Mercoledì, 15 Gennaio 2003

Consulta. Ammissibile referendum su art.18, no a quesito su titolo terzo statuto lavoratori

La Corte Costituzionale

Roma, 15 gennaio 2003

La Corte Costituzionale, riunita in camera di consiglio, ha dichiarato ammissibile il referendum sull'art. 18 dello statuto dei lavoratori. I Comitati promotori del referendum puntano ad una estensione a tutti i lavoratori dipendenti (il limite è di 15 dipendenti per ciascuna azienda) del diritto ad essere reintegrati nel posto di lavoro in caso di licenziamento per ingiusta causa.

La Consulta, secondo quanto si è appreso, ha invece dichiarato inammissibile il quesito relativo al titolo terzo dello statuto dei lavoratori per l'estensione dei diritti sindacali ai dipendenti anche delle piccole aziende.

La decisione sui sei referendum, di cui quelli sullo statuto dei lavoratori sono state prese oralmente e saranno rese note in via ufficiale dalla Consulta contestualmente al deposito delle motivazioni scritte che avverrà presumibilmente alla fine del mese.
Di norma la decisione presa in via orale non cambia, anche se in fase di approvazione del testo scritto, potrebbe intervenire un mutamento di posizioni.

Inflazione. Consumatori in campo contro gli aumenti chiedono "ispettori dei prezzi"


Il ministro delle Attrività produttive Antonio Marzano

 

Roma, 15 gennaio 2003
Il governo eserciti, attraverso il Cipe, i poteri di vigilanza e indirizzo su prezzi e tariffe del soppresso Cip di "determinare i prezzi di qualsiasi merce, in ogni fase di scambio". Lo chiede, in una lettera al ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, la Coalizione dei consumatori, che propone anche l'istituzione di un corpo di almeno 300 "ispettori dei prezzi", che accerti i rincari anomali dei prezzi.

La Coalizione sostiene che "il persistente aumento dei prezzi e delle tariffe non può più essere contenuto semplicemente negandolo o con le sole esortazioni e i richiami al senso di responsabilità di produttori e distributori. Per bloccare le speculazioni ed invertire una tendenza che sta decimando i bilanci delle famiglie occorrono provvedimenti eccezionali e drastici".

E quindi il governo dovrebbe "esercitare, attraverso il Cipe, quei poteri di vigilanza e indirizzo su prezzi e tariffe che gli sono stati attribuiti dal Dpr n. 373/1994, al momento della soppressione del Cip, e che gli conferiscono tuttora la facoltà di "determinare i prezzi di qualsiasi merce, in ogni fase di scambio" e di "nominare ispettori che provvedano all'accertamento dei costi delle merci, dei servizi e delle prestazioni".

Intesa: il Cipe non può intervenire
Ma il Cipe non può intervenire sui prezzi, sostiene invece l'Intesa dei Consumatori - Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc.

"Questa proposta è inattuabile - afferma a sua volta l'Intesda con una nota - per il semplice fatto che lo stesso Cipe non dispone da tempo dele funzioni che le stesse associazioni vorrebbero attribuirgli. L'unica soluzione è quella di adottare riforme strutturali per ridurre le tariffe e promuovere l'accordo fra gli esercenti".

Editoria. L'atteso quinto libro di Harry Potter uscirà il 21 giugno

Il nuovo libro si compone di 38 capitoli, uno in più del precedente


Londra, 15 gennaio 2003

L'edizione in inglese dell'atteso quinto libro di Harry Potter uscirà il 21 giugno nelle librerie di Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Australia. Lo ha annunciato oggi l'editore britannico Bloomsbury.

Il libro con le ultime avventure del popolare maghetto inventato da JK Rowling è intitolato Harry Potter And The Order of the Phoenix (Harry Potter e l'ordine della Fenice).

Il romanzo è perfino più lungo del precedente
E' di 255.000 parole contro le 191.000 del Calice di Fuoco.
Se le proporzioni saranno rispettate, l'edizione italiana sarà di circa 800 pagine. La data di lancio riguarda solo i Paesi di lingua inglese: Gran Bretagna, Australia, Stati Uniti, Canada e altri.
"Siamo emozionati - hanno detto Nigel Newton, presidente della Bloomsbury e Barbara Marcus, presidente della Scholastic children's books che pubblica la Rowling negli Stati Uniti - 'Harry Potter e l'Ordine della fenice' è assolutamente superbo e farà la felicità di tutti i fan dell'autrice. Ha scritto una storia brillante e assolutamente avvincente".
Il nuovo libro si compone di 38 capitoli, uno in più del precedente.

Un successo senza precedenti
'Il calice di fuoco' uscì in libreria l'8 luglio del 2000 e nel primo fine settimana battè tutti i record di velocità di vendita.
I quattro capitoli della saga - 'Harry Potter e la pietra filosofale'; 'Harry Potter e la camera dei segreti'; Harry Potter e il prigioniero di Azkaban' e 'Harry Potter e il calice di fuoco' - sono stati primi in classifica e sono ancora nella lista dei più venduti ovunque nel mondo.

Lavoro. D'Amato contro lo sciopero nell'industria: è la Cgil responsabile del declino


Il presidente di Confindustria Antonio D'Amato


Roma, 15 gennaio 2003

"La Cgil è fortemente corresponsabile del declino competitivo contro cui fa sciopero". Il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, a margine di un convegno alla Luiss, commenta così la la decisone della Cgil di scioperare nell'industria e nell'artigianato il prossimo 21 febbraio.

La Cgil secondo D'Amato continua ad opporre una sterile opposizione alle riforme necessarie che puntano a dare più occupazione e più sviluppo: "Mi sembra ci sia una contraddizione - dice D'Amato - alla politica dei 'no' continui: occorrebbe sostituire un po' di proposta e un po' di responsabilità. Il Paese ha bisogno di riforme per competere".

Per D'Amato "le imprese diventano più competitive non con gli scioperi ma facendo azioni serie che consentano di essere all'altezza di quello che succede nel mondo". D'Amato apprezza, invece, "la collaborazione delle organizzazioni sindacali che hanno deciso di cooperare fin dall'inizio".

Sulle pensioni, ad esempio, D'Amato insiste: non si può continuare a rimandare una riforma più incisiva. Il tema delle pensioni è "uno dei grandi temi che tutti i Paesi europei devono affrontare per dare a chi va in pensione la sicurezza di averla e per consentire ai giovani di poterci arrivare". Se anche nel mondo sindacale ci fosse più consapevolezza di ciò "e se ne discutesse come per il Patto per l'Italia - conclude D'Amato - con serenità e intelligenza si potrebbero trovare buone soluzioni".

Ue. Europarlamento critica Italia per violenze al G8, conflitto d'interessi e processi-lumaca

Il Parlamento di Strasburgo

 

Strasburgo, 15 gennaio 2003
L'Europarlamento critica l'Italia sullo stato dei diritti umani, in particolare per la repressione delle manifestazioni al G8 di Genova, per il conflitto di interessi e per i processi-lumaca.

Il documento sullo stato dei diritti umani nell'Ue, contro il quale si erano pronunciati il Ppe e l'eurodestra, è stato adottato dalla plenaria, oggi a Strasburgo, con cinque voti di scarto (274 a favore, 269 contrari e 14 astensioni) per iniziativa della relatrice socialista olandese Joke Swiebel.

G8
Nella relazione annuale dell' Europarlamento tutti i Paesi comunitari sono oggetto di critiche. L'Italia viene citata soprattutto su quattro punti. L'articolo 28 della risoluzione "deplora le sospensioni dei diritti umani avvenute durante le manifestazioni pubbliche e in particolare in occasione della riunione del G8 a Genova".
In un emendamento adottato per iniziativa del Pse inoltre l'Europarlamento afferma che "per quanto riguarda i disordini di Genova, continuerà ad accordare particolare attenzione al seguito delle indagini amministrative avviate in Italia per avvertare se in tale occasione si sia ricorsi a trattamenti o punizioni disumane o degradanti".

Conflitto di interessi
Sul conflitto di interessi, il parlamento europeo nel comma 39 bis del documento (adottato per iniziativa del Pse) si dichiara "preoccupato per la situazione in Italia dove gran parte dei media e del mercato della pubblicità è controllato - in forme diverse - dalla stessa persona" e "ricorda che una tale situazione potrebbe costituire una grave violazione dei diritti fondamentali a norma dell'articolo 7 del trattato Ue modificato dal trattato di Nizza".

Giustizia
Al comma 132 invece l'aula esprime "apprensione per il grandissimo numero di casi in cui la corte europea dei diritti umani ha constatato la violazione da parte dell'Italia del diritto a un termine ragionevole" nello svolgimento dei processi. "Questa tendenza nuoce alla fiducia nello stato di diritto" afferma l'Europarlamento, che ha chiesto "all'Italia di adottare tutte le misure necessarie per garantire procedimenti attuati per tempo e equamente".

"Clima di impunità"
Nel paragrafo successivo l'Italia viene criticata con Ausria, Belgio, Francia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. L'Europarlamento esprime "grande preoccupazione per il clima di impunità che sta sorgendo in alcuni Stati membri dell'Ue" - e qui cita questi sette Paesi - in cui gli atti illeciti e l'abuso della violenza da parte degli agenti di polizia e del personale carcerario, soprattutto nei confronti dei richiedenti l'asilo dei profughi e delle persone aderenti a minoranze etniche, non vengono adeguatamente sanzionati".

 


Torino. Morti sospette per colpa del viagra, aperta un'inchiesta

L'indagine è condotta dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello

Torino, 15 gennaio 2003
La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta su alcune morti sospette di persone che avevano fatto uso di Viagra. L'indagine, partita alcuni mesi fa, è condotta dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, che sta vagliando l'ipotesi se si possa configurare un reato di somministrazione di farmaci pericolosi per la salute.

Sempre Guariniello ha aperto in questi giorni un'altra inchiesta sul noto farmaco per combattere le disfunzioni erettili. In questo secondo caso è stata la Pfizer, la casa farmaceutica americana che produce il Viagra, a presentare una denuncia contro 5 farmacie del torinese che produrrebbero un preparato a base di Sildenafil, il principio attivo del Viagra, importato in Italia da una società di Roma. Le dosi varierebbero dai 10 ai 450 grammi di Sildenafil per preparato. Secondo la Pfizer, le farmacie in questione non sono autorizzate a mettere in commercio il farmaco "simil-Viagra", poichè il prodotto è coperto da brevetto.

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