28 gennaio 2003

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Giustizia. Cassazione: processi restano a Milano. Pecorella: difficile ora fiducia in magistrati. Anm: decisione saggia


Non accolta tesi dei legali di Cesare Previti

Roma, 28 gennaio 2003

 

Colpo di scena. La Cassazione ha deciso: i processi Sme, Imi-Sir e Lodo Mondadori non saranno trasferiti. Restano a Milano. Bocciata dunque la richiesta di trasferirli a Brescia e Perugia, non applicabile la legge Cirami sul legittimo sospetto. In particolare, le sezioni unite della Suprema Corte hanno rigettato "le richieste di rimessione e condannato i richiedenti" (tra i quali il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l'on. Cesare Previti) "in solido alle spese del procedimento".

Legittimo sospetto?
Le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione hanno ritenuto applicabile ai processi di Milano la nuova disciplina introdotta dalla legge Cirami, ma hanno ravvisato che non vi sono motivi tali da ritenere giustificato un "legittimo sospetto" di imparzialità dei giudici di Milano tale da giustificare la remissione dei procedimenti ad un'altra sede. In particolare, la Corte ha specificato che "sono configurabili i motivi di "legittimo sospetto" quando si è in presenza di una grave ed oggettiva situazione locale, idonea a giustificare la rappresentazione di un concreto pericolo di non imparzialità del giudice,
inteso questo come l'intero ufficio giudiziario della sede in cui si svolge il processo di merito".

Comportamento dei giudici
I comportamenti eventualmente 'sbagliati' dei pubblici ministeri possono costituire presupposto per lo spostamento dei processi da una sede all'altra solo se "in concreto abbiano pregiudicato la libera determinazione delle persone che partecipano al processo, ovvero abbiano dato origine a motivi di legittimo sospetto (condizione che, nel caso in esame, la Corte non ha ravvisato)". E' il principio stabilito dalla Cassazione che ha rigettato le richieste di Berlusconi e Previti.

Pioggia di reazioni
- Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera e legale di Silvio Berlusconi nel processo Sme: "avere ancora fiducia nella magistratura dopo il susseguirsi di vicende che rasentano l'irreale e il fantastico e' difficile".
- Anm: "la decisione della Cassazione riconferma la serenità della magistratura milanese".
- Gerardo d'Ambrosio, ex procuratore capo di Milano: "Come magistrato ritengo che la decisione sia ineccepibile sotto il profilo tecnico-giuridico. Come privato cittadino sono contento perché una sentenza opposta poteva generare il dubbio deplorevole che il corso della giustizia potesse essere alterato attraverso la sostituzione del giudice".
- Anna Finocchiaro, responsabile giustizia Ds: "la Cassazione ha deciso in maniera saggia".
- Alessandro Cé, capogruppo Lega alla Camera: "E' una decisione che ci lascia
esterrefatti, in contrasto logico con le premesse fatte dal procuratore generale

Giustizia. Schifani: "Sentenza politica"

Renato Schifani

 

Roma, 28 gennaio 2003

"Sentenza politica è dir poco. Gli incontenibili entusiasmi della sinistra sono la prova provata che siamo davanti ad un processo politicizzato". Questo il commento del capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, alla decisione della Corte di Cassazione. "Siamo curiosi di sapere se c'è stata unanimità. Ci rifiutiamo di credere che tutti i componenti delle sezioni unite abbiano voluto avallare il principio che vi sia imparzialità di giudizio in un ambiente come quello di Milano, dove il Procuratore Generale urla "resistere, resistere, resistere" al Governo Berlusconi, e dove la sinistra inneggia in modo ossessivo a sostegno dei magistrati milanesi"."Se qualcuno pensa che in questo modo si possa rovesciare la volontà democratica dei cittadini attraverso un clamoroso uso politico della giustizia, prosegue Schifani, saremo noi, con la Costituzione alla mano, a dire chiaramente al Paese che siamo pronti a resistere contro le manovre occulte di chi ancora non accetta di aver perso le elezioni"

Toni più cauti per il capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, Antonio Tajani. E’ Una sentenza che "mi lascia perplesso" ha infatti commentato Tajani. "Bisogna aspettare le motivazioni" ma"il problema del palazzo di giustizia di Milano" è "di un sistema", e non si può considerare che il clima cambiato soltanto per la partenza di un magistrato, "come Borrelli". Tajani, nel lamentare la politicizzazione di una parte della magistratura, ha fatto l'esempio di Magistratura Democratica che "ha fatto l'errore di invitare personaggi come Sergio Cofferati o Francesco Pardi".



Giustizia. Cassazione ha deciso: processi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Sme non vengono trasferiti, restano a Milano

Cassazione rigetta richiesta di trasferimento

 

Roma, 28 gennaio 2003

Colpo di scena. La Cassazione ha deciso: i processi Sme-Imi non saranno trasferiti. Restano a Milano. Bocciata dunque la richiesta di trasferirli a Brescia e Perugia. In particolare, le sezioni unite della Suprema Corte hanno rigettato "le richieste di rimessione e condannato i richiedenti" (tra i quali il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l' on. Cesare Previsti) "in solido alle spese del procedimento".

Legittimo sospetto?
Spiegano i supremi giudici che i motivi di legittimo sospetto "sono configurabili quando si è in presenza di una grave ed oggettiva situazione locale, idonea a giustificare la rappresentazione di un concreto pericolo di non imparzialità del giudice, inteso questo come l' intero ufficio giudiziario della sede in cui si svolge il processo di merito".

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25 Gennaio 2003

Archivio

Addio all'Avvocato. In migliaia alla camera ardente. Il grazie della famiglia Agnelli


Torino saluta commossa l'Avvocato


Torino, 25 gennaio 2003

Tre ore e mezzo di coda per entrare alla camera ardente, che resterà aperta per tutta la notte: tutta la pista del Lingotto, dall'uscita degli ascensori all'imbocco della Pinacoteca, è un'unica fila compatta di persone che vogliono dare l'ultimo saluto a Gianni Agnelli. Per evitare assembramenti sono stati fermati gli ascensori.

Un grazie secondo il loro stile, quello degli Agnelli: sobrietà, dignità, ma anche partecipazione, presenza. Così la famiglia Agnelli ha voluto manifestare oggi alla città di Torino la sua gratitudine per l'immensa partecipazione di gente che ha voluto rendere il suo saluto all'Avvocato.

Il primo a presentarsi, alle 9.30, sul tetto del Lingotto è stato un pensionato torinese di 65 anni. Solo a quell'ora la camera ardente era stata aperta al pubblico, ma già da diverso tempo la gente, silenziosa e composta attendeva. Gente di Torino. "E' commovente - ha commentato Francesco Rutelli, giunto al Lingotto intorno alle 11 - ma è anche indicativo: perché Gianni Agnelli aveva, tra i tanti tratti della sua figura, anche quello di essere considerato un personaggio popolare. Un uomo della gente. Sono convinto che è stato amato anche per questo".

A quel fiume di uomini e donne la famiglia Agnelli ha personalmente stretto la mano. Con sobrietà, ma nello stesso tempo con una disponibilità assoluta, sincera. Donna Marella, la figlia Margherita, il fratello Umberto, i nipoti Andrea, e Lapo, e Jaki.

Tra le personalità i primi a presentarsi alla camera ardente sono stati il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Era accompagnato da Jean Todt e Michael Schumacher. Donna Marella, provata, stanca, ha lasciato il Lingotto a metà mattinata. Dopo di lei anche il fratello Umberto. Ma poi è giunto Alain Elkan accompagnato da Rosi Greco. Quasi che la famiglia volesse darsi il cambio per essere comunque sempre presente nella camera ardente a ringraziare per il saluto di tutte quelle persone.

Intorno alla 10,30 arriva la Juventus. Tutta quanta: i giocatori, Lippi, Chiusano. Si succedono poi i vertici Fiat, il presidente Fresco, Cesare Romiti, L'avv. Franzo Grande Stevens.

Arrivano i primi politici, Gavino Angius, Francesco Rutelli, e altri se ne attendono, da Romano Prodi a Piero Fassino, arrivano i sindacalisti come Savino Pezzotta, arrivano gli esponenti del mondo del calcio come Adriano Galliani.

Se ne è andato un avversario? chiedono i giornalisti al dirigente milanista. "No, Gianni Agnelli non era un avversario". No, lui che per tutti, politici e non, non è mai stato vissuto come un avversario. "Una controparte sì", ha commentato Pezzotta. Un avversario no.

"Era un uomo giusto" ha scritto su uno dei libri funebri una tal Antonella Ribaudo. Come lei in tanti hanno lasciato il loro nome su quei libri. Ma, in proporzione, pochi i messaggi che spesso si lasciano in questi casi. Centinaia, migliaia le firme, l'indirizzo, spesso scritto in stampatello.

Internet. Un virus all'attacco del web, la rete rallentata per ore

 


Paralisi simile a quella provocata da Code Red nel 2001


Roma, 25 gennaio 2003

Il traffico mondiale di Internet ha subito un severo rallentamento oggi per colpa di un virus che ha attaccato numerosi sistemi. La paralisi parziale di Internet è stata descritta dagli esperti come simile a quella dell'estate 2001 quando il virus 'Code Red' causò un vasto rallentamento delle attività del Web.

Il virus responsabile del problema odierno (cominciato verso le 6.30 italiane) sfrutterebbe una vulnerabilità di un popolare database della Microsoft, 'SQL Server 2000', per attaccare i computer.

L'attività del virus nella caccia dei computer vulnerabili sarebbe stata così intensa ed aggressiva da provocare un rallentamento nel traffico normale di Internet, rendendo meno rapida la consultazione delle pagine Web e l'invio della posta elettronica.

Il 'National Infrastructure Protection Center' dell'Fbi sta seguendo la evoluzione del virus. Un portavoce della Symantec Corp., la compagnia specializzata in software antivirus, ha affermato che almeno 22 mila sistemi sono stati colpiti dal virus in tutto il mondo.

Immigrazione. Cassazione: la legge Bossi-Fini è "esclusivamente repressiva"


Il ministro per le riforme Umberto Bossi


Roma, 25 gennaio 2003

La legge Bossi-Fini sull'immigrazione ha "capovolto" la "visione solidaristica" della legge Turco-Napolitano adottando una impostazione "esclusivamente repressiva".

Questo il parere espresso dai giudici della terza sezione penale della Cassazione che hanno compiuto un "primo raffronto" tra la normativa del '98 e quella del 2002.

Secondo la Cassazione con la nuova legge è stato compiuta una "unilaterale lettura della normativa europea", cioè dell'accordo di Schengen, trattato di Amsterdam, proposte del Consiglio Ue.

I giudici hanno sottolineato che la legge Turco-Napolitano aveva "ulteriormente marcato" rispetto alla legge 943 del 1986, le "finalità di ordine pubblico, sicurezza e razionalizzazione, controllo e regolamentazione della presenza e dell'attività dei cosiddetti extracomunitari", però questi obiettivi venivano "filtrati" attraverso "i principi di pari opportunità e trattamento, di regolazione del mercato del lavoro al di fuori degli schemi della pubblica sicurezza, di generale impegno degli Stati aderenti alle Convenzioni internazionali".

Maltempo. Protezione civile: situazione in costante miglioramento


Puglia, Abruzzo e Molise flagellati dal maltempo (immagine d'archivio)


Roma, 25 gennaio 2003

La Protezione civile prevede un graduale miglioramento delle condizioni meteo "dalle prime ore del pomeriggio" in Puglia, Abruzzo e Molise. Il miglioramento sarà invece più netto nel corso della notte.


La sala operativa del Dipartimento della protezione civile segue l'evolversi della situazione in collegamento con le prefetture e i sindaci dei comuni interessati: allo stato vengono segnalati numerosi allagamenti e disagi di vario tipo, ma "nessuna criticità particolare".

La zona tenuta maggiormente sotto controllo è quella di Termoli e del Biferno: la diga del Liscione ha aperto le paratie e sta riversando sul fiume Biferno 830 metri cubi di acqua al secondo.

Il livello dell'acqua del fiume era, secondo le ultime misurazioni, di 9

metri e mezzo, mai registrato negli ultimi 50 anni. Finora non si registrano comunque danni particolari: solo allagamenti in zone di campagna.

La protezione civile consiglia di non fermarsi sui ponti dei fiumi in piena e di non sostare nei pressi dei corsi acqua ingrossati dalle piogge.

A San Salvo (Chieti) è crollato il ponte sul fiume Trigno che collega la città a Montenero di Bisaccia. Il cedimento della struttura è stato provocato dal grosso flusso di acqua che ha definitivamente sbriciolato uno dei piloni già lesionati.

Banca d'Italia. Fazio: la guerra frenerebbe l'economia. Riformare le pensioni e rilanciare la Fiat


Il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio


Agrigento, 25 gennaio 2003

Stop alla guerra e avanti con le riforme per il cantiere-Italia. Con una crescita mondiale che stenta a decollare, un conflitto armato in Iraq non avrebbe alcun effetto-volano sull'economia, anzi ne bloccherebbe i già timidi segnali di risveglio.

Questo il parere del governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, espresso in occasione del IX Congresso degli operatori di mercato, in corso ad Agrigento.

Ripresa economica
"Da un rientro delle tensioni geopolitiche può scaturire una accelerazione dell'attività produttiva a livello globale entro la prima meta' dell'anno in corso".

Economia italiana insoddisfacente
Fazio ha poi definito "insoddisfacente" l'andamento dell'economia italiana nel 2002.

Rilanciare la Fiat
Pur senza citare direttamente la Fiat, il governatore ha chiesto un rilancio "di importanti gruppi industriali" insieme allo "sviluppo nelle regioni meno favorite, l'investimento nella ricerca", fattori "indispensabili per evitare l'arretramento della nostra economia" che "possono dare un contributo notevole alla crescita".

Ridurre la spesa e le tasse
"Il rapporto tra spesa pubblica primaria corrente e prodotto interno lordo tende di nuovo, dopo anni di stasi, a innalzarsi". E' necessario invertire la tendenza e farlo calare per poter poi "in un orizzonte temporale di medio-lungo termine, procedere nella riduzione progressiva della fiscalità, condizione per una maggiore competitività dell'economia".

Riformare le pensioni
Ma in ambito economico, secondo il governatore, "occorre riformare la previdenza pubblica". E' necessario "per ridurre il peso del debito pubblico, per la difesa dei più deboli e a vantaggio delle nuove generazioni".

Il semestre di presidenza italiana dell'Ue "può offrire l'occasione per una coordinata revisione a livello europeo".

Patto istituzionale per fare le riforme
Sempre sul tema delle riforme, Fazio ha lanciato un appello alla collaborazione tra le forze politiche.

Per promuovere lo sviluppo e modernizzare il Paese occorre un "consenso costituente" sull'esempio di quello che dette vita nel Dopoguerra alla Costituzione.


"Il dibattito è aperto necessariamente segnato all'inizio da diversità di opinioni e di progetti. Ad esso guardiamo con attenzione e fiducia".

No all'estensione dell'art.18
Il governatore di Bankitalia ha poi espresso parere contrario al referendum per la modifica dell'art.18 sui licenziamenti: "Non è nell'interesse né delle imprese, né dei dipendenti un'estensione delle rigidità nei rapporti di lavoro. Avrebbe conseguenze negative sull'occupazione".

Euro ha inciso sull'inflazione
L'introduzione dell'euro ha pesato sui prezzi incidendo "sull'andamento dei consumi".


"L'effetto degli arrotondamenti è stimabile in poco più di mezzo punto percentuale. Per alcuni generi alimentari di frequente consumo l'aumento dei prezzi misurato dagli indici ufficiali supera o e' di poco inferiore al 10%. Diminuzioni si sono registrate per i beni di consumo durevole".

"Analisi empiriche mostrano che l'inflazione percepita dai consumatori e' nettamente superiore a quella rilevata secondo tradizionali e rigorosi metodi dall'Istat".

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