28 Febbraio 2002
Italia: passa alla camera la legge sul conflitto d'interessi
Italia: la Camera ha approvato, con i soli voti della maggioranza, la legge sul conflitto d'interessi che passa al Senato. I deputati dell'opposizione hanno abbandonato l'aula al momento del voto. Questo il risultato della votazione: 310 i presenti, 308 i votanti, due gli astenuti, 155 la maggioranza richiesta. I si' sono stati 308. La legge non impone la scelta tra azienda e incarico pubblico e attribuisce all'autorità Antitrust il compito di vegliare su situazioni di conflitto d'interessi. Il provvedimento passa ma senza l'opposizione che abbandona l'aula al momento del voto finale. La discussione della legge che adesso sarà esaminata dal Senato, ha trasformato per tre giorni l'emiciclo in un'arena, dal clima arroventato e dove il ricorso alle sospensioni è stato l'unico rimedio per sedare i tumulti.
Al via a Bruxelles i lavori della Convenzione per le riforme
"Che i lavori della Convenzione inizino". E' il premier spagnolo José Maria Aznar, presidente di turno dell'Unione europea, ad aprire la sessione inaugurale della Convenzione per le riforme. Al gran completo nell'aula dell'Europarlamento a Bruxelles ci sono i 105 membri incaricati di disegnare l'identità della nuova Europa. A spiegare tempi e metodi di lavoro della Convenzione è stato il suo presidente, Valery Giscard d'Estaing: "La prima fase sarà di ascolto, aperta ed attenta. Dobbiamo interrogarci ed interrogare i nostri interlocutori per trovare la risposta ad una domanda: cosa si attendono gli europei dall'Europa all'inizio del ventunesimo secolo". La Convenzione dovrà insegnare all'Europa a dialogare e a farsi capire dai suoi cittadini e non solo dalle sue elite. Nell'emiciclo del Parlamento europeo è intervenuto anche il padrone di casa, il presidente dell'istituzione Pat Cox. "Non dovrà essere solo una Convenzione che discuta e si interroghi - ha detto - ma una Convenzione in grado di ascoltare". Strategia chiara: gli imput dovranno venire dall'esterno. Per il presidente della Commissione Romano Prodi la "Convenzione segna la nascita dell'Europa politica. Ma non dobbiamo perdere di vista l'originalità dell'integrazione europea". "Viva l'Europa". Con l'augurio del suo presidente inizia la sfida della Convenzione vedere se l'Europa a 25 stati ha un futuro comune e quale.
La legge sul conflitto d'interesse infiamma il parlamento italiano
Si è rischiato lo scontro fisico nel parlamento italiano, nella terza giornata di discussione della legge sul conflitto di interessi. Tra maggioranza e opposizione pesanti scambi di accuse, specie dopo l'iniziativa della Commissione Affari Costituzionali di introdurre propri emendamenti al progetto, con l'effetto di rendere impossibile il ricorso al voto segreto. La maggioranza ha poi respinto tutti gli emendamenti presentati dal centro sinistra, dal quale sono giunte critiche pesanti alla legge in discussione, definita come "una legalizzazione di fatto del conflitto di interessi, piuttosto che una sua soluzione". Per la maggioranza, al contrario, la legge in discussione - che prevede una "censura" dell'autorità antitrust davanti al parlamento al posto delle sanzioni richieste dall'opposizione - è uno strumento efficace per garantire la separazione degli interessi. Il progetto di legge prevede l'incompatibilità tra le cariche di governo e la diretta gestione di imprese concessionarie dello stato, incompatibilità che però non si estende al proprietario dell'impresa se questo non è amministratore. Incontrando il presidente cileno Lagos, in visita a Roma, il presidente del Consiglio Berlusconi è tornato sul tema del patto con gli italiani: "Gli obiettivi del governo sono numerosi, ma i cinque impegni che ho assunto con gli italiani, con un contratto firmato in televisione, quelli saranno certamente realizzati. Se così non fosse sono pronto a ritirarmi a vita privata", ha detto. La discussione parlamentare sulle nuove norme in materia di conflitto di interesse continuerà oggi, partendo dall'esame dell'articolo 6. Il voto finale sul provvedimento è previsto per la serata.
Gran Bretagna: è morto il comico Spike Milligan
Ha fatto ridere i britannici, ha fatto ridere la regina e il principe Carlo. Che oggi piange la sua morte. Il comico d'origine irlandese Spike Milligan è morto a 83 anni per una crisi renale. Divenne personaggio con il programma radiofonico "The goons", trasmissione che lo vide insieme tra gli altri a Peter Seller. L'humor inglese degli anni sessanta si rifà agli sketch di Milligan e company. I suoi giri di parole non sense fecero sicuramente scuola. Uomo di palcoscenico ma anche uomo di scrittura, Milligan pubblicò libri di poesia e saggi.
Medio Oriente: l'attentato di una kamikaze mostra l'urgenza di un piano di pace
Attentato e rappresaglia.Il copione non cambia. Ieri sera una kamikaze si è fatta saltare in aria a un posto di blocco in Cisgiordania. Con lei, sono morti due arabi che viaggiavano nella stessa auto. Tre soldati israeliani sono rimasti feriti, due sono gravi.Due ore dopo, gli elicotteri israeliani sparavano due missili contro il campo profughi di Balata, vicino a Nablus, distruggendo il generatore di elettricità. Poi, sempre a Balata, in una sparatoria è morto un militante di Al Aqsa. Nove morti in ventiquattr'ore: non stupisce che il piano di pace proposto dal principe saudita Abdullah piaccia al capo della diplomazia europea Javier Solana, che ha incontrato Abdullah ieri a Gedda. Il piano prevede la normalizzazione delle relazioni del mondo arabo con Israele in cambio di unritiro totale dai territori occupati nel 1967. E contro la politica di Israele sono arrivati in duemila ieri a Bruxelles, a chiedere la fine del controllo israeliano dei territori e lo smantellamento delle colonie. E che l'Europa non stia più a guardare.
Zimbabwe: annullata dalla corte suprema la legge elettorale "pro-Mugabe"
Robert Mugabe incassa una prima sconfitta interna in piena campagna elettorale, a poco più di una settimana dalle presidenziali del 9 e 10 marzo. La corte suprema dello Zimbabwe ha annullato la legge elettorale votata il mese scorso, che secondo l'opposizione avrebbe favorito il presidente uscente, vietando la presenza di osservatori indipendenti e escludendo dal voto milioni di residenti all'estero.E mentre Mugabe va a caccia di consensi nel nord rurale, ad Harare il suo avversario Morgan Tsvangirai denuncia le violazioni e le violenze di cui sono vittime lui stesso e il suo partito, il movimento per il cambiamento democratico: "Voglio che sia chiaro che quando ci lamentiamo della violenza parliamo di violenza di stato".Tsvangirai è stato fermato ieri con l'accusa di tradimento per aver partecipato a una riunione considerata illegale. È stato poi rilasciato, ma l'episodio si inquadra in una serie di sistematiche violenze che hanno spinto l'Unione europea ad adottare sanzioni contro lo Zimbabwe e a ritirare i suoi cinquantuno osservatori elettorali.
Il presidente venezuelano Hugo Chavez divide il paese
Nell anniversario del "caracazo", una sommossa popolare che nell'89 costò la vita a centinaia di persone, due cortei hanno attraversato le strade della capitale. Almeno ventimila oppositori ed altrettanti sostenitori del presidente si sono scambiati slogans e reciproche accuse, ma senza alcun incidente. I sostenitori del presidente Chavez hanno colto l'occasione per manifestare al capo dello stato la loro solidarieta dopo gli attacchi al suo governo partiti da quattro ufficiali appartenenti alle forze armate. La marcia degli oppositori era stata promossa dalla Confederazione dei lavoratori del Venezuela, che ha lanciato un appello allo sciopero generale per protesta contro la crisi economica.
Georgia. Gli Usa si starebbero preparando a un intervento militare
Potrebbe aprirsi in Georgia il terzo fronte della lotta degli Stati Uniti contro il terrorismo dopo Afghanistan e Filippine.Una delegazione militare del Pentagono è arrivata oggi a Tblisi per incontrarsi con i rappresentanti del governo georgiano. Washington ha già fornito alle truppe locali dieci elicotteri da combattimento. Il piano è ancora in fase di elaborazione ma già adesso appare chiaro che un eventuale intervento anche indiretto degli Stati Uniti avrebbe come obiettivo le gole del Pankisi zona di transito tra Georgia e Cecenia dove secondo numerosi analisti avrebbero trovato rifugio e protezione diversi membri di Al Qaida. Le gole del Pankisi sono anche un passaggio obbligato per i rifugiati ceceni. I terroristi, secondo gli americani, si mischierebbero alle carovane di profughi aprrofittando dell'appoggio di diversi gruppi islamici radicali presenti nella regione. Il governo georgiano tenta di minimizzare il ruolo che potrebbero avere i militari americani. Il portavoce del presidente Shevarnadze si è mostrato cauto: "In Georgia abbiamo sempre ospitato un certo numero di esperti militari americani ma questo non prelude a nessun intervento nelle gole del Pankisi". A Mosca pero' l'eventualità di un intervento americano nel Caucaso non piace. Il ministro degli esteri russo Igor Ivanov lo ha ripetuto anche oggi: "Secondo noi la possibile presenza di truppe americane nel nord della Georgia rischia di aggravere le tensioni. Washington conosce benissimo il nostro punto di vista". Soldati americani a ridosso delle proprie frontiere. Pericolo di interferenze nel conflitto ceceno e soprattutto il timore di venire marginalizzata dal filo diretto tra Tblisi e Casa Bianca. La Russia rinfaccia a Shevarnadze di aver sempre rifiutato le sue offerte di aiuto. Accettare quelle americane permettendo a Washington di occupare una posizione strategica in una regione sensibile e ricca di petrolio suona come una beffa.
India: tensioni hindu-musulmani.
Oltre 50 morti La tensione interreligiosa è sfociata in tragedia oggi in India dove un treno su cui viaggiavano attivisti hindu è stato dato alle fiamme dopo un'alterco con militanti islamici. Più di i 50 morti. L'incidente è avvenuto nello stato del Gujarat. Un commando ha fermato il Sabarmati Express poco fuori la stazione di Godhra dando fuoco a una carrozza. decine i feriti. Le vittime provenivano dalla città di Ayodhya dove il gruppo radicale Vishwa Hindu Parishad (Consiglio mondiale hindu) si è impegnato a costruire, a partrire dal mese prossimo, un tempio sulle rovine di una moschea. Gli integralisti hindu hanno respinto l'invito alla calma rivolto loro oggi dal primo ministro indiano Atal Bihari Vajpayee. Nuova Delhi ha inoltre sollecitato i radicali hindu a rinunciare al progetto. Un'ingiunzione giudiziaria impedisce infatti ogni attività sul terreno conteso.La distruzione della moschea Babri del XVI secolo ad Ayodhya nel dicembre del 1992 aveva innescato un'ondata di violenze in tutto il paese. Morirono oltre 3.000 persone.