3 Febbraio 2003

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Incontro Berlusconi-Putin
Iraq. Berlusconi a Putin: uniti nella lotta al terrorismo. Cremlino: importante apporto Italia

Incontro Berlusconi-Putin


Mosca, 3 febbraio 2003

"Credo di poter dire che sono tutti d' accordo e che la Comunità Internazionale debba essere unita nel contrasto al terrorismo internazionale che incombe come pericolo su tutti noi, ed anche sulla Russia". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al suo arrivo in Russia, nella dacia del presidente Vladimir Putin, con il quale ha iniziato una serie di colloqui che si protrarranno anche nel pomeriggio.

Esito dei colloqui
Il premier ha premesso di aver avuto modo, in questa ultima settimana, di parlare con molti dei protagonisti della scena internazionale degli ultimi sviluppi della crisi irachena; più in particolare, ha precisato di aver parlato con il presidente Bush, il primo ministro britannico Blair, il cancelliere tedesco Schroder, il presidente francese Chirac ed anche con il presidente di turno dell' Unione europea, il premier greco Sinitis. "Oggi avrò modo di riferire a lei quanto raccolto in questi incontri", ha aggiunto Berlusconi al presidente russo.

Putin: apporto dell'Italia importante
Putin, da parte sua, accogliendo Berlusconi nella sua dacia a circa 120 chilometri da Mosca, in una temperatura gelida (meno 20 gradi) ha detto di essere molto felice di aver modo di scambiare opinioni sulla situazione internazionale con Berlusconi. Putin ha rilevato come "l' apporto dell' Italia sia molto importante su una serie di problemi molto seri", a partire dalla crisi irachena e da quella medio orientale.

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Esplosione Shuttle. Funerali di Stato per l'israeliano Ramon. La moglie: morto nel luogo che amava di più


L'equipaggio del Columbia

Houston, 3 febbraio 2003

Israele renderà omaggio al suo eroe dello spazio con un funerale di stato. Ilan Ramon, primo astronauta israeliano, morto nel disastro del 'Columbia', sarà sepolto con tutti gli onori in un cimitero militare, se mai il corpo sarà ritrovato. Oggi arriverà a Houston un rappresentante del rabbinato militare con l'incarico di identificare eventuali resti, ai quali sarà data sepoltura prima possibile. Al rito, secondo quanto pubblicato dal quotidiano 'Yediot Akhronot', parteciperanno l'intero gabinetto di Israele e i vertici delle forze armate. Alla commissione parlamentare per il cerimoniale spetterà il compito di decidere come onorare al meglio la memoria del pilota militare, padre di 4 figli.

Il suo nome al satellite
Una delle proposte è di ribattezzare con il suo nome il satellite 'Ofek' messo in orbita dall'agenzia spaziale israeliana alcuni anni fa e all'osservatorio astronomico nel deserto del Negev.

Il dolore della moglie
Con il cuore spezzato ma forte nell'animo, la vedova di Ramon, ha detto che il marito "è morto nel luogo che amava di più: lo spazio". Arrivata con un aereo speciale nella base della Nasa a Houston, insieme con i figlie e i familiari più stretti, la signora Ramon ha parlato con la stampa. "Sono tutti angeli" ha detto Rona, parlando del marito e dei sei compagni morti nel disastro. "Mia figlia Noa, che ha cinque anni - ha aggiunto - non riesce a spiegarsi come si possa morire nello spazio. Crede che possa succedere solo sulla terra. Ma quando Ilan partì con il 'Columbia' disse 'ho perso il mio papà": l'unica ad avere la premonizione di cosa sarebbe successo".

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Fiat. Maltempo. Nuova tegola sul Lingotto. Termoli bloccato ferma anche Melfi

Chiusura per diversi giorni di Melfi


Torino, 3 febbraio 2003

Alla Fiat, è il caso di dire, "piove sul bagnato". A causa del perdurare del blocco, causato dalla pioggia, dello stabilimento di Termoli (Campobasso) - dove vengono prodotti i motori per la Punto e la Lancia Y - lo stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat rimarrà chiuso fino a sabato prossimo, 8 febbraio. La decisione è stata comunicata stamani ai sindacati e confermata da fonti dell' azienda.

Pioggia e chiusure
Lo stabilimento di Termoli è bloccato per un grave allagamento avvenuto nei giorni scorsi, durante un' ondata di maltempo. La produzione, a Melfi, era già stata bloccata due volte a causa dell' allagamento nella fabbrica molisana. L' ultima, nella scorsa settimana, quando l' azienda aveva deciso di riprendere la produzione domattina. Il rinvio è stato accolto "con preoccupazione" dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici. L' azienda comunicherà venerdì o sabato la data di ripresa della produzione nello stabilimento lucano.

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Ulivo. Cofferati scende in campo. Rutelli: finalmente. Forza Italia: detta la linea e sinistra si adegua



Rutelli risponde a Cofferati


Roma, 3 febbraio 2003

L'ex segretario della Cgil scende in campo proponendo un progetto per rifondare l'Ulivo. Positiva la reazione di Francesco Rutelli: fa piacere che abbia reso pubblica la sua disponibilità a partecipare all'elaborazione del futuro programma dell'Ulivo". Il leader della Margherita ricorda che "già da alcuni mesi gli avevamo prospettato varie ipotesi, oggi - aggiunge - ha annunciato la preferenza per una di queste". Per il coordinatore dell'Ulivo ora bisognerà "recuperare il tempo che è alle nostre spalle con un'accelerazione che permetta il più largo coinvolgimento di espressioni delle forze politiche, sociali, dell'associazionismo, del mondo universitario, in questo
grande sforzo che non sarà di breve periodo e che sarà di grande valore". "Non dobbiamo solo registrare le posizioni esistenti - sottolinea Rutelli - ma progettare un'idea di Italia che sia capace di uscire dal declino economico in cui si trova e dalla crisi di identità nella sua collocazione sulla scena internazionale".

Berlinguer: "un richiamo alla realtà"
Il leader della minoranza Ds, Giovanni Berlinguer, plaude alle osservazioni fatte da Sergio Cofferati. In particolare Berlinguer ritiene giusta la proposta dell'ex leader della Cgil di varare un ufficio di programma senza i segretari di partito e aperto a movimenti e ad associazioni. "E' un richiamo alla realtà - dice Berlinguer prima dell' inizio dei lavori della direzione della Quercia -, ai grandi rischi che incombono sul mondo e sull'Italia e all'esigenza di agire presto e uniti per affrontarli. Ed è - aggiunge Berlinguer - una dimostrazione della piena disponibilità personale al coinvolgimento in una alleanza più ampia e più propositiva".

Forza Italia: è lui a dettare la linea
"Dal suo ufficio alla Pirelli, Sergio Cofferati rilascia l'ennesima intervista a 'La Repubblica', e detta la linea generale che tutta la sinistra non tarderà a seguire. D'Alema farà come al solito un po' di capricci, ma alla fine si adeguerà". Ad affermarlo, in una nota, è il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi. "L'ultima parola d'ordine di Cofferati è che le Nazioni Unite non sono credibili. E' una affermazione di estrema gravità, che rompe con tutte le posizioni ufficiali della sinistra italiana ed europea, e delegittima quella che tutti considerano l'unica legittima autorità sul piano internazionale. Le prime reazioni di D'Alema le possiamo immaginare, ma sarebbe interessante conoscere a questo proposito -conclude Bondi- le opinioni di Prodi e della Margherita".

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Cronaca. Taranto. Contrabbandavano alluminio. Arrestati quattro finnazieri

Operazione anti contrabbando a Taranto


Taranto, 3 febbraio 2003

Dieci persone, tra le quali quattro militari della Guardia di finanza ed altrettanti doganieri, sono state arrestate dalle 'Fiamme gialle' del comando provinciale di Taranto con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di alluminio. Gli altri due arrestati sono l' amministratore delegato della societa' Fonderie Spa, Leonardo Rossetto, ed un agente di spedizioni. I provvedimenti cautelari sono stati firmati dal gip del Tribunale di Taranto Luciano La Marca su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Maurizio Carbone.

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Afghanistan. Portavoce Usa: missione alpini sarà di combattimento non di peace-keeping

Alpini a Bagram


Bagram, 3 febbraio 2003

Quella che attende gli alpini in Afghanistan sarà "essenzialmente una missione 'combat', di combattimento". Lo ha detto - nel corso di una conferenza stampa nella base aerea di Bagram - il portavoce americano di Enduring Freedom, il colonnello Roger King.

La missione antiterrorismo Enduring Freedom in Afghanistan tra poche settimane vedrà gli alpini italiani all'opera nell'area di Khost ai confini con il Pakistan.

Alla domanda di un giornalista se la missione degli alpini debba essere considerata di pace o attiva, King ha risposto: "pensiamo che la missione degli alpini sarà adeguata al loro addestramento, c'è un potenziale per l'azione. Non è di per sé una missione di peace keeping; la missione delle forze internazionali di Enduring Freedom in Afghanistan non è cambiata, è ancora essenzialmente di combattimento".

E King ha spiegato: "ci saranno operazioni specifiche che prevedono un intervento diretto anche per scovare e affrontare il nemico". King ha ribadito più volte che il contingente degli alpini italiano è "molto benvenuto".

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