Mercoledi, 31 Marzo, 2004

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Governo. Fini a Berlusconi: la riduzione dell'Irpef non prima delle aliquote intermedie

Gianfranco Fini


Roma, 31 marzo 2004

Il vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, tornando a parlare delle iniziative in campo fiscale annunciate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in particolare la riduzione delle aliquote Irpef al 33% ribadisce "che la auspicabile riduzione delle aliquote Irpef dal 45% al 33% potrà avvenire solo insieme o dopo, ma certamente non prima, della riduzione al 23% delle altre aliquote intermedie". "E' una questione di giustizia sociale, di tutela dei ceti medi e delle famiglie monoreddito sulla quale Alleanza Nazionale non è disposta a transigere perchè riguarda la ragione stessa del suo permanere al governo".

"Berlusconi - dice Fini in un comunicato - ha ragione quando afferma che tra noi non c'è nulla da chiarire perchè non c'è alcun dissenso circa la volontà di ridurre le tasse per rilanciare l'economia. E' un impegno da mantenere - assicura - certamente entro la fine della legislatura e, se possibile, fin dai prossimi mesi".
Il vicepresidente del Consiglio e presidente di Alleanza nazionale aggiunge: "Concordo con il ministro Tremonti quando afferma che per coprire il minore gettito fiscale conseguente alla diminuzione dell'Irpef e quale che sia l'ammontare, non ci potranno essere tagli sulla spesa sociale".

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Cronaca. Bomba ad un traliccio in Valchiavenna. I carabinieri: non sono sprovveduti, sospetti sugli ecoterroristi

Un traliccio dell'Enel


Sondrio, 31 marzo 2004

"Stiamo indagando a 360 gradi". Lo dice il colonnello dei carabinieri Francesco Capone, impegnato nelle indagini sull'attentato compiuto nella tarda serata di ieri in Valchiavenna. A Gordona (Sondrio), un potente ordigno ha abbattuto un traliccio Enel, alto una trentina di metri, finito su un prato a pochi metri dalla provinciale "Trivulzia", chiusa subito dopo al transito dei veicoli.

I carabinieri della compagnia di Chiavenna non hanno dubbi sul fatto che sia stata una bomba e non escludono, fra le ipotesi, quella dell'ecoterrorismo. Durante la notte sono arrivati a Gordona gli artificieri dei carabinieri di Milano che hanno compiuto una serie di rilievi per individuare il tipo di esplosivo utilizzato. Secondo il colonnello Capone, comandande provinciale dei carabinieri di Sondrio, "sono state mani esperte. Non è certo opera di sprovveduti e neppure di dilettanti". Per ora non sembrano essere giunte rivendicazioni. "Dobbiamo stabilire - dice Capone - se nel terreno sono presenti tracce utili a chiarire non solo il tipo di esplosivo, ma anche se fosse eventualmente collegato ad un telecomando. Residui combusti non ne sono rimasti". Il traliccio abbattuto si trova non lontano dall'azienda zootecnica che produce il famoso "galletto Vallespluga".

Un'ampia zona della Valchiavenna è stata completamente isolata dal resto della provincia per la totale messa in sicurezza dell'area in cui è avvenuta l'esplosione. Lo scoppio ha provocato un breve black-out nei paesi di Mese, Gordona e Samolaco. Non ci sono stati feriti.

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Cronaca. Rapita in Trentino la moglie di un imprenditore. Già chiesto un riscatto

I controlli dei carabinieri


Trento, 31 marzo 2004

Una donna di 60 anni, moglie di un imprenditore edile, è stata sequestrata in Trentino. I banditi si sono già fatti vivi telefonicamente chiedendo unriscatto di 400 mila Euro. La donna si chiama Anita Simoni, maestra in pension e con il marito Modesto Marchiori abita in una villa a Ponte Arche, non lontano da Trento.

L'uomo è tornato a casa ieri sera verso le ore 19 e non ha trovato la moglie. Più tardi ha ricevuto alcune telefonate da persone con accento straniero. Gli è stato detto di tenere pronto il riscatto. In una telefonata ha anche potuto parlare con la moglie in lacrime. Il sequestratore - ha riferito Marchiori - aveva un accento slavo. In tutto sono state tre le chiamate fatte ieri dai sequestratori, di cui due sul cellulare. Proprio da queste telefonate, secondo quanto si è appreso, i carabineri potrebbero aver acquisito alcuni elementi utili allo sviluppo delle indagini. Le forze dell'ordine sono impegnati in una vasta battuta e indagano anche nell'ambiente di lavoro dell'imprenditore.

Le modalità del sequestro fanno comunque ritenere agli inquirenti che non si tratti di un' operazione condotta da professionisti. Prende piuttosto corpo l' ipotesi di una rapina che a un certo punto, per motivi ancora oscuri, si è trasformata in un sequestro di persona. Già due anni fa, infatti, i coniugi erano stati presi di mira dai ladri che erano riusciti a introdursi nella villa mentre i coniugi dormivano.

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Martedi, 30 Marzo, 2004

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Cronaca. Salvatore Giuliano fermato nella notte: "Non ho sparato io". Oggi i funerali di Annalisa Durante

Le indagini della polizia a Forcella


Napoli, 30 marzo 2004

È stato fermato nella notte a Napoli salvatore Giuliano, l'uomo che era sfuggito ai sicari della camorra nel quartiere di Forcella facendosi scudo con il corpo della quattordicenne Annalisa Durante. Dopo il fermo, operato dai Baschi verdi della Guardia di Finanza di Napoli a Pomigliano d'Arco, Giuliano è stato portato in Questura. Oggi si svolgeranno i funerali della ragazza, i cui genitori hanno consentito l'espianto degli organi.

L'esponente della famiglia camorristica di Forcella aveva fatto perdere le proprie tracce subito dopo la sparatoria avvenuta sabato sera e le sue ricerche avevano impegnato le forze dell' ordine per due giorni. Giuliano è stato subito sottoposto a interrogatorio alla presenza del pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Raffaele Marino che coordina le indagini sull' omicidio di Annalisa Durante."Non so niente. Non ho sparato. Ho sentito i colpi ed ho pensato solo a fuggire". Questa la linea difensiva che avrebbe adottato Giuliano nel corso dell'interrogatorio. L'uomo, però, non ha convinto il pm Marino che ha emesso un provvedimento di fermo giudiziario nei suoi confronti.

Finora le indagini sull'agguato di sabato si sono orientate sugli esponenti del clan Mazzarella seguendo le piste che portano al commercio di droga. Al momento due killer sono stati identificati e la polizia spera ora di risalire agli altri componenti del commando. Secondo alcune testimonianze il "gruppo di fuoco" sarebbe stato composto da quattro sicari in sella a due motorini ma proprio sul numero dei killer ancora non ci sono conferme. Nel comprensorio di Forcella, da qualche anno, il clan dei Giuliano ha ceduto il passo a quello dei Mazzarella, che, dopo gli arresti dei vertici della famiglia rivale e il pentimento di alcuni suoi leader, si è insinuato nella gestione degli affari illeciti della zona fino a controllarli del tutto, forte anche del matrimonio tra Michele Mazzarella, attualmente detenuto, e Marianna, figlia di Luigi Giuliano.

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Governo. Berlusconi: stiamo lavorando alla riduzione delle tasse. Nessuna festa abolita, solo meno 'ponti'

Silvio Berlusconi


Roma, 30 marzo 2004

"Spero di poter dare entro qualche settimana la notizia di una riduzione delle imposte. Stiamo studiando la possibilità di mandare avanti gli altri moduli previsti della nostra riforma fiscale, con l'abbattimento di tutte le aliquote, in modo tale che la massima, oggi pari al 45%, arrivi al 33%. Sarebbe veramente un miracolo poter arrivare a questo 33% massimo". Silvio Berlusconi, in un'intervista a Mario Giordano per L'alieno, torna su uno dei cardini della sua proposta per rilanciare l'economia italiana e precisa: "Io credo che ce la faremo e in questo caso dovremo chiedere agli italiani di spendere i soldi che resteranno nelle loro tasche, per aumentare i consumi, per aumentare gli investimenti, per sostenere davvero l'economia".

Nessun regime mediatico
"Non è vero che ho occupato le tv pubbliche o private", ha esordito il presidente del Consiglio nel programma di Italia1. "Vorrei sottolineare che è la prima volta che sono stato interpellato dall'Alieno nella sua pur breve vita. Che non è vero che il presidente Berlusconi ha occupato le televisioni pubbliche o private e che anzi e' vero il contrario e cioè che tra i leader, io sono stato quello che ha calcato meno la scena di fronte alla televisione. Lo faccio ora - ha concluso - perché sono convinto che sia importante che i cittadini sappiano che cosa ha fatto il governo, che cosa sta facendo e soprattutto che cosa ha in animo di fare".

Pensioni
"I pensionati che rispondono ai requisiti che noi avevamo indicato e che erano addirittura a suo tempo indicati dalla sinistra, sono stati tutti fruitori dell' aumento e sono un milione 588 mila", ha detto Berlusconi.

Meno tasse
Il premier ha garantito che il governo sta studiando la materia: "E' qualche tempo che il ministro dell'Economia con i suoi uomini sta entrando nel problema".

Europa immobile
L'Ue, spiega Berlusconi, ha fatto poco e i governi, in una situazione economica difficile, non hanno possibilità di intervenire in politica economica. "Oggi - ha dcihiarato il premier - in una situazione economica difficile, i governi non hanno la possibilità di grandi interventi in politica economica, perché non possono intervenire sui tassi, in quanto questo dipende dalla Banca centrale europea. Né possono intervenire sui cambi, come si è sempre fatto storicamente per sostenere le esportazioni, perché l'Euro ormai è moneta unica che dipende anch'essa dalla Banca centrale europea".

Né i governi "possono fare politica di deficit perché ci sono i parametri di Maastricht". Le iniziative per rilanciare l'economia, dunque, sostiene Berlusconi, "dovrebbero essere fatte dall'Europa, che ancora ha fatto poco. Anzi - aggiunge - ha fatto una sola manovra, quella suggerita da noi sulle grandi opere. Restano quindi poche cose che un governo nazionale può fare".

Meno ponti, non meno feste
Si tratta di spostare al venerdì o al lunedì, e non di abolire, le festività infrasettimanali per evitare i ponti. Per il presidente del Consiglio "come al solito c'è tanta malizia interpretativa da parte dei nostri avversari. Ho semplicemente fatto notare che a volte ci sono 'ponti' per cui, collegando una festivita' infrasettimanale, posizionata ad esempio il giovedì, nei fatti si salta un giorno di lavoro, con una incidenza sul prodotto interno del Paese. Ma non è un problema italiano, è un problema europeo. In Europa si sta da tempo discutendo attorno al fatto di collocare opportunamente le festività. Quindi, non si tratta di tagliare nessuna festività. Si tratta, negli anni in cui la collocazione di queste festivita' all'interno della settimana producesse troppi ponti, di evitarne magari uno collocando la festa infrasettimanale il venerdì, o il lunedì, come già si fa, ad esempio in Inghilterra".

Dialogo bipartisan difficile
"L'opposizione con cui abbiamo a che fare aspetta soltanto che il governo dica 'sì' per dire 'no', che dica bianco per dire nero, disinteressandosi completamente dell'interesse vero del Paese", ha aggiunto Berlusconi. 'E' possibile un dialogo con la sinistra sulle grandi opere?', chiede Mario Giordano. "Io ho perso la speranza, perché vedo che su qualunque argomento, anche quando c'è di mezzo l'immagine dell'Italia sulla scena internazionale, questa di comporta solo in termini di interesse politico proprio. Che poi così, andando a guardare, io non credo che possa conquistare dei voti".

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Inflazione. Dati Istat dalle città campione, prezzi stabili a marzo: +2,3% annuo. In calo la disoccupazione: 8,7%

Aumenta ancora l'occupazione in Italia


Roma, 30 marzo 2004

Aumento su base mensile dello 0,3% e tasso annuale stabile al 2,3% a marzo. E' quanto indicano i dati sulle anticipazioni dell'inflazione diffusi dalle città campione. Dopo l'aumento del mese scorso, dunque, l'indice dei prezzi al consumo resta stabile. A determinare la variazione mensile soprattutto l'incremento del prezzo delle sigarette, che ha portato ad aumenti dal 4,3 al 5,2% mensile nell capitolo di spesa alcol e tabacco.

Il tasso di disoccupazione, invece, diminuisce. Secondo l'Istat, a gennaio il numero dei senza lavoro rappresenta l'8,7% del totale, in calo rispetto al 9,1% dell'anno scorso. Cresce, di conseguenza, l'occupazione. L'Istituto nazionale di statistica ha rilevato, sempre in gennaio, un aumento dello 0,8% su base annua. In Italia i lavoratori arrivano quindi a sfiorare la soglia dei 22 milioni.

Inflazione: dove i prezzi corrono di più
Secondo le rilevazioni delle tredici città campione (dal mese scorso è inserita nella lista anche Roma), l'inflazione non ha subito variazioni rispetto a febbraio. La città dove i prezzi hanno corso di più, ultimamente, è Napoli, con un aumento dello 0,5%. A seguire, con un rialzo dello 0,4%, troviamo Bari, Trieste e Firenze. Le città più virtuose sono state invece Genova e Ancona (+0,1%). Su base annua, invece, l'incremento maggiore si registra a Napoli (+2,9%), ma anche Torino (+2,8%) e Trieste (+2,7%) staccano le altre. Rialzi sotto al 2% sono invece quelli di Firenze (+1,7%), Bologna, Milano e Venezia (+1,9%). Perfettamente in media nazionale è invece Roma, con un aumento mensile dello 0,3% e annuo del 2,3%.


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Calcio. Vertice Figc-Lega, Carraro: "Paletti severi". CdA Lazio: entro 3 anni spese dimezzate. Per la Roma 12 mln da Sky

Lazio, in vista una vera e propria rivoluzione


Roma, 30 marzo 2004

"Vedrete i risultati". Franco Carraro, presidente della Federcalcio, insiste: il calcio italiano volterà pagina e si salverà da solo, con regole certe, chiare e più severe di quelle UEFA. E per avere un'idea di quali scenari attendano il mondo del pallone, basta leggere il piano industriale approvato oggi dal Consiglio di amministrazione della Lazio: nessuna nuova sul fronte dell'aumento di capitale, nessuna garanzia finanziaria, ma un punto fermo, la riduzione alla metà dei costi al 30 giugno 2007, rispetto a quelli stimati per la stagione 2003-2004. Buone notizie, invece, per la Roma: Sky ha anticipato al club giallorosso 12 milioni di euro per i diritti televisivi. Un maxi assegno che avvicina la Roma all'icrizione alle coppe europee della prossima stagione. .

Alla Lazio, il taglio dei costi dovrebbe avvenire attraverso "significative riduzioni dei costi relativi agli emolumenti dei calciatori facenti parte della rosa della prima squadra, che si assume in tutto il periodo di piano non superiore ai 24 elementi", spiega il comunicato. Oltre a Stam, insomma, partiranno i giocatori con gli ingaggi più alti, verranno drasticamente ridotti gli stipendi dei giocatori 'da panchina' e promossi stabilmente in prima squadra giovani di belle speranze e modeste pretese economiche.

Altre fonti di riduzione dei costi sono previste dalla vendita o chiusura di attività non produttive, dall' utilizzo di servizi in outsourcing, dalla razionalizzazione interna della società, da una "efficace rinegoziazione" dei contratti relativi ai diritti di immagine e pubblicitari ed alla valorizzazione del centro sportivo di Formello.

In ogni caso, i piccoli azionisti della Lazio sono avvisati: gli amministratori del club prevedono, per la gestione successiva al 2003, un margine operativo lordo, un risultato operativo netto e un risultato netto negativi. Il Cda, che si riunirà anche la prossima settimana, convocherà presto un' assemblea per sottoporre ai soci la situazione patrimoniale che si è determinata dopo l' approvazione della relazione trimestrale al 31 marzo 2004, quando il patrimonio netto del club biancoceleste è diventato negativo.

Quanto alla presentazione dei documenti necessari per l'iscrizione alle coppe europee, la nota del club ribadisce che la Lazio ha presentato in tempo i documenti che reputa idonei per ottenere la licenza Uefa, e che è in attesa di una risposta da parte della federazione entro il 31 maggio 2004.

Dopo l' invito rivolto agli azionisti per la sottoscrizione dell' aumento di capitale da 120 milioni di euro deliberato il 17 gennaio, "la società non ha ricevuto risposte formali" e si è limitata a prendere atto "solo di quanto emerso dagli organi di stampa in merito ad una disponibilità manifestata da alcuni di essi a sottoscrivere le quote di capitale di rispettiva spettanza".

Alcuni creditori (fra cui i giocatori, ndr) hanno manifestato la disponibilità ad impegnarsi a sottoscrivere l' aumento anche compensando i crediti che vantano nei confronti del club biancoceleste, per un totale che finora ammonta a 1,4 milioni di euro (impegni irrevocabili non condizionati) e 1,4 milioni condizionati al raggiungimento di una soglia di sottoscrizione dell' aumento. "La societa' ha avuto frequenti contatti con istituzioni finanziarie, con taluni creditori interessati alla conversione dei propri crediti in capitale e con alcuni dei propri principali azionisti, volti a costituire un consorzio di garanzia dell' aumento di capitale", spiega la nota della SS Lazio, ma finora "le disponibilità manifestate non hanno portato alla costituzione di un consorzio di garanzia". Manca, insomma, chi tira fuori i soldi per una società che negli ultimi 3 anni ha divorato almeno 200 milioni di euro.

"Anche lo scorso anno, per iscriversi, le società, tra i mesi di maggio e giugno, hanno immesso denaro fresco per un totale di 550 milioni di euro - spiega intanto Carraro difendendo la serietà delle istituzioni calcistiche - e la stessa cosa era stata fatta circa due anni fa. Se, allora, la situazione economica del Paese che oggi non è così florida, consentirà anche quest'anno di immettere tanti soldi, allora i casi di non iscrizione ai campionati saranno molto minori".


"I nostri paletti - spiega Carraro dopo il vertice di ieri con Leghe e Assocalciatori - riguarderanno i contratti, gli emolumenti e la questione dell'indebitamento". La situazione attuale, soprattutto per quanto riguarda il fronte del calciomercato, è più sotto controllo rispetto allo scorso anno: "Il mercato 'a soldi' - ricorda Carraro - riguarda pochissimi giocatori, poi ci sono gli scambi ma questo è un fatto tecnico".

Data questa situazione, si chiede Carraro "riusciranno i soci delle squadre a reperire tanti soldi, visto che già negli scorsi anni ne hanno messo così tanti?".

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Luhedi, 29 Marzo, 2004

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Politica. Fini, Follini e Maroni a Berlusconi: le priorità del governo sono altre

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini


Roma, 29 marzo 2004

E' polemica nella maggioranza dopo le dichiarazioni di Berlusconi che, per rilanciare l' economia, prevede tagli alle tasse riducendo l'aliquota Irpef al 33%, e l'aumento delle giornate lavorative con l'eliminazione di alcune festività. Per gli alleati in questo momento le priorità del governo sono altre.

"E' certamente giusto far pagare meno tasse a chi ha un alto reddito ma in questo particolare momento economico credo che la priorità debba essere tutelare il potere d'acquisto di salari e pensioni ed evitare l'impoverimento del ceto medio". "."Lo ha detto il vicepremier Gianfranco Fini commentando l'ipotesi di riduzione dell'Irpef avanzata da Silvio Berlusconi a Cernobbio. Quanto all'ipotesi del premier di ridurre il numero delle festività, Fini l'ha definita un aspetto minimale rispetto al resto.

Gli fa eco il ministro al Welfare, Roberto Maroni: "Non bisogna tagliare le festività e far lavorare di più la gente. Occorre tagliare le spese folli e cancellare le false pensioni di invalidita'". Maroni ritiene che i lavoratori, soprattutto quelli del Nord, "hanno già contribuito più che a sufficienza e hanno diritto a onorare le attuali festività. E' più che necessario - ha concluso - tagliare drasticamente spese inique, sproporzionate e folli".

Il leader dell'Udc, Marco Follini, a proposito dell'azione di rilancio dell'economia richiamata dal Premier, ha sottolineato che "tutelare le famiglie, i redditi più bassi e accelerare le riforme strutturali sono le priorità per l'Udc. Così - ha aggiunto Follini - si rilanciano i consumi e l'economia; tutto il resto, meno tasse per i benestanti e due giorni di lavoro in più, sono argomenti che vengono dopo, molto dopo".

Il Ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione ha ricordato che "tutti vogliono una diminuzione delle tasse", ma il problema è "dove si trovano le risorse per poterlo fare?". Ribadendo che molti tagli alle spese sono già stati fatti " è difficile capire - ha puntualizzato Buttiglione - come fare altri tagli senza ledere i diritti acquisiti dei lavoratori".

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Attentato a Genova. Due bombe esplodono davanti a un commissariato. Il questore: hanno mirato a uccidere

La città di Genova dall'alto


Genova, 29 marzo 2004

Due ordigni sono esplosi poco prima delle quattro nei pressi del commissariato di polizia di Sturla, Quartiere residenziale di Genova. Le esplosioni, a pochi minuti l' una dall' altra, hanno danneggiato una cabina elettrica ed un cassonetto dei rifiuti ma non hanno provocato nè feriti nè vittime.

Gli ordigni, di notevole potenza, erano stati collocati ad alcune decine di metri dall' ingresso del commissariato vicino alla cabina elettrica ed al cassonetto, distanti una trentina di metri l' uno dall' altro.
"Hanno mirato ad uccidere". Cosi' il questore di Genova, Oscar Fioriolli ha commentato l' attentato dinamitardo di questa notte alla caserma 'Ilardi' della polizia di stato, a Sturla, che ospita oltre al commissariato anche alloggi per il personale della polizia e servizi logistici.
"Fortunatamente - ha proseguito il questore, accorso sul posto con numerosi funzionari della Digos e della Squadra mobile - la prima pattuglia della volante accorsa alla prima esplosione si trovava ad alcune decine di metri quando è scoppiato il secondo ordigno. Per fortuna il personale del corpo di guardia della caserma non è uscito subito, ma ha correttamente atteso l' intervento della volante".
Il questore ha confermato che entrambe le bombe erano di notevole potenza segnalando l' analogia con l' attentato alla questura di un anno e mezzo fa, compiuto anch' esso in una notte tra domenica e lunedi'.
Le indagini avviate dalla Digos e dalla Squadra mobile si indirizzano già nell' area degli autonomi dell' estrema sinistra e degli anarco- insurrezionalisti.

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Cronaca. I genitori di Annalisa autorizzano la donazione degli organi

Il luogo della sparatoria


Napoli, 29 marzo 2004

I genitori di Annalisa hanno autorizzato la donazione degli organi della ragazza. Lo riferiscono i sanitari dell'ospedale Loreto Mare, dove la ragazza era in coma nel reparto rianimazione dalla serata di sabato.

I dati biologici della giovane, appena la commissione medico-legale avrà effettuato i suoi adempimenti, verranno inviate al Centro regionale di riferimento per la donazione di organi che, a sua volta, le inserirà nel circuito nazionale per donazione pediatrica. Non è possoibile, al momento, sapere quali e quanti organi potranno essere donati.

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Domenica, 28 Marzo, 2004

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Riforme. Pera esprime i suoi dubbi sul federalismo. Lo sconcerto dell'opposizione

Marcello Pera


Cernobbio, 28 marzo 2004

Con la riforma del federalismo "si crea uno squilibrio istituzionale, perchè il Senato federale "ha un potere enorme non controbilanciato nei confronti del governo". A sostenerlo è stato il presidente del Senato Marcello Pera, che nel corso del suo intervento al Forum organizzato da Confcommercio a Cernobbio, ha riconosciuto di nutrire "luci ed ombre" sul federalismo.
Secondo Pera, la riforma approvata dal Senato, infatti, non corregge completamente nè i difetti della riforma del titolo V della Costituzione "quella approvata nel corso della scorsa legislatura", nè è completamente adeguata
rispetto alle esigenze dichiarate. "Questo Senato - ha spiegato Pera - ha competenza su tutte le questioni che sono oggetto di un programma e di una politica di governo (su materie cioè come le grandi opere pubbliche, la scuola, la ricerca scientifica e tecnologica, la concorrenza economica, l'energia, la previdenza complementare e integrativa, il mercato del lavoro, il commercio con l'estero)", e dunque finisce con l'avere competenza "sulla politica di governo", non potendo dare o negare la fiducia al governo".

Tre gli effetti che secondo Pera possono essere determinati da questa riforma
Il primo: "Si genera uno squilibrio fra istituzioni e si apre una contraddizione nel sistema. Quella governabilità che si acquista con i poteri del premier la si perde tutta con i contropoteri del Senato". Dunque per Pera, "chi ha parlato di un premier onnipotente dovrebbe riconoscere che siamo invece di fronte al paradosso di un premier potente depotenziato.
In secondo luogo "questo sistema non diminuisce quella proliferazione abnorme di ricorsi alla Corte per conflitti di competenza" tra Stato e Regioni". Dal momento che non sono state diminuite le materie concorrenti, non è stata introdotta una netta clausola di flessibilità a tutela dell'unità giuridica ed economica della Repubblica e che non sono presenti in Senato i diretti interessati "è difficile pensare ad una diminuzione dei conflitti Stato-Regioni, mentre è più facile pensare ad una conflittualità permanente con la Camera, e quindi ha tenuto a sottolineare, "con Governo e Senato".
In terzo luogo, ha aggiunto Pera, "negoziare in Senato, per il governo, significa alla fine spendere per acquisirsi il consenso di interessi corporati".
La conclusione di Pera è dunque che "occorre più federalismo e più governabilità. Rispetto ai due scopi dichiarati dalla riforma, essa non può dirsi ancora compiuta. Sarebbe sbagliato - ha tenuto a sottolineare Pera -
sia considerare il testo già definito, sia rigettarlo totalmente, perchè è una riforma assai promettente e, per la parte del premierato, utile e adeguata".

Lo sconcerto dell'opposizione
"Siamo sconcertati dalle dichiarazioni del presidente del Senato. Ha affermato il senatore Gavino Angius. "Pera non può ignorare che le norme votate sono state volute solamente dalla maggioranza di cui egli fa parte. Le opposizioni non erano favorevoli ad alcuna norma di quelle approvate dal Senato. Anzi al contrario, sul premierato, sul federalismo, sulla devolution, sui poteri del Capo dello Stato, sul ruolo del Senato e sulla Corte Costituzionale, hanno avanzato proposte precise e alternative che sono state tutte respinte dalla maggioranza.

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Economia. Replica di Bankitalia a Tremonti: l'uso improprio delle riserve viola il trattato Ue

Il simbolo della Banca d'Italia


Roma, 28 marzo 2004

E' affidata ad uno scarno ma puntuale comunicato la risposta della Banca d'Italia alle affermazioni fatte ieri mattina dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti a Cernobbio. "Le minusvalenze sulle riserve valutarie, dell'ordine di 4,5 miliardi di euro, sono dovute alle oscillazioni del cambio; non configurano perdite realizzate". E poi, in un altro passaggio, "qualsiasi uso improprio delle riserve violerebbe il trattato Ue". "Il bilancio della Banca d'Italia ha sostenuto perdite per circa 22 miliardi di euro a seguito dell'operazione di concambio che a fine 2002 ha permesso di ridurre di altrettanto il debito del Tesoro italiano".

Ieri mattina il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al Forum di Confcommercio a Cernobbio aveva detto che "la Banca d'Italia ha perso 4,6 miliardi sui cambi "perchè ha dimenticato di fare la copertura". Secondo Tremonti, "la Bce che ha molte riserve ha perso di meno, la Banca d'Italia, che ha meno riserve, ha perso 4,6 miliardi. Qualcosa non gira".

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Iraq. Berlusconi: una nuova risoluzione Onu c'è già

Silvio Berlusconi


Palermo, 28 marzo 2004

Silvio Berlusconi ritiene che una nuova risoluzione Onu per l'Iraq (così come auspicato oggi dall'Ungheria dal presidente Ciampi) non sia affatto necessaria, anche se - ha detto - può "benissimo essere comunque auspicato un ulteriore coinvolgimento dell'Onu".
Il premier, rispondendo ai giornalisti a Palermo ha infatti detto che "c'è già una risoluzione dell'Onu" (la 1511), sottolineando che l'Italia è in Iraq "a completare il lavoro fin quando quel paese possa avere delle regolari elezioni, un governo che possa essere eletto dai cittadini iracheni: è così chiaro il percorso", ha affermato il premier. E se la sinistra ritiene che una svolta ci può essere con un incremento della presenza dell'Onu "a garantire che questo passaggio avvenga realmente", Berlusconi ha ribattuto che "tutto questo può ugualmente avvenire: non ho dubbi".
Quindi - è stato il ragionamento del premier - allo stato dei fatti non c'è nessun motivo per l'Italia di disimpegnarsi dopo il 30 giugno e di venir meno al lavoro di pace che sta conducendo a fianco di Stati Uniti e Gran Bretagna. "Mi sembra he siamo in una situazione così solare, limpida e trasparente - ha rimarcato Berlusconi - siamo uno dei 33 paesi che si sono mossi al fianco di Stati Uniti e Gran Bretagna per garantire la ricostruzione economica, civile e politica dell'Iraq nel più breve tempo possibile". Ha quindi fatto presente che sono state già stabilite le date, "30 giugno per il passaggio di consegne a un governo iracheno; gennaio dell'anno prossimo le elezioni. Quindi - ha ribadito - tutto nell'ambito della risoluzione Onu".
Se l'Onu potrà aumentare il proprio coinvolgimento sarà una cosa buona - ha detto ancora - ma non vedo che cosa possa cambiare attraverso questo ulteriore coinvolgimento dell'Onu che comunque, benissimo, può essere anche auspicato". "Noi siamo lì in Iraq - ha insistito il premier e c'è una risoluzione del Consiglio di sicurezza che copre la presenza di 33 paesi che sono in Iraq a fare opera di pace, di libertà e democrazia".

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Sabato, 27 Marzo, 2004

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Pensioni. Sciopero generale. Un milione in piazza. Berlusconi: al più presto la riforma

Il corteo di Milano


Roma, 27 marzo 2004

Italia ferma per quattro ore e oltre un un milione di persone in piazza, in tutto il paese, per protestare contro la politica economica del governo, dal fisco al caro vita, dal lavoro alle pensioni. La nuova prova di forza di Cgil, Cisl e Uil, la nuova spallata contro il governo Berlusconi si chiude così, con un risultato, per i sindacati, "superiore alle aspettative".

Da Roma a Milano fino a Palermo per "costruire il futuro del paese", come recita lo slogan delle cento manifestazioni, e provare a scommettere su una nuova "ricetta" di sviluppo economico. Un futuro lontano dalla riforma della previdenza, con più lavoro e più sviluppo di qualitaà, con una chance in più per il Mezzogiorno e un welfare che risponda alle esigenze dei lavoratori.

Un programma e una promessa di lotta al tempo stesso, scandita dai tre segretari generali perche' "il paese non puo' arrendersi al declino industriale", come ha ammonito Savino Pezzotta leader della Cisl, né ci si vuole "rassegnare a diventare un po' più poveri", come ha spiegato il leader della Uil, Luigi Angeletti, o continuare a sopportare "che il governo faccia finta di niente e continui ad imbrogliarci", come accusa il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

Un 'richiamo' della piazza a cui risponde a stretto giro di posta il governo annunciando la prossima convocazione dei sindacati per un confronto sulla nuova politica economica ma mettendo subito le mani avanti e ridimensionando la portata della protesta di ieri. "L'Italia non si è fermata", le adesioni sono state inferiori alle previsioni, scandisce il ministro del Welfare, Roberto Maroni e questo per merito del governo che ha accolto quasi tutte le richieste del sindacato sulle pensioni". Ma dopo lo stop, si riapre la porta del dialogo: è lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a confermare la convocazione a breve delle parti sociali. assicurando nello stesso tempo la volontà di approvare "al più presto" la riforma delle pension

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i.Calcio. Indagini su Carraro e Petrucci forse legate a dichiarazioni tv

Franco Carraro


Roma, 27 marzo 2004

Il calcio è sempre più nella bufera. Il presidente della Federcalcio, Franco Carraro, il presidente del Coni, Gianni Petrucci e il vicepresidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nelle iscrizioni ai campionati professionistici. Per tutti e tre, i reati ipotizzati sono abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. L'iscrizione nel registro degli indagati di Carraro, Petrucci e Matarrese, secondo indiscrezioni, potrebbe essere legato ad un denuncia-esposto che i tifosi Viola presentarono nel 2002 dopo alcune dichiarazioni fatte dai tre nel corso di "Porta a Porta" e in altre trasmissioni.

Il 22 aprile di quell'anno infatti i rappresentanti del Centro di coordinamento viola club e dell'Atf (l'organismo dei club delle curve) denunciarono Carraro per quanto detto nel corso di "Porta a Porta" del 31 gennaio dello stesso anno, tramissione cui partecipava anche Petrucci, mentre Matarrese, sempre secondo quanto si è appreso, avrebbe rilasciato dichiarazioni sul bilancio della Fiorentina in alcune trasmissioni radiofoniche.

A "Porta a Porta" Carraro, secondo la denuncia "affermava con estrema sicurezza che il bilancio della Fiorentina era in grado di consentire la regolare conclusione del campionato". Una tesi, secondo l'avvocato dei tifosi viola Fabrizio De Sanctis, "ambigua e fuorviante, ma soprattutto rivelatasi a breve falsa e smentita dai dati contabili del club viola certamente conoscibili, e con ogni probabilità conosciuti', dagli stessi Carraro e Petrucci ben prima del 31 gennaio 2002". Insomma, secondo i tifosi tutto ciò non poteva che ingenerare il dubbio che le massime autorità calcistiche, anche tramite gli organismi di controllo, avessero posto una sorta di
copertura a Cecchi Gori.

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Venerdi, 25 Marzo, 2004

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Pensioni. Alta l'adesione allo sciopero generale. Epifani: il Paese è fermo da 36 mesi

Una veduta della manifestazione romana


Roma, 26 marzo 2004

Alta adesione allo sciopero e forte partecipazione alle manifestazioni e ai cortei organizzati in tutto il Paese. Lo affermano, in una nota unitaria, Cgil, Cisl e
Uil, secondo i quali "ancora una volta il Paese si è fermato". Dai primi rilevamenti a campione effettuati dal gruppo di lavoro incaricato da Cgil, Cisl e Uil di monitorare l'andamento dello sciopero, giungono "notizie più che positive, con percentuali di adesione superiori alle aspettative e in molti casi del 100%".

"Da 36 mesi il Paese è fermo, la più lunga stagnazione produttiva dal dopo guerra", questa l'accusa al Governo mossa dail segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, nel corso del suo comizio a palermo, che ha concluso la manifestazione indetta dai sindacati siciliani in occasione dello sciopero generale. "Va indietro - ha aggiunto - l' industria, il suo fatturato, la sua produzione e arretra anche l' agricoltura. Non crescono come dovrebbero i servizi. I trasporti sono abbandonati a se stessi e il commercio soffre per il calo dei consumi". Il governo è "incapace di ascoltare il Paese reale" e sulle pensioni per due anni ha detto "clamorose bugie", ha affermato invece Il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, nel suo comizio alla manifestazione di piazza del Popolo a Roma rivendicando la forza del sindacato come
soggetto responsabile e accusando l'esecutivo di aver fatto "solo promesse" e politiche economiche non adeguate.

"Stiamo ponendo e abbiamo posto problemi veri - ha affermato a Milano il leader della Cisl, Savino Pezzotta - Siamo convinti che serva una nuova stagione per dare prospettiva al futuro. Abbiamo già registrato la disponibilità di Confindustria, di Confcommercio, della Confesercenti e delle Confederazione artigianato a dimostrazione del fatto che i problemi posti preoccupano anche le nostre contro parti. Ora attendiamo risposte dal Governo che richiamiamo alle sue responsabilità". E la prima risposta dell'Esecutivo è giunta dal ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione "Al di là dei toni accesi di alcuni interventi - ha detto - dobbiamo saper apprezzare i contenuti specifici della piattaforma di questo sciopero".

Sulla riforma delle pensioni, puntualizza il ministro, non esistono più margini per modificare la posizione del Governo ma sulle altre richieste - dice - "noi dobbiamo essere interlocutori attenti e disponibili perché fanno parte del nostro programma di e della nostra visione della società. Buttiglione invita quindi il Governo, subito dopo lo sciopero, ad attivare un tavolo di confronto con il sindacato sulle questioni che vanno dalla competitività alla politica dei redditi all'assistenza sanitaria".

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Quirinale. Ciampi: il terrorismo non si batte costruendo muri. Costituzione Ue entro giugno "è doverosa"

Carlo Azeglio Ciampi


Budapest, 26 marzo 2004

"La risposta al terrorismo va data con la massima fermezza, nel rispetto dei valori e delle leggi connaturate alla civilta' occidentale. Guai se lo facessimo costruendo muri di qualsivoglia natura". Lo ha detto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un discorso al Parlamento ungherese.

Quel che serve - ha spiegato - è la coesione, innanzitutto fra europei, che si esprime con istituzioni comuni, a cominciare da un ministro degli Esteri dell'Ue, decisioni rapide a maggioranza e una visione strategica comune. E comunque, ha concluso, tutto questo è solo la premessa per l'ulteriore passo da fare: affrontare il terrorismo nelle sue cause vicine e lontane "per poterle eliminare alla radice".

Nel suo intervento Ciampi ha poi ribadito con forza la sua convinzione che l'accordo politico sul Trattato costituzionale europeo è possibile e anche doveroso entro giugno. La Costituzione per il capo dello Stato resta "il compito prioritario dell'Ue". "Dobbiamo mettere in atto lo spirito unitario
necessario a superare le divergenze residuali e concludere l'accordo al più presto" - ammonisce Ciampi che rivolge un particolare appello ai Paesi Fondatori: "Non possono rinunciare alle ambizioni dell'Europa" dice auspicando che il dolore e l'allarme suscitati dalle bombe di Madrid, si trasformi inuna rinnovata volontà di integrazione da parte dei paesi grandi e piccoli, membri di antica data e di nuova adesione dell'Ue. "L'obiettivo del progresso dell'Europa intera è fondamentale. Ed e' prezioso - conclude Ciampi - il sostegno di paesi disposti ad andare in prima linea per convincere quanti esitino ancora".

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Ue. Temi economici e politica estera al centro della seconda e ultima giornata di vertice

Pronte le conclusioni del vertice Ue


Bruxelles, 26 marzo 2004

Rilancio dell'economia e dell'occupazione e grandi crisi internazionali, soprattutto Medio oriente, Kosovo, Iraq, sono i principali temi in agenda nella seconda e ultima giornata del vertice dei capi di stato e di governo dell'Unione europea.

Dopo la sessione di apertura, dedicata alle questioni del terrorismo e della Costituzionee oggi i leader dell'Ue hanno discusso di riforme economiche e della cosidetta strategia di Lisbona, cioè di quel pacchetto di misure che dovrebbe fare dell'Europa l'economia più competitiva del mondo entro il 2010. Nella bozza di conclusione dei lavori viene sottolineata la necessità di proseguire nel consolidamento di bilancio, la sostenibilità delle finanze pubbliche con un occhio alle pensioni, e soprattutto la competitività, con un bilancio del cammino fatto finora. Quanto all'altro tena all'ordine del giorno, la politica estera, l'Unione si prepara a chiedere una nuova risoluzione Onu sull'Iraq che solleciti un ruolo forte il ruolo delle Nazioni Unite, considerato fondamentale nel processo di transizione politica nel Paese.

Con riferimento alla situazione in Medio Oriente, i capi di stato e di Governo dell'Unione ribadiscono come la Road Map resti la base per raggiungerev la pace nella Regione. Nel documento finale, anche un appello alle due parti in lotta affinché frenino "ogni ulteriore escalation" e nel contempo "facciano i passi richiesti per dare l'avvio all'applicazione del piano" ribadendo che l'Ue "non riconoscerà nessun cambiamento dei confini pre-1967 se non quelli raggiunti con un accordo tra le parti". Il Consiglio Ue chiede inoltre "al governo provvisorio del Kosovo" di dimostrare il suo impegno per "un Paese multietnico" evitando il ripetersi degli incidenti delle ultime settimane. Sottolineata, infine, l'importanza di tenere "elezioni libere e trasparenti in
Afghanistan entro l'anno".

Tra i capi di Stato e di Governo dell'Unione serpeggia poi un certo ottimismo sulla possibilità di siglare un accordo sulla Costituzione europea in tempi brevi. Nella conferenza stampa che ha preceduto l'avvio dei lavori odierni, il presidente del Parlamento Ue, Pat Cox, ha parlato di un significativo passo
avanti: " l'impasse - ha annunciato - è rotto ".

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Parmalat. Lunedì i pm milanesi nella sede di Bankitalia. Nuove accuse per funzionari di Bank of America

Uno stabilimento Parmalat


Milano, 26 marzo 2004

I Pm titolari dell' inchiesta milanese su Parmalat saranno lunedì e martedì prossimi a Roma, nella sede di Bankitalia. La trasferta dei Pm Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino, a quanto si è appreso, servirà
per acquisire degli studi compiuti da Bankitalia sulla stabilità del sistema dell' emissione di bond. Gli atti riguarderanno in particolare l'autorizzazione per
l'emissione di bond all' estero, così come disciplinata dall' art.129 del testo unico sulla finanza.

Spuntano intanto nuove accuse per i tre funzionari di Bank of America Luca Sala, Antonio Luzzi, e Luis Moncada e per Nino Giuralarocca ex direttore della banca Cantonale dei grigioni, poi direttore della Centrum bank del Liechtstenstein, per il quale gli inqirenti procedono separatamente. I quattro, nell'avviso di chiusura delle indagini, sono accusati di aver guadagnato in nero circa 21 mln di dollari

Aggiotaggio e ostacolo alla Consob, queste le ipotesi di reato contestate ai quattro perché "essendo a conoscenza della situazione economica finanziaria del gruppo Parmalat", aiutavano il gruppo di Collecchio "a diffondere, al mercato e alla comunità finanziaria internazionale, informazioni che non rappresentavano le reali condizioni economico-finanziarie anche con riferimento ai rapporti effettivi con Bank of America".

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Calcio. La Procura di Roma indaga sulla non esclusione della Lazio dal campionato

I conti Lazio sotto la lente


Roma, 26 marzo 2004

La Procura di Roma, che indaga sul doping amministrativo, sta accertando perché soltanto la Fiorentina sia stata esclusa dal campionato e non anche la Lazio che nello stesso periodo presentava un forte indebitamento. Le indagini, condotte dai pm Luca Palamara, Maria Cristina Palaia e Silverio Piro, puntano a individuare eventuali responsabilità a livello di Covisoc e Consiglio federale e a verificare se ci siano stati favoritismi nei confronti della squadra biancoceleste. Una delle evidenti anomalie riscontrate dagli inquirenti è la cessione di Crespo e Nesta l'ultimo giorno utile del calcio-mercato quando era stata gia' avviata la campagna abbonamenti per la nuova stagione.

Per chiarire alcuni aspetti della vicenda non è escluso che i magistrati della Capitale incontrino i colleghi di Firenze titolari dell'inchiesta sul fallimento del club viola. L'inchiesta della Procura di Roma riguarda i bilanci gonfiati delle società di calcio: sotto la lente di ingrandimento, tra gli altri, oltre a quelli della Lazio, anche quelli di Parma, Roma e Inter. Intanto continua l'altro filone sulle fideiussioni; sono saliti a quattro gli indagati dell'Enpal, a Giuseppe Sammarco e Pier Paolo Morgia si sono aggiunti due dirigenti dell'istituto previdenziale. L'iscrizione, tuttavia, è un atto dovuto per il ruolo di superiori che hanno rivestito. L'ipotesi dell'accusa è quella di aver accettato per alcune squadre di calcio polizze fideiussorie della "Sanremo" al posto di cambiali, strumento di pagamento, quest'ultimo, utilizzato nella prassi.

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Giovedi, 25 Marzo, 2004

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Rifiuti. Resta grave l'emergenza in Campania

Cumuli di rifiuti ad Aversa


Napoli, 25 marzo 2004

Rimane grave l'emergenza spazzatura in Campania: per i sindaci il risultato dell'incontro di ieri col commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, Corrado Catenacci, è stato deludente; la situazione resta grave anche se i sindaci del casertano hanno deciso di riaprire le scuole a partire da domani.
La fine dell'emergenza è ancora lontana perchè resta da decidere dove trasferire i rifiuti: dalle Regioni giungono più no che sì.

Bassolino indagato
Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, risulta indagato per concorso in abuso di ufficio e illecito smaltimento di rifiuti nella sua qualità di ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. L'inchiesta riguarda presunte irregolarità che avrebbero avvantaggiato la Fibe, la società che gestisce gli impianti di Cdr (combustibile da rifiuti) in Campania.

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Ue. Terrorismo e costituzione al centro dei colloqui del Consiglio europeo

Il presidente dell'Ue, Romano Prodi


Bruxelles, 25 marzo 2004

I capi di stato e di governo dell'Ue, riuniti a Bruxelles per il tradizionale vertice di primavera, ritroveranno uno dei dossier più importanti e delicati nell'Unione: il testo della futura Costituzione europea. Tenuto in sordina per mesi il tema è tornato di grande attualità in questi ultimi giorni. In primo luogo perchè le stragi di Madrid hanno riproposto l'urgenza che l'Ue abbia un Trattato che ne consolidi l'integrazione. Quindi perchè -dopo mesi caratterizzati da grande pessimismo sulla possibilità di un'intesa entro giugno- sulla scia degli attentati che hanno colpito la Spagna ci sono stati segnali di disponibilità a rivedere quelle posizioni che hanno finora impedito un accordo. Un appello ai leader affinchè approvino misure antiterrorismo "che siano di sostanza e non solo di forma" è stato lanciato ieri dal presidente dell'Europarlamento Pat Cox.

Le aspettative della Commissione Ue sono state così riassunte dal suo presidente, Romano Prodi: "più determinazione a combattere insieme il terrorismo, che rappresenta la più grave minaccia per il mondo libero dopo
la seconda guerra mondiale" e conferma dei "segnali positivi" sul rilancio della Cig. Ma nessuna speranza di fare "passi avanti risolutivi" sull'agenda di Lisbona. "Un Consiglio che suscita sentimenti contrastanti", ha affermato Prodi, ricordando che l'agenda dei lavori è stata sconvolta dal "feroce attentato di Madrid".

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Mercoledi, 24 Marzo, 2004

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Decreto salvacalcio. Berlusconi favorevole, ma le società dovranno meritarsi la rateizzazione

Silvio Berlusconi


Roma, 24 marzo 2004

Continua il braccio di ferro sul decreto salvacalcio, che potrebbe approdare in Consiglio dei ministri già domani, anche se è probabile un rinvio a lunedì 29. Ieri sera, il premier Silvio Berlusconi ha confermato la necessità del provvedimento.
E' necessaria una rateizzazione del debito fiscale "ampia nei confronti di tutti i soggetti che si trovino nelle medesime condizioni", ha dichiarato il presidente del Consiglio. "Però -ha sottolineato Berlusconi- la rateizzazione non può non essere sottoposta a degli impegni precisi da parte delle società e a dei comportamenti assolutamente diversi da parte delle tifoserie" "Dopo quello che è successo domenica, e anche le reazioni che si sono prodotte, e gli scontri con le tifoserie che attaccano le forze dell'ordine in una maniera inaccettabile, credo che sia da rivedere tutta la materia", ha affermato ancora il premier. "Avevo detto -ha aggiunto- che in linea di massima ero favorevole nell'interesse del fisco e pensavo che non si potessero chiudere le porte. Adesso occorre che si mostri in maniera palese che se ci sarà una rateizzazione questa deve essere ampiamente meritata, nel senso di una gestione diversa e di un comportamento delle tifoserie che non può essere quello che abbiamo visto domenica sera allo stadio Olimpico. La rateizzazione non può non essere sottoposta a impegni precisi da parte delle società".

Il ministro Rocco Buttiglione ha proposto di introdurre, in cambio della rateizzazione, un tetto agli stipendi dei giocatori, che si dovranno fermare al 60% del bilancio delle società. Contrarie all'intero provvedimento tutte le opposizioni, ma anche la Lega Nord. Mentre per An e Udc il decreto potrà arrivare solo accanto a regole più severe per il calcio.
Nel frattempo la Lega calcio francese ha fatto sapere di essere pronta a ricorrere alla commissione europea di Bruxelles perchè il provvedimento che l'Italia si appresta a varare sul calcio "rappresenta un chiaro esempio di concorrenza sleale.

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Rifiuti. La situazione continua a essere difficile. Scuole chiuse ad Aversa. L'ombra dell'ecomafia

Emergenza rifiuti


Aversa, 24 marzo 2004

C'è un rischio altissimo di infiltrazioni dei clan nella nuova emergenza rifiuti. Il presidente della commissione di inchiesta sulle ecomafie, Paolo Russo, ha rilanciato l'allarme camorra nella prima giornata di audizioni dell'organismo
parlamentare sul caso Campania: una giornata caratterizzata dal permanere di condizioni difficili in molte città, ma anche dalla conclusione della protesta che, per oltre 24 ore, ha visto bloccata da centinaia di manifestanti la stazione di Villa Literno, con pesanti ripercussioni sui treni tra Roma e Napoli. Il sit-in sui binari si è concluso dopo un intervento, senza incidenti, delle forze dell'ordine.

Il lavoro della commissione d'inchiesta proseguirà oggi con un sorvolo delle aree più a rischio inquinamento della Campania: per le 10 è prevista la partenza di un alcuni elicotteri che trasporteranno i membri della commissione e avvieranno la campagna di rilievi relativi alla situazione del sottosuolo. I lavori proseguiranno nel pomeriggio nella Prefettura di Caserta con l'audizione dei sindaci della provincia.

La situazione resta difficile


Oggi resteranno chiuse ad Aversa tutte le scuole, per il sesto giorno consecutivo; a Benevento il Comune rinnova ai cittadini l'invito a tenere in casa i rifiuti secchi non deperibili, come carta e plastica; ad Avellino si stanno cercando siti di stoccaggio provvisorio per accelerare lo svuotamento dei cassonetti. Una situazione ancora difficile, tanto che il presidente della commissione ecomafie prevede "una gravissima crisi sanitaria" se tra sette giorni non ci fosse una netta inversione di tendenza.

Tra i fronti caldi c'è quello delle polemiche con i sindaci e le comunità locali che continuano a rifiutare l'apertura di siti per i rifiuti o per le ecoballe. Il governatore Antonio Bassolino ha usato parole dure: "Basta con la follia
dell'essere contro tutto, con questa irragionevolezza e irresponsabilità. Non ci si può opporre ai termovalorizzatori, agli impianti di cdr, alle discariche legali; non è immaginabile che i rifiuti possano andare sempre e soltanto in
altre regioni".

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Martedi, 23 Marzo, 2004

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Ddl Gasparri. Domani il voto finale

 

Maurizio Gasparri


Roma, 24 marzo 2004

L'aula di Montecitorio ha approvato tutti e 29 gli articoli che compongono la legge Gasparri. La votazione finale è arrivata dopo circa quattro ore di votazioni, molte delle quali a scrutinio segreto. Nonostante l'attivismo di poco più di una ventina di franchi tiratori questa volta, il passaggio parlamentare della legge che riordina il sistema radiotelevisivo è stato privo di incidenti per la maggioranza.

A partire da questa mattina gli ordini del giorno, quasi tutti a firma Ds e sono circa 35, poi le dichiarazioni di voto e il voto finale, previsto in giornata. "Non è finita qui", ha attaccato l'opposizione. E se lo stesso ministro Gasparri prevede il sì definitivo entro la primavera, è arrivata nella serata di ieri una dichiarazione "sibillina" del vicepresidente del Senato, il leghista Calderoli: "Con la Gasparri si sta correndo troppo e a correre si rischia di cadere e finire male". "E' meglio fare un gradino per volta -ha aggiunto-, così siamo tutti contenti di non inciampare e di approvare la legge Gasparri e le riforme".

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Lunedi, 22 Marzo, 2004

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Decreto salvacalcio. Maroni replica al premier: si rischiano ripercussioni nel governo

Il ministro Maroni


Roma, 21 marzo 2004

"La vicenda delle squadre di calcio rischia di produrre conseguenze pesanti all'interno del governo". Lo ha affermato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, parlando dal palco all'assemblea generale della Confagricoltura di Varese.

A margine dell'incontro Maroni ha comunque precisato ai giornalisti che per ora si parla solo di ipotesi, ma che, "se la questione arriverà in consiglio dei ministri", lui porterà la ferma "opposizione della Lega Nord" a un provvedimento che il ministro ha definito come "un regalo alle squadre di calcio".

Ieri il presidente del Consiglio aveva ribadito la necessità di un intervento a sostegno delle società con i bilanci in rosso.

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Domenica, 21 Marzo, 2004

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Formula 1. Gp Malesia. Vince Schumacher

Barrichello è arrivato quarto


Sepang, 21 marzo 2004

Michael Schumacher ha vinto il gran premio della Malesia. Il ferrarista ha preceduto Juan Pablo Montoya su Williams e l'inglese Jenson Button. Per il pilota della Bar-Honda si tratta del primo podio in Formula 1. Rubens Barrichello è arrivato quarto.

Brillante quinto posto per Jarno Trulli su Renault, seguito da David Coulthard su McLaren e Fernando Alonso, sempre Renault. Lo spagnolo, partito dall'ultima fila per l'errore comesso ieri in qualifica, è riuscito a risalire di molte posizioni grazie ad una partenza straordinaria e dopo una prima parte di gara eccezionale, ma ha avuto problemi al secondo pit-stop e non è più riuscito a colmare la distanza con chi lo precedeva.

Alle sue spalle, ultimo dei piloti a punti, il brasiliano della Suber-Petronas, Felipe Massa. Delusione cocente per Ralf Schumacher, Williams, e Kimi Raikkonen, Mclaren, appiedati dai rispettivi propulsori, e per Mark Webber, Jaguar, partito in prima fila al fianco di Schumi, ma protagonista di una gara sfortunatissima: pinatatosi al via, ha poi forato un pneumatico e quindi si è ritirato dopo soli 28 giri.

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Decreto salva calcio. Berlusconi: impossibile non intervenire

Silvio Berlusconi


Milano, 21 marzo 2004

"Credo sia impossibile non intervenire ma certo studieremo un modo per avere interessi e dare penalità finanziarie a chi è in ritardo nei pagamenti perchè altrimenti si creerebbe un sistema di concorrenza sleale": così il presidente del
consiglio Silvio Berlusconi, all'uscita dallo stadio Meazza di Milano dopo l'anticipo Milan-Parma, ha ribadito la necessità che il governo intervenga a favore delle società di calcio, con i bilanci non a posto. Berlusconi ha aggiunto che il mancato intervento del governo avrebbe due conseguenze negative: "il fisco non recupererebbe nulla e tante città importanti sarebbero private del campionato, e questo sarebbe un disastro".
Berlusconi ha quindi concluso dicendo che il governo interverrà "anche se già so che, così facendo, mi attirerò tutte le critiche della sinistra. Ma io vado avanti, perchè tanto mi criticherebbero comunque".

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Sabato, 20 Marzo, 2004

Archiviomenica

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20 marzo. A Roma in piazza contro la guerra, "siamo due milioni". Contestazioni per Fassino


Roma, 20 marzo 2004

Secondo i promotori sarebbero due milioni, forse anche di più, le persone confluite a Roma in occasione del primo anniversario della guerra in Iraq. Secondo la questura, invece, i partecipanti sono circa 250 mila. Nella capitale si sono dati appuntamento oltre duemila associazioni, centri sociali, partiti, sindacati ed enti locali.

Il leader de Ds, Piero Fassino, ha partecipato per poco più di un'ora alla manifestazione. Poi, duramente contestato, insieme agli altri esponenti diessini, dai Disobbedienti e da un gruppo di anarchici, è stato costretto ad allontanarsi. "Questa è una grande manifestazione unitaria. Chi vuole dividere è soltanto una minoranza", aveva detto precedentemente, il leader dei Ds.

Alla manifestazione ha partecipato anche Francesco Rutelli."Restiamo sulla linea Zapatero" - ha detto il leader della Margherita ai giornalisti - "chiediamo il ritiro delle nostre truppe al 30 giugno, se non ci saranno cambiamenti".

20 marzo. A Roma e in tutto il mondo in piazza contro la guerra in Iraq

Colorano la manifestazione 210 arcobaleni


Roma, 20 marzo 2004

Sarebbero almeno 400.000 i partecipanti al corteo per la pace che sta sfilando per le strade di Roma. Questo almeno secondo gli organizzatori della protesta, nata in occasione del primo anniversario dell'inizio della guerra in Iraq. Il corteo è partito con largo anticipo per scelta degli organizzatori, dopo aver visto la grande partecipazione.

Nella capitale si sono dati appuntamento oltre duemila associazioni, centri sociali, partiti, sindacati ed enti locali. Analoghi cortei si stanno svolgendo in molte città del mondo. Migliaia di americani scenderanno in piazza in oltre 200 città degli Stati Uniti. Le manifestazioni più imponenti sono attese a New York, Chicago, Los Angeles.

A Londra è partito da Hyde Park il corteo dei pacifisti britannici diretti a Trafalgar Square, dove centinaia di palloncini neri saranno lanciati nell'aria in memoria dei morti di Madrid e di quelli che ogni giorno muoiono in Iraq. Molti dei manifestanti - 100.000, secondo gli organizzatori, 30.000 secondo la prima stima della polizia - in una giornata fredda e umida, portavano cartelli con i volti del premier Tony Blair e del presidente statunitense George W. Bush e la scritta "Wanted" (ricercato).

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Trasporti. Scontro fra due treni internazionali in Piemonte. Muore una donna, venti i feriti

Bloccata la linea del Sempione


Torino, 20 marzo 2004

Due treni internazionali si sono scontrati nelle prime ore di stamane nei pressi della stazione di Stresa (Verbania). Una donna di nazionalità francese è morta e almeno 37 persone sono rimaste ferite. L' incidente è avvenuto alle 4,10 lungo la linea ferroviaria del Sempione che è rimasta bloccata. Nell' incidente sono rimasti coinvolti due Euronight, il Roma-Milano-Parigi e il Parigi-Milano-Roma. L' ultima carrozza del convoglio diretto in Francia è deragliata poco dopo la stazione di Stresa proprio mentre sopraggiungeva l' altro treno in direzione opposta. La motrice di quest' ultimo ha urtato la carrozza sulla quale viaggiavano le persone rimaste ferite.

È la stessa Trenitalia a ricostruire la dinamica dell'incidente: l'ultima carrozza del treno Euronotte 226 (Palatino), proveniente da Roma e diretto a Parigi è uscita dai binari nei pressi della stazione di Stresa- Belgirate. Il treno Euronotte 227 proveniente da Parigi e in arrivo nella medesima stazione sul binario adiacente, ha urtato la carrozza sviata. L'urto ha causato l'uscita dai binari del locomotore e di tre vagoni del treno 227 che sono rimasti sulla linea".
I feriti sono stati trasportati all'ospedale di Verbania. Sulle cause dell'incidente la Rete Ferroviaria Italiana ha aperto un'inchiesta.

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Venerdi, 19 Marzo, 2004

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11 marzo. Ex minatore fornì l'esplosivo ai terroristi

 

La Spagna vuole giustizia


Madrid, 20 marzo 2004

Fu un ex minatore spagnolo a guidare gli attentatori all'esplosivo usato per gli attentati di Madrid. A rivelarlo è il quotidiano "El Pais". Citando fonti di polizia il giornale spiega che l'uomo - uno dei cinque arrestati giovedì scorso - indirizzò i terroristi al deposito della dinamite di una cava nella regione settentrionale delle Asturie in cui sapeva che la sicurezza era scarsa.

Il furto avvenne a febbraio e il commando dei marocchini rubò 100 chili di esplosivo. L'ex minatore, con precedenti per traffico di droga e possesso illegale di armi, ha dichiarato agli inquirenti che gli era stato detto che l'esplosivo serviva per una miniera in Marocco. Finora la Spagna ha arrestato dieci persone per le stragi dell'11 marzo: sei marocchini, due indiani, uno spagnolo e un altro presunto terrorista nordafricano di cui non è stata resa nota la nazionalità.

Giovedi, 18 Marzo, 2004

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Terrorismo. Pisanu: prive di fondamento le voci di imminenti attentati in Italia

Giuseppe Pisanu


Roma, 17 marzo 2004

Le voci su "probabili, imminenti" attentati islamici in Italia appaiono, allo stato delle cose, "prive di fondamento". Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu nel corso del "question time" di oggi pomeriggio alla Camera rispondendo ad una interrogazione. Pisanu ha assicurato che "comunque nessun indizio, nessun sentore di rischio è sottovalutato".

Sempre oggi il comando generale dei carabinieri ha smentito le notizie pubblicate dalla stampa di un allarme kamikaze. L'allarme era contenuto nel rapporto del Ros, il raggruppamento speciale operativo dei carabinieri, che fotografa le cellule terroristiche islamiche nel nostro paese.

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Caso Sofri. Passa l'emendamento di AN, sulla grazia decide il guardiasigilli. Fassino:dialogo con la destra impossibile

L'aula della Camera


Roma, 17 marzo 2004

E' finita con l'opposizione che lasciava l'Aula, per protesta, decisa a non votare un provvedimento che a giudizio di Marco Boato riporterebbe tutto indietro "al codice Rocco". Il deputato della Margherita Ermete Realacci, da parte sua, ha ritirato il nome dalla proposta di legge. L'Aula di Montecitorio, infatti, ha soppresso il punto centrale della proposta di legge Boato in tema di grazia, che dava la possibilità al capo dello Stato di concedere autonomamente la grazia, votando un emendamento di AN. Un passaggio salutato da un applauso dell'Aula. Inevitabili le ripercussioni sul clima politico: per Piero Fassino (DS) "questo è l'ennesimo esempio di come sia impossibile sviluppare con questa destra un confronto civile e vero".

Il provvedimento era tornato in Commissione dopo una lite in Aula tra il relatore della legge, Carlo Taormina, e il coordinatore nazionale di An, Ignazio La Russa.


E anche ieri non erano mancati segnali di malumore dai banchi di AN: "Si vuole trasformare - accusa Nuccio Carrara - il ministro di Grazia e Giustizia in una marionetta o in un superburocrate. Secondo la Costituzione gli atti del presidente della Repubblica devono essere firmati dal ministro competente che, quindi, ne èresponsabile". Per AN il ministro della Giustizia deve proporre l'atto di grazia, così come previsto dall'emendamento proposto al testo Boato.

La proposta di Marco Boato, invece, puntava ad attribuire al solo presidente della Repubblica la potestà di concedere la grazia.

"E' prevalso il vero volto della destra, il volto forcaiolo, liberticida e vendicativo che anziché cercare di esaminare la legge nelle sue finalità vere ha fatto prevalere il suo spirito fazioso", commenta secco Fassino.

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Mercoledi, 17 Marzo, 2004

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Sanità. Governo battuto alla Camera

L'aula della Camera


Roma, 17 marzo 2004

La maggioranza è stata battuta nel voto sulle pregiudiziali sulla conversione in legge del decreto che prevede interventi urgenti per fronteggiare emergenze sanitarie e per finanziare la ricerca nei settori della genetica molecolare e dell'alta innovazione, già approvato dal Senato.
Il provvedimento, che conteneva anche norme relative allo status di diecine di migliaia di medici specializzandi, è così decaduto.
Una "vittoria" che spinge l'opposizione a chiedere, con Rosy Bindi, le dimissioni sia del ministro Girolamo Sirchia che dello stesso Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Al momento del voto dall'Aula erano assenti molti deputati della maggioranza. "E' una maggioranza demotivata - ha sostenuto il capogruppo dei Ds Luciano Violante - non viene a votare, segno di una crisi profonda". Duro il commento del capogruppo della Lega Alessandro Cè: "Ho visto abbastanza vuoti tra i gruppi di Udc e An. Questo è un malcostume che ci ha procurato l'ennesima figuraccia".

"L'approvazione della pregiudiziale sul decreto sanità rappresentata la 40esima sconfitta del centrodestra dall'inizio della legislatura. Ed è la seconda volta che viene approvata una pregiudiziale, era gia' accaduto con la riforma del tribunale dei minori proposta dal ministro Castelli. Lo
rileva Piero Ruzzante, (Presidenza gruppo ds-l'Ulivo).

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Bankitalia. Nuovo allarme. L'economia è ferma, si allarga il divario con l'Europa

Il logo di Bankitalia


Roma, 17 marzo 2004

La Banca d'Italia lancia un nuovo allarme sul rallentamento dell'economia italiana, con previsioni negative sull'allargamento del differenziale di crescita rispetto all'Unione Europea e con l'indice della produzione industriale che, secondo le prime stime ha proseguito il suo calo anche nel primo bimestre del 2004.

Le previsioni di consenso formulate dai centri di studi privati e menzionate nell'ultimo Bollettino Economico di Via Nazionale indicano per l'Italia una crescita 2004 limitata all'1%, a fronte dell'1,7% previsto per i dodici Paesi di Eurolandia con un allargamento della forbice legato alla "netta battuta d'arresto" registrata dal Bel Paese nel quarto trimestre, a differenza di quanto registrato negli altri paesi.

Una situazione che prende spunto da un'ulteriore contrazione delle esportazioni, penalizzate dalla forte perdita di competitività di prezzo (-9%) registrata nell'ultimo triennio e da un ulteriore calo della produttività che ha preso spunto da incremento del costo del lavoro per unità di prodotto, assai più elevato di quello delle altre economie europee. Insomma la situazione di debolezza dell'economia italiana si protrae anche nei mesi iniziali di quest'anno con la fiducia delle famiglie "ulteriormente caduta" e quella delle imprese che "ha oscillato intorno a livelli modesti".

Ad aggravare lo scenario, con un collegamento diretto con la bassa congiuntura, c'è la finanza pubblica con l'obiettivo del 2,2% di rapporto deficit Pil fissato dal governo per quest'anno "soggetto ad alcuni fattori di rischio". Non solo per la bassa crescita ma anche perche' "i principali provvedimenti di aumento delle entrate", leggasi i condoni, richiedono l'adesione volontaria delle controparti. Anche sul versante spesa l'azione di contenimento potrebbe risultare non in grado di conseguire gli obiettivi stabiliti. Migliora l'inflazione, su livelli prossimi all'1% nel 2004.

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Martedi, 16 Marzo, 2004

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Parmalat. Bondi presenta le inee guida del piano di rilancio. Negati i domiciliari a Tanzi.

Calisto Tanzi


Parma, 16 marzo 2004

Il gip Pietro Rogato ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per Calisto Tanzi, e ha disposto che l'ex patron di Parmalat venga trasferito in un "idoneo centro clinico dell'amministrazione penitenziaria".
Nell'attesa del trasferimento, Tanzi resterà nell'ospedale di Parma dove'è ora ricoverato.

Le linee guida del piano, presentato oggi al comitato di sorveglianza da Enrico Bondi, hanno l'obiettivo di affermare Parmalat come uno dei principali operatori mondiali nel settore degli "alimenti funzionali ad alto valore aggiunto" per la nutrizione e il benessere fisico, mantenendo o raggiungendo posizioni di leadership in alcune categorie di prodotti".

La situazione finanziaria del gruppo
Risulta un debito finanziario lordo pari a circa 14,8 miliardi di euro. Di questi, circa 4,2 miliardi relativi a finanziamenti da parte di banche italiane ed estere, circa 9,4 miliardi relativi a obbligazioni collocate attraverso public e private placement e circa 1,2 miliardi relativi a altre passivita' legate a strumenti derivati, securitization e promissory note.


Parmalat ha ottenuto da parte di un sindacato di banche l'erogazione di un finanziamento di 105,8 ml
di euro assistito dal regime della "prededuzione" secondo la legge italiana. Il finanziamento è suddiviso in due tranches: (a) 52,4 ml/euro sotto forma di scoperto di conto corrente (b) 53,4 ml/euro sotto forma di anticipi su fatture. Esso ha durata di 364 giorni ed è finalizzato a supportare le esigenze di capitale circolante di Parmalat SpA ed il finanziamento delle sue controllate operative mediante prestiti intercompany.

In particolare il Gruppo si focalizzerà su circa 30 marchi, 6 dei quali contano attualmente per circa l'80% del dfatturato del Gruppo (rispetto agli attuali 120). I principali marchi saranno: Parmalat e Santal (globali); Berna, Lactis, Centrale Latte Roma (locali, in Italia); Clesa e Cacaolat (Spagna), Astro e Lactantia (Canada), Pauls (Australia), Bonnita (Sud Africa), La Campina (Venezuela); internazionali, come Chef, Kyr, Sensational Soy.
Le attività non core saranno oggetto di cessione. "E' intenzione della società- si legge ancora - di nominare a breve un consulente industriale per la revisione e validazione sotto il profilo strategico-industriale di quanto previsto nelle linee guida del piano.

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Lunedi, 15 Marzo, 2004

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Calcio. Il Milan non sciupa il matchpoint scudetto: 3-1 alla Juve. Ora i punti sulla Roma sono 7

Shevchenko, goal pesantissimo contro la Juventus


Torino, 14 marzo 2004

Soffre anche una mezz'ora l'orgoglio della Juve, ma poi il Milan torna quello di tutta questa stagione: implacabile, spettacolare, devastante. E con il 3-1 finale si cuce una robusta porzione di scudetto, perché porta a 7 i punti di vantaggio sulla Roma e a 9 quelli sulla Juventus.

Primi fuochi dopo qualche minuto di studio: ad un tiro da fuori di Tacchinardi risponde Kakà, che al 15'impegna Buffon in una difficile deviazione. Al 22' è Nedved a sfiorare la rete con una staffilata di poco a lato. Ma 3 minuti dopo è Shevchenko a segnare di testa su preciso cross dell'ottimo Seedorf: 1-0. Al Delle Alpi, ora, il gelo risparmia solo i tifosi rossoneri, che al 32' e al 35' assaporano, ma non gustano per pochi centimetri, il raddoppio, grazie a spettacolari duetti Kakà-Shevchenko. Il tempo si chiude sull'1-0 e nella ripresa Lippi gioca il tutto per tutto inserendo Miccoli per Pessotto. Ma è il Milan il padrone della partita e dopo una clamorosa occasione goal divorata da Inzaghi a porta vuota, al 63' un tiro da fuori del migliore in campo, Seedorf, trova la deviazione di Ferrara, che inganna Buffon: è il 2-0. Lo stesso olandese, al termine di un'azione da manuale del calcio, conclude con una rasoiata dal limite la partita e, forse, il campionato: è il goal del 3-0 al 75'. All' 83' Ciro Ferrara salva l'orgoglio e la statistica, che vuole la Juve sempre in goal al Delle Alpi da più di due anni, infilando Dida in acrobazia dopo un corner di Camoranesi.

Milan troppo forte per una Juventus d'emergenza: per i rossoneri, ora, l'unico avversario in Italia è la deconcentrazione. Solo il Milan, infatti, può battere questo Milan.

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11 marzo. Berlusconi: sì a manifestazione unitaria anti terrorismo. Ma la sinistra esca dall'ambiguità

Silvio Berlusconi


Roma, 14 marzo 2004

"Ho ancora negli occhi la straordinaria prova di orgoglio dei madrileni, quella grande giornata battuta dalla pioggia in cui milioni di uomini e donne hanno fatto per un giorno della capitale spagnola la capitale dell'Europa intera, trasformando il dolore e la rabbia in una formidabile e inequivoca risposta agli assassini". Questa la motivazione che spinge il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a dare il suo sostegno, dalle pagine del Foglio, ad una manifestazione unitaria contro il terrorismo che anche in Italia veda sfilare insieme maggioranza e opposizione.

"Dico ovviamente di sì a una manifestazione di unità democratica contro lo sbarco tragico del nemico terrorista in Spagna e in Europa, e credo che si debba lavorare da subito per realizzare la manifestazione proposta dal presidente dell'Anci, il sindaco di Firenze. E dico una cosa di più:dobbiamo stabilire un patto democratico per impedire l'uso politico di parte del terrorismo, per escludere con una dichiarazione comune il terrorismo dall'ambito delle questioni su cui si svolge il conflitto ordinario della democrazia italiana".

Berlusconi, tuttavia, pone una condizione: "La sinistra deve decidersi, uscire dall'ambiguità". In che senso? "Nel senso che l'Italia della pace è quella solidale con i nostri militari che concretamente cercano di costruire la pace in Iraq e in tante altre parti del mondo, l'Italia della pace èquella che scese in piazza il 10 novembre del 2001 per solidarietà con gli americani colpiti da Bin Laden, quella che il 19 aprile del 2002 manifest• il proprio amore per Israele colpita dalle stragi di civili, dell'Intifada del terrorismo suicida: questa è l'Italia della pace, un paese fermo e sereno, che non vuole correre avventure ma non vuole alzare le mani in segno di resa, non quella che brucia le bandiere americane e indica come 'delinquenti politici' coloro che hanno votato il finanziamento delle nostre missioni all'estero, e persino coloro che si sono astenuti. C'è una contraddizione profonda tra la piattaforma politica assurda della manifestazione del 20 marzo, quella convocata per l'immediato ritiro della coalizione occidentale dall'Iraq, quella che identifica come nemici gli americani e gli europei che hanno fatto il loro dovere contro il terrorismo, e una manifestazione di unità democratica a difesa della democrazia (...) Non si può manifestare giovedì contro il terrorismo e sabato contro chi combatte il terrorismo".

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Domenica, 14 Marzo, 2004

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Terrorismo. Oggi vertice al Viminale per fare il punto della situazione

Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu


Roma, 14 marzo 2004

Un vertice dei responsabili della sicurezza è stato convocato per questo pomeriggio al Viminale dal ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu.

L'obiettivo è quello di esaminare gli elementi e le informazioni che le autorità italiane hanno ricevuto da quelle spagnole e fare il punto della situazione, decidendo eventuali misure di sicurezza.

Gli elementi e le informazioni arrivate dalla Spagna, in particolare nel corso della giornata di ieri e durante la notte, sono state analizzate e sottoposte a riscontro da parte del tavolo tecnico del gruppo permanente interforze antiterrorismo, che opera al Viminale 24 ore su 24.

Sulla base di questa analisi gli esperti dell'antiterrorismo faranno un punto tecnico della situazione nel primo pomeriggio. I risultati saranno sottoposti all'attenzione del ministro Pisanu nel vertice a cui prenderanno parte i responsabili della sicurezza, tra i quali: il capo della Polizia, il comandante generale e il capo di Stato maggiore dei Carabinieri e il direttore del Sisde.

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Congresso Margherita. Rutelli eletto presidente all'unanimità. Approvata mozione sul 30% alle donne

Francesco Rutelli


Roma, 14 marzo 2004

Francesco Rutelli è stato eletto all'unanimità presidente della Margherita dal congresso del partito, che si conclude oggi a Rimini. Nell'intervento finale Rutelli ha dichiarato che il terrorismo "verrà battuto con la forza della democrazia e della libertà senza se e senza ma".

Il congresso ha approvato all'unanimità anche la relazione del presidente, in cui si conferma la convinta adesione del partito al progetto della lista unitaria proposto da Romano Prodi, e l'obiettivo di promuovere al Parlamento europeo un gruppo unico per le forze del centrosinistra. Ieri al congresso era intervenuto Romano Prodi e questo pomeriggio, proprio a casa di Prodi, a Bologna, si terrà un vertice della lista unitaria.

Approvata mozione Rosi Bindi
Sì all'unanimità dal congresso alle mozione presentata da alcune donne, fra cui Rosi Bindi, che chiedeva di riservare il 30% alle donne negli organismi dirigenti, come prevede lo statuto. Ne documento non c'è più, però, il riferimento all'ufficio di presidenza: la correzione, definita d'intesa con le firmatarie, demanda all'assemblea federale le modalità di attuazione della cooptazione.

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Sabato, 13 Marzo, 2004

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Malore Bossi. Un'altra giornata fra timori e speranze. Condizioni "stazionarie"

Umberto Bossi


Varese, 13 marzo 2004

Sono ancora stazionarie le condizioni di Umberto Bossi, che ha passato una notte tranquilla. Il ministro delle Riforme si trova in terapia intensiva nel reparto di Neurologia dell'ospedale di Varese. Bossi era stato trasferito ieri pomeriggio nel reparto di neuro-rianimazione, che si trova al piano terra, nello stesso edificio in cui era stato ricoverato giovedi' mattina per una insufficienza cardiaca.

Come confermano fonti ospedaliere, il paziente viene sottoposto, ora, ad un monitoraggio neurologico oltre che cardiaco.Quella di ieri è stata una giornata di timori e di speranze per tutti coloro che seguono l'evolversi delle condizioni di Umberto Bossi, ricoverato nell'ospedale di Varese, dopo lo scompenso cardiaco che lo ha colto giovedì nella sua casa di Gemonio. Una giornata di timori per quanti si interrogano sulla reale situazione clinica di Bossi; una giornata di speranza per le parole dei medici e dei politici che hanno visitato il leader della Lega. Il direttore sanitario Stefano Zenoni spiega che 'stazionario', in questi casi, è un elemento positivo.

Tanti i messaggi di incoraggiamento e i telegrammi ricevuti da Bossi e numerosi i poltici giunti anche ieri a Varese per fargli visita. Tra gli altri, il ministro della Salute Girolamo Sirchia e il coordinatore di An Ignazio La Russa. Erano attesi anche Marco Follini ed era circolata anche la voce che, prima o poi, sarebbe arrivato Silvio Berlusconi. Ma il vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie federali leghiste, Roberto Calderoli, ha fatto sapere di aver contattato i leader politici, di aver chiesto loro di soprassedere per il momento a visite. Oggi pomeriggio verrà diffuso il nuovo bollettino medico.

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Parmalat. Calisto Tanzi resta in carcere, arresti domiciliari per il figlio

Calisto Tanzi


Roma, 12 marzo 2004

Calisto Tanzi resta in carcere. E' quanto ha deciso la Cassazione, che ha così bocciato il ricorso presentato dai due legali dell'ex patron di Collecchio, Gian Piero Biancolella e Fabio Belloni, sollevando la questione delle precarie condizioni di salute.

Il sostituto procuratore generale Antonio Mura ha spiegato le motivativazioni della sentenza: per Calisto Tanzi esisterebbero ancora i rischi di inquinamento probatorio, reiterazione del reato e pericolo di fuga.

Calisto Tanzi, che si trova attualmente sotto attenta osservazione del personale medico dell'ospedale di Parma, dovrebbe rientrare nel carcere di via Burla all'inizio della prossima settimana. Sempre nei primi giorni della settimana dovrebbe essere pronta la perizia medica disposta dal gip di Parma, Pietro Rogato, dopo l'aggravarsi dello stato di salute dell'ex patron di Parmalat, che ha reso necessario un ulteriore ricovero in ospedale.

Il giudice per le indagini preliminari di Parma, Pietro Rogato, ha concesso gli arresti domiciliari per Stefano Tanzi.

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Venerdi, 12 Marzo, 2004

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Strage di Piazza Fontana. In appello tutti assolti gli imputati

Il teatro della strage


Milano, 12 marzo 2004

I tre imputati principali della strage di piazza Fontana sono stati assolti. In primo grado avevano avuto l'ergastolo. I giudici della seconda Corte d'assise d'Appello di Milano hanno assolto Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Hanno invece ridotto da tre a un anno di reclusione, con i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna, Stefano Tringali, accusato di favoreggiamento.

Più nel dettaglio per Maggi, Rognoni e Zorzi, l'assoluzione "dall'imputazione loro ascritta" è stata decisa dalla Corte di Assise di Appello "per non avere commesso il fatto". La Corte di Assise di Appello, inoltre, "revoca l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Milano nei confronti di Delfo Zorzi in ordine al reato di strage, e la misura cautelare dell'obbligo di dimora applicata a Carlo Maria Maggi sempre dal Gip di Milano".

Il sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale, che in aula ha sostenuto l'accusa, annuncia che ricorrerà in Cassazione. Bertolè Viale aveva chiesto la conferma dei tre ergastoli e dei quattro anni di reclusione per favoreggiamento inflitti in primo grado il 30 giugno del 2001. L'attentato alla filiale di Piazza Fontana della Banca Nazionale dell'Agricoltura, il 12 dicembre 1970, provocò 17 morti e 85 feriti.

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Parmalat. Rinviata al 31 maggio la causa civile contro gli ex manager

Calisto e Stefano Tanzi


Parma, 12 marzo 2004

È stata rinviata al 31 maggio 2004 la causa civile per il sequestro preventivo dei beni di 27, tra ex amministratori, sindaci e consulenti della Parmalat, promossa dal commissario straordinario Enrico Bondi.

Il giudice Mariano Lo Moro ha fissato il termine di 30 giorni per la presentazione di nuove memorie, a cui si aggiungono ulteriori 30 giorni per le repliche dei legali. All'udienza è intervenuta anche la procura di Parma: il procuratore capo Vito Zincani ha depositato una memoria a tutela dell'interesse pubblico dei risparmiatori coinvolti nel crac. Si sono costituiti in giudizio anche la Confconsumatori e il Codacons: costituzione che ha sollevato da parte di alcuni delegati delle persone chiamate in giudizio ritenuta inammissibile, ma che invece appare fondata per le stesse associazioni.

L'udienza di questa mattina ha visto la costituzione di tutte le parti citate in giudizio, a parte quella dell'ex direttore finanziario Fausto Tonna, che potrà comunque presentarla nella prossima udienza. Presente all'udienza, dei 27 chiamati in causa tra cui Calisto Tanzi ed altri esponenti della famiglia solo l'ex presidente di Parmalat Venezuela,Giovanni Bonici, che però non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Sul fronte delle indagini, oggi verrà nuovamente interrogato l'ex funzionario di Bank of America, poi divenuto consulente Parmalat, Luca Sala.

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Malore Bossi. Condizioni stazionarie, ma i medici sono fiduciosi

Umberto Bossi


Varese, 12 marzo 2004

Le condizioni cliniche generali di Umberto Bossi si possono definire "stazionarie ed inducono fiducia sulla futura evoluzione". Lo afferma il bollettino medico delle ore 9. Il leader della Lega Bossi ha trascorso una notte tranquilla sotto sedativi e non vi è stata nessuna variazione del quadro clinico rispetto a ieri, secondo quanto aveva riferito poco prima l'ufficio stampa dell'ospedale di Varese dove il leader leghista è ricoverato da ieri. Il ministro - recita ancora il bollettino - è sempre sotto sedazione farmacologica e sottoposto oltre che al controllo continuo in unità coronarica ad accertamenti strumentali di vario tipo.

Il direttore sanitario del nosociomio lombardo, Stefano Zenonicome voluto dalla famiglia Bossi, si è limitato a leggere queste poche righe senza fare ulteriori commenti. Il prossimo bollettino medico è stato annunciato per le ore 18.

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Giovedi, 11 Marzo, 2004

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Malore Bossi. Primario: fuori pericolo tra 72 ore

"Bossi ha bisogno di avere più cura della sua persona"


Varese, 11 marzo 2004

"Quello del ministro Bossi è un cuore scompensato, adesso attenderemo 72 ore e si farà un adeguato trattamento in questa fase, ma ritengo che dovrebbe uscire bene da questa esperienza". Lo ha detto il primario del reparto di cardiologia dell'ospedale di Varese, Jorge Salerno Uriarte.

"Bossi - ha proseguito il medico - aveva avuto in passato, nel '91, un infarto e in questi anni soffriva di una ipertensione arteriosa che non è stata trattata adeguatamente, anche perché il ministro conduce una vita piuttosto stressante e faticosa che ha favorito l'insufficienza cardiaca. Il suo quindi è un cuore scompensato che va sottoposto ad adeguato trattamento".

Attualmente Bossi è ricoverato sotto controllo con la respirazione artificiale. Stamani i medici sono intervenuti sull'insufficienza cardiaca stabilizzando la situazione e hanno compiuto una coronarografia che ha escluso che ci siano stati 'eventi acuti'.

Il ministro, sempre a quanto si è appreso dai medici, non avrà bisogno di interventi chirurgici. Al prof. Salerno Uriarte, i giornalisti hanno chiesto come dovrà curarsi in futuro il ministro e leader leghista Umberto Bossi e il primario ha risposto: "Bossi ha bisogno di avere più cura della sua persona".

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Processo SME. La Cassazione: si' al procedimento disciplinare contro Boccassini e Colombo

I pm, Ilda Boccassini e Gherardo Colombo


Roma, 11 marzo 2004

I pubblici ministeri Ilda Boccassini e Gherardo Colombo sono stati definiti "non meritevoli della fiducia e della considerazione di cui deve godere un magistrato". Il durissimo atto di accusa viene dalla Procura Generale della Cassazione, che si è espressa nell'ambito del procedimento disciplinare a carico dei due PM del processo SME su iniziativa del Ministro di Giustizia, Robero Castelli. Palazzo dei Marescialli ha promosso il procedimento disciplinare, dopo un'ispezione ordinata dal ministero, a seguito di un esposto dell'onorevole Cesare Previti, imputato di corruzione di giudici insieme a Silvio Berlusconi.

Boccassini e Colombo sono accusati di abuso d'ufficio in relazione alla gestione del famoso fascicolo 9520 dal quale presero origine i processi Sme e Lodo-Imi Sir. Nelle memorie Previti lamenta la mancata acquisizione del fascicolo 9520 da parte della procura di Brescia al fine di compiere accertamenti. Secondo i legali del deputato di Forza Italia i pm di Milano avrebbero usato il fascicolo segreto per nascondere prove a favore degli imputati nei processi relativi alle cosiddette toghe
sporche.

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Pensioni. Sciopero Generale il 26 marzo. Berlusconi: "Pronto ad incontrare i sindacati"

I tre leader sindacali durante l'assemblea dei delegati


Roma, 11 marzo 2004

Sciopero generale di quattro ore il prossimo 26 marzo contro la riforma delle pensioni voluta dal governo e per una nuova politica economica. Lo hanno procalmato ieri Cgil, Cisl e Uil durante l'assemblea dei delegati al Palalottomatica di Roma. L'agitazione darà anche un segnale di sostegno alla piattaforma di rivendicazioni sui temi dello sviluppo, della politica dei redditi, degli ammortizzatori sociali, del Mezzogiorno e delle politiche sociali.

Dopo l'annuncio dello sciopero, ospite della puntata di ieri sera della trasmissione Porta a Porta dedicata al mondo dell'istruzione, il premier Silvio Berlusconi si è detto disponibile ad incontrare i sindacati anche prima del 26 marzo ed ha ribadito che il governo è "sempre aperto delle proposte migliorative".

Rispondendo poi al segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, Berlusconi ha spiegato che "l'esecutivo potrebbe anche dimenticarsi del problema delle pensioni perché verrà a scadenza molto al di là negli anni e ben oltre questa legislatura. Ma noi lo affrontiamo -ha sottolineato il premier - perchè abbiamo il coraggio di guardare al futuro".

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Politica. Berlusconi: no ai pugilati verbali. Lista Prodi: è terrorizzato dal faccia a faccia

Il premier Berlusconi


Roma, 10 marzo 2004

"Io mi comporto come si comporterebbe qualunque persona seria: non ho voluto incontrare e credo continuerò a restare su questa linea, chi mi offende, insulta a mistifica".

Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, apre la registrazione di 'Porta a porta' dedicata alla riforma scolastica, spiegando il suo no al confronto con il leader dei Ds, Piero Fassino, il premier ha anche aggiunto che quando le sue dichiarazioni vengono rigirate dall'opposizione, "li correggo, ma mi accusano di fare passi indietro.

Fassino - ha aggiunto - mi ha dato del clown, Rutelli ha detto che l'Italia è governata da un irresponsabile... Quale persona normale - ha osservato - incontrerebbe chi fa queste affermazioni. Il mio no - ha concluso - è un no a un pugilato verbale, a uno scontro, ad una rissa. Loro possono venire quando vogliono e dire quello che vogliono. Saranno poi i cittadini a decidere chi è che dice falsità".

Lista Prodi: evita il confronto
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi "si sottrae al confronto con i leader dell'opposizione. I leader della lista Prodi, Piero Fassino, Francesco Rutelli ed Enrico Boselli hanno esposto in una conferenza stampa le loro opinioni in materia di scuola, una sorta di 'contro-Porta a Porta' per protestare contro la decisione di Bruno Vespa di non accettare il segretario Ds Fassino in trasmissione questa sera come interlocutore di Silvio Berlusconi.

"Non si capisce perché - attacca Fassino - ogni uomo politico dell'opposizione si sottopone, giustamente, a 'Porta a Porta' al confronto con gli interlocutori politici di parte avversa e, invece, il presidente del Consiglio si sottragga al confronto con i leader dell'opposizione". "Al di là di ogni tentativo di fare monologhi, gli italiani sono desiderosi di un confronto".

Il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, attacca il presidente del Consiglio ricordando che "il nostro primo ministro è da sempre terrorizzato dal faccia a faccia, dal confronto nel quale si troverebbe certamente in difficoltà".

I leader della lista Prodi non si sono limitati a protestare per la scelta di Bruno Vespa di non accettare Fassino in trasmissione e hanno riassunto "quello che avremmo detto stasera se ci avessero fatto andare". Sotto accusa è la riforma Moratti che, dicono, "ci riporta indietro agli anni Sessanta".

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Mercoledi, 10 Marzo, 2004

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. La Camera vota il rifinanziamento di Antica Babilonia, D'Alema: il non voto scelta ragionevole e coerente

Massimo D'Alema


Roma, 10 marzo 2004

Il non voto della Lista Prodi sul rifinanziamento della missione in Iraq è "ragionevole e coerente". Mentre alla Camera riprende il voto sugli emendamenti al decreto sulle missioni italiane, e si avvicina il voto finale, il presidente dei Ds Massimo D'Alema difende la posizione della Lista Prodi. E ai microfoni Rai di Radio Anch'io precisa: "Noi siamo contrari alla missione militare in Iraq prima di tutto per ragioni di principio, perché quella missione non ha copertura Onu e avalla una decisione degli Stati Uniti di muovere una guerra sbagliata".

D'Alema ha ricordato che "quel decreto non rifinazia solo la missione in Iraq, ma altre nove missioni. Noi otto le condividiamo, una no. Per cui ci è sembrato corretto sottrarci a questo voto. Non capisco - ha poi sottolineato il presidente dei Ds - l'enfasi con cui altri gruppi della sinistra hanno polemizzato con noi. Credo che ci siano dietro altre ragioni".

"Se sulla guerra la lista riformista si sposta dal 'no' dello scorso anno all'astensione; se sulla previdenza cerca un'alleanza con il governo, questo crea non pochi problemi a tutte le formazioni che ritengono il centrosinistra l'alleanza di governo alternativa a Berlusconi e non in semplice competizione", replica indirettamente il segretario dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio dalle pagine del Tempo.


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Parmalat. Si aggravano le condizioni di Tanzi, salta l'interrogatorio in Procura

Callisto Tanzi


Parma, 10 marzo 2004

"Siamo in attesa di avere notizie precise sulle condizioni di salute di Calisto Tanzi. L'interrogatorio di oggi ovviamente è saltato". Queste le parole del procuratore capo di Parma Vito Zincani all'arrivo a palazzo di giustizia, dove poco più tardi sono giunti i legali dell'ex patron della Parmalat, ricoverato d' urgenza, ieri, in ospedale a Parma.

Gli avvocati di Calisto Tanzi, Giampiero Biancolella e Fabio Belloni, si sono intrattenuti per circa un quarto d'ora con i magistrati. Poi, usciti dal tribunale si sono detti "molto ma molto preoccupati dello stato di salute di Calisto Tanzi. Il quadro sanitario che abbiamo - hanno aggiunto - è piuttosto allarmante".

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Pensioni. Cgil, Cisl e Uil si riuniscono per decidere lo sciopero. Maroni: il dialogo prosegue

I tre leader confederali


Roma, 10 marzo 2004

Si ferma, almeno per il momento, la riforma delle pensioni: l'assemblea di Palazzo Madama ha dato infatti il suo assenso al rinvio della delega pensioni in Commissione Lavoro. Il provvedimento tornera' in Aula il 19 aprile. C'è quindi attesa per le decisioni che usciranno dalla riunione odierna delle segreterie congiunte di Cgil, Cisl e Uil. Le tre confederazioni devono decidere se confermare o meno l'indicazione per lo sciopero generale, previsto per il 26 marzo.

Ieri commentando il ritorno in Commissione della delega delle pensioni, il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha precisato che "ciò consente al governo di proseguire il confronto con l'opposizione sulla base degli emendamenti presentati". Secondo Maroni "se la riforma fosse rimasta in Aula, sarebbe invece rimasta congelata fino ad aprile, senza possibilità di dialogo". Il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, si dice sicuro del via libera definitivo alla riforma entro giugno. Sacconi difende, definendola "giusta", la scelta del Governo di incardinare l'esame della legge nei lavori del Senato per poi rispedirla in Commissione".

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Istat. Nel quarto trimestre 2003 Pil invariato, +0,1% rispetto a un anno fa

Il logo dell'Istat


Roma, 10 marzo 2004

Nel quarto trimestre 2003 il Pil italiano è rimasto stazionario rispetto ai tre mesi precedenti ed e' cresciuto dello 0,1% rispetto al quarto trimestre 2002. Lo rileva l'Istat confermando le stime preliminari che vedono anche un aumento del Pil 2003 dello 0,4% coretto per le giornate lavorative, e dello 0,3% non corretto.


Nel 2004 - fa sapere l'Istat - la crescita "acquisita", cioè la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri di quest'anno, risulterebbe pari a +0,2% sempre tenendo conto del dato corretto per numero di giorni lavorativi. Il dato tendenziale del Pil nel quarto trimestre - spiega l'Istituto - è il risultato di una diminuzione delle importazioni e delle esportazioni effettivamente del 3% e del 3,8%. La spesa delle famiglie residenti e quella della pubblica amministrazione sono cresciute rispettivamente dello 0,3% e del 2,1%. Gli investimenti fissi lordi hanno registrato nel complesso una diminuzione del 7,8%. Il dato congiunturale del Pil è invece il risultato di una diminuzione delle importazioni del 3,2%, con una riduzione dello 0,7% per il totale delle risorse.

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Martedi, 9 Marzo, 2004

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Ue. Standards & Poor's: rischio di procedura deficit eccessivo nel 2004. Tremonti: siamo tranquilli

Il ministro dell'Econimia Giulio Tremonti


Roma, 9 marzo 2004

L'Italia potrebbe essere soggetta alla procedura per "deficit eccessivo" della Commissione europea nel 2004. E' quanto prevede l'agenzia di rating Standard & Poor's in un rapporto pubblicato oggi sulla coordinazione delle politiche fiscali nell'Unione europea.

Il rapporto dell'agenzia di rating londinese Standard & Poor's non è stato ancora visto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che quindi non commenta nel merito. Ma alla domanda dei giornalisti sulla possibilità di un "early warning" per l'Italia, il primo cartellino giallo nella procedura di deficit, il ministro oggi ha affermato di avere ottime ragioni per ritenere che l'Italia non lo riceverà.

Il ministro ha detto che i dati presentati per il 2003 sono buoni. "Credo che le voci si riferiscano ad altri Paesi", ha affermato Tremonti, spiegando che "ci sono ancora dati che mancano per il 2003 e che riguardano grandi Paesi virtuosi".

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Processo Iri-Sme. Motivazioni. Previti a metà tra condanna e assoluzione

Cesare Previti


Roma, 9 marzo 2004
Il giudice Renato Squillante vendette la sua funzione incassando soldi provenienti dal gruppo Fininvest attraverso Cesare Previti e Attilio Pacifico, ma non ci sono prove che la corruzione di cui la testimone Stefania Ariosto ha fornito uno spaccato attendibile riguardò anche l'invalidamento della sentenza civile che nel 1986 aveva invalidato l'accordo tra Prodi e De Benedetti per il passaggio di mano del colosso alimentare pubblico Sme.

Previti corruttore per la Fininvest, Squillante corrotto
In 216 pagine il giudice Maria Luisa Ponti, che per più di tre anni dal 9 marzo del 2000 al 22 novembre del 2003 aveva presieduto il collegio del cosiddetto processo Sme, spiega le ragioni delle assoluzioni e delle condanne. Se prove non ci sono per la sentenza Sme emessa dal collegio di Filippo Verde, già assolto nel processo gemello Lodo-Imi Sir, prove ci sono e come, secondo i giudici, per quei famosi 434 mila dollari, partiti dal conto Ferrido (Fininvest) e finiti sul conto Rowena Squillante attraverso Previti e Pacifico.

Motivazione a due facce
E' una motivazione a due facce, come del resto era stata la sentenza. Viene depositata a quattro anni esatti dall'avvio del processo e Luisa Ponti racconta la storia di una grande fatica, di un numero enorme di ordinanze e di ore passate in camera di consiglio, di polemiche molto aspre tra accusa e difesa, in cui ad un certo punto era difficile capire qualcosa.

Ariosto, "teste sincero"
Stefania Ariosto viene descritta come "un teste faticoso ma sincero". "E' del tutto realistico e dunque assolutamente credibile che Previti abbia riferito indicazioni specifiche sui soggetti che gli erano più vicini: 'Squillante è il collettore che prende i soldi per sè e per i colleghi, l'avvocato Pacifico sa tutto dei miei affari, è il mio collaboratore - scrive Ponti - e sono inconsistenti i rilievi delle difese che hanno tentato in ogni modo di insinuare dubbi ricorrendo al classico argomento, 'certe cose non si dicono' ".

"Un fatto devastante"
Nella motivazione della sentenza si ricorda che la corruzione giudiziaria è un fatto devastante per lo stesso sistema democratico. "Ma non c'è prova che leghi la ricezione di 200 milioni di lire ad una disponibilità di Verde a favorire Previti il quale avrebbe agito per conto della cordata Iar", scrive Ponti. Il conto che la procura di Milano aveva indicato nella disponibilità del giudice non solo risultava di suo figlio, ma la difesa riusciva anche a dimostrare che il denaro era originato dall'attività di dirigente di una squadra di basket di Verde junior. Insomma non esiste prova che a Verde fosse arrivata almeno una parte dei quattrini partiti da Pietro Barilla, socio della Fininvest.

Nel motivare la sentenza si parla anche dell'imputato Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, prima stralciato e poi messo "in attesa" dal lodo Schifani-Maccanico alla fine invalidato dalla Corte Costituzionale. "Berlusconi ha anche detto che lui non aveva alcun interesse nella vicenda giudiziaria, dopo aver ottenuto in sostanza attraverso l'offerta poi formalizzata Iar che il ministro delle Partecipazioni Statali bloccasse l'esecuzione delle intese intervenute tra De Benedetti e Prodi. Ma sta di fatto che la Iar di cui era azionista la Fininvest è intervenuta in tutti i gradi di giudizio" ricordano i giudici.

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Processo Iri-Sme. Motivazioni. Previti a metà tra condanna e assoluzione

Cesare Previti


Roma, 9 marzo 2004

Il giudice Renato Squillante vendette la sua funzione incassando soldi provenienti dal gruppo Fininvest attraverso Cesare Previti e Attilio Pacifico, ma non ci sono prove che la corruzione di cui la testimone Stefania Ariosto ha fornito uno spaccato attendibile riguardò anche l'invalidamento della sentenza civile che nel 1986 aveva invalidato l'accordo tra Prodi e De Benedetti per il passaggio di mano del colosso alimentare pubblico Sme.

Previti corruttore per la Fininvest, Squillante corrotto
In 216 pagine il giudice Maria Luisa Ponti, che per più di tre anni dal 9 marzo del 2000 al 22 novembre del 2003 aveva presieduto il collegio del cosiddetto processo Sme, spiega le ragioni delle assoluzioni e delle condanne. Se prove non ci sono per la sentenza Sme emessa dal collegio di Filippo Verde, già assolto nel processo gemello Lodo-Imi Sir, prove ci sono e come, secondo i giudici, per quei famosi 434 mila dollari, partiti dal conto Ferrido (Fininvest) e finiti sul conto Rowena Squillante attraverso Previti e Pacifico.

Motivazione a due facce
E' una motivazione a due facce, come del resto era stata la sentenza. Viene depositata a quattro anni esatti dall'avvio del processo e Luisa Ponti racconta la storia di una grande fatica, di un numero enorme di ordinanze e di ore passate in camera di consiglio, di polemiche molto aspre tra accusa e difesa, in cui ad un certo punto era difficile capire qualcosa.

Ariosto, "teste sincero"
Stefania Ariosto viene descritta come "un teste faticoso ma sincero". "E' del tutto realistico e dunque assolutamente credibile che Previti abbia riferito indicazioni specifiche sui soggetti che gli erano più vicini: 'Squillante è il collettore che prende i soldi per sè e per i colleghi, l'avvocato Pacifico sa tutto dei miei affari, è il mio collaboratore - scrive Ponti - e sono inconsistenti i rilievi delle difese che hanno tentato in ogni modo di insinuare dubbi ricorrendo al classico argomento, 'certe cose non si dicono' ".

"Un fatto devastante"
Nella motivazione della sentenza si ricorda che la corruzione giudiziaria è un fatto devastante per lo stesso sistema democratico. "Ma non c'è prova che leghi la ricezione di 200 milioni di lire ad una disponibilità di Verde a favorire Previti il quale avrebbe agito per conto della cordata Iar", scrive Ponti. Il conto che la procura di Milano aveva indicato nella disponibilità del giudice non solo risultava di suo figlio, ma la difesa riusciva anche a dimostrare che il denaro era originato dall'attività di dirigente di una squadra di basket di Verde junior. Insomma non esiste prova che a Verde fosse arrivata almeno una parte dei quattrini partiti da Pietro Barilla, socio della Fininvest.

Nel motivare la sentenza si parla anche dell'imputato Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, prima stralciato e poi messo "in attesa" dal lodo Schifani-Maccanico alla fine invalidato dalla Corte Costituzionale. "Berlusconi ha anche detto che lui non aveva alcun interesse nella vicenda giudiziaria, dopo aver ottenuto in sostanza attraverso l'offerta poi formalizzata Iar che il ministro delle Partecipazioni Statali bloccasse l'esecuzione delle intese intervenute tra De Benedetti e Prodi. Ma sta di fatto che la Iar di cui era azionista la Fininvest è intervenuta in tutti i gradi di giudizio" ricordano i giudici.

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Lunedi, 8 Marzo, 2004

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8 marzo. Ciampi alle donne: fatevi valere

Carlo Azeglio Ciampi


Roma, 8 marzo 2004

"Le donne sono la maggioranza degli elettori: quindi, sta a loro farsi valere". Questo l'augurio e al tempo stesso l'esortazione del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in occasione della festa della donna.

Il capo dello Stato, parlando al Quirinale dopo la consegna delle onorificenze consegnate a donne distintesi nei vari campi, lamenta che "è ancora troppo basso il numero delle donne presenti nelle assemblee elettive" e quello di "dirigenti nel settore pubblico e in quello privato".

Ma Ciampi si dice "fiducioso che la recente approvazione della modifica dell'articolo 51 della Costituzione -relativo al numero di rappresentanti dei due sessi da eleggere in Parlamento- rappresenti una svolta: saranno garantite maggiori opportunità e dovrà essere facilitato l'effettivo accesso nella vita poltica e sociale della Nazione".

Per Ciampi l'8 marzo, "è un giorno simbolo di festa ma anche di ricordo per tutte le donne che hanno contribuito al progresso della loro condizione umana e a quello della nostra nazione".

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Disastro di Linate. Il pm chiede 4 condanne per omicidio colposo: "Nessuno ha fatto nulla, 118 persone sono morte"

Un'immagine dell'incidente aereo di Linate


Milano, 8 marzo 2004

Il pm di Milano Celestina Gravina ha chiesto condanne da 3 anni e 10 mesi a 8 anni per i quattro imputati nell'ambito del processo per la strage di Linate dell'8 ottobre 2001. L'accusa è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

Il pm ha chiesto la pena di 8 anni per Francesco Federico, responsabile degli scali di Linate e Malpensa, Sandro Gualano, ex amministratore delegato dell'Enav e Vincenzo Fusco, direttore dell'aeroporto Forlanini di Linate.

Per Paolo Zacchetti, controllore di volo, la pubblica accusa ha chiesto tre anni e dieci mesi. Il pubblico ministero ha chiesto anche l'interdizione dal pubblico ufficio di tutti gli imputati. Nella sua requisitoria, durata in totale circa 8 ore, il pubblico ministero ha sottolineato la "gravissima incapacità gestionale" di tutti gli imputati dicendo che con la loro condotta "non hanno visto il mostro che avevano generato".

"Linate senza radar non poteva funzionare - ha detto il Pm in aula. Il radar era indispensabile a Linate. Nessuno ha fatto niente". E per questo, secondo la pubblica accusa, 118 persone sono morte. Il Pm ha sottolineato le gravissime violazioni del dovere di pubblico servizio: non c'è nessuna pena "bilanciabile" con tanti morti. Le attenuanti generiche, tuttavia, sono state riconsociute, per lo stato di incensuratezza degli imputati.

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Domenica, 7 Marzo, 2004

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Maltempo. Nevica al Nord. Rinviata la partita Bologna Lazio

Continuano i controlli per verificare la presenza di catene a bordo


Roma, 7 marzo 2004

Neve al Nord, pioggia e vento al Centro-Sud. All'insegna del maltempo dunque, la prima domenica di marzo.
A seguito delle piogge che si sono fatte più insistenti nelle ultime ore, alcuni fiumi anche minori, dell'Italia centro meridionale si stanno ingrossando significativamente e la Protezione civile "suggerisce una particolare attenzione nei pressi di corsi d'acqua con segnali di piena particolarmente importanti".

Dalle 9 di questa mattina, a causa di un forte vento di maestrale con
forza 7 ed un mare molto mosso con forza 4-5, sono bloccati i collegamenti marittimi veloci con le isole del golfo di Napoli. Soltanto i traghetti riescono a coprire la tratta per Ischia, Capri e Procida, seppur con notevoli ritardi agli arrivi e dovuti essenzialmente alle avverse condizioni meteo-marine.

Particolarmente colpita dalle precipitazioni l'Emilia Romagna: a Bologna più di cento spazzaneve sono al lavoro per sgomberare le strade. Annullata, proprio per il cattivo tempo, la partita di calcio tra Bologna e Lazi prevista nel pomeriggio.

All'aeroporto di Bologna sono stati cancellati sette decolli (per Francoforte, Vienna, Palermo, Cagliari, Roma, Parigi e Milano), mentre due atterraggi (da Marrakesh e da Budapest) sono stati dirottati su altri scali.

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Economia. Per gli italiani sempre piu' costoso il pieno di benzina

Il prezzo della verde si aggira intorno agli 1,1, euro per litro


Roma, 7 marzo 2004

Pieno sempre più caro per gli automobilisti italiani. La corsa del greggio che in settimana ha superato i 37 dollari e la congiuntura internazionale, fanno volare
il prezzo della benzina vicino agli 1,1 euro al litro. Un record che riporta ai livelli di un anno fa, alla vigilia della guerra in Iraq.

Secondo gli esperti la corsa della "verde" potrebbe continuare sulla spinta delle cifre record raggiunte dalle quotazioni internazionali (quotazioni Platts) delle benzine eper effetto dell'assottigliarsi delle scorte negli Usa a causa della manutenzione di alcune raffinerie e la crisi in Venezuela che a ridotto l'export. Inoltre, l'effetto benefico del supereuro, sceso intorno a quota 1,22, si sta attenuando.

Le conseguenze sulle tasche degli italiani si vedono già. Il prezzo medio di 1,083 euro al litro rilevato martedì scorso dal ministero delle Attività produttive è già stato superato dagli aumenti di ieri di alcuni marchi quali Agip e Ip: 0,006 euro al litro che hanno spinto la benzina a quota 1,094 euro al litro.

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Medio Oriente. Il Papa: "Serve riconciliazione, serve perdono"

Il Papa, Giovanni Paolo II


Citta del Vaticano, 7 marzo 2004

Il terrorismo che tiene in pugno l'Iraq e la Terra Santa ma anche le guerre dimenticate africane. "Serve riconciliazione, serve perdono". E' quello che
chiede al mondo il Papa pensando alle immani "sofferenze" di intere popolazioni nella morsa di una spietata logica di guerra.

Il pensiero del Pontefice va agli iracheni sull'orlo di una guerra civile, agli israeliani e ai palestinesi avviluppati in una devastante spirale di morte, in Uganda e in Congo dove gruppi di ribelli seminano il terrore uccidendo in massa donne e bambini. "Durante la settimana degli esercizi spirituali in Vaticano non ho dimentaicato la dolorosa situazione esistente in alcuni Paesi dell'Africa, in Medio Oriente e soprattutto in Terra Santa e in Iraq" ha detto affacciandosi dalla finestra del suo studio, al termine della recita dell'Angelus. "Sono nostri fratelli che soffrono per atti inaccettabili di violenza e terrorismo, che solo possono aggravare le condizioni di vita di quelle care popolazioni. Mentre per esse prego -ha affermato- invito a pregare, a tutti vorrei ancora una volta chiedere di imboccare la via del perdono e della riconciliazione".

Il Papa da oggi torna ai normali impegni quotidiani dopo i sette giorni di meditazioni e preghiere in preparazione della Pasqua.

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Sabato, 6 Marzo, 2004

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Quirinale. Ciampi: la grazia a Priebke presuppone il perdono delle vittime

Locandine delle manifestazioni a favore della grazia


Roma, 6 marzo 2004

Il capo dello Stato interviene sul casi di Erich Priebke, l'ex ufficiale delle Ss condannato all'ergastiolo per la strage delle Fosse Ardeatine. "La grazia in Italia presuppone il perdono dei familiari delle vittime e non credo che tutti i familiari delle vittime delle Fosse condividano la grazia per Priebke", ha detto Ciampi rispondendo a una domanda specifica posta da una giornalista tedesca durante la conferenza stampa congiunta con il presidente della Germania Federale, Rau. "Per affrontare questo tema - ha aggiunto Ciampi - bisogna sapere cosa ha significato per l'Italia del dopo 8 settembre 1943, in quel doloroso periodo che dura fino al termine della guerra, l'orrendo eccidio delle Fosse Ardeatine: è qualcosa di più di un delitto contro l'umanità. È una tragedia che ha colpito profondamente i sentimenti del popolo italiano".

Intanto il prefetto di Roma, Achille Serra, ha vietato le manifestazioni pro e contro la grazia a Priebke, organizzate per oggi nella Capitale. Serra ha deciso di non concedere né piazza Santi Apostoli all'Associazione "Uomo e Libertà", che aveva indetto la manifestazione per chiedere la grazia a favore di Priebke e di Adriano Sofri, né piazza San Marco alla Comunità ebraica di Roma che voleva esprimere il proprio dissenso. Stop anche alla contromanifestazione promossa dal leader dei no global della capitale Guido Lutrario e alla quale avevano aderito Comunisti Italiani, Verdi, Rifondazione, Associazione nazionale partigiani d'Italia

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Droga. Via libera del Conisglio dei ministri al disegno di legge Fini

Il vicepremier Gianfranco Fini


Roma, 6 marzo 2004

Via libera del governo al disegno di legge Fini sulla droga. Il Consiglio dei ministri, si legge nella nota di Palazzo Chigi, su proposta del vicepremier e dei ministri dell'Interno Beppe Pisanu e della Giustizia Roberto Castelli, ha approvato "un disegno di legge che modifica profondamente la disciplina attualmente in vigore sull'uso di stupefacenti e di sostanze psicotrope, nonché sulla cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza, la cui novità più rilevante è la caduta della differenza fra droghe 'leggere' e 'pesanti' per quanto riguarda le sanzioni amministrative". La filosofia da cui muove la riforma ruota attorno al principio cardine che detenzione, uso e spaccio di ogni tipo di stupefacenti sono, comunque, illeciti da reprimere con misure amministrative o penali. Parallelamente si dà impulso a strategie di prevenzione e dissuasione sia interne che internazionali".

Il disegno di legge, che aveva già ottenuto il parere positivo della Conferenza delle Regioni, può iniziare così il suo iter in Parlamento. Ma l'annunciata svolta nel contrasto delle tossicodipendenze viene accolta, ancora una volta, con un coro di proteste. Critici soprattutto il centrosinistra e i radicali insieme a buona parte delle comunità di recupero e a numerosi operatori della giustizia.

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Riforme. Fassino: Tremonti vuole il dialogo perché ha fallito

Piero Fassino


Roma, 6 marzo 2004

"Io la porta non la chiudo, ma se vogliono fare sul serio con il "metodo repubblicano" che invoca Tremonti, allora perché non cominciano con la legge Gasparri? O con le riforme istituzionali che in qualsiasi paese democratico si fanno insieme e non a colpi di maggioranza?". A porsi questa domanda, in un'intervista a Repubblica, il segretario dei Ds Piero Fassino all'indomani dell'invito alle opposizioni, lanciato dal ministro dell'Economia, a lavorare insieme sulle pensioni e sulla legge a tutela del risparmio.

"E' un'intervista che segna l'esaurimento di un ciclo politico - dice Fassino per il quale desta una certa sorpresa leggere che il ministro dell'Economia non si definisce un falco, perché fin qui lo é stato, eccome. Comunque la conversione fa parte delle possibilita' a cui ciascuno di noi e' esposto". Secondo il leader dei Ds è costretto a prendere atto del fallimento di tre anni di governo del centrodestra, che si concludono con un bilancio deludente e molto lontano dalle aspettative che erano state suscitate da Berlusconi al momento della vittoria elettorale."Io la porta non la chiudo - conclude poi Fassino - ma l'onere della prova non spetta a noi. Noi non abbiamo mai concepito il ruolo dell'opposizione come di pura contestazione delle scelte del governo. Ogni volta ci siamo sforzati di avanzare proposte nell'interesse del paese. Fino ad oggi abbiamo avuto davanti una maggioranza sorda, chiusa, che preferiva far valere la forza del numero sulla ragione. Se vogliono cambiare lo dimostrino. Anche perche' va chiarito: a nome di chi parla Tremonti? di tutto il centrodestra, di Berlusconi, di Forza Italia?".

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Pensioni. Il Governo aggiusta il tiro, ma resta il no dei sindacati. Sarà sciopero generale

Il leder della Uil Luigi Angeletti


Roma, 6 marzo 2004

Riapertura del Governo sulle pensioni. Dopo la decisione di portare in aula il provvedimento sulla riforma previdenziale già da martedì prossimo, senza passare in commissione Lavoro, ieri il ministro del Lavoro Roberto Maroni ha annunciato un approccio più graduale. Dopo un primo passaggio in aula - ha detto - la riforma delle pensioni potrà tornare in commissione per consentire un dibattito più approfondito. Ma sindacati e opposizione bocciano la proposta di Maroni, come respingono, con diverse sfumature, le aperture del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che spinge per un'approvazione bipartisan del provvedimento.

Secca la replica del segretario generale della Cisl Savino Pezzotta: "Mi sembra ci sia molta confusione sotto il cielo. Si va e si viene. Secondo me avrebbero dovuto fare cose diverse. Comunque vedano loro, giudicheremo alla fine i risultati". Ancora più deciso il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: "L'accelerazione data dal governo alla riforma delle pensioni accentua il giudizio negativo che abbiamo gia' espresso" dice ribadendo che "l'intervento sulle pensioni non è necessario per i conti ma per rassicurare i mercati finanziari". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, annuncia un nuovo sciopero generale, molto probabilmente per venerdì 26 marzo. La data definitiva - spiega - sarà decisa dall'assemblea dei delegati di Cgil, Cisl e Uil".

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Venerdi, 5 Marzo, 2004

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Pensioni. Maroni: disponibili a tornare in Commissione. Angeletti (Uil): sciopero generale a fine mese

Il ministro Maroni


Roma, 5 marzo 2004

Il Governo è disponibile a tornare a discutere, nel merito, la riforma delle pensioni in Commissione Lavoro a Palazzo Madama dopo che martedì il Disegno di legge farà un primo passaggio in aula al Senato. Lo ha confermato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, al termine della seduta odierna della Commissione. Molto critica l'opposizione che parla di "spot pubblicitario" e di "atteggiamento schizofrenico" del Governo.

Per Maroni, la delega andrà in Aula dimostrando che "c'è l'assoluta volontà della maggioranza di far approvare presto la riforma" ma la delega è subordinata all'approvazione del disegno di legge riforme costituzionali: "Si tratta di un lasso di tempo di 2-3 settimane, in cui il confronto può proseguire in Commissione", ha spiegato il ministro. Maroni ha ribadito inoltre la necessità di arrivare ad una riforma sulle pensioni "largamente condivisa" e si è detto d'accordo con il 'metodo' espresso dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che in un'intervista pubblicata oggi da Repubblica invita maggioranza e opposizione al dialogo affermando che "non esistono questioni bipartisan, ma solo quelle no partisan su cui lavorare insieme". Rimane negativo, sulla riforma, il giudizio dei sindacati che si preparano a uno uno sciopero generale, molto probabilmente per l'ultimo venerdì di questo mese come ha annunciato questa mattina il leader della Uil, Luigi Angeletti. La data definitiva sarà comunque decisa dall'assemblea dei delegati di Cgil, Cisl e Uil che si svolgerà il prossimo 10 marzo.

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Disastro Linate. Al processo cominciata la requisitoria del pm. In aula l'unico superstite

Il luogo dell'incidente


Milano, 5 marzo 2004

È cominciata davanti ai giudici del Tribunale di Milano, la requisitoria del pm Celestina Gravina nel processo per l'incidente di Linate che, l'8 ottobre del 2001, provoco' la morte di 118 persone nello scontro tra due aerei in pista.

Il pm ha cominciato parlando di una "sensazione" che ha avuto sin dai primi atti dell'inchiesta e che e' andata intensificandosi durante la fase dibattimentale. "Questa sensazione - ha spiegato il pm - e' che, in questa vicenda, madama burocrazia abbia celebrato il rito della sua autoassoluzione". "Si è tentato il grande esorcismo della responsabilità- ha proseguito la Gravina nel suo intervento, destinato a protrarsi per diverse ore - che deve valere oggi e per sempre per i potenti che non sono responsabili del loro operato".

Il processo è seguito da numerosi parenti delle vittime e, fuori dall'aula, al primo piano di Palazzo di Giustizia di Milano, è stato allestito un maxischermo perche' i familiari e il pubblico possano assistere all'udienza. In aula è presente anche Pasquale Padovano, l'unico sopravvissuto al disastro, rimasto gravemente ustionato su gran parte del corpo.

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Ocse. Cresce il superindice, solo l'economia italiana arretra

L'Ocse "bacchetta"l'Italia


Parigi, 5 marzo 2004

Continua a crescere l'economia dei paesi dell'Ocse: il superindice dell'organizzazione internazionale che misura l'attività economica dei paesi industrializzati ha registrato a gennaio un aumento di 0,4 punti a 123,3. L'economia italiana è l'unica dei paesi del G7 a registrare un rallentamento, con un calo di 0,3 punti a 106,6. Il tasso di variazione su 6 mesi dell'Italia accusa ugualmente una flessione, scendendo dal 2% di dicembre all'1,1% di gennaio. Anche il tasso di variazione su 6 mesi della zona Ocse segna un calo, -0,2 al 7,7%, dopo una tendenza al rialzo iniziata nell'aprile 2003. La zona euro ha registrato una crescita dello 0,1 a 122,3 punti mentre il tasso su 6 mesi è sceso dello 0,6 al 6,3%.

Tra i paesi del G7 è il Canada a poter vantare l'aumento più forte, 1,3 punti a 130,8. In crescita anche il suo tasso di variazione su 6 mesi, balzato di 1,6 punti al 7,7%. Gli Stati Uniti hanno registrato un aumento di 0,4 punti a 133,4 mentre il tasso di variazione è per la prima volta in calo dopo 6 mesi di crescita (-0,8 a 11,5%). L'economia giapponese è cresciuta dello 0,2 a 101,8 punti a gennaio con il suo tasso su sei mesi rimasto stabile al 3%. Il Regno Unito segna un +0,6 a 109,8 punti, con il tasso di variazione su 6 mesi che balza dello 0,6 al 5,9%. La Francia registra una crescita dello 0,6 a 120 punti e il suo tasso su 6 mesi di 0,3 all'8%. La Germania registra un +0,2 a 124,5 punti e un -0,8 al 9% del suo tasso su 6 mesi.


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Giovedi, 4 Marzo, 2004

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Giustizia. Sospeso lo sciopero, si riapre il dialogo sulla riforma. L'Anm: abbiamo risposto all'appello di Ciampi

Edmondo Bruti Liberati


Roma, 4 marzo 2004

"L'Anm si riconosce pienamente nell'appello del presidente Ciampi affinché si giunga a una riforma della giustizia ampiamente condivisa e in questo spirito continuerà a fornire il suo contributo di proposta". Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Edmondo Bruti Liberati sottoscrive in pieno le parole del capo dello Stato dopo la rinuncia della magistratura allo sciopero proclamato per l'11 e 12 marzo.

"L'Anm ancora una volta trova un saldo punto di riferimento nel presidente Ciampi - sottolinea il leader del sindacato delle toghe- che accanto alla difesa del principio dell'indipendenza della magistratura ha sempre sottolineato la validità del dialogo".

"E' una decisione corretta che agevola il dialogo sulla riforma dell'ordinamento giudiziario. Quando c'è la volontà vera di dialogare, questa può dare dei risultati positivi", è il commento di Niccolò Ghedini, deputato di Forza Italia e avvocato di Silvio Berlusconi. Per il ministro della giustizia Roberto Castelli, quello di ieri è "un segnale importante" da parte dell' Anm. Ma "come non era eccessivamente negativo per me prima, non è neanche eccessivamente positivo adesso, nel senso che trattandosi di una riforma molto importante bisogna ragionare sui testi e non sul momento contingente".

"Prendo comunque atto con piacere - ha aggiunto il ministro - che i toni si stanno abbassando e credo che questo sia soltanto un dato positivo". Castelli ha poi definito "un'apertura importante", quella arrivata da parte della Margherita, ma anche in questo caso ha sottolineato che "bisogna ragionare sugli emendamenti".

"E' positivo - dice Massimo D'Alema (Ds) - che si sia riaperto un dialogo, ora bisogna evitare che questo spiraglio si chiuda negativamente e questo a mio giudizio richiede due condizioni. Che da parte della maggioranza di governo la si smetta di insultare i giudici, di denigrarli, e in secondo luogo che nel prosieguo di questa cosiddetta riforma si tenga conto anche delle indicazioni che vengono dalla magistratura, che ha spiegato come i problemi veri sono quelli del funzionamento, dell' efficienza, della celerità dei processi e non certo i processi di Berlusconi o di Previti".

"Se invece vogliamo discutere dei rimedi per rendere efficiente la giustizia in Italia - ha concluso D' Alema - io credo che su questo terreno potrà esserci il dialogo

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G8. Chiesto il rinvio a giudizio di 29 poliziotti per l'irruzione alla scuola Diaz

No-global e poliziotti sotto indagine


Genova, 3 marzo 2004

È stata depositata questa mattina la richiesta di rinvio a giudizio per 29 poliziotti, tra dirigenti e funzionari, a conclusione dell' inchiesta sull' irruzione delle forze dell'ordine nella scuola Diaz, durante il G8 del luglio 2001, in cui vennero arrestati 93 manifestanti poi prosciolti. La richiesta, di 36 pagine è stata firmata dai procuratori aggiunti Giancarlo Pellegrino e Mario Morisani e dai pubblici ministeri del pool G8.

Secondo quanto si è appreso, sono oltre 20 i capi di imputazione, tra cui, a vario titolo, falso, calunnia, abuso d'ufficio e lesioni gravi. È stata invece stralciata la posizione di Lorenzo Murgolo, allora vice questore di Bologna, perché non inserito in alcuna delle due strutture operative di comando, SCO e Ucigos. Secondo quanto si è appreso, la procura ne chiederebbe prossimamente l' archiviazione.

Ieri, sempre a Genova, si è aperto per essere poi subito aggiornato al 9 marzo, il processo contro i 26 No-global imputati di devastazione e saccheggio per i fatti avvenuti durante il G8. Il collegio giudicante non ha ravvisato motivi per sospendere il procedimento, così come era stato chiesto dai legali della difesa. Un'istanza per l'applicazione della legge Cirami sul legittimo sospetto è stata presentata dai legali di due degli imputati, che contestano il clima nel quale si svolge il dibattimento, giudicato "intimidatorio". Spetta ora alla Corte di Cassazione la decisione se mantenere il processo a Genova o trasferirlo in altra sede.

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Mercoledi, 3 Marzo, 2004

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Risparmio. Tremonti: apertura bipartisan su tutela degli investitori e falso in bilancio. Ma servono facce nuove

Giulio Tremonti


Roma, 3 marzo 2004

"Ci sono i presupposti per una rapida approvazione" del disegno di legge sulla tutela del risparmio. Fa discutere la proposta di ieiri del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che dalle pagine di Oggi precisa: "La vera riforma non può essere limitata a una nuova legge: sono necessari, e a ogni livello, aria nuova e pulita, facce nuove. Perché il sistema dei controlli di vigilanza non ha funzionato".

"L'ipotesi su cui stiamo lavorando -spiega il titolare del dicastero di via XX Setembre- è quella di applicare un metodo repubblicano, che vuol dire nell'interesse della Repubblica, perché il risparmio è un pezzo centrale della Costituzione. Riforme di questo tipo non sono né di destra né di sinistra, quindi e' giusto tentare di farla insieme nel tempo più breve possibile".

Un'apertura bipartisan che il responsabile del Tesoro estende a possibili modifiche sulla legge del falso in bilancio, "a patto che siano razionali e non strumentali". Se emerge, "nel corso della discussione in Parlamento -chiarisce Tremonti- una richiesta di modifica anche sul falso in bilancio si può fare. Tutto è discutibile se la discussione ha un fine oggettivo".

Sotto il profilo dei dettagli tecnici, Giuliano Amato rileva che si è registrato "un generale consenso" sulla ripartizione dei controlli e sull'affidamento di quelli sulla trasparenza alla nuova Consob. "Semmai - sostiene l'ex presidente del Consiglio - sembra più problematica la definizione dei rapporti tra Bankitalia e Antitrust. Nessuno nega alla Banca d'Italia i poteri sulla stabilità, bisogna vedere come si collocano rispetto ai poteri dell'Antitrust di decidere sulle concentrazioni".

Su questo punto si registra una proposta avanzata dal presidente dell'Antitrust, Giuseppe Tesauro, che ha prospettato un sistema in cui l'istituto centrale si esprime preliminarmente sui profili della stabilità, per poi affidare la pratica all'Antitrust per quelli della concorrenza. Senza ok sulla stabilità, il problema della concorrenza non verrebbe neanche affrontato. Un'idea che trova scettico il commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti, secondo cui la competenza sulle concentrazioni dovrebbe essere attribuita all'Antitrust, "con la possibilità per la Banca d'Italia di pronunciarsi sui temi legati alla sana e prudente gestione".

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Parmalat. I pm milanesi a Lugano: si cercano 30 milioni su conti svizzeri. Libero: Tanzi chiama in causa Casini

Parmalat, l'inchiesta milanese non tralascia il versante svizzero


Parma, 3 marzo 2004

I pm milanesi Francesco Greco ed Eugenio Fusco raggiungeranno in mattinata Lugano per seguire una rogatoria nell'ambito di un'inchiesta su presunte tangenti pagate dagli ex vertici della controllata Enel, Enel Power. Ma anche per un incontro con il pm federale Gianluigi Pasi che si occupa di un'inchiesta per riciclaggio che vede indagati 4 italiani per il crack del gruppo di Collecchio.

Sul tavolo dei pm anche documentazione riguardante l'ex funzionario di Bank Of America, Luca Salas, interrogato a lungo nei giorni scorsi e che ha promesso di far rientrare in Italia i 30 milioni di dollari che si trovano in conti correnti svizzeri.

In Procura, intanto, l'avvocato Piermaria Corso che difende gli indagati Barili e Giuffredi ha presentato una nuova istanza per far trasferire l'inchiesta di Milano sull'aggiotaggio a Parma. Un'istanza simile dei legali di Tanzi è già stata respinta dalla Cassazione.

Il quotidiano Libero prosegue, infine, la pubblicazione dei verbali segretati degli interrogatori di Tanzi: ieri era stato il turno di Prodi, oggi tocca al presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, chiamato in causa una volta come beneficiario di finanziamenti. A verbale anche i presunti aiuti a Buttiglione ("tramite Alessandro Duce", suo passato consigliere) a Bruno Tabacci ("appoggiato fino al '92") e ad una 'pattuglia di ex Dc' - scrive Libero - che va da Nicola Maria Sanese, a Emilio Colombo, Angelo Sanza, Calogero Mannino.

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Auto. A febbraio immatricolazioni in calo. Al gruppo Fiat il 29,7% del mercato

La nuova Fiat 500 al Salone di Ginevra


Roma, 3 marzo 2004

Torna a scendere in febbraio il mercato automobilistico italiano. Dopo il +5,65% registrato in gennaio, lo scorso mese si è chiuso a quota 207.700 immatricolazioni, il 2,25% in meno rispetto allo stesso periodo del 2003. In base ai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i trasferimenti di proprietà sono invece risultati pari a 327.251, segnando un progresso del 22,68% rispetto a febbraio 2002. Nei primi due mesi dell'anno le immatricolazioni sono salite dell'1,68% a 430.100 unità.

A febbraio la quota di mercato del gruppo Fiat si è attestata al 29,7%, in aumento quindi rispetto a febbraio 2003 che si era chiuso a quota 27,27%. La quota del gruppo risulta, per, in calo rispetto a gennaio 2004, quando aveva sfiorato il 31% (+30,9%). Le immatricolazioni del Lingotto si sono attestate in a quota 60.400, in aumento (+4,25%) rispetto alle 57.933 unità registrate nello stesso mese dello scorso anno. In gennaio, il gruppo torinese aveva immatricolato 68.790 auto, il 6,15% in più rispetto a gennaio 2003.

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Governo: Bossi: non c'è volontà riformatrice, potrei dimettermi

Bossi "sfida" Berlusconi sulle riforme


Roma, 3 marzo 2004

Umberto Bossi è pronto a tornare in piazza con "una Lega di lotta" pur di salvare le riforme. Il ministro per le Riforme lancia un messaggio a Silvio Berlusconi e lo fa in alcune nterviste apparese sui quotidiani di oggi (Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica). La Cdl, con la Lega, non ha problemi per le dichiarazioni sulla Chiesa o per altre dichiarazioni 'fuori dal coro', afferma il ministro. "Il vero busillis sono le riforme. Non vogliono le riforme" accusa il leader del Carroccio. E torna a paventare l'idea di una sua uscita dal Governo.

"Per come è messa la cosa, il federalismo mi sembra impossibile da fare - taglia corto il senatur - Ho il timore che la mia esperienza riformatrice si stia esaurendo" e, aggiunge, "sono convinto che ci sia una buona dose di odio personale... Calderoli dice che potrebbe essere meglio che io stia fuori dal governo, è una sua idea. Vedremo. Certo è - osserva - che io sul territorio conto di più che nel governo".

Il ministro si affretta, comunque, a garantire che una sua uscita non prospetterebbe una crisi, ma si dice sicuro che "per avere le riforme occorra tornare alla piazza e alla strada. "Se il disegno è quello di distruggere me e con me le riforme, se tolgo il disturbo - si chiede Bossi - salvo le riforme?"

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Martedi, 2 Marzo, 2004

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G8. Iniziato il processo. La difesa presenta istanza di "legittimo sospetto"

Una manifestazione no global


Genova, 2 marzo 2004

In una Genova blindata è iniziato il processo a 26 no global per i reati di devastazione e saccheggio durante il G8 del 2001. In aula erano presenti solo dieci imputati. La difesa ha già presentato istanza di "legittimo sospetto" chiedendo il trasferimento del processo a Torino. E, così, il procedimento potrebbe essere sospeso in attesa della decisione della Cassazione.

Tra il pubblico oltre a una ventina di no global erano presenti Giuliano ed Heidi Giuliani (genitori di Carlo Giuliani ucciso durante gli scontri) ed il sacerdote don Andrea Gallo.

Il corteo di solidarietà ai manifestanti del G8 si è concluso pacificamente in piazza De Ferrari intorno alle 11.30. Il numero dei partecipanti è cresciuto nel corso della manifestazione superando le duemila unità (1500 secondo la Questura).

Gran parte dei manifestanti si sono fermati a pochi metri da Palazzo di Giustizia e si sono in parte mescolati con i componenti del presidio dei Disobbedienti.

Su un lato del ponte Monumentale, che sovrasta via XX Settembre, alcuni manifestanti hanno esposto un grande striscione con scritto "O Nessuno o 300 mila" riferendosi ai 26 no global imputati al processo. Imponenti le misure di sicurezza decise dalla prefettura.

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Cirio. Geronzi indagato a Milano, responsabile "Deloitte & Touche" indagato a Roma

Il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi,


Milano, 2 marzo 2004

E' il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, il banchiere indagato dalla Procura di Milano per l'ipotesi di associazione a delinquere nel versante milanese dell'inchiesta sulla Cirio. Lo riporta oggi il "Corriere della Sera", segnalando che Capitalia ribadisce che "nella gestione del rapporto con il gruppo Cragnotti" l'istituto "come gli altri creditori è risultato danneggiato".

Il gruppo Capitalia ha precisato di non aver "partecipato ad alcuna emissione di bond a far data dal giugno 2001". Pertanto, Capitalia "non ha avuto alcun ruolo nelle più recenti emissioni obbligazionarie".

La procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati Sebastiano Baudo, responsabile della sede romana della società di revisione "Deloitte & Touche" che ha certificato il bilancio 2001 della Cirio. L'iscrizione è stata fatta nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta. L'indagine dei pm della capitale si sta allargando, quindi, alle società di revisione.

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Politica. Bossi: la polemica sull'8 per mille è stata innescata dagli alleati per dannneggiarci

Umberto Bossi


Roma, 2 marzo 2004

"E' evidente che in discussione non c'è la difesa dell'8 per mille, è quindi evidente che la polemica è stata innescata dai cosiddetti alleati nella convinzione di danneggiare un po' la Lega". Cosi' Umberto Bossi, come riferisce Radio Padania, chiarisce la sua posizione circa la polemica sull'8 per mille alla Chiesa Cattolica. Bossi teme che "si assista alla ripetizione di quanto avvenuto lo scorso anno quando, appena superati i tempi entro cui si poteva andare ad elezioni anticipate, la Lega venne mitragliata quotidianamente". E, ricorda il leader del Carroccio, gli alleati temono la Lega "perchè andrà da sola" alle prossime elezioni, europee ed amministrative.

Berlusconi rassicura la Chiesa e gli alleati
Berlusconi dal canto suo ha messo nero su bianco le sue rassicurazioni sull'8 per mille: nella Cdl, ha detto in una nota, "non è mai stata avanzata nessuna ipotesi di abolire" quell'istituto, sottolineando poi gli ottimi rapporti esistenti tra governo italiano e Santa Sede e Cei.
Follini: le sue parole 'fanno chiarezza, tolgono di mezzo un equivoco e pongono rimedio a una dissennatezza'. Fini: per quanto mi riguarda ora il caso è chiuso.

Critiche dall'opposizione: per Violante, "Bossi tiene Berlusconi sotto ricatto". D'Alema: quanto accaduto dimostra che questa classe dirigente "non è in grado di governare in nessun campo".

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Lnedi, 1 Marzo, 2004

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Istat. Nel 2003 il Pil cresce dello 0,3%. La pressione fiscale aumenta dello 0,9%

Il logo dell'Istat


Roma, 1 marzo 2004


L'economia italiana è cresciuta dello 0,3% nell'anno appena concluso. E' l'Istat a fornire i dati della crescita italiana e a dare indicazioni sullo stato dei conti pubblici. Evidenziando innanzitutto un rapporto tra deficit e pil al 2,4%, una riduzione del debito pubblico, sceso di 1,8 punti dal 108% del 2002 al 106,2% del 2003. Peggiora anche l'avanzo primario che si attesta al 2,9% contro il 3,5% del 2002.

Aumenta, invece, la pressione fiscale che ha registrato un incremento di quasi un punto percentuale (0,9 esattamente), attestandosi al 42,8%. L'incremento della pressione fiscale è dovuto in particolare all'aumento delle imposte indirette, salite dell'1,8% contro il calo dello 0,9% registrato dalle imposte
dirette. Un forte gettito (complessivamente 19,9 miliardi di euro) è venuto dalle varie sanatorie fiscali; rispettivamente 0,6 miliardi dallo scudo fiscale (quello usato per favorire il rientro di capitali dall'estero) e 19,3 miliardi dai condoni.

Sul fronte dell'occupazione, si registra un incremento dello 0,4% di quella totale (comprensiva del lavoro sommerso e valutata in termini di unità di lavoro al netto della cassa integrazione), con un incremento rispettivamente dello 0,5% per i lavoratori dipendenti e dello 0,2% per i lavoratori indipendenti. I cali mostrati dall'occupazione totale di agricoltura (-3,7%) e industria (-0,3%) sono stati bilanciati, a livello statistico, dalle costruzioni (+2,9%) e dai servizi (+0,8%).

I commenti
I dati Istat "evidenziano un quadro congiunturale difficile nonostante il quale i posti di lavoro continuano a crescere e anzi il rapporto tra questo incremento e quello del prodotto interno lordo è superiore all'unità". Lo ha dichiarato Maurizio Sacconi Sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali.

"Un dato che conferma la nostra diagnosi, non solo di quest'anno ma anche di quelli precedenti". Cosi' Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, ha commentato il dato sul Pil italiano che ha mostrato una lieve crescita dello 0,3% nel 2003. I dati diffusi questa mattina dall'Istat sono "sconfortanti e trascinano conseguenze negative anche nel 2004". Questo il commento del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.

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Cronaca. Pacco bomba recapitato al sindaco di Firenze

Palazzo Vecchio


Firenze, 1 marzo 2004

Sarebbe potuto esplodere il pacco recapitato stamani al sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, presso la sede del Comune, a Palazzo Vecchio. Secondo quanto si è appreso il pacchetto, che ha le dimensioni di una video cassetta, è arrivato nella posta ordinaria indirizzata al sindaco. Il mittente non era indicato e la busta ha insospettito il personale dell'ufficio del sindaco che ha subito chiamato i vigili.

Gli artificieri dei carabinieri, al lavoro al posto di polizia municipale, nel cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, hanno disinnescato il pacco inviato al sindaco, contenente della polvere . Sul posto è intervenuta anche la Digos.

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Ue. Ciampi al Messaggero: Possibile approvare la Costituzione entro giugno

Carlo Azeglio Ciampi


Roma, 1 marzo 2004

"La Costituzione europea - dice Ciampi - è lo svolgimento di un'idea che mantiene la sua forza. Nulla è pregiudicato, l'approvazione del Trattato costituzionale prima delle elezioni europee è ancora possibile". A giudizio del Capo dello Stato "bisogna recuperare lo slancio unitario che da sempre è l'anima dell'integrazione". Quanto ai "nodi rimasti (il computo a maggioranza e l'area di applicazione di quest'ultima) troveranno un'agevole soluzione". Serve quindi "un confronto serrato tra i governi e la capacità di resistere agli egoismi nazionali", afferma Ciampi, che si dice anche convinto che ora l'Europa si trova davanti a un bivio: "O si avanza o si arretra".
Nel ragionamento del Presidente della Repubblica non trova quindi cittadinanza la "logica del veto". Ciampi lo dice a chiare lettere: "E' contraddittoria rispetto agli avanzamenti realizzati finora. E' come dire che per cinquant'anni abbiamo scherzato". Nel corso del colloquio Ciampi non manca di far sentire la sua voce anche sul tema dei cosiddetti "direttori". E su questo punto, dal Colle arriva "no a riunione ristrette" perche' "soltanto le avanguardie aperte sono utili a tutta la Comunita'".

Il pensiero del Presidente corre veloce quindi alla prossima campagna elettorale per le elezioni continentali del 13 giugno.
Il capo dello Stato rivolge un invito a tutti partiti affinchè "parlino del Trattato nella campagna elettorale". L'avanzamento dell'Europa, afferma Ciampi, è un bene anche per l'Italia. "Per cinquant'anni, la crescita economica, civile e politica dell'Italia è stata strettamente intrecciata al processo di integrazione europea. Ne traggo la conclusione che se funziona bene l'Europa, funziona bene anche l'Italia".
Ragionamento "esportabile" anche ai rapporti con gli americani. Dice Ciampi: "Nel mio recente viaggio negli Usa l'ho detto più volte ai miei interlocutori: l'unità europea è nel vostro interesse. Voi credete che non saremo capaci di completarla. Io si".

Dall'Europa all'euro, e al carovita. Su questo tema Ciampi, come altre volte in passato, tiene ferma la barra nel difendere la moneta unica. "L'Italia ha una moneta forte e beneficia per la prima volta degli effetti di questo status". Sul carovita il Presidente della Repubblica non ha dubbi: "Il recente aumento dei prezzi è avvenuto in Italia e non in Europa. E dunque non puòessere attribuito all'euro".

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