Giovedi, 30 Settembre, 2004

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IRAQ. Simona Pari: "Ritirare le truppe" Ai pm: "Ci credevano spie". Selva: "Pagato riscatto"


Stasera verranno rimossi i cartelli di solidarietà dal Campidoglio

Roma, 29 settembre 2004

Non dimenticare l'Iraq cercando di capire la sua realtà e di cambiarla, anche attraverso il ritiro delle truppe. E' l'esortazione rivolta da Simona Pari ai giornalisti che le hanno chiesto come, da collega, avrebbe trattato la sua vicenda. "Io sono molto stupita e felice per questa solidarietà che sentiamo da parte di tutti - ha detto -. E' molto bella e vi ringrazio davvero tutti per quello che è stato fatto. Chiedo a tutti di non dimenticare l'Iraq perchè in questo momento stanno succedendo cose molto brutte. Quindi ricordiamoci dell'Iraq che è sempre nel mio cuore". Cosa significa non dimenticare l'Iraq? le hanno chiesto i cronisti. "Continuare a capire cosa sta accadendo, denunciarlo, cercare di cambiare la bruttissima realtà ". Anche ritirare le truppe? le hanno chiesto. "Anche ritirare le truppe".

Festa al Campidoglio e a Rimini
Ci sarà anche Simona Torretta questa sera, alle 19, in Campidoglio, alla festa che il sindaco di Roma Walter Veltroni ha promosso per la sua liberazione, per quella di Simona Pari e dei due iracheni che erano con loro. Simona Pari, invece, sarà probabilmente alla festa pubblica di Rimini, in piazza Cavour.

Selva conferma il pagamento di un riscatto
Dal presidente della Commissione Esteri della Camera Gustavo Selva una prima mezza conferma del pagamento di un riscatto per la liberazione delle due giovani: la somma di un milione di dollari di cui hanno parlato alcuni giornali, ha detto Selva, "è probabilmente esatta".
In un'intervista alla radio francese Rtl, Selva ha detto che "in linea di pincipio non si dovrebbe cedere al ricatto ma", ha aggiunto, "stavolta abbiamo dovuto farlo. Anche se - ha ammesso - si tratta di una strada pericolosa perché potrebbe incoraggiare altri a prendere ostaggi, per motivi politici o criminali".

I rapitori
Il gruppo di rapitori secondo Simona Torretta, "si rifa ai detti del profeta Maometto. Ci hanno spiegato i loro principi - ha aggiunto - e manifestato molta fede".
"I nostri sequestratori erano convinti che fossimo delle spie e che eravamo a Baghdad, tra la popolazione civile, non per aiutarli ma per carpire informazioni", ha spiegato la stessa Torretta nelle quasi due ore di deposizione davanti ai magistrati della Procura romana la scorsa notte. Le due volontarie dell'associazione "Un ponte per..." hanno detto ai magistrati del pool antiterrorismo che l'atteggiamento dei loro sequestratori "era duro" e per questo sono state bendate per diversi giorni. Poi, quando si è capito che sia le donne italiane sia i loro collaboratori iracheni erano volontari di un'associazione umanitaria l'atteggiamento dei sequestratori "è stato notevolmente diverso".

I particolari del rilascio
Nuovi particolari sulle fasi del rilascio, intanto, emergono dal racconto del commissario straordinario della Croce Rossa Italiana Maurizio Scelli, che ha descritto all' Espresso le sei ore di trattative che hanno portato alla liberazione delle due italiane, vissute con il medico iracheno della Cri, Navar. "Ci hanno bendati. Per farci perdere il senso dell' orientamento ci hanno fatti vagare come trottole per Baghdad. Poi in una casa, dopo un interrogatorio serrato, hanno accusato le due Simone di essere delle spie", ha raccontato Scelli al settimanale. Secondo la ricostruzione dell' Espresso Scelli, giunto a Baghdad a bordo di un aereo a noleggio, sarebbe stato anche assalito dal dubbio di essere caduto in una trappola, quando i due iracheni che lo sottoponevano a domande a raffica gli hanno messo in mano una pistola: "Era quella, mi hanno spiegato, destinata a uccidere le due volontarie. Alla fine, dopo aver trattato sugli aiuti umanitari e dopo che Navar ha giurato sul Corano che Scelli era un uomo d'onore, siamo risaliti in macchina per scendere vicino alla Grande Moschea. Li' - prosegue il racconto di Scelli - abbiamo incontrato Simona Pari e Simona Torretta. Con accanto la troupe di Al Jazira, avvertita da fonti irachene, pronte a riprendere l' incontro e a mandarlo in onda per essere diffuso dalle televisioni di tutto il mondo".

Il dottor Navar, il volto iracheno di Scelli
L' uomo che accompagnava Scelli, il dottor Navar, è un medico iracheno dell' ospedale della Cri a Baghdad, a Roma da un paio di mesi per uno stage di specializzazione all' ospedale Gemelli. Navar è figlio di un professore universitario molto stimato dal vertice degli Ulema. Gli stessi, ricorda l' Espresso, con i quali Scelli era entrato in contatto durante il rapimento dei quattro italiani per far tornare in patria, dopo la morte di Fabrizio Quattrocchi, i tre italiani sequestrati, sotto la bandiera della Croce rossa. Quel canale si sarebbe riaperto subito anche in questa occasione e ancora una volta sarebbe stato Mohammed Al Kubaisi, vicepresidente degli Ulema e preside della facoltà di scienze islamiche di Baghdad, ad assicurare a Scelli tutto il suo aiuto. Dopo il disco verde da parte di Gianni Letta, regista dell' operazione da Palazzo Chigi, si sarebbe aperta quindi una fase di raccolta di prove e di contatti passati al vaglio, anche grazie al fatto che l' ospedale di Baghdad rappresenta un vero network di contatti, poiché ci vengono curati tutti, anche i bambini dei guerriglieri iracheni e i parenti dei terroristi.

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Terrorismo. Ciampi: l'unita' di intenti continui a sostenere la lotta al terrore


Carlo Azeglio Ciampi

Roma, 29 settembre 2004

L'esortazione è arrivata dopo la consegna al Quirinale le medaglie d'oro alla memoria a operatori della polizia vittime del terrorismo. "L'unità di intenti e la sincera condivisione dei valori fondamentali da parte di tutte le forze sociali debbono continuare a sostenere l'azione degli apparati dello Stato, nei nuovi scenari imposti dal terrorismo internazionale, con il preciso intento di impedire che possa realizzarsi l'assurdo disegno di far precipitare l'umanità in uno scontro tra civiltà e religioni".

Ciampi ha parlato alla presenza del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, in occasione della consegna di 7 medaglie d'Oro alla memoria a operatori della Polizia di Stato vittime del terrorismo nel 1979-1980. Ricordando il sacrificio estremo di quelle vittime degli anni di piombo, Ciampi ha definito la dedizione degli appartenenti ale forze dell'ordine "uno dei valori fondanti della nostra società. La convinta consapevolezza di questi valori - ha aggiunto - è una risorsa che insieme con una capacità di dialogo senza distinzione di razza e religione di cui dà prova la comunità nazionale, accresce la nostra fiducia nelle possibilità del Paese di proseguire nel suo cammino di civiltà e progresso sociale".

Ciampi, inoltre, ha chiesto di "assicurare la massima efficienza degli apparati di sicurezza segnatamente nelle attività di prevenzione" per fronteggiare il terrorismo interno e internazionale che "in tante aree del mondo sviluppa aberranti tecniche criminali".

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Mercoledi, 29 Settembre, 2004

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IRAQ. Liberate le due ragazze italiane. Saranno a Ciampino alle 22


La Pari e la Torretta poco dopo la liberazione

Roma, 28 settembre 2004

Simona Pari e Simona Torretta sono state liberate dai loro sequestratori e consegnate alla Croce Rossa. La notizia è stata data prima dall'emittente araba Al Jazira, poi confermata dal governo. Incappucciate e lasciate in tre posti diversi: sono queste le modalità del rilascio di Simona Torretta e Simona Pari e Manhaz, la donna irachena che era stata rapita con loro. Anche l'altro ostaggio iracheno è stato liberato.

La conferma della liberazione è arrivata poi dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha ringraziato soprattutto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta: "Le due ragazze gli devono la vita". Berlusconi ha apprezzato "il segnale di unità" che l'Italia ha vissuto durante questo rapimento. Berlusconi ha anche detto di aver "sentito" telefonicamente le due ragazze subito dopo la liberazione.

"Le due ragazze, quando scenderanno stasera dall'aereo, troveranno i propri familiari ad abbracciarle", ha detto Silvio Berlusconi riferendo alla Camera sulla conclusione del rapimento delle due volontarie in Iraq. Sono attese a Ciampino alle 22.
Una volta a Roma le due giovani saranno accompagnate nell'ufficio del sostituto procuratore Franco Ionta, responsabile del pool antiterrorismo di Roma, per essere sentite nell'ambito dell'inchiesta sul loro sequestro.

La mamma di Simona Torretta
"Abbiamo appena ricevuto la telefonata dal sottosegretario Gianni Letta che ci ha confermato che le hanno rilasciate. Stanno partendo da Baghdad. Siamo felicissimi. Cosi' Annamaria De Pretis, la mamma di Simona Torretta, conferma la liberazione delle due volontarie di "Un ponte per.."

Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampin ha avuto un colloquio telefonico con la madre e la sorella di Simona Torretta e con il padre di Simona Pari. Il Capo dello Stato è stato informato della liberazione delle due Simone dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Un ponte per...
"L'unica notizia che aspettavamo è arrivata". Con queste parole 'Un ponte per' saluta la liberazione delle due Simone. "Ci sarà tempo per ricostruire - si legge sul sito della Ong per la quale lavorano Simona Torretta e Simona Pari - ora vogliamo solo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questo meraviglioso risultato, a partire dal mondo arabo e musulmano che in tutto il mondo, e in Iraq, si è mobilitato in modo corale. Un ringraziamento alla società civile, alle forze politiche, alle organizzazioni religiose, alle organizzazioni della resistenza irachena".

Un applauso accoglie la notizia in Senato e alla Camera
La notizia della liberazione delle due volontarie italiane è stata accolta con un applauso dall'Aula del Senato. A riferire la notizia, interropendo per qualche minuto i lavori, è stato il presidente Marcello Pera, che si è unito all'applauso e ha espresso "la soddisfazione" di tutto l'emiciclo.

Proprio poche ore fa i servizi di intelligence avevano invitato alla "massima cautela", sostenendo che era necessario aprire altri canali di comunicazione con i rapitori, visto che quello che negli ultimi tre giorni è passato attraverso il giornale kuwaitiano Al Rai Al Alam doveva considerarsi "ormai esaurito".

Ciampi: liberate tutti gli ostaggi
"Grande gioia" per la liberazione delle due volontarie italiane, ma anche "angoscia" per gli altri ostaggi uccisi o ancora prigionieri. Questi i sentimenti di Carlo Azeglio Ciampi, che ha chiesto: "Ora liberateli tutti".

Prime immagini della liberazione
La televisione Al Jazira ha trasmesso stasera le prime immagini di Simona Pari e Simona Torretta libere. Le due giovani indossano inizialmente un velo nero che ne nasconde il volto. Sullo sfondo una grande moschea con la cupola dorata. Simona Torretta si scopre per prima il viso e sorride, seguita in un analogo gesto da Simona Pari.
Le prime parole di Simona Torretta, nel filmato di Al Jazira, sono in arabo e sono di ringraziamento. "Shukhran (Grazie)", dice la giovane romana rivolta al commissario straordinario della Croce Rossa italiana Maurizio Scelli e a altri due uomini, apparentemente arabi.

Il Colosseo illuminato
Il Colosseo stasera verrà illuminato in segno di festa per la liberazione di Simona Torretta e Simona Pari e dei due iracheni rapiti con loro in Iraq.
Lo ha annunciato il sindaco di Roma Walter Veltroni che ha precisato di aver preso la decisione dopo aver consultato il sovrintendente ai beni archeologici Adriano La Regina.
Il Colosseo viene illuminato ogni volta che nel mondo viene annullata una sentenza di morte.

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Iraq. Italiane liberate. Berlusconi: l'Italia ha dato segnale di unita'. Martino: decisivo il ruolo del Sismi


Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Roma, 28 settembre 2004
Sulla vicenda "il nostro comportamento è stato ineccepibile, ci siamo dedicati notte e giorno al probema". E' quanto ha affermato il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi annunciando la liberazione delle due volontarie rapite. Berlusconi ha anche sottolineato "il bel segnale di unità che l'Italia, maggioranza e opposizione, ha saputo dare, dimostrando di saper trovare unità quando si è di fronte a un fatto che riguarda tutto il Paese".

"Decisivo e delicatissimo" il lavoro svolto dal Sismi per la liberazione delle due Simone e dei due ostaggi italiani. Lo afferma il ministro della Difesa, Antonio Martino.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ringraziato i Paesi arabi: "In queste ore drammatiche, segnate dalla trepidante attesa per la sorte di Pari e Torretta, non ci siamo sentiti soli e di questo siamo grati alle autorità civili e religiose dell'Iraq e dei Paesi arabi". "E' un momento di intensa gioia e di enorme sollievo per la felice conclusione di un rapimento che ha fatto stringere il cuore all'Italia intera".

Così ha commentato la notizia della liberazione delle due Simone il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver. "Ci siamo tutti attivati fin dal primo istante in ogni direzione e nulla è stato intentato", ha aggiunto il sottosegretario, che era partita poche ore dopo il sequestro per una missione in Egitto, Libano, Siria, Giordania e Yemen volta a sensibilizzare l'opinione pubblica femminile musulmana.

Da Ginevra, il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha espresso tutta la sua soddisfazione per la liberazione delle due italiane. "Ci sentiamo finalmente sollevati e partecipiamo insieme alla gioia delle famiglie Pari e Torretta".

"Il Papa ha appreso con grande gioia, la notizia della liberazione delle due volontarie italiane". Lo ha detto in una dichiarazione il direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls. Navarro ha anche aggiunto che il pensiero di Giovanni Paolo II "è andato anche alle famiglie" degli ostaggi rilasciati, "e con esse a tutte le persone di buona volontà". Il Papa ha ringraziato Dio per questo gesto di umanità".

"Non ho parole per esprimere la mia soddisfazione e felicità per la liberazione delle due Simone. E' la conclusione che aspettavamo e attendevamo". Questo il primo commento del presidente della Commissione europea Romano Prodi.

Soddisfatto per la positiva conclusione del sequestro delle due ragazze il presidente dei Ds Massimo D'Alema. "In questo mondo dove ci sono tante brutte notizie - ha sottolineato D'Alema - almeno questa buona notizia l'abbiamo avuta. Credo che abbia aiutato molto in questa vicenda la mobilitazione del mondo islamico, delle comunità islamiche italiane, di tutto il mondo mondo arabo che si è mobilitato, anche perchè le ragazze erano lì per aiutare gli iracheni. Questo ha contato, è giusto che contasse".

"E' la fine che tutti speravamo e finalmente è arrivata, adesso tiriamo un grossissimo sospiro di sollievo". Ha commentato così la notizia del rilascio delle volontarie di "Un ponte per..." il presidente della Lega musulmana mondiale, l'ambasciatore Mario Scialoja. "Ho saputo che Pari e Torretta sono già nell'ambasciata italiana a Bagdad affidate a dei diplomatici italiani. Un esito infausto della vicenda - ha concluso Scialoja - avrebbe avuto conseguenze serie per i musulmani italiani".

E il sindaco della capitale, Walter Veltroni, non appena appresa la notizia della liberazione delle due ragazze, si è recato subito presso l'abitazione della famiglia Torretta, accompagnato dal prefetto Achille Serra. "E' una cosa bellissima - ha detto Veltroni" e il prefetto ha aggiunto "Sono felicissimo e vado ad abbracciare la famiglia". A Rimini, il sindaco della città romagnola, Alberto Ravaioli, ha già comunicato che "la città preparerà una grande festa per accogliere Simona Pari e festeggiare il suo ritorno in Italia".

L'alto rappresentante dell'Ue per la politica estera Javier Solana si è felicitato col ministro degli Esteri Franco Frattini. Il ministro degli Esteri in pectore dell'Ue ha espresso in un messaggio tutta "la sua gioia", e ha colto l'occasione per lanciare un appello per la liberazione degli altri ostaggi.

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Riforme. Dalla Camera via libera alla devolution. Bossi: plauso a Calderoli


Umberto Bossi

Roma, 28 settembre 2004
L'Aula della Camera ha approvato l'art. 34 del testo di riforma della parte Seconda della Costituzione. Il testo, approvato con 261 sì, 208 no, 6 astenuti, modifica l'articolo 117 della Costituzione. Sull'intero articolo le opposizioni hanno votato no compatte. L'esito del voto è stato sottolineato da un applauso dei deputati della Casa delle Libertà.

"Un plauso a Roberto Calderoli per avere portato avanti una partita difficile": lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, commentando il via libera alla devolution. "Voglio fare un plauso a Roberto Calderoli - ha detto Bossi al telefono - per avere portato avanti il federalismo, per il lavoro che ha fatto per la devolution". Bossi, che si trova nella clinica di Brissago dove sta proseguendo intensamente nel lavoro di recupero fisico, si è mostrato soddisfatto dell' esito delle votazioni odierne e di buon umore. "Calderoli - ha aggiunto Bossi - adesso è riuscito a chiudere una partita difficile. Il tempo poi perfezionerà le cose".

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Martedi, 28 Settembre, 2004

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Scuola Moratti: «Gli uomini della destra facevano politica al solo scopo di servire lo Stato... Gli uomini della sinistra, invece, sono disposti a fare carriera in qualunque modo, talvolta sacrificando il bene della nazione». Da «I nuovi sentieri della storia», libro di testo di Federica Bellesini, Istituto Geografico De Agostini

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Genova contesta la Moratti. Venerdì e sabato manifestazioni in tutta Italia
di red

Ovunque vada viene contestata. Sempre. Muoversi attraverso l’Italia, per il ministro Letizia Moratti diviene sempre più difficile. E controproducente: in ogni città c’è qualcuno pronto a ricordarle cosa pensano genitori, studenti e insegnanti della sua riforma e di questo avvio di anno scolastico. Come sabato scorso, nella manifestazione che si è svolta a Firenze (nella foto).

Questa volta Genova, dove la Moratti è arrivata per firmate un protocollo d'intesa per la realizzazione di un distretto tecnologico. Un gruppo di genitori e insegnanti ha atteso il ministro davanti al palazzo della Regione Liguria. I manifestanti, ai quali si sono aggiunti anche alcuni operai dell' Ilva, sono stati tenuti lontani dal palazzo dalle forze dell' ordine. Ma probabilmente la Moratti li avrà sentiti e visti ugualmente. La contestazione è stata accompagnata dal suono di alcuni strumenti musicali e scandita da slogan contro la riforma della scuola.

Il primo Ottobre giornata di mobilitazione in difesa della scuola pubblica. Manifestazioni in tutta Italia. A Roma dalle 16.30 in piazza Vittorio, un pomeriggio di festa – protesta con spettacoli teatrali e musicali, punti di ristoro, spazi per l’informazione. A Torino alle 17 in piazza Castello. A Bologna in piazza Nettuno sempre alle 17.

A Milano, dove il primo si terranno vari cortei, ci sarà una grande manifestazione - spettacolo il 31 settembre. Il titolo è “Scuola Mon Amour” Appuntamento alle 20.30 al Mazda Palace. A dire no alla Riforma Moratti ci saranno Claudio Bisio, Mauro Pagani, Leonardo Manera, Diego Parassole, Sergio Sgrilli, Angela Finocchiaro, Lella Costa, Moni Ovadia, Fabio Treves, Alberto Patrucco, Serena Sartori,Tribù vocale Patchworld, Bebo Storti, Renato Sarti-Teatro della Cooperativa, Coop. Alekos, Arciragazzi, Giancarlo Bozzo, Antonio Cornacchione, Enrico Bertolino, Paolo Hendel, Cinzia Leone, Natalino Balasso, Beppe Braida.

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IRAQ. Il presidente delle comunità islamiche in Italia vola in missione a Baghdad
di red.

Il presidente dell'Unione delle Comunità islamiche in Italia Mohamed Nour Dachan è partito per Bagdad, per una missione che punta alla liberazione di Simona Pari e Simona Torretta. Dachan tenterà anche di stabilire dei contatti per riuscire a riportare in Italia il corpo di Enzo Baldoni, il freelance della rivista Diario ucciso alla fine di agosto. Molto probabilmente a Baghdad il presidente dell'Ucoii avrà dei contatti con i rappresentati del Consiglio degli Ulema sunniti, con i quali già aveva avuto rapporti durante il sequestro dei quattro vigilantes italiani rapiti lo scorso aprile.

Di una missione in Iraq di una delegazione di musulmani italiani scriveva il quotidiano del Kuwait Al Rai Al Aam, lo stesso secondo cui «le due italiane sono in buone condizioni di salute». Nell'articolo si parlava, in particolare, di una «delegazione italiana che rappresenta i musulmani italiani, che andrà in Iraq per una mediazione» e si aggiungeva che «i rapitori non riveleranno per adesso la propria identità perché non c'è alcun interesse a farlo», per cui la delegazione «avrà difficoltà a riconoscere la parte alla quale deve rivolgersi».

Un altro canale di comunicazione per le due Simona è la conferma del re di Giordania che, attraverso le sue fonti, assicura di sapere che le due ragazze italiane sono vive e in buona salute. «L'informazione di cui dispongo in questo momento è che entrambe le ragazze sono vive», dice infatti in un'intervista al Corriere della Sera re Abdlallah di Giordania riguardo alle due italiane. «Con l'aiuto dell'intelligence stiamo cercando di localizzarle – continua il re - e stiamo utilizzando tutti i nostri contatti con leader e gruppi all'interno dell'Iraq per ottenere il loro rilascio».

Rilascio che invece ha già conquistato un altro ostaggio. Si tratta di un diplomatico iraniano, Fereidoun Jahani, il cui rapimento quasi due mesi fa, in agosto, era stato rivendicato dall'Esercito islamico in Iraq è stato rilasciato. L'annuncio è stato fatto dalla televisione satellitare iraniana in arabo Al Alam, che cita l'ambasciata iraniana a Baghdad. Il diplomatico è sano e salvo e si trova già nell'ambasciata iraniana della capitale.

Jahani era stato rapito mentre si recava verso la città santa sciita di Kerbala, dove avrebbe dovuto assumere la direzione del nuovo consolato iraniano. Il suo rapimento era stato rivendicato, come detto, dall'Esercito islamico in Iraq, lo stesso gruppo che ha rivendicato il rapimento e l'uccisione di Enzo Baldoni, oltre al sequestro dei due giornalisti francesi. Nei primi giorni, il sequestro era stato rivendicato da un Partito islamico dell'Iraq, che in cambio della liberazione dell'ostaggio aveva chiesto il rilascio di 500 prigionieri di guerra iracheni che, secondo la stessa fonte, sarebbero ancora detenuti in Iran a 15 anni dalla fine del conflitto tra i due Paesi.

Il diplomatico ha detto che i suoi rapitori accusavano l'Iran di «interferire» nelle vicende del vicino Paese, cosa che ha negato. Una breve intervista con il diplomatico è stata mandata in onda dalla televisione iraniana in lingua araba Al Alam, che ne ha mostrato le immagini mentre arrivava all'ambasciata iraniana a Baghdad a bordo di un'automobile, scortato da altri due uomini. Jahani appariva sorridente e disteso, per nulla provato dalla prigionia.

Alla domanda se i sequestratori abbiano chiesto un riscatto in denaro, il diplomatico ha risposto: «No, erano solo interessati a sapere se in Iran vi fossero ancora prigionieri di guerra iracheni. Ma alla fine si sono resi conto che non ve ne sono». La guerra tra Iran e Iraq è durata otto anni ed è finita nel 1989. Il rapimento di Jahani era stato rivendicato da un Esercito islamico, che in cambio della sua liberazione aveva appunto chiesto il rilascio di 500 prigionieri iracheni che sosteneva essere ancora detenuti in Iran.

Ma tornando ad Abdallah, e al caso delle due Simone, un po' tutti gli osservatori convengono che l'intervista al re giordano è molto importante, sul piano diplomatico, oltre che nel merito alla vicenda. Perché il sovrano di Amman fa dichiarazioni di grande disponibilità all’Italia, intese chiaramente a creare un ponte, un collegamento e un’attenzione del nostro Paese verso il Medioriente. Un’attenzione sparita da tempo, con l’adeguarsi del governo Berlusconi alla politica ostracista e illegale di Bush, ma che nei decenni precedenti era un punto fermo della diplomazia italiana. Così, re Abdallah precede la sua visita a Roma, prevista per domani, con grandi manifestazioni di disponibilità e di stima nei confronti dell’Italia. Dice, parlando degli italiani: « Mi sono spesso calato nel vostro dolore anche perché avverto la profonda umanità del popolo italiano. Mi hanno commosso le manifestazioni e le candele accese sui balconi delle vostre case per ricordare i bimbi russi dell'Ossezia, ammazzati in un paese lontano. Mi colpisce sempre la vostra generosità senza frontiere».

Insomma, la mossa di Abdallah sembra da leggere nel quadro del tentativo del mondo islamico moderato di prendere sempre più le distanze da rapimenti e azioni di guerriglia e cercare alleanze. Mentre per altro verso è la Francia a fare oggi da sponda ai paesi islamici moderati, in una politica di unità nazionale ritrovata proprio sulle questioni di politica estera. Ed è sempre di oggi la proposta del ministro degli Esteri d’Oltralpe, Michel Barnier, in prima fila nella vicenda dei giornalisti francesi rapiti in Iraq, di organizzare una conferenza sull’Iraq con all’ordine del giorno il ritiro delle truppe angloamericane dal suolo di Baghdad.

Parigi e Mosca l’avevano già proposta nel 2003 ma ora in Iraq la situazione è cambiata, sottolinea Barnier, “una situazione di caos e di insicurezza generalizzata incluso nella zona verde” mentre “si devono tenere le elezioni”. La sua proposta è di invitare alla conferenza tutti i paesi della regione e l’insieme dei politici iracheni, compreso “quelli che hanno scelto di resistere con le armi”. Il rischio che Barnier vorrebbe evitare con la sua proposta è quella che l’Iraq si trasformi in un “buco nero” in cui può implodere tutta la regione del Golfo Persico e del Medioriente. In una “spirale di violenza” che non permetterebbe più trattative o processi politici. Per Barnier “bisogna tenere la barra dritta sulla risoluzione Onu 1546 e far andare avanti il processo previsto, che va dalle elezioni democratiche al passaggio di poteri al popolo iracheno e alla nuova Costituzione con il referendum, “ millimetro per millimetro”.

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Picchiarono i no global a Genova, chiesto rinvio a giudizio per 28 poliziotti
di red.

Sono 28 i poliziotti che potrebbero finire in carcere per i fatti di Genova durante il G8. Lo hanno chiesto i pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardone Albini, in riferimento alla sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz, avvenuta il 21 luglio del 2001. Si tratta di rinvio a giudizio per 28 tra poliziotti, tra dirigenti, capisquadra e agenti. La richiesta è stata fatta durante il processo, al termine della requisitoria del pubblico ministero Cardona Albini, che ha anche depositato i numerosi filmati provenienti da varie fonti, anche amatoriali.

La scorsa udienza i pubblici ministeri avevano depositato una lunga memoria di 261 pagine con le motivazioni dei vari capi d' accusa. Le accuse di cui dovranno rispondere nel caso il gup Daniela Faraggi accogliesse la richiesta sono falso, calunnia, arresti illegali, lesioni. Intanto nella prossima udienza del 2 ottobre cominceranno gli interrogatori di alcuni imputati su richiesta dei difensori tra cui l'ex vice questore della Digos di Genova, Carlo Di Sarro, un altro agente ora in servizio a Rapallo e quattro capisquadra. Sul blitz alla scuola Diaz è stata stralciata la posizione di un agente, Di Bernardini, in gravi condizioni a seguito di un incidente stradale.

Il 21 luglio 2001, durante il G8, 200 agenti delle forze dell'ordine, irruppero nelle due scuole Diaz e Pertini, conclesse dal Comune per ospitare i membri del Genoa Social Forum. Furono arrestate tutte le persone trovate all'interno dell'edificio, 93 no global, per i quali è stata poi decisa l'archiviazione. Le indagini della Procura sull'irruzione nella scuola Diaz presero avvio dalle denunce dei gip, insospettiti che durante la convalida dei 93 arresti, tutti i manifestanti, su cui erano ancora visibili i segni delle percosse, raccontassero la stessa storia di pestaggi subiti a freddo all'interno dell'istituto.

«Dall' iniziativa dei giudici - è scritto nella memoria dei pm Zucca e Cardona Albini - era tuttavia già posta in maniera esplicita l'ipotesi che alla base dell'eccezionale "debacle" sul piano giudiziario di una operazione (l'irruzione nella scuola Diaz, ndr) avvenuta sotto la luce dei riflettori vi fosse un'inquietante e tuttavia semplice risposta: "I poliziotti dovevano aver mentito"».

Successivamente alle denunce dei giudici, le indagini cominciarono a puntare i riflettori sull'eccesso di reazione da parte della polizia rispetto ad una presunta resistenza di no global con lanci di sassi e di oggetti.
Le dichiarazioni dei poliziotti - sottolineano i pm - sono di una «assoluta genericita» in quanto nessuno dice o scrive chi ha fatto cosa. I pm prendono quindi in esame i reati di falso e di calunnia contestati agli imputati. «È stato difficile - hanno commentato i pm - anche decifrare le firme poste sui verbali di sequestro o di arresto, tanto che una è rimasta ignota. Nessuno si è fatto avanti per dire cosa aveva fatto o a che cosa aveva partecipato».

I poliziotti più alti in grado hanno sostenuto negli interrogatori che non erano ufficiali giudiziari, per cui non dovevano né partecipare a questi atti né firmarli. Su questo punto i magistrati hanno contestato che essendo i più alti in grado e essendo gerarchica la linea di comando era impossibile che non avessero partecipato alla redazione di quegli atti.

I pm hanno quindi illustrato i vari episodi contestati, tra cui l' episodio delle due bottiglie molotov e l'accoltellamento dell'agente romano Massimo Nucera, per cui i poliziotti sono imputati di falso e calunnia. È stato poi ricostruito l'episodio dell'irruzione nella scuola Pascoli, liquidato dalla polizia come «un errore». Secondo i magistrati questa giustificazione non regge perché non si capisce perché i poliziotti «entrati per errore» abbiano poi spaccato tutto e si siano portati via cassette video e hard-disk.

Dalla memoria emerge una valutazione severa sulla qualità e modalità con cui è stata fatta l'operazione della polizia e soprattutto sul risultato ottenuto. Il preludio di questa operazione - hanno sottolineato ancora i pm - è dato dal pestaggio di cui fu vittima il giornalista inglese Mark Covell, avvenuto davanti alla scuola, poco prima dell'irruzione.

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Sabato, 18 Settembre, 2004

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Alitalia. Raggiunto l'accordo tra azienda e assistenti di volo. 900 gli esuberi


Aerei Alitalia

Roma, 18 settembre 2004
L'Alitalia e i sindacati hanno trovato un accordo per il nuovo contratto di lavoro degli assistenti di volo: dopo due notti di trattative, alle prime luci dell'alba di stamane, hanno siglato il nuovo contratto che si tradurrà in 900 esuberi, 150 in meno della cifra precedentemente indicata dall'aviolinea.
Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, non si è potuto procedere alla firma poichè al momento della rilettura del testo dell'intesa ci sarebbero state interpretazioni controverse di alcune voci. Di qui la necessità di chiarire questi punti. Per questo, le delegazioni di azienda e sindacati sono ancora alla Magliana, sede della compagnia, per sciogliere questi nodi e passare alla sottoscrizione definitiva.

900 gli esuberi
Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, i 900 esubieri sono suddivisi tra 450 assistenti di volo, 200 vice capicabina (p2) e 200 capicabina (p1).
Con la riduzione degli esuberi tra gli assistenti di volo scende naturalmente anche la cifra totale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 3750 addetti contro i 5000 inizialmente annunciati dall'azienda. Per il personale di terra sono infatti
previsti 2490 esuberi, 289 tra i piloti, 900 tra gli assistenti di volo e circa 70 nel servizio flight operation.
Con la firma degli accordi per i nuovi contratti di personale di terra, per i piloti e per gli assistenti di volo si concludono le intese "tecniche" ed è necessario riportare il confronto al tavolo "generale" alla ricerca di una intesa sul nuovo piano industriale. In questa sede, nel raccogliere i frutti di quanto realizzato in sede tecnica, i sindacati vogliono chiarimenti sulla struttura societaria futura e su come gestire non traumaticamente il personale in esubero.

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Venerdi, 17 Settembre, 2004

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Alitalia. Ultime ore per raggiungere un accordo con gli assistenti di volo. Il nodo restano gli esuberi


In attesa del decollo

Roma, 17 settembre 2004

Ancora nessun passo avanti nella vertenza sugli assistenti di volo tra azienda e sindacati di categoria. Questi ultimi accusano Alitalia di restare ferma sulle proprie posizioni. Sbloccata la parte retributiva, quella relativa alle ore di volo mensili e quella sul recupero dell'inflazione. L'incontro verte sulla parte normativa del contratto e sulla composizione degli equipaggi. La trattativa si dovrà chiudere entro stasera, secondo quanto richiesto dalla stessa azienda.

Rimane sullo sfondo della partita contrattuale il nodo degli esuberi: si lavora, infatti, per diminuire i 1050 denunciati dall'azienda di circa 350 unita', arrivando così intorno alle 700 eccedenze. Anche in questa nuova fase negoziale, l'obiettivo dei sindacati rimane quello di percorrere la strada dell'accordo in due tempi. Un percorso che sembrava precluso stanotte a fronte dell'opposizione manifestata dall'azienda. "Se riusciamo a definire una serie di interventi su queste voci che assicurano all'azienda i risparmi previsti, questa operazione - sottolinea il presidente dell'Anpav Massimo Muccioli - è di fatto un rinnovo contrattuale. A quel punto, potremmo definire in una seconda fase le altre questioni del contratto. La volonta' è quella di chiudere - assicura il sindacalista - questa sera stessa". Ma, avverte il responsabile nazionale della Filt-Cgil Mauro Rossi, "se l'azienda vuole stravincere, l'accordo non si raggiunge".

Il presidente e amministratore delegato dell'Alitalia, Giancarlo Cimoli, riferirà giovedì prossimo, alle commissione trasporti di Camera e Senato in seduta congiunta sulla situazione della compagnia di bandiera. L'audizione si svolgerà a Palazzo Madama.

Intanto il Governo è pronto a portare il provvedimento sugli ammortizzatori sociali per Alitalia già dal prossimo Consiglio dei Ministri qualora si trovi un accordo nell'ambito della trattativa tuttora in corso. "Dipende dall'intesa, se verrà raggiunta in tempo utile, si potrà esaminare il provvedimento al Consiglio dei Ministri della prossima settimana", ha dichiarato il Ministro del Welfare Roberto Maroni.

Maroni che ha oggi incontrato l'amministratore delegato di Alitalia ha riferito che "Cimoli è ottimista" sull'esito della trattativa. Da parte sua, "io spero che il suo ottimismo sia poi collegato a fatti concreti. Noi comunque siamo pronti ad intervenire".

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Prezzi. Berlusconi: il governo punta ad aumentare del 2,2% il potere d'acquisto delle famiglie


Silvio Berlusconi

Roma, 17 settembre 2004
"La politica del governo per il 2005 mira non solo a preservare il potere d'acquisto delle famiglie, ma anche ad aumentarlo. Consideriamo questo un obiettivo fondamentale". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa a palazzo Chigi. Per Berlusconi questo si otterrà con " il contenimento dei costi, dei prezzi e della tariffe, e l'aumento dei redditi disponibili grazie alla riforma fiscale".
"L'aumento del potere d'acquisto - ha aggiunto - può diventare il motore che faccia aumentare la fiducia".

L'incremento del potere d'acquisto reale delle famiglie arriverà al 2,2%, ha spiegato il premier, grazie alla crescita spontanea, calcolata nello 0,7%, alla quale si aggiungerà, ha detto Berlusconi, uno 0,7% di misure "per la politica dei prezzi" e un +0,8% dovuto al secondo modulo della riforma fiscale ed al conseguente calo delle tasse. Sommando le tre cifre si arriva all'incremento che "voglio e voglio raggiungere" del 2,2%.

Almunia a Siniscalco: "Maggiore attenzione alla sostenibilità delle finenze pubbliche"
Il commissario dell'Unione Europea per gli affari monetari Joaquin Almunia si è detto certo dell'impegno del Governo italiano a rispettare le regole del Patto di Stabilità, ma non ha nascosto la sua preoccupazione per il forte debito del nostro paese. Almunia ha detto di aver analizzato con il ministro dell'Economia Siniscalco le linee a medio termine del documento di programmazione economica e finanziaria e ha suggerito al Ministro italiano di esercitare una maggiore attenzione alla sostenibilità delle finanze pubbliche, affinchè il deficit non superi il tetto del 3%.

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Immigrazione. Pisanu: l'Italia ha bisogno di immigrati regolari


Giuseppe Pisanu

Roma, 17 settembre 2004

"L'Italia, come il resto d'Europa, ha bisogno di immigrati regolari". Ad affermarlo è stato il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Allo stesso tempo - ha aggiunto - è necessario fermare l'immigrazione clandestina che porta con sè rischi gravi connessi al traffico di esseri umani, droga e altro".

Pisanu ha detto di aver riferito in Consiglio dei Ministri sulla situazione dell'immigrazione clandestina, con particolare riferimento agli sbarchi dell'ultimo fine settimana e "alle azioni successive che abbiamo posto in essere".
Gli immigrati sbarcati sulle coste italiane nello scorso fine settimana sono stati 838 (9.707 dall'inizio dell'anno), "per lo più provenienti dalla Libia, in gran parte egiziani che però si sono dichiarati palestinesi". Nelle ultime 48 ore, ha
aggiunto il ministro, "sono stati rinviati ai Paesi di origine o di ultima provenienza 370 di questi immigrati, e altrettanti ne saranno rimandati nei prossimi giorni. Tutto ciò avviene con l'aiuto prezioso delle autorità libiche".
Nello stesso periodo di tempo sono stati anche rimpatriati altri 80 clandestini, mentre 256 sono stati respinti alla frontiera nei porti e negli aeroporti italiani.
Più in generale, dall'inizio dell'anno al 15 settembre, "abbiamo rinviato soltanto per via aerea, con 42 voli charter - ha proseguito Pisanu - 2.650 clandestini: i voli erano stati 33 nel 2003 e 26 nel 2002, quindi c'è una intensificazione delle
attivita' in questo senso. Ci sono poi le attività di rimpatrio che partono da alcuni Paesi di transito, soprattutto la Libia e l'Egitto: nel corso di quest'anno, con la collaborazione di questi due Paesi, abbiamo rimandato nei Paesi d'origine 3.900
clandestini".

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Mercoledi, 15 Settembre, 2004

Archivio

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IRAQ. Italiane rapite. Frattini chiede unita' e riserbo assoluto


Franco Frattini

Roma, 15 settembre 2004

La missione nei Paesi del Golfo per raccogliere elementi sulla sorte di Simona Torretta e Simona Pari, ha confermato al ministro degli Esteri, Franco Frattini, l'importanza della coesione politico-istituzionale sulla vicenda delle due
volontarie sequestrate. Il titolare della Farnesina lo ha sottolineato a palazzo Madama, alle Commissioni Esteri di Camera e Senato riunite in seduta congiunta.
"L'idea che oggi il sistema politico e istituzionale dell'Italia possa rappresentare seriamente la richiesta di liberazione delle due nostre connazionali e la restituzione del corpo di Enzo Baldoni, è giunta a destinazione.

Due gli obbiettivi da raggiungere
Il primo obiettivo "è l'isolamento politico e la condanna morale e religiosa dei rapitori", ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini, un obbiettivo "condiviso da tutti gli interlocutori incontrati personalmente e da quelli con cui siamo in costante contatto". "Credo che non sia opportuno avventurarsi in congetture e linee di ricostruzione che paradossalmente potrebbero solo essere controproducenti": il ministro degli Esteri Franco Frattini chiede ai mezzi di informazione e agli esperti di evitare di pubblicare ipotesi e retroscena sulla vicenda delle due italiane rapite in Iraq. "In questi giorni ne ho viste molte, di congetture e ricostruzioni, io non credo che aiuti quell'azione che, accanto a quella politica, deve essere operativa", dice Frattini.
L'altro obiettivo è la ricerca di una forte ed intensa cooperazione a livello operativo. "Lo abbiamo fatto con gli amici francesi fornendo loro elementi per cui ci hanno pubblicamente ringraziati", ha proseguito Frattini. "Era il momento che anche l'Italia cercasse aiuto".

"Il governo non ritiene di dire se a suo avviso ci sia una richiesta di riscatto e, sulle caratteristiche del gruppo dei sequestratori, se si tratti di professionisti appartenenti all'ex regime - ha detto Frattini -. Quello che si deve fare è lavorare
per raccogliere notizie e informazioni e tutto quello che può essere utile alla liberazione degli ostaggi".

Frattini ha aggiunto di aver chiesto moderazione a Washington elle azioni militari che stanno facendo vittime civili tra gli iracheni.

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Riforme. Ciampi: necessario cercare le convergenze piu' ampie. Calderoli: domani saro' al Quirinale


Carlo Azeglio Ciampi

Roma, 15 settembre 2004

"Domani alle 12,30 salirò al Quirinale per poter illustrare al Capo dello Stato il testo e le ultime migliorie sin nei minimi dettagli e sarò disponibile ad ascoltare i consigli frutto della saggezza del Presidente Ciampi". Così il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, dopo l'invito del Capo dello Stato, oggi a Piacenza, a mettersi all' opera "con spirito unitario, ricercando convergenze le più larghe possibili fra tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione". Domani alla Camera si voteranno le pregiudiziali e il primo articolo del testo di riforma, per riprendere martedi' prossimo, alle ore 10,30. Alla ripresa dei lavori, però, prima di passare al secondo articolo, si voterà l'articolo 32 del testo su Roma Capitale per completare il Titolo V della Costituzione.

L'invito di Ciampi
"E' indispensabile - prosegue Ciampi - che la più attenta cura sia posta nell' adottare soluzioni che assicurino la coerenza e la funzionalità del quadro costituzionale, nel suo insieme e in tutte le sue parti. Venendo poi a quel primario valore costituzionale che ho ricordato, l' unità d'Italia, va detto che esso non è in contrasto con il rafforzamento delle autonomie regionali e locali, purché sia sempre salvaguardato il principio dell' 'interesse nazionale', quale garanzia effettiva dell' unità giuridica ed economica del Paese e con essa la fondamentale funzione istituzionale del Parlamento, espressione della volontà politica del popolo italiano".

I costi della riforma avviata nell'ultima legislatura
"E' altresì necessario - ha proseguito Ciampi - che sia definita, in modo chiaro e puntuale, la ripartizione delle competenze tra lo Stato e le Regioni, al fine di non aggravare ulteriormente il già pesante contenzioso per conflitti di attribuzione pendenti dinanzi alla Corte costituzionale, dovuto in parte alla riforma del Titolo V della Costituzione, approvata nella precedente legislatura, e alla sua incompleta attuazione. In tal modo si eviteranno sia aggravi burocratici in danno dei cittadini, sia disorientamento nelle nostre imprese, in gran parte di piccole dimensioni, sia l' aumento degli oneri finanziari per la Pubblica Amministrazione, che deriverebbe da una duplicazione di competenze o da una moltiplicazione delle strutture amministrative. Il dibattito politico, in corso ormai da anni, si arricchisce via via di ulteriori, utili approfondimenti, frutto di attente ricerche, di cui converrà tenere conto".

Il principio della solidarietà
"Va poi ricordato - aggiunge il capo dello Stato - che il principio di sussidiarietà, di fondamentale importanza per l' unificazione europea, stabilisce saggiamente compiti diversi ai diversi livelli di governo: dalle amministrazioni locali, agli stati nazionali, alle istituzioni europee. La realizzazione, necessaria per il rilancio economico dell' Europa, di nuove infrastrutture, di vie di comunicazione continentali, di centri di ricerca avanzata, di istituti di formazione dei giovani, di iniziative industriali d' avanguardia, impone particolari responsabilità, oltre che alle amministrazioni locali, ai governi e ai parlamenti nazionali, come controparti delle istituzioni europee e come garanti delle misure che mirano a realizzare, nel progresso di tutti, la convergenza verso l' alto dei territori meno avanzati, obiettivo primario del processo di unificazione fin dai suoi primi passi. Il principio di solidarietà si affianca cosi' a quello di sussidiarieta' come fondamento delle regole del buon governo, valide ovunque. I territori oggi meno avanzati costituiscono fonti di risorse potenziali immense per il vantaggio di tutti".

Alla Camera
"Sono state accettate le richieste formulate dai colleghi della opposizione", riferisce all'Aula il Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, illustrando quanto deciso dalla conferenza dei Capigruppo di Montecitorio sull'ordine dei lavori nell'esame del ddl sulle riforme.

Quanto ai subemendamenti agli emendamenti della maggioranza, il Presidente Casini sottolinea l'"impegno" assunto dalle opposizioni di presentare il "complesso" dei subemendamenti, "in modo da fornire un quadro complessivo delle proprie proposte".

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Alitalia. Raggiunto l'accordo con i piloti. Riprende la trattativa con il personale di terra


Un aereo Alitalia

Roma, 15 settembre 2004

L' accordo raggiunto questa notte con i piloti di Alitalia "è un ottimo segnale, che indica un clima migliore nelle relazioni industriali". Questo il commento del sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, secondo il quale l' accordo prelude
all' "auspicio di una intesa".
Dopo l'incontro in nottata, il nuovo appuntamento tra azienda e sindacati riguarda il personale di terra. Si tratta di una delle partite più delicate e complesse: è questa infatti la categoria principalmente interessata dal progetto di societarizzazione (dovendo una buona parte confluire nella futura Alitalia Service) ed è qui che si concentra il maggior numero di
esuberi della compagnia.
Proprio per questo, sottolineano i sindacati alla ripresa del confronto, la partita del contratto è, a maggior ragione, strettamente connessa con le questioni che dovranno essere discusse a Palazzo Chigi e la questione relativa alla costituzione di una holding e agli ammortizzatori sociali.

La proposta degli assistenti di volo al vaglio dell'azienda
Gli assistenti di volo sono disponibili a concedere immediatamente flessibilità, produttività e altre azioni di sostegno che avranno un impatto immediato sui conti dell'aviolinea permettendo forti risparmi di nuovo personale a una riduzione degli equipaggi. Questa l'offerta che i sindacati hanno avanzato all'azienda chiedendo, contemporanemente, di far slittare il termine per il nuovo contatto di lavoro per gli assistenti di volo. I provvedimenti che sono stati proposti,
spiega una fonte sindacale, avrebbero un immediato impatto positivo sui conti della compagnia e grazie alla riduzione degli equipaggi eviterebbero nuove assunzioni a tempo determinato che, altrimenti, si renderebbero necessarie già
dal prossimo mese di ottobre quando l'Alitalia dovrà assumere almeno 400 persone.
La proposta è ora all'attenzione dell'azienda che darà un suo parere alla ripresa del confronto.

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Trasporti. Bus e tram fermi per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri


Tram fermi oggi a Milano

Roma, 15 settembre 2004

Milano, Genova, Roma, Bergamo, Napoli, Cosenza. Forti disagi nel traffico mattutino di molte città italiane per lo sciopero degli autoferrotranvieri che culminerà nella manifestazione nazionale di Roma, allargata a tutto il settore del trasporto pubblico e non solo a quello locale. Il settore resta attraversato da molti problemi, ma ora, soprattutto, c'è da chiudere l'accordo sulla parte normativa che riguarda gli anni 2004-2007, nonché la parte economica relativa al biennio 2004-2005.

Contratto e trattativa uguale per tutti?
I sindacati chiedono aumenti pari a 131 euro mensili mentre le aziende ne offrono meno della metà. Nel mezzo della vertenza che, lo scorso dicembre, ha infiammato il traffico di molte citta' italiane con cioperi selvaggi, alcune aziende hanno avanzato la proposta di condurre in autonomia la trattativa. E' il caso dell'Atm di Milano, l'unica delle municipalizzate in Italia in attivo, che addirittura si era offerta di mettere in busta paga più dei 106 euro lordi richiesti dai sindacati. A sponsorizzare l'idea dei contratti regionali era stato il numero uno della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Ma l'Asstra a suo tempo frenò, a causa della disparità tra le imprese, tra quelle cioè tecnicamente fallite e quelle in grado economicamente di chiudere i rinnovi. Torna a galla, insomma, la questione irrisolta della revisione dell'accordo del '93, ovvero la riforma del sistema contrattuale.

Due anni di scioperi e mancati rinnovi
Lo scorso anno, attraverso una trattativa no stop seguita alle manifestazioni selvagge, si era riusciti a chiudere la vertenza per il biennio 2002-2003. Ai 120 mila dipendenti del trasporto pubblico locale erano stati accordati 81 euro in più in busta paga a fronte dei 106 richiesti, e una una tantum di 970 euro, comprensiva dell'indennità di vacanza contrattuale da erogare in tre tranche. Un rinnovo che complessivamente ammontava a 360 milioni di euro: 322 milioni a carico del fondo alimentato dall'incremento dell'accisa sulla benzina e il resto a carico delle Regioni e delle autonomie locali. L'aumento accordato non è ancora stato erogato dal governo - i soldi sarebbero stati anticipati dalle aziende - ma sta arrivando. Sul settore del trasporto pubblico locale continuano a pesare la mancanza di risorse e inefficienze strutturali.

Numeri
Cinque miliardi sono i passeggeri all'anno che vengono trasportati da circa 35 mila mezzi pubblici che percorrono 1.600 milioni di chilometri su una rete di esercizio di 210 mila. Le circa duecento aziende sono rappresentate dall'Asstra, l'associazione che ha accorpato Federtrasporti e Fenit, i dipendenti sono circa 120 mila. I decreti legislativi che si sono susseguiti negli ultimi anni hanno avviato la trasformazione delle aziende in spa, risanandone in parte i bilanci che per venti anni hanno zavorrato i conti degli enti locali, ma - ad oggi - non si puo' dire che vera liberalizzazione ci sia stata. E il tira e molla tra Stato e Regioni sul piano delle risorse non giova di certo. Il decreto legislativo del 1997 ha trasferito le competenze sul trasporto pubblico dal centro agli enti locali, ma sulle risorse il trasferimento continua a determinare incertezze.

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Martedi, 14 Settembre, 2004

Archivio

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IRAQ. Autobomba sulle aspiranti reclute, strage alla polizia di Baghdad. Agguato a Baquba, uccisi 12 poliziotti


Gli effetti dell'esplosione a Baghdad

Baghdad, 14 settembre 2004

Sono 47 i morti accertati, e oltre 100 i feriti dell'esplosione avvenuta stamani a Baghdad, in via Haifa, in una affollatissima zona della città. L'attentato aveva come obiettivo una stazione di polizia nei pressi di un mercato. Secondo fonti del ministero dell'Interno si sarebbe trattato di un'autobomba. A Baquba, intanto, a nord di Baghdad, la guerriglia ha attaccato un pullmann di poliziotti iracheni, uccidendone 12 oltre a un civile.

"Più di 50 persone sono state uccise e decine di altre ferite nell'esplosione", ha detto il tenente colonello della polizia Abdul Amir Hussein, spiegando che la maggior parte delle vittime erano aspiranti reclute di polizia e civili che stavano facendo la spesa nei negozi del vicino mercato. Almeno nove auto sono state distrutte nella deflagrazione. Una spessa colonna di fumo si è alzata dalla zona e decine di ambulanze hanno portato i primi soccorsi ai feriti.

La formazione 'Tawhid wal Jihad' (Unificazione e Guerra Santa) ha rivendicato l'attentato sul sito web "'www.ansarnet.ws".

Continuano gli attacchi
Sempre questa mattina tre poliziotti iracheni sono rimasti uccisi nell'esplosione di un ordigno nella località di Buhriz, una roccaforte degli insorti vicino Baquba. Lo hanno riferito fonti mediche locali.

Intanto due oleodotti presso Bedji sono in fiamme dopo essere stati attaccati la scorsa notte, secondo quanto ha reso noto il rappresentante di una compagnia petrolifera a Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Gli attacchi hanno interrotto la fornitura di petrolio dall'area di Kirkuk verso la Turchia

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Alitalia. Prosegue la trattativa tra le parti. Si entra nel merito delle proposte


Un aereo dell'Alitalia

Roma, 14 settembre 2004


Prosegue a ritmi serrati la lunga trattativa tra i rappresentanti dell'Alitalia e i sindacati dei piloti sul contratto. Secondo quanto riferisce l'Anpac le parti tornano a sedersi intorno al tavolo dopo confronti separati sui contenuti delle proposte avanzate.
I sindacati dei piloti, infatti, nell'incontro iniziato nella tarda sera di ieri avevano dato la propria disponibilità a sottoscrivere un contratto sul modello Lufthansa. Successivamente i rappresentanti della compagnia si sono riservati di analizzare le proposte nel corso di una riunione separata.

Nel corso della mattinata l'azienda ha avanzato una controproposta che i sindacati hanno "studiato" separatamente dai rappresentanti della compagnia. Le parti tornano adesso al tavolo per discutere i diversi punti di vista, anche se - riferiscono fonti sindacali - "un accordo sembra possibile perchè le parti si stanno avvicinando piano piano".

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Musica. Addio Giuni Russo, voce di 'Un'estate al mare'


Giuni Russo

Milano, 14 settembre 2004

La cantante è morta la scorsa notte a Milano, nella sua abitazione. Palermitana, all'anagrafe Giusi Romeo, la Russo aveva da poco compiuto, lo scorso 10 settembre, 53 anni, ed era malata da tempo di tumore. I funerali si terranno domani a Milano al Monastero delle Carmelitane Scalze di via Marcantonio Colonna.

Cresciuta in una famiglia dove la musica lirica era l'incontrastata regina, Giuni Russo si era accostata alla canzone giovanissima, mostrando subito un grande talento naturale. Ben presto si erano accorti di lei critici e discografici e nel 1982 era arrivato il grande successo con il brano Un'estate al mare, per molte settimane in testa alle classifiche di vendita. Inquieta, ricca di interessi non solo musicali, la Russo non si ferma e quello stesso anno pubblica Energie, album scritto insieme a Franco Battiato, prima tappa di un itinerario che la porterà ad un pop meno orecchiabile e più ricercato, 'impegnato', con riferimenti alla tradizione folk e alla lirica.

Non mancano, tuttavia, altre 'hit' da classifica: Good good bye, Sere d'agosto, Limonata cha cha, Mediterranea, Alghero, Adrenalina. Ma ormai alla Russo sembra interessare di più la sperimentazione vocale, aprire nuove vie nella 'musica leggera' fino all'approdo ad arie e romanze notissime di Bellini, Donizzetti e Verdi. Allarga la sua ricerca alla collaborazione con scrittori e poeti, studia antichi testi sacri, nel '97 si esibisce in Verba Tango, spettacolo di musica contemporanea e poesia, cantando versi di Borges a fianco di Giorgio Albertazzi. Ma il pubblico la vuole riascoltare negli incredibili acuti da gabbiano di 'Un'estate al mare' e lei, con elegante generosità, negli ultimi anni non nega a revival televisivi apparizioni ed esibizioni che ignorano il suo esigente, difficile lavoro di ricerca musicale.

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Ulivo. Il 'Correntone' non gradisce la federazione. Mussi a Fassino: non si puo' decidere lunedi'


Piero Fassino

Roma, 14 settembre 2004

"Lunedì, caro Piero, non si può decidere sulla federazione. Se si fa un simbolo, un gruppo dirigente e un programma questo diventa il partito riformista, e a questo punto il congresso va sospeso". L'annunciata riunione dei leader della lista unitaria, lunedì prossimo, per decidere tempi e modi di realizzazione della federazione delle forze di centrosinistra agita il 'Correntone' Ds e Fabio Mussi non ne fa mistero, avvertendo il segretario di partito Piero Fassino.

Il coordinatore del Correntone della Quercia ne parla ad una iniziativa promossa dalla minoranza del partito in favore di un congresso non a mozioni ma a tesi, a cui partecipano, oltre al segretario dei Ds, anche Sergio Cofferati, Guglielmo Epifani e gli esponenti di punta della minoranza, a cominciare dai ventidue promotori dell'iniziativa.

Mussi ribadisce la necessità che i Ds "vadano oltre il congresso di Pesaro" visto che questa volta non è in discussione la leadership di Fassino. Il leader del Correntone ritiene che ci sia la possibilità "di un nuovo inventario di tesi unitarie" su temi come l'Iraq, l'Europa, il Welfare, il lavoro e il fisco per cui "si può superare" la divisione per mozioni trovando la possibilità di convergere su temi politici.

"Il centrosinistra - osserva Mussi - rischia di sparire nel triangolo delle Bermude di primarie, federazione, programma e noi sui giornali siamo presenti su temi come quelli che riguardano la leadership e gli assetti interni. Fermiamo la giostra", esorta Mussi che invita il partito a confrontarsi "su grandi questioni sociali" più che sul tema della federazione. Che, peraltro, lo lascia freddo e perplesso.

"Prodi - precisa Mussi - è una persona degnissima, e' il leader della coalizione però persegue una politica sbagliata. Ci vogliono soluzioni piu' semplici: una sinistra che si rifa al socialismo europeo, una coalizione democratica larga, un candidato comune e un programma".

"Diamo al partito - sottolinea Mussi - la possibilità di discutere su ipotesi politiche diverse con un confronto piu' aperto. Siamo in tempo per raddrizzare un congresso senza nascondere le diversità di soluzione".

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Lunedi, 13 Settembre, 2004

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IRAQ. Frattini in Kuwait per cercare un canale con i rapitori delle due italiane. Bombe su Falluja, 9 morti

Falluja, altra giornata di morte nella citta' sunnita

Fallujah, 13 settembre 2004

Almeno nove persone sono state uccise e e 12 ferite, questa mattina, nel bombardamento americano a Fallujah, roccafforte della ribellione sunnita. La città, in mano a insorti, è sotto assedio. Gli americani, dagli altoparlanti, hanno esortato la popolazione a cooperare con loro ed "espellere i terroristi dal centro della città". Secondo le forze Usa Falluja viene usata come base anche da militanti stranieri. Nel giorno in cui scade, alle 10, l'ultimatum lanciato via web dal sedicente gruppo terrostico che ha rapito le due ragazze italiane a Baghdad, il ministro degli Esteri Franco Frattini è partito per una missione nella regione del Golfo, nel tentativo di favorire la liberazione delle donne. Frattini è atteso a Kuwait City.

Mentre aumentano i dubbi sull' ultimatum on line, cresce anche l'apprensione per le italiane rapite: a 5 giorni dal loro rapimento, di Simona Torretta e Simona Pari ancora non si sa nulla: nessun video, foto o messaggio che possa essere con certezza associato a chi le ha sequestrate. Gli uomini dell' intelligence italiana considerano il messaggio firmato ieri dalla sedicente Jihad islamica poco attendibile, come del resto la rivendicazione arrivata venerdi' scorso da parte di un' altra fantomatica sigla, il gruppo di Ansar al Zawahiri. L'ultimatum di ieri ha toni più duri: concede 24 ore di tempo all' Italia per ritirare il suo contingente dall' Iraq, altrimenti gli ostaggi saranno sgozzati.

I servizi continuano a scandagliare il web, i siti più legati all' estremismo islamico. Quello del messaggio di ieri, www.yaislah.org, è un' emanazione del Movement for islamic reform in Arabia (Mira), formazione di dissidenti sauditi con base a Londra. Il Mira supporta la jihad islamica, ma finora sul suo sito non sono mai apparse rivendicazioni attendibili riguardanti ostaggi rapiti in Iraq. Un elemento - assieme alla mancanza di prove filmate o documentali sulle due italiane prigioniere - che rende gli analisti dell' intelligence scettici sull' ultimatum. Si tratterebbe quindi di una delle tante operazioni di sciacallaggio o depistaggio che circolano nella rete.

Sulla sorte delle due Simona per ora nessuna novità. I contatti ed i canali del Sismi nella capitale irachena sono da giorni sulle tracce del misterioso commando che ha compiuto il sequestro, ma Baghdad è ora un "buco nero" in cui e' difficile per chiunque districarsi. Anche ieri la città è stata teatro di durissimi scontri che hanno provocato decine di morti: uno scenario di guerriglia permanente che coinvolge anche il resto del Paese e che non aiuta nella ricerca di interlocutori ben disposti. In proposito, si fa notare quanto avvenuto col sequestro dei due giornalisti francesi Christian Chesnot e Georges Malbrunot, gia' da 24 giorni in mano ai rapitori. Anche sulla loro sorte, da tempo, regna il silenzio assoluto.

Si moltiplicano, intanto, gli appelli per la liberazione degli ostaggi. Un responsabile della Jihad Islamica, una formazione radicale palestinese, ha rivolto ieri un appello all'omonimo gruppo iracheno che ha rivendicato il sequestro delle due volontarie italiane Simona Pari e Simona Torretta, chiedendo che siano liberate al piu' presto.

A nome della Jihad palestinese, Khaled al Batsh ha affermato che il sequestro delle due operatrici umanitarie italiane "non puo' aiutare il popolo iracheno" ed ha invitato la Jihad islamica in Iraq a liberare "anche tutti gli altri ostaggi occidentali e arabi". Khaled al Batsh ha peraltro chiesto all'Italia di "ritirare le sue truppe dall'Iraq".

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Governo. Scontro Follini-Castelli sulla riforma degli ordini professionali. Il guardasigilli: non decide Vietti


Marco Follini

Roma, 12 settembre 2004

"Vorrei sapere se Follini è diventato il leader della Casa delle libertà. Se è così, qualcuno me lo dica. Altrimenti sulle questioni legate alla giustizia continuerà a decidere il ministro e non uno dei sottosegretari". Non va per il sottile il ministro della Giustizia Roberto Castelli replicando alle dichiarazioni del segretario dell'Udc Marco Follini a proposito della riforma degli ordini professionali guidata dal sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti.

"Non vorrei - aggiunge Castelli - che questo ennesimo attacco dell'Udc nei miei confronti, che avviene poco tempo dopo l'affidamento da parte mia al sottosegretario Vietti della delega sulla riforma del diritto fallimentare, nascondesse un tentativo di farmi saltare i nervi per provocare reazioni scomposte da parte mia e trovare una scusa per non votare la riforma federalista. Questo non avverrà".

"La politica delle riforme economiche deve riprendere slancio e deve andare più in fretta. Abbiamo chiesto e Vietti ha lavorato alla nuova legge delle professioni", aveva detto nel pomeriggio Marco Follini chiudendo la festa Udc a Fiuggi. "Abbiamo chiesto e chiediamo che la legge delle professioni, quella sul diritto fallimentare, le nuove regole a tutela dei risparmiatori vengano condotte a buon fine con impegno e con urgenza. Non consentiremo che la legislatura finisca -ha concluso Follini- senza averle concluse".

Follini - Harry Potter
"Se Harry Potter è un maghetto, è anche un ragazzo mite che si batte e non si lascia intimorire...", aveva detto divertito poco prima lo stesso Follini, alludendo al paragone coniato da Francesco Cossiga nei suoi confronti.

Respingendo esplicitamente ogni suggestione verso la cosiddetta "guerra di civilta"', Follini significativamente si richiama all'appello del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini di qualche giorno fa per una maggiore collaborazione con l'Islam moderato, e cita il Corano, versetto n. 32 della Mensa: "Chi ammazzera' un uomo innocente dell'altrui sangue e che mai aveva commesso delitti sulla terra sarà considerato come se avesse ammazzato tutti gli uomini, e chi salverà anche un solo uomo sarà considerato come uno che avrà salvato la vita a tutta l'umanità". Parole pronunciate pochi minuti dopo la diffusione dell'ultimo, tragico ultimatum per le due pacifiste italiane.

A Prodi
Dopo essersi complimentato per l'atteggiamento della sinistra, compresa quella di Bertinotti e del Manifesto, che hanno negato ogni giustificazionismo, Follini è passato alla politica nostrana, e in particolare il dibattito interno alla Margherita, lodando le critiche di Rutelli all'ex presidente della Commissione europea e sfidando quest'ultimo "a scendere dal pero" e candidarsi alle prossime suppletive "per misurarsi con il lavoro parlamentare e con la guida dell'opposizione".

A Berlusconi
Al resto della CdL il segretario dell'Udc ha rivolto un messaggio chiaro: nel Paese esiste una larga maggioranza moderata e i consensi all'Udc "saranno decisivi per vincere le prossime regionali e le politiche". E per farlo Follini ha ribadito la necessita' che i centristi facciano sentire con forza le loro proposte: "In questi anni l'Udc ha svolto il ruolo di coscienza critica di questa maggiorana. Continueremo a farlo. Siamo un partito coerente e continueremo ad esserlo. Non siamo un partito docile e non cominceremo a farlo".

L'autunno dell'Udc
Follini ha quindi elencato le richieste più pressanti del suo partito: "Se si vuol mettere mano alla riforma fiscale - ha puntualizzato tra gli applausi - occorre concentrare le forze sui gradini piu' bassi della scala sociale, prima i redditi familiari e poi quelli personali, prima i redditi bassi e dopo, molto dopo, quelli alti". Anche per quanto riguarda le riforme, Follini ha rivendicato al suo partito il merito di aver migliorato significativamente il testo uscito dal Senato e ha chiesto ai leader dell'Ulivo di essere coerenti con quanto affermato nei mesi scorsi: "A Rutelli e a Fassino, che si sono detti pronti a sostenere i nostri emendamenti, chiedo oggi per coerenza e con spirito costituzionale di votare almeno quella parte della legge che questi emendamenti hanno cambiato e, consentitemi di dire, migliorato".

Basta monarchi
Inoltre, sempre rivolgendosi criticamente a Romano Prodi, ha sottolineato come la politica "abbia bisogno di pluralismo e non di leadership solitarie e monocratiche". "Questa banale verità si sta facendo strada, con un po' di fatica, forse. Ma cammina. Direi che qualche difficolta' in piu' la incontra nel centrosinistra, almeno a giudicare dal piglio con cui Romano Prodi affronta le controversie di casa sua. Ma la moda dell' uomo solo al comando passera' anche da quelle parti, perche' - ha concluso tra gli applausi dei suoi sostenitori - e' una moda troppo lontana e troppo diversa dai costumi storici del nostro Paese". Questa critica a Prodi si e' prestata a essere interpretata come un indiretto riferimento anche a Silvio Berlusconi, e cosi' l'ha letta il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani, il quale ha rimproverato al leader dell'Udc di aver confuso, "forse per foga retorica", il carisma con la monocrazia.

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Sabato, 11 Settembre, 2004

Archivio

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IRAQ. Grande manifestazione a Roma per le due rapite: "Liberatele". L'appello di Ciampi e del governo


Un fiume di persone ha chiesto la liberazione delle due operatrici umanitarie

Roma, 11 settembre 2004

L'Italia proseguirà nell'azione "per ottenere la liberazione di chi è detenuto ingiustamente". E' la risposta di Palazzo Chigi alle richieste dei presunti rapitori, che ieri hanno chiesto la liberazione delle detenute musulmane in Iraq. E mentre l'Italia intera si mobilita per la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, un forte appello e' stato lanciato dal prersidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, insieme ai rappresentanti dei musulmani e delle musulmane d'Italia, che hanno firmato il manifesto contro il terrorismo.

"Liberatele"
Ieri sera, Roma e' stata illuminata da oltre 80.000 fiaccole: un fiume di persone ha chiesto la liberazione delle due operatrici umanitarie italiane.
"Liberatele" si leggeva, in arabo e in italiano, sullo striscione della comunita' irachena in Italia. "Chi ha rapito le due ragazze non lo ha fatto per il popolo iracheno", ha detto Adib Fateh, portavoce della comunita' irachena. "Ho voluto essere presente qui oggi - ha aggiunto - perche' ci sentiamo, come comunita', colpiti due volte: la prima perche' sono state rapite due ragazze oneste che operano per il bene, la seconda in quanto iracheni e quest'episodio non puo' che danneggiare la nostra immagine nel mondo".
Dai volontari delle Ong ai politici, dai comuni cittadini ai disobbedienti, ma anche e soprattutto intere famiglie con bambini piccoli al seguito, fino ad arrivare ai compagni di universita' di Simona Torretta, sono questi i tanti volti della manifestazione. "Abbiamo bisogno di essere qui a sfilare - ha detto sottovoce Federica, amica di Torretta, al primo anno della laurea specialistica in antropologia - non sappiamo se serve ma, ripeto, abbiamo bisogno di essere qui stasera. Con me ci sono altri 50 ragazzi del dipartimento".
Come auspicato dai familiari, nessuna bandiera politica in piazza, ma soltanto quelle arcobaleno della pace, indossate a mo' di sciarpa o strette intorno alla vita, ma anche sventolate in aria: cosi' si sono presentati tanti pacifisti a cui sono state consegnate le fiaccole che hanno illuminato tutto il corteo. Tra gli striscioni, "Liberate la pace" e "Stop bombing the cities", che occupava da un lato all'altro Via Cavour, con le parole in nero scritte dal Comitato Fermiamo la guerra. Sullo striscione erano attaccate le foto delle ragazze rapite con indosso il velo.
"Via, via, via, da Nassiriya": e' stato questo il grido dei Disobbedienti, gli unici a rompere il silenzio della fiaccolata. I Disobbedienti hanno scelto di parlare al popolo pacifista ribadendo la posizione del movimento che "si e' sempre opposto alla guerra", ha detto una voce dal megafono.

Giustizia e amicizia
"La strada giusta per porre fine al terrorismo e' la giustizia e l'amicizia". Cosi' l'arcivescovo emerito di Gerusalemme Mons. Ilario Capucci, presente alla fiaccolata romana. "La parola terrorismo - ha aggiunto - e' un termine troppo sporco che dovrebbe essere tolto dal vocabolario. Sono qui e dico no, no, no al terrorismo e alla violenza. Oggi purtroppo l'amico dell'uomo sembra non essere piu' il suo simile, ed e' per questo che avvengono episodi come quello delle due Simone rapite in Iraq. Spero che questa fiaccolata dia un segnale forte per la liberazione delle ragazze".

Le vittime della guerra
A concludere la lunga marcia del popolo pacifista c'era Fabio Alberti, presidente dell'Ong "Un ponte per...", con sede a piazza Vittorio, dove i manifestanti sono confluiti al termine della fiaccolata. "Siamo qui a chiedere la vita e la liberta' degli ostaggi e del popolo iracheno. Sono tutti vittime della guerra - ha aggiunto Alberti -. Oggi e' il quarto giorno che a Falluja si bombarda sui civili. Uomini, donne e bambini vittime di una guerra che il popolo iracheno e che noi, qui stasera riuniti, non abbiamo voluto. La nostra richiesta piu' importante e' che non vogliamo che ci sia uno scontro tra civilta'. Non dobbiamo ricordarci di questa guerra solo quando ci tocca da vicino ma anche noi dobbiamo dire 'liberate loro' con il ritiro delle truppe dall'Iraq". Un Alberti commosso ha salutato la folla e al termine del suo discorso e' stato colto da un lieve malore.

Prima di andare via, i manifestanti pacifisti hanno lasciato sui marciapiedi di piazza Vittorio le loro candele accese a testimonianza che la speranza della liberazione e' ancora viva.

Le manifestazioni previste per oggi
Iniziative per chiedere la liberazione di Simona Pari, Simona Torretta e degli altri due volontari rapiti sono in programma in diverse città anche oggi 11 settembre. A Milano, alle 15.30 ci sarà un corteo da Largo Cairoli a piazza Duomo.

Otranto ore 17 sit in ai Giardini; Ancona ore 20 corteo da piazza Cavour; Rovigo ore 18 sit in a piazza Merlin; Perugia presidio a piazza della Repubblica sino al 14 settembre, giorno in cui si terrà una fiaccolata (ore 20.30); Sondrio presidio ore 10 piazza Campello; Cremona sit in ore 17 Corso Vittorio Emanuele; Ivrea presidio ore 17.30 piazza di Città; Pescara ore 18.30 fiaccolata da piazza Italia. A Terni si manifesta il 14 settembre con una fiaccolata da piazza Tacito.

Manifestazioni anche alla Mostra del Cinema
E' esteso anche ai registi, agli attori e al mondo della celluloide riunito al Lido di Venezia per la Mostra del cinema l'invito a partecipare alla fiaccolata per la liberazione di Simona Torretta e Simona Pari che si svolgera' stasera tra la Fenice e Piazza San Marco, nel centro storico lagunare.
All'iniziativa, che si inserisce nell'ambito delle manifestazioni italiane per l'11 settembre, hanno aderito sino ad ora, tra gli altri, la Comunita' islamica del Veneto con sede a Padova, Margherita-Insieme per il Veneto, verdi, Rc, Ds, Sdi, talia dei valori, Acli, sindacati confederali, Associazione Articolo 21, Arci e Associazione Informazione senza frontiere. A sostenere la fiaccolata sono anche la Pastorale sociale del lavoro della Diocsi di Venezia e la Comunita' ebraica.

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11 settembre. Commemorazioni in tutto il mondo per il terzo anniversario degli attentati


Rainews24 seguira' in diretta tutte le celebrazioni dell'11 settembre

New York, 11 settembre 2004

In America e in tutto il mondo si svolgeranno cerimonie in memoria delle 2749 vittime degli attentati dell'11 settembre 2001. A New York le commemorazioni cominceranno alle 8.46 ora locale, le 14 e 46 in Italia, e cioe' alla stessa ora in cui il primo aereo colpi' la prima delle Twin Towers. Successivamente, verranno osservati tre minuti di silenzio alle nove, quando il secondo aereo colpi' la seconda torre, alle nove e cinquantanove e alle 10 e 29: nei momenti in cui ciascuna torre e' crollata.

Enorme l'apparato di sicurezza nel quale si svolgeranno le celebrazioni a New York e in tutti gli Stati Uniti. Quest'anno è l'ultimo in cui è possibile vedere il cratere delle fondamenta delle torri: a breve cominceranno i lavori di costruzione della Torre della Liberta', il grande memoriale dedicato a quanti morirono l'11 settembre di tre anni fa.

Le commemorazioni in Italia con l'ansia per le due rapite
Anche l'Italia commemora le quasi tremila vittime della violenza devastatrice qaedista, ma appare concentrata, soprattutto, sulle conseguenze che l'11 settembre ha portato con sé: non ultime, le due guerre in Afghanistan e in Iraq. Le piazze italiane verranno illuminate delle luci e delle fiaccole delle tante manifestazioni che chiederanno il rilascio di Simona Torretta e Simona Pari, le due cooperanti dell'ong "Un ponte per...". Ci sarà anche l'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), che riunisce la maggior parte delle associazioni di musulmani nel Paese e ha chiesto ai suoi "fratelli e sorelle" di unirsi alla richiesta di liberazione degli ostaggi, nel nome della "comune volontà di pace e la comune avversione alla violenza e all'ingiustizia".

L'epicentro sarà Roma
A ROma i rappresentanti del mondo cristiano, ebraico e musulmano si incontrano oggi e domani per celebrare la 'Seconda Giornata per l'interdipendenza', un'iniziativa promossa da un cartello di associazioni, fra cui le Acli, Legambiente e la Comunità di Sant'Egidio, insieme al Comune di Roma. La Giornata per l'interdipendenza si apre stasera alle 20.30, in piazza del Campidoglio, dove saranno presenti, fra gli altri, il cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, il Rabbino Riccardo di Segni, capo della comunità ebraica di Roma e diversi esponenti della comunità islamica.

Ma l'11 settembre si ricorderà anche in tantissime altre città italiane. A Milano, l'appuntamento è per le 15 a Largo Cairoli, dove partirà un corteo "colorato per la pace", in cui numerose associazioni della società civile, forze politiche e sindacati chiederanno la liberazione delle due Simone e dei due operatori iracheni rapiti con loro, Ra'ad Ali Abdul-Aziz e Mahnaz Bassam. A Riva del Garda, invece, si terrà la quarta edizione della Fiaccolata della pace, con la partecipazione del comandante dei Vigili del Fuoco di New York Daniel Nigro.

Mentre all'Arena di Verona, Ennio Morricone dirigerà per la prima volta la sua ultima composizione, "Voci dal silenzio", dedicata a tutte le stragi dell'umanità. Musica anche ad Otranto, dove andrà in scena l'Italia Peace Concert, con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Robert King e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretto da Roberto Gabbiani (Il concerto sarà trasmesso in diretta su Rai Uno e su Radio Tre alle ore 17.45).

La diretta di Rainews24
Oggi, a partire dalla 14,30 e per l'intero pomeriggio, Rainews24 seguira' in diretta tutte le celebrazioni dell'11 settembre in un numero speciale di Next.

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Venerdi, 10 Settembre, 2004

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IRAQ. Ultimatum di 24 ore per le italiane. A Roma il presidente iracheno. Berlusoni conferma impegno dell'Italia in Iraq


Le due italiane in ostaggio

Roma, 10 settembre 2004

Un ultimatum di 24 ore all'Italia per la sorte delle due cooperanti rapite a Baghdad, Simona Torretta e Simona Pari, è stato impartito dal gruppo integralistico Ansar al-Zawahri che si richiama al numero due di 'al-Qaeda', l'ex medico egiziano Ayman al-Zawahri. "Chiediamo all'Italia di promettere incondizionatamente il rilascio di tutte le donne musulmane detenute nelle carceri irachene", si legge in un comunicato apparso sul forum filo-fondamentalistico www.islamic-minbar.com. "In cambio, noi forniremo qualche informazione sulle due italiane in ostaggio. Il governo dell'Italia ha 24 ore di tempo per rispondere alle nostre richieste, in caso contrario il popolo italiano non scoprirà mai la sorte delle due prigioniere". Un messaggio che giunge dalla stessa fonte che aveva diffuso una rivendicazione ritenuta scarsamente attendibile. Al momento non è possibile verificare l'effettiva autenticità di tali affermazioni.

"La richiesta dei terroristi - ha dichiarato il vice ministro dell'Interno iracheno e capo dell'intelligence Hussein Kamal - è inaccettabile e impraticabile". Dal canto suo la famiglia Torretta ha dichiarato di non essere in grado di pronunciarsi sulla veridicità o meno dell'ultimatum: "Abbiamo il cuore a pezzi. Siamo distrutti, addolorati", spiega la zia di Simona. "Non sappiamo davvero che dire - aggiunge - le parole in questo momento per noi non esistono. Non so se vi rendete conto che stiamo vivendo una cosa piu' grande di noi. L'unica cosa che vogliamo è riabbracciare Simona - ha concluso la donna - e la sua amica. Questa è l'unica cosa che conta, non le parole".

Il testo integrale del messaggio
"Il governo italiano - si legge - sionista, crociato e criminale deve liberare le prigioniere mussulmane da tutte le prigioni delle forze d'occupazione in territorio iracheno per avere poche, anzi pochissime, informazioni sulle prigioniere italiane. Non puo nessun mussulmano nel mondo, sciita o sunnita, negoziare con un governo sionista, crociato e criminale che aiuti le forze d'occupazione americana violentare le donne mussulmane nelle prigioni dell'iraq. perchè il mussulmano non può negoziare con quelli che contestano la sua dignità e il suo onore.Vogliamo dal governo italiano una promessa seria di liberare tutte le prigioniere mussulmane nelle prigioni in Iraq, e il governo italiano sa che la nostra parola e' come una spada. Il governo danese deve aspettare la sua punizione... e con l'aiuto di Dio abbiamo punito sia l'Italia che la Russia e ora tocca alla Danimarca".

Altre minacce
Nel forum accanto alle minacce all'Italia si trovano anche una rivendicazione dell'attentato di ieri a Giacarta da parte della Jemiah Islamiah e un messaggio con foto che proverebbero un attentato a Gheddafi da parte un militante islamico.

La visita in Italia del presidente iracheno
A Roma e' giunto il presidente iracheno ad interim Ghazi Al-Yawar, ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Al Yawar ha incontrato anche il presidente del Consiglio Berlusconi che ha rinnovato al presidente iracheno Ghazi al Yawar "la richiesta per un impegno delle autorita' irachene per una sollecita liberazione delle nostre due concittadine" Simona Pari e Simona Torretta. Lo riferisce un comunicato di Palazzo Chigi sull'incontro tra il premier ed il Capo dello Stato iracheno, che ha "condannato" il sequestro delle due volontarie italiane.
Al Yawar ha sottolineato che "i gesti barbari che hanno colpito cittadini italiani e di tanti altri Paesi sono del tutto estranei ai valori di umanita' condivisi da tutto il popolo iracheno", ed ha anche rilevato come "l'impegno ed il sacrificio dei civili e militari italiani in Iraq testimonia il legame tra il suo Paese e l'Italia".

Berlusconi: continua l'impegno dell'Italia in Iraq
Silvio Berlusconi ribadisce al presidente iracheno Al Yawar che "il governo italiano desidera continuare ad aiutare il popolo iracheno secondo le modalita' che verranno indicate dalle autorita' legittimate dalla risoluzione 1546 adottata all'unanimita' dal Consiglio di Sicurezza delle nazioni unite nello scorso giugno. E' stato anche confermato - si legge nel comunicato che ha fatto seguito all'incontro tra il presidente del Consiglio ed il presidente iracheno - l'impegno italiano ad agire nell'ambito dell'Unione europea e delle organizzazioni internazionali affinche', nel necessario quadro di stabilita', si possa assicurare al popolo iracheno la liberta' e il benessere dopo i lunghi anni di crudele dittatura".

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Bankitalia. Nuovo record assoluto per il debito pubblico italiano


Il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio

Roma, 10 settembre 2004
Nuovo record assoluto per il debito pubblico italiano che a giugno ha toccato quota 1.477,2 miliardi, con un incremento del 4,7% rispetto ad un anno fa. E' quanto emerge dai dati elaborati dalla Banca d' Italia e contenuti nel supplemento "Finanza Pubblica" al bollettino statistico dell' Istituto di via Nazionale. Si tratta, per il valore in termini assoluti, del sesto aumento consecutivo.

Aumentano le entrate fiscali
Le entrate tributarie di cassa tra gennaio e luglio 2004 sono ammontate a 183.356 milioni di euro, con un incremento del 3,27% rispetto allo stesso periodo del 2003. E' quanto emerge dai dati elaborati dalla Banca d' Italia contenuti nel supplemento "Finanza Pubblica" al bollettino statistico dell' istituto di via Nazionale.

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Venerdi, 3 Agosto, 2004

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Ue. La commissione approva la riforma del Patto di stabilita': terra' conto della recessione. Prodi: ora e' intelligente




Romano Prodi

Bruxelles, 3 settembre 2004

"Il patto di stabilità adesso è più intelligente". Così il presidente della Commissione europea Romano Prodi, che anni fa lo aveva definito "stupido", ha  commentato il risultato delle modifiche proposte oggi dalla Commissione. "Si tratta di un passo in avanti - ha aggiunto - anche se le contraddizioni non saranno risolte fino a quando non ci sarà un'autorità che decida le grandi linee della politica economica". L'ultima parola sulla riforma del Patto, tuttavia, spetta al vertice dei 25 ministri delle finanze dell'Ue previsto il 10 settembre all'Aja.

Secondo il comunicato pubblicato dalla Commissione, le direttive che dovrebbero essere seguite per migliorare e chiarire il Patto sono: una maggiore attenzione alla sostenibilità del debito pubblico dei Paesi membri; maggior riguardo per la situazione specifica dei singoli Paesi nella definizione dell'obiettivo a medio termine di posizioni di bilancio "vicine all'equilibrio o eccedenti"; maggior considerazione delle condizioni economiche e della loro evoluzione nelle procedure per deficit in eccesso. Quando si constata l'esistenza di un deficit in eccesso e si decide l'adozione di raccomandazioni e scadenze, sarebbe "utile" tener maggior conto dell'impatto sul bilancio di periodi di crescita economica eccezionalmente deboli; agire più rapidamente per correggere evoluzioni di bilancio negative. 

Cronaca. Un anonimo offre 50mila euro per chi fa ritrovare la bimba di Mazara


Denise Pipitone

Mazara del Vallo, 3 settembre 2004

Cinquantamila euro per chi fornisce iformazioni utili al ritrovamento di Denise. E' la cifra offerta da una persona che però ha voluto rimanere anonima.  

Oggi un avvocato di marsala ha telefonata ai genitori della bimba per annunciare la decisione per conto di un benefattore.

Intanto proseguono le ricerche, gli interrogatori e gli appelli alla cittadinanza
di collaborare. 

Interrogato un uomo 
Un uomo, la cui identità non è stata resa nota e che non risulta indagato, è stato interrogato la notte scorsa dal Procuratore di Marsala, Silvio Sciuto, e dal Pm Luigi Boccia come "persona informata sui fatti" . Secondo quanto si è appreso, l' uomo avrebbe avuto in passato "dissapori e rancori" nei confronti dei familiari della bimba. In seguito all' interrogatorio gli inquirenti stanno compiendo una serie di accertamenti, tuttora in corso. 

Gli indizi continuano ad avvalorare lo scenario del sequestro di persona
Un rapimento, dunque, che non avrebbe come obiettivo quello di estorcere denaro alla famiglia, le cui condizioni economiche sono modeste. Per questo motivo gli inquirenti ipotizzano - ma si tratta solo di una delle tante piste investigative - che il sequestro di Denise possa essere legato a un movente privato, a una vendetta, insomma a una punizione inflitta ai genitori. Un atto compiuto probabilmente da una persona conosciuta dalla famiglia. La bambina, suggeriscono gli investigatori, non ha gridato e nessuno ha detto di averla sentita gridare: chi l'ha rapita, dunque, la conosceva bene e le si è accostato senza spaventarla. Solo ipotesi di lavoro.

C'è un sito per chi vuole segnalare notizie sulla scomparsa della piccola
L'idea è stata della madre della piccola, Piera Maggio, che ha realizzato il suo proposito con l'aiuto dei colleghi di un corso per operatori windows. Il sito internet, http://www.cerchiamodenise.org/, che apre su una pagina web con una grande foto della bambina, fornisce notizie utili per l'identificazione e il suo riconoscimento in qualunque parte d'Italia. Sono indicate le caratteristiche fisiche di Denise, il suo abbigliamento al momento della scomparsa, come fare per compiere eventuali segnalazioni.
Nel sito anche un numero di telefono (3405403309) e un indirizzo di posta elettronica: mailto:info@cerchiamodenise.orgerchiamodenise.org

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E Telefono Azzurro ha attivato una linea: chi vuole comunicare informazioni e elementi utili può chiamare da tutta la Sicilia il numero 114 di Emergenza Infanzia.

 

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