Venerdi, 30 Aprile, 2004

Archivio

-------------------------------------------------------------------------------

Alitalia. Prefetto di Roma precetta i dipendenti di Fiumicino

I voli riprenderanno regolarmente alle 19


Roma, 30 aprile 2004

Il prefetto di Roma, Achille Serra, ha precettato, con effetto immediato, i dipendenti dell' Alitalia a Roma. La decisione, è stata presa dopo le sollecitazioni giunte dalla commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici. Nonstante l'agitazione sia infatti rientrata dopo ll'accordo raggiunto ieri, anche questa mattina all'aereoporto romano di Fiumicino il clima resta piuttosto teso: i dipendenti, infatti, non avrebbero rimosso completamente i blocchi mettendo a rischio l'operatività dello scalo ancora per diverse ore.

Per il leader della Cgil Guglielmo Epifani "Tocca all'azienda e al governo imprimere una svolta sulla vicenda Alitalia" mentre per il segretario della UIL, Luigi Angeletti, "le forme di lotta servono per rafforzare le nostre posizioni ma se queste esasperano la maggior parte dell'opinione pubblica, particolarmente sensibile quando le astensioni dal lavoro toccano settori delicati come i trasporti pubblici, l'effetto e' contrario e rafforzano solo la controparte, in questo caso il governo". "Grande preoccupazione" è stata espressa anche dal segretario della Cisl, Savino Pezzotta, che auspica un reale chiarimento dal confronto con l'azienda.

-------------------------------------------------------------------------------

Fiat. La Fim Cisl chiede la sospensione del tavolo di trattativa

Le proteste allo stabilimento di Melfi


Melfi, 30 aprile 2004

La Fim-Cisl ha chiesto l' interruzione della trattativa con la Fiat sulla vertenza Sata di Melfi perché il clima nello stabilimento è intollerabile.
Secondo il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, "non ci sono le condizioni di agibilità sindacale per fare la trattativa", come dimostra l' episodio delle minacce di stamani.Una delegata Fim che si recava al lavoro a Melfi ha sibito gravi atti di intimidazione.

"Verso le 6 del mattino -racconta Giorgio Santini- sul pullman che portava ai cancelli della fabbrica sono saliti quattro manifestanti che hanno iniziato a fotografare, uno per uno, i lavoratori. Quando si sono accorti che tra di loro c'era una delegata sindacale hanno cominciato a rivolgerle pesanti accuse". Ma la cosa non è finita qui: i manifestanti hanno inseguito la delegata una volta scesa dal pullman facendola oggetto di lancio di pietre. "Abbiamo dunque chiesto a tutte le forze sindacali -ha spiegato ancora Santini- la piu netta condanna degli episodi ed ora è quanto mai necessario definire unitariamente le modalità di conduzione di questa vertenza prima che episodi di questo tipo diventino sempre più gravi".

Il "tavolo" sindacati-azienda per cercare di dare una soluzione alla vertenza è ripreso oggi alla presenza di Paolo Rebaudengo, responsabile politiche indutriali del gruppo torinese e deisegretari generali della Fiom, della Fim della Uilm e del Fismic, Rinaldini, Caprioli, Regazzi, Di Maulo. Al centro del confronto i problemi salariali e dell'organizzazione del lavoro dello stabilimento di Melfi.

-------------------------------------------------------------------------------

Ue. Prodi: c'è una ripresa non fortissima. Con l'allargamento dell'Unione cambia tutto

Romano Prodi


Trieste, 30 aprile 2004

"C'è una fase di ripresa non fortissima, però è una fase più positiva che negativa". Commenta così l'attuale congiuntura economica il presidente della Commissione europea poco prima di prendere parte ad un convegno sull'allargamento dell'Ue con Epifani, Pezzotta e Angeletti.

Alla vigilia dell'ingresso nell'Unione di dieci nuovi Paesi, Prodi ha osservato da Trieste: "Qui cambia tutto. Trieste da periferica diventa città centrale d'Europa. Io mi auguro che sapp

-------------------------------------------------------------------------------

Tlc. Gasparri: "Servitore del Premier? No, braccio operativo del futuro". Maccanico: "Disattesi i rilievi di Ciampi"

Il ministro delle comunicazioni, Maurizio Gasaparri


Roma, 30 aprile 2004

"Una bella soddisfazione: 14 mila votazioni, centinaia di voti segreti che sfido qualunque governo a superare senza scivolare mai....". Il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, intervistato dal quotidiano la Repubblica, parla della legge che porta il suo nome.

"Ho ricevuto tante telefonate di congratulazioni, è stata una vittoria per tutti. Proprio poco fa ho firmato il documento che adesso andrà al Quirinale, per cui è ragionevole sperare che la riforma entri in vigore in tempi stretti.

Il ministro ha poi commentato l'accusa, giunta da più parti, di essere un servitore del Premier: "Sono semmai il braccio operativo del futuro, uno che facilita il passaggio verso le nuove tecnologie e il pluralismo - ha affermato Gasparri - Quando ero ragazzino io, c'era solo il primo canale Rai. Adesso ci sono canali tematici, tv interattiva, con il digitale terrestre non serve nemmeno più abbonarsi, i canali si moltiplicheranno all'infinito. Ho contribuito a far crescere la democrazia".

Il commento di Antonio Maccanico
Di opinione completamente differente diversa, l'ex ministro delle Comunicazioni, Antonio Maccanico che, in un'interveista pubblicata dal Corriere della sera, sostiene che "sono stati disattesi i rilievi mossi dal presidente della Repubblica". Secondo Maccanico, la nuova legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo non risolverà i principali "nodi" rimasti aperti e in particolare il duopolio Rai-Mediaset, "che continuerà a prevalere sul mercato ai danni della carta stampata".

"Ciampi -afferma Maccanico- aveva puntato il dito contro il Sic, il paniere delle comunicazioni dal quale dipende il tetto del 20 per cento dell'antitrust. Se è vero che dopo il rinvio alle Camere è stato un pò "asciugato", resta ancora sufficientemente largo per non impedire alle aziende più grandi di essere dominanti". Quanto alle frequenze, il problema dell'accesso e della concentrazione delle emittenti in mano ad un solo padrone "è stato semplicemente aggirato dal decreto salva-reti poi assorbito dalla Gasparri. Perché il digitale, almeno per ora, è soltanto un espediente per permettere a Retequattro di continuare a trasmettere". e a sfruttare questa occasione per un grande lancio. La situazione è positiva".

Homepage

------------------------------------------------------------

Giovedi, 29 Aprile, 2004

Archivio

-------------------------------------------------------------------------------

Alitalia. Scioperano i dipendenti di terra e di volo, annullati tutti i voli fino alle 18.00

Alitalia, futuro incerto


Roma, 29 aprile 2004

Si inasprisce la vertenza Alitalia: lo sciopero dei dipendenti di terra e di volo ha costretto la compagnia a cancellare tutti i voli previsti per oggi sino alle ore 18.00.

L'annuncio di ieri del presidente della Regione Lazio Francesco Storace, che oggi il governo "non varerà il decreto sui requisiti di sistema", come invece annunciato la settimana scorsa dal ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha rafforzato la determinazione della protesta dei dipendenti Alitalia.

Dopo un incontro con Berlusconi, Storace ha spiegato che il testo del decreto oggi verrà "solo discusso" in attesa di una convocazione, forse "in una settimana", delle parti sociali e territoriali. L'obiettivo di rinviare il decreto, ha spiegato ancora Storace, è "far capire che c'è la volontà di affrontare il problema in maniera il più possibile condivisa", evitando "la sensazione di andare avanti come un carro armato". Secondo Storace, è necessario coinvolgere anche l'Unione Europea: "Perché il presidente Prodi non deve dimenticare di essere cittadino italiano" ha detto, e perché "il fatto che noi dobbiamo essere l'unico Paese a dover subire la litania degli aiuti di Stato francamente mi convince poco".

Il decreto "merita una riflessione", ha spiegato invece Maroni, precisando che sarà "da 600 milioni di euro, 200 dei quali a beneficio di Alitalia". Il ministro ha aggiunto che il provvedimento del Governo potrebbe "rivelarsi inutile",perché serve "un accordo fra azienda e sindacati sul piano industriale". Piano sul quale l'intesa appare ancora lontana.

Per il sindacato, il leader della Cisl Savino Pezzotta ha ricordato di aver "piu' volte richiamato l' attenzione sulla pesante situazione di Alitalia. Più volte, da 15 giorni, ho sottolineato il rischio di mobilitazioni pensanti e chiesto la convocazione dei sindacati a Palazzo Chigi, per incontrare l'azionista di maggioranza. Oggi si piange sul latte versato".

"Noi - ha sottolineato Pezzotta - il piano industriale lo vogliamo discutere. Ma in un confronto con il governo. Se c'è questa volontà si può trovare una soluzione". Ma il tavolo di trattativa con il governo, deve essere "sulle strategie della compagnia e non sui turni. A Palazzo Chigi - ha aggiunto - a discutere dei turni non ci vengo".

Il presidente di Alitalia Giuseppe Bonomi ha invece accusato il sindacato e i lavoratori di "un' opposizione pregiudiziale a qualsiasi ipotesi di ristrutturazione". "Oggi ci poniamo l'obiettivo di impostare un piano di risanamento e di rilancio per l' azienda, l' unico obiettivo attraverso il quale si puo' tutelare l' occupazione - ha sottolineato - Altrimenti il rischio, non di fallimento legale, ma di non poter continuare il regime ordinario, c'è". L'agitazione dei dipendenti di oggi "ha portato al blocco operativo. E' una giornata triste per Alitalia, per i dipendenti, per i clienti e i cittadini", ha aggiunto.

-------------------------------------------------------------------------------

Mafia. Operazione della DIA contro le cosche trapanesi, 36 arresti

I boss mafiosi controllavano anche un giro di slot machines


Palermo, 29 aprile 2004

"Gravi casi di interferenza svolta da Cosa Nostra in occasione di recenti elezioni amministrative con noti esponenti del mondo politico" di Marsala sono emersi nell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che ha portato a 36 ordini di custodia cautelare contro esponenti delle cosche trapanesi. Nel mirino, in particolare, quelle capeggiate dai latitanti Andrea Manciaracina e Natale Bonafede.

I provvedimenti, firmati dal gip di Palermo, sono stati eseguiti la notte scorsa dalla Squadra Mobile di Trapani, dal commissariato di Marsala e dal personale delle unità di prevenzione crimine di Palermo e Catania. I reati contestati sono associazione mafiosa, estorsione, incendio, traffico di stupefacenti, scambio di voto politico-mafioso, detenzione illegale di armi ed esplosivi.

Tra gli arrestati anche l'ex senatore del Psi, Pietro Pizzo, attualmente segretario locale nel Nuovo Psi e presidente del consiglio comunale di Marsala. Nell'ambito di questa stessa inchiesta ieri era stato notificato un avviso di garanzia all'assessore regionale alla Presidenza, David Costa, dell'Udc, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e già ieri pomeriggio interrogato dai magistrati della Dda di Palermo.

L'operazione apre la seconda fase dell'inchiesta denominata "Progetto peronospera" che ha fatto luce sulle attivita' dei boss trapanesi che continuavano a controllare il racket delle estorsioni e il traffico di droga, ma anche sulla gestione occulta di beni appartenenti a mafiosi colpiti da misura di prevenzione. E' stata sequestrata una azienda, la Octopus che secondo gli inquirenti era stata acquisita da due coniugi impiegando capitali forniti dal boss Bonafede. Un filone dell'indagine ha riguardato i videopoker un altro dei lucrosi affari dei boss che reinvestivano parte dei loro profitti nell'acquisto delle macchine per il gioco d'azzardo elettronico: ne sono state sequestrate 160, oltre a 3 ditte del settore con sede a Marsala.

-------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Berlusconi: faremo il nostro dovere, non siamo servi degli Usa. Bush: passaggio di poteri il 30 giugno

Oggi un altro attacco a Falluja


Roma, 28 aprile 2004

"Continueremo a fare quello che riteniamo il nostro dovere senza esitazione, anche se costa ed è costato soprattutto a voi". Silvio Berlusconi parla ai familiari dei caduti di Nassirya a palazzo Chigi. Parla della missione militare in Iraq e non fa cenno alla vicenda degli ostaggi ancora in mano ai sequestratori.

Ma una risposta indiretta arriva con la rivendicazione della scelta di aver inviato il contingente in Iraq: "Non siamo servi degli Stati Uniti, non siamo alleati sottomessi, ma siamo grandemente riconoscenti verso una grande democrazia e un grande popolo che ci hanno salvato dal comunismo, dal nazismo e dalla dittatura".

"Sappiate - aggiunge - che la responsabilità di chi governa è una responsabilità grande, dolorosa, a volte tragica. E io la sento fino in fondo". Ma se l'Italia "venisse via, in Iraq ci sarebbe una guerra civile disastrosa, sangue e soltanto sangue". L'Italia resta dunque in Iraq "per consentire il passaggio della sovranità dalle truppe angloamericane alla società irachena". Un periodo di transizione che sarà "necessariamente lungo".

Centrosinistra: possibile voto sul ritiro
Il Presidente del Consiglio riferirà in parlamento sulla situazione in Iraq. Non è chiaro quando. In ogni caso il centrosinistra ribadisce: "Se non cambia la situazione - dice Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera - sarà ineludibile chiedere il ritiro del contingente italiano". Castagnetti sottolinea che nelle riunione dei capigruppo di tutte le opposizioni "è stata raggiunta una posizione unitaria sulla richiesta del ritiro".

Scontri a Falluja
A Falluja nel pomeriggio c'è stato un nuovo attacco americano per riconquistare la città, in mano ai guerriglieri iracheni da tre settimane. Elicotteri da combattimento, cacciabombardieri, e carri armati hanno sferrato una serie di attacchi in alcuni quartieri. Offensiva delle truppe americane anche a Najaf, dove si trova il religioso radicale Moqtada al Sadr. 64 gli iracheni uccisi negli scontri.

Kofi Annan e Bush: passaggio di poteri il 30 giugno
Elezioni libere e giuste in Iraq, se possibile nel gennaio del 2005; fine al più presto dell'occupazione e delle violenze; preoccupazione per le atrocità commesse nel Paese; una stabilizzazione che avvenga nel più breve tempo possibile. Sono i passaggi centrali della conferenza stampa tenuta dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan a New York. Annan ha sostanzialmente fatto proprio il piano dell'inviato speciale Lakhdar Brahimi per la formazione di un governo ad interim, in vista della transizione dei poteri il prossimo 30 giugno ad un'autorità irachena. E George W. Bush ha accolto con favore il piano, confermando che il passaggio di poteri in Iraq si farà il 30 giugno.

-------------------------------------------------------------------------------

Rai. Annunziata: il Parlamento mandi a casa Cda e Direttore Generale

La presidente della Rai Lucia Annunziata con il dg Cattaneo


Roma, 28 aprile 2004

Il Parlamento e le forze politiche riflettano sulla "sulla opportunità di mandare a casa al più presto possibile il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale". Lo ha detto il presidente della Rai Lucia Annunziata.

"Negli ultimi due giorni è stata fatta la chiarezza che auspicavo sulla Rai - scrive la presidente di Garanzia in una dichiarazione. Gli interventi istituzionali da una parte e le decisioni del Consiglio di Amministrazione dall' altra hanno reso esplicite agli occhi della classe politica e dell' intero Paese, le responsabilità e la natura dell' esercizio del potere dell' attuale gestione del Servizio Pubblico".

"Una gestione - secondo Annunziata - la cui parzialità ideologica sta destabilizzando l'Azienda e compromettendo il rapporto con il Paese come provano le recenti scelte culturali di palinsesto in stridente contrasto con la sobrietà delle ansie e degli umori collettivi del Paese in questo momento. Questo è il vero danno aziendale. E io considero mio dovere denunciarlo. La Rai - secondo la presidente - per continuare ad essere se stessa ha un disperato bisogno di tornare a rappresentare tutte le componenti del Paese in un clima bipartisan coltivato con il massimo della correttezza e condito con almeno un pizzico di buon senso. Se questo è vero, come Presidente di Garanzia, non posso che raccomandare a tutte le forze politiche del Parlamento di iniziare a riflettere sulla opportunità di mandare a casa al più presto possibile il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale. Sperando - conclude - che il processo di ricambio dei vertici aziendali arrivi presto, continuerò ad esercitare il mio ruolo di Presidente di Garanzia secondo coscienza e secondo diritto. Esattamente come ho fatto fino ad oggi".

Homepage

-----------------------------------------------------------

Mercoledi, 28 Aprile, 2004

Archivio

-------------------------------------------------------------------------------

Dialoghi sul giornalismo italiano: «Barbara Palombelli: “Ma i giornalisti che attaccano Vespa sono invidiosi o cos’altro?” Vespa: “La vita mi ha insegnato che chiunque mi abbia fatto del male, alla fine non ne ha tratto beneficio. Uno è morto».

(Fonte: 8 e mezzo, La7, 26 aprile; Epistolario di B. Vespa, op. cit.)

---------------------------------------------------------------

IRAQ. Il patriarca di Bagdad: gli ostaggi italiani presto saranno liberati

Un'immagine dal video degli ostaggi italiani


Bagdad, 28 aprile 2004

"Stiamo facendo il possibile. Al punto in cui siamo sono ottimista per la soluzione positiva della vicenda". E' quanto ha dichiarato il patriarca caldeo di Baghdad, Emanuele III Dally, al Servizio di informazione religiosa promosso dalla Cei, sui tre ostaggi italiani in Iraq.

Per l'alto prelato gli ostaggi italiani "stanno bene" e "alla fine saranno liberati", ha aggiunto Emanuele III Dally, che da tempo, insieme alla Nunziatura apostolica della capitale irachena, si sta adoperando per la liberazione degli ostaggi. "Serve più pazienza e meno clamore", ha detto.

Quanto alla manifestazione promossa per domani dai familiari dei rapiti, Emanuele III Dally ha auspicato che "sia pacifica e rivolta al bene e alla pace per tutto il popolo iracheno. Tutti dobbiamo fare il possibile, è il nostro dovere, per favorire la liberazione non solo degli ostaggi italiani ma anche di tutti gli altri", ha detto al Sir.

"E' importante - ha concluso - che nel Paese torni un minimo di sicurezza e di tranquillità. Per questo bisogna pregare come il Papa da tempo ci invita a fare per tutti gli iracheni".


-------------------------------------------------------------------------------

La Rai ha paura del 1° Maggio e cancella la diretta del concerto
di Natalia Lombardo

Pomeriggio delle beffe a Viale Mazzini: il Cda Rai «deplora» con una censura la presidente, Lucia Annunziata, per aver rivelato alla stampa gli insulti ricevuti dal direttore generale Flavio Cattaneo. Ad essere censurato è chi è stato offeso, anziché chi ha offeso, contestano i leader del centrosinistra, Fassino e Rutelli. Senza la presidente, che lunedì se ne è andata dal palazzo di Viale Mazzini, il Cda ha deciso anche che sia annullata la diretta tv del concerto del Primo Maggio, appuntamento storico su RaiTre. Sarà trasmesso con una «differita» di una ventina di minuti o di un’ora, il tempo per tagliare parti sgradite o «rischiose per gli ostaggi in Iraq» ed evitare che diventi una «manifestazione politica». A suggerire la delibera è stato il consigliere Angelo Maria Petroni, il più organico a Forza Italia, e il Cda ha votato all’unanimità la raccomandazione al Dg: evitare che nella diretta ci possa essere qualcuno che magari invochi il ritiro delle truppe, o che dia qualche definizione del lavoro che i rapiti stavano svolgendo nel teatro di guerra, spigano da Viale Mazzini.

Il secondo motivo è il richiamo alla par condicio. Un censura preventiva riferita alle dichiarazioni fatte l’anno scorso da Daniele Silvestri e dalla cantante dei 99 Posse (che quest’anno non partecipano al concerto). Cattaneo ieri ha informato i leader sindacali dicendo che erano d’accordo. Ma Epifani, leader Cgil impegnato sulla Fiat, non è affato d’accordo e anche Pezzotta (Cisl) ha le sue riserve. Le esprimeranno oggi nell’incontro che il direttore generale avrà alle 11 con i segretari organizzativi Guzzonato (Cgil), Betti (Cisl) e Barbagallo (Uil). E alle critiche dei cantanti si sono aggiunte quelle dei discografici della Fimi (come si può leggere nelle pagine degli spettacoli), mentre gli organizzatori temono la fuga degli sponsor. Ma a valutare cosa tagliare dovrebbe essere un gran giurì di piazza formato dal Dg Rai o chi per lui, dal direttore di RaiTre, Paolo Ruffini e da tre rappresentanti sindacali. A questo punto, però, la manifestazione autogestita cambia natura, c’è chi a Viale Mazzini si chiede: chi si assumerà la responsabilità se succede qualcosa? La Rai? Il direttore generale?

La terza «chicca» che ha votato il Cda senza presidente, è l’istituzione di un «comitato tecnico-consultivo», per l’applicazione «immediata» della par condicio nelle reti: una struttura bicolore, Forza Italia e An (escluse Udc e Lega), un muro compatto che affianca il Dg nel controllo ormai parossistico della libertà d’espressione, mai così forte in una campagna elettorale. Ne fanno parte i soliti nomi (ora tutti Direttori di qualcosa): Rubens Esposito (An) Affari legali, il capo staff del Dg, Lorenza Lei; Carlo Nardello (FI), del Marketing Strategico; Alessio Gorla (FI) palinsesti; Guido Paglia (AN) comunicazione; il Direttore delle Tribune Parlamentari Anna La Rosa (la salottiera della Casa); l’assistente per l'informazione del Dg Giuliana Del Bufalo (FI).

Insomma, rimasti in quattro, con Francesco Alberoni nell’ambito ruolo di presidente in quanto consigliere, i consiglieri hanno dato il meglio della loro adesione al centrodestra. Ieri mattina il presidente Ciampi ha invitato l’informazione a non esaltare modelli negativi. Un messaggio che nell’entourage della presidente è stato letta anche come un sostegno alla sua denuncia contro l’intervista al serial killer Donato Bilancia trasmessa la domenica pomeriggio. Cattaneo si appropria del «pensiero positivo» del Capo dello Stato («é quello che ho detto al Comitato editoriale», dice), ma arrivato al Cda il tutto si traduce in una censura per la presidente. Votata all’unanimità, anche dal cattolico Rumi. Cattaneo ieri mattina ha inviato a casa di Lucia Annunziata 24 rose bianche (prima aveva pensato a 36 rose rosse) e un biglietto di scuse. Nel Cda sono arrivate le spine... Del caso Bilancia si è parlato, ma è stata confermata «piena fiducia» al direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, che riceverà solo un richiamo scritto per non aver informato in tempo il Dg. Il Cda ha raccolto l’appello di Ciampi condannando l’eccesso di reality show e l’orario in cui è andata in onda l’intervista a Bilancia. Anzi, come racconta Marcello Veneziani, «nel Cda c'è chi ha sostenuto che l'intervista è stata condotta in modo corretto, senza alcuna indulgenza o spettacolarizzazione da parte di Bonolis». È stato il pensiero del filosofo dell’innamoramento, Alberoni.

Lucia Annunziata resta lontana dal Cavallo, lunedì sera sembrava tentata dall’idea di dimettersi, molto colpita dagli sgarbi ricevuti. Dai presidenti delle Camere non è arrivato il segnale che aspettava (né arriverà, sembra), in compenso a darle solidarietà per gli «attacchi vergognosi» subìti, sono stati i leader del centrosinistra. Piero Fassino denuncia dal Cda «una inaudita manifestazione di arroganza e irresponsabilità. In assenza del presidente Lucia Annunziata, quattro consiglieri, tutti espressione della maggioranza di governo, hanno censurato il presidente, annullato la consueta diretta televisiva per il concerto del 1 maggio, costruito un “comitato di censura” della par condicio affidato pressoché totalmente a personalità di stretta fede politica di destra». Fassino chiede l’intervento della Commissione di Vigilanza. «Senza presidente di garanzia questo Cda non esiste», denuncia Francesco Rutelli, presidente della Margherita, i consiglieri che hanno dato prova di «arroganza» ricordino che «sono stati nominati dai Presidenti delle Camere» quindi cerchino di ricreare «le condizioni perché la Presidente di garanzia possa svolgere il suo ruolo».

Il presidente della Vigilanza, Claudio Petruccioli, ieri ha scritto ai consiglieri Rai, prende atto della delibera ma la critica: «Si deplora chi ha reso pubbliche le minacce ricevute e non chi le ha formulate». E il ruolo di garanzia assegnato alla presidente, prosegue, è «compito essenziale all'equilibrio e all'integrità dei vertici della Rai», tanto più in campagna elettorale, quindi sarebbe utile che «ricevesse la necessaria solidarietà». Ma i consiglieri non sentono ragioni: la colpa è di Lucia Annunziata che discredita la Rai, risponde Marcello Veneziani: sarebbe accaduto un «deplorevole scambio di insulti» ma non certo una «minaccia» alla presidente. Un «indecoroso teatrino», per il consigliere di An. Dall’Ulivo una pioggia di critiche durante il voto della legge Gasparri in Senato: per Agius, Ds è «grave la censura alla presidente, e non una parola sugli insulti di Cattaneo, non all'altezza del compito per il quale è stato incaricato». Bordon, Margherita, parla di «teatro dell’Assurdo» e si appella ai presidenti delle Camere: «cosa dicono?». Per Zanda, Dl, la Rai è diventata un «protettorato di Mediaset» ma si augura che «Lucia Annunziata resista». Per ora, resiste.

-------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Berlusconi: "Non siamo servi degli USA". Violante: "Entro il 15 maggio la lista Prodi chiederà ritiro"

Un bersagliere a Nassirya


Roma, 28 aprile 2004

"Non siamo servi degli Usa. Non siamo alleati sottomessi, ma siamo grandemente loro riconoscenti, perché ci hanno salvato dal comunismo, dal nazismo, dalla dittatura, perché ci hanno sostenuto nella nostra strada al benessere". Queste le parole del premier Silvio Berlusconi in occasione dell'incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime di Nassiriya. Dai familiari degli ostaggi italiani in Iraq, intanto, nuovi appelli a partecipare alla manifestazione di domani a Roma, mentre il capogruppo dei Ds alla Camera, Luciano Violante, stringe i tempi: la Lista Prodi chiederà entro il 15 maggio, quando verranno chiuse le Camere per le elezioni europee, il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.

Se l'Italia e gli altri alleati si ritirassero dall'Iraq, spiega Berlusconi "ci sarebbe una guerra civile disastrosa, che metterebbe l'una contro l'altra le differenti etnie, le differenti tribù, i differenti partiti politici, e sarebbe solo sangue e soltanto sangue".

L'ultimo appello delle famiglie dei tre italiani prigionieri in Iraq è stato letto dal fratello di Umberto Cupertino, Francesco, in nome anche dei familiari di Stefio e Agliana. A Radio Radicale, intanto, Violante confermava quanto riportato già oggi dalla stampa a titolo di indiscrezione: i gruppi parlamentari della Lista Prodi chiederanno entro il 15 maggio il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.

"Bisogna certamente tener conto della situazione degli ostaggi e dei rischi che si corrono -spiega Violante- ma non possiamo far decidere le nostre cose dai terroristi che sequestrano gli ostaggi. Tenendo conto della situazione complessiva e dopo le terribili notizie di Najaf e Falluja, è maturato nel gruppo un orientamento condiviso quasi all'unanimità di lavorare ormai per il rientro delle truppe italiane, a meno che non ci sia quella svolta che abbiamo chiesto da tempo", ha detto Violante, aggiungendo: "Non mi pare, têttavia che tale svolta vi sia".

Dall'Iraq, da Najaf, il leader sciita Moqtada al Sadr ribadisce le minacce di attentati suicidi contro le forze della coalizione in Iraq. "Ripeto quanto ho detto venerdi' scorso. Utilizzerò attentatori suicidi per attaccare le forze di occupazione", ha detto al Sadr in un'intervista all'agenzia tedesca Dpa. Le truppe americane sono accampate fuori della città santa sciita, dove al Sadr si è rifugiato.

"Non permetteremo a nessuno di violare questa terra sacra - ha detto ancora il leader sciita - I nemici sono convinti che ciò che stanno facendo possa mettere sotto pressione la milizia al Mahdi tanto da farle abbandonare le armi e la guerra santa. Sono in errore. Tutta la nostra gente affronterà i malvagi che vogliono violare il luogo sacro". Al Sadr ha accusato le forze americane di usare le bombe a frammentazione contro i civili, violando il diritto internazionale.

-------------------------------------------------------------------------------


Alitalia. Scatta il blocco dei voli a Fiumicino. Pezzotta: urge convocare tavolo a Palazzo Chigi

L'aeroporto di Fiumicino


Roma, 28 aprile 2004

Si profila una giornata difficile per chi deve viaggiare in aereo, a causa della mobilitazione generale dei dipendenti Alitalia indetta dai sindacati. Nello scalo romano di Fiumicino è previsto il blocco dei voli a partire dalle ore 13, senza indicazione di quando potranno riprendere. Ai banchi dei check in la giustificazione che viene fornita ai passeggeri è "for strike, per sciopero". Intanto lunghe file di viaggiatori, molti dei quali stranieri, si vanno formando davanti alle postazioni dove il personale lavora in numero ridotto. Tuttavia, al momento, Alitalia fa sapere che non risultano cancellazioni di voli pur non escludendo comunque disagi per i passeggeri a causa delle agitazioni sindacali.

A Napoli Capodichino, dove un centinaio di avoratori dell'Atitech ha bloccato intorno alle 12 la zona dei check-in, non si sono verificate cancellazioni di voli. La situazione di preallarme è scattata a mezzogiorno in tutti gli aeroporti italiani. Le nove siglie sindacali, impegnate nella trattativa Alitalia, hanno proclamato ieri una "mobilitazione su tutto il territorio con preannunciate "agitazioni in forme non gestibili". L'iniziativa ha lo scopo di richiamare il Governo - la proprietà dell'Alitalia è infatti pubblica - sulla vertenza dopo la mancata convocazione a Palazzo Chigi più volte sollecitata dai sindacati.

Sul versante parlamentare il presidente della Commissioni trasporti del Senato, Luigi Grillo ha convocato per un'audizione urgente sull'Alitalia i tre segretari generali della Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. Lo stesso Pezzotta ha ribadito la necessità di aprire immediatamente un tavolo a Palazzo Chigi "se si vogliono evitare tensioni
sociali, blocchi e altro".

Homepage

-----------------------------------------------------------

Martedi, 27 Aprile, 2004

Archivio

-------------------------------------------------------------------------------

IRAQ, Sequestratori: cinque giorni per protestare contro la guerra o gli ostaggi saranno uccisi. Familiari: aiutateci

I tre ostaggi sembrano in buona salute


Baghdad, 26 aprile 2004

Cinque giorni agli italiani per organizzare una "grande protesta nella vostra capitale" , per mostrare di essere "solidali con la nostra causa", pronti a "rifiutare pubblicamente la politica del vostro primo ministro". La minaccia delle Brigate verdi di Maometto nel nuovo video trasmesso dalla tv satellitare araba Al Arabya - che mostra Salvatore Stefio, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino - giunge dopo giorni di silenzio e supposizioni, e si rivolge direttamente al popolo.

Nel video mostrato dalla tv satellitare araba Al-Arabya, Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana sembrano in buona salute. Tre uomini seduti, con la barba lunga, come se non si rasassero da una settimana circa, vestiti alla maniera araba, consumano un pasto con le mani da un vassoio appoggiato su un tavolo, davanti alla telecamera. Impossibile stabilire però quando sia stato girato il filmato. Si sente parlare Salvatore Stefio, una frase interrotta: "...ad ogni richiesta per migliorare la nostra permanenza qui con loro".

Nel video i rapitori chiedono manifestazioni a Roma contro la politica del governo: "Vi assicuriamo che daremo prova di buona fede e li libereremo - dice il messaggio diretto dai sequestratori al popolo italiano - se simpatizzerete con la nostra causa, ci mostrerete la vostra solidarietà e respingerete pubblicamente la politica del vostro primo ministro, inscenando una grande manifestazione nella vostra capitale per protestare contro la guerra". Il comunicato dei rapitori dei tre ostaggi italiani è datato 25 aprile.

Le nuove immagini degli italiani rapiti sono state seguite con apprensione dalla famiglia Cupertino a Sammichele di Bari. "Almeno abbiamo la certezza che stanno bene e che sono trattati bene": è stato il primo commento di Antonella Agliana, raggiunta telefonicamente, dopo la notizia del video dei tre ostaggi italiani trasmesso dalla Tv araba Al Arabya. "Li vediamo, sono vivi e questo ci dà molta forza". Così il padre di Salvatore Stefio. "In questo momento - ha detto - bisogna essere tutti uniti, aiutateci. Ne abbiamo bisogno tutti, come genitori e come italiani".

Berlusconi segue la vicenda degli ostaggi senza commenti, ha detto il portavoce Bonaiuti dopo la visione del video. Fini ha sottolineato che "non si parla, si lavora". E il vicepremier ha aggiunto: "Il Governo è lieto che i nostri lavoratori siano ancora vivi e continua a fare tutto ciò che può per riportarli a casa e riconsegnare la salma di Quattrocchi alla famiglià. Giovanardi ha riferito la posizione del Governo e della Camera: "Non ci sarà nessun dibattito parlamentare prima della fine della vicenda", ha detto.

----------------------------------------------------------------------------

Rai. Scontro tra Annunziata a Cattaneo. Domani il 'caso' Bilancia in Cda

La presidente Annunziata con il dg Cattaneo


Roma, 26 aprile 2004

L'l'intervista di Paolo Bonolis al serial killer Donato Bilancia, andata in onda ieri pomeriggio nel corso di Domenica In, ha scatenato un nuovo duro scontro tra il direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, e il presidente, Lucia Annunziata che aveva definito il 'caso' Bilancia il sintomo di gravi disfunzioni dell'azienda.

Oggi la presidente, dopo una telefonata con il direttore generale, dal quale - ha precisato lei - è stata pesantemente insultata, ha lasciato gli uffici di Viale Mazzini. Cattaneo, in una lettera inviata ad Annunziata, ha detto di essere "scattato", al di là delle proprie intenzioni, perché si era sentito provocato dalle continue affermazioni della presidente, che lo accusa di non essere in grado di gestire la Rai.

"Domani in CdA presenterò una approfondita e completa relazione sul colloquio tra Bonolis e Donato Bilancia, trasmesso da Domenica In. Chiariremo tutti i passaggi della vicenda fino alla sua lettera, alla quale, ancora una volta, ha voluto dare pubblicità diffondendola alle agenzie di stampa, senza preoccuparsi del ruolo del Consiglio e degli interessi dell'Azienda". E' quanto afferma in una nuova lettera il dg della Rai, Flavio Cattaneo, inviata al presidente Annunziata.

--------------------------------------------------------------------------------

Delitto Cogne. Concluso l'esame delle perizie. Prossima udienza preliminare il 31 maggio

Annamaria Franzoni


Aosta, 26 aprile 2004

Sarà necessaria una seconda udienza preliminare per il caso Cogne. Lo ha annunciato uno dei periti, Vincenzo Pascali, uscendo dal Palazzo di giustizia di Aosta dove oggi si è concluso l'esame delle perizie. L' avvocato Taormina, legale della mamma del piccolo Samuele Lorenzi, Annamaria Franzoni, si è riservato di chiedere il rito abbreviato.

Davanti ai gup di Aosta il criminologo tedesco Hermann Schmitter, che ha esaminato le traiettorie degli schizzi di sangue trovati nella stanza con il procedimento della Blood pattern analysis, è stato il primo a intervenire. Schmitter ha impiegato circa un' ora e mezza per illustrare la prima parte del suo lavoro, poi sono iniziate le domande delle parti che chiedono chiarimenti. Secondo quanto è trapelato, la perizia del criminologo tedesco confermerebbe in molte parti le tesi sostenute dalle perizie dei carabinieri del Ris, consulenti del pm. "Dall' analisi delle tracce valutabili con certezza - affermato Schmitter nelle sue 13 pagine di perizia - si ottiene uno scenario che concorre al conseguimento della seguente dichiarazione minima: la persona che ha commesso il delitto ha colpito la vittima stando inginocchiata sul letto e con indosso i pantaloni del pigiama".

"Altre tracce come quelle rilevate sugli zoccoli e sulla parte superiore del pigiama - scrive ancora il consulente - possono sì concordare con l' avvenimento dedotto, ma non sono necessariamente collegate al fatto". Secondo Schmitter, "nel quadro generale delle tracce non vi è alcun ragionevole dubbio sul fatto che Samuele Lorenzi si trovasse nella parte sinistra vicino al centro del letto matrimoniale quando è stato ferito da diversi colpi sulla testa. L' oggetto utilizzato, finora rimasto sconosciuto, ha portato, durante l' esecuzione dei colpi, alla formazione di modelli caratteristici di tracce di sangue, delle quali è possibile elaborare alcune affermazioni certe relative al corso degli eventi".

"È possibile - rileva ancora il criminologo tedesco - riunire in un quadro generale le zone in cui sono state rilevate le tracce significative: - tracce di schizzi sulla parete di fronte sulla testata del letto permettono di localizzare con relative precisione il punto di origine; - le tracce da 'movimento centrifugo' sul soffitto della camera sopra il letto permettono di fare affermazioni relativamente ai movimenti dell' arma del delitto e alla posizione della persona che lo ha commesso; - la distribuzione delle tracce di schizzi e gocce sul copriletto completa le conoscenze su tale posizione e - la distribuzione delle tracce di schizzi sui pantaloni del pigiama dimostra che i pantaloni erano indossati dalla persona che ha commesso il delitto durante l' esecuzione".

La rabbia del marito di Annamaria Franzoni
"Secondo i media mia moglie doveva già essere giustiziata più volte dal giorno del delitto a oggi. C' eè una regia massmediatica che vuole denigrarci. È stato vano lo sforzo per dare un' informazione corretta ed equilibrata." All'uscita del Palazzo di giustizia di Aosta non ha nascosto ai cronisti il suo disappunto Stefano Lorenzi, marito di Anna Maria Franzoni. "Si è creato nel corso dell' inchiesta - ha accusato - un clima colpevolista che non è mai stato confermato e sono d' accordo su un solo punto con l' accusa: che mio figlio è stato ucciso. Voglio avere fiducia nelle istituzioni, ma le istituzioni devono darmi una prova".

--------------------------------------------------------------------------------

Politica. Bossi ha piena autonomia respiratoria, trasferito in neurochirurgia

Il leader della Lega Umberto Bossi


Roma, 26 aprile 2004

Umberto Bossi è uscito oggi dal reparto di neurorianimazione dell'ospedale di Circolo di Varese ed è stato trasferito per la degenza nell'unità di Neurochirurgia. "Da giorni ha raggiunto la piena autonomia respiratoria". Lo comunica un bollettino medico dell'ospedale.

Per la prima volta, dunque, dopo tre settimane, l'Ospedale di Varese ha diffuso un bollettino medico sulle condizioni del ministro Umberto Bossi, e le notizie che riguardano lo stato di salute del leader leghista, ricoverato in gravi condizioni dopo uno scompenso cardiaco dall'11 marzo scorso, sono confortanti.

"Attualmente - conclude il bollettino - è in corso un programma di recupero funzionale globale, propedeutico al successivo trasferimento presso struttura riabilitativa".

--------------------------------------------------------------------------------

Fiat. A Melfi ancora scontri polizia-operai: 13 feriti. Pisanu: il blocco sarà rimosso ogni volta che servirà

Scontri tra polizia e operai


Roma, 26 aprile 2004

Dopo questa mattina, altri momenti di tensione hanno caratterizzato la protesta degli operai della Fiat di Melfi che, nonostante l'intervento delle Forze dell'ordine, continuano a mantenere i blocchi della produzione per chiedere la riorganizzazione dei turni e l'equiparazione dei salari a quelli degli altri stabilimenti del gruppo. I dipendenti della Fiat di Melfi protestano contro i carichi di lavoro e una disciplina in azienda considerati eccessivamente rigidi. Nel mirino, in particolare, la cosiddetta "ribattuta", cioè il turno notturno per due settimane consecutive.

Mercoledì sciopero dei metalmeccanici
La tensione è salita al cambio di turno delle 14, quando (come del resto è avvenuto questa mattina) alcuni operai che non partecipano alla protesta hanno chiesto di poter entrare in fabbrica, ma sono stati bloccati ai picchetti. Anche nel pomeriggio, dunque, come in mattinata, la polizia è intervenuta caricando gli operai del blocco della Fenice.

Feriti 13 operai e 3 poliziotti
Stamattina la polizia ha caricato i manifestanti che per 8 giorni hanno bloccato i cancelli della fabbrica: 13 i lavoratori contusi che hanno avuto bisogno di soccorso, feriti anche tre poliziotti. A sostegno dei lavoratori di Melfi, la Fiom-Cgil ha indetto uno sciopero generale dei metalmeccanici per mercoledì prossimo. Ed è scattata la solidarietà da parte degli altri lavoratori della Fiat nei confronti dei colleghi lucani: "La lotta di Melfi - hanno fatto sapere - è la nostra lotta".

Intanto da New York, dove si trova in visita, il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini, ha affermato che il blocco di Melfi è intollerabile, esprimendo anche piena solidarietà alle forze dell'ordine.

Pisanu: continueremo a opporci ai blocchi
Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu "si appella alle forze sociali e politiche interessate alla positiva conclusione della vertenza affinchè vengano neutralizzati i provocatori che puntano sullo scontro e vengano, invece, garantite le indispensabili condizioni di sicurezza e di ordine pubblico". Così una nota sul caso Melfi nella quale Pisanu afferma che "si è opposto e continuerà ad opporsi alla pretesa di far accedere i lavoratori attraverso due ali di scioperanti" e che "tale operazione sarà ripetuta ogni volta che sarà necessario".

Confindustria: torniamo alla normalità
La priorita"' per Fiat "è il piano di rilancio" e "c'è il rischio che venga vanificato". E' quanto si legge in un comunicato congiunto Confindustria-Federmeccanica che, alla luce della vicenda di Melfi, chiedono di "ripristinare una situazione di normalità".

Lettera di Morchio ai dipendenti
"Nessuno può fingere di ignorare che in questa partita si gioca il futuro dell'industria italiana dell'automobile, delle persone che vi lavorano nonchè una parte importante del rilancio economico del nostro Paese", afferma l'amministratore delegato di Fiat Auto, Giuseppe Morchio, in una lettera ai dipendenti del gruppo.

Homepage

 

Lunedi, 26 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------

Fiat. Tensione a Melfi. La polizia carica i manifestanti

Melfi


Melfi, 26 aprile 2004

Le forze dell'ordine hanno cercato di rimuovere i presidi di protesta che da giorni impediscono l'accesso alla Fiat SATA di Melfi. A quanto si è appreso da fonte sindacale ci sarebbero state almeno tre cariche con diversi contusi. Fino a questo momento, a parte qualche lavoratore, nessuno sarebbe riuscito a superare i blocchi. Sarebbero quindi ancora bloccati alcuni pullman con dipendenti disponibili a rientrare al lavoro. L'impressione è che i lavoratori impegnati nei presidi di protesta, nonostante le dichiarazioni delle ultime ore, non si aspettassero una risposta così energica da parte delle forze dell'ordine. La situazione è ovviamente estremamente tesa e da parte sindacale si sta cercando un intervento delle istituzioni per cercare di superare la fase di vero e proprio scontro in atto al momento.

La polizia, con un cordone di uomini dei reparti mobili, ha bloccato la strada principale di accesso ai cancelli dello stabilimento della Fiat, la strada di accesso alla Fiat è lunga circa 3 chilometri. I manifestanti, che per qualche centinaia di metri hanno seguito gli autobus prima che questi prendessero velocità stanno tornando indietro, una parte è ferma al cordone della polizia, l'altra sta tornando al blocco. In attesa lungo le strade di acceso all'area industriale di Melfi vi sono diverse decine si sacche vuote.

--------------------------------------------------------------------------------------

Rai. Infuriano le polemiche dopo l'intervista di Bonolis al pluriomicida Bilancia

L'intervista di Bonolis a Bilancia


Roma, 26 aprile 2004

E' di nuovo bufera sulla Rai dopo l'intervista di Paolo Bonolis al pluromicida Donato Bilancia andata in onda ieri pomeriggio nel corso della trasmissione "Domenica In". A protestare, prima e dopo, le Associazioni (dall'Osservatorio dei minori al Moige), il presidente Rai, Annunziata, e il ministro Gasparri.

L'intervista
Paolo Bonolis, aprendo la parte dedicata a Bilancia ha affermato di non essere d'accordo con "un politica dello struzzo" e, riferendo delle critiche delle
Associazioni, ha annunciato che domenica prossima saranno proprio loro le invitate per discutere "cosa questa benedetta tv è in grado di poter dire e trattare". Ed ha anche aggiunto: "non si può sempre ballare e cantare...". Al termine della trasmissione, ha dunque spiegato: "abbiamo provato a capire. Forse sbaglio, ma è un modo per non far finta di niente".

Chi ha dato il via libera
La messa in onda dell'intervista - coordinata dal giornalista Cesare Lanza - è stata decisa in accordo tra Bonolis, la direzione di Raiuno e quella aziendale, avvertita però soltanto nel pomeriggio. Quest'ultima si è accertata se fosse stato dato il giusto risalto negativo al personaggio Bilancia e che fossero sentite le Associazioni.

Le critiche di Lucia Annunziata e Maurizio Gasparri
Sull'intervista è intervenuta la presidente Lucia Annunziata che, dopo averla definita "terrificante", ha parlato di "punto di non ritorno per la linea culturale della Rai". "La scelta di Raiuno - ha aggiunto - dimostra una forte indifferenza culturale, in cui è permesso il sensazionalismo...". Dopo aver chiesto di chi è stata "esattamente" la decisione "volgare" di mandare in onda una trasmissione, la presidente, in riferimento a trasmissioni come "Blunotte" e "Blob" fermate per la campagna elettorale, ha domandato: "confessioni televisive di un assassino, sono meno offensive e meno pericolose per i valori di un programma sulla mafia o di uno di satira?".
Il ministro Gasparri, che prima della trasmissione aveva fatto sue le critiche delle Associazioni, anche dopo la messa in onda, ha confermato di restare convinto della "opinabilità della trasmissione", contestando che l'alternativa potesse essere soltanto "tra ballerine e assassini. Si possono fare altre cose. Specialmente - ha spiegato - in quell'orario e in quel tipo di trasmissione"

--------------------------------------------------------------------------------------

IRAQ, Moqtada Al Sadr: liberate i tre ostaggi italiani

Moqtada Al Sadr


Bagdad, 26 aprile 2004

"Gli ostaggi italiani vanno liberati subito e senza alcuna condizione": L'appello proviene dagli uomini di Moqtada Al Sadr, il leader sciita estremista. A Baghdad, Azem al Araji, il rappresentante di Al Sadr, trasmette l'appello del suo leader. E dell'omicidio di Fabrizio Quattrocchi dice: "Un assassinio, un crimine imperdonabile. Anche Al Sadr l'ha condannato".

Al Araji spiega che gli sciiti seguaci di al Sadr sono "contrari" alla cattura di ostaggi e alla loro uccisione, perchè‚ "contraddice lo spirito dell'Islam". Ma aggiunge di non credere all'ipotesi di un dialogo positivo degli italiani con il rappresentante di al Sadr a Dhi Qar, al Kharfaji: "Non vedo alcun elemento in questo senso - dice - Perch‚ pochi giorni fa i vostri soldati hanno fatto irruzione nella nostra sede a Nasiriyah? E' stata una provocazione inutile, segno che in realtà non si vuole il dialogo".

Infine indica la strada per uscire dalla crisi: "Gli americani devono capire che il nostro movimento non può essere escluso dal processo politico. Se ci invitassero a sedere nel consiglio di governo, come chiediamo da mesi, la situazione si calmerebbe".

Ferito un soldato britannico a Bassora
Un soldato britannico è rimasto lievemente ferito da una bomba esplosa stamane non lontano dal luogo dove stava transitando il convoglio sul quale viaggiava.
Nella notte la macchina del presidente bulgaro Georgi Parvanov è stata attaccata a colpi di armi da fuoco. Ieri, il presidente era a Karbala, in Iraq, per una visita lampo alle truppe. Non ci sono vittime.

Si combatte a Fallujah
Si torna a combattere a Falluja, dove marines e miliziani assediati in città si sono affrontati a colpi di armi pesanti in due quartieri. Gli
scontri nelle zone di Golan e Shuhada sono iniziati alle 11,20 locali (le 9,20 in Italia) quando i guerriglieri hanno sparato razzi contro i soldati americani che hanno risposto con il fuoco delle mitragliatrici pesanti.

Quella di ieri è stata ancora una giornata di scontri
L'episodio più tragico a Baghdad, dove quattro bambini sono stati uccisi, secondo testimoni, da proiettili americani. A Mosul, quattro persone sono rimaste uccise e undici ferite in un attacco con missili Katiusha. Invece a Fallujah le autorità della città sunnita e i rappresentanti delle forze della Coalizione hanno trovato un accordo per estendere a tempo "illimitato" il cessate il fuoco nella città, assediata da un mese dalle truppe americane. Da domani, martedì, dovrebbero iniziare pattuglie congiunte.
A Diwanyah, i soldati spagnoli hanno sparato uccidendo due iracheni. E sono rientrati in Italia ieri sera i due militari italiani feriti sabato nell'attacco con colpi di mortaio alla Cpa di Nasiryiah.

Homepage

-

Domenica , 25 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------

«Fare politica vuol dire combattere su un piano di rigore morale, di volontario sacrificio, guardando al domani senza guerre. Questa è l’ultima guerra. Via i fascisti e i tedeschi, non potranno esserci più guerre».

Nuto Revelli, 24 marzo 1944

----------------------------------------------------------------------

Chivasso, studenti contestano Nolte e Borghezio: «Il 25 aprile non si tocca»
di Tonino Cassarà

A Chivasso gli studenti protestano perché la giunta di centrodestra ha invitato lo storico revisionista Ernst Nolte ad autocelebrarsi in un monologo proprio alla vigilia del 25 aprile. A Bologna e Scandiano l’Anpi, l’associazione dei partigiani, invita a partecipare in massa alle manifestazioni per l’anniversario della Liberazione dopo che, l’altra notte, i vandali hanno sfregiato il sacrario ai caduti partigiani che occupa un muro di Palazzo d’Accursio, sede del Comune.

Altri segnali di intolleranza arrivano da Scandiano, dove ignoti hanno danneggiato il muro di cinta del cimitero ebraico e il monumento alla Resistenza. «Questo fatto - sottolinea in una nota l'Anpi - segue i numerosi altri compiuti ultimamente contro lapidi e monumenti partigiani. L’atto criminoso ripete quanto avvenne nell'immediato dopoguerra con l'incendio delle foto dei caduti, portate su quel muro che i fascisti chiamarono “posto di ristoro per partigiani” (là venivano fucilati)».

Dunque un anniversario della liberazione fatto di risposte forti contro i rigurgiti revisionisti e fascisti.

Nolte? No, grazie Questo il messaggio che moltissimi studenti di Chivasso hanno voluto lanciare ieri in risposta alla decisione dell’amministrazione di centrodestra di invitare lo storico revisionista tedesco a un dibattito senza contraddittorio appunto su «Revisionismo: un'accusa ingiusta?». La quasi totalità degli allievi dei licei del grosso centro alle porte di Torino, ha rifiutato infatti di presentarsi con le scuole all'appuntamento e, per raggiungere la Palazzina Luigi Einaudi dove lo studioso li avrebbe dovuti incontrare, ha preferito unirsi al corteo di protesta organizzato dai Giovani Ds.

Uno stuolo di bandiere rosse per le vie della città, con l’inevitabile imponente spiegamento di forze dell’ordine - rimaste però a braccia conserte visto il tono deciso ma pacifico della dimostrazione.
«Far tenere delle lezioni a Nolte, alla vigilia del 25 Aprile, è evidentemente una chiara scelta provocatoria con la quale l'amministrazione di centrodestra vuole offendere la memoria di tutte le vittime del nazifascismo», commenta Andrea Benedino, portavoce nazionale del coordinamento omosessuali dei Ds che sabato ha voluto partecipare personalmente alla protesta.

Idee a destra La notizia della presenza di Nolte a Chivasso, per la rassegna «I luoghi della parola», aveva già suscitato una serie di polemiche «soprattutto per il fatto che la giunta di centrodestra - dice Marco Grimaldi, Segretario provinciale della Sinistra Giovanile, e organizzatore del corteo di ieri - non si è per nulla preoccupata di garantire un minimo di contraddittorio, tenuto conto anche dei destinatari dell'iniziativa, ovvero gli studenti medi. È intollerabile far passare sotto silenzio iniziative che violano i valori su cui si basa la nostra democrazia. Con il corteo abbiamo voluto sottolineare che non siamo disposti ad accettare una visione manipolata, secondo canoni e distorsioni revisioniste, della storia».

Dalla sua Andrea Fluttero, il sindaco di An che da 7 anni guida la giunta, prova a spiegare: «Volevamo che il 25 aprile non fosse la solita liturgia, volevamo aprire un confronto anche attraverso contributi non condivisi». Condivisi no davvero, hanno risposto gli studenti.

Se arriva Borghezio Alle 7.30 di sabato giovani avevano già iniziato il volantinaggio davanti alle scuole, e allo stesso tempo l'Anpi cominciava a presidiare la Palazzina Luigi Einaudi. Alle dieci è iniziato il corteo vero e proprio, che dalla sede del Liceo Newton ha raggiunto il presidio dell'Anpi dove intanto erano anche arrivati i rappresentanti dell'Ulivo, fra i quali il deputato dei Ds Mauro Chinale che ha voluto sottolineare come «il sindaco, si sia fatto sfuggire la situazione di mano autorizzando lo strumentale monologo di Nolte».

Intorno alle 11.00 gli studenti insieme agli altri manifestanti sono entrati nella sala che è esplosa in una serie di fischi di protesta quando poco dopo è arrivato l'eurodeputato leghista Borghezio, al quale, fra l'altro, il moderatore ha negato la parola sostenendo che prima dovevano essere ascoltate le domande degli studenti; stizzato, il leghista ha dichiarato di essere presente non in qualità di politico, ma in veste di appassionato studente di Nolte e del revisionismo.

Quando alla fine ha iniziato a parlare, la stragrande maggioranza degli studenti ha coperto l'intervento di fischi e ha abbandonato l'edificio. Per gli esponenti dell'Anpi, «parlare di revisionismo, alla vigilia del 25 aprile, giornata che ricorda la fine di un incubo e l'inizio della costruzione democratica della nazione, è un'offesa per le migliaia di donne e uomini che hanno dato la vita per la nostra libertà».

---------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Attacco a Cpa Nassirya: feriti due soldati italiani. Razzi sull'ospedale di Mosul: 2 morti e 10 feriti

Spirale di violenza nelle ultime 24 ore


Bagdad, 25 aprile 2004

Si è arrivati persino agli attacchi via mare con barchini esplosivi. E' successo ieri sera, al largo di Umm Qasr, nel sud dell'Iraq, a 11 km dalla costa nelle vicinanze di una piattaforma petrolifera e presso due navi cisterna alla fonda di fronte al terminal petrolifero della Abbot. Due marinai statunitensi sono morti.
E' l'ultimo, spettacolare gesto dell'ennesima sanguinosa giornata dell'Iraq occupato, durante la quale almeno 33 iracheni e sei soldati della coalizione sono stati uccisi.

Poco dopo la mezzanotte locale è stata attaccata con due colpi di mortaio la sede dell'autorità provvisoria di coalizione (Cpa) a Nassiriya. Due soldati italiani del Reggimento S.Marco sono rimasti feriti. Le loro condizioni non sono gravi. Lo ha riferito da Bassora il generale Francesco Paolo Spagnuolo, comandante delle forze italiane in Iraq.

Razzi sull'ospedale di Mosul
Due impiegati dell'ospedale di Mosul sono morti e altri dieci sono rimasti feriti in un attacco con razzi avvenuto questa mattina a Mosul. Secondo quanto hanno detto le fonti dell'ospedale, numerosi razzi si sono abbattuti sulla città e uno di essi ha centrato l'edificio. Morti e feriti sono tutti impiegati dell' ospedale, e sembra che non ci siano state vittime tra i pazienti. Un altro proiettile è inoltre caduto su un albergo del centro città, l'Hotel Ashur. Un terzo razzo ha colpito l'edificio che ospita radio e televisione.

Ieri un'altra giornata di sangue
Nel principale quartiere sciita di Baghdad, Sadr, ieri è stata una giornata di sangue. Tutto è iniziato alle prime luci dell'alba, quando i militari statunitensi hanno effettuato un raid nella zona a caccia di uomini di al-Sadr. Due iracheni sono rimasti uccisi. In seguito, tre colpi di mortaio hanno colpito il principale suq, mercato, di Sadr, conosciuto come il "Mercato dei polli". Almeno 14 persone sono morte e 36 sono rimaste ferite.

A circa 50 km a sud di Baghdad, nei pressi città di Haswa, un autobus carico di cittadini iracheni è incappato in una mina. Almeno 13 persone, tra cui un bambino di quattro anni, sono rimaste uccise e 17 ferite, secondo quanto riferito da fonti sanitarie. Queste non sono tuttavia, le sole vittime della giornata. Un'interprete irachena che lavorava per le forze Usa è stata uccisa assieme al marito.

A Tikrit una bomba è esplosa facendo saltare in aria un'auto, nelle vicinanze di una base Usa. Due poliziotti e due civili sono morti, sedici persone sono rimaste ferite. A Karbala, cinque miliziani sciiti sono morti in uno scontro a fuoco con le forze polacche. Si è sparato anche a Kut, dove un convoglio Usa è stato attaccato.

Anche gli statunitensi hanno pagato un duro tributo di sangue. Quattro soldati sono morti in un attacco con razzi partiti da un camion contro la base aerea di Taji, a nord di Baghdad. Sei militari sono rimasti feriti, tre dei quali in maniera grave. Questi ulteriori decessi portano a 108 il numero dei soldati americani morti dall'inizio di aprile.

---------------------------------------------------------------------------------

25 aprile. Il presidente Ciampi depone corona davanti all'Altare della Patria

Carlo Azeglio Ciampi


Roma, 25 aprile 2004

Oggi, 25 aprile, in Italia si celebra la ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha deposto una corona d'alloro all'Altare della Patria. Il capo dello Stato è stato accompagnato dal ministro della difesa Martino e dal presidente della Camera Casini. Presenti le massime autorità civili e militari.

Al Quirinale, il presidente della Repubblica consegnerà la medaglia d'oro al valor militare al Comune di Barletta e le medaglie d'oro al merito civile ai Comuni di Assisi, Anzio e Nettuno e alla Provincia di Cuneo.

La manifestazione nazionale si tiene a Milano: il corteo arriverà a piazza Duomo, dove parleranno, tra gli altri, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, e l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Homepage


-------------------------------------------------------------------

Sabato, 24 Aprile, 2004

Archivio

---------------------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Al Sadr minaccia attacchi kamikaze. Massima riservatezza del Governo sulla vicenda degli ostaggi italiani

Moqtada Al Sadr


Baghdad, 24 aprile 2004

Mentre la tensione resta sempre alta e gli scontri proseguono su tutto il territorio iracheno, il leader estremista sciita Moqtada Sadr ha minacciato attacchi suicidi contro le forze di occupazione in Iraq se queste decidessero di attaccare la città santa sciita di Najaf. E l'apertura del capo dell'amministrazione civile Usa, Paul Bremer, verso i membri del disciolto partito Baath che potranno far parte di un governo provvisorio messo in piedi dall'Onu in vista del trasferimento dei poteri agli iracheni il 30 giugno, ha attirato nuove critiche agli americani. Questa mattina un marine statuinitense è morto per le ferite riportate nei combattimenti di Falluja del 14 aprile.

Nessuna novità sul negoziato per la liberazione degli ostaggi italiani e silenzio assoluto delle fonti governative che lasciano trapelare solo che "si sta lavorando a tutto campo". Lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi, che ieri in Consiglio dei ministri, ha svolto un'ampia e approfondita" relazione sulla vicenda dei connazionali, ha chiesto a tutti di mantenere il più stretto riserbo su quanto riferito dal momento che "una parola di troppo potrebbe spezzare il filo allacciato con i sequestratori". Da Palazzo Chigi solo una secca smentita all'ipotesi che sia stato pagato un riscatto: "È una cosa che non sta né‚ in cielo né in terra".

Di positivo c'è da registrare la partenza di un convoglio della Croce rossa italiana carico di aiuti e diretto a Falluja. Ad accompagnare il mezzo c'è anche uno sceicco membro del consiglio degli Ulema, una delle autorità interpellate dal Governo italiano. Partito inoltre da Brindisi per Nassiriya un volo umanitario a favore della popolazione civile. Sempre a Nassirya è stato riconsegnato nelle mani delle autorità locali il museo della cittadina. Gesti concreti che possono contribuire a sbloccare il negoziato, contrassegnato, in queste ultime ore, dal silenzio delle autorità.

-------------------------------------------------------------------------------------

Alitalia. Maroni: il decreto sarà varato nel Cdm del 29 aprile. Sindacati chiedono incontro urgente con Berlusconi

Un aereo Alitalia


Roma, 24 aprile 2004

Dopo il nulla di fatto del Consiglio dei ministri di ieri, il ministro del Lavoro Roberto Maroni ha affermato che il decreto per Alitalia sarà varato nella prossima riunione dell'esecutivo, il 29 aprile.

Il governo "vuole intervenire" e anche "Tremonti è d' accordo" ha assicurato il ministro. Ne abbiamo parlato ieri sera - ha riferito Maroni - in un incontro presso il ministero del Welfare incentrato su alcuni aspetti della delega previdenziale". L'intesa c'è - ha ribadito l'esponente del Carroccio - ed è di tutto il Governo.

Nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri Maroni ha spiegato che durante la riunione è stata fatta una richiesta esplicita da Fini per il mantenimento degli impegni presi nel piano industriale Alitalia, cioè i requisiti di sistema. "Dopo la lettera inviata dal Tesoro alla compagnia con la quale si chiedeva di procedere al piano industriale senza i requisiti di sistema - ha affermato Maroni "si è ingenerato in molti il dubbio che il governo non potesse mantenere gli impegni presi nei mesi scorsi, ma l'impegno non è mai stato messo in discussione". Secca la risposta del ministro a chi gli chiedeva se Alitalia resterà una compagnia nazionale "Le bocche fameliche - ha detto - rimarranno all'asciutto".

Ma intanto arriva l'ultimatum dei sindacati al Governo sulla vertenza Alitalia. Tutte le organizzazioni dei lavoratori nella compagnia aerea hanno chiesto un incontro urgente con il premier Berlusconi. ''Altrimenti - avvertono i sindacati - il rischio di una paralisi aerea è inevitabile". La Cisl afferma che senza convocazione il decreto sarebbe un atto unilaterale. Anche i Ds e Veltroni chiedono la riapertura del tavolo con sindacati e istituzioni. Anpac e Unione Piloti si dichiarano delusi dal piano industriale.

---------------------------------------------------------------------------------

Fiat. A Melfi accordo tra azienda e sindacati senza la Fiom. Che ribadisce: "Continuano i blocchi"

Gli stabilimenti Fiat


Melfi, 24 aprile 2004

Un nuovo accordo separato alla Fiat: l'azienda e Fim, Uilm e Fismic hanno raggiunto infatti un'intesa su come affrontare la crisi allo stabilimento di Melfi e la situazione a Mirafiori, a Cassino e alla Sevel, senza la Fiom. I metalmeccanici della Cgil hanno infatti lasciato il tavolo di trattativa a Roma dichiarandosi indisponibili a rimuovere i blocchi in corso alla Sata come condizione per l'avvio del negoziato.

Per il segretario Fiom Rinaldini "siamo di fronte a un atto gravissimo perché pare evidente che come si sono sviluppati gli incontri hanno puntato a escludere la Fiom", e ha annunciato una "grande manifestazione per oggi". E proprio con tale manifestazione - hanno detto alcuni delegati presenti stanotte nei blocchi all'area industriale di Melfi - "i lavoratori daranno la risposta alla Fiat".

A Melfi "continuano i presidi e i blocchi", ha detto il segretario generale della Fiom stamane. "E nessuna creda che quel pezzo di carta firmato questa notte tra la Fiat e gli altri sindacati - ha continuato - possa essere una copertura politica per fare cose che non si devono fare ai blocchi".

Fim, Uilm e Fismic hanno definito "positivo" l'accordo appena firmato con Fiat sullo stabilimento Sata di Melfi e sull'avvio del confronto per Mirafiori, Cassino e la Sevel. Considerano invece un errore l'abbandono del tavolo da parte della Fiom, che ha deciso di non accettare la condizione posta dalla Fiat di rimuovere il blocco della produzione allo stabilimento di Melfi per l'avvio del negoziato.

Ora, secondo i tre sindacati di categoria, si dovrebbe avviare il confronto sul contratto aziendale. D'altro canto, il coordinatore per il centrosud della Failms Vincenzo Russo ha detto che "chi ha firmato questo accordo non rappresenta i lavoratori della Fiat di Melfi e delle aziende dell'indotto. Non ci sono le risposte vere - ha aggiunto - alle qustioni poste e la lotta continuerà fino a quando saranno ottenuti i risultati per migliorare le condizioni dei lavoratori". Failms è uno dei sindacati che ha sostenuto le proteste di Melfi di questi giorni.

Homepage


---------------------------------------------------------------------

Venerdi, 23 Aprile, 2004

Archivio

---------------------------------------------------------------------------------------------

Fiat. Quinto giorno di stop nello stabilimento di Melfi. Sindacati divisi, il Governo sollecitato a mediare

Gli stabilimenti Fiat


Melfi, 23 aprile 2004

Quinto giorno di proteste e blocco totale dello stabilimento Fiat di Melfi. Anche stamani le cinque strade d'accesso all'area industriale sono presidiate dai lavoratori della Fiat e delle aziende dell'indotto aderenti a Fiom, Slai - Cobas e Ugl che chiedono aumenti salariali, riduzioni d'orario e dei tempi di lavoro sulle linee. Alla protesta non partecipano invece Fim, Uilm e Fismic che pur condividendone i temi non approvano le forme e i metodi di
rivendicazione utilizzate dagli altri sindacati.

Per effetto del blocco di Melfi e della mancata spedizione di alcuni particolari e componenti ad altri impianti oggi non sono in funzione anche le linee Punto e Idea di Mirafiori, Punto di Termini Imerese e Ducato e derivati della Val di Sangro. Tutto lascia credere, quindi, che il braccio di ferro con la Fiat, che ha escluso qualsiasi dialogo con le organizzazioni dei lavoratori che approvano i blocchi, sia destinato a durare. Ieri, ha provato, ma senza esito, a stemperare gli animi anche il presidente della Regione, Filippo Bubbico, invitando azienda e manifestanti a riallacciare il dialogo. Nelle prossime ore, potrebbe intervenire direttamente il Governo sollecitato a mediare dalle istituzioni e dai parlamentari locali.

---------------------------------------------------------------------------------------------

Politica. Passa l'emendamento della Lega sulla tortura, scontro fra i Poli. Maroni: questi sono i nostri temi

L'aula di Montecitorio


Roma, 23 aprile 2004

L'ennesimo sgambetto della Lega fa scoppiare il caos alla Camera e scatena un nuovo scontro tra i poli. Dopo il no al testo sulle discoteche e il sì all' emendamento che ha rischiato di far naufragare anche il decreto Urbani anti-pirateria, i deputati del Carroccio passano di nuovo all'attacco sul provvedimento che punta a recepire in Italia il reato di tortura. L'Aula di Montecitorio ha approvato un emendamento targato Carroccio secondo il quale perché si possa ravvisare il reato di tortura ci devono essere "violenze e minacce reiterate". La commissione Giustizia e il governo avevano dato parere contrario.

Ma in Aula la situazione si capovolge e il centrodestra dice sì. L'opposizione insorge e alla fine anche la Cdl si spacca: dopo il voto praticamente compatto della maggioranza e le molte assenze tra i centristi, l'Udc protesta e per bocca del suo capogruppo Luca Volonte' minaccia fuoco e fiamme contro la proposta di modifica appena passata. Il presidente della commissione Giustizia Gaetano Pecorella dichiara che il ripensamento è il frutto di un accordo politico "tardivo", ma a fine giornata rasserena gli animi: il testo, assicura, sarà nuovamente modificato grazie ad un nuovo emendamento.

Il centrosinistra accusa la maggioranza di stare dalla parte dei torturatori, mentre i deputati abbandonano l' emiciclo per protesta. "La sinistra sbraita, lasciamola sbraitare. Questi sono i temi della Lega". Così il ministro Roberto Maroni commenta oggi dalle pagine di Repubblica le polemiche intorno alla nuova norma. E avverte che il Carroccio non è allo sbando, nonostante la temporanea assenza di Bossi. "Il nostro orizzonte politico - spiega Maroni- sono le elezioni europee: avere il massimo risultato elettorale, presentandoci opposti alla sinistra e diversi dagli alleati. Noi - ribadisce - non vogliamo nessuna crisi, nei fatti confermiamo la nostra lealtà".

---------------------------------------------------------------------------------------------

Ue. Il Parlamento europeo approva il rapporto sui media

Il Parlamento europeo a Strasburgo


Strasburgo, 22 aprile 2004

A Strasburgo il parlamento europeo ha approvato la relazione sui rischi di violazione -in Europa e in Italia- della libertà d'espressione e d'informazione.

Il testo del rapporto della liberale danese Johanna Boogerd Quaak, è stato votato per paragrafi e dal testo sono stati tolti tutti i riferimenti
nominali, così come indicato dal presidente dell'Europarlamento Pat Cox.
Il voto preceduto da durissime polemiche e avvenuto con l'astensione per protesta del gruppo del Ppe e Uen (a cui appartengono gli eurodeputati di An), ha approvato il documento con 237 sì, 24 no e 14 astenuti, su un totale di 275 votanti.
Un voto preceduto da una durissima battaglia, l'ultima di questa legislatura, al quale non hanno partecipato per protesta i popolari europei, che sono la maggioranza nell'europarlamento e i partiti di destra.

Homepage


----------------------------------------------------------------------

Giovvedi, 22 Aprile, 2004

Archivio

---------------------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Berlusconi: è necessario rimanere oltre il 30 giugno, difficile il controllo Onu

Il presidente del Consiglio


Roma, 21 aprile 2004

Silvio Berlusconi ritiene necessario che l'Italia resti in Iraq oltre il 30 giugno. "Credo sia necessario rimanere - ha detto il premier a margine di una conferenza stampa con Vladimir Putin - perché altrimenti l'Iraq potrebbe diventare qualcosa che abbiamo già visto in Kosovo e in altri posti e non vogliamo più rivedere. Credo sia un fatto di responsabilità difficile che il controllo militare possa passare all'Onu che non ha le capacità e lo dichiara apertamente".

Quanto all'ipotesi di un intervento della Nato, Berlusconi ha spiegato: "Discorso aperto, noi prendiamo atto di questa possibilità e se è positiva ben venga".

Quanto agli ostaggi italiani, Berlusconi ammette che "ci sono tempi allungatisi al di là delle previsioni che ci erano state fatte", anche se "non c'è una scadenza, non c'è un intralcio e non c'è un intoppo. C'è stato un rallentamento perché‚ pensavamo di poter già avere concluso, non ci risulta ci siano intoppi".

A Falluja, intanto, è saltata la tregua dei giorni scorsi. Ieri in città era arrivato il convoglio della Croce Rossa Italiana, ma nella città sannita si è tornato a combattere. Truppe americane sono entrate in città, nove i cittadini iracheni morti negli scontri secondo Al Jazeera.

A Bassora torna il terrore. E' di 68 morti il bilancio provvisorio delle vittime degli attentati suicidi di oggi:cinque autobombe con kamikaze a bordo sono esplose contro tre stazioni e l'accademia di polizia della città Tra le vittime anche almeno 20 bambini che si trovavano su uno scuolabus investito dalle esplosioni.

Politicamente, la coalizione alleata registra un'altra 'tegola': la Polonia mette le mani avanti, non prenderà nessuna iniziativa avventata dopo l'annuncio del ritiro del contingente spagnolo posto sotto il suo comando. Varsavia intende continuare a lavorare "per riorganizzare la divisione in modo che possa portare a termine i propri compiti", ha spiegato il ministro della Difesa, ma il premier uscente, Leszek Miller, sottolinea che la Polonia a questo punto "non può far finta di niente".

--------------------------------------------------------------------------------------------

Fmi. L'economia mondiale torna a correre. Italia al rallentatore, il deficit nel 2004 sale ma sotto il 3%

Il logo del Fondo Monetario Internazionale


Roma, 21 aprile 2004

L'economia mondiale si è rimessa potentemente in moto. Ancora una volta, però, la locomotiva della ripresa sono gli Stati Uniti, aiutati stavolta dai Paesi emergenti dell'Asia e in particolare dalla Cina. Per Eurolandia, invece, "la crescita è ancora in inverno". E, anzi, mentre per la gran parte del mondo le previsioni economiche sono state riviste al rialzo, in generale le prospettive del Vecchio Continente si sono addirittura peggiorate. Conclusione: il divario già esistente si è ulteriormente ampliato.

Il verdetto è stato formulato dal Fondo Monetario Internazionale che ha diffuso oggi ufficialmente il World Economic Outlook di primavera, dedicato quest'anno all'importanza per tutti i Paesi del mondo, industrializzati e in via di sviluppo, di approfittare della ripresa per mettere definitivamente in atto le riforme strutturali necessarie.

Alla luce di una ripresa mondiale ormai "rafforzata e ampliata", il Fondo ha dovuto rimetter mano alle proprie previsioni di autunno e lo ha fatto, in generale, per rialzare in modo anche molto consistente le vecchie stime. Tra le poche eccezioni, però, spiccano molti dei Paesi del club dell'euro che, vittime soprattutto di una domanda interna ancora debole, degli effetti negativi del supereuro e di riforme tutt'oggi incomplete, si sono visti tagliare le prospettive di crescita sia per quest'anno sia per il prossimo.

In Italia
per l'Italia il FMI prevede una crescita economica al rallentatore per l'Italia nel 2004 con un deficit che, in rapporto al Pil, crescerà ancora per sfiorare il tetto del 3%. Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le stime di deficit a quota 2,9% del Pil per il 2004 e al 2,8% nel 2005. Riviste drasticamente al ribasso (4 decimi di punto) anche le stime di crescita, che per il nostro Paese scendono all'1,2% per il 2004, e al 2,0 nel 2005.

---------------------------------------------------------------------------------------------

Europee. Fassino: non mi candido in nome della trasparenza

Piero Fassino


Roma, 21 aprile 2004

"Nel momento in cui il presidente del Consiglio, in spregio ad ogni criterio di incompatibilità, si accinge a candidarsi in tutte le circoscrizioni, credo che invece la lista unitaria debba caratterizzarsi per una ben diversa coerenza e trasparenza".

Piero Fassino, incontrando i segretari regionali dei Ds, annuncia che non si candiderà alle prossime elezioni europee, pur precisando di essersi "a lungo interrogato sull'opportunità di candidarmi alle prossime elezioni europee, perché‚ sono convinto che il progetto ambizioso rappresentato dalla lista unitaria richieda a ciascuno la massima assunzione di responsabilità".

"D'altro canto - aggiunge - so bene che il Parlamento europeo è destinato ad assumere un'importanza sempre più decisiva e che tutti gli elettori hanno il diritto di sapere, senza margini di dubbio, quale sarà l'impegno parlamentare dei candidati per cui si accingono a votare".

Fassino prosegue: "Per questo, pur apprezzando le moltissime sollecitazioni che mi sono venute fino all'ultimo dal mio partito e dai pi- diversi mondi e personalit… esterne, ed esprimendo gratitudine sincera per queste manifestazioni di stima, ho deciso di non candidarmi. Mi batterò, invece, perché alcune tra le più rappresentative ed autorevoli personalità dei partiti della lista unitaria si candidino con una netta opzione a favore del Parlamento europeo".

"Naturalmente - conclude - come segretario nazionale dei Ds e portavoce della lista unitaria, sarò in prima linea nella conduzione della campagna elettorale spendendo ogni energia, come è mio costume, per far valere le ragioni della nostra scelta politica e del nostro progetto unitario".

Homepage


----------------------------------------------------------------------------

Mercoledi, 21 Aprile, 2004

Archivio

---------------------------------------------------------------------------------------------

«La decisione della Spagna di ritirare i soldati dall’Iraq non è una sorpresa per l’Italia. Da un certo punto di vista, possiamo approfittare del fatto di essere considerati ora come l’alleato più vicino agli Stati Uniti, che sono la prima superpotenza mondiale».

Silvio Berlusconi, Ansa, 19 aprile

-----------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Ostaggi: ridda di voci e smentite
di Enrico Fierro

«Prudente. Cauto». Uomini di governo e rappresentanti della diplomazia stanno saccheggiando il vocabolario per trovare l’aggettivo più adatto da premettere alla parole «ottimismo». Sì, c’è cauto e prudente ottimismo sulla situazione dei tre ostaggi italiani ancora nelle mani dei miliziani delle «Falangi di Maometto», quello che manca è la loro liberazione. Che lunedì sera era sembrata molto vicina, tanto da autorizzare la circolazione di voci su un aereo già pronto al decollo da Baghdad per l’Italia, e soprattutto la lunga serie di contatti di esponenti del governo con i familiari. E invece, anche quella di ieri è stata una giornata di attesa. E di speranza.

L’impressione che si ha è che si debba ancora aspettare dei giorni per veder liberati i tre ostaggi italiani. Per il momento «i segnali» lanciati all’organizzazione che sta dietro al sequestro - soprattutto l’apertura di un corridoio umanitario verso Falluja, dove ieri è arrivata la prima colonna della Croce Rossa e della Mezzaluna musulmana - hanno raggiunto un primo, importante risultato: l'accantonamento dell’ultimatum e la sospensione delle esecuzioni. Per il resto, le notizie che circolano autorizzano a ritenere che la trattativa sia solo agli inizi.

Cominciamo col dire che l’intelligence non sarebbe completamente soddisfatta del lavoro fin qui svolto dai tre mediatori messi in campo nei giorni scorsi. Troppi individualismi in campo, troppi suggerimenti sul modus operandi spesso contraddittori, tanto che qualcuno sospetta che i tre utilizzino il loro ruolo per giocare una partita politica tutta persoanle. Forse è per questo che ieri mattina sono stati trovati e subito attivati altri «canali». Si parla del ruolo che potrebbe svolgere un importante esponente sunnita, che a mezzogiorno ha avuto un incontro con l’ambasciatore italiano Gianludovico De Martino.

Altri «contatti» avrebbero avallato l’ipotesi formulata due giorni fa da fonti dei servizi che parlano, a proposito delle «Falangi di Maometto», di una struttura composta da una «direzione strategica» e da un «livello militare». Sarebbe, quest’ultimo troncone nelle cui mani si trovano i tre ostaggi italiani, piuttosto sensibile al pagamento di un riscatto. Si parla di grosse cifre che potrebbero smuovere il gruppo formato «da ex agenti dei servizi di Saddam» legati a scarsi vincoli politici e poco sensibili ai richiami dei capi religiosi. Una possibilità che però è stata seccamente smentita proprio da uno dei mediatori, Abdel Al Kubaisi, membro del Consiglio degli Ulema. «I rapitori non vogliono soldi», ha detto nel corso di una intervista rilasciata al tg di «Sy-Tg24». Ribadendo che il problema è di natura squisitamente politica. «Tutti i giorni - ha detto l’esponente sunnita - il vostro governo dice che non ritirerà mai le truppe dall’Iraq. Perché lo fa?». Detto questo, Al-Kubaisi ha rivelato di «aver parlato con moltissimi esponenti religiosi a Fallujah, ma di non sapere dove siano tenuti gli ostaggi italiani». Quindi, al momento l’unico dato certo è che i tre body-guard sono stati catturati nei pressi della città assediata, sul luogo dove sono prigionieri, ancora nebbia. Altre fonti, invece, raccontano che il gruppo degli italiani sarebbe stato sequestrato nei pressi di Ramadi, città che si trova ad una cinquantina di chilometri da Falluja. Se così fosse, sarebbe altamente improbabile che Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana si trovino così lontani dal luogo in cui sono stati fermati.

Comunque, al di là delle dichiarazioni dell’esponente sunnita, ieri è stata una giornata di lavoro per l’intelligence italiana. Per buona parte della mattinata, il ministro della Difesa Martino è stato chiuso negli uffici della direzione del Sismi, cosa che ha autorizzato a pensare che qualcosa in Iraq si stesse muovendo, qualcosa che va al di là di semplici contatti. «E’ una trattativa molto difficile - dice una fonte dell’intelligence - fatta di stop and go, di segnali che possono aprire spiragli e di altri che invece li chiudono. Resa ancora più problematica dal fatto che i nostri mediatori attivati non hanno contatti diretti con i sequestratori, li raggiungono grazie al lavoro di altri soggetti, altri mediatori, altre fonti. Il nostro problema è ora quello di non allargare troppo la rete, ma di avere referenti sicuri». Il corridoio umanitario aperto a Fallujia è un segnale positivo, l’uccisione di tre miliziani avvenuto ieri, sicuramente no. L’arrivo della Croce Rossa è una mano tesa, il fatto che durante l’assedio della città siano morti 600 iracheni, metà dei quali donne e bambini, non contribuisce certo a creare un clima utile alla trattativa.

Si va avanti e si aspetta, con Berlusconi che da Mosca fino a tarda sera accredita «una previsione positiva per risolvere il caso dei tre italiani sequestrati in Iraq». Le famiglie sperano, e non possono fare altro

----------------------------------------------------------------------------------

Calcio. Maradona sempre in rianimazione. Si teme per il suo cuore

Diego Armando Maradona


Buenos Aires, 21 aprile 2004

Diego Armando Maradona è ancora in rianimazione in una clinica di Buenos Aires. Il suo medico parla di un chiaro miglioramento ma, secondo un' agenzia argentina, dalle analisi sarebbe emersa una forte quantità di cocaina.
Il medico colombiano German Alberto Ochoa, che in passato fece parte dello staff della nazionale di calcio argentina, ha paura per il cuore "da bufalo", che però ormai è allo stremo, di Diego Maradona.
Intervistato da 'Radio Concepto 1150 AM' di Buenos Aires, Ochoa ha aggiunto: "Lui ha una cardiopatia dilatata e ipertrofica da molti anni, e quando gli feci una operazione (di artroscopia) nel 2002, il responsabile dell'unità di rianimazione della clinica, Carlos Ocampo, non voleva dare il semaforo verde all'intervento". Ochoa ha proseguito dicendo che "il cuore di Maradona è sano solo al 25%" e che "in questo stato il muscolo genera una predisposizione agli scompensi".

----------------------------------------------------------------------------------


Discoteche. Governo battuto su un emendamento della maggioranza

ça camera dei deputati


Roma, 21 aprile 2004

Nuovo stop per il ddl sulle discoteche. Il governo è stato battuto in aula alla Camera nel corso della votazione di un emendamento presentato dal leghista Massimo Polledri e dai forzisti Andrea Di Teodoro e Giorgio Jannone sul quale aveva espresso parere contrario. La modifica approvata prevede che gli orari di chiusura siano stabiliti dai Comuni in base all'art.117 della Costituzione, quindi stravolge uno dei punti chiave del ddl che stabiliva per legge un orario unico di chiusura.
Il provvedimento pare destinato ad essere ritirato.

Determinante il comportamenti dei parlamentari del Carroccio. Il vicepremier Fini attacca la Lega ma il ministro Castelli replica che la responsabilità è di tutta la Cdl.

---------------------------------------------------------------------------------------------

Immigrazione. La Consulta si avvia a dichiarare illegittima l'espulsione coatta

.


Roma, 21 aprile 2004

La Corte Costituzionale si avvia a dichiarare illegittima l'espulsione amministrativa dell'immigrato con accompagnamento coattivo alla frontiera.
La decisione - secondo quanto si è appreso - sarebbe stata adottata in una delle ultime camere di consiglio della Consulta prima della pausa per le festività pasquali. Anche se nello specifico l'illegittimità non riguarderebbe direttamente la cosiddetta legge Bossi-Fini (n.189 del luglio 2002), ad incorrere nella bocciatura dei giudici della Consulta sarebbe comunque un'altra norma che ha fatto da apripista alla Bossi-Fini e che è stata approvata d'urgenza dal centrodestra qualche tempo prima, vale a dire la legge 106 del 2002, che ha modificato la legge Turco-Napolitano del 1998.

Homepage

---------------------------------------------------------------------------------------

Martedi, 20 Aprile, 2004

Archivio

---------------------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Anche l'Honduras ritira le proprie truppe. Berlusconi: cauto ottimismo per il rilascio degli ostaggi

Soldati della coalizione


Roma, 20 aprile 2004

Dopo la Spagna, anche l'Honduras ritira le proprie truppe dall'Iraq. La decisione è arrivata durante la notte, a meno di 48 ore dalla posizione assunta dal nuovo governo di Madrid del socialista Zapatero, che imprime dunque una svolta cruciale alla crisi irachena e determina reazioni a catena, ma influisce anche sulla strategia diplomatica americana. Bush ha nominato il nuovo inviato in Iraq: è John Negroponte, attualmente ambasciatore americano presso le Nazioni Unite.

Giornata frenetica alla ricerca di contatti e informazioni
In Italia, intanto, quella di ieri è stata un'altra giornata tesa, tra mille notizie mai sicure sul prossimo rilascio dei nostri connazionali rapiti, e il "cauto ottimismo" sull'andamento dei negoziati espresso dal premier Silvio Berlusconi nel pomeriggio e trasferito dalla Farnesina ai familiari dei rapiti. Fonti di 'intelligence' confermano che dei canali si sono aperti in Iraq e cresce la possibilità che l'uso del denaro a disposizione dei servizi possa allettare i sequestratori, che sarebbero sunniti e 'cani sciolti' dell'ex partito Baath al potere sotto Saddam Hussein. Intanto la Croce Rossa Italiana sta svolgendo un importante lavoro umanitario - e quindi di grande visibilità per la popolazione - a Falluja, dove si sta cercando di aprire un passaggio permanente che possa permettere l'arrivo nella città assediata dai Marines americani ingenti aiuti "made in Italy". Un'operazione di immagine che può rappresentare una marcia in più nel negoziato.

Nelle ultime ore sono circolate diverse voci che davano addirittura per imminente la liberazione degli italiani. Ma ambienti governativi invitano alla "prudenza ed alla pazienza", pur confermando che le trattative si stanno concretizzando di ora in ora. Sono i parenti degli ostaggi, costantemente informati dalla Farnesina, a dipingere un' atmosfera più serena, dando il senso che qualcosa si stia davvero muovendo.

Sul piano politico, il governo continua nella sua opera di accelerazione per l' entrata in scena dell'Onu, che può rappresentare la "svolta" che chiede anche l'opposizione italiana: ieri l'inviato speciale di Kofi Annan per l'Iraq, Lakhdar Brahimi, ha incontrato Berlusconi a Palazzo Chigi e, in precedenza a Bologna, il ministro degli esteri Franco Frattini, partito poi per gli Stati Uniti per colloqui con l'amministrazione Bush e con Kofi Annan. Berlusconi ha ribadito che la missione italiana resta in Iraq "per garantire la sicurezza" e che è "una missione di pace al servizio degli iracheni".

---------------------------------------------------------------------------------------------

Fiat. Gli operai di Melfi mantengono i blocchi nell'area industriale, la Regione tenta una mediazione con l'azienda

Fiat, continua la protesta dei lavoratori


Melfi, 20 aprile 2004

Non si attenua il blocco dei lavoratori della Fiat, con i lavoratori del primo turno, quello delle sei, che non sono entrati in fabbrica.

L'intera area industriale è chiusa da cinque blocchi stradali dei lavoratori, che contestano la decisione dell' azienda di metterli in libertà, dopo uno sciopero di dipendenti della Arvil, addetti al trasferimento delle merci nello stabilimento.

Oggi si dovrebbe conoscere la risposta dalla Fiat alla richiesta di incontro "urgentissimo" fatta dai manifestanti che ieri sera hanno consegnato alla direzione aziendale di Melfi un documento sull' organizzazione del lavoro, il salario e i turni di lavoro.

A Potenza, inoltre, nella sede della Regione Basilicata, è in programma un incontro tra l'assessore alle Attività produttive, Carmine Nigro, e il responsabile delle relazioni industriali di Fiat Auto, Giorgio Giva.


---------------------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Martino: l'Italia avrebbe voluto evitare la guerra

Antonio martino


Roma, 20 aprile 2004

Il ministro della Difesa, Antonio Martino, rivela che l'Italia avrebbe voluto evitare l'intervento militare in Iraq, ma ora il lavoro deve essere portato a termine. "Il presidente del Consiglio - dice Martino in un'intervista alla Repubblica - si era adoperato ripetutamente per cercare di dissuadere Bush dall'intervenire. Berlusconi aveva dichiarato pubblicamente che "armi di distruzione di massa non se ne troveranno", perché immaginava che Saddam le avesse distrutte o le avrebbe rimosse". "Il problema ora - continua il ministro - è guardare al futuro: siamo arrivati qui, forse non ci si doveva arrivare. Noi oggi possiamo adoperarci o perche' l'Iraq abbia un futuro oppure possiamo mollare, dire che non c'è piaciuto com'è andata e scappare via. L'Iraq diventerebbe un sicuro rifugio di terrorismo".

Martino commenta poi la decisione di Zapatero di ritirare le truppe dall'Iraq. "Certo, avremmo preferito che non si ritirassero - sottolinea affermando di avere l'impressione che neanche tutta l'opinione pubblica spagnola possa condividere un'accelerazione di questo tipo. Una scelta di politica interna - osserva - che però ha conseguenze di politica estera notevoli". Il ministro, dunque, contesta al premier spagnolo la sua decisione "Zapetero - spiega Martino - dice che non si farebbe in tempo e che una risoluzione non avrebbe successo, ma io ritengo che se tutti si ritirano è certo che non ci sarà successo".

Quanto alla riuscita o meno del progetto di esportare la democrazia con la forza, per Martino non si può parlare di fallimentio perché se la transizione si concluderà davvero con successo, se davvero all'inizio del 2005 si potranno avere libere elezioni e una Costituzione democratica, allora il mondo senza Saddam Hussein sarà piu' sicuro. "Aspettiamo - conclude Martino -se
le cose andranno a compimento con successo il prezzo pagato sarà giusto. Se l'Iraq dovesse ripiombare nel caos, sarebbe il disastro".

Homepage


----------------------------------------------------------------------------

Lunedi, 19 Aprile, 2004

Archivio

----------------------------------------------------------------------------------------------

Fantascienza: «No, in Iraq non bisogna cambiare niente. Per ora non c’è alcun motivo di modificare i nostri impegni che, come è noto, sono di assistenza al popolo iracheno per transitare verso la democrazia».

Antonio Martino, Ministro della Difesa, Ansa 18 aprile

---------------------------------------------------------------------------

Scambio con detenuti IRAcheni in Italia»
di Enrico Fierro

Si tratta per la liberazione degli ostaggi. E questo, per il momento, è l’unico dato certo in una vicenda dove le notizie si rincorrono in modo confuso alimentando il «cauto ottimismo» dei familiari dei rapiti. Notizie e smentite ufficiali: una crudele girandola che spesso viene alimentata dagli stesi esponenti del governo, in un irresponsabile thriller che mal si addice ad una vicenda delicatissima dove in gioco è la vita di tre ostaggi italiani.

Trattano gli 007 del Sismi che dopo il primo periodo di sbandamento, hanno finalmente deciso di mettere in campo due mediatori. Personaggi in grado di influire sul variegato arcipelago di sigle e gruppi della guerriglia irachena. Due cognomi quasi simili, ma due diverse funzioni politiche e religiose: Jabbar Al Kubaisi, leader dell’Alleanza nazionale irachena, e Abdel Salam al Kubeissi, leader religioso sunnita. A quest’ultimo, esponente dell’influente Consiglio degli ulema, che ha finora contribuito al rilascio di ben 23 civili, è stato chiesto di fare il possibile per liberare i tre italiani. Secondo alcune indiscrezioni, il religioso avrebbe ricevuto un mandato «molto ampio». Ai miliziani delle «Falangi verdi di Maometto» potrà offrire soldi, anche se il pagamento di un riscatto non è tra gli obiettivi dei rapitori, ma soprattutto l’accettazione di una delle condizioni poste nel documento diffuso dopo il sequestro dei quattro addetti alla sicurezza italiani. La liberazione di un gruppo di prigionieri iracheni.

A parlare di questa possibilità è stato il padre di uno dei rapiti, Salvatore Stefio, che ai giornalisti ha riferito di una trattativa aperta per uno scambio con detenuti iracheni nelle carceri italiane. Una possibilità seccamente smentita dopo poche ore da ambienti del governo e del tutto sconosciuta agli altri parenti, «non abbiamo nessuna notizia su uno scambio di prigionieri», ha detto la cognata di Cupertino. Ma ad affacciare per primo l’ipotesi è stato il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, in una intervista a «Il Giornale». La volontà dei sequestratori, ha detto, è quella di «liberare i terroristi islamici custoditi nelle nostre carceri». In quelle italiane, quindi, visto che il generale Gian Marco Chiarini - comandante della task-force in Iraq - ha detto che i miliziani iracheni catturati dalle truppe italiane vengono immediatamente «consegnati ai colleghi britannici di Bassora». Personaggi finiti in inchieste sul terrorismo di matrice islamica operante in Italia. L’ultima grossa operazione che ha visto coinvolti cittadini iracheni, risale a due anni fa, quando a Roma venne scoperta una organizzazione accusata di progettare attentati al cianuro. Proprio alcuni dei tre iracheni arrestati - secondo i periti dell’antiterrorismo - parlavano dell’uso del potente veleno e di armi nelle intercettazioni ambientali, anche se le controperizie della difesa dimostrarono che il tenore dei colloqui era di tipo ben diverso. In ogni caso, si tratta di «soggetti minori», che gli analisti dell’antiterrorismo non considerano certo come possibili protagonisti di una trattativa di così alto livello.

In ogni caso, Al Kubeissi - l'esponente del Consiglio degli ulema - si dice ottimista sull’esito della trattativa. Intervistato dal Tg3 ha detto che «finalmente il governo italiano ha imboccato la strada giusta», poi ha rivelato di aver incontrato l’ambasciatore italiano a Baghdad, Gianludovico de Martino, e di «essersi messo subito al lavoro». Ma ci sono mille difficoltà, soprattutto per «le prime reazioni del governo dopo il sequestro, che hanno peggiorato di molto la situazione. Per questo uno degli italiani è stato ucciso». Per il momento, secondo l’esponente religioso, «non ci sono ancora contatti diretti con i rapitori, ma i nostri amici sono moltissimi e sono tutti avvertiti». Al Kubeissi ha anche negato, correggendo la dichiarazione di un altro esponente del consiglio degli ulema, che «il fatto che i quattro italiani fossero armati quando sono stati catturati renda la trattativa più complessa».

«Il contatto c’è e negoziati sono in corso», ambienti dell’intelligence non smentiscono di aver attivato anche Jabbar al Kubaisi, leader dell’Alleanza nazionale irachena. Si tratta di un esponente politico che conosce bene la realtà italiana e quella europea e che da tempo è sotto osservazione da parte dei nostri 007. L’ultima sua visita in Italia risale al 13 dicembre, quando ha partecipato ad una manifestazione di solidarietà con il popolo iracheno. Da qualche tempo a Baghdad, sarebbe uno dei mediatori scelti dal Sismi e secondo indiscrezioni il suo lavoro avrebbe già prodotto dei risultati. I servizi segreti italiani hanno le idee più chiare sull’origine dell gruppo che ha rapito i quattro italiani. «Non è una banda isolata, non si tratta di predoni. Siamo di fronte ad una milizia sunnita composta anche da ex appartenenti ai servizi segreti di Saddamm Hussein. Sono dei professionisti che conoscono bene la realtà politica italiana».

Elementi che fanno ben sperare nel risultato di una trattativa squisitamente politica. Che però non piace a una parte della maggioranza di governo. «I terroristi vanno eliminati», secondo il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli. «La politica non scenda a patti con i terroristi, se ne occupino i servizi segreti», questa la posizione di Ignazio La Russa, coordinatore nazionale di An. Intanto, anche quella di ieri è stata una giornata di incontri e contatti a Palazzo Chigi, dove Berlusconi ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Kharrazi.

---------------------------------------------------------------------------

Studenti. Calcio. Maradona ricoverato in terapia intensiva per problemi cardiaci


Buenos Aires, 19 aprile 2004

L'ex calciatore argentino Diego Maradona è ricoverato in prognosi riservato in una clinica di Buenos Aires. il campione è stato colto da malore nel pomeriggio poco dopo aver assistito alla partita tra la sua ex squadra, il Boca Juniors e il Nueva Chicago. Nel comunicato, la clinica privata Suizo-Argentina, ha spiegato che l'ex gloria del calcio mondiale, oggi quarantatreenne, soffre di ipertensione e di cardiomiopatia.

La clinica non ha dato che pochi particolari, precisando semplicemente che l'ex calciatore era stato ricoverato in terapia intensiva e che la prognosi, per il momento, è riservata. Secondo il medico personale di Maradona, Alfredo Cahe, però, il ricovero "non ha niente a che vedere con i suoi problemi" di cocaina.

Il campione è stato ricoverato dopo aver assistito alla vittoria per 2-0 della sua ex squadra, il Boca Juniors, contro il Nueva Chicago nel campionato
argentino. Durante la partita, Maradona è apparso pallido e sofferente. Era accompagnato dal padre, dall'ex moglie e dalle sue due figlie.

L'ex capitano della nazionale argentina e del Napoli ha avuto problemi di salute e di droga nel passato. Nel gennaio 2000, era stato ricoverato per una malattia cardiaca mentre si trovava in vacanza in Uruguay. Pochi mesi dopo, si era recato a Cuba per seguire una cura di disintossicazione dalla cocaina.
Nel 1991, in Italia era stato sospeso per quindici mesi per essere risultato positivo alla cocaina. Nel 1994 anche la Fifa lo aveva sospeso sempre per 15 mesi dopo un test positivo alla stessa sostanza durante i mondiali.

-----------------------------------------------------------------------------------

Lista Prodi. Fassino: non sarà un partito unico, ma un soggetto ad azione coordinata come Cgil-Cisl-Uil

Piero Fassino


Roma, 18 aprile 2004

La lista Prodi non diventerà un "partito unico nel senso classico" ma sarà "un soggetto che darà vita a un'azione comune" fra i partiti che lo costituiscono un pò come avviene tra Cgil-Cisl-Uil. Lo spiega il segretario Ds, Piero Fassino intervenendo all'assemblea del 'Correntone' della Quercia, dalla quale è arrivato un nuovo 'no' all'ipotesi del partito riformista.

"Non credo che la lista unitaria - spiega Fassino - darà vita, se avrà successo come spero, a un partito unico nel senso classico". La forma che potrà assumere, aggiunge il leader dei Ds, è quella di un "soggetto che, senza cancellare le identità specifiche che vi contribuiscono, darà vita ad un rapporto di azione comune molto più forte, come avviene tra Cgil-Cisl-Uil che, sui principali temi, si muovono insieme e con piattaforme comuni, senza che questo metta in discussione l'identità organizzativa e la cultura politica di ciascuno".

Un passaggio che Fassino ha pronunciato rivolgendosi direttamente al segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, seduto in prima fila, che era intervenuto prima di lui lamentando l'anomalia italiana costituita dall'assenza di una grande sinistra. "Dico a Guglielmo Epifani che lui non fa l'alleanza con i Cobas, ma con Cisl e Uil, giustamente, con cui costruisce ogni giorno un processo unitario che non è scontato. Così come Epifani fa i conti tutti i giorni con culture sindacali e politiche di altre organizzazioni - fa rilevare Fassino - questo problema lo abbiamo anche noi". Ruvido il 'no comment' di Epifani alle parole di Fassino e ancor più duro il coordinatore del 'Correntone', Fabio Mussi: "Per vincere le elezioni ci vuole il 51% e da sola la lista Prodi non ci arriva". Un chiaro richiamo a non considerare Uniti nell'Ulivo il soggetto che può egemonizzare l'Ulivo allargato

E mentre nell'ambito dell'Ulivo un segnale di distensione arriva da Antonio Di Pietro: "A questo punto togliamo la parola Ulivo, ma restiamo dentro l'animo della coalizione e aiuteremo l'Ulivo a essere unito, perché nel territorio non c'è questa contrapposizione che, al contrario, alcuni personaggi di vertice continuano ad avere" - ha dichiarato l'ex pm di Mani Pulite, domani si insedia il comitato nazionale presieduto da Prodi. Tanti i nomi illustri, oltre quelli dei politici, anche della cultura e dello spettacolo: tra questi, Umberto Eco, Vittorio Foa, Gad Lerner, Michele Santoro, Serena Dandini, Inge Feltrinelli, Liliana Cavani, Gigliola Cinquetti.

-----------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Zapatero ritira le truppe, al Sadr ordina ai suoi: non attaccate gli spagnoli. Gli USA allentano la morsa su Najaf

al Sadr, leader sciita assediato a Najaf


Najaf, 19 aprile 2004

Ieri sera l'annuncio del premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero: la Spagna ritirerà prima possibile, senza aspettare il 30 giugno, le sue truppe dall'Iraq. E oggi il leader radicale sciita Moqtada al-Sadr ha dato ordine ai suoi miliziani del Esercito al-Mahdi di cessare gli attacchi contro i militari spagnoli.

A rendere note le direttive di Sadr, asserragliato nella città santa di Najaf, un suo portavoce, Qais al-Khazaali: "Li invitiamo a garantire la sicurezza delle truppe spagnole fino alla loro partenza dal Paese - ha detto Khazaali - e purché tali forze non perpetrino aggressioni contro il popolo iracheno. Gli altri Paesi che forniscono militari alla coalizione in Iraq sono sollecitati a seguire l'esempio della Spagna, e a richiamare le proprie forze per risparmiare le vite dei loro soldati".

A Najaf, intanto, l'esercito americano ha ridotto la propria presenza fuori dalla città santa. Il colonnello Dana Pittard, comandante dei 2.500 soldati della Terza Brigata "Task Force" fuori Najaf, ha riferito che la forza sarà ridotta nei prossimi giorni e verrà rimpiazzata da duemila soldati della Prima Divisione Corazzata.

Homepage

 

Domenica, 18 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Ostaggi italiani, la supplica dei familiari. Berlusconi: nuovi contatti

E' stata Antonella Agliana a leggere il comunicato


Roma, 18 aprile 2004

Carlo Azeglio Ciampi e Silvio Berlusconi sperano in una soluzione positiva per gli ostaggi in Iraq. E lasciano trapelare un filo di ottimismo. Il premier ha parlato con le famiglie dei tre italiani prigionieri garantendo che si stanno aprendo "nuovi contatti" nel tentativo di sbloccare la situazione.

Il presidente della Repubblica, che ha a sua volta parlato con la sorella di Fabrizio Quattrocchi, assicurando l'impegno per il recupero e il rimpatrio della salma del fratello, ha sottolineato di "nutrire profonda speranza che, senza cedimenti di contrasto alla barbarie, gli sforzi posti in essere per salvare la vita agli altri italiani ancora tenuti in ostaggio possano concludersi con la loro liberazione".

Una speranza condivisa, appunto, con il presidente del Consiglio, che anche ieri ha continuato ad adottare la linea del massimo riserbo. Intanto il suo consigliere diplomatico, l'ambasciatore Gianni Castellaneta, è arrivato a Damasco dove avrà contatti ai massimi livelli con le autorità siriane. Berlusconi rimarrà anche oggi a Roma e incontrerà a Palazzo Chigi il ministro degli Esteri iraniano, Kharrazi, con il quale avrà un colloquio a 360 gradi sulla situazione in Iraq.

Il ministro degli esteri Frattini, dall'Irlanda, dove si trovava per una riunione Ue, ha confermato l'azione a tutto campo dell'Italia, augurandosi che l'appello dei familiari degli ostaggi trasmesso dall'emittente satellitare qatariota Al Jazeera possa "colpire il cuore dei rapitori".

L'assenza di cattive notizie per il secondo giorno consecutivo potrebbe significare che il canale giusto sia stato veramente raggiunto. Fa ben sperare anche il rilascio di altri due giapponesi, che sono stati consegnati nelle mani di autorità religiose sunnite.

La supplica dei familiari
E' stata Antonella Agliana, sorella di Maurizio, a leggere l'appello dei familiari degli ostaggi italiani, in onda via satellite sulla tv araba Al Jazeera. Antonella ha registrato il messaggio a casa sua. E i parenti dei tre ostaggi hanno deciso insieme che sarebbe stato proprio quello della sorella di Maurizio, per la dizione migliore, il video da recapitare alla tv del Qatar.

Ecco uno stralcio del messaggio: "Siamo gente semplice come voi, ci rivolgiamo alla vostra coscienza religiosa di credenti in un dio chiamato diversamente del nostro, ma con molte radici in comune. Un dio che noi rispettiamo. Noi temiamo che il gesto che voi minacciate di compiere possa rivelarsi inutile e controproducente per la causa che sostenete. I nostri ragazzi sono partiti alla ricerca di un lavoro, senza alcun altro motivo ideologico. Vi supplichiamo, fateli tornare al più presto".

-----------------------------------------------------------------------------------

Giustizia. Castelli: cambieranno le norme della legittima difesa

Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli


Roma, 18 aprile 2004

Il concetto di legittima difesa va cambiato, è troppo sbilanciato a favore di chi delinque, a scapito delle persone oneste. E' questa la constatazione dalla quale il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, muove per ipotizzare una rivoluzione del concetto di legittima difesa, così come era previsto sino ad ora dal codice penale.

Castelli ha espresso questa sua intenzione parlando ieri nella sua città, a Lecco, commentando i recenti fatti di sangue che hanno visto protagonisti e vittime due gioiellieri e un tabaccaio, rispettivamente a Milano e a Roma.

Castelli lo aveva affermato più volte: "Io sto con Abele", cioè con chi i reati li subisce. Si tratterà, ha detto, di una riforma fatta "in pieno accordo con il giudice Nordio", il magistrato veneziano incaricato di presiedere la commissione che cambierà il codice penale. Andrà reinterpretato, anzitutto, il comportamento di chi trova un ladro in casa e "deve essere considerato aggredito a priori e legittimamente può sentirsi in pericolo di vita". In questo caso, "ogni azione deve essere considerata legittima difesa".

Anche nel caso di commercianti che si trovano in balia di rapinatori, dice Castelli, va introdotta la considerazione dello stato d'animo dell'aggredito. Più attenzione, insomma, verso chi i reati li subisce e una maggior considerazione per chi reagisce, senza per questo che venga iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario, come accade ora.

Homepage

--------------------------------------------------------------------------

Sabato, 17 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------

Il progredire della micidialità della guerra ha raggiunto una soglia ormai così vicina a una catastrofe che la avvertiamo tutti, direi in maniera viscerale, proprio come l’animale avverte il terremoto prima che si scateni».

Ermanno Olmi, «Vita e Pensiero», 15 aprile

---------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Al Jazira lancia l'appello delle famiglie degli ostaggi italiani
di red.

Scaduto senza aver ricevuto cattive notizie il presunto ultimatum di 48 ore per l'esecuzione di un altro prigioniero, le famiglie dei tre italiani sequestrati chiedono al mondo politico e dell’informazione di moderare i toni. È la richiesta esplicita di Angelo Stefio, padre di Salvatore, uno degli ostaggi italiani rapiti in Iraq.

In queste ore difficili di trattative, Stefio ha chiesto ai cronisti di essere «un pò più moderati» nelle parole perché «quello che scrivete voi lo leggono anche loro», ha detto riferendosi a quelli che hanno in ostaggio il figlio.

Intanto il direttore del Tg4, Emilio Fede, ha preso l'iniziativa, d'intesa con Al Jazira, di inviare alla televisione satellitare araba un messaggio registrato di Angelo Stefio nel quale viene richiesta l’immediata liberazione dei tre ostaggi italiani.

L'appello, inviato via satellite, sarà tradotto in arabo e trasmesso della Tv del Qatar. Subito dopo o in contemporanea sarà diffuso anche dal Tg4. «Venerdì - ha detto Emilio Fede - le immagini di Quattrocchi, trasmesse da noi, sono state molto gradite dai familiari dei rapiti. Così ho avuto l' idea di mettermi in contatto con alcuni di loro. Avevo anche proposto di accompagnarne uno nel Qatar per andare direttamente presso la Televisione satellitare. Ma da Al Jazira mi hanno fatto sapere che non si poteva perdere tempo. Di qui l'idea di registrare l' appello e di inviarlo alla televisione araba».

Intanto, la vita di Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Copertino sembra legata a fili sempre più esili. Lo dimostrano le notizie che si sono susseguite per l’intera giornata di venerdì. Quelle provenienti da Baghdad sul rilascio di sei ostaggi - un canadese, un cinese, una operatrice umanitaria australiana e tre giornalisti cechi - innanzitutto. Una ondata di rilasci che da un lato ha fatto sperare in una conclusione positiva della vicenda dei rapiti italiani, dall’altro ha aumentato le preoccupazioni sulla loro sorte. Le persone liberate sono tutte dei civili, giornalisti, operatori umanitari, e quindi non sono considerati dei «nemici».

Gli italiani, invece, sono stati sospettati fin dal primo momento «spie» e paramilitari impegnati in combattimenti. Non è un caso che che nel video diffuso dopo il loro sequestro l’obiettivo della videocamera si sia ripetutamente soffermata sulle armi e sugli strumenti di comunicazione in possesso dei quattro ostaggi.

E anche ieri diplomazia e intelligence si sono mossi alla ricerca di un canale di contatto con i sequestratori. «Stiamo facendo di tutto per ottenere la liberazione degli ostaggi - ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini -. Tutte le vie sono aperte in Iraq e nei paesi vicini all’Iraq». Si esplorano contatti in Iran, dove ieri si è recato il consigliere diplomatico di Berlusconi Gianni Castellaneta, che si tratterrà a Teheran fino questo pomeriggio. Prima di volare alla volta di Damasco per prendere contatti con autorità politiche e religiose siriane, il diplomatico incontrerà il ministro degli esteri iraniano Kamal Kharrazi. Una corsa contro il tempo e qualche speranza aperta proprio dalla liberazione degli ostaggi giapponesi. Perché secondo alcune fonti vi sarebbe una forte «similarità» tra il gruppo che ha rapito gli italiani e quello che ha sequestrato i giapponesi. Inoltre, le stesse fonti ritengono che un ruolo importante nel rilascio degli ostaggi occidentali ed asiatici, sia stato svolto dagli «ulema», il comitato di studiosi islamici iracheni. Anche ieri, ha riferito il portavoce Muthanna Hareth Al Dhari, il comitato ha lanciato un appello per la liberazione di «tutti gli ostaggi».

Si studiano le parole, si analizzano i contenuti dei diversi appelli e comunicati, si cerca di decifrarli per capire le reali intenzioni delle forze in campo. Ed ecco, quindi, le parole che usato il leader sciita Moqtada Sadr durante il suo sermone nella moschea di Kufa: «Chiunque non appartenga a una delle nazioni occupanti dovrebbe essere rilasciato consegnato alle autorità legali in modo che possa tornare a casa. Non dovremmo fare del male agli ostaggi». Una netta distinzione, come si vede, tra quei paesi membri della coalizione internazionale impegnata nella guerra all’Iraq, e quei cittadini che fanno parte di paesi che non hanno appoggiato l’occupazione del paese e che per questo devono essere liberati. Ma chi sono i sequestratori dei quattro italiani? Si tratta di sunniti o di sciiti? Oppure siamo di fronte ad un gruppo legato a Saddam Hussein e al partito baathista? Domande ancora senza risposte. Secondo Imad El Atrache, corrispondente a Doha della tv Al Jazira, che per primo ha dato la notizia dell'uccisione di Fabrizio Quattrocchi, l’organizzazione che tiene in mano gli ostaggi è composto da sunniti e non è legato a Moqtada al Sadr. Per questo il loro destino «è nelle mani di Dio». «Io credo - ha aggiunto El Atrache, intervistato dal Tg4 - che gli ostaggi italiani non siano in mano a gruppi vicini a Moqtada al Sadr perché sono stati sequestrati vicino a Falluja e quindi in una zona quasi totalmente sunnita. E poi il linguaggio usato nei loro comunicati, da noi trasmessi, è un linguaggio islamico sunnita, non è assolutamente sciita». Ma questo, nota Stefano Silvestri, presidente dell’Istituto affari internazionali, «ha una importanza relativa: il problema è capire se il gruppo ha legami forti con la popolazione irachena, ed allora potremo riuscire a stabilire contatti, o se opera come “elettrone libero” nel frammentato scenario di sigle emerse nelle ultime settimane».

Come uscirne? Le speranze sono legate ai contatti con l’Iran e la Siria. Damasco, soprattutto, è considerato un «canale importante», che potrebbe consigliare all’Italia come arrivare ai rapitori o addirittura esercitare una influenza su di loro. L’obiettivo della diplomazia italiana è quello di costruire le condizioni anche per una trattativa in extremis. La situazione è complicata e anche la Chiesa fa sentire la sua voce. «Noi - dice il Nunzio apostolico di Baghdad, monsignor Fernando Filoni - siamo aperti a qualsiasi aiuto, ma c’è davvero la volontà politica di trattare?».

-----------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Ore di attesa per i tre italiani. Berlusconi: ci sono nuovi contatti. A Najaf interrotti i negoziati

Sono tutti liberi gli ostaggi giapponesi


Baghdad, 17 aprile 2004

Prosegue la guerra degli ostaggi in Iraq. Questa mattina, dopo le liberazioni di ieri, sono stati rilasciati dai sequestratori gli ultimi due ostaggi giapponesi ancora nelle mani della guerriglia irachena. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha telefonato questa mattina alla famiglia Cupertino a Sanmichele di Bari per "tranquillizzare" i parenti dell'ostaggio e per avvisarli che "si stanno apprendo nuovi contatti". Lo si è appreso nell'entourage familiare di casa Cupertino, che ha precisato che il premier dovrebbe telefonare anche alle famiglie degli altri due ostaggi.

Seguendo una strategia che non sembra a questo punto casuale, i sequestratori continuano ad avere nelle loro mani almeno 17 persone: diversi americani, tre italiani e un arabo di Gerusalemme. Sono stati rilasciati invece diversi ostaggi provenienti da altri paesi: Giappone, Cina, Francia, Russia, Corea del Sud.

Che i sequestratori stiano seguendo una strategia consapevole sembrano confermarlo anche i militari americani. I comandi militari Usa - ha detto il generale Mark Kimmitt,vicecomandante delle forze Usa in Iraq - hanno individuato segni di "qualche coordinamento" fra i gruppi di insorti iracheni che hanno portato a termine l'ondata di sequestri nel Paese, e stanno cercando di determinare se vi sia una organizzazione unica che dirige le operazioni.

Nell'ambito di una situazione delicatissima e mentre prosegue la missione dell'inviato della presidenza del consiglio italiano Gianni Castellaneta, il governo ha reso noto che domani e lunedì sarà in Italia il ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharrazi, prima tappa di un ampio giro di visite in Europa.

La tv satellitare araba Al Jazeera trasmetterà un messaggio di Angelo Stefio, padre di Salvatore. Nel messaggio Stefio chiede la liberazione dei tre ostaggi. L'appello, inviato via satellite, sarà tradotto in arabo e trasmesso della TV del Qatar.

Resta intanto aperta e tesissima la situazione sul terreno in Iraq. A Falluja si continua a trattare, mentre a Kufa si combatte. A Najaf sono stati interrotti i negoziati tra la coalizione e il leader radicale sciita Moqtada al Sadr. A riferirlo è stato un portavoce dell'imam, secondo cui ora le truppe americane potrebbero attaccare la città santa sciita "in qualsiasi momento".

-----------------------------------------------------------------------------------

ItaliaAfrica 2004. Ciampi: il continente è centrale per noi e Ue. Annan: grato per la lunga tradizione di solidarietà

Il presidente Carlo Azeglio Ciampi


Roma, 17 aprile 2004

"Desidero far giungere al sindaco di Roma, ai promotori e a tutti i partecipanti alla manifestazione nazionale 'ItaliaAfrica 2004' il mio apprezzamento per una iniziativa che, molto a proposito, ci ricorda la centralità dell'Africa per l'Italia e per l'Europa". E' il messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della giornata ItaliaAfrica che si celebra oggi a Roma.

"Al vertice di Lusaka del luglio 2001 - scrive Ciampi - i paesi africani vararono il nuovo partenariato per lo sviluppo (Nepad), fondato sui concetti di cooperazione, di responsabilità e di reciprocità di impegni con il mondo industrializzato. L'Italia sostenne fin dall'inizio, con convinzione, questa iniziativa coraggiosa, che ha segnato una tappa importante nella determinazione dei popoli africani ad assumersi la responsabilità diretta per il proprio futuro ed a ricercare un partenariato privilegiato con l'Unione Europea. La strada è ancora lunga ed irta di difficoltà. Troppi ancora sono i conflitti aperti e senza prospettiva di soluzione".

"Banco di prova della lungimiranza dei Paesi avanzati"
"Ma l'impegno - aggiunge - deve continuare ed accentuarsi: soprattutto in Africa, la comunità internazionale si vede confrontata con la gravità del divario nord-sud. Lo sviluppo del continente africano è il banco di prova della lungimiranza dei Paesi avanzati. L'impulso dell'Unione Europea a costruire un legame forte e duraturo con l'Africa va sostenuto con tenacia per favorire il migliore accesso ai mercati; per sostenerla nella sua lotta contro le malattie, la guerra ed il sottosviluppo. L'Unione allargata deve diventare un riferimento cui guardare con sempre crescente attenzione e fiducia". "Con questi sentimenti - conclude Ciampi - rivolgo a tutti voi un caloroso saluto, insieme ai migliori auguri di successo per la manifestazione".

Il messaggio di Kofi Annan
Anche il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, ha mandato un messaggio in occasione della manifestazione. Oggi l'Italia sta fornendo "un'importante assitenza allo sviluppo di un gran numero di Paesi africani sostenendo i loro sforzi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio", ha detto. Annan si dice "grato alla città e agli altri promotori per aver continuato questa tradizione di solidarietà con l'organizzazione di questa manifestazione".

Il segretario generale delle Nazioni Unite sottolinea inoltre che l'Italia è "attiva in molte aree che comprendono gli sforzi per la cancellazione del debito, per aumentare gli investimenti diretti esteri, rafforzare il buon governo e le amministrazioni nazionali, migliorare l'accesso alle medicine contro l'Aids, la lotta contro il traffico degli esseri umani e l'esportazione illegale di armi verso l'Africa".

Annan sottolinea che l'Italia è stata un partner attivo nel processo di decolonizzazione e nella lotta contro l'apartheid che le Nazioni Unite hanno finora svolto. E nel periodo di presidenza di turno della Ue - aggiunge - l'Italia "si è adoperata per la creazione del programma di pace per l'Africa, mirato a fornire supporto finanziario alle iniziative di pace per il continente, dalla mediazione al mantenimento della pace".

Homepage

--------------------------------------------------------------------------

Venerdi, 16 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Ostaggi italiani, si cerca la trattativa tra apprensione e polemiche. Rapito un uomo d'affari danese

I quattro italiani


Roma, 16 aprile 2004

"Faremo di tutto per il rilascio immediato degli ostaggi", ma in questi casi è "necessaria la massima riservatezza". In una nota di Silvio Berlusconi, il governo spiega la linea che adotta nella crisi degli ostaggi. Berlusconi ha confermato alle famiglie degli ostaggi italiani in Iraq "l'impegno ad operare in tutte le direzioni praticabili per il rilascio immediato e senza condizioni dei loro congiunti".

E' quanto si legge in una nota diramata al termine del vertice di Governo a Palazzo Chigi, con il vicepremier Gianfranco Fini e i ministri Franco Frattini, Antonio Martino e Giuseppe Pisanu. Un vertice tenutosi nel tardo pomeriggio di ieri in cui si è fatto il punto sugli sviluppi della missione italiana in Iraq e sulla trattativa per gli ostaggi. Presente anche Barbara Contini, governatore a Nasiriyah. Intanto è giunto in Qatar l'inviato del presidente Berlusconi, l'ambasciatore Gianni Castellaneta. Il ministero degli esteri danese, intanto, conferma il "probabile" rapimento di un unomo d'affari danese in Iraq.

La famiglia di Quattrocchi critica il governo
I familiari dell’ostaggio ucciso, però, puntano il dito contro il governo. Graziella Quattrocchi, sorella di Fabrizio, ha saputo dell'uccisione del congiunto dalla televisione e non, come sostenuto dal ministro
degli Esteri, Franco Frattini, da una comunicazione del governo. Roberto Gobbi, titolare della Ibsa di Genova, la società per cui aveva lavorato Fabrizio Quattrocchi, parla di un uomo "mandato allo sbaraglio". Gobbi insieme ai colleghi ha diffuso un comunicato molto critico contro le istituzioni: "Quattrocchi costretto a morire in uno Stato straniero per avere quella gratificazione economica che la nostra Costituzione dovrebbe garantirgli".

Diplomazia al lavoro, i ribelli lanciano un ultimatum
Intanto proseguono le trattative per cercare di liberare gli altri tre italiani in mano ai ribelli. il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che con l'Iran si è aperto un canale importante e che continuano i contatti con la comunità sciita e coi sunniti.
La tensione però è altissima soprattutto dopo le voci sul presunto ultimatum lanciato dai sequestratori degli ostaggi italiani, che minaccerebbero di uccidere un sequestrato ogni 48 ore, se il nostro paese non ritirerà quanto prima le proprie truppe. "Stiamo verificando" dicono fonti del ministero degli Esteri interpellate. "Ma fino a adesso non abbiamo alcun elemento. Stiamo verificanto la consistenza dell'informazione e l'attendibilità della fonte".

Il sequestro e la liberazione degli uomini dell'intelligence
Ad infiammare le polemiche anche la confermata notizia che due uomini dei servizi di intelligence italiani sarebbero stati effettivamente sequestrati in Iraq prima di Pasqua, e subito liberati da un'azione dell'intelligence. La vicenda sarebbe avvenuta venerì 9 aprile e, sempre secondo alcune fonti, la liberazione dei due sarebbe avvenuta anche grazie al pagamento di una somma di denaro.

-----------------------------------------------------------------------------------

Alitalia. Palea si dimette dal CdA, Piazza Affari severa. Continua la mobilitazione dei dipendenti

Alitalia, crisi complessa


Milano, 16 aprile 2004

Il mercato non crede ad un salvataggio di Alitalia senza le banche e penalizza fin dalle prime battute i titoli Alitalia a Piazza Affari, all'indomani delle dimissioni dal cda del rappresentante delle banche azioniste, Roberto Palea. I titoli della compagnia cedono in apertura il 2% a 0,236 euro. Ieri era ripresa la trattativa fra Alitalia e sindacati dei piloti dopo il precedente mancato incontro che sembrava aver pregiudicato la ripresa del dialogo.

Le parti sono tornate a confrontarsi in un clima che più disteso. Razionalizzazione delle ore di volo, straordinari, ferie, sono stati gli argomenti al centro della trattativa.

Più aperto i capitoli della valorizzazione delle ore credito, compensate dalle ore di riposo, e della proposta di mantenere l'istituto delle ore credito fra la 75/ma e l'80/ma ora come pagamento individuale e di distribuire quanto maturato oltre l'80/ma a tutti i piloti dello stesso settore in maniera equa, fatte dalla Filt Cgil: le altre sigle sindacali e l'azienda si sono riservate una valutazione.

Riprende la mobilitazione dei lavoratori del gruppo Alitalia all'aeroporto di Fiumicino. Lunedi' prossimo, infatti, torneranno a riunirsi, dalle 13 alle 17, in un'assemblea generale convocata dalle rappresentanze sindacali presso il piazzale dei bus sociali, di fronte alla mensa centrale.

Lunedì riprende la mobilitazione dei lavoratori del gruppo Alitalia all'aeroporto di Fiumicino, con un'assemblea generale convocata dalle rappresentanze sindacali presso il piazzale dei bus sociali.

-----------------------------------------------------------------------------------

Cronaca. Rapina in tabaccheria, morto un negoziante romano

L'uomo è morto sul colpo


Roma, 16 aprile 2004

Si chiamava Maurizio Rotargiacomo e aveva 43 anni, il tabaccaio ucciso questa mattina nel corso di un tentativo di rapina al suo negozio in via di Carcaricola, nel quartiere Giardinetti di Roma. Il negoziante è stato raggiunto da due fendenti uno dei quali lo ha colpito ad un polmone uccidendolo immediatamente.

Secondo una prima ricostruzione, poco dopo le 7.30 si è presentato nel negozio un uomo armato di coltello che ha chiesto al proprietario di consegnargli i soldi contenuti nella cassa. Il negoziante ha reagito e il malvivente lo ha colpito al torace nel corso di una colluttazione terminata all'esterno del locale.

-----------------------------------------------------------------------------------

Sanità. Medici in sciopero per il diritto alla salute e il rinnovo della convenzione

Il 24 aprile ci sarà la manifestazione nazionale


Roma, 16 aprile 2004

E' scattato il "D-Day" della medicina convenzionata: 70mila camici bianchi
convenzionati (47mila medici di famiglia, 7mila pediatri, 14mila della guardia medica e del 118 e 2mila i medici di medicina dei servizi) scioperano oggi "per il diritto alla salute, per un sistema sanitario pubblico e nazionale e per il rinnovo della convenzione scaduta da oltre tre anni".

Massimo Cozza, segretario nazionale della FP-Cgil Medici ricorda che le motivazioni sono le stesse per le quali già circa 108mila medici ospedalieri, 20mila specializzandi e circa 27mila della dirigenza del servizio sanitario nazionale, hanno scioperato il 9 febbraio e l'8 marzo scorso.

Tutti insieme aderiranno alla manifestazione di protesta prevista il 24 aprile prossimo.

Homepage

--------------------------------------------------------------------------

Giovedi, 15 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------

«La situazione in Iraq è la peggiore possibile. Ci vuole un chiaro coinvolgimento dell’Onu e una chiara presenza dei Paesi Arabi in modo che gli iracheni possano percepire come non ostile una forza militare di pace. La guerra è sbagliata. L’ho pensato fin dall’inizio e non ho cambiato idea».

Romano Prodi, Pechino, 14 aprile

--------------------------------------------------------------------------------------

La famiglia di Quattrocchi denuncia: «Lo abbiamo saputo dalla Tv»

La morte di Fabrizio Quattrocchi da evento tragico si è tramutata in evento mediatico. E la famiglia del defunto ne ha preso parte venendo a conoscenza in diretta della sua uccisione. La sorella di Fabrizio, Graziella, ha infatti dichiarato mercoledì di aver appreso insieme ai familiari la notizia dalla trasmissione Porta a porta. Solo mezz'ora più tardi, ha proseguito Graziella Quattrocchi, la famiglia è stata informata ufficialmente con una telefonata dal ministero degli Esteri e, alle 2.45 di notte, ha ricevuto la visita di un ufficiale dei carabinieri. La famiglia stessa ha anche evidenziato come le dichiarazioni di fermezza da parte del governo abbiano accelerato l'esito tragico della vicenda.

Ma prima di Vespa la notizia dell’esecuzione, con un colpo alla nuca, era stata diffusa tramite un video consegnato dai rapitori all'emittente qatariota Al Jazira. Un video che non è stato trasmesso da Al Jazira perché troppo cruento. La tv araba si è limitata a darne notizia e a dare lettura del comunicato della «Falange verde di Maometto» - il gruppo che aveva già rivendicato la cattura dei quattro ostaggi italiani - che accompagnava il filmato. La notizia del nome dell'ucciso è stata data invece, in diretta alla fine della trasmissione di mercoledì notte di Bruno Vespa, dal vicedirettore di Libero, Renato Farina, il quale lo avrebbe appreso parlando con il responsabile per l'Europa della tv del Qatar. E quindi confermata un attimo dopo dal ministro degli Esteri Franco Frattini, pure lui presente nello studio di Vespa, ma che fino a quel momento aveva assicurato i telespettatori di non avere informazioni sulla vicenda. Il ministro Frattini si è limitato a dire: «È arrivata purtroppo anche a noi la notizia. Posso confermare quanto ha detto Farina».

Il segretario della Quercia Piero Fassino ha chiesto una «svolta radicale» nella gestione della crisi irachena, altrimenti si rischia di restare in un tunnel «dal quale non si vede la luce». Il leader diesse spiega che sarebbe «sbagliato», dopo l'assassinio di Fabrizio Quattrocchi, dire «tutti a casa», ma nemmeno si può dire continuiamo «così».

In una dichiarazione Gavino Angius, capogruppo dei senatori Ds, ha affermato che «l'orrore per l'assassinio di Fabrizio Quattrocchi si accompagna al nostro cordoglio e alla nostra vicinanza alla sua famiglia in questo terribile momento di dolore. Sono purtroppo in gioco altre vite umane di cittadini italiani andati in Iraq a lavorare. Si deve compiere ogni sforzo per salvare le loro vite».

«È estremamente urgente, anche per sottrarli ai pericoli e ai rischi che corrono, che il governo - aggiunge Angius - inviti tutti i civili italiani ad andare via rapidamente dall'Iraq. Non c'è un minuto da perdere. È evidente che la crisi irachena si va facendo sempre più grave. Il governo chieda agli Usa che abbiano fine i massacri di civili iracheni come quelli avvenuti a Falluja. È necessario un nuovo passaggio in Parlamento. Noi insistiamo oggi, più di ieri, sulla necessità di una svolta che segni, sulla base di una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza, proposta finalmente ieri anche dal nostro Ministro degli Esteri, il passaggio della guida del processo di ricostruzione in Iraq nelle mani dell'Onu».

«Deve finire - conclude - quella che è una vera e propria occupazione militare e tutta la comunità internazionale si deve impegnare nell'aiutare il popolo iracheno e le forze politiche, religiose, economiche e sociali di quel Paese in questa drammatica transizione. L'Italia può e deve fare molto di più. È necessario che il nostro governo dica agli Usa e alla Gran Bretagna che senza una svolta entro il 30 giugno l'Italia avvierà il ritiro del suo contingente militare».

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Frattini: Quattrocchi morto da eroe. Martino: l'Italia resta a Nassirya. Il padre di uno degli ostaggi: trattiamo

Un'immagine di al Jazeera degli ostaggi italiani


Roma, 15 aprile 2004

"Nel rinnovare la solidarietà ai militari di ogni grado feriti nei recenti scontri di Nassiriya, ribadisco la volontà dell'Italia di terminare in Iraq la missione volta a ridare speranza ad un popolo piegato da decenni di brutale e sanguinaria dittatura". Così il ministro della Difesa Antonio Martino riafferma la posizione del governo il giorno dopo l' "efferata e barbara" uccisione di Fabrizio Quattrocchi in Iraq. "Lo Stato deve fare qualcosa, proponga uno scambio di ostaggi, dimostri una posizione più morbida per fare in modo che i nostri figli, giovani civili andati in Iraq solo per cercare lavoro, tornino al più presto sani e salvi a casa", è invece il disperato appello di Angelo Stefio, padre di Salvatore, uno dei tre ostaggi italiani ancora in mano ai guerriglieri iracheni.

Frattini: gli ultimi secondi di Fabrizio Quattrocchi
"Quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, questo ragazzo ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato: adesso vi faccio vedere come muore un italiano. E lo hanno ucciso". "E' morto cosi' - ha raccontato il ministro degli esteri Franco Frattini, precisando di avere avuto l' autorizzazione della madre e dalla sorella di Fabrizio Quattrocchi a rivelarlo - l'ostaggio italiano ucciso".

Pera: non si può cedere ad assassini
Per il presidente del Senato Marcello Pera , "l'uccisione di Fabrizio Quattrocchi è un atto di barbarie e di intimidazione, contrario al senso di umanità, alle leggi civili e religiose, e allo stesso interesse del popolo iracheno. Mentre esprimiamo il nostro sdegno, dobbiamo riaffermare la volontà di mantenere l'impegno a ricostruire l'Iraq, assicurare la transizione politica e portarvi condizioni di sicurezza ed economiche che consentano al suo popolo di essere arbitro di se stesso. E dobbiamo respingere il disegno di dividere e ricattare l'Occidente. Quei fanatici e fondamentalisti che hanno dichiarato la guerra del terrore alla nostra civiltà e ai principi universali su cui si reggono i diritti degli uomini e dei popoli devono sapere che la nostra volontà di dialogo è ferma ma è inflessibile anche la nostra determinazione a non cedere alle minacce e ai brutali assassinii".

Martino: fanatici dell'estremismo islamico
Intervenendo a Villafranca, alla consegna della bandiera di guerra al Reparto mobile di supporto dell'Aeronautica Militare, Martino ha detto che "nonostante le tragiche notizie degli ultimi giorni, ultima in ordine di tempo è la efferata e barbara uccisione di un ostaggio, gli elementi di ripresa continuano a consolidarsi, benché relegati in secondo piano da violenze, ricatti, assassinii perpetrati da esigue bande criminali protese esclusivamente a fomentare pausa ed indurre alla sottomissione la stragrande maggioranza degli iracheni". "Popolazione - ha proseguito Martino - che anela solo al tranquillo e doveroso sviluppo economico e sociale, ed è la principale vittima del fanatismo pseudo-religioso dei terroristi legati alla rete dell'estremismo islamico".

Bollettino di guerra
Due soldati statunitensi sono stati uccisi in due diversi attacchi nel nord dell'Iraq, a Samarra e a Mosul. Solo nel mese di aprile sono 93 i militari americani uccisi nel Paese.

Sulla strada che collega Baghdad all'aeroporto internazionale, un rimorchio militare statunitense ha preso fuoco quando è stato colpito da una granata. L'incendio è stato spento e il veicolo, dopo l'attacco della milizia, è stato trainato via dai militari statunitensi.

Fuga da Baghdad
L'ondata di violenza che attraversa l'Iraq ha reso più complessa l'attività delle compagnie private che operano sul campo: diverse persone, riporta il Washington Post, hanno abbandonato il loro posto di lavoro senza dare alcun preavviso. Intere organizzazioni si stanno preparando a lasciare il territorio iracheno, adeguandosi all'invito delle ambasciate francese, russa e sudcoreana. "Non c'e' modo di lavorare - ha detto Luma Mousawi, direttore di un centro medico di volontari: - non possiamo muoverci. È come se fossimo in una prigione". Per chi ha deciso di rimanere infatti i movimenti sono ridotti al minimo indispensabile, vista la pericolosita' della situazione.

Homepage

--------------------------------------------------------------------------

Mercoledi, 14 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------------------

Iraq, ucciso un ostaggio italiano


È Fabrizio Quattrocchi, riconosciuto dall'ambasciatore italiano a Doha, l'ostaggio ucciso dai rapitori mercoledì sera. La notizia della sue esecuzione, con un colpo alla nuca, pare, è stata diffusa tramite un video consegnato dai rapitori all'emittente qatariota Al Jazira. Un video che non è stato trasmesso da Al Jazira perchè troppo truculento. La tv araba si è limitata a darne notizia e a dare lettura del comunicato della "Falange verde di Maometto" - il gruppo che aveva già rivendicato la cattura dei quattro ostaggi italiani - che accompagnava il filmato.

La notizia del nome dell'ucciso è stata data invece, in diretta alla fine della trasmissiore di mercoledì notte di Bruno Vespa, dal vice direttore di "Libero", Renato Farina, il quale lo avrebbe appreso parlando con il responsabile per l'Europa della tv del Qatar. E quindi confermata un attimo dopo dal ministro degli Esteri Franco Frattini, pure lui presente nello studio di Vespa, ma che fino a quel momento aveva assicurato i telespettatori di non avere informazioni sulla vicenda.

Una fonte di Al Jazira, contattata dalla Cnn, ha riferito poi che la registrazione video dell'esecuzione dell'ostaggio italiano è stata consegnata all'ufficio di corrispondenza dell'emittente a Baghdad.

I sequestratori nella registrazione minacciano di uccidere anche gli altri ostaggi italiani. Nel breve comunicato scritto che i sequestratori hanno mandato alla emittente araba insieme alla cassetta viene detto anche che gli altri ostaggi verranno uccisi in successione, se non verranno accolte le richieste che erano state indicate nel video diffuso martedì. Cioè: il ritiro delle forze italiane dall' Iraq, con un calendario, scuse del primo ministro per «l'oltraggio ai musulmani e all'Islam» da diffondere attraverso le catene satellitari arabe, la liberazione di tutti gli imam e i predicatori delle moschee arrestati in Iraq.

Sempre nel comunicato letto dai giornalisti di Al Jazira i rapitori dicono che l'ostaggio italiano, Fabrizio Quattrocchi, è stato ucciso perchè il premier italiano Silvio Berlusconi ha rifiutato di ritirare le truppe dall'Iraq. «Berlusconi ha preferito compiacere il padrone della Casa Bianca che salvare i suoi concittadini», sono le parole citate dal testo.

La tv satellitare qatara ha annunciato subito di non voler mandare in onda le immagini dell'esecuzione di Quattrocchi perchè troppo truculente. Mercoledì sera la tv italiana "La 7" è riuscita a intervistare un giornalista di Al Jazira il quale ha raccontato alcuni particolari del video dell'esecuzione. Quattrocchi sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca, seduto accanto agli altri ostaggi. Il responsabile di Al Jazira ha detto al giornalista italiano che la cassetta con il video dell'assassinio sarà fornita solo alle autorità italiane.

La notizia dell'uccisione di uno degli ostaggi italiani è stata trasmessa da Al Jazira inizialmente su una banda scorrevole sullo schermo mentre è in corso un dibattito sulla crisi israelo-palestinese. Poi una annunciatrice ha detto che l'emittente ha ricevuto una registrazione video con l'immagine dell'ostaggio ucciso ed un proclama delle "Falangi verdi di Maometto".

Al Jazira aveva trasmesso il filmato dei quattro in ostaggio - identificati per Salvatore Stefio, Fabrizio Quattrocchi, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana - che mostravano i passaporti, con la voce fuoricampo che accreditava il rapimento a questo gruppo di mujaheddin denominato appunto "Falangi verdi di Maometto". Quindi è stata molto probabilmente in grado immediatamente di riconoscere la vittima. Lasciando al governo il tempo e il modo per avvertire i familiari e i cittadini italiani.

Il ministro Frattini, in studio da Bruno Vespa, ha iniziato dicendo di augurarsi soltanto che si trattasse di una notizia falsa. Mentre da Baghdad il capo della delegazione diplomatica italiana Gianludovico de Martino di Montegiordano sentito dall'agenzia France Presse smentiva di avere informazioni in merito.

In un crescendo di suspence televisiva, lo studio Rai di Bruno Vespa si è trasformato nel Grande Fratello nostrano, con il ministro, seduto accanto al leader della Margherita Francesco Rutelli, i parenti e gli amici degli ostaggi, i collegamenti con le inviate della Rai in Iraq Lilli Gruber e Giovanna Botteri. Al termine della trasmissione il collegamento con l'ospite fisso, Farina, ha svelato il nome dell'ucciso.

Fabrizio Quattrocchi, 36 anni, originario di Catania, ex soldato dell'Esercito italiano, viveva a Genova con la famiglia e collaborava con l' agenzia di investigazioni e sicurezza Ibsa. Ma secondo un collega intervistato da Vespa nella sua trasmissione i quattro rapiti e altri due erano andati in Iraq senza un vero e proprio ingaggio con una società. Amici e parenti lo raccontano come un ex panettiere con la passione delle arti marziali che faceva soprattutto il buttafuori nelle discoteche della Riviera ligure. Lo descrivono come un ragazzone con il sogno di comprarsi una casa e sposarsi. Raccontano che non aveva mai svolto prima missioni all'estero e che aveva detto all'anziana madre di essere stato contattato per un lavoro in Kosovo e non in Iraq per evitare di spaventarla.

Nella trasmissione di Vespa l'unica famiglia dei quattro ostaggi non presente in studio, era quella di Quattrocchi. A parlare di lui è stato chiamato solo un collega e amico della vittima. Un caso?

Che dire, del resto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dalla sua villa in Sardegna si è limitato a incaricare il suo portavoce Bonaiuti di parlare per lui. E di inviare in Iraq il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, Gianni Castellaneta.


Homepage

--------------------------------------------------------------------------

Martedi, 13 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------------------

IRAQ.Identificati gli italiani rapiti. Gli Usa avanzano verso Najaf

Le immagini di al Jazeera


Najaf, 13 aprile 2004

Sono stati identificati i 4 italiani presi in ostaggio dai mujaidin. Si tratta di quattro dipendenti della Dts, un'agenzia di sicurezza americana. La Farnesina ha confermato la notizia. Al Jazeera ha diffuso le immagini degli italiani e un comunicato dei sequestratori, che per liberarli chiedono le "scuse del governo italiano per l'appoggio all'occupazione, il ritiro delle truppe dal paese, liberazione dei detenuti iracheni e trattative dirette con il gruppo".
I quattro hanno pronunciato i propri nomi ai microfoni dell'emittente del Qatar. La registrazione è confusa e disturbata.
Questi i quattro nomi così come li hanno pronunciati: Stefio Salvatore, di Siracusa, Cupertino Umberto, Fabrizio Quattrocchi, Maurizio Agliana.

Tra gli Usa e il leader radicale sciita Moqtada al Sadr si va verso la resa dei conti. Mentre le truppe americane convergono verso la città santa di Najaf, a Baghdad c'è estrema incertezza sulla sorte di un uomo molto vicino ad Al Sadr, Hazem al Araj, considerato il responsabile della sanguinosa rivolta contro le forze della coalizione iniziata ai primi di aprile.
L'uomo sarebbe stato arrestato presso l'Hotel Palestine dalle truppe Usa e sarebbe poi stato portato via da un blindato americano.

Un elicottero Usa, Apache è stato abbattuto a una ventina di km da Falluja. Secondo alcuni testimoni a colpirlo sarebbe stato un razzo sparato da terra.
I militari americani che si sono diretti sul posto sarebbero stati attaccati da uomini armati.

Rilasciati i russi
Prosegue tra allarmi e colpi di scena la guerra degli ostaggi in Iraq. Sono stati liberati gli otto dipendenti di un'impresa russa sono stati rapiti in Iraq (tra questi cinque ucraini). Ieri, invece, sono stati liberati i sette cinesi sequestrati a Fallujah mentre non c'è ancora nessuna notizia dei tre ostaggi giapponesi. Ieri Praga ha annunciato la scomparsa di tre giornalisti cechi; il generale Abizaid ha ammesso che 9 americani sono scomparsi a Abu Ghraib tre giorni fa in un assalto a un convoglio (due marines, 7 civili che lavoravano per la Halliburton).

-----------------------------------------------------------------------------------

Istat. La produzione industriale è aumentata dello 0,9% rispetto al 2003

.


Roma, 13 aprile 2004
Lo scorso febbraio la produzione industriale italiana è aumentata dello 0,9% rispetto a quanto registrato lo stesso mese del 2003. Lo riferisce l'Istat. Rispetto al mese precedente, invece, l'indice destagionalizzato non ha mostrato variazioni. "Continua la fase di ristagno", ha commentato un tecnico dell'Istituto.

Industria dell'abbigliamento al palo, mentre le auto tornano a correre e, dopo aver visto scendere la produzione in gennaio, mettono a segno nel secondo mese dell'anno un incremento del 16,8%. La produzione di scarpe è invece scesa in febbraio rispetto all'anno precedente del 12,6% mentre quella di vestiti è calata del 3,7%.

Fra i settori di attività economica a godere del miglior stato di salute figura l'industria dei mobili (+11,2) seguita da carta, stampa ed editoria che ha registrato un incremento dell'indice corretto per giorni lavorativi dell'8,4% (+9,6% il risultato dei primi due mesi dell'anno). Mezzi di trasporto, fibre sintetiche e prodotti in metallo sono gli altri comparti che hanno registrato gli incrementi tendenziali più marcati

-----------------------------------------------------------------------------------

Calcio. Lazio-Roma si gioca il 21 aprile alle 18

Una delle fasi concitate della sospensione del derby


Roma, 13 aprile 2004

Il derby Lazio-Roma, recupero della 26.ma giornata del campionato di serie A, si gioca mercoledì 21 aprile alle ore 18 a porte aperte. E' stato deciso dalla Prefettura di Roma. Sarà un incontro di solidarietà perchè‚ parte dell'incasso
sarà devoluto agli orfani delle forze dell'ordine.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Alitalia. Settimana decisiva per le sorti della compagnia


Roma, 13 aprile 2004

Settimana decisiva per le sorti dell'Alitalia. Oggi si riunisce il tavolo intersindacale per fare il punto sullo stato di avanzamento della trattativa con l'azienda, mentre giovedì sarà la volta dell'esecutivo, che, in un vertice presieduto da Silvio Berlusconi, cercherà di arrivare a una decisione collegiale sulla vertenza.

I sindacati attendono al varco il governo e restano in attesa del varo delle misure per il riordino del settore del trasporto aereo, senza le quali, spiegano, si rischia di vanificare qualunque sforzo di risanamento della compagnia.

Il decreto, in effetti, potrebbe avere il via libera già questa settimana. A confermarlo è stato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, affermando che "se ne parlerà nella riunione del 15", ma assicurando comunque che a Palazzo Chigi "verrà presa una decisione significativa". E se per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, il rilancio di Alitalia "non si fa con i tagli, ma
mettendo nella società nuove risorse e aumentando il fatturato", secondo la Filt-Cgil, intervenire sulla compagnia non basta: saranno le misure sul riordino del sistema del trasporto aereo a rappresentare il punto di snodo dell'intera vertenza.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Caso Sofri. Altolà della Lega e di An a una possibile soluzione di Berlusconi

Adriano Sofri


Roma, 13 aprile 2004

Silvio Berlusconi incontra Marco Pannella garantendogli che lavorerà per trovare una soluzione per quanto riguarda il potere di grazia del Capo dello Stato, e il leader radicale interrompe lo sciopero della fame e della sete. Ma La Lega Nord, per voce del ministro Roberto Maroni, lancia oggi un secco altolà al premier e a Ciampi sulla strada della concessione alla grazia a Adriano Sofri.
"La Lega è fermamente contraria al provvedimento di grazia. Non so quali affidamenti Berlusconi abbia dato a Pannella ma
sappia, e sia chiaro a tutti, che la posizione della Lega rimane ferma. Noi - dice il ministro Maroni - siamo dalla parte delle
famiglie delle vittime del terrorismo e non dalla parte di chi ha generato tanto dolore. Questo lo diciamo a Ciampi e Berlusconi. Tutti e due non dimentichino queste vittime".
Un'alzata di scudi che trova accoglienza anche tra gli altri alleati della Cdl. Il ministro centrista Carlo Giovanardi, attacca il leader radicale ricordando che la sospensione della sua forma di protesta "è la solita barzelletta". "Nè il Parlamento, nè il Consiglio dei Ministri - aggiunge - intendono piegarsi alla sceneggiata televisiva. L' unico organismo preposto a sciogliere eventuali conflitti di attribuzione fra Capo dello stato e Ministro della Giustizia è la Corte costituzionale".

Anche il vice coordinatore di An, Italo Bocchino, pur esprimendo sollievo per la decisione di Pannella, ribadisce che per la sua grazia Sofri "non può godere di un corridoio umanitario ma deve aspettare la fila come tutti gli altri detenuti che ne facciano domanda".

Marco Pannella, dal canto suo, a Radio Radicale, definisce il colloquio di ieri, a Roma, con Berlusconi ( durato circa un'ora) "molto utile" per se stesso e anche per Berlusconi: "Io, che credo di essere stato il primo ad aver indicato che il cammino era quello del conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, mi sono posto il problema: "cosa fa il governo?". Ho detto - racconta il leader radicale - che quello è un cammino conforme alla Costituzione, ma non voglio dire che sia necessariamente il migliore, e gli ho spiegato anche il senso politico della situazione per cui il governo si presenta davanti alla Consulta contro il Presidente.

Homepage

------------------------------------------------------------------------------------

Lunedi, 12 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Tre esplosioni scuotono Baghdad. Incertezza sulla sorte degli ostaggi giapponesi

Un campo da calcio diventa cimitero a Fallujah


Bagdad, 12 aprile 2004

Tre forti esplosioni sono state avvertite oggi nella zona del centro di Baghdad che ospita il quartier generale della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Dalla zona si elevano alte colonne di fumo bianco e si sentono ululare le sirene. Un responsabile americano del complesso ha detto che non è chiaro al momento se le esplosioni siano un attacco oppure esplosioni controllate di armi sequestrate.

Rapiti sette cittadini cinesi
Sette cittadini cinesi, entrati proprio ieri in territorio iracheno dalla Giordania, sono stati rapiti vicino Falluja. Lo ha reso noto nella tarda serata di ieri l'agenzia Nuova Cina citando un diplomatico cinese a Baghdad. La Cina, che è uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, si è sempre fermamente opposta all'invasione dell'Iraq e ha rifiutato di inviare proprie truppe nella coalizione internazionale. I sette cinesi, originari della provincia di Fujian, starebbero in buone condizioni ed hanno età comprese tra i 18 ed i 49 anni.

C'è ancora incertezza sulla sorte dei tre ostaggi giapponesi rapiti
I sequestratori hanno lanciato un nuovo ultimatum: concedono 24 ore a Tokyo per ritirare le truppe dall'Iraq, altrimenti nelle 12 ore successive verrà ucciso il primo dei tre ostaggi. L'ultimatum è stato lanciato attraverso la tv del Qatar al Jazeera, ed il comunicato è stato firmato da un uomo che si definisce mediatore. Questa mattina, il governo di Tokyo ha annunciato di non poter confermare il prossimo rilascio e la sicurezza degli ostaggi giapponesi. Secondo l'agenzia Nuova Cina 7 cittadini cinesi sono stati rapiti nella zona centrale del Paese. Erano entrati ieri dalla Giordania, hanno tra i 18 e i 49 anni.

Rilasciato l'ostaggio britannico
Rilasciato ieri pomerggio Gary Teeley, il cittadino britannico rapito martedì scorso a Nassiriya, si trova ora ricoverato nell'ospedale da campo italiano per accertamenti sulle sue condizioni di salute.
Le operazioni che hanno portato alla soluzione della vicenda avevano avuto inizio nel corso della notte con un'irruzione delle forze speciali del contingente italiano nella sede del partito Oms del dirgente radicale sciita Muqtada al Sadr, come ha spiegato il portavoce del contingente, tenente colonnello Giuseppe Perrone

Si combatte a Fallujah
Combattimenti sono in corso a Falluja, nell'Iraq centrale, fra truppe americane e guerriglieri sunniti. Lo riferiscono fonti locali, precisando che gli scontri sono proseguiti durante l'intera nottata appena trascorsa, nonostante la tregua concordata ieri con la mediazione di esponenti del governo provvisorio iracheno.
Era stata prorogata a oggi, lunedì, la tregua concordata a Fallujah, per far proseguire i colloqui volti a porre fine agli scontri nella città nel triangolo sunnita. Lo ha annunciato un funzionario iracheno. "Non abbiamo imposto alcun termine - aveva detto ieri il capo dell'amministrazione provvisoria della coalizione (Cpa), Paul Bremer - Al momento stiamo solo cercando di mantenere il cessate il fuoco". Nell'ultima settimana le vittime irachene a Fallujah sono state oltre 600, secondo quanto riportato dalle fonti sanitarie irachene.

Homepage

------------------------------------------------------------------------------------

Domenica, 11 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------

Pasqua. Il Papa: l'umanità trovi il coraggio di opporsi al terrorismo. La vendetta ceda il passo al perdono

San Pietro blindata


Roma, 11 aprile 2004

L'umanità trovi "il coraggio di opporsi in modo solidale" ai suoi mali, e in particolare trovi "la forza di far fronte al disumano e purtroppo dilagante fenomeno del terrorismo, che nega la vita e rende torbida e insicura l'esistenza quotidiana di tanta gente laboriosa e pacifica". Lo chiede il Papa nel messaggio Urbi et Orbi.

Giovanni Paolo II, nel messaggio solenne del giorno di Pasqua, alla città di Roma e al mondo, invita inoltre tutti a non essere "turbati" dalle "tante ombre che incombono" sull'umanità in questa fase storica.

Rinnovare l'Onu per pacificare il mondo
Il Papa incita a trovare "una soluzione soddisfacente dei persistenti conflitti" in Africa, Iraq e Terra santa. E auspica che l'opera delle istituzioni nazionali e internazionali affretti il superamento dele presenti difficoltà e favorisca il progresso verso un'organizzazione più ordinata e pacifica del mondo".

La vendetta ceda il passo al perdono
"Ascoltate voi tutti che avete a cuore il futuro dell'uomo. Ascoltate uomini e donne di buona volonta'", ha invocato ancora il Papa: "la tentazione della vendetta ceda il passo al coraggio del perdono; la cultura della vita e dell'amore renda vana la logica della morte; la fiducia torni a dar respiro alla vita dei popoli. Se unico è il nostro avvenire, è impegno e dovere di tutti - ha scandito - costruirlo con paziente e solerte lungimiranza".

Homepage

----------------------------------------------------------------------------

Sabato, 10 Aprile, 2004

Archivio

-----------------------------------------------------------------------------------

IRAQ. Giallo sugli italiani rapiti. Forse sono guardie private non in contatto con l'ambasciata

Un soldato della coalizione


Baghdad, 10 aprile 2004

Si attendono ancora conferme ufficiali alla notizia diffusa ieri del rapimento di quattro italiani in Iraq. Il ministero degli Esteri ha confermato che sono stati effettuati tutti i possibili controlli sulla base degli elenchi costantemente aggiornati degli italiani presenti in Iraq (esperti civili, giornalisti, volontari delle organizzazioni non governative, personale della Croce rossa italiana, rappresentanti delle forze armate) in base ai quali è possibile escludere che alcuno di essi sia stato rapito.

È stata verificata la presenza dei connazionali in questione attraverso un meccanismo mantenuto costantemente attivo e che in questi ultimi giorni è stato ulteriormente intensificato. Proseguono comunque ulteriori verifiche per appurare la possibilità che la notizia diffusa ieri possa riferirsi a connazionali presenti in Iraq ad altro titolo, senza avere dato preventiva comunicazione alle autorità italiane.

I quattro potrebbero, infatti, aver lavorato come guardie private per società addette alla sicurezza, mantenendo un "basso profilo" e non in contatto con l'ambasciata italiana. Lo ha ipotizzato in una intervista al GR2 un manager di una società di "security consulting" per le imprese italiane in aree a rischio, il quale ha detto di credere di conoscere i quattro. Si tratterebbe "di ex militari che hanno liberamente intrapreso questa attività di protezione, che attualmente svolgevano per una impresa britannica non facente riferimento a società ufficiali.

---------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Si riaccende la polemica tra i poli. Ds: il Governo riferisca in Parlamento. Cdl: no alle strumentalizzazioni

Una veduta di Montecitorio


Roma, 10 aprile 2004

La notizia del rapimento di quattro italiani in Iraq ha fatto salire subito alle
stelle la tensione nel mondo politico, in procinto di staccare la spina dal Palazzo in vista delle festività pasquali. Nelle ore concitate seguite alla diffusione delle preoccupanti voci, si è immediatamente messa in moto la macchina istituzionale e politica che ha cercato subito di fronteggiare una situazione di emergenza, con l'opposizione che -come ha accusato la Cdl- ha subito "cavalcato" il caso.

L'ala radicale del centrosinistra (Correntone Ds, Verdi, Pdci, Prc, Di Pietro-Occhetto) ha infatti puntato il dito contro il governo e rilanciato con forza la richiesta del ritiro immediato del nostro contingente; e, con i Ds e la Margherita, hanno invocato l'apertura delle Camere anche durante le festività della Pasqua per convocare il governo al quale hanno chiesto di riferire al piupresto. Sollecitazioni che hanno avuto una risposta immediata: il presidente del Senato Marcello Pera si è messo in contatto con il ministro Frattini e ha autorizzato i presidenti delle commissioni Esteri e Difesa di Palazzo Madama a convocare "quando lo ritenessero necessario le loro commissioni, anche durante la chiusura dei lavori per le festività di Pasqua". Analoga decisione per la Camera, annunciata da Gustavo Selva.

Il premier Silvio Berlusconi ha seguito l'evolversi della situazione e ricevuto una telefonata di Bush al quale, secondo fonti della Casa Bianca, avrebbe espresso la volontà di restare in Iraq e di condurre a termine la missione. Sandro Bondi (FI) ha invitato l'opposizione a mettere da parte "polemiche inconcludenti e strumentali" per far prevalere invece, "in un momento cosi' delicato, l'unità nazionale e lo spirito di collaborazione". An e Lega sembrerebbero però aver scelto la strada dello scontro frontale. "Il fatto che la sinistra sia partita subito all'attacco senza aspettare conferme -ha detto Ignazio La Russa- fa trasparire che inconsciamente vuole che succeda qualcosa agli italiani per strumentalizzare l'accaduto".

---------------------------------------------------------------------------------

Caso Sofri. Pannella: ho ricevuto una lettera dal premier Berlusconi. Lo sciopero della sete prosegue

Marco Pannella


Roma, 10 aprile 2004

Marco Pannella ha ricevuto una lettera da Silvio Berlusconi. Il leader radicale ha dato quella che ha definito "una buona notizia" in diretta dai microfoni di Radio Radicale. "È una lettera molto seria - ha detto Pannella - che testimonia di un'attenzione che ci rafforza tutti".

Silvio Berlusconi, prima dell'avvio dell'iniziativa di Pannella, si era espresso in modo favorevole rispetto all'eventualità della concessione della grazia in favore di Adriano Sofri. Per quanto riguarda il proprio sciopero della sete che prosegue ormai da 5 giorni come manifestazione non violenta "per il ripristino del potere di concessione della grazia al capo dello Stato" ha detto che "proseguirà". "Andremo avanti - ha spiegato - fino al raggiungimento di fatti concreti perche' il problema è garantire che i segnali che abbiamo avuto si cementino".

"Questi segnali - ha detto ancora Pannella - devono essere blindati rispetto al 'rovinar delle cose". Pannella ha concluso dicendo: "Grazie a tutti perché questo tipo di battaglia, comunque non nuovo ai radicali, ha garantito una crescita culturale e civile che rappresenta forse un fatto senza confronti nella storia del nostro paese".

---------------------------------------------------------------------------------

Papa. Via Crucis al Colosseo tra paura del terrorismo e speranza

Papa Giovanni Paolo II


Roma, 10 aprile 2004

Una Via Crucis rivolta al dramma della Terra Santa, al sangue che scorre in Medio Oriente e in Africa, all'incertezza che regna nell'isola caraibica di Haiti e agli scontri interetnici in India. Una Via Crucis di denuncia alla guerra, dunque, ma sulla quale pesa, palpabile, la paura del terrorismo. Il Papa, anziano e fragile ma sempre attento alle sofferenze del mondo, ha ricordato che "dalla sofferenza" di Cristo nasce la "speranza" che fortifica "anche quando giungerà la nostra ora". Davanti a decine di migliaia di fedeli e di turisti, molti dei quali lo avevano aspettato per ore sotto la pioggia, seduto sulla terrazza del Palatino, il Papa ha seguito il rito e nel discorso conclusivo ha invitato i presenti alla speranza.

La Via Crucis, ha osservato infatti l'83enne pontefice, "esprime il mistero" della morte del figlio di Dio che diventa "per tutti fonte inesauribile di speranza". Il breve discorso che Giovanni Paolo II ha letto alla fine delle stazioni, quando ormai era buio da parecchio e le arcate del Colosseo erano illuminate soltanto dalle fiaccole e dai bracieri, è stato di taglio completamente spirituale. Come ad ogni anno - ha osservato - percorriamo davanti al Colosseo romano la Via Crucis di Cristo e partecipiamo a quell'ora in cui si è compiuta l'opera della redenzione". "L'ora della morte di Cristo - ha aggiunto - esprime una sofferenza che, a venti secoli di distanza continua a commuoverci e intimamente a interpellarci"; "a uomini e donne di ogni tempo è stato fatto il dono dell'amore più forte della morte". Il Papa non ha portato la croce, ma l'ha sorretta, restando seduto, per l'ultima stazione.

Questa sera Papa Wojtyla celebrera' la veglia della vigilia di Pasqua fissata quest'anno alle 19 per non affaticarlo troppo. È la più lunga dell'anno liturgico e prevede tra l'altro nove letture bibliche. Domani mattina, poi, presiederà la messa di Pasqua e rivolgerà il messaggio Urbi et Orbi. C'è attesa per i contenuti del messaggio in cui il Papa potrebbe accennare alle situazioni di crisi internazionale, dall'Iraq alla Terrasanta.

---------------------------------------------------------------------------------

Parmalat. Calisto Tanzi esce dal carcere dopo 104 giorni. Il Gip gli ha concesso gli arresti domiciliari

Calisto Tanzi


Parma, 10 aprile 2004

Calisto Tanzi ottiene gli arresti domiciliari e lascia il carcere dopo 104 giorni di detenzione, intervallati da numerosi ricoveri in ospedale. Il Gip di Parma Pietro Rogato, nonostante il parere contrario della Procura, gli ha infatti concesso gli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari ha dato quindi ragione agli avvocati Biancolella e Belloni, e al professor Sgubbi: Tanzi può andare agli arresti domiciliari - queste le motivazioni dell'ordinanza- considerando i contributi da lui forniti alla ricostruzione del collasso del gruppo; ma anche considerate le diminuite esigenze cautelari in rapporto allo stato dell'inchiesta. Ha poi certamente pesato il suo stato di salute.

Gli arresti domiciliari ottenuti dall'imprenditore emiliano non modificheranno il calendario di appuntamenti con i magistrati per il crac della multinazionale di Collecchio. L'ex numero uno della Parmalat sarà interrogato dal procuratore capo di Parma, Vito Zincani, dopo le festività pasquali. Con la concessione degli arresti domiciliari all'ex patron di Parmalat, nel carcere di via Burla, a Parma, rimane solo l'avvocato Gianpaolo Zini, ritenuto l'ideatore del fondoEpicurum e del sistema di società off shore del gruppo di Collecchio.

---------------------------------------------------------------------------------

Vacanze di Pasqua. Esodo all'insegna del traffico e del maltempo

Fuga dalle città


Roma, 10 aprile 2004

Esodo pasquale all'insegna del traffico e del maltempo per gli oltre 8 milioni di italiani che hanno deciso di spostarsi durante questo fine settimana. Vento, pioggia e neve in alcune regioni del nord per una Pasqua invernale che si protrarrà fino a martedì quando, come riferito dal Meteo della Protezione Civile, si avrà un lieve miglioramento delle condizioni atmosferiche.

Cielo, dunque, parzialmente nuvoloso su tutte le regioni italiane nelle giornate di oggi e domani con precipitazioni che assumeranno carattere di rovesci al Centro, al Sud, dove saranno più intensi sulle regioni della Calabria, e al Nord dove si tradurranno in nevicate a partire dai 1.000 metri con temperature ancora invernali. La forte ondata di maltempo sembra però lasciare un pò di tregua in Sicilia e sulle isole.

Ed è proprio il maltempo a rendere lunghi e difficoltosi gli spostamenti dei viaggiatori. A questo proposito, per tutta la giornata di ieri, la Società Autostrade ha informato di code e rallentamenti sui maggiori tratti e allacciamenti autostradali da Nord verso Sud. Non si registrano, al momento, incidenti di particolare rilievo: solo qualche tamponamento. Il traffico è stato sostenuto, ma i risultati in termini di sicurezza sono positivi, con una riduzione del 32% degli incidenti e del 43% dei feriti. Nessuna vittima, contro le due che si erano registrate all'inizio del week-end di Pasqua dello scorso anno.

Homepage

----------------------------------------------------------------------

 

Venerdi, 9 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------

Ocse. Rallenta la crecita in Europa + 0,2% a febbraio. In Italia + 0,1%

Johnston Donald, segretario generale dell'Ocse


Roma, 9 aprile 2004

L'economia della zona Ocse ha registrato una crescita dello 0,2% a febbraio rispetto al mese precedente, secondo il superindicatore dell'organizzazione internazionale che preannuncia anche "prospettive di una crescita moderata" per l'insieme dei paesi industrializzati. L'Ocse ha prudentemente pubblicato l'atteso "superindice" nella giornata in cui tutte le Borse sono chiuse per festività. E' il secondo calo consecutivo dopo un rialzo ininterrotto che proseguiva dall'aprile dell'anno scorso.
I dati di febbraio indicano un indebolimento dei risultati della zona euro e degli Usa. L'Italia ha registrato un aumento di 0,1 punti a 107,0 da un mese all'altro mentre la variazione su 6 mesi segna un meno 0,2 a 1,5%.

In particolare resta stabile il tasso di disoccupazione nei 27 Paesi dell'area, attestandosi al 6,9% e segnando un lieve miglioramento rispetto al dato del febbraio 2003.

--------------------------------------------------------------------------------------------

Iraq. Ciampi visita al Celio i feriti di Nassiriya

Uno dei soldati feriti a Nassiriya a Ciampino


Roma, 9 aprile 2004

Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha visitato questa mattina, presso l'ospedale militare "Celio" di Roma, i 6 bersaglieri del contingente italiano in Iraq feriti martedì scorso negli scontri a Nassiriya. Una visita molto cordiale ed informale.
Ciampi si è informato direttamente con ciascuno di loro sulle condizioni di salute e sulle circostanze del ferimento. I militari hanno fornito le loro impressioni, risultate unanimi, circa il clima esistente a Nassiriya: grande armonia tra i comandi dei contingenti dei vari Paesi; positiva collaborazione con le forze di polizia locali; vicinanza della popolazione civile al lavoro di pacificazione che il nostro contingente svolge; forte carattere umanitario addirittura superiore a quello di precedenti missioni nei Balcani ed in Kosovo alle quali alcuni dei militari feriti hanno partecipato.

I 6 militari si sono detti convinti che gli incidenti di martedi scorso intorno ai tre ponti della città sono stati causati non da gente locale, ma venuta da fuori. Il presidente Ciampi, dopo aver formulato gli auguri di pronta guarigione a tutti, ha tenuto a sottolineare le qualità di questi nostri soldati che, nonostante la giovanissima età, dimostrano grande maturità e forte motivazione.

--------------------------------------------------------------------------------------------

Caso Sofri. Pannella beve, ma ricomincia lo sciopero della sete

Marco Pannella


Roma, 9 aprile 2004

"Lo sciopero della sete è subito ripreso e continua". Lo afferma Marco Pannella in una nota, dopo che a Radio radicale aveva dichiarato di aver bevuto alcuni decilitri di liquidi nel corso della notte. "Ho inteso in tal modo corrispondere - ha detto Pannella - secondo il nostro metodo e sensibilità non violenti già praticati in passato, a quanto fatto nei confronti della mia iniziativa dal presidente Ciampi.

Pannella ha ringraziato "i tantissimi che mi hanno alimentato con la loro comprensione ed il loro sostegno ed in particolare "Il Foglio". A tutti - ha aggiunto - chiedo ora di continuare a sostenere questa mia specifica lotta di diritto e di libertà"

Homepage

-----------------------------------------------------------------------------

Giovedi, 8 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------

Caso Sofri. Ciampi scrive a Pannella: arriverò fino in fondo. Il leader radicale ancora in sciopero della sete

Carlo Azeglio Ciampi


Roma, 8 aprile 2004

Prove tecniche di avvicinamento fra il Quirinale e Marco Pannella, da ormai quattro giorni in sciopero della sete. Il capo dello Stato ha voluto far sapere al leader radicale che si sta adoperando per la sua causa. E lo ha fatto, in serata, con una dichiarazione recapitata a Pannella attraverso il consigliere Sechi e di cui è stata autorizzata la diffusione. "Il presidente della Repubblica - si legge nella nota - ha sempre avuto a cuore, come Marco Pannella, l'attuazione integrale del dettato costituzionale. In merito all'istituto della Grazia, il presidente Ciampi, come già pubblicamente noto, ha avviato una procedura con l'intento di proseguirla fino al chiarimento definitivo".

Pronta la replica dello stesso Pannella che al capo dello Stato ha risposto con una lunga lettera ribadendo l'intenzione di proseguire nella propria azione non violenta fin quando non acquisirà la certezza che l'esercizio del Potere di Grazia del presidente della Repubblica sia ormai nuovamente assicurata. "Al Presidente Ciampi - esordisce la missiva - rispondo innanzitutto chiedendogli di nuovo di volermi perdonare: anch'io - spiega il leader radicale - come tutti, non compresi la gravità di quel che a due riprese egli volle che ci fosse comunicato, cioeè sul suo esser impedito a procedere nell'esercitare il potere impostogli dalla Costituzione".

Dal leader radicale, quindi, un ringraziamento di cuore "e per il contenuto e per l'invio di questa sua dichiarazione. Ma lo strapotere in Italia di poteri di fatto, di traditori della Costituzione in nome di una pretesa Costituzione e di pretese leggi di fatto fondate su prassi anticostituzionali, questo strapotere - osserva Pannella - é mobilitato come non mai in questi giorni, per opporgli i selvaggi colpi di coda e le insidie del tempo e dei tempi".

"Quanto al 'caso Sofri' in quanto tale - spiega Pannella - qui continua a non riguardare la nostra e la mia lotta di radicali. Prima della grazia, infatti, esso riguarda la giustizia. Il proseguirsi della sua detenzione riguarda in primo luogo non lui, ma la giustizia stessa che, ne sono ormai sicuro - conclude - gli è scandalosamente negata. Auguri e grazie, caro Presidente!".

Homepage

-------------------------------------------------------------------------------------

Mercoledi, 7 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Ue. Cartellino giallo per i conti pubblici italiani. Bruxelles avvia l'iter per l'early warning

Il commisario Ue agli affari economici e monetari Pedro Solbes


Bruxelles, 7 aprile 2004

La Commissione europea non ha smentito le aspettative e ha deciso l'invio all'Italia di un avvertimento preventivo, il cosiddetto 'early warning', sul rischio di chiudere il 2004 con un deficit eccessivo. La decisione è stata presa dal collegio dei commissari riunito oggi a Bruxelles. La proposta di aprire la relativa procedura nei confronti del nostro paese, nei giorni scorsi, era stata giustificata dalla Commissione rendendo note le previsioni sull'andamento del deficit: a politiche invariate, secondo i calcoli di Bruxelles, dovrebbe toccare il 3,2% quest'anno e il 4% l'anno prossimo.

La situazione dei conti pubblici italiani richiede "il lancio immediato di un meccanismo di allerta preventivo affinché le autorità prendano le misure di aggiustamento che si impongono" - si legge nel rapporto di primavera presentato oggi dai commissari Ue per i quali l'interruzione del processo di riduzione del debito pubblico, previsto al 106% del Pil, rappresenta "una fonte ulteriore di preoccupazione". L'esecutivo stima per l'Italia un incremento del Pil dell'1,2% nel 2004, circa mezzo punto percentuale in meno della media dell'euro zona.

L'early warning deciso oggi è l'unico "cartellino giallo" che al momento il Commissario agli affari economici e monetari, Pedro Solbes, ha deciso di preparare, pur essendo in totale i sei i paesi il cui deficit nel 2004 supererà il tetto massimo del 3% (oltre all'Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Grecia e Portogallo, ma Parigi e Berlino sono già sottoposte a procedura). Per i Paesi Bassi, tuttavia, che supereranno la soglia del 3% anche nel 2004, è prevista la preparazione di un "rapporto per deficit eccessivo", nell'ambito della procedura prevista dal Patto di stabilità. Si tratta del passo precedente all'invio di un early warning. Un analogo provvedimento sarà assunto verso la Gran Bretagna, che registra un rapporto deficit-Pil 2003 al 3,2%. In questo caso, però, la Commissione non propone l'apertura formale della procedura in quanto "il deficit è atteso rientrare sotto il 3% sia nel 2004 che nel 2005".


Che cos'è l'early warning
Si tratta di un avvertimento preventivo, ufficiale, con cui la Commissione Ue segnala a un Paese membro che si sta avvicinando pericolosamente verso la soglia del 3% del rapporto deficit/pil prevista dal trattato di Maastricht. Una sorta di 'cartellino giallo' per i conti pubblici, previsto dal Patto di Stabilita' per far rispettare uno dei principali parametri fissati per garantire la stabilità economica e finanziaria in Eurolandia. La procedura rispecchia il carattere dell'avvertimento, senza innescare conseguenze dirette: se un paese supera il 3% è dichiarato in 'deficit eccessivo' e l'Ecofin indica la strada da seguire, un vero e proprio sentiero di rientro nei parametri. Solo se il paese in questione non adotta le misure necessarie per risanare la situazione, quindi alla fine del percorso, scattano le sanzioni. In un primo tempo, con un deposito senza interessi presso la Comunità, poi, eventualmente, se il deficit non
viene corretto entro i due anni successivi, con multe che possono arrivare fino allo 0,5% del Pil.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Rai. CdA conferma direttori di rete e testata, congelate nomine ad aree strategiche. A Cattaneo 7 incarichi ad interim

Il presidente Lucia Annunziata con il direttore generale Flavio Cattaneo


Roma, 7 aprile 2004

Dopo il via libera di ieri al piano di riorganizzazione, con annesse polemiche, il cda Rai vara oggi solo nomine di conferma con il voto dei consiglieri Alberoni, Veneziani e Petroni e l'astensione della presidente Annunziata. Il dg Cattaneo si vede affidati sette incarichi temporanei.

Niente golpe, dunque, fa notare l'azienda, anche se da sinistra giungono nuove accuse di "regime", nonostante la contemporanea approvazione da parte della commissione di vigilanza di un emendamento al regolamento sulla par condicio che impone il contraddittorio a tutti gli approfondimenti in campagna elettorale.

Nomi e cognomi
Gianfranco Comanducci diventa direttore Risorse umane e Organizzazione; Guido Paglia direttore Comunicazione, Relazioni esterne e istituzionali; Luigi Rocchi direttore Strategie tecnologiche; Rubens Esposito direttore Affari Legali e Societari; Carlo Nardello direttore Palinsesto Tv e Marketing. A Cattaneo vanno ad interim le quattro mega-direzioni rimaste (Acquisti e Servizi, Finanza e Pianificazione, Coordinamento sedi regionali e Sviluppo e coordinamento commerciale), più la direzione dell'area editoriale Nuovi Media e Digitale terrestre, quella delle Risorse televisive e l'Ufficio stampa della direzione generale. Nell'organigramma sono stati anche riconfermati - e quindi in qualche modo blindati - gli attuali direttori di reti e testate e di altre strutture. Quindi Fabrizio Del Noce (Raiuno), Antonio Marano (Raidue), Paolo Ruffini (Raitre), Giovanni Minoli (Rai Educational), Gabriele La Porta (Rai Notte), Clemente Mimun (TG1), Mauro Mazza (Tg2), Antonio Di Bella (TG3), Angela Buttiglione (Tgr), Fabrizio Maffei (Rai Sport), Anna La Rosa (Tsp), Roberto Morrione (Rai News 24), Antonio Bagnardi (Televideo).

Riconfermati anche Lorenzo Vecchione (Produzione Tv), Barbara Scaramucci (Rai Teche), Agostino Sacca' (Rai Fiction), Marcello Del Bosco (Radiofonia), Bruno Socillo (Radiouno), Sergio Valzania (Programmi radiofonici), Riccardo Berti (Canali radio di Pubblica Utilita'), Marco Zuppi (Internal Auditing), Lorenza Lei (Capo staff del direttore generale); Franco Di Loreto (capo segreteria del cda), Luigi Mattucci (capo dello staff del presidente). Dovranno invece aspettare i rinnovi dei cda delle società consociate (Rai Corporation, Rai Cinema, Rai International, Rai Net, Rai Sat, Rai Click, Rai Trade, Rai Way).

La posizione della Annunziata
"Ho deciso di astenermi per ribadire la mia contrarietà al piano di riorganizzazione", ma anche "l'apprezzamento per il lavoro svolto, anche in situazioni difficili come questa, dai dirigenti della Rai", spiega Annunziata, che però fa mettere a verbale la raccomandazione di non procedere a nomine di primo livello fino a dopo le elezioni (eccetto dunque quelle tecniche che servono al dg per mantenere gli interinati). Cattaneo, secondo ambienti del consiglio, avrebbe però replicato che continuerà a regolarsi affrontando i problemi di volta in volta, a seconda delle necessità. Quanto alla presidenza di Rai Cinema - incarico per il quale è stata sondata la disponibilità di Franco Zeffirelli - la presidente ricorda la delibera del vecchio cda che designava gia' Franco Iseppi.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Governo. Berlusconi: dopo Pasqua deleghe di politica economica a Fini

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini


Roma, 7 aprile 2004

"Il presidente del Consiglio ieri è stato molto chiaro e io mi attengo a quanto ha detto: non ho alcun motivo per mettere in dubbio ciò che ha espresso". Così il vicepremier Gianfranco Fini, ai giornalisti che gli chiedevano un commento su quanto ha affermato ieri il presidente del Consiglio a Porta a Porta sulle deleghe in materia economica che gli dovrebbero essere affidate. Pochi minuti dopo, quasi in un botta e riposta a distanza, Silvio Berlusconi conferma: "L'ho già detto, dopo Pasqua sistemiamo tutto".

Le deleghe al vicepremier Gianfranco Fini sulla politica economica erano state il maggior risultato portato a casa da Alleanza nazionale durante la verifica di governo.
Ieri negli studi di Porta a Porta Berlusconi aveva detto che "Tremonti può avere dei difetti caratteriali, ma è geniale e preparato. A volte - spiega il premier - arriva al Consiglio dei Ministri con un provvedimento definito un'ora prima e questo significa che non tutti dati si possono sapere in anticipo. Ma questo - ha concluso Berlusconi - non accadrà più. Dobbiamo istituire un consiglio di gabinetto per assicurare la collegialità: questo non è mai stato messo in discussione

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Alitalia. Dall'Ue via libera all'accordo con Air France, la compagnia di bandiera decolla a Piazza Affari

Segnali positivi per la crisi Alitalia


Bruxelles, 7 aprile 2004

La Commissione europea ha autorizzato l'alleanza fra Alitalia e Air France, dopo che l'ok delle due compagnie aeree alle misure per la salvaguardia della concorrenza fra Francia e Italia. All'annuncio del portavoce della Commissione europea Gerassimos Thomas, dato a Bruxelles, Alitalia ha allungato il passo in borsa, guadagnando il 2,55% a 0,2255 euro.

Le misure che le due imprese hanno accettato - secondo quanto riporta una nota diffusa a Bruxelles - prevedono "la rinuncia ad un numero sufficiente di slot di decollo e atterraggio per salvaguardare la concorrenza" tra i due Paesi.

Gli slot ceduti da Alitalia e Air France a compagnie concorrenti riguardano 21 voli giornalieri andata e ritorno di cui sei sulla rotta Parigi-Milano, cinque sulla Parigi-Roma, tre sulla Parigi-Venezia, uno sulla Parigi-Napoli e due sulla Parigi-Bologna. La Commissione precisa comunque che la concorrenza di Volare su diverse delle rotte in questione dopo il 2001, ha ridotto il numero di slot che le due compagnie hanno dovuto cedere. Nel caso in cui Volare o altre compagnie dovessero uscire dal mercato, dovrebbero mettere a disposizione ulteriori slot. Lo scorso febbraio la Commissione aveva approvato la fusione tra la stessa Air France e Klm.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Caso Sofri. Pannella scrive a Ciampi: la scongiuro, ripristini la legalità. Peggiorano le sue condizioni di salute

Marco Pannella


Roma, 7 aprile 2004

"Come nel mondo economico e finanziario, anche nella politica sono a volte necessarie determinazione e rapidità di esecuzione delle scelte che si è portati a compiere perché ritenute urgenti e indispensabili". È questo uno dei passaggi più salienti di una lettera che il leader dei Radicali Italiani, Marco Pannella, da due giorni in sciopero della fame e della sete per il caso 'Sofri, Ciampi e Costituzione liberi!', ha inviato al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Non il problema specifico di questa o quella concessione di grazia, - scrive Pannella - ma il recupero della legalità costituzionale in questo ambito, questo è quanto urge per uscire da una situazione e da una prassi di sostanziale anticostituzionalita"'. "La scongiuro, presidente: faccia che il rientro nella legalità costituzionale diventi un fatto compiuto" - conclude Pannella.

Nel sottolineare la posizione presa sulla questione della grazia da molti costituzionalisti, il leader radicale, ricorda che "è ormai voce generale che la Costituzione assegni il potere di grazia a lei, presidente, e solamente a lei. Non esistono più problemi e ostacoli relativi a 'richiesta' e 'proposta' e nemmeno è più in discussione il carattere servente e dovuto della controfirma ministeriale, da parte del ministro competente (e non proponente)". "Non solo per lei - è l'appello di Pannella - ma anche per i suoi successori, occorre non protrarre una situazione così anormale nell'illusione che si possa rientrare gradualmente nella pienezza auspicabile della legalità. Mi creda, signor presidente, già troppo tempo lei ha atteso e dichiarato di attendere e noi tutti abbiamo mancato di concorrere a rimuovere gli ostacoli che prolungavano questa attesa".

Ma mentre il leader dei radicali continua la propria protesta, le sue condizioni di salute peggiorano progessivamente. Tanto da allarmare i medici che, in serata, gli chiedono di interrompere immediatamente lo sciopero della fame e della sete di e astenersi da ogni attività fisica. L'ultimo bollettino sanitario, indica, infatti, "una condizione di discreta disidratazione con ipotensione ortostatica più marcata. Alla luce delle variazioni cliniche e laboratoristiche di queste ore- conclude il bollettino - aumenta il rischio di possibili complicanze cardio e cerebrovascolari".

Homepage

-----------------------------------------------------------------------------------

Martedi, 6 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

IRAQ . Nassirya, feriti 12 bersaglieri. Fassino: Berlusconi riferisca in Parlamento. Martino: ritirarci? Non se ne parla

Nassirya, giornata di guerra per i bersaglieri


Nassiriya, 6 aprile 2004

Secondo la tv araba al-Jazeera sono 6 i morti e 16 i feriti nello scontro a fuoco avvenuto all'alba di oggi a Nassiriya che ha portato al ferimento di 12 bersaglieri italiani. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, dopo aver preso contatto con il ministro della Difesa Antonio Martino, ha telefonato al generale Gianmarco Chiarini, comandante della task force italiana, per esprimere la sua vicinanza ai nostri soldati feriti, insieme alla sua preoccupazione per il deterioramento della situazione sul terreno. Ma l'esplosione delle violenze con il coinvolgimento del contingente italiano riporta in evidenza la questione politica: il segretario dei Ds Piero Fassino chiede al premier Silvio Berlusconi di riferire in Parlamento, i comunisti italiani chiedono l'immediato ritiro dei soldati. Ma il ministro della Difesa Antonio Martino, oggi a Bruxelles, avverte: "L'ipotesi del ritiro non è neppure contemplata".

A Nassirya
Secondo al Jaazeera tutte le vittime sarebbero state colpite dai colpi sparati dai nostri militari che tentavano, poco prima dell'alba, di penetrare all'interno della città irachena con l'appoggio dei carri armati e dei mezzi blindati. I seguaci dell'Imam radicale Muqtada Al-Sadr avrebbero ingaggiato una vera e propria battaglia per respingere l'avanzata dei nostri soldati. Fonti della Coalizione provvisoria confermano in sei il numero delle vittime tra i civili iracheni, mentre salirebbero a trenta i feriti. Tra gli italiani, invece, sarebbero dodici i militari "lievemente feriti". "I nostri soldati hanno l'ordine di sparare solo dopo che venga loro puntata un'arma addosso - riferisce Paola Della Casa, responsabile dell'ufficio stampa della Cpa del Sud - ed è questo quanto è accaduto dalle 4 di questa mattina (le 6 in Italia, ndr)". I feriti sono bersaglieri della Task Force Eleven composta da militari dell' XI reggimento Bersaglieri, del reggimento Savoia Cavalleria e da forze speciali di esercito e marina: "tre hanno riportato ferite di striscio superficiali agli arti inferiori ed altri nove sono rimasti contusi".

Che fare
I militari italiani, recuperato il controllo dell'area loro assegnata dal comando britannico, puntano a diminuire la propria presenza sul territorio e a consegnare Nassiriya alla polizia irachena. Una linea di condotta che segue l'estenuante trattativa intrapresa ormai tre giorni fa dal governatore italiano della provincia di Dhi Qar, Barbara Contini, con il delfino di Moqtada Al-Sadr a Nassiriya, Aus Al-Kharfaji. L'Autorità provvisoria di Coalizione, d'accordo con il generale Gian Marco Chiarini che comanda l'Italian Joint Task Force in Iraq, sarebbe quindi "disposta a fare in modo che gli italiani retrocedano e diano uno spazio maggiore alla polizia irachena". Attualmente, invece, Nassiriya appare "coperta dalle forze italiane" che, insiste la Cpa, "mantengono il controllo della città e dei tre ponti", solo ieri in mano ai miliziani sciiti fedeli ad Al-Sadr. Nella mediazione tra le forze della Coalizione e Al-Kharfaji, poi, oggi sarebbe intervenuto anche l'imam di Nassiriya.


Fassino: Berlusconi dica in Parlamento cosa sta succedendo
"Urge un'azione dell'Unione Europea e chiediamo inoltre che Silvio Berlusconi venga in Parlamento per riferire sugli sviluppi della situazione", ha detto Piero Fassino, segretario dei Ds, concludendo il suo intervento di apertura degli Stati Generali della Quercia. Dopo aver espresso la solidarietà dei Ds ai nostri militari feriti, Fassino ha affermato che "quanto successo oggi in Iraq è una prova ulteriore di quanto grave sia la situazione e di quanto sia urgente una svolta radicale e immediata nella gestione della crisi. Bisogna accelerare - ha proseguito il leader della Quercia - una transizione guidata dall'Onu e il passaggio di poteri ad autorità irachene democraticamente scelte".

Con la discesa in campo degli sciiti, ha sostenuto Fassino, "non si può più parlare di dopoguerra. Siamo in presenza di una nuova escalation di guerra e di morti; la guerra ha chiamato guerra". Alla luce della nuova situazione, quindi, "serve una diversa gestione della crisi politica" e "l'amministrazione americana - ha sottolineato Fassino - non puo' essere garante di tutto ciò, né si può pensare di abbandonare il campo".

Per questo è "urgentissima un'iniziativa politica dell'Europa" ed il premier deve riferire al Parlamento "dell'iniziativa che intende assumere al riguardo".

Comunisti italiani: ritiro immediato
Il Pdci ha preannunciato un presidio pomeridiano in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, per chiedere limmediato ritiro dei militari italiani dallIraq e lintervento dellOnu "per garantire una soluzione politica alla crisi irachena e per tutelare la sicurezza di quel Paese".

La risposta di Martino
Il ministro della Difesa, da parte sua, ha escluso un qualsiasi ritiro delle truppe italiane dall'Iraq e ha avvertito che cercare l'appeacement con al Qaeda non paga. Il ministro si trova a Bruxelles per partecipare all'informale Difesa. Rispondendo ai cronisti che chiedevano possibili reazioni dopo gli scontri a Nassiriya tra il contingente italiano e i miliziani sciiti di Moqtada Al-Sadr Martino ha detto: "Noi non contempliamo neppure l'eventualità di un ritiro". Martino ha tuttavia aggiunto che al momento "non sono previsti rinforzi con ulteriori truppe".

Alludendo alle nuove minacce di al-Qaeda nei confronti della Spagna, Martino ha affermato inoltre che "si è visto che la politica dell'appeacement non paga. Al Qaeda diventa anzi ancora più aggressiva contro i Paesi che appaiono deboli". Il titolare della Difesa ha ribadito che la priorità è "garantire la sicurezza e la coesistenza pacifica nella vita quotidiana in Iraq, indispensabile per assicurare che la transizione alla democrazia abbia successo. Solo che vi sono questi gruppi di estremisti che non vogliono la transizione pacifica alla democrazia e per questo attaccano le forze della coalizione che devono difenderla".

------------------------------------------------------------------------------------------------

Ambiente. Rapporto ecomafie 2004: in Campania giro d'affari milionario, 3 milioni di tonnellate smaltite nell'illegalità

Rifiuti: si guadagna su ogni fase dello smaltimento


Napoli, 6 aprile 2004

Un business colossale, con numeri impressionanti, quello delineato dal Rapporto 2004 sulle Ecomafie presentato questa mattina dal presidente campano di Legambiente, Michele Buonomo. Negli ultimi 5 anni in Campania sono stati smaltiti illegalmente circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni tipo. In Campania, nel 2003, sono state accertate 150 infrazioni pari al 9,5% del totale dei reati nazionali in questo campo.

E il triangolo delle discariche: Qualiano, Villaricca e Giugliano "rappresenta - scrive Legambiente - l'emblema di questo scenario". In 18 comuni dell'area vesuviana, per un totale di 200 chilometri quadrati e 600 mila abitanti, in circa 20 anni sono stati sversati e trattati, solo per quanto riguarda rifiuti autorizzati, 16 milioni di metricubi su una superficie di 60 ettari.

Non va meglio in tema di abusivismo edilizio: le domande di condono presentatee in occasione delle sanatorie del 1985 e 1994 sono 52.808, ma su 7.155 ordinanze di demolizione solo 44 sono gli abbattimenti che sono stati eseguiti. "Nei soli mesi di ottobre e novembre - si legge nel Rapporto dell'Associazione - quando il terzo condono edilizio era ormai una certezza sono stati segnalati ai vari circoli locali di Legambiente circa 1300 cantieri senza permesso".

Il giro d'affari è gestito da 64 clan. Un numero cresciuto in maniera esponenziale rispetto a quei 19 che gestivano gli "affari" dell'ecomafia nei primi anni '90. In regione aumentano i reati ambientali: sono stati 3604 nel 2003 contro i 2996 dell'anno precedente con un aumento dunque del 20%. Anche le persone denunciate o arrestate sono aumentate: 2520 contro le 2048 del 2002 (+18%). Si rileva, inoltre, un boom nei sequestri: 1158 quest'anno contro i 463 del 2002 con un aumento, dunque, del 60%.

--------------------------------------------------------------------------------------------------


Rai. Approvato il piano di ristrutturazione, slittano le altre nomine. Zeffirelli possibile presidente di Raicinema

Il CdA si è riunito anche oggi


Roma, 6 aprile 2004

Mentre non si spegne l'eco delle polemiche suscitate dall'ultima riunione del Consiglio d'amministrazione della Rai, che ieri ha varato il piano di ristrutturazione aziendale nonostante l'opposizione del presidente Lucia Annunziata, il CdA della Rai, oggi, non procede a nessuna nomina.

Nessun "golpe", insomma, nessuna nomina politica e neanche ribaltoni: come dimostra la mancanza di nomine nuove nel cda di oggi pomeriggio, fanno notare ambienti della direzione generale, nella riorganizzazione della Rai si è proceduto solo secondo esigenze di natura aziendale. Il processo, fanno notare gli stessi ambienti, sarà graduale.

Smentite dunque le voci che parlavano di allarme, golpe e ribaltone e soprattutto legavano il piano di riorganizzazione a cambiamenti di natura politica. Il solo obiettivo, si conclude negli ambienti della direzione generale, era e resta il miglioramento dell' efficienza dell'azienda.

Le riconferme
Si procederà soltanto, secondo quanto si apprende, alle conferme negli incarichi degli attuali responsabili, rinviando anche le nomine dei vertici delle consociate già scaduti. Saranno quindi confermati Guido Paglia alla Comunicazione, relazioni esterne e istituzionali, Luigi Rocchi alle strategie tecnologiche, Rubens Esposito agli affari legali e societari, G.Franco Comanducci alle risorse umane e oganizzazione e Carlo Nardello a marketing e palinsesto. Saranno riconfermati anche tutti i direttori di reti e di testate e della varie strutture tra cui, Marcello del Bosco alla radiofonia. Gli incarichi per le nuove strutture delineate dal piano di riorganizzazione, attualmente non ricoperti, saranno, per prassi aziendale affidati ad interim al direttore generale.

Tra 15 giorni nomina Cda consociate
Il Cda della Rai procederà, secondo quanto si apprende, al rinnovo dei consigli delle consociate tra due settimane, indicando, come gli compete, anche i vertici delle stesse. Per Raicinema, scontata la conferma dell'amministratore delegato Giancarlo Leone, spunta la candidatura alla presidenza di Franco Zeffirelli, che avrebbe già manifestato al direttore generale Cattaneo la propria disponibilità ad assumere l'incarico. L'indicazione del regista annullerebbe quella dell'ex direttore generale della Rai Franco Iseppi.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Mafia. Riprende a Palermo la requisitoria nel processo contro Dell'Utri

Marcello Dell'Utri


Palermo, 6 aprile 2004

E' ripresa questa mattina la requisitoria del pm Antonio Ingroia nel processo al senatore Marcello Dell' Utri (Fi) accusato di concorso in associazione mafiosa.
Il sostituto sta proseguendo nell'atto d'accusa contro il parlamentare indicato come "l'ambasciatore di Cosa nostra nel più importante gruppo imprenditoriale del nostro Paese".

Il processo si svolge davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo, presieduta da leonardo Guarnotta. Ingroia ha trattato i criteri delle fonti di prova che sono costituite dalle dichiarazioni dei pentiti, dal traffico telefonico del parlamentare, dal contenuto delle sue agende e dalle risultanze forografiche e filmate. "Si tratta di una varietà di tipologie di prove - afferma il pm - che costituiscono l' ossatura dell' accusa, formando il mosaico probatorio delle risultanze investigative".
Un passaggio del discorso del pm è stato dedicato anche al tentativo di "combine" fatto in carcere da alcuni ex collaboratori di giustizia che tentavano, "su incarico di Dell' Utri", di convincere altri pentiti a "calunniare i collaboratori che accusano il parlamentare in questo processo, inducendoli a fare false dichiarazioni".

La requisitoria è proseguita anche con il pm Domenico Gozzo che ha iniziato a parlare "dei due siciliani a Milano". Gozzo ha ricostruito la storia imprenditoriale di Dell' Utri negli anni Settanta, quando venne assunto da Silvio Berlusconi, e quella di Gaetano Cinà, "piccolo commerciante palermitano con importanti collegamenti familiari in Cosa nostra"."Altro personaggio e interprete di questa storia è Vittorio Mangano - ha detto Gozzo - già implicato negli anni Settanta per questioni di mafia. Si era trasferito a Milano, come pure un altro interprete e personaggio di questa storia, Filippo Alberto Rapisarda, che non è un collaboratore di giustizia, ma che in un certo periodo di tempo ha iniziato a fare dichiarazioni alla procura. Lui era grande amico di Dell' Utri".

------------------------------------------------------------------------------------------------

Politica. Bossi sta meglio. I medici: il ministro è cosciente

Umberto Bossi è ricoverato dall'11 marzo


Varese, 5 aprile 2004

Umberto Bossi è cosciente e risponde ad ordini complessi. La precisazione viene dall'Ospedale di Circolo di Varese, che replica così a notizie contraddittorie che si erano diffuse negli ultimi giorni, dopo la richiesta del silenzio stampa da parte della famiglia, sulle condizioni di salute del leader della Lega.

"Allo stato attuale - si legge nel bollettino - il paziente risulta cosciente, in grado di muovere finalisticamente gli arti di destra e di rispondere ad ordini anche complessi, e di riconoscere i familiari. Mobilità provocata presente anche alla gamba sinistra e in minor misura al braccio sinistro. Sono in corso fisiochinesiterapia e respiratoria, nonche' lo svezzamento dell'assistenza ventilatoria".

L'Ospedale precisa di aver diffuso la nota per "contribuire alla necessaria chiarezza superando voci discrepanti e contraddittorie." Bossi, come si ricorderà, è ricoverato all'ospedale varesino dall'11 marzo scorso.

Homepage

-----------------------------------------------------------------------------------

Lunedi, 5 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Berlusconi è il più ricco. E continua a guadagnare sempre di più

Silvio Berlusconi si conferma il politico italiano più ricco con i suoi 12 milioni e 731 mila euro di reddito imponibile nel 2002. Il premier fa registrare un aumento di 1 milione e mezzo di euro rispetto al 2001 quando dichiarò 11,2 milioni di euro. A debita distanza, dopo Berlusconi, si colloca il ministro dell'Innovazione tecnologica Lucio Stanca e quello delle Infrastrutture Pietro Lunardi, i più ricchi della compagine governativa. Il primo dichiara un imponibile di 512.083 euro, il secondo di 433.876. Ma entrambi, al contrario del premier, hanno visto un crollo dei loro introiti. L’anno scorso Stanca aveva dichiarato 2,7 milioni di euro e Lunardi 639.000 mila euro.

Superano i 200 mila euro di imponibile i ministri Mirko Tremaglia (281.961), Girolamo Sirchia (281.228), Enrico La Loggia (248.138), Antonio Martino (224.570) e Franco Frattini (213.012). Da segnalare il ritorno in classifica di Tremonti, che lo scorso anno era risultato il più povero, con uno zero nella casella dell'imponibile e 49mila euro di credito di imposta. Infatti, nel 2002, il ministro dell'Economia dichiara 177.883 euro.

Le cifre si evincono dagli elenchi delle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari e dei ministri resi noti lunedì e consultabili alla Camera e al Senato.

Tra i leaders politici è Clemente Mastella il più ricco dopo – come detto - l'irraggiungibile Silvio Berlusconi. La distanza tra il Cavaliere e il leader di Alleanza popolare-Udeur è comunque abissale: Mastella ha dichiarato 177.041 euro.

Dopo il leader del Campanile c'è Umberto Bossi, con un imponibile di 169.276 euro. Poco più sotto il presidente dei Ds Massimo D'Alema con 166.211 euro e il vice presidente del Consiglio e leader di Alleanza nazionale Gianfranco Fini con 165.960 euro. Seguono il leader del Pri Giorgio La malfa con 159.125 euro, il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti con 155.244 euro, il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio con 141.594 euro, il presidente dei Comunisti italiani Armando Cossutta con 134.335 euro.

Ancora più sotto nella graduatoria dei redditi il segretario dei Ds Piero Fassino, che nel 2002 ha dichiarato un imponibile di 124.788 euro, seguito dal segretario del Pdci Oliviero Diliberto con 121.669 euro, il presidente dello Sdi Enrico Boselli con 118.480 euro e il leader della Margherita Francesco Rutelli con 117.044 euro. Il più «povero» tra tutti i leader di maggioranza e opposizione è il segretario dell'Udc Marco Follini, che nel 2002 ha dichiarato al fisco un reddito imponibile pari a 104.185 euro.

Homepage

------------------------------------------------------------------------------------

Domenica, 4 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Economia. Tremonti: faremo di tutto per tenere il deficit sotto il 3%. La Commissione ha esaurito la sua spinta

Il ministro Tremonti


Roma, 4 aprile 2004

L'Italia produrrà ogni sforzo per contenere il rapporto tra deficit e Pil nel 2004 sotto il 3%. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non si scompone di fronte alla minaccia di un 'early warning' della Commissione europea sui conti pubblici.

"Faremo ovviamente di tutto per stare sotto il 3%", ha detto Tremonti al termine dell'Ecofin di Kildare, in Irlanda. "Siamo impegnati e convinti" - aggiunge - ricordando che l'Italia "ha sempre fatto meglio delle previsioni", come nel 2003, chiuso al 2,4% a fronte del 2,5% stimato da Bruxelles. Il ministro ha sottolineato poi come a suo giudizio ci sia ancora tempo per affrontare la situazione: "Abbiamo molto tempo - ha detto - e stiamo parlando di previsioni", non di dati a consuntivo.

La Commissione europea di Romano Prodi "ha esaurito la sua spinta politica", ha rilevato poi il ministro dell' Economia, annunciando che l'Italia ha avviato una riflessione con altri grandi Stati membri sull'economia europea e le sue regole. "La mia impressione è che questa Commissione abbia esaurito la sua spinta politica e non possa fare proposte. Stiamo lavorando tra grandi Stati, in attesa della nuova Commissione".

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Formula 1. Gp del Barhein: Schumi in pole, Barrichello secondo

Schumacher e Barrichello


Roma, 4 aprile 2004

Michael Schumacher con il tempo di 1'30"139 conquista la pole position del Gp del Barhein che si disputa oggi sul circuito di Sakhir. La Ferrari domina le qualifiche occupando la prima fila della griglia di partenza con il secondo posto conquistato da Rubens Barichello con il tempo di 1'30"530.

Michael Schumacher ha ottenuto così la sua terza pole position consecutiva nel mondiale di quest'anno. Inutili gli assalti di Juan Pablo Montoya (1'30"581) e Ralph Schumacher (1'30"633) che sono scesi in pista per ultimi e con le due Williams occupano la seconda fila. Con la McLaren, Raikkonen non ha effettuato volontariamente il suo giro di qualifica. Partirà per ultimo, ma la sua squadra potrà lavorare sulla vettura fino a domani.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Pensioni. Un milione in piazza contro il governo. Epifani: la pazienza è finita, non ci stancheremo e andremo avanti

"Non si illuda nessuno: non ci stancheremo"


Roma, 4 aprile 2004

Più di un milione di persone, secondo i sindacati, hanno aderito alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la politica economica del governo e per il recupero del potere d'acquisto dei salari e delle pensioni. C'erano il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, quello della Cisl Savino Pezzotta e il leader della Uil Luigi Angeletti, ma anche molti esponenti del centrosinistra.

Guglielmo Epifani, dal palco di piazza San Giovanni, ha commentato così la manifestazione: "Questo vuol dire che la pazienza è finita, che l'indignazione è al culmine: abbiamo bisogno delle risposte che vogliamo. E questo vuol dire per chi ci governo che o cambia o non rappresenta più queste persone". Il segretario generale della Cgil, con scetticismo e sarcasmo, rilancia l'auspicio che "il governo prima o poi si decida a parlare con noi".

Una convocazione dove verranno ribadite le richieste di "una politica diversa" ma se non accadrà, avverte Epifani, "questo movimento sindacale non si fermerà e non sarà stanco. Non si illuda nessuno: non ci stancheremo, andremo avanti, non ci divideremo e non ci faremo dividere".

"Bisogna che il Governo sia un po' meno sordo", ha rincarato il leader della Cisl Savino Pezzotta, che a proposito del corteo dei pensionati ha sottolineato come sia stata "una manifestazione bella e grande, dentro alle problematiche del sindacato: pensioni, rivalutazione del potere di acquisto, politica sociale".

Se la difesa del potere d'acquisto delle pensioni è stata il leit motiv del corteo e degli interventi dal palco, la manifestazione dei pensionati è stata soprattutto contro la politica economica del Governo Berlusconi: dal fisco al taglio delle festività, dal caro-vita al welfare, tutti i temi caldi del confronto fra Esecutivo e sindacati hanno trovato posto. Anzi, proprio la mancanza di un confronto vero, di una tanto richiesta convocazione da parte di Palazzo Chigi, è stata la principale critica dei sindacati. Una convocazione che, se non ci sarà in tempi brevissimi, porterà la prossima settimana ad una riunione congiunta delle segreterie di Cgil, Cisl e Uil per valutare il da farsi.

A rispondere ai sindacalisti ci ha pensato, dal convegno di Confindustria di Milano, il ministro del Welfare Roberto Maroni, secondo il quale presto il presidente del Consiglio convocherà i rappresentanti dei lavoratori per parlare di competitività. Maroni ha spiegato che già in settimana la riforma previdenziale dovrebbe essere liquidata dalla commissione Lavoro del Senato per approdare in Aula.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Governo. Berlusconi: il Patto di stabilità va rivisto. Ho mantenuto gli impegni, datemi il 51%

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi


Milano, 4 aprile 2004

"Bisogna invertire Maastricht, il patto deve fondarsi prima sullo sviluppo e la crescita, poi sulla stabilità", ha detto ieri il premier Berlusconi all'assemblea di Confindustria a Milano. "Con Maastricht - ha detto - i governi nazionali hanno una scarsissima capacità di manovra", e i tempi sono maturi per "mettere mano a una rivisitazione del patto di stabilità".

Un Berlusconi a tutto campo ha chiuso il convegno di Confindustria e il messaggio lanciato è molto chiaro: ho fatto tutto quello che avevo promesso -dice - nel marzo 2001 alla stessa platea, riunita a Parma, e questo nonostante i lacci e gli impedimenti posti all'interno da un clima politico irrespirabile, e i mille ostacoli posti dal Parlamento e all'esterno da una Unione Europea che non ha politica economica e impedisce di svilupparne una propria.

Ciononostante - ha affermato il presidente del Consiglio - i risultati raggiunti sono lusinghieri, in politica estera si sono aperti mercato statunitense e Paesi dell'Est, all'interno si procederà ad alleggerire ulteriormente la pressione fiscale, si va avanti a passo spedito sulle grandi opere, e si lavorerà nei prossimi 18 mesi alla riforma dello Stato.

Il premier ha riafferma l'impegno ad abbassare le tasse, anche se ha specificato che non ha mai promesso l'abolizione totale dell'IRAP, ma solo nel settore della ricerca. Berlusconi è tornato ad attaccare l'Unione Europea, affermando che Bruxelles non è in grado di esprimere una politica economica e che lo stesso Patto di stabilità va rivisto. Ma l'accoglienza da parte della platea degli industriali è stata fredda e, in certi passaggi, apertamente critica.

Un vero manifesto elettorale quello del presidente del Consiglio, che non ha risparmiato nessuno: non il mondo della politica, non le Camere e le loro procedure, non l'Europa, e non ha fatto cenno ai propri alleati, se non per un doveroso augurio a Bossi. Un manifesto chiuso con una promessa: ho intenzione di vincere e di farvi divertire come fa il Milan, ha detto. E un appello, quasi plebiscitario: datemi il 51%.

E poi, un battibecco a distanza con il presidente della commissione Ue. "Quello che dice Prodi non mi interessa", ha infatti risposto alla domanda di una giornalista a proposito dell'avviso che potrebbe venire dall'Europa sullo sforamento del rapporto deficit/Pil.

Il presidente della Commissione europea Romano Prodi, infatti, ha annunciato sul prossimo esame di un avvertimento (early warning) nei confronti del governo. Il premier, nella ressa creatasi subito dopo la fine del suo discorso al convegno di Confindustria, ha voluto rispondere con una battuta: "C'è solo - ha detto sorridendo - un avviso di rompimento da parte mia".

Il presidente del Consiglio ha parlato anche agli editori: vigilate sulle redazioni dei giornali, ha detto, "perché in troppi casi sono quasi ostaggio di Soviet". Il sostegno al governo - ha aggiunto - si concretizza anche "non potenziando giornali con redazioni simili". Immediata la replica della Federazione Nazionale della Stampa: il segretario Paolo Serventi Longhi chiede "in un'Italia mediatica dominata dal conflitto di interessi" del presidente del Consiglio, a quali giornali e a quali Soviet si riferisca .

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Musica. E' morta Gabriella Ferri. Soffriva di depressione


Roma, 4 aprile 2004

E' morta Gabriella Ferri. La cantante è caduta dal balcone della sua abitazione di Corchiano, sui Monti Cimini nel viterbese, da un'altezza di circa sette metri. Il decesso è avvenuto nel corso del trasferimento dall'ospedale di Civita Castellana al San Camillo di Roma.

La cantante è morta in seguito a un incidente causato da un malore, probabilmente legato ai farmaci antidepressivi di cui faceva uso. A sottolinearlo sono stati ieri sera i familiari. Gabriella non ha mai manifestato l'intenzione di suicidarsi - sostengono - nè tantomeno ha lasciato biglietti o messaggio o altri scritti da cui si potesse evincere la volontà di compiere un gesto così estremo.

Homepage

------------------------------------------------------------------------------------

Sabato, 3 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Terrorismo. Maxi-operazione in 12 regioni: 161 extracomunitari fermati

Il ministro dell'Interno, Beppe Puisanu


Roma, 2 aprile 2004

"Sono stati fermati ed arrestati 160 cittadini islamici. Sono state effettuate perquisizioni nell'ambito di una operazione europea contro il terrorismo di matrice islamica". Ad affermarlo, in serata, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo che, nel pomeriggio, il ministro dell'interno, Giuseppe Pisanu, aveva reso noto che in 34 province di 12 regioni era in corso un'operazione contro il terrorismo internazionale.

L'azione riguarda 161 extracomunitari, prevalentemente marocchini, sospettati, in base ad indizi consistenti, di gravitare nell'area dell'estremismo islamico. L'operazione, ha precisato Pisanu, "è condotta da polizia e carabinieri con il sostegno dei servizi segreti e le perquisizioni domiciliari hanno consentito di acquisire una corposa documentazione". Fra le persone oggetto dell'operazione, 90 sono state accompagnate presso gli uffici di Pubblica sicurezza per ulteriori accertamenti; 15 sono risultate irregolari e sono già in corso le procedure di espulsione.

Il Ministro dell'interno ha voluto precisare che "la stragrande maggioranza dei musulmani onesti e laboriosi che vivono in Italia non hanno nulla da temere. Noi vogliamo solo isolare gli estremisti ed i violenti, -ha detto Pisanu- nemici nostri e di tutti i musulmani onesti che vogliono lavorare nel nostro Paese con diritti e doveri uguali a quelli dei cittadini italiani".

--------------------------------------------------------------------------------

Politica. Berlusconi a tutto campo su tasse, festività e caso Sofri

Il premier, Silvio Berlusconi


Roma, 2 aprile 2004

Riduzione delle tasse, conti pubblici e festività. Nella conferenza stampa per la presentazione dell'iniziativa internazionale a sostegno della memoria della Shoah, il premier, Silvio Berlusconi affronta alcune delle questioni che, in questi giorni, agitano la maggioranza.

Sulle festività
Il Presidente del Consiglio ha assicurato che non ci sarà nessun taglio alle festività, ma solo una omologazione con gli altri paesi europei. "In varie riunioni del Consiglio europeo -ha spiegato il Premier- si è ripetutamente parlato dell'opportunità di uniformare le festività in tutti i paesi dell'Unione". "Se i nostri trasportatori consegnano ad esempio in un giorno in cui nel paese di arrivo e' festa, è evidente che c'è uno spreco. Si è detto quindi: bisogna accorparle ai week end. Invece di far cadere una festività il mercoleì o il giovedì la si deve accorpare ad esempio -dice Berlusconi- il venerdì o il lunedì con il sabato o la domenica. Mi sembra una proposta ragionevole, direi, di più, razionale".

La riduzione delle tasse
Ancora, il Premier ha annunciato che intende presnetare la proposta di riduzione delle aliquote fiscali in Consiglio dei ministri entro il mese di aprile. "Conto di portare -ha detto il premier- il provvedimento in Consiglio dei ministri entro il corrente mese di aprile, in modo che la finanziaria che sarà approvata dal Parlamento in autunno possa recepire questa manovra. Quindi, la riduzione delle imposte avverrà dall'anno fiscale 2005. I patti di Maastricht saranno rispettati tagliando tutti gli sprechi e i privilegi per chi riceve sussidi indebiti, senza intaccare lo stato sociale, e quindi non riducendo le spese per sicurezza, sanità, scuola e università".

Sulla vicenda Sofri
Il premier è poi tornato sul caso Sofri e sulle tensioni tra il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e il Guardasigilli, Roberto Castelli: "La mia posizione è chiarissima. Ho scritto una lettera al Foglio molto chiara". Mi auguro, ha concluso, che "non ci siano scontri istituzionali".

Homepage

------------------------------------------------------------------------------------

Venerdi, 2 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Nato. Sette i Paesi entrati oggi. Frattini: evento storico per l'Europa. De Hoop Scheffer: l'allargamento non è finito

Il ministro degli Esteri Franco Frattini


Bruxelles, 2 aprile 2004

"Con la cerimonia di oggi per l'allargamento della Nato a sette nuovi paesi si celebra "un avvenimento che risalterà nella storia dell'Alleanza Atlantica
e nella storia d'Europa". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini, nell'aprire, in qualità di presidente d'onore del Consiglio atlantico, i lavori dell'incontro cerimoniale che ha preceduto la riunione. I sette paesi entrati oggi nell'Alleanza sono: Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia

Il ministro ha quindi ricordato ilterribile attacco di Madrid dell'11 marzo"."Un attacco - ha sottolineato in un passaggio del suo intervento - che ha costretto l'Europa a rivivere la tragedia dell'11 settembre". "Ci ha ricordato in modo drammatico - ha aggiunto il titolare della Farnesina - che la minaccia è reale e vicina".Terrorismo, proliferazione delle armi di distruzione di massa, fanatismo e intolleranza, traffici illegali, questi sono pericoli - ha osservato Frattini - che richiedono una risposta efficace da parte di tutti. Nessun singolo paese può affrontare queste complesse minacce da solo.

"Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia sono benvenuti ma la porta della Nato resta aperta e il suo allargamento non è finito" ha ricordato il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer durante la seduta solenne del Consiglio atlantico. I prossimi paesi formalmente candidati a entrare nella Nato sono Albania, Macedonia e Croazia, mentre l'Ucraina e vari paesi dell'Asia centrale e del Caucaso fanno parte della "Partnership for peace" (Pfp), un forum operativo sulla sicurezza e la difesa la cui partecipazione è un primo passo verso l'adesione.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Caso Sofri. Maroni: la Lega è con Castelli. Cossiga: Ciampi saggio. Ma Sofri condanni l'assassinio di Calabresi

Francesco Cossiga


Roma, 2 aprile 2004

"Io e tutta la Lega sposiamo la posizione del ministro Castelli. Cosi' come tutti coloro che hanno a cuore i principi della giustizia e dell'equità ed il principio che la legge è uguale per tutti". Il giorno dopo le polemiche scatenate dalla risposta del ministro della Giustizia Roberto Castelli all'iniziativa del Quirinale sul caso Sofri, il ministro del Welfare Roberto Maroni al termine del Consiglio dei Ministri esprime la solidarietà sua e del partito al Guardiasigilli. Dal presidente emerito della repubblica italiana, Francesco Cossiga, invece, elogi al capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.

"Io credo che sia stato un atto di saggezza del Presidente della Repubblica che così smuove e porta comunque ad una definizione questo caso in cui si intrecciano motivi poitici, ragioni giuridiche, affetti umani", spiega a Radio Radicale il senatore Francesco Cossiga commentando l'iniziativa presa ieri dal Capo dello Stato sulla vicenda Sofri.

"Non posso che approvare questa iniziativa - dice Cossiga - non approvo invece quello che ha detto Castelli, che cioè lui per un atto di correttezza, addirittura di cortesia, istruisce e trasmette gli atti al Presidente della Repubblica. Questo è un suo dovere, anche se lui ha poi il diritto di non controfirmare il decreto di grazia. Se il guardasigilli non firma o il Presidente si adegua, oppure può sollevare conflitto di attribuzioni di fronte alla Corte Costituzionale. Bisogna vedere se il Presidente intende andare fino in fondo e sollevare conflitto di attribuzioni affermando che è dovere del ministro controfirmare l'atto".

"Io - dice ancora Cossiga - sono sempre stato a favore della grazia a Sofri, perché ritenevo che la famiglia Calabresi fosse d'accordo. Però leggo oggi dai giornali che la famiglia Calabresi, anche se il suo consenso non è giuridicamente necessario, chiederebbe che Sofri si dolesse per l'uccisione di Calabresi. E allora se la famiglia chiedesse a lui di deplorare l'assassinio di Calabresi e lui non lo facesse io ritirerei la mia adesione alla richiesta popolare di grazia per Sofri".

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Rai. Annunziata contro il piano industriale e la legge Gasparri: "Mediaset andrà al 70%, la tv pubblica al 30%"

Lucia Annunziata


Torino, 2 aprile 2004

La legge Gasparri "dà a Mediaset vantaggi tali nel mercato pubblicitario che in 10 anni sarà al 70%, mentre il servizio pubblico sarà al 30%". Lucia Annunziata, presidente della Rai, respinge con forza le accuse di una sua posizione politica pregiudiziale e getta un grido d'allarme sul futuro della Rai dal Congresso nazionale delle Acli in svolgimento al Lingotto di Torino. E al consigliere d'amministrazione Rai Francesco Alberoni replica: "In consiglio io non parlo per posizioni politiche pregiudiziali. Io parlo per difendere il servizio pubblico".

"Fossi Confalonieri, fossi al suo posto - ha proseguito la Annunziata - mi porrei anch'io il problema di crescere, di acquisire nuove quote di mercato, perché mi rendo conto che Mediaset deve crescere, altrimenti diventerà una televisione nazionale e non potrà competere con i Murdoch. Però non si può vivere contemporaneamente a Mosca e a Chicago. Voglio dire che non si può essere contemporaneamente sovietici e liberisti. Quello che non si può fare è affidare al padrone, che è poi il Presidente del Consiglio, di conquistare una posizione di vantaggio sul mercato. Io sbaglierò - ha commentato la Annunziata - ma questo devo fare per difendere il servizio pubblico, perche' la Rai è di tutti come di tutti sono le aziende dello Stato".

La Rai, secondo la Annunziata, deve essere sottratta alle contese politiche per una gestione bipartisan e in particolare, ha sottolineato, "non può essere vittima dello spoil sistem. Attorno alla Rai si deve lavorare con concordia. Il problema non è tanto che la politica faccia un passo indietro ma che faccia un buon passo per la televisione" e secondo la Annunziata quello che occorre è un "accordo bipartisan molto forte".

Il nuovo piano industriale
E' sostanzialmente da bocciare, a giudizio del presidente Rai, che ha denunciato i rischi di una "trasformazione immobiliare della dimensione di centinaia di milioni di euro" che riguarderà principalmente le città di Milano e di Roma con la vendita anche delle storiche sedi di Viale Mazzini, a Roma, e di Corso Sempione, a Milano. Una trasformazione che, secondo la Annunziata, "cambia il profilo stesso della Rai e dei suoi investimenti". Conseguenze immediate sarebbero una "riduzione di importanza" di Torino e Napoli. "Sono osservazioni che ho fatto nel consiglio - ha detto ancora polemicamente la Annunziata - ma il professor Alberoni le ha definite di carattere politico pregiudiziale, ma devo aggiungere che è incredibile che un punto di questo piano sia stato approvato senza il voto del Presidente: se fosse successo all'Eni ve lo immaginate cosa sarebbe stato scritto sui giornali?!".

Segnali da raccogliere
Annunziata si è detta d'accordo con le proposte fatte ieri dal presidente delle Acli, Luigi Bobba, in particolare con l'idea del qualitel che punta a segnalare e rafforzarte la televisione di qualità: "E' una proposta che mi e' molto piaciuta. La trovo non solo giusta ma possibile da attuare con le nuove tecnologie di cui già disponiamo. E' una proposta che è stata presa in esame e che si trova anche all'interno di alcuni sistemi quindi - potete spingerla questa proposta perché è già li' e attuandola si potrebbero trasformare gli spettatori in consumatori attivi".

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Conti pubblici. Peggiora il fabbisogno dello Stato. Monito dell'Ue all'Italia. Tremonti: la riforma partirà dal basso

Il ministrod ell'Economia Giulio Tremonti


Roma, 2 aprile 2004

Cresce il fabbisogno statale nei primi mesi del 2004. Secondo i dati resi noti dal ministero dell'Economia, nel primo trimestre dell'anno il fabbisogno è stato complessivamente di circa 27,8 miliardi di euro mentre nell'analogo periodo del 2003 il disavanzo si era attestato a 19,742 miliardi. Il fabbisogno peggiora anche nel solo mese di marzo, raggiungendo la cifra di 16,7 miliardi di euro a fronte del disavanzo di 14,334 miliardi di un anno fa.

L' andamento debole della congiuntura ma anche l' aumento della spesa da parte degli Enti Locali e delle Regioni sono alla base dell' andamento del fabbisogno di marzo. Questo il commento del ministero dell' Economia. "Il fabbisogno di marzo 2004 - afferma la nota del Tesoro - da un lato riflette la debole congiuntura, dall'altro, un aumento di spesa in vari comparti della pubblica amministrazione. In particolare, i prelievi da parte degli Enti locali e delle Regioni mostrano un andamento crescente che va attribuito a fatti straordinari: all' adeguamento degli stipendi dei dipendenti a seguito dei rinnovi contrattuali, ai pagamenti dei debiti per la sanità degli anni precedenti. L' andamento delle entrate è in linea con le previsioni".

Sull'argomento è intervenuta anche Bruxelles. L'eventuale taglio delle tasse in Italia "va fatto in linea con la dinamica del debito pubblico", ha detto Gerassimos Thomas, portavoce del commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pedro Solbes. Il portavoce ha sottolineato che al momento la Commissione Ue "non ha ancora ricevuto alcuna informazione sul piano" da Roma. Thomas ha ricordato che "l'Italia ha il debito pubblico più alto dell'Unione europea e lo deve ridurre".

Pronta la risposta del ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti che annuncia: "Sulle tasse la riforma sarà semplice e giusta, partirà dal basso: un po' di soldi in più nelle tasche dei cittadini non fanno la felicità ma aiutano e aiutano anche l'economia".

Homepage

------------------------------------------------------------------------------------

Giovedi, 1 Aprile, 2004

Archivio

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Giustizia. Ciampi chiede a Castelli il fascicolo su Bompressi. E invita ad aprirne uno anche su Sofri

Carlo Azeglio Ciampi interviene nel caso Sofri


Roma, 1 aprile 2004

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha richiesto al Ministro della Giustizia Roberto Castelli, con lettera del 30 marzo scorso, il fascicolo sull'istruttoria condotta sulle istanze di grazia presentate da Ovidio Bompressi, per valutare il caso.

Poiché, secondo quanto fanno sapere ambienti del Quirinale, la posizione processuale di Bompressi è connessa a quella di Adriano Sofri, il Presidente Ciampi ha anche chiesto di conoscere se siano state svolte sul punto attività istruttorie. In caso affermativo, per ottenere l'invio del relativo fascicolo; in caso negativo, per invitare il Ministro Castelli ad aprire la procedura prevista dall'articolo 681 del Codice di procedura penale.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Terrorismo. Vasta operazione di polizia e carabinieri in Italia e all'estero. Arresti e perquisizioni

Un gruppo di carabinieri


Perugia, 1 aprile 2004

Una vasta operazione coordinata dalla Procura di Perugia, riguardante reati associativi con finalità di terrorismo internazionale, è in corso dalle prime
ore di stamani in Italia e all'estero. Diversi arresti sono stati eseguiti da polizia e carabinieri. Secondo indiscrezioni sarebbero cinque le persone finora arrestate. Numerose anche le perquisizioni.

L'operazione antiterrorismo internazionale ha interessato, nel nostro paese, soltanto la provincia di Perugia, mentre all'estero sarebbero stati effettuati arresti in Olanda ed in Turchia, nel quadro di un complesso puzzle di collegamenti riguardanti reati diretti al terrorismo e al fiancheggiamento. La cortina del riserbo è fittissima; l'operazione sarebbe scattata alle prime luci dell'alba e ora sarebbe in fase conclusiva dopo la meticolosa preparazione da parte di uomini della Polizia e dei carabinieri che hanno lavorato in modo congiunto, sempre sotto la supervisione del procuratore capo Nicola Miriano.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Camera. Via libera al decreto sugli immobili dello Stato. La Lega non partecipa al voto

L'aula di Montecitorio


Roma, 1 aprile 2004

L'Aula della Camera ha approvato il decreto legge sulla cartolarizzazione degli immobili pubblici. Il provvedimento, su cui ieri il governo ha ottenuto la fiducia, ora passa al Senato. Al voto non hanno partecipato i deputati della Lega, per protesta contro la sospensione per cinque giorni del capogruppo Alessandro Ce' e di Dario Galli.

Sulla conversione del decreto legge hanno votato sì 263 deputati, mentre in 201 hanno votato no e in quattro si sono astenuti. La Lega aveva nei giorni scorsi criticato duramente il provvedimento considerato un "regalo" elettorale voluto dai partiti "romani". La maggior parte delle unità immobiliari cedute nell'ambito dell'operazione Scip 2 sono infatti ubicate nella capitale.

Nel decreto viene riconosciuto il prezzo 2001 agli inquilini che hanno manifestato, entro il 31 ottobre di quell'anno, la volontà di acquisto degli immobili cartolarizzati Scip 2. Il provvedimento, inoltre, prevede rimborsi a carico degli enti originariamente proprietari degli immobili per gli inquilini che hanno già acquistato l'immobile a cifre più elevate di quelle del 2001. A tal proposito si stabilisce che i rimborsi vengano effettuati nei limiti delle risorse derivanti dalla dismissione di ulteriori immobili di proprietà dello Stato, da individuare con decreto del ministro dell'Economia, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione di questo decreto.

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Cronaca. Finito l'incubo per la donna rapita in Trentino. Fermate quattro persone

Anita Simoni con il marito


Trento, 1 aprile 2004

È durato poco più di 24 ore l' incubo di Anita Simoni, la donna di 60 anni che martedì sera stata sequestrata nella sua abitazione, una villa di Ponte Arche, un tranquillo paese del Trentino. I suoi sequestratori, sentitisi braccati, sono fuggiti e l' hanno lasciata sola nel luogo in cui era prigioniera, nella zona di Albiano, a 50 chilometri da dove è stata rapita. La donna, maestra in pensione, è stata trovata subito dopp, poco prima delle 22:30, da una pattuglia di carabinieri che perlustrava la zona. Ma sul luogo in cui è stata tenuta prigioniera, dopo che i suoi sequestratori l' hanno portata in diversi punti del Trentino probabilmente per disorientarla, gli investigatori non vogliono fornire indicazioni che comprometterebbdro le indagini.

Quattro persone, secondo indiscrezioni di nazionalità marocchina, sono state portate nella caserma dei carabinieri di Trento e vengono ora interrogate dai magistrati in relazione al sequestro. Uno di loro è già stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Il colonnello Antonio Labianco, comandante provinciale dei carabinieri, ha parlato di "riscontri oggettivi", anche se i quattro non sarebbero ancora stati riconosciuti da Anita Simoni. La donna, intanto, è tornata a casa insieme al marito e al figlio.

Homepage