Gaza, un piano che divide le forze politiche, fino allo stesso partito del premier Ariel Sharon, il Likud. Intorno alla Knesset le misure di sicurezza sono state potenziate perché si attendono manifestazioni di protesta. Nella Striscia i coloni sono circa 8 mila. Gli insediamenti da smantellare entro il prossimo anno, 21. L'esecutivo ha stabilito indennità e sanzioni da applicare durante l'operazione di disimpegno.La seduta parlamentare si concluderà domani con un voto che sarà, comunque vada, di misura. E' previsto che il piano passi, grazie al sostegno dell'opposizione di sinistra.

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Nuovo appello degli invalidi IRAcheni per la liberazione di M.Hassan

Liberate Margaret Hassan. L'ultimo di una serie di appelli viene dai portatori di handicap, dagli anziani malati, dai bambini affamati. Il popolo di Care International, l'associazione umanitaria presieduta dalla cittadina britannico irachena rapita martedì scorso a Baghdad, da un gruppo ancora sconosciuto.

La manifestazione si è tenuta stamane nella capitale di fronte agli uffici dell'organizzione non governativa che dopo il sequestro della sua dirigente ha immediatamente sospeso le sue attività in Iraq.

Venerdì scorso i rapitori hanno diffuso un video nel quale la donna chiedeva al premier britannico Blair di salvarle la vita ordinando il ritiro delle truppe di Sua Maestà dal suolo iracheno. Un tragico film che ricorda quello già visto in occasione del rapimento di Kenneth Bigley.

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Petrolio, nuovo record. Allarme per la serrata degli armatori norvegesi

La settimana si apre con un nuovo record assoluto del petrolio. A Singapore, il barile di greggio "light sweet" con consegna a dicembre ha toccato i 55,58 dollari, 40 centesimi in piú della chiusura di New York di venerdí scorso.Ma a preoccupare ancor piú i mercati è un'altra notizia, che giunge dall'Europa. Il sindacato degli armatori norvegesi minaccia infatti di praticare una serrata totale dal 1.o novembre, ció che bloccherà completamente la produzione di petrolio per almeno una settimana. Essendo la Norvegia il terzo esportatore di greggio al mondo, l'iniziativa potrebbe influire pesantemente sui rifornimenti di carburante; proprio nel momento in cui l'Europa si appresta ad affrontare la stagione invernale.La serrata norvegese è in risposta a un conflitto sindacale che si trascina da 4 mesi.

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Lunedi, 25 Ottobre, 2004

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Elezioni in Lituania: il nemico comune Uspaskich unisce destra e sinistra

Tanti lo votano, nessuno lo vuole. Il secondo turno delle elezioni legislative in Lituania si è concluso meno bene del previsto per Viktor Uspaskich, il cui partito laburista, pur diventando la prima formazione in parlamento, non è riuscito ad accaparrarsi la maggioranza, facendosi superare, a sorpresa, dalla coalizione di centro-destra all'opposizione.Un successo a metà che, a spoglio non ancora del tutto concluso, sembrava giàspingere gli avversari di entrambi gli schieramenti a sbarrargli la strada: il primo ministro Algirdas Brazauskas ha escluso una coalizione con i laburisti, ed evocato un'alleanza sinistra-destra.

Sarebbero già in corso i negoziati, mentre il presidente Valdas Adamkus, a cui spetta il compito di designare il premier, aveva già espresso la sua preferenza per Brazauskas prima della consultazione.Sono le prime elezioni da quando l'ex repubblica sovietica è entrata a far parte, nei mesi scorsi, della Nato e dell'Unione europea. Dei 141 seggi in palio, il secondo turno ne assegna 66 con il maggioritario. Uspaskich, un multimilionario nato in Russia, è apparso l'anno scorso con un programma che prometteva ai lituani migliori condizioni di vita. È mal visto dai partiti tradizionali, che temono una ripresa dell'influenza di Mosca su Vilnius.

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Tunisia. Plebiscito per Ben Ali. Sarà presidente per la quarta volta

Il presidente tunisino Zine el Abidine Ben Ali saluta la folla davanti al seggio elettorale.Il voto di ieri gli ha regalato un quarto mandato e altri cinque anni al vertice dello stato.Ben Ali è stato rieletto con il 94,4% dei suffragi.

Dalle fila dell'opposizione si sono levate accuse di irregolarità, accuse condivise dalla stampa estera ma non dagli osservatori della Lega Araba invitati dalle autorità tunisine per seguire l'appuntamento elettorale.

Il voto che ha registrato una partecipazione dell'86,3% servirà anche ad eleggere il nuovo parlamento. Da cui saranno esclusi i partiti confessionali fuorilegge in Tunisia.

Ben Ali aveva tre avversari nella corsa alla presidenza.Due di loro molto vicini comunque all'entourage presidenziale.

Il terzo Mahamed Haluani è stato invece l'unico a criticare apertamente il regime e la sua discesa in campo potrebbe ridare slancio, in prospettiva, all'opposizione progressista che negli ultimi anni non era riuscita ad assumere un ruolo che andasse al di là della pura e semplice testimonianza.

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Karzai vince le presidenziali in Afghanistan. Qanuni accetta il risultato.

Con oltre il novantaquattro per cento delle schede scrutinate, il presidente uscente dell'Afganistan Hamid Karzai ha già raccolto oltre quattro milioni di voti, su circa otto milioni di afgani che si stima siano andati alle urne il 9 ottobre. Karzai avrebbe quindi oltre la metà delle preferenze. Non ci sono in realtà certezze sull'affluenza, e quindi sulle percentuali, e circa 600 urne restano ancora chiuse, per via dell'inchiesta sulle irregolarità denunciate dall'opposizione, ma il principale rivale di Karzai, Yusuf Qanuni, ha accettato il risultato dello scrutinio, "nell'interesse della nazione", ha detto un suo portavoce. Ora però Karzai dovrà fare i conti con i signori della guerra, che dopo la cacciata dei talebani, ottenuta anche con il loro aiuto, hanno avuto posti prestigiosi nel governo. Karzai aveva promesso di non accoglierli più nel suo esecutivo se fosse stato eletto. Ma loro, che l'hanno appoggiato, non la pensano allo stesso modo.

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Domenica, 24 Ottobre, 2004

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Latest. Il futuro del Kosovo nelle urne. Ma la minoranza serba boicotta le elezioni

Sono le seconde elezioni politiche, da quando il Kosovo è sotto la protezione dell'Onu, ma stavolta non sono in gioco solo 120 seggi in parlamento, ma il futuro stesso della provincia serba a maggioranza albanese.Sarà il governo che scaturirà dalla consultazione di oggi a partecipare ai negoziati con le Nazioni Unite che dovrebbero iniziare verso la metà del 2005. Negoziati nei quali sarà deciso se il Kosovo possa diventare stato indipendente o debba rimanere provincia serba, benché il 90 per cento della popolazione sia di etnia albanese.Nessuno dei quattro principali partiti albanesi, tutti a favore dell'indipendenza, sembrano in grado di ottenere la maggioranza assoluta. È molto probabile quindi la formazione di un governo di coalizione.Favorito, il partito del presidente Ibrahim Rugova, la Lega Democratica del Kosovo. Dovrebbe conquistare fra i 30 e i 40 seggi, più o meno a pari merito con il partito del suo principale rivale, l'ex leader della guerriglia Hashim Thaci, il Partito democratico del Kosovo.Sui futuri negoziati pesa però la probabile assenza di leader serbi. Alla loro minoranza sono riservati dieci seggi in parlamento, ma non si andrà molto più in là, vista la massiccia adesione al boicottaggio, appoggiato dal premier serbo Kostunica e dalla chiesa ortodossa, per protestare contro l'incapacità delle truppe internazionali di garantire la sicurezza. A marzo 19 persone sono rimaste uccise in scontri interetnici.

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Le contestazioni in Ucraina precedono le elezioni

A una settimana dalle presidenziali un centinaio di migliaia di sostenitori del principale candidato d'opposizione, Viktor Yushenko, sono scesi in piazza per reclamare trasparenza.

Fra i nodi della protesta vi è il voto degli ucraini residenti all'estero, in particolare in Russia. Il presidente in carica Leonid Kuchma ha rifiutato di aumentare il numero dei seggi loro destinati. Attualmente, stando alcuni osservatori, potrebbero accogliere solo una minima parte degli aventi diritto al voto.

Sarebbero 7 milioni gli ucraini emigrati, cifra contestata dal governo. La maggior parte, dicono i sondaggi, sostengono il filo-occidentale Yushenko che accusa: "L'esecutivo cerca di comprare gli elettori aumentando le pensioni".

Yushenko sfida l'attuale premier Viktor Yanukovich, delfino del capo di stato uscente e sostenuto dal presidente russo Vladimir Putin.

Il governo di Kiev accusa Yushenko di voler sovvertire l'ordine costituzionale, incitando la popolazione alla rivolta in caso di un esito elettorale non gradito.

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Pìù di 20 persone hanno perso la vita sabato in IRAQ

L'episodio più sanguinoso è stato un attentato kamikaze contro una base americana vicino a Ramadi, usata come centro di reclutamento della polizia irachena: 16 agenti sarebbero morti e una cinquantina di persone sono rimaste ferite.

Un altro attacco suicida è stato messo a segno a un posto di blocco della guardia nazionale irachena a Samarra, a nord di Bagdad. Quattro militari, almeno, hanno perso la vita.

A Falluja l'esercito americano ha registrato invece un successo stamani, con la cattura di uno stretto alleato del leader giordano Al Zarqawi e di cinque altri militanti.

Mentre la città sunnita rimane sotto assedio, la guerriglia continua ad attaccare. Due autisti turchi sono stati uccisi a Mossul, nell'Iraq settentrionale.

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Giappone, serie di scosse sismiche fanno decine di feriti

Un forte terremoto ha scosso oggi il Giappone facendo deragliare un treno ad alta velocità e provocando frane e interruzioni di corrente.

Il sisma, di grado 6,8 della scala Richter, è stato seguito da altre cinque scosse di intensità quasi identica.

Queste immagini si riferiscono a Tokyo dove il terremoto è stato avvertito con chiarezza, benché l'epicentro fosse situato duecentocinquanta chilometri più a nord, a Niigata.

Nei pressi di questa località è avvenuto il parziale deragliamento di un treno superveloce Shinkasen. Il traffico ferroviario è stato poi sospeso.

Le autorità stanno accertando l'entità dei danni. Una persona almeno è rimasta uccisa e i feriti sono decine. Nella sola località di Tokamachi, vicino Niigata, sono più di 50.

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Preoccupazione per la sorte di M.Hassan direttrice di "Care" rapita in Irak

Il disperato appello di Margaret Hassan direttrice dell'organizzazione umanitaria Care rapita martedi a Baghdad fa ripiombare nell'incubo la Gran Bretagna.Il ministro degli esteri Jack Straw ha definito "sconvolgente" il video in cui la donna chiede aiuto direttamente al primo ministro Tony Blair affinchè ritiri le truppe dal paese salvandole la vita.

Margaret Hassan lavorava in Iraq da anni ed aveva la tripla cittadinanza irlandese, britannica e irachena.A Baghdad molta gente la conosceva.

"Lavorava per un organizzazione umanitaria. Per la gente irachena. Per me èstata rapita da criminali che oltre ai soldi vogliono distorcere l'immagine della resistenza che con questa storia non c'entra niente"

Il segretario generale di Care International ha lanciato un accorato appello al gruppo non ancora identificato di rapitori chiedendo la liberazione della Hassan.Si teme che la donna possa fare la stessa fine di Kenneth Bigley l'ingegnere decapitato in Irak lo scorso 7 ottobre.

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Sabato, 23 Ottobre, 2004

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Russia, la Duma salva il protocollo di Kyoto. Il parlamento ratifica l'accordo internazionale sulle emissioni nocive

La Camera bassa del parlamento russo ha approvato la ratifica del protocollo di Kyoto. Un sì storico, caldeggiato dal Cremlino, votato dalla Duma a larghissima maggioranza: 334 voti a favore, solo 73 i contrari.Il presidente Putin aveva dato il via libera alla ratifica dopo aver ottenuto in cambio dall'Unione europea garanzie sulle condizioni di ammissione della Russia all'Organizzazione mondiale del Commercio.

Il voto della camera alta del parlamento, previsto per il 27 ottobre, e la firma finale di Putin sono considerati solo delle formalità, superate le quali bisognerà attendere 90 giorni prima che il trattato per la riduzione dei gas serra elaborato nel 1997 entri finalmente in vigore.

Una tappa fondamentale per ambientalisti, Onu e Unione europea che nel congratularsi con Mosca, approfittano dell'occasione per fare pressione sugli Stati Uniti perché ne seguano l'esempio.

Il protocollo di Kyoto punta alla riduzione dei gas inquinanti, primo fra tutti l'anidride carbonica, che secondo molti studi provocherebbero il cosiddetto "effetto serra", cioè il riscaldamento globale del pianeta, considerato all'origine dello scioglimento dei ghiacciai e di altre catastrofi climatiche.

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La Commissione europea dichiara guerra al fumo

Per far guerra al fumo la Commissione europea ha scelto le maniere forti, anzi le immagini forti. È stata presentata a Bruxelles la nuova campagna antitabacco sostenuta da molti divi del pallone. 72 milioni di euro per diffondere il messaggio che fumare fa male e non è di moda.

Un messaggio affidato a immagini shock che saranno diffuse da televisioni e giornali. Ma per rendere la campagna davvero efficace a ciascun stato membro la Commissione rivolge un invito: obbligare le case produttrici a riprodurre le immagini sui pacchetti di sigarette.

Ma anche chi non ha paura di ammalarsi di tumore e non è interessato a un sorriso smagliante, farebbe meglio a smettere. David Byrne, commissario europeo alla salute, spiega perchè.

"Fumare riduce la circolazione sanguigna e causa l'impotenza. Questa coppia non sembra molto felice. Credo davvero che nella vita ci sia di meglio che fumare".

Sigarette e lenzuola, insomma, non vanno d'accordo. Questo il messaggio rivolto ai giovani. La precedente campagna sponsorizzata dalla Commissione europea "Sentiti libero di dire di no" ha avuto ottimi riscontri. Giusto proseguire sul solco tracciato.

La Commissione si rivolge anche agli studenti delle scuole: i migliori elaborati contro il fumo saranno premiati.

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Italia a piedi per lo sciopero dei trasporti pubblici

Sciopero dei trasporti pubblici nel cuore dell'Europa. Bruxelles è paralizzata oggi dagli ingorghi prodotti da coloro che non sono potuti andare al lavoro in autobus, tram e metrò. La giornata di sciopero è stata indetta dai sindacati per protestare contro condizioni di lavoro considerati all'origine di incidenti come lo scontro di ieri fra due tram, nel quale sono rimaste ferite 51 persone, quattro in modo grave.

Sono invece le rivendicazioni salariali all'origine delle agitazioni indette dai sindacati confederali in Italia.

Duecentottanta milioni di euro devono ancora essere sbloccati dal governo per il rinnovo del vecchio contratto.

Alta l'adesione nelle grandi città, nel rispetto delle fasce orarie garantite. A Roma il Comune ha previsto libero accesso della città all'interno della zona a traffico limitato. Una misura accolta con favore.

Lo scorso dicembre un accordo è stato raggiunto dopo che il governo ne ha assicurato la copertura con un aumento dell'accisa sulla benzina. Ma il denaro non è ancora stato erogato alle aziende.

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"Lasciate morire Luke". L'Alta Corte britannica autorizza la sospensione delle cure su un neonato inguaribile

Nessun accanimento terapeutico su Luke Winston Jones, il neonato di nove mesi affetto da una rara ed incurabile malattia genetica. La decisione dell'Alta Corte britannica di oggi autorizza i medici a non sottoporre il piccolo alla respirazione artificiale, ma solo a intervenire eventualmente con un massaggio cardiaco.

"Ruth oggi esce vittoriosa nella battaglia per suo figlio", spiega un portavoce della madre. "La decisione del presidente della Corte riconosce il diritto di tentare di riportare Luke in vita, se le sue condizioni peggioreranno".

Secondo il magistrato, "il miglior interesse" del piccolo è quello di essere lasciato morire. La madre tuttavia sostiene che non gli si debba negare alcuna opportunità di sopravvivenza.

Il caso di Luke segue di poco la decisione su una vicenda analoga, quella di Charlotte, 11 mesi, nata prematura e gravemente malata. In base alla pronuncia dell'Alta Corte i medici potranno non rianimarla

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Venerdi, 22 Ottobre, 2004

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IRAQ. Margaret Hassan compare in lacrime in un video dei rapitori

"Per favore aiutatemi, queste potrebbero essere le mie ultime ore": è il messaggio di Margaret Hassan, la responsabile dell'organizzazione umanitaria Care tenuta in ostaggio in Iraq.

Hassan, che oltre alla cittadinanza irachena ha anche quella irlandese e britannica, si è appellata al primo ministro Tony Blair affinché ritiri le truppe dal paese.

"Non voglio morire come Bigley", ha detto fra le lacrime in un video trasmesso dalla televisione araba Al-Jazira.

In Iraq da 30 anni, dove si è sposata, Hassan dirigeva i progetti di una delle più grandi organizzazioni umanitarie del mondo. E' stata rapita a Bagdad martedì mattina mentre si stava recando in ufficio.

Sono decine gli stranieri rapiti in Iraq nel corso degli ultimi mesi, trentadue almeno, sono stati uccisi. Fra questi il britannico Kenneth Bigley, decapitato lo scorso 7 ottobre dopo aver lanciato numerosi appelli al governo di Londra.

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Spagna, davanti al giudice Garzon i dieci sospettati di preparare un attentato alla Audiencia Nacional

Il magistrato spagnolo Baltazar Garzon ha cominciato oggi gli interrogatori di dieci persone sospettate di stare organizzando un attentato contro l'Audencia Nacional, arrestate tra il 18 e il 19 ottobre in sei diverse città della Spagna.

Tra gli accusati figurano quattro cittadini algerini ed uno del Marocco. Alcuni di loro avrebbero mantenuto contatti con persone a vario titolo coinvolte nelle indagini sugli attentati di al-Qaida, in particolare con Mohammad Salameh, condannato negli Stati Uniti per il primo attentato al World Trade Center, nel 1993.

Figura centrale del gruppo, secondo gli inquirenti, sarebbe Mohamad Ashraf, probabilmente cittadino algerino, arrestato in Spagna nel 1999 e nel 2003 per reati comuni. Ashraf si trova in prigione in Svizzera dal mese di settembre. Madrid ha già avanzato richiesta di estradizione.

Finora non sono emersi collegamenti tra il programmato attentato all'Audiencia Nacional e le bombe dell'11 marzo a Madrid che causarono 191 vittime.

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Giovedi, 21 Ottobre, 2004

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Sospese le attività di Care in Iraq dopo il rapimento di Margaret Hassan

Care International ha sospeso le sue attività in Iraq. L'organizzazione non governativa ha deciso di fermare le operazioni paese dopo il rapimento, ieri, della responsabile dell'ufficio di Bagdad, Margaret Hassan. A dare l'annuncio è stato il direttore esecutivo di Care l'Australia, Robert Glasser: "Il nostro staff è rientrato, le operazioni sono state sospese per tutta la durata della crisi, il che è una disgrazia, viste le enormi necessità dei più poveri in Iraq". Il sequestro dell'operatrice umanitaria britannica con cittadinanza irachena è un nuovo colpo per la Gran Bretagna - ancora sotto shock per la decapitazione, l'8 ottobre, dell'ingegnere Kenneth Bigley - e per Tony Blair. Il premier ha assicurato che farà tutto il possibile per ottenere il rilascio della donna.

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Margaret Hassan, dirigente umanitaria innamorata dell'Iraq

Margaret Hassan, nata a Dublino 52 anni fa, ha acquisito la nazionalità irachena per matrimonio. Da 30 anni vive in Iraq, e chi la conosce dice che si sente irachena fino in fondo, tanto da non aver mai espresso l'intenzione di tornare a vivere in Europa.Al servizio dei poveri da oltre 25 anni, Margaret Hassan è una dirigente umanitaria conosciuta e rispettata.Prima della guerra, aveva avvisato i parlamentari britannici che l'Iraq avrebbe vissuto una catastrofe umanitaria in caso di conflitto, aggiungendo che l'embargo aveva già ridotto la popolazione in condizioni peggiori di quanto lo fosse subito dopo la guerra del Golfo del 1991. Dice di lei Harold Walker, ex ambasciatore britannico in Iraq: "Margaret, come rappresentante di Care in Iraq, ha fatto moltissimo per gli iracheni. Care è l'unica Ong internazionale a essere rimasta attiva nel centro dell'Iraq, e non nel nord, durante gli anni peggiori, l'ultimo decennio, contribuendo al rinnovamento degli impianti idrici di scuole e ospedali, un lavoro straordinario per la popolazione irachena. Speriamo allora che i rapitori si rendano conto di questo, si rendano conto che il cuore di Margaret è con gli iracheni e la lascino libera".Care international è una delle maggiori organizzazioni umanitarie indipendenti del mondo. Apolitica e aconfessionale, opera in 72 paesi in Asia, Africa, America Latina, Medio Oriente ed Europa dell'Est, con progetti che vanno a beneficio di quasi 30 milioni di persone ogni anno.

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Spagna, accordo trovato per salvare i cantieri navali statali

Dopo una lunga maratona negoziale governo spagnolo e sindacati di settore hanno trovato un accordo di massima per risolvere la crisi che interessa il gruppo navale pubblico Izar, sull'orlo del fallimento

Lo Stato, finora unico proprietario del gruppo, manterrà il 70% delle quote cedendo il restante 30% ad investitori privati. Una soluzione ben lontana dalla iniziale proposta, combattuta dai sindacati, di cedere la maggioranza ai privati.

Il piano di rilancio prevde anche la creazione di una holding pubblica che controllerà i cantieri civili e quelli militari.

La situazione della Izar, già in gravi condizioni finanziarie, si è aggravata lo scorso settembre quando Bruxelles ha imposto al gruppo la restituzione degli oltre 1100 milioni di euro di aiuti statali per appianare il deficit; finanziamenti vietati dalla legge europea sulla concorrenza.

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Mercoledi, 20 Ottobre, 2004

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Cipro, si dimette il premier del settore turco, Ali Talat

Il capo del governo del settore turco di Cipro, ha rassegnato le sue dimissioni, dopo il fallimento dell'ultimo tentativo di formare un nuovo esecutivo.

Mehemet Ali Talat ha presentato la propria rinuncia al capo dello stato, Rauf Denktash, ma manterrà l'incarico per il disbrigo degli affari correnti.

Il governo Talat aveva perso la maggioranza ad aprile con le dimissioni di tre deputati della coalizione.

"Vedremo se sarà possibile costituire un nuovo esecutivo in Parlamento, altrimenti si tratterâ di andare a nuove elezioni" ha detto Talat ai giornalisti in una conferenza stampa tenuta insieme al vicepremier Serdar Denktash, figlio del presidente della Repubblica.

La Repubblica Turca di Cipro del Nord, come viene ufficialmente denominata, costituita dopo l'invasione dell'esercito turco nel 1974, è attualmente riconosciuta solo da Ankara. Nonostante la maggioranza dei turco-ciprioti abbia votato ad aprile scorso a favore di un piano di riunificazione sponsorizzato dall'Onu, il primo maggio scorso è entrata a far parte dell'Unione europea la sola Repubblica greco-cipriota.

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Martedi, 19 Ottobre, 2004

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Spagna: preparavano un attentato alla Corte Suprema: arrestati 8 sospetti terroristi

La corte suprema di Madrid nel mirino dei terroristi islamici. È il sospetto della polizia spagnola che nelle scorse ore ha compiuto una retata in diverse città del paese. Implicati in un progetto di attentato otto militanti islamici tutti di origine nordafricana, tranne uno spagnolo. Si tratta in maggioranza di pregiudicati. Il loro piano era comunque solo nella fase iniziale.

Gli arresti in cinque città: Valenza, Pamplona, Malaga, Almeria e Madrid: nella capitale l'arresto del cittadino spagnolo.

Il ministero degli interni di Madrid fa sapere che più di uno fra gli arrestati era in contatto con altri militanti di paesi europei, Stati Uniti o Australia.

Ad avviare le indagini il giudice antiterrorismo Baltasar Garzon che investiga sulle cellule islamiche in Spagna. Gli arresti non sembrano comunque legati agli attentati del'11 marzo scorso a Madrid, che fecero quasi duecento morti e duemila feriti.

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Scoppia lo sciopero alla General Motors: protesta dei dipendenti europei del gruppo automobilistico

Sul piede di guerra, e per il quarto giorno consecutivo in Germania, i lavoratori di Opel, Vauxhall e Saab, che fanno capo all'americana General Motors. In diversi stabilimenti in tutta Europa ancora scioperi a singhiozzo e manifestazioni di protesta contro il piano di ristrutturazione annunciato giovedì scorso dalla direzione.

Per Frank Klaas, portavoce di Opel, "sindacati e azienda puntano a rendere più competitive le sedi di Ruesselsheim, Bochum, e Kaierslautern per le motociclette, in modo da continuare la produzione oltre il 2010." Sulla carta sono 12mila i posti da tagliare ripartiti su 11 stabilimenti. A pagare il prezzo più alto la Opel tedesca, in particolare i lavoratori di Bochum. La General Motors Europe spera così di risparmiare 500 milioni di euro all'anno. Dall'inizio del 2004 l'azienda ne ha persi già 400.

I negoziati sono in corso da ieri, per il momento coll'obiettivo di trovare un terreno d'intesa sulla riduzione dei costi.

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Usa: partito l'"early voting"

E' iniziato a singhiozzo, ma è iniziato. Altro che due novembre, il voto per le presidenziali negli Usa è già partito in 32 stati. In America lo chiamano "Early voting", voto anticipato: dovrebbe scongiurare i pasticci nel conteggio delle schede visti in Florida quattro anni fa. La consultazione si svolge con un coktail di metodi: con carta e matita, con i modernissimi touchscreen, via posta. Un'elettrice in Florida spiega perché è già andata alle urne: "Voglio essere sicura che il mio voto venga preso in considerazione" senza negare il riferimento all'esperienza del 2000 quando il riconteggio delle schede duro' settimane.

L'ex presidente Bush senior ha dato l'esempio in Florida, mentre il figlio George ha lanciato l'ennesima stilettata contro l'avversario, accusandolo di ignorare la lezione dell'11 settembre.

"Il mio sfidante -ha detto George W. Bush- ha messo a punto una strategia, è la strategia della debolezza, della sconfitta".

A due settimane dal giorno X, il candidato democratico John Kerry è sempre dietro a Bush nei sondaggi, sebbene per un pugno di punti percentuali.

"Signor presidente -ha dichiarato Kerry- sulla crisi in Iraq è venuto il momento di essere sinceri e di rivelare le verità che i suoi consiglieri le hanno già confidato da tempo".

Gli analisti annunciano una battaglia all'ultimo sangue combattuta non soltanto a suon di voti, ma anche di avvocati. I primi ricorsi legali sulle votazioni anticipate sono già partiti.

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Presidenziali Usa: in Florida contestato il voto computerizzato

In Florida gli elettori hanno cominciato già da ieri a votare per le presidenziali. Totalmente rinnovato il sistema per l'espressione delle preferenze: schede a lettura ottica, da compilare però a mano, oppure computer con schermo sensibile al semplice tocco di un dito.

Studiate per evitare il ripetersi del caos elettorale di quattro anni fa, queste macchine sono al centro di una contestazione ancora più ampia. I computer si limitano infatti a memorizzare il voto, ma se il sistema si rompe, impazzisce, o peggio viene piratato, non c'è modo di rifare un conteggio manuale.

Sul Washington Post, l'ex presidente democratico Jimmy Carter ha espresso seri dubbi sull'affidabilità delle procedure adottate.

Alle perplessità di Carter, che da anni monitora elezioni in tutto il mondo, si aggiungono le accuse di Howard Dean, ex contendente di Kerry per la candidatura alla Casa Bianca: "Molti supervisori sono incompetenti. Non dico che la maggior parte di loro siano corrotti ma che non siano preparati per far il loro lavoro certo sì".

Circa un terzo degli elettori americani voterà attraverso computer come questi. Errori anche minimi, specie negli stati in bilico come Florida, Ohio e Pennsylvania potrebbero pregiudicare l'intero processo elettorale.

Non tranquillizzano certi precedenti: nel 2003 in un'elezione locale un computer contabilizzò 144.000 voti, ma ai seggi si erano presentati poco più di 5.000 elettori. In Virginia un altro computer tolse voti ai candidati scelti, anziché aggiungerli.

Il dato confortante è che questa volta sarà dimezzato il numero degli americani costretti a votare con schede a punzonatura, sistema che nel 2000 lasciò gli Stati Uniti nel dubbio per ben 36 giorni.

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Lunedi, 18 Ottobre, 2004

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Compie 50 anni il CERN, centro europeo di ricerche nucleari

Conoscenza, per tutti: è con questo scopo che è nato, cinquant'anni fa, il CERN, l'organizzazione europea per la ricerca nucleare, con sede a Ginevra: oggi pomeriggio i capi di stato francese, spagnolo e svizzero prendono parte alla cerimonia: il presidente italiano, Ciampi, ha inviato un messaggio.

La creazione del CERN, grazie ad un accordo tra dodici stati europei, risale al 29 settembre 1954: poi i paesi membri sono divenuti venti, e durante la guerra fredda questo era l'unico luogo in cui scienziati americani e sovietici collaboravano attivamente.

Oggi il centro, che ha 2500 dipendenti e relazioni con 7000 scienziati di 85 paesi, studia in particolare l'accelerazione delle particelle, in un tunnel di 27 chilometri, che corre a 100 metri di profondità tra Francia e Svizzera. L'acceleratore esistente dall'89 sarà rimpiazzato, nel 2007, da un nuovo strumento, che consentirà di ricreare in parte le condizioni del "big bang", come spiega un ricercatore:

"Quando si va verso le strutture più picoole della materia, si va anche verso le energie più grandi - dice - e dunque in un certo modo ci avviciniamo ai fenomeni che si verificarono all'inizio dell'universo"

Le ricerche del Cern sono di dominio pubblico: e proprio la necessità di scambiare le informazioni ha portato a varie conseguenze pratiche, come l'invenzione del web, che ha permesso l'utilizzo a scopi civili di internet.

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Haiti: giro di vite contro le milizie pro-Aristide

Haiti stringe il cerchio intorno ai sostenitori dell'ex presidente Aristide. Sono loro, secondo il governo, all'origine delle violenze che nelle ultime settimane hanno causato la morte di oltre 50 persone.

La polizia locale, sostenuta dalle forze Onu, sta aumentando le misure per contenere gli scontri: agenti e soldati hanno setacciato i sobborghi della capitale Port au Prince, incluso quello di Bel Air, roccaforte dei simpatizzanti di Jean Bertrand Aristide, fuggito da Haiti lo scorso febbraio dopo un mese di rivolta.

Secondo il premier Gerard Latortue è proprio Aristide a coordinare quest'ultima ondata di violenza dal Sud Africa. Lui nega tutto.

Per cercare di risollevare dalla crisi il paese piú povero dell'America, prostrato anche dalle inondazioni di settembre, domenica sono giunti anche 95 soldati cinesi: fanno parte del contingente Onu che ha stanziato finora sul posto soltanto 2600 degli oltre 8 mila uomini previsti.

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Sabato, 16 Ottobre, 2004

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Italia, sì dei deputati alla riforma della Costituzione

La Camera dei deputati ha approvato, con i soli voti della maggioranza di centro-destra, la proposta di riforma della Costituzione italiana.

Il provvedimento mira, fra l'altro, a rafforzare la figura del Presidente del consiglio, che diventerebbe primo ministro, e trasformare la camera alta del parlamento in Senato federale.

Ridotto rispetto ad ora il numero dei parlamentari e abbassati i limiti di età per essere eletti. Al via il federalismo fiscale, più poteri alle regioni in materia di scuola, sanità e polizia locale.

Esulta il successore di Umberto Bossi nel governo, il ministro Roberto Calderoli: "Credo che sia un grande giorno non solo per la Lega e per il Nord Italia ma in generale per l'intero paese, perché il federalismo renderà il paese più snello, efficiente e meno costoso."

La bozza di carta fondamentale contiene anche una norma per evitare il cambiamento della maggioranza di governo dopo le elezioni.

L'opposizione è infuriata. Secondo i detrattori la riforma spaccherebbe l'Italia in due tra nord ricco e sud povero.

Piero Fassino, segretario dei Democratici di Sinistra: "Questa maggioranza di centro-destra ha voluto approvarla in ogni modo, forte dei numeri soltanto, avendo molte divisioni e molti problemi al proprio interno. Credo che si sia fatto un danno all'Italia e per questo continueremo a batterci contro questa bruttissima legge al Senato".

Se il testo verrà approvato così com'è anche dai senatori sarà comunque necessario, dopo tre mesi, un altro passaggio nei due rami del parlamento. A meno di un accordo con l'opposizione, i cittadini potrebbero poi essere chiamati alle urne per un referendum finale.

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IRAQ. Iraq, chiesto da Washington lo spostamento di soldati britannici

Gli Stati Uniti hanno chiesto a Londra di spostare parte delle truppe britanniche in zone più calde dell'Iraq come Bagdad e Falluja.

Il Regno Unito sarebbe stato invitato a trasferire 650 soldati sotto il comando americano, senza doverne necessariamente inviare altri nel paese. Il ministero della difesa di Londra ha confermato che ci sono trattative in corso ma ha assicurato che nulla è stato ancora deciso.

"Se si pensa a uno spostamento di soldati britannici il governo deve venire a dichiararlo in parlamento appena possibile", ha chiesto il leader dei conservatori Michael Howard.

La Coalizione ha non pochi problemi di organizzazione delle truppe: il nuovogoverno polacco ha confermato ieri che ridurrà il suo contingente a partire dal prossimo gennaio; l'Italia ha subìto via Internet nuove minacce se non ritirerà soldati, funzionari e imprenditori dal paese.

Per le truppe di Sua Maestà si tratterebbe del primo dispiegamento al di fuori dalla zona meridionale dell'Iraq.

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11 marzo: identificato l'ultimo terrorista morto nell'appartamento

La polizia spagnola ha identificato il settimo e ultimo terrorista morto nell'esplosione di Leganes a Madrid il 3 aprile scorso. Si tratta di Allekema Lamari, algerino, capo presunto della cellula che ha organizzato gli attentati dell'11 marzo nella capitale spagnola.

Al nome del ventinovenne gli investigatori sono arrivati, sei mesi dopo la sua morte, grazie ai test del dna effettuati in Algeria. Lamari e gli altri sei membri del gruppo avevano fatto esplodere l'appartamento dove si trovavano per non cadere in mano alla polizia che li aveva circondati.

Gli inquirenti pensano che sia stato Lamari ad aver pianificato, o forse anche eseguito, gli attentati sui quattro treni pendolari che Madrid, l'11 marzo, fecero 191 morti e più di 1.900 feriti.

L'algerino era già stato condannato in Spagna per banda armata, detenzione di armi e di documenti falsi.

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Aids: una molecola potrebbe aiutare a combattere il contagio

Potrebbe essere un microbicida l'alternativa efficace al preservativo per combattere la diffusione dell'Aids. La scoperta è stata fatta all'università di Ginevra, dove i ricercatori Robin Offord e Olivier Hartley hanno sviluppato una variante di una molecola chiamata Rantes in grado di impedire il contagio dell'Hiv, il virus che provoca la sindrome. I test sulle scimmie sono stati soddisfacenti, ora gli scienziati intendono passare alla sperimentazione sugli esseri umani.Spiega il professor Offord: "Se la molecola funziona negli esseri umani, potrà prevenire l'infezione. Gli studi mostrano che nei paesi in via di sviluppo, dove è concentrato il 95 per cento dei casi, se un sistema di questo tipo fosse efficace solo nel 65 per cento dei casi, potrebbe salvare tre milioni e mezzo di vite nei primi tre anni".Proprio nei paesi in via di sviluppo il virus si diffonde più facilmente per via sessuale, in quanto spesso le donne non riescono a imporre il preservativo agli uomini. Una crema o un gel da applicare sulle pareti vaginali avrebbe quindi il grosso vantaggio di essere controllabile dalle donne.Sono 43 milioni, secondo le ultime stime, i sieropositivi in tutto il mondo.

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Un nastro inchioda il principe Harry: "ha barato", accusa la prof

Una registrazione audio prova che il principino Harry ha copiato agli esami di maturità: è il colpo di scena annunciato ieri in Gran Bretagna dalla sua ex professoressa d'arte Sarah Forsyth, durante il processo che la vede contrapposta al presigioso liceo Eton.

L'insegnante accusa i suoi superiori di averla prima costretta a passare il compito d'esame al secondogenito di Carlo e Diana e poi di averla ingiustamente licenziata.

Dal nastro di una conversazione, registrata da Forsyth nell'intento di tutelarsi, si udirebbe Harry ammettere di aver realizzato di proprio pugno "solo una piccolissima parte della prova d'arte. Al massimo una frase".

La questione non è di poco conto: i non brillanti voti in alcune materie stavano per compromettere l'ammissione di Harry all'accademia militare di Sandhurst.

Sulla vicenda è intervenuta ufficialmente la Famiglia reale, secondo la quale il nastro è stato montato e il suono è incomprensibile a causa dei rumori di fondo.

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Venerdi, 15 Ottobre, 2004

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Elezioni Usa: dopo il terzo dibattito tv, Bush e Kerry negli Stati "difficili"

Lo "sprint" finale è cominciato. Dopo il terzo e conclusivo "faccia a faccia" in diretta tv, George Bush e John Kerry cercano di conquistare l'elettorato degli Stati piú incerti. Come il Nevada. Ieri, infatti, erano entrambi a Las Vegas. I sondaggi li danno appaiati al 48 per cento delle intenzioni di voto. Tutto è ancora da giocare."Abbiamo avuto un gran dibattito ieri sera - ha detto il presidente -. Tutti e tre i dibattiti hanno chiarito quali sono le differenze nel nostro operato, nei nostri approcci, nei progetti per il futuro. Io sono fiero di quanto ho fatto".Proprio ieri sono stati resi noti due dati preoccupanti per l'economia americana: il deficit di bilancio dello Stato ha raggiunto i 413 miliardi di dollari e il deficit commerciale è di 54 miliardi di dollari, un record."Vogliamo per altri 4 anni - ha detto Kerry - un presidente che dà di piú a coloro che già hanno molto e dice a una classe media piena di problemi che tutto va bene cosí... o volete un presidente che rispetta i valori della classe media e combatte per darle piú opportunità in America?".Da qui al 2 novembre, giorno delle elezioni, la battaglia sarà molto accesa.

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Middle East. Medio Oriente, gli israeliani allentano la pressione su Gaza

Le truppe israeliane si ritireranno dal campo profughi di Jabalyia verso le colline circostanti, alleviando cosí la pressione sul nord della Striscia di Gaza. L'ha deciso il premier Ariel Sharon accogliendo un piano proposto dal ministro della difesa Shaul Mofaz per ragioni di sicurezza: avvicinandosi il Ramadan, i soldati israeliani potrebbero infatti essere oggetto di attacchi da parte dei palestinesi.L'operazione "Giorni del pentimento" continua, ma con un'intensità attenuata. Cominciata il 29 settembre, l'offensiva militare ha come scopo di scongiurare il rischio che da Jabalyia si continuino a sparare missili artigianali Kassam verso i villaggi israeliani al di là del confine.

L'operazione ha finora lasciato sul campo un centinaio di morti palestinesi.Decine di migliaia di coloni e di altri israeliani sono scesi in piazza ieri in diverse città per protestare contro il piano di Sharon di smantellamento di 21 colonie ebraiche nella Striscia di Gaza e di 4 in Cisgiordania. A Gerusalemme, una manifestazione si è svolta proprio davanti all'abitazione del premier. Il piano di smantellamento, rispetto al quale gli Stati Uniti hanno ribadito il loro consenso, giungerà al voto del Parlamento israeliano il prossimo 25 ottobre. Secondo i sondaggi, sarebbe sostenuto dalla maggioranza della popolazione d'Israele.

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I socialisti europei minacciano di non votare la nuova Commissione

Lo ha dichiarato il capogruppo Martin Schulz che oggi in un briefing ha lanciato un avvertimento al presidente designato dell'esecutivo europeo José Manuel Durao Barroso:

"Se non ci saranno cambiamenti nella distribuzione dei portafogli, in particolare quello della Giustizia e degli Affari Interni assegnato a Rocco Buttiglione, non vedo come potremo approvare questa Commissione"

Da Vienna, dove ha ricevuto il pieno sostegno del cancelliere austriaco Schussel, Barroso ha confermato che non farà nessun rimpasto all'interno della sua squadra e ha aggiunto:

"Sono molto contento del mio team. Spero che la Commissione riceverà la fiducia dell'Europarlamento""

Il no dei socialisti europei è dovuto alle recenti affermazioni di Rocco Buttiglione sulla famiglia e sull'omosessualità. L'assemblea di Strasburgo - che non puo' eliminare un unico commissario ma solo promuovere o bocciare in blocco il team Barroso - dovrà pronunciarsi sulla nuova commissione il 27 ottobre prossimo.

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Giovedi, 14 Ottobre, 2004

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Vertice NAto in Romania: si parla di Afghanistan e Iraq

Afganistan e Iraq all'ordine del giorno della riunione informale dei ministri della Difesa della Nato, in programma oggi e domani a Poiana Brasov in Romania. Proprio all'indomani delle elezioni in Afghanistan Washington avanza all'Alleanza la richiesta di prendere il comando delle operazioni, oggi in Afghanistan ci sono 9000 uomini della Nato e circa 18 mila i militari americani.

L'invito incontra la resistenza di alcuni paesi membri. Tra gli altri la Germania che deve sottoporre al voto parlamentare il coinvolgimento dei propri militari in missioni rischiose.

Per quanto riguarda l'Iraq, i ministri della Difesa "approfondiranno il tema del supporto della Nato per l'addestramento delle forze di sicurezza irachene, nel quadro delle decisioni assunte dal vertice tenuto a Istanbul lo scorso giugno.

Tra gli altri temi che saranno affrontati anche le operazioni nei Balcani, in particolare il passaggio di responsabilità in Bosnia, dove l'Unione europea avvierà l'operazione Althea in sostituzione della missione Sfor.

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Mercoledi, 13 Ottobre, 2004

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Belgio, dal dibattito in Parlamento il rischio di una crisi di governo

Giornata decisiva per il governo belga. Il primo ministro Guy Verhostadt presenta oggi la legge finanziaria. E l'esecutivo dovrà pronunciarsi davanti al Parlamento a proposito di una querelle linguistica che divide il Paese. Due appuntamenti che potrebbero approfondire le frizioni interne alla coalizione liberal-democratica. Fino a una possibile crisi di governo.L'intervento di Verhofstadt era previsto già tre settimane fa, poi venne rinviato perché i ministri non sono mai riusciti a mettersi d'accordo sul dossier Dhl, il corriere espresso internazionale che minaccia di lasciare l'aeroporto di Bruxelles se non gli sarà consentito di aumentare i voli notturni.La querelle linguistica riguarda il distretto elettorale bilingue di Bruxelles Hal Vilvorde. In sostanza, i fiamminghi non tollerano che i loro candidati possano essere eletti o no con i voti dei francofoni. La proposta fiamminga è di arrivare alla scissione del distretto elettorale. Non piú una scheda per votare, ma due.La prospettiva di giungere a elezioni anticipate contiene peró un aspetto che inquieta i partiti della coalizione: i sondaggi danno come primo partito delle Fiandre e della capitale la formazione d'estrema destra Vlaams Block.

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Aria di crisi nella Commissione europea dopo la bocciatura di Buttiglione

Tira già aria di crisi sulla nuova Commissione europea. La bocciatura di Rocco Buttiglione da parte della Commissione sulle libertà civili del Parlamento non è vincolante. Ma è sicuramente un atto politico di cui il nuovo presidente Durao Barroso dovrà tener conto."Un brutto inizio" è stato il commento del capo del governo italiano Silvio Berlusconi. "Un pronunciamento dal sapore integralista se non oscurantista" ha aggiunto puntando il dito contro la "rozzezza politica della sinistra".Buttiglione è stato contestato per dichiarazioni rilasciate nel corso della sua audizione davanti alla Commissione parlamentare. Decisive per il voto, quelle sulla famiglia che, ha detto, "esiste per permettere alla donna di avere figli ed essere protetta dal marito", e sull'omosessualità bollata come un "peccato".La squadra di Barroso vede in bilico anche altri tre commissari. Il presidente dovrà ora tenere conto dei pareri forniti dalle audizioni, in vista del voto decisivo dell'Europarlamento, il 27 ottobre.

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IRAQ, attacco americano su Falluja. Incenerito un ristorante

L'aviazione americana ha bombardato, nella notte, un quartiere della città irachena di Falluja, roccaforte sunnita. I militari affermano d'aver distrutto un edificio usato da terroristi legati ad Abu Mussab al Zarqawi, ritenuto capo di al Qaeda in Iraq. Testimoni affermano invece che si trattava di un popolare ristorante, chiamato Haj Hussein, che al momento dell'attacco era chiuso. Almeno due civili sarebbero morti.Scontri tra marines americani e insorti iracheni sono scoppiati nella città di Hit, 170 chilometri a ovest di Baghdad.

Un portavoce dell'esercito americano ha riferito anche di una moschea in fiamme.Tre iracheni sono rimasti uccisi dall'esplosione di un ordigno posto su una strada che conduce a Samarra, a nord della capitale. Le vittime sono un uomo, una donna e un bambino di 4 anni. A Baghdad continua l'operazione di disarmo della milizia sciita che negli ultimi mesi aveva dato vita a rivolte nel quartiere di Sadr City. Oggi è il secondo dei 5 giorni disponibili per consegnare le armi in cambio di denaro distribuito dal governo iracheno. Nella sola giornata di ieri è passato di mano mezzo milione di dollari americani.

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Materiali atomici scomparsi dall'Iraq, l'Aiea lancia un allarme

In una lettera al Consiglio di sicurezza, l'Agenzia dell'Onu per il controllo dell'energia atomica diretta da Mohamed el-Baradei, si è detta preoccupata per la sparizione da impianti nucleari in Iraq di materiale di precisione che potrebbe servire a produrre armi nucleari.

Nella lettera el-Baradei sostiene che, in base alle ispezioni condotte in loco una parte del materiale industriale spedito dall'Iraq all'estero è stato localizzato in altri paesi, ma nulla si sa di materiali di alta precisione adatti ad un doppio uso, militare e civile. Il timore è che possano essere finiti sul mercato nero dell'atomica.

Le ispezioni dell'Aiea in Iraq si erano fermate nel marzo 2003, prima dell'invasione, per poi riprendere qualche mese dopo, proprio per investigare sul saccheggio del complesso nucleare di Tuwaitha in cui erano stivate tonnellate di uranio naturale.

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Martedi, 12 Ottobre, 2004

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Afghanistan, commissione indipendente verifica le irregolarità alle urne

I quindici candidati alla presidenza dell'Afghanistan che avevano contestato la regolarità delle elezioni di sabato, accetteranno i risultati delle urne rinunciando alle ipotesi di boicottaggio. Il conteggio dei voti tuttavia resta sospeso fino alle conclusioni delle indagini di una commissione indipendente incaricata dall'Onu di verificare le denunciate irregolarità.

Mohammed Yunus Qanuni, in lizza per la presidenza, dopo aver chiesto l'annullamento delle elezioni, fa marcia indietro, convinto dall'altissima affluenza degli elettori e dalle forti pressioni degli Stati Uniti. "Ora serve unità e non boicottaggio", dice ai giornalisti, "questo chiede la gente e noi ne rispettiamo la volontà".

Il presidente provvisorio Hamid Karzai è il candidato più favorito in queste prime elezioni afghane. Resta da vedere la percentuale di consensi che avrà raccolto: per evitare il ballottaggio ha bisogno del 51 per cento dei voti.

Soddisfazione per l'esito della consultazione elettorale è stata espressa anche dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan, che ha parlato delle elezioni come di una "occasione storica per costruire uno stato democratico" in Afghanistan.

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Dopo le critiche sull'Iraq Blair ora deve fare i conti con le pensioni

Pensioni e pensionati, altra spina nel fianco per Downing Street. Il primo ministro britannico dovrà fare i conti oggi con la pubblicazione di uno studio, commissionato dallo stesso governo, che mette in luce le contraddizioni della politica sociale laburista.

Nel mirino il sistema basato sulla concessione della pensione solo a chi ne ha realmente bisogno. Sottolineati anche gli errori nel calcolo dei contributi da versare e nell'impatto che l'allungamento della vita ha sul sistema pensionistico. Tony Blair mette le mani avanti: "Occorre trovare modalità nuove e ingegnose per finanziare servizi che, per quanto universali, debbono avere di base un carattere progressivo. Ci vorranno decenni perché le decisioni prese oggi giungano a maturazione, e se la gente deve poter contare su una pensione sicura occorre che abbiano però anche fiducia nel sistema."Lo studio non potrà che concludere che occorre aumentare l'età della pensione, e creare dei veri incentivi al posticipo del pensionamento.I diretti interessati sono comunque sul piede di guerra. Nel paese che dell'autoironia ha fatto una bandiera gli anziani ammettono goliardicamente di essere rimasti in mutande.

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Lunedi, 11 Ottobre, 2004

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IRAQ. Ondata di attentati a Baghdad, attaccata anche l'Accademia di polizia

E' di almeno 17 morti il primo bilancio dell'ondata di attentati di stamani a Baghdad. L'attacco piú grave è stato messo a segno contro l'Accademia di polizia, che si trova nel pieno centro della capitale vicino al Ministero del petrolio. E' stato un tiro di mortaio a piombare sulla strada facendo una strage.In un successivo episodio, un kamikaze ha fatto esplodere l'auto che stava conducendo. Il fatto è accaduto nei pressi del Ministero della cultura. Pare che l'autobomba fosse destinata a un convoglio americano che stava transitando vicino, ma l'attentato ha provocato solo dei feriti.La sede del Ministero del petrolio aveva già subito degli attacchi il 25 settembre e il 5 ottobre scorsi, ma in quell'occasione non c'erano state vittime.Gli attentati hanno coinciso con una visita a sopresa in Iraq del segretario americano alla difesa Donald Rumsfeld. E' atterrato su una base dei marines nel deserto vicino a Hadissa, duecento chilometri a nord ovest di Baghdad. Il volo militare su cui ha viaggiato proveniva da Bahrein. E' la sesta visita in Iraq di Rumsfeld dalla caduta del regime di Saddam Hussein.

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Middle East. Strage sul Mar Rosso, Israele ringrazia l'Egitto per la cooperazione nelle indagini

Il premier israeliano Ariel Sharon ha pubblicamente ringraziato il presidente egiziano Hosni Mubarak per la cooperazione realizzata in seguito agli attentati di giovedí scorso sul Mar Rosso. Mettendo cosí da parte le polemiche sulla sicurezza scoppiate all'indomani del triplice attacco.La cooperazione tra i due Paesi s'è concretizzata con la presenza in territorio egiziano di squadre di soccorritori civili e militari israeliani e con il sopralluogo all'hotel Hilton di Taba del capo dello Shin Beth, il servizio di sicurezza interno di Gerusalemme.Il responsabile dell'ufficio antiterrorismo israeliano ha chiesto ai connazionali che si trovano nel Sinai di rientrare immediatamente in patria per timore di altri attentati.Il bilancio provvisorio delle vittime ammonta a 34 morti e 105 feriti. Tra i morti ci sono 5 israeliani, 9 egiziani e 20 persone non ancora identificate. Sotto le macerie potrebbero trovarsi ancora 13 cadaveri. Nessuna notizia delle due sorelle piemontesi date per disperse. I genitori e una cugina sono stati trasportati in Egitto con un volo dell'Aeronautica militare italiana.

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Afghan. Afghanistan, secondo l'Osce le elezioni sono regolari

Migliaia di scrutatori sono al lavoro per lo spoglio delle schede delle storiche elezioni presidenziali svoltesi sabato in Afghanistan; mentre infuriano le polemiche sulla regolarità del voto. I candidati che contendono il posto ad Hamid Karzai hanno dichiarato di considerare nulle le elezioni. Ma l'ambasciatore Richard Barry, capo della missione di osservatori dell'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), ha detto che la richiesta di annullare il voto è ingiustificata e non è nell'interesse degliafghani che sono andati alle urne a loro rischio personale.Anche lo stesso presidente Karzai ha respinto le accuse di irregolarità, riferite soprattutto a un cattivo utilizzo dei sistemi per evitare che una stessa persona votasse piú volte.Per domani è atteso a Kabul l'arrivo del cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, che oggi si trova in Pakistan. Con piú di 2 mila soldati, la Germania fornisce il contingente piú numeroso alla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).

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Domenica, 10 Ottobre, 2004

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Portogallo: il governo trema, accusato di censura

Terremoto politico per le dimissioni di un commentatore televisivo. Il caso è scoppiato in Portogallo, dove il premier Pedro Santana Lopes, per chiarire la questione, ha deciso di rivolgere, domani, un discorso alla nazione.

La bufera ruota intorno all'ex presidente del partito Social Democratico al potere, Marcelo Rebelo de Sousa, commentatore politico e professore di diritto. Lingua tagliente del canale indipendente Tvi, Sousa ha annunciato le dimissioni mercoledí, tre giorni dopo aver criticato duramente l'attuale esecutivo. Da lí uno stillicidio di critiche, con il sospetto che Sousa si sia licenziato in seguito a pressioni da parte del governo.

Lo scandalo ha raggiunto un'ampiezza tale da richiedere l'intervento del primo ministro in persona.

"Le dimissioni di Sousa -ha dichiarato Santana Lopez- possono essere o un caso politico, e allora dovrebbero avere le dovute conseguenze; oppure una questione legata al gruppo televisivo Media Capital. Se si trattasse di censura, le nostre istituzioni legali non funzionerebbero".

Sousa è nella rosa dei possibili candidati alla presidenza alle elezioni del 2005.

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Gran Bretagna in lutto dopo l'esecuzione di Ken Bigley in Iraq

Una città si è fermata per Ken Bigley. Due minuti di silenzio a Liverpool per ricordare il concittadino che giovedì è stato decapitato dai suoi rapitori in Iraq.

Bandiere a mezz'asta, servizi religiosi, i 62 rintocchi delle campane che hanno risuonato dopo mezzogiorno, 62 come i suoi anni. E una foto, all'interno della cattedrale - davanti alla sua immagine si consuma lentamente una candela. Questa foto è l'icona di una nazione addolorata, che ha seguito giorno dopogiorno ogni fase del sequestro, e che così tenta di restare vicino ai familiari dell'ingegnere ucciso.

La vedova, tailandese, sposata 7 anni fa in seconde nozze, ha ancora ricordato le qualità di Bigley, "un uomo buono, tenero, attento, ha detto. Che è andato in Iraq per aiutare il popolo iracheno."

La morte di Bigley peserà politicamente anche su Blair, che registra le conseguenze di una scelta, quella della guerra in Iraq, sempre più impopolare.

Kenneth Bigley venne rapito il 16 settembre a Bagdad insieme a due colleghi americani, uccisi dai sequestratori il mese scorso.

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Kerry si impone come vero candidato al secondo dibattito con Bush

Bush e Kerry in sostanziale parità nei sondaggi al termine del secondo faccia a faccia televisivo. Se le inchieste d'opinione non offrono uno scarto sufficiente per capire chi sia il favorito nella corsa alla Casa Bianca, è certo che il democratico John Kerry, venerdì notte, ha mostrato per la prima volta il carattere del vero contendente.

A St. Louis, nel Missouri, rispondendo alle domande libere di una platea di 140 elettori indecisi Kerry ha attaccato Bush sulla guerra in Iraq: "Il mondo è più pericoloso oggi per colpa delle scelte sbagliate del presidente."

Bush, dal canto suo, ha contestato lo sfidante accusandolo di cambiare spesso idea sotto il peso delle pressioni politiche.

Tra gli elettori favorevoli a Kerry, questa volta, l'impressione è stata positiva: "Bush non è riuscito a difendere la sua strategia sull'Iraq. Questa settimana un rapporto ufficiale del parlamento ha gettato dubbi sulla fondatezza delle sue scelte e lui non ha fatto nulla per cancellarli", dice iltitolare di un bar di Washington dove le tv sono state tutte sintonizzate sul dibattito.

"John Kerry è stato il migliore, sapeva di cosa stava parlando, ha fornito informazioni precise e pertinenti, rispondendo bene a quasi tutte le domande", commenta un'altra elettrice americana.

L'ultimo dibattito in tv si terrà nella notte tra mercoledì e giovedì prossimo.

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Sabato, 9 Ottobre, 2004

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Tanta energia nell'amicizia tra Libia e Italia: inaugurato il nuovo gasdotto

L'inaugurazione del gasdotto che collega Libia e Italia segna una svolta storica tra i due paesi.La cerimomia si è tenuta a Mellitah alla presenza del leader libico Geddafi e del premier italiano Berlusconi.L'impianto, realizzato dall'Eni, collega i giacimenti di Wafa a Gela. Permetterà di importare otto miliardi di metri cubi di gas, che verranno esportati in tutta Europa e che copriranno il 10 per cento del fabbisogno italiano.L'inaugurazione è coincisa con un giorno particolare per Tripoli e Roma: il 7 ottobre, giornata denominata "della vendetta", diventerà giornata dell'amicizia.Il 7 ottobre 1970 il colonnello Gheddafi cacciò tutti gli italiani e i figli di italiani rimasti nel paese dopo l'avventura coloniale di Roma, vietando di rimettervi piede.Rispondendo a un invito di Berlusconi il divieto è stato tolto e in molti hanno già espresso il desiderio di ritornarvi in visita.

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Venerdi, 8 Ottobre, 2004

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IRAQ. Ucciso Bigley in Iraq

Fonti del governo britannico hanno confermato l'uccisione dell'ostaggio Ken Bigley. La televisione araba aveva dato la notizia per prima citando fonti informate in Iraq. Kenneth Bigley, ingegnere di 62 anni, era stato rapito il 16 settembre insieme ad altri due americani - che sono stati decapitati dal gruppo Tawhid e Jihad.

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Middle East. Tre attentati in Egitto al confine con Israele. Centinaia le vittime

Sono contraddittorie le cifre riguardanti le vittime delle esplosioni che si sono verificate ieri sera in tre località egiziane. Si parlava inizialmente di una trentina di morti e oltre cento feriti solo a Taba, ma il ministro dell'interno è intervenuto nel corso della nottata per fornire il bilancio di sole dodici persone rimaste uccise. L'unica cosa certa è che i più colpiti sono i turisti di nazionalità israeliana, che in questo periodo si riversano sul Mar Rosso per le vacanze legate alla festa ebraica del Sukkot.Sono probabilmente tre autobombe a essere esplose in successione, la prima e più devastante all'hotel Hilton di Taba, a poche centinaia di metri dal confine israeliano, le altre due a Nueiba e Ras al Sultan, sempre sulla costa.

All'inizio per Taba si era pensato a una fuga di gas, ma presto è stato chiaro che si trattava di un attentato. La polizia ha fatto sapere che un'auto carica di esplosivo è saltata in aria vicino all'ingresso dell'hotel. In seguito sono stati trovati due furgoni incendiati vicino ai luoghi colpiti dalle altre due deflagrazioni.

L'albergo è andato a fuoco e dieci piani sono crollati. Molte persone sono rimaste intrappolate, diverse sono state viste saltare nel vuoto. I soccorsi da parte israeliana sono stati inizialmente ritardati dai controlli alla frontiera. Nelle scorse settimane i servizi d'intelligence israeliani avevano invitato i cittadini dello stato ebraico a non andare in vacanza in Egitto per timore di attentati. Ma ben 10 mila israeliani non avrebbero seguito il consiglio. Una massa di gente che subito dopo gli attentati di ieri sera ha interrotto le vacanze per tornare oltre confine.

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Middle East. Dopo gli attentati centinaia di turisti israeliani in fuga dal Sinai

È stato un fuggi fuggi generale. Le centinaia di turisti israeliani che stavano passando le vancaze in Egitto si sono precipitate ai posti di frontiera per il timore di nuove esplosioni.

Al centro nazionale di donazione del sangue a Tel Aviv sono accorse decine di persone. L'ultimo attentato anti-israeliano fuori dai confini del Paese era avvenuto quasi un anno fa quando a Istanbul sono state colpite due sinagoghe.

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Afghan War. Afghanistan, a poche ore dal voto razzi contro i militari stranieri

Alla vigilia delle elezioni presidenziali di sabato in Afghanistan un razzo è stato sparato contro la sede del comando americano a Kabul, a qualche centinaio di metri dell'ambasciata statunitense. L'attacco, avvenuto all'1:20 locali, non ha causato né vittime né feriti.Resti l'esplosione sono stati trovati vicino al centro di accredito per la stampa.

Ieri altri due razzi erano stati sparati contro la base che ospita il contingente italiano a Camp Activia alla periferia della capitale Afghana.

In questo clima si sta concludendo la campagna elettorale del primo scrutinio del dopo talebani. Dieci milioni di persone dovranno scegliere il nuovo presidente tra i 18 candidati in lizza. I favori del pronostico vanno all'attuale capo dello stato Amidh Karzai che, dopo essere stato scelto dagli americani, ha guidato per oltre due anni un governo di transizione.

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Giov edi, 7 Ottobre, 2004

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Parigi: attentato all'ambasciata indonesiana

Solo feriti leggeri e tanta paura questa mattina a Parigi. Un ordigno di media potenza è esploso intorno alle 5 davanti all'ambasciata indonesiana della capitale francese, nel XVI arrondissement. I feriti - la metà fanno parte del personale dell'ambasciata, sono una decina. La deflagrazione ha creato un cratere e proiettato frammenti di vetro a oltre trenta metri dall'esplosione. Danneggiata soprattutto la facciata dell'edificio che ospita la rappresentanza diplomatica di Giacarta, e alcune auto parcheggiate nelle vicinanze. L'attentato, deprecato dal neo eletto presidente indonesiano Yudhoyono, non è stato per il momento rivendicato.

Il ministero degli interni francese, riunitosi d'urgenza, ha deciso di potenziare le misure di sicurezza nei luoghi sensibili della capitale come le rappresentanze diplomatiche.

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Mercoledi, 6 Ottobre, 2004

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Middle East. Negoziati in corso in Medio Oriente, i palestinesi non confermano

Israeliani e palestinesi avrebbero ricominciato a parlarsi.Al sesto giorno dell'offensiva israeliana nella striscia di Gaza che ha fatto ormai una settantina di morti e centinaia di feriti, fonti militari israeliane hanno annunciato che negoziati sarebbero in corso. Non c'è però conferma ufficiale da parte palestinese. La conclusione dell'"Operazione giorno del pentimento" dipenderebbe comunque dalla fine dei lanci di missili Qassam da parte dei militanti palestinesi sulle città di confine come Sderot, dove mercoledì i razzi hanno ucciso due bambini.

Sul terreno, l'operazione è proseguita anche nella notte, facendo sette vittime tra i palestinesi, mentre in Cisgiordania sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco a Ramallah un militare israeliano e due membri di Forza diciassette, la guardia presidenziale di Yasser Arafat. L'incursione ha condotto all'arresto di cinque attivisti, tra cui un alto esponente di Hamas.

A Jabalyia, in un raid aereo è stato colpito a morte un militante delle brigate dei martiri di al-Aqsa. E stamattina vicino al confine tra la striscia di Gaza e l'Egitto una tredicenne è stata uccisa dopo aver lanciato contro i soldati una borsa, forse esplosiva.

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Afganistan verso il voto: le donne ancora a margine del processo politico

Afghan War.

Circa 10 milioni di afghani si preparano ad andare alle urne sabato per le prime elezioni democratiche dall'indipendenza del 1919. Nel paese esistono ancora molte sacche sotto il controllo dei capi tribu e dei Talebani. Le donne sono i principali obiettivi della violenza dei signori della guerra che si oppongono al processo di democratizzazione del paese. "Molte donne vogliono partecipare al processo politico - spiega un ricercatore di Human Right Watch - ma subiscono pesanti discriminazioni dagli ufficiali di Governo. Leader locali dicono loro che non possono organizzarsi e subiscono anche minacce di morte.Per le strade di Kabul si vedono ancora moltissime donne con il Burqa, la modernizzazione tanto acclamata, ha subito una battuta d'arresto. La popolazione, all'80% analfabeta, è chiamata a dare un voto che avrà ripercussioni mondiali, in particolare sull'elezioni in America. La campagna elettorale, di stile occidentale è stata fatta in sordina e ha avuto poca presa anche per il susseguirsi di attentati dei sostenitori dei Taleban specialmente nelle zone rurali del sud.Il governo spera di riuscire a garantire elezioni quanto meno dignitose, se non proprio incontestabili, grazie allo schieramento di migliaia di uomini per la sicurezza. Il presidente Hamid Karzai è il favorito fra 18 candidati, non fosse altro perché ha l'appoggio dell'etnia pashtun, che rappresenta circa il 40% degli afghani chiamati alle urne.

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Martedi, 5 Ottobre, 2004

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UNU, al via il dibattito per fermare l'iniziativa israeliana a Gaza

Riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per esaminare la situazione tra israeliani e palestinesi. L'Algeria a nome dei paesi arabi ha presentato un progetto di risoluzione chiedendo che Tel Aviv cessi l'offensiva nella striscia di Gaza, e si torni a negoziare partendo dal rispetto della Road Map."Per la credibilità di questo Consiglio, - ha detto l'ambasciatore algerino Abdallah Baali - è necessario che esiga la cessazione immediata di tutte le operazioni militari nel nord della striscia di Gaza e il ritiro delle forze di occupazione israeliane in quell'area".La nuova offensia ha provocato negli ultimi cinque giorni la morte di ottantatre palestinesi, sul territorio sono stati dispiegati circa duemila soldati dello stato ebraico."Vite innocenti pagano il prezzo della fallimentare strategia del terrore dei leader palestinesi, la stagnazione del processo di pace colpisce sia gli israeliani che i palestinesi; - ha detto l'ambasciatore di Tel Aviv Dan Gillerman - appoggiando iniziative di questo genere il Consigio non farebbe altro che incoraggiare gli estremisti, e minare lo spirito della Road Map. La proposta di risoluzione araba sarà discussa oggi ma è già stata duramente criticata dagli Stati Uniti che minacciano di porre il veto, anche l'Unione Europea è contraria perchè cosi' non si aiuta la road map.

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Allargamento della UE: in arrivo i verdetti per Romania, Bulgaria e Turchia

La Commissione Europea si prepara ad annunciare domani che la Romania e la Bulgaria hanno i requisiti per entrare nell'Unione, se porteranno a termine le riforme concordate. Il rapporto esecutivo pero' contiene una clausola di salvaguardia che consentirà di ritardare di un anno l'ingresso dei due paesi se dovesse interrompersi il cammino delle riforme.Discorso diverso invece per la Turchia. La commissione ha deciso di inserire nel documento di raccomandazione, vere proprie clausole per l'adesione, provocando molti malumori nel Governo di Ankara. La parola finale pero' spetterà ai governi dei venticinque che a dicembre dovrebbero fissare la data per l'avvio dei negoziati.Intervistato sulla questione da Euronews, Rusen Ergec, professore turco di diritto costituzionale all'Università libera del Belgio ha detto: "Il rapporto non sarà interamente positivo, ci sono punti di ombra su cui la Turchia dovrà stare molto attenta. Deve attuare le riforme appropriate e soprattuto rispettarle nella pratica. Il fatto che la questione dell'adulterio sia stata messa sul tavolo del dibattito in Turchia ha provocato uno shoc psicologico in Europa, lasciando delle tracce, anche tra i favorevoli dell'adesione all'Europa spingendoli a dare garanzie nei confronti degli avversari, assicurando che se non saranno rispettati gli obblighi il processo si potrà interrompere. Nonostante questo pero' l'obiettivo continua a essere l'adesione".

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Missione fallita. Ostaggi francesi in IRAQ, torna a casa il deputato Julia

Ha fatto ritorno in Francia il deputato della destra Didier Julia, al centro di una controversa missione per favorire la liberazione dei giornalisti Christian Chesnot e George Malbrunot, rapiti in Iraq. L'iniziativa del parlamentare, che aderisce all'UMP del presidente Chirac, ha sollevato dubbi nell'opinione pubblica per le numerose contraddizioni che la punteggiano. Dubbi anche sulla vera natura della missione: la presidenza della repubblica ha negato di avere mai saputo nulla di quella che viene definita l'iniziativa privata del deputato Julia, ma alla stampa lui risponde il contrario.

"L'Eliseo è stato informato?" chiede un giornalista. E Julia risponde: "E' stato messo al corrente da tempo, ma non ho ricevuto alcun mandato da nessuno".

Il ministro degli Esteri, Michel Barnier, ha partecipato a una riunione di crisi del governo. Sui media e tra le forze politiche c'è anche chi legge la crisi come il risultato di un braccio di ferro non dichiarato tra i servizi segreti francesi e quelli di altri paesi.

Chesnot e Malbrunot sono in mano ai sequestratori dal 20 agosto scorso. Nella stessa occasione è stato rapito anche il loro autista siriano.

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Anche l'Onu critica il rimpatrio degli immigrati attuato dal Governo Italiano

L'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite ha criticato la decisione del governo italiano di rimandare indietro, con un ponte aereo, gli immigrati sbarcati sulle coste siciliane con la grande ondata degli ultimi giorni. Critiche giungono anche dai partiti italiani d'opposizione e dalle associazioni umanitarie. Non si sa, infatti, come gli espulsi saranno trattati dal governo di Tripoli.Al dramma di chi fugge da condizioni di vita insopportabili e viene rinviato indietro si aggiunge l'ennesima tragedia di chi perde la vita nel tentativo d'inseguire un sogno. Una barca diretta in Italia è affondata al largo delle coste tunisine: 22 persone sono annegate e altre 42 risultano disperse, 11 i tratti in salvo. Un'altra imbarcazione con centocinquanta persone è stata intercettata e scortata verso la costa tunisina.

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Lunedi, 4 Ottobre, 2004

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Decapitata la dirigenza dell'Eta: arrestato il capo politico

La conferma è giunta dal confronto delle impronte digitali. Gli agenti della polizia francese e della Guardia Civil spagnola hanno decapitato l'Eta. Il cervello politico dell'organizzazione terroristica basca e sua moglie sono da oggi due detenuti. Il blitz è scattato all'alba. 140 agenti, appoggiati dalla servizi di intelligence, sono entrati in azione in diverse località nella regione francese dei Pirenei atlantici.

I due vertici del gruppo armato sono stati catturati in una villetta a Salies de Bearn. Mikel Albizu Iriarte, alias Antza, capo della struttura politica dell'Eta dal 1992 si trovava nell'abitazione insieme alla moglie Soledad Iparaguirre, detta Amboto, una delle menti del comitato esecutivo del gruppo armato.

In totale, nel corso dell'operazione, sono state arrestate venti persone e scoperti depositi d'armi, ingenti somme di denaro e documenti preziosi sull'attività del gruppo terroristico che in trentasei anni di lotta indipendentista ha ucciso più di ottocento persone.

Un risultato definito eccezionale da Parigi e Madrid e che è dovuto in gran parte alla fitta collaborazione tra le polizie dei due paesi.

Il ministro dell'interno spagnolo José Antonio Alonso è prodigo di ringraziamenti per tutti: "E' stata un'operazione molto importante, voglio esprimere la mia gratitudine alla Guardia Civil alla polizia e alle autorità francesi".

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Francia: catturato il capo supremo dell'Eta

Un'operazione di polizia che decapita l'Eta. Agenti della gendarmeria francese e della Guardia Civil hanno arrestato stamane Mikél Albìsu Iriarte, alias Mikel Antza, considerato il numero uno dell'organizzazione terroristica basca. Con lui è finita in manette anche la moglie Soledad Iparaguìrre, membro del comitato esecutivo del gruppo armato. .

Capo dell'apparato politico dell'Eta dal 1992 Antza era già sfuggito ad un tentativo di cattura lo scorso aprile.

Il raid di polizia è scattato contemporaneamente in quattro centri dei paesi baschi francesi. Insieme ai due superricercati sono finiti in manette una ventina di sospetti. Nel corso delle perquisizioni in diversi nascondigli sono stati ritrovati diversi depositi di armi ed esplosivo e archivi con importanti documenti sull'organizzazione terroristica.

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Striscia di Gaza: due militanti islamici uccisi nel campo rifugiati di Jabalya

Spingere l'offensiva sino in fondo. Il premier israeliano Ariel Sharon è deciso a continuare l'azione militare intrapresa da martedi nella Striscia di Gaza, mirata, dice, a fermare i lanci di razzi Qassam sul territorio israeliano. L'obiettivo è di creare una zona cuscinetto prima del ritiro dei soldati dal territorio palestinese.

Si tratta dell'offensiva più sanguinosa da quando quattro anni fa è cominciata la seconda intifada. Nelle ultime ore missili israeliani hanno ucciso due attivisti palestinesi nel più grande campo rifugiati a Jabalya, nella Striscia di Gaza. I due apparterrebbero a una fazione della Jihad islamica.

I morti dall'inizio dell'offensiva sono una cinquantina.

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Sabato, 2 Ottobre, 2004

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IRAQ, Ostaggi francesi in Iraq, si complica l'"affaire" della mancata liberazione

Si complica l'"affaire" della trattativa per la liberazione degli ostaggi francesi in Iraq. L'iniziativa personale del deputato dell'Ump Didier Julia è stata criticata dall'entourage del presidente della Repubblica Jacques Chirac, che teme addirittura conseguenze controproducenti. Julia, dal canto suo, ha confermato da Damasco che la liberazione è stata mancata per un soffio."Dopo l'annuncio che i giornalisti in ostaggio sarebbero tornati in libertà - ha detto il deputato - gli americani hanno intensificato i bombardamenti. Ed è con dolore che vi comunico che le persone incaricate di assicurare il rilascio dei prigionieri sono state uccise".Christian Chesnot e George Malbrunot erano stati rapiti insieme al loro autista il 20 agosto scorso. Dopo la diffusione di un video in cui i due giornalistis'appellavano al governo francese, non si sono avute piú notizie certe. Un collaboratore di Julia sostiene di aver visto gli ostaggi, che sarebbero al sicuro anche dopo i bombardamenti americani.

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IRAQ,, continuano i combattimenti a Samarra: altri morti

Continua l'offensiva americana nella città di Samarra. I combattimenti notturni nel bastione della guerriglia sunnita hanno fatto almeno 5 e 20 feriti. L'aeronautica statunitense ha bombardato diversi quartieri cittadini. Secondo un comunicato dello Stato maggiore, gli americani hanno riconquistato diversi edifici pubblici e anche un luogo di culto, probabilmente la celebre moschea durata. Nella giornata di venerdí si erano registrati 109 morti e 35 prigionieri tra i ribelli.Samarra non è l'unica città dove sono in corso combattimenti. Anche Falluja, principale centro del triangolo sunnita, è nel mirino della forza multinazionale in Iraq. Almeno 7 civili sono morti, tra cui donne e bambini, e altri 13 sono rimasti feriti in un raid aereo sferrato nella notte. Il comando militare sostiene di avere individuato un rifugio di Abu Mussab al Zarqawi, l'uomo piú ricercato in Iraq e che nelle case abbattute era in corso una riunione di terroristi.

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Gaza, ancora scontri. Ma Israele non rinuncia al piano di ritiro dei coloni

Continuano gli scontri al confine tra Gaza e Israele. Quattro militanti palestinesi sono stati uccisi stamane dopo che erano riusciti a infiltrarsi in territorio israeliano. Pare che avessero con sé cinture esplosive. Un altro palestinese è stato abbattuto all'alba a Rafah, nella parte meridionale della Striscia.Nel campo profughi di Jabalyia, missili lanciati da un aereo telecomandato hanno colpito due militanti della Jihad islamica, uccidendoli. Jabalyia è la località dove venerdí è stato sferrato un violento attacco da parte delle truppe israeliane, con una trentina di morti. L'autorità palestinese ha dichiarato lo stato d'emergenza, appellandosi alla comunità internazionale.L'intensificarsi dei raid, lanciati come rappresaglia all'uccisione di due bambini israeliani, non pregiudicherebbe il proposito di Gerusalemme di ritirarsi da Gaza."Nonostante gli eventi degli ultimi giorni - ha detto il leader dell'opposizione israeliana Simon Peres dopo aver incontrato il segretario generale dell'Onu a New York - il piano di ritiro unilaterale rimane intatto, comprese le date. Nulla sarà cambiato".Il piano, che ha sollevato aspre critiche nella stessa coalizione del primo ministro Ariel Sharon, prevede l'evacuazione di 8 mila coloni ebrei entro l'anno prossimo.

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Usa: dopo il faccia a faccia in TV continua il duello Bush-Kerry

Chiuso per il momento il duello davanti alle telecamere, i candidati alla Casa Bianca hanno ripreso la tenzone a distanza. Bush dalla Pennsylvania, uno degli stati più incerti per il voto presidenziale del 2 novembre. Qui ha accusato lo sfidante Kerry di voler sottoporre la sicurezza dell'America al giudizio dei paesi esteri: "L'utilizzo dell'esercito per difendere il Paese non deve mai sottostare al veto di paesi come la Francia, ha detto. Il mestiere del presidente non è di fare un sondaggio a livello internazionale, ma di difendere l'America."

Forte del discreto successo riportato nel dibattito televisivo di giovedì sera, John Kerry, recupera un po' lo svantaggio nei sondaggi, e replica all'avversario che "nessuno parla di lasciare l'Iraq, nessuno ha intenzione di essere molle o di tentennare, dice. Noi parliamo di vincere e di concludere la nostra missione, nient'altro."

Bush e Kerry torneranno a sfidarsi per un secondo e un terzo dibattito televisivo l'8 e il 13 ottobre prossimi. Nell'ultimo appuntamento si discuterà di economia e politica sociale, temi più congeniali allo sfidante democratico.

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Venerdi,1 Ottobre, 2004

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Kerry-Bush: uno a zero

I sondaggi dell'immediato post-dibattito e la stampa lo confermano: nel primo faccia a faccia televisivo della campagna elettorale americana, il candidato democratico ha prevalso sul presidente repubblicano.

"Questo presidente - ha accusato Kerry - ha commesso, mi spiace dirlo, un colossale errore di valutazione, e la capacità di valutazione è quel che cerchiamo in un presidente americano".

Durante i 90 minuti del dibattito, il candidato democratico ha condotto il gioco: Kerry ha attaccato, Bush si è difeso. Un Kerry fermo ed eloquente ha voluto scrollarsi di dosso l'etichetta di politico contradditorio.

"Il mio sfidante vuole farvi dimenticare -ha puntualizzato Bush- che ha votato per l'uso della forza in Iraq, mentre ora dice che è stata la guerra sbagliata al momento sbagliato. Non vedo come si possa portare l'America a una vittoria, in Itraq, con convinzioni di questo genere".

Il dibattito è stato seguito da decine di milioni di telespettatori in tutto il paese: un appuntamento determinante per Kerry, che nell'ultimo sondaggio era in svantaggio con il 46% delle intenzioni di voto sul 51% di Bush. Il dibattito potrebbe aver alterato gli equilibri.

"Penso che il discorso di Bush sia rimasto lo steso in quattro anni" ha detto un'elettrice.

"Sono un sostenitore di Kerry, ma penso che Bush abbia vinto il dibattito. Kerry è indietro nei sondaggi, doveva dimostrare qualcosa e non lo ha fatto".

I prossimi appuntamenti televisivi tra Bush e Kerry sono fissati per l'8 e il 13 ottobre: si parlerà di economia e politiche sociali.

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IRAQ, la forza multinazionale riconquista Samarra: uccisi piú di 100 "ribelli"

La città di Samarra è stata riconquistata dalle forze di sicurezza irachene e da soldati della forza multinazionale in Iraq. Nell'operazione sono stati uccisi 109 ribelli e un soldato americano, secondo un comunicato del Comando militare. Medici del locale ospedale affermano che tra i cadaveri ci sono anche quelli di donne, bambini e vecchi.Sammarra era nelle mani dei ribelli islamici sunniti. Fallite le trattative con i miliziani, gli americani ne hanno ripreso il controllo con attacchi aerei e combattimenti strada per strada. I militari iracheni hanno fatto irruzione nella celebre moschea d'oro per cacciarne i ribelli.L'operazione è avvenuta all'indomani dell'attacco terrorista di Baghdad che ha ucciso 41 civili, tra cui 34 bambini. Le vittime sono state seppellite oggi. Tre autobombe erano esplose nel quartiere operaio Al-Amel della capitale proprio quando i bambini si erano avvicinati a un convoglio militare americano per prendere delle caramelle lanciate dai soldati.

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Medio Oriente, nuovi attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza

S'intensifica l'offensiva israeliana nel nord della Striscia di Gaza. All'indomani della giornata piú sanguinosa degli ultimi 4 anni per il territorio, i carri armati israeliani hanno di nuovo attaccato stamane. E' stato il premier Ariel Sharon ad autorizzare la rioccupazione di parti della Striscia amministrate dai palestinesi. Ció che ha riacceso, in Israele, le critiche nei confronti del suo piano di ritiro delle truppe da Gaza.Almeno due palestinesi sono stati uccisi oggi, e diversi altri feriti, nel campo profughi di Jabalyia.Lo stesso campo, abitato da 100 mila persone, dove si trovavano la maggior parte delle vittime degli attacchi di ieri. Dopo l'uccisione di due bambini israeliani da un razzo lanciato da palestinesi, l'esercito con la stella di Davide ha reagito. Alla fine, i morti sono stati piú di 30, di cui 28palestinesi. Alcuni erano ragazzi all'uscita di scuola.

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