Giovedì, 16 Gennaio 2003

 

Referendum art.18. Berlusconi: parte già sconfitto. Fassino: l'Ulivo presenterà una legge per evitarlo

Il premier Silvio Berlusconi


Roma, 16 gennaio 2003

"Io credo che gli italiani risponderanno con un secco 'no': daranno una risposta molto precisa a un'iniziativa soltanto costosa, che non potrà raggiungere in nessun modo un effetto positivo". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine dell'inaugurazione di una mostra di filatelia a Montecitorio, dice la sua sul quesito referendario ammesso ieri dalla Corte Costituzionale. E con pochi dubbi: "parte già sconfitto". Pochi dubbi anche per il segretario Ds Piero Fassino: questo referendum alla sinistra, e ai Ds in particolare, non può fare che male. Ecco perché va evitato con una nuova legge che l'Ulivo presenterà in Parlamento. Immediata la reazione di Fausto Bertinotti.

Berlusconi: no alla paralisi dell'imprendorialità
"Non è possibile - spiega il premier - pensare che chi, ed è il più grande numero delle imprese, ha tre, quattro, cinque collaboratori, si possa trovare nella situazione di non poter porre fine al rapporto di lavoro laddove si trovi in una condizione di incompatibilità con il dipendente. Si tratterebbe di imbalsamare la volontà imprenditoriale di oltre tre milioni e mezzo di imprenditori".

Sulla vicenda del tentativo del governo, di fatto rientrato, di riformare l'art.18, Berlusconi sostiene che "si sia fatto il contrario dell'interesse dei lavoratori. Cosi' si pone un freno alla volontà degli imprenditori di assumere, e in questo senso si è fatto un danno ai lavoratori".

Fassino: presto un ddl dell'Ulivo
Al termine di un vertice del centrosinistra convocato per una prima discussione sulle elezioni amministrative, Fassino ha annunciato un'iniziativa legislativa unitaria dell'Ulivo: "Avanzeremo come coalizione - anticipa Fassino - un ddl specifico che sia in grado di dare soddisfazione ai lavoratori delle imprese minori senza dover ricorre ad un referendum e riconoscendo la specificità delle aziende artigiane e delle imprese minori".

Bertinotti: il ddl dell'Ulivo non convertirà Berlusconi
L'iniziativa di Fassino non piace affatto alla sinistra Ds e quanti, come Fausto Bertinotti, si sono battuti per la raccolta delle firme per il referendum:"Gli atteggiamenti fumosi - dice il segretario di Rifondazione comunista alludendo al ddl dell'Ulivo - sono banditi, il referedum è una cartina tornasole, è un rasoio che cancella una formula e con quella cancellazione estende a tutti i lavoratori l'articolo 18. Quindi o il disegno di legge proposto da Fassino comprende questa istanza, oppure non la comprende e quindi non risponde all'obiettivo".

E ancora: "Dubito che un centrosinistra, che sin qui ha presentato ipotesi come quella Treu-Amato che andava nella direzione opposta, possa slanciarsi nella rincorsa totale del referendum. Dubito, che nel caso questo facesse, l'Ulivo convertirebbe Berlusconi, Bossi, Fini e Maroni a questo totale rovesciamento di posizioni. Se ciò avvenisse - sorride - alzeremmo le nostre bandiere ed eleveremmo i nostri inni al cielo. Avremmo vinto prima di combattere. Ma - conclude scettico Bertinotti - siccome dubito che tutto ciò avvenga, noi continueremo a prepararci alla battaglia



Ambiente. Scarichi Enichem, 18 arresti per traffico illecito di rifiuti

Enichem, uno stabilimento del Gruppo


Siracusa, 16 gennaio 2003

Diciotto ordini di custodia cautelare, 8 in carcere e 10 agli arresti domiciliari. Questi i provvedimenti notificati dalla Guardia di Finanza nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Siracusa su presunte irregolarità nello smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi provenienti dallo stabilimento Enichem di Priolo. Così gravi da portare nel mare percentuali di mercurio molto più alte del normale.

I reati contestati a vario titolo nei provvedimenti emessi dal gip su richiesta del pubblico ministero Maurizio Musco, sono di associazione a delinquere e traffico illecito di rifiuti. Le persone coinvolte nell'inchiesta sono l'ex direttore dello stabilimento Enichem, l'attuale direttore, il direttore dell'Enichem di Gela (Caltanissetta), il responsabile sicurezza dell'impianto di Priolo, tre addetti alla tenuta dei registri dei rifiuti, un funzionario della Provincia di Siracusa incaricato dei controlli sui rifiuti industriali, mentre ai domiciliari si trovano i responsabili di produzione o di gestione e capi reparto dell'Enichem.

Altre 12 persone sono indagate a piede libero per violazioni secondarie punite con semplice contravvenzione. L'inchiesta era stata avviata nel settembre del 2001 dopo che nel mare antistante la fabbrica era comparsa un'estesa macchia rossa, provocate da una sostanza contenente alte percentuali di acido solforico. Come hanno riferito gli inquirenti in conferenza stampa, sarebbe stato utilizzato impropriamente utilizzato per gli scarti industriali un pozzetto per le acque piovane, mentre per lo smaltimento di altri rifiuti, conferiti a varie discariche sparse nel territorio nazionale, sarebbero stati falsificati i formulari di accompagnamento.

Governo. Frattini a Mosca prepara la visita di Berlusconi a febbraio. Ivanov: rapporti mai così stretti

Franco Frattini, ministro degli Esteri


Mosca, 16 gennaio 2003

L'annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri russo Igor Ivanov, che ha incontrato questa mattina il titolare della Farnesina Franco Frattini: il premier Berlusconi sarà in visita ufficiale a Mosca ai primi di febbraio. "Siamo certi che questa visita darà un altro impulso ai rapporti tra i due Paesi, arrivati a livelli senza precedenti e caratterizzati da un grande dinamismo".

Ivanov ha confermato l' "atmosfera confidenziale" instauratasi tra Italia e Russia grazie ai rapporti tra Berlusconi e Putin e ricordato come l'Italia sia uno dei partner più vicini alla Russia in Europa. Ecco perché, ha detto ancora Ivanov, la Russia confida molto sulla prossima presidenza italiana dell'Ue per rafforzare i rapporti tra Mosca e l'Europa.

"L'Italia - ha risposto Frattini - condivide in pieno la prospettiva di un progressivo e forte avvicinamento della Russia all'Unione europea". Il titolare della Farnesina ha quindi proposto l'istituzione di un gruppo di lavoro italo-russo per mettere a punto iniziative comuni da realizzare sotto la presidenza di turno italiana dell'Ue.

In tarda mattinata Frattini e Ivanov si sono spostati alla residenza presidenziale di Novo-Ogariovo, dove il titolare della Farnesina ha in agenda un colloquio con Vladimir Putin. L'incontro servirà anche a finalizzare la preparazione della visita di Berlusconi che dovrebbe avvenire il 3 febbraio prossimo.


Processo Andreotti. Giuffré: Salvo descrisse il senatore come uomo d'onore

 

Antonino Giuffré


Palermo, 16 gennaio 2003

"Nino Salvo doveva parlare con il senatore Giulio Andreotti affinché questi intercedesse per la situazione di Cosa nostra, che cominciava a subire una pressione forte dalla magistratura e dalle forze dell' ordine". Le parole del pentito Nino Giuffré nell' aula bunker di San Vittore a Milano, nel processo d'appello, aggiungono nuovi particolari al presunto rapporto di contiguità che legava Giulio Andreotti alla mafia siciliana. Prsente in aula, il senatore a vita si è limitato ad un commento con i giornalisti prima dell'inizio dell'udienza: "La ragione per cui sono qui la potete ben immaginare".

Giuffré, interrogato dal pubblico ministero di Palermo, Anna Maria Leone, ha detto di essere a conoscenza dell'episodio raccontato perché a parlargliene fu Michele Greco, agli inizi degli anni '80, nel periodo in cui egli ne curava la latitanza a Caccamo.

"Ho visto Michele Greco incontrare Nino Salvo - ha riferito Giuffré - e alla fine della riunione rimanevamo insieme io e Ciccio Intile e ci raccontava tutto. Successivamente - ha proseguito - Michele Greco ha incontrato Gioia, il fratello del ministro, e ha riferito di avere pregato questo signore di volersi interessare per le esigenze di cosa nostra sempre facendo riferimento ad Andreotti. Ma il discorso di Nino Salvo era più esplicito: in quella occasione ci venne presentato come uomo d' onore".

E ancora: "I cugini Salvo erano persone molto influenti e importanti in Cosa nostra per le conoscenze altolocate che avevano a Roma, tra cui Andreotti. Io l' ho saputo da Michele Greco, da Intile e anche da Provenzano". Il pentito ha aggiunto che sopo i contatti Michele Greco si era mostrato "soddisfatto perché erano arrivate risposte

Lavoro. Crolla un muro sulla strada di Celle Ligure, due operai morti, uno ferito

L'incidente è avvenuto nei pressi di un cantiere edile


Savona, 16 gennaio 2003

Il dramma è accaduto in pochi minuti, all'improvviso, a Terrenin, sulla strada che conduce alla frazione Sanda di Celle Ligure, in provincia di Savona. Un gruppo di operai al lavoro per la costruzione di due palazzi su quattro piani sono rimasti sepolti sotto un muro di contenimento della strada crollato all'improvviso. Due di loro sono morti, un terzo è rimasto gravemente ferito.

Sono stati gli altri operai del cantiere a dare l'allarme e ad avvertire 118 e vigili del fuoco. I soccorsi sono stati tempestivi, ma purtroppo inutili.


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