Lunedi, 31 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Tav. Contro la Torino-Lione, in Val Susa sindaci e dimostranti sfidano la polizia. Pecoraro Scanio: intervenga Pisanu
Monpantero, la polizia cerca di guadagnare terreno senza caricare Susa, 31 ottobre 2005 Centinaia di manifestanti, ambientalisti, operai delle aziende in sciopero. Ma anche i sindaci di una ventina di comuni. Buona parte della Val di Susa, questa mattina, si è mossa contro la linea Torino-Lione ad alta velocità, con momenti di tensione fra dimostranti e polizia. Inevitabili i riflessi poitici: il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio protesta: "Pisanu blocchi immediatamente le cariche contro i manifestanti, sindaci e cittadini inermi contrari alla Tav". Polizia e carabinieri hanno istituito posti di blocco che dalla città di Susa impediscono l' accesso a Mompantero, luogo della protesta. Il braccio di ferro più duro, in mattinata, si è consumato sulle pendici di un bosco, a metà strada tra Urbiano, parte a valle di Mompantero, e Seghino, dove si trovano i terreni che oggi dovrebbe venir recintati per essere trivellati e dove polizia e carabinieri intendono arrivare. Alla meta manca meno di un chilometro, ma i dimostranti oppongono resistenza. "Da stamattina - racconta una delle manifestanti - sono avanzati di una cinquantina di metri, due metri alla volta". Per impedire il procedere delle forze dell' ordine, sono stati messi in mezzo alla strada principale tronchi, pezzi di guard-rail, massi di pietra. Negli incidenti di questa mattina sono rimasti coinvolti anche una vigilessa di Villar Focchiardo e l' ex sindaco di San Giorio, Danilo Bar, che sono ricorsi alle cure dei sanitari. Dal primo pomeriggio è impossibile andare oltre Susa per impedire che altre persone raggiungano i manifestanti. "E' gravissima l'aggressione contro i sindaci e i civili inermi che manifestano contro la Tav in Val di Susa - denuncia Pecoraro Scanio - Il ministro Pisanu ed il prefetto sospendano immediatamente l'azione di polizia che si sta conducendo in quella zona. Le opere pubbliche non si impongono con la forza ed i manganelli", dichiara Pecoraro, annunciando un'interpellanza urgente "per sapere chi ha dato l'ordine di caricare sindaci e popolazione civile". I Verdi chiedono di riaprire "immediatamente un tavolo di confronto con i cittadini che si oppongono alla costruzione di un'opera devastante". ------------------------------------------------------------------------------------------ Italia-Usa. Vertice Berlusconi-Bush a Washington. Il premier: resteremo in Iraq finche' sara' necessario
Il premier italiano Silvio Berlusconi Washington, 31 ottobre 2005 L’incontro a Washington arriva in un momento molto delicato per il capo della Casa Bianca. L’amministrazione americana è travolta dallo scandalo Cia-gate e i sondaggi danno il presidente degli Stati Uniti George Bush al minimo di popolarità. Il vertice tra il premier Silvio Berlusconi e Bush è previsto a Washington per oggi alle 17. Il colloquio avverrà nello studio ovale e non dovrebbe essere seguito da una conferenza stampa congiunta. I due leader parleranno dell’impegno militare in Iraq. Nei giorni scorsi Berlusconi ha annunciato un piano di ritiro italiano e ha rivelato di aver provato, invano, a convincere Bush ad evitare la guerra. "Non sono mai stato convinto della guerra come sistema migliore per rendere democratico un paese e farlo uscire da una dittatura sanguinaria - ha detto il premier in una intervista trasmessa oggi da La7 - Ho cercato di convincere il presidente degli Stati Uniti a non fare la guerra. Ma oggi non c'è altra strada che restare lì fino al completamento dell' opera". Legati alla missione a Baghdad, gli scandali Cia-gate e Niger-gate. I servizi italiani sono accusati di aver passato a quelli americani un dossier falso su traffici di armi nucleari dell’ex dittatore Saddam Hussein. Probabilmente si parlerà anche di Iran e Medio
Oriente. Berlusconi ha definito “assolutamente folli”
le dichiarazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sulla
cancellazione di Israele dalla carta geografica. ------------------------------------------------------------------------------------ Domenica, 30 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Boselli insiste: superare il Concordato. Prodi: non e' e non sara' nel programma dell'Unione
Enrico Boselli Roma, 30 ottobre 2005 Il segretario dello Sdi, Enrico Boselli insiste sul superamento del concordato e sfida il centrosinistra a difendere la laicità dello Stato. Al congresso dei radicali, a Riccione, Boselli, spiega che "se la Conferenza episcopale italiana diventa un attore politico come tanti altri, ciò pone il problema del superamento del concordato". Se i socialisti lo chiedono, sottolineano, è perché ritengono che la "questione sia matura". Ma il leader dell'Unione Romano Prodi, oggi a Modena in occasione dell'incontro con la Chiesa cristiana d'Africa, dichiara: "Io ribadisco quello che ho detto ieri: la revisione del Concordato non è in programma e non ci sarà". Il congresso dei Radicali ha approvato l'Odg che di fatto sancisce l'adesione del partito di Pannella e Capezzone al nuovo soggetto che dovrebbe nascere insieme allo Sdi e che dovrebbe vedere l'ingresso anche del Nuovo Psi. O, per lo meno, della corrente che fa capo a Bobo Craxi. "Per fortuna dell'Italia - ha detto Boselli - noi abbiamo un presidente della Repubblica come Ciampi che di fronte al Papa non ha avuto nessuna incertezza nel difendere la laicità dello Stato. E' chiedere troppo che lo faccia anche il centrosinistra?". Il superamento del concordato "non è una grana che da parte di radicali e di socialisti vuole essere sollevata strumentalmente all'interno del centrosinistra. E' invece un tema di grande attualità. Non sarà possibile chiudere facilmente il confronto su questa questione perché saranno gli stessi ulteriori interventi politici della Cei a riproporla giorno dopo giorno". Rosa nel pugno nuovo simbolo Unione apra ai radicali "Qualsiasi ulteriore pregiudizio - aggiunge - sarebbe rivolto non solo contro i radicali ma anche contro i socialisti. Con le altre forze del centrosinistra vogliamo discutere del programma. Ai radicali devono essere spalancate le porte di tutte le commissioni che a questo scopo si sono insediate e hanno cominciato il proprio lavoro". ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 29 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Rutelli a La Repubblica: si' al partito unico di Prodi
Francesco Rutelli Roma, 29 ottobre 2005 "In questi anni - racconta il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, intervistato dal quptidiano La Repubblica abbiamo usato formule astratte, a volte persino un po' ipocrite. La Cosa, la casa comune, il nuovo "soggetto". Ma nessuno capiva bene di cosa si trattasse. Ora l'abbiamo capito. E' il partito democratico, che e' il cuore del nostro progetto unitario, che ha un limpido profilo riformista, e che ora si inquadra in un orizzonte nuovo, e finalmente condiviso, nel quale la tappe intermedie acquistano un significato diverso. L'accordo elettorale, la lista unitaria alla Camera che permettera' a Prodi di guidarla e di condurre la battaglia a viso aperto con Berlusconi, il mantenimento delle sigle e dei simboli al Senato, la partecipazione dei nostri gruppi a formazioni unitarie in Parlamento, l'asse del programma di governo... (...) A nessuno saranno richieste abiure, a nessuno deve essere imposta la cancellazione della propria storia e della propria identita'. Siamo davvero alla vigilia di quello che io ho sempre chiamato un "nuovo inizio", al quale tutti parteciperanno in condizioni di pari dignita'. Stavolta la lista unitaria si fara' sapendo bene cosa viene dopo. Un progetto di governo, e poi un partito democratico che nascera' nel fuoco dei contenuti e delle scelte politiche della prossima legislatura", continua Rutelli. Già ora il primo partito in Europa Due le condizioni: autonomia e pluralismo culturale ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Il governo vara una nuova correzione da 6 miliardi
Giulio Tremonti Roma, 29 ottobre 2005 La correzione dei conti pubblici sarà di 6 miliardi. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. "Un miliardo da dimissioni immobiliari è perfettamente fisiologico, ed è un importo minore rispetto agli anni scorsi. Un miliardo arriva da dividendi non previsti o conteggiati nei tendenziali. Altri 4 miliardi valgono sul 2006, e saranno in un emendamento di 4 commi alla Finanziaria o al Decreto fiscale: 1,5 miliardi dalla riduzione di trasferimenti al capitale di Anas e Fs, senza alcun impatto sulla loro operatività e non avrà alcun impatto sulle opere in corso; 2,5 miliardi da modifiche di base imponibile", in particolare "lotta all'erosione delle basi imponibili". "Inaffidabilita"' e "improvvisazione": sono questi gli aggettivi piu' ricorrenti con cui l'opposizione ha attaccato il governo e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti dopo il varo di una terza tranche della manovra correttiva dei conti pubblici in appena quattro settimane. Spiazzato il centrodestra, che tace un po' imbarazzato. Errani: la situazione finanziaria del paese è
pesantissima ------------------------------------------------------------------------------------ Venerdi, 28 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Prodi: con questo clima, difficili incarichi istituzionali per l'opposizione
Romano Prodi e Francesco Rutelli Roma, 27 ottobre 2005 "Ho sempre pensato che alcune cariche dovessero andare all'opposizione. Nel '96 ho anche tentato di farlo e non ci sono riuscito. Negli ultimi tempi il dibattito si è avvelenato in misura tale che questo obiettivo non è diventato certo più facile e non ci sono segnali che facciano sperare in un miglioramento del clima politico". E' quasi una porta chiusa, quella opposta da Romano Prodi ad accordi bipartisan che portino nella nuova legislatura ad incarichi istituzionali per esponenti dell'opposizione. In un'intervista al Messaggero Prodi parla del programma dell'Unione: "Ci lavorano 12 commissioni, terrà conto del contributo di tutti. Non sara' un programma calato dall'alto. La sintesi sarà proposta per l'approvazione a una grande assemblea che si terrà nell'ultima decade di gennaio. Un'assemblea molto vasta, rappresentativa della società civile". Quanto alla squadra di governo, "dovrà tener conto del risultato elettorale, altrimenti perché si va a votare? Io di idee ne ho tante in testa. Fassino e Rutelli nel governo? Come persone nulla da dire. Ma sono decisioni che si prenderanno in considerazione delle valutazioni che faranno i singoli partiti". Tema ineludibile, vista la cronaca degli ultimi giorni, la polemica fra Sergio Cofferati e l'estrema sinistra: "Questa - risponde Prodi - non è una lotta tra Cofferati e Bertinotti. Questo è un problema di contenuti che stanno alla base di questa vicenda. Ripeto: che una città debba vivere tranquilla e nella legalità è un concetto che condivido in pieno. Però se noi non vogliamo che il problema diventi esplosivo in ogni citta' dobbiamo usare risorse e dialogo". Il leader dell'Unione torna anche a parlare di Rai: "Va proprio cambiata. Con grandi strutture di garanzia indipendenti, di professionalita' e di trasparenza. Privatizzarla? Non subito, certamente. Celentano? E'stato intelligente a non avermi invitato a Rockpolitik". ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Influenza aviaria. Ue: nessun pericolo in Europa, neppure dalle uova crude. Il Ministero della Salute:controlli rigorosi
L'influenza aviaria, la paura passa da Paese a Paese Roma, 26 ottobre 2005
Efsa: meglio cuocere i prodotti avicoli La stessa Autorità, ribadisce che resta invariato il consiglio da lungo tempo valido per la sicurezza alimentare, secondo il quale i prodotti avicoli devono essere "adeguatamente cucinati per proteggere i consumatori dalla possibile presenza di salmonella ed altri organismi"nocivi. Bruxelles: "Da noi solo uova e carni sicure"
"Le importazioni di prodotti derivati di pollame e volatili sono vietate - ha ricordato un portavoce di Bruxelles - se provengono da tutte le aree del mondo dove e' stata individuata la presenza del virus dell'influenza aviaria ad alta virulenza. Queste misure - ha aggiunto - sono continuamente monitorate e confrontate con i controlli veterinari per assicurare che il prodotto messo in vendita sul mercato europeo non presenta nessun rischio per il consumatore". Il ministero: in Italia controlli rigorosi Dal punto vista produttivo l'Italia è poi totalmente autosufficiente, con un tasso autoapprovvigionamento del 106,2% per le carni di pollame e del 101% per le uova. La situazione dell'Italia non è, quindi, assolutamente paragonabile a quella delle nazioni colpite dal virus, dove si assiste a vere e proprie forme di convivenza tra esseri umani e animali. Il ministero della Salute sottolinea che, a partire dal settembre del 2002, l'Italia, prima nazione al mondo, si è dotata delle "linee guida per la prevenzione dell influenza aviaria", predisposte dallo stesso ministero che prevedono una serie di requisiti strutturali, gestionali e di biosicurezza e un'attenta sorveglianza dei volatili, sottoposti periodicamente a prelievi di sangue, il quale viene analizzato per individuare l'eventuale presenza di virus". L' Italia, inoltre, "non importa prodotti avicoli dalle zone colpite dall'influenza aviaria e sono state rafforzate tutte le misure di controllo per prevenire l'illecita introduzione di prodotti da aree a rischio". Aumentate le scorte di anti virali ------------------------------------------------------------------------------------ Giovedi, 27 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Ridotto il fondo per la famiglia, l'Udc minaccia la crisi di governo: "Tagli irresponsabili"
Giulio Tremonti Roma, 26 ottobre 2005 Il fondo che la Finanziaria ha destinato alla famiglia
scende dai 1,140 miliardi previsti inizialmente a un miliardo, al
fine di coprire altri tagli come quelli alla cultura. E'quanto ha
deciso oggi la Cdl, secondo quanto ha riferito Al termine del vertice al Tesoro, Alemanno ha spiegato: "Stiamo ancora discutendo sulle ipotesi di questo miliardo, che c'è e rimane, tra famiglia e istruzione. "Sul Fondo unico per lo spettacolo - ha aggiunto il ministro - c'è l'intenzione di trovare una soluzione, si sa che Buttilgione non vuole tagli". Ma le trattative ancora in corso preoccupano l'Udc: "Il solo pensare che il miliardo di euro per le famiglie possa essere spezzettato in tanti rivoli per altri scopi, mi atterrisce", ha detto il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonté. "Chiunque pensi a questa disastrosa soluzione vuole la crisi di governo e della maggioranza", ha avvertito Volonté che, difendendo gli stanziamenti per la famiglia, ha avvertito il governo: "Davanti alla crisi della natalità è irresponsabile anche solo immaginare di toccare quei fondi fortemente voluti dall'Udc. Senza i soldi per la famiglia, i voti dell'Udc non ci saranno. Questo è un confine invalicabile". E il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, preannuncia una manifestazione nazionale il 10 novembre contro i "pesanti" tagli a regioni, province e comuni previsti dalla Finanziaria e contro la mancata erogazione delle risorse per il fondo politiche sociali". Una protesta che "servirà a dar voce ai cittadini nel caso in cui nell'incontro di oggi con il governo non verranno risolti tutti i problemi". ------------------------------------------------------------------------------------ Mercoledi, 26 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Processo Sme. 'Squillante si e' venduto': i pm chiedono 7 anni per Previti. La difesa: visione distorta delle carte
Cesare Previti Milano, 24 ottobre 2005 In primo grado, Previti era stato condannato a cinque anni. Ma ora ne rischia sette, dopo la richesta avanzata dal sostituto pg Piero De Petris nel processo d'appello Sme. I giudici milanesi vogliono ritirarsi in Camera di Consiglio il prossimo 14 novembre, per arrivare alla sentenza in tempi brevi, secondo il calendario reso noto dal presidente della seconda sezione della Corte d'Appello di Milano, Erminia La Bruna. Per la pubblica accusa Previti è da condannare, oltre che per la presunta corruzione dell'ex capo dei Gip di Roma Renato Squillante, anche per la vicenda Sme (il capo B di imputazione), per la quale il parlamentare di Forza Italia era stato assolto in primo grado. De Petris ha chiesto la conferma della condanna a otto anni per Renato Squillante, mentre è stata sollecitata la prescrizione, e non invece l' assoluzione, come deciso dal Tribunale, per l'ex giudice Filippo Verde. Anche Verde era stato assolto per l'affaire Sme. "Ce lo aspettavamo - è la prima reazione di Francesco Giovannini, uno dei legali di Previti - De Petris era già stato duro con noi in altri procedimenti. Questa richiesta, comunque, rispecchia una visione distorta e parziale delle carte processuali dalle quali emerge la completa estraneità di Previti ai fatti". Il difensore si sofferma poi polemicamente sulla richiesta dell'accusa di non concedere le attenuanti generiche a Previti: "E' vero che Previti è coinvolto in altri procedimenti analoghi ma non c'è sentenza passata in giudicato e, per quel che riguarda il comportamento processuale degli imputati, si tratta di valutazioni metagiudiziali". La requisitoria di De Petris, cominciata venerdì, era proseguita anche sabato. Per De Petris le dichiarazioni della teste Omega, Stefania Ariosto, attaccata nel processo di primo grado dai difensori di Previti, sono ''intrinsecamente ed estrinsecamente attendibili'' e ''ben si inseriscono'' nella contestazione mossa agli imputati, ''la vendita da parte di Renato Squillante della propria funzione''. Per il sostituto procuratore generale, il denaro trovato
sui conti esteri di Squillante era ''in massima parte ingiustificato'',
se non con la corruzione. Per De Petris ''non c'è alcun documento
di supporto agli investimenti che ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi replica a Prodi sulla censura in tv. "Non c'e' nessuna lista di proscrizione"
Silvio Berlusconi Roma, 24 ottobre 2005 "Non c'e' nessuna lista di proscrizione". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota nella quale commenta nuovamente la trasmissione di Adriano Celentano 'Rockpolitik' e replica alle critiche avanzate da Romano Prodi dopo le sue dichiarazioni di ieri. Berlusconi spiega che nelle dichiarazioni di ieri "Ho
soltanto osservato - in risposta ad una domanda per un libro che uscira'
in dicembre - che mi sembrava esagerato l'entusiasmo con cui era stata
accolta e salutata la puntata di Rockpolitik: come se avesse infranto
un tabu', come se fossero stati i primi loro ad avere il coraggio
di attaccare Berlusconi, quando invece non c'e' rete televisiva che
si risparmi in questa esercitazione". ------------------------------------------------------------------------------------ Martedi, 25 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. Suicida la madre di Giusy Potenza, la ragazzina uccisa a Manfredonia
Carlo Potenza Foggia, 24 ottobre 2005 Per l'uccisione di Giusy e' in carcere dal dicembre
2004 Giovanni Potenza, cugino del padre della ragazzina: l'uomo, ventisettenne,
ammise di aver ucciso la piccola Giusy perche' aveva con lei una relazione
che la ragazzina non voleva interrompere, nonostante l'uomo fosse
sposato. ------------------------------------------------------------------------------------ Lunedi, 24 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Maltempo. Crolla un ponte in Puglia: quattro morti e due dispersi. Deraglia treno: feriti
Il crollo è avvenuto nella notte Bari, 23 ottobre 2005 Un uomo è morto nella sua auto in località
San Giorgio, all'ingresso sud del Un altro ponte è crollato, sempre in provincia di Bari, in seguito alla pioggia anche sulla strada tra Adelfia e Bitritto, e numerose strade provinciali che collegano centri della Murgia barese sono interrotte. Sempre in provincia di Bari, a Grumo Appula è stato allagato un villaggio turistico a causa dell'intasamento della rete fognaria. L'acqua è arrivata sino al secondo piano degli appartamenti. Non si segnalano feriti. Il maltempo ha provocato il deragliamento di alcune carrozze del treno Eurostar Taranto-Milano, partito dal capoluogo ionico alle 5.35. Nell'incidente, avvenuto tra le stazioni di Acquaviva delle Fonti e Sannicandro di Bari, sono rimaste ferite alcune persone. Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, giunto a Bari in mattinata, sta sorvolando le zone colpite dal maltempo a bordo di un elicottero. Al termine del sopralluogo il capo della Protezione Civile rientrerà in Prefettura a Bari per fare il punto della situazione e disporre gli interventi necessari. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Mafia. Arrestato Di Fazio, il reggente del clan Santapaola
Nei confronti di Fazio era pendente da diversi anni un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa emessa dal gip di Catania. La notizia del suo arresto è stata confermata in ambienti giudiziari della città. Secondo quanto si è appreso Di Fazio entro questa sera sarà trasferito da Enna a Catania e potrebbe già esser sentito dai magistrati della procura distrettuale di Enna. ------------------------------------------------------------------------------------ Domenica, 23 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Bobo Craxi: il rapporto con la Cdl e' esaurito
Bobo Craxi Roma, 22 ottobre 2005 Seconda giornata del V congresso nazionale del Nuovo
Psi. "Chiedo il ritiro della delegazione socialista al Governo
ed il ritiro della delegazione parlamentare". Lo afferma il vicesegretario
del Nuovo Psi, Bobo Craxi, nel suo intervento al palafiera. Craxi
e' stato applaudito, ma anche interrotto da contestazioni. A chi vuole fondare il Partito Democratico, Craxi dice: "Nei Dna delle forze politiche che darebbero vita a questa nuova vocazione democratica non trovano posto ne' Kennedy ne' Brandt: assumerne una eredita' politica diretta diviene dunque un capolavoro di opportunismo e di ipocrisia. Mentre i socialisti italiani e Bettino Craxi si confrontavano con Palme, Kreisky, Brandt, e' giusto ricordare, senza polemica e per puro amore di verita', che i comunisti italiani si gingillavano con Breznev, Andropov, Cernienko. E che per dare prove di autonomia da Mosca si consentivano una passeggiata europea con Marchiais e Cunhal". Per Craxi "il centrodestra italiano va ristrutturandosi secondo uno schema ed una prospettiva che avvicinera' la neocostituente formazione dei moderati alla famiglia del popolarismo europeo, dentro la quale un partito socialista non puo' entrarci ne' per dritto ne' per storto". ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Spot in tv. Prodi: se contrastano con la realta' la gente li ignora
Romano Prodi Poblet, 22 ottobre 2005 "Faccia tutte le trasmissioni televisive che vuole,
tanto quattro milioni di persone a votare non gliele portano".
Il leader dell'Unione ribadisce la sua preoccupazione per lo stato dei media e dell'informazione. Commentando il film "Viva Zapatero", Prodi afferma di averlo visto e di averlo trovato "molto istruttivo e interessante perche' la morale che se ne trae e' che picchia, picchia, picchia ci si abitua a tutto. Con il massacro mediatico la vigilanza dell'anima diminuisce e dopo qualche anno si accettano cose inaccettabili, e' un film istruttivo e interessante per lo stato della realta' italiana". Quanto alle reazioni del premier alle primarie, Prodi afferma che "lo stesso Berlusconi ha lanciato una primaria del centrodestra, pero' alla fine non l'ha convocata perche' non puo' neanche pensare di mettere in pericolo il suo primato". La reazione del premier e' stata "disorientata" afferma Prodi che attacca di nuovo sulla legge elettorale: "Berlusconi sa che perdera' le elezioni e per questo fa leggi per rendere difficile la governabilita'". Il Professore sul partito unico è molto prudente. "Gia' nei giorni scorsi abbiamo affrontato un lavoro serio sul gruppo parlamentare comune, questo e' un obiettivo che ci dobbiamo porre". Ma: "Prima di lanciare un auto ai 200 km all'ora bisogna revisionare il motore e imbullonarlo bene". ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Napoli. Esercitazione antiterrorismo, e' la terza dopo Roma e Milano. Scontro 'vero' tra ambulanze: 5 feriti
Napoli Napoli, 22 ottobre 2005 Sono bastati cinque minuti perché i primi soccorsi (polizia e vigili del fuoco) arrivassero davanti al Grand Hotel Santa Lucia, sul lungomare partenopeo, dove è in corso l'esercitazione antiterrorismo "Autumn Emergency 2005". Ad operare per primi oltre ai medici, il nucleo specialista dei vigili del fuoco Nbcr, formato da quattro persone, con scafandri gialli e strumentazione per rilevare eventuali presenze di armi chimiche, batteriologiche o esplosivi radioattivi. Nella simulazione, dei 30 passeggeri dell'autobus 7 sono morti, 12 sono feriti in maniera seria, 11 in maniera lieve; coinvolte nell'esplosione altre 2 auto, e 4 passeggeri delle vetture feriti lievemente; feriti anche non in maniera seria 8 passanti. Uno di loro però è stato scagliato oltre il muro del lungomare sulla scogliera e per soccorrerlo sta intervenendo il Saf, il nucleo di vigili del fuoco specializzati nello scalare e nell'affrontare fiumi. Intervenuto immediatamente anche la polizia scientifica per i primi rilievi. Nell'esercitazione antiterrorismo a Napoli c'è un evento non programmabile, ma comunque prevedibile qualora dovesse realmente verificarsi un attentato dinamitardo. Due ambulanze del 118, impegnate nelle operazioni, si sono scontrate in piazza Garibaldi e cinque persone sono rimaste ferite. I mezzi partecipavano al terzo dei quattro eventi previsti nella mattinata, l'individuazione di uno zaino sospetto nelle biglietteria della stazione centrale, proprio in piazza Garibaldi. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Maltempo. Allagamenti nel salernitano. Nubifragi in Puglia. Un disperso
Agropoli oggi Agropoli, 22 ottobre 2005 E' ancora molto critica, secondo quanto riferisce la
sala operativa dei Vigili del Fuoco di Brindisi, la situazione nella
zona tra Capitolo, dove una persona risulta dispersa, Savelletri,
Rosa Marina, Ostuni, Pezze di Greco e Fasano colpita stamane da un
violento nubifragio. I pompieri stanno lavorando per trarre in salvo
persone rifugiatesi sui tetti delle auto e rimaste bloccate nelle
villette allagate delle zone residenziali estive. Il nubifragio ha interessato molte zone della Valle d'Itria anche del versante tarantino. Impegnate due squadre dei Vigili del Fuoco di Bari, coadiuvate da 6 sommozzatori, dal nucleo speleologico e con l'ausilio di un'idrovora. Stamane la linea ferroviaria e' rimasta interrotta dalle 7,30 alle 9,45 tra Fasano e Ostuni. Ritardi si sono registrati sulla Lecce-Milano. Trenitalia al momento non segnala altre interruzioni. Palermo sotto l'acqua Istituita l'unità di crisi ad Agropoli ------------------------------------------------------------------------------------ Sabato, 22 Ottobre, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Televisione. Chiarimento su Celentano martedi' in Cda e vigilanza. Petruccioli: Santoro rientra prima del voto
Adriano Celentano Roma, 22 ottobre 2005 Il 'Molleggiato' ha trovato un fervente sostenitore nel presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che ha parlato apertamente di "capolavoro" e di dimostrazione che "il servizio pubblico è libero e capace di esercitare sarcasmo contro il presidente del Consiglio e questa è una cosa di cui essere fieri perché significa che c'è un grado di libertà straordinario". Una dichiarazione che, secondo molti osservatori, ha 'raffreddato' le intenzioni bellicose di quella parte della Cdl che su Rockpolitik voleva lanciare una 'crociata' contro la Rai e la sinistra. Casini ha anche elogiato il direttore generale di viale Mazzini Alfredo Meocci, a cui si deve "la tutela di questo momento di libertà", bloccando, anche in questo caso sul nascere, le tentazioni di chi nel centrodestra voleva fare del direttore il 'capro espiatorio' della vicenda. An, con il ministro Landolfi, ha ribadito invece il suo duro giudizio sul programma: "Quella di ieri è stata una rock ciofeca, con molta politica e poco rock, che non lascia dubbi su come una parte politica voglia occupare la tv. Sono contento di aver deciso di non aumentare il canone Rai". Le polemiche politiche avranno comunque una 'coda' la prossima settimana, quando per la prima volta martedì si riunirà la commissione di Vigilanza presieduta da Paolo Gentiloni e mercoledì, sempre in commissione, quando saranno auditi presidente, dg e cda di viale Mazzini. E' lo stesso Gentiloni a prevedere che Rockpolitik occuperà gran parte dei due appuntamenti della commissione. Anche in casa Rai ci sarà un chiarimento martedì prossimo quando si riunira il cda. Petruccioli: Santoro rientra prima del voto Se l'ipotesi di contratto è ormai pronta al 95%, restano da limare ancora alcuni particolari. "Dobbiamo aspettare due o tre settimane - dichiara Petruccioli - poi, sia chiaro, voglio portare la cosa in consiglio quando sarò certo che ci sono le condizioni perché passi". Come si comporteranno i consiglieri della Cdl? ""Santoro è uno dei migliori uomini tv - aggiunge il presidente della Rai - e una sentenza ci obbliga a riportarlo in azienda". Petruccoli afferma che non ha mai parlato di Santoro con il premier Silvio Berlusconi. "Io? Mai - conclude - ho visto Berlusconi una sola volta, a luglio. Fui io a chiedergli un appuntamento". --------------------------------------------------------------------------------------------------- Celentano predicatore rock:
icona di libertà o trappolone?
La destra lo attacca, la sinistra lo difende. Adriano Celentano divide la politica italiana. La prima puntata del suo show, Rockpolitik, andata in onda giovedì sera su Raiuno, è diventata un caso, un caso annunciato da mesi di polemiche. Da una parte chi inveisce alla faziosità del molleggiato, quasi fosse diventato tutt’a un tratto un pasdaran ulivista. Dall’altra chi inneggia alla libertà di espressione e ad una televisione che si riappropria della possibilità di fare spettacolo senza censure politiche. Gli ingredienti ad alto tasso polemico sono tutti noti da giorni. In testa il ritorno in tv di Michele Santoro dopo le dimissioni lampo dall’europarlamento. Poi la trasmissione dell’ormai storico “editto di Sofia”, l’invettiva con cui Berlusconi cacciò dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi. E naturalmente gli immancabili monologhi di Celentano, che non risparmia bordate ai politici, in particolare al sindaco di Milano Gabriele Albertini. Tutto questo è buona televisione? E quale sarà il risultato delle polemiche che si sono scatenate prima e dopo lo show? In gioco è il futuro della Rai, la sua missione, la sua libertà. La speranza di tornare a respirare dopo cinque anni di cappa berlusconiana. Certo. E allora la maggior parte delle reazioni appare scontata. Da destra arriva addirittura la richiesta di dimissioni per il direttore generale Rai Alfredo Meocci (considerato vicino a Forza Italia e all’Udc): «Chiediamo a Celentano di ripristinare la par condicio e il pluralismo nella prossima puntata che deve essere riparatoria – ammonisce Michele Bonatesta di An - Come lo chiediamo ai vertici della Rai, che non possono pensare di imitare Pilato e lavarsene le mani, alla Del Noce ma anche alla Meocci, che farebbe bene ad andarsene a casa». La replica: «Ne parleremo in commissione di Vigilanza. Non sono assolutamente attaccato alla sedia». Il tutto mentre il ministro delle comunicazioni Landolfi, sempre An, parla di «una rock-ciofeca, una trasmissione neppure da guardare», e si dichiara «contento di aver deciso di non aumentare il canone a questa rai». Dall’Unione prova a stemperare le polemiche il segretario Ds Piero Fassino: «È giusto allestire e proporre un programma di qualità come quello di Celentano. Non si tratta comunque di un manifesto politico, ma di un'opera di satira, di cui sorridere, non eversiva né pericolosa ma all'altezza del servizio pubblico». Forse, nel coro di antagonisti e sostenitori, può essere utile seguire le voci isolate. C’è chi, come il presidente della Camera Casini, ostenta distacco, e dice: «Vedo che si stanno agitando anche su Celentano, ma non c'è da agitarsi. Che sia bello o brutto, secondo le opinioni, a me non è dispiaciuto». Ma anche chi, sempre nel centrodestra, parla di Celentano come della prova irrefutabile che la tv italiana è libera, «la conferma – dice ad esempio il presidente dei senatori forzisti Renato Schifani - che in Italia c'è la libertà di espressione». Parole che insospettiscono. Nell’Unione Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera, lancia l’allarme: «Non riesco a credere - afferma - che Rai con Celentano e Mediaset con l'invito per Fassino a C'è posta per te, improvvisamente e contemporaneamente, decidano di fare regali al centrosinistra. Sospetto che si stia costruendo freddamente il pretesto per proporre la modifica della par condicio e chissà quale diluvio propagandistico a favore della destra. Lo dico ai colleghi del centrosinistra: non facciamoci ingannare dalle finte proteste di Landolfi e Bondi. Qui sotto c'è il trucco». Preoccupazione che sembra condivisa anche da Romano Prodi: «Mi hanno detto che è stato un bello show di libertà. Interessante. Quello che mi auguro è che la libertà non sia data solo a Celentano». --------------------------------------------------------------------------------------------------- Mafia. Il 'J'accuse' di Grasso scatena le polemiche. Castelli: il procuratore chiarisca
Il ministro Castelli Roma, 22 ottobre 2005 Mentre i Ds e la Margherita si schierano a sostegno del procuratore, il centro- destra esprime dubbi e distinguo. Ed il ministro della Giustizia Roberto Castelli chiede chiarimenti. "A distanza di soli pochi minuti dalla sua presa di possesso il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso è stato costretto a prendere atto a sue spese di cosa significhi ricoprire un'altissima carica nello Stato italiano. Ogni singola parola viene sezionata, strumentalizzata, analizzata e spesso le viene attribuito un significato che va ben al di là delle intenzioni di colui che l'ha pronunciata. Ma proprio in considerazione del ruolo fondamentale ricoperto dal Procuratore Nazionale Antimafia è necessario che ora Grasso chiarisca il vero significato delle sue parole". All'attacco anche Carlo Taormina di Forza Italia: "Laddove ritenga che facendo i nomi potrebbe svelare la pendenza di inchieste e pregiudicarne l'esito, Grasso dica soltanto quali inchieste siano pendenti in base alle quali ha potuto fare le affermazioni svolte nella sua qualità di neo procuratore nazionale antimafia". "Mi preoccuperò - conclude Taormina - di presentare una interrogazione parlamentare affinché il ministro della Giustizia attraverso un'indagine ispettiva accerti le situazioni obiettive in virtù delle quali il procuratore Grasso ha lanciato accuse tanto pesanti in un momento tanto inquietante per il riemergere di gravissimi fatti di criminalità organizzata". Pieno sostegno, invece, è arrivato dai Ds. "Grasso - dice Anna Finocchiaro - avrà certamente elementi fondati per affermare quanto ha detto. Nessuna latitanza può svolgersi in territorio ostile ma solo dove ci sono relazioni solide". Gli ha fatto eco dalla Margherita Sergio Mattarella : "Grasso non dice mai parole in libertà, non parla mai fuori luogo". --------------------------------------------------------------------------------------------------- 'Ndrangheta. Arrestato il boss Giovanni Rosmini
E' stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria Reggio Calabria, 22 ottobre 2005 I reati addebitatigli sarebbero stati commessi a decorrere dal 1996 a Reggio Calabria, dove la cosca Rosmini aveva costituito una consorteria con il fine di controllare e gestire le attività economiche e gli appalti in particolare nella zona sud della città. L'attività investigativa dell'Arma portò nel 1998 all'arresto di 47 esponenti della criminalità organizzata locale per innumerevoli reati tra cui omicidi, traffico di stupefacenti, estorsioni, rapine e danneggiamenti. Solo pochi mesi addietro era stato arrestato il leader incontrastato della famiglia, Antonio Rosmini,latitante da oltre 10 anni. ------------------------------------------------------------------------------------ |
Lunedi, 17 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Primarie. D'Alema: 2 milioni di voti. Prodi: Berlusconi vada a casa. Il premier: Prodi vince se vota solo la sinistra
Lunghe code ai seggi delle primarie, aperti fino alle 22.00 Roma, 16 ottobre 2005 In una sorta di antipasto della prossima campagna elettorale, botta e risposta Prodi-Berlusconi sulle primarie del centrosinistra, che hanno registrato un'affluenza al di là delle aspettative in tutta Italia. "Prodi ha un solo modo per vincere le elezioni: far votare solo quelli della sinistra, proprio come ha fatto oggi", ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo che il leader dell'Unione, nel pomeriggio, entrando all'ambasciata del Brasile per incontrare il presidente Lula aveva risposto ai giornalisti: "Gli italiani oggi hanno detto che Berlusconi se ne deve andare a casa? Sì, sono in tanti a dirlo". "Sarebbe interessante - ribatte il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti - se Berlusconi chiedesse subito al presidente della Repubblica di indire le elezioni. Consiglierei il presidente del Consiglio di convocare le Camere, dimettersi subito e convocare immediatamente le elezioni per vedere se ha ragione lui o abbiamo ragione noi". Per il leader della Margherita Francesco Rutelli è stata una giornata "veramente eccellente" per tutto il centrosinistra. "I risultati - spiega Rutelli - li conosceremo domani ma quello che già sappiamo ci riempie di gioia, perché Prodi si appresta ad avere un grande successo". A giudizio di Prodi, "gli italiani hanno dimostrato che non accettano che si cambino le regole a partita in corsa". L'alta affluenza alle primarie, dunque, è una risposta alla riforma elettorale già approvata dalla Camera. "I nostri connazionali hanno capito che dovevano dare la dimostrazione che non accettano quanto successo negli ultimi giorni, abbiamo chiaramente dimostrato che gli italiani vogliono eleggere direttamente i loro rappresentanti, vogliono partecipare alla vita politica", ha detto ancora Prodi. "E' una grande festa della democrazia, una festa tale per cui nessuna polemica può essere considerata seria". Massimo D'Alema, nel pomeriggio all'ambasciata del Brasile per un incontro con il presidente Lula, anticipa che alle primarie si raggiungeranno sicuramente almeno i due milioni di elettori (come poi attestato alle ore 19.00 da Vannino Chiti, della segreteria Ds): "Quello a cui stiamo assistendo è un grandissimo evento: il successo di questo grande momento di partecipazione democratica dimostra quanto è forte la volontà degli italiani di cambiare". Unica nota stonata per l'Unione, la polemica scatenata da Clemente Mastella. Il leader del'Udeur in un' intervista al Corriere della sera ha dichiarato: "Provo rabbia e vergogna per quanto accade. Queste non sono primarie: è un gioco fasullo". E ancora: "L'Unione per quel che mi riguarda non esiste più", l'Udeur voterà sì al Senato alla riforma elettorale proporzionale. In giornata, arrivato al seggio delle primarie nell'aula consiliare della cittadina del Beneventano allestita per le primarie, gremita fin dall'apertura, ha aggiunto: "Hanno negato a me al mio paese, alla mia gente di andare a votare. A quest'ora già mancano le schede. Se non ci vogliono ce lo dicano". "Da oggi - è la conclusione - saremo il centro alleato con l'Unione. Non mi avranno più fra i piedi alle riunioni. Parlerò con il loro leader, li appoggeremo dall'esterno". ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Follini: "Il problema della leadership e' reale"
Marco Follini Roma, 16 ottobre 2005 L'ex segretario dell'Udc ha quindi spiegato come i problemi da lui posti restino ancora aperti: "Ho concorso alla vita di questa maggioranza, abbiamo fatto tutto bene oppure dobbiamo dire che vogliamo cambiare? Credo che la direzione debba essere quella che va verso il cambiamento". Follini, ricordando che la campagna elettorale è di fatto iniziata, si è chiesto se lo schema che si ripropone, cioè l'alternativa tra Prodi e Berlusconi, sia l'unico possibile: "L'idea che ce ne possa essere un altro non è una mia fissazione. Nessuno mette in questione che il bipolarismo ha messo radici e io apprezzo il passo avanti fatto dalla democrazia dell'alternanza". Secondo Follini uno dei difetti è che "le coalizioni si sono aggregate sul voto marginale: da una parte verso la Lega e dall'altra verso Bertinotti scendendo sul loro stesso terreno". L'ex segretario Udc a proposito della legge elettorale ha ribadito che sarebbe stata necessaria una discussione tra maggioranza e opposizione, però ha ricordato al centrosinistra che un errore è stato quello di scendere in piazza. Follini a proposito della legge elettorale ha quindi spiegato: "Non sono un cultore delle preferenze. So che è impopolare l'idea secondo la quale si fa una lista dove si mettono in fila le persone e si sa già che i primi saranno eletti e che addirittura questi possono fare a meno della campagna elettorale. Questo è un argomento che non mi convince". "La grande coalizione? Non è un'eresia" C'era un filo comune, che era la tessitura di una prassi istituzionale". Follini ha poi sottolineato che: "Ci si può combattere su tante cose, e si deve combattere. C'è anche il gusto della differenza e certamente sull'economia, sulla politica estera Fassino ed io abbiamo idee radicalmente diverse pero' c'è un destino istituzionale che è comune". ------------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 16 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Follini si e' dimesso da segretario dell'Udc: abbiamo detto troppi si', ministri ossequiosi
Follini: serviva un'altra legge elettorale Roma, 15 ottobre 2005 "Si apre una stagione nuova e non esistono uomini per tutte le stagioni”. Così Marco Follini ha annunciato alla direzione dell’Udc la sua decisione di dimettersi da segretario del partito. “Questa, almeno è la mia opinione –
ha aggiunto - e questa opinione ha una conseguenza inevitabile: le
mie dimissioni da segretario del partito". "Resto ovviamente a pieno titolo un dirigente e prima ancora un militante di questo nostro partito a cui auguro di saper coltivare le proprie ragioni vicino al cuore politico di tanti elettori che ci hanno chiesto di esserci per cambiare e non di esserci per lasciare le cose come erano". Follini ha chiesto al presidente del partito di convocare il consiglio nazionale "per tutti gli adempimenti" necessari dopo le sue dimissioni. Serviva un’altra legge elettorale "Ritenevo - rileva Follini - che si dovesse fare di più per coinvolgere l'opposizione in questo tentativo. E quanto più l'opposizione ha cercato di sottrarsi, tanto più sono convinto che fosse giusto e perfino utile non consentire loro di chiamarsi fuori e di menare scandalo”. “Ritenevo che la possibilità per gli elettori di scegliere i candidati e di non subire troppo perentorie indicazioni dei partiti facesse parte di quel diritto in più e di quel potere in più che noi per primi avevamo evocato”. "Ci troveremo, di qui a poco, a fare i conti con la contraddittorietà di due leggi fondamentali. Una legge elettorale che fa del premier la conseguenza dei partiti e l'istituzione di un premierato che ne vorrebbe fare il perno del sistema politico". "Ho preso atto, con tutti voi che l'unico risultato
possibile oggi era questo. E da segretario ho cercato di non ostacolare
questo risultato. Questo era il mandato, questo è il risultato.
Naturalmente, per chi crede ad Una svolta che non mi appartiene Il problema della discontinuità "non è e non può essere un tema stagionale". "Se si ritiene che occorra un altro centrodestra
come condizione per essere noi stessi prima ancora che come condizione
per vincere - aggiunge Follini - l'argomento va svolto e il punto
va tenuto fino in fondo, ad ogni costo, soffrendo e rischiando. Se
invece si ritiene che l'argomento sia troppo 'pericoloso', troppo
estremo ed arrischiato, è meglio non evocarlo affatto". "Nel 2001 siamo stati plebiscitari. Oggi il plebiscito minaccia di essere contro di noi. Ha un senso tutto questo? - chiede - Quale pigrizia, quale paura, quale debolezza ci induce oggi a giocare improvvisamente al ribasso di noi stessi?". Berlusconi ha legato a sé la Cdl La politica è passione non interesse Il problema è l’Udc "Abbiamo chiesto un altro centrodestra, non più
piramidale, non troppo leaderistico perché solo così
potevamo rispondere alla domanda severa che a più riprese gli
elettori ci hanno rivolto in questi anni. Vorrei evitare il sapore
aspro di una disputa personale, quasi di una sfida. Tanto meno di
un'ossessione, che davvero non ho. Non c'e' nessun duello in corso
con Silvio Berlusconi, tutt'altro. Il problema siamo L’Udc ha detto troppi sì "Legge elettorale a maggioranza, striscioni contro striscioni. Legge costituzionale a maggioranza, referendum contro Parlamento. Leggi sulla giustizia particolari e parcelizzate, una è già dietro l'angolo. Non fosse stato per il mio cattivo carattere il nostro segretario amministrativo si troverebbe oggi a pagare a Mediaset il costo dei nostri spot elettorali. E' evidente che lungo questo percorso può andarsene in fumo una parte importante di noi". "Lungo questo percorso esiste, oggettivamente, un appannamento del nostro partito rispetto alle sue stesse aspettative. Rischiamo di essere magari troppo combattivi a parole ma troppo, troppo remissivi nei fatti". "Il risultato è un partito che archivia l'argomento della leadership, derubricandolo da leale sfida politica a improbabile combinazione dinastica. Un partito che evoca le primarie e le lascia dileggiare. Un partito che ottiene una legge elettorale in cambio di un allineamento politico a cui si era sempre cercato di sottrarre. E che finisce per rinunciare lungo questa strada, passo dopo passo, magari senza rendersene conto, alla sua capacità di modificare in profondità i caratteri della proposta che la Casa della Libertà rivolge agli elettori italiani del 2006". "Non credo fosse questo quello che ci hanno chiesto i nostri elettori. E non credo fosse questo il mandato che ci hanno affidato i delegati al nostro ultimo congresso". Ministri Udc ossequiosi “E vi concorre infine la scelta di considerare questa legge elettorale, così com'è, come la madre di tutte le battaglie e come la fonte di tutte le libertà". Il legame con Casini non si spezza "Eravamo una forza satellite, il 3,2% costruito
dentro la nicchia della campagna per Berlusconi presidente. Mi sono
battuto perché ci misurassimo sulla nostra forza e sul nostro
consenso e per due volte, alle europee e poi alle regionali, gli elettori
ci hanno riconosciuto una percentuale quasi doppia". ------------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 15 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Influenza aviaria. Individuato in Romania il ceppo piu' pericoloso
Virus resistente ai farmaci? Bucarest, 15 ottobre 2005 Il ministro dell'agricoltura romeno ha annunciato oggi che il virus dell'influenza aviaria individuato in Romania è del ceppo H5N1, ovvero quello ritenuto più pericoloso. Al termine di una riunione "sulle misure per la
lotta all'influenza aviaria", il ministro dell'Agricoltura Gheorghe
Flutur ha spiegato all'emittente privata Realitatea: "Il virus
isolato sui campioni di Ceamurlia di Jos è l'H5N1". Alcuni campioni tratti dai volatili morti sono stati
inviati da Bucarest a Londra per essere sottoposti a nuovi test. La notizia arriva all’indomani della notizia pubblicata
dal settimanale scientifico britannico Nature, secondo il quale esisterebbe
una versione del virus resistente al Tamiflu, il farmaco già
immagazzinato in tutto il mondo per combattere una eventuale pandemia. ------------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 14 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Legge elettorale. Berlusconi: "Non c'e' alcun dubbio di costituzionalita', con l'Unione dialogo fuori tempo massimo "
Silvio Berlusconi Roma, 14 ottobre 2005 Sulla legge elettorale dubbi di costituzionalità "non ce ne sono, abbiamo attinto dai pareri dei migliori costituzionalisti italiani". E' quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a palazzo Chigi. Il premier ha poi risposto a quanti chiedevano se fosse
possibile aprire un dialogo con l'opposizione, così come suggerito
da Piero Fassino, per apportare modifiche alla riforma della legge
elettorale in Senato: "Dopo il voto di ieri alla Camera mi sembra
che siamo fuori tempo massimo". ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Influenza aviaria. Scoperto un ceppo resistente agli antivirali. Da lunedi' controlli sull'etichettatura
Il ceppo mutato e' stato individuato in Vietnam Roma, 14 ottobre 2005 La sequenza del dna del virus ha rilevato una mutazione che lo ha reso resistente all'oseltamivir, nome di labotorio del Tamiflu. Tuttavia test su cavie hanno dimostrato che il virus mutato è invece sensibile allo zanamiriv, un altro farmaco anti-virale commercializzato con il nome di Relenza, hanno sottolineato i ricercatori. I dati completi dello studio saranno pubblicati giovedì prossimo da 'Nature'. Ma, considerata l'importanza della ricerca, il settimanale britannico ha deciso di anticiparne i risultati. "Potrebbe essere utile fare scorte di zanamivir, così come di oseltamivir in caso di una pandemia di H5N1", sottolineano gli autori della ricerca guidata da Yoshihiro Kawaoka, docente all'Università di Tokyo e all'Università del Wisconsin a Madison. Il ministero dell'Agricoltura rumeno ha confermato che alcuni esemplari di cigni e polli di un villaggio 30 chilometri a nord di Ceamurlia, sono risultati positivi ai test sul virus H5 dell'influenza aviaria. Intanto la presenza del virus dell'influenza aviaria in Turchia, nelle provincia della città di Balikesir in una fattoria dove vengono allevati polli e tacchini all'aperto, è stata confermata dalle stesse autorità turche le quali, attraverso il Ministero dell'Agricoltura e degli Affari Rurali, hanno "subito attivato le necessarie misure volte ad isolare ed eliminare il focolaio dell'influenza". E' la prima volta che i sintomi dell'influenza aviaria compaiono in Turchia, precisa nella nota l'ambasciata. Pur non riuscendo ad avere informazioni chiare riguardo all'origine del ceppo, "è probabile che la causa sia da attribuire agli uccelli migratori, dato che la fattoria confina con una riserva naturale, meta di molti uccelli selvatici". Intanto in Italia si prendono importanti provvedimenti. "Per garantire la sicurezza dei consumi di carne di pollo, ho chiesto all'Ispettorato centrale repressione frodi di attivare, lunedì 17 ottobre, il controllo sull'etichettatura, così come prescritto dall'Ordinanza del Ministero della Salute", ha detto il Ministro delle Politiche agricole e forestali Alemanno. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a 100 milioni di euro che finanzieranno l'acquisto di vaccini, in via preventiva contro la cosiddetta influenza dei polli. Metà della cifra sarà erogata dallo Stato centrale, il resto sarà a carico delle Regioni. Ma l'Italia non interverrà sulla caccia "fino a che non ci sarà traccia di presenza del virus", ha affermato il ministro della Salute, Francesco Storace. "Le polemiche sulla caccia sono finalizzate solo a tentare irresponsabilmente di mettere in difficoltà il Governo, che sta facendo la sua parte, per contrastare il rischio di pandemia". Comunque l'influenza aviaria non è ancora arrivata, ma già si fanno sentire gli effetti sulle abitudini alimentari degli italiani. "A causa del 'virus dei polli' - ha evidenziato il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni - oltre la metà degli italiani, il 53%, ha cambiato le proprie abitudini di acquisto con il risultato che i consumi di pollame si sono ridotti del 32% per effetto di una reazione psicologica generalizzata". ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Varata la manovra aggiuntiva: tagli alle spese per 1,1 miliardi di euro
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Roma, 14 ottobre 2005 E' una manovrina da 1 miliardo e novecento milioni di euro. Un miliardo e cento arriveranno da uan stretta del 30%, sulle spese per beni e servizi della pubblica amministrazione, con l'esclusione di settori come difesa e sicurezza. Gli altri ottocento milioni dovrebbero essere garantiti dalla norma che sostituisce la tassa sul tubo: al suo posto è prevista una norma che spalma in più anni gli ammortamenti per le spese di costruzione della rete, in pratica le grandi società energetiche pagheranno più tasse. E un contributo ai conti pubblici potrebbe arrivare anche dalle nuove procedure per la vendita di immobili pubblici. Il ministro dell'Economia Tremonti ha assicurato che il Governo conta di arrivare a fine anno a raggiungere il 4,3% del rapporto deficit/pil. "I conti ci vedono tranquilli su questo obiettivo", ha spiegato Tremonti, definendo il decreto approvato "un pezzo dell'azione di manutenzione dei conti". Tremonti ha aggiunto che "non c'è nulla di drammatico, è normale un taglia spese, è sempre stato fatto a fine anno". ------------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 9 Ottobre, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- «Umiliati da un governo incapace»
In centomila applaudono Prodi
È passato da poco mezzogiorno quando Romano Prodi inizia a parlare davanti ai centomila di piazza del Popolo a Roma, una folla grandissima, molto più grande delle previsioni degli stessi organizzatori, che porta migliaia di palloncini, decine di striscioni, cartelli improvvisati con le proteste e le richieste più diverse. Un momento di silenzio: comincia così l’intervento del leader dell’Unione, la piazza ammutolisce alla richiesta di un po’ di raccoglimento per le vittime del terremoto nel Kashmir. «Siamo umiliati da un governo ed una maggioranza che hanno promesso miracoli e hanno prodotto disastri»: il richiamo secco di Prodi rompe il silenzio e la piazza si infiamma. L’affondo continua. «La loro incapacità è sotto gli occhi di tutto il mondo, e noi non meritiamo di essere governati così male…. La politica etera si è ridotta ad incontri in ranch, dacie e sfarzose ville private fortificate con i nostri soldi. Siamo stati trascinati in un’avventura militare non voluta e non sentita solo perché il presidente del consiglio potesse essere invitato alla corte del mondo anche se dalle tavole sono arrivate solo le briciole all’Italia». Il richiamo del leader dell’Unione è accolto da vere e proprie ovazioni, come un’ovazione saluta il richiamo di Prodi alla maggioranza affaristica. «Hanno fatto leggi ad personam per salvare il presidente del consiglio e i suoi amici, leggi talmente spudorate che persino chi le aveva proposte adesso se ne vergogna. Il nostro Paese è stato guidato per cinque interminabili anni da una classe politica attenta solo a cambiare le leggi a proprio vantaggio e a tenere insieme con favori e regalie un blocco sociale abbacinato da promesse di ricchezze e di abbondanza» Prima di Prodi, dal palco allestito in questo svogliato principio d’autunno che ha finalmente sostituito la pioggia con un sole velato, hanno parlato gli artisti. Tre attori, Mariangela Melato, Amalia Monti, Carlo Gifuni hanno letto un appello contro i tagli alla finanziaria che mettono in ginocchio la produzione culturale italiana. Tutti i leader dell’Unione sono sul palco, anche se nessuno di loro parlerà. Si limitano a veloci dichiarazioni ai giornalisti. «Finché questa maggioranza sarà al governo, aspettiamoci ancora dei soprusi» ha detto il presidente dei ds, Massino D’Alema. E Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ha detto, a proposito delle iniziative sindacali contro l’ultima finanziaria del governo Berlusconi, che «lunedì, assieme a Cisl e Uil, decideremo cosa fare». Anche lo sciopero generale?: «Valuteremo anche quello». Da Roma l’Unione vuole mandare un messaggio importante a tutta l’Italia, quella dei cittadini e degli amministratori, colpiti dai tagli della Finanziaria che vuole scaricare sulle Regioni e le amministrazioni locali il costo della politica fallimentare del governo Berlusconi. Romano Prodi ha chiamato la piazza a manifestare anche contro la legge elettorale truffa, che a pochi mesi dalle elezioni politiche, vorrebbe cambiare le regole del gioco nel disperato tentativo di salvare l’agonizzante coalizione di centro-destra. Oltre a Romano Prodi, a piazza del Popolo parleranno il sindaco di Firenze e presidente dell’Associazione dei Comuni, Leonardo Domenici,. «Vi aspetto NUMEROSISSSSSSSSIMI» aveva detto “il professore” nel corso della chat con i lettori de l’Unità OnLine e l’invito è stato accolto dal “popolo dell’Unione”. «Abbiamo avuto una grande risposta dal Nord ma anche dal Sud Italia» confermano dal quartier generale dell’organizzazione. ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Fassino attacca Tremonti. Montezemolo:
il maggioritario non funziona L’Unione lancia l’attacco al governo e alla sua Finanziaria. E la proposta non è in grado di soddisfare le priorità del Paese. Il leader dei Ds, Piero Fassino, si fa portavoce di questa protesta intervenendo all'annuale convegno dei giovani imprenditori di Confindustria a Capri. «La Finanziaria non mi sembra adeguata (perché) non consegue tre cose essenziali. Non intaccherà il debito, e non riuscirà a far rispettare gli impegni presi con l'Unione Europea; ... non c'è un volume di risorse per poter credere di sostenere politiche di investimento, quindi non rimette in moto la crescita; infine, sul fronte della spesa è molto discutibile perché ci sono molte delle poste di entrata che sono aleatorie, come le vendite patrimoniali, le cartolarizzazioni, i provvedimenti una tantum», ha detto Fassino durante una tavola rotonda. Anche il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo, dopo aver giudicato nei giorni scorsi «un segnale» la diminuzione degli oneri sul costo del lavoro dell-1%, parlando alla platea dei giovani manager torna a parlare della Finanziaria con toni più critici. Oltre alla tassazione delle rendite finanziarie, Montezemolo ha invitato a riprendere con forza «la strada delle liberalizzazioni, la lotta al sommerso ed una politica fiscale che, a partire dall'Irap, tolga pesi a chi produce ricchezza». E alla vigilia della manifestazione dell-Unione, ha voluto dire la sua anche sulla legge elettorale. «Abbiamo un maggioritario che non funziona - ha detto il presidente di Confindustria chiudendo il convegno - per via dei poteri di veto delle ali estreme degli schieramenti; perchè è un sistema che ha incorporato i difetti dell'eccessivo peso dei piccoli e del leaderismo spinto». Quanto a Fassino ha indicato quelle che secondo lui sono le quattro priorità del Paese. Innanzitutto «la necessità di un fortissimo rilancio della struttura industriale del Paese», da conseguire attraverso «l'innalzamento del livello di specializzazione tecnologica» e «un più alto grado di internazionalizzazione». Fassino ha poi indicato la necessità di puntare sul capitale umano - «bisogna selezionare meglio facendo studiare di più» -, di investire strategicamente su una struttura portuale che aiuti l'Italia ad assumere nel Mediterraneo un ruolo centrale negli scambi Europa-Asia, e di politiche di liberalizzazione, ora a «media intensità tecnologica» e quindi «più esposta alla competizione internazionale», e «una maggiore internazionalizzazione», spiega Fassino da «industrialista convinto dalla nascita». Seconda priorità è colmare «il gap competitivo negli investimenti per la formazione: abbiamo una percentuale troppo bassa di laureati». Terza priorità, «la modernizzazione infrastrutturale»: Fassino invita a puntare sui porti, immaginando l’Italia come «un grande molo nel Mediterraneo» per gli scambi commerciali con l’Asia e la Cina. «Serve un grande investimento sulle infrastrutture portuali, con strade e ferrovie per collegarle». Quarta priorità, «la liberalizzazione delle professioni e dei servizi». Dunque, conclude Fassino, «se queste sono le priorità, questa Finanziaria è inadeguata». Quindi, il leader della Quercia, si rivolge direttamente al ministro dell'Economia Giulio Tremonti seduto in platea: «sono quattro anni, ministro, che lei e Siniscalco ci proponete Finanziarie sovrastimate nella crescita e sottostimate nella spesa. Poi, alla prima trimestrale di cassa sono quattro anni che scopriamo che non è così. Al 5% di deficit ci siamo arrivati in questo modo». Il leader dei Ds è poi tornato sul provvedimento
per la riforma del risparmio «è stata un'occasione mancata»
ha poi aggiunto Fassino. «E per questa occasione mancata, credo
si sia fatta una battaglia troppo timida - ha aggiunto - anche da
parte di chi, ad agosto, aveva partecipato alla polemica». Affinchè
la riforma fosse completa, secondo Fassino, «il controllo sulla
concorrenza bancaria sarebbe dovuto passare all'Antitrust e per sostenere
questo obiettivo sarebbe stata necessaria una campagna più
robusta». ------------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 8 Ottobre, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi ribadisce: conseguenze nella maggioranza se non passa la riforma elettorale
Il premier Berlusconi Roma, 5 ottobre 2005 Il premier ha fatto osservare che le conseguenze politiche per la maggioranza nascono anche e soprattutto da come la riforma si è formata: "C'è stata una proposta di un partito della Cdl autorevolmente sostenuta anche dal presidente della Camera. Noi - ha continuato- ci abbiamo riflettuto e siamo arrivati a individuare in questa proposta qualcosa di utile per il Paese e che quindi era giusto impegnarsi in questa direzione chiedendo a deputati e senatori di votarla. Ove questa proposta non passasse - ha concluso - è chiaro che non possono non esserci delle conseguenze politiche per la maggioranza". ------------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 7 Ottobre, 2005 ------------------------------------------------------------------------------------------------ CdM. Il governo rinvia la riforma del tfr e la Lega insorge: "Troppe pressioni"
Il ministro del Welfare Roberto Maroni Roma, 5 ottobre 2005 I tre ministri della Lega hanno votato contro la decisione
del Consiglio dei Ministri di rinviare al Parlamento il decreto legislativo
sulla previdenza integrativa. Il ministro del Welfare Roberto Maroni considera "dannosa,
ingiustificata e controproducente" la decisione di rinviare alle
camere il decreto legislativo sul Tfr. Maroni ha parlato di "forti
pressioni" e di percorso che se "non e' compromesso"
comunque subisce uno stop preoccupante. ------------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 6 Ottobre, 2005 ------------------------------------------------------------------------------------------------ Economia. Ciampi: compriamo prodotti italiani, i Comuni sono patrimonio della nazione
Ciampi: abbiamo bisogno di unita' Aosta, 5 ottobre 2005 Un appello a scegliere il Made in Italy. Un appello a sostenere anche così la nostra economia. In un discorso ad Aosta, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ricordato a tutti che “quando compriamo un prodotto italiano, diamo impulso all'attività delle nostre imprese". "Ce la possiamo fare – ha detto il Capo dello Stato - non siamo condannati a registrare statistiche negative", anche i più recenti dati Istat sulla produzione cominciano a dire che "ci sono segnali di risveglio, di voglia di riscatto, di idee imprenditoriali nuove". "Anche in questo anno difficile tante aziende hanno rinnovato prodotti e strategie commerciali. Le nostre esportazioni, che presentano tuttora serie difficoltà in alcuni settori, hanno fatto registrare negli ultimi mesi segnali di ripresa. Il problema maggiore resta la domanda interna, stagnante, sia i consumi, sia gli investimenti”. “Le imprese e le famiglie per l'incertezza del futuro, sono trattenute dall'investire e dallo spendere. A imprese e famiglie dobbiamo pensare, cercando di infondere fiducia, di spingere ad investire, di tornare ad acquistare prodotti, stando attenti ai prezzi e alla qualità, come giustamente chiedono le organizzazioni dei consumatori, ma anche con la consapevolezza che quando compriamo un prodotto italiano, diamo impulso all'attività delle nostre imprese". Ciampi: serve unità "Vale l'analisi che ho tracciato più volte:
per intraprendere bisogna avere il coraggio di andare d'accordo, di
superare le divisioni, di guardare agli interessi superiori della
comunità". I Comuni sono un patrimonio ------------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 5 Ottobre, 2005 ------------------------------------------------------------------------------------------------ Aborto. Riprende la sperimentazione della Ru486. Il Vaticano attacca: "Atto contro la vita"
La sperimentazione dovrebbe ripartire lunedi' prossimo Citta del Vaticano, 5 ottobre 2005 La ripresa della sperimentazione sulla pillola Ru486,
nuovamente decisa dalla Regione Piemonte, per l'Osservatore romano
e' un "atto contro la vita". La sperimentazione dovrebbe ripartire lunedi' prossimo ------------------------------------------------------------------------------------- Martedi, 4 Ottobre, 2005 ------------------------------------------------------------------------------------------------ I furbetti del quartierino. «Quando si è trattato di costringere Berlusconi a dimettersi per poi fare un Berlusconi bis, Fini ha sostenuto Follini. Ma poi Fini ha fatto un giro di valzer, ha lasciato Follini nelle pesti e ora sostiene Berlusconi a oltranza, più di Bossi. Infine anche Casini ha fatto la sua giravolta scaricando Follini». Giovanni Sartori, Corriere della Sera, 3 ottobre -------------------------------------------------------------------------------------Salva
Previti verso il rinvio, Berlusconi teme di non farcela Potrebbe slittare a fine mese l’esame da parte della Camera della proposta di legge di riforma del sistema della prescrizione, la cosiddetta “ex Cirielli”, la “Salva-Previti” perché taglia drasticamente i tempi di prescrizione di molti reati e quindi cucita addosso a famiglio del premier. A quanto si apprende, infatti, indipendentemente dal merito della proposta di legge, l'assemblea dei deputati dell'Udc è pronta a respingere, nella riunione di questa mattina, la proposta annunciata dagli alleati della maggioranza di inversione dell'ordine del giorno dell'aula di Montecitorio, che punta ad inserire in cima al calendario proprio la pdl “ex Cirielli”. In questo modo, l'esame del provvedimento resterebbe collocato dopo due decreti in scadenza, da affrontare in questa settimana, e difficilmente potrebbe quindi precedere il dibattito e il voto sulla legge elettorale, stabilito tra l'11 e il 13 ottobre, e successivamente la devolution, fissata per il 20. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è convinto che, piuttosto che rischiare di non far passare la cosiddetta legge ex Cirielli, visto che da questo dipende il suo futuro, sia meglio rinviare il voto. È quanto hanno riferito fonti della maggioranza che hanno avuto modo di parlare con il premier. Se non siamo ancora pronti, sarebbe stato il ragionamento di Berlusconi, secondo quanto riferito, piuttosto che farla saltare sarebbe meglio rinviarla. La riflessione del Cavaliere sarebbe stata fatta non appena il premier è stato informato che ci potrebbero essere dei problemi - in particolare da parte dell'Udc - nell'approvazione del nuovo ordine del giorno che anticipa il voto sulla ex Cirielli. Il ministro della Giustizia Castelli ha fornito alla Camera i dati in suo possesso sul possibile impatto della ex Cirielli sui processi in corso, ma, in una lettera indirizzata al presidente della Camera Casini, avverte che si tratta solo di una «elaborazione statistica su dati parziali», e che quindi, a suo giudizio, «inidonea a fornire un’esatta valutazione dell'impatto globale della normativa in itinere». Nella relazione inviata dal ministro della Giustizia alla Camera si avverte che è stato possibile lavorare solo sui dati forniti da 15 delle 29 corti d'appello, quindi su 77.318 procedimenti su un totale di 132.182. Alcune forze politiche, come l'Udc, avrebbero condizionato il loro voto al contenuto di quei dati. L'assemblea dei deputati dell'Udc è pronta a respingere la proposta annunciata dagli alleati della maggioranza di inversione dell'ordine del giorno dell'aula di Montecitorio, che punta a inserire in cima al calendario proprio la "ex Cirielli". A Montecitorio sull'ennesima legge ad personam, l'opposizione farà muro. L'unione ha presentato ben 79 emendamenti. Magari confidando nel sostegno dei parlamentari dell'Udc. La richiesta del presidente della Camera di sapere la ricaduta che le nuove norme avranno sui processi pendenti è ottimale per l'opposizione, che punta a fermare la "Salva Previti". «Non si può legiferare - avverte il Ds Francesco Bonito - senza avere cognizione di causa». -------------------------------------------------------------------------------------------------- Allarme Eurostat: 11 milioni
di italiani a rischio povertà 11 milioni di italiani sono a rischio povertà. L'allarme arriva dall'Eurostat proprio nel giorno in cui il governo annuncia che negli ultimi tre mesi luce, gas e trasporti hanno pesato sulle tasche dei cttadini del Belpaese dal 5 al 12% in più. Secondo l'istituto di statistica europeo fra i 72 milioni di cittadini Ue che rischiano la povertà, circa 11 milioni sono italiani: cioè il 15%. E anche se i dati dell’ufficio di statistica europeo si riferiscono al 2003 l’allarme è pesante: il 19% degli italiani vive in famiglie che guadagnano meno del 60% di quanto in media entra nelle casse dei nuclei familiari del paese, mentre a livello europeo la media scende al 16%. L’Italia dunque è insieme al Portogallo e alla Spagna tra i paesi dell'Unione con il più elevato tasso di rischio povertà, preceduta solo da Slovacchia, Irlanda e Grecia (tutte al 21%). E il rischio potrebbe essere anche più alto senza interventi sociali da parte dello Stato: per dimostrare l'importanza del Welfare, Eurostat ha calcolato infatti i tassi di rischio povertà per ciascun paese al netto di qualsiasi contributo statale, pensioni incluse. In questo caso gli italiani che non arriverebbero a fine mese sarebbero addirittura il 42%.
La nuova tassa sul tubo sulle grandi reti di trasmissione di energia, potrebbe infatti tradursi in un potenziale aumento dell'1% delle tariffe dell'elettricità e del metano che peserà sulle tasche dei consumatori con aumenti oltre 10 euro in più l'anno per una famiglia tipo, secondo gli esperti. Ma niente paura, avverte il governo, nel testo di legge si prevede che la tassa sia a carico dei «proprietari» e ne sia «vietata la rivalsa e la traslazione sugli utenti», una garanzia che non sembra rassicurare sul rischio dati i tempi. -------------------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Tremonti: gli scioperi sono la prova che la manovra non e' elettorale
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti Roma, 4 ottobre 2005 La minaccia di sciopero da parte del sindacato contro la finanziaria "è la prova del nove che si tratta di una finanziaria seria". Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti difende la sua manovra. "Non discuto se è giusto o no lo sciopero – ha detto in una intervista alla trasmissione Omnibus de La7 - ma se la manovra fosse elettorale non si farebbero scioperi”. La tassa sul tubo "Se il sindacato vuole difendere i profitti per attaccare il governo può farlo ma i cittadini questi trucchi li capiscono". Lotta all’evasione L’ipotesi della fiducia "In ogni caso Fini ed io abbiamo la possibilità di mettere la fiducia. Il quadro economico deve restare fermo. E' giusto che i governi abbiano il dovere e il potere di farsi rispettare". Tra le cose più importanti "che qualificano la finanziaria e che resteranno anche nella prossima legislatura a prescindere da chi vincerà c’è la ristrutturazione del nostro sistema produttivo con il rilancio dei distretti, l'avvio della previdenza complementare, la lotta all'evasione e la riforma delle esattorie". E all’accusa di chi lo ritiene l’artefice della cosiddetta “finanza creativa, il ministro risponde che si tratta di una "balla storica della sinistra”: "La sinistra ha fatto enormemente di più. Quando l'economia andava bene ha fatto 120 mila miliardi di finanza creativa. Le cartolarizzazioni le hanno inventate loro". Tremonti respinge poi le accuse di forti tagli agli enti locali: "A Prato – ha detto il ministro - sono stati stanziati 60mila euro per i pipistrelli, se li stanziavano per i cittadini era meglio". "E' un problema serio ma ci sono sindaci che hanno iniziato a minacciare ritorsioni sui cittadini ad esempio un famoso sindaco avrebbe dovuto iniziare a dire, mando via chi mi scrive discorsi, intervengo sul mio staff. Invece si fa fotografare sulla sua gioiosa macchina da guerra". -------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Follini al Corriere della Sera: Berlusconi non e' il candidato premier giusto
Il segretario dell'Udc Marco Follini Roma, 4 ottobre 2005 "Ho proposte le primarie, e l'ho detto, perché ritengo che Silvio Berlusconi non sia il candidato giusto per il centrodestra". Il segretario dell’Udc, Marco Follini, torna all’attacco del premier. Dalle colonne del Corriere della Sera, il leader dei centristi rivendica "il diritto che questa opinione, che è l'opinione del congresso dell'Udc, venga misurata democraticamente” "Sono tra quanti pensano - scrive in una lettera
inviata a via Solferino - che alla politica italiana serva un sistema
elettorale proporzionale. Un sistema nel quale, rovesciando il teorema
esposto ieri dall'onorevole Bossi "i voti si contano e non si
pesano". Questa convinzione fa parte del patrimonio politico
del cattolicesimo democratico dal lontano 1919. Se dunque l'Udc chiede
di aprire un ragionamento in materia non si può dire che sia
propriamente un'improvvisata". ------------------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 3 Ottobre, 2005 -------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Il Giornale: 'Follini in bilico'. Udc:tra le poche promesse mantenute da Berlusconi gli attacchi al segretario
Marco Follini Roma, 2 ottobre 2005 "In questi giorni abbiamo letto ricostruzioni sull'Udc
e sul suo segretario ingiuste, fantasiose e offensive. Non sono questi
i metodi che favoriscono lo slancio e la coesione della coalizione.
Né attacchi ingiustificati a Marco Follini, né trame
interessate a disunire il partito possono creare serentita' e concordia
nella Cdl". Luca Volonté, capogruppo Udc alla Camera,
stigmatizza così il titolo de Il Giornale, 'Follini in bilico,
stavolta si gioca il posto . La resa dei conti a metà mese.
Il segretario in rotta con Casini e isolato nel partito, potrebbe
lasciare. Al suo posto Baccini o Buttiglione'. Si spinge oltre Mario Tassone, vice segretario vicario dell'Udc: "Ci troviamo in presenza di attacchi concentrici nei confronti dell'Udc, per i quali appare chiaro che oggi quel che dà fastidio è l'iniziativa politica del partito, tanto da tradurre un confronto, che è la risorsa di una formazione democratica, come uno scontro insanabile". Più esplicito Lorenzo Cesa, esponente di punta dell'Udc e vice presidente del gruppo parlamentare del Ppe a Strasburgo: "Non c'è dubbio che fra le poche promesse mantenute da Berlusconi vi sia quella di scatenare gli organi di informazione della famiglia contro il segretario dell'Udc. Quello che sta succedendo in questi giorni è semplicemente vergognoso". Nel pomeriggio, infine, la presa di posizione ufficiale del partito, con una nota firmata da Armando Dionisi, capo della segreteria dell'Udc ed europarlamentare, fra i fedelissimi di Follini: "Il nostro è un partito orgogliosamente autonomo. Non ci facciamo condizionare dalle proposte di desistenza ma non ci facciamo neppure intimidire da certi attacchi". "Il segretario dell'Udc è eletto da un Congresso e certamente non può essere sfiduciato da una campagna di stampa denigratoria e priva di fondamento. Dalle nostre parti, siamo soliti discutere ma la nostra dialettica è tutta volta a rafforzare il partito e non a consegnarlo ad un ruolo subalterno", conclude il comunicato della segreteria.
Politica. Prodi: sabato manifestazione a Roma contro legge elettorale e finanziaria. Allarme dai sindaci dell'Unione
Romano Prodi Roma, 2 ottobre 2005 "Sabato prossimo faremo a Roma una grande manifestazione contro la legge elettorale che vuole scardinare le regole della democrazia italiana e contro la Finanziaria che è soprattutto rivolta a danno degli enti locali e del sistema sanitario". "Sarà una manifestazione seria, forte, compatta - ha spiegato Prodi - per la protezione dei più deboli e per le regole della democrazia. Sarà una manifestazione fatta all'esterno", ha precisato dopo le voci di questi giorni che parlavano di una manifestazione in un teatro. Forza Italia, con il coordinatore del partito Bondi, difende la riforma elettorale in senso proporzionale messa a punto dalla maggioranza, definendola "neutrale, perché rispecchia la reale forza dei singoli partiti presenti in Italia". Sindaci dell'Unione a Prodi: "Non sottovalutare
i danni" "Cari amici - scrivono i sindaci - ci rivolgiamo in modo aperto a voi, come leader dell'opposizione di centro-sinistra, per esprimervi la nostra fortissima preoccupazione per la manovra finanziaria che il governo ha varato e che colpisce pesantemente i Comuni italiani. Abbiamo però la sensazione che, da parte dell'Unione, vi sia una notevole sottovalutazione delle gravi conseguenze che questa manovra avrà nelle nostre città e nei nostri Comuni e, dunque, vi sia scarsa reattività. C'è invece bisogno, anzitutto, di spiegare ai cittadini come le misure che il Governo ha varato andranno a colpire direttamente i servizi offerti, che dovrebbero essere caso mai aumentati e non certo diminuiti. Inoltre, è importante promuovere un'adeguata iniziativa in sede politica e istituzionale, poichè larga parte dei Comuni italiani è amministrata da coalizioni di centro-sinistra, anche se la manovra non fa certo distinzioni in base al colore politico delle Giunte. Non vorremmo che l'Unione si lasciasse assorbire completamente da problemi che sono certamente di grande rilievo (pensiamo al colpo di mano che si sta tentando sulla legge elettorale), ma che rischiano di essere più lontani rispetto ai bisogni dei cittadini di quanto invece siano gli effetti della manovra finanziaria". --------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Montezemolo: impostazione respondabile
Luca Cordero di Montezemolo Roma, 2 ottobre 2005 "La mia valutazione è che questi due aspetti siano stati tenuti nel debito conto. Perciò ho parlato di una impostazione responsabile che deve essere assolutamente confermata nei passaggi parlamentari. La strada maestra per correggere i nostri squilibri è quella di tornare a crescere: per ridurre il debito pubblico accumulato e per abbassare il disavanzo tra entrate e uscite totali". "Per questo occorre mettere l'impresa e più in generale l'economia al centro dell'attenzione. L'intervento sugli oneri impropri che riguardano il costo del lavoro è un primo segnale per le imprese di ogni dimensione. In Italia il carico contributivo sull'impresa è pari al 45% delle retribuzioni nette, in Germania è il 36%, nel Regno Unito il 13%. C'è quindi ancora molto da fare, così come Confindustria ribadisce la necessità di una profonda modifica dell'Irap, imposta ingiusta che penalizza le imprese e l'occupazione. E' a partire da questi temi che giudicheremo i programmi degli schieramenti politici in vista delle prossime elezioni". -------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 2 Ottobre, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Il governo intenzionato a porre la fiducia sulla manovra, critici opposizione e enti locali Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti Roma, 1 ottobre 2005 Il governo ha varato la Finanziaria che ora verrà
sottoposta al vaglio parlamentare. Anche se l’esecutivo sembra
intenzionato ad evitare qualsiasi da parte delle Camere e per questo
potrebbe porre la questione di fiducia. La manovra sarà di 20 mld di euro, 11.5 di correzione di conti, 4.5 di spese che non possono essere ridotte e 4 per lo sviluppo e la solidarietà. Meno di quanto fosse previsto nelle prime bozze. Per gli enti locali i tagli saranno di 3 mld ripartiti in percentuali diverse su regioni e comuni. Tagli anche ai ministeri: un risparmio di 6 mld per le spese statali. Per la sanità sono previsti 91 mld più 2 che il govermo ha promesso di aggiungere: più dello scorso anno, ma meno di quanto il governo aveva previsto di spendere, denunciano le regioni. Ci sarà poi un fondo sociale di 4 mld. Modalità e destinatari - famiglie anziani o bambini - avrebbero dovuto essere individuati nel Consiglio dei Ministri, ma non c'è stato accordo, e le decisioni sono state rimandate ai prossimi giorni. Confermata la tassa sul tubo per le reti infrastrutturali delle aziende di energia quali Eni ed Enel. Il governo assicura che non ricadrà sulle bollette, ma è tutto da verificare. "La coperta è corta" ha detto Berlusconi ripetendo che le risorse sono poche e accusando di "terrorismo mediatico" quei sindaci che, conti alla mano, hanno già calcolato quanto sono costretti a tagliare, dall'asilo nido alla luce nelle strade. --------------------------------------------------------------------------------------- Legge elettorale. L'Unione pronta a scendere in piazza. Follini: "Mi sta piu' a cuore evitare la rissa".
Marco Follini Roma, 30 settembre 2005 Sul tema della legge elettorale l'Unione è pronta
a scendere in piazza in una grande manifestazione di protesta mentre
nel centrodestra c'è chi come il leader dell'Udc Marco Follini
si dice indisponibile ad una rissa che rischia di travolgere il sistema
delle regole e degli equilibri politici. Intanto, la Camera dei Deputati ha deciso il calendario dei lavori e la riforma elettorale verrà discussa prima della Devolution. In ottobre i deputati dovranno vedersela anche con l'ex-Cirielli, la proposta di legge battezzata dalle opposizioni "salva-Previti', che riduce i tempi di prescrizione dei reati. Intanto in un vertice, l'Unione annuncia che si opporrà con ogni mezzo alle riforma elettorale. Prodi: la riforma "violenta lo spirito della democrazia" D'Alema: Casini il regista Casini: le intimidazioni mi lasciano indifferente Rutelli: nessuna possibilità di dialogo D'Onofrio: dialogo impossibile non per colpa nostra -------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 1 Ottobre, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------- Influenza polli. L'Onu lancia l'allarme: "Il virus potrebbe colpire anche 150 milioni di persone" Il virus potrebbe raggiungere in breve tempo l'Africa o il Medio Oriente Ginevra, 30 settembre 2005 Una nuova influenza pandemica potrebbe diffondersi e colpire fra i cinque e i centocinquanta milioni di persone. A diffondere l'allarme è David Nabarro, responsabile dell'Onu per il coordinamento contro l'influenza aviaria. "Le conseguenze in termini di vite umane quando la pandemia si diffonderà saranno fuori dall'ordinario ed estremamente dannose", ha spiegato Nabarro. L'influenza aviaria ha cominciato a colpire gli animali in Asia dal 2003, ha già provocato la morte di un numero enorme di uccelli e causato almeno sessanta decessi fra gli uomini. "E' come una combinazione del surriscaldamento terrestre e del virus dell'Hiv, ma si sta diffondendo dieci volte più velocemente", ha proseguito Nabarro. Il responsabile dell'Onu ha poi aggiunto che la possibilità che il virus cambi e arrivi a trasmettersi dagli animali agli uomini è molto alta. Inoltre, in virtù del flusso migratorio degli uccelli, c'è un'alta probabilità che l'epidemia raggiunga in breve tempo l'Africa o il Medio Oriente. Nabarro ha poi sottolineato che "il modo in cui lavoreremo nei prossimi mesi farà la differenza fra i cinque e i centocinquanta milioni di casi", impegnandosi, dall'alto del suo ruolo, a coordinare i governi locali per contenere i danni di un'eventuale pandemia. "L'Onu - ha testimoniato Nabarro - sta considerando in maniera molto seria la minaccia in corso". -------------------------------------------------------------------------------- |