Sabato, 26 Ottobre 2002

Mosca. Blitz al teatro. Sessanta i morti. 30 di loro sono ostaggi

Ostaggi escono dal teatro

 

Mosca, 26 ottobre 2002

Il sindaco di Mosca Yuri Luzhkov ha riferito che le vittime tra gli ostaggi sarebbero trenta. In precedenza l'agenzia russa Interfax riportando una frase di Luzhkov, poi smentita, aveva parlato di 130 morti tra gli ostaggi. Tutti i turisti stranieri sono salvi, secondo l'ambasciatoe australiano a Mosca.

32 terroristi uccisi

Sono 32 i terroristi uccisi durante il blitz delle forze speciali russe definito "eccellente" dal quartier generale del 'gruppo di crisi'. Non ci sono vittime né feriti tra le 'teste di cuoio'. Corpi di terroristi e ostaggi uccisi nel teatro dopo il blitz: sono le immagini trasmesse dal primo canale russo Ort dopo il bliz delle forze speciali. Si vedono alcune donne kamikaze morte, con accanto bidoni di esplosivo, sorprese nelle poltrone del teatro dall'intervento delle forze speciali russe, qualche terrorista ed alcuni ostaggi uccisi dai ribelli ceceni. Secondo fonti delle forze di sicurezza, ogni donna kamikaze aveva addosso da 700 grammi a 2 chilogrammi di tritolo.

Alcuni terroristi sono fuggiti

Ma un piccolo drappello dei terroristi, muniti di ingenti quantita' di esplosivo, è riuscito a sfuggire; e in questi minuti è in corso la caccia ai Kamikaze in fuga. Due sono già stati catturati, uno addirittura mescolato tra i giornalisti assiepati all'esterno. Le autorità hanno già rivolto un appello ai terroristi in fuga perché si consegnino, in cambio di avere in salvo la vita.

35 ostaggi in gravi condizioni psicologiche

Sono 35 gli ostaggi che necessitano di immediate cure psicologiche per lo choc subito. Secondo l'agenzia russa Novosti, dieci di questi si trovano in questo momento all'interno dell'ospedale moscovita numero 1 (in Russia gli ospedali sono numerati), dove si trovano altrettanti psicologi. Altri 25 sono in attesa in un autobus davanti allo stesso ospedale. Tra i feriti ci sono almeno 3 bambini in gravi condizioni

Russia: liberati 750 ostaggi nel teatro, uccisi i sequestratori

Una decina di ostaggi morti, trentaquattro terroristi uccisi, tra i quali tutte le donne kamikaze ed il capo del commando ceceno: è il primo bilancio dell'irruzione effettuata stamane all'alba dalle teste di cuoio del gruppo "Alfa" nel teatro moscovita all'interno del quale 700 persone erano da sessanta ore ostaggio di una quarantina di ceceni armati. Il gruppo era guidato dal ventiduenne Mosvar Barajev, spavaldo fino a ieri davanti alle telecamere, oggi a terra nel sangue. Uccise anche tutte le donne kamikaze, vedove di guerriglieri ceceni: non hanno fatto in tempo ad azionare le cinture esplosive che avevano addosso, quando le forze speciali, intorno alle cinque e trenta, hanno fatto saltare il muro dietro alla scena, entrando direttamente nella sala in cui erano trattenuti gli ostaggi. Un blitz durato pochi secondi, agevolato dall'uso di gas paralizzante. Poi è stato necessario sminare il complesso, tutte le entrate erano state bloccate con esplosivi, e l'operazione è durata una quarantina di minuti prima che fosse possibile cominciare l'evacuazione degli ostaggi. Il numero delle vittime tra gli ostaggi non è stato ancora precisato: si parla di una decina, cifra confermata anche da un diplomatico australiano, che dice che nessuno dei settantacinque stranieri è rimasto ucciso o ferito e che i morti, terroristi esclusi, sarebbero al massimo dieci. Il sindaco di Mosca, Luzkhov, parla invece di una trentina di morti. Dopo la fine dell'assalto sono stati visti allontanarsi quattro autobus, carichi di corpi: morti, feriti, forse addormentati. Qualcuno potrebbe aver considerato tra i morti anche gli ostaggi sotto effetto dei gas usati nell'assalto. Non è chiaro se gli ostaggi siano rimasti colpiti durante il blitz, oppure siano stati uccisi dai sequestratori: secondo fonti del ministero dell'interno russo, l'assalto non era stato programmato, le forze speciali hanno dovuto anticipare l'intervento quando si sono sentiti colpi d'arma da fuoco dall'interno del teatro. I terroristi, in anticipo rispetto alla scadenza dell'ultimatum, avrebbero cominciato ad uccidere gli ostaggi, un gruppo avrebbe tentato di fuggire: a quel punto l'intervento era inevitabile. È stata poi confermata la cifra di trentaquattro terroristi uccisi, non confermate le voci secondo le quali alcuni, due o tre, sarebbero riusciti a fuggire. Poco dopo il completamento dell'operazione al teatro Dubrovka, gli artificieri hanno improvvisamente lasciato il campo, richiamati da un allarme-bomba in un'altra zona della capitale.

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