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Da Euronews
23 April, 2002
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Vertice in Vaticano per affrontare lo scottante dossier preti-pedofilia
Cardinali statunitensi a raccolta in Vaticano, oggi e domani, per affrontare col papa lo scandalo della pedofilia che ha scosso la chiesa americana. Nell'agenda del vertice non vi è soltanto la posizione del cardinale di Boston Bernard Law, accusato di aver coperto casi di abusi sessuali su bambini da parte di sacerdoti della sua diocesi; in ballo vi sono anche i grossi risarcimenti che la chiesa è costretta a versare. Episodi di abusi sessuali sono stati denunciati anche in Europa. In Polonia e Irlanda i casi più gravi."La prima sfida per la chiesa è dare giustizia alle vittime di queste violenze", ha detto il vescovo iralndese Willie WalshMa alcuni casi si sono risolti con una semplice lettera di scuse da parte della curia. "Quando avevo dodici anni -ha raccontato l'irlandese Mary Collins- fuiricoverta per un lungo periodo in ospedale. Il cappellano abusò di me e scatto alcune foto pornografiche". Gli scandali sessuali che hanno colpito gli uomini di chiesa hanno generato una crisi di fiducia nei confronrti dell'istituzione cattolica. La conferenza episcopale tedesca ha già preso un primo provvedimento creando una commissione per trattatre i casi di abusi commessi da preti. |
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Betlemme: israeliani e palestinesi per la prima volta attorno a un tavolo
I cadaveri di tre presunti collaborazionisti palestinesi, con le mani legate e una pallottola in testa, sono stati trovati martedì mattina in un settore di Hebron controllato dai palestinesi. E' la fine delle spie, un macabro copione fisso durante l'intifada. E' grazie alle loro informazioni, sostengono i palestinesi, che gli israeliani hanno potuto mettere a segno nella notte un "attacco mirato" a Hebron: due militanti delle Brigate dei martiri di Al Aqsa sono stati uccisi da un razzo sparato da un elicottero contro la loro automobile. A Betlemme potrebbe essere la giornata buona per sbloccare la situazione della basilica della natività. Le delegazioni israeliana e palestinese si sono finalmente incontrate. Da tre settimane oltre duecento palestinesi armati si sono barricati nella chiesa insieme a una trentina di religiosi. Un altro dramma quotidiano si consuma a Gerusalemme Est, dove tre famiglie arabe sono state sfrattate dalla polizia dalle loro case, reclamate da un gruppo di coloni. Una parlamentare danese sul posto ha commentato: "Questa gente è cacciata dalle proprie case contro un ordine della corte, se davvero Israele è uno stato democratico qualcuno deve intervenire". I pacifisti internazionali e i palestinesi accorsi hanno cercato di opporre resistenza, invano. Il problema non è nuovo: gli arabi spesso non possiedono regolari documenti di proprietà per gli immobili, lasciando spazio alle associazioni israeliane di estrema destra che per vie traverse hanno fatto acquisti a Gerusalemme Est. |
22 Aprile 2002
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Il terremoto Le Pen da una scossa alla Francia
Il paese, che inaspettatamente il 5 maggio si troverà a dover scegliere nel ballottaggio tra Chirac e il candidato del Fronte Nazionale, si mobilita, mentre il vincitore invita i francesi "a sognare". Ecco l'intensità del sisma: Le Pen ha conquistato il 17 per cento dei voti. Il presidente in carica Chirac ne ha ottenuti appena il 19,6 per cento e il premier Jospin si è fermato al 16. La scossa politica ha buttato giù dal letto l'elettorato di sinistra. Le manifestazioni hanno portato in piazza fino all'alba 10 mila persone solo a Parigi, al grido di "Le Pen fascista" e "Mi vergogno". Cortei anche a Lione, Strasburgo, Grenoble, Lille, Bordeaux, Tolosa. A Parigi la protesta è degenerata in scontro con le froze dell'ordine che hanno usato gas lacrimogeni mentre i dimostranti lanciavano oggetti. Teatro della battaglia urbana anche la centralissima Place de la Concorde dove sono andate in frantumi le vetrine di un famoso ristorante. Ancora sotto choc, anche il mondo della politica si risveglia dalla nottata medicandosi le ferite si prepara a fare diga contro l'estrema destra nel voto del 5 maggio.
Indignazione e paura, la Francia fa quadrato contro la minaccia di destra L'onda d'urto del voto di domenica arriva alle prime pagine dei giornali, in Francia e nel mondo. "No", è il titolo a lettere cubitali del quotidiano di sinistra Liberation, che parla di "implosione" del sistema politico francese. "Il terremoto", scrive il conservatore Figaro. E tutti si interrogano sulle ragioni del soverchiante successo dell'estrema destra e sul futuro di una Francia che ha cambiato i connotati politici. "Bisogna smettere di dire che è un voto di protesta, abbiamo tra noi il 17 per cento di fascisti, ecco", dice un passante. "Il bicchiere è colmo", dice un'altro che dà la colpa al senso di insicurezza e ai crescenti problemi sociali. "Ho un po' paura", confessa un altro, "ma penso che al secondo turno si farà barriera contro Le Pen". Quella parte di Francia che non ha votato per l'estrema destra si da una mossa, si conta e attende, fra inquietudine e voglia di rivincita, il ballottaggio e soprattutto le legislative di giugno. Jean Marie Le Pen: l'araba fenice della politica francese
Quasi mezzo secolo da attivista nella politica francese, da trent'anni leader incontrastato del Front National, partito da lui stesso fondato. Jean Marie Le Pen era e resta uno dei personaggi più controversi del circo politico transalpino. Certe sue reazioni violente, come l'aggressione ad un sindaco socialista durante un corteo elettorale nel novantasette, o clamorose dichiarazioni del tipo "le camere a gas sono state un dettaglio della storia" rappresentano solo alcune tra le tracce più imbarazzanti nel suo passato. Per i suoi critici il 73enne leader populista è un pericolo per la democrazia, una porta aperta sui peggiori estremismi. E Le Pen della provocazione ha fatto il suo linguaggio. Ha detto di credere all'ineguaglianza delle razze, ha paragnato i malati di Aids ai lebbrosi. Dichiarazioni che gli sono valse altrettante denunce. La presenza di teste rasate tra i militanti di Front National ha rafforzato il partito dei suoi oppositori.Ma nel corso degli anni, tra querele, scissioni interne del suo partito e débacle elettorali, Le Pen è riuscito progressivamente a trasformare la sua immagine. I capisaldi della sua politica: sicurezza e difesa dei lavoratori francesi. Nel suo manifesto elettorale scrive: sono socialmente a sinistra, economicamente a destra e nazionalmente della Francia. Un'acrobazia verbale che ha permesso al presidente di FN di raccogliere voti anche a sinistra toccando i nervi scoperti dell'elettorato. Dopo elezioni: Jospin lascia, Chirac lancia appello per ballottaggio
Il risultato delle urne ha clamorosamente smentito le previsioni fatte dai più autorevoli istituti di sondaggi. Lionel Jospin è il grande sconfitto del primo turno delle presidenziali. Ieri sera il verdetto ha provocato scene di disperazione tra i supporter del candidato socialista.Secondo gli analisti il premier socialista avrebbe pagato a caro prezzo una campagna troppo orientata verso l'elettorato centrista e la mancanza di risposte convincenti al problema più sentito, quello della sicurezza. La dispersione del voto agli estremi confermerebbe questa tesi. Altro dato significativo è quello dell'astensionismo, oltre il 27%, un record nella storia della quinta repubblica. Jospin ha incassato la sconfitta e quando le previsioni stavano assumendo la valenza dei dati ufficiali ha gettato la spugna: "Mi assumo pienamente la responsabilità di quanto accaduto -ha detto davanti ai suoi sostenitori- ritirandomi dalla vita politica dopo le presidenziali". Altra atmosfera nel quartier generale di Jacques Chirac a Parigi. L'entusiasmo dei gollisti è trainato anche dai nuovi sondaggi, secondo i quali il presidente uscnte al ballottaggio conterà sull'80% delle preferenze. La sinistra, suo malgrado, è costretta a sostenerlo per sbarrare la strada a Lepen. Evitando i toni trionfalistici Chirac ha lanciato all'elettorato un appello patriottico: "Ho bisogno di voi - ha detto- Spero che tutti nei prossimi giorni diano prova di giudizio, rispetto e tolleranza". In Francia la stangata, in Germania l'avvertimento
Il voto regionale nel land della Sassonia-Anhalt, l'ultimo prima delle politiche di settembre in Germania, vede una vittoria schiacciante della CDU con il 37.6% delle preferenze, contro il 19,8% dell'Spd. Un risultato che fa esultare il candidato conservatore alle prossime legislative, Edmund Stoiber e che dà un grattacapo in piu' all'attuale cancelliere Gerhard Schröeder.Ritornando alla Sassonia, sarà il quasi sconosciuto Wolfgang Bohemer a occupare la poltrona di premier: un incarico, dice, che accetterà con umiltà.Il premier e candidato dell'Spd Reinhard Hoeppner dopo la sconfitta lascia la vita politica e precisa: "Non accettero' nessun altro incarico". Il voto della piu' povera delle regioni dell'ex Germania comunista assume un significato che va oltre i suoi confini: riflette umori e delusioni che stanno divenendo ormai un trend europeo. L'Ungheria svolta a sinistra
La sinistra sa ancora vincere, sebbene in parziale controtendenza. E' il caso delle legislative ungheresi dove il secondo turno delle votazioni ha consegnato il potere nelle mani di Peter Medgyessy, candidato dell'Alleanza dei Democratici Liberi, ovvero ex comunisti riformatori e liberali di sinistra. Medgyessy, che guiderà il paese per i prossimi quattro anni, condurrà l'Ungheria verso l'adesione all'Unione Europea. Non è riuscito a conservare il mandato il premier conservatore Viktor Orban: dopo una campagna elettorale al vetriolo, non ha potuto far altro che constatare la sconfitta del suo partito, ma a denti stretti. La sua prima dichiarazione dopo i risultati: "Siamo stati in molti ma non abbastanza". Orban si prepara, dice, a fare un'opposizione costruttiva e a vigilare perché quello che è stato costruito non vada disperso. Fidesz, il partito dei Giovani Democratici di Destra ha ottenuto 188 seggi, 10 in meno rispetto alla coalizione socialista e liberale. Italia: inaugurato con l'inno nazionale il nuovo auditorium di Roma
Inaugurazione solenne per il nuovo auditorium di Roma. Uno scrosciante applauso ha accolto l'ingresso del presidente della repubblica Carlo Azeglio ciampi. Poi tutti in piedi per l'înno di Mameli suonato dall'orchestra nazionale di Santa Cecilia, diretta dal maestro sud coreano Myun Wun Chung. Il parco della musica, che può accogliere fino a cinquemila spettatori, è un'opera d'avanguardia. Progettata dall'architetto genovese Renzo Piano la struttura ha richiesto dieci anni di lavori ed è costata 140 milioni di euro. Le tre sale che la compongono sono state concepite come vere e proprie casse armoniche; il risultato è un'acustica perfetta. |
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Francesi alle urne per le presidenziali francesi: bassa l'affluenza Lionel Jospin precede Jacques Chirac, ma solo nell'ordine di arrivo ai rispettivi seggi elettorali. Per il primo turno delle presidenziali infatti i sondaggi danno per favorito il presidente uscente. Il premier socialistatuttavia spera di ribaltare i pronostici nel ballottagio del 5 maggio. Chirac si è recato a votare in tarda mattinata. Per il candidato gollista, già rinfrancato dalle previsioni, resta da scoprire su quale vantaggio potrà giocare in vista del secondo turno.Secondo gli analisti infatti un distacco del 2% sarebbe facilmente colmabile per Jospin, ma se i punti fossero quattro la rielezione di Chirac sarebbe certa.Sul voto odierno pende l'incognita dell'astensionismo. Il tasso di partecipazione rilevato a mezzogiorno era superiore al 21.4%, il dato parziale più basso mai registrato nella storia della quinta repubblica. |
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Israele si ritra da Nablus ma mantiene l'assedio al Qg di Arafat e Betlemme L'esercito israeliano ha completato stamane il ritiro dalla città autonoma di Nablus rispettando così il calendario comunicato negli scorsi giorni dopo la missione diplomatica dell'inviato americano Powell. Rimangono ancora sotto assedio il quartier generale palestinese di Ramallah e Betlemme.Dietro di sé i blindati dello stato ebraico hanno lasciato una scia di rovine e distruzione. L'occupazione delle principali città della Cisgiordania era cominciata tre settimane fa. La missione, denominata Muraglia difensiva, aveva per obiettivo lo sradicamento delle cellule terroristiche palestinesi. Cedendo alle pressioni internazionali Israele ha anche tolto il coprifuoco dove non si combatte più, consentendo alle organizzazioni umanitarie di soccorrere i civili palestinesi. I carri armati di Tsahal restano tuttavia posizionati attorno alle località autonome, pronti a rientrarvi se scoppiassero nuove violenze.Proprio stamattina i soldati israeliani hanno effettuato un'incursione nel campo profughi di Kalandia, tra Ramallah e Gerusalemme, per arrestare una quindicina di palestinesi.Per le strade di Ramallah oggi si è tornato a vedere qualche segno di attività. Nulla è cambiato invece intorno alla sede dell'Autorità palestinese, dove è confinato Yasser Arafat. Il leader palestinese si è detto disposto a processare i quattro presunti assassini del ministro israeliano Zeevi, ucciso lo scorso ottobre. Israele però non cambia posizione: la consegna dei quattro sospetti resta la condizione per il ritiro completo delle truppe da Ramallah.Altro fronte aperto è quello intorno alla Basilica della Natività a Betlemme, dove sono asserragliati circa 250 palestinesi armati insieme con una trentina di religiosi. Il sito è completamente isolato: l'esercito israeliano ha tagliato le linee telefoniche. Fonti palestinesi riferiscono di movimenti di truppe intorno all'area e affermano che un'assalto sarebbe imminente. Israele ha smentito. |
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I socialisti ungheresi accarezzano la vittoria. Il secondo turno delle legislative, domenica, potrebbe essere quello della svolta. L'alleanza dei democratici liberi, che raggruppa gli ex comunisti riformatori e i liberali di sinistra, al primo turno ha distaccato in modo netto i conservatori. Il candidato socialista, l'ex ministro delle finanze Peter Medgyessy, si propone come premier di tutti gli ungheresi, accusando l'avversario di aver deliberatamente diviso la società. Il premier uscente conservatore, Viktor Orban, ha risposto incitando la nazione a difendersi contro la barbarie comunista. Poi ha cambiato strategia. Il suo ultimo discorso è stato moderato. Il suo partito, Fidesz (Giovani Democratici di Destra) per non perdere il potere, punta ora a conquistare i voti delle zone rurali. Sostenitori carismatici come l'ex cancelliere tedesco Helmut Khol, per i politologi non basteranno a far entrare l'Ungheria nell'Unione Europea sotto i colori conservatori: l'avanzata socialista, dicono, è inarrestabile. |
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Guerra commerciale Usa-Ue: l'Europa contrattacca Le restrizioni americane sulle importazioni d'acciaio potrebbero costare care agli States. La Commissione europea ha proposto aumenti dei dazi doganali aprodotti tessili, alimentari e siderurgici provenineti dagli Usa. L'intento è quello di "bilanciare il mercato" dopo che Washington per proteggere il suo ha aumentato i dazi del 30%. Il prossimo round della guerra dell'acciaio sarà il 2 maggio, data della riunione tra i rappresentanti europei e il presidente Bush. |
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Washington: G7 finanziario tra le proteste Almeno in diecimila hanno sfilato per le strade di Washington ieri in margine alla riunione del G7. Protestavano contro la politica dei grandi gruppi finanziari internazionali, contro la globalizzazione, ma anche contro la campagna militare israeliana in Cisgiordania. La capitale americana, soprattutto la zona intorno agli edifici della Banca Mondiale e del Fondo Monetario internazionale, a due passi dalla Casa Bianca, era blindata da un imponente schieramento di agenti. Questo ha consentito ai rappresentanti delle banche centrali e ai ministri delle finanze dei sette paesi più industrializzati di tenere la loro riunione biennale senza problemi. I lavori si sono conclusi all'insegna del cauto ottimismo: i segnali della ripresa economica ci sono, ma un'impennata del prezzo del petrolio potrebbe ridimensionare la crescita delle economie occidentali. |
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Inaugurato l'auditorium di Roma: una "fabbrica della musica" Un'opera all'avanguardia destinata ad essere un punto di riferimento in europa e nel mondo. Dopo anni di attesa l'auditorium di Roma apre ufficialmente le sue porte. Ieri le prove generali con un concerto al quale hanno assistito i 1200 operai cha hanno lavorato alla costruzione dell'opera progettata dall'architetto genovese Renzo Piano. Per oggi è previsto un lungo happening musicale. Aprirà l'orchestra nazionale di Santa Cecilia, diretta dal maestro sud coreano Myun Wun Chung, chiusura affidata alla rocker americana Patti Smith, che si esibirà in tarda serata. L'intera struttura, che può contenere circa cinquemila, è costata dieci anni di lavori e 140 milioni di euro. Le tre sale che la compongono sono state concepite come vere e proprie casse armoniche, rivestite di pannelli di legno orientabili a seconda delle necessità musicali. |
19 Aprile 2002
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Per il ministro Scajola è un incidente lo schianto dell'aereo sul grattacielo Pirelli Col passare delle ore l'ipotesi dell'incidente appare la più adeguata a spiegare lo schianto di un aereo da turismo sul grattacielo Pirelli a Milano. Il bilancio delle vittime diffuso dalla prefettura parla di tre morti e almeno 29 feriti. Per qualche ora si era temuto un attentato, ma il ministro dell'Interno Scajola è intervenuto per smentire. "Gli elementi che sono disponibili finora tendono a far ritenere che la causa dell'accaduto sia da ascrivere a un incidente e non a un attentato", dice ai giornalisti. L'aereo era un Rockwell Air Commander, un monomotore a quattro posti, decollato da Locarno e diretto a Milano Linate. A bordo il solo pilota, Luigi Fasulo, 68 anni, svizzero, con cinquemila ore di volo alle spalle. Il velivolo avrebbe avuto una avaria al carrello e per questo stava ritardando l'atterraggio. Non è del tutto chiaro perchè l'aereo si trovasse sulla verticale del grattacielo e a una quota così bassa. Due delle tre vittime erano donne, avvocati dell'Ufficio legale della Regione Lombardia; la terza il pilota dell'aereo. Dei feriti molti si trovavano all'interno dell'edificio, dove è scoppiato il panico. "dal ventunesimo piano ho sentito dapprima un'esplosione, poi un'altra più forte. I vetri delle finestre e le porte tremavano. Ho preso le mie cose e sono scappato via", dice un uomo. Gli effetti di quanto accaduto sono visibili in un ampia zona attorno al palazzo: vetri rotti e macerie ricoprono una vasta area. Ai piedi del grattacielo un mare di carte volate dagli uffici sventrati dall'aereo. |
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Israele continua le occupazioni. Tank a Gaza e Kalkilia, via da Jenin Quaranta cadaveri sono allineati fuori dell'ospedale di Nablus. Tra di essi i corpi di una famiglia di otto persone, al completo. Qui si è finito di sparare, e Israele annuncia il ritiro dei suoi uomini. A Gaza invece una quindicina di carri dell'esercito di Tel Aviv hanno compiuto un nuovo raid. Due palestinesi sono rimasti uccisi per i tiri dei soldati. E a Kalkilia, da dove i tank erano usciti nei giorni scorsi, una nuova incursione. Il primo ministro israeliano Sharon conferma di non aver intenzione di fermare la campagna militare contro l'Anp, ma ha detto che "dopo il cessate il fuoco saremo felici di cominciare delle trattative". Ma lo stop alle armi non è per oggi. A Betlemme si sono registrati nuovi scambi di tiri tra i palestinesi asserragliati nella Basilica della Natività e i soldati di Tsahal che la circondano. In questo clima, la sospensione del coprifuoco ha permesso alla popolazioneallo stremo, di uscire per procurarsi del cibo. Dopo aver trasformato il "campo del terrore" in una distesa di rovine, l'esercito israeliano si ritira anche da Jenin. "La sola cosa che rimpiango è che non ci siano stati più terroristi uccisi laggiù", ha detto in tv il ministro della giustizia israeliano Meir Shitrit. E all'inviato norvegese dell'Onu che aveva definito i fatti di Jenin "un capitolo triste e vergogoso della storia di Israele", Shitrit ha replicato con sarcasmo: "Se ci tiene tanto a questi rifugiati palestinesi, allora perchè non se li porta in Norvegia?". |
18 Aprile 2002
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Powell torna a mani vuote. L'ira dei palestinesi: "Gli Usa stanno con Israele" La sosta al Cairo sulla via del ritorno suggella il fallimento della missione del segretario di stato Usa Colin Powell. Hosni Mubarak, presidente egiziano, ha annullato all'ultimo minuto l'incontro con il capo della diplomazia di Washington, a riprova che perfino per i paesi arabi moderati non è rimasto molto da discutere. Powell si lascia alle spalle un ultimo incontro con Yasser Arafat che i palestinesi non esitano a definire "sconcertante" e "catastrofico". "L'esito della missione di Powell conferma il nostro sospetto: gli Usa sono schierati dalla parte di Israele", ha dichiarato Mohammed Dahlan, capo della sicurezza preventiva a Gaza, e uno dei palestinesi più stimati a Washington. Ancora più esplicite, al termine del colloquio con Powell, le parole del presidente dell'ANP, sotto assedio a Ramallah dal 29 marzo scorso. "Lo chiedo a Bush, lo chiedo alle Nazioni Unite: è accettabile che io non possa uscire da quella porta? Per quanto tempo ancora?". Reazioni colme di rabbia, a cui Powell ha replicato bollando come"insoddisfacente" l'azione di Arafat nella lotta al terrorismo, e chiedendogli di "fare di più". Intanto, dopo la richiesta di Amnesty International per una indagine "rapida e credibile" su quanto accaduto nel campo profughi di Jenin, una richiesta analoga arriva dai paesi arabi all'Onu. Secondo i palestinesi sarebbero state massacrate a Jenin centinaia di persone, e le denunce risultano difficili da verificare. Israele ha offerto cifre contraddittorie e ha impedito ai giornalisti di operare liberamente nel campo. |
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"Siamo stati noi". In un video Al Qaida rivendica l'11 settembre Osama bin Laden torna a farsi vedere in tv. Nuove immagini dello sceicco terrorista arrivano da Al Jazeera e dal Middle East Broadcasting Center. Il primo video contiene una rivendicazione degli attentati dell'11 settembre, fatta da un uomo che parla a nome di Al Qaida. "Abbiamo fatto ciò che Dio ci ha chiesto", dice, "rispondendo all'appello degli oppressi". La seconda cassetta mostra un commento dello stesso bin Laden sulle conseguenze dell'attacco alle Torri gemelle. "Gli attentati hanno provocato una perdita di mille miliardi di dollari agli Stati Uniti. Che Dio ci benedica", dice. Sui video pesano molti interrogativi. Prima di tutto relativi alla loro autenticità, visto che appaiono frutto di un montaggio realizzato con attrezzature di livello professionale. Poi sulla loro datazione, del tutto incerta. "Questi video non provano nulla se non che qualcuno vuole che si parli di bin Laden", dice il segretario statunitense alla difesa, Donald Rumsfeld, che respinge anche l'accusa del Washington Post di non aver fatto il necessario per catturare il capo di Al Qaida. Il giornale, solitamente bene informato sui temi di difesa e sicurezza, rivolge le critiche principali al generale Tommy Franks, comandante delle operazioni sul campo, che avrebbe solo pensato a bombardare Tora Bora ma non a isolarla. Rumsfeld ha poi illustrato una riforma del modello di difesa degli Stati Uniti, che in futuro vedrà la nascita di un nuovo livello di comando unificato delle forze terrestri, marittime e aeree. Il nuovo organismo si chiamerà Comando Nord, ed avrà il controllo dell'intera nordamericano. |
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Roma: l'ex re afghanno in partenza per Kabul Sarà scortato da 50 carabinieri dei corpi speciali. Il vecchio re dell'Afganistan si prepara a lasciare Roma dove ha trascorso i 29 anni d'esilio. A Kabul, a partire dal prossimo 10 giugno, presiederà la Loya Jirga, l'assemblea di tutte le tribù del paese. Da qui dovrà uscire il nuovo assetto del paese. E in Afghanistan c'è fermento per il ritorno dell'ex sovrano. L'opera di ricostruzione è già iniziata. Nel palazzo reale, oggi un rudere, lavorano un centinaio di operai per la ristrutturazione a tempo di record. I giornali annunciano l'evento. Mentre l'esercito afghano, coadiuvato dai militari della forza internazionale, pattuglia la capitale. Il portavoce della forza internazionale: "Pattuglieremo la città, come facciamo di solito, ma anche il percorso dall'aeroporto alla residenza reale. Forniremo anche un'ambulanza". Il Boeing 707 messo a disposizione dall'aeronautica militare con a bordo Zahir Shah decollerà dall'aeroporto di Pratica di Mare in serata. Ad attenderlo domani un paese diverso da quello che ha lasciato. |
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Perù: scoperto sito con migliaia di mummie inca Una scoperta eccezionale avvenuta nelle immediate vicinanze di Lima. Sotto una bidonville nella periferia della capitale peruviana giacevano migliaia di mummie della civiltà inca. Un gruppo di archeologi del National Geographic Institut ha lavorato per tre anni sul sito. Finora sono state recuperate circa 2300 mummie, ma secondo gli esperti potrebbero esservene almeno diecimila. Un patrimonio importante per approfondire le conoscenze sulla cultura inca"E' un'occasione unica -spiega il capo dei ricercatori Guillermo Cock- per conoscere da vicino questa comunità e studiarne la vita e la cultura".Molte corpi sono stati ritrovati in ottimo stato di conservazione. Le mummie, formate da bende di cotone, contenevano anche numerosi oggetti. Gli archeologi hanno repertoriato settantamila reliquie. Il cimitero risalirebbe alla fine del quindicesimo secolo nel periodo precedente l'invasione spagnola. |
17 Aprile 2002
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Italia ferma per lo sciopero generale
Sindacati e mezzo paese in sciopero, e manifestanti a centinaia di migliaia: è l'Italia oggi, vent'anni esatti dopo l'ultimo sciopero generale.Allora fu la scala mobile a scatenare la protesta, oggi il famigerato articolo diciotto ha di nuovo svuotato le fabbriche e riempito le piazze di Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, solo per citarne alcune. E se Berlusconi dice che la signora Thatcher fece bene a non cedere ai sindacati (altrimenti oggi il Regno Unito non avrebbe l'economia che ha), il leader della CGIL, Cofferati, dal capoluogo toscano risponde con l'ironia sull'imbarazzo che potrebbero provare la Thatcher ed anche Reagan , scoprendo un giorno di essere stati messi da Berlusconi nel novero dei riformisti. Al governo viene chiesto di soprassedere alle modifiche dell'articolo che sancisce il diritto al reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa. La riforma prevede, per tre casi particolari, l'indennizzo invece della riconsegna del posto di lavoro. Soluzione non gradita ai manifestanti, tra 200.000 e 400.000 solo a Firenze. Sull'adesione allo sciopero non sono per il momento disponibili dati precisi: la Cisl parla di tredici milioni di lavoratori, che avrebbero incrociato le braccia. Quasi totale, comunque, l'adesione nella grande industria, fortissima nei trasporti, dove pure sono stati garantiti i servizi minimi. |
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In Francia scoppia il caso Canal Plus: silurato il presidente tra le polemiche
In piena campagna elettorale e a quattro giorni dal voto per le presidenziali la Francia è scossa dal caso Canal Plus. Pierre Lescure, cofondatore e presidente della televisione a pagamento di proprietà della Vivendi Universal, è stato rimosso dal suo incarico. La mossa ha provocato la reazione del premier e candidato Jospin che ha chiesto il rispetto della linea editorialeLescure paga la crisi economica in cui versano le filiali estere della tv e in particolare quella italiana Telepiù. I dipendenti di Canal Plus sono sul piede di guerra. Dice uno di loro: "Credo che per tutti noi sia meglio non mettersi a supplicare il signor Messier ma continuare a fare quello che sappiamo, ovvero i programmi televisivi. Noi sappiamo come si producono, lui no. E' nella musica, ma non ne capisce nulla. E' nel cinema, ma non sa farlo. E non conosce nemmeno la finanza". Jean Marie Messier, amministatore delegato di Vivendi Universal, secondo gruppo multimediale al mondo si difende così: "Non c'è nessun problema tra Vivendi Universal e Canal plus. Gli unici conflitti sono con i suoi dirigenti. Bisogna infatti distinguere tra le ambizioni personali e la libertà creativa". Anche la poltrona di Messier vacilla: in attesa della prossima assemblea generale del gruppo si rincorrono le voci su una sua una sostituzione. |
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"Negligenza dei caschi blu". A Srebrenica non impedirono l'eccidio
Un rapporto ufficiale sull'eccidio di Srebrenica, assai critico nei confronti del contingente olandese impegnato in Bosnia, ha provocato la crisi del governo dell'Aja. Il primo ministro Wim Kok ha rassegnato le dimissioni, spiegando al paese di volersi far carico della responsabilità oggettiva derivante dalla condotta negligente dei militari, che nel 1995 non impedirono alle forze serbo-bosniache di uccidere oltre 7000 musulmani. La decisione del premier arriva a un mese dalla scadenza naturale della legislatura, e trova una opinione pubblica comprensiva. "Credo sia stata la cosa giusta, dimettersi", dice un uomo. "Questo è ciò che pensa il 57 per cento degli olandesi". Altre reazioni al rapporto su Srebrenica si registrano a Sarajevo. Il governo bosniaco ha definito "un atto di moralità" la scelta del primo ministro olandese di rassegnare le dimissioni. Amer Kapetanovic, portavoce del ministro degli esteri, dice che "l'episodio di Srebrenica e l'incapacità dei militari olandesi di impedire il massacro rappresentano un motivo in più per rileggere il ruolo della comunità internazionale nella guerra di Bosnia". Srebrenica, enclave musulmana nel territorio che oggi è della Republika Srpska, restò sotto assedio per tre anni, benchè dichiarata zona protetta dall'Onu. Sette anni dopo, la memoria è ancora pesante. "Troppo tardi per dimettersi", dice una donna, "il governo olandese avrebbe dovuto farlo subito, questo non li assolverà dalle loro colpe. Olandesi e forze dell'Onu hanno collaborato al massacro". La strage venne compiuta nel luglio del 1995. Ratko Mladic, capo dell'esercito sebo bosniaco, ordinò dapprima un incessante bombardamento, poi mandò gli uomini della famigerata divisione Zvornik. Quasi tutti i quarantamila abitanti della città cercarono rifugio verso la base delle forze Onu a Potocari. Ma i 460 militari olandesi, quando arrivarono i serbi, divennero, di fatto, testimoni passivi della strage. |
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Spari a Betlemme, morti a Gaza.
L'esercito israeliano arresta dei giornalisti Scambi di tiri attorno alla Basilica della Natività di Betlemme, dove sono asserragliati più di duecento palestinesi e una quarantina di religiosi. "Non sappiamo chi abbia iniziato" dicono i frati, "ma è una situazione sempre piùdifficile". Una mediazione statunitense cercherebbe una via per uscire dall'impasse, ma la proposta di Sharon, resa o esilio, non trova ascolto tra i palestinesi. Nonostante le unanimi richieste a Sharon di un immediato ritiro, le truppe di Israele avanzano. Nuove incursioni attorno a Gerusalemme, nei villaggi di Al Zaria e Abu Diz, ma anche a Tulkharem, dove si contano otto feriti. A Gaza un palestinese di ventidue anni è rimasto ucciso dal cannone di un tank. A Nablus un bambino di dodici anni è stato ucciso da un soldato. Le operazioni di Tsahal in zona hanno portato all'arresto di numerosi giornalisti palestinesi, tra i quali il corrispondente dell'Associated Press. I rastrellamenti sono anche qua casa per casa. Dove invece non si combatte più è a Jenin, dopo la furiosa battaglia dei giorni scorsi. Personale medico ha collaborato al recupero di alcuni cadaveri, e Amnesty International ha lanciato un appello alle Nazioni Unite per una inchiesta rapida e affidabile sull'accaduto. |
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Francoforte: al via il processo a carico di presunti terroristi di Al Quaida
A Francoforte si è aperto oggi il processo a cinque presunti terroristi di Al Qaida. È il primo procedimento giudiziario a carico di presunti uomini appertenenti alla rete che fa capo a Osama bin Laden e si tiene fra misure di controllo eccezionali. L'udienza doveva iniziare alle 10 di stamane, ma la necessità di dispositivi di sicurezza legati alle riprese televisive in aula ha provocato un ritardo di oltre due ore.Pochi minuti dopo l'apertura del processo, uno dei cinque imputati è stato espulso dall'aula perché aveva pesantemente insultato i giudici. I cinque sono accusati tra le altre cose di aver seguito corsi di addestramento nei campi di Osama bin Laden in Afghanistan. Quattro degli imputati, tre algerini e un franco algerino, sono stati arrestati a Francoforte nel dicembre del 2000. Secondo l'accusa preparavano l'attentato al mercatino di Natale, vicino alla cattedrale di Strasburgo. Ma il vero obiettivo dell'attentato sembra fosse la sinangoga della città alsaziana. Il quinto imputato è stato arrestato nell'aprile del 2001. |
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Quarta passeggiata spaziale per gli astronauti della navetta Atlantis.
Usciti dalla Stazione spaziale internazionale Jerry Ross e Lee Morin hanno completato il lavoro sui meccanismi di aggancio di una trave che in due anni misurerà oltre cento metri. Scopo dell'intervento è di realizzare una rotaia su cui far muovere il braccio meccanico della stazione. I primi test hanno confermato la riuscita del lavoro, anche se sarà necessario apportare delle modifiche al carrello meccanico. L'equipaggio di Atlantis oggi lascerà la Stazione spaziale. Il suo ritorno a terra è previsto per venerdì, al Kennedy Space Center in Florida. |
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Al Qaida rivendica l'attentato di Djerba
Si fa strada anche fra le autorità tunisine l'ipotesi dell'attentato per l'esplosione, giovedí scorso, difronte alla sinagoga di Djerba. Dopo l'identificazione del corpo, il governo di Tunisi ha definito "persona sospetta" l'autista dell'autocisterna saltata in aria. Secondo alcuni testimoni era stata parcheggiata proprio davanti l'ingresso dell'edificio religioso. La deflagrazione ha causato la morte di 16 persone, tra cui 10 tedeschi. Berlino ha sempre sostenuto la tesi dell'attentato ed ha inviato funzionari della polizia criminale per collaborare con le autorità locali. Secondo gli inquirenti tunisini, l'autista era in contatto con alcuni cittadini tedeschi. La procura di Karlsruhe, nella Renania, ha fermato e poi rilasciato un uomo. L'azione alla sinagoga di Djerba é stata rivendicata da Al Qaida in un comunicato pubblicato da due quotidiani arabi. |
16 Aprile 2002
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L'italia si ferma per lo sciopero generale
E' la prima volta da 20 anni. Bloccati i trasporti pubblici. Le ferrovie assicurano il servizio sulla metà delle linee ma invitano i viaggiatori a verificare la partenza dei treni. Aerei fermi dalla 10 alle 18. Banche e poste saranno chiuse per l'intera giornata. Negli ospedali saranno garantiti il servizio di pronto soccorso e gli interventi chirurgici d'urgenza. Migliaia di lavoratori hanno risposto all'appello di CGIL, CISL, e UIL. Alla mobilitazione hanno aderito anche i sindacati autonomi, tra cui i COBAS e l'UGL, sindacato vicino al centro-destra. Una giornata di serrate per dire no alla modifica dell'articolo 18, sui licenziamenti senza giusta causa. Un principio che tutela i diritti dei lavoratori, secondo i sindacati. Un ostacolo per la flessibilità nel mondo del lavoro, per il governo italiano, secondo cui le riforma servirà a creare nuovi posti di lavoro. Il premier Silvio Berlusconi ha annunciato che le manifestazioni non fermeranno le iniziative necessarie per rinnovare il paese e si é dichiarato pronto a tornare al tavolo dei negoziati. Anche il segretario della CGIL Sergio Cofferati ha dato la sua disponibilità senza tuttavia rinunciare alle rivendicazioni all'origine dello sciopero. Diversi cortei sono stati organizzati nelle principali città italiane. |
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A Roma come a Washington
A Roma come a Washington: a migliaia testimoniano solidarietà con Israele "Israele deve vivere" - è lo slogan che ha accompagnato la manifestazione di ieri a Roma organizzata tra gli altri dal quotidiano "il Foglio", col sostegno di varie personalità politiche, da Fini a Prodi. Migliaia di bandiere con la stella di David hanno percorso il Campidoglio, quindi il ghetto fino alla sinagoga per protestare contro la minaccia dell'antisemitismo e la parzialità anti-israeliana dei media italiani. Ieri era anche il giorno in cui il mondo ebraico ricordava i caduti di guerra: un sassolino a rappresentare ciascuna di quelle vite spezzate, comprese le vittime del terrorismo. "E solo la fine del terrorismo, dice David Pacifici, presidente dell'Organizzazione ebraica contro la discriminazione, consentirà la pace tra israeliani e palestinesi." Massiccia la manifestazione parallela a Washington: tra le venti e le quarantamila persone, arrivate da tutti gli stati americani, con la presenza di numerose personalità politiche, prova della crescente ostilità del Congresso verso Arafat. A prendere la parola anche l'ex premier israeliano Netanyahu che non ha risparmiato dure parole contro il leader palestinese. Su molti cartelli il parallelo tra la lotta al terrorismo degli Stati Uniti e la guerra di Israele al suo terrorismo. |
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Powell: progressi verso una tregua. Ri-vede Sharon ed Arafat.
Viene interrogato dai servizi segreti israeliani Marwan Barghouti, il leader dell'Intifada arrestato ieri dai militari israeliani. E nel frattempo prosegue la retata contro l'organizzazione che secondo Israele sarebbe responsabile di una serie di attentati. Barghouti, leader del movimento Al fatah, sarebbe in realtà, secondo le accuse, il principale coordinatore delle 'Brigate dei Martiri di al Aqsa', che hanno rivendicato un certo numero di attentati suicidi. L'esercito israeliano è tornato ad occupare, ma solo per alcune ore, Tulkarem, dove ha proceduto ad alcuni arresti. In una sparatoria, otto palestinesi sono rimasti feriti. Sul fronte diplomatico, lo sforzo di Colin Powell prosegue, ed il Segretario di Stato americano parla di progressi in vista di un cessate il fuoco. Powell torna ad incontrare Sharon in queste ore, ed Arafat domani. L'Unione Europea, nel vertice dei ministri degli esteri di ieri, si è astenuta dal prendere posizioni decise, per favorire la missione di Powell. Oggi, Israele ricorda i caduti dal quarantotto in poi. Oltre ventunmila soldati, morti nelle varie guerre ed operazioni militari dopo la fondazione di Israele. Ed i civili, rimasti vittime di attentati ed altre violenze: 1.550 i morti, un quinto del totale negli ultimi due anni. Per due minuti, in tutto il paese, le sirene hanno sancito il congelamento di qualunque attività. Il momento ripreso da una telecamera o da un apparecchio fotografico è praticamente identico. |
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Un fermo in Germania per l'attentato a Djerba
Al Quaida rivendica l'esplosione alla sinagoga di Djerba, in Tunisia. Il comunicato é stato pubblicato dal quotidiano arabo Al Quods Al Arabi. "Quest'operazione suicida é la risposta ai crimini israeliani contro il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania" - recita il testo. Giovedí un'auto-cisterna é esplosa difronte la sinagoga: 16 i morti tra cui 10 tedeschi. Mentre la Tunisia continua a sostenere la tesi dell'incidente, per la Germania sarebbe piú corretto parlare di attentato. Una teoria che sembra piu' credibile con l'evolversi dell'inchiesta: un uomo é stato arrestato a Karlsruhe nel sud-ovest della Germania. Si sospetta che abbia contatti i respondabili dell'attacco in Tunisia. Alcuni testimoni inoltre riferiscono di aver visto un uomo uscire in tutta fretta dal camioncino, qualche minuto prima della deflagrazione. Gli inquirenti tedeschi stanno collaborando con le autorità tunisine, ora si si aspettano i risultati dell'autopsia sull'autista dell'auto-cisterna. |
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Afghanistan: marines britannici in azione contro Al Qaida
Per il ritorno del Re, in Afghanistan si fanno le grandi pulizie: compresa la caccia alle ultime sacche di resistenza dei taliban ed eventuali membri di Al Qaida che fossero ancora rimasti nel paese. Le truppe britanniche sono impegnate nella più imponente operazione dalla guerra delle Falkland. Centinaia i soldati impegnati.Devono snidare dei combattenti che si sarebbero concentrati nelle zone montagnose al confine col Pakistan: non è chiaro se le truppe siano autorizzate anche ad attraversare il confine. Ma si sa che l'operazione non sarà breve, e che alcuni dei gruppi Taleban si troverebbero nei nevai al di sopra dei quattromila metri d'altitudine. Lavorano sotto il timido sole di Kabul invece gli operai che spianano la strada d'accesso al palazzo reale, e che provano a restaurarne alcuni locali. Del palazzo splendido abbandonato trent'anni fa resta un rudere, e tra qualche giorno appena il Re sarà di nuovo qui. Hamid Karzai, il capo del governo interimario, arriva oggi a Roma insieme ad alcuni ministri, per preparare il rientro dell'ottantasettenne sovrano. Il viaggio verso Kabul avverrà in tutta segretezza, con una nutrita scorta di carabinieri, probabilmente in una delle prossime notti. |
14 Aprile 2002
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Medio Oriente, Arafat condanna gli attentati. Oggi l'incontro con Powell Il segretario di Stato americano Colin Powell incontrerà oggi a Ramallah il presidente dell'Autorità palestinese Yasser Arafat. L'incontro, in precedenza rinviato, è stato accordato dopo che Arafat ha condannato gli attacchi contro i civili israeliani: in particolare quello di venerdi' a Gerusalemme dove sono morte sei persone."La dichiarazione di Arafat - ha detto il portavoce di Powell Richard Boucher - contiene diversi elementi interessanti e positivi. Oltre a condannare gli attacchi contro i civili israeliani, ha fatto appello all'immediata adozione dei piani americani per un cessate il fuoco; ha confermato inoltre il suo impegno a negoziare la pace". Il presidente dell'Autorità palestinese, confinato nel suo quartier generale dal 29 marzo, chiederà oggi a Powell di fare pressioni su Israele per l'immediato ritiro delle sue truppe dalle città autonome palestinesi. E insisterà affinché le Nazioni Unite e la comunità internazionale possano compiere sopralluoghi sulle aree occupate, dov'è alta l'emergenza umanitaria.Si riaccende quindi la speranza che venga riavviato il processo di pace, dopo che l'attentato di Gerusalemme aveva rischiato di rendere vana la missione del segretario di Stato americano. |
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Il dramma del campo profughi di Jenin. Palestinesi uccisi nelle loro case Una troupe televisiva è entrata nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Riuscendo a eludere il blocco dell'esercito israeliano, che impedisce a chiunque di entrare. Le immagini che la troupe ha girato sono tragicamente significative. Dopo giorni di battaglia tra israeliani e palestinesi, a Jenin ci sono solo distruzione e morte. Numerosi i cadaveri che i parenti non hanno potuto nemmeno seppellire. Molte persone sono state uccise dentro le loro abitazioni. I cadaveri carbonizzati stanno a indicare che le case sono state colpite da razzi.I palestinesi hanno denunciato un vero e proprio massacro compiuto a Jenin, ma gli israeliani hanno smentito.
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14 Aprile 2002
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Venezuela's interim leader steps down There is confusion over who is in charge of Venezuela. Vice President Diosdado Cabello has temporarily taken over as President. He says he will hold power until ousted head of state Hugo Chavez returns. Chavez has been under arrest since Friday when the armed forces said he resigned at their request. Cabello said he expected Chavez to arrive soon at the presidential palace in the capital Caracas. Chavez's brother, Adan, told local television that the left-wing leader would be returning from the Caribbean island of Orchila, where he was taken into military custody.The man who replaced Chavez, Pedro Carmona, has now stepped down. Several people were reportedly killed in violence in Caracas on Saturday, as tens of thousands of Chavez supporters gathered to demand his reinstatement. The presidential palace was taken over by troops loyal to the left-wing leader, as ex-ministers joined the protestors in rejecting the interim government. |
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Venezuela, dura solo un giorno il governo di Carmona. Si attende il ritorno di Chavez In Venezuela è durato solo un giorno il governo di Pedro Carmona. Il presidente autoproclamatosi dopo il colpo di Stato di venerdi' si è dimesso. Il nuovo presidente è Diosdato Cabello, che copriva la carica di vicepresidente nel governo deposto di Hugo Chavez. Cabello ha giurato davanti al presidente dell'Assemblea legislativa, William Lara.Quella di ieri è stata una giornata drammatica, in Venezuela. Sostenitori di Chavez sono scesi sulle strade e alcuni reparti delle forze armate si sono ribellati al governo di Carmona. I golpisti sono stati arrestati. Ora si attende il ritorno di Chavez, che era stato portato su un'isola dei Caraibi |
12 Aprile 2002
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Powell-Sharon: alt alla violenza sì, ma quando ?
Strette di mano, sorrisi, linguaggio diplomatico: l'incontro tra Colin Powell e Ariel Sharon debutta all'insegna della prudenza. Il segretario di stato americano, a Gerusalemme per tentare di fermare diciotto mesi di scontri, ha chiesto al premier israeliano il ritiro al più presto dai territori occupati, invitando tutte le parti in causa, anche a nord dei confini israeliani, a trattenersi da nuovi atti di violenza. Il premier israeliano ha invece chiesto tempo, ribadendo il diritto di Israele a difendersi. |
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Jenin, simbolo della resistenza palestinese
Centinaia le vittime all'interno del campo profughi di Jenin, lo ammette lo stesso esercito israeliano. Ieri la resa degli ultimi quaranta militanti. "Ma non si è trattato di un massacro", dice Tsahal, correggendo Saeb Erakat, principale portavoce palestinese, che invita Colin Powell a fare un giro per la città, dove vi sarebbero corpi straziati abbandonati per le strade. Impossibile per ora verificare, la zona resta off limits ai giornalisti. Il coprifuoco è ancora in vigore, chi si avventura fuori agita la bandiera bianca. Spari echeggiano per le vie, mentre gli elicotteri continuano a perlustrare la zona: Israele non intende ritirarsi da Jenin né dal resto dei principali centri della Cisgiordania occupati. Nuove incursioni sono anzi state lanciate in due villaggi e un campo profughi. Quanto al ritiro da una ventina di piccoli centri annunciato ieri dall'esercito viene giudicato insufficiente dai palestinesi come dalla Casa Bianca. |
11 Aprile, 2002
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Hezbollah trattano la resa dei palestinesi assediati a Jenin Ha lanciato la sfida finale l'ultimo gruppo di palestinesi asserragliato nel campo profughi di Jenin. La liberazione di un ufficiale israeliano in mano degli Hezbollah in cambio della loro salvezza. A negoziare, dal Libano, è il capo degli hezbollah, Hassan Hasrallah. Il movimento integralista sciita, così, fa irruzione anche sul piano delle trattative dopo gli attacchi a più riprese di postazioni militari israeliane nella regione delle fattorie di Sceba. A Jenin ormai non si combatte più. L'esercito ha preso il controllo del campo profughi dove 13 soldati sono stati uccisi in un agguato e dove, secondo i palestinesi, ci sono stati 500 morti. Anche se ieri sera i blindati si sono ritirati da tre villaggi, due nel nord e uno nel sud del Paese, si continua a combattere a Gaza e a Hebron dove è stato ucciso il capo locale di Hamas. In nottata i blindati sono entrati anche a Bir Zeit, a nord di Ramallah. A Betlemme la Basilica della Natività continua ad essere sotto assedio. Un monaco armeno è stato ferito ieri nei combattimenti ripresi a poche ore dall'attentato di un kamikaze palestinese ad Haifa. |
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Colin Powell oggi in Israele deciso ad incontrare Yasser Arafat Arriva oggi in israele Colin Powell, dopo in viaggio di avvicinamento al conflitto mediorientale: e nella sua tappa finale, il segretario di stato americano è deciso ad incontrare Yasser Arafat, svidando l'isolamento imposto dal premier israeliano. Powell ha ribadito che Arafat è l'interlocutore irrinunciabile e Israele dovrà prima o poi farsene una ragione. Ma su Arafat che ieri ha potuto incontrare per la prima volta i dirigenti palestinesi, si spostano ora le pressioni della Casa Bianca: dopo i nuovi ritiri delle truppe israeliane, la richiesta va ai palestinesi perché denuncino il terrorismo e sospendano gli inviti alla violenza sui mass media. Il quartier generale del presidente Arafat è irriconoscibile dopo il lungo assedio, è la testimonianza del negoziatore capo palestinese Saeb Erekat.L'incontro con Powell, che avverrà "se le circostanze lo permetteranno", è stato definito da Sharon "un errore". Il leader israeliano, che si è precipitato a Jenin a raccogliere i frutti della vittoria sul campo di battaglia, ha mandato a dire agli americani di smettere di esercitare pressioni su di lui: "Lasciatemi finire il lavoro". |
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Pro-israeliani o pro-palestinesi, manifestazioni in Germania, Spagna e Grecia A sostegno di Israele o contro la sua azione militare. A sostegno dei palestinesi o contro gli atti terroristici dei kamikaze. Due messaggio forti e chiari arrivano dalle manifestazioni che hanno diviso l'Europa. E' partito da Francoforte il grido di solidarietà per Israele obbligato - hanno scandito negli slogan oltre duemila persone - a difendersi dai terroristi palestinesi. Ma il ministro dell'interno Otto Shilly ha espresso preoccupazione: "Attenzione - ha detto - nessuno deve illudersi che quanto sta accadendo in Medioriente non potrebbe avere conseguenze in Europa e nel resto del mondo". In Spagna è stata l'ambasciata americana a Madrid a fare da sfondo ad una manifestazione contro l'offensiva israeliana nei Territori e la visita del segretario di stato americano Colin Powell. Oltre mille dimostranti hanno risposto all'appello dei pacifisti di "Fermiamo la guerra" e del "Comitato di solidarietà con la causa araba", chiedendo l'invio in Israele di osservatori internazionali.Da una parte all'altra del Mediterraneo. lo stesso slogan contro Israele.Stop alle incursioni in Cisgiordania hanno scandito, a ritmo di musica, oltre 20.000 persone riunite ad Atene per un concerto.. Sul palco c'era il Gotha della musica greca. In programma un reportorio nel segno della tradizione pacifista.
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Israele: ancora un attacco suicida Nuovo attentato in Israele rivendicato da Hamas. Un'esplosione questa mattina ha sventrato un autobus pendolari che da Haifa, a nord del Paese, si stava dirigendo a Gerusalemme. Era l'ora di punta. Un bilancio provvisorio parla di almeno otto morti e una ventina di feriti. Secondo la radio militare è stato un kamikaze a farsi esplodere a bordo della corriera. Se questa tesi sarà confermata quello di stamane è il primo attentato da quando l'esercito di Israele ha lanciato l'offensiva nei Territori, il 29 marzo scorso. Il governo di Ariel Sharon ha commentato: l'attacco è il tentativo dei palestinesi di sabotare la missione in Medioriente del segretario di stato americano Powell, da domani a Gerusalemme. |
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Gli israeliani "padroni" del campo profughi di Jenin. Nel campo profughi di Jenin non si spara più. L'esercito israeliano avrebbe preso il controllo della roccaforte palestinese dopo diversi giorni di combattimenti. La notizia è stata confermata da fonti dell'esercito israeliano e anche dal movimento integralista Hamas. Stamane nel campo è stato ucciso un altro soldato israeliano ed altri dodici suoi commilitoni sono rimasti feriti. Verso mezzogiorno le ultime sacche di resistenza sarebbero però state domate. La popolazione è stata invitata con gli altoparlanti ad abbandonare le proprie case. Sono entrati in azione i bulldozer e come mostrano queste immagini girate da Tsahal il campo viene setacciato dai militari.Alcuni edifici sono stati imbottiti di esplosivo e fatti saltare in aria. Gli israeliani parlano di ingenti quantitativi di armi sequestrati. Si sono arresi anche i miliziani palestinesi che da giorni opponevano una strenua resistenza nel campo profughi di El Ein alle porte di Nablus e nella casbah della città.Nella zona sono in corso rastrellamenti. A Ramallah intanto continua l'assedio al quartier generale di Yasser Arafat.Stamane il presidente palestinese ha potuto finalmente ricevere il gruppo di alti dirigenti palestinesi guidati da Saeb Erekat. Il via libera all'incontro era stato dato nei giorni scorsi dal premier israeliano Sharon. |
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Riunione di Madrid: "Israele deve ritirarsi dai Territori palestinesi". Esigiamo il ritiro immediato delle truppe israeliane dalle città palestinesi e l'immediata applicazione delle risoluzioni Onu sul cessate il fuoco. Dalla riunione quadripartita sulla crisi mediorientale di Madrid Unione Europea, Stati Uniti, Onu e Russia parte un nuovo appello al premier israeliano Sharon. I colloqui svoltisi stamane al Palazzo della Moncloa sono anche serviti a ribadire l'appoggio della comunità internazionale al piano di pace saudita approvato al vertice della Lega araba di Beirut e alla missione del segretario di stato americano Powell in Medio Oriente. Il testo finale della riunione contiene anche un nuova richiamo a Yasser Arafat "legittimo leader del popolo palestinese" affinché moltiplichi gli sforzi per fermare il terrorismo. |
Diventa sempre più simile a uno scontro, il braccio di ferro tra il presidente venezuelano Hugo Chavez da un lato, e le confederazioni sindacali e gli industriali dall'altro.Lo sciopero generale di ieri è stato prorogato di 24 ore per iniziativa della Confederaccion Venezuelana de los Trabajadores (CVT), i cui dirigenti non escludono la proclamazione di uno stato d'agitazione a tempo indeterminato. Oggetto dello scontro la decisione del presidente Chavez di rinnovare i vertici della Compagnia petrolifera di stato, contro il parere di sindacati e associazioni patronali. La prima giornata di sciopero - riuscita secondo i sindacati, fallita per il governo - ha bloccato pozzi e raffinerie, rallentando la produzione del paese,che è il quarto produttore mondiale di petrolio. Nonostante lo spiegamento di ingenti forze di sicurezza, le manifestazioni hanno registrato pesanti scontri tra gruppi di sostenitori del presidente Chavez e gli scioperanti. La situazione venezuelana viene seguita con attenzione dagli ambienti petroliferi, già entrati in fibrillazione per la decisione irachena di sospendere per un mese l'esportazione di greggio. |
9 Aprile 02
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L'esercito israeliano abbandona Tulkarem, a Jenin infuria la battaglia Alle prime ore di stamane l'esercito israeliano ha lasciato Tulkarem e Qalqilya due delle città cisgiordane che erano state rioccupate nei giorni scorsi. Un gesto importante ma non ancora sufficiente hanno fatto sapere gli Stati Uniti.Lo stesso ministero della difesa israeliano ha ridimensionato la portata del ritiro parlando di un atto dovuto dopo il completamento delle operazioni militari nella zona. Che la fine dell'operazione "Muraglia" non sia ancora all'ordine del giorno lo dimostra anche l'incursione israeliana nel villaggio di Dura a sud di Hebron costata la vita ad almeno due palestinesi. La notte è trascorsa tranquilla a Nablus dove da ieri mattina i combattimenti registrano una tregua. La situazione è invece drammatica a Jenin. I feddayn asserragliati nel campo profughi resistono da giorni al fuoco israeliano. Nella stessa Israele si rincorrono le voci che parlano di massacri di civili. Stamane una decina di soldati israeliani sarebbero rimasti uccisi in un imboscata. |
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Israele si ferma per ricordare la "Shoah" Israele ricorda oggi i sei milioni di ebrei uccisi nei campi di sterminio nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il premier Ariel Sharon stamene ha deposto una corona di fiori davanti al memoriale dell'Olocausto a Gerusalemme.Come è nella tradizione di ogni giorno della "Shoah" alle 10.00 in punto le sirene hanno suonato in tutto il paese e tutte le attività si sono arrestate. Quest'anno le commemorazioni si svolgono in un clima mesto e molto teso a causa della situazione politico militare che sta vivendo il paese. La Giornata della Shoah era cominciata all'alba di ieri con una solenne cerimonia nella quale il presidente Moshe Katav e il premier Ariel Sharon hanno denunciato il risveglio dell'antisemitismo in Europa. |
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Bush: "Il ritiro dalle due città della Cisgiordania è solo l'inizio "Questo ritiro è solo l'inizio" ha commentato il presidente americano George Bush. "E' un segno incoraggiante, ma non sufficiente" gli ha fatto eco il segretario di stato Colin Powell dal Marocco, prima tappa della delicata missione mediorientale. Nelle ultime ore gli Stati Uniti avevano aumentato le pressioni sul premier israeliano Sharon. Ieri dal Tennessee, Bush aveva detto: "Le mie parole vanno prese alla lettera: il ritiro dalla Cisgiordania deve essere immediato".Ma da una parte all'altra dell'oceano il coro è unanime: anche per l'Unioneeuropea non ci sono più mezzi termini: le truppe di Sharon devono ritirarsi dalle città occupate e Arafat deve denunciare gli atti di terrorismo. "Molto insoddisfatto" si è detto il presidente della commissione europea Romano Prodi che ha anche fatto intendere la possibilità di misure di pressione economica.Solo poche ore dopo il ritiro parzale Sharon di fronte ai parlamentari della Knesset aveva detto che le operazione in Cisgiordania sarebbero andate avanti fino a missione compiuta. Aveva riferito dell'"Operazione muraglia" sbandierando documenti definiti le prove del legame di Arafat con il terrorismo. Un discorso che ha scatenato le proteste e che non è piaciuto neppure all'Onu. Da Madrid il segretario generale Kofi Annan ha ribadito: il cessato il fuoco deveessere immediato. |
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Kosovo, scontri tra serbi e albanesi Feriti i poliziotti dell'Onu Doveva essere solo il giorno della protesta per l'arresto di uno dei guardiani del ponte Ibar, e invece quello a Mitrovica, nel Kosovo settentrionale, si è trasformato in un pomeriggio di scontri. Scontri scoppiati a ridosso del ponte,nel centro della città divisa tra serbi e albanesi. Piu' di venti tra agenti dell'Onu e dimostranti, sono stati feriti da pietre e dalle schegge di due granate. Sono stati i serbi a costituire l'unità dei "guardiani del ponte" per controllare l'entrata nella loro zona. Ieri pomeriggio circa un migliaio di persone si sono radunate vicino al ponte. Ma la manifestazione è presto degenerata in una sparatoria tra dimostranti e poliziotti. La situazione nella città, più volte teatro di disordini violenti, è tuttora tesa. L'amministrazione Onu, dal giugno del 1999 in Kosovo, ha inviato rinforzi. La Kfor francese, la forza di pace a guida Nato, e l'unità di missione speciale italiana continuano a presidiare il ponte. |
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Schroeder: "non senza problemi se Berlusconi entra in Kirch" Per il gruppo Kirch, colosso tedesco dei media, si va rapidamente verso il fallimento, dopo la dichiarazione di insolvenza. "Mi hanno tolto la guida dell'azienda", ha detto l'anziano fondatore dell'impero mediatico. La Germania adesso si interroga sul futuro di una delle sue aziende più rappresentative e sull'assetto che assumerà l'intero comparto dei media. Nuovi imprenditori si avviano a scalare la società. I più accrediati sono finora l'australiano Murdoch e l'italiano Berlusconi, già azionisti di minoranza. "Ho detto più volte che non abbiamo nulla contro l'ipotesi che qualcuno come Murdoch abbia interessi nelle pay-tv tedesche", dice il cancelliere Schroeder, "ma non ho nemmeno nascosto che sarebbe una situazione non senza problemi se il capo di un governo straniero come Berlusconi diventasse gestore dei media in Germania". La vicenda riscalderà la imminente campagna elettorale, sugli esiti della qualenon sono estranei gli atteggiamenti che il sistema delle comunicazioni di massa deciderà di tenere. |
8 Aprile 02
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Sharon al parlamento: Arafat terrorista, ecco le prove" Il premier israeliano Ariel Sharon davanti alla Knesset sbandiera i "successi smaglianti" ottenuti da Tsahal nell'Operazione muraglia e precisa: "Continueremo fino a missione compiuta". La missione: sconfiggere il terrorismo. Terrorismo che secondo Sharon ha un solo mandante: Arafat. "Capo di gang di assassini - dice Sharon - che hanno solo uno scopo, espellerci dalla nostra patria". Tra le proteste di laburisti e deputati arabi, il premier è andato oltre: ecco i documenti che accusano Arafat, ha detto, mostrando in aula un fascicolo di carte che sarebbero state requisite negli uffici del presidente palestinese a Ramallah. E' il tariffario del terrorismo, ha sostenuto Sharon, c'è scritto quanto costa l'uccisione di un ebreo. Quindi per uscire dall'impasse di Betlemme Sharon ha fatto appello alla comunità internazionale, perché esorti i palestinesi nella basilica alla resa. |
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La basilica della natività assaltata nella notte, l'assedio continua Betlemme calma apparente dopo l'assalto. L'incendio scoppiato all'alba di lunedì nella parrocchia della Basilica della Natività è stato domato, il bilancio dell'operazione delle forze israeliane è di un morto, un uomo della guardia nazionale palestinese di 26 anni che è stato ucciso dai cecchini mentre cercava di domare le fiamme. Secondo quanto riferito dai frati del convento francescano, i soldati israeliani hanno compiuto un blitz alle 3.10 del mattino ora locale nella sala parrocchiale della Basilica dove sono asserragliati circa 200 miliziani palestinesi e una quarantina di religiosi. Da lì sono passati al terrazzo e hanno lanciato bombe incendiarie. Quindi si sono sviluppate le fiamme. I francescani hanno condannato l'assalto come un atto di "indescrivibile barbarie". Israele ha accusato i palestinesi di usare la chiesa come rifugio. |
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Monte Bianco: si riapre ai tir L'onore è toccato a un camionista francese: suo il primo tir transitato lunedì mattina alle 10. 35 nel traforo del Monte Bianco. Il traforo ha riaperto i battenti per i camion al di sotto delle 19 tonnellate. Il secondo a tagliare il traguardo è un autobus di turisti italiani. La circolazione per i mezzi pesanti è prevista a senso unico alternato con cambio di senso ogni ora. Dopo tre anni di chiusura il 9 marzo scorso il tunnel ha lasciato entrare la prima automobile. Devono attendere invece gli auto articolati, la riapertura totale, negoziata a fatica tra Italia e Francia, sarà non oltre il 25 giugno. |
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Germania. L'impero mediatico di Leo Kirch è fallito ma non scomparirà . Il gruppo Kirch è stato posto sotto tutela giudiziaria. I bilanci del colosso tedesco dei Media sono stati depositati stamane presso il Tribunale di Monaco di Baviera. Ma la dichiarazione di insolvenza non dovrebbe comportare uno smembramento. Il gruppo verrà probabilmente trasformato in un holding sotto il controllo delle banche creditrici. Tra i nuovo azionisti potrebbero esserci anche gruppi industriali tedeschi come Axel Springer e Waz. Porta chiusa invece salvo ripensamenti dell'ultim'ora per gli attuali investitori di minoranza di KirchMedia Murdoch, Berlusconi e Al Waleed. Nei giorni scorsi l'ipotesi di un entrata in forze sul mercato tedesco del gruppo Mediaset legato al premier italiano era stata bocciata dallo stesso cancelliere Schroeder. Leo Kirch dovrebbe comunque conservare i diritti Tv per i mondiali di calcio 2002 e 2006. |
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L'Iraq ha deciso di sospendere da oggi le forniture di petrolio A comunicarlo è stato lo stesso Saddam Hussein che ha anche specificato che la sospensione inizialmente durerà 30 giorni poi si vedrà. L'Iraq aveva annunciato una possibile sospensione coordinata con l'Iran la scorsa settimana. Scopo del blocco è fare pressione sugli Stati Uniti perché questi costringano Israele a fermare l'offensiva militare in Cisgiordania. Il mercato ha reagito all'annuncio con un improvvisa impennata del prezzo del petrolio. A Londra stamane il prezzo del barile di Brent ha toccato i 27 dollari e 35. |
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Francia: in migliaia in corteo contro l'antisemitismo. Scoppiano scontri. Nello scorso fine settimana la crisi mediorientale ha riempito le strade di mezza Europa: dalla Francia, all'Italia, dalla Germania, al Belgio e alla Svizzera. A Parigi, domenica, decine di migliaia di membri della comunità ebraica hanno preso parte a due manifestazioni di denuncia degli atti di antisemitismo avvenuti in varie città francesi nelle ultime due settimane. Diverse sinagoghe e centri ebraici sono stati attaccati con bottiglie molotov; l'ultimo attacco ieri a Marsiglia, contro una scuola materna ebraica."Da questo momento -ha detto un rappresentante del consiglio delle istituzioni ebraiche in Francia- con gli assalti contro le sinagoghe si mette a rischio l'intera repubblica francese. Oggi si attaccano le sinagoghe, domani toccherà alle moschee e alle chiese. E sarà la fine per la Francia".La manifestazione è degenarata quando alcuni giovani estremisti ebrei hanno attaccato i militanti pacifisti.Le squadre antisommossa hanno effettuato una carica per disperdere gli aggressori, ma gli scontri sono proseguiti. Un commissario di polizia è stato pugnalato all'addome, le sue condizioni sono gravi. Di minore entità invece le ferite riportate da un manifestante.Violenza anche a Marsiglia, dove un pacifista è stato accoltellato da manifestanti antiisraeliani.Nei tafferugli scoppiati nella capitale è rimasto coinvolto anche un cameramen della televisione spagnola Antena tre. L'operatore stava filmando i disordini quando è stato circondato da un gruppo di giovani, che l'hanno in seguito aggredito a calci e pugni. |
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Ungheria, l'opposizione socialdemocratica in vantaggio alle elezioni Pronostici smentiti, in Ungheria. Il leader dell'opposizione socialdemocratica Peter Medgyessy è in testa al primo turno delle elezioni politiche. A scrutinio completato al 95 per cento, il suo partito ha ottenuto il 42,1 per cento. E un altro 5,46 per cento hanno registrato i liberal-democratici, possibili alleati in un futuro governo.Al partito del premier uscente, il conservatore Viktor Orban, è andato invece il 41,2 per cento. Una brutta sorpresa, considerato che gli exit-poll, clamorosamente smentiti dai numeri, gli avevano addirittura assegnato la maggioranza assoluta. E il potenziale alleato di Orban, il partito d'estrema destra di Istvan Csurka, rischia di non superare il 5 per cento dei suffragi, necessario per accedere al secondo turno elettorale del 21 aprile.E' ancora presto comunque perché i socialdemocratici, eredi dell'ala moderata del vecchio partito comunista, possano cantare vittoria. Gli esperti dicono infatti che lo scarto tra le principali formazioni è troppo sottile per poter fare pronostici. Alle elezioni di 4 anni fa, proprio i socialdemocratici erano in testa al primo turno ma poi vennero sconfitti.Chiunque vincerà le elezioni dovrà gestire l'ingresso dell'Ungheria nell'Unione europea, previsto alla prossima scadenza del 2004. |
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Strane luci sul cielo notturno di Baviera e Austria. Forse un meteorite Strane luci hanno illuminato il cielo notturno. E' accaduto in Baviera, nella Germania meridionale, e in Austria. Al fenomeno, iniziato alle 10 di sera e durato fino al mattino, hanno assistito decine di migliaia di persone. Affascinate e anche un po' intimorite."Ho visto una luce molto forte - ha detto una signora di Innsbruck - all'inizio ho pensato a un fulmine, ma non c'erano temporali. Poi ho sentito un tuono. Ho pensato anche ai fuochi d'artificio, ma si trattava d'altro. Non riuscivo a capire cosa fosse. Nel dubbio, con la mia famiglia abbiamo deciso di rinchiuderci in casa".Gli esperti sono prudenti sull'origine della pioggia luminosa. L'ipotesi piu' probabile è quella di un meteorite."Era un qualcosa di fiammeggiante che è entrato nell'atmosfera - ha detto untecnico del centro di controllo del volo della Baviera -. Era comunque atipico, lasciava una scia orizzontale".Diversi piloti che si trovavano in avvicinamento all'aeroporto di Monaco hanno segnalato via radio di vedere strane luci in cielo. Migliaia le telefonate che sono arrivate ai centralini della polizia di Germania e Austria. |
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Afghanistan. Kabul. Nuovo attacco alla forza di pace Alcuni razzi sono stati sparati stamane a Kabul contro il quartier generale della forza multinazionale di pace. L'attacco non ha fatto vittime e neanche l'edificio è stato danneggiato. I razzi sembra siano esplosi a qualche decina di metri dall'edificio. I vertici militari della forza di pace pero' hanno deciso di rafforzare le misure di sicurezza e indagini sono in corso per stabilire chi abbia sparato. La tensione a Kabul resta alta. Nei giorni scorsi le forze governative avevano scoperto e neutralizzato un tentativo di golpe arrestando piu' di 160 sospetti. Contro la forza di pace vi erano stati già altri attacchi. Oggi intanto è arrivato a Kabul il ministro della difesa francese Alain Richard che oltre ai soldati del contingente francese incontrerà anche il premier Hamid Karzai. |
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Tutti nudi a Buenos Aires. Nuova performance del fotografo Tunick Nudi, in massa, per le strade di Buenos Aires. Regista di questa performance collettiva è Spencer Tunick, noto fotografo newyorkese non nuovo a colpi d'occhio di questo tipo. Nel 94 aveva immortalato i suoi nudi davanti al portone principale dell'Onu. Replicando poi l'esperienza in diversi paesi europei, asiatici e africani. I convenuti, tutti volontari iscrittisi anticipatamente via Internet, hanno invaso la centralissima Avenida 9 de Julio con sullo sfondo il grande Obelisco che per molti è il simbolo fallico della capitale argentina. Queste performance ha spiegato Tunick non hanno niemte di pornografico vogliono invece indagare la fragilità del corpo umano in contesti urbani sempre piu' dominati dalle logiche pubblicitarie e mercantili. |
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Israele intensifca le operazioni militari. Scontri durissimi a Nablus e Jenin Finora Israele sembra ignorare gli appelli di Washington per la fine delle operazioni militari. La macchina da guerra israeliana gira a pieno regime. La scorsa notte il fuoco di Tsahal si è concentrato soprattutto sulla città di Nablus , dove almeno un migliaio di miliziani di Al Fatah, il movimento di Yasser Arafat, sono asserragliati nella casbah. Decine di case sono state colpite dalle cannonate dei blindati israeliani. Secondo fonti palestinesi le vittime sarebbero nove, tra cui un bambino di otto anni. A Ramallah i carri armati con la stella di David hanno fatto fuoco contro l'edificio in cui da venerdì scorso è intrappolato senza acqua né elettricità Yasser Arafat. Tre delle sue guardie del corpo sono rimaste ferite in modo grave. Il bilancio più grave degli scontri della giornata di venerdì arriva da Jenin. Il campo profughi è stato bersagliato da una pioggia di fuoco proveniente da carri armati ed elicotteri. Almeno trenta palestinesi e sette soldati israeliani sono morti nei combattimenti. Resta nel mirino dei militari di Tsahal la chiesa della natività di Betlemme, dove sono asserragliati circa 200 palestinesi armati e una sessantina di religiosi. La diplomazia vaticana sarebbe al lavoro per sbloccare la situazione. Intanto tre frati greco ortodossi sono riusciti a lasciare la basilica. A quindici chilometri da Betlemme i soldati israeliani hanno condotto un raid nel campo profughi di Al Fawar, finora non ancora interessato dalle operazioni militari. Le cannnonate dei tank hanno ucciso un ragazzo palestinese di tredici anni. |
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Corteo a Tel Aviv contro "la guerra di Sharon" In migliaia i pacifisti israeliani hanno sfilato in corteo ieri sera per le strade di Tel Aviv per dire "no" a quella che definiscono "l'invasione della Palestina". Sono partiti dalla piazza dedicata ad Yitzhak Rabin, Il primo ministro laburista premio Nobel per la pace ucciso da un estremista isrealiano nel '95, per raggiungere il ministero della Difesa davanti alla sede hanno scandito i discorsi di protesta.I manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio per tutte le vittime dell'Intifada. |
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L'Ungheria alle urne: il nuovo premier porterà Budapest in Europa Otto milioni centomila ungheresi sono oggi chiamati alle urne per le quarte elezioni legislative dal crollo del regime comunista. Fino a venerdì in vantaggio, il primo ministro uscente di centro-destra, Viktor Orban 38 anni, ha perso terreno dopo un dibattito televisivo. L'opposizione socialista lo accusa di autoritarismo e corruzione e di aver diviso la società ungherese con slogan nazionalisti. E punta il dito contro la possibile alleanza di governo con l'estrema destra ultranazionalista del MIEP, di Istavan Csurka tacciato di razzismo e antisemitismo.È stato il leader dell'opposizione, Peter Medgyessey 62 anni, ad affrontare venerdì Orban nell'unico confronto diretto di questa campagna elettorale. All'immagine di ex ribelle di Orban, Medgyessey, ex ministro delle finanze, ha contrapposto la pacatezza e l'esperienza rassicurante di tecnico proveniente dal mondo finanziario con un programma economico liberista contro il "patriottismo economico" di Orban.Il futuro premier dovrà guidare il paese in europa, nel 2004. |
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New York in Kilt. 10.000 cornamuse risuonano per Manhattan 007 alla parata di cornamuse. Era presente Sean Connery, scozzese d.o.c. a New York al "Bag Pipe Festival". Il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, ha aperto la sfilata di 10.000 cornamuse e tamburi provenienti da 26 paesi e da ogni stato USA. Circa 1200 gli scozzesi. Rigorosamente in Kilt anche bande provenienti da Nuova Zelanda, Cipro, Colombia, Australia e Trinidad e Tobago per prendere parte alla manifestazione "Scottish Power Tunes of Glory" finalizzata alla raccolta di fondi per la lotta al cancro.La parata ha sfilato per 36 isolati lungo 6th Avenue e Central Park. |
6 Aprile 2002
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Medio Oriente. Ancora più stretta la morsa israeliana Si continua a morire in Medio Oriente, e perfino il conteggio delle vittime non riesce a star dietro alla realtà. La morsa di Tsahal resta ancora stretta su Betlemme, dove un frate della basilica della Natività è rimasto illeso dopo essere stato preso di mira da un cecchino israeliano. A Hebron durante la notte i tiri dell'artiglieria hanno coperto l'occupazione di un villaggio, e due palestinesi sono rimasti uccisi. In tutta la Cisgiordania l'azione militare decisa dal governo Sharon non conosce soste. Pressochè tutte le città sono ora sotto il controllo dell'esercito, malgrado la richiesta statunitense di un ritiro. Peggiora anche la situazione a Ramallah. Secondo fonti palestinesi si sarebbe perso ogni contatto con il presidente dell'ANP, confinato nel suo ufficio. L'incontro di ieri del generale Zinni col leader palestinese non è servito a abbassare la tensione. L'annunciata missione del segretario di stato Powell non potrebbe essere più difficile. Se non incontrerà Arafat, ha detto Saab Erekat, Powell vedrà fallire il suo piano prima ancora di cominciare. L'esercito ebraico rafforza le sue posizioni, e la lista dei morti si allunga. Due miliziani che tentavano l'attacco contro una colonia vicino a Gaza sono stati uccisi dai soldati. A Nablus sono stati ritrovati stamattina i corpi di sei palestinesi uccisi. |
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Continua l'omaggio dei londinesi alla Regina Madre File lunghe due chilometri, a Westminster, per rendere omaggio alla regina madre, scomparsa sabato scorso all'età di 101 anni. Almeno trentamila persone hanno affrontato un'attesa di sei ore, per entrare nel salone medievale della Grand Hall, nel centro di Londra, rimasto aperto tutta la notte per permettere ai cittadini di compiere il loro tributo. L'emozione tra i sudditi è ancora forte. "Sono colpita, voglio pregare per lei", dice una donna. "Siamo qui perchè è un passaggio della storia, la fine di un'epoca, e per rendere onore a una grande personalità". A conferma del legame affettivo degli inglesi con la loro regina madre, la ressa dentro il palazzo di Westminster, dove sono migliaia le firme che la gente comune appone sul registro delle condoglianze. All'esterno della camera ardente, si fa sempre più grande lo spiazzo su cui vengono deposti fiori e biglietti di saluto. Il feretro della regina madre è stato deposto su un catafalco, dove resterà esposta all'omaggio del pubblico fino a martedi, giorno del funerale che si celebrerà nell'abbazia, alla presenza di capi di stato e reali di ogni parte del mondo. |
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Vertice lampo Bush-Blair al ranch texano del presidente Usa Un meeting al ranch texano, per Tony Blair e George Bush. Il premier britannico è arrivato nella tenuta di Crowford, invitato dal presidente statunitense a partecipare al briefing settimanale della Cia. La presenza di Blair ad una delle più segrete e delicate attività presidenziali sottolinea lo speciale rapporto che lega le due sponde dell'Atlantico. In un clima amichevole e familiare i due affronteranno certamente le questioni del Medio Oriente. Sul conflitto israelo palestinese Blair pensa che ci sia poco da essere ottimisti, pur apprezzando la decisione di Bush di inviare nella regione il segretario di stato Colin Powell. Bush dal canto suo ha detto che gli sforzi di pace possono avere successo anche senza Arafat, perchè ci sarebbero altri pronti a assumere la leadership palestinese. Oltre che del Medio Oriente ci si aspetta che Blair e Bush affrontino anche i temi della lotta al terrorismo e dell'atteggiamento da tenere nei confronti dell'Iraq di Saddam Hussein. |
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Bosnia, a dieci anni dalla guerra: economia al rallentatore Dieci anni fa gli spari sui pacifisti di Sarajevo segnarono l'avvio del più sanguinoso conflitto in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Era il 6 aprile del '92: nello stesso giorno in cui l'Onu riconobbe la Bosnia paese sovrano e indipendente e i serbi di Bosnia lanciarono l'offensiva contro le popolazioni musulmane e croate. La guerra durò 43 mesi: di uccisioni, stupri e torture. Duecentomila i morti per la maggior parte civili, due milioni e mezzo gli sfollati, un migliaio i luoghi di culto, tra moschee e chiese cattoliche e ortodosse, rasi al suolo. Solo a Sarajevo furono uccisi 12.000 civili."Sono trascorsi dieci anni", dice un bosniaco. "Da allora non ci sono stati cambiamenti. L'unica differenza è che non si spara più per il resto viviamo nelle stesse condizioni. La battaglia si è solo spostata negli uffici della politica". La Bosnia del dopo-Dayton, l'accordo che ha fermato la guerra nel '95, è un Paese diviso inchiodato ad un'economia di sopravvivenza. La disoccupazione è al 50%. I fondi per la ricostruzione dovevano riportare l'economia ai livelli dell'anteguerra. Obiettivo fallito. |
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Annuncio choc di Antinori: una donna incinta ha in grembo un embrione clonato Se l'annuncio del dottor Saverino Antinori verrà confermato, il mondo sarebbe a un passo dalla nascita del primo essere umano frutto di un esperimento di clonazione. Dopo il trattamento, una donna sarebbe all'ottava settimana di gravidanza. Secondo un quotidiano del Dubai, dove Antinori ha basato le sue ricerche che altrove sarebbero illegali, il ginecologo romano avrebbe trasferito il DNA dalnucleo di cellule viventi nell'ovulo di una paziente, per creare un embrione umano in seguito impiantato nell'utero. Le ricerche genetiche di Antinori da tempo sollevano interrogativi di natura etica e scientifica. La clonazione umana è esplicitamente vietata dal codice deontologico, ma il medico si dice disposto a tutto pur di portare avanti il suo progetto. |
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Francia: sciopero in dogana Un successo la mobilitazione dei doganieri francesi scesi in sciopero per varie ore ai valichi di frontiera: nel pomeriggio hanno ottenuto un incontro con il ministro delle finanze Fabius per la prossima settimana. Chiedono migliori condizioni pensionistiche e una rivalutazione degli incentivi. Oltre a ritardare il collegamento ferroviario tra Francia e Gran Bretagna, i doganieri hanno bloccato i traghetti a Saint-Malo, in Bretagna, e la frontiera franco spagnola nei Pirenei orientali. Fermo per oltre un'ora anche l'aeroporto internazionale di Tolosa. Le rivendicazioni dei doganieri si aggiungano alla lunga lista di categorie di lavoratori in sciopero in Francia in questi giorni, con la scadenza elettorale ormai in vista. |
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Hollywood sbarca a Madrid. Inaugurato un mega parco divertimenti Apre i cancelli un nuovo mega parco dei divertimenti a Madrid, in Spagna. Realizzato dalla major statunitense Warner Brothers con un investimento di oltre 400 milioni di euro, il parco si attende due milioni e mezzo di visitatori all'anno. Cinque aree tematiche permetteranno a grandi e bambini di scoprire la Hollywood dei sogni, incontrando una Marylin quasi uguale all'originale, i Flinstons, Gatto Silvestro e Titti. Il parco di Madrid potrà vantare la più alta torre per la caduta libera in Europa, ben cento metri, oltre a intriganti montagne russe. Il progetto del mega parco, esteso su 250 ettari, prevede di allargarsi in futuro: altri 120 ettari saranno destinati a un complesso alberghiero e a un centro commerciale. |
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La maggiorparte delle città cisgiordane sotto il controllo di Israele Anche Hebron è caduta sotto il controllo dell'esercito israeliano. Nella notte i carri con la stella di David hanno accerchiato la città cisgiordana dove vive una comunità di 400 coloni in mezzo a 120mila palestinesi. All'operazione hanno anche partecipato diversi elicotteri da combattimento. Le sparatorie sono proseguite per gran parte della notte. Durante il raid è rimasto ucciso un miltare israeliano. Poche ore prima le truppe di Tsahal sono intervenute a Jenin, dove sono scoppiati violenti scontri a fuoco. Le vittime sarebbero cinque, due soldati israeliani e tre miliziani palestinesi. Israele ha ormai occupato tutte le principali città della Cisgiordania. Sotto il controllo dell'Autorità palestinese resta ancora la città di Gerico. Drammatica anche la situazione a Betlemme. I militari israeliani mantengono l'assedio alla chiesa della Natività, dove sono asserragliati 200 palestinesi. Nella notte sono state avvertite quattro esplosioni intorno alla zona, seguite da una raffica di tiri. La maggior parte dei preti e dei frati che si trovano nel convento adiacente alla chiesa sono praticamente tenuti in ostaggio dai palestinesi. Un ufficiale di Tsahal sta trattatando con loro la resa. Nel fuoco incrociato tra israeliani e palestinesi è stato colpito mortalmente il campanaro della basilica.Intanto gli Stati Uniti hanno organizzato il salvataggio di quindici stranieri rimasti bloccati in un albergo di Betlemme. Sono stati prelevati da una dozzina di agenti del servizio di sicurezza diplomatico |
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Zinni incontrerà Arafat. Bush: Israele si ritiri dai Territori" Sì all'inviato americano Anthony Zinni. No ai delegati dell'Unione europea. Israele boccia e promuove e ha dato il via libero a Zinni per un incontro con il leader palestinese Yasser Arafat. Agli inviati dei quindici, invece, non è stato concesso il permesso di recarsi a Ramallah dove il capo dell'Anp resta assediato. Uno schiaffo diplomatico all'Europa, secondo il premier israeliano Ariel Sharon troppo filopalestinese. I delegati dell'Ue hanno quindi risposto per le rime: nessun incontro con Arafat, nessun incontro con Sharon. Il ministro degli esteri spagnolo Josep Piqué e il rappresentante europeo per la politica estera Javier Solana sono ripartiti per Madrid cancellando cosìcolloquio con il premier israeliano.E se la diplomazia europea torna a casa con un nulla di fatto, quella americana scende in campo ai massimi livelli. La prossima settimana il segretario di stato Colin Powell partirà per il Medioriente. Ad annunciarlo è stato ilpresidente George Bush che ha lanciato l'appello a Sharon: "Chiedo ad Israele di fermare le incursioni nei territori controllati dall'autorità palestinese e di iniziare a ritirarsi dalle città recentemente occupate". "Il troppo è troppo", ha aggiunto Bush "Arafat è stato incapace di fermare il terrorismo. Ha tradito le speranze del suo popolo. Due Stati dovranno convivere in Medioriente in pace e sicurezza". Parole che Powell ribadirà insieme al cessate il fuoco. Una richiesta contenuta nella risoluzione approvata in nottata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. E mentre del ritiro dell'esercito Israele ancora non vuol sentir parlare, Arafat ha detto di accettare il discorso di Bush senza condizioni. |
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Bush sblocca gli ingranaggi diplomatici americani. Colin Powell sarà inviato in medioriente. Il discorso del presidente americano, a Washington, si traduce in nuove accuse nei confronti di Arafat, ma gli israeliani, dice, devono ritirarsi. "Fermate le incursioni, liberate le città palestinesi -scandisce Bush. "Quanto ai palestinesi, Arafat non è stato all'altezza della situazione. Ha tradito le speranze del suo popolo facendosi sfuggire la possibilità di raggiungere la pace: per questo -aggiunge il presidente- la prossima settimana Colin Powell partirà per il medioriente con l'obiettivo di far applicare le risoluzioni internazionali e arrivare a un cessate il fuoco". |
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Si ingrossa in Francia l'onadata antisemita Mercoledì notte alla periferia di Parigi, ad Aubervilliers, un autobus di una scuola ebraica è stato incendiato. Il mezzo era parcheggiato nei pressi dell'istituto. Il premier Jospin non ha esitato a collegare gli attacchi degli ultimi giorni alla crisi in medioriente."Ci sono diverse comunità ad Aubervilliers, ma convivono tutte senza problemi -ha spiegato un residente. "A parte questo deplorevole incidente". Incidente, che nella notte non è stato l'unico. A Montpellier, nel sud della Francia, alcune bottiglie molotov sono state lanciate contro un edificio che ospita una delle tre sinagoghe della città. Secondo gli inquirenti, l'obiettivo era proprio il luogo di culto. |
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Franica: si pare ufficialmente la campagna elettorale per le presidenziali 2002 Rien ne va plus: da oggi entra nel vivo la campagna elettorale per le presidenziali francesi. In testa ad un peloton di sedici concorrenti il presidente uscente Jacques Chirac già in pista per il suo tour de France a caccia di voti. Nella storia della quinta repubblica mai si sono avuti cosìtanti candidati. Ieri il consiglio costituzionale ha ufficializzato i partecipanti alla corsa per l'Eliseo. Lionel Jospin veste insieme a Chirac la maglia del favorito. I pronostici li danno entrambi protagonisti del secondo turno, con il primo ministro in vantaggio di una manciata di punti percentualiTra gli inseguitori del duo di testa spicca Jean Pierre Chevenement. Gollista di sinistra, l'ex ministro dell'interno si presenta come paladino di una Francia ipercentralizzata. Candidata di Lotta operaia e di fede trozkista, la popolarissima Arlette Laguiller, una delle quattro donne in corsa, raduna il 10% delle preferenze di voto. Della difesa dei lavoratori fa il suo cavallo di battaglia. Tra denunce di boicottaggio nei suoi confronti il leader dell'estrema destra Jean Marie Le Pen è riuscito a trovare in extremis le cinquecento firme necessarie per potersi candidare.Chi invece è rimasto sorprendentemente fuori dai giochi è Charles Pasqua. Il 75enne gollista non è solo: con lui altri 18 esclusi. |
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Si ingrossa in Francia l'onadata antisemita Mercoledì notte alla periferia di Parigi, ad Aubervilliers, un autobus di una scuola ebraica è stato incendiato. Il mezzo era parcheggiato nei pressi dell'istituto. Il premier Jospin non ha esitato a collegare gli attacchi degli ultimi giorni alla crisi in medioriente."Ci sono diverse comunità ad Aubervilliers, ma convivono tutte senza problemi -ha spiegato un residente. "A parte questo deplorevole incidente". Incidente, che nella notte non è stato l'unico. A Montpellier, nel sud della Francia, alcune bottiglie molotov sono state lanciate contro un edificio che ospita una delle tre sinagoghe della città. Secondo gli inquirenti, l'obiettivo era proprio il luogo di culto. |
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Tensione a Belfast. La polizia: paramilitari lealisti dietro gli scontri Ci sarebbero gruppi paramilitari lealisti, secondo la polizia, dietro gli scontri avvenuti ieri sera a Belfast, in Irlanda del nord. Tutto è iniziato quando un centinaio di giovani ha attaccato i poliziotti, al termine di una giornata segnata dalle polemiche per la violenza praticata dalle forze dell'ordine nei confronti di cittadini protestanti."La soluzione? - dice un lealista -. E' che la polizia dialoghi con i rappresentanti della comunità".- Ma la polizia dice di trovarsi presa tra due fazioni..."Se anche la polizia non fosse divisa in due fazioni - è la risposta - non accadrebbe nulla di tutto questo".La riforma della polizia, nell'Ulster, non è stata ancora portata a termine. E intanto la tensione torna a crescere. Negli incidenti di ieri sera ci sono stati diversi feriti. Le forze dell'ordine hanno detto che solo per miracolo non c'è scappato il morto. |
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Portogallo: incidente ferroviario, cinque vittime Almeno cinque persone hanno trovato la morte in un incidente ferroviario nei pressi di Losa, città a circa 150 chilometri a nord di Lisbona. I feriti dono una quindicina, due sono gravi. A causare il sinistro un treno passeggeri che si è scontrato frontalmente con una locomotiva utilizzata per la formazione dei macchinisti. |
4 Aprile 2002 Today's Top Stories
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L'Unione europea scende in campo. Invia una delegazione in medio Oriente Una missione immediata in Medio Oriente, composta da una delegazione di alto livello. L'Unione europea scende nell'arena mediorientale delundendo chi si aspettava un'azione, se non risolutiva del conflitto, forte e in grado di mettere fine alle violenze nella regione. Riuniti in seduta straordinaria a Lussemburgo i ministri degli Esteri europei, come dichiara lo spagnolo Josep Piquè, hanno dato l'okay all'invio di una delegazione che faccia pressione perché che venga applicata la risoluzione 1402 dell'Onu. La delegazione europea sarà composta probabilmente da Piquè e Javier Solana, rappresentante della politica estera comunitaria. È stata presa in considerazione anche l'ipotesi di avere fra i rappresentanti il premier spagnolo Aznar, ma solo se Israele permetterà un incontro con Arafat. La missione sembra nascere zoppa. I delegati partiranno con molta probabilità oggi stesso ma l'agenda non è ancora definita. Un piccolo risultato per chi si aspettava dal vecchio continente di smuovere i vertici dell'Onu per l'invio di una missione di pace.A sottolineare le difficoltà dei 15 di incidere con efficacia sulla crisi in medio oriente il premier italiano Silvio Berlusconi."È sentimento generale che la politica europea sia inefficiente". Si aspettavano di più anche i manifestanti che fuori dall'edificio, dove i ministri si sono incontrati, inneggiavano alla causa palestinese scandendo slogan contro Sharon e Bush. |
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Betlemme controllata dai militari. In 200 rifugiati nella chiesa della Natività Betlemme città aperta. Ormai sotto il controllo dell'esercito israeliano la città dove è nato Cristo è una città fantasma. Strade deserte dove rimbombano solo i colpi d'arma da fuoco. Dentro la chiesa della Natività, circondata dai tank, hanno trovato rifugio più di 200 palestinesi. Tel Aviv ritiene che fra i rifugiati ci siano anche terroristi armati. Padre Ibrahim Faltas chiede l'intervento internazionale per scongiurare un potenziale massacro. "Chiediamo alla comunità internazionale, alle singole nazioni di venire in nostro soccorso, siamo in pericolo". Le forze israeliane, consapevoli dell'alto significato simbolico della città,non solo per il mondo cristiano, hanno dato ordine di evitare scontri a fuoco nelle strutture religiose. Un tiro di mortaio tuttavia ha colpito la moschea principale. Negli scontri di ieri diverse vittime tra i palestinesi. Tra i feriti anche soldati israeliani. Mentre è in corso una trattativa tra le autorità militari e quelle ecclesiastiche per risolvere pacificamente l'assedio dei luoghi santi. |
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L'Anp lancia l'appello alla resistenza. Attaccata Nablus "Il popolo palestinese continui a difendere la sua patria". Ha lanciato un appello alla resistenza la direzione palestinese, la più alta istanza politica dell'Anp, mentre i carri armati israeliani continuano ad avanzare nei Territori. Ieri sera più di 100 blindati sono entrati a Nablus, la città palestinese più grande della Cisgiordania. Strenua la resistenza della popolazione. Gli scontri sono proseguiti per tutta la notte. Una donna è morta in nell'attacco ad una sede, abbandonata, della polizia palestinese.Aumenta il numero delle città occupate, città che il premier israeliano Ariel Sharon ha indicato come roccaforti del terrorismo. C'è Tulkarem, Qualqiliya e Ramallah dove il capo dell'Anp Yasser Arafat è ancoraasserragliato. E c'è Jenin attaccata ieri sera. I carri armati, appoggiati dagli elicotteri, hanno aperto il fuoco nella città per Israele covo di terroristi. Solo qui - dicono - ci sono 40 uomini-bomba pronti a sacrificarsi. |
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Libano, ridispiegamento di 20.000 soldati siriani al onfine con Israele E' il secondo attacco in due giorni. Ieri i guerriglieri libanesi sono tornati a bombardare le postazioni israeliane nella regione delle Fattorie di Shebaa, nel Libano del sud, a ridosso dell'altopiano siriano del Golan. L'attacco di martedì ha provocato la prima ritorsione dello stato ebraico e aumentato le preoccupazioni di chi teme l'apertura di un nuovo fronte di guerra. Il premier israeliano Ariel Sharon ha lanciato un duro avvertimento ai guerriglieri Hezbollah e al governo siriano che li sostiene affiché il confine tra Libano e Israele non diventi un nuovo teatro di combattimenti.Concidenza o meno, ieri - dopo un incontro tra il presidente libanese Emile Lahoud e i vertici militari siriani e libanesi - è stato annunciato un ridispiegamento di 20.000 soldati siriani: a meno di 10 mesi dal primo e parziale ritiro dal Libano. Ufficialmente il ridispiegamento è prevista dall'accordo di Taif concluso nell'89 per porre fine alla guerra civile scoppiata in Libano 14 anni prima |
3 Aprile 2002 Today's Top Stories
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Medioriente: 5 giorni di incursioni, 5 città palestinesi occupate Stamane a Betlemme sono riprese le sparatorie. Le truppe con la stella di Davide sono penetrate all'interno del municipio compiendo diversi arresti. martedi' un colpo di mortaio aveva mandato in fiamme la moschea di Omar, la seconda per i musulmani dopo la Mecca. Occupata anche un'istituzione vaticana, il campus universitario. 5 giornalisti italiani e uno armeno sono ancora bloccati nell'ostello dei francescani che sorge vicino alla basilica della Natività. Nella chiesa si sono rifugiati circa 200 miliziani palestinesi: non hanno intenzione di usare i giornalisti come "scudi umani" ma non intendono arrendersi agli israeliani. I vertici della chiesa cattolica di Gerusalemme hanno dichiararto che i palestinesi che hanno deposto le armi beneficiano del diritto di asilo. Le forze dello stato ebraico dopo Ramallah, Betlemme e Qalqilya sono entrate anche a Jenin, mentre Nablus resta accerchiata.Durissimi gli scontri anche a Ramallah. Nella periferia, a Betunia, mertedi' sera è stata portata a termine l'operazione contro il quartier generale del capo della polizia palestinese: un'azione costata la vita ad almeno a 30 persone. |
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Bloccato a Betlemme il corteo dei capi delle chiese cristiane I posti di blocco valgono anche per i capi di tutte le chiese cristiane. A Betlemme, città natale di Cristo, sotto assedio dell'esercito israeliano, i militari di Tel Aviv non hanno fatto passare il corteo dei rappresentanti ecclesiastici. I religiosi volevano esprimere solidarietà alla popolazione sofferente, ma non c'è stato nulla da fare. Il corteo era aperto dal patriarca latino di Gerusalemme, Michel Sabbah."Vogliamo visitare Betlemme in questo momento di guerra - ha detto Sabbah - e portare un messaggio di pace a entrambe le parti, israeliani e palestinesi. Pensiamo che ora la battaglia sia finita, gli israeliani l'hanno vinta, non c'è ragione che restino a Betlemme, possono uscirne pacificamente".La mèta del corteo, che i militari israeliani hanno bloccato, era la chiesa della Natività; vi si trovano centinaia di persone, tra cui guerriglieri palestinesi, che la Chiesa considera rifugiati con diritto d'asilo. Diversi edifici religiosi di Betlemme sono stati presi di mira dai tiri delle forze armate israeliane, anche se è stata smentita la morte di un prete.Intanto, il Papa continua a seguire con apprensione gli avvenimenti in Medio Oriente. Dopo aver chiesto che venga posta fine al "calvario doloroso" della città di Betlemme, ha dato indicazioni al Nunzio apostolico in Israele di prendere opportune iniziative diplomatiche. |
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Esilio? Arafat dice no alla proposta di Sharon Io non me ne vado. Il leader dell'Autorità palestinese Yasser Arafat, confinato a Ramallah, all'invito del premier israeliano Sharon, che gli ha offerto di andare in esilio, ha ribadito quello che aveva già detto lo scorso 29 marzo, "piuttosto morirò da martire". L'uscita di scena di Arafat non agevolerebbe il compito di Sharon. Getterebbe nel caos più totale la regione, sostengono molti analisti. Eppure la proposta del premier israeliano è inequivocabile: "One way ticket", ha detto Sharon. In alcune immagini il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano incalza Sharon, dicendogli dobbiamo cacciarlo, riferendosi chiaramente a Arafat. Si può intuire che per Tel Aviv l'esilio di Arafat sarebbe in questo momento la soluzione ideale. Isolato nel suo quartier generale di Ramallah dallo scorso 31 marzo, a temere per le sorti del raìs i fratellli arabi che hanno convocato per i prossimi giorni, già oggi o forse domani, una riunione straordinaria della Lega araba. Il segretario generale Moussa ha commentato: "Abbiamo sentito le novità circa una possibile deportazione di Arafat, minacciata dal governo Israeliano. Se così fosse si avranno ripercussioni". L'offensiva israeliana contro i territori è considerata una provocazione dal mondo arabo: dalla Libia, passando per Egitto e Giordania, fino all'Arabia saudita un fronte compatto sostiene Arafat. |
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Medioriente: 5 giorni di incursioni, 5 città palestinesi occupate Stamane a Betlemme sono riprese le sparatorie. Le truppe con la stella di Davide sono penetrate all'interno del municipio compiendo diversi arresti. martedi' un colpo di mortaio aveva mandato in fiamme la moschea di Omar, la seconda per i musulmani dopo la Mecca. Occupata anche un'istituzione vaticana, il campus universitario. 5 giornalisti italiani e uno armeno sono ancora bloccati nell'ostello dei francescani che sorge vicino alla basilica della Natività. Nella chiesa si sono rifugiati circa 200 miliziani palestinesi: non hanno intenzione di usare i giornalisti come "scudi umani" ma non intendono arrendersi agli israeliani. I vertici della chiesa cattolica di Gerusalemme hanno dichiararto che i palestinesi che hanno deposto le armi beneficiano del diritto di asilo. Le forze dello stato ebraico dopo Ramallah, Betlemme e Qalqilya sono entrate anche a Jenin, mentre Nablus resta accerchiata.Durissimi gli scontri anche a Ramallah. Nella periferia, a Betunia, mertedi' sera è stata portata a termine l'operazione contro il quartier generale del capo della polizia palestinese: un'azione costata la vita ad almeno a 30 persone. |
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Bloccato a Betlemme il corteo dei capi delle chiese cristiane I posti di blocco valgono anche per i capi di tutte le chiese cristiane. A Betlemme, città natale di Cristo, sotto assedio dell'esercito israeliano, i militari di Tel Aviv non hanno fatto passare il corteo dei rappresentanti ecclesiastici. I religiosi volevano esprimere solidarietà alla popolazione sofferente, ma non c'è stato nulla da fare. Il corteo era aperto dal patriarca latino di Gerusalemme, Michel Sabbah."Vogliamo visitare Betlemme in questo momento di guerra - ha detto Sabbah - e portare un messaggio di pace a entrambe le parti, israeliani e palestinesi. Pensiamo che ora la battaglia sia finita, gli israeliani l'hanno vinta, non c'è ragione che restino a Betlemme, possono uscirne pacificamente".La mèta del corteo, che i militari israeliani hanno bloccato, era la chiesa della Natività; vi si trovano centinaia di persone, tra cui guerriglieri palestinesi, che la Chiesa considera rifugiati con diritto d'asilo. Diversi edifici religiosi di Betlemme sono stati presi di mira dai tiri delle forze armate israeliane, anche se è stata smentita la morte di un prete.Intanto, il Papa continua a seguire con apprensione gli avvenimenti in Medio Oriente. Dopo aver chiesto che venga posta fine al "calvario doloroso" della città di Betlemme, ha dato indicazioni al Nunzio apostolico in Israele di prendere opportune iniziative diplomatiche. |
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Esilio? Arafat dice no alla proposta di Sharon Io non me ne vado. Il leader dell'Autorità palestinese Yasser Arafat, confinato a Ramallah, all'invito del premier israeliano Sharon, che gli ha offerto di andare in esilio, ha ribadito quello che aveva già detto lo scorso 29 marzo, "piuttosto morirò da martire". L'uscita di scena di Arafat non agevolerebbe il compito di Sharon. Getterebbe nel caos più totale la regione, sostengono molti analisti. Eppure la proposta del premier israeliano è inequivocabile: "One way ticket", ha detto Sharon. In alcune immagini il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano incalza Sharon, dicendogli dobbiamo cacciarlo, riferendosi chiaramente a Arafat. Si può intuire che per Tel Aviv l'esilio di Arafat sarebbe in questo momento la soluzione ideale. Isolato nel suo quartier generale di Ramallah dallo scorso 31 marzo, a temere per le sorti del raìs i fratellli arabi che hanno convocato per i prossimi giorni, già oggi o forse domani, una riunione straordinaria della Lega araba. Il segretario generale Moussa ha commentato: "Abbiamo sentito le novità circa una possibile deportazione di Arafat, minacciata dal governo Israeliano. Se così fosse si avranno ripercussioni". L'offensiva israeliana contro i territori è considerata una provocazione dal mondo arabo: dalla Libia, passando per Egitto e Giordania, fino all'Arabia saudita un fronte compatto sostiene Arafat. |
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Un video choc testimonia la brutalità della polizia in Irlanda del Nord Il documento, girato durante i disordini di sabato scorso a Belfast, è stato inviato all'ispettorato delle forze dell'ordine dai repubblicani irlandesi. In una scena è inquadrata chiaramente una donna con i capelli neri che viene aggredita e pestata con i manganelli da un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa. La donna, di 46 anni, ha detto che era uscita per cercare suo figlio quando è stata presa di mira. Poi un'altra donna con i capelli biondi viene presa a manganellate. La polizia dell'irlanda del nord è intervenuta sabato scorso per sedare la rissa scoppiata tra cattolici e protestanti nel quartiere nord di Belfast, uno di più caldi della città. Alcuni poliziotti sono rimasti feriti dal lancio di bombe molotov e mattoni. |
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Francia: depositate le candidature per le presidenziali. Sono diciasette Rien ne va plus, in Francia il numero delle presidenziali è 17. Diciassette i candidati che correranno al primo turno per conquistare l'Eliseo, il 21 aprile prossimo.Una babele di nomi per scaldare i muscoli in vista del secondo turno che si terrà il 5 maggio. Diciasette candidati che hanno dovuto presentare entro il termine ultimo della mezzanotte al Consiglio costituzionale le firme di 500 eletti, tra duputati, senatori, consiglieri regionali e sindaci. Ce l'ha fatta anche Jean Marie Le Pen, il capofila dell'estrema destra francese è riuscito a raccogliere 503 firme. Bisognerà comunque attendere il 5 aprile quando il Consiglio costituzionale avrà esaminato le candidature e annuncerà la lista definitiva. Data attesa con un filo d'emozione forse anche dai due candidati eccellenti. L'attuale premier Lionel Jospen dato dagli ultimi sondagi in leggero vantaggio sul rivale Jacques Chirac. Anche se per il secondo turno si prevede lo scontato duello Chirac-Jospen, queste presidenziali battono ogni record per numero di candidati. Nel '74 si toccò la soglia massima con 12. |
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Argentina: raduno di veterani nel ventennale della guerra delel Falkland All'estremo sud dell'Argentina, con lo sguardo puntato a 600 chilometri di distanza, nell'Atlantico. Qui si sono dati appuntamento, per la prima volta, migliaia di veterani della guerra delle isole Falkland, a vemt'anni di distanza dallo scoppio del conflitto. Diecimila reduci che devono fare i conti con una vita difficile. Ma il presidente argentino Eduardo Duhalde fa leva sull'amor patrio. "Le isole sono nostre, - dice - e ce le riprenderemo, ma non con la guerra: con il lavoro, la fede, la perseveranza". Il generale Leopoldo Galtieri, presidente de facto dal 1981, nel tentativo di recuperare l'immagine di una dittatura che stava sbiadendo, preparò l'invasione dell'arcipelago convinto che Londra non sarebbe intervenuta. "Che vengano, - disse arringando la folla - troveranno pane per i loro denti...". Il due aprile del 1982 le forze armate argentine sbarcano nelle Falkland. Tre giorni dopo si muovono le navi da guerra britanniche. Il 14 giugno la resa argentina. Una guerra senza testimoni, vista dai titoli dei giornali, con battaglie navali cruente: 700 i morti argentini, 255 quelli del Regmo Unito. Un numero che è arrivato ad equagliare, rispettivamente per ciascun paese, quello dei reduci di guerra che in seguito si sono suicidati. |
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La principessa del Giappone parla in pubblico di sé e dalla piccola Aiko E' la prima volta che parla in pubblico, dopo la nascita della figlia Aiko. La principessa del Giappone Masako, seduta accanto al futuro imperatore Naruhito, parla della sua esperienza di madre. Una cosa piuttosto insolita, per le rigide consuetudini nipponiche. Timida ma non troppo, Masako guarda l'occhio delle telecamera solo un paio di volte, mentre dice che dare alla luce un bambino e farlo crescere è una cosa meravigliosa.Se la piccola Aiko, nata il primo dicembre scorso dopo otto anni di matrimonio, sarà mai imperatrice del Giappone è aperta una disputa. La legge prevede infatti solo sovrani maschi, ma negli ultimi quarant'anni la famiglia imperiale ha generato solo femmine. |
2 Aprile 2002 Today's Top Stories
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A Ramallah bombardato il quartier generale delle forze di sicurezza palestinesi Israele lancia l'attacco finale al quartier generale delle forze di sicurezza palestinesi a Ramallah. Per ore il complesso è diventato l'obiettivo di elicotteri e carri armati dell'esercito di Gerusalemme. Nell'attacco - secondo un assistente del colonnello Jibril al Rajub, capo della polizia palestinese in Cisgiordania - avrebbero perso la vita molte persone. Almeno trenta. Numerosi i feriti. Secondo i palestinesi, per conquistare l'edificio l'esercito israeliano ha utilizzato alcuni scudi umani: una sessantina di palestinesi sarebbero stati costretti a camminare davanti ai carri armati che si avvicinavano al quartiere genererale di Jibril al Rajiub. Secca la smentita di Israele. Subito dopo l'alba i combattimenti più duri: per mezz'ora gli elicottteri Apache hanno sganciato razzi mentre i carri armati sparavano lunghe raffiche di armi automatiche. Per i palestinesi nell'edificio sotto assedio ci sono circa quattrocento persone, compresi donne e bambini. Per gli israeliani, invece, in quella struttura hanno trovato rifugio militanti e terroristi palestinesi. Tra i quali Marwan Barghuti, il leader di Al Fatah in Cisgiordania di cui Israele chiede la consegna. |
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Giornalisti italiani bloccati a Betlemme Un gruppo di giornalisti italiani è bloccato nella chiesa della natività a Betlemme. Soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro di loro impedendogli di lasciare la città. Stavano ritornando verso Gerusalemme quando due blindati israeliani hanno bloccato loro la strada. Betlemme, occupata stamane all'alba dall'esercito israeliano, è in fiamme, un sacerdote salesiano di 65 anni è stato ucciso durante i combattimenti. Era italiano. La città della natività si aggiunge a Ramallah, Tulkarem e Qalqilya, già nelle mani di Tsahal. Agli episodi di giustizia sommaria, si aggiunge il capitolo della vendetta tra palestinesi. Solo lunedi' erano 11 i palestinesi uccisi da connazionali perché sospettati di essere collaborazionisti. Tre sono stati giustiziati nella notte in un posto di polizia vicino a Betlemme. Nel nord della Cisgiordania un palestinese di 20 anni è stato ucciso dal fuoco di frange estremiste ebraiche. Un altro è rimasto gravemente ferito. |
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Arafat espulso? Asserragliato da 5 giorni nel quartier generale di Ramallah, Yasser Arafat, potrebbe essere espulso. Lo riferisce la radio militare israeliana. Il gabinetto di sicurezza di Sharon aveva deciso di isolare completamente Arafat senza procedere all'epulsione. Il premier israeliano ha dichiarato, testuali parole, di non essere sicuro che questo consiglio sia ancora in vigore. Il governo della Giordania ha intanto inviato un messaggio altamente confidenziale a Israele per chiedere di evitare questa misura contro il leader palestinese. Per protesta la Giordania sta vagliando la possibilità di ritorsioni diplomatiche contro Gerusalemme. |
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La Conferenza islamica agli Usa: no all'attacco di un altro paese musulmano E' ormai unanime la condanna di Israele da parte dei paesi islamici. In Malaysia i tre giorni di conferenza sul terrorismo si sono concentrati sulla discussione di un documento di dura condanna sull'operato di Israele accusato di portare in guerra tutto il Medioriente. Ufficialmente i delegati hanno rifiutato di chiamare terroristi Arafat e i palestinesi e hanno definito barbara l'aggessione di Israele. Aggressione che - secondo gli Emirati Arabi - sta avvenendo con la complicità degli Stati Uniti. La Conferenza ha anche respinto l'eventuale attacco americano ad un altro paese islamico nella guerra al terrorismo. Alla richiesta dei delegati di un'azione immediata del consiglio di sicurezza dell'Onu si associano anche gli Emirati Arabi mentre Iran e Iraq sono pronti a sferrare l'arma del petrolio. Il governo di Baghdadsi è detto pronto al boicottaggio nei confronti degli Usa mentre la Libia di Gheddafi ha chiesto la convocazione d'urgenza di un nuovo vertice della Lega araba. |
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MO: le Nazioni Unite chiedono uno sforzo collettivo per la pace Il peggio in Medio Oriente deve ancora venire, a meno che non si riesca a bloccare la spirale di violenza. Parole dure quelle del segretario generale dell'Onu Kofi Annan che al termine di una riunione maratona del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto ai membri uno sforzo sia individuale che collettivo. "Entrambe le parti sono vittime della logica della guerra, dobbiamo indicare loro la via della pace. Senza dimenticare il rispetto per i civili e per le convenzioni in guerra così come per il diritto internazionale". Nel corso della seduta, le nazioni arabe hanno chiesto che venisse messa in discussione una nuova risoluzione in Medio Oriente. Iniziativa che è stata contrastata dagli Usa di Bush impegnati in un gioco di equilibrismo per sostenre l'alleato di sempre, Israele, e non venir meno agli impegni richiesti dalla comunità internazionale . Dopo che gli Usa hanno firmato a sorpresa la risoluzione 1402 sabato, Bush ha chiesto ieri al premier israeliano Sharon di seguire il cammino della pace. Ribadendo comunque l'assoluta libertà di Tel Aviv a difendere, con ogni mezzo, la sicurezza interna di Israele". |
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Belgrado promette collaborazione all'Aia: scaduto l'ultimatum americano In extremis il governo jugoslavo ha deciso di cooperare con l'Aia e ha ricucito lo strappo che ha visto un fitto scambio di accuse tra il governo serbo e quello federale, sperando cosi mettere in salvo gli aiuti - 40 milioni di dollari - promessi dagli Usa. Il problema è che le autorità di Belgrado non hanno rispettato la scadenza del 31 marzo, entro la quale avrebebro dovuto dare qualche segnale di cooperazione con il Tribunale Penale internazionale. Invece niente, nessun ricercato é stato trasferito all'Aia. Colpa delle resistenze di Vojislav Kostunica, dei suoi falsi discorsi patriottici, si è sfogato il ministro della giustizia Vladan Batic. La questione ha scavato un solco in seno alla coalizione al potere tra il presidente federale Kostunica e il premier serbo Zoran Djindjic, favorevole alla consegna dei ricercati. Ora Washington si aspetta qualche segno concreto prima di firmare gli assegni. |
2 Aprile 2002 Today's Top Stories
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A Ramallah bombardato il quartier generale delle forze di sicurezza palestinesi Israele lancia l'attacco finale al quartier generale delle forze di sicurezza palestinesi a Ramallah. Per ore il complesso è diventato l'obiettivo di elicotteri e carri armati dell'esercito di Gerusalemme. Nell'attacco - secondo un assistente del colonnello Jibril al Rajub, capo della polizia palestinese in Cisgiordania - avrebbero perso la vita molte persone. Almeno trenta. Numerosi i feriti. Secondo i palestinesi, per conquistare l'edificio l'esercito israeliano ha utilizzato alcuni scudi umani: una sessantina di palestinesi sarebbero stati costretti a camminare davanti ai carri armati che si avvicinavano al quartiere genererale di Jibril al Rajiub. Secca la smentita di Israele. Subito dopo l'alba i combattimenti più duri: per mezz'ora gli elicottteri Apache hanno sganciato razzi mentre i carri armati sparavano lunghe raffiche di armi automatiche. Per i palestinesi nell'edificio sotto assedio ci sono circa quattrocento persone, compresi donne e bambini. Per gli israeliani, invece, in quella struttura hanno trovato rifugio militanti e terroristi palestinesi. Tra i quali Marwan Barghuti, il leader di Al Fatah in Cisgiordania di cui Israele chiede la consegna. |
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Giornalisti italiani bloccati a Betlemme Un gruppo di giornalisti italiani è bloccato nella chiesa della natività a Betlemme. Soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro di loro impedendogli di lasciare la città. Stavano ritornando verso Gerusalemme quando due blindati israeliani hanno bloccato loro la strada. Betlemme, occupata stamane all'alba dall'esercito israeliano, è in fiamme, un sacerdote salesiano di 65 anni è stato ucciso durante i combattimenti. Era italiano. La città della natività si aggiunge a Ramallah, Tulkarem e Qalqilya, già nelle mani di Tsahal. Agli episodi di giustizia sommaria, si aggiunge il capitolo della vendetta tra palestinesi. Solo lunedi' erano 11 i palestinesi uccisi da connazionali perché sospettati di essere collaborazionisti. Tre sono stati giustiziati nella notte in un posto di polizia vicino a Betlemme. Nel nord della Cisgiordania un palestinese di 20 anni è stato ucciso dal fuoco di frange estremiste ebraiche. Un altro è rimasto gravemente ferito. |
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Arafat espulso? Asserragliato da 5 giorni nel quartier generale di Ramallah, Yasser Arafat, potrebbe essere espulso. Lo riferisce la radio militare israeliana. Il gabinetto di sicurezza di Sharon aveva deciso di isolare completamente Arafat senza procedere all'epulsione. Il premier israeliano ha dichiarato, testuali parole, di non essere sicuro che questo consiglio sia ancora in vigore. Il governo della Giordania ha intanto inviato un messaggio altamente confidenziale a Israele per chiedere di evitare questa misura contro il leader palestinese. Per protesta la Giordania sta vagliando la possibilità di ritorsioni diplomatiche contro Gerusalemme. |
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La Conferenza islamica agli Usa: no all'attacco di un altro paese musulmano E' ormai unanime la condanna di Israele da parte dei paesi islamici. In Malaysia i tre giorni di conferenza sul terrorismo si sono concentrati sulla discussione di un documento di dura condanna sull'operato di Israele accusato di portare in guerra tutto il Medioriente. Ufficialmente i delegati hanno rifiutato di chiamare terroristi Arafat e i palestinesi e hanno definito barbara l'aggessione di Israele. Aggressione che - secondo gli Emirati Arabi - sta avvenendo con la complicità degli Stati Uniti. La Conferenza ha anche respinto l'eventuale attacco americano ad un altro paese islamico nella guerra al terrorismo. Alla richiesta dei delegati di un'azione immediata del consiglio di sicurezza dell'Onu si associano anche gli Emirati Arabi mentre Iran e Iraq sono pronti a sferrare l'arma del petrolio. Il governo di Baghdadsi è detto pronto al boicottaggio nei confronti degli Usa mentre la Libia di Gheddafi ha chiesto la convocazione d'urgenza di un nuovo vertice della Lega araba. |
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MO: le Nazioni Unite chiedono uno sforzo collettivo per la pace Il peggio in Medio Oriente deve ancora venire, a meno che non si riesca a bloccare la spirale di violenza. Parole dure quelle del segretario generale dell'Onu Kofi Annan che al termine di una riunione maratona del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto ai membri uno sforzo sia individuale che collettivo. "Entrambe le parti sono vittime della logica della guerra, dobbiamo indicare loro la via della pace. Senza dimenticare il rispetto per i civili e per le convenzioni in guerra così come per il diritto internazionale". Nel corso della seduta, le nazioni arabe hanno chiesto che venisse messa in discussione una nuova risoluzione in Medio Oriente. Iniziativa che è stata contrastata dagli Usa di Bush impegnati in un gioco di equilibrismo per sostenre l'alleato di sempre, Israele, e non venir meno agli impegni richiesti dalla comunità internazionale . Dopo che gli Usa hanno firmato a sorpresa la risoluzione 1402 sabato, Bush ha chiesto ieri al premier israeliano Sharon di seguire il cammino della pace. Ribadendo comunque l'assoluta libertà di Tel Aviv a difendere, con ogni mezzo, la sicurezza interna di Israele". |
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Belgrado promette collaborazione all'Aia: scaduto l'ultimatum americano In extremis il governo jugoslavo ha deciso di cooperare con l'Aia e ha ricucito lo strappo che ha visto un fitto scambio di accuse tra il governo serbo e quello federale, sperando cosi mettere in salvo gli aiuti - 40 milioni di dollari - promessi dagli Usa. Il problema è che le autorità di Belgrado non hanno rispettato la scadenza del 31 marzo, entro la quale avrebebro dovuto dare qualche segnale di cooperazione con il Tribunale Penale internazionale. Invece niente, nessun ricercato é stato trasferito all'Aia. Colpa delle resistenze di Vojislav Kostunica, dei suoi falsi discorsi patriottici, si è sfogato il ministro della giustizia Vladan Batic. La questione ha scavato un solco in seno alla coalizione al potere tra il presidente federale Kostunica e il premier serbo Zoran Djindjic, favorevole alla consegna dei ricercati. Ora Washington si aspetta qualche segno concreto prima di firmare gli assegni. |
2 Aprile 2002 Today's Top Stories
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A Ramallah bombardato il quartier generale delle forze di sicurezza palestinesi Israele lancia l'attacco finale al quartier generale delle forze di sicurezza palestinesi a Ramallah. Per ore il complesso è diventato l'obiettivo di elicotteri e carri armati dell'esercito di Gerusalemme. Nell'attacco - secondo un assistente del colonnello Jibril al Rajub, capo della polizia palestinese in Cisgiordania - avrebbero perso la vita molte persone. Almeno trenta. Numerosi i feriti. Secondo i palestinesi, per conquistare l'edificio l'esercito israeliano ha utilizzato alcuni scudi umani: una sessantina di palestinesi sarebbero stati costretti a camminare davanti ai carri armati che si avvicinavano al quartiere genererale di Jibril al Rajiub. Secca la smentita di Israele. Subito dopo l'alba i combattimenti più duri: per mezz'ora gli elicottteri Apache hanno sganciato razzi mentre i carri armati sparavano lunghe raffiche di armi automatiche. Per i palestinesi nell'edificio sotto assedio ci sono circa quattrocento persone, compresi donne e bambini. Per gli israeliani, invece, in quella struttura hanno trovato rifugio militanti e terroristi palestinesi. Tra i quali Marwan Barghuti, il leader di Al Fatah in Cisgiordania di cui Israele chiede la consegna. |
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Giornalisti italiani bloccati a Betlemme Un gruppo di giornalisti italiani è bloccato nella chiesa della natività a Betlemme. Soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro di loro impedendogli di lasciare la città. Stavano ritornando verso Gerusalemme quando due blindati israeliani hanno bloccato loro la strada. Betlemme, occupata stamane all'alba dall'esercito israeliano, è in fiamme, un sacerdote salesiano di 65 anni è stato ucciso durante i combattimenti. Era italiano. La città della natività si aggiunge a Ramallah, Tulkarem e Qalqilya, già nelle mani di Tsahal. Agli episodi di giustizia sommaria, si aggiunge il capitolo della vendetta tra palestinesi. Solo lunedi' erano 11 i palestinesi uccisi da connazionali perché sospettati di essere collaborazionisti. Tre sono stati giustiziati nella notte in un posto di polizia vicino a Betlemme. Nel nord della Cisgiordania un palestinese di 20 anni è stato ucciso dal fuoco di frange estremiste ebraiche. Un altro è rimasto gravemente ferito. |
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Arafat espulso? Asserragliato da 5 giorni nel quartier generale di Ramallah, Yasser Arafat, potrebbe essere espulso. Lo riferisce la radio militare israeliana. Il gabinetto di sicurezza di Sharon aveva deciso di isolare completamente Arafat senza procedere all'epulsione. Il premier israeliano ha dichiarato, testuali parole, di non essere sicuro che questo consiglio sia ancora in vigore. Il governo della Giordania ha intanto inviato un messaggio altamente confidenziale a Israele per chiedere di evitare questa misura contro il leader palestinese. Per protesta la Giordania sta vagliando la possibilità di ritorsioni diplomatiche contro Gerusalemme. |
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La Conferenza islamica agli Usa: no all'attacco di un altro paese musulmano E' ormai unanime la condanna di Israele da parte dei paesi islamici. In Malaysia i tre giorni di conferenza sul terrorismo si sono concentrati sulla discussione di un documento di dura condanna sull'operato di Israele accusato di portare in guerra tutto il Medioriente. Ufficialmente i delegati hanno rifiutato di chiamare terroristi Arafat e i palestinesi e hanno definito barbara l'aggessione di Israele. Aggressione che - secondo gli Emirati Arabi - sta avvenendo con la complicità degli Stati Uniti. La Conferenza ha anche respinto l'eventuale attacco americano ad un altro paese islamico nella guerra al terrorismo. Alla richiesta dei delegati di un'azione immediata del consiglio di sicurezza dell'Onu si associano anche gli Emirati Arabi mentre Iran e Iraq sono pronti a sferrare l'arma del petrolio. Il governo di Baghdadsi è detto pronto al boicottaggio nei confronti degli Usa mentre la Libia di Gheddafi ha chiesto la convocazione d'urgenza di un nuovo vertice della Lega araba. |
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MO: le Nazioni Unite chiedono uno sforzo collettivo per la pace Il peggio in Medio Oriente deve ancora venire, a meno che non si riesca a bloccare la spirale di violenza. Parole dure quelle del segretario generale dell'Onu Kofi Annan che al termine di una riunione maratona del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto ai membri uno sforzo sia individuale che collettivo. "Entrambe le parti sono vittime della logica della guerra, dobbiamo indicare loro la via della pace. Senza dimenticare il rispetto per i civili e per le convenzioni in guerra così come per il diritto internazionale". Nel corso della seduta, le nazioni arabe hanno chiesto che venisse messa in discussione una nuova risoluzione in Medio Oriente. Iniziativa che è stata contrastata dagli Usa di Bush impegnati in un gioco di equilibrismo per sostenre l'alleato di sempre, Israele, e non venir meno agli impegni richiesti dalla comunità internazionale . Dopo che gli Usa hanno firmato a sorpresa la risoluzione 1402 sabato, Bush ha chiesto ieri al premier israeliano Sharon di seguire il cammino della pace. Ribadendo comunque l'assoluta libertà di Tel Aviv a difendere, con ogni mezzo, la sicurezza interna di Israele". |
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Belgrado promette collaborazione all'Aia: scaduto l'ultimatum americano In extremis il governo jugoslavo ha deciso di cooperare con l'Aia e ha ricucito lo strappo che ha visto un fitto scambio di accuse tra il governo serbo e quello federale, sperando cosi mettere in salvo gli aiuti - 40 milioni di dollari - promessi dagli Usa. Il problema è che le autorità di Belgrado non hanno rispettato la scadenza del 31 marzo, entro la quale avrebebro dovuto dare qualche segnale di cooperazione con il Tribunale Penale internazionale. Invece niente, nessun ricercato é stato trasferito all'Aia. Colpa delle resistenze di Vojislav Kostunica, dei suoi falsi discorsi patriottici, si è sfogato il ministro della giustizia Vladan Batic. La questione ha scavato un solco in seno alla coalizione al potere tra il presidente federale Kostunica e il premier serbo Zoran Djindjic, favorevole alla consegna dei ricercati. Ora Washington si aspetta qualche segno concreto prima di firmare gli assegni. |
1 Aprile 2002 Today's Top Stories
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L'autorità palestinese è solo sulla carta Una dopo l'altra, le principali città palestinesi sono cadute sotto il controllo israeliano. I mezzi corazzati di Tashal si sono spinti a Nablus, Tulkarem, Betlemme e Qalqilya seguiti da critiche, inquietudini e manifestazioni di piazza. Ramallah è una città fantasma. Dopo i violenti scontri di domenica tra forze israeliane e palestinesi vige il coprifuoco. La città è stata decretata "zona militare chiusa". Testimoni riferiscono di retate, perquisizioni ed episodi di giustizia sommaria, anche da parte palestinese: otto persone sono state giustiziate dagli stessi connazionali a Tulkarem, sospettate di collaborare con Israele. Dal quartier generale di Arafat le notizie filtrano a fatica: l'esercito ha allontanato anche i giornalisti con tanto di comunicazione ufficiale. Un'avanzata imponente che non ha raggiunto il cuore dell'Anp, sia materialemente, sia simbolicamente. Arafat è protetto dalle guardie del corpo e ora è accompagnato anche da una delegazione di pacifisti occidentali: dopo aver portato il loro slogan, "Un altro mondo è possibile", fino a Ramallah, sono pronti, hanno detto, a fare da scudo umano per evitare un attacco. Tutto il mondo arabo si è stretto intorno ai palestinesi condannando il silenzio internazionale. E mentre la macchina diplomatica gira a vuoto facendo un gran rumore, la tattica israeliana ha temporaneamente chiuso le spaccature tra i palestinesi, mai cosi' uniti. |
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A Betlemme gli israeliani aprono il fuoco su un corteo di pacifisti: 7 feriti L'esercito israeliano spara su una manifestazione internazionale di pacifisti. Almeno sette persone sono rimaste ferite. Una ragazza, colpita alla stomaco, è in gravi condizioni. Per disperdere il corteo partito da Betlemme come gesto di solidarietà al vicino campo profughi di Beit Jallah, i militari israeliani hanno cominciato a sparare, prima in aria poi a terra.Tra i feriti ci sono pacifisti di nazionalità americana, inglese e australiana.Illesi i trentacinque partecipanti italiani. Proiettili di rimbalzo hanno colpito anche due cameramen palestinesi. Il comando israeliano ha aperto un'inchiesta. |
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Ramallah: Arafat bloccato dai corazzati israeliani E' rimasta in piedi un'unica palazzina del quartier generale di Yasser Arafat a Ramallah: anche quella ha i segni dei violenti scontri con le truppe israeliane. Tsahal avrebbe tentato a piu' riprese ma senza successo, l'irruzione negli uffici di Arafat: è riuscita ad entrare invece una delegazione di pacifisti europei. Dopo aver testimoniato accanto ad Arafat che "un altro mondo è possibile", sono stati arrestati dalle forze israeliane appena usciti dagli uffici palestinesi. Saranno espulsi. Una trentina di loro resta comunque nel quartier generale decisa a fare da scudo umano in caso di attacco. Arafat domenica è stato definito dal premier israeliano "Ostacolo della pace", "Capo di una coalizione del terrore" e "Nemico di Israele e del mondo libero".Il trattamento riservato al leader dell'Anp, pero' rischia di diventare un boomerang per lo stesso Sharon. Un effetto l'ha già avuto: anche le frange palestinesi piu' estremiste, le piu' critiche nei confronti di Arafat, quelle contrarie a ogni sorta di compromesso con Israele, hanno abbandonato le divisioni per stringersi intorno al loro leader. |
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La guerra della propaganda Ramallah zona militare, Ramallah città off limits all'informazione: i giornalisti sono stati costretti a lasciare la città, nulla è più verificabile, voci e congetture offrono fertile terreno alla propaganda. Come la storia dell'incursione israeliana in un edificio della città. Un testimone palestinese riferise che l'esercito ha fatto irruzione nella serata di ieri uccidendo cinque persone, pure decise ad arrendersi. Tsahal replica che nel palazzo si nascondevano elementi periolosi, e che uno di loro, carico di esplosivo, avrebbe aperto il fuoco sui soldati. La telecamera registra le tracce della violenza: porte scardinate, stanze a soqquadro, i segni dello scoppio di granate e proiettili, sangue sui muri. |
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Medioriente: la protesta del mondo arabo Il mondo arabo serra i ranghi dietro il leader palestinese Yasser Arafat e invade le strade per protestare contro Israele. La polizia antisommossa del Cairo ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere le circa ventimila persone decise a marciare contro l'ambasciata israeliana nella capitale egiziana. Preso di mira anche il simbolo del maggiore alleato israeliano. Un primo raduno c'era stato in mattinata davanti all'università. Tra i manifestanti giornalisti, studenti, artisti. La polizia sembrava esser riuscita a disperdere la folla. Poi però ai dimostranti si sono uniti altri studenti, passanti, e sono iniziate le sassaiole; la polizia ha risposto con lacrimogeni, idranti, sfollagente. Ad Amman, capitale giordana, stesse scene, con sindacati e opposizione che hanno proclamato uno sciopero di sei ore a sostegno dei fratelli arabi - metà della popolazione giordana è infatti d'origine palestinese. Davanti a tale pressione pubblica Amman potrebbe allontanare l'ambasciatore israeliano. A Tripoli il leader Gheddafi è sceso personalmente in piazza alla testa di decine di migliaia di manifestanti. La Libia chiede la convocazione d'urgenza di un nuovo vertice della lega araba. |
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Attacchi antisemiti in Francia e a Bruxelles I venti di guerra del medioriente si fanno sentire fino in Europa, dove si stanno miltiplicando preoccupanti attacchi antisemiti, in particolare in Francia. L'ultimo a Marsiglia, dove una sinagoga è stata completamente distrutta da un incendio di origine non ancora precisata. La polizia mantiene il riserbo. Per il rappresentante delle istituzioni ebraiche di Francia non ci sono dubbi: "non è stato un incidente". Danneggiata anche una sinagoga a Bruxelles la domenica notte: 5 bottiglie incendiarie sono state lanciate contro le vetrate. Non ci sono stati feriti.Ritornando in Francia, sabato scorso a Tolosa uno sconosciuto ha esploso due colpi d'arma da fuoco contro il negozio di un macellaio ebreo. A Strasburgo sono andate in fiamme le porte di una sinagoga, a Lione è stato attaccato unaltro luogo di culto. Poco distante, a Villeurbanne, una coppia di ebrei è stata aggredita: la donna, incinta, è finita all'ospedale. |
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Londra, cannoni a salve danno il via al lutto per la morte della Regina madre Quarantuno colpi di cannone echeggiano ad Hyde Park. Colpi che stamane hanno segnato l'inizio dei novi giorni di lutto nazionale per la Regina Madre morta sabato a 101 anni. Anche ad Edimburgo, Dover e Gibilterra i colpi a salve sparati alla distanza di un minuto dall'altro ricordano l'avvio di un'intensa settimana di cerimonie cominciate ieri con il trasporto della salma nel grande parco di Windsor. La cappella di tutti i santi è meta del pellegrinaggio dei sudditi che lasciano in un libro le loro dediche..."Sono sempre stata una fan della famiglia reale - dice una donna - sono addolarata per la morte della regina madre e, per quanto possibile, voglio partecipare alle cerimonie". Il 9 aprile nella Cattedrale di Westminster si svolgerà il funerale. Sarà reale, ma non di stato alla presenza di oltre 2.000 invitati. La commozione popolare è alta: i sudditi continuano a ricordare l'ex sovrana con messaggi, mazzi di fiori e anche con una bottiglia di Gyn, il suo liquore preferito. |
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Belgrado non collabora con il TPI, gli Usa congelano gli aiuti L'ultimatum è scaduto la scorsa mezzanotte e le autorità di Belgrado non hanno consegnato nessun ricercato al tribunale penale internazionale. Sul presidente jugoslavo Vojislav Kostunica aumentano le pressioni. Dagli Stati Uniti che hanno fissato l'ultimatum in cambio di 40 milioni di dollari di aiuti alla Serbia. Ora congelati. E anche dal premier serbo Zoran Djindjic che, da mesi, a più riprese, spinge Kostunica al rispetto degli accordi. "Ora saranno introdotte sanzioni temporanee", ha detto il ministro della giustizia Vladan Blatic, "ciò significa tornare indietro all'epoca di Milosevic". Ieri Blatic, Djindjic e gli altri leader della coalizione al potere hanno partecipato ad una riunione a Belgrado che si è conclusa con un nulla di fatto. L'attuale presidente serbo Milan Milutinovic è tra le quattro persone di cui il tribunale penale ha richiesto l'estradizione. Sono accusati dei crimini di guerra compiuti in Kosovo come l'ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic. Già lo scorso anno la decisione presa da Djindjic di consegnare all'Aja l'ex uomo forte di Serbia creò gravi tensioni con Kostunica. Sono una quindicina, in totale i ricercati del TPI che si trovano sul territorio jugoslavo. |
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Olanda, in vigore la legge che legalizza l'eutanasia 'eutanasia è legale in Olanda. Entra in vigore oggi la nuova legge sulla dolce morte che dà ai Paesi Bassi un primato mondiale. Nel testo si parla di "atto legale" fin dai 16 anni. Per i ragazzi dai 12 ai 16 anni è richiesto il consenso dei genitori. L'approvazione della legge, contrastata dai conservatori cristiani ma fortemente sostenuta dal partito democratico del ministro della salute Borst, ha segnato la fine di un dibattito trentennale. Fu approvata il 10 aprile del 2001 dal Senato con 46 voti. Un sì successivo a quello del Parlamento sulla versione definitiva del testo che detta le regole: per non essere perseguibile penalmente il medico deve essere certo che il paziente abbia fatto una scelta volontaria e meditata, che sia di fronte a "sofferenze insopportabili" e che non abbia alternative. |
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Alluvioni devastano l'isola di Tenerife: almeno cinque vittime Tenerife ostaggio del maltempo nel week end pasquale. Le abbondanti pioggie hanno trasformato in torrenti le vie di Santa Cruz, capitale della principale isola delle Canarie. Fino ad ora si contano cinque vittime e decine di feriti.Cinquantamila abitanti di Santa Cruz sono rimasti senza acqua, né gas. I trasporti hanno subito forti disagi. Nella parte settentrionale dell'isola diverse strade sono innondate, il porto della capîtale è stato chiuso e i voli dirottati sull'aeroporto sud dell'isola. Un centinaio di passeggeri sono rimasti bloccati per tutta la notte nello scalo di Tenerife nord. |
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A Roma Giovanni Paolo II lancia un grido di allarme per il medioriente Con parole mai cosi dure, un monito che scuote l'inerzia dell'occidente. "La tragedia è davvero grande", dice il papa, "nessuno puo rimanere silenzioso o inerte. Le ritorsioni non servono a mulla". "Deve finire la drammatica spirale di violenza soprusi e uccisioni che insanguina la terra santa in questi giorni di orrore e disperazione", insiste Giovanni Paolo II. Il papa instancabile ha preso parte a tutti i riti del fitto calendario pasquale. Impegni cui non è voluto mancare sfidando i medici. Voci non confermate ipotizzano che il ginocchio, colpito da una infiammazione a causa dell'artrosi, ne abbia risentito e un intervento chirurgico si sia reso necessario. |