Domenica, 30 Novembre, 2003

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Iraq, uccisi sette agenti dei servizi segreti spagnoli

Sette agenti dei servizi di informazione militare spagnola rimasti uccisi in Iraq in una azione armata.L'attacco, il primo di questa portata contro obiettivi spagnoli, ha preso di mira ieri un gruppo di agenti di ritorno da una missione.

I due veicoli civili sui quali viaggiavano sono stati colpiti da lanciagranateI soccorritori hanno trovato una scena raccapricciante: corpi riveresati sull'asfalto, e giovani iracheni che ne facevano scempio.Secondo quanto dichiarato a Madrid dal ministro della difesa Trillo, l'attacco è stato compiuto a Suwaira, una località a trenta chilometri a sud di Baghdad, e quattro dei morti sarebbero tornati in Spagna in pochi giorni. Il ministro è partito ieri serata per l'Iraq, per coordinare il ritorno delle salme.Un giornalista del Washington Post, arrivato poco dopo sul luogo, ha parlato di un agguato coordinato, con aggressori in attesa ai lati della strada, e uno scambio di tiri durato ben quaranta minuti. Un ottavo spagnolo, secondo il giornalista, sarebbe stato tratto in salvo da un automobilista iracheno.Le vittime spagnole in Iraq erano finora due: un membro dell'Intelligence dell'ambasciata ucciso il nove ottobre scorso, mentre usciva dalla sua abitazione a Baghdad, e un ufficiale della marina rimasto vittima dell'attentato contro la base delle Nazioni Unite nella cpaitale irachena.

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Iraq, uccisi due diplomatici giapponesi

Anche il Giappone vittima per la prima volta dalla violenza in Iraq.Due diplomatici di Tokyo sono rimasti uccisi ieri un attacco nel nord del paese. La conferma è giunta stamani dal ministero degli Esteri giapponese.

Le due vittime, un alto funzionario dell'ambasciata giapponese a Londra distaccato in Iraq e un dipendente dell'ambasciata di Baghdad sono cadute in un agguato nei pressi di Tikrit, a nord di Baghdad. Il Giappone ha però precisato che è ancora presto per concludere che si tratti di un attacco terroristico e che quanto successo con cambia l'impegno del governo in Iraq. Tokyo ha annunciato di recente la decisione diinviare nel paese un contingente militare.

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Costituzione europea: il conclave di Napoli si conclude senza un accordo

Qualche passo avanti ma nessuna fumata bianca.I due giorni di conclave a Napoli non sono bastati ai ministri degli Esteri europei per trovare un accordo sulla Costituzione.La presidenza italiana porta a casa l'intesa sulla difesa comune, ma il nodo centrale della trattativa, quello del sistema di voto degli stati, rimane irrisolto.

Spagna e Polonia confermano il no alla doppia maggioranza, sostenuta invece da Francia e Germania. Mentre Londra a sorpresa ha proposto di rinviare ogni decisione al 2009: "Siamo solo nel 2003 - ha esordito il ministro britannico Jack Straw - perché invece di affrontare il problema ora non lo rimandiamo con una clausola di rendez-vous a un momento più prossimo al 2009?"Una proposta che non è affatto piaciuta al tedesco Fischer e ai delegati dell'Europarlamento: "Se ci lasciamo alle spalle nodi irrisolti - ha spiegato il minustro degli esteri di Berlino - avremo fallito. Abbiamo constatato con il Trattato di Nizza che le questioni in sospeso creano solo problemi."E i volti sorridenti per la foto finale cercavano di nascondere la preoccupazione dei delegati, consapevoli di dover trovare una via di uscita al negoziato prima del vertice decisivo, il 12 e il 13 dicembre a Bruxelles.

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Francia e Gran Bretagna: "La difesa comune europea complementare alla Nato"

Su un punto almeno l'accordo non è mancato. L'intesa tra Germania Francia e Gran Bretagna per anticipare l'attuazione degli accordi su una cooperazione strutturata nella difesa, ha trovato alla Conferenza di Napoli un'accoglienza generalmente buona.

Tutti d'accordo anche nel sottolineare che l'embrione di un esercito europeo non punta a competere con la Nato, semmai ad integrarsi con essa.

"La cooperazione strutturata non si riferisce alla gestione di opearazioni militari. Si tratta invece di un gruppo di paesi che si mettono insieme per accrescere le loro capacità", dice il ministro degli Esteri britannico Jack Straw.

Anche il capo della diplomazia francese, Dominique de Villepin, sottolinea che la difesa europea non contrasta con l'esistenza dell'Alleanza Atlantica.

"E' chiaro a tutti che quando parliamo di difesa europea intendiamo qualcosa di complementare con l'esistente e cioè la Nato. Non per duplicare un apparato, ma al contrario, per muoverci rapidamente verso un sistema coerente e responsabile".

La presidenza italiana si è impegnata a preparare un dossier che tenga conto delle intese raggiunte, per portare il tema della difesa strutturata al prossimo Consiglio europeo di dicembre.

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Dopo il caldo, l'influenza mette in ginocchio la sanità francese

Sanità francese ancora in ginocchio. Dopo l'emergenza caldo adesso è l'influenza a inquietare amministratori, medici e infermieri. Nella regione parigina vista l'ondata di febbre e gastrointerite, che ha colpito soprattutto i più piccoli, è scattato il cosiddetto Piano bianco.

Il piano, che è coordinato dal prefetto, fa fronte a un numero in eccesso di ricoveri. Una unità di crisi entra in azione e tutte le forze mediche e paramediche vengono richiamate in campo d'urgenza.

"È stato mobilizzato tutto il personale - dice una pediatra - l'emergenza al momento è sotto controllo, ma la diffusione dell'epidemia non ha toccato il suo punto massimo".

Secondo un'inchiesta condotta da un quotidiano francese, tutti gli ospedali pubblici sono sull'orlo del baratro. A pesare pensionamenti e l'avvento rapidissimo delle 35 ore lavorative per settimana.

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Germania, universitari in rivolta contro i tagli al budget

Tagli al budget per l'Università, e la Germania studentesca si mobilita. A Berlino almeno 10.000 persone hanno sfilato nel centro della città per protestare contro il piano di economie, che nella sola città-lander si prefigge di risparmiare 75 milioni di euro.

Gli universitari - che durante la manifestazione hanno occupato il senato accademico e la sede di un partito - sono in sciopero da tre settimane nei principali atenei della capitale. Appena giovedi scorso si era svolto un'altro corteo con 20.000 partecipanti.

Ma la mobilitazione studentesca attraversa l'intero paese. Agitazioni sono in corso a Francoforte, Goettingen, Hannover: tutte università colpite dai tagli decisi dai governi regionali.

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Sabato, 29 Novembre, 2003

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Sistema di voto e Commissione a 15, difficile il compromesso alla CIG di Napoli

Il Trattato di Nizza del duemila stabilisce un sistema di voto per i consigli dei ministri europei che con l'Europa a Venticinqe va cambiato.Uno dei dossier caldi che ostacolano il cammino della nuova costituzione europea riguarda il cosiddetto voto a doppia maggioranza, a cui si oppongono Spagna e Polonia. Ora il Trattato di Nizza conferisce ai loro ministri un peso nelle votazioni di poco inferiore a quello di paesi come Francia e Germania, che hanno una popolazione doppia.Oltre che la maggioranza dei paesi la costituzione prescrive che per una decisione sia necessario arrivare al sessanta per cento di rappresentanza della popolazione europea. Lo strappo sul patto di stabilità per le mancate sanzioni a Francia e Germania ha rafforzato l'atteggiamento critico della Spagna: "L'Europa sta andando a marcia indietro", aveva detto a caldo il primo ministro Josè Maria Aznar. "Nella bozza di costituzione - aveva aggiunto il premier polacco Leszek Miller martedi scorso a Madrid -, non mancano i difetti. In particolare sul sistema di voto. Condivido il parere del mio collega Aznar che la convenzione è andata oltre il suo mandato".Limare il testo prodotto dalla Convenzione, arrivare a un compromesso per il vertice europeo di dicembre a Bruxelles è il non facile obiettivo di una presidenza italiana prossima a scadere. Come sarà composta la commissione europea dei 25? La linea sostenuta con fermezza dai cosiddetti stati piccoli, Finladia e Austria in testa, è di rispettare il principio di avere un commissario per ogni stato membro. Nella nuova costituzione, invece, questo principio è considerato transitorio. Entro il 2009 la commissione europea, con il suo presidente e la nuova figura del ministro degli esteri, conterà solo quindici membri con diritto di voto. Gli altri dieci ne saranno privi, ma si prevede una rotazione.L'inserimento nel preambolo della costituzione di un riferimento all'eredità cristiana dell'Europa resta un'altra questione controversa. E su ogni questione le alleanze sono diverse. Più che misurare i progressi, oggi appare prioritario ritrovare tra i venticinque sufficienti punti di visione in comune.

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Vertice europeo di Napoli, mediazione italiana sulla Costituzione

E' confronto aperto, a Napoli, alla Conferenza dei ministri degli esteri dell'Unione europea che si è aperto oggi. Al centro dei lavori la bozza di Costituzione, su cui si registrano non pochi dissensi.

L'obbiettivo della presidenza italiana è quello di cercare un compromesso senza smantellare la struttura della Costituzione, e questo approccio registra una accoglienza generalmente favorevole dalla maggior parte delle delegazioni. Solo la Spagna ha giudicato "inaccettabile" l'assenza di alternative sui punti di principale disaccordo relativi alla Costituzione: i criteri di voto della futura Europa a 25, la composizione della Commissione, l'indicazione delle radici cristiane della cultura europea.

Sul vertice di pesano le recenti polemiche sul Patto di stabilità, anche se la questione non figura tra i temi trattati. A Napoli si compierà un lavoro preliminare, in modo da permettere al Vertice di Bruxelles, il prossimo 12 dicembre, di prendere decisioni sulle principali questioni istituzionali.

Al vertice, che si tiene tra rigide misure di sicurezza, partecipano anche i paesi candidati all'allargamento. la presidenza italiana ha scelto di dedicare la giornata di oggi agli aspetti tecnici, la serata ai temi della difesa comune europea, e la giornata di domani alle istituzioni

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Elezioni in Irlanda del Nord: scrutinio ancora in corso, radicali in testa

L'esito delle consultazioni elettorali in Irlanda del Nord è seguito con grande attenzione dal premier britannico Tony Blair e dal suo omologo irlandese Bertie Ahern.

Lo scrutinio dei voti, ancora in corso, dà sempre in testa i radicali di Ian Paisley, oppositore degli accordi di pace del 1998. Ma già ieri il reverendo lanciava i suoi anatemi.

"Non scenderò a nessun patto con i terroristi".

Riferendosi ai nazionalisti di Gerry Adamas, che oggi di rimando ha dichiarato:

"È una strana politica quella annunciata da Ian Paisley. Ma non è tutto, tra le altre cose devo rimarcare che Pesley è un uomo di Chiesa ma la sua è una strana religione. Si professa cristiano, ma non vuole parlare con i vicini tantomeno con noi...peccatori".

Grande debacle invece per gli unionisti moderati dell'ex governatore David Trimble, che escono da queste consultazioni molto ridimensionati..

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Venerdi, 28 Novembre

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Iraq, visita a sorpresa di Bush per infondere fiducia alle truppe

"Il secondo segreto meglio custodito di Baghdad dopo quello sul nascondiglio di Saddam".La radio militare americana in Iraq ha scherzato così sul blitz a sorpresa diBush a Baghdad il giorno del Ringraziamento.Una mossa apprezzata per il coraggio mostrato dal presidente e per la sua chiara volontà di sollevare il morale delle truppe. Morale sempre più a terra dopo mesi di guerriglia: sono più di 180 i soldati Usa morti sul campo dalla fine dei combattimenti. E i militari premono per sapere quando potranno far ritorno a casa.Il Pentagono ha annunciato che invierà nel paese circa 3000 marines di supporto e che entro maggio 2004 porterà il numero dei militari in Iraq da 130 a 110 mila.

Una promessa che non basta a riportare la fiducia tra le truppe: "Da quando sono in Iraq non mi sento sicuro - spiega un soldato di guardia -. Gli americani stanno spendendo un sacco di soldi per noi qui. Potrebbe essere una cosa positiva come negativa. Ma non sono sicuro che riusciremo a ritornare a casa."Mentre c'è chi cerca di nascondere la paura con l'entusiasmo per la visita di Bush: "È sicuramente una buona mossa per il morale. Ci fa sentire meglio il fatto che il nostro presidente sia qui per un giorno di festa."Il gesto simbolico di Bush non basta a far dimenticare ai soldati la loro vita quotidiana. Una vita fatta di attentati, perquisizioni e arresti, come quello di un sospetto membro della guerriglia effettuato ieri in un villaggio vicino a Baquba.

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Gb, arrestato sospetto terrorista con esplosivo nascosto in casa

Nascondeva dell'esplosivo nella sua abitazione il sospetto terrorista arrestato ieri dalla polizia a Gloucester, nell'Inghilterra centro-occidentale.Si tratta di un giovane di 24 anni, nato in Gran Bretagna ma di origini asiatiche, sospettato di avere legami con al Qaeda. Le forze dell'ordine hanno trovato solo "modiche quantità di esplosivo", e ora l'area dell'operazione, preventivamente chiusa ed evacuata, è fuori pericolo.Secondo alcuni media britannici il giovane avrebbe avuto dei legami con Richard Reid - il terrorista condannato all'ergastolo per aver cercato di farsi saltre in aaria con le scarpe imbottite di esplosivo su un volo Parigi-Miami - e stava progettando un attentato in uno stadio di calcio. Nell'ambito della stessa operazione un uomo è stato arrestao a Manchester e altre perquisizioni sono state compiute a Blackburn, nel nord del paese.

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Terrorismo islamico, cinque arresti a Milano

5 ordini di arresto per terrorismo a Milano. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, una donna e lo sceicco algerino Abderrazak, sospettato di legami con al Qaeda, già arrestato e successivamente rilasciato l'estate scorsa in Germania. L'accusa della procura milanese per i 5, è quella di far parte di una cellula terroristica con base a Milano e ramificata nel Nord Italia. I membri del gruppo avrebbero reclutato soldati scelti e kamikaze da inviare in Iraq passando da campi id smistamento in Siria e Turchia. L'inchiesta della procura milanese aveva portato in carcere, lo scorso aprile, altre tre persone.

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Scorie nucleari: Scanzano Jonico per ora la spunta

Il nome del comune lucano scompare dal decreto sulle scorie nucleari. I residenti, dopo 15 giorni di cortei, marce, veglie, blocchi stradali e ferroviari, fanno festa. Il Consiglio dei ministri ha approvato l'emendamento al decreto dello scorso 14 novembre che individuava Scanzano come sito unico nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari. Il commune resta peró nella rosa dei candidati a ospitare il deposito. La commissione tecnica dovrà individuare il sito unico entro un anno. Attualmente 150 depositi in tutta Italia raccolgono queste scorie, alcuni in condizioni di sicurezza precarie secondo la Sogin, società responsabile della realizzazione del futuro deposito unico.

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Tremonti: più potere all'Ecofin. La Commissione: nessun cambiamento

Potrebbe finire davanti alla Corte di giustizia europea, lo scontro tra la Commissione europea e il consiglio dei ministri finanziari sulla violazione del Patto di stabilità da parte di Francia e Germania. Già ieri l'ipotesi non era stata esclusa dal commissario agli affari economici Solbes.

Sul ricorso il portavoce della Commissione, Kemppinen, pur ammettendo che è allo studio degli avvocati, ha detto che al momento non esiste un calendario definito, ma ha confermato il giudizio negativo sulla decisione dell'Ecofin, che sarebbe "priva di fondamenti giuridici".

Dal canto suo, il ministro italiano Tremonti, che è anche presidente di turno di Ecofin, rincara la dose.

"Non siamo tra quelli che reputano stupido il Patto di stabilità. Anzi. Per noi si tratta di uno strumento da usare con intelligenza. Questo è ciò che è stato deciso all'unanimità".

Tremonti si è spinto più avanti e ha auspicato un riequilibrio dei poteri tra Commissione e Ecofin a favore di quest'ultimo, arrivando a ipotizzare modifiche alla bozza di Costituzione europea. Su questo punto è subito arrivato lo stop: il portavoce del commissario Barnier ha detto che il progetto di Costituzione europea resterà "tale e quale" in materia di governace economica.

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Irlanda del Nord, i radicali cattolici e protestanti in testa alle elezioni

L'Irlanda del Nord premia i radicali. I primi risultati parziali delle elezioni di mercoledì danno il partito Democratico Unionista di Ian Paisley al 25,7%, seguito dallo Sinn Fein, alleato politico dell'Ira, al 23,5%.Cifre che se confermate segnano la sconfitta dei moderati protestanti e cattolici e gettano un'ombra sul piano di pace del 1998: "Ora - ha dichiarato Peter Robinson, capo dei deputati unionisti democratici - il governo deve riconoscere che in Irlanda del Nord c'è una maggioranza di unionisti disincantati e che qualsiasi accordo deve essere riequilibrato in loro favore."Lo Sinn Fein di Gerry Adams sembra invece disposto a dialogare:"I sostenitori di tutti i partiti vogliono che il processo di pace funzioni - ha detto Adams - e che vi sia un'agenda che proceda veramente. Non ci può essere una rinegoziazone degli accordi del 1998, chiunque vinca le elezioni." Accordi che il partito di Paisley non riconosce. In questo clima sarà difficile riprendere i lavori dell'Assemblea legislativa,sospesa l'anno scorso in seguito a una crisi nelle trattative tra repubblicani e unionisti.


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Giovedi, 27 Novembre, 2003

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Legislative nordirlandesi: un nuovo esame per gli accordi di pace del '98

L'astensionismo potrebbe fare il gioco degli estremisti che chiedono una completa ridiscussione del documento al quale si deve la fine di trent'anni di guerra civile. A farne le spese, sarebbe in primo luogo l'ex capo del governo semiautonomo, il moderato David Trimble, a capo della prima formazione nordirlandese, il Partito Unionista dell'Ulster.Il diretto concorrente, è il Partito Democratico Unionista di Ian Paisley: intransigente pastore calvinista che rifiuta la presenza stessa dei repubblicani cattolici dello Scinn Fein nel parlamento locale. I sondaggi lo danno al secondo posto con uno scarto leggerissimo. Nella prima elezione del '98 vinsero i partiti moderati. Gli unionisti di Trible ottennero 28 seggi; i nazionalisti cattolici arrivarono secondi con 24; terzo Paisley con 20 seggi e infine lo Scinn Fein con 18. E proprio lo Scinn Fein di Gerry Adams si aspetta molto da queste consultazioni. Il partito repubblicano cattolico, rappresentato per la maggior parte da ex membri dell'Ira, conta su attivisti determinati che difficilmentedisertano le urne. Oltre un milione di elettori sono stati chiamati al voto per eleggere i 108 membri dell'Assemblea Legislativa, il miniparlamento di Belfast sospeso da Londra nell'ottobre 2002 per una crisi di fiducia tra i deputati protestanti e cattolici.

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Il Patto di stabilità continua a destabilizzare. Botta e risposta Prodi Schroeder

Si aggrava la crisi istituzionale europea sul Patto di stabilità, che approda sui banchi del parlamento tedesco. Gerhard Schroeder, attaccato dall'opposizione che gli rimproverà di sforare per il terzo anno consecutivo il tetto del 3% percento di deficit, contrattacca: "la Commissione farebbe bene ad applicare la stessa severità in casa propria, ha detto. A questo punto non si può dire che tutto quello che fa sia sacrosanto."

La leader dell'opposizione conservatrice, Angela Merkel, ha però accusato il cancelliere tedesco di aver inflitto cinque anni di tragedia alla Germania, riferendosi alla crisi economica e finanziaria del Paese.

Schroeder ha ribadito la necessità di trovare un equilibrio tra consolidamento di bilancio e la crescita che si va prospettando.

Per il presidente della Commissione Europea non se ne parla: "Il Patto, ha detto Prodi, non è un menù da cui prendere a piacimento, le regole non si scelgono come i piatti al ristorante."

Per la presidenza italiana dell'Unione Europea non c'è stato strappo tra Ecofin e Commissione. Si è trattato di un semplice compromesso e una prova di flessibilità. Il commissario spagnolo Solbes, guardiano del Patto, parla invece di "rottura istituzionale."

Il dibattito sulle riforme è di nuovo aperto.

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La Grecia rilascia i no global arrestati al vertice europeo di giugno

Sono stati rilasciati i sette no global arrestati a giugno durante il summit europeo di Salonicco. Un caso che ha creato non poco imbarazzo alla Grecia, considerate le gravi condizioni di salute dei cinque attivisti che da due mesi praticavano lo sciopero della fame. "Hanno perso tutti tra i 15 e i 25 chili di peso -spiega il medico che li haseguiti- una qualunque infezione potrebbe essere fatale". I noglobal arrestati (tra cui due spagnoli, un siriano, un britannico e un greco) sono stati accusati di detenzione di esplosivo. Il loro caso ha sollevato mobilitazioni a Londra, a Madrid, ha richiamato l'attenzione di Amnesty International e ha acceso la polemica anche negli ambienti politici greci. Il legale di un detenuto dice di poter provare che si è trattato di una macchinazione della polizia per mettere a tacere le polemiche: i disordini durante il summit avrebbero provocato danni per diversi milioni di euro.

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Allarme terrorismo (con polemiche) in Turchia

L'allarme terrorismo resta alto in Turchia dove la polizia ha moltiplicato controlli e arresti dopo gli attentati del 15 e 20 novembre. Anche due donne tra le persone trattenute ieri a Istanbul dalle forze dell'ordine.

Il ministero degli esteri britannico ha messo in guardia i suoi cittadini residenti in Turchia sulla possibilità di nuovi attacchi terroristici. Il premier turco Erdogan però accusa il Foreign Office di non condividere le informazioni dei servizi segreti. Londra smentisce.

Gli attentati che hanno provocato decine di morti e feriti hanno anche strascichi nel mondo dello sport. La Uefa ha deciso di spostare tre partite degli europei previste in Turchia per motivi di sicurezza. La federazione calcio turca minaccia un ricorso.

Istanbul resta una città in stato d'allerta: posti di blocco sono disseminati per la città, mentre all'aeroporto internazionale le misure di sicurezza sono particolarmente rigide.


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Crisi israelo-palestinese: ancora morti

Tre palestinesi uccisi. E' il bilancio dell'ultimo incidente nella Striscia di Gaza. L'esercito israeliano sostiene che quattro persone, di cui due armate, sono entrate in una zona frequentata da coloni e militari israeliani proibita ai palestinesi. I militari hanno quindi sparato.

Secondo fonti palestinesi invece le vittime non erano armate: si sarebbe trattato dicivili che volevano festeggiare la fine del Ramadan.

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Nasce a Ginevra un piano di pace alternativo per il Medio Oriente

Si chiama "Iniziativa di Ginevra": è un nuovo piano di pace per il Medio Oriente, messo a punto da personalità dell'opposizione israeliana, soprattutto di sinistra e da rappresentanti palestinesi. Ha il placet di Yasser Aarafat e di soggetti neutrali, come il Governo svizzero e l'ex presidente americano Bill Clinton. Sarà presentato ufficialmente lunedí prossimo."Rappresenta un messaggio di speranza - dice un palestinese che ha partecipato alle trattative segrete durate due anni -. Il messaggio che la pace è possibile".Il piano è stato presentato a Gerusalemme al presidente israeliano Moshe Katzav dai suoi firmatari, l'ex ministro palestinese Yasser Abed Rabbo e l'ex ministro israeliano Yossi Beilin. Katsav ha detto che l'iniziativa rappresenta un passo in avanti positivo, ma ogni giudizio sul merito spetta al governo. E il governo Sharon ha già fatto sapere che respinge in toto il piano, giudicandolo peggio degli accordi di Oslo del 1993.

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Virus Ebola: prima sperimentazione umana di un vaccino

Sta per prendere il via la prima sperimentazione sull'uomo di un vaccino contro il virus Ebola. Il suo nome viene da un fiume del Congo dove venne isolato per la prima volta ventisette anni fa. Responsabile di febbri emorragiche mortali fino nel novanta per cento dei casi, Ebola agisce in fretta e ha alte capacità di contagio. Non vi sono cure efficaci, si ignora quale animale lo trasmette all'uomo. Per questo è essenziale arrivare alla produzione di un vaccino.Da un preparato rivelatosi efficace sulle scimmie gli studiosi dell'istituto nazionale di malattie infettive degli Stati Uniti (NIAID) hanno ottenuto un preparato che, spiega il dottor Gary Nabel, contiene del DNA del virus modificato in modo da non provocare l'infezione.Prima di valutare se il vaccino è effettivamente in grado di attivare le difese immunitarie nell'uomo, se ne dovranno studiare per un anno gli eventuali effetti collaterali. Ventisette i volontari selezionati per la sperimentazione."Credo in questo vaccino, mi sembra ad uno stadio promettente - dichiara ottimista Steve Rucker, uno dei volontari -. Poche altre conquiste della medicinaormai quasi al traguardo possono avere un impatto altrettanto rilevante".Si cerca la massima efficacia anche con nuove tecniche di somministrazione:Con un innovativo "biojector" il vaccino verrà letteralmente sparato sotto pelle. Niente aghi e siringhe."Un ago deposita il liquido solo nell'area del piccolo foro che esso produce - spiega il dottor Barney Graham, direttore dei gruppo di sperimentazione sui vaccini dell'istituto USA -. Nebulizzarlo su di un'area più vasta di tessuto forse permette al vaccino di essere "visto" da un maggior numero di cellule". Oltre a immunizzare le popolazioni più esposte, proteggere il personale sanitario a contatto con gli ammalati con un vaccino anti Ebola si spera anche di disinnescare una pericolosa arma di guerra biologica.

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Mercoledi, 26 Novembre, 2003

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L'Ecofin non sanziona Francia e Germania, polemica la Commissione

È rottura consumata tra governi e Commissione, sui vincoli del Patto di Stabilità: i ministri delle Finanze dell'Eurogruppo ieri, e dell'Unione Europea oggi, hanno concesso respiro a Francia e Germania, che, a causa dello sfondamento dei tetti per il deficit, sarebbero incorse in sanzioni se fosse stata approvata la raccomandazione della Commissione. Il presidente di turno dell'Ecofin, Tremonti, sdrammatizza:

"Normale giorno di applicazione, interpretazione e gestione di un patto che ci lega comunque tutti, interpretato nel modo intelligente e flessibile che è stato finora"

Tremonti ha poi citato il documento finale, nel quale si ribadisce la piena centralità del patto di stabilità e l'impegno a rientrare nei limiti prescritti. Tutto sta, dunque, nei modi:

dal canto suo, il Commissario Europeo Pedro Solbes ha detto che la Commissione deplora profondamente che il Consiglio, quindi i ministri nazionali, non abbia seguito lo spirito e le regole del patto, che garantisce - ha ricordato - la stabilità del sistema e un trattamento uguale per tutti.

Sullo sfondo, c'è uno dei tanti conflitti di attribuzione dell'Europa in divenire: decidono i ministri, ma di solito prendono per buone le raccomandazioni della Commissione. Non oggi. In sala c'era anche il presidente della Banca Centrale Europea, che vede grandi rischi legati alla decisione presa dall'Ecofin.

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Shevardnadze: elezioni presidenziali il 4 gennaio 2004

Il dopo Shevardnadze è ufficialmente aperto. Quarantotto ore dopo le dimissioni del capo dello stato, il parlamento della Georgia, riunito in sessione straordinaria, ha fissato per il quattro gennaio 2004 la data delle elezioni presidenziali. La decisione segue quella della Corte suprema che lunedì ha annullato i risultati delle legislative del 2 novembre scorso, macchiate da gravi sospetti di frode.

I due partiti di opposizione all'origine della manifestazioni di protesta e dell'occupazione del Parlamento che hanno spinto Shevardnadze alle dimissioni, hanno annunciato che designeranno un candidato comune.Ma giocando d'anticipo Mikhail Saakachvìli, leader nazionalista radicale, ha già presentato la sua candidatura.La tenuta dell'alleanza fra le due anime dell'opposizione sarà l'elemento che peserà maggiormente sull'immagine internazionale del paese.L'uscita di scena di Shevardnadze potrebbe ora favorire una riapertura degli aiuti del Fondo Monetario Internazionale verso Tblisi, congelati a causa della corruzione e della malagestione che hanno caratterizzato gli ultimi annidell'amministrazione uscente. Mercoledì la presidente ad interim Nino Bourdjanadze incontrerà i vertici dell'Fmi.La Georgia attraversa una grave cisi economica e convive con la minaccia separatista. Alle spinte autonomiste dell'Adjaria, fedele all'ex presidente, si affianca la secessione già compiuta da Abkhazia e Ossezia del sud. Una situazione che rischia di infiammarsi con l'ascesa al potere dei nazionalisti.

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Iraq: rivendicato con un video il fallito attentato a un cargo

Un fantomatico gruppo armato iracheno rivendica con una videocassettail fallito attentato di sabato scorso a un aereo da trasporto. Un'azione che non ha fatto né vittime né feriti. Le sequenze, cui è stato cancellato l'audio, sono state consegnate alla stampa straniera senza precisare il nome del gruppo autore dell'operazione. Le immagini testimoniano le diverse fasi dell'azione: dalla preparazione all'esecuzione. Il cago Dhl è stato colpito da un razzo poco dopo il decollo da Baghdad: i piloti sono riusciti a cavarsela con un atterraggio di fortuna.

Nelle ultime settimane le forze alleate hanno intensificato le azioni militari per contrastare la resistenza irachena. Il contingente italiano ha effettuato un sequestro record di esplosivo: martedí all'alba erano stati sequestrati 720 chili di materiale. Un'operazione che si è svolta a una ventina di chilometri da Nassiriya e che ha portato anche alla confisca di oltre 200 razzi e armi di vario genere. All'operazione avrebbero contribuito anche le informazioni della popolazione locale.

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Martedi, 25 Novembre, 2003

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26° summit anglo-francese: i sorrisi non coprono le divergenze

Il primo summit anglo-francese dalla guerra in Iraq si è svolto in un'atmosfera apparentemente rilassata, con spunti e propositi di collaborazione che non mutano peró posizioni contrastanti soptrattutto sull'Iraq. "Credo che siamo sulla buona strada -ha precisato il presidente francese Jacques Chirac- ma le proposte americane sul trasferimento dei poteri agli iracheni sono ancora insufficienti e incomplete". Resta qualche disaccordo anche in materia di difesa comunitaria: la proposta di un quartier generale europeo preoccupa gli Usa e di riflesso lascia perplessa la Gran Bretagna. "Parigi e Londra sono d'accordo -spiega Blair- sul fatto che la difesa europea non debba essere in contrasto con la Nato. Non conosco nessuno in Europa -ha aggiunto- che voglia vedere una difesa comunitaria andare avanti a spese dell'Alleanza Atlantica". Pieno accordo invece sul protocollo di Kyoto di cui il presidente americano ha bloccato la ratifica. I dettagli sul 26° vertice anglo-francese, nella rubrica europa.

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Shevardnadze, una nuova fase politica densa di speranze e incognite

Tbilisi il giorno dopo la "rivoluzione di velluto". Una nuova fase è iniziata in Georgia, piena di speranze e incognite. Con lo sblocco dell'"impasse" politica che durava dalle elezioni del 2 novembre e sfociata nelle dimissioni del presidente Eduard Shevardnadze, le forze d'opposizione stanno lavorando a una nuova consultazione, da tenersi entro 45 giorni; e si apprestano a chiedere a Washington un aiuto economico per garantirne la regolarità.L'anziano presidente ha preso la decisione delle dimissioni dopo la riunione con i leader dell'opposizione e il ministro degli esteri russo Igor Ivanov. Dall'incontro è emerso che gli oppositori di Shevardnadze non erano disposti a soluzioni di compromesso.Il presidente ad interim, signora Nino Burdzhanadze, ha tenuto una riunione sul tema della sicurezza nazionale; e ha stigmatizzato l'opera del ministro responsabile dello svolgimento delle elezioni legislative, sulle quali gravano pesanti sospetti d'irregolarità.Mikhail Saakashvili, trentacinquenne leader dell'opposizione populista, viene considerato come il piú probabile candidato alla successione di Shevardnadze. E' lui che ha guidato le manifestazioni di piazza delle ultime tre settimane, fino alla decisiva presa del Parlamento e alla festa liberatoria di domenica. Dopo le dimissioni del presidente, infatti, la gente ha dato vita a manifestazioni di giubilo durate tutta la notte.

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Rivoluzione in Georgia: l'analisi di Putin

Finita l'era Shevardnadze, il mediatore decisivo della crisi in Georgia, la Russia, guarda alle cause del problema enumerando gli errori che hanno portato alle dimissioni dell'ex capo di stato. Un presidente che "non è mai stato un dittatore", sottolinea Vladimir Putin. All'indomani della rivoluzione georgiana il presidente russo esorta la nuova classe politica a "non commettere gli sbagli del passato", preoccupato per il fatto che "il cambiamento di potere sia avvenuto sullo sfondo di forti pressioni" e non seguendo un normale percorso istituzionale.

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Più libertà, meno sicurezza. Così gli iracheni celebrano la fine del Ramadan

Paura e speranza. Più del digiuno e della festa sono i due volti del Ramadan iracheno. Il mese sacro che ricorda la rivelazione del Corano termina oggi per i sunniti, domani per gli sciiti. Ha inizio l'Aïd, una festa lunga tre giorni. Dal'alba di oggi le forze americane a Baghdad sono in stato di massima allerta. Nella capitale un convoglio statunitense è stato attaccato questa mattina, senza che vi fossero vittime, mentre in un'imboscata a Mosul un soldato americano è rimasto ferito.Il mese del digiuno è stato anche quello delle più pesanti offensive della guerriglia irachena e del terrorismo antioccidentale. Oltre ai settanta soldati statunitensi uccisi in Iraq, una serie di attacchi e attentati hanno fatto decine di vittime in tutto il medio oriente. Il 27 ottobre a Baghdad le autobomba sono quattro, anche contro la Croce Rossa. Decine le vittime. Il 9 novembre kamikaze di Al Qaeda colpiscono l'Arabia Saudita. Muoiono diciotto persone nell'attacco a un complesso residenziale a Riad. Tre giorni dopo si contano i morti del comando di Nassiryia. Diciannove italiani, nove civili iracheni. Poi è la volta della Turchia: prima gli attacchi a due sinagoghe di Istanbul, cinque giorni dopo le bombe contro una banca e il consolato britannico. In questo giorno speciale tutti pensano alla libertà: Un uomo intervistato per strada a Baghdad dice che il vero Aïd sarà il giorno della partenza degli americani, quandò l'Iraq avrà il suo governo. Allora sarà festa tutti i giorni. A chi oggi sente la libertà negata segue immediata la replica di chi questa tessa libertà sente riconquistata dopo essersi sbarazzato del regime criminale di saddam Hussein. Sono giorni felici quelli che sta vivendo il paese secondo un anziano iracheno.Rispetto ai tempi dell'ex rais manca la sicurezza, ma c'è più denaro e più libertà. Così, come vuole la tradizione, si comprano dolci e vestiti nuovi, arrischiandosi a uscire per far visita a parenti ed amici.

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Lunedi, 24 Novembre, 2003

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Georgia: Shevardnadze si dimette

Me ne vado a casa. Cosí il presidente della Georgia Eduard Shevardnadze ha annunciato le sue dimissioni dopo tre settimane di braccio di ferro con l'opposizione. A tutti noto come l'ultimo ministro degli esteri dell'ex Unione Sovietica, passerà alla storia come il presidente rovesciato dalla "rivoluzione di velluto", una rivoluzione che senza sparare un colpo lo ha scalzato dalla poltrona presidenziale di uno dei paesi piú turbolenti del Caucaso. Ministro degli interni Georgia dal '68 al '72, dall'85 al '90 fu il responsabile degli esteri per Gorbaciov. Ritornó in Georgia nel '92. Le politiche del 2 novembre 2003, con sospetti brogli, hanno infiammato lo scontro politico. La criminalità e la dilagante povertà fanno della Georgia una delle repubbliche potenzialmente piú a rischio dell'ex Unione sovietica.

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Elezioni in Croazia. La contesa tra nazionalisti e socialdemocratici

Alle 19:00 la chiusura delle urne. Con il voto di oggi, domenica, la Croazia rinnova il parlamento nazionale, che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni. Nel frammentato sistema politico croato è escluso che un partito, da solo, possa ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. La composizione del nuovo governo dipenderà quindi dalle alleanze. Ivica Racan, premier socialdemocratico uscente, spera nella riconferma ma le sue aspirazion sono insidiate dalla formazione Comunità democratica croata, il partito nazionalista guidato da Ivo Sanader e fondato dal defunto Franjo Tudjiman, il presidente che riuscì a portare la Croazia intatta all'indipendenza nel 1991.

Ottimista per il futuro, qualunque sia l'esito elettorale è Stipe Mesic, il presidente della repubblica croata, guardiano dell'unità nazionale e forte sostenitore della riconciliazione con la Serbia. 67 i partiti e le coalizioni in lizza, 50 le liste indipendenti. Ma lo sbarramento del 5 per cento previsto dal sistema proporzionale croato ne taglierà fuori molti. Tutti i maggiori partiti sono a favore dell'ingresso nell'Unione Europea e nella Nato.

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Due soldati americani sgozzati in Iraq.

Gli hanno tagliato la gola mentre erano bloccati nel traffico. Altri due soldati americani sono stati uccisi in Iraq. Questa volta a Mossul, città nel nord del paese. I militari erano di pattuglia su un fuoristrada civile quando sono stati assaliti da alcuni sconosciuti. La settimana scorsa a Mossul la guerriglia ha abbattuto due elecotteri statunitensi facendo 17 morti e 5 feriti.

Un altro soldato americano è rimasto ucciso oggi a nord di Baghdad e altri due sono feriti. Il loro convoglio ha urtato un ordigno vicino a Baaquba. L'ultimo di una serie di attacchi che non danno tregua alle forze della coalizione in Iraq e ai loro collaboratori.

Oggi si apprende che il colonnello della polizia incaricato della sicurezza petrolifera a Mossul è stato assassinato da sconosciuti. E ieri 18 iracheni sono stati uccisi, decine feriti, in due attentati suicida contro altrettanti commissariati a nordest di Baghdad.

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Scanzano Jonico: 70 mila in corteo

Un corteo lungo 8 chilometri sulla statale 106 che collega Basilicata, Puglia e Calabria: un serpentone di almeno 70 mila persone ha detto no alla realizzazione del sito delle scorie nucleari a Scanzano Ionico. Il governo ha frenato sul decreto, in vigore dal 18 novembre, che prevede la realizzazione di un deposito nazionale a Scanzano Jonico. Le scorie non saranno stoccate da subito nella città in strutture temporanee, ma resteranno dove si trovano oggi in attesa di un confronto piú ampio, sia scientifico, sia sociale. Attualmente il 90% dell'ammontare annuo di questi rifuti è di natura medicale. Oggi 150 depositi raccolgono queste scorie radioattive alcuni in condizioni di sicurezza precarie secondo la Sogin, società responsabile della realizzazione del futuro sito unico di stoccaggio.

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Domenica, 23 Novembre, 2003

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Georgia: il ministro russo Ivanon a Tblisi in missione per mediare tra le parti

La missione in Georgia di Igor Ivanov, ministro degli Esteri russo, è iniziata prima dell'alba.
Giunto nella notte, a Tblisi ha subito incontrato uno dei leader dell'opposizione, il presidente uscente del parlamento la signora Nino Bourdjanadze. Di fronte alle telecamere Ivanov è parso ottimista, ricordando che la madre è georgiana ha detto di avere a cuore le sorti del paese.

Il ministro russo incontrerà nella mattinata il presidente Shevardnadze e quindi nuovamente i leader dell'opposizione, nel tentativo di mediare tra le parti. Ma dopo quasi tre settimane di proteste e contestazioni in piazza, una soluzione di compromesso non sembra essere vicina.

Rivolto alla folla, che ancora assedia il parlamento, Ivanov ha dichiarato: "I russi e i georgiani insieme lavoreranno alla soluzione della crisi. Finora abbiamo sottovalutato la situazione della repubblica ma adesso vogliamo affrontarla rispettando la Costituzione.

Ieri il presidente ha proclamato lo stato d'emergenza, che in teoria dovrebbe essere approvato dal parlamento.

Mentre nella tarda serata di ieri, il primo canale della televisione pubblica era stato oscurato all'insaputa dei suoi responsabili, dalle Nazioni Unite e da Washington giungeva l'invito a evitare la violenza e piuttosto a cercare il dialogo.

La tensione è calata nella notte, anche se gran parte dei manifestanti non ha abbandonato le strade di Tblisi. A presidiare le vie della capitale un ingente numero di blindati e militari

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Shevardnadze proclama lo stato di emergenza e accusa: "E' colpo di stato"

E' stato d'emergenza in Georgia, decretato dal presidente Eduard Shevardnadze dopo che l'opposizione ha preso possesso del parlamento in nome di una rivoluzione non violenta.
Shevardnadze, che ha definito l'iniziativa un colpo di stato, ha dato disposizioni ai suoi ministri di ristabilire l'ordine e i primi veicoli blindati hanno preso posizione proprio fuori dal ministero degli interni, dove sono arrivati anche numerosi mezzi carichi di soldati.

A circa due chilometri di distanza, fuori dal parlamento, rimangono mobilitati decine di migliaia di dimostranti seguaci dell'opposizione.

Venti giorni di contestazioni contro i risultati delle elezioni parlamentari sono sfociati in iniziative eclatanti. E ora gli oppositori chiedono senza mezzi termini a Shevardnadze di andarsene prima della scadenza del suo mandato presidenziale, prevista per il 2005.

Nel frattempo, come se il capo di stato non fosse già più in carica, i manifestanti hanno marciato verso il palazzo presidenziale per spianare la strada alla nuova autoproclamata presidente: Nino Burdjanadze, che ha assunto la funzione in quanto ex presidente del parlamento, e quindi seconda carica dello stato.

C'è molta attenzione a livello internazionale per la crisi politica in Georgia. Il presidente russo Putin, dopo aver consultato i paesi dell'area, ha deciso di inviare a Tblisi il proprio ministro degli esteri Igor Ivanov.

Shevarnadze è al potere dal 1992, anno dell'indipendenza della Georgia dall'Unione Sovietica, di cui fu l'ultimo capo della diplomazia, durante l'era Gorbaciov

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Iraq, due attacchi kamikaze a nord di Baghdad: 18 morti

18 persone sono morte stamani in due nuovi attentati kamikaze in Iraq. Nel primo attacco un'autobomba è esplosa contro una stazione di polizia a Khan Bani Saad, cittadina a nord di Baghdad, uccidendo sei poliziotti e tre civili.Il secondo attacco è avvenuto a Baquba, 65 chilometri a nord della capitale: un'autobomba è saltata in aria danneggiando il principale commissariato della città e uccidendo sette poliziotti iracheni e due civili: una donna e una bambina di 9.Le due località si trovano entrambe nel cosiddetto "triangolo sunnita", racchiuso tra Baghdad, Falluja e Tikrit, zona che gli Stati Uniti considerano una roccaforte della guerriglia irachena. Guerriglia che per la prima volta avrebbe lanciato un missile contro un aereo da trasporto appena decollato da Bagdad, costringendolo a tornare indietro e a fare un atterraggio di emergenza.

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Sadato, 22 Novembre, 2003

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L'opposizione assalta il parlamento georgiano e il palazzo presidenziale

Erano passate da pochi minuti le 16:00 - ora locale - quando l'opposizione in Georgia ha assalito il Parlamento. Migliaia di manifestanti che protestavano dalle prime ore del mattino contro Shevardnadze hanno fatto irruzione nel palazzo costringendo il presidente a lasciare l'aula.

L'opposizione ha contestato per quasi tre settimane con manifestazioni di piazza i risultati delle elezioni politiche del 2 novembre. Venerdì sera i dimostranti hanno iniziato ad affluire da tutto il paese nella capitale Tbilisi, dove dopo una mattinata di proteste i leader dell'opposizione hanno dato l'ultimatum a Shevardnadze: 45 minuti per riconoscere la sconfitta e dimettersi.

Poco dopo le 16:00 i primi dimostranti hanno fatto irruzione nel Parlamento. Ci sono stati momenti di tensione, si temeva che la situazione degenerasse.Ma, a parte qualche minimo incidente, non si sono registrati scontri.

Il leader dell'opposizione Mikhail Saakasvili è stato condotto in aula dalla folla e lì, tra le grida di acclamazione, ha tenuto un discorso di vittoria.All'interno del parlamento l'atmosfera è di festa.

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John Kennedy: 40 anni fa il presidente Usa veniva ucciso a Dallas

Quarant'anni fa moriva John Fitzgerald Kennedy.Il 22 novembre del 1963 a Dallas tre spari colpiscono e uccidono il presidente americano a bordo della sua auto. Jacqueline urla e si precipita verso di lui, ma è troppo tardi. L'America è sconvolta.La morte di Kennedy è un mistero ancora oggi non completamente chiarito.

Poche ore dopo viene arrestato Harvey Lee Oswald, accusato dell'omicidio. Ma l'uomo viene ucciso con un coltello da Jack Ruby, un proprietario di un night club. Nel 1963 la Commisisone Warren attribuisce a Lee Oswald la responsabilità dell'omicidio. Una tesi smentita nel 1979 da una commissione speciale della Camera: "l'omicidio - dice il rapporto finale - fu probabilmente il risultato di un complotto".

Oggi l'America ha ricordato uno dei presidenti più amati e una pagina ancora "oscura" della sua storia.

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Venezuela, i sostenitori del presidente Chavez cercano di far dimettere gli oppositori

Chi di referendum ferisce, di referendum perisce. In Venezuela anche i sostenitori del presidente Hugo Chavez hanno deciso di ricorrere alle consultazioni popolari. Si raccolgono le firme per indire referendum nei collegi elettorali di 38 parlamentari di opposizione, nell'intento di sfiduciarli e ottenerne le dimissioni.

Gli attivisti pro-Chavez anticipano di una settimana le mosse dell'opposizione che da venerdì cercherà di mettere insieme i 2,5 milioni di sottoscrizioni necessarie per organizzare una consultazione per dire una volta per tutte sì o no alla permanenza in carica del capo di stato.

L'opposizione l'anno scorso aveva immobilizzato il paese con due mesi di scioperi, accusando il presidente Chavez di voler instaurare in Venezuela, un regime sullo stile di quello comunista cubano. Il presidente difende il suo programma di riforme puntando il dito contro i ricchi oligarchi.

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Giovedi, 20 Novembre, 2003

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Bush a Londra: brindisi con la Regina

È stato il momento clou dal punto di vista mondano della visita del presidente americano a Londra. Banchetto in onore di Bush a Buckingham Palace: brindisi, menu francese, scambio di convenevoli con la regina Elisabetta, che nel suo discorso ha prevedibilmente sottolineato la relazione molto speciale tra Regno Unito e Stati Uniti: "due amici, ha detto la sovrana, talora con qualche disaccordo, ma facilmente superabile."

C'erano tutti ieri sera: oltre 170 invitati. Domani all'ambasciata americana, i Bush restituiranno l'invito.

Nella giornata di ieri, al di là degli onori attribuitigli a palazzo, Bush ha pronunciato un discorso in cui ha ribadito le motivazioni ufficiali della guerra in Iraq, ha sostenuto che l'Onu rischia l'estinzione se non approverà risoluzioni di peso, e ha invitato Israele a non compromettere la pace con la costruzione del muro.


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Iraq: Onu, uso della forza, democrazia: Bush a Londra si richama a "tre pilastri"

Tre pilastri per la pace e la sicurezza nel mondo. Nel primo discorso durante la sua visita di Stato in Gran Bretagna, il presidente statunitense Bush, parlando alla Banqueting House di Londra, ha richiamato l'importanza delle istituzioni internazionali, le necessità talvolta di ricorrere alla forza e l'impegno a diffondere la democrazia. Valori condivisi con l'alleato britannico."Aldilà delle frontiere europee - ha detto - in un mondo dove violenza e oppressione sono estremamente reali, la liberazione è ancora un obiettivo morale e la libertà e la sicurezza hanno ancora bisogno di difensori".

Il terrorismo resta una minaccia. Dall'Iraq al Medio Oriente, Bush ha chiamato a sé e ringraziato l'alleato britannico, ma ha chiesto anche più apporto e sostegno dagli altri alleati. Ha criticato l'Europa per il credito che ancora dà a Yasser Arafat.

Ai palestinesi ha intimato l'adozione di mezzi pacifici nei rapporti con Israele, ma ha anche invitato lo stato ebraico "a congelare la costruzione degli insediamenti, smantellare gli avamposti non autorizzati e porre fine all'umiliazione quotidiana del popolo palestinese, a non pregiudicare i negoziati decisivi disponendo muri e barriere".Britannici e americani condividono un'alleanza di valori e oggi questa vecchuia alleanza è molto forte, ha detto Bush. "Non abbiamo liberato l'Iraq per lasciare ora il Paese in balia dei terroristi".

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Londra: centinaia in piazza contro Bush. Oggi la grande manifestazione

Hanno trascorso la notte sotto le finestre di Buckingham Palace. Armati di bandiere e cartelli, centinaia di manifestanti hanno continuato a urlare slogan contro Bush, Blair e la guerra in Iraq, dopo aver inscenato proteste, anche coreografiche, per tutta la giornata di ieri.

Una falsa carrozza reale ha sfilato nel centro di Londra, a ricordare sarcasticamente il tour annullato da Bush e dalla regina Elisabetta per motivi di sicurezza. In corteo anche immagini di cartone del presidente americano a misura d'uomo, distrutte tra grida e applausi.

I poliziotti hanno avuto il loro bel da fare, cercando di tenere i manifestanti a debita distanza da Buckingham Palace. Finora, una trentina di persone sono state fermate, soprattutto per ubriachezza, furto e danni.

Le proteste di ieri contro la visita di Bush a Londra fanno mal sperare le forze dell'ordine per la grande manifestazione di oggi, per la quale si attendono circa 100mila persone.

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Medioriente: in Egitto la ripresa dei negoziati

L'invito arriva dall'Egitto: ai primi di dicembre, al Cairo, israeliani e palestinesi siederanno a un tavolo per discutere di una possibile tregua. È il risultato dell'incontro ieri a Gaza tra Ahmed Qorei, premier palestinese, e rappresentanti diplomatici egiziani e dei principali gruppi militanti di parte araba, compreso lo sceicco Yassim, alla testa di Hamas.

Si tratta di dare finalmente uno scossone ai negoziati di pace che dovrebbero sfociare nella creazione di uno stato palestinese entro il 2005, in cambio della sicurezza per lo stato ebraico, come previsto dalla Road Map.

La sua applicazione è prevista dalla risoluzione 1515 approvata ieri dall'Onu all'unanimità. Si tratta di un documento essenzialmente simbolico, presentato dalla Russia, rimaneggiato più volte anche per le resistenze di Washington, contraria a un coinvolgimento diretto delle Nazioni Unite in un processo che secondo gli Usa riguarda soprattutto le parti in causa.

È stata intanto confermata la morte della turista ecuadoriana raggiunta ieri da colpi di arma da fuoco sparati da un uomo a Eilat, al confine tra Giordania e Israele. L'uomo, che ha ferito altre quattro persone, è stato abbattuto dalle forze di sicurezza israeliane.

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Dieci milioni di dollari di taglia su Ezzat Ibrahim, numero due dell'ex regime iracheno

Ezzat Ibrahim, ex vicepresidente del Consiglio di Comando della Rivoluzione, numero due del regime di Saddam. Sulla sua testa pendono ben dieci milioni di dollari di taglia, offerti dalla coalizione per la sua cattura. Secondo i responsabili anglo-americani Ibrahim giocherebbe un ruolo di primo piano nell'organizzazione degli attacchi contro le truppe.

Ieri, all'alba, soldati statuitensi hanno distrutto la sua casa vicino Tikrit. Non è il solo raid, in questi giorni. Le truppe americane stanno prendendo di mira dei sospetti depositi di armi e rifugi di fedelissimi di Saddam. Sempre ieri, a Ramadi, un centinaio di chilometri a ovest di Baghdad, soldati americani hanno ucciso otto iracheni, dopo un tentativo di attacco.

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Ricercato, si costituirà nelle prossime ore Michael Jackson

La magistratura californiana ha spiccato un ordine di cattura nei confronti della popstar, accusata di molestie sessuali su un ragazzino di 12 anni. L'eterno Peter Pan sembra disposto a consegnarsi alla polizia di Santa Barbara, a nord di Los Angeles. Sarà in ogni caso un arresto più simbolico che altro: il cantante verrà scarcerato al pagamento della cauzione, fissata in tre milioni di dollari. I portavoce dell'artista hanno respinto le accuse, definendole deliranti.

Per 14 ore una settantina di agenti di polizia ha perquisito il suo sterminato ranch alla ricerca di indizi. Altre presunte vittime della popstar sono state invitate a farsi avanti e collaborare all'inchiesta.

La gente si è già schierata. "Se veramente ha fatto quello che dicono i media, sostiene quest'uomo, allora rappresenta una minaccia per la società."

Già in passato c'erano state accuse di pedofilia contro Michael Jackson. Poi la famiglia della presunta vittima si era messa d'accordo per un risarcimento di svariati milioni di dollari in cambio del ritiro della denuncia.

Questa donna, che dice di conoscere il cantante, è esterrefatta. "Non ci crederò mai, dice. E non perché sia Michael Jackson, ma gli ho parlato tante volte, lo conosco, conosco il suocuore. È impossibile."

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Mercoledi, 19 Novembre, 2003

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Iraq: Grande commozione ai funerali di stato delle vittime di Nassyriah

Diciannove tricolori sull'altar maggiore della basilica di San Paolo: è una delle immagini che si ricorderanno di questo funerale di stato per le vittime italiane dell'attentato di Nassyriah, mercoledì scorso.

Nelle prime file a destra dell'altare i familiari delle vittime. A sinistra i vertici istitutionali e militari. Presenti anche i 17 feriti, alcuni dimessi provvisoriamente dal Celio, anche loro come le migliaia di italiani dentro e fuori la basilica non volevano mancare.

La messa è stata officiata dal cardinale Ruini. Gli squilli dell'attenti ne hanno segnato l'inizio.

Oltre al vicario del Papa c'erano 22 alti prelati tra vescovi e arcivescovi. Nell'omelia il cardinale ha detto "non fuggiremo davanti ai terroristi, anzi li fronteggeremo con tutto il coraggio, l'energia e la determinazione di cui siamo capaci."

C'erano il capo dello Stato, Premier e vicepremier, i presidenti di Camera e Senato. E poi ministri, parlamentari, della maggioranza come dell'opposizione.

Durante la preghiera eucaristica sono state ricordate col solo nome di battesimo tutte le vittime di Nassiryah: uno dei momenti più forti che ha fatto sciogliere la tensione in un lungo applauso.

E applausi se ne sono sentiti tanti: lungo il corteo che ha accompagnato i dieci carri funebri fino a San Paolo. Poi in chiesa, infine sul piazzale, dove migliaia di persone hanno seguito i funerali sul maxi-schermo.

Adesso il dolore tornerà privato: nelle prossime ore le salme saranno portate nei diversi comuni di residenza. Per l'ultima cerimonia.

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Bush a Londra: visita di stato di 3 giorni

Tre giorni in Gran Bretagna per George W. Bush, in arrivo oggi a Londra per una visita di stato che si annuncia impegnativa e tesa. Impegnativa perché sono in agenda temi delicati: la sorte dei prigionieri britannici nella base americana di Guantànamo, l'incontro coi parenti dei soldati inglesi caduti in Iraq, la concessione di agevolazioni commerciali per i prodotti made in Britain.

Ad accogliere Bush decine di migliaia di manifestanti che si sono dati appuntamento nella capitale per giovedì. I sondaggi rivelano però che solo il 36% degli inglesi è contro la visita del presidente americano.

Londra intanto ha dispiegato il più vasto apparato di sicurezza mai messo in piedi per la visita di un capo di stato: mobilitati 14mila agenti, la metà della polizia della capitale.

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Dolore e commozione ai funerali delle vittime ebree degli attentati di Istanbul

In un clima di profonda emozione, si sono svolti a Istanbul i funerali delle sei vittime di religione ebraica negli attentati di sabato scorso. Alla cerimonia, alla quale hanno preso parte almeno tremila persone, ha partecipato anche il presidente del parlamento israeliano.Secondo le prime indagini, i responsabili del duplice attentato suicida alle sinagoghe e dei 25 morti, sarebbero turchi, il che confermerebbe l'intesa tra i gruppi radicali islamici locali e la rete al-Qaida che ha rivendicato le azioni.La polizia avrebbe identificato i due attentatori, morti nell'esplosione, e due basisti. I primi due sarebbero venuti da Bingol, nel sud-est del paese, una zona a maggioranza kurda.Il premier turco Tayyip Erdogan, leader del partito islamico moderato, ha auspicato che le indagini facciano luce sull'accaduto, confermando che le autorità statali non cambiano posizione. "Se nelle esplosioni alle sinagoghe di Istanbul c'è un messaggio di terrore diretto allo stato turco o al nostro governo - ha detto Erdogan - io lo respingo, senza esitazioni".

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Medio oriente: uccisi due soldati israeliani mentre si tratta una nuova tregua

Due soldati israeliani uccisi in Cisgiordania da un palestinese armato di kalashnikov, e nuove incursioni di Tsahal a Betlemme e a Rafah. Sono i segni della violenza che riparte in Medio Oriente, proprio mentre sul piano politico c'è attesa per la ripresa del dialogo.Il mediatore egiziano, il generale Omar Suleiman, continua a premere sulle fazioni arabe di Gaza per giungere a un cessate-il-fuoco. Uno dei punti in discussione è la richiesta palestinese rivolta agli Usa affinché si facciano garanti che Israele rispetterà la tregua.In questa prospettiva, il premier palestinese Ahmed Qorei chiede a Israele di evitare azioni che possano rendere più difficile la ripresa delle trattative."Il riavvio del dialogo con Israele è all'inizio. Non sappiamo se porterà a risultati positivi, ma è nostra intenzione ottenere qualcosa da questi contatti. Speriamo che Israele sia seriamente interessata quanto noi, al di là di qualsiasi mossa tattica".Un incontro tra il premier palestinese Ahmed Qorei e il suo omologo israeliano Ariel Sharon è previsto per la settimana prossima.

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Martedi, 18 Novembre, 2003

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Iraq: Turchia: commemorazione per le vittime degli attentati alle sinagoghe

Una marcia silenziosa nel quartiere della sinagoga Neve Shalom. E' la risposta dei cittadini di Istanbul agli attentati contro due centri di culto ebraico sventrati da auto bomba lo scorso sabato. Centinaia di persone di differenti fedi religiose hanno preso parte alla manifestazione.Tra le macerie di una della due sinagoghe, stamane è stato ritrovato il cadavere di una donna ebrea ottantenne; il bilancio della strage sale così a 24 morti a cui si aggiungono più di trecento feriti.Sulla piazzetta dove si è svolta la commemorazione è stata collocata una stele di marmo alta due metri che riporta la scritta "Tolleranza per la pace".L'attacco è stato rivendicato da Al Qaeda. Quella dell'organizzazione terroristica che fa capo a Osama Bin Laden è l'ipotesi più accreditata dalle autorità turche ed è in questa direzione che si concentrano le indagini della polizia. Domenica sono state fermate e poi rilasciati quattro sospetti.L'ombra degli attentati rischia di allungarsi anche sulle forze dell'ordine turche. La comunità ebraica era da tempo in allarme e più volte aveva chiesto alle autorità di chiudere il traffico nei paraggi delle sinagoghe.

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Ebrei in Turchia: una storia di integrazione vecchia di cinque secoli

"Neve Shalom" significa "Oasi di Pace", ma è già la seconda volta che questa sinagoga di Istanbul subisce un attacco brutale. C'erano stati ventitré morti nel 1986, quando due arabi vi fecero irruzione sparando raffiche di mitra e lanciando bombe a mano.Di nuovo, dopo l'attentato di domenica, la comunità ebraica turca si ritrova aggredita dalla paura. Una situazione anomala per un paese musulano che da sempre ha spalancato le braccia agli ebrei.Per Renata Aji quella sinagoga rappresenta la vita. È lì che con la famiglia si reca almeno due volte la settimana. E ora si addolora per quanti avevano le botteghe attorno al tempio e non avevano preso particolari misure di sicurezza.Uccidendo indiscriminatamente ebrei in preghiera, negozianti e passanti musulmani gli attentatori, verosimilmante stranieri, hanno voluto colpire un modello di convivenza vecchio di cinquecento anniOggi la comunità ebraica turca non supera le 35.000 persone, ventisettemila delle quali vivono ad Istanbul. Già dal sedicesmo secolo Istanbul e Salonicco costituivano i più importanti poli culturali dell'ebraismo mondiale. La neutralità turca durante la seconda guerra mondiale ne fece terra d'asilo privilegiata per migliaia di ebrei d'Europa. Youssef vive a Istanbul da sempre. A ottant'anni lavora ancora come controllore dei cibi kosher in questo ristorante gestito da musulmani. Per noi fa parte a tutti gli effetti della famiglia, dice Yaver Yahabettin, il proprietario. Lo chiamiamo papà. È andato a lui il nostro primo pensiero appena abbiamo saputo dell'attentato. L'ho chiamato immediatamente.Più turchi dei turchi. Così si sentono gli ebrei in questo paese al 99% musulmano, espressione di un islam moderato e dagli stretti legami con Israele.Il vecchio Youssef è ancora sconvolto:"La mia famiglia, - dice - è stata solo felice di rivedermi vivo". Uno smarrimento simile sta percorrendo la Turchia. Un paese governato da un partito islamico, membro della Nato e candidato all'ingresso nell'Unione europea, che negli attacchi alle sue sinagoghe vede anche un attentato al suo modello di stato laico.

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Omaggio commosso dellL'Italia alle 19 salme delle vittime di Nassiriyah

Nella camera ardente del Vittoriano da stamane sfila, davanti alle 19 bare dei caduti nell'attacco di Nassyriah, una folla di gente comune. Roma è commossa, domani, se possibile, lo sarà ancora di più: ai funerali si prevedono 200-300mila persone.

Le più alte autorità del Paese hanno reso il loro omaggio stamane: c'erano il presidente della Repubblica, premier e vice premier, i presidenti delle duecamere, rappresentanti dell'opposizione. Ciampi ha pianto coi parenti delle vittime.

La coda, lunghissima, si snoda intorno al monumento a Vittorio Emanuele sino all'ingresso della camera ardente. Giovani, anziani, bambini, adolescenti, anche turisti, stranieri, sono qui, a migliaia, sfilano davanti all'altare del milite ignoto.

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Governo transitorio iracheno entro giugno 2004. I nuovi piani di Bush

Un rapido cambio di strategia: dirottare l'attenzione sulle istituzioni irachene in via di formazione. Per l'annuncio solenne di un nuovo corso nella ricostruzione in Iraq George Bush troverà miglior palcoscenico visitando domani l'alleato britannico, ma intanto ieri il presidente statunitense ha dato un saggio della nuova linea. "Il consiglio di governo iracheno ha proposto una serie di scadenze per il trasferimento dei poteri. Ci pare che vadano bene. Allo stesso tempo continueremo una dura lotta ai terrorsti".Se prima l'Amministrazione USA voleva attendere una nuova costituzione e le libere elezioni prima di delegare il potere a un governo iracheno, col nuovo calendario prima ci sarà un governo transitorio, entro giugno 2004, e poi, scritta la costituzione, nuove elezioni entro la fine del 2005.Tempi relativamente brevi dunque per decretare la fine dell'occupazione straniera in Iraq, ma non per assistere alla smilitarizzazione del Paese. Una volta nominato il governo transitorio, quest'ultimo chiederà alle truppe straniere di restare. Il piano è stato discusso dall'aministratore americano in Iraq Paul Bremer col consiglio di governo iracheno. Jalal Talabani, attuale capo del consiglio, lo ha reso pubblico sabato scorso spiegando: "Ci sarà un governo indipendente, con piena sovranità, responsabile della sicurezza dell'Iraq, della sicurezza interna, del bilancio. Avrà il controllo di una parte del Paese". Oggi i ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno espresso apprezzamento per il più spedito cammino costituzionale scelto per l'Iraq. A Washington invece l'opposizione democratica teme che questa sia la soluzione di Bush per sfuggire dalla morsa dell'Iraq in vista delle presidenziali di novembre prossimo. Mettere al centro del processo politico l'autorità provvisoria irachena non deve essere visto come l'avvicinarsi di un pericoloso vuoto di potere in Iraq.C'è anche questo tra gli obiettivi della massiccia campagna militare Iron Hammer lanciata dall'esercito USA.

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Londra blindata per Bush, ma una dimostrante solitaria raggiunge Buckingham palace

Letteralmente blindato il centro di Londra, per la visita in Gran Bretagna del presidente statunitense George Bush. Già dal mattino, per essere ammessi nelle zone sensibili, occorreva passare per i varchi coi metal detector. Timori di attentati, per questo le misure di sicurezza sono altissime: lo stesso Bush per tutta la durata del soggiorno londinese indosserà un giubbotto antiproiettile.

Non mancheranno le proteste, nei confronti del capo della Casa Bianca. Nonostante lo sforzo mediatico dei giorni scorsi, il 60% dei britannici considera Bush un pericolo per la pace, come rivela un recente sondaggio.

Per James Rubin, portavoce del Dipartimento di Stato durante la presidenza Clinton, ciò che negli Usa sorprende è "scoprire che la posizione del premier Blair non è la stessa della maggioranza dei cittadini del suo paese", i quali invece, sottolinea Rubin, la pensano come il resto d'Europa.

A protezione del percorso coperto da Bush, la sicurezza ha schierato 14.000 agenti, compresi i cecchini sui tetti e le squadre di artificieri impegnati a setacciare il centro della capitale.

Nonostante l'imponente dispositivo di sicurezza, una manifestante solitaria é riuscita a eludere i controlli e ad arrampicarsi sul cancello di Buckingham Palace, dove ha appeso una bandiera a stelle e strisce con su scritto: "Windsor & Co., Lui (Bush, ndr) non è il benvenuto".

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Lunedi, 17 Novembre, 2003

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Torna a farsi sentire la voce di Saddam, e preannuncia nuove vittime

"Altri ancora moriranno" : è la minaccia di Saddam Hussein, o meglio del messaggio audio a lui attribuito e trasmesso oggi dall'emittente araba al Arabiya. Per il deposto presidente iracheno vi saranno ancora vittime tra i soldati della coalizione se le forze di occupazione non lasceranno il territorio iracheno. E Saddam incalza i suoi a continuare la guerra santa di liberazione dallo straniero.

Messaggio che la guerriglia sembra già aver recepito. Anzi, la sfida della resistenza irachena si spinge sino al cielo: in tre settimane abbattuti cinque elicotteri americani. L'ultimo attacco ieri, a Mosul, nel nord, con due Black Hawks precipitati al suolo: 17 gli uomini morti.

L'attacco è coinciso con l'annuncio degli americani del nuovo calendario per il passaggio dei poteri a un governo iracheno entro fine giugno. Allora "terminerà l'ccupazione dell'Iraq anche se le truppe guidate dagli Usa resteranno su invito degli iracheni", così almeno ha detto oggi un responsabile della Coalizione.


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Ankara: confermato il duplice attentato suicida

La notizia si era diffusa subito dopo gli attentati di Istanbul. Ora lo confermano anche fonti diplomatiche turche: c'erano due kamikake alla guida delle autobomba esplose sabato di fronte alle sinagohe di Neve Shalom e Beth Israel.

Nessuno crede che gli attacchi suicidi siano opera del gruppo fondamentalista islamico Ibdac-c che ha rivendicato l'azione, o almeno è convinzione comune che non possa aver agito da solo. Tra i tanti, anche il ministro degli esteri israeliano Silvan Shalom, punta il dito contro Al Qaeda: "E' il momento di capire che il terrorismo è ovunque. Se la comunità internazionale sarà unita, vinceremo la battaglia".

Le due autobomba, caricate con circa 300 chili di esplosivo ciascuna, hanno fatto 23 morti, tra cui 6 ebrei, e oltre 250 feriti. Quattro persone tra cui due donna sono state arrestate ma rapidamente rilasciate. A dare una mano agli inquirenti turchi sono presenti a Istanbul agenti del Mossad, i servizi segreti israeliani. Le cerimonie di commemorazione sono già iniziate. I funerali saranno celebrati martedí. Secondo il console di Israele i terroristi hanno voluto colpire non solo gli ebrei, ma anche i buoni rapporti Tel Aviv e la Turchia.

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Domenica, 16 Novembre, 2003

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Iraq: rimpatriate le 18 vittime italiane dell'attentato di Nassiriya

Sono ritornate a casa le spoglie delle 18 vittime italiane dell'attentato di Nassiriya. Le note del silenzio hanno accompagnagnato lo sbarco dei feretri dal cargo militare atterrato all'aeroporto di Ciampino. La salma della 19ma vittima, deceduta sabato dopo quattro giorni di coma irreversibile, sarà rimpatriata lunedì.

Le bare, avvolte nel tricolore e in un silenzio irreale, hanno sfilato in modo lento e composto davanti ai familiari e al picchetto d'onore. I feretri dei carabinieri, dei militari e dei civili morti in Iraq verranno ospitati nella camera ardente allestita al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano.

Dal 4 novembre 1921 l'Altare della Patria non ospitava una cerimonia solenne in morte di un soldato. Martedí si celebreranno i funerali di stato alla Basilica di San Paolo. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, anticiperà il ritorno dagli Stati Uniti per essere presente. Tutto il paese si fermerà in segno di lutto.

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Iraq: continuano gli attacchi a Baghdad. Entro il 2005 un governo locale

A Baghdad, mentre l'ondata di attentati non sembra rallentare, è stato annunciato il calendario per la formazione del nuovo governo, in tempi accelerati, come richiesto dagli USA e dagli altri paesi occidentali.

Nel pomeriggio, il centro della capitale è stato scosso da un'esplosione, di natura ancora imprecisata, non lontano dal comando americano e dal museo nazionale. Un paio d'ore più tardi, si è avuta notizia di un elicottero americano, un Black Hawk, precipitato nei pressi di Mosul. Non è stato reso noto se vi siano vittime.

Nel corso di una conferenza stampa il capo del consiglio di governo iracheno, Jalal Talabani, ha annunciato la formazione di un esecutivo eletto dagli iracheni entro la fine del 2005. Prima sarà scritta una nuova costituzione, da parte di un consiglio eletto direttamente. Con il nuovo governo, si concluderà formalmente lo stato di occupazione militare, anche se poi sarà chiesto a un contingente americano di restare.

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Forum sociale europeo: in migliaia in corteo per la chiusura del meeting

In migliaia hanno sfilato per le strade di Parigi per la chiusura del Forum sociale europeo.In centomila dicono gliorganizzatori, circa la metà secondo i dati della prefettura.

Chiedendo un'Europa dei diritti in un mondo senza guerre, il corteo è partito nel primo pomeriggio da Place de la Republique diretto verso Place de la Nation. Non si è registrato nessun incidente.

Numerosi gli striscioni dedicati alla situazione in Medio Oriente, decine le bandiere arcobaleno con la scritta "Pace" sventolate dai manifestanti, in un'atmosfera di festa. Tra gli italiani hanno partecipato al corteo il segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti, il deputato dei Verdi Paolo Cento e il leader dei disobbedienti Luca Casarini.

Soddisfatti gli organizzatori del meeting che iniziato mercoledì ha visto una attenta partecipazione soprattutto di giovani a seminari e conferenze.Tra i temi affrontati, l'ambiente, i conflitti internazionali, le problematiche legate al welfare e la Costituzione europea.

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Al governo di Barcellona i socialisti potrebbero superare gli indipendentisti

La Catalogna si prepara a scegliere il successore di Jordi Pujol, l'indipendentista democristiano a capo del governo autonomo di Barcellona da 23 anni.

La sua coalizione "Convergencia i Unio" punta su Artur Mas, da sempre delfino dell'anziano leader. Per la prima volta dall'introduzione del voto regionale, la formazione politica rischia di essere sorpassata dalla sinistra.

In crescita i consensi per Esquerra Republicana, di Josep Luis Carod-Rovira, partito anch'esso indipendentista ma più radicale. Unica formazione spagnola dichiaratamente anti-monarchica, Esquerra Repubblicana diventerebbe terzo partito della Catalogna, ago della bilancia in grado di decidere chi sarà a guidare il prossimo governo regionale.

La Catalogna ha da sempre coltivato una vera e propria cultura nazionale. L'insegnamento della lingua catalana è obbligatorio fino alle scuole superiori. Domenica le urne potrebbero consacrare prima forza politica il Partito Socialista, che presenta come capofila Pasqual Marragal, ex sindaco di Barcellona.

In quarta posizione ma fuori dai grandi giochi politici, per via delle posizioni pro-Madrid, è il Partito Popolare che candida l'ex ministro degli esteri spagnolo Josep Piqué.

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Due attentati colpiscono Istanbul

Il gruppo islamico Ibda-c, ovvero il "Fronte dei combattenti del grande est", rivendica le esplosioni che stamane hanno seminato la morte di fronte a due sinagohe del centro città.

I mezzi di informazione locali, fanno anche il nome di Al Qaeda citando i servizi segreti, ma il governo turco conferma solo di non ritenere attendibile la rivendicazione.

Il ministro dell'interno turco ha confermato che i morti accertati sono 15, mentre la polizia parlerebbe di almeno 24. I feriti sono quasi 150.

Le esplosioni sarebbero state provocate da due autobomba condotte da altrettanti kamikaze. Il primo scoppio si è verificato di fronte alla sinagoga di Neve Shalom, la principale della città, situata in pieno centro. Lo stesso luogo di culto venne colpito nell'86 dal gruppo terroristico Abu Nidal: rimasero uccisi 22 ebrei.

La seconda esplosione sarebbe avvenuta nella sinagoga di Beit Israel, a cinque chilometri dalla prima, nel distretto di Shishili.

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Queen Mary 2: 12 morti in un incidente ai cantieri navali di Saint Nazaire

Sono almeno 12 i morti e una ventina i feriti dell'incidente che si è verificato nei cantieri francesi di Saint Nazaire sull'Atlantico, dove viene ultimato il transatlantico di lusso Queen Mary 2..

Era in corso una visita di personalità, quando una passerella su cui si trovavano una trentina di persona è crollata. Tra le vittime anche bambini. Prima nave di questa portata costruita dopo la Elisabeth 2 nel 1969, dovrà fare una ventina di traversate dell'Atlantico all'anno.

Costato 800 milioni di dollari sarà un villaggio galleggiante dotato di tutti i comfort. Al suo interno ospita fra le altre cose anche un teatro con 1000 posti, un centro di talassoterapia, cinque piscine e una sala da ballo. La nave salperà per la crociera inaugurale il 12 gennaio da Southampton.

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Sabato, 15 Novembre, 2003

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Iraq,due soldati Usa uccisi a Baghdad. Rapito giornalista portoghese a Bassora

Pugno di ferro contro la guerriglia, potere politico agli iracheni. È la nuova strategia Usa in Iraq.Al tramonto l'esercito americano ha sferrato un nuovo attacco vicino all'aeroporto di Baghdad, dando il via alla terza notte della operazione "Iron Hammer", martello di ferro, contro i feddayn di Saddam.Che continuano ad attaccare: una bomba È esplosa oggi lungo una strada della capitale uccidendo due soldati americani e ferendone tre. Contemporaneamente Washington apre sul piano politico e annuncia che un governo iracheno sarà nominato al piu presto. L'allerta è alta nel sud del paese: a Bassora, citta sotto il comando britannico, un convoglio di giornalisti portoghesi e stato attaccato da un gruppo di uomini armati. Il commando ha aperto il fuoco contro una colonna di jeep ferendo una gioranlista e rapendo un collega.Si tratta di Carlos Raleiras. Contattato telefonicamente da Euronews, l'uomo ha dichiarato che i cinque rapitori chiedeono un riscatto di 50mila dollari. Il convoglio di giornalisti era al seguito di un contingente di 128 soldati portoghesi arrivati oggi a Bassora dal Kuwait.

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Venerdi, 14 Novembre, 2003

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Iraq, il ministro della Difesa Martino a Nassiryah: "Unica mano dietro gli attacchi"

Con la strage di Nassiryah contro i militari italiani, la guerriglia anti-occidentale in Iraq potrebbe aver cambiato strategia. E' l'ipotesi che in queste ore si affaccia da più parti, nel tentativo di far luce sull'attentato.

Ma oggi riemergono anche gli allarmi lanciati dai servizi di intelligence italiani e statunitensi, che già a luglio indicavano i carabinieri come probabili obiettivi di attentati.

Secondo il ministro della difesa italiano, Antonio Martino, che si è recato oggi a Nassiryah, la mano dietro le azioni armate é chiara.

"La matrice degli episodi è unica. Non si vuole che questo esperimento di democratizzazione che stiamo portando avanti abbia successo", dice il ministro.

Domani a Nassiryah arriveranno le squadre specializzate per i rilievi scientifici attorno a ciò che resta della base italiana, fino a ieri punto di riferimento per la popolazione civile e oggi completamente sventrata.

Il bilancio delle perdite é ancora in crescita. Con la dichiarazione della morte cerebrale di un militare rimasto ferito, le vittime italiane salgono adiciannove, a cui si aggiungono nove civili iracheni

Il generale Guido Bellini, comandante generale dei carabinieri, ha detto che le salme delle vittime italiane rientreranno in patria probabilmente sabato.

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Nassiriya, il ministro della Difesa Martino visita i militari italiani feriti

A Nassiriya il ministro della Difesa Antonio Martino ha fatto visita stamani agli italiani feriti nell'attacco. Sono una ventina i militari ricoverati nel vicino ospedale o nelle tende allestite dalla Croce Rossa: quattordici carabinieri, di cui uno grave, e tre o quattro soldati dell'esercito, Più di ottanta i feriti tra i civili iracheni. I militari, la maggior parte giovani, sono ancora sotto shock: "Tre secondi... in tre secondi è successo l'impossibile.. - racconta uno di loro - tre secondi...un botto e un'esplosione...poi ho sentito qualcuno tirarmi sù e mi sono ritrovato in una macchina guidata da due qui del posto che mi hanno portato in ospedale".

"Tutto è accaduto in un momento - dice un ragazzo di neanche vent'anni -. C'è stata un'esplosione e io mi sono buttato a terra...Poi sono sceso e ha visto il mio collega che mi chiamava da sotto un'autobotte. Abbiamo chiamato quel ragazzo...Alla fine siamo riusciti a scappare".

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Italia sotto choc per i morti di Nassiryah

Bandiere a mezz'asta in tutta Italia, e un incessante pellegrinaggio davanti al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri per testimoniare cordoglio e solidarietà. In tutto il paese si respira un'atmosfera di dolore e tristezza, che le immagini in arrivo dall'Iraq acuiscono invece di lenire.

"Che dire, solo che provo lo stesso dolore dei familiari", dice una donna prima che la sua voce si trasformi in pianto. "Io provo solo rabbia", aggiunge un'altra, mentre un ragazzo invita a rendere omaggio alla memoria dei caduti mantenendo la presenza italiana in Iraq.

Il governo ha deciso di confermare la missione militare, e ha proclamato il lutto nazionale per la giornata dei funerali, la settimana prossima, quando in segno di cordoglio, anche le luci del Colosseo, a Roma, resteranno spente.

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Giovedi, 13 Novembre, 2003

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Iraq: l'Italia piange i suoi carabinieri: ora la guerra è una realtà

Il più grave attacco alle forze militari italiane dalla fine della seconda guerra mondiale. Dentro questa palazzina, sventrata da 300 chili di esplosivo, 12 carabinieri, 4 soldati dell'esercito e 2 civili, tutti italiani, hanno perso la vita. Con loro anche 10 iracheni. In tutto sono 28, ma è un numero provvisorio. Una trentina, tra italiani e iracheni, sono in ospedale. Alcuni in condizioni disperate.

I sopravvissuti sono ancora lì, a fare la guardia alle macerie. Giorgio Cornacchione, comandante del contingente italiano, ha ricostruito la dinamica dell'attentato. Alle 10.40 di ieri mattina a Nassiriya 4 kamikaze a bordo di due camion imbottiti di esplosivo hanno superato le fragili barriere in metallo e filo spinato poste a difesa del comando. L'esplosione che ne è seguita ha fatto crollare gran parte del palazzo che ospitava il dipartimento logistico, danneggiando altri due edifici vicini. In fiamme anche il deposito munizioni.

"È stato un atto deliberato contro la nostra missione, l'obiettivo eravamo noi italiani" - ha affermato Cornacchione.

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Iraq, diciassette italiani morti nell'attentato-kamikaze di Nassirya

Il fumo e le fiamme avvolgono la base militare italiana in Iraq.Almeno ventitre persone - tra cui diciassette italiani - sono morte stamani nel sanguinoso attentato-kamikaze contro il quartier generale italiano a Nassiryia.Si tratta del primo attacco contro i militari tricolori nel paese.Secondo un bilancio ancora provvisorio tra le vittime ci sarebbero undici carabinieri, quattro militari dell'esercito, due civili italiani e otto iracheni.Decine i feriti. Sono duemilaquattrocento i militari italiani impegnati a Nassirya, quasi quattrocento chilometri a sud dellßIraq, di cui quattrocento carabinieri.Erano le dieci e quaranta - le otto e quaranta in Italia - quando un camion-cisterna guidato da due kamikaze ha aperto il fuoco contro le guardie all'ingresso del complesso forzando il posto di blocco.

Il veicolo ha proseguito la sua corsa e si è fatto esplodere davanti alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logicstico italiano distruggendola quasi completamente. La deflagrazione ha danneggiato un secondo palazzo dove ha sede il comando e ha distrutto gli ufficidi una Ong americana in un terzo edificio. In fiamme anche il deposito delle munizioni.

L'Italia 'e in lutto e sotto shock. Il ministro degli Interni Pisanu ha reso noto che nel paese sarà aumentata la vigilanza.Secondo il ministro della Difesa Antonio Martino tutto lascia epnsare che l'ttentato "sia stato pianificato e realizzato da una cellula dei "Fedayn2 dell'ex Rais Saddam Hussein.

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Iraq: le reazioni all'attacco del mondo politico italiano

È lutto e dolore in Italia.La notizia dell'attacco contro il quartier generale dei carabinieri a Nassiryah è rimbalzata subito al parlamento italiano, dove le più alte carciche dello Stato hanno espresso il proprio cordoglio.

Il premier Silvio Berlusconi, nell'aula del Senato, ha invitato il Parlamento all'unità.

"Mi rivolgo a tutto il Parlamento affinchè, in nome di un paese unito, venga data prova di maturita' democratica e lealta' verso chi ha perso la vita in difesa dei beni piu' preziosi: l'umanità, la democrazia, la libertà, la sicurezza e la pace".

Visibilmente commosso anche Romano Prodi, presidente della commissione europea che ha ribadito la richiesta di un coinvolgimento maggiore dell'Onu in Iraq e degli iracheni nel governo locale.

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Francia, affaire Elf. Condannati gli ex manager del colosso petrolifero

Piovono condanne, al processo di Parigi per l'affare Elf. Loik Le Floch-Prigent, ex presidente del colosso petrolifero francese è stato riconosciuto colpevole di distrazione di fondi e condannato a cinque anni di reclusione.

Il Tribunale, accogliendo l'impianto accusatorio, ha considerato Le Floch-Prigent come "il principale responsabile" delle malversazioni compiute ai danni di Elf e dei fondi neri ottenuti dalla falsificazione dei bilanci.

Cinque anni anche per Alfred Sirven, ex direttore generale del gruppo petrolifero, al quale è stata comminata la multa di un milione di euro. In carcere a Parigi dopo la sua estradizione dalle Filippine, Sirvent si sarebbe appropriato di 168 milioni di euro.

Quattro anni e due milioni di ammenda invece è la condanna di André Tarallo, ex direttore di Elf Africa. Unico ad aver assistito al processo a piede libero, Tarallo è stato arrestato dopo la lettura della sentenza.

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Arrivano in Inghilterra le navi all'amianto destinate alla rottamazione

E' attesa per oggi nel porto di Hartlepool, nell'Inghilterra orientale, la seconda contestata nave della Marina americana col suo carico di materiali tossici destinata allo smantellamento. Un'altra imbarcazione da quindicimila tonnellate di stazza è giunta a destinazione mercoledì. Sono le avanguardie di una flotta di tredici carrette dei mari risalenti alla seconda guerra mondiale che Washington ha deciso di rottamare. Due altre navi sono attese nei prossimi giorni. Gli ecologisti inglesi si sono rivolti alla giustizia per bloccare i lavori, giudicati ad alto rischio ambientale.

"Il verdetto della corte è atteso per dicembre -dice Pete Stephenson, manager della Able Uk, la società britannica incaricata dello smantellamento- spero che entro gennaio potremo iniziare le operazioni".Ma le principali organizzazioni di difesa dell'ambiente ora chiedono al governo l'apertura di un'inchiesta pubblica."Qui ci sono già 55 tonnellate di materiale contenente amianto -afferma Craig McGarvey dell'agenzia per l'ambiente- fra un anno saranno settantamila. Questo dà una dimensione del problema".Da un lato le questioni ambientali, dall'altro quelle economiche. La Able Uk, che ha con la Marina Usa un contratto da circa quattordici milioni di dollari, ha schierato il suo esercito di avvocati. All'esito del ricorso è anche legato il destino di duecento posti di lavoro.

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Medioriente, il Parlamento di Ramallah dà la fiducia al governo di Ahmed Qorei

Il Parlamento di Ramallah ha dato oggi la fiducia al nuovo governo del premier Ahmed Qorei.A favore dell'esecutivo - che sostituisce il gabinetto d'emergenza guidato sempre da Qorei lo scorso mese - hanno votato quarantasei parlamentari su sessantaquattro.

Sulla spinosa questione del ministro degli Interni il premier palestinese ha dovuto cedere a un compromesso con Arafat, nominando Hakam Balaawi, uomo vicino al Rais. Ma la sicurezza sarà gestita da un apposito Consiglio nazionale presidiato da Arafat, del quale fa parte anche Qorei. Nel suo discorso davanti al Consiglio legislativo Arafat ha lanciato un messaggio di apertura a Israele, ribadendo di riconoscere il suo diritto a "convivere pacificamente accanto a uno stato indipendente palestinese" e invitando a mettere fine allo spargimento di sangue.Un'offerta imemdiatamente rigettata da Israele, che non riconosce l'autorità del presidente palestinese.

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Mercoledi, 12 Novembre, 2003

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L'Europa celebra l'85esimo anniversario della fine della prima Guerra Mondiale

L'Europa ricorda la fine della prima Guerra Mondiale.Accanto ai soldati morti nel 15-18 Londra ha celebrato oggi nel tradizionale giorno dell'Armistizio anche gli oltre cinquanta soldati britannici caduti in Iraq.La regina Elisabetta ha poi inaugurato a Hyde Park un memoriale per i soldati australiani morti sui fronti europei. Alle celebrazioni hanno preso parte anche il premier Tony Blair e il primo ministro australiano John Howard. Cerimonia simile a Parigi, all'Arco di Trionfo.Il presidente Jacques Chiraq ha ravvivato al fiamma eterna e ha deposto una mazzo di fiori sulla tomba del milite ignoto. Presenti all'ottantacinquesimo anniversario dell'Armistizio anche trentasei anziani combattenti - tutti ultracentenari. Che con emozione hanno ascoltato ancora una volta la Marsigliese

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Iraq nel caos, gli Usa ammettono la responsabilità per la morte di un sindaco sciita

Le forze Usa in Iraq hanno ammesso la loro responsabilità per la morte di Mohannad Ghazi al-Kaabi, il sindaco di Sadr City, quartiere sciita di Baghdad,sostenuto dagli stessi Stati Uniti. L'uomo, i cui funerali si sono tenuti oggi nella capitale irachena, è stato ucciso domenica da un soldato americano nel corso di un alterco. E i segnali di tensione nel paese continuano a crescere: oggi il governatore Usa Paul Bremer ha lasciato all'improvviso Baghdad per Washington cancellando l'incontro con il premier polacco Leszek Miller arrivato oggi in visita. Mentre una bomba è esplosa stamani nella capitale irachena ferendo sei persone.Gli attentati con ordigni sono talmente diffusi che le truppe Usa hanno sperimentato un robot che fa esplodere le bombe di fabbricazione artigianale. Tre iracheni sono rimasti uccisi invece sempre oggi a Bassora nell'esplosione di unabomba nascosta su una strada. Almeno otto i feriti. E mentre Washington continua a chiedere aiuti esterni per stabilizzare l'Iraq, il Giappone fa slitare i tempi per l'invio di truppe, mentre la Turchia ha già ritirato la sua offerta di appoggio.

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Martedi, 11 Novembre, 2003

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Guantanamo: decide la Corte Suprema

Sarà la Corte Suprema degli Stati Uniti a decidere su Guantanamo. Il massimo organismo giurisdizionale americano ha deciso di accogliere gli appelli presentati da una dozzina di prigionieri stranieri, britannici, australiani e kuwaitiani, detenuti nella base navale americana di Cuba. Entro il prossimo giugno l'Alta Corte si pronuncerà sulla costituzionalità delle incarcerazioni attuate a Guantanamo, fornendo una risposta definitiva a un interrogativo: gli Stati Uniti hanno la competenza necessaria per tenere prigionieri dei cittadini stranieri catturati fuori dal suolo americano?

Attualmene sono 650 i detenuti, provenienti da 42 paesi diversi, privati della libertà senza essere stati sottoposti a processo.

Per l'Amministrazione Bush non si tratta di prigionieri di guerra ma di combattenti illegali: non possono beneficiare delle protezioni previste dalla Convenzione di Ginevra avere contatti con le famiglie, godere di assistenza legale.

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Gli Stati Uniti accusano al Qaeda per gli attentati di Riad

Il terrorismo non destabilizzerà l'Arabia saudita. Governo e monarchia reagiscono con fermezza all'attentato di sabato notte a Riad contro un complesso residenziale per lavoratori stranieri, che ha fatto almeno diciassette morti e circa 120 feriti.Le autorità hanno intensificato le misure di sicurezza intorno alle sedi diplomatiche straniere e alle residenze di cittadini occidentali.L'ambasciata Usa non riaprirà prima di mercoledì e oggi Washington ha annunciato la chiusura anche di quella in Sudan."Questa è una strage messa a segno da al Qaeda che vuole abbattere la famiglia reale e il governo saudita" ha dichiarato il vice-segretario di stato americano Richard Armitage, giunto domenica a Riad per incontrare il principe ereditario Abdallah. Una tesi confermata da fonti di sicurezza saudite. Secondo alcuni media del paese invece dietro ai sanguinosi attacchi si nasconderebbero gruppi di estremisti islamici che mirano a colpire lo stile di vita occientale dissuadendo gli stranieri dal veniere al lavorare in Arabia.

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Storica visita del ministro della difesa vietnamita a Washington

Faccia a faccia a Washington tra il capo del Pentagono Donald Rumsfeld e il ministro della difesa del Vietnam Pham Van Tra. Si tratta della prima visita negli Stati Uniti di un alto responsabile militare vietnamita dalla fine della guerra, nel 1975. "L'incontro sottolinea i progressi nei rapporti tra i due paesi dopo la normalizzazione e conferma l'interesse comune nella lotta al terrorismo" si legge in un comunicato diramato dal Pentagono.Oltre ai problemi legati alla sicurezza in Asia, Tra chiederà agli Stati Uniti maggiori aiuti per alleviare gli effetti dell'agente Orange, la sostanza chimica che gli americani spruzzarono durante la guerra per sfoltire la giungla.La visita del ministro vietnamita segue di pochi giorni un altro evento storico: l'arrivo nel porto di Ho Chi Min City di una nave da guerra americana.

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Il deputato tedesco antisemita probabilmente espulso dalla Cdu

Rischia grosso Martin Hohmann, deputato cristiano democratico tedesco che il 3 ottobre scorso si è lasciato andare a discorsi antisemiti. Le sue parole sono rimbalzate oltreoceano, dove una donna che ne ha letto le dichiarazioni su Internet ha protestato. Lui si è blandamente scusato. Non è bastato, anche perché un alto graduato l'ha difeso. A questo punto Angela Merkel, presidente della Cdu non ha avuto scelta: avviata nelle scorse ore la procedura di espulsione.

Secondo il segretario generale del partito, Laurenz Meyer, "vanno messi dei paletti quando si parla di patriottismo. Non bisogna andare oltre certi limiti, ed è quello che è stato fatto nel discorso dell'onorevole Hohmann."

Venerdì la Cdu ne voterà la richiesta di espulsione. Che è molto probabile, visto che il congresso del partito è alle porte, e la presidenza preferisce non mostrare il fianco al governo rosso-verde.

Nel suo discorso Hohmann aveva relativizzato l'Olocausto, dicendo che ai tempi della rivoluzione russa, nel 1917, gli ebrei avevano svolto un ruolo decisivo nella polizia segreta. Perciò, secondo lui, gli ebrei come i tedeschi sono pure un "popolo di carnefici".

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La legge è uguale per tutti", parola di Vladimir Putin

In occasione della giornata della polizia, il presidente russo ha ribadito che tutti debbono rispondere alla legge, e che questa è la "principale condizione perché la società sia democratica ed efficace." L'implicito riferimento al caso Khodorkovski era tutt'altro che casuale.

L'ex presidente della Yukos, la maggiore società petrolifera russa, l'uomo più ricco del Paese, si trova in un carcere moscovita dal 25 ottobre scorso per tutta una serie di reati che vanno dalla truffa all'evasione fiscale. Oggi i suoi legali ne chiederanno la libertà vigilata.

Secondo gli analisti, non c'è solo il finanziamento dell'opposizione da parte di Khodorkovski a irritare il Cremlino. Il vero centro della questione è il progressivo indebolimento dello stato a tutto vantaggio degli oligarchi. Nella Yukos, che rappresenta il 10% della produzione mondiale di greggio, la partecipazione di società straniere costituisce già un quarto del totale. Allo stato, che Putin vorrebbe di nuovo forte, finirebbe per sfuggire una grossa fetta di ricchezza del Paese.

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Nucleare, l'Iran sospende la produzione di uranio arricchito e apre agli ispettori

L'Iran sospende a partire da oggi la produzione di uranio arricchito.Lo ha annunciato a Mosca il capo del Consiglio Supremo iraniano di sicurezza nazionale Hassan Rowhani, nel corso di un incontro con il presidente russo Putin. Rowhani ha inoltre reso noto che sempre oggi Teheran ha inviato all'Aiea, l'agenzia dell'Onu per il controllo dell'energia atomica, una lettera di adesione al protocollo aggiuntivo al Trattato di non-proliferazione nucleare che apre le porte delle sue centrali agli ispettori Onu. Un doppio annuncio che secondo la Russia "sgombera il campo dalle preoccupazioni della comunità internazionale e apre la strada verso possibili nuove cooperazioni tra i due paesi". Mentre da Vienna trapela la notizia che nel suo rapporto sull'Iran - che sarà discusso il venti novembre - l'Aiea dichiarerà di non avere prove che Teheran abbia un programma nucleare, come invece sostengono da tempo gli Stati Uniti.

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Rinforzi militari a Tbilisi, l'opposizione in piazza. In Georgia è ancora crisi

Si sta aggravando la crisi in Georgia. Reparti delle forze di sicurezza sono arrivati questa mattina nella capitale Tbilisi, dove gli oppositori al presidente Shevardnaze continuano a manifestare chiedendo le sue dimissioni e l'annullamento delle elezioni politiche del 2 novembre scorso.Da undici anni saldamente al potere, l'ultimo ministro degli Esteri sovietico, oggi a un anno dalla fine del mandato, non sembra rassegnarsi alla impopolarità di cui gode in un paese ancora povero e instabile.Prevale la voglia di nuovo, la gente in piazza rivendica il diritto a vivere in un paese migliore. Non ha prodotto risultati apprezzabili l'incontro di ieri tra Shevardnaze e i tre leader più rappresentativi dei partiti di opposizione. Il presidente, criticato per le eccessive concessioni economiche fatte a Mosca e per aver lasciato prosperare le corruzione nel Paese, non ha più il controllo del parlamento.Mikhail Saakaschvili, il trentacinquenne leader del filo occidentale Movimento Nazionale, che avrebbe ottenuto più del venti per cento dei voti, ha annunciato che le proteste pacifiche contro un risultato elettorale censurato e contro le decisioni arbitrarie del governo proseguiranno. L'indipendenza ha significato per la Georgia undici anni di declino sociale ed economico. Oggi il salario medio supera di poco i trenta euro. Il governo non controlla che la capitale Tbilisi. Le regioni autonome del'Abkhazia, l'Ossezia del sud e l'Adzharia sono di fatto indipendenti. Frontiere colabrodo, commerci illegali, strapotere dei clan locali: in questo paese sull'orlo del collasso si sta giocando il futuro delle politiche energetiche del pianeta. Si chiama BTC: un oleodotto da poco in costruzione che dovrà permettere il trasporto del petrolio dai ricchi giacimenrti Azeri fino in Turchia. Un milione di barili al giorno che attraverso la Georgia, interessata alle lucrosissime tasse di transito, garantiranno a Washington approvvigionamenti di greggio alternativi ai rubinetti arabi. La Russia, tagliata fuori da questo asse Azerbaigian-Georgia-Turchia, si oppone al progetto. Sulla repubblica del Caucaso è in corso un braccio di ferro tra Mosca e Washington, ma ciò che ora più conta è l'estrema instabilità che la Georgia vive al suo interno, che rischia di gettare il paese nel caos e nella violenza.

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I giudici cercano a Sohan le prove dell'omicidio di Holly e Jessica

Dentro questo pullman scortato dalle forze dell'ordine ci sono i giudici che stanno processando Ian Huntley, presunto colpevole dell'omicidio di Holly e Jessica, le due piccole tifose del Manchester United assassinate 14 mesi fa.

Oggi la corte si è spostata da Londra a Sohan, la cittadina del Cambridgeshire dove abitavano le bambine. L'obiettivo è ripercorrere le loro ultime ore di vita, ricostruendo il tragitto compiuto da Holly e Jessica dal momento in cui sono uscite dalla palestra del loro istituto, lo stesso dove Huntley lavorava come bidello.

Nella ricostruzione è stato ipotizzato il percorso dalla scuola alla casa del loro presunto assassino. L'incidente probatorio, cui partecipano anche i legali della difesa, è stato disposto per raccogliere ulteriori elementi utili ad accertare le responsabilità.

Domani la corte si sposterà a Mildenhall, nel Suffolk, nel bosco dove furono ritrovati i corpi.

La sentenza nei confronti di Ian Huntley e della sua complice, Maxine Carr, è attesa per l'inizio del prossimo anno.

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Israele, casi di ecefalopatia. Responsabile un alimento per neonati?

Si rischia la psicosi di massa, in Israele, dopo la morte di tre neonati e il ricovero di una ventina d'altri, colpiti da encefalopatia. Cercando una spiegazione per questi decessi, le autorità sanitarie hanno deciso di sospendere la vendita di un alimento in polvere, il "Remedia Super Soya Formula" in versione kosher, che tutti i piccoli ricoverati avevano assunto.

Il prodotto sotto accusa è stato lievemente modificato per venire incontro alle esigenze della ortodossia ebraica. Secondo una prima ipotesi, l'aggiunta di un grasso vegetale avrebbe diluito la presenza di vitamine importanti.

Decine di migliaia di genitori hanno tempestato di telefonate i call center allestiti dalle autorità, per informarsi sui sintomi della malattia.

Analoga preoccupazione si registra anche a New York, dove vive una grande comunità ebraica che, per motivi religiosi, consuma la stessa variante di prodotto venduto in Israele.

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Lenin abbandona la Piazza Rossa

I turisti che hanno scelto Mosca come meta delle prossime vacanze natalizie dovranno rinunciare a una tappa obbligata di qualunque itinerario. La visita al mausoleo di Lenin. Meglio: il mausoleo potranno ammirarlo, ma solo dall'esterno. Non avranno la possibilità di vedere il corpo, perfettamente conservato, del padre della rivoluzione.

Il problema è proprio la conservazione: per non comprometterla i tecnici dell'Istituto di Medicina russo hanno bisogno di intervenire subito e di sequestrare la salma per due mesi.

Una volta effettuate le analisi su temperatura e tasso di umidità Lenin, morto nel 1924 a 54 anni, potrà ritornare sul suo giaciglio da cui domina la Piazza Rossa.

Le visite saranno riaperte a partire dal 29 dicembre.

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Lunedi, 10 Novembre, 2003

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Iraq: numerosi morti e centinaia di feriti nell'attentato suicida di Riad. L'ombra di Al Qaida

Si fa più grave il bilancio delle vittime dopo l'attentato della scorsa notte in Arabia Saudita: i morti accertati sono 11, compresi 4 bambini. I feriti sono oltre 120. Saudita, sudanese, libanese e egiziana: le nazionalità delle vittime. Altri corpi potrebbero ancora essere sotto le macerie del complesso residenziale di Riad, capitale saudita, teatro dell'attacco. Era da poco passata la mezzanotte, quando in una zona residenziale della città, non lontano dalle ambasciate, si sono udite due esplosioni ravvicinate. Due auto imbottite di esplosivo e condotte da kamikaze avrebbero forzato l'ingresso del complesso, sorvegliato da guardie, prima di saltare in aria. Cinque villette sono andate completamente distrutte.

L'attentato ricalca, nelle sue modalità, quello del 12 maggio scorso, sempre a Riad, che provocò 35 morti, tra cui 9 americani e quasi 200 feriti. Inevitabile sospettare una matrice comune: Al Qaida. Tra i feriti vi sono cittadini americani e canadesi, di origine araba. L'attentato si è verificato nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno chiuso ambasciata e consulati in Arabia saudita, in previsione di un attentato. Il paese, luogo di nascita di Osama bin Laden, sta conducendo tra molte reticenze una campagna contro gli integralisti islamici sospettati di legami con Al Qaida.

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Isreal: Il compromesso Qorei-Arafat al vaglio del Consiglio legislativo

Il nuovo governo palestinese guidato da Ahmed Qorei sarà sottoposto, mercoledì, al voto di fiducia, vincolante, del Consiglio legislativo, il parlamento palestinese. La composizione del nuovo esecutivo è frutto del compromesso raggiunto dal primo ministro con il presidente Arafat. Il vecchio leader non voleva Nasser Yusef agli interni e il generale resterà fuori dall'esecutivo. Al suo posto è stato scelto Hakam Balawi, un suo fedelissimo che sarà però ministro a metà, con competenze solo civili. Le questioni di sicurezza saranno appannaggio di un apposito consiglio, presieduto da Arafat ma integrato anche da Qorei e Yussef.Il sì del Consiglio al nuovo governo appare scontato; il giudizio di Israele invece, per il momento, è sospeso.

"Dobbiamo giudicarlo nei fatti - precisa il portavoce del governo Sharon, Raanan Gissin - vedremo se attueranno le disposizione della Road Map e si daranno da fare per smantellare le infrastrutture del terrorismo".

Migliaia di palestinesi oggi hanno invaso le vie di Ramallah per protestare contro la costruzione, da parte israeliana, del muro di protezione. A Jenin e Kalkilia è stato il muro stesso a raccogliere il dissenso palestinese proprio nell'anniversario, il 14esimo, del crollo, di un altro, celebre, muro.

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Eclissi di luna per gli amanti delle ore piccole

Il fenomeno non è raro, ma mantiene intatto il suo fascino. Molti hanno rinunciato a qualche ora di sonno, la notte scorsa, per poter ammirare, in tutto il mondo, l'eclissi totale di luna. Per 23 minuti, dalle 2.07 alle 2.29 ora europea, il buio è stato rischiarato dall'alone rosso della luna. In molte zone, comprese alcune regioni italiane, le nuvole hanno parzialmente rovinato lo spettacolo, comunque visibile anche a occhio nudo.

Per effetto della rifrazione l'atmosfera terrestre devia i raggi solari: la luna si trova immersa in un'ombra che sarebbe molto scura se non fosse pervasa dalla luce solare diffusa. L'attesa per la prossima eclissi è piuttosto breve: sarà visibile il 4 maggio del prossimo anno.

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Domenica , 9 Novembre, 2003

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Attentato a Ryadh, morti e feriti

Colpi d'arma da fuoco, poi un'esplosione, violentissima, che ha lacerato la notte di Ryadh, in pieno Ramadan: qualche ora dopo l'esplosione, una colonna di fumo si levava ancora alta sulla città, e l'odore acre dell'esplosivo si sentiva in un'ampia zona del centro. I servizi americani avevano previsto l'eventualità di attentati, e l'ambasciata USA a Ryadh era stata chiusa.

L'auto usata per quello che è con ogni evidenza un attentato suicida è ancora lì, accartocciata, tra le macerie di alcune villette che facevano parte del complesso residenziale colpito, in pieno centro e a poca distanza dal quartiere delle ambasciate e dalle residenze private di alcuni membri della casa reale. Le autorità saudite hanno confermato finora la morte di cinque persone, ma fonti diplomatiche occidentali parlano di almeno venti morti e fino a un centinaio di feriti.

Negli ospedali della capitale vengono curate, in queste ore, oltre settanta persone: tra i feriti moltissimi bambini, secondo le notizie fornite dalle autorità sanitarie saudite.

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Iraq: per gli americani la settimana più cruenta

L'esercito americano ha vissuto la settimana più sanguinosa dalla fine ufficiale del conflitto in Irak. Oggi si contano ancora due morti, in seguito a un'esplosione che ha colpito un loro mezzo, sulla strada per Falluja. E oggi è arrivata la conferma ufficiale che l'elicottero abbattuto ieri nei pressi di Tikrit, un Black Hack, è stato effettivamente colpito da un razzo. Otto i militari morti.

Che il triangolo sunnita Bagdad Tikrit Falluja rappresenti un grave problema in materia di sicurezza è stato sottolineato da Richard Armitage, vice segretario di stato americano, che però si vuole ottimista. Ne ho parlato col generale Sanchez, ha detto oggi a Bagdad. Esiste un ottimo piano in grado di fermare chi vuole eliminare noi e gli iracheni."

La notte scorsa gli americani hanno lanciato una serie di raid su Tikrit, colpendo anche abitazioni che avrebbero ospitato esponenti della guerriglia irachena. L'offensiva rientrava in una prova di forza dopo l'abbattimento del terzo elicottero in due settimane. L'operazione della scorsa notte ha portato all'arresto di 16 persone.

Un segnale negativo è arrivato oggi anche dalla decisione della Croce Rossa Internazionale di lasciare, almeno per il momento, le sedi di Bagdad e Bassora. L'organizzazione umanitaria ha subito lo scorso mese un attentato costato la vita a 32 persone.

Non era mai successo nei suoi 140 anni di storia che la Croce Rossa abbandonasse un terreno di guerra. In Iraq era dal 1980.

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Georgia: in ventimila chiedono la verità sui risultati delle urne

In più di ventimila hanno sfilato per le vie della capitale della Georgia, per nulla intimoriti dalla mobilitazione delle forze dell'ordine. In coro la folla scandiva: "Vogliamo elezioni giuste", "no ai brogli elettorali."

Dopo quasi una settimana il governo non ha ancora reso noti i risultati ufficiali delle elezioni, che domenica scorsa hanno visto la sconfitta dellacoalizione di maggioranza. I dimostranti, che chiedono al presidente Schevarnadze di dimettersi riconoscendo i risultati elettorali, si sono dati appuntamento in piazza della Libertà, nel centro di Tblisi.

A parlare alla folla due leader dell'opposizione, Nino Burdzhanadze, e Mikhail Saakashvili. "La politica del nostro paese ha bisogno di nuove energie, ha detto l'ex ministro, di nuovi volti. I disonesti e i corrotti, oggi al potere, debbono andarsene."

il presidente georgiano Shevarnadze ieri si era detto pronto al dialogo con l'opposizione per evitare che la situazione degeneri in guerra civile.La sua coalizione, pur dimezzando i voti, conserva la maggioranza relativa. Ma tutti i partiti anti-governativi insieme hanno ottenuto il 70% dei suffragi.

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Isreal: Yasser Arafat ha vinto il braccio di ferro con il suo primo ministro Qorei.

Il premier ha accettato la nomina a ministro degli interni di un uomo gradito ad Arafat. Grazie a un compromesso, però, il titolare degli interni sarà spogliato delle competenze sulla sicurezza.
Le decisioni in questo delicato ambito saranno appannaggio di un consiglio di dodici membri presieduto da Arafat, di cui farà parte anche il premier AhmedQorei.

Il generale Yusef, ex capo della polizia, che Qorei voleva come responsabile della sicurezza, sarà invece nominato vice-primo ministro. Un mese fa, proprio a causa di contrasti sul nome del ministro degli interni, Ahmed Qorei aveva accettato di formare solo un governo di emergenza, a composizione ridotta.

L'accordo per un esecutivo stabile dovrebbe facilitare una tregua e la ripresa dei negoziati, anche se il clima - per ora - rimane pesante. I soldati israeliani hanno ucciso prima dell'alba due palestinesi disarmati che apparentemente cercavano di passare la frontiera tra la Striscia di Gaza e lo stato ebraico.

Due i morti anche in Cisgiordania: un quindicenne ucciso in uno scontro con l'esercito israeliano e un diciannovenne, colpito durante un rastrellamento in un campo profughi nei pressi di Jenin. Anche due bambini sono rimasti feriti.

Durante l'operazione i militari hanno trovato decine di chili di esplosivo, destinato probabilmente ad attacchi kamikaze.

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Proteste per il rientro in Germania delle scorie nucleari

Si sono mobilitati in diverse migliaia per accogliere a modo loro l'arrivo delle scorie nucleari sul territorio tedesco, in partenza domani sera da La Hague in Francia, dirette a Gorlében, nel nord della Germania entro martedì. Secondo la polizia, a Bannenberg, località poco distante, hanno manifestato in 3.000, il doppio a detta degli organizzatori.

L'atmosfera comunque era festosa, ma per martedì sono stati mobilitati 13 mila uomini, e le autorità locali hanno vietato qualsiasi forma di protesta.

Il ritorno delle scorie nucleari, "ripulite" in Francia, è stato autorizzato dal governo rosso-verde tedesco su pressione della Francia. A rendere più controversa la questione il problema tuttora irrisolto di dove e come stoccare le scorie sul territorio tedesco.

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Genova: crolla edificio. Operaio disperso

Il bilancio del crollo di Genova era a mezzogiorno di quattro operai feriti e un disperso. A detta dei soccorritori il quinto si trova in un punto di difficile accesso, ostruito dalle macerie. Si tenta di individuarlo facendo squillare il suo telefonino. Il quarto estratto è stato caricato su una barella e fasciato nelle coperte. Ha riportato traumi e fratture in varie parti del corpo. Il crollo si è verificato stamane intorno alle 8.30 per cause ancora sconosciute. Si tratta del nuovo edificio, di tre piani, che ospiterà il museo della Marina.

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Il principe Carlo nega uno scandalo sessuale di cui è vietato parlare

Smentita non richiesta, accusa manifesta: si potrebbe parafrasare così un famoso detto latino, che ben si addice alla vicenda che sta appassionando in questi giorni l'opinione pubblica britannica.

Il principe Carlo, che domani tornerà in patria, dopo un viaggio in Oman, ha preso la decisione senza precedenti di smentire qualsiasi implicazione in uno scandalo sessuale. Di che scandalo si tratti la stampa inglese non può scrivere, perché un'ordinanza giudiziaria lo ha vietato. "Penso che sia strano. Facendo così peggiora la situazione," è la voce di un suddito di Sua Maestà la regina. "Carlo ha fatto un errore a negare qualcosa che nessuno sa," dice un altro.

In realtà è un segreto di pulcinella: un valletto del principe ha raccontato di aver sorpreso un membro della famiglia reale a letto con un altro ex servitore. Oggi i giornali italiani, che - a differenza di quelli inglesi - raccontavano i dettagli della storia, inspiegabilmente non sono arrivati nelle edicole londinesi.


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Sabato, 8 Novembre, 2003

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Georgia: uomini armati disperdono una manifestazione dell'opposizione

Sale la tensione in Georgia. Una cinquantina di uomini armati hanno cercato di disperdere una manifestazione sparando su una folla di persone riunite in uno stadio di Zugdidi. Una donna è rimasta ferita. I cinquanta aggressori, vestiti con abiti civili fra questi alcuni portavano un passamontagna, hanno fatto irruzione in uno stadio dove erano riuniti i sostenitori del Movimento nazionale, partito d'opposizione, guidato da Mikhail Saakashvili.

Dalle elezioni legislative di domencia, i cui risultati definitivi non sono stati ancora resi noti, il paese è attraversato da cortei non stop per chiedere le dimissioni dell'attuale presidente, Eduard Shevardnadze.

Mikail Saakashvili, leader del principale partito d'opposizione, accusa il governo di abuso di potere e brogli elettorali. Il suo Movimento nazionale sarebbe la terza forza del paese, stando ai dati resi noti finora.

I dati ufficiali non si conoscono ancora. Stando a quelli parziali, il partito del presidente è passato dal 46 a circa il 20 percento. I partiti d'opposizioni avrebbero raccolto il 70 percento delle preferenze.

Forti di questo chiedono l'uscita di scena dell'attuale governo.

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Il capo del Cremlino ha concluso a Parigi il suo tour occidentale.

Il presidente francese Jacques Chirac ha riservato a Putin tutti gli onori, compreso quello, rarissimo, dell'accompagnamento all'aeroporto sulla strada del ritorno.

L'incontro informale tra i due capi di stato è stato incentrato sui temi internazionali come l'Iraq, l'Iran e il rilancio del processo di pace in Medioriente.

E' stata anche l'occasione per la firma di un accordo di cooperazione per permettere lancio di razzi spaziali russi dal territorio della Guyana francese.

Sono rimasti fuori, almeno pubblicamente, i temi della Cecenia e dell'inchiesta sul colosso petrolifero russo Yukos. Su questi punti ieri a Roma il presidente russo aveva ottenuto l'aperto sostegno del presidente di turno dell'Unione Europea Silvio Berlusconi. Oggi, in risposta al premier italiano, le critiche della Commissione, guidata da Romano Prodi.

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Iraq: abbattuto un elicottero, sei i morti

Iraq: un black hawk si è schiantato nella piana del Tigri vicino alla città settentrionale di Tikrit. Morti i sei militari che erano a bordo. Subito dopo l'incidente, una colonna di fumo indicava la zona, (circondata subito da elicotteri Apaches), dove si trovava l'apparecchio, nascosto dalla vegetazione. Secondo fonti militari Usa il velivolo è stato probabilmente abbattuto da un missile terra-aria. Se l'ipotesi viene confermata, saliranno a tre gli elicotteri abbattuti dalla fine del conflitto dalla guerriglia.

Guerriglia che sembra mantenere salde le sue posizioni a Tikrit, Mosul e Fallujah, roccaforti della resistenza antiamericana. A Mosul due attacchi oggi contro le truppe della coalizione. Un soldato è rimasto ucciso, una decina i militari feriti.

La scia dei nuovi lutti, colpisce le forze della coalizione all'indomani della cerimonia funebre con cui è stato dato l'estremo saluto ai 16 soldati morti domenica a bordo dell'elicottero Chinook, abbattuto presso Fallujah. L'elicottero era in volo verso l'aeroporto di Baghdad, da dove i militari dovevano partire per una licenza.Quello di domenica è stato l'attacco più sanguinoso dalla fine della guerra. Di fronte al morale delle truppe a terra, il Pentagono annuncia cambiamenti di strategia.

Mentre dopo un ampio dibattito interno, il governo turco ha deciso di non inviare truppe in Iraq.

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Germania: alt ad Agenda 2010. Schroeder costretto alla mediazione

I conservatori tedeschi bloccano le riforme allo stato sociale proposte dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder. Il Bundesrat, la camera alta del parlamento controllata dall'opposizione,ha votato contro un importante provvedimento incluso nel pacchetto di riforme, noto come Agenda 2010.

Il ministro dell'economia Wolfgang Clement auspica che si possa giungere a un compromesso su tutti gli aspetti della manovra, che il governo considera necessaria per ridare fiato all'affannata economia tedesca.

Il primo semaforo rosso ha riguardato il progetto di tagli ai sussidi di disoccupazione, poi un voto negativo anche sul piano di riforme fiscali. Da quando il cancelliere Schroeder si è impegnato nel progetto Agenda 2010i consensi per i socialdemocratici sono in caduta libera. I conservatori sperano di poter approfittare del momento per costringere il governo ad accettare cambiamenti ancora più impopolari.

Una commissione di mediazione, composta da esponenti della maggioranza e dell'opposizione, è stata convocata per studiare una soluzione.

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L'Obelisco si Axum dice addio a Roma. Presto il ritorno in Etiopia

Ultime ore sul suolo romano per la Stele di Axum. L'obelisco è in pieno trasloco, tornerà al suo legittimo proprietario, l'Etiopia. E sono le ultime ore per i romani, abituati alla sua silhouette alta 24 metri, svettante davanti a quello che era il Ministero dell'Africa Italiana, oggi sede della Fao.
Un piccolo cantiere è stato allestito al Circo Massimo. L'obelisco, che risale al IV secolo d.C., è transennato sino quasi alla sommità. Tra qualche giorno, ultimate le operazioni di smontaggio, verrà spedito in Etiopia.

La stele di Axum fa parte del bottino di guerra sottratto all'allora Abissinia da Mussolini nel 1937. A onor del vero giaceva in pezzi da quattro secoli in seguito a una ribellione mussulmana. Faceva comunque parte di un gruppo di sei obelischi eretti ad Axum quando la regione divenne cristiana. Col trattato di pace del 1947 Roma promise di restituire la stele. Nel 1998, dopo molto tergiversare, tutto era pronto quando scoppiò la guerra con l'Eritrea. Ma da oggi è sicuro: il ponentino non soffierà più su queste antiche pietre.


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Venerdi, 7 Novembre, 2003

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Ue-Russia: Berlusconi difende Putin sul caso Youkos

Ultimo summit euro-russo prima dell'allargamento ad est dell'Unione, il prossimo anno. Mosca stringe i suoi rapporti con Bruxelles, con la firma di due accordi bilaterali per la collaborazione scientifica e la collaborazione tra le forze russe e l'Europol. Due tappe verso la costituzione di uno spazio economico e di sicurezza comune.

Nella conferenza stampa di Villa Madama di Roma, al dilà dei temi in programma,il presidente russo Vladimir Putin è tornato sul problema della Cecenia, che considera una questione legata alla lotta al terrorismo internazionale.

"Nel mondo, ci sono molti problemi legati ai diritti dell'uomo- ha dichiarato il presidente russo- Non si concentrano in una sola regione. Noi ci assumiamo le responsabilità di questa regione e non rinunciamo a questa responsabilità. Lavoriamo sulla situazione, lavoriamo per migliorare questa situazione, Rispondiamo alle critiche dei nostri partner europei. e penso che il processo stia evolvendo in maniera positiva"

Sul caso Youkos, il gigante del petrolio in una bufera giudiziaria in Russia, il presidente del consiglio italiano Berlusconi ha preso la difesa di Putin.

Dopo i numerosi arresti che hanno fatto temere agli osservatori occidentali, una svolta autoritaria, un giornalista ha chiesto se fosse in pericolo lo stato di diritto nella federazione russa. La risposta di Berlusconi: "Conosco il presidente Putin abbastanza per portarmi garante della precisa distinzione, della separazione che fa tra il potere esecutivo e il potere giudiziario"

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Iraq: prima vittima tra i militari del contingente polacco

Tra i soldati impegnati in Iraq si conta una prima vittima polacca. Il militare, un comandante di 44 anni, è stato colpito a morte stamani, in un attacco sferrato 40 chilometria nord di Kerbala. Trasportato d'urgenza in un ospedale da campo vicino alla zona dell'attentato, il militare non ce l'ha fatta.

Il convoglio su cui viaggiava era composto da quattro veicoli che trasportavano una quindicina di soldati.

La polonia ha inviato 2500 uomini e dallo scorso settembre assicurando il comando di un contingente di novemila militari, controlla la zona centro meridionale dell'Iraq.

Il presidente polacco Aleksander Kwasnieswki esprimendo il suo cordoglio ha detto che la strategia militare di VArsavia in Iraq non cambierà


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Adesso è ufficiale: Feliepe e Letizia sono fidanzati

È fatta. Felipe, principe delle Asturie e erede al trono di Spagna, si è fidanzato ufficialmente con la giornalista Letizia Ortiz. Dopo la cerimonia privata, i due si sono concessi per una conferenza stampa alle telecamere nel palazzo reale di El Pardo.Lasciandosi alle spalle la tradizione più classica Felipe ha regalato alla fidanzata un anello di fattura modernissima. Ma anche Letizia ha rotto con l'usanza più consueta, invece che l'orologio, ha donato al suo futuro sposo un paio di gemelli di platino e zaffiri.

Cresciuto con un alto senso del dovere e del ruolo che dovrà ricoprire, a chi gli ha domandato che cosa significhino per lui le nozze, il principe ha risposto:

"Soprattutto la continuità dinastica, so che avrò al mio fianco una donna che mi aiuterà nel mio ruolo".

E la promessa sposa, la prima regina contemporanea di spagna a non provenire da una famiglia aristocratica:

"Imparerò piano piano il ruolo di regina".

E di fronte al principe che cercava di interromperla, la sua irruenza è venuta fuori, ha zittito il futuro conserte pregandolo di lasciarla finire.

Una gaffe che non è passata inosservata. Ma alla bella Letizia per adesso tutto è permesso, 31 anni giornalista. La sua favola comincia ora.

 

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Giovedi, 6 Novembre, 2003

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Putin a Roma. Oggi il summit Unione Europea-Russia

Accolto come una star, il presidente russo Putin comincia oggi la sua seconda e ultima giornata di visita a Roma. Con accanto il suo amico personale Berlusconi, il capo del Cremlino conferma che i rapporti con l'Italia sono eccellenti e si prepara all'appuntamento clou del suo viaggio, il vertice Usa-Russia di oggi pomeriggio a Villa Madama, che Euronews trasmetterà in diretta.

Tanti i temi in agenda: dagli spazi comuni su difesa, sicurezza, ricerca, scienza e formazione, all'ingresso di Mosca nel'Organizzazione mondiale del commercio.

Alla conferenza stampa congiunta, Berlusconi e Putin hanno però affrontato i temi del giorno. Sull'arresto dell'amministratore della Yukos, Khodorkowsy e sulle accuse di fare la guerra ai manager privati Putin ha ribadito la sua terzietà.

Parlando della Cecenia ha giocato d'anticipo sulle contestazioni, accusando l'Europa di non fare abbastanza per risolvere il conflitto. "Non capisco perché l'Europa non abbia mai mandato dei propri osservatori", ha detto.

Infine, sull'Iraq ha confermato che Mosca non invierà truppe prima che il potere torni nelle mani degli iracheni.

Ieri Putin era stato ricevuto anche dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. La giornata si è conclusa al Quirinale, dove, dopo il consueto omaggio ai reparti, è stata offerta una cena di stato.

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Allargamento, il Parlamento europeo approva i "documenti strategici"

La marcia di avvicinamento all'Europa dei dieci nuovi paesi membri non suscita preoccupazioni, e se a maggio si supererà la soglia dei 25, in futuro si delinea una Europa a 30. E', in sintesi estrema, quanto contengono i dieci "documenti strategici"relativi ai paesi candidati che il Parlamento europeo ha approvato ieri.

Resta ancora aperto, invece, il dossier relativo alla Turchia. Il commissario all'allargamento, Gunter Verheugen, lo ha detto in aula.

"La mancanza di una soluzione per la questione Cipro resta un ostacolo per le aspirazioni europee della Turchia. Ci limitiamo a prenderne atto. Nient'altro".

Verheugen ha poi allargato il discorso alle riforme richieste dalle regole dell'Unione, osservando che Ankara deve lavorare su diverse questioni, e tra queste il ruolo dei militari.

Il commissario ha citato due cambiamenti urgenti: "la presenza delle forze armate nella tv nazionale e il fatto che una parte della spesa militare non sia soggetta al controllo del parlamento. Su questo - ha concluso Verheugen - non ci possono essere dubbi.

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Bush firma la legge limita-aborto. Gli oppositori: è una manovra elettorale

Per la firma della controversa legge che limita il diritto d'aborto George W Bush si è ritagliato uno scenario speciale: un edificio federale intitolato a Ronald Reagan, paladino della lotta antiabortista, con tanto di pubblico plaudente intorno. Una strizzata d'occhio all'elettorato repubblicano in vista delle presidenziali dell 2004.La legge infatti va soprattutto incontro alle richieste delle frange più conservatrici e il presidente degli Stati Uniti ha garantito che il testo sarà difeso strenuamente contro eventuali ricorsi in tribunale.Un tentativo di anticipare quanto avvenuto in Nebraska: mentre il presidente siglava il testo legislativo un giudice accoglieva il ricorso di quattro medici contro il bando all'aborto tardivo.La legge, fortemente contestata da vari movimenti e associazioni, vieta la pratica dell'interruzione di gravidanza a partire dal quinto mese col controverso metodo della nascita parziale.La tecnica si basa sull'estrazione del feto dopo averne aspirato il cervello. Il nuovo testo impedisce questo tipo di aborto anche nel caso di pericolo di vita della madre. Un vincolo che il fronte abortista interpreta come una riduzione dei diritti della donna a meri fini elettorali.

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Mercoledi, 5 Novembre, 2003

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Isreal: Anp: a giorni il premier palestinese Qrea presenterà il nuovo governo

Il nuovo governo palestinese sarà presentato nei prossimi giorni. A annunciarlo il premier Ahmad Qrea che ha presieduto l'esecutivo d'emergenza riunito stamani per l'ultima volta. Fino a quel momento Qrea assicurerà l'interim, come gli è stato chiesto da Yasser Arafat.

Arafat, che rinnovandogli la fiducia, non arretra di un passo sulla scelta del nuovo ministro degli Interni, dicastero chiave per la sicurezza nel paese e nella regione tutta.

Il presidente palestinese insiste per la nomina di Hani El Hassan, uno dei suoi fedelissimi. Il premier per quella del generale Nasser Yussef, contro il quale Arafat ha gia' posto il suo veto.

Sia Qorea che Arafat esprimono la volontà di rimettere in marcia il processo di pace e il premier palestinese si è detto pronto a incontrare Sharon.

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I laburisti israeliani presentano il "negoziato di Ginevra" sulla Palestina

E i laburisti non stanno a guardare. Nell'ottavo anniversariodell'assassinio di Itzak Rabin il partito di Shimon Peres ha voluto ridare forza e visibilità alle posizioni e all'impegno del partito del dialogo.Accusati da Sharon di essere irrazionali e utopistici, gli artefici del cosiddetto patto di Ginevra hanno riproposto oggi le loro posizioni:"È il momento - ha detto Peres - di fare ciò cha da tempo doveva esser fatto: oltre a colpire i terroristi, è necessario negoziare con chi desidera la pace, ed oggi a capo di questo fronte c'è Abu Ala".Fiducia al governo di Ahmed Qorei, dunque. Ma per arrivare alla coesistenza pacifica di due Stati i negoziatori di Ginevra hanno scelto una via alternativa all'ufficialità della road map. Presentata ufficialmente lo scorso ottobre, l'iniziativa di Ginevra ha preso il via dopo il fallimento, nel gennaio 2001,dei colloqui di Taba in Egitto. Il Likud stava per scalzare i laburisti dal governo. L'allora ministro laburista Yossi Belin e Abed Rabbo, ministro dell'Autorità Nazionale Palestinese fedele ad Arafat, vogliono tenere aperto un canale di dialogo. La Svizzera offre discretamente sostegno logistico.L'ipotesi di accordo prevede di ridurre le colonie israeliane in Cisgiordania e a Gaza mantenendo solo le più antiche, le più grandi e quelle sul confine della cosiddetta linea verde, risarcendo i palestinesi con estensioni equivalenti di territorio. Anche lasciare agli israeliani il quartiere ebraico di Gerusalemme e il Muro del Pianto, col resto della città ai palestinesi e la Spianata delle Moschee sotto tutela internazionale trova d'accordo le due parti. Secondo Shaul Ariely, tra gli artefici del negoziato, quella delle rinunce reciproche è la sola via praticabile: "Per giungere a questo punto entrambi hanno accettato concessioni dolorose, e il risultato è il solo compromesso possibile. Sono possibili piccoli aggiustamenti, ma lo sfondo resta fermo".Riprendendo l'impianto degli accordi di Oslo il piano, diversamente dalla road map, senza esserle antagonista, affronta anche le questioni più delicate, dalle colonie a Gerusalemme. Verrà firmato a Ginevra entro la metà del mese. Poche speranze di trovare l'appoggio di Sharon, ma per i laburisti sarà una solidapiattaforma con cui affrontare la prossima campagna elettorale.

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Maltempo assassino in Indonesia: più di 170 le vittime delle innondazioni

Cresce esponenzialmente il numero di morti causati dalle innondazioni in Indonesia. L'ultimo bilancio parla di almeno 170 vittime, tra cui diversi turisti europei. I dispersi sono ancora numerosi e secondo i soccorritori ci sono poche speranze di trovarli in vita.Da diversi giorni violenti nubifragi si abbattono sull'isola. Sull'isola di Sumatra, il fiume Bahorok ha rotto gli argini e ha travolto decine di abitazioni, ponti e centinaia di alberi. In alcune zone l'acqua ha raggiunto i dieci metri d'altezza."Sono fortunato ad essere ancora vivo -dice un turista svedese- E'incredibile l'intero villaggio è stato spazzato via in pochi minuti, sono sopravissuto per miracolo".Secondo gli ecologisti la deforestazione intensiva e l'urbanizzazione incontrollata hanno contribuito ad aggravare gli effetti delle pioggie torrenziali, tipiche di questa stagione nelle regioni del sudest asiatico. Si calcola che entro dieci anni su alcune isole dell'aripelago indonesiano la foresta tropicale potrebbe sparire completamente.

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Usa, sta per partire la guerra ai fast food

Dalle sigarette ai fast food. John Banzhaf, docente di diritto noto negli Stati Uniti per le sue battaglie contro le multinazionali del tabacco, ha trovato un nuovo nemico: il "junk food", il cibo spazzatura servito da catene come McDonald's e Burger King, definito una "droga" che ingrassa l'America. "Ci sono prove sempre più evidenti -spiega - che i cibi grassi possano causare dipendenza come la nicotina"I fast food rischiano così di salire sul banco degli imputati con l'accusa di essere i principali responsabili se negli States il 61% della popolazione è sovrappeso e il 26% è obeso. Ma non tutti sono d'accordo. Secondo alcuni ricercatori come Michael Schwartz, parlare di dipendenza dal cibo non è corretto: "È come dire - spiega - che si è dipendenti dall'aria, non credo sia un argomento inoppugnabile"Eppure negli Usa sono già quattro le cause legali vinte contro i fast food. E forse non è lontano il giorno in cui anche le confezioni di hamburger e patatine avvertiranno di "nuocere alla salute" come i pacchetti di sigarette.

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Martedi, 4 Novembre, 2003

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La nave degli "appestati" lascia Gibilterra. Polemiche per la chiusura delle frontiere

La nave "infetta" ha lasciato Gibilterra con una scia di polemiche per la decisione della Spagna di chiudere le frontiere.L'Aurora, imbarcazione da crociera con a bordo centinaia di turisti britannici colpiti da un virus intestinale ha fatto uno scalo di poche ore nel porto della colonia britannica ed è ripartita per Southampton. Durante la sosta sono stati autorizzati a scnedere i passeggeri senza sintomi della malattia Tra i turisti c'è chi ha sdrammatizzato, sottolineando come l'allarme creato dalla stampa sia stato eccessivo. Le misure precauzionali erano necessarie perché molte persone a bordo erano ammalate - hanno dichiarato altri turisti Ma non tutti l'hanno presa bene: "Ho passato tutto il tempo a letto - dice una signora -. Se penso che ho pagato seimila euro per questo viaggio...e' un'esperienza da non ripetere..." L'epidemia sull'Aurora è scoppiata pochi giorni dopo la partenza. Venerdì scorso le autorità greche avevano rifiutato alla nave la richiesta di sbarco, obbligandola a fare rotta verso Gibilterra.

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Iraq: trasferiti in Germania i i militari sopravissuti all'attacco di Falluja

Sono ricoverati nell'ospedale miitare di Landsthul, in Germania, i sedici soldati americani sopravvissuti al micidiale attacco di domenica a Falluja. Cinque di loro sono in gravi condizioni. L'elicottero Chinook sul quale viaggiavano è stato abbattuto dalla guerriglia irachena, si ipotizza con un missile terra aria. Sedici i morti, ai quali si aggiungono altri tre americani uccisi in altri due distinti attentati.Un bilancio di sangue che si fa sempre più pesante, soprattutto agli occhi dell'opinione pubblica statunitense. La Casa Bianca si dice decisa a continuare la sua missione, ma la lotta contro un nemico invisibile, rischia di indebolire il morale delle truppe. Ormai i Feddayin di Saddam Hussein colpiscono con ritmo quotidiano. Dopo aver vinto la guerra lampo, l'America stenta ancora aconquistare una pace stabile.


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Lunedi, 3 Novembre, 2003

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La Chiesa episcopale nomina il primo vescovo gay

Gene Robinson è il primo vescovo dichiaratamente omosessuale della chiesa episcopale. Ieri la consacrazione, nello stato americano del New Hampshire. L'evento rischia di provocare uno scisma nella Chiesa Anglicana, di cui l'episcopalismo rappresenta la variante americana. Quando l'officiante ha offerto ai leader episcopali la possibilità di esprimere dissenso si è fatto avanti, a nome di altri 36 vescovi, quello di Albany, che non solo si è lanciato in descrizioni particolareggiate sulle pratiche omosessuali, ma ha messo in guardia sul pericolo che "numerose province finiranno per non riconoscersi più nella chiesa episcopale americana.

Robinson, 56 anni, divorziato e padre di due figli, vive da 14 anni con lo stesso uomo. La consacrazione, pronunciata in uno stadio di hockey davanti a migliaia di persone, rischia di dividere la chiesa anglicana, forte di 450 anni di storia e di 70 milioni di aderenti.

Alcuni membri della chiesa americana si dicono pronti a chiedere al loro leader spirituale, l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, di separarsi dalla chiesa episcopale. Fuori dall'arena, presidiata dalle forze dell'ordine, decine di persone protestavano, alcuni brandendo cartelli con messaggi tipo: "Dio odia i gay".

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Giornata tragica" in Iraq: 18 americani uccisi

"Non ce ne andremo": la Casa Bianca ridadisce la determinazione a restare in Iraq, nonostante le pesanti perdite di ieri: 18 uomini, 15 dei quali in un attacco contro un elicottero, non lontano da Falluja, roccaforte della resistenza sunnita. Si tratta di un Chinook, raggiunto probabilmente da un razzo, precipitato al suolo ed esploso. Gli uomini che trasportava erano diretti all'aeroporto di Bagdad per rientrare a casa, in licenza. Una ventina i feriti.

Due altri civili americani, dipendenti del Pentagono, sono morti sempre ieri e sempre a Falluja in seguito all'esplosione di una bomba al passaggio del camion su cui viaggiavano.

Il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld ha parlato di una giornata terribile. "Purtroppo in guerra bisogna superare anche giorni così tragici, ha detto. Ma vinceremo."

Le perdite di ieri, a cui va aggiunto il soldato americano morto a Bagdad per lo scoppio di una mina, portano a 138 le vittime tra le forze Usa dalla fine ufficiale del conflitto.

La cronaca registra anche la morte ieri a Falluja di tre iracheni, uccisi mentre viaggiavano su un minibus dall'esplosione di un congegno, probabilmente predisposto per colpire un mezzo americano.

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Hamas: "Sì a risparmiare i civili, no a fermare gli attentati"

Una tregua no, ma risparmiare i civili, sì. È la posizione di Abdel Aziz al-Rantissi, alto responsabile del gruppo islamico Hamas, che ha firmato tanti attacchi terroristici.

"Incontreremo presto Abu Ala, ha detto da Gaza, riferendosi al premier palestinese Ahmad Qorei. Se parlerà di tregua noi parleremo di proseguire la resistenza. Siamo però disposti ad evitare vittime tra i civili di entrambe le parti. Se Israele la pensa come noi, allora siamo disponibili. Quanto a una tregua in questo momento che subiamo un'aggressione sarebbe disastroso per il popolo palestinese."

Mercoledì scorso il premier palesinese Qorei ha detto di voler negoziare coi gruppi armati radicali perché decretino un cessate il fuoco. Per ora fonti palestinesi dicono che non vi sono stati contatti importanti.

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Georgia: elezioni nel caos e incertezza sul risultato

Stando ai pronostici della vigilia, la coalizione attualmente al governo dovrebbe uscire nettamente ridimensionata da queste legislative, particolarmente delicate perché vi si vede anche una sorta di suffragio per il più probabile successore dell'anziano Shevarnadze alla presidenza della piccola repubblica ex-sovietica.

Il primo cittadino è ricordato in Occidente come uno degli uomini che hanno maggiormente contribuito alla fine della guerra fredda e alla riunificazione tedesca, da ministro degli esteri sovietico.

Nel paese però non gode più di grande popolarità, e i sondaggi danno per vincente l'ex alleata e ora leader dell'opposizione, nonché presidente del parlamento, Nino Burkhanadze.

Le operazioni di voto, monitorate in varie zone del paese dagli osservatori dell'OSCE, si sono svolte con una notevole tensione, tanto che in numerose sezioni è stato necessario prorogare l'apertura a causa delle code e della mancanza di chiarezza sulle liste elettorali: in 17 sezioni è stata addirittura decisa la ripetizione del voto, probabilmente tra due settimane. Si tratta di una percentuale minima rispetto al totale, ma l'opposizione denuncia possibili brogli su scala nazionale.

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Spagna: il mare restituisce altri cadaveri

Il mare ha restituito altri sei corpi di immigrati clandestini. Salgono così a 34 le vittime accertate del naufragio avvenuto davanti alla baia di Cadice, nella Spagna meridionale. Mancano all'appello ancora 15 passeggeri della carretta del mare, riempita di maghrebini e affondata il venticinque ottobre. I sopravvissuti sono stati solo cinque.

Si tratta dell'ennesima tragedia della disperazione. Sono 117 i morti, nel corso del duemilatre, davanti alle coste spagnole. Una cifra da record. L'emergenza è analoga a quella che si registra in Italia. In Spagna i principali canali d'ingresso dell'immigrazione clandestina proveniente dall'Africa sono lo stretto di Gibilterra e l'arcipelago delle canarie.

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Sette maratone in sette giorni

Un record completato a New York, cominciato nella fredda Patagonia e passato per il caldo umido di Singapore, e poi le Falkland, Sidney, Londra, Il Cairo. Tra i 35.000 che hanno invaso l'asfalto newyorchese c'era anche Ranulph Phiennes, il cinquantanovenne esploratore britannico, accompagnato dall'amico medico, pazzo quanto lui: "Le maratone notturne - commenta Fiennes - erano brutte perché non vedevo dove mettevo i piedi, e poi la ghiaia e lo sterrato in America latina. Brutta anche Singapore, con un'umidità al 90%", conclude Fiennes, che a New York ha concluso e vinto la sua sfida alla natura e al destino, e poco importa il piazzamento oltre la 28millesima posizione: : vittima di un attacco cardiaco cinque mesi fa si è rimesso subito in movimento, fino all'ultima sfida: sette maratone in sette giorni, e nei cinque continenti. Fu il primo, dieci anni fa, insieme all'amico medico Mike Stroud, ad attraversare l'Antartide a piedi e senza assistenza.

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Domenica, 2 Novembre, 2003

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Elezioni politiche in Georgia: un test per Shevarnadze

Sarà un voto di protesta contro il governo uscente quello di oggi in Georgia. Almeno in base ai sondaggi che prevedono un rovescio per il partito del presidente Chevardnadze. Le legislative sono anche un test per verificare il livello di democrazia della repubblica caucasica. L'opposizione teme infatti brogli da parte delle autorità, e lo stesso Consiglio d'Europa ha auspicato elezioni libere ed eque.

Al governo si rimprovera l'incapacità di arginare la corruzione e l'economia sommersa, due piaghe che hanno dissanguato le casse dello stato. I sondaggi danno per vincente la formazione guidata da una donna, Nino Bourdjanadze, presidente del parlamento, e alla testa del Blocco democratico. Candidato outsider è considerato Mikhail Saakashvili, ex ministro della giustizia e leader del Movimento nazionale.

Il futuro governo erediterà un paese a luci e ombre: da una parte inflazione contenuta, crescita economica all'8%, una moneta stabile. Dall'altra, corruzione, evasione fiscale, e oltre metà della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà.

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Almeno 100mila in piazza in Germania per dire no alle riforme sociali del governo Schroeder

Grande protesta a Berlino contro il governo. Almeno 100mila persone sono scese in piazza per protestare contro le riforme dello stato sociale del governo rosso-verde del cancelliere Schroeder. Bersaglio dei manifestanti: i tagli decisi dal governo con la riforma della sanità, il congelamento degli scatti per le pensioni e il pacchetto di leggi sul lavoro.

"Se non ci mobilitiamo il governo continuerà a toglierci tutti gli aiuti sociali. Abbiamo lavorato per questo, i nostri genitori hanno lavorato per questo. ecco perché sono scesa in piazza", dice una donna. "È l'inizio di un nuovo movimento extra parlamentare, dichiara uno degli organizzatori, vi rientrano i movimenti anti-global, i sindacati, i senza lavoro."

Striscioni con la banda bassotti contro il governo ladro. Tanta energia e molta satira per avvertire il cancelliere che queste riforme non s'hanno da fare.

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Iraq: "gli attacchi mirano alla comunità internazionale, non agli Usa"

"Solo ostacoli verso la pace e la stabilità gli attentati che da sei mesi sconvolgono il dopoguerra iracheno". A sostenerlo è il generale americano Ricardo Sanchez. Dal punto di vista strategico, però, questa ondata di violenza sarebbe poco significativa. Secondo Sanchez, gli attacchi sono genericamente rivolti contro la comunità internazionale e lo stesso popolo iracheno. "L'obiettivo, dice, è isolare le forze della coalizione dalla gente, e frustrare qualsiasi passo avanti."

Nella stessa conferenza stampa a Bagdad Paul Bremer, amministratore americano in Iraq, ha promesso il trasferimento di sovranità al popolo iracheno in tempi brevi.

Ma che le truppe continueranno nella missione di catturare Saddam e debellare la guerriglia vicina all'ex dittatore, come in queste immagini a Baquba, a un'ottantina di chilometri da Bagdad, è stato ribadito nelle scorse ore dal presidente americano Bush nel tradizionale discorso settimanale alla radio.

Ieri è stata comunque un'altra giornata di sangue per le truppe Usa, 5 soldati feriti vicino a Falluja, mentre a Mosul, nel nord del Paese, una bomba è esplosa al passaggio di un convoglio americano, uccidendo due soldati, e ferendone altri due.

Nel giorno della "Resistenza all'occupazione americana", dichiarato dai fedelissimi di Saddam, c'era chi festeggiava.


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Crocifisso nelle scuole, un primo novembre speciale a Ofena

In Italia le iniziative in difesa del crocifisso nelle scuole si moltiplicano. Ofena, il paese in provincia dell'Aquila dove il caso è esploso, ha festeggiato la ricorrenza del 1.o novembre in modo speciale. La Confraternita "Madonna del Rosario" di San Giorgio la Molara, in provincia di Benevento, ha donato una croce in ferro alta tre metri, che i fedeli di Ofena hanno voluto installare sul piazzale antistante la scuola elementare. La cerimonia è stata preceduta da una processione i cui protagonisti sono stati gli stessi allievi della scuola.Il sindaco Anna Rita Coletti ha detto che la croce rimarrà "a ricordo dell'intolleranza di un individuo che voleva togliere il crocifisso dalla scuola e non c'è riuscito". Il riferimento è ad Adel Smith, il presidente dell'Unione dei musulmani d'Italia, che ha preso l'iniziativa di rivolgersi al Tribunale dell'Aquila per chiedere il ritiro del simbolo religioso dalle aule.La sentenza, favorevole a Smith, è stata poi sospesa in seguito a un ricorso dell'Avvocatura dello Stato.

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Sabato, 1 Novembre, 2003

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Fioccano le critiche contro i modi di Putin per mettere fuori gioco gli oligarchi

Dentro e fuori dalla Russia si moltiplicano le critiche alla decisione del presidente Vladimir Putin di arrestare l'uomo più ricco del paese e sequestrare una quota importante della sua società, la Yukos. Nonostante le rassicurazioni giovedì del presidente agli investitori esteri, gli Stati Uniti, attraverso il loro portavoce Richard Boucher, invitano il Cremlino a fugare i dubbi che i recenti provvedimenti hanno una motivazione politica. "Abbiamo qualche dubbio suquanto vengano rispettate in Russia le regole del libero mercato e quanto sia indipendente la magistratura", ha detto Boucher.

Parole che pesano sulle già preoccupanti e preoccupate dichiarazioni del primo ministro russo, Mikhail Kassianov, considerato vicino agli oligarchi russi, apertamente contro le iniziative del Cremlino.

Fuori dal Paese c'è chi ricorda le immense fortune accumulate da chi era vicino a Eltsin: "questi, e i suoi consiglieri americani, dice l'economista Jacques Sapir, hanno avviato una politica di privatizzazioni su grande scala, una sorta di furto organizzato delle ricchezze russe. Sappiamo che una società come la Yukos è stata venduta a Khodorkovski per meno di un centesimo del suo valore reale. È questa politica che ha causato il crollo dell'economia russa."

Dietro l'offensiva giudiziaria contro la Yukos e il suo numero uno vi sarebbe la mano delle forze dell'ordine e degli agenti dei servizi segreti vicini a Putin. Questi è deciso a tenere a bada imprenditori del peso di Khodorkovski che, a due mesi dalle elezioni, foraggiano gli avversari del presidente, disposti a fornire il necessario sostegno politico.

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Iraq, massima allerta per timore di nuovi sanguinosi attentati

La roccaforte sunnita di Falluja è ancora una volta teatro di pesanti attacchi da parte della resistenza islamica in Iraq. Oggi è stato preso di mira l'ufficio del governatore della città, nominato dagli americani. L'edificio era vuoto, essendo il venerdí giorno di festa per i musulmani, ma almeno una persona è morta negli scontri a fuoco che sono seguiti. Poche ore prima, sempre a Falluja, un treno era stato investito dall'esplosione d'una bomba, e gli abitanti avevano saccheggiato il convoglio, carico di rifornimenti per le truppe d'occupazione.La tensione non finisce di aumentare anche a Baghdad. Sono almeno cinque i morti, tutti iracheni, in uno scontro a fuoco nel quartiere di Abu Gharib. Secondo testimonianze, gli americani avrebbero sparato contro una folla di manifestanti in seguito all'uccisione d'un poliziotto iracheno. Dappertutto, nella capitale, si moltiplicano i controlli per paura di attentati. Intanto la Camera dei deputati statunitense ha approvato lo stanziamento di 87,5 miliardi e mezzo di dollari per l'Iraq.

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Bush presto sui luoghi della California devastati dalle fiamme

Spente le fiamme, diradatosi il fumo, i danni provocati dagli incendi in California emergono in tutta la loro evidenza: squadre speciali e residenti cominciano la dolorosa valutazione dei danni. Una stima indicativa parla di due miliardi di dollari, senza contare la morte di 22 persone, la distruzione di 300mila ettari di terreno e di oltre 13mila edifici in una decina di giorni.

Una donna racconta i momenti drammatici della fuga, incalzati dalle fiamme: "Ho preso a caso qualche indumento per i bambini, dice, siamo saliti in auto. Come noi tutto il quartiere. La gente era in preda al panico. Decine i tamponamenti.

E mentre messaggi come questo punteggiano le zone sinistrate ("Ritorneremo e ricostruiremo"), il presidente americano George W. Bush ha promesso che martedì si recherà sui luoghi devastati dagli incendi, dopo la visita di Scharzenegger, governatore eletto della California. Nonostante le piogge e il calo delle temperature alcuni focolai restano peròattivi, soprattutto a nord di San Diego.

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Uscito in Italia il tanto atteso album dell'accoppiata Berlusconi-Apicella

 

Quattordici canzoni firmate dal presidente del consiglio, alcune scritte a quattro mani inieme al compositore napoletano Gino Giglio. Silvio Berlusconi però non canta: la voce è quella di Mariano Apicella. Sarà per questo che, sebbene prodotto da una grande casa discografica internazionale, il lancio dell'album è passato in sordina.

"Già devo pensare ai problemi che c'ha creato", dice un cliente di un negozio di dischi, a proposito del premier.

Dai piano bar delle navi da crociera, dove cantava da giovane, Berlusconi continua a coltivare la passione per la musica scrivendo testi. Soave melodia soprattutto per Apicella che fino al 2001, quando incontrò l'uomo politico in un locale di Napoli, era un illustre sconosciuto.

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