14 febbraio 2003 Padova. Allarme bomba in scuola elementare. Controlli danno esito negativo
Al momento stanno operando gli artificieri della polizia
I controlli finora eseguiti nell' area della scuola
hanno dato esito negativo ed ora gli artificieri stanno concludendo
la bonifica degli altri Anche se non può ancora considerarsi cessato
l' allarme, secondo la questura è assai probabile che si sia
trattato di una falsa segnalazione, come ce ne sono state molte in
questi ultimi giorni. Bambini, genitori ed insegnanti, nel frattempo,
sono potuti rientrare all' interno dell' edificio ma si trovano nell'
area opposta a quella di fronte alla quale sono in corso gli ultimi
controlli e perciò in condizioni di sicurezza. Dopo i primi
momenti di preoccupazione, la situazione all' interno della scuola
elementare "Nievo" è ora tranquilla e tra i bambini
vi è la solita atmosfera giocosa. La strada che porta all'
ingresso della scuola è comunque ancora chiusa da un cordone
di sicurezza della polizia e i genitori, in via precauzionale, vengono
ancora tenuti a distanza
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Un indulto di sei mesi valido per tutti i reati. Promotore dell'iniziativa è il senatore dei Ds Elvio Fassone che spiega: "Abbiamo parlato a lungo sia in commissione, sia all' interno del gruppo, dell'indulto e dell'indultino. Il Senato si trova tra l'incudine e il martello: o approvare questo testo che ha tanti e tanti profili di incostituzionalità, o prendere tempo vanificando lo sforzo stato fatto alla Camera". "Alla fine - aggiunge Fassone - ha prevalso una terza soluzione: seguire l'indicazione del Papa di un gesto di clemenza per i detenuti anche se minimo. E così ha preso piede l'idea di un indulto di sei mesi senza esclusioni e condizioni". Un'idea che, spiegano in commissione, ha raccolto consensi in tutta l'opposizione, Margherita compresa, e in parte della Cdl: FI e Udc sono d'accordo, mentre An è perplessa e la Lega contraria.
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Sono state eseguite 87 perquisizioni
I siti non erano censiti dai motori di ricerca tradizionali.
Ottantasei gli indagati italiani. Vengono ritenuti responsabili di
divulgazione e detenzione di materiale inerente allo sfruttamento
sessuale dei minori. --------------------------------------------------------------------------------
Polizia
"Io non ho sparato. Non sapevo neanche che D'Ursi fosse armato". Questa la versione fornita da Carlo Sparapano al magistrato dopo essersi costituito. Sparapano, accompagnato dall' avvocato Francesco Foti, è stato sentito dal pubblico ministero Vincenzo Barba per quattro ore e mezza. Al termine dell'interrogatorio il magistrato ha emesso il provvedimento di fermo nei confronti dell'indagato, che è stato portato nel carcere di Regina Coeli. Durante l'interrogatorio Sparapano, nel ricostruire le modalità della rissa scoppiata nella notte tra sabato e domenica scorsi nel ristorante-spettacolo Tierra Caliente, avrebbe detto che il gruppo di Nello Caprantini si sarebbe azzuffato con un altra comitiva. Una rissa - avrebbe aggiunto - nata per motivi diversi dalle presunte molestie ad una ragazza di cui si è parlato in questi giorni. Soltanto successivamente, avrebbe detto Sparapano, il suo gruppo sarebbe finito in mezzo alla rissa. L'uomo avrebbe poi sottolineato che lui era alla guida della Mini Minor dalla quale sono partiti i colpi di pistola che hanno ucciso Nello Caprantini. Così come D'Ursi, che si era costituito al pm due giorni fa, anche Sparapano, su sollecitazione del suo difensore, è stato sottoposto al test dello Stub per verificare se siano presenti tracce di polvere da sparo sulle sue mani. I dubbi Una circostanza suffragata dalla testimonianza di una delle sorelle di Caprantini che hanno assistito all'agguato, e decisamente esclusa dall'avvocato di D'Ursi, Andrea Thau, che non ha esitato a definire inesistente l'ipotesi che D'Ursi stia coprendo Sparapano. Per l'avvocato nessuno si accollerebbe, neanche dietro minacce o per motivi di amicizia, un omicidio volontario e quindi una condanna perlomeno a trent'anni di reclusione se non all'ergastolo. Anche oggi i magistrati si sono rifiutati di incontrare la stampa, sottolineando con grande nervosismo che "su questa storia si sono scritte troppe cose, non sempre veritiere". |
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13 febbraio 2003 Nato. Consiglio Atlantico rinviato alle 17.
La Germania chiede tempo
Il segretario Generale della Nato Robertson
È stato rinviato alle 17 il Consiglio degli ambasciatori della Nato che doveva riunirsi oggi alle 15,30 per continuare a cercare sbloccare lo stallo sugli aiuti difensivi da fornire alla Turchia in vista di una probabile guerra in Iraq. Lo hanno confermato poco fa fonti ufficiali dell'Alleanza Atlantica al quartier generale di Bruxelles. I rappresentanti permanenti ei 19 paesi dell'Alleanza tornano a riunirsi per la sesta volta in quattro giorni. Viste le indicazioni venute finora da Berlino si continua a prevedere una seduta sostanzialmente interlocutoria. E' assai improbabile, infatti, che già oggi gli ambasciatori dell'Alleanza riescano a superare lo stallo creato dal veto opposto da Francia, Germania e Belgio al varo immediato della pianificazione. La Germania Il Belgio Omicidio Pecorelli. Motivazioni: Andreotti l'ideatore del delitto; inattendibili i pentiti della Magliana
Secondo i giudici del capoluogo umbro "il movente del delitto è collegato eziologicamente all' attività del direttore di Op". Andreotti quindi - si legge ancora nelle motivazioni - "aveva un forte interesse a che Pecorelli non pubblicasse certe notizie scottanti o le pubblicasse comunque in maniera addolcita". Inattendibili i pentiti della Magliana
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Ex Breda, veduta aerea
Non appena il giudice Elena Bernante ha pronunciato
la formula assolutoria, l'aula si è trasformata in una bolgia.
Dal pubblico si è alzato un coro: "assassini, bastardi!"
e sono comparsi striscioni di protesta contro la sentenza. Anche il pubblico ministero Giulio Benedetti, a conclusione
della requisitoria, aveva chiesto l'assoluzione degli imputati, ritenendo
che non vi fosse un nesso di causalità tra le malattie, che
portarono a morte sei persone (un'altra è ancora viva, pur
affetta da tumore), e la presenza di amianto all'interno della fabbrica.
In questa direzione si era espresso anche l'avv. Davide Steccanella
che rappresentava la Breda citata come responsabile civile. -------------------------------------------------------------------- Esplosione Shuttle. L'e-mail di un ingegnere Nasa prefigurava il disastro
L'ala danneggiata dello Shuttle
Due giorni prima della tragedia del Columbia, disintegratosi
sui cieli del Texas mentre era in fase di rientro sulla Terra, una
e-mail giunta al controllo missione di Houston prefigurava il disastro.
Il documento, scritto da un ingegnere Nasa del Langley Research Center
di Hampton, fu scartato dai controllori del volo dello shuttle, rassicurati
dal parere di altri autorevoli ingegneri, e non giunse mai ai vertici
della missione. Il documento dell'ingegnere Nasa, è il primo
in possesso dell'agenzia spaziale americana in cui è specificato
dettagliatamente uno scenario come quello che si è poi verificato.
Secondo Milt Heflin, direttore capo del volo, l'e-mail faceva parte
di una serie di autorevoli pareri scientifici richiesti dalla Nasa
stessa dopo l'incidente avvenuto all'inizio della missione.
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"Sia la maggioranza che l'opposizione sono fatte
di persone maggiorenni e vaccinate - ha aggiunto Casini tra gli applausi
di tutti i deputati - che non si fanno influenzare nella autonoma
assunzione della propria responsabilità. Credo che questo non
dovrebbe stare a cuore solo all'opposizione, ma anche alla maggioranza.
Altrimenti Pera: il Parlamento non si fa influenzare dalla tv Usigrai si dissocia da viale Mazzini Il Congresso dell'Usigrai, nel documento, "denuncia
una pesante violazione dei doveri del servizio pubblico. Fa appello
ai direttori di testata e di rete perché si avvalgano di tutte
le prerogative previste dalle leggi e dal contratto di lavoro giornalistico
per garantire l'informazione in diretta di un evento di rilevanza
nazionale e internazionale". Gentiloni: ringrazio Casini
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