Martedi, 30 Novembre, 2004

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Finanziaria. Sciopero generale, Epifani: il governo e' isolato nel Paese. Pezzotta: manovra eversiva e avventurosa


Guglielmo Epifani tra i manifestanti a Milano

Milano, 30 novembre 2004

"Il governo è totalmente solo in questa manovra finanziaria: non ha con sé tutto il sindacato confederale, non ha il sindacato di destra, non ha la Confindustria, non ha le associazioni di impresa, non ha i comuni, non ha le regioni, non ha le province, è il governo ad essere isolato nel Paese". Così oggi il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha ribadito le ragioni dello sciopero generale, durante il corteo di Milano. A Roma, intanto, il leader della Gad Romano Prodi avverte: "Siamo in una situazione disastrosa. Siamo l'ultimo Paese in termini di sviluppo se si prendono in esame i 25 Paesi dell'Unione europea e questo è dovuto a quattro anni di cattiva politica. Non è una manifestazione di poco conto -ha concluso Prodi- ma l'inizio di un'azione unitaria".

"Il governo aveva promesso di aprire un confronto con noi sulla politica dello sviluppo e della difesa dei redditi ma naturalmente, anche qui, sino ad oggi non ha fatto nulla", ha aggiunto Epifani. A Venezia, Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, ha aperto il corteo dei 10.000 lavoratori che manifestano sotto la pioggia ribadendo che "noi non siamo il partito delle tasse. Noi siamo per la tassa giusta - ha aggiunto Pezzotta conversando con i giornalisti - siamo contro gli evasori fiscali. I giornali che ci accusano di essere il partito delle tasse dovrebbero pubblicare chi sono gli evasori fiscali. Noi siamo contro i condoni. Siamo in piazza per dire con chiarezza che bisogna tutelare i redditi dei pensionati, che bisogna garantire le famiglie, che bisogna dare un futuro a questo Paese". Per Pezzotta, "gli altri pensano solo al loro futuro".

Sotto la pioggia, tra gli applausi di migliaia di manifestanti, ha definito eversiva la finanziaria: "Siamo innanzi a un'operazione politica che non affronta i problemi del Paese. Mentre con una mano da' ad alcuni, con l'altra toglie a tutti, questa è la verità che bisogna dire al Paese, che rischia di farsi frastornare da una campagna propagandistica. Non siamo di fronte ad una svolta epocale, ma ad una manovra che ha dell'eversivo, dell'avventuroso. C'è oggi in piazza l'Italia che non si rassegna".

"Vogliamo convincere il governo a fare finalmente una politica per lo sviluppo, per la crescita e per aumentare l'occupazione", ha detto invece il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che partecipa alla manifestazione di Torino. "E' uno sciopero per ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti - ha affermato Angeletti - che sono coloro che principalmente le pagano e che hanno subito le maggiori perdite del potere d'acquisto in questi anni".

Sul fatto che si tratta del quinto sciopero contro il governo Berlusconi, Angeletti ha osservato: "Siamo stati costretti a farlo, non ci divertiamo a fare gli scioperi e tanto meno i lavoratori che perdono salario, ma quando siamo di fronte a scelte sbagliate che provocano danni abbiamo il dovere di cercare di evitarli".

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Italia-Spagna. Zapatero e Berlusconi concordi su un'interpretazione piu' flessibile del Patto di stabilita'


Zapatero e Berlusconi

Cuenca, 30 novembre 2004
Italia e Spagna sono concordi nel ritenere necessaria una interpretazione più flessibile del Patto di stabilità europeo. E' quanto si apprende a Cuenca, dove è in svolgimento il vertice bilaterale italo-spagnolo tra Silvio Berlusconi e Josè Luis Zapatero. L`accordo sarebbe giunto nel corso di un faccia a faccia definito molto cordiale tra i due capi di stato.

Stesse vedute sull'Onu e sulla politica europea nel Mediterraneo
Italia e Spagna hanno coincidenza di vedute anche sulla riforma dell' Onu e sulla politica europea verso il Mediterraneo. Si apprende da fonti che hanno riferito gli esiti del colloquio. Roma e Madrid sono contrarie ad una riforma del Consiglio di sicurezza che favorisca interessi nazionali e d'accordo a nuovi ingressi su base regionale.
Per quanto riguarda il Mediterraneo, Berlusconi e Zapatero concordano sull'importanza di rilanciare il processo di Barcellona il cui decennale cade il prossimo anno.

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Quirinale. Prodi a Ciampi: preoccupati per i conti del Paese. Legge elettorale e par condicio non si possono cambiare


Romano Prodi

Roma, 30 novembre 2004

Romano Prodi, ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, ha espresso al Capo dello Stato le "forti preoccupazioni" dell'opposizione di centrosinistra per lo stato dell'economia italiana, che presenta il più basso tasso di sviluppo tra i Paesi dell'Unione e per ventilate ipotesi di riforma della legge elettorale e delle norme chiamate a "garantire il pluralismo dell'informazione, in particolare di quella offerta dal sistema radiotelevisivo".

A Ciampi Prodi ha manifestato, si legge in un comunicato dell'ufficio stampa del Professore, "le forti preoccupazioni per lo stato dell'economia italiana che presenta il piu' basso tasso di sviluppo tra i Paesi dell'Unione, per i segni di un deterioramento delle capacità competitive dell'apparato produttivo, per le perduranti e gravi difficoltà delle regioni meridionali, per il profondo disagio delle famiglie e delle fasce più deboli della popolazione".

Quanto alla legge elettorale, le regole del gioco, avverte Prodi, non si cambiano in prossimità delle scadenze elettorali. "Il presidente Prodi -si legge in passaggio della nota diffusa al termine del colloquio- ha espresso al Capo dello Stato le profonde preoccupazioni dell'opposizione rispetto ad ipotesi di intervento legislativo che si tradurrebbero in una lesione del diritto all'eguaglianza e ad un pari trattamento delle diverse forze politiche nel corso delle consultazioni elettorali e, più in generale, ad ogni ipotesi di cambiamento delle regole elettorali che avvenga in prossimità di decisive scadenze politiche e non sia sostenuto e condiviso da un'ampia maggioranza parlamentare". Senza intesa bipartisan, insomma, nessuna riforma della legge elettorale.

"Nel corso del colloquio -si legge ancora nella parte del comunicato che si concentra sulla tutela delle pari opportunità tra maggioranza e opposizione- il presidente Prodi ha altresì rappresentato al Capo dello Stato l'esigenza di garantire il pluralismo dell'informazione, ed in particolare di quella offerta dal sistema radiotelevisivo, come fondamento di un libero dibattito e di una effettiva partecipazione dei cittadini alla vita politica".

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Lunedi, 29 Novembre, 2004

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Criminalita'. Agguato a Napoli: 2 morti e un ferito. A Bari ucciso un 25enne, due feriti


Polizia

Napoli, 28 novembre 2004
I killer sono tornati in azione a Napoli. Un uomo è morto e altri due sono rimasti feriti in un agguato avvenuto ieri sera poco dopo le 19 a Scampia. Napoli. Poco dopo uno dei feriti è morto all'ospedale Cardarelli. Le sue generalità non sono ancora state rese note. L'altra persona rimasta coinvolta nell'agguato è invece ricoverata all'ospedale 'San Giovanni Bosco', ha subito un'operazione alle gambe.

Ieri sera agguato a Bari in strada San Bartolomeo. Un uomo di 25 anni è stato ucciso. Altre due persone, tra cui un quattordicenne, sono rimaste ferite.

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Domenica, 28 Novembre, 2004

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Fisco. Montezemolo: solo tattica elettorale


Luca Cordero di Montezemolo

Roma, 28 novembre 2004
"Siamo impaludati in una tattica elettorale di breve periodo che non affronta i pochi ma prioritari problemi per il futuro del Paese". Lo ha affermato il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo durante un dibattito organizzato in occasione dei 140 anni di Italcementi.

"Non voglio fare polemiche con nessuno - ha continuato - il futuro del Paese non è di un partito, non è di destra né di sinistra. Diremmo la stessa cosa con qualunque governo.

Sempre durante la tavola rotonda con Savino Pezzotta Montezemolo ha aggiunto: "Come si può fare politica economica e industriale seria con obiettivi di medio-lungo periodo in una notte, dopo tre mesi, perché si deve fare una Finanziaria?".

Luca Cordero di Montezemolo ha puntato il dito sul "cuneo fiscale": nel suo intervento ha detto che bisogna "intervenire perché il malessere sociale non si trasformi in disagio sociale". Bisogna quindi aumentare il potere d'acquisto degli operai senza incidere sui costi delle imprese, che non sono in grado di sostenere. "Anche noi - ha detto replicando a Savino Pezzotta - auspichiamo delle relazioni industriali più moderne. Bisogna sedersi al tavolo con il sindacato non solo nel momento dell'incontro o dello scontro. Credo il progetto Paese, in particolare per il Mezzogiorno, sia da affrontare con il sindacato".

"Non voglio scandalizzare nessuno se dico che sono d'accordo su quanto un sindacalista serio come Pezzotta dice". Così Luca Cordero di Montezemolo ha commentato le lamentele di Savino Pezzotta, che ha parlato di mancato coinvolgimento delle parti sociali, di un non adeguato coinvolgimento delle parti sociali nelle decisioni e nella stesura della legge Finanziaria. "In un Paese civile e moderno - ha osservato Montezemolo richiamando unità di intenti tra governo e parti sociali per costruire 'il futuro del Paese' - bisogna sempre fare degli sforzi per trovare le cose che uniscono e non quelle che dividono", ha sottolineato tra gli applausi degli imprenditori.

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Sabato, 27 Novembre, 2004

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Braccio di ferro con Berlusconi, Moratti sull’orlo delle dimissioni
di Marcella Ciarnelli

La bocciatura alla «riforma epocale» del fisco è arrivata dal ministro Letizia Moratti. Alla signora non è proprio piaciuto che tra i tagli previsti per consentire a Berlusconi di farsi la sua campagna elettorale ne fossero previsti anche nella scuola. «Ci mancherebbe che non mi muovessi se ci fosse un’ipotesi del genere» aveva detto il ministro non appena informata delle intenzioni del premier. E così venerdi sera, prima che cominciasse un Consiglio dei ministri che sarebbe potuto durare anche pochi minuti stando alle dichiarazioni trionfalistiche del presidente del Consiglio solo ventiquattro prima, la Moratti ha puntato i piedi. «O le decisioni vengono modificate o io me ne vado» ha detto al sottosegretario Gianni Letta nella consueta veste di mediatore e, poi, al premier in persona. «Lo dico a voi, lo dico a Siniscalco: la scuola non si tocca. Quelle che avete pensato non sono misure di razionalizzazione ma un vero e proprio attacco» ha ripetuto più volte il ministro. Senza alzare la voce. Ma in modo fermo.

Per un paio d’ore il presidente del Consiglio ha temuto di veder tramutato il suo sogno in un incubo. I manifesti sono già sui muri delle città. La campagna d’informazione è pronta in concorrenza con quella di An che non accetta in cambio della sola poltrona della Farnesina di consegnare al premier l’intero merito della cosiddetta riforma fiscale. «Possibile che ognuno voglia dire la sua e non mi lasciano lavorare in pace» che poi significa lui da solo, ha commentato Berlusconi, davanti alla imprevista ribellione della titolare dell’Istruzione. Il Consiglio dei ministri, che Carlo Giovanardi nel pomeriggio aveva azzardato che sarebbe stato «molto tranquillo», ha avuto così un inizio tumultuoso nonostante Berlusconi avesse dedicato l’intera giornata a seguire di persona la stesura dell’emendamento da presentare entro lunedì al Senato. Tanto da dare buca ai capi di governo dei Paesi che aderiscono all’Ince che inutilmente lo hanno aspettato a Portorose in Slovenia e da cui sarebbe potuta venire qualche domanda scomoda sulla sua posizione nei confronti di quanto sta accadendo in Ucraina.

Meglio evitare l’ostacolo. Vai a pensare che Letizia Moratti si sarebbe messa di traverso. L’altro penalizzato, Antonio Martino, dopo un sussulto davanti alla sforbiciata al ministero della Difesa, era subito rientrato nei ranghi: «I tagli sono gravi ma sopportabili e poi i militari sono bravissimi ad impegnare in modo razionale le risorse». Insomma, obbedisco.
Resta ancora aperta la questione del rimpasto. La questione delle questioni. Che si trascina da mesi. Dopo aver dato a Fini il ministero degli Esteri bisogna fare entrare a tutti i costi Marco Follini nell’esecutivo. Berlusconi è convinto che una volta che i leader della coalizione saranno tutti sul carro del governo lui potrà guidarlo con molta più tranquillità. Anche se diventa sempre più difficile per il sottosegretario dell’Udc continuare a mostrare perplessità sull’operazione, non sembra che ci si arriverà a breve. Anche perché resta aperta la vicenda dell’emendamento “salva Previti” inserito nella legge sulla recidiva contro cui l’Udc ha già votato in commissione. E non ha nessuna intenzione di ripensarci in aula.

Quella prossima potrebbe essere la settimana decisiva. Ma l’attesa potrebbe prolungarsi fino al ritorno del presidente della repubblica dalla Cina, il 9 dicembre. Il risultato a cui punta Berlusconi è di creare il minor scompiglio possibile in un esecutivo in cui il balletto dei ministri va avanti fin dall’inizio. Dentro, dunque, Follini come vicepremier senza deleghe, arrivo salutato con grande enfasi da Gianfranco Fini che ha detto di «auspicarlo vivamente», e Mario Baccini al posto del “tecnico” Mazzella che non può proprio permettersi di protestare. Anche Rocco Buttiglione dovrebbe restare al suo posto. Nessun ministero per Miccichè o per tutti quelli che in questi mesi hanno avanzato richieste. L’epocale equilibrio instabile della coalizione ne potrebbe risentire fortemente.

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Benzinaio ucciso. Castelli: la taglia e' un atto legittimo


Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli

Roma, 27 novembre 2004
Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, è pienamente d'accordo con il suo
collega leghista Roberto Calderoli che ha proposto una taglia a chi darà notizie sugli assassini del benzinaio ucciso a Lecco.

Per il guardasigilli "mettere una taglia e ricompensare chi offre notizie utili ai fini della cattura dei delinquenti non soltanto è un atto legittimo ma anche meritorio".

"Questo è uno strano paese - afferma Castelli a margine del convegno sulle riforme della giustizia in corso presso la sede della Regione Calabria - anziché essere indignati perché un bravo cittadino è stato ucciso, siamo indignati percheé qualcun altro cerca di adoperarsi affinché questi malviventi vengano assicurati alla giustizia. E' paradossale".

Il centrosinistra chiede le dimissioni di Calderoli, ma le critiche giungono anche dagli alleati di governo. Gianfranco Fini, vicepremier e ministro degli esteri, parla di iniziativa estemporanea. La Repubblica italiana, precisa Fini ha le istituzioni adatte per arginare la criminalità. Stasera a Lecco le fiaccole leghiste sfileranno in memoria di Giuseppe Enrico Maver, ucciso l'altra sera lungo la Como-Bergamo.

Bondi: non ci può essere nessuna taglia
Sono polemiche, cose di superficie, ma non c'è nessuna taglia, non ci può essere". Così il coordinatore nazionale di FI, Sandro Bondi, replica alle polemiche seguite alle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro per le Riforme istituzionali.

Bondi spiega che comunque "il tema della sicurezza è un tema importante che non deve essere trascurato - ha spiegato, tornando a difendere il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu - ma questo governo non lo trascura affatto. E' uno dei governi che ha fatto di più per combattere la criminalità organizzata rispetto a qualsiasi altro governo del nostro paese".

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Venerdi, 26 Novembre, 2004

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La giustizia di Castelli: «Bene la taglia». Ma la famiglia rifiuta: «No al far west»
di red

«Non soltanto è un atto legittimo ma anche meritorio». Con queste parole il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, plaude all’iniziativa del ministro Calderoli, quella di mettere una taglia sulla testa degli assassini del benzinaio ucciso a Lecco.

Ma i primi a dissociarsi dai metodi da far west sono proprio i familiari del benzinaio assassinato: «Non vogliamo taglie o regolamenti di conti: abbiamo piena fiducia nelle forze dell'ordine e nella legalità. Speriamo che le forze dell'ordine riescano al più presto a trovare qualche traccia - ha raccontato il genero di Giuseppe Enrico Maver - Noi vogliamo solo una cosa: che sia fatta giustizia, vogliamo che tutto avvenga nell'ambito della legalità. Noi desideriamo che le due persone che hanno ucciso mio suocero, siano identificate e catturate: ma vogliamo anche che siano processati davanti ad un tribunale della Repubblica».

La Lega, insomma, non si smentisce, è quella che molti avevano minimizzato come un’infelice uscita del solito burlone Calderoli, diventa una vera e propria proposta politica. «Questo è uno strano paese – ha affermato Castelli - anzichè essere indignati perchè un bravo cittadino è stato ucciso, siamo indignati perchè qualcun altro cerca di adoperarsi affinchè questi malviventi vengano assicurati alla giustizia. È paradossale».

Il paradosso sembra invece quello di un ministro della Repubblica, anzi due, che propongono e appoggiano metodi di giustizia sommaria e anacronistica, lontani anni luce dai principi di uno Stato di diritto.

La sparata di Calderoli già ieri aveva scatenato un mare di polemiche. Il ministro delle Riforme aveva ben pensato di fare giustizia per la morte di Giuseppe Enrico Maver, il benzinaio sessantunenne militante della Lega, ucciso da due malviventi in un tentativo di rapina della sua stazione di servizio, dando il via a una vera e propria “caccia grossa”: 25mila euro il compenso stabilito per chiunque dia informazioni utili alla cattura dei due omicidi. Un compromesso quello accettato da Calderoli che invece avrebbe «preferito qualcosa del tipo “vivo o morto”, ma mi hanno detto che la legge non lo consente». E un’accusa alle forze dell’ordine, evidentemente giudicate incapaci di mettere le manette alla criminalità.

Politici, giudici, mondo ecclesiastico, associazioni per i diritti umani, persino Fini e la polizia: tutti contro Calderoli e la sua legge del taglione. Ma da sabato mattina, il ministro-sceriffo non è più solo: il suo amico Castelli, titolare del ministero della Giustizia, appoggia il suo compagno di partito e, senza vergogna, invoca «una ribellione di tutti i cittadini onesti, che sono fortunatamente la maggioranza: collaborino con lo Stato, perchè se non c'è la collaborazione dei cittadini onesti lo Stato da solo non ce la fa a piegare del tutto la criminalità organizzata».

Dopo Castelli, in soccorso al ministro Calderoli, arriva pure l'altro leghista al governo, Roberto Maroni, che ha dichiarato: «Condivido l'opinione del ministro Castelli».

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Giovedi, 25 Novembre, 2004

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Fisco. Calderoli: trovato l'accordo politico. Smentita dell'Udc. La Russa: quasi 10 mld di copertura per il 2005.


Roberto Calderoli

Roma, 24 novembre 2004
"Sul come fare la riforma fiscale, sia nella parte che riguarda l'Irpef, che l'Irap, c'è unanimità". Lo ha detto, conversando con i cronisti alla Camera, il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli. "Si sono trovate le coperture per una vera manovra - ha aggiunto - non una manovrina, che servirà a rilanciare il Paese e che servirà ai cittadini". Il ministro leghista ha precisato che "la volontà politica di tutte le forze della coalizione c'è, ora ci auguriamo che i tecnici non si mettano di traverso..." A chi gli chiedeva se il riferimento fosse al ministro dell'Economia, Siniscalco, Calderoli ha risposto "chi vuol intendere, intenda".

Udc: accordo solo se ci sono le coperture
L'accordo politico ancora non c'è perché non ci sono ancora tutte le coperture per il taglio delle tasse. Il responsabile economico dell'Udc, Ettore Peretti, replica così al ministro Calderoli. "L'accordo politico c'è? No, nemmeno quello. Quello ci sarà quando ci saranno forniti i dettagli sulle coperture. Probabilmente - ha aggiunto il responsabile economico dei centristi - le coperture di Siniscalco arrivano fino ad un certo punto e non fino ai 9 miliardi su cui si sta ragionando". L'accordo politico "ci sarà quando si riuniranno i leader della Cdl. Ma sempre dopo aver avuto le spiegazioni sulle coperture".

La Russa: copertura vicina a 10mld per 2005
"Ci sono quasi 10 miliardi di copertura nel 2005. E su questi 10, se anche l'esame tecnico decurtasse un 30%, ci staremmo ancora". Così Ignazio La Russa, vicepresidente vicario di An, spiega la proposta di tagli alle tasse su cui sta lavorando la maggioranza, precisando però che "non dobbiamo gridare evviva evviva senza prima aver verificato tecnicamente con la Ragioneria che a certe voci corrispondano certe cifre, nè in eccesso, nè in difetto". Dopodichè "serve la definitiva verifica politica, non più bilaterale, ma tutti insieme, che io mi auguro il più presto possibile per chiudere non solo sulle coperture, ma anche sulle modalità degli sgravi fiscali. Poi bisogna scrivere l'emendamento".

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Ambiente. La Camera approva la delega. Centrosinistra vota compatto contro


Camera

Roma, 24 novembre 2004
Con 278 sì, 184 no e tre astenuti l'Aula della Camera ha definitivamente approvato la legge di delega al governo per il riordino della legislazione in materia ambientale, su nel pomeriggio ha incassato la fiducia. Il centrosinistra ha votato compatto contro. Nel pomeriggio la Camera aveva votato in modo favorevole al voto di fiducia sulla legge delega ambientale. I voti a favore erano stati 316, quelli contro 225. Il testo approvato contiene, fra l'altro, il condono per gli abusi edilizi commessi nei paradisi ambientali, e un un giro di vite sugli 'ecomostri' da abbattere.

Cosa prevede la legge
Si tratta di un provvedimento fortemente voluto dal Governo - che ha per due volte chiesto la fiducia - ma molto contestato dall'opposizione e dagli ambientalisti. Secondo le accuse, quella approvata oggi è una 'maxi-sanatoria' degli abusi edilizi in aree vincolate grazie alla depenalizzazione dei reati paesaggistici. Secondo il Governo, invece, con la nuova legge verrà accelerato l'abbattimento degli 'ecomostri', a partire da quello di Punta Perotti, a Bari. La legge, ora diventata esecutiva, è pronta per la ratifica del Presidente della Repubblica, Carlo Azegli Ciampi.

Il punto più controverso riguarda la possibilità di pagare una semplice sanzione a fronte di un abuso in aree protette. L'estinzione del reato in aree vincolate, qualora si accerti la compatibilità paesaggistica, comporterà una multa stabilita dall'autorità amministrativa pari a 3.000 euro per i reati meno gravi, ma che può arrivare a 50.000 euro per quelli con un impatto paesaggistico significativo. La legge impone maggiore rigore per gli aumenti di volumetria superiori al 30% in aree protette che sono puniti con detenzioni fino a 4 anni. Stessa pena se l'ampliamento supera i 750 metri cubi o se si costruisce un fabbricato di 1000 metri cubi. La domanda di sanatoria dovrà essere presentata entro il 31 gennaio 2005.

Nel testo del provvedimento sono inclusi anche condoni per i 'peccati veniali' cioè quelli che non hanno dato luogo a nuove superfici o volumi, come la chiusura o l'apertura di una finestra. L'approvazione della depenalizzazione spetterà alle sovraintendenze che stabiliranno l'importo della multa per i trasgressori.

Il nuovo testo attribuisce al Governo più ampi ambiti di competenza: potrà infatti legiferare su tutela delle acque, difesa del suolo, gestione delle aree protette e dei rifiuti, risarcimenti contro i danni ambientali e valutazione impatto ambientale.

Sul fronte 'ecomostri', la delega prevede, inoltre, procedure più rapide per l'abbattimento. Per Punta Perotti, ad esempio, di fronte alla latitanza del comune di Bari e della Regione Puglia, si farà intervenire direttamente l'esercito. Anche per gli altri casi, il disegno di legge prevede norme più snelle, con un ruolo di primo piano per le soprintendenze. Il nuovo testo attribuisce al Governo più ampi ambiti di competenza, potrà infatti legiferare su tutela delle acque, difesa del suolo, gestione delle aree protette e dei rifiuti, risarcimenti contro i danni ambientali e valutazione impatto ambientale. L'equipe di esperti, designati dal Governo a scrivere i decreti delegati, dovranno presentare il lavoro svolto entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge.

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Quirinale. Ciampi concede la grazia a Mesina, stop di Castelli su Bompressi: "Non ha i requisiti"


Ciampi è favorevole alla grazia per Bompressi, Castelli contrario

Roma, 24 novembre 2004
Il presidente della Repubblica Ciampi ha firmato i decreti di concessione della grazia in favore di Graziano Mesina. Sessantadue anni, di Orgosolo, Graziano Mesina, ex primula rossa del banditismo sardo, ha trascorso circa 40 anni in carcere per il meccanismo del cumulo delle pene. Grazianeddu, come lo chiamano gli amici, fu arrestato la prima volta a 14 anni per porto abusivo di pistola e oltraggio a pubblico ufficiale.

Castelli: non ha i requisiti per la grazia
Ciampi si è detto favorevole alla concessione della grazia per Ovidio Bompressi, ma il ministro della Giustizia Roberto Castelli resta contrario. "Non ritengo che Bompressi abbia requisiti per la grazia". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. "Non intendo assumermi - spiega il ministro - la responsabilità di controfirmare la grazia come prevede l' articolo 89 della Costituzione".

Nessun atto di ostilità verso il Presidente
"Nessun atto di ostilità verso il Presidente della Repubblica". Così il ministro Castelli a proposito del suo 'rifiuto' di portare al Quirinale il decreto sulla grazia a Ovidio Bompressi. Un colloquio, quello con Ciampi, definito dal Guardasigilli molto cordiale nel corso del quale si è preso atto di una "divergenza di vedute. Resta immutata la deferenza per la carica che Ciampi ricopre e per la sua persona".

Ciampi si riserva di prendere una decisione
La decisione del Capo dello Stato di procedere a un atto di clemenza verso Bompressi, condannato a 22 anni, in concorso con Adriano Sofri, per l'omicidio Calabresi, è stata assunta, l'8 novembre, "dopo attento e accurato esame" della domanda di grazia. Oggi, davanti alla contrarietà del Guardasigilli, Ciampi, "ha preso atto e si è riservato di assumere le proprie decisioni".

Gasparri: non sia "un aperitivo" per la grazia a Sofri
Immediato, nel mondo politico, le ripercussioni con evidente riferimento al delicatissimo caso di Sofri. Non si è fatto attendere il commento del ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. A suo dire l'ipotesi della grazia a Bompressi non deve essere "un aperitivo" per una grazia a Sofri: "quel pasto non sarà consumato da nessuno". Per Gasparri deve pronunciarsi il ministro della Giustizia. Il mio parere - puntualizza - su questa vicenda sarà "a scatola chiusa e analogo a quello di Castelli che so fautore del fronte della fermezza". E Castelli, terrà una conferenza stampa, oggi alle 17, presso il Ministero nella quale illustrerà la sua posizione sul tema della grazia.

Bompressi: sconcerto per Castelli
"Avere il Capo dello Stato che sostiene di aver già deciso in senso favorevole e vedersi negare il provvedimento per motivi neppure accampati dal ministro non può che suscitare in me amarezza e forte sconcerto". Così Ovidio Bompressi, attraverso il suo legale Ezio Menzione, ha commentato l' intenzione di Ciampi di concedergli la grazia, atto a cui si oppone il ministro della Giustizia Roberto Castelli.

Il suo legale: spero nell'intervento del premier
Il legale dell'ex esponente di Lotta Continua auspica che la grazia possa arrivare da un intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Spero - ha detto - che ora intervenga la mediazione del premier, magari con una sorta di ricatto con cui potrebbe dire al ministro 'altrimenti firmo io' ".

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Mercoledi, 24 Novembre, 2004

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Giustizia. Anm: massiccia adesione allo sciopero dei magistrati. Fischi per i cartelli dei leghisti


Edmondo Bruti Liberati

Roma, 24 novembre 2004

Adesione superiore all'85% a Palermo, un documento congiunto dell'Anm e dell'Unione delle Camere penali firmato a Pesaro, Grosseto e Vicenza. Il presidente dell'Anm Edmondo Bruti Liberati snocciola soddisfatto i dati della giornata di sciopero proclamata dall'Associazione nazionale magistrati contro la riforma dell'ordinamento giudiziario, che ha raccolto l 'adesione dei 120 capi di uffici giudiziari e oltre 4.500 firme dei giudici.

Fuori programma
Durante l'intervento dello stesso Bruti Liberati all'assemblea dell'Anm a Roma il capogruppo del Carroccio alla Camera Alessandro Ce', con altri quattro esponenti leghisti, si e' alzato mostrando dei cartelli su cui era scritto: "I magistrati democratici rispettano il Parlamento". Il gesto è stato accolto dalla platea con applausi ironici ed un coro di "Buffoni, buffoni".

Bruti Liberati: la giustizia italiana peggiorerà ancora
"Se la riforma non affronta i problemi reali della giustizia, l'ordinamento giudiziario non è di per sé idoneo a migliorare l'efficacia dei processi, paradossalmente questa struttura riuscirà a peggiorare anche sotto il profilo della durata", attacca Bruti Liberati. "Ci rendiamo conto - dice a margine di un convegno al Cnel - che l'iter parlamentare è ad uno stato avanzato, ma abbiamo il dovere di testimoniare il nostro dissenso fino all'ultimo".

"In Cassazione le sezioni penali hanno tutte interrotto le udienze salvo nei casi con i detenuti, per le sezioni civili man mano stiamo raccogliendo dati da tutta Italia", aggiunge Bruti Liberati ricordando come sulla separazione delle carriere, le motivazioni dello sciopero sono diverse tra magistrati e penalisti, ma "a Pesaro, Grosseto e Vicenza le sezioni locali, le camere penali e le associazioni dei magistrati hanno stilato un documento comune, che sta girando, in cui si prende atto della divergenza di opinioni, ma si sottolinea la comune critica al sistema gerarchizzato, contro il sistema dei concorsi. Il ministro dice che bisogna favorire i giovani ambiziosi che vogliono fare carriera - conclude Bruti Liberati - ma i giovani ambiziosi sceglieranno posti con minor carico di lavoro, saranno impegnati a fare i concorsi, piuttosto che dedicarsi all'attività quotidiana".

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Terrorismo. Arrestato Cruciani, l'amico di Galesi. Perquisiti 11 sospetti BR, sequestrati documenti e pc


Cruciani era nei Comunisti combattenti

Roma, 24 novembre 2004

Jerome Cruciani, 37 anni, è stato arrestato dai carabinieri del Ros e dagli agenti della Digos di Roma che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Carmelita Russo nell'ambito dell'inchiesta sulle Brigate Rosse. Perquisite 11 persone indagate per associazione eversiva, perché ritenute fiancheggiatrici delle Brigate Rosse, sequestrati documenti e pc.

A sollecitare il provvedimento erano stati il capo del pool dell'antiterrorismo Franco Ionta, e il Pm Pietro Saviotti, che imputano al Crociani associazione eversiva, banda armata e rapina con finalità di terrorismo. Per quest'ultimo reato i pm si riferiscono ad una rapina ad un portavalori avvenuta nel 1996 e che, secondo l'accusa, sarebbe servita come fonte di autofinanziamento. Cruciani è noto agli esperti dell'antiterrorismo come personaggio legato al brigatista Mario Galesi.

Con Galesi, Jerome Cruciani, fu arrestato nel 1997, dopo un lungo inseguimento con i carabinieri, dopo aver rapinato un ufficio postale in via Radicofani, a Roma. Contatti risulterebbero anche con Alessandro Costa, in carcere dal 24 ottobre dello scorso anno per banda armata e per il quale inizierà il processo il prossimo 17 febbraio.

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Martedi, 23 Novembre, 2004

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Politica. Follini risponde a Pera: l'Europa non e' una camicia di forza, ma la ragione dell'esistenza della Cdl


Marco Follini

Roma, 22 novembre 2004
"L'Europa non è una camicia di forza, ma un elemento su cui si basa la ragione stessa, almeno per noi, di questa maggioranza": lo ha detto il segretario
dell'Udc, Marco Follini, aprendo il consiglio nazionale del partito.Follini ha aggiunto che quello di Pera è "un giudizio militante, non certo istituzionale".
Per quanto riguarda la riforma fiscale "questa non può comportare - ribadisce Follini - nessun rischio dal lato dell'equilibrio dei conti pubblici e del rispetto dei pur severi parametri che assieme all'Europa ci siamo dati: non si tratta di un alibi, si tratta di una responsabilità".
"La questione fiscale è una priorità nell'agenda del governo ma la riforma fiscale va calata dentro un complesso di misure che, tutte assieme, possono concorrere ad un risultato di ripresa dell'economia". Ha aggiunto il segretario dell'Udc, ricordando che "alcune leggi e alcune riforme sono fondamentali se si vuole rimettere in moto una spirale di virtù e di fiducia".

Facendo il punto degli equilibri all'interno della Casa delle libertà Follini ha sottolineato: "Senza di noi la coalizione non sarebbe maggioranza e non sarebbe competitiva". Secondo il segretario dell'Udc "il punto è capire come può realizzarsi, e realizzarsi meglio, la sinergia tra i partiti e l'alleanza. E' ovvio - spiega Follini - che questo significa rispettare e valorizzare il pluralismo ed è ovvio che questo significa porre un limite agli egoismi. Gli egoismi dei piccoli e quelli dei grandi.

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Camorra. Ancora un omicidio nel quartiere Secondigliano di Napoli: la vittima e' una donna


L'omicidio e' stato scoperto dai Vigili del fuoco

Gelsomina Verde, di 22 anni, incensurata - la nuova vittima della guerra di camorra nel quartiere Secondigliano, a Napoli. L' omicidio è stato scoperto dai Vigili del Fuoco, giunti sul posto dopo aver ricevuto la
segnalazione di un' auto - una Fiat 600 di colore rosso - in fiamme.

I pompieri, spento l' incendio, resisi conto che all' interno dell' abitacolo, sul sedile accanto a quello del guidatore, vi era un cadavere, hanno avvertito i carabinieri. Gli investigatori cercano ora di stabilire i legami che la vittima aveva con la malavita organizzata.

Accando all'auto vi sono alcuni bossoli di proiettili. Ciò fa ipotizzare che gli assassini abbiano prima portato la vittima sul luogo del delitto, poi gli abbiano sparato, uccidendola all' interno dell' abitacolo ed infine abbiano dato alle fiamme l' autovettura.

Sul luogo dell' omicidio è presente, per coordinare le indagini, il generale Vincenzo Giuliani, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli. Che i resti carbonizzati trovati all' interno della '600' data alle fiamme in una stradina dal fondo sterrato del quartiere Secondigliano, fossero quelli di una donna, i carabinieri lo avevano cominciato a sospettare. La conferma è poi arrivata contemporaneamente dall' esame del cadavere, fatto dal medico legale e dal riconoscimento della vittima, al quale gli investigatori sono giunti attraverso la targa dell' auto, intestata al padre della giovane donna assassinata.

Entrambi, padre e figlia, risultano essere incensurati. Le indagini dei carabinieri tendono pertanto ora a far luce sui legami che la vittima potesse avere con la criminalità organizzata e che, in qualche modo, devono essere all' origine del suo assassinio.

Ieri, altri due agguati, a Scampia e a Melito, un Comune alle porte del capoluogo. E così in poco più di 24 ore si contano 6 morti. Per gli inquirenti, vi sarebbe una faida interna alla famiglia capeggiata dal latitante Paolo Di Lauro per il controllo del mercato della droga.

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Lunedi, 22 Novembre, 2004

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Governo. Fini: non si puo' discutere il patto di stabilita' per tagliare tasse. Follini:Ue non e' una camicia di forza


Da Follini e Fini un deciso 'no' a Berlusconi

Roma, 22 novembre 2004

"E' corretto dire che il Patto di stabilità deve essere discusso in una logica di pieno accordo europeo e non può essere un interesse nazionale ad imporlo nell'agenda della discussione". Dopo il presidente della Camera Pierferdinando Casini e il governatore di Banca d'Italia Antonio Fazio, è il vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini a bocciare l'ipotesi di un taglio delle tasse da coprire con la modifica dei criteri di Maaastricht che impongono ai Paesi Ue di non sforare il 3% nel rapporto fra deficit e Pil.

In un clima sempre più arroventato all'interno della maggioranza, anche il leader dell'Udc Marco Follini, dal Consiglio Nazionale del partito, replica con decisione al presidente del Senato Marcello Pera: "Ho letto che siamo stati definiti un 'residuo inerziale della storia', si tratta di un giudizio militante, non proprio istituzionale". E la riforma fiscale "non può comportare nessun rischio dal lato dell'equilibrio dei conti pubblici e del rispetto dei pur severi parametri che assieme all'Europa ci siamo dati. L'Europa non è una camicia di forza e non può essere un bersaglio. Sull' Europa si fonda la ragione stessa di questa maggioranza".

"Non può essere un interesse nazionale a imporre in agenda la discussione del patto di stabilità", ha detto Fini a al termine del Consiglio Affari generali dell'Unione europea a Bruxelles. "Prescindendo totalmente dalla situazione italiana, dalle singole situazioni nazionali -ha affermato Fini, al termine della riunione dei ministri degli esteri della Ue- credo sia corretto dire che il patto deve esser discusso in una logica di pieno accordo europeo".

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Trasporti. Volare. Maroni: in settimana la modifica al decreto Marzano. Blue Panorama disposta a subentrare


Un aereo della compagnia Volare

Roma, 22 novembre 2004
Il Consiglio dei ministri si riunirà giovedì o venerdì per decidere l'eventuale modifica al decreto Marzano che lo renda applicabile alla situazione di
Volare Group. Lo ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, a margine di un convegno. "Se nel consiglio di amministrazione di oggi gli azionisti di Volare decideranno di disimpegnarsi - ha detto Maroni - il nostro compito è quello di intervenire per tutelare i lavoratori, i creditori, i viaggiatori, non certo gli azionisti.
Maroni ha precisato che le prossime mosse del governo dipenderanno in gran parte dall'esito del Cda, convocato per questo pomeriggio, della compagnia aerea lombarda. "Se si deciderà di ricapitalizzare - ha osservato il ministro - non ci sarà bisogno di alcun intervento da parte del governo.
Se, come temo, questo non avverrà, allora interverremo per evitare che duemila persone perdano il posto di lavoro, non per colpa loro - ha sottolineato - ma per colpa di chi non ha saputo gestire l'azienda o peggio ancora l'ha gestita in un certo modo...". Questione, questa, "di cui si sta già occupando la magistratura".
La convinzione di Maroni è che un intervento del governo per tutelare "lavoratori e viaggiatori sia un nostro dovere. Non ho parlato - ha sottolineato Maroni su questo punto - degli azionisti".
Nessuna indicazione, invece, sul nome del futuro commissario. "Non faccio nomi", ha concluso Maroni precisando che "la decisione non è stata ancora presa".

Blue Panorama pronta a subentrare
Blue Panorama Airlines è pronta "a subentrare in tempi rapidi in buona parte della rete nazionale e internazionale sin qui servita dal gruppo" Volare. Lo rende noto la compagnia in una lettera inviata oggi al presidente dell'Enac, Vito Riggio e, per conoscenza, al Ministro del Welfare Roberto Maroni ed al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Nella lettera Blue Panorama Airlines "esprime interesse ad esaminare gli ambiti di attività operativa e commerciale del gruppo Volare-Air Europe".

Blue Panorama Airlines, compagnia aerea privata italiana con una flotta di 4 Boeing 767-300ER e 5 Boeing 737-400, realtà consolidata sul mercato turistico e di linea, nella stessa comunicazione conferma di essere "a disposizione per incontrare chi sarà designato da parte del governo a gestire la situazione di crisi, al fine di intervenire concretamente nel più breve tempo possibile, a tutela degli interessi degli utenti e del trasporto aereo nazionale in genere".

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Domenica, 21 Novembre, 2004

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Finanziaria. Casini: tasse ridotte con manovra virtuosa. Siniscalco: serve un riforma del patto di stabilita'


Il presidente della Camera Pierferdinando Casini

Roma, 21 novembre 2004
"Ridurre le tasse è una misura giusta e desiderabile. Gli italiani sono infatti oggetto di un carico fiscale eccessivo che pesa sia sulla crescita che sullo sviluppo della nazione. In ogni caso va detto che tale manovra dovrà essere realizzata in modo virtuoso e non avventuroso. L'equilibrio dei conti pubblici e il rispetto dei vincoli europei sono valori prioritari che devono essere preservati nell'interesse del Paese".

Lo ha detto ieri il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, in visita a Buggerru (Cagliari) dove ha partecipato a una manifestazione per ricordare i minatori morti 100 anni fa in una sanguinosa repressione.

"Tutti i governi che si sono succeduti, da quello Ciampi a Berlusconi, hanno sempre operato per una riduzione delle tasse, mi sembra pertanto che non ci sia la necessità di cambiare la strada intrapresa", ha detto Casini.

La questione del taglio delle tasse in finanziaria resta dunque centrale nel dibattito politico. Come finanziarlo? Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, afferma: "Ci sono tre grandi blocchi di spesa all'interno dello Stato che sono i pagamenti degli interessi sul debito, le pensioni e le retribuzioni degli statali. Considerando che sugli interessi non si può agire e sulle pensioni abbiamo già agito con la riforma, resta il terzo grande fronte, quindi credo che si debba andare lì". "Non si parla di stipendi - ha precisato Castelli - l'unico sistema è bloccare il turnover e questo è assolutamente possibile".

"Troveremo una soluzione - dice invece il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli - e ne sono convinto perché è una favola dire che Alleanza Nazionale non vuole l'abbattimento delle tasse". Matteoli, poi, aggiunge che "An vuole l'abbattimento delle tasse, stabilendo però dove si prendono le risorse. Ma - spiega il ministro - questo lo vuole anche Berlusconi. L'accordo - conclude - lo troveremo sicuramente".

Un'ipotesi sul tappeto è quella dello sfondamento del tetto del 3 per cento del rapporto deficit/pil, che contrasta con i parametri europei. Di un'eventuale riforma del patto si parla da tempo e forse non è un caso che il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, nel corso della conferenza stampa seguita alla prima giornata di lavori del G20, abbia detto che la riforma del Patto di Stabilità è "una riforma europea per un problema europeo" e per essere buona "deve far uscire l'area euro dai problemi in cui si trova". Di riforma del Patto - ha aggiunto - "si è cominciato a parlare all'Ecofin di Scheveningen" e la discussione prosegue, "non è più un tabù", anche se non ha

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Trasporti. Compagnia Volare verso il commissariamento


Il ministro del Welfare Maroni

Roma, 21 novembre 2004
Il gruppo Volare va a grandi passi verso il commissariamento. E' questa l'ipotesi più probabile emersa dall'incontro svoltosi a Varese tra il ministro del Welfare, Roberto Maroni, i sindacati di categoria, la Provincia di Varese, al quale hanno preso parte anche Mauro Gambaro, presidente di Volare e il capo del gruppo.

La richiesta di un Cda anticipato rispetto alla data fissata originariamente al 22 novembre, o almeno di una decisione definitiva in quella data, prelude alla dichiarazione da parte dell'azienda dello stato di insolvenza, tappa necessaria perché il governo possa entrare in azione.

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Sabato, 20 Novembre, 2004

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Foggia. Crolla una palazzina nella notte. Sette i morti


Foggia, veduta aerea

Foggia, 20 novembre 2004
Una palazzina di due piani è crollata alle 3:18 di questa notte a Foggia, in via delle Frasche, in una zona vecchia e periferica della città pugliese. Nell' edificio abitavano tre nuclei familiari. Quatttro corpi sono stati estratti dalle macerie dell'edificio, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare. Si tratta di: Raffaele Longo, di 45 anni, sua moglie Anna Delli Carri, di 38, e i loro due figli Valentino di 10 e Natalia di 17. In un secondo momento sono stati estratti i corpi di altre tre persone. Secondo il sindaco, Orazio Ciliberti, tutte e tre le persone sarebbero morte. Salvatore Delli Carri, di 79 anni, nonno dei due ragazzi è disperso.

Sarebbe stata - secondo le prime ricostruzioni - proprio una stufa a gas posseduta dall'anziano Salvatore a provocare l'esplosione che ha raso al suolo la palazzina. Il crollo ha provocato anche il ferimento di nove persone, due delle quali versano in gravi condizioni.

Anniversario tragico
Il crollo avvenuto questa notte a Foggia si è verificato praticamente alla stessa ora e a pochi giorni dal quinto anniversario del crollo del palazzo di viale Giotto che, sempre a Foggia, costò la vita a 67 persone. Quel crollo avvenne alle 3,20 della notte dell' 11 novembre 1999.

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Trasporti. La compagnia Volare sospende i voli. A rischio 1.300 posti di lavoro


Un aereo della compagnia Volare

Milano, 20 novembre 2004

Il gruppo Volare ha sospeso i voli e la vendita dei biglietti su tutte le destinazioni. La notizia, appresa da fonti sindacali, è stato confermata dal gruppo Volare, in quanto "a seguito dell'impossibilità di disporre degli aeromobili, ha deciso di sospendere a tempo indeterminato e fino a nuove disposizioni la vendita dei biglietti aerei e l'operatività dei voli". Le società di leasing da cui l' azienda affittava i velivoli hanno preteso garanzie sul rispetto degli impegni finanziari, cosi' come i gruppi assicurativi. A rischio oltre 1.300 posti di lavoro.

Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, incontrerà sindacati ed enti locali questa mattina, nella sede della Provincia di Varese a Villa Recalcati, per discutere della crisi della compagnia aerea Volare.

Alitalia metterà a disposizione le proprie strutture operative e i call center per
garantire il minor disagio possibile ai passeggeri di Volare.

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Governo. L'ultimatum di Berlusconi: senza il taglio alle tasse si va alle urne


Silvio Berlusconi

Roma, 20 novembre 2004
Senza la riduzione delle tasse, la prospettiva è quella di nuove elezioni. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Bratislava. Alla domanda se il mancato taglio dell'Irpef potrebbe incidere sul governo, il premier ha risposto: "Assolutamente. Anzi non ci sarebbe un Berlusconi bis, con una nuova formulazione del governo. Per quanto riguarda Forza Italia ci sarebbe il ricorso alla domanda di nuove elezioni e Forza Italia si presenterebbe alle elezioni senza gli alleati che non vedono nella riduzione delle tasse una manovra economica necessaria. E' un'intenzione che non ho - ha aggiunto - quella di fare la riduzione delle tasse sforando il tetto del 3% imposto da Maastricht".

Il termine ultimo entro il quale la Casa delle libertà presenterà il maxi-emendamento alla Finanziaria è imminente. "Ci sarà un emendamento entro il 29 novembre", ha annunciato il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. Ma si riparte da capo e si riprende da dove si era rimasti. La formula 'prima Irap poi Irpef' viene stravolta e si torna all'ipotesi iniziale cara al
premier: da subito tagli alle tasse per imprese e cittadini per una riduzione complessiva di 2 punti di Pil da spalmare in quattro anni con un taglio dello 0,5% per ciascun anno. Marcia indietro anche sulle risorse necessarie per finanziare gli sgravi. Dai circa 3,6 miliardi di euro previsti nell'ultima bozza dell'emendamento, agli iniziali 6-6,5 miliardi più volte promessi anche dal ministro dell'Economia.

I tecnici impegnati nella stesura del testo fanno sapere che non c'è ancora nulla di definitivo, ma si continua a ragionare su ipotesi. L'unico punto fermo sembra l'inversione di rotta sull'Irpef che partirà da subito e non dal 2006. Si ragiona su tre aliquote: 23% per i redditi fino a 26 mila euro, 33% tra i 26 mila e 33.500, e 39% per i redditi oltre 39 mila euro, con un contributo di solidarietà oltre i 100 mila euro.

Un sondaggio rivela che gli italiani preferiscono il taglio all'Irpef
Tra Irpef e Irap gli italiani non hanno dubbi: meglio ridurre l'imposizione fiscale alle famiglie che alle imprese. E' uno schiacciante 67% a confermare, in un sondaggio Ipsos-Apcom, che i cittadini chiedono di ridurre il prelievo fiscale alle famiglie per favorire la ripresa dei consumi. Solo il 21% ritiene che si debba dare la precedenza al taglio delle tasse per le imprese. Ma quasi la metà degli italiani, il 48% del campione, ritiene che le misure che il Governo andrà ad adottare con la Finanziaria 2005 non incideranno sul potere d'acquisto delle proprie famiglie.

 

Venerdi , 19 Novembre, 2004

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Governo. Fini e' ministro degli Esteri. Alemanno: tagli alle tasse, tutto da capo. Calderoli: fare tutto e' impossibile


Gianfranco Fini

Roma, 18 novembre 2004

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha firmato il decreto di nomina del nuovo ministro degli Esteri. Accolte le dimissioni di Franco Frattini, Ciampi ha siglato la nomina di Gianfranco Fini.
"Il presidente Fini a partire dal vertice di Sharm El Sheik, procederà tenendo alta la bandiera della diplomazia italiana". Così il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, ha commentato oggi la nomina di Gianfranco Fini a ministro degli Esteri.

Alemanno: sul fisco ricominciamo tutto da capo
E' stato il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno a fornire ai giornalisti il primo risultato del Consiglio dei ministri di questa mattina. Che sul nodo più difficile, però, quello dei tagli alle tasse e della loro copertura nella Finanziaria, sembra non aver trovato, ancora una volta un accordo definitivo. "Sul fisco - ha ammesso Alemanno - ricominciamo tutto da capo".
"Siniscalco ha fatto una relazione sul fisco - ha detto Alemanno - Ora ricominciamo tutto da capo. Da qui al Senato dobbiamo costruire l'emendamento" alla Finanziaria. L'accordo sui tagli alle tasse, insomma, non c'è, e non si è trovato neppure questa mattina, in una riunione che è stata centrata proprio sulle modifiche da apportare alla Finanziaria. "Di fini agli Esteri oggi non abbiamo parlato", ha confermato il ministro per le Riforme Roberto Calderoli.

"E' evidente che fare tutto, Irap e Irpef, nel 2005, sarebbe come fare la ciambella col buco", è il commento a caldo del ministro per le Riforme Roberto Calderoli, appena lasciato Palazzo Chigi. Ma su che cosa non trova l'intesa la maggioranza? La maggioranza "a questo punto sta lavorando sulle coperture", è la risposta di Calderoli. "Non abbiamo fissato alcun vertice - ha aggiunto - ma ci rivedremo per tornare a confrontarci". Calderoli, inoltre, ha sottolineato che il Consiglio non ha affrontato la questione rimpasti: "Il Consiglio dei Ministri non fa i rimpasti, al limite li recepisce".

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Espropri. Pisanu: arresto in flagranza di reato quando possibile


Giuseppe Pisanu

Roma, 18 novembre 2004

"Non siamo di fronte a compagni che sbagliano, ma a compagni che devastano e rubano, seminando sconcerto e paura tra i cittadini onesti". Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, parlando al Senato degli "espropri proletari". Dunque in caso di "espropri" le forze dell'ordine devono procedere con l'arresto in flagranza di reato.

Per il ministro degli Interni Pisanu Pisanu casi di assalto a centri commerciali e negozi dimostrano che ci si trova di fronte ad un "illegalità politica crescente, ad una violenza sempre più minacciosa alla quale non possiamo concedere ulteriori passi avanti". Gli episodi di Roma, ha ricordato Pisanu, rievocano i cosiddetti "espropri proletari" praticati negli anni settanta. Atti che, ha aggiunto il ministro, "venivano compiuti con la consapevolezza della loro illegalità, nel quadro di una strategia di guerriglia urbana in chiave pre-rivoluzionaria".
Questa pratica è stata ripresa quest'anno, ha detto ancora il ministro, "seppur con modalità diverse: i protagonisti hanno agito a volto scoperto, esibendo striscioni contro il "caro-vita e il precariato" e cercando contatti con le direzioni aziendali per chiedere forti ribassi sui prezzi delle merci". E i gruppi antagonisti hanno presentato queste azioni come "legittima campagna di sensibilizzazione politica sulla condizione di ulteriore impoverimento delle fasce deboli".
Ma, ha spiegato Pisanu, "ammesso che le intenzioni fossero queste", i fatti di Roma e Milano "sono andati ben oltre e in maniera preoccupante". E infatti: se il primo episodio può considerarsi come una "situazione sfuggita di mano agli organizzatori", quello alla libreria Feltrinelli "appare come un'azione preordinata al fine di inasprire le tensioni e acquisire spazi politici nell'area antagonista".
Ecco dunque che i due episodi dimostrano "un'innalzamento del livello di scontro" con una tendenza che potrebbe investire altre tematiche. "Penso - ha concluso il ministro - a quelle del mondo del lavoro, delle fabbriche, ai servizi, al terziario avanzato".

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Finanziaria. Pezzotta: lo sciopero del 30 e' sindacale, manca una politica economica. Angeletti:manovra fatta coi piedi


Savino Pezzotta

Roma, 18 novembre 2004

"Chi dice che è uno sciopero politico fa delle dichiarazioni fuori regola. E' uno sciopero sindacale, su motivazioni sindacali, che ha una valenza politica chiara, non di schieramento, che è contro l'assenza di politica economica del governo". Il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta ribadisce così le ragioni dello sciopero generale del prossimo 30 novembre, contro la Finanziaria, indetto da Cgil Cisl e Uil. Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, "sui conti pubblici siamo di fronte a una operazione fatta con i piedi".

I motivi della mobilitazione, per Pezzotta sono chiari: "Abbiamo criticato la Finanziaria che conoscevamo, perché riteniamo sia una manovra che non ha animo politico, non affronta le questioni vere del Paese, in particolare quelle del Mezzogiorno, e che fa tagli abbastanza pesanti. Poi facciamo questo sciopero perché è vero che c'è un'assenza di politica. Manca un orientamento politico del Paese".

Lo sciopero generale, dunque, è un 'no' "a questa riduzione delle tasse generalizzata, che non va verso una fiscalità di vantaggio per il sud, non sostiene i redditi, non affronta le questioni dell'autosufficienza e dei pensionati". Per questo secondo la Cisl "serve un cambiamento della politica economica e industriale e - ha sottolineato Pezzotta - non mi sembra che il governo abbia le idee chiare. Quindi non abbiamo altre alternative allo sciopero".

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Giovedi , 18 Novembre, 2004

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Governo. Fini alla Farnesina, il via libera dal Consiglio dei ministri. Ma sul tavolo ci sono ancora i tagli Irpef


Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini

Roma, 18 novembre 2004

Gianfranco Fini diventa oggi ufficialmente ministro degli Esteri. La maggioranza, oltre all'accordo sulla sua nomina, nella riunione di ieri notte a Palazzo Chigi avrebbe compiuto passi importanti verso l'intesa sulla riforma fiscale, con un primo taglio dell'Irpef già dal 2005. Non tutti i problemi però sarebbero stati risolti, anche perché per l'intesa complessiva manca il via libera di Udc e Lega, con i quali si discute oggi nel Consiglio dei ministri convocato per le 9.30. Un appuntamento al quale il ministro Siniscalco si presenta con una relazione.

Il vertice di ieri sera è stato preceduto da un nuovo faccia a faccia tra Berlusconi e Fini, durante il quale sarebbe emersa la comune volontà di superare le incomprensioni di oggi e lavorare ad un'intesa sul fisco. Per questo, il premier e il suo vice hanno poi chiamato i 'tecnici' Siniscalco e Baldassarri. Con loro, hanno affrontato il nodo della riduzione dell'Irpef già da gennaio. Sono state indicate diverse ipotesi per la copertura della riforma, che andrebbe realizzata mantenendo le risorse già indicate per il calo dell'Irap e il sostegno alle famiglie. "Abbiamo fatto un lavoro molto costruttivo. Andiamo a dormire piu' tranquilli e più sereni", ha commentato Berlusconi ieri notte.

La dichiarazione di Berlusconi sembra anticipare che i tagli dovranno riguardare sia l'Irap che l'Irpef. L'ammontare dell'intervento sarebbe di 6-6,5 miliardi: a Siniscalco Berlusconi avrebbe chiesto di trovare ad ogni costo le risorse. In mattinata, ieri, era stato l'economista azzurro Renato Brunetta a ufficializzare per primo la volontà del partito del premier: tutte le ipotesi di riforma fiscale sono ancora sul tavolo e non è tramontata la volontà di intervenire subito sul fisco. Ma per Fini "il problema è sempre lo stesso, la copertura".

Più tardi Berlusconi aveva incontrato a pranzo lo stesso Fini. Un incontro andato molto male, secondo le indiscrezioni che filtrano. Il premier avrebbe posto a Fini in termini ultimativi la questione della riduzione dell'Irpef nel 2005, collegandola alla nomina del leader di An alla Farnesina. Il vice premier avrebbe concluso bruscamente il colloquio. Tra l'altro, una delle coperture al taglio Irpef dovrebbe arrivare dal congelamento degli aumenti per gli statali, una soluzione inaccettabile per Fini. Fonti di An precisano che Fini "non contrasta" il taglio Irpef. "Il problema e' trovare la copertura necessaria per attuarla. Se la si trova, senza penalizzare in altro modo i contribuenti, possiamo procedere". Berlusconi, comunque, smentisce le tensioni: l'incontro con Fini è stato "cordiale e costruttivo".

Ma la conferma del clima fortemente sfilacciato nella maggioranza era arrivata poco dopo nell'Aula di Montecitorio, nel voto del disegno di legge sul bilancio. La nota di variazione votata dal Consiglio dei ministri non convince la commissione Bilancio che, per bocca del relatore al bilancio Daniela Santanche' (An) chiede lumi al sottosegretario Giuseppe Vegas. La spiegazione non convince ne' Santanche', ne' il relatore alla finanziaria Guido Crosetto (Fi), ne' il presidente della commisione Bilancio Giancarlo Giorgetti (Lega), che non votano la nota di variazione. Una presa di posizione piuttosto inconsueta, alla quale si aggiunge la dichiarazione finale di Santanche', che invita il governo ad un piu' attento esame della legge di bilancio. La tensione fra gli alleati di maggioranza resta alta.


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Ue. Commissione Barroso. Frattini: azione forte e trasparente


Barroso

Strasburgo, 17 novembre 2004
L'azione della Commissione Barroso "sarà forte e anche molto trasparente". E' questo il commento all'audizione del presidente della Commissione Ue, Barroso, del commissario designato alla Giustizia, Franco Frattini, secondo cui quello di oggi a Strasburgo è stato "un dibattito veramente positivo, politicamente positivo, al di là delle critiche".

"Il presidente Barroso - ha detto Frattini uscendo dall'aula plenaria di Strasburgo e rispondendo alle domande sulle critiche di conflitto di interesse arrivate al commissario designato alla Concorrenza Neelie Kroes - mi sembra che abbia detto assai bene quali sono le azioni che lui intende adottare per evitare anche in radice questo pericolo". "L'azione di questa Commissione sarà forte e anche molto trasparente. Tutti noi ci siamo impegnati a un rapporto con il Parlamento".

Astensione critica della lista Uniti per l'Ulivo
La lista Uniti per l'Ulivo, forte di ventiquattro europarlamentari, ha annunciato "la propria astensione critica" nel voto di domani sulla Commissione Barroso. Una decisione che - si legge in un comunicato - esprime "l'insoddisfazione per la mancanza di coraggio dimostrata da Barroso, in particolare sul clamoroso caso della commissaria Kroes. Barroso ha perso l'occasione storica di far convergere sulla nuova Commissione un larghissimo sostegno operando fino in fondo e coerentemente i cambiamenti richiesti dall'Assemblea di Strasburgo".

E dei liberali francesi dell'Udf
I malcontenti arrivano anche da altre parti. I liberali francesi dell'Udf si asterranno dal voto alla Commissione Barroso. All'interno dei liberali, hanno annunciato l'astensione anche i rappresentanti della Margherita. Voteranno invece contro la Sinistra unita e i Verdi. Jean-Louis Bourlanges, il liberale presidente della commissione Libertà pubbliche del Parlamento europeo, ha perso l'aplomb dimostrato nel presiedere l'audizione del commissario designato alla Giustizia, Libertà e Sicurezza, Franco Frattini, per attaccare un po' tutti, ma soprattutto per stigmatizzare la ripartizione dei portafogli della nuova Commissione Barroso.

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Mercoledi , 17 Novembre, 2004

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Economia. Ciampi: il Mezzogiorno e' il grande problema nazionale italiano, inaccettabile il divario Nord-Sud


Carlo Azeglio Ciampi

Caltanissetta, 16 novembre 2004

"Inaccettabile" il distacco che ancora separa le regioni del Sud dal resto dell'Italia, doverosa la ricerca, da parte del governo, di risorse per lo sviluppo. Al teatro Margherita di Caltanissetta il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi non nomina mai la parola 'Finanziaria' ma ribadisce ad alta voce che "il problema del Mezzogiorno diviene ancora più la grande questione nazionale italiana".


"Le grandi cifre riguardanti i livelli di reddito e di occupazione continuano a porre in evidenza - ha detto Ciampi - un distacco inaccettabile tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. Intollerabile lo spreco di risorse umane e naturali e di potenzialità", ha aggiunto Ciampi, convinto che l'allargamento dell' Unione europea ad altri Paesi meno sviluppati, ai quali dal 2006 dovrà dedicare un'attenzione particolare, rischi di ridurre a livello comunitario "le risorse finora destinate ad altri territori, tra cui una parte del Mezzogiorno d'Italia". Ecco che allora il problema del Mezzogiorno diviene ancor più la grande questione nazionale italiana". "E' intollerabile che un tasso di disoccupazione nazionale in continua diminuzione a partire dal 1998, e ormai inferiore all'8%, sia il risultato della media di un tasso di disoccupazione pari alla metà di quella cifra del centro nord e al doppio nel Mezzogiorno".

"Tocca principalmente alle autorità statali - ha proseguito Ciampi - provvedere a dotare le regioni meno favorite, in tempi che non si dilatino all'infinito, delle infrastrutture materiali e immateriali di cui sono carenti". Ciampi indica il completamento delle grandi vie di comunicazione stradali e ferroviarie, la predisposizione di un adeguato e omogeneo sistema scolastico e di formazione, fino ai livelli più alti. "E' altresì responsabilità dei governi - ha detto ancora Ciampi - che siano attribuiti e riconosciuti a ciascun livello di governo inferiore, insieme ai poteri che essi possono meglio svolgere, anche le risorse occorrenti per svolgerli". Per il presidente "rende ancor piu' doloroso questo divario fra Nord e Sud, il fatto poi che ciò accada quando si siano raggiunte una sostanziale parita' fra tutte le regioni e province per quello che è il livello di formazione scolastica dei giovani e una omogeneità culturale superiore al passato".

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Martedi , 16 Novembre, 2004

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Immigrazione. Nasce l'Ufficio contro le discriminazioni, Prestigiacomo: più integrazione contro il razzismo


Stefania Prestigiacomo, ministro per le pari opportunità

Roma, 16 novembre 2004

Sono "eccezioni ma ci sono. Sono comportamenti censurabili contro i quali bisogna intervenire con sanzioni adeguate ma anche con politiche di integrazione". Stefania Prestigiacomo, ministro per le pari opportunità, spiega così le ragioni dell'istituzione dell'Unar (Ufficio contro le discriminazioni razziali), chiamato a rendere Italia un Paese "ancora più ospitale e tollerante". Un'occasione, quella della presentazione dell'Unar, colta dal sindaco di Roma Walter Veltroni per ribadire che "se la legge Bossi-Fini si proponeva di impedire l'arrivo degli immigrati clandestini in Italia, allora non c'è riuscita, questo è evidente. Vanno predisposte le condizioni per cui chi viene a lavorare in Italia possa trovare le migliori condizioni di integrazione possibili. Questa legge è da rivedere".

Il nuovo ufficio si occuperà, fra l'altro, di fornire assistenza legale a chi ne fara' richiesta. Già 65 associazioni hanno presentato domanda per essere iscritte nel registro degli enti legittimati ad agire in giudizio. Il ministro ha citato dati delle prefetture e ha precisato che gli atteggiamenti razziali ed intolleranti nel nostro Paese sono per lo più connessi all'antisemitismo e all'islamfobia: scritte, graffiti murali, disegni di svastiche, dichiarazioni di intolleranza, lettere ed sms contenenti minacce, ma anche offerte di locazione con la scritta 'No extracomunitari" o aziende con bagni separati per lavoratori italiani e stranieri.

In Italia sono presenti ben 198 nazionalità diverse e di esse la metà proviene dalle aree dell'ex Europa dell'Est e dei Balcani, tanto che la nazionalità più numerosa è quella rumena (239mila soggiornanti), seguita da quella albanese (233 mila). Un quarto della popolazione straniera proviene invece dall'Africa. Seguono gli asiatici e gli americani.

Ma il dato più importante e che il 66% delle persone straniere "è da noi - ha detto la Prestigiacomo - per motivi di lavoro, tant'è che nella ripartizione territoriale è l'Italia del Nord quella con una maggiore presenza di immigrati (metà del totale) rispetto al Sud dove staziona il 10,5% della popolazione immigrata". "C'è da chiedersi allora se in Italia - ha aggiunto la Prestigiacomo - esista, come esiste, un reale problema di discriminazioni razziali: ci sono casi riconducibili a discriminazioni razziali come si legge nella relazione trimestrale presentata dal Comitato contro le discriminazioni e l'antisemitismo".

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Finanziaria. Epifani: Berlusconi faccia i conti con la realtà. Manovra iniqua, piu' forti le ragioni dello sciopero


Guglielmo Epifani

Torino, 16 novembre 2004

"Oggi, forse, per la prima volta, il governo, il Presidente del Consiglio, si accorge che la realtà è diversa da quella che lui immaginava, o pensava di dire agli italiani e, invece di prendersela con se stesso, se la prende con la realtà. Così, però, non funziona". Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, torna all'attacco della Finanziaria e da Torino, anche alla luce dell'ultimo vertice di maggioranza, dice: "Confermiamo il giudizio che abbiamo dato: non va bene".

"Questa stessa scelta fiscale non risolverà il problema delle imprese, del Mezzogiorno né, perché non ne parla, il problema del reddito dei lavoratori e dei pensionati". I tentennamenti della maggioranza non avvicinano il testo della Finanziaria alle parti sociali: "Ogni giorno - osserva Epifani - c'è una bozza nuova è difficile raccapezzarsi. Mi pare comunque che contenga gli stessi limiti e le stesse contraddizioni. Un giorno spunta un bonus un giorno si cancella, però il giudizio dell'equità non convince, perché non si aiutano davvero le imprese nelle aree più svantaggiate, non si aiutano i lavoratori. Da questo punto di vista, quindi, il segno della manovra è uguale a quello di prima, cambiano solo le modalità".

Insomma, secondo Epifani "le ragioni dello sciopero sono rafforzate e confermate. Ci impegneremo perché lo sciopero sia una grande risposta ad una Finanziaria che giudichiamo sbagliata e iniqua".

contenuti dei siti segnalati

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Lunedi , 15 Novembre, 2004

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Scuola. Oggi sciopero contro il contratto di lavoro e la riforma Moratti


Letizia Moratti

Roma, 15 novembre 2004
Aule chiuse oggi in tutta Italia per lo sciopero di insegnanti, bidelli e personale amministrativo proclamato dai sindacati del settore per il rinnovo dei contratti di lavoro e contro la riforma Moratti e i tagli della Finanziaria. A indire la protesta, che prevede anche una manifestazione nazionale a Roma, è stato uno schieramento molto ampio di sigle sindacali che va da Cgil-Cisl-Uil di categoria ai Cobas, alla Gilda, all'Ugl.

Rinnovo del contratto, un serio piano di investimenti, una scuola pubblica di qualità: con queste motivazioni oggi oltre un milione di lavoratori della scuola (docenti, non docenti e dirigenti scolastici) saranno chiamati a scioperare e a manifestare per le strade di Roma e di una serie di città distribuite in maniera omogenea per tutto il territorio.
Tanti i parlamentari che oggi sfileranno per le vie della capitale e con loro scenderanno in piazza anche i leader sindacalisti Epifani, Pezzotta e Angeletti.

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Giustizia. Anm a Pera e Casini: si ripensi la riforma dell'ordinamento giudiziario


Sciopero indetto il prossimo 24 novembre

Roma, 14 novembre 2004

L'Associazione Nazionale Magistrati rivolge un appello ai presidenti di Camera e Senato perchè si possa trovare "spazio per un ulteriore approfondimento e confronto sulla riforma dell'ordinamento giudiziario", che giudica "sbagliata, inidonea ad assicurare migliore efficienza del servizio giustizia". E che soprattutto, si legge nel documento che verrà consegnato domani a Casini e Pera, "modificherà l'equilibrio tra i poteri dello stato e diminuirà le garanzie dei cittadini". L'iniziativa affianca lo sciopero del prossimo 24 novembre, indetto per contestare la riforma.

"Intollerabili gli insulti alla magistratura"
Non sono tollerabili "insulti" e "delegittimazioni" della magistratura perché in questo modo, soprattutto se le offese provengono da altri poteri dello Stato,
si mina "la credibilità delle istituzioni". L'Associazione nazionale magistrati scende in campo a difesa di giudici e Pm che in questo ultimo periodo sono stati attaccati per le loro iniziative giudiziarie, esprimendo loro "stima e solidarietà".

La presa di posizione è contenuta in un documento approvato dal parlamentino della Anm riunito per decidere le iniziative con cui affiancare lo sciopero del 24 novembre contro la riforma dell'ordinamento giudiziario. E si riferisce ai casi del Pm di Milano Ilda Boccassini, del Pm di Reggio Calabria e di quelli di Aosta che indagano sul delitto di Cogne e dei magistrati di sorveglianza di Roma che hanno concesso benefici a Giovanni Brusca.

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Calcio. Juve e Milan in prima classe, le altre 18 nel caos


Del Piero

Roma, 14 novembre 2004
La dodicesima giornata sancisce la definitiva rottura tra le due di testa e il resto della truppa. Juventus e Milan vincono rispettivamente a Lecce (1-0) e in casa col Siena (2-1) e si confermano forze principali della Serie A con 31 e 25 punti. L'Udinese, che pareggia 1-1 con il Messina, è terza - in una classifica cortissima - a quota 19 e a rischio di rientro nel gruppone delle inseguitrici. L'Inter raccoglie il decimo pareggio impattando 3-3 in rimonta a Cagliari, la Lazio vince 2-1 con il Bologna, Chievo e Parma si fermano sul 2-2. In parità anche i due derby di oggi, il noioso 0-0 tra Atalanta-Brescia e il vivace 1-1 tra Fiorentina e Livorno. La Roma, sconfitta per 1-0 dalla Reggina, continua a sprofondare in classifica e si ritrova ora ai margini della zona retrocessione a 13 punti.

La Juventus batte per 1-0 il Lecce
La Juventus batte per 1-0 il Lecce nella 12.ma giornat di serie A. Il Via del Mare è un'enorme pozza d'acqua ma le condizioni proibite del campo non impediscono alla due squadre di creare gioco. Passano appena due minuti del fischio iniziale e la Juve è subito pericolosa con Emerson che batte a sorpresa una punizione, Ibrahimovic solo davanti a sicignano tira fuori. Il gol binconero arriva al 14' con un'azione che parte sempre da Emerson che lancia sulla sinistra Ibrahimovic, lo svedese serve Del Piero che infila sotto la traversa.

Il Lecce ha la possibilità di pareggiare al 20' con il colpo di testa di Bjelanovic, sull'angolo di Ledesma, che Buffon neutralizza con un miracolo deviando in angolo. La pioggia non smette di cadere rendendo ancor più dificoltosa la circolazione del pallone ma ciò non impedisce alla Juve di sfiorare il raddoppio al 37' con Ibrahimovic cha spedisce fuori la respinta di Dicignano sul tiro di Pessotto dai 25 metri.

Al 55' Olivera riceve il pallone dopo uno spiovente dalla sinistra, ma Sicignano gli nega il raddoppio. All'83' il Lecce sfiora il pareggio con Bojinov che sbaglia il tiro davanti a Buffon colpendo l'esterno della rete. All'89' Buffon salva il risultato compiendo un miracolo sul tiro a girare di Vucinic dal limite dell'area.

Bonazzoli affonda la Roma: a Reggio è 1-0
Al "Granillo" di Reggio Calabria la Roma trova la quinta sconfitta stagionale e comincia a sentire aria di zona retrocessione. Il gol che ha regalato la vittoria alla Reggina è stato siglato al 15' da Bonazzoli che ha insaccato di testa un cross di Mesto. Buona prova di Cassano che ha sfiorato in due occasioni il pareggio.
Lazio-Bologna 2-1
La Lazio ha sconfitto per 2-1 il Bologna allo stadio Olimpico di Roma nella dodicesima giornata del campionato di Serie A. I biancocelesti, che salgono a quota 16 in classifica attestandosi in sesta posizione con altre quattro squadre, sono passati in vantaggio al 6' con Rocchi, a segno di destro su assist di Cesar. Il Bologna, ora terzultimo a quota 12, dopo aver pareggiato al 53' in contropiede con Tare ha subito all'85' la rete del 2-1 su dubbio calcio di rigore conquistato e realizzato da Di Canio.

Il pari va bene all'Inter: 3-3 a Cagliari
Stavolta a Roberto Mancini il pareggio va benissimo. L'Inter si salva in extremis a Cagliari e grazie alla doppietta di Martins realizzata nel finale rimonta dall'1-3 e agguanta sul 3-3 i sardi. Cagliari in vantaggio al 6' su rigore di Zola (fallo di Materazzi su Langella); il 2-0 lo ha firmato proprio da Langella al 33'. L'Inter ha accorciato al 35' con Stankovic. Nella ripresa, al 61' il 3-1 di Esposito che sembrava avere chiuso il conto. Ma al 76' e all'89 la doppietta di Martins per il 3-3 finale.

Spettacolare pareggio al Tardini: Parma-Chievo 2-2
Il Parma pareggia per 2-2 contro il Chievo nella 12.ma giornata del campionato di serie A. I gol sono stati realizzati da Amauri che al 55' regala il vantaggio al Parma con un autogol per poi riscattari al 63' per il pareggio del Chievo. Vantaggio dei veronesi al 68' con Cesar, Morfeo al 77' per il pareggio.

Messina e Udinese non si fanno male:1-1 al Friuli
Al "Friuli" Messina e Udinese si spartiscono il bottino. I siciliani passano in vantaggio al 12' grazie ad Amoruso che ferma la palla di petto e sigla di destro il gol del vantaggio. Al 54' l'Udinese trova il pareggio grazie a Di Michele che dal limite concretizza al meglio uno splendido assist di Iaquinta.

Derby deludente e senza reti Atalanta-Brescia 0-0
Derby deludente e senza reti allo stadio Azzurri d'Italia di Bergamo, dove Atalanta e Brescia hanno pareggiato per 0-0. Le due squadre hanno giocato con buona intensità, ma hanno badato più che altro a difendersi. Poche le
occasioni da gol, portieri praticamente inoperosi.

Festa Sheva: 100 gol e vittoria: 2-1 al Siena
Al "Meazza" la partita è divertente e vibrante e Shevchenko si esalta. Con la doppietta dell'ucraino, infatti, i rossoneri tengono il passo della Juve e conquistano tre importantissimi punti ai danni di un buon Siena. Al 26' Sheva, servito da Kakà, infila Fortin per l'1 a 0 e 99.mo gol in serie A. Al 32' il Siena trova il pareggio con Argilli che si avventa su una punizione di Chiesa e di testa supera Dida. Al 38' ancora Sheva che, con il gol numero 100, regala il 2 a 1 finale al Milan.

Il derby di Rigano' e Lucarelli: Fiorentina-Livorno 1-1
E' terminato in pareggio il derby toscano tra Fiorentina e Livorno. All'Artemio Franchi di Firenze i viola padroni di casa hanno sbloccato il risultato al 71' con Riganò, bravo a deviare in rete con un colpo di testa in tuffo un cross di Miccoli. Il pareggio degli amaranto è arrivato 6 minuti dopo con Cristiano Lucarelli, autore di una splendida punizione. Il Livorno è sesto in classifica con 16 punti, uno in più della Fiorentina.

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Domenica, 14 Novembre, 2004

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Iraq. Falluja: operazione conclusa, ma Zarqawi e' fuggito. Allawi a Nassiriya: italiani restino anche dopo le elezioni


Falluja "occupata ma non soggiogata"

Baghdad, 14 novembre 2004
Si combatte in tutto il nord dell'Iraq. Il governo provvisorio ha decretato il coprifuoco anche nella città di Ramadi. La battaglia a Fallujia , secondo fonti ufficiali, è quasi finita, e il bilancio delle vittime parla di mille ribelli uccisi.

Un esponente militare Usa, sotto anonimato, ha riferito che la città sunnita di Fallujah è stata "occupata, ma non soggiogata" dalle truppe americane e irachene. Nella roccaforte sunnita, 60 chilometri a ovest da Baghdad, sarebbero rimaste soltanto "sacche malvage" di resistenza.

Abu Musab Al Zarqawi, la primula di Al Qaida, accompagnato dal leader della guerriglia locale, Abdullah Al Janabi, sarebbe riuscito a sfuggire.

Nell'attacco condotto dalle truppe americane, finora, sono morti mille ribelli, 200 sono stati arrestati. Sono rimasti uccisi anche 22 soldati americani e cinque militari iracheni; 180 i feriti fra le truppe Usa.

Nel tardo pomeriggio di ieri, ha fatto ingresso in città un convoglio di aiuti umanitari della Mezzaluna Rossa, per la prima volta dall'avvio dell'operazione americana (nome in codice 'Phantom Fury') lunedì scorso.

Le forze Usa hanno spostato un battaglione di fanteria dal Fallujah a Mosul, dove temono possa aprirsi un nuovo fronte. A Ramadi, le milizie sunnite locali hanno attaccato per tre volte dei convogli militari statunitensi senza provocare vittime.

Parlando alle truppe italiane, a Camp Mittica, Allawi ha spiegato che la presenza italiana sarà necessaria anche dopo le elezioni, perché il mandato Onu prevede la permanenza delle forze della coalizione fino a quando "le forze irachene potranno fronteggiare da sole qualsiasi minaccia". Ieri Allawi a Camp Mittica ha detto che il suo popolo non dimenticherà mai "il sangue versato da chi ha contribuito alla ricostruzione di un Iraq libero e democratico". L'ambasciatore De Martino ha ribadito l'impegno dell'Italia per "la stabilizzazione e la ricostruzione" del Paese.

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Criminalita'. Ciampi a Napoli: serve il sostegno di tutti


Carlo Azeglio Ciampi

Napoli, 14 novembre 2004
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è oggi a Napoli, dove ha espresso la sua volontà di stare vicino ai cittadini in un momento di disorientamento per la città. La visita del presidente della Repubblica è stata preceduta da una sua letterea pubblicata sul giornale della città Il Mattino in cui Ciampi scriveva che i napoletani non sono né inerti né rassegnati di fronte all'ondata di criminalità. Ma per battere la camorra serve un operare congiunto delle forze dello stato. Nella lotta alla criminalità "serve il sostegno di tutti" e "un lavoro congiunto del governo nazionale e locale", ha detto Ciampi.

"Sono certo che i napoletani sapranno rispondere" a questi giorni "di maggiore difficoltà", assicura, "ho fiducia in questa città, e lo mostrai anche quando ero presidente del consiglio scegliendola come sede del vertice del G7".

E, come a rafforzare la totale certezza sulle capacità di riscatto di questa parte d'Italia, annuncia: "ora che sono terminati i restauri di Villa Rosebery, conto di invitare altri capi di stato a venire insieme a me a Napoli". Villa Rosebery, un gioiello barocco sul mare, è una delle residenze ufficiali del presidente della Repubblica. Ciampi vi ospita da ieri il collega portoghese Jorge Sampaio.

"Un'ultima cosa volevo raccomandare a tutti", conclude con un tono particolarmente sentito, "anche alle molte organizzazioni di volontariato che agiscono in città. Tutti dobbiamo avere una cura particolare per i ragazzi. E' un campo su cui agire con grande trasporto. Questi ragazzi devono essere aiutati a raggiungere un buon livello di istruzione, devono essere avviati nelle botteghe artigianali, devono imparare un mestiere. Grande attenzione, quindi, da parte di tutti".

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Nato. Assemblea a Venezia, proteste no global. Oggi Martino partecipa ai lavori


E' la 50esima sessione annuale dell'Assemblea

Venezia, 14 novembre 2004
Vivaci proteste dei no global, ieri, contro l'Assemblea parlamentare della Nato, in corso a Venezia. Prima al Lido, dove si incontrano i delegati, poi al Teatro La Fenice, dove lo spettacolo per i delegati è iniziato in ritardo.

L'Assemblea Parlamentare della Nato è l'organizzazione interparlamentare nel cui ambito i rappresentanti dei Parlamenti nazionali dei ventisei Paesi membri dell'Alleanza Atlantica si incontrano per approfondire temi legati alla politica di sicurezza e di difesa dell'Organizzazione. Ai lavori partecipano anche, con lo status di delegazione associata, le rappresentanze parlamentari di tredici Paesi europei ed asiatici.

La proliferazione nucleare è al centro di una proposta di risoluzione dell'Assemblea, in cui si invitano i membri e l'Alleanza a controllare lo sviluppo di tecnologie nucleari da parte di alcuni Stati. Sotto osservazione in particolare le situazioni critiche di Corea del Nord ed Iran.

Il Ministro della Difesa, Antonio Martino, oggi sarà a Venezia per partecipare ai lavori della 50esima sessione annuale dell'Assemblea parlamentare della Nato.

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Sabato,13 Novembre, 2004

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Processo Sme. Pm Boccassini chiede otto anni per Berlusconi. I legali del premier: nulla è stato provato


Il pm Ilda Boccassini

Milano, 13 novembre 2004
"Silvio Berlusconi ha violato la legge per anni come imprenditore, aveva a libro paga alcuni giudici romani e come presidente del Consiglio è venuto qui in aula a mentire, ha mentito a tutto il popolo italiano dichiarando cose non corrispondenti al vero. Per questo non merita le attenuanti generiche, per questo va condannato a 8 anni di reclusione".

Il pm Ilda Boccassini parla per quasi 7 ore, rispetto ad altre requisitorie è molto più calma, forse perché legge, non va a braccio e alla fine riserva anche una piccola sorpresa. Boccassini spiega che deve uniformarsi alla giurisprudenza della Cassazione che impone di non chiedere la condanna per corruzione in atti giudiziari per il privato cittadino e richiama il processo fratello del Lodo Mondadori. Per cui dice che Berlusconi va condannato sì, ma per corruzione semplice. Nel caso in cui i giudici della prima sezione penale dovessero concedere le attenuanti al premier, finirebbe tutto in prescrizione da subito. In caso contrario non cambierebbe granchè, perché la prescrizione scatterebbe comunque nel 2006, in parole povere domani mattina.

"Io la prescrizione non la voglio, sono disposto anche a rifiutare le attenuanti generiche, io voglio l'assoluzione", è la reazione del professor Gaetano Pecorella, legale del premier. E il collega Nicolò Ghedini aggiunge: "Il pm non ha provato nulla, abbiamo assistito a 7 ore di conversazione inutile su argomenti che non riguardano Silvio Berlusconi e che hanno comprovato l'assoluta inconsistenza della tesi accusatoria".

Il pm Boccassini comincia con il dire che a Berlusconi ad agosto del 1995 qualcuno soffiò una decisione riservatissima, quella della scorta alla testimone d'accusa Stefania Ariosto. Berlusconi cercò Vittorio Dotti, ma era preoccupato non per i pericoli che la signora poteva correre. A Dotti, Berlusconi, infatti, ragiona Boccassini, chiese: "Non è che la tua fidanzata sta raccontando cose sul gruppo?".

La rappresentante d'accusa parla per 5 ore e mezza dei 434 mila dollari partiti dal conto Ferrido e approdati su un conto sempre estreo di Squillante attraverso un deposito di Cesare Previti. Solo un'ora e mezza Boccassini dedica invece al presunto aggiustamento della sentenza Sme, accusa cancellata nel processo principale a carico dei suoi coimputati. Evidentemente Ilda Boccassini ormai ci crede poco e punta tutte le sue carte sul bonifico per dimostrare che Squillante prendeva soldi "a prescindere". "Aveva venduto la sua funzione", spiega. "La cose peggiore che un magistrato può fare".

Boccassini parla di "decine di miliardi di lire affluiti in Svizzera con gli spalloni su conti nella disponibilità personale di Silvio Berlusconi, Ferrido, Ampio, Polifemo e Brusino. Giuseppino Scabini aveva ricevuto il mandato per gestire e prendeva ordini da Berlusconi. Polifemo alimenta Ferrido con 434 mila dollari che vanno a Mercier, cioè a Previti, e infine sul conto Rowena, cioè Squillante". "L'imponenza dell'istruttoria dibattimentale e la ricostruzione dell'accusa - afferma il pm - non sono invenzioni ma dimostrano la responsabilità di Silvio Berlusconi. Forse che sono invenzioni i tanti contatti telefonici tra Berlusconi e Squillante? Qui non ci sono tonnellate di fango come ha detto l'imputato, ma tonnellate di documenti. Il processo non è uno spot pubblicitario dove si può dire quello che si vuole, ma un percorso faticoso in cui ci si confronta. Questo, signori giudici, è il nostro lavoro di accusa, starà a voi valutarlo".

Per Pecorella "la requisitoria è una specie di zibaldone. Il pm ha parlato di altri processi e di altri soggetti. Ha persino parlato di operazioni bancarie effettuate in epoche estranee a questo processo. Di una sola cosa non ha parlato: quali sono le prove da cui risulterebbe che Silvio Berlusconi ha corrotto dei giudici?". La richiesta del pm per il premier comprende anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il processo riprenderà il 19 novembre con i legali di parte civile, Presidenza del Consiglio e Cir. Il 3 dicembre toccherà alla difesa. La sentenza forse il 10 dicembre.

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Pil. In crescita dello 0,4% in Italia nel terzo trimestre. Sindacati: la Finanziaria ne tenga conto


La stima preliminare è dell'Istat

Roma, 13 novembre 2004
Pil in crescita dello 0,4% nel terzo trimestre in Italia. Con la stima preliminare comunicata ieri dall'Istat, che ha destato qualche sorpresa in analisti e parti sociali, la crescita acquisita per il 2004 è infatti pari all'1,2%, esattamente quanto aveva previsto il Governo nel Dpef di luglio.

Tra luglio e settembre di quest'anno, ha calcolato l'Istituto di statistica, il Prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,3% sul terzo trimestre dell'anno scorso. Un risultato lontano dal boom degli Stati Uniti, ma superiore a quello messo a segno in Europa: se Eurolandia si è fermata a +0,3% (ma +1,9% su base tendenziale), peggio hanno fatto Francia e Germania (entrambe +0,1%). A sorpresa, dunque, l'azienda Italia ha avuto una marcia in più, che secondo gli analisti deriva dalla tenuta dei consumi e, forse, anche dalle esportazioni.

A giudizio dell'Isae, invece, a pesare è stato proprio l'export, mentre perdurano i segnali di debolezza della domanda interna. L'Istat, per ora, si limita a sottolineare che il risultato congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dei servizi e dell'agricoltura e di una stazionarietà dell'industria. Tutti i dettagli sui settori che hanno contribuito al risultato, infatti, verranno comunicati solo il 10 dicembre.

Di certo, per il momento, c'è soltanto che anche se la variazione del quarto trimestre dovesse essere nulla, l'1,2% è assicurato, anche perché nel frattempo è stato rivisto al rialzo anche il dato del secondo trimestre, dallo 0,3% allo 0,4%.

"L'obiettivo di crescita per il 2004 appare ormai acquisito, e sarà probabilmente migliorato". Così il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, interpellato all'uscita del ministero, commenta i dati sul Pil diffusi stamani dall'Istat. Per il ministro, "il dato del Pil del terzo trimestre, letto insieme all'indicatore mensile di fiducia dell' Isae, in crescita da quattro mesi, sembra confermare la validità della politica economica del governo volta innanzitutto a consolidare un clima di fiducia nelle famiglie e nelle imprese".

"Appare oramai evidente - commenta così il viceministro alle Attività produttive con delega al commercio estero Adolfo Urso, parlando di ottima performance delle nostre esportazioni - che la locomotiva Italia è già ripartita con decisione, nonostante le previsioni negative delle ultime ore".

Ma è proprio il Governo che, secondo i sindacati, dovrebbe spingere sull'acceleratore della Finanziaria per sfruttare al massimo il vento della ripresa. Il dato sulla stima preliminare, riconosce Raffaele Bonanni della Cisl, "è positivo, anzi, ci arriva come una boccata d'ossigeno positiva dopo dati lugubri e pesanti dei mesi scorsi e in tendenza migliore rispetto alle previsioni anche più rosee". Proprio per questo se ne deve tenere conto in sede di Finanziaria, che "deve essere tutta incentrata a come la famiglia Italia possa reggere meglio la competizione nei mercati internazionali e sostenere le sue condizioni di benessere sociale".

Una filosofia in qualche modo condivisa dalla Cisal ("il governo ci creda e faccia una Finanziaria improntata sullo sviluppo") e dall'Ugl, secondo cui si tratta di un dato incoraggiante che sembra tuttavia indicare
come il contributo principale arrivi dalla tenuta dei consumi interni, "e questo dovrebbe far riconsiderare l'indirizzo della manovra fiscale annunciato dal governo".

Sorpreso è invece il segretario della Uil Luigi Angeletti ("è meglio di quello che temevo"), mentre Marigia Maulucci (Cgil) se la prende con il calendario: "Il dato - osserva - non conta nulla, perché è artificiosamente lievitato grazie ai giorni lavorativi in più". Negativo, infine, anche il commento di Confesercenti, che parla di "situazione economica ancora stagnante, sottotono e al di sotto del dato europeo.

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Finanziaria. Fini: l'Irap non si pagherà sui neo-assunti


Il vicepremier Gianfranco Fini

Roma, 13 novembre 2004
L'emendamento per il calo delle tasse che il governo sta predisponendo prevede "la detassazione dell'Irap per i nuovi assunti". Lo ha detto il vicepremier Gianfranco Fini. Tra le ipotesi sul tavolo, che potrebbero essere presentate come emendamenti, anche la possibile introduzione di vantaggi fiscali per il Mezzogiorno.

Fini ha spiegato che sull'emendamento "si sta ancora lavorando in sede tecnica", ma - ha aggiunto - "non c'è fretta, perché lo presenteremo al Senato".
Il vicepresidente del Consiglio ha precisato che "le coperture (per il taglio delle tasse, ndr) ci sono, sono state predisposte dal ministro Sinsicalco, è un aspetto sul quale non c'è problema".

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Tv. Stato di agitazione al Tg5 dopo la sostituzione di Mentana


Enrico Mentana

Roma, 13 novembre 2004
I giornalisti del Tg5 hanno proclamato lo stato di agitazione dopo una lunga assemblea, iniziata ieri pomeriggio e protrattasi fino a tarda serata, perché ritengono "insufficienti e vaghe le spiegazioni dell'azienda sulle reali ragioni della sostituzione del direttore Enrico Mentana, che continuano ad apparire di natura squisitamente politica".

Nel corso dell'assembla, il condirettore della testata Sposini e il vicedirettore Banfi hanno annunciato all'assemblea di voler rimettere il proprio mandato. "Consapevoli di aver costruito in questi anni un telegiornale autorevole, indipendente, credibile, i giornalisti - si legge in una nota - sono decisi a non permettere che questo patrimonio venga intaccato".

Confalonieri: il Tg5 non sarà di parte
"Se Mentana lascia il Tg5 è perché ci aspettiamo da lui una spinta maggiore per rendere ancora più forte l'azienda, che ne aumenti il tasso alcolico insieme alle nuove leve che stanno crescendo intorno a Piersilvio". Parola di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, che in un'intervista al Corriere della Sera spiega così le ragioni all'origine della sostituzione di Enrico Mentana con Carlo Rossella alla guida del Tg5, e rassicura: "Per avere il bilancio che i mercati finanziari ci riconoscono tra i migliori nel mondo (Mediaset) deve puntare ad ascolti di milioni di persone. Rossella farà un buon Tg e non di parte, altrimenti non si faranno i milioni di ascolti a sera".

Sulle future mansioni di Mentana, Confalonieri spiega come "adesso le sue capacità, la sua cultura, il suo essere brillante, veloce, non dovrà usarle solo una mezz'ora per sera ma sempre". Per quanto riguarda Rossella, il presidente Mediaset evidenzia: "E' stato uomo di sinistra ed è stato capace di fare, se non sbaglio sotto il Governo Dini, il 34% di ascolti al Tg1. Ha diretto 'La Stampa' con l'Avvocato, 'Panorama', vuole che continui? Mi suggerisca lei uno migliore".

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Venerdi, 12 Novembre, 2004

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Alitalia. Aumento di capitale per 1,2 miliardi a dicembre


Un aereo dell'Alitalia

Roma, 11 novembre 2004
Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha deliberato di convocare l'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti per il 15 dicembre 2004, in prima convocazione, e per il 21 dicembre 2004, in seconda convocazione, in cui proporre di deliberare, in una o più volte, l'aumento del capitale sociale di un importo fino a 1,2 miliardi di euro, come previsto dal piano industriale 2005-2008. Lo annuncia la società in una nota.

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Fisco. Berlusconi: con una rimodulazione del trattato di Maastricht possibili piu' tagli


Silvio Berlusconi

Roma, 11 novembre 2004
Silvio Berlusconi è "sicuro" che una diversa formula interpretativa del trattato di Maastricht, sia pure mantenendo il rapporto debito-Pil al 3 per cento, potrà garantire "maggiori tagli" alle tasse rispetto a quelli decisi in queste ore.
Il premier ha fatto questa considerazione parlando al comando generale della Guardia di finanza.

Il premier: contro di me critiche dure e cattive
"Nei miei confronti ho letto questa mattina sui giornali delle critiche dure e a volte anche cattive perchè mi si accusa di non aver mantenuto l'impegno di ridurre l'Irpef già dal primo gennaio 2005". Parlando al Comando generale della Guardia di Finanza, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si difende da chi lo accusa di non aver tagliato le tasse.
"In effetti - ha aggiunto Berlusconi - c'è stato un approfondimento e abbiamo preso atto che le cifre non ce lo consentivano. Tuttavia - ha ribadito - non abbiamo mancato all'impegno".

La manovra fiscale concordata dalla maggioranza avrà un impatto complessivo di 3,710 miliardi nel 2005. Secondo ambienti di governo la proposta potrebbe passare oggi dal Consiglio dei ministri e arrivare già domani alla Camera attraverso un emendamento alla Finanziaria.

Per la riduzione dell'Irap sono previsti 2,7 miliardi mentre alle famiglie arrivera' circa un quarto del totale: un miliardo, del quale 750 milioni saranno dedicati alla maggior detrazione prevista sulle imposte.

Dei 2,7 miliardi complessivi 2,1 dovrebbero andare a coprire la franchigia sul costo del lavoro; 300 milioni sarebbero destinati alla ricerca e altri 300 alla 'no tax area' ovvero la franchigia per le imprese piu' piccole che passerebbe da 7.500 a 10.000 euro.

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Giovedi,11 Novembre, 2004

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Medio Oriente. Arafat. Il Papa e' vicino al popolo palestinese


Giovanni Paolo II

Roma, 11 novembre 2004
Il papa è vicino alla famiglia, alle autorità e al popolo palestinese per la scomparsa di Yasser Arafat. E' quanto afferma un telegramma inviato dal card. Angelo Sodano al presidente del consiglio palestinese Rawhi Fattuh.
Giovanni Paolo II ha anche pregato affinchè la stella della pace torni presto a brillare sulla Terra Santa, con due stati indipendenti e sovrani.

In queste ore di profonda tristezza per la morte del presidente Arafat, è detto
nel telegramma, Giovanni Paolo II "è particolarmente vicino" alla famiglia, alle autorità e al popolo palestinese.
Affidando l'anima del defunto nelle "mani dell'altissimo e misericordioso Dio", il papa "ha pregato il Principe della pace affinchè la stella dell'armonia splenda presto sulla Terra Santa e affinchè i due popoli che la abitano possano vivere riconciliati fra loro come due stati indipendenti e sovrani".

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Mercoledi,10 Novembre, 2004

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Banche. Adusbef: sentenza storica, dovranno restituire 30 miliardi ai correntisti


Sentenza storica contro le banche

Roma, 8 novembre 2004
Le banche italiane dovranno restituire tra i 20 e i 30 miliardi di euro ai correntisti per aver praticato l'anatocismo, ovvero la capitalizzazione trimestrale degli interessi sui prestiti annualizzando quella sui depositi. E' quanto annuncia l'Adusbef in una nota precisando che questo avverrà in virtù di una sentenza (la n.21095 del 4 novembre) delle sezioni unite della Corte di Cassazione.

Secondo il presidente dell'associazione dei consumatori, Elio Lannutti, la sentenza "mette una pietra tombale sulla revanche di Abi e istituti di credito, i quali volevano ribaltare le precedenti limpide pronunce di Cassazione, che avevano dichiarato illegittima la cinquantennale pratica bancaria dell'anatocismo, vietata dal codice civile, ma rinviata 'agli usi '.

L'Adusbef spiega che in sintesi la sentenza a Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione prevede che le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal correntista devono considerarsi nulle anche se contratte prima dell'orientamento giurisprudenziale che, nella primavera del 1999, ne ha negato l'uso. In sostanza, conclude l'Adusbef, è da attribuire valore retroattivo all'inesistenza dell'uso normativo concernente l'anatocismo.

"Tutti coloro che hanno ancora un conto corrente presso un istituto di credito potranno richiedere i rimborsi, - conclude Lannutti - ma può chiedere la restituzione delle cifre anche chi pur non avendo più un rapporto con la banca abbia però conservato le scritture contabili". Per Lannutti, "l'anatocismo ha messo in ginocchio tanti piccoli imprenditori". L'Adusbef, ha intrapreso la guerra contro l'anatocismo già diversi anni fa. Ora la questione è definitivamente archiviata".

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Martedi, 9 Novembre, 2004

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Cronaca. 'Espropri proletari', i pm romani attendono la Digos per aprire un fascicolo. Domani vertice al Viminale


Il viminale sospetta che l'iniziativa dei Disobbedienti sia la prima di una serie

Roma, 8 novembre 2004

Sarà l'informativa della Digos ad orientare per i magistrati romani nell'apertura del fascicolo sui fatti avvenuti sabato nel supermercato Panorama e nella libreria Feltrinelli in Largo Argentina, dove alcuni gruppi di "disobbedienti" hanno compiuto alcune "azioni di esproprio proletario", portando via di fatto merce per un valore di alcune migliaia di euro.

Il procuratore capo Giovanni Ferrara coordinerà i primi accertamenti insieme con i pm che sono soliti indagare sull'universo dei noglobal. Per il momento il reato ipotizzato è quello di furto ma non è escluso che dalla lettura del rapporto della polizia e dalla visione dei filmati delle telecamere a circuito chiuso possano emergere ulteriori reati e aggravanti.

Anche il prefetto di Roma Achille Serra e il questore Nicola Cavaliere interessati dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, esaminerannodomani in una riunione al Viminale i fatti accaduti all'ipermercato Panorama e soprattutto le rivendicazioni. I responsabili dell'ordine pubblico non escludono che quella messa in opera ieri dai "disobbedienti" sia la prima di una serie di altre azioni dimostrative che interesseranno tutto il Paese da qui a Natale.

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Lunedi, 8 Novembre, 2004

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Salute. Sirchia: saranno gratuiti i farmaci per la terapia del dolore


Il ministro della Salute Girolamo Sirchia

Roma, 8 novembre 2004
I farmaci per la terapia del dolore dei malati affetti da malattie incurabili saranno gratuiti e potranno essere prescritti direttamente dal medico generico. Lo ha annunciato il ministro della Sanità Girolamo Sirchia, intervenendo alla V Giornata contro la sofferenza inutile della persona inguaribile, organizzata dalla Federazione cure palliative Onlus.

Sirchia ha inotre precisato che l'inserimento nella fascia A, quella gratuita, di alcuni oppiacei e di altri farmaci per la terapia del dolore sarà previsto nel Piano oncologico nazionale.

Inoltre per agire sul divario fra Nord e Sud nell'erogazione delle terapie del dolore e per frenare i contrasti fra Stato e Regioni in campo sanitario, Sirchia ha sottolineato che "è necessario lavorare insieme prima sugli indirizzi politici", citando come modello di felice cooperazione fra istituzioni centrali e periferiche il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, inaugurato il 26 ottobre a Roma.

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Domenica, 7 Novembre, 2004

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Giustizia. Il Giornale di Sicilia: libero il killer del piccolo Di Matteo. Castelli: se e' vero, ispettori al Tribunale


Roberto Castelli

Roma, 6 novembre 2004

Il Giornale di Sicilia pubblicava oggi la notizia in grande evidenza: Vincenzo Chiodo, uno dei killer che strangolarono il piccolo Giuseppe di Matteo e lo sciolsero nell'acido, perché colpevole di essere figlio del pentito Santino, oggi a sua volta 'collaboratore di giustizia', è in libertà senza aver mai scontato un giorno di carcere o di arresti domiciliari.
"Se le notizie corrispondono al vero - ha detto il ministro della Giustizia - cosa che verificherò il prima possibile, significa che il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha dei problemi, su cui cerchero' di fare luce attraverso gli organi ispettivi del ministero".

Chiodo, pur essendo stato condannato con sentenza defintiva a 17 anni di reclusione per l'assassinio di Di Matteo e, sempre secondo il Giornale di Sicilia, a 12 anni per altri reati sui quali la Cassazione dovrebbe pronunciarsi il mese prossimo, è riuscito ad evitare il carcere per cavilli burocratici. Il tribunale di Sorveglianza di Roma, in particolare, avrebbe sospeso la condanna definitiva per l'assassino del piccolo Di Matteo per pronunciarsi prima sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dal difensore del pentito.

Vincenzo Chiodo si è costituito alla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) nel 1996 quando Giovanni Brusca era ancora il libertà. Con le sue rivelazione fece catturare numerosi mafiosi e per questo da allora fino ad oggi non sono stati ritenuti sussitenti i motivi di esigenza cautelare. Nel frattempo la giustizia e i processi hanno fatto il loro corso e per Chiodo è giunta la condanna definitiva per l'omicidio di Giuseppe Di Matteo e gli altri 12 anni confermati in appello per altri omicidi, ora al vaglio dalla Suprema Corte di Cassazione.

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Sabato, 6 Novembre, 2004

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Calcio. Juve battuta 2-1 a Reggio, dubbi su goal annullato a Kapo. Chievo sconfitto 1-0 a Brescia


Reggina-Juventus, Zalajeta salta Franceschini

Reggio Calabria, 6 novembre 2004

Cade a Reggio, per la prima volta, la Juve 'imbattibile' di Fabio Capello, e lascia qualche speranza alle inseguitrici. Un 2-1 che lascia uno strascico di polemiche, però, perché allo scadere Kapo aveva confezionato il pari: stop aereo, dribbling a rientrare, sinistro vincente e 2-2. Ma su richiesta pressante dei reggini Paparesta annulla per fallo di mano del francese: un'infrazione che anche al replay sembra molto molto discutibile. La moviola, peraltro evidenzia il fuorigico del francese sull'assist aereo di Zalajeta.

I calabresi erano passati in vantaggio al 12' in modo rocabolesco: su rinvio di Cannavaro, Colucci aveva trasformato un rimpallo in una parabola beffarda per Buffon, appena fuori dai pali. Due minuti e il solito Ibrahimovic si inventa il pari: pallone rubato sulla tre quarti a De Rosa e piatto sicuro sull'uscita disperata di Soviero. Al 26', proprio quando la Juve sembra accentuare la pressione per passare in vantaggio, la Reggina raddoppia: è Zamboni a indovinare un pertugio su punizione, una leggera deviazione di Blasi inganna quel tanto che basta un Buffon non proprio impeccabile, 2-1. Nella ripresa al 28', quando Colucci viene espulso per doppia ammonizione, la partita diventa un assedio bianconero alla porta di Soviero: ci provano un po' tutti, Capello gioca ogni carta: Zalajeta, Olivera, Kapo. Ma a segnare è Ibrahimovic, ancora una volta fra i migliori: lo svedese però commette fallo due volte per aprirsi un varco in area e Paparesta annulla giustamente. Più controverso l'episodio finale, anche perché se Kapo ha commesso fallo di mano, un analogo intervento di Balestri nel primo tempo in area reggina doveva essere punito con il calcio di rigore.

Tanto di cappello comunque alla Reggina, capace di segnare due goal ad una difesa imperforabile come quella juventina. "Ci siamo fatti due goal da soli, poi abbiamo fatto una buona partita - è il commento a caldo di Capello, che può recriminare anche su un clamoroso palo di Zalajeta - Loro si sono chiusi molto bene, avremmo dovuto passare in vantaggio noi per poter disporre più spazi".

L'anticipo del pomeriggio
Tra Brescia e Chievo, una di quelle partite che dopo un quarto d'ora sembra predestinata allo 0-0, decide il caso, o, se preferite, la paura. E così, quando al 40' un interminabile traversone dalla difesa viene trasformato da Stankevicius in assist per Schopp, ne esce il goal del Brescia, al Chievo resta il tempo di una palla goal di Lanna e poco più. I veronesi incassano la terza sconfitta consecutiva, i lombardi escono dal tunnel.

In casa bresciana, tuttavia, la notizia del giorno è l'assai probabile rescissione del contratto con Matias Almeyda, che ieri non ha risposto alla convocazione per motivi ancora tutti da capire. Oltre ad Almeyda, al Brescia mancavano gli squalificati Di Biagio e Sculli. Rondinelle con un 3-4-2-1, classico 4-4-2 per il Chievo che perde di consistenza quando alla lunga cala l'uomo-faro, Baronio, che regge un tempo.

La partita
Si comincia al 9' con una conclusione dal limite di Domizzi che termina di poco alta. Un minuto piu' tardi, Castellazzi chiude su Tiribocchi liberato al tiro da Cossato. Ci prova di nuovo il Brescia (12'), con un rasoterra di Del Nero che Marchegiani non ha difficolta' a neutralizzare. Poi il vuoto pneumatico.

Nella ripresa al 4' è il Chievo ad usufruire di una super occasione: cross dalla destra di Semioli e colpo di testa ravvicinato di Tiribocchi sul quale è provvidenziale Castellazzi. Un paio di minuti piu' tardi, i brividi sono invece tutti di Marchegiani che manda in qualche modo in angolo un bel tiro dalla distanza su iniziativa di Caracciolo. Ancora bravo Marchegiani al 25' quando si allunga per arrivare sul colpo di testa di Stankevicius messo in moto da una punizione di Domizzi. Meglio il secondo del primo tempo, ma la partita rimane brutta.

Deluso Mario Beretta: "Lo 0-0 sarebbe stato più giusto. Per quanto ci riguarda, abbiamo faticato abbastanza nel primo tempo. In particolare abbiamo abusato del lancio lungo. Nel secondo tempo abbiamo piu' o meno sempre giocato nella loro meta' campo, ma abbiamo sbagliato in occasione del gol di Schopp. Che peraltro ha segnato una rete molto bella".

De Biasi tira un sospiro di sollievo: "Non so se la vittoria sia meritata. Diciamo che noi siamo stati bravi a sfruttare quella mezza occasione che abbiamo avuto in piu' rispetto a loro. Ad ogni modo, comunque fosse finita, sarei stato soddisfatto della prova della mia squadra: i ragazzi sono stati compatti, corti, accorti e hanno lottato come leoni. Abbiamo dato un'occhiata alla distinta: i miei ragazzi avevano complessivamente 69 anni in meno rispetto ai giocatori del Chievo. Bravi".

De Biasi rifiuta di commentare il caso-Almeyda: "Ne parlero' lunedi'. Ora parlo solo del Chievo. Dico pero' che tra lui e me non esistono problemi". Di Almeyda parla invece il presidente Corioni: "Non si sente amato. Io non so cosa farci. Abbiamo fatto di tutto per metterlo a suo agio. Rifiutava anche di trasferirsi qui da Como: gli avevamo trovato una casa da 8.000 euro al mese e lui ha detto no, grazie. Ha preferito fare il pendolare. Cosi' aveva anche sempre male al polpaccio a forza di stare in macchina...".

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Venerdi, 5 Novembre, 2004

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Governo. Maroni: siamo contrari a un Berlusconi-bis. Per la Commissione europea Tremonti non e' un candidato della Lega


Il ministro del Welfare Roberto Maroni

Roma, 3 novembre 2004
La Lega dice 'no' all'ipotesi di un nuovo governo. Lo ha detto, senza mezzi termini, il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Interpellato a margine della presentazione di un libro, l'esponente del Carroccio ha affermato: "Siamo contrari a un Berlusconi-bis, a un rimpasto tale da snaturare l'assetto e l'identità di questo governo".

Maroni ha spiegato che "con il presidente del Consiglio condividiamo l'obiettivo di fare per la prima volta nella storia della Repubblica, un governo di legislatura e su questo - ha sottolineato - Berlusconi sa di avere un alleato fortissimo e determinato, che è la Lega".

"Massima stima per Tremonti, ma non è della Lega". Così ha risposto Maroni a chi gli chiedeva se l'ex ministro dell'Economia fosse il candidato del Carroccio per la Commissione Europea. "Tremonti - ha detto Maroni - è un parlamentare di Forza Italia, che è il partito del premier, e noi non ci permetteremmo mai di indicare al premier un esponente del suo partito". Alla domanda su chi fosse quindi il candidato della Lega, Maroni ha risposto: "Noi non siamo interessati a posti di serie A, B o C. Siamo interessati solamente a che si facciano le riforme costituzionali".

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Giovedi, 4 Novembre, 2004

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Finanziaria. Via libera dalla commissione Bilancio. Da domani in aula


La Camera

Roma, 3 novembre 2004

La commissione Bilancio della Camera ha licenziato la legge Finanziaria votando il mandato al relatore. Domani la manovra approda in aula a Montecitorio.

Stretta sulle auto blu: spesa tagliata del 10%
Arriva una nuova stretta sulle auto blu di tutte le amministrazioni pubbliche. E' stato approvato l' emendamento del relatore alla Finanziaria che limita del 10% le spese per i mezzi di trasporti degli enti pubblici.

Ministeri, comuni, regioni e tutti gli altri enti pubblici dovranno inoltre e sottostare ad uno stretto monitoraggio: sarà fatto un censimento delle auto blu e dovrà essere inviata entro il 31 marzo 2005 al ministero dell' Economia una relazione dalla quale risulti la consistenza di mezzi e la loro destinazione. L' emendamento, previsto dal relatore, prevede inoltre una riduzione del 50% della spesa sostenuta per i mezzi di trasporto per tutti gli enti che non invieranno le informazione al Tesoro.

Mutui agevolati e fondi per le imprese innovative del sud
Entra nella Finanziaria un pacchetto di misure per il Sud e le aree disagiate. Con l'approvazione di due emendamenti del governo la commissione Bilancio della Camera ha varato oggi agevolaziooni alle imprese nelle aree sottoutilizzate attraverso Sviluppo Italia e più facilitazioni per l'afflusso di capitali di rischio alle piccole e medie imprese innovative nel Mezzogiorno.


Le agevolazioni sono previste per "le imprese capaci di produrre effetti economici addizionali e durevoli e tali da generare esternalità positive sul territorio". Le agevolazioni faranno leva sul Fondo per le aree sottoutilizzate e consistono in: un contributo in conto interessi su mutui di durata non inferiore a cinque anni e non superiore a dieci, concessi da istituti di credito. E' previsto un pre-ammortamento di durata non superiore a tre anni dal momento della stipula del contratto. Il mutuo può coprire fino al 50% degli investimenti. Ci potrà essere anche un contributo in conto capitale fino al limite massimo del 20% degli investimenti ammissibili e/o da partecipazioni temporanee al capitale sociale, in misura non superiore al 15% del capitale sociale delle imprese beneficiarie. Le agevolazioni sono subordinate alla legislazione europea in materia.

Una delibera del Cipe, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della Finanziaria, dovrà definire le procedure di assegnazione e riprogrammazione delle risorse del Fondo.

Il secondo emendamento del governo mira a promuovere fondi comuni di investimento attraverso capitale pubblico nel sud per favorire l'afflusso di capitale di rischio verso le pmi innovative localizzate nel Mezzogiorno. Spetterà al ministero per l'Innovazione e le tecnologie di Lucio Stanca sottoscrivere e alienare quote di uno o più fondi comuni di investimento, "in misura non superiore al 50% del patrimonio, promossi e gestiti da una o più Società di risparmio gestito (Sgr).

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Mercoledi, 3 Novembre, 2004

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Governo. Tagli alle tasse, Siniscalco cerca un compromesso con Fini e Follini prima di incontrare Calderoli


Domenico Siniscalco

Roma, 2 novembre 2004

Uscendo dalla riunione di maggioranza alla Camera, Siniscalco ha confermato che vedrà "questa mattina" il vicepremier e il leader dell'Udc. Sul tavolo, inutile dirlo, i tagli delle tasse alla luce delle ultime proposte della Lega Nord. Un tema talmente spinoso che potrebbe far saltare il viaggio in Russia con il premier Silvio Berlusconi dello stesso Siniscalco.

Nel pomeriggio, invece, Siniscalco incontrerà il ministro leghista per le Riforme istituzionali, Roberto Calderoli.

Le ipotesi di lavoro
Tre sole aliquote (23%, 33% e 39%) e un contributo di solidarietà del 3% per i redditi sopra i 100mila euro annui: questa la base di discussione avanzata dalla lega Nord. Ma oltre al contributo di solidarietà sul tavolo di trattativa c'è anche un pacchetto di misure per la famiglia: da un fondo di sostegno degli interessi sui muti per la prima casa, agli aiuti per nuclei familiari con persone non autosufficienti.

Da un punto di vista tecnico si punta a trasformare il meccanismo delle detrazioni, attualmente in vigore, in forme di deduzioni fiscali legate alla composizione del nucleo familiare.

A questo 'pacchetto' farebbe da corollario una franchigia dell'Irap a favore delle piccole e medie aziende.

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Martedi, 2 Novembre, 2004

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Delitto di Cogne. Taromina ricorre in appello contro la condanna in primo grado e denuncia i periti dei pm


Carlo Taormina

Torino, 2 novembre 2004

E' guerra totale a colpi di denunce, dichiarazioni e appelli. Il giorno dopo le perquisizioni nelle case di Claudia Sferra e Enrico Manfredi, i due consulenti della difesa indagati per calunnia insieme alla stessa Franzoni e al marito Stefano Lorenzi e al detective Giuseppe Gelsomino, Carlo Taormina, difensore di Anna Maria Franzoni, ha presentato oggi a Roma l' appello contro la sentenza del Gup di Aosta Eugenio Gramola. Il processo si chiuse con la condanna a 30 anni di reclusione della donna per l' omicidio del figlio Samuele.

Mentre i pm Giuseppe Ferrando e Anna Maria Loreto, coordinati dal procuratore capo Marcello Maddalena, esaminano il materiale raccolto e non escludono un incidente probatorio, Taormina contratttacca: "Domani presenterò, per conto dei miei consulenti indagati, una denuncia per calunnia contro i periti della Procura di Aosta. Una denuncia, quest' ultima, che si dovrà ricomporre agli esiti dell' incidente probatorio che la magistratura torinese sta predisponendo".

La consulenza della procura di Aosta era stata affidata al medico legale Roberto Testi, alla biologa Alessandra La Rosa della polizia scientifica di Roma, al colonnello in congedo dei carabinieri (ex Ris) Giovanni Lombardi e al sovrintendente della polizia scientifica Giuseppe Privitera. Compito dei tecnici era di accertare a chi appartenevano le impronte trovate sulla porta della stanza dove fu ucciso Samuele Lorenzi, di determinare come e quando si sono formate, di esaminare altre tracce di sangue rilevate nel garage della villetta, tutti indizi ritenuti significativi per la difesa.

Nella famiglia Lorenzi l'ultima iniziativa dei pm ha provocato sgomento e rabbia: "E' un oltraggio alla memoria di Samuele, è una vergogna solo pensarle certe cose - si difende in un'intervista al Giornale Annamaria Franzoni - I falsi sulle impronte? Ma quali falsi? Io che nonostante tutto sono sempre stata positiva, che ho sempre creduto alla buona fede delle persone, a questo punto non so più cosa pensare". Quanto all'iscrizione del marito Stefano Lorenzi nel registro degli indagati, la Franzoni dice che "fa fatica a comprendere quest'ultima incredibile iniziativa".

"Non ho parole -commenta- Stefano che avrebbe manipolato le impronte per scagionarmi? Ma scherziamo? -dice- Ormai puntano a delegittimarci"."La persona che ha fatto quel che ha fatto a Samuele -dice ancora la Franzoni- non la definisco, tanto è mostruosa. Ma le persone che stanno facendo questo a noi, non solo più a me, ma alla mia famiglia, nella memoria di Samuele, stanno facendo cose vergognose nel rispetto di un bimbo di tre anni che non c'è più. Spero che almeno un giorno se ne rendano conto".

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Finanziaria. Epifani cerca un'intesa con Confindustria per il sud. 'No' al contributo di solidarieta' della Lega Nord


Guglielmo Epifani

Roma, 2 novembre 2004

"Siccome non siamo favorevoli, in queste condizioni di finanza pubblica, ad un' operazione generalizzata, manteniamo anche nei confronti della proposta della Lega un dissenso". Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, entrando alla riunione per la firma dell'accordo tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, rappresentanti di artigiani e commercianti sulle questioni del Mezzogiorno boccia senza appello la proposta di taglio delle tasse avanzata dalla Lega Nord.

"Poi - ha continuato Epifani - si può chiamare contributo di solidarietà, ma in realtà è sempre un' aliquota. Qui la fantasia sovviene la mancanza di un ragionamento più fondato".

Quanto al Sud, "si riprende a lavorare con Confindustria, ed il primo punto è quello del Mezzogiorno: stiamo lavorando a un accordo di natura strategica che vale per oggi e per il medio periodo, per questo iniziamo dal Sud. Il nostro impegno - ha continuato Epifani - è di sostenere gli investimenti sapendo che in questi anni è la parte del Paese che ha sofferto di più e nella quale vi è minore crescita".

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Lunedi, 1Novembre, 2004

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Ue. Frattini papabile sostituto di Buttiglione. Fini nuovo ministro degli Esteri?


Rocco Buttiglione

Roma, 30 ottobre 2004
Circola il nome di Franco Frattini come probabile sostituto di Rocco Buttiglione alla Commissione europea. Il commissario europeo designato ha annunciato oggi in una conferenza stampa le sue dimissioni "per favorire il corso della Commissione Barroso - ha spiegato -, alla quale auguro pieno successo".

La questione è stata oggetto ieri sera della cena tra Gianfranco Fini, Marco Follini, Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi, al termine della quale il premier ha annunciato che il ministro centrista sarebbe rimasto a Roma, aprendo così la porta ad un rimpasto dell'esecutivo. "Adesso Buttiglione probabilmente resta ministro. Ed è probabile che questo possa portare a qualche cambiamento", ha detto Berlusconi.

Il nome del titolare della Farnesina, come papapibile commissario da designare, era circolato già nei giorni scorsi, insieme a quello di Letizia Moratti, ma si è fatta più concreta dopo la rivendicazione del vicepremier per un rimpasto vero e proprio in modo dare vita ad un "nuovo governo". La soluzione che vede Fini al posto di Frattini risolverebbe infatti la questione di come riequilibrare gli assetti dell'esecutivo.

Resterebbe poi da trovare una nuova collocazione a Buttiglione che fino all'ultimo ha cercato di difendere il suo posto a Bruxelles. Ora per l'ex ministro delle Politiche comunitarie si parla di un posto alla guida di un'Authority. Per quanto il diretto interessato assicuri invece che resterà nell'esecutivo: "Sono orgoglioso di fare parte di questo governo - ha detto - e sono ancora più desideroso di dare il mio contributo".

Il ministro centrista parlando con la stampa dopo giorni di silenzio ha rivendicato la correttezza dell'atteggiamento tenuto davanti alla commissione parlamentare di Strasburgo e ha denunciato la "campagna di stampa di grande superficialità e rozzezza" contro di lui. Infine ha ringraziato il premier e il governo "per la fiducia che mi hanno accordato e per il sostegno che non mi hanno fatto mancare" assicurando che con il capo del governo il rapporto è sereno come al solito: "Ho sentito Berlusconi questa mattina. E' stato molto amichevole come sempre".

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