Lunedi, 31 Ottobre, 2005

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Tav. Contro la Torino-Lione, in Val Susa sindaci e dimostranti sfidano la polizia. Pecoraro Scanio: intervenga Pisanu

Monpantero, la polizia cerca di guadagnare terreno senza caricare

Susa, 31 ottobre 2005

Centinaia di manifestanti, ambientalisti, operai delle aziende in sciopero. Ma anche i sindaci di una ventina di comuni. Buona parte della Val di Susa, questa mattina, si è mossa contro la linea Torino-Lione ad alta velocità, con momenti di tensione fra dimostranti e polizia. Inevitabili i riflessi poitici: il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio protesta: "Pisanu blocchi immediatamente le cariche contro i manifestanti, sindaci e cittadini inermi contrari alla Tav".

Polizia e carabinieri hanno istituito posti di blocco che dalla città di Susa impediscono l' accesso a Mompantero, luogo della protesta. Il braccio di ferro più duro, in mattinata, si è consumato sulle pendici di un bosco, a metà strada tra Urbiano, parte a valle di Mompantero, e Seghino, dove si trovano i terreni che oggi dovrebbe venir recintati per essere trivellati e dove polizia e carabinieri intendono arrivare. Alla meta manca meno di un chilometro, ma i dimostranti oppongono resistenza. "Da stamattina - racconta una delle manifestanti - sono avanzati di una cinquantina di metri, due metri alla volta". Per impedire il procedere delle forze dell' ordine, sono stati messi in mezzo alla strada principale tronchi, pezzi di guard-rail, massi di pietra.

Negli incidenti di questa mattina sono rimasti coinvolti anche una vigilessa di Villar Focchiardo e l' ex sindaco di San Giorio, Danilo Bar, che sono ricorsi alle cure dei sanitari. Dal primo pomeriggio è impossibile andare oltre Susa per impedire che altre persone raggiungano i manifestanti.

"E' gravissima l'aggressione contro i sindaci e i civili inermi che manifestano contro la Tav in Val di Susa - denuncia Pecoraro Scanio - Il ministro Pisanu ed il prefetto sospendano immediatamente l'azione di polizia che si sta conducendo in quella zona. Le opere pubbliche non si impongono con la forza ed i manganelli", dichiara Pecoraro, annunciando un'interpellanza urgente "per sapere chi ha dato l'ordine di caricare sindaci e popolazione civile". I Verdi chiedono di riaprire "immediatamente un tavolo di confronto con i cittadini che si oppongono alla costruzione di un'opera devastante".

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Italia-Usa. Vertice Berlusconi-Bush a Washington. Il premier: resteremo in Iraq finche' sara' necessario

Il premier italiano Silvio Berlusconi

Washington, 31 ottobre 2005

L’incontro a Washington arriva in un momento molto delicato per il capo della Casa Bianca. L’amministrazione americana è travolta dallo scandalo Cia-gate e i sondaggi danno il presidente degli Stati Uniti George Bush al minimo di popolarità.

Il vertice tra il premier Silvio Berlusconi e Bush è previsto a Washington per oggi alle 17. Il colloquio avverrà nello studio ovale e non dovrebbe essere seguito da una conferenza stampa congiunta.

I due leader parleranno dell’impegno militare in Iraq. Nei giorni scorsi Berlusconi ha annunciato un piano di ritiro italiano e ha rivelato di aver provato, invano, a convincere Bush ad evitare la guerra.

"Non sono mai stato convinto della guerra come sistema migliore per rendere democratico un paese e farlo uscire da una dittatura sanguinaria - ha detto il premier in una intervista trasmessa oggi da La7 - Ho cercato di convincere il presidente degli Stati Uniti a non fare la guerra. Ma oggi non c'è altra strada che restare lì fino al completamento dell' opera".

Legati alla missione a Baghdad, gli scandali Cia-gate e Niger-gate. I servizi italiani sono accusati di aver passato a quelli americani un dossier falso su traffici di armi nucleari dell’ex dittatore Saddam Hussein.

Probabilmente si parlerà anche di Iran e Medio Oriente. Berlusconi ha definito “assolutamente folli” le dichiarazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sulla cancellazione di Israele dalla carta geografica.

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Domenica, 30 Ottobre, 2005

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Politica. Boselli insiste: superare il Concordato. Prodi: non e' e non sara' nel programma dell'Unione

Enrico Boselli

Roma, 30 ottobre 2005

Il segretario dello Sdi, Enrico Boselli insiste sul superamento del concordato e sfida il centrosinistra a difendere la laicità dello Stato. Al congresso dei radicali, a Riccione, Boselli, spiega che "se la Conferenza episcopale italiana diventa un attore politico come tanti altri, ciò pone il problema del superamento del concordato". Se i socialisti lo chiedono, sottolineano, è perché ritengono che la "questione sia matura". Ma il leader dell'Unione Romano Prodi, oggi a Modena in occasione dell'incontro con la Chiesa cristiana d'Africa, dichiara: "Io ribadisco quello che ho detto ieri: la revisione del Concordato non è in programma e non ci sarà". Il congresso dei Radicali ha approvato l'Odg che di fatto sancisce l'adesione del partito di Pannella e Capezzone al nuovo soggetto che dovrebbe nascere insieme allo Sdi e che dovrebbe vedere l'ingresso anche del Nuovo Psi. O, per lo meno, della corrente che fa capo a Bobo Craxi.

"Per fortuna dell'Italia - ha detto Boselli - noi abbiamo un presidente della Repubblica come Ciampi che di fronte al Papa non ha avuto nessuna incertezza nel difendere la laicità dello Stato. E' chiedere troppo che lo faccia anche il centrosinistra?".

Il superamento del concordato "non è una grana che da parte di radicali e di socialisti vuole essere sollevata strumentalmente all'interno del centrosinistra. E' invece un tema di grande attualità. Non sarà possibile chiudere facilmente il confronto su questa questione perché saranno gli stessi ulteriori interventi politici della Cei a riproporla giorno dopo giorno".

Rosa nel pugno nuovo simbolo
Parlando del nuovo soggetto politico che unisce radicali e Sdi, Boselli ha annunciato che proporrà al Consiglio nazionale del suo partito di adottare la rosa nel pugno come simbolo: "Così nascerà la Rosa che
sarà un nuovo fiore bello e forte della politica italiana".

Unione apra ai radicali
“E' giunto il momento nel quale l'Unione si apra senza remore e riserve alla partecipazione dei Radicali che sono un'importante risorsa per tutto il centrosinistra".

"Qualsiasi ulteriore pregiudizio - aggiunge - sarebbe rivolto non solo contro i radicali ma anche contro i socialisti. Con le altre forze del centrosinistra vogliamo discutere del programma. Ai radicali devono essere spalancate le porte di tutte le commissioni che a questo scopo si sono insediate e hanno cominciato il proprio lavoro".

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Sabato, 29 Ottobre, 2005

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Politica. Rutelli a La Repubblica: si' al partito unico di Prodi

Francesco Rutelli

Roma, 29 ottobre 2005

"In questi anni - racconta il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, intervistato dal quptidiano La Repubblica abbiamo usato formule astratte, a volte persino un po' ipocrite. La Cosa, la casa comune, il nuovo "soggetto". Ma nessuno capiva bene di cosa si trattasse. Ora l'abbiamo capito. E' il partito democratico, che e' il cuore del nostro progetto unitario, che ha un limpido profilo riformista, e che ora si inquadra in un orizzonte nuovo, e finalmente condiviso, nel quale la tappe intermedie acquistano un significato diverso. L'accordo elettorale, la lista unitaria alla Camera che permettera' a Prodi di guidarla e di condurre la battaglia a viso aperto con Berlusconi, il mantenimento delle sigle e dei simboli al Senato, la partecipazione dei nostri gruppi a formazioni unitarie in Parlamento, l'asse del programma di governo... (...) A nessuno saranno richieste abiure, a nessuno deve essere imposta la cancellazione della propria storia e della propria identita'. Siamo davvero alla vigilia di quello che io ho sempre chiamato un "nuovo inizio", al quale tutti parteciperanno in condizioni di pari dignita'. Stavolta la lista unitaria si fara' sapendo bene cosa viene dopo. Un progetto di governo, e poi un partito democratico che nascera' nel fuoco dei contenuti e delle scelte politiche della prossima legislatura", continua Rutelli.

Già ora il primo partito in Europa
"Il nuovo partito che nascerebbe dall'aggregazione tra Ds e Margherita prenderebbe ben oltre 10 milioni di voti. Già ora sarebbe il primo in Europa per numero di iscritti. Se lo facciamo nascere sul serio, lo diventerebbe anche per consensi popolari. Una forza capace di influire in modo decisivo sul panorama continentale. Ma per riuscirci, e per superare in prospettiva il gruppo dei conservatori, l'unica soluzione è creare una forza nuova e più larga".

Due le condizioni: autonomia e pluralismo culturale
Le condizioni poste da Rutelli sono due: l'autonomia e il pluralismo culturale.
Il processo di formazione del partito sarà lungo, ma per il leader della Margherita "dovrà vedere la luce entro l'arco della prossima legislatura".

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Finanziaria. Il governo vara una nuova correzione da 6 miliardi

Giulio Tremonti

Roma, 29 ottobre 2005

La correzione dei conti pubblici sarà di 6 miliardi. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. "Un miliardo da dimissioni immobiliari è perfettamente fisiologico, ed è un importo minore rispetto agli anni scorsi. Un miliardo arriva da dividendi non previsti o conteggiati nei tendenziali. Altri 4 miliardi valgono sul 2006, e saranno in un emendamento di 4 commi alla Finanziaria o al Decreto fiscale: 1,5 miliardi dalla riduzione di trasferimenti al capitale di Anas e Fs, senza alcun impatto sulla loro operatività e non avrà alcun impatto sulle opere in corso; 2,5 miliardi da modifiche di base imponibile", in particolare "lotta all'erosione delle basi imponibili".

"Inaffidabilita"' e "improvvisazione": sono questi gli aggettivi piu' ricorrenti con cui l'opposizione ha attaccato il governo e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti dopo il varo di una terza tranche della manovra correttiva dei conti pubblici in appena quattro settimane. Spiazzato il centrodestra, che tace un po' imbarazzato.

Errani: la situazione finanziaria del paese è pesantissima
Al termine del faccia a faccia governo-Enti locali il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ha dichiarato: "Abbiamo spiegato al presidente del Consiglio che non e' possibile per il governo non rispettare gli impegni presi sul fondo sociale: significherebbe mettere in discussione le relazioni tra le istituzioni della Repubblica. Il governo deve rispondere".
Vasco Errani ha sillabato: la situazione finanziaria del Paese "e' pesantissima, molto grave: pensare che solo qualche settimana fa si diceva che andava tutto bene, salvo ritrovarci oggi di fronte a una situazione fallimentare, che rischia di ripercuotersi in modo pesante sulla societa', facendo pagare prezzi enormi ai ceti piu' deboli". Errani ha detto che le Regioni e le autonomie "solo per responsabilita' istituzionale hanno accettato di aspettare ancora una settimana per avere una risposta dal presidente del Consiglio: risposta - ha aggiunto - dovuta non tanto alle Regioni o ai sindaci, quanto ai cittadini di questo Paese".

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Venerdi, 28 Ottobre, 2005

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Politica. Prodi: con questo clima, difficili incarichi istituzionali per l'opposizione

Romano Prodi e Francesco Rutelli

Roma, 27 ottobre 2005

"Ho sempre pensato che alcune cariche dovessero andare all'opposizione. Nel '96 ho anche tentato di farlo e non ci sono riuscito. Negli ultimi tempi il dibattito si è avvelenato in misura tale che questo obiettivo non è diventato certo più facile e non ci sono segnali che facciano sperare in un miglioramento del clima politico". E' quasi una porta chiusa, quella opposta da Romano Prodi ad accordi bipartisan che portino nella nuova legislatura ad incarichi istituzionali per esponenti dell'opposizione.

In un'intervista al Messaggero Prodi parla del programma dell'Unione: "Ci lavorano 12 commissioni, terrà conto del contributo di tutti. Non sara' un programma calato dall'alto. La sintesi sarà proposta per l'approvazione a una grande assemblea che si terrà nell'ultima decade di gennaio. Un'assemblea molto vasta, rappresentativa della società civile".

Quanto alla squadra di governo, "dovrà tener conto del risultato elettorale, altrimenti perché si va a votare? Io di idee ne ho tante in testa. Fassino e Rutelli nel governo? Come persone nulla da dire. Ma sono decisioni che si prenderanno in considerazione delle valutazioni che faranno i singoli partiti".

Tema ineludibile, vista la cronaca degli ultimi giorni, la polemica fra Sergio Cofferati e l'estrema sinistra: "Questa - risponde Prodi - non è una lotta tra Cofferati e Bertinotti. Questo è un problema di contenuti che stanno alla base di questa vicenda. Ripeto: che una città debba vivere tranquilla e nella legalità è un concetto che condivido in pieno. Però se noi non vogliamo che il problema diventi esplosivo in ogni citta' dobbiamo usare risorse e dialogo".

Il leader dell'Unione torna anche a parlare di Rai: "Va proprio cambiata. Con grandi strutture di garanzia indipendenti, di professionalita' e di trasparenza. Privatizzarla? Non subito, certamente. Celentano? E'stato intelligente a non avermi invitato a Rockpolitik".

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Influenza aviaria. Ue: nessun pericolo in Europa, neppure dalle uova crude. Il Ministero della Salute:controlli rigorosi

L'influenza aviaria, la paura passa da Paese a Paese

Roma, 26 ottobre 2005


Un medico francese di 43 anni è stato infettato dal virus H5N1. L'uomo proveniente dalla Thailandia è stato trovato positivo in due test di accertamento preliminare durante un controllo nelle isole Reunion, a largo del Madagascar.

Efsa: meglio cuocere i prodotti avicoli
"Non c'è, ad oggi, alcuna prova che suggerisca che l'influenza aviaria possa essere trasmessa agli esseri umani attraverso il consumo di cibi e specificatamente di pollame ed uova", precisa in una nota ufficiale l'Autorità europea per la sicurezza alimentare.

La stessa Autorità, ribadisce che resta invariato il consiglio da lungo tempo valido per la sicurezza alimentare, secondo il quale i prodotti avicoli devono essere "adeguatamente cucinati per proteggere i consumatori dalla possibile presenza di salmonella ed altri organismi"nocivi.

Bruxelles: "Da noi solo uova e carni sicure"
Per la Commssione europea "l'Ue e i suoi Stati membri applicano dei controlli veterinari rigorosi ed estesi per garantire che solo carni di animali sani possano arrivare sul piatto dei cittadini nell'Ue". In particolare, "controlli veterinari a livello commerciale, nei macelli, un continuo flusso di informazione dalla stalla alla tavola proteggono i consumatori europei contro tutti rischi potenziali dall'influenza aviaria ad alta patogenicita"'.

"Le importazioni di prodotti derivati di pollame e volatili sono vietate - ha ricordato un portavoce di Bruxelles - se provengono da tutte le aree del mondo dove e' stata individuata la presenza del virus dell'influenza aviaria ad alta virulenza. Queste misure - ha aggiunto - sono continuamente monitorate e confrontate con i controlli veterinari per assicurare che il prodotto messo in vendita sul mercato europeo non presenta nessun rischio per il consumatore".

Il ministero: in Italia controlli rigorosi
Il ministero della salute sottolinea l'assenza di ogni rischio per i consumatori: "L'attento sistema di sorveglianza, attuato dalle autorità nazionali - ha spiegato il ministero in una nota dove si respingono le ultime preoccupazioni apparse sui giornali - garantisce elevati standard igienico-sanitari, che tutelano al meglio la salute degli animali, degli operatori del settore e degli stessi consumatori. I rigorosi controlli, effettuati dalle istituzioni, sono oltre un milione e riguardano tutte le fasi del processo produttivo di pollame e uova: dall'alimentazione fornita agli animali all'allevamento, dalla lavorazione alla distribuzione nei punti vendita".

Dal punto vista produttivo l'Italia è poi totalmente autosufficiente, con un tasso autoapprovvigionamento del 106,2% per le carni di pollame e del 101% per le uova. La situazione dell'Italia non è, quindi, assolutamente paragonabile a quella delle nazioni colpite dal virus, dove si assiste a vere e proprie forme di convivenza tra esseri umani e animali.

Il ministero della Salute sottolinea che, a partire dal settembre del 2002, l'Italia, prima nazione al mondo, si è dotata delle "linee guida per la prevenzione dell influenza aviaria", predisposte dallo stesso ministero che prevedono una serie di requisiti strutturali, gestionali e di biosicurezza e un'attenta sorveglianza dei volatili, sottoposti periodicamente a prelievi di sangue, il quale viene analizzato per individuare l'eventuale presenza di virus".

L' Italia, inoltre, "non importa prodotti avicoli dalle zone colpite dall'influenza aviaria e sono state rafforzate tutte le misure di controllo per prevenire l'illecita introduzione di prodotti da aree a rischio".

Aumentate le scorte di anti virali
Il Comitato Strategico del Centro Controllo Malattie (Ccm), presieduto dal ministro della Salute, Francesco Storace, nella seduta di questa mattina ha avviato la discussione sulla proposta di Piano pandemico influenzale, preparata dalla Direzione operativa e ha deciso l'acquisto di una nuova scorta di antivirali che si aggiunge alla scorta già esistente. La discussione sul piano proseguira' nella prossima seduta del 3 novembre, per arrivare ad una proposta di Piano contro la pandemia influenzale da presentare alle Regioni.

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Giovedi, 27 Ottobre, 2005

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Finanziaria. Ridotto il fondo per la famiglia, l'Udc minaccia la crisi di governo: "Tagli irresponsabili"

Giulio Tremonti

Roma, 26 ottobre 2005

Il fondo che la Finanziaria ha destinato alla famiglia scende dai 1,140 miliardi previsti inizialmente a un miliardo, al fine di coprire altri tagli come quelli alla cultura. E'quanto ha deciso oggi la Cdl, secondo quanto ha riferito
il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno.

Al termine del vertice al Tesoro, Alemanno ha spiegato: "Stiamo ancora discutendo sulle ipotesi di questo miliardo, che c'è e rimane, tra famiglia e istruzione. "Sul Fondo unico per lo spettacolo - ha aggiunto il ministro - c'è l'intenzione di trovare una soluzione, si sa che Buttilgione non vuole tagli".

Ma le trattative ancora in corso preoccupano l'Udc: "Il solo pensare che il miliardo di euro per le famiglie possa essere spezzettato in tanti rivoli per altri scopi, mi atterrisce", ha detto il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonté. "Chiunque pensi a questa disastrosa soluzione vuole la crisi di governo e della maggioranza", ha avvertito Volonté che, difendendo gli stanziamenti per la famiglia, ha avvertito il governo: "Davanti alla crisi della natalità è irresponsabile anche solo immaginare di toccare quei fondi fortemente voluti dall'Udc. Senza i soldi per la famiglia, i voti dell'Udc non ci saranno. Questo è un confine invalicabile".

E il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, preannuncia una manifestazione nazionale il 10 novembre contro i "pesanti" tagli a regioni, province e comuni previsti dalla Finanziaria e contro la mancata erogazione delle risorse per il fondo politiche sociali". Una protesta che "servirà a dar voce ai cittadini nel caso in cui nell'incontro di oggi con il governo non verranno risolti tutti i problemi".

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Mercoledi, 26 Ottobre, 2005

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Processo Sme. 'Squillante si e' venduto': i pm chiedono 7 anni per Previti. La difesa: visione distorta delle carte

Cesare Previti

Milano, 24 ottobre 2005

In primo grado, Previti era stato condannato a cinque anni. Ma ora ne rischia sette, dopo la richesta avanzata dal sostituto pg Piero De Petris nel processo d'appello Sme. I giudici milanesi vogliono ritirarsi in Camera di Consiglio il prossimo 14 novembre, per arrivare alla sentenza in tempi brevi, secondo il calendario reso noto dal presidente della seconda sezione della Corte d'Appello di Milano, Erminia La Bruna.

Per la pubblica accusa Previti è da condannare, oltre che per la presunta corruzione dell'ex capo dei Gip di Roma Renato Squillante, anche per la vicenda Sme (il capo B di imputazione), per la quale il parlamentare di Forza Italia era stato assolto in primo grado. De Petris ha chiesto la conferma della condanna a otto anni per Renato Squillante, mentre è stata sollecitata la prescrizione, e non invece l' assoluzione, come deciso dal Tribunale, per l'ex giudice Filippo Verde. Anche Verde era stato assolto per l'affaire Sme.

"Ce lo aspettavamo - è la prima reazione di Francesco Giovannini, uno dei legali di Previti - De Petris era già stato duro con noi in altri procedimenti. Questa richiesta, comunque, rispecchia una visione distorta e parziale delle carte processuali dalle quali emerge la completa estraneità di Previti ai fatti". Il difensore si sofferma poi polemicamente sulla richiesta dell'accusa di non concedere le attenuanti generiche a Previti: "E' vero che Previti è coinvolto in altri procedimenti analoghi ma non c'è sentenza passata in giudicato e, per quel che riguarda il comportamento processuale degli imputati, si tratta di valutazioni metagiudiziali".

La requisitoria di De Petris, cominciata venerdì, era proseguita anche sabato. Per De Petris le dichiarazioni della teste Omega, Stefania Ariosto, attaccata nel processo di primo grado dai difensori di Previti, sono ''intrinsecamente ed estrinsecamente attendibili'' e ''ben si inseriscono'' nella contestazione mossa agli imputati, ''la vendita da parte di Renato Squillante della propria funzione''.

Per il sostituto procuratore generale, il denaro trovato sui conti esteri di Squillante era ''in massima parte ingiustificato'', se non con la corruzione. Per De Petris ''non c'è alcun documento di supporto agli investimenti che
Squillante dice di aver fatto, mentre sarebbero ''motivazioni surreali'' quelle che l'ex giudice romano ha adotto, spiegando che si trattava di denaro ricevuto da parenti per una serie di operazioni finanziarie. Nei giorni scorsi De Petris non ha risparmiato accuse anche al premier Silvio Berlusconi: ''Berlusconi-Previti-Squillante - ha detto - è la canalizzazione di questo processo per corruzione''.

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Politica. Berlusconi replica a Prodi sulla censura in tv. "Non c'e' nessuna lista di proscrizione"

Silvio Berlusconi

Roma, 24 ottobre 2005

"Non c'e' nessuna lista di proscrizione". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota nella quale commenta nuovamente la trasmissione di Adriano Celentano 'Rockpolitik' e replica alle critiche avanzate da Romano Prodi dopo le sue dichiarazioni di ieri.

Berlusconi spiega che nelle dichiarazioni di ieri "Ho soltanto osservato - in risposta ad una domanda per un libro che uscira' in dicembre - che mi sembrava esagerato l'entusiasmo con cui era stata accolta e salutata la puntata di Rockpolitik: come se avesse infranto un tabu', come se fossero stati i primi loro ad avere il coraggio di attaccare Berlusconi, quando invece non c'e' rete televisiva che si risparmi in questa esercitazione".
Il presidente del Consiglio ricorda che tutta la storia di questi anni, della tv pubblica come di quella privata, "e' piena di trasmissioni, di rubriche, di personaggi che attaccano Berlusconi o fanno satira su Berlusconi,
travalicando spesso i confini della verita' e del buon gusto". Qualche nome fatto, "a mo' di esempio, sul filo della memoria, e che serviva soltanto a dimostrare come fosse sbagliato attribuire a Rockpolitik un'esclusiva che francamente non ha, e' stato subito sfruttato da Prodi e dalla sinistra - dice Berlusconi - alla loro consueta maniera, e additato addirittura come lista di proscrizione".

Per il premier "e' invece casomai il catalogo delle occupazioni televisive di una sinistra che prima incassa i risultati, e che poi ci accusa falsamente di controllare tutte le reti, che grida ogni giorno senza fondamento al
regime sulla televisione e sulla stampa, che deforma e ribalta scientificamente la realta"'. Tutte accuse, conclude Berlusconi, "alle quali non puo' certo credere chi conosce o ha seguito da spettatore o da lettore la mia attivita' di editore liberale, e che percio' sa bene come io mi sia sempre ispirato ed attenuto a principi di assoluta liberta"'.

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Martedi, 25 Ottobre, 2005

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Cronaca. Suicida la madre di Giusy Potenza, la ragazzina uccisa a Manfredonia

Carlo Potenza

Foggia, 24 ottobre 2005
Si e' uccisa la madre di Giusy Potenza, la ragazzina di 15 anni massacrata il 12 novembre 2004 nelle campagne alla periferia di Manfredonia (Foggia). La donna, 39 anni, al settimo mese di gravidanza, si e' impiccata nella sua abitazione. Sul posto si e' recata la polizia.
Vani i tentativi fatti in ospedale di salvare almeno il bambino.

Per l'uccisione di Giusy e' in carcere dal dicembre 2004 Giovanni Potenza, cugino del padre della ragazzina: l'uomo, ventisettenne, ammise di aver ucciso la piccola Giusy perche' aveva con lei una relazione che la ragazzina non voleva interrompere, nonostante l'uomo fosse sposato.
Nel maggio 2005, poi, due amiche di Giusy furono arrestate con l'accusa di aver indotto la ragazzina a prostituirsi e di averne sfruttato la prostituzione, sia pure - secondo gli investigatori - "per determinati episodi". Furono arrestate Sabrina Santoro, di 24 anni, e Filomena Rita Mangini, di 19, entrambe di Manfredonia.
In quella circostanza, con dolore e rabbia, Grazia Rignanese urlo': "Me l'hanno uccisa una seconda volta. Questa non e' la verita'. Loro sono delle ragazze facili, si sapeva da sempre. Mia figlia baciava il fidanzato solo sulle guance, dal primo giorno ho sospettato di loro".
Anche il padre di Giusy, Carlo Potenza, visse con estrema amarezza il seguito acre dell'uccisione della figlia: il 30 maggio 2005 l'uomo fu arrestato con l'accusa di aver accoltellato in un bar della cittadina dauna Pasquale Mangini, padre di una delle due giovani donne arrestate qualche settimana prima, con l'accusa di aver indotto Giusy a prostituirsi.
Potenza dichiaro' di aver colpito Mangini perche' piu' volte aveva infangato la memoria di sua figlia.

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Lunedi, 24 Ottobre, 2005

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Maltempo. Crolla un ponte in Puglia: quattro morti e due dispersi. Deraglia treno: feriti

Il crollo è avvenuto nella notte

Bari, 23 ottobre 2005
Sale a 4 il numero dei morti accertati a causa del nubifragio di questa notte nel barese. Tre persone sono morte e tre risultano disperse, dopo il crollo di un ponte a Cassano delle Murge, in Puglia. Sia i morti sia i tre dispersi erano a bordo di due auto, che stavano transitando sul ponte al momento del crollo, avvenuto nella notte. Nel crollo del ponte è rimasto coinvolto un intero nucleo familiare che viaggiava a bordo di una monovolume. Tre sono le vittime: si tratterebbe di due coniugi di 51 e 52 anni e di un ragazzo; e due i dispersi. Due persone si sono salvate.

Un uomo è morto nella sua auto in località San Giorgio, all'ingresso sud del
capoluogo barese. Pare che la sua auto sia stata travolta dal fiume di fango creatosi durante il temporale e sia finita in mare.

Un altro ponte è crollato, sempre in provincia di Bari, in seguito alla pioggia anche sulla strada tra Adelfia e Bitritto, e numerose strade provinciali che collegano centri della Murgia barese sono interrotte. Sempre in provincia di Bari, a Grumo Appula è stato allagato un villaggio turistico a causa dell'intasamento della rete fognaria. L'acqua è arrivata sino al secondo piano degli appartamenti. Non si segnalano feriti.

Il maltempo ha provocato il deragliamento di alcune carrozze del treno Eurostar Taranto-Milano, partito dal capoluogo ionico alle 5.35. Nell'incidente, avvenuto tra le stazioni di Acquaviva delle Fonti e Sannicandro di Bari, sono rimaste ferite alcune persone.

Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, giunto a Bari in mattinata, sta sorvolando le zone colpite dal maltempo a bordo di un elicottero. Al termine del sopralluogo il capo della Protezione Civile rientrerà in Prefettura a Bari per fare il punto della situazione e disporre gli interventi necessari.

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Mafia. Arrestato Di Fazio, il reggente del clan Santapaola


Roma, 23 ottobre 2005
Il latitante Umberto Di Fazio, considerato il reggente del clan Santapaola, uno degli uomini di spicco di Cosa Nostra nella Sicilia orientale, è stato arrestato a Enna. All'operazione ha contribuito anche il Sismi.

Nei confronti di Fazio era pendente da diversi anni un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa emessa dal gip di Catania. La notizia del suo arresto è stata confermata in ambienti giudiziari della città.

Secondo quanto si è appreso Di Fazio entro questa sera sarà trasferito da Enna a Catania e potrebbe già esser sentito dai magistrati della procura distrettuale di Enna.

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Domenica, 23 Ottobre, 2005

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Politica. Bobo Craxi: il rapporto con la Cdl e' esaurito

Bobo Craxi

Roma, 22 ottobre 2005

Seconda giornata del V congresso nazionale del Nuovo Psi. "Chiedo il ritiro della delegazione socialista al Governo ed il ritiro della delegazione parlamentare". Lo afferma il vicesegretario del Nuovo Psi, Bobo Craxi, nel suo intervento al palafiera. Craxi e' stato applaudito, ma anche interrotto da contestazioni.
Craxi propone "di concludere, senza rancore e ingratitudine, il rapporto politico con il centrodestra italiano". E aggiunge: "Vogliamo svolgere un ruolo non subalterno nella politica italiana. Siamo una piccola forza indomita e corsara. Si puo' aprire una prospettiva nuova e convincente: quella dell'Unita' socialista che si federi all'area radicale. La democrazia italiana deve molto a Marco Pannella ed Emma Bonino ed abbiamo il diritto di rivendicare un tratto di storia comune".

A chi vuole fondare il Partito Democratico, Craxi dice: "Nei Dna delle forze politiche che darebbero vita a questa nuova vocazione democratica non trovano posto ne' Kennedy ne' Brandt: assumerne una eredita' politica diretta diviene dunque un capolavoro di opportunismo e di ipocrisia. Mentre i socialisti italiani e Bettino Craxi si confrontavano con Palme, Kreisky, Brandt, e' giusto ricordare, senza polemica e per puro amore di verita', che i comunisti italiani si gingillavano con Breznev, Andropov, Cernienko. E che per dare prove di autonomia da Mosca si consentivano una passeggiata europea con Marchiais e Cunhal".

Per Craxi "il centrodestra italiano va ristrutturandosi secondo uno schema ed una prospettiva che avvicinera' la neocostituente formazione dei moderati alla famiglia del popolarismo europeo, dentro la quale un partito socialista non puo' entrarci ne' per dritto ne' per storto".

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Politica. Spot in tv. Prodi: se contrastano con la realta' la gente li ignora

Romano Prodi

Poblet, 22 ottobre 2005

"Faccia tutte le trasmissioni televisive che vuole, tanto quattro milioni di persone a votare non gliele portano".
Romano Prodi, a margine di un convegno sull'Europa, risponde ai giornalisti che gli fanno notare come il premier abbia in programma una strategia di comunicazione martellante. "Stiamo attenti: i media sono
importantissimi e determinanti - spiega il leader dell'Unione - ma bisogna parlare alla gente con i fatti e se gli spot contrastano con la vita quotidiana delle persone e' difficile che possano essere accettati. Quel che dice Berlusconi e' comunque la conferma che sara' una campagna elettorale con una quantita' di denaro e di mezzi mediatici mai vista in Europa; e' una ragione in piu' per essere vigilanti".

Il leader dell'Unione ribadisce la sua preoccupazione per lo stato dei media e dell'informazione. Commentando il film "Viva Zapatero", Prodi afferma di averlo visto e di averlo trovato "molto istruttivo e interessante perche' la morale che se ne trae e' che picchia, picchia, picchia ci si abitua a tutto. Con il massacro mediatico la vigilanza dell'anima diminuisce e dopo qualche anno si accettano cose inaccettabili, e' un film istruttivo e interessante per lo stato della realta' italiana".

Quanto alle reazioni del premier alle primarie, Prodi afferma che "lo stesso Berlusconi ha lanciato una primaria del centrodestra, pero' alla fine non l'ha convocata perche' non puo' neanche pensare di mettere in pericolo il suo primato". La reazione del premier e' stata "disorientata" afferma Prodi che attacca di nuovo sulla legge elettorale: "Berlusconi sa che perdera' le elezioni e per questo fa leggi per rendere difficile la governabilita'".

Il Professore sul partito unico è molto prudente. "Gia' nei giorni scorsi abbiamo affrontato un lavoro serio sul gruppo parlamentare comune, questo e' un obiettivo che ci dobbiamo porre". Ma: "Prima di lanciare un auto ai 200 km all'ora bisogna revisionare il motore e imbullonarlo bene".

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Napoli. Esercitazione antiterrorismo, e' la terza dopo Roma e Milano. Scontro 'vero' tra ambulanze: 5 feriti

Napoli

Napoli, 22 ottobre 2005
Esercitazioni antiterrorismo anche a Napoli. Questa mattina una carica a salve è stata fatta esplodere su un autobus, in via Partenope, nella zona dei grandi alberghi. E' la terza esercitazione dopo quelle realizzate nelle scorse settimane a Roma e a Milano, nell'ambito del programma predisposto dal ministero dell' Interno contro gli attacchi terroristici.

Sono bastati cinque minuti perché i primi soccorsi (polizia e vigili del fuoco) arrivassero davanti al Grand Hotel Santa Lucia, sul lungomare partenopeo, dove è in corso l'esercitazione antiterrorismo "Autumn Emergency 2005". Ad operare per primi oltre ai medici, il nucleo specialista dei vigili del fuoco Nbcr, formato da quattro persone, con scafandri gialli e strumentazione per rilevare eventuali presenze di armi chimiche, batteriologiche o esplosivi radioattivi.

Nella simulazione, dei 30 passeggeri dell'autobus 7 sono morti, 12 sono feriti in maniera seria, 11 in maniera lieve; coinvolte nell'esplosione altre 2 auto, e 4 passeggeri delle vetture feriti lievemente; feriti anche non in maniera seria 8 passanti. Uno di loro però è stato scagliato oltre il muro del lungomare sulla scogliera e per soccorrerlo sta intervenendo il Saf, il nucleo di vigili del fuoco specializzati nello scalare e nell'affrontare fiumi. Intervenuto immediatamente anche la polizia scientifica per i primi rilievi.

Nell'esercitazione antiterrorismo a Napoli c'è un evento non programmabile, ma comunque prevedibile qualora dovesse realmente verificarsi un attentato dinamitardo. Due ambulanze del 118, impegnate nelle operazioni, si sono scontrate in piazza Garibaldi e cinque persone sono rimaste ferite. I mezzi partecipavano al terzo dei quattro eventi previsti nella mattinata, l'individuazione di uno zaino sospetto nelle biglietteria della stazione centrale, proprio in piazza Garibaldi.

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Maltempo. Allagamenti nel salernitano. Nubifragi in Puglia. Un disperso

Agropoli oggi

Agropoli, 22 ottobre 2005

E' ancora molto critica, secondo quanto riferisce la sala operativa dei Vigili del Fuoco di Brindisi, la situazione nella zona tra Capitolo, dove una persona risulta dispersa, Savelletri, Rosa Marina, Ostuni, Pezze di Greco e Fasano colpita stamane da un violento nubifragio. I pompieri stanno lavorando per trarre in salvo persone rifugiatesi sui tetti delle auto e rimaste bloccate nelle villette allagate delle zone residenziali estive.
Problemi si sono registrati anche nel sud barese, e in particolare a Capitolo, frazione di Monopoli, dove la situazione sta tornando lentamente alla normalita' anche se si continua a lavorare per lo sgombero di scantinati, villette, box auto allagati. Porpio a Capitolo una persona manca all'appello e i soccorritori temono che sia stata travolta dalla furia delle acque.

Il nubifragio ha interessato molte zone della Valle d'Itria anche del versante tarantino. Impegnate due squadre dei Vigili del Fuoco di Bari, coadiuvate da 6 sommozzatori, dal nucleo speleologico e con l'ausilio di un'idrovora. Stamane la linea ferroviaria e' rimasta interrotta dalle 7,30 alle 9,45 tra Fasano e Ostuni. Ritardi si sono registrati sulla Lecce-Milano. Trenitalia al momento non segnala altre interruzioni.

Palermo sotto l'acqua
Una forte pioggia si e' abbattuta nel pomeriggio su Palermo. Il centralino dei vigili del fuoco e' stato tempestato da telefonate di cittadini che hanno segnalato strade e box allagati e da automobilisti in difficolta'.
Impraticabili molti sottopassaggi della citta'. Divelti numerosi tombini, soprattutto a Mondello, dove molte strade risultano impraticabili. Segnalazioni anche da diverse abitazioni, come quelle di Cortile Chiavelli e del centro storico, per alcune infiltrazioni.

Istituita l'unità di crisi ad Agropoli
E' stata istituita dal Comune di Agropoli una unita' di crisi presso il palazzo di citta', dopo l'alluvione che ha colpito il centro cilentano. Lo ha reso noto il sindaco Antonio Domini. Questi i numeri a cui rivolgersi in caso di necessita': 0974-827407, oppure 0974-827414. Allestito anche un presidio della Croce rossa dove i cittadini coinvolti potranno rifocillarsi e sostare. Domini ha inoltre tenuto a precisare che non vi sono ne' feriti ne' sfollati e che le famiglie sgomberate dai piani terra potranno tornare presso le proprie abitazioni dopo il lavoro di bonifica delle squadre dei vigili del fuoco, tutt'ora all'opera. Alcune di esse hanno gia' deciso di trascorrere la notte presso amici e parenti.

Per quanto riguarda i danni, il sindaco ha infine confermato che le zone maggiormente colpite risultano quelle situate nei pressi dei fiumi Solofrone e Testene, ovvero le localita' Mattine, Moio, Madonna del Carmine, via lungotestene e la Zona 167, dove sono finite sott'acqua abitazioni interrate e a piano terra, scantinati e garage con decine di auto. Notevoli anche i danni alle attivita' commerciali, i cui locali sono stati invasi dal fango.

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Sabato, 22 Ottobre, 2005

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Televisione. Chiarimento su Celentano martedi' in Cda e vigilanza. Petruccioli: Santoro rientra prima del voto

Adriano Celentano

Roma, 22 ottobre 2005
Alla fine le polemiche sono state meno di quelle preventivate. Se si escludono i duri attacchi del direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce e del Ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, la trasmissione di Celentano non ha scatento quello scontro politico che si temeva.

Il 'Molleggiato' ha trovato un fervente sostenitore nel presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che ha parlato apertamente di "capolavoro" e di dimostrazione che "il servizio pubblico è libero e capace di esercitare sarcasmo contro il presidente del Consiglio e questa è una cosa di cui essere fieri perché significa che c'è un grado di libertà straordinario". Una dichiarazione che, secondo molti osservatori, ha 'raffreddato' le intenzioni bellicose di quella parte della Cdl che su Rockpolitik voleva lanciare una 'crociata' contro la Rai e la sinistra. Casini ha anche elogiato il direttore generale di viale Mazzini Alfredo Meocci, a cui si deve "la tutela di questo momento di libertà", bloccando, anche in questo caso sul nascere, le tentazioni di chi nel centrodestra voleva fare del direttore il 'capro espiatorio' della vicenda.

An, con il ministro Landolfi, ha ribadito invece il suo duro giudizio sul programma: "Quella di ieri è stata una rock ciofeca, con molta politica e poco rock, che non lascia dubbi su come una parte politica voglia occupare la tv. Sono contento di aver deciso di non aumentare il canone Rai".

Le polemiche politiche avranno comunque una 'coda' la prossima settimana, quando per la prima volta martedì si riunirà la commissione di Vigilanza presieduta da Paolo Gentiloni e mercoledì, sempre in commissione, quando saranno auditi presidente, dg e cda di viale Mazzini. E' lo stesso Gentiloni a prevedere che Rockpolitik occuperà gran parte dei due appuntamenti della commissione. Anche in casa Rai ci sarà un chiarimento martedì prossimo quando si riunira il cda.

Petruccioli: Santoro rientra prima del voto
Le dimissioni di Michele Santoro da europarlamentare "sono funzionali a un ritorno stabile in Rai". Lo dice Claudio Petruccioli, presidente dell'azienda di viale Mazzini, che auspica un ritorno "in video prima del voto" della primavera prossima. "Il contratto è quasi pronto - rivela in un'intervista al quotidiano La Repubblica - è dal 1994 che Santoro parla di Telesogno, di una nuova tv, innovativa, d'autore".

Se l'ipotesi di contratto è ormai pronta al 95%, restano da limare ancora alcuni particolari. "Dobbiamo aspettare due o tre settimane - dichiara Petruccioli - poi, sia chiaro, voglio portare la cosa in consiglio quando sarò certo che ci sono le condizioni perché passi". Come si comporteranno i consiglieri della Cdl? ""Santoro è uno dei migliori uomini tv - aggiunge il presidente della Rai - e una sentenza ci obbliga a riportarlo in azienda".

Petruccoli afferma che non ha mai parlato di Santoro con il premier Silvio Berlusconi. "Io? Mai - conclude - ho visto Berlusconi una sola volta, a luglio. Fui io a chiedergli un appuntamento".

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Celentano predicatore rock: icona di libertà o trappolone?
di Giovanni Visone

La destra lo attacca, la sinistra lo difende. Adriano Celentano divide la politica italiana. La prima puntata del suo show, Rockpolitik, andata in onda giovedì sera su Raiuno, è diventata un caso, un caso annunciato da mesi di polemiche. Da una parte chi inveisce alla faziosità del molleggiato, quasi fosse diventato tutt’a un tratto un pasdaran ulivista. Dall’altra chi inneggia alla libertà di espressione e ad una televisione che si riappropria della possibilità di fare spettacolo senza censure politiche.

Gli ingredienti ad alto tasso polemico sono tutti noti da giorni. In testa il ritorno in tv di Michele Santoro dopo le dimissioni lampo dall’europarlamento. Poi la trasmissione dell’ormai storico “editto di Sofia”, l’invettiva con cui Berlusconi cacciò dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi. E naturalmente gli immancabili monologhi di Celentano, che non risparmia bordate ai politici, in particolare al sindaco di Milano Gabriele Albertini.

Tutto questo è buona televisione? E quale sarà il risultato delle polemiche che si sono scatenate prima e dopo lo show? In gioco è il futuro della Rai, la sua missione, la sua libertà. La speranza di tornare a respirare dopo cinque anni di cappa berlusconiana. Certo. E allora la maggior parte delle reazioni appare scontata. Da destra arriva addirittura la richiesta di dimissioni per il direttore generale Rai Alfredo Meocci (considerato vicino a Forza Italia e all’Udc): «Chiediamo a Celentano di ripristinare la par condicio e il pluralismo nella prossima puntata che deve essere riparatoria – ammonisce Michele Bonatesta di An - Come lo chiediamo ai vertici della Rai, che non possono pensare di imitare Pilato e lavarsene le mani, alla Del Noce ma anche alla Meocci, che farebbe bene ad andarsene a casa». La replica: «Ne parleremo in commissione di Vigilanza. Non sono assolutamente attaccato alla sedia». Il tutto mentre il ministro delle comunicazioni Landolfi, sempre An, parla di «una rock-ciofeca, una trasmissione neppure da guardare», e si dichiara «contento di aver deciso di non aumentare il canone a questa rai».

Dall’Unione prova a stemperare le polemiche il segretario Ds Piero Fassino: «È giusto allestire e proporre un programma di qualità come quello di Celentano. Non si tratta comunque di un manifesto politico, ma di un'opera di satira, di cui sorridere, non eversiva né pericolosa ma all'altezza del servizio pubblico».

Forse, nel coro di antagonisti e sostenitori, può essere utile seguire le voci isolate. C’è chi, come il presidente della Camera Casini, ostenta distacco, e dice: «Vedo che si stanno agitando anche su Celentano, ma non c'è da agitarsi. Che sia bello o brutto, secondo le opinioni, a me non è dispiaciuto». Ma anche chi, sempre nel centrodestra, parla di Celentano come della prova irrefutabile che la tv italiana è libera, «la conferma – dice ad esempio il presidente dei senatori forzisti Renato Schifani - che in Italia c'è la libertà di espressione». Parole che insospettiscono. Nell’Unione Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera, lancia l’allarme: «Non riesco a credere - afferma - che Rai con Celentano e Mediaset con l'invito per Fassino a C'è posta per te, improvvisamente e contemporaneamente, decidano di fare regali al centrosinistra. Sospetto che si stia costruendo freddamente il pretesto per proporre la modifica della par condicio e chissà quale diluvio propagandistico a favore della destra. Lo dico ai colleghi del centrosinistra: non facciamoci ingannare dalle finte proteste di Landolfi e Bondi. Qui sotto c'è il trucco».

Preoccupazione che sembra condivisa anche da Romano Prodi: «Mi hanno detto che è stato un bello show di libertà. Interessante. Quello che mi auguro è che la libertà non sia data solo a Celentano».

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Mafia. Il 'J'accuse' di Grasso scatena le polemiche. Castelli: il procuratore chiarisca

Il ministro Castelli

Roma, 22 ottobre 2005
Ha innescato una polveriera di polemiche il 'J'accuse' del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso contro le coperture politiche e sociali al super latitante mafioso Bernardo Provenzano.

Mentre i Ds e la Margherita si schierano a sostegno del procuratore, il centro- destra esprime dubbi e distinguo. Ed il ministro della Giustizia Roberto Castelli chiede chiarimenti. "A distanza di soli pochi minuti dalla sua presa di possesso il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso è stato costretto a prendere atto a sue spese di cosa significhi ricoprire un'altissima carica nello Stato italiano. Ogni singola parola viene sezionata, strumentalizzata, analizzata e spesso le viene attribuito un significato che va ben al di là delle intenzioni di colui che l'ha pronunciata. Ma proprio in considerazione del ruolo fondamentale ricoperto dal Procuratore Nazionale Antimafia è necessario che ora Grasso chiarisca il vero significato delle sue parole".

All'attacco anche Carlo Taormina di Forza Italia: "Laddove ritenga che facendo i nomi potrebbe svelare la pendenza di inchieste e pregiudicarne l'esito, Grasso dica soltanto quali inchieste siano pendenti in base alle quali ha potuto fare le affermazioni svolte nella sua qualità di neo procuratore nazionale antimafia". "Mi preoccuperò - conclude Taormina - di presentare una interrogazione parlamentare affinché il ministro della Giustizia attraverso un'indagine ispettiva accerti le situazioni obiettive in virtù delle quali il procuratore Grasso ha lanciato accuse tanto pesanti in un momento tanto inquietante per il riemergere di gravissimi fatti di criminalità organizzata".

Pieno sostegno, invece, è arrivato dai Ds. "Grasso - dice Anna Finocchiaro - avrà certamente elementi fondati per affermare quanto ha detto. Nessuna latitanza può svolgersi in territorio ostile ma solo dove ci sono relazioni solide". Gli ha fatto eco dalla Margherita Sergio Mattarella : "Grasso non dice mai parole in libertà, non parla mai fuori luogo".

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'Ndrangheta. Arrestato il boss Giovanni Rosmini

E' stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria

Reggio Calabria, 22 ottobre 2005
Giovanni Rosmini, 43 anni, esponente di spicco dell'omonima cosca della 'ndrangheta, è stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria. I militari hanno eseguito un ordine di esecuzione emesso dalla Corte di Cassazione che ha riconosciuto l'uomo colpevole dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Rosmini dovrà scontare un residuo di pena di 7 anni e 8 mesi di reclusione.

I reati addebitatigli sarebbero stati commessi a decorrere dal 1996 a Reggio Calabria, dove la cosca Rosmini aveva costituito una consorteria con il fine di controllare e gestire le attività economiche e gli appalti in particolare nella zona sud della città. L'attività investigativa dell'Arma portò nel 1998 all'arresto di 47 esponenti della criminalità organizzata locale per innumerevoli reati tra cui omicidi, traffico di stupefacenti, estorsioni, rapine e danneggiamenti. Solo pochi mesi addietro era stato arrestato il leader incontrastato della famiglia, Antonio Rosmini,latitante da oltre 10 anni.

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Lunedi, 17 Ottobre, 2005

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Primarie. D'Alema: 2 milioni di voti. Prodi: Berlusconi vada a casa. Il premier: Prodi vince se vota solo la sinistra

Lunghe code ai seggi delle primarie, aperti fino alle 22.00

Roma, 16 ottobre 2005

In una sorta di antipasto della prossima campagna elettorale, botta e risposta Prodi-Berlusconi sulle primarie del centrosinistra, che hanno registrato un'affluenza al di là delle aspettative in tutta Italia. "Prodi ha un solo modo per vincere le elezioni: far votare solo quelli della sinistra, proprio come ha fatto oggi", ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo che il leader dell'Unione, nel pomeriggio, entrando all'ambasciata del Brasile per incontrare il presidente Lula aveva risposto ai giornalisti: "Gli italiani oggi hanno detto che Berlusconi se ne deve andare a casa? Sì, sono in tanti a dirlo".

"Sarebbe interessante - ribatte il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti - se Berlusconi chiedesse subito al presidente della Repubblica di indire le elezioni. Consiglierei il presidente del Consiglio di convocare le Camere, dimettersi subito e convocare immediatamente le elezioni per vedere se ha ragione lui o abbiamo ragione noi".

Per il leader della Margherita Francesco Rutelli è stata una giornata "veramente eccellente" per tutto il centrosinistra. "I risultati - spiega Rutelli - li conosceremo domani ma quello che già sappiamo ci riempie di gioia, perché Prodi si appresta ad avere un grande successo".

A giudizio di Prodi, "gli italiani hanno dimostrato che non accettano che si cambino le regole a partita in corsa". L'alta affluenza alle primarie, dunque, è una risposta alla riforma elettorale già approvata dalla Camera. "I nostri connazionali hanno capito che dovevano dare la dimostrazione che non accettano quanto successo negli ultimi giorni, abbiamo chiaramente dimostrato che gli italiani vogliono eleggere direttamente i loro rappresentanti, vogliono partecipare alla vita politica", ha detto ancora Prodi. "E' una grande festa della democrazia, una festa tale per cui nessuna polemica può essere considerata seria".

Massimo D'Alema, nel pomeriggio all'ambasciata del Brasile per un incontro con il presidente Lula, anticipa che alle primarie si raggiungeranno sicuramente almeno i due milioni di elettori (come poi attestato alle ore 19.00 da Vannino Chiti, della segreteria Ds): "Quello a cui stiamo assistendo è un grandissimo evento: il successo di questo grande momento di partecipazione democratica dimostra quanto è forte la volontà degli italiani di cambiare".

Unica nota stonata per l'Unione, la polemica scatenata da Clemente Mastella. Il leader del'Udeur in un' intervista al Corriere della sera ha dichiarato: "Provo rabbia e vergogna per quanto accade. Queste non sono primarie: è un gioco fasullo". E ancora: "L'Unione per quel che mi riguarda non esiste più", l'Udeur voterà sì al Senato alla riforma elettorale proporzionale. In giornata, arrivato al seggio delle primarie nell'aula consiliare della cittadina del Beneventano allestita per le primarie, gremita fin dall'apertura, ha aggiunto: "Hanno negato a me al mio paese, alla mia gente di andare a votare. A quest'ora già mancano le schede. Se non ci vogliono ce lo dicano".

"Da oggi - è la conclusione - saremo il centro alleato con l'Unione. Non mi avranno più fra i piedi alle riunioni. Parlerò con il loro leader, li appoggeremo dall'esterno".

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Politica. Follini: "Il problema della leadership e' reale"

Marco Follini

Roma, 16 ottobre 2005
"Possiamo anche illuderci e decidere di tralasciare l'argomento leadership oppure dire che non esiste ma secondo me è reale". Lo ha detto Marco Follini, parlando in un confronto con il segretario dei Ds Piero Fassino. "Non ci si può illudere - ha detto Follini - che non ci sia una questione".

L'ex segretario dell'Udc ha quindi spiegato come i problemi da lui posti restino ancora aperti: "Ho concorso alla vita di questa maggioranza, abbiamo fatto tutto bene oppure dobbiamo dire che vogliamo cambiare? Credo che la direzione debba essere quella che va verso il cambiamento".

Follini, ricordando che la campagna elettorale è di fatto iniziata, si è chiesto se lo schema che si ripropone, cioè l'alternativa tra Prodi e Berlusconi, sia l'unico possibile: "L'idea che ce ne possa essere un altro non è una mia fissazione. Nessuno mette in questione che il bipolarismo ha messo radici e io apprezzo il passo avanti fatto dalla democrazia dell'alternanza".

Secondo Follini uno dei difetti è che "le coalizioni si sono aggregate sul voto marginale: da una parte verso la Lega e dall'altra verso Bertinotti scendendo sul loro stesso terreno". L'ex segretario Udc a proposito della legge elettorale ha ribadito che sarebbe stata necessaria una discussione tra maggioranza e opposizione, però ha ricordato al centrosinistra che un errore è stato quello di scendere in piazza.

Follini a proposito della legge elettorale ha quindi spiegato: "Non sono un cultore delle preferenze. So che è impopolare l'idea secondo la quale si fa una lista dove si mettono in fila le persone e si sa già che i primi saranno eletti e che addirittura questi possono fare a meno della campagna elettorale. Questo è un argomento che non mi convince".

"La grande coalizione? Non è un'eresia"
Una grande coalizione politica non è un'eresia. Può succedere", ha poi detto Follini. "Quando c'erano Dc e Pci se le davano di santa ragione. Era una contesa politica aspra, dura e vera. Non si andava di notte mascherati a concordare la linea del giorno dopo. Ci si confrontava duramente, però c'era un grande rispetto.

C'era un filo comune, che era la tessitura di una prassi istituzionale". Follini ha poi sottolineato che: "Ci si può combattere su tante cose, e si deve combattere. C'è anche il gusto della differenza e certamente sull'economia, sulla politica estera Fassino ed io abbiamo idee radicalmente diverse pero' c'è un destino istituzionale che è comune".

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Domenica, 16 Ottobre, 2005

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Politica. Follini si e' dimesso da segretario dell'Udc: abbiamo detto troppi si', ministri ossequiosi

Follini: serviva un'altra legge elettorale

Roma, 15 ottobre 2005

"Si apre una stagione nuova e non esistono uomini per tutte le stagioni”. Così Marco Follini ha annunciato alla direzione dell’Udc la sua decisione di dimettersi da segretario del partito.

“Questa, almeno è la mia opinione – ha aggiunto - e questa opinione ha una conseguenza inevitabile: le mie dimissioni da segretario del partito".

Il leader centrista rivendica con "orgoglio" il "risultato significativo" dei suoi tre anni a Via Due Macelli. Ma, dice, "dietro quel risultato c'è una politica. Ed è quella politica che oggi vedo messa in forse da una attitudine che conduce verso esiti modesti per il timore di fronteggiare esiti più impegnativi".

L'annuncio arriva alla fine di un discorso breve (meno di tre cartelle) ma durissimo nell'analisi del cambiamento di linea dell' Udc, nei suoi esponenti di vertice, da quando, all'inizio di luglio il congresso aveva acclamato Follini segretario.

"Resto ovviamente a pieno titolo un dirigente e prima ancora un militante di questo nostro partito a cui auguro di saper coltivare le proprie ragioni vicino al cuore politico di tanti elettori che ci hanno chiesto di esserci per cambiare e non di esserci per lasciare le cose come erano".

Follini ha chiesto al presidente del partito di convocare il consiglio nazionale "per tutti gli adempimenti" necessari dopo le sue dimissioni.

Serviva un’altra legge elettorale
"La mia opinione, come è noto, è che servisse un'altra legge, in un altro modo": "Immaginavo una legge in cui la furbizia e la virtù si tenessero in equilibrio e non una situazione in cui l'una schiacciasse l'altra".

"Ritenevo - rileva Follini - che si dovesse fare di più per coinvolgere l'opposizione in questo tentativo. E quanto più l'opposizione ha cercato di sottrarsi, tanto più sono convinto che fosse giusto e perfino utile non consentire loro di chiamarsi fuori e di menare scandalo”.

“Ritenevo che la possibilità per gli elettori di scegliere i candidati e di non subire troppo perentorie indicazioni dei partiti facesse parte di quel diritto in più e di quel potere in più che noi per primi avevamo evocato”.

"Ci troveremo, di qui a poco, a fare i conti con la contraddittorietà di due leggi fondamentali. Una legge elettorale che fa del premier la conseguenza dei partiti e l'istituzione di un premierato che ne vorrebbe fare il perno del sistema politico".

"Ho preso atto, con tutti voi che l'unico risultato possibile oggi era questo. E da segretario ho cercato di non ostacolare questo risultato. Questo era il mandato, questo è il risultato. Naturalmente, per chi crede ad
una legge elettorale proporzionale vera questo è appena un punto di partenza".

Una svolta che non mi appartiene
"Abbiamo spiegato agli italiani (e non ero il solo, mi pare) che occorreva discontinuità. Non si è ancora spenta l'eco di alcuni ragionamenti all'insegna del motto: 'o si cambia o si muore'. E adesso sento dire che se non si cambia troppo si sopravvive più agevolmente. E' una svolta che non mi convince, e che non mi appartiene".

Il problema della discontinuità "non è e non può essere un tema stagionale".

"Se si ritiene che occorra un altro centrodestra come condizione per essere noi stessi prima ancora che come condizione per vincere - aggiunge Follini - l'argomento va svolto e il punto va tenuto fino in fondo, ad ogni costo, soffrendo e rischiando. Se invece si ritiene che l'argomento sia troppo 'pericoloso', troppo estremo ed arrischiato, è meglio non evocarlo affatto".

"Mai come oggi il paese è di centro. Politicamente, culturalmente, perfino moralmente. E mai come oggi la sinistra rischia di trovarsi avvantaggiata dai nostri errori".

"Nel 2001 siamo stati plebiscitari. Oggi il plebiscito minaccia di essere contro di noi. Ha un senso tutto questo? - chiede - Quale pigrizia, quale paura, quale debolezza ci induce oggi a giocare improvvisamente al ribasso di noi stessi?".

Berlusconi ha legato a sé la Cdl
"Chi come me, come noi, si è battuto per una diversa evoluzione della nostra alleanza deve riconoscere
a Berlusconi la capacità di aver tenuto largamente la coalizione sulla sua posizione e intorno a sé. Tutto questo però ci pone un problema, non ce lo risolve. Almeno a noi".

La politica è passione non interesse
"Il presidente del Consiglio - aggiunge Follini - ha spiegato agli italiani l'altra sera alla tv che io avrei una
sola passione, la politica. Personalmente, ho qualche passione in più. Ma politicamente gli do ragione. La politica è passione fredda, lucida e composta. Ma è passione, non è interesse.

Il problema è l’Udc
“Nessuna sfida, nessuna ossessione, nessun duello con Berlusconi. Il problema siamo noi dell'Udc. Se abbiamo un senso, se siamo capaci di fare una differenza, se gli italiani che ci hanno affidato il loro voto si trovano in buone mani. Oppure se i nostri propositi politici sono di pastafrolla”.

"Abbiamo chiesto un altro centrodestra, non più piramidale, non troppo leaderistico perché solo così potevamo rispondere alla domanda severa che a più riprese gli elettori ci hanno rivolto in questi anni. Vorrei evitare il sapore aspro di una disputa personale, quasi di una sfida. Tanto meno di un'ossessione, che davvero non ho. Non c'e' nessun duello in corso con Silvio Berlusconi, tutt'altro. Il problema siamo
noi".

L’Udc ha detto troppi sì
I troppi sì detti dall'Udc negli anni di governo della Cdl determinano un "oggettivo rischio di appannamento del nostro partito rispetto alle sue aspettative".

"Legge elettorale a maggioranza, striscioni contro striscioni. Legge costituzionale a maggioranza, referendum contro Parlamento. Leggi sulla giustizia particolari e parcelizzate, una è già dietro l'angolo. Non fosse stato per il mio cattivo carattere il nostro segretario amministrativo si troverebbe oggi a pagare a Mediaset il costo dei nostri spot elettorali. E' evidente che lungo questo percorso può andarsene in fumo una parte importante di noi".

"Lungo questo percorso esiste, oggettivamente, un appannamento del nostro partito rispetto alle sue stesse aspettative. Rischiamo di essere magari troppo combattivi a parole ma troppo, troppo remissivi nei fatti".

"Il risultato è un partito che archivia l'argomento della leadership, derubricandolo da leale sfida politica a improbabile combinazione dinastica. Un partito che evoca le primarie e le lascia dileggiare. Un partito che ottiene una legge elettorale in cambio di un allineamento politico a cui si era sempre cercato di sottrarre. E che finisce per rinunciare lungo questa strada, passo dopo passo, magari senza rendersene conto, alla sua capacità di modificare in profondità i caratteri della proposta che la Casa della Libertà rivolge agli elettori italiani del 2006".

"Non credo fosse questo quello che ci hanno chiesto i nostri elettori. E non credo fosse questo il mandato che ci hanno affidato i delegati al nostro ultimo congresso".

Ministri Udc ossequiosi
"A questa contraddizione concorrono molti fattori. E' certo che vi concorro io, con tutti i miei limiti e difetti, non solo di carattere. Ma vi concorre anche una delegazione ministeriale che in nome dell'unita' del partito non ho mai messo in forse e che però a mio giudizio ha amministrato le sue possibilità di influenza in
modo opaco e in qualche tratto non dirò ossequioso, ma almeno ripiegato.

“E vi concorre infine la scelta di considerare questa legge elettorale, così com'è, come la madre di tutte le battaglie e come la fonte di tutte le libertà".

Il legame con Casini non si spezza
"Un partito è una associazione di uomini liberi ma anche una comunità umana e politica. E dentro questa comunità si formano legami che non si possono spezzare, anche quando magari si hanno idee diverse. Tale è il legame che ho verso molti di voi, e tale è da parte mia da più di trent'anni il legame con Pier Ferdinando Casini".

"Eravamo una forza satellite, il 3,2% costruito dentro la nicchia della campagna per Berlusconi presidente. Mi sono battuto perché ci misurassimo sulla nostra forza e sul nostro consenso e per due volte, alle europee e poi alle regionali, gli elettori ci hanno riconosciuto una percentuale quasi doppia".

"Dobbiamo tutti gratitudine a quanti ci hanno dato la loro fiducia. Non sono così arrogante da pensare che sia un mio merito. Ma sono abbastanza navigato da sapere che una percentuale meno positiva sarebbe stata di sicuro un mio demerito. Ringrazio per questo tutte le persone che hanno collaborato con me. Li vorrei e li dovrei citare uno per uno. Li riassumo tutti in quella straordinaria figura umana e politica che è Lorenzo Cesa".

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Sabato, 15 Ottobre, 2005

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Influenza aviaria. Individuato in Romania il ceppo piu' pericoloso

Virus resistente ai farmaci?

Bucarest, 15 ottobre 2005

Il ministro dell'agricoltura romeno ha annunciato oggi che il virus dell'influenza aviaria individuato in Romania è del ceppo H5N1, ovvero quello ritenuto più pericoloso.

Al termine di una riunione "sulle misure per la lotta all'influenza aviaria", il ministro dell'Agricoltura Gheorghe Flutur ha spiegato all'emittente privata Realitatea: "Il virus isolato sui campioni di Ceamurlia di Jos è l'H5N1".

Lo stesso ministero ha confermato ieri che alcuni esemplari di cigni e polli del villaggio di Maliuc, 30 chilometri a nord di Ceamurlia, sono risultati positivi ai test sul virus H5 dell'influenza aviaria.

Alcuni campioni tratti dai volatili morti sono stati inviati da Bucarest a Londra per essere sottoposti a nuovi test.

"Stiamo prendendo in considerazione una serie di misure per rafforzare l'area di protezione", ha commentato il ministro.

La notizia arriva all’indomani della notizia pubblicata dal settimanale scientifico britannico Nature, secondo il quale esisterebbe una versione del virus resistente al Tamiflu, il farmaco già immagazzinato in tutto il mondo per combattere una eventuale pandemia.

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Venerdi, 14 Ottobre, 2005

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Legge elettorale. Berlusconi: "Non c'e' alcun dubbio di costituzionalita', con l'Unione dialogo fuori tempo massimo "

Silvio Berlusconi

Roma, 14 ottobre 2005

Sulla legge elettorale dubbi di costituzionalità "non ce ne sono, abbiamo attinto dai pareri dei migliori costituzionalisti italiani". E' quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a palazzo Chigi.

Il premier ha poi risposto a quanti chiedevano se fosse possibile aprire un dialogo con l'opposizione, così come suggerito da Piero Fassino, per apportare modifiche alla riforma della legge elettorale in Senato: "Dopo il voto di ieri alla Camera mi sembra che siamo fuori tempo massimo".

Silvio Berlusconi ha anche attaccato duramente Romano Prodi: "Ieri sera ho visto una conferenza stampa in cui a una domanda sulle infrastrutture, Prodi rispondeva dicendo che non abbiamo fatto nulla. Non capisco come si faccia a negare la realtà", ha detto il presidente del Consiglio, citando "il Mose e il Ponte sullo Stretto che sono opere epocali".

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Influenza aviaria. Scoperto un ceppo resistente agli antivirali. Da lunedi' controlli sull'etichettatura

Il ceppo mutato e' stato individuato in Vietnam

Roma, 14 ottobre 2005
Cresce l'allarme sull'influenza aviaria. I ricercatori hanno identificato un forma mutata del virus H5N1 dell'influenza aviaria resistente al Tamiflu, il farmaco anti-virale che i governi di tutto il mondo stanno immagazziando per fronteggiare un'eventuale pandemia. E' quanto emerso da una ricerca pubblicata oggi a Parigi. Il ceppo mutato è stato individuato in Vietnam in una quattordicenne, probabilmente contagiata dal fratello.

La sequenza del dna del virus ha rilevato una mutazione che lo ha reso resistente all'oseltamivir, nome di labotorio del Tamiflu. Tuttavia test su cavie hanno dimostrato che il virus mutato è invece sensibile allo zanamiriv, un altro farmaco anti-virale commercializzato con il nome di Relenza, hanno sottolineato i ricercatori.

I dati completi dello studio saranno pubblicati giovedì prossimo da 'Nature'. Ma, considerata l'importanza della ricerca, il settimanale britannico ha deciso di anticiparne i risultati. "Potrebbe essere utile fare scorte di zanamivir, così come di oseltamivir in caso di una pandemia di H5N1", sottolineano gli autori della ricerca guidata da Yoshihiro Kawaoka, docente all'Università di Tokyo e all'Università del Wisconsin a Madison.

Il ministero dell'Agricoltura rumeno ha confermato che alcuni esemplari di cigni e polli di un villaggio 30 chilometri a nord di Ceamurlia, sono risultati positivi ai test sul virus H5 dell'influenza aviaria. Intanto la presenza del virus dell'influenza aviaria in Turchia, nelle provincia della città di Balikesir in una fattoria dove vengono allevati polli e tacchini all'aperto, è stata confermata dalle stesse autorità turche le quali, attraverso il Ministero dell'Agricoltura e degli Affari Rurali, hanno "subito attivato le necessarie misure volte ad isolare ed eliminare il focolaio dell'influenza".

E' la prima volta che i sintomi dell'influenza aviaria compaiono in Turchia, precisa nella nota l'ambasciata. Pur non riuscendo ad avere informazioni chiare riguardo all'origine del ceppo, "è probabile che la causa sia da attribuire agli uccelli migratori, dato che la fattoria confina con una riserva naturale, meta di molti uccelli selvatici".

Intanto in Italia si prendono importanti provvedimenti. "Per garantire la sicurezza dei consumi di carne di pollo, ho chiesto all'Ispettorato centrale repressione frodi di attivare, lunedì 17 ottobre, il controllo sull'etichettatura, così come prescritto dall'Ordinanza del Ministero della Salute", ha detto il Ministro delle Politiche agricole e forestali Alemanno.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a 100 milioni di euro che finanzieranno l'acquisto di vaccini, in via preventiva contro la cosiddetta influenza dei polli. Metà della cifra sarà erogata dallo Stato centrale, il resto sarà a carico delle Regioni. Ma l'Italia non interverrà sulla caccia "fino a che non ci sarà traccia di presenza del virus", ha affermato il ministro della Salute, Francesco Storace. "Le polemiche sulla caccia sono finalizzate solo a tentare irresponsabilmente di mettere in difficoltà il Governo, che sta facendo la sua parte, per contrastare il rischio di pandemia".

Comunque l'influenza aviaria non è ancora arrivata, ma già si fanno sentire gli effetti sulle abitudini alimentari degli italiani. "A causa del 'virus dei polli' - ha evidenziato il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni - oltre la metà degli italiani, il 53%, ha cambiato le proprie abitudini di acquisto con il risultato che i consumi di pollame si sono ridotti del 32% per effetto di una reazione psicologica generalizzata".

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Finanziaria. Varata la manovra aggiuntiva: tagli alle spese per 1,1 miliardi di euro

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Roma, 14 ottobre 2005
Il governo ha approvato il decreto per la correzione dei conti pubblici. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, spiegando che si tratta del cosiddetto "taglia spese". La manovra di aggiustamento dei conti pubblici per il 2005 vale 1.150 miliardi di euro. "Questo - ha detto Berlusconi - per dimostrare come il governo lavora con rigore sulla spesa pubblica in una prospettiva del rilancio della crescita e dello sviluppo".

E' una manovrina da 1 miliardo e novecento milioni di euro. Un miliardo e cento arriveranno da uan stretta del 30%, sulle spese per beni e servizi della pubblica amministrazione, con l'esclusione di settori come difesa e sicurezza. Gli altri ottocento milioni dovrebbero essere garantiti dalla norma che sostituisce la tassa sul tubo: al suo posto è prevista una norma che spalma in più anni gli ammortamenti per le spese di costruzione della rete, in pratica le grandi società energetiche pagheranno più tasse. E un contributo ai conti pubblici potrebbe arrivare anche dalle nuove procedure per la vendita di immobili pubblici.

Il ministro dell'Economia Tremonti ha assicurato che il Governo conta di arrivare a fine anno a raggiungere il 4,3% del rapporto deficit/pil. "I conti ci vedono tranquilli su questo obiettivo", ha spiegato Tremonti, definendo il decreto approvato "un pezzo dell'azione di manutenzione dei conti". Tremonti ha aggiunto che "non c'è nulla di drammatico, è normale un taglia spese, è sempre stato fatto a fine anno".

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Domenica, 9 Ottobre, 2005

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«Umiliati da un governo incapace» In centomila applaudono Prodi

È passato da poco mezzogiorno quando Romano Prodi inizia a parlare davanti ai centomila di piazza del Popolo a Roma, una folla grandissima, molto più grande delle previsioni degli stessi organizzatori, che porta migliaia di palloncini, decine di striscioni, cartelli improvvisati con le proteste e le richieste più diverse. Un momento di silenzio: comincia così l’intervento del leader dell’Unione, la piazza ammutolisce alla richiesta di un po’ di raccoglimento per le vittime del terremoto nel Kashmir.

«Siamo umiliati da un governo ed una maggioranza che hanno promesso miracoli e hanno prodotto disastri»: il richiamo secco di Prodi rompe il silenzio e la piazza si infiamma. L’affondo continua. «La loro incapacità è sotto gli occhi di tutto il mondo, e noi non meritiamo di essere governati così male…. La politica etera si è ridotta ad incontri in ranch, dacie e sfarzose ville private fortificate con i nostri soldi. Siamo stati trascinati in un’avventura militare non voluta e non sentita solo perché il presidente del consiglio potesse essere invitato alla corte del mondo anche se dalle tavole sono arrivate solo le briciole all’Italia». Il richiamo del leader dell’Unione è accolto da vere e proprie ovazioni, come un’ovazione saluta il richiamo di Prodi alla maggioranza affaristica. «Hanno fatto leggi ad personam per salvare il presidente del consiglio e i suoi amici, leggi talmente spudorate che persino chi le aveva proposte adesso se ne vergogna. Il nostro Paese è stato guidato per cinque interminabili anni da una classe politica attenta solo a cambiare le leggi a proprio vantaggio e a tenere insieme con favori e regalie un blocco sociale abbacinato da promesse di ricchezze e di abbondanza»

Prima di Prodi, dal palco allestito in questo svogliato principio d’autunno che ha finalmente sostituito la pioggia con un sole velato, hanno parlato gli artisti. Tre attori, Mariangela Melato, Amalia Monti, Carlo Gifuni hanno letto un appello contro i tagli alla finanziaria che mettono in ginocchio la produzione culturale italiana.

Tutti i leader dell’Unione sono sul palco, anche se nessuno di loro parlerà. Si limitano a veloci dichiarazioni ai giornalisti. «Finché questa maggioranza sarà al governo, aspettiamoci ancora dei soprusi» ha detto il presidente dei ds, Massino D’Alema. E Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ha detto, a proposito delle iniziative sindacali contro l’ultima finanziaria del governo Berlusconi, che «lunedì, assieme a Cisl e Uil, decideremo cosa fare». Anche lo sciopero generale?: «Valuteremo anche quello».

Da Roma l’Unione vuole mandare un messaggio importante a tutta l’Italia, quella dei cittadini e degli amministratori, colpiti dai tagli della Finanziaria che vuole scaricare sulle Regioni e le amministrazioni locali il costo della politica fallimentare del governo Berlusconi. Romano Prodi ha chiamato la piazza a manifestare anche contro la legge elettorale truffa, che a pochi mesi dalle elezioni politiche, vorrebbe cambiare le regole del gioco nel disperato tentativo di salvare l’agonizzante coalizione di centro-destra. Oltre a Romano Prodi, a piazza del Popolo parleranno il sindaco di Firenze e presidente dell’Associazione dei Comuni, Leonardo Domenici,.

«Vi aspetto NUMEROSISSSSSSSSIMI» aveva detto “il professore” nel corso della chat con i lettori de l’Unità OnLine e l’invito è stato accolto dal “popolo dell’Unione”. «Abbiamo avuto una grande risposta dal Nord ma anche dal Sud Italia» confermano dal quartier generale dell’organizzazione.

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Fassino attacca Tremonti. Montezemolo: il maggioritario non funziona

L’Unione lancia l’attacco al governo e alla sua Finanziaria. E la proposta non è in grado di soddisfare le priorità del Paese. Il leader dei Ds, Piero Fassino, si fa portavoce di questa protesta intervenendo all'annuale convegno dei giovani imprenditori di Confindustria a Capri. «La Finanziaria non mi sembra adeguata (perché) non consegue tre cose essenziali. Non intaccherà il debito, e non riuscirà a far rispettare gli impegni presi con l'Unione Europea; ... non c'è un volume di risorse per poter credere di sostenere politiche di investimento, quindi non rimette in moto la crescita; infine, sul fronte della spesa è molto discutibile perché ci sono molte delle poste di entrata che sono aleatorie, come le vendite patrimoniali, le cartolarizzazioni, i provvedimenti una tantum», ha detto Fassino durante una tavola rotonda.

Anche il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo, dopo aver giudicato nei giorni scorsi «un segnale» la diminuzione degli oneri sul costo del lavoro dell-1%, parlando alla platea dei giovani manager torna a parlare della Finanziaria con toni più critici. Oltre alla tassazione delle rendite finanziarie, Montezemolo ha invitato a riprendere con forza «la strada delle liberalizzazioni, la lotta al sommerso ed una politica fiscale che, a partire dall'Irap, tolga pesi a chi produce ricchezza». E alla vigilia della manifestazione dell-Unione, ha voluto dire la sua anche sulla legge elettorale. «Abbiamo un maggioritario che non funziona - ha detto il presidente di Confindustria chiudendo il convegno - per via dei poteri di veto delle ali estreme degli schieramenti; perchè è un sistema che ha incorporato i difetti dell'eccessivo peso dei piccoli e del leaderismo spinto».

Quanto a Fassino ha indicato quelle che secondo lui sono le quattro priorità del Paese. Innanzitutto «la necessità di un fortissimo rilancio della struttura industriale del Paese», da conseguire attraverso «l'innalzamento del livello di specializzazione tecnologica» e «un più alto grado di internazionalizzazione». Fassino ha poi indicato la necessità di puntare sul capitale umano - «bisogna selezionare meglio facendo studiare di più» -, di investire strategicamente su una struttura portuale che aiuti l'Italia ad assumere nel Mediterraneo un ruolo centrale negli scambi Europa-Asia, e di politiche di liberalizzazione, ora a «media intensità tecnologica» e quindi «più esposta alla competizione internazionale», e «una maggiore internazionalizzazione», spiega Fassino da «industrialista convinto dalla nascita». Seconda priorità è colmare «il gap competitivo negli investimenti per la formazione: abbiamo una percentuale troppo bassa di laureati». Terza priorità, «la modernizzazione infrastrutturale»: Fassino invita a puntare sui porti, immaginando l’Italia come «un grande molo nel Mediterraneo» per gli scambi commerciali con l’Asia e la Cina. «Serve un grande investimento sulle infrastrutture portuali, con strade e ferrovie per collegarle». Quarta priorità, «la liberalizzazione delle professioni e dei servizi». Dunque, conclude Fassino, «se queste sono le priorità, questa Finanziaria è inadeguata».

Quindi, il leader della Quercia, si rivolge direttamente al ministro dell'Economia Giulio Tremonti seduto in platea: «sono quattro anni, ministro, che lei e Siniscalco ci proponete Finanziarie sovrastimate nella crescita e sottostimate nella spesa. Poi, alla prima trimestrale di cassa sono quattro anni che scopriamo che non è così. Al 5% di deficit ci siamo arrivati in questo modo».

Il leader dei Ds è poi tornato sul provvedimento per la riforma del risparmio «è stata un'occasione mancata» ha poi aggiunto Fassino. «E per questa occasione mancata, credo si sia fatta una battaglia troppo timida - ha aggiunto - anche da parte di chi, ad agosto, aveva partecipato alla polemica». Affinchè la riforma fosse completa, secondo Fassino, «il controllo sulla concorrenza bancaria sarebbe dovuto passare all'Antitrust e per sostenere questo obiettivo sarebbe stata necessaria una campagna più robusta».

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Sabato, 8 Ottobre, 2005

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Politica. Berlusconi ribadisce: conseguenze nella maggioranza se non passa la riforma elettorale

Il premier Berlusconi

Roma, 5 ottobre 2005
"C'è una proposta della Casa delle Libertà, noi ci stiamo riflettendo, penso che sia utile questa riforma e che sia giusto impegnarsi. Noi chiediamo di votarla e se non passerà non è possibile che non ci possano essere conseguenze politiche nella maggioranza". Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi rispondendo, alla Camera, ad alcune domande sulla riforma elettorale.

Il premier ha fatto osservare che le conseguenze politiche per la maggioranza nascono anche e soprattutto da come la riforma si è formata: "C'è stata una proposta di un partito della Cdl autorevolmente sostenuta anche dal presidente della Camera. Noi - ha continuato- ci abbiamo riflettuto e siamo arrivati a individuare in questa proposta qualcosa di utile per il Paese e che quindi era giusto impegnarsi in questa direzione chiedendo a deputati e senatori di votarla. Ove questa proposta non passasse - ha concluso - è chiaro che non possono non esserci delle conseguenze politiche per la maggioranza".

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Venerdi, 7 Ottobre, 2005

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CdM. Il governo rinvia la riforma del tfr e la Lega insorge: "Troppe pressioni"

Il ministro del Welfare Roberto Maroni

Roma, 5 ottobre 2005

I tre ministri della Lega hanno votato contro la decisione del Consiglio dei Ministri di rinviare al Parlamento il decreto legislativo sulla previdenza integrativa.
"Si tratta pero' solo di un rinvio - sottolinea Maroni - se il Cdm avesse votato contro il provvedimento, ci sarebbero conseguenze politiche rilevanti".

Il ministro del Welfare Roberto Maroni considera "dannosa, ingiustificata e controproducente" la decisione di rinviare alle camere il decreto legislativo sul Tfr. Maroni ha parlato di "forti pressioni" e di percorso che se "non e' compromesso" comunque subisce uno stop preoccupante.
"Oggi - ha detto Maroni - c'e' stato uno stop a un provvedimento straordinariamente importante. Dietro questo stop ci sono argomentazioni fondate, ma non condivise da me. Ci sono forti pressioni dal mondo economico e finanziario italiano. Pressioni alle quali mi sono rifiutato di sottopormi, ma evidentemente sono molto forti".
Secondo Maroni "nulla e' compromesso' ma che il rinvio e' una "decisione ingiustificata, controproducente, dannosa".
"Queste pressioni aumenteranno" ha detto esprimendo preoccupazione per la "volonta' di non attuare la delega. C'e' chi non vuole che la delega venga attuata. Mi auguro che Parlamento sappia resistere a queste pressioni. Temo rischi reali di non attuazione della delega".

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Giovedi, 6 Ottobre, 2005

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Economia. Ciampi: compriamo prodotti italiani, i Comuni sono patrimonio della nazione

Ciampi: abbiamo bisogno di unita'

Aosta, 5 ottobre 2005

Un appello a scegliere il Made in Italy. Un appello a sostenere anche così la nostra economia. In un discorso ad Aosta, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ricordato a tutti che “quando compriamo un prodotto italiano, diamo impulso all'attività delle nostre imprese".

"Ce la possiamo fare – ha detto il Capo dello Stato - non siamo condannati a registrare statistiche negative", anche i più recenti dati Istat sulla produzione cominciano a dire che "ci sono segnali di risveglio, di voglia di riscatto, di idee imprenditoriali nuove".

"Anche in questo anno difficile tante aziende hanno rinnovato prodotti e strategie commerciali. Le nostre esportazioni, che presentano tuttora serie difficoltà in alcuni settori, hanno fatto registrare negli ultimi mesi segnali di ripresa. Il problema maggiore resta la domanda interna, stagnante, sia i consumi, sia gli investimenti”.

“Le imprese e le famiglie per l'incertezza del futuro, sono trattenute dall'investire e dallo spendere. A imprese e famiglie dobbiamo pensare, cercando di infondere fiducia, di spingere ad investire, di tornare ad acquistare prodotti, stando attenti ai prezzi e alla qualità, come giustamente chiedono le organizzazioni dei consumatori, ma anche con la consapevolezza che quando compriamo un prodotto italiano, diamo impulso all'attività delle nostre imprese".

Ciampi: serve unità
Ma oggi da Ciampi è arrivato un uovo appello al dialogo in politica: "I politici e gli amministratori soprattutto devono dimostrare di saper pensare al bene comune. Abbiamo bisogno di unità: unità sociale, unità nell'esercizio dei diritti e dei doveri, unità di ordinamento, unità delle istituzioni della Repubblica, unità della nazione. Senza unità la nostra società non riesce a recuperare la fiducia".

"Vale l'analisi che ho tracciato più volte: per intraprendere bisogna avere il coraggio di andare d'accordo, di superare le divisioni, di guardare agli interessi superiori della comunità".

"Non si deve smarrire il filo rosso della solidarietà che ha percorso la storia d'Italia negli ultimi due secoli e che affonda le radici in epoche ben più lontane. L'unità nazionale dell'Italia è stata la più importante conquista della nostra storia”.

I Comuni sono un patrimonio
Infine dal capo dello Stato un monito a non penalizzare i Comuni, soprattutto i più piccoli: "E' interesse della nazione – ha detto - che i comuni, anche i più piccoli rimangano vivi: sono comunità dotate di un patrimonio di conoscenze e di tradizioni, tutela e presidio di impianti urbani antichissimi e quindi di valore inestimabile. Tornerà presto il desiderio di spostarsi in questi centri".

"Lo Stato deve fare la sua parte, favorendone la conservazione e la sostenibilità. Voi, cari sindaci, dovete fare in modo di mettere in comune quanto è più possibile i servizi e le spese".

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Mercoledi, 5 Ottobre, 2005

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Aborto. Riprende la sperimentazione della Ru486. Il Vaticano attacca: "Atto contro la vita"

 

La sperimentazione dovrebbe ripartire lunedi' prossimo

Citta del Vaticano, 5 ottobre 2005

La ripresa della sperimentazione sulla pillola Ru486, nuovamente decisa dalla Regione Piemonte, per l'Osservatore romano e' un "atto contro la vita".
"Ancora un atto contro la vita, - scrive il giornale vaticano - ancora una volta la scienza viene messa al servizio della morte, mentre si evidenziano sempre piu' le radici comuni della contraccezione e dell'aborto, 'come frutti di una medesima pianta'. Una connessione non soltanto a livello culturale ma anche tecnico".
"Anche oggi non si puo' non ribadire - rimarca il quotidiano - che quando nel Paese venne approvata la legge 194, da piu' parti, con forza ed enfasi si disse che l'interruzione volontaria della gravidanza non doveva essere considerata 'mezzo di contraccezione', e che la libera decisione della donna doveva confrontarsi con le istituzioni pubbliche, garanti del diritto dei terzi. Ora la ripresa della sperimentazione della Ru-486 a Torino, nuovamente torna a svelare cosa stava dietro a tali affermazioni, e quale intenzionalita' vi si nascondeva. Si vuole che l'aborto diventi sempre piu' facile contraccezione, la piu' tragicamente efficace: si e' ormai arrivati ad un tale oscuramento delle coscienze da ritenere atto di liberta' l'uccidere il piu' indifeso degli innocenti". Per l'Osservatore romano invece "si tratta di omicidio".

La sperimentazione dovrebbe ripartire lunedi' prossimo
Il Comitato Etico del Piemonte ha dato oggi il via libera alla ripresa della sperimentazione sulla pillola abortiva, e all' ospedale Sant' Anna di Torino gia' si susseguono le telefonate di donne che chiedono di essere inserite nel nuovo protocollo. Domani l' ospedale notifichera' al ministero della Salute di avere adempiuto alle richieste contenute nell' ordinanza, e comunichera' il riavvio degli aborti farmacologici.
Se l'iter non incontrera' nuovi stop, i primi interventi con l' Ru486 in regime di ricovero saranno eseguiti a partire da lunedi' prossimo. Regione Piemonte e vertici ospedalieri ritengono infatti che con l' accettazione di tutte le richieste ministeriali l' ordinanza del 21 settembre con cui il ministro Francesco Storace sospese la sperimentazione possa considerarsi decaduta. Nei prossimi giorni l'ospedale si occupera' di riorganizzare le procedure, che le nuove clausole hanno reso piu' complesse. I letti di ricovero ordinario saranno reperiti nel reparto di Ginecologia B dove opera l' esponente dei Radicali Silvio Viale, logisticamente i piu' vicini al day hospital in cui si sono stati eseguiti i 25 aborti farmacologi della sperimentazione con il precedente protocollo. Inizialmente verranno eseguiti due-tre interventi la settimana. Poi, riorganizzando il lavoro dei medici su due turni, si potra' salire a quattro-sei aborti farmacologici per settimana.
"Pensiamo che a brevissimo termine il progetto pilota possa riprendere - ha commentato Valpreda - ma resta lo sconcerto per il fatto che siano stati mossi dei rilievi a un protocollo che gia' prevedeva amplissime garanzie mediche e sanitarie per le pazienti e che era stato avallato dall' Universita' e dal primariato ospedaliero. Il tutto - ha rimarcato - per introdurre nel protocollo la clausola del ricovero per tutta la durata del trattamento, che va contro le piu' moderne acquisizioni della medicina secondo cui e' auspicabile ridurre la permanenza dei pazienti in ospedale".
"Il prossimo passo - ha affermato Viale - e' che l' Ru486 venga registrato anche in Italia. Mi auguro gli assessori alla Sanita' delle regioni prendano posizione in modo unitario per ottenere questo risultato. La registrazione - ha spiegato - sarebbe praticamente automatica, perche' in Europa vale il mutuo riconoscimento dei farmaci gia' registrati in altri paesi dell' Unione. La sperimentazione - ha chiarito - andrebbe comunque avanti, perche' al Sant' Anna non si sta sperimentando la validita' universalmente riconosciuta dell' Ru486, ma si stanno valutando due diversi possibili dosaggi del farmaco".
Se tutto andra' liscio, dopo quasi tre anni di rinvii seguiti da una falsa partenza, e dopo solo 25 aborti farmacologici sui circa quattromila chirurgici eseguiti ogni anno, il Sant' Anna introdurra' nuovamente la pillola abortiva in Italia. Ma le polemiche non sembrano avviarsi a conclusione e l' intervento di Storace, duramente stigmatizzato dalla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, ha avuto finora soprattutto l'imprevisto esito di riportare l' aborto al centro del dibattito etico e politico italiano.

Sondaggio: medici contrari a sospensione
Medici contrari allo stop della sperimentazione della pillola abortiva all'ospedale Sant'Anna di Torino. Ben il 71,8% non e' d'accordo con l'ordinanza del ministero della Salute che ha sospeso la sperimentazione. Lo rivela un sondaggio condotto dal quotidiano online 'DoctorNews', a cui hanno risposto circa 3.200 medici.
A favore della sospensione della sperimentazione della RU486 e' solo il 26,9% dei camici bianchi.

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Martedi, 4 Ottobre, 2005

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I furbetti del quartierino. «Quando si è trattato di costringere Berlusconi a dimettersi per poi fare un Berlusconi bis, Fini ha sostenuto Follini. Ma poi Fini ha fatto un giro di valzer, ha lasciato Follini nelle pesti e ora sostiene Berlusconi a oltranza, più di Bossi. Infine anche Casini ha fatto la sua giravolta scaricando Follini».

Giovanni Sartori, Corriere della Sera, 3 ottobre

-------------------------------------------------------------------------------------Salva Previti verso il rinvio, Berlusconi teme di non farcela

Potrebbe slittare a fine mese l’esame da parte della Camera della proposta di legge di riforma del sistema della prescrizione, la cosiddetta “ex Cirielli”, la “Salva-Previti” perché taglia drasticamente i tempi di prescrizione di molti reati e quindi cucita addosso a famiglio del premier. A quanto si apprende, infatti, indipendentemente dal merito della proposta di legge, l'assemblea dei deputati dell'Udc è pronta a respingere, nella riunione di questa mattina, la proposta annunciata dagli alleati della maggioranza di inversione dell'ordine del giorno dell'aula di Montecitorio, che punta ad inserire in cima al calendario proprio la pdl “ex Cirielli”. In questo modo, l'esame del provvedimento resterebbe collocato dopo due decreti in scadenza, da affrontare in questa settimana, e difficilmente potrebbe quindi precedere il dibattito e il voto sulla legge elettorale, stabilito tra l'11 e il 13 ottobre, e successivamente la devolution, fissata per il 20.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è convinto che, piuttosto che rischiare di non far passare la cosiddetta legge ex Cirielli, visto che da questo dipende il suo futuro, sia meglio rinviare il voto. È quanto hanno riferito fonti della maggioranza che hanno avuto modo di parlare con il premier. Se non siamo ancora pronti, sarebbe stato il ragionamento di Berlusconi, secondo quanto riferito, piuttosto che farla saltare sarebbe meglio rinviarla. La riflessione del Cavaliere sarebbe stata fatta non appena il premier è stato informato che ci potrebbero essere dei problemi - in particolare da parte dell'Udc - nell'approvazione del nuovo ordine del giorno che anticipa il voto sulla ex Cirielli.

Il ministro della Giustizia Castelli ha fornito alla Camera i dati in suo possesso sul possibile impatto della ex Cirielli sui processi in corso, ma, in una lettera indirizzata al presidente della Camera Casini, avverte che si tratta solo di una «elaborazione statistica su dati parziali», e che quindi, a suo giudizio, «inidonea a fornire un’esatta valutazione dell'impatto globale della normativa in itinere». Nella relazione inviata dal ministro della Giustizia alla Camera si avverte che è stato possibile lavorare solo sui dati forniti da 15 delle 29 corti d'appello, quindi su 77.318 procedimenti su un totale di 132.182.

Alcune forze politiche, come l'Udc, avrebbero condizionato il loro voto al contenuto di quei dati. L'assemblea dei deputati dell'Udc è pronta a respingere la proposta annunciata dagli alleati della maggioranza di inversione dell'ordine del giorno dell'aula di Montecitorio, che punta a inserire in cima al calendario proprio la "ex Cirielli".

A Montecitorio sull'ennesima legge ad personam, l'opposizione farà muro. L'unione ha presentato ben 79 emendamenti. Magari confidando nel sostegno dei parlamentari dell'Udc. La richiesta del presidente della Camera di sapere la ricaduta che le nuove norme avranno sui processi pendenti è ottimale per l'opposizione, che punta a fermare la "Salva Previti". «Non si può legiferare - avverte il Ds Francesco Bonito - senza avere cognizione di causa».

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Allarme Eurostat: 11 milioni di italiani a rischio povertà

11 milioni di italiani sono a rischio povertà. L'allarme arriva dall'Eurostat proprio nel giorno in cui il governo annuncia che negli ultimi tre mesi luce, gas e trasporti hanno pesato sulle tasche dei cttadini del Belpaese dal 5 al 12% in più. Secondo l'istituto di statistica europeo fra i 72 milioni di cittadini Ue che rischiano la povertà, circa 11 milioni sono italiani: cioè il 15%. E anche se i dati dell’ufficio di statistica europeo si riferiscono al 2003 l’allarme è pesante: il 19% degli italiani vive in famiglie che guadagnano meno del 60% di quanto in media entra nelle casse dei nuclei familiari del paese, mentre a livello europeo la media scende al 16%.

L’Italia dunque è insieme al Portogallo e alla Spagna tra i paesi dell'Unione con il più elevato tasso di rischio povertà, preceduta solo da Slovacchia, Irlanda e Grecia (tutte al 21%). E il rischio potrebbe essere anche più alto senza interventi sociali da parte dello Stato: per dimostrare l'importanza del Welfare, Eurostat ha calcolato infatti i tassi di rischio povertà per ciascun paese al netto di qualsiasi contributo statale, pensioni incluse. In questo caso gli italiani che non arriverebbero a fine mese sarebbero addirittura il 42%.


Per il momento sugli italiani si addensa sempre più la nube della stangata sui consumi, con aumenti sulle tariffe di luce, gas e trasporti compresi tra il 5 e il 12 per cento. Secondo il governo infatti l’aumento delle bollette elettriche sarà intorno al 5% nell'ultimo trimestre dell’anno mentre il gas metano subirà un ulteriore rialzo ad ottobre. Stagione nera anche per i trasporti per i quali le tariffe saliranno fino al 12%, e in particolare per il settore aereo in cui l' aumento della sovrattassa carburante dovrebbe condurre ad un rialzo dei prezzi dei voli del 20%. Dito puntato naturalmente contro il caro petrolio anche se sotto sotto anche la Finanziaria rincara la dose.

La nuova tassa sul tubo sulle grandi reti di trasmissione di energia, potrebbe infatti tradursi in un potenziale aumento dell'1% delle tariffe dell'elettricità e del metano che peserà sulle tasche dei consumatori con aumenti oltre 10 euro in più l'anno per una famiglia tipo, secondo gli esperti. Ma niente paura, avverte il governo, nel testo di legge si prevede che la tassa sia a carico dei «proprietari» e ne sia «vietata la rivalsa e la traslazione sugli utenti», una garanzia che non sembra rassicurare sul rischio dati i tempi.

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Finanziaria. Tremonti: gli scioperi sono la prova che la manovra non e' elettorale

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Roma, 4 ottobre 2005

La minaccia di sciopero da parte del sindacato contro la finanziaria "è la prova del nove che si tratta di una finanziaria seria". Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti difende la sua manovra.

"Non discuto se è giusto o no lo sciopero – ha detto in una intervista alla trasmissione Omnibus de La7 - ma se la manovra fosse elettorale non si farebbero scioperi”.

La tassa sul tubo
Entrando nel merito dei provvedimenti assicura che "la tassa sulle reti colpisce le società che hanno fatto enormi profitti. Non ci sarà il trasferimento" sulle bollette: "Su questo possiamo tranquillizzare".

"Se il sindacato vuole difendere i profitti per attaccare il governo può farlo ma i cittadini questi trucchi li capiscono".

Lotta all’evasione
“La lotta all'evasione viene fatta per la prima volta seriamente. Prima era una barzelletta". Il governo è arrivato solo ora ad occuparsi di questo perché "ho avuto altre cose da fare come gestire il terzo debito pubblico del mondo".

L’ipotesi della fiducia
Ma ora come sempre c’è il rischio che nel corso del dibattito parlamentare la manovra possa essere modificata, ma Tremonti dice di non temere "l'assalto alla diligenza, non c'è stato a livello di ministeri, non ci sarà in parlamento".

"In ogni caso Fini ed io abbiamo la possibilità di mettere la fiducia. Il quadro economico deve restare fermo. E' giusto che i governi abbiano il dovere e il potere di farsi rispettare".

Tra le cose più importanti "che qualificano la finanziaria e che resteranno anche nella prossima legislatura a prescindere da chi vincerà c’è la ristrutturazione del nostro sistema produttivo con il rilancio dei distretti, l'avvio della previdenza complementare, la lotta all'evasione e la riforma delle esattorie".

E all’accusa di chi lo ritiene l’artefice della cosiddetta “finanza creativa, il ministro risponde che si tratta di una "balla storica della sinistra”: "La sinistra ha fatto enormemente di più. Quando l'economia andava bene ha fatto 120 mila miliardi di finanza creativa. Le cartolarizzazioni le hanno inventate loro".

Tremonti respinge poi le accuse di forti tagli agli enti locali: "A Prato – ha detto il ministro - sono stati stanziati 60mila euro per i pipistrelli, se li stanziavano per i cittadini era meglio".

"E' un problema serio ma ci sono sindaci che hanno iniziato a minacciare ritorsioni sui cittadini ad esempio un famoso sindaco avrebbe dovuto iniziare a dire, mando via chi mi scrive discorsi, intervengo sul mio staff. Invece si fa fotografare sulla sua gioiosa macchina da guerra".

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Politica. Follini al Corriere della Sera: Berlusconi non e' il candidato premier giusto

Il segretario dell'Udc Marco Follini

Roma, 4 ottobre 2005

"Ho proposte le primarie, e l'ho detto, perché ritengo che Silvio Berlusconi non sia il candidato giusto per il centrodestra". Il segretario dell’Udc, Marco Follini, torna all’attacco del premier.

Dalle colonne del Corriere della Sera, il leader dei centristi rivendica "il diritto che questa opinione, che è l'opinione del congresso dell'Udc, venga misurata democraticamente”

"Sono tra quanti pensano - scrive in una lettera inviata a via Solferino - che alla politica italiana serva un sistema elettorale proporzionale. Un sistema nel quale, rovesciando il teorema esposto ieri dall'onorevole Bossi "i voti si contano e non si pesano". Questa convinzione fa parte del patrimonio politico del cattolicesimo democratico dal lontano 1919. Se dunque l'Udc chiede di aprire un ragionamento in materia non si può dire che sia propriamente un'improvvisata".

"Sono tra quanti pensano che le leggi elettorali richiedono di essere scritte a più mani. Non sono così ingenuo da non valutare tutte le difficoltà che rendono difficile ogni collaborazione in tema di regole tra maggioranza e opposizione, e tanto più a ridosso delle elezioni. Ma non sono né così munito di spirito partigiano né così privo di senso delle istituzioni da ritenere che questo argomento possa passare in cavalleria".

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Lunedi, 3 Ottobre, 2005

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Politica. Il Giornale: 'Follini in bilico'. Udc:tra le poche promesse mantenute da Berlusconi gli attacchi al segretario

Marco Follini

Roma, 2 ottobre 2005

"In questi giorni abbiamo letto ricostruzioni sull'Udc e sul suo segretario ingiuste, fantasiose e offensive. Non sono questi i metodi che favoriscono lo slancio e la coesione della coalizione. Né attacchi ingiustificati a Marco Follini, né trame interessate a disunire il partito possono creare serentita' e concordia nella Cdl". Luca Volonté, capogruppo Udc alla Camera, stigmatizza così il titolo de Il Giornale, 'Follini in bilico, stavolta si gioca il posto . La resa dei conti a metà mese. Il segretario in rotta con Casini e isolato nel partito, potrebbe lasciare. Al suo posto Baccini o Buttiglione'.
"Stupisce e amareggia - dice Volonté - che alcuni ambienti giornalistici vicini al centrodestra fatichino a comprenderlo. Marco Follini è stato confermato all'unanimità segretario nazionale dell'Udc nel mese di luglio e almeno nel nostro partito gli organi sono la sede del confronto politico".

Si spinge oltre Mario Tassone, vice segretario vicario dell'Udc: "Ci troviamo in presenza di attacchi concentrici nei confronti dell'Udc, per i quali appare chiaro che oggi quel che dà fastidio è l'iniziativa politica del partito, tanto da tradurre un confronto, che è la risorsa di una formazione democratica, come uno scontro insanabile".

Più esplicito Lorenzo Cesa, esponente di punta dell'Udc e vice presidente del gruppo parlamentare del Ppe a Strasburgo: "Non c'è dubbio che fra le poche promesse mantenute da Berlusconi vi sia quella di scatenare gli organi di informazione della famiglia contro il segretario dell'Udc. Quello che sta succedendo in questi giorni è semplicemente vergognoso".

Nel pomeriggio, infine, la presa di posizione ufficiale del partito, con una nota firmata da Armando Dionisi, capo della segreteria dell'Udc ed europarlamentare, fra i fedelissimi di Follini: "Il nostro è un partito orgogliosamente autonomo. Non ci facciamo condizionare dalle proposte di desistenza ma non ci facciamo neppure intimidire da certi attacchi". "Il segretario dell'Udc è eletto da un Congresso e certamente non può essere sfiduciato da una campagna di stampa denigratoria e priva di fondamento. Dalle nostre parti, siamo soliti discutere ma la nostra dialettica è tutta volta a rafforzare il partito e non a consegnarlo ad un ruolo subalterno", conclude il comunicato della segreteria.


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Politica. Prodi: sabato manifestazione a Roma contro legge elettorale e finanziaria. Allarme dai sindaci dell'Unione

Romano Prodi

Roma, 2 ottobre 2005
L'Unione prepara una settimana di battaglia dentro e fuori le aule parlamentari contro il governo. Romano Prodi ha annunciato per sabato prossimo una grande manifestazione a Roma contro la legge elettorale - definita una legge "ad personam" che va abolita - e contro la finanziaria, che per il centrosinistra penalizza gli enti locali e il sistema sanitario.

"Sabato prossimo faremo a Roma una grande manifestazione contro la legge elettorale che vuole scardinare le regole della democrazia italiana e contro la Finanziaria che è soprattutto rivolta a danno degli enti locali e del sistema sanitario". "Sarà una manifestazione seria, forte, compatta - ha spiegato Prodi - per la protezione dei più deboli e per le regole della democrazia. Sarà una manifestazione fatta all'esterno", ha precisato dopo le voci di questi giorni che parlavano di una manifestazione in un teatro.

Forza Italia, con il coordinatore del partito Bondi, difende la riforma elettorale in senso proporzionale messa a punto dalla maggioranza, definendola "neutrale, perché rispecchia la reale forza dei singoli partiti presenti in Italia".

Sindaci dell'Unione a Prodi: "Non sottovalutare i danni"
I sindaci dell'Unione lanciano un avvertimento a Romano Prodi e ai vertici dell'alleanza di centrosinistra sulla legge finanziaria. In una lettera aperta, oltre 30 sindaci di centro sinistra esprimono "allarme e preoccupazione sulle conseguenze della legge finanziaria per i Comuni" e chiedono "più consapevolezza della gravità della situazione", proponendo di "utilizzare anche la campagna delle primarie per far emergere i problemi più gravi e offrire risposte all'altezza". La lettera aperta, firmata da Cacciari, Chiamparino, Cofferati, Domenici, Emiliano, Iervolino, Pericu e Veltroni, oltre a 23 primi cittadini di altrettante città più piccole, è stata inviata a Romano Prodi, Piero Fassino, Francesco Rutelli, Fausto Bertinotti, Antonio Di Pietro, Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio, Luciana Sbarbati, Enrico Boselli, Oliviero Diliberto, Ivan Scalfarotto e Simona Panzino.

"Cari amici - scrivono i sindaci - ci rivolgiamo in modo aperto a voi, come leader dell'opposizione di centro-sinistra, per esprimervi la nostra fortissima preoccupazione per la manovra finanziaria che il governo ha varato e che colpisce pesantemente i Comuni italiani. Abbiamo però la sensazione che, da parte dell'Unione, vi sia una notevole sottovalutazione delle gravi conseguenze che questa manovra avrà nelle nostre città e nei nostri Comuni e, dunque, vi sia scarsa reattività. C'è invece bisogno, anzitutto, di spiegare ai cittadini come le misure che il Governo ha varato andranno a colpire direttamente i servizi offerti, che dovrebbero essere caso mai aumentati e non certo diminuiti. Inoltre, è importante promuovere un'adeguata iniziativa in sede politica e istituzionale, poichè larga parte dei Comuni italiani è amministrata da coalizioni di centro-sinistra, anche se la manovra non fa certo distinzioni in base al colore politico delle Giunte. Non vorremmo che l'Unione si lasciasse assorbire completamente da problemi che sono certamente di grande rilievo (pensiamo al colpo di mano che si sta tentando sulla legge elettorale), ma che rischiano di essere più lontani rispetto ai bisogni dei cittadini di quanto invece siano gli effetti della manovra finanziaria".

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Finanziaria. Montezemolo: impostazione respondabile

Luca Cordero di Montezemolo

Roma, 2 ottobre 2005
"La difficile situazione dei conti pubblici nella quale è stata definita la legge Finanziaria pone soprattutto due vincoli: un grande rigore per contenere la spesa e la necessità di utilizzare le poche risorse a disposizione per favorire lo sviluppo". Così il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, in una nota.

"La mia valutazione è che questi due aspetti siano stati tenuti nel debito conto. Perciò ho parlato di una impostazione responsabile che deve essere assolutamente confermata nei passaggi parlamentari. La strada maestra per correggere i nostri squilibri è quella di tornare a crescere: per ridurre il debito pubblico accumulato e per abbassare il disavanzo tra entrate e uscite totali".

"Per questo occorre mettere l'impresa e più in generale l'economia al centro dell'attenzione. L'intervento sugli oneri impropri che riguardano il costo del lavoro è un primo segnale per le imprese di ogni dimensione. In Italia il carico contributivo sull'impresa è pari al 45% delle retribuzioni nette, in Germania è il 36%, nel Regno Unito il 13%. C'è quindi ancora molto da fare, così come Confindustria ribadisce la necessità di una profonda modifica dell'Irap, imposta ingiusta che penalizza le imprese e l'occupazione. E' a partire da questi temi che giudicheremo i programmi degli schieramenti politici in vista delle prossime elezioni".

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Domenica, 2 Ottobre, 2005

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Finanziaria. Il governo intenzionato a porre la fiducia sulla manovra, critici opposizione e enti locali

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Roma, 1 ottobre 2005

Il governo ha varato la Finanziaria che ora verrà sottoposta al vaglio parlamentare. Anche se l’esecutivo sembra intenzionato ad evitare qualsiasi da parte delle Camere e per questo potrebbe porre la questione di fiducia.
Il Consiglio dei ministri ha affidato la decisione al vicepremier Gianfranco Fini e al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

La manovra sarà di 20 mld di euro, 11.5 di correzione di conti, 4.5 di spese che non possono essere ridotte e 4 per lo sviluppo e la solidarietà. Meno di quanto fosse previsto nelle prime bozze.

Per gli enti locali i tagli saranno di 3 mld ripartiti in percentuali diverse su regioni e comuni. Tagli anche ai ministeri: un risparmio di 6 mld per le spese statali. Per la sanità sono previsti 91 mld più 2 che il govermo ha promesso di aggiungere: più dello scorso anno, ma meno di quanto il governo aveva previsto di spendere, denunciano le regioni.

Ci sarà poi un fondo sociale di 4 mld. Modalità e destinatari - famiglie anziani o bambini - avrebbero dovuto essere individuati nel Consiglio dei Ministri, ma non c'è stato accordo, e le decisioni sono state rimandate ai prossimi giorni.

Confermata la tassa sul tubo per le reti infrastrutturali delle aziende di energia quali Eni ed Enel. Il governo assicura che non ricadrà sulle bollette, ma è tutto da verificare.

"La coperta è corta" ha detto Berlusconi ripetendo che le risorse sono poche e accusando di "terrorismo mediatico" quei sindaci che, conti alla mano, hanno già calcolato quanto sono costretti a tagliare, dall'asilo nido alla luce nelle strade.

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Legge elettorale. L'Unione pronta a scendere in piazza. Follini: "Mi sta piu' a cuore evitare la rissa".


Marco Follini

Roma, 30 settembre 2005

Sul tema della legge elettorale l'Unione è pronta a scendere in piazza in una grande manifestazione di protesta mentre nel centrodestra c'è chi come il leader dell'Udc Marco Follini si dice indisponibile ad una rissa che rischia di travolgere il sistema delle regole e degli equilibri politici.
"A me sta a cuore una nuova legge elettorale proporzionale, ma la tenuta di un sistema di regole, di equilibri, di garanzie, mi sta molto, molto, molto più a cuore...". Cosi' Marco Follini, in un'intervista ad 'Avvenire', spiega perché considera fondamentale evitare "una bruttissima rissa" nel confronto sulla riforma elettorale.

Intanto, la Camera dei Deputati ha deciso il calendario dei lavori e la riforma elettorale verrà discussa prima della Devolution. In ottobre i deputati dovranno vedersela anche con l'ex-Cirielli, la proposta di legge battezzata dalle opposizioni "salva-Previti', che riduce i tempi di prescrizione dei reati. Intanto in un vertice, l'Unione annuncia che si opporrà con ogni mezzo alle riforma elettorale.

Prodi: la riforma "violenta lo spirito della democrazia"
La riforma della legge elettorale proposta dalla Cdl "violenta lo spirito della democrazia". Romano Prodi e' tornato a sparare contro la riforma del sistema elettorale sostenuto dal centrodestra. Il Professore si e' detto "preoccupato" per "questa battaglia non prevista e di tale intensita'". Comunque ha confermato con determinazione la "forte opposizione" contro una riforma che la Cdl vuole "per ridurre le perdite in ogni modo" nella sconfitta alle prossime elezioni politiche.

D'Alema: Casini il regista
La legge elettorale proposta dalla Cdl rischia di determinare "un bipolarismo senza regole" e una "rottura tanto piu' grave in quanto il regista sembrerebbe essere il presidente della Camera che, al di la' del suo voler essere moderato, istituzionalmente dovrebbe essere arbitro e non promotore di iniziative cosi' negative e laceranti", ha sottolineato il presidente dei Ds Massimo D'Alema, parlando a Strasburgo ai microfoni di Radio radicale.

Casini: le intimidazioni mi lasciano indifferente
"Ho abbastanza esperienza politica per distinguere le opinioni, che rispetto sempre, dalle intimidazioni che mi lasciano indifferente", ha detto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.

Rutelli: nessuna possibilità di dialogo
Francesco Rutelli, intervistato dal quotidiano on line, 'Affaritaliani', respigne qualsiasi ipotesi di intesa trasversale tra Cdl e Unione sulla riforma elettorale.
Sulla legge elettorale proposta dalla Cdl "facciamo una battaglia totale". Nessuna possibilità di dialogo con la maggioranza? "Non se ne parla".

D'Onofrio: dialogo impossibile non per colpa nostra
Replica a Rutelli, il presidente dei senatori dell'Udc, Francesco D'Onofrio: "Se noi della Cdl chiediamo: dove vai? Loro non possono rispondere: "vendo patate". In queste condizioni, ha ragione Rutelli, il dialogo è impossibile e non per colpa nostra". Facendo riferimento alle parole di Marco Follini, poi, d'Onofrio spiega: "In questo caso, la rissa possiamo solo subirla e non evitarla".

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Sabato, 1 Ottobre, 2005

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Influenza polli. L'Onu lancia l'allarme: "Il virus potrebbe colpire anche 150 milioni di persone"

Il virus potrebbe raggiungere in breve tempo l'Africa o il Medio Oriente

Ginevra, 30 settembre 2005

Una nuova influenza pandemica potrebbe diffondersi e colpire fra i cinque e i centocinquanta milioni di persone. A diffondere l'allarme è David Nabarro, responsabile dell'Onu per il coordinamento contro l'influenza aviaria. "Le conseguenze in termini di vite umane quando la pandemia si diffonderà saranno fuori dall'ordinario ed estremamente dannose", ha spiegato Nabarro.

L'influenza aviaria ha cominciato a colpire gli animali in Asia dal 2003, ha già provocato la morte di un numero enorme di uccelli e causato almeno sessanta decessi fra gli uomini. "E' come una combinazione del surriscaldamento terrestre e del virus dell'Hiv, ma si sta diffondendo dieci volte più velocemente", ha proseguito Nabarro. Il responsabile dell'Onu ha poi aggiunto che la possibilità che il virus cambi e arrivi a trasmettersi dagli animali agli uomini è molto alta. Inoltre, in virtù del flusso migratorio degli uccelli, c'è un'alta probabilità che l'epidemia raggiunga in breve tempo l'Africa o il Medio Oriente.

Nabarro ha poi sottolineato che "il modo in cui lavoreremo nei prossimi mesi farà la differenza fra i cinque e i centocinquanta milioni di casi", impegnandosi, dall'alto del suo ruolo, a coordinare i governi locali per contenere i danni di un'eventuale pandemia. "L'Onu - ha testimoniato Nabarro - sta considerando in maniera molto seria la minaccia in corso".

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