Giovedi, 31 Marzo, 2005

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Statali. Calderoli: 85 euro in piu' sono una cifra ragionevole

Roberto Calderoli

Milano, 30 marzo 2005

85 euro di aumento in busta paga per i dipendenti del Pubblico impiego rappresentano una cifra ragionevole: e' la convinzione del ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, che si e' soffermato sulla questione a margine di una conferenza stampa tenuta nel quartier generale del Carroccio, in via Bellerio a Milano.
"Deve essere chiaro - ha osservato Calderoli - che negli ultimi 5 anni l'aumento degli stipendi per gli statali e' stato pari al 13,1%, mentre quello dei privati del 10,9%". Calderoli ha aggiunto che, sempre nel settore privato, tanti contratti sono stati rinnovati con aumenti da 60 a 83 euro.
Percio "non si vede perche' si debba andare al di la' di 85 euro, che rappresentano comunque - ha ribadito il ministro leghista - qualcosa in piu' rispetto a qualsiasi altra struttura del privato".
Dunque, Calderoli non ha dubbi: "Non vedo perche' la Lega debba fare marcia indietro". Quanto alle frizioni con gli alleati di An e Udc, per Calderoli "e' anche legittimo che abbiano maggiori interessi elettorali in quel settore. Ma noi della Lega - ha concluso - dobbiamo tutelare gli interessi di
tutti".

Baccini: a forza di fare i numeri qualcuno rischia di darli
Immediata la risposta del ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini: "Il pubblico impiego ed il rinnovo del contratto non puo' essere un impegno di governo perche' e' un atto dovuto". Per quanto riguarda l'entita' degli aumenti per gli statali "a forza di fare i numeri qualcuno rischia di darli", ha continuato il ministro. "C'e' la base della finanziaria, non scopriamo l'acqua calda. Non mi sembra che le distanze con i sindacati siano abissali", ha aggiunto Baccini.

Fini: 95 euro in più, in cambio di maggior lavoro
"Tutte le parti sociali devono essere responsabili per dare vita ad un contratto del Pubblico Impiego che incrementi la produttività". Così il Ministro degli Esteri e vice-Premier Gianfranco Fini
chiarisce la posizione dell'esecutivo in merito al rinnovo della parte economica del contratto degli statali. "In Finanziaria 2005 - ha ricordato Fini - ci sono risorse per un aumento pari a 95 euro al mese per tredici mensilità ma il Governo non si farà guardare dietro per qualche euro in più.
E' chiaro che questi soldi saranno corrisposti in cambio di maggior lavoro".

Brunetta: 95 euro in più un grande sforzo per il paese
"Novantacinque euro sono gia' un grande sforzo per il Paese. Ulteriori risorse per il pubblico
impiego per il biennio 2004-2005 potranno essere trovate all'interno della prossima finanziaria in un processo di riforma degli assetti contrattuali". Lo ha detto l'europarlamentare di Fi Renato Brunetta, consigliere economico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine della riunione del
Dipartimento regionale del pubblico impiego di Forza Italia. Secondo Brunetta, "l'opinione di Berlusconi e' quella di chiudere al piu' presto il contratto del pubblico impiego con un aumento medio di 95 euro e di avviare un immediato tavolo di confronto con i sindacati per la riforma degli assetti
contrattuali".

Pezzotta chiede che il governo apra un tavolo di confronto
Sul rinnovo del contratto del pubblico impiego, il leader della Cisl Savino Pezzotta chiede che il governo convochi i sindacati e apra un tavolo di confronto. "Il governo convochi i sindacati per cercare una soluzione che sia equa: voglio un tavolo", ha detto a margine di un convegno.
"Il problema dei contratti degli statali e' che se ne sta parlando in un clima pre elettorale.
E' quasi una consuetudine, e' vero, ma, in questo caso, stiamo assustendo ad un fiorire di disponibilita'". Lo ha affermato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, incontrando i giornalisti, questo pomeriggio all'aeroporto di Comiso (Ragusa), prima di partecipare ad un convegno nell'ambito delle manifestazioni celebrative del sessantesimo anniversario della Cgil.

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Editoria. Ciampi: il pluralismo dell'informazione e' essenziale per la democrazia

Carlo Azeglio Ciampi

Roma, 30 marzo 2005
"Ricordo che ho sempre considerato la carta stampata strumento essenziale per la liberta' e la democrazia nel quadro del pluralismo dei mezzi informativi": lo ha affermato Carlo Azeglio Ciampi incontrando la delegazione dell'Osservatorio permanente giovani editori.
"Per questo, per sostenere la necessita' del pluralismo e della imparzialita' dell'informazione - ha ricordato il capo dello Stato - inviai al Parlamento un messaggio nel luglio 2002, di fatto il mio unico, vero messaggio al Parlamento. Nel quale sottolineai la necessita' di avere una carta stampata a piu' voci, forte economicamente, e quindi l'importanza di avere una sua base anche di finanziamento pubblicitario, che e' necessario, affidata a professionisti validi".

Rivolto alla delegazione dell'Osservatorio Permanente giovani Editori, il Capo dello Stato ha espresso tutto il suo sostegno per iniziative come quelle promosse dall'Osservatorio attraverso 'Il Quotidiano in Classe'. "Significa fare della lettura dei giornali una componente strutturale del percorso
didattico e formativo dei nostri ragazzi... quale migliore educazione civica puo' esservi che preparare i giovani a sapere leggere i giornali, e attraverso la lettura dei giornali a conoscere il paese, a esprimere opinioni, ad essere critici attraverso quella curiosita' che ho sempre ritenuto il fondamento della scuola? La scuola l'ho sempre vista come il luogo nel quale ci si rivolge all'insegnante con una serie di 'perche?'. E l'insegnante - ha sottolineato il presidente della Repubblica - deve inculcare nei ragazzi il gusto dell'andare a fondo nelle cose.

I dati che avete appena citato confermano la importanza e la validita' del progetto. Un milione di giovani, quarantamila classi delle medie superiori, 32 mila insegnanti coinvolti. E' una iniziativa ormai di grandi dimensioni, di impegno civile e culturale. Oggi voi avete lanciato un ponte tra il mondo
giovanile, con le sue aspirazioni e la sua sete di conoscenza e il mondo dell'editoria. State creando i lettori del futuro. Gli ultimi dati sulla lettura dei quotidiani da parte dei giovani ci confermano che negli ultimi due anni sono infatti aumentati i lettori di quotidiani tra i 18 e i 24 anni, mentre rimangono
stabili i lettori tra i 14 e i 17 anni. Si puo' ancora migliorare".

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Politica. Prodi:"Queste riforme costituzionali minano le radici dello Stato". Fassino:"Alterato l'equilibrio dei poteri"

Romano Prodi a Radioanch'io

Roma, 30 marzo 2005

"La riforma costituzionale massacra queste caratteristiche della Costituzione: ridicolizza il Presidente della Repubblica, il Parlamento viene mandato a casa dal premier, la Corte costituzione viene eletta dall'esecutivo e il potere giudiziario dipende dal potere esecutivo". Romano Prodi ai microfoni di Radioanch'io conferma le sue forti critiche alla riforma della Costituzione voluta dalla Cdl. Con questa devolution, dice "il Sud è completamente dimenticato da questo governo".

Il leader dell'Unione ricorda di essere stato "tra i primi a volere il bipolarismo e un primo ministro forte", ma precisa anche di aver sempre voluto che "fosse rispettato l'equilibrio della nostra Costituzione, con un primo ministro affiancato da un Presidente della Repubblica con poteri ben specifici, un parlamento che controlla il governo, la Corte costituzionale e un potere giudiziario autonomo". Per Prodi queste sono distorsioni della Costituzione che rendono impossibile la stessa applicazione di un premierato forte". Prodi ricorda di aver usato un termine ideato dai costituzionalisti americani, "dittatura dell'esecutivo", e quindi di aver anche criticato il modello di devoluzione della Cdl per cui "salta il concetto di federalismo solidale per cui le regioni povere si arrangiano. Così si minano le radici del nostro Stato".

Il contratto degli statali
"Sul rinnovo del contratto per gli statali sta accadendo l'ira di Dio. An sventola una bandiera, Forza Italia un'altra e l'Udc un'altra ancora. Non si capisce davvero più nulla di quanto sta accadendo e dopo le regionali sarà anche peggio", prosegue Prodi, che pone l'accento sul contrasto interno al centrodestra e promette: "Prima delle politiche stileremo un un programma che gli italiani potranno valutare prima del voto e così non ci saranno quelle confusioni che adesso dividono la maggioranza, come questa sul contratto degli statali".

Cosa farebbe il centrosinistra per gli statali? Prodi non parla di cifre, ma spiega la sua ricetta per rilanciare l'economia italiana: diminuire le imposte sul lavoro, per fare entrare più soldi in tasca ai lavoratori, senza che gli imprenditori debbano ritoccare al rialzo le buste paga. E' questo, secondo Prodi, l'unico modo per rilanciare i consumi e per restituire agli stipendi quel potere d'acquisto che hanno perso: "E' inutile tagliare le tasse ai ricchi, come ha fatto questo governo, loro non spendono di più".

Precari a vita
"Ho avuto la fortuna di avere familiarità, non solo conoscenza, con Biagi e lui pensava ad un metodo di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro più facile: pensava alla mobilità non al precariato". Prodi punta l'indice contro la legge 30 sul mercato del lavoro ispirata dall'impegno del giuslavorista bolognese assassinato dalle Brigate Rosse e imposto in Italia un precariato che "viene fatto come un gioco: i ragazzi vengono licenziati ogni tre mesi e riassunti dopo un intervallo in modo che mai, mai nella loro vita possono avere un lavoro stabile e progettare il futuro". E "questa è la rovina di un'intera generazione". "Su questo - insiste Prodi - io sarò durissimo, mentre prenderò tutto della legge Biagi riguardo alla necessita' per i giovani di fare esperienze e di testare per qualche mese il mestiere".

Bonomia contro toni danteschi
Un intervento a tutto campo, quello di Romano Prodi, che sui toni accesi della campagna elettorale per le regionali ribatte: "E' una campagna partita dall' espressione dantesca di Berlusconi che ha parlato di terrore, miseria e morte. Io ho cercato di calare i toni con una bonomia emiliana, ma se rappresento terrore, miseria e morte certo qualche problema lo creo". E poi aggiunge: "Qualche responsabilità poi ce l'hanno tutti - aggiunge - quando il clima è quello, è difficile stabilire i torti o le ragioni. E' una campagna nata aspra, ma nell'ultima fase fortunatamente non si e' ulteriormente inasprita".

Attacco a Berlusconi
Prodi, inoltre, denuncia il panorama dell'informazione nel nostro Paese: "Tutto sbilanciato", senza eguali al mondo: "Berlusconi possiede quasi metà sistema televisivo, il 46% del mercato, ne controlla l'altra metà e questo non esiste in nessun altro paese nel mondo". L'affondo, però, arriva sui conti di Mediaset e Publitalia: "I bilanci di Mediaset, buon per lui, dieci anni fa erano miserevoli e oggi sono per centinaia di milioni di dollari in profitto. E non ho parlato di Publitalia, che sta praticamente massacrando ed erodendo il mercato pubblicitario di tutto il paese e restringendo spazio a tutti. E sto facendo un'analisi molto serena e molto semplice, da economista". Quanto alla radio Prodi, ricorda che "nelle ultime settimane sono state acquistate tantissime radio".

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Mercoledi, 30 Marzo, 2005

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Chiesa. Il Papa benedice con un cenno i fedeli a San Pietro ma non riesce a parlare. E' alimentato con un sondino

Giovanni Paolo II

Città del Vaticano, 30 marzo 2005

Un cenno della mano per allontanare il microfono avvicinato dal suo segretario Mietek: Giovanni Paolo II non è in condizione di parlare ma non per questo ha rinunciato ad affacciarsi per pochi minuti, oggi, alle 11.06 dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro per benedire i fedeli accordi per l'udienza generale del mercoledì. Subito dopo Giovanni Paolo II è stato sottoposto all'inserimento del sondino nasogastrico.

Il Pontefice è apparso ancora una volta sofferente, tremolante ma deciso, affaticato e determinato ed ha seguito con ampi gesti le parole pronunciate da un collaboratore del Vaticano all'indirizzo dei pellegrini. Inquadrato sempre a distanza dalle telecamere del Centro Televisivo Vaticano, il Pontefice ha ripetutamente deglutito mentre nei grandi schermi di piazza San Pietro migliaia di fedeli, accorsi per l'appuntamento settimanale del mercoledì sebbene fosse stato annullato, lo seguivano con commozione e trepidazione.

In quattro, lunghissimi minuti, Giovanni Paolo II non ha trattenuto alcuni movimenti delle mani verso il volto, quasi a cercare di scacciare il dolore, ed è parso ondeggiare dietro al leggio trasparente che aveva davanti, anche se ha mostrato un buon controllo dei movimenti delle braccia e delle mani nel salutare ripetutamente la folla che lo chiamava.

La convalescenza di Giovanni Paolo Secondo "continua lenta e progressiva", ha detto il portavoce vaticano Navarro Valls rivelando che il Pontefice viene ora alimentato tramite un sondino nasogastrico. Il Papa - ha aggiunto Navarro Valls - lavora, dice messa e segue direttamente le attività della chiesa e della Santa Sede. Sono tuttavia sospese tutte le udienze.

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Martedi, 29 Marzo, 2005

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Regionali. Berlusconi: contera' il numero dei voti ottenuti dai Poli, ma questo governo continuera' a lavorare

Silvio Berlusconi

Roma, 29 marzo 2005

"Conterà quanti voti ha ottenuto la maggioranza di governo e quanti le opposizioni. Le dimissioni di D'Alema dopo le regionali? Ma era andato a Palazzo Chigi senza legittimazione elettorale e per questo si impegnò a fondo nella campagna elettorale delle Regionali e dovette dimettersi. Il governo ha ricevuto invece un mandato a governare per un'intera legistatura, per 5 anni, è impegnato verso gli elettori a realizzare questo programma e per questo deve continuare questo lavoro". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai microfoni Rai di Radio Anch'io, conferma il valore politico delle imminenti elezioni regionali, ma esclude conseguenze dirette sulla stabilità di governo.

"Il governo deve continuare a lavorare: i risultati già si possono vedere, sono straordinari, perché questo governo resterà in carica per l'intera legislatura dando per la prima volta all'Italia stabilità di governo per fare cose e contare sul piano internazionale", ha proseguito Berlusconi.

Il premier ha difeso la recente riforma costituzionale approvata dalle Camere e contestato le critiche dell'opposizione: "La sinistra è professionista della bugia (...) - ha detto Berlusconi - Il premier ha solo questo potere di cambiare i ministri della sua squadra di governo, Aznar ne cambiò 5 in un giorno alcuni anni fa. Gli italiani che voteranno un premier, voteranno un premier più efficace, non più un primus inter pares. Non è colpa nostra se la sinistra ha alzato le barricate e ha svolto un'opposizione intransigente e non aperta al dialogo. E' stata la sinistra ad attuare una riforma costituzionale, pessima perché ha generato molti conflitti di competenza, con soli 4 voti di maggioranza".

"Queste modifiche erano nel programma della Casa delle Libertà del 2001. Eravamo impegnati con gli elettori, diamo la possibilità al premier di operare meglio, limitiamo i tempi decisionali dell'approvazione delle leggi, rendiamo più facile per i cittadini il controllo di sanità e scuola". "Le Regioni avranno tutte la possibilità di mettere in atto un servizio sanitario di livello per i cittadini - ha detto Berlusconi - Nel 2001 lo Stato spendeva 66 miliardi di euro, nel 2005 ne spenderà oltre 90, pari ad oltre il 6% (l'8% con la spesa sanitaria privata, al livello dei Paesi più avanzati). Il fine della devoluzione è dare alle Regioni la possibilità di prestazioni adeguate per i cittadini".

"Confindustria ha apprezzato il piano per lo sviluppo che il governo ha recentemente varato - ha detto ancora Berlsuconi rispondendo alla domanda di un ascoltatore - Il governo può fare alcune cose, altre gli sono sottratte dall'Europa, che non le fa. Abbiamo attuato la riforma del diritto societario, del diritto del lavoro, del diritto fallimentare, abbiamo esentato gli imprenditori dalla tassazione sulle plusvalenze, abbiamo ridotto l'Irap, fatto la Tremonti-bis, introdotto un sistema di concordato fiscale preventivo, il condono fiscale, edilizio, agevolato il rientro dei capitali dall'estero... decine di provvedimenti a cui si aggiungono 10 mld di euro di prestiti alle imprese. Non si può dire che questo governo non abbia avuto al centro delle sue preoccupazioni l'impresa".

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Lunedi, 28 Marzo, 2005

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Pasqua. Tempo incerto ma migliore: milioni di italiani si muovono per la gita fuori porta

Genova, l'Acquario meta molto gettonata anche a Pasquetta

Milano, 28 marzo 2005

Dopo due giorni di cielo grigio e piogge, qualche assaggio di sole invoglia molti italiani alla tradizonale gita fuori porta per il pranzo di Pasquetta con parenti e amici. Ma milioni di vacanzieri sono al mare, in montagna o ai laghi già da venerdì. Questa sera e domattina il rientro nelle metropoli, anche oggi tutt'altro che deserte.

A Milano i più mattinieri hanno puntato dritto sull'Idroscalo, ma alle 9.00 molte delle piazzole più comode con barbecue e tavolini erano ancora libere (negli anni scorsi, secondo le stime delle guardie ecologiche, a Pasquetta si è arrivati anche a 50 mila persone). Strade e autostrade intorno al capoluogo lombardo nella prima mattinata erano quasi deserte ma, secondo le previsioni della Polizia Stradale, il traffico aumenterà a ridosso di mezzogiorno, quando si sposteranno quanti hanno prenotato in ristorante.

A Genova, invece, un bel cielo azzurro invoglia alla scampagnata fuori città. Punto d'incontro resta ancora una volta l'Acquario di Genova, la principale attrattiva per chi viene da fuori città. Anche ieri, nonostante un clima inclemente, le biglietteria erano prese d'assalto da code di persone. Oltre all'Acquario Genova offre ai turisti l'apertura di diversi musei: il castello D'Albertis - Museo delle Culture del Mondo - ospita la mostra "Ovazione d'autore", il museo Galata - Museo del Mare -, storia della marineria. Nella Galleria di Palazzo Rosso sono esposte infine tele di Van Dyck, Guercino, Reni, Preti e Strozzi.

A Bari, un timido sole dopo il cielo plumbeo di ieri ha indotto alla partenza i piu' testardi sostenitori della gita di Pasquetta, nonostante le previsioni di pioggia e temporali per le prossime ore un po' su tutta la Puglia. Nel giorno di Pasqua molti tra castelli e musei sono rimasti aperti: sono stati 300 i visitatori della mostra dedicata al Tintoretto al castello Svevo di Bari ma una buona affluenza, nonostante il tempo incerto, si è registrata anche a Castel del Monte e nei manieri di Trani e Barletta.

Sole anche in Piemonte, dove il traffico su strade ed autostrade, come riferisce la polizia stradale, è scorrevole.

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Chiesa. Preghiere in tutto il mondo per il Papa sofferente

Giovanni Paolo II ieri in Vaticano

Citta del Vaticano, 28 marzo 2005

Un cielo carico di nubi, piazza San Pietro bagnata dalla pioggia, la finestra dello studio del Pontefice chiusa. Il lunedì dell'Angelo in Vaticano è ancora viva l'emozione per la sofferenza che ha accompagnato ieri la benedizione 'urbi et orbi' di Giovanni Paolo II agli oltre 70.000 fedeli radunati in Piazza San Pietro per la Pasqua. L'immagine del Pontefice sofferente, costretto a tradire il dolore sul suo volto e ad emettere al microfono un rantolo al momento della benedizione è stata diffusa da 104 network in 74 Paesi nel mondo, 8 dei quali musulmani. E in tutto il mondo si moltiplicano le preghiere per il Papa.


Ci si chiede ora se e quando Giovanni Paolo II tornerà a parlare: l'ultima volta che l'ha fatto in pubblico risale al 13 marzo. Le difficoltà di linguaggio possono essere legate allo stress di comparire in pubblico in questa situazione di debolezza o a un peggioramento del Parkinson, o alla convalescenza dopo il secondo ricovero di quest'anno al Gemelli.

La lucidità del Papa e la sua partecipazione alla benedizione, fanno notare alcuni medici, è stata evidente dal fatto che seguiva sui fogli posti sul leggio le parole lette dal card. Angelo Sodano e poi le porgeva una alla volta alla sua destra al suo assistente; tuttavia ha consegnato l'ultimo foglio prima che fosse letto: segno di una incipiente stanchezza e forse di una limitata possibilità di concentrazione.

L'irrequietezza dei muscoli della faccia che hanno mostrato una differente mimica del volto, secondo i neurologi, sono l'effetto indesiderato dei farmaci antiparkinson a base di Levodopa che tentano di contrastare la cronicizzazione della malattia.

Per il Papa che respira a fatica ed ha difficoltà ad alimentarsi in modo normale per via del deficit di deglutizione, i medici dovranno continuare a somministrare sostanze nutritive anche per flebo.

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Domenica, 27 Marzo, 2005

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Chiesa. Ratzinger celebra la veglia Pasquale. Attesa per la benedizione Urbi et Orbi

Giovanni Paolo II

Roma, 27 marzo 2005
Per la giornata di Pasqua dalle labbra del Papa non si ascolterà la consueta benedizione latina da sempre pronunciata in questi 26 anni di pontificato. Al termine della messa (celebrata dal cardinale Angelo Sodano) si affaccerà alla finestra del suo studio solo per un breve saluto e per una 'breve' benedizione ai fedeli. Tuttavia non è escluso che voglia aggiungere un saluto o un ringraziamento particolare alla folla. L'entourage del Papa assicura che il pontefice sta seguendo i consigli dei medici e sta proseguendo la convalescenza senza preoccupazioni; ma la cautela in questo caso, dicono, è
d'obbligo.

Ieri sera la veglia pasquale, per la prima volta, è stata seguita dal Papa grazie alla televisione dal suo appartamento. Lo stesso Papa ha rassicurato così tutti coloro che si trovano nella basilica vaticana per uno dei più antichi riti di Pasqua. "Veramente straordinaria è questa notte - si legge nel messaggio del Papa - nella quale la luce sfolgorante di Cristo risorto vince in modo definitivo la potenza delle tenebre del male e della morte, e riaccende nei cuori dei credenti la speranza e la gioia".

Il messaggio di Wojtyla è stato letto dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione della Fede, al quale è stato affidato il compito di guidare la celebrazione. Il Papa, dunque, così come è successo per gli altri riti pasquali, si è limitato a raccogliersi in preghiera davanti al piccolo schermo
nella sua cappella privata.

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Politica. Berlusconi: scendo in campo, le regionali sono un test politico

Silvio Berlusconi

Roma, 27 marzo 2005
Il premier Silvio Berlusconi in una lunga intervista al quotidiano La Repubblica spiega che ha deciso di scendere personalmente in campo nella campagna elettorale delle regionali perché sono un vero test politico. "E' vero che sono anche elezioni politiche. La nostra prevalenza alle regionali del 2000 fu il viatico per la vittoria del 2001", spiega il premier intervistato da Alberto Statera.

"Oggi ci troviamo in un momento di difficoltà economiche generali e tutte le scontentezze della gente avvantaggiano l'opposizione" ma - aggiunge - "noi abbiamo ottenuto un mandato per una legislatura e lo porteremo a termine". Il contratto con gli italiani, assicura Berlusconi, "sarà completamente rispettato". "Stiamo preparando un documento che dimostrerà agli italiani il mantenimento degli impegni presi", annuncia il premier, che si dice pronto a non ricandidarsi se non verrà rispettato il contratto che firmò davanti alle telecamere di
Porta a Porta.

E sull'onda dei numerosi episodi di intolleranza un invito a ritrovare la misura è arrivato dal Presidente della Camera Casini. D'accordo anche D'alema e Follini che invitano ad abbassare i toni mentre il presidnete di Confindustria Montezemolo chiede agli industruali di non schierarsi

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Sabato, 26 Marzo, 2005

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Chiesa. Il Papa segue la Via Crucis in televisione

La quattordicesima stazione della via crucis

Città del Vaticano, 26 marzo 2005
Il Papa malato non ha partecipato per la prima volta nel suo lungo pontificato alla Via Crucis del venerdi' santo al Colosseo, ma e' stato "spiritualmente" e mediaticamente presente.

Grazie ad un collegamento tv, infatti, Giovanni Paolo II ha potuto seguire il rito dalla sua cappellina privata in Vaticano ed e' apparso al termine di ognuna delle 14 stazioni del sacro rito, presieduto quest'anno dal cardinale Ruini. Seduto sulla sua poltrona mobile, Wojtyla era vestito di bianco e con la stola rossa sulle spalle. Per un'ora e mezza il Papa ha seguito il rito, inquadrato sempre di schiena o di lato.

Per l'ultima stazione della Via Crucis, la quattordicesima, Giovani Paolo II ha tenuto in mano il crocifisso. Il messaggio di Wojtyla: "Offro le mie sofferenze perche' il disegno di Dio si compia e la sua parola cammini fra le genti".

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Energia. Aumenti in vista per luce e gas

Si profila un rincaro di almeno il 2% per la luce e dell'1,7% per il gas

Roma, 26 marzo 2005

Aumenti in vista per le bollette elettriche e del gas: dal primo aprile per le famiglie italiane si profila un rincaro di almeno il 2% per la luce e dell'1,7% per il gas, con un impatto sulla spesa annuale di circa 20 euro in piu'. La previsione arriva dal Rie (Ricerche energetiche industriali di Bologna). Sulle tariffe
elettriche pesa l'impennata del petrolio e l'andamento degli altri combustibili.

Il Codacons chiede un intervento del Governo per sospendere i previsti aumenti delle tariffe elettriche e del gas che peserebbero per almeno 20 euro sui bilanci annuali della famiglie.
"Le famiglie - afferma l'associazione commentando le previsioni del Rie - sono gia' alle prese con gli effetti dell'aumento dei prezzi dei carburanti e quelli del gasolio da riscaldamento. Ulteriori aumenti delle tariffe peserebbero non poco sui bilanci familiari. Per questo chiediamo la sospensione
di qualsiasi aumento almeno fino a questa estate

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Regionali. Storace: contro di me un linciaggio politico. Solidarieta' della Cdl

Francesco Storace


Roma, 26 marzo 2005

"Siamo di fronte ad un linciaggio politico partito dal giornale comunista, L'Unita', contro di me". Il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, ha annunciato querela e chiesto le dimissioni del direttore dell'Unita' che ieri ha pubblicato il racconto di Mario Limentani, un ex deportato della comunita' ebraica romana, il quale sosteneva che il padre di Storace lo porto' alla casa del fascio e lo picchio'. "Mio padre - ha denunciato Storace - non puo' smentire perche' e' morto nel 1999, ma e' indegno che il giornale comunista non si preoccupi di verificare che nel 1941 mio padre aveva 12 anni e viveva a Sulmona".

Padellaro chiede scusa
Il Presidente della Regione Francesco Storace "ha diritto alle nostre scuse". E' quanto scrive in un editoriale su "L'unita'" in edicola oggi il direttore Antonio Padellaro. Per quanto riguarda il clima infuocato della campagna elettorale, Padellaro sostiene che "poiche' puo' essere che la tensione elettorale abbia portato la polemica un po' sopra le righe, invitiamo tutti a raffreddare la temperatura. Noi per la nostra parte ci impegnamo a farlo". Ma aggiunge: mi dimetto se si dimette anche Storace per la vicenda di Laziomatica.

Berlusconi a fianco di Storace
Silvio Berlusconi denuncia il "linciaggio mediatico" contro Francesco Storace e chiarisce che, dopo quanto accaduto nel Lazio, non poteva "dire di no" alla chiusura della campagna elettorale a Roma.
Resta ferma pero' la sua volonta' di non impegnarsi direttamente su scala nazionale. "Non faro' campagna elettorale", dice, aggiungendo che potrebbe tutt'al piu' prendere parte ad iniziative "istituzionali" in altre regioni, iniziative che comunque non potrebbero escludere automaticamente l'incontro con simpatizzanti di Forza Italia.

Marrazzo: il nervosismo che hanno creato a destra e' speculare al mio equilibrio, vinceremo sulle ali del consenso della gente.

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Venerdi, 25 Marzo, 2005

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Cronaca. Bimba trovata nel Milanese: non e' Denise

La piccola Denise

Milano, 25 marzo 2005

Smentito il ritrovamento nel Milanese di Denise Pipitone, la piccola scomparsa il primo settembre scorso a Mazara del Vallo. Sarebbero negativi i primi accertamenti del Dna fatti dagli esperti del Ris sulla bimba rintracciata ieri.

La bambina trovata nel Milanese era stata notata, ieri, da un benzinaio, che l'avrebbe vista bordo di un'auto con un altro ragazzino e una coppia di nomadi adulti. Il benzinaio, ritenendo di riconoscere, nella piccola, Denise Pipitone, aveva chiamato i carabinieri.

In pochi minuti, una pattuglia dei carabinieri di Abbiategrasso aveva rintracciato e bloccato l'auto, portando i nomadi e la bimba in caserma. Immediatamente erano stati avvisati i magistrati siciliani che indagano sul caso, che già ieri sera erano giunti a Milano.

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Immigrazione. Tragedia nel canale di Sicilia: riprese le ricerche dei dispersi

Un uomo riceve le prime cure dopo il naufragio

Ragusa, 25 marzo 2005
Sono riprese all'alba le ricerche dei tre cinesi che risultano dispersi a 15 miglia al largo dalla costa di Ragusa, gettati in acqua da due scafisti durante un tentativo di sbarco in Sicilia, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi.

Nel tragico viaggio, altri sei clandestini sono morti e altrettanti si sono salvati.
Questa mattina sono già uscite dal porto di Pozzallo due motovedette della capitaneria di porto ed una della guardia di finanza. E' pronto a decollare un elicottero dei vigili del fuoco. Durante la notte controlli sulla zona sono stati eseguiti da un elicottero della marina militare attrezzato per il volo notturno. Le condizioni meteorologiche nel Canale di Sicilia oggi sono buone.

Stamattina, intanto, è prevista nell'obitorio dell'ospedale di Modica l'autopsia della donna cinese che, secondo un primo esame medico esterno, sarebbe stata colpita alla testa prima di essere gettata in mare. L'esame è stato disposto dal procuratore della Repubblica di Modica, Domenico Platania, che coordina le indagini della polizia di Stato di Ragusa e che sul caso ha aperto un'inchiesta per strage. Sempre per oggi sono previsti altri interrogatori a sei cinesi sopravvissuti, cinque uomini e una donna, da parte degli agenti della squadra mobile della questura di Ragusa.

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Giovedi, 24 Marzo, 2005

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Riforme. Il Senato approva le modifiche alla Costituzione. Prodi: calpestati gli equilibri della nostra democrazia

I senatori del centrosinistra sventolano fazzoletti e bandiere tricolori

Roma, 24 marzo 2005
L'Aula del Senato ha approvato il ddl di riforma della Costituzione. A favore del testo, caro alla Lega, hanno votato 162 senatori, 14 i contrari. I senatori del centrosinistra hanno sventolato fazzoletti e bandiere tricolori lasciando l'aula al momento del voto. Il testo tornerà ora alla Camera, e poi nuovamente in Senato e durante questo secondo passaggio parlamentare non potrà essere emendato.
Il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, soddisfatto, ha ritirato le dimissioni. Bossi: mi sono commosso, dedico questa vittoria a chi ha lottato.
Puntuale anche il commento del leader dell'Unione, Romano Prodi, secondo il quale con il voto di ieri in Senato "gli equilibri della nostra Costituzione, che erano l'ancora e il sostegno alla nostra democrazia vengono inevitabilmente compromessi. Il ruolo del Presidente della Repubblica, del Parlamento della Corte costituzione e della magistratura sono stati calpestati". "Ieri si è compiuto un altro grande passo negativo nella vita politica del Paese". "Noi dovremo prepararci fin da ora - ha concluso - a un referendum che ponga fine a questo scempio.
"Puo' essere un pericolo. Non so se aderiro' formalmente ai comitati per il no. Ma prendero' posizione contro questa riforma, faro' delle iniziative in coerenza con il voto al Senato". Interviene cosi', sul quotidiano "La Repubblica", il senatore a vita Giulio Adreotti sul via libera del Senato al disegno di legge che cambia la seconda parte della Costituzione.

Già si pensa al referendum
I riflettori della politica fanno appena in tempo a spegnersi sull'Aula del Senato, che già sul ddl di riforma della Costituzione prende il via la 'guerra dei tempi' per il referendum confermativo. A un quarto d'ora di distanza dal sì di Palazzo Madama in prima lettura, è una dichiarazione del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a innescare la miccia. "Meglio che si tenga dopo le elezioni" dice il premier da Bruxelles. "E' terrorizzato" risponde l'opposizione.

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Riforme. Il Senato approva le modifiche alla Costituzione. Prodi: oggi calpestati gli equilibri della nostra democrazia

Lo sventolio di striscioni dal centrodestra

Roma, 23 marzo 2005
L'Aula del Senato ha approvato il ddl di riforma della Costituzione. A favore del testo, caro alla Lega, hanno votato 162 senatori, 14 i contrari. Gli esponenti dell'Unione hanno abbandonato l'Aula al momento del voto. Il testo tornerà ora alla Camera, e poi nuovamente in Senato e durante questo secondo passaggio parlamentare non potrà essere emendato.

Gavino Angius, capogruppo dei senatori Ds, a nome della Fed ha definito la nuova Costituzione della Repubblica "una pagina nera del Parlamento. Dal ricatto della Lega Nord, un danno per l'Italia". Durissimo l'intervento di Achille Occhetto: "Signori della maggioranza, avete ridotto questo parlamento ad un bivacco, ora vi attenderemo, e batteremo, nel Paese". Anche il senatore Fisichella, in difformità dal suo gruppo (An) ha voluto esprimere, in una breve dichiarazione di voto, la sua coerente contrarietà al testo di riforma.

Prodi: grande passo negativo
Puntuale anche il commento del leader dell'Unione, Romano Prodi, secondo il quale con il voto di oggi in Senato "gli equilibri della nostra Costituzione, che erano l'ancora e il sostegno alla nostra democrazia vengono inevitabilmente compromessi. Il ruolo del Presidente della Repubblica, del Parlamento della Corte costituzione e della magistratura sono stati calpestati". "Oggi si è compiuto un altro grande passo negativo nella vita politica del Paese". "Noi dovremo prepararci fin da ora - ha concluso - a un referendum che ponga fine a questo scempio.

Guerra dei tempi sul referendum confermativo
I riflettori della politica fanno appena in tempo a spegnersi sull'Aula del Senato, che già sul ddl di riforma della Costituzione prende il via la 'guerra dei tempi' per il referendum confermativo. A un quarto d'ora di distanza dal sì di Palazzo Madama in prima lettura, è una dichiarazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a innescare la miccia. "Meglio che si tenga dopo le elezioni" dice il premier da Bruxelles. "E' terrorizzato", risponde l'opposizione.
Spiega Calderoli, "finora nessun referendum confermativo si è tenuto prima di 6-7 mesi dalla data di promulgazione della legge".

Fassino: dalla maggioranza strappo costituzionale
"La maggioranza di centrodestra oggi ha compiuto uno strappo costituzionale". Lo ha detto a Genova il segretario dei Ds, Piero Fassino, riguardo alla riforma approvata oggi dal Senato. "Visto che hanno voluto approvare questa riforma senza dare tempo al Parlamento di discuterla adesso si vada al referendum".

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Mercoledi, 23 Marzo, 2005

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Giustizia. Il giudice Forleo querela per diffamazione Calderoli e Gasparri. Ispettori: non ci sono irregolarita'

Maurizio Gasparri

Roma, 23 marzo 2005

Il giudice per le udienze parlamentari di Milano Clementina Forleo ha querelato per diffamazione i ministri Roberto Calderoli e Maurizio Gasparri per i commenti alla sua recente sentenza nei confronti di presunti terroristi islamici. La querela è stata presentata anche nei riguardi di Fabrizio Cicchitto, coordinatore di Forza Italia, e di Gustavo Selva, presidente della commissione esteri della Camera. Nelle querele, il magistrato ritiene diffamanti anche alcuni commenti al suo diniego di nulla osta all' espulsione del marocchino Mohamed Daki; diniego che il magistrato ritiene un atto dovuto essendo in corso un procedimento penale contro l'imputato ed essendovi, pertanto, un preciso impedimento di legge alla concessione del nulla osta.

Le reazioni
"Non è la prima volta che mi trovo querelato. L'unico problema è che a giudicare sono proprio i giudici, chi utilizza quegli strumenti utilizza armi sleali". Lo ha detto il coordinatore delle segreterie della Lega Nord Roberto Calderoli. "E' un onore": questa la reazione del Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, alla notizia della querela presentata contro di lui dal gup di Milano, Clementina Forleo, dopo i commenti ad una sentenza del magistrato.
"Ho polemizzato - ha spiegato Gasparri - per decisioni sbagliate e che confermo sbagliatissime. il giudice Forleo dovrebbe essere piu' dura con il terrorismo e più rispettosa verso il Parlamento.

La reazione in sede giudiziaria da parte del gup Forleo alla critiche che le sono piovute addosso dopo la sua sentenza sul terrorismo islamico "è indispensabile": così ha risposto l'avvocato Giulia Bongiorno, che assiste il giudice di Milano e che, d'intesa con il magistrato, ha predisposto le querele contro i ministri Gasparri e Calderoli e contro i deputati Cicchitto e Selva. "Non si deve dimenticare - ha aggiunto l'avvocato Bongiorno - che il giudice Forleo continua a svolgere funzioni giurisdizionali: accuse di disonestà e scorrettezza sgretolano l'autorevolezza del giudice nei confronti dei cittadini che devono essere giudicati. Aggiungo che l'etichetta di magistrato che favorisce i terroristi ha alimentato una campagna di odio contro la Forleo - ha concluso l'avvocato - documentata dagli insulti vergognosi e da numerose lettere di minaccia che le sono state indirizzate".

Ispettori: non ci sono irregolarità
Sono stati resi noti, intanto, i risultati dell'ispezione ordinata dal ministro della Giustizia sulla sentenza di assoluzione per tre estremisti islamici. Nella relazione degli ispettori si legge che la sentenza emessa dalla dottoressa Forleo è discutibule, ma non presenta irregolarità censurabili sotto il profilo disciplinare.

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Martedi, 22 Marzo, 2005

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Regionali. Il Consiglio di Stato riammette la lista della Mussolini

Alessandra Mussolini

Roma, 22 marzo 2005
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini contro la decisione del Tar del Lazio di non ammetterla alle prossime elezioni regionali.

Il Consiglio di Stato "accoglie l'appello e, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie l' istanza cautelare proposta in primo grado e dispone l'ammissione delle liste alla competizione elettorale".

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Mediaset. Berlusconi indagato per corruzione

Il premier Berlusconi

Roma, 22 marzo 2005
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari in uno stralcio dell'inchiesta sulla compravendita dei diritti tv di Mediaset. Inchiesta dove, nel troncone principale chiuso dalla procura il mese scorso, Berlusconi è già sotto inchiesta per appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale.

Secondo i pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, Berlusconi avrebbe "comprato" la testimonianza dell'avvocato inglese David Mills, il creatore del sistema di società off-shore utilizzato dalla Fininvest.

L'avvocato inglese David Mills è colui che ha creato il sistema di società off-shore utilizzato dalla Fininvest. I pm milanesi, inoltre, hanno depositato davanti al Gip, Maurizio Grigo, la richiesta di una proroga di indagini per altri 6 mesi. I primi sei mesi scadono domani.

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Riforme. Senato: votati tutti gli articoli. E scoppia la bagarre

L'aula del Senato

Roma, 22 marzo 2005
L'assemblea del Senato ha concluso le votazioni sugli articoli del disegno di legge di riforma della Costituzione. Sono stati approvati tutti i 57 articoli che
compongono il testo. A questo punto resta solo il voto finale su tutto il disegno di legge. Domani il voto finale, al quale il ministro della Lega Nord Calderoli ha legato il ritiro delle sue dimissioni.

L'esame è stato completato in un clima surriscaldato. C'è stata bagarre in Aula con seduta sospesa e rissa sfiorata. Da una parte l'opposizione gridava: "Vergogna", dall'altra la maggioranza che rispondeva: "Buffoni". Nonostante la continua verifica del numero legale da parte dell'opposizione, tranne che in apertura di seduta, la Cdl è sempre riuscita a garantire compatta il quorum necessario. Al punto di bruciare le tappe e approvare in circa due ore otto articoli. Poi è scoppiata la bagarre che è riuscita solo in parte a rallentare l'iter. Il sì all'articolo 57 è stato accompagnato da un applauso dei senatori di maggioranza.

Rissa sfiorata tra Bordon e Compagna
Rissa sfiorata tra il capogruppo della Margherita Willer Bordon e il senatore dell' Udc Luigi Compagna. I due parlamentari si sono insultati e per poco non sono venuti alle mani: solo l'intervento di alcuni senatori, che hanno diviso i due, ha evitato il peggio. Tutto è iniziato da un giudizio di Compagna sugli incidenti in aula: "Si è trattato di un episodio di squadrismo" ha detto. Bordon, che era lì vicino, ha subito risposto: "Compagna, di squadrismo, se ne intende bene, viste le compagnie che frequenta". Al che il senatore dell' Udc, rosso in volto, gli ha urlato: "Questo è un discorso da stronzo". Bordon, mettendogli le mani sopra le spalle, lo ha insultato a sua volta: "Tu sei uno stronzo". La scena è andata avanti ancora per un po', tra un "ma come ti permetti?" e un "ma guarda questo qua...", poi i colleghi parlamentari sono riusciti a separare i due contendenti.

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Lunedi, 21 Marzo, 2005

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Patto di stabilita'. Bce "seriamente preoccupata" dalle modifiche. Barroso: compromesso degno di nota

Jean Claude Trichet, presidente della Bce

Roma, 21 marzo 2005
La Bce è "seriamente preoccupata dalle proposte di modifica del Patto di stabilità e crescita ". E' quanto si legge in un comunicato della Banca centrale europea che commenta il risultato di ieri dell'Ecofin. "Bisogna evitare che i cambiamenti del braccio correttivo minino la fiducia nel quadro fiscale dell'Unione europea e la sostenibilità delle finanze pubbliche dei membri dell'Euro area". La Bce comunque prende atto che, per quanto riguarda il braccio preventivo del Patto, "alcuni cambiamenti sono in linea con un possibile rafforzamento".

Barroso : compromesso rimarchevole
L'accordo raggiunto tra i ministri delle Finanze dell' Ue sulla riforma del Patto di stabilità e di crescita "è un compromesso degno di nota, rimarchevole". Lo ha detto il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, in un incontro stampa alla vigilia del vertice Ue. "Il Patto così riformato darà un contributo a raggiungere gli obiettivi di crescita e lavoro dell' Agenda di Lisbona, salvaguardando i grandi principi e rispettando rigore e parita' di trattamento". Barroso ha anche sottolineato che la riforma salvaguarda il diritto di iniziativa della Commissione, aumentandone anzi la responsabilità

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Riforme. Mecoledi' mattina voto finale al Senato

l'Aula del Senato

Roma, 21 marzo 2005
Il voto finale sulle riforme istituzionali nell'Aula del Senato ci sarà mercoledì mattina. Lo ha detto ai giornalisti il capogruppo di FI, Renato Schifani, al termine della Conferenza dei Capigruppo. Il calendario, che è stato votato a maggioranza, assegna al ddl sulle riforme priorità assoluta a cominciare dalla seduta di questo pomeriggio, mentre ai decreti saranno dedicate delle "finestre".

La decisione di votare le riforme prima dei decreti è stata presa a maggioranza dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Quindi, il calendario che di fatto inverte l'ordine del giorno, sarà votato dall'Assemblea alla ripresa dei lavori alle 16.30. "Contiamo di votare tutti gli emendamenti ostruzionistici dell'opposizione entro domani pomeriggio - ha spiegato Schifani - ben mille e 250 emendamenti che hanno paralizzato l'attività dell'aula. In ogni caso - ha precisato il capogruppo azzurro - il voto finale sulle riforme sarà mercoledì mattina".

Mentre, per quanto riguarda i decreti, ci saranno delle 'finestre'. Stasera tra le 20 e le 21 e domani tra le 13 e le 14, ha spiegato Schifani, l'aula di Palazzo Madama si dedicherà all'esame dei decreti: quello sull'emergenza rifiuti in Campania, sull'election day e il decreto 'omnibus'. Se l'Assemblea non riuscirà ad approvare i decreti nell'ambito delle due 'finestre', ha assicurato Schifani, si concluderà l'esame dei dl il mercoledì pomeriggio. "L'opposizione - ha aggiunto polemicamente - da un lato protesta, dall'altro lato non dimostra mai buona volontà seria e costruttiva di risolvere insieme le cose. Perché non ritira i 400 emendamenti che ha presentato al decreto sull'election day?".

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Domenica, 20 Marzo, 2005

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Confindustria. Berlusconi: non sono tranquillo per l'economia. Montezemolo: il Paese non cresce

Il premier Berlusconi con Montezemolo

Baghdad, 20 marzo 2005
"Non sono certo tranquillo per l'andamento dell'economia". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo a Bari al convegno della Confindustria sulle piccole imprese si rivolge così alla platea degli industriali. "Non sono venuto qui per dire che tutto va bene - ha spiegato - mi rendo conto delle difficoltà del Paese e delle imprese, ma ragioniamo insieme sui motivi della nostra comune preoccupazione".

Il premier ha dunque invitato gli industriali a riflettere insieme sulle ragioni delle difficoltà economiche del Paese ricordando come già disse a Parma, che "il programma della Confindustria è il nostro". "La nostra ricetta economica - ha proseguito - è la stessa utilizzata dai Paesi avanzati: crescere e svilupparsi riducendo le tasse, controllando la spesa pubblica, imponendo l'efficienza imprenditoriale anche nella pubblica amministrazione. E' indubbio che la strada seguita è stata quella" e che sia l'unica possibile perché, secondo il premier, l'economia soffre "se lo Stato alza le tasse, se aumenta la spesa corrente, se finanzia il parassitismo".

L'Irap scomparirà
Berlusconi, annuncia poi che "già dalla prossima Finanziaria l'Irap non ci sarà più". Il premier ricorda che questa era l'intenzione del governo ancor prima che l'Avvocatura della Corte europea sollevasse dei dubbi su questa imposta e ha quindi aggiunto: "Raramente arrivano buone notizie da Bruxelles ma questa è una buona notizia. Ogni tanto dall'Europa arriva anche qualche aiuto".

Ue non rinunci a combattere il dumping
Ma Berlusconi non rinuncia a una polemica con Bruxelles: "L'Europa - dice - non può rinunciare a usare tutti gli strumenti a sua disposizione per combattere il dumping". Il premier ha ricordato che esiste un problema "per la protezione della nostra produzione di Paesi come la Cina che applicano un dumping sociale, salariale, ambientale".

Montezemolo: ridurre le tasse alle imprese
Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, gli ha risposto sottolineando la necessità di ridurre le tasse alle imprese per renderle più competitive. "Abbiamo sentito - dice Montezemolo - il programma del presidente del Consiglio, che punta per l'anno prossimo ad una importante riduzione della pressione fiscale. Questa volta - incalza - occorrerà prestare una forte attenzione alle esigenze delle imprese che sono chiamate a competere, anche solo in Europa, con Paesi dove la produzione di ricchezza è tassata infinitamente meno che in Italia".

Per Montezemolo occorre "destinare una parte significativa della riduzione della pressione fiscale a rendere le imprese competitive passando dalle parole ai fatti. Magari liberando risorse attraverso la riduzione della spesa pubblica e degli sprechi che ancora in essa si annidano". Il leader degli industriali chiede che questo sia "un impegno per il governo di oggi e per il governo della prossima legislatura. Questa - dice - dev'essere la vera promessa da mantenere. Solo con una minore e più qualificata spesa pubblica sarà possibile garantire nel tempo minori tasse per i cittadini e per le imprese".

"Scelte chiare e coraggiose"
"Il provvedimento per lo sviluppo varato dal Governo è solo un primo passo. Va nella giusta direzione", ma "occorrono scelte chiare e coraggiose", ha affermato il leader di Confindustria, e, rivolgendosi al premier Berlusconi, ha sottolineato come sia "indispensabile un percorso parlamentare veloce e lineare, con l'approvazione contestuale del decreto e del disegno di legge che sono stati varati come elementi complementari di una sola manovra. Ma - ha aggiunto - è appunto solo l'inizio di un percorso". "Il Paese non cresce. E questa non è un'affermazione politica, è una constatazione statistica". Montezemolo avverte maggioranza e opposizione: "Con i problemi che dobbiamo affrontare non possiamo accettare che dopo le Regionali si riapra subito una nuova campagna elettorale lunga un anno".

Prodi, da Catanzaro, ha replicato agli attacchi più o meno diretti rivoltigli da Berlusconi e ha affermato che il premier "ha perso la fiducia del Paese". "Più che gasato è evaporato", ha aggiunto il leader dell'Unione, replicando alle affermazioni del presidente del Consiglio.

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Regionali. Scontro Storace-Veltroni sull'anagrafe di Roma

Il sindaco Veltroni

Roma, 20 marzo 2005
E' scontro su tutta la linea, tra centrosinistra e Francesco Storace, sulle presunte violazioni dell'anagrafe romana che sarebbero state operate da una società della Regione Lazio, la Laziomatica, con lo scopo di raccogliere le prove dell'invalidità di molte delle firme apposte a sostegno delle liste di Alessandra Mussolini nel Lazio.

Oggi i capigruppo del centrosinistra in Campidoglio hanno diffuso alla stampa un fax che, a loro giudizio, dimostra il coinvolgimento della Regione in quella che ritengono essere una intrusione illecita nell'anagrafe.

Storace ha risposto a stretto giro di posta, negando che ci siano stati illeciti, affermando che un consigliere di An aveva avuto l'autorizzazione a consultare la banca dati dell'anagrafe capitolina e ribattendo: "Quale Laziogate, questo è un Waltergate!".

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Sabato, 19 Marzo, 2005

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Regionali. Il Tar del Lazio respinge il ricorso di Alternativa Sociale. Mussolini: queste elezioni non hanno piu' valore

Alessandra Mussolini

Roma, 18 marzo 2005
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini contro la sua esclusione dalle prossime regionali, decisa dall' ufficio elettorale presso la Corte d'Appello.

"Queste elezioni non hanno più valore per il popolo italiano". E' la prima reazione di Alessandra Mussolini, che quando gli avvocati hanno comunicato la decisione per telefono ha lanciato il telefonino contro la parete del camper.

La parola definitiva spetterà al Consiglio di Stato cui già è statao annunciato il ricorso da As, che dovrebbe decidere il prossimo martedì.

"Si preannuncia un week end di lavoro, andremo al Consiglio di Stato, forse ce la faremo già per l'udienza di martedì o al massimo per quella di giovedì". L'avvocato Francesco Rosi, del collegio dei legali che ha curato il ricorso di Alessandra Mussolini respinto dal Tar è pronto a "combattere ancora". "E inoltre il 22 marzo sempre il Tar dovrà vagliare la sospensiva straordinaria richiesta da due candidati della lista regionale".

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Governo. Calderoli: mi aspetto il varo delle riforme entro mercoledi' prossimo. Poi ritiro le dimissioni

Roberto Calderoli

Roma, 18 marzo 2005
Roberto Calderoli si aspetta il varo del pacchetto delle riforme al Senato entro mercoledì prossimo: Solo allora, "dopo fatti concreti", ritirerà le dimissioni annunciate ieri che, ha detto al termine dell'incontro con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, "non sono nè uno scherzo, nè propaganda elettorale".

Calderoli ha comunque apprezzato le affermazioni di ieri e di oggi del presidente del Consiglio aggiungendo di avere "piena fiducia in quello che il premier ha garantito".

"Sono lieto - ha premesso Calderoli - di aver verificato che la serietà politica della questione posta dalla Lega è stata compresa dal presidente del Consiglio così come il rischio della gravità che può assumere l'andamento dei lavori in Parlamento sulle riforme".

L'esponente del Carroccio replica quindi a chi ha definito il suo gesto come un ricatto della Lega alla maggioranza: "I tempi di approvazione del ddl costituzionale entro Pasqua erano un discorso concordato da tutti - spiega Calderoli - e nessuno della Lega ha chiesto di più. Le mie dimissioni non sono motivate da un capriccio ma dalla volontà di realizzare le riforme entro la legislatura".

Il ministro ha riferito di aver avuto precise garanzie da Berlusconi "sulla presenza dei senatori in Aula e sul fatto che non ci saranno più ostacoli" all'iter in Senato delle riforme. "La nostra fiducia nei confronti del presidente del Consiglio è totale - ha proseguito Calderoli - e confidiamo che il cammino delle riforme procederà". Quanto all'atteggiamento del Carroccio rispetto al governo, il ministro ha concluso: "La lega sta al governo per fare le riforme, se non si fanno...".

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Giustizia. Consiglio di Stato: Cesare Battisti e' estradabile in Italia

Cesare Battisti

Roma, 18 marzo 2005

Per la Francia Cesare Battisti è definitivamente estradabile in Italia: lo ha comunicato il Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso dei difensori dell' ex terrorista italiano, ora latitante. I due avvocati di Battisti hanno annunciato il ricorso alla Corte di giustizia europea. Il decreto di estradizione era stato firmato il 23 ottobre dal Primo ministro Jean-Pierre Raffarin.

Ex membro dei Proletari armati per il comunismo, condannato all'ergastolo in contumacia in Italia nel 1993, Battisti si era rifugiato in Francia, dove beneficiava della protezione concessa dall'allora presidente Francois Mitterrand agli ex terroristi che avessero rinunciato alla lotta armata e si era riciclato come giallista.

Ma nel febbraio 2004 la Francia ha deciso di riaprire la procedura di estradizione, dando luogo a un braccio di ferro giudiziario che incontra oggi il suo epilogo. Battisti, 50 anni, è ricercato da metà agosto, quando ha fatto perdere le sue tracce.

L'unico ricorso ormai esperibile è per irregolarità processuali nel procedimento in contumacia, davanti alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, una procedura che può richiedere anni.

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Riforme. Ciampi: il Parlamento pilastro della democrazia. I dibattiti non sono mai inutili

Carlo Azeglio Ciampi

Londra, 18 marzo 2005


Carlo Azeglio Ciampi, parlando con i giornalisti a Oxfor, nell'ultimo giorno di visita nel Regno Unito, ribadisce l'importanza della centralita' del Parlamento. "Uno Stato che si voglia chiamare democratico - dice ai giornalisti - non puo' non avere un Parlamento effettivamente funzionante quale luogo dove si prendono le decisioni principali attraverso il dibattito che, in Parlamento non e' mai inutile". "Fare l'elogio del Parlamento - spiega Ciampi - e' fare l'elogio della democrazia nata in tempi lontani nel mediterraneo. Il Parlamento ne e' diventato l'istituzione base".
"Il dibattito in Parlamento e' importante - aggiunge - anche se a volte puo' sembrare inutile. Serve anche ad informare la popolazione dei problemi che ci sono, oltre che a far maturare le decisioni all'interno del Parlamento stesso. Questa e' l'importanza del Parlamento". Il mio, spiega, e' un elogio del parlamento perche' "fare l'elogio del parlamento e' fare l'elogio della democrazia", quella democrazia nata sulle rive del Mediterraneo, prosperata su quelle dell'Atlantico e che in Italia e' basata proprio sulla Camera e sul Senato.
Nessun riferimento diretto alle polemiche di questi giorni, ma il messaggio sembra chiaro, soprattutto in due punti. Quando il capo dello Stato definisce il potere legislativo "luogo delle decisioni e luogo dell'informazione per la gente", e quando ad una esplicita domanda (quella se il suo sia un ragionamento teorico o generale o se sia un riferimento esplicito all'Italia) lui risponde che di "certo" vale la seconda spiegazione.

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Venerdi, 18 Marzo, 2005

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Governo. Calderoli si dimette da ministro delle Riforme: "Se continua cosi' dimissioni a cascata"

Roberto Calderoli

Roma, 17 marzo 2005
Il ministro leghista delle Riforme Robeto Caldroli annuncia di aver rimesso il proprio mandato nelle mani del premier Silvio Berlusconi, denunciando il mancato rispetto dell'impegno della Cdl all'approvazione della devolution prima del voto delle regionali. "Ho rimesso il mio mandato nelle mani del mio segretario Bossi e del presidente Berlusconi", annuncia.

"Dopo quattro anni la Casa delle Libertà avrebbe avuto la possibilità di dimostrare veramente di essere una coalizione che vuole cambiare il Paese, approvando le riforme all'esame del Parlamento: non si sarebbe trattato di un ricatto della Lega Nord, come strumentalmente si sarebbe voluto far credere dall'opposizione, non ci sarebbero stati fini elettorali di mezzo, ma si sarebbe trattato soltanto di dimostrare che le promesse elettorali fatte al popolo nel 2001 erano vere e non erano delle panzane", dice Calderoli.

"Tra due settimane ci saranno le elezioni regionali, certo non saranno elezioni politiche ma, trattandosi del rinnovo dei consigli regionali, sarà l'occasione per dimostrare in maniera inequivoca se si è o meno a favore del Federalismo e quindi se si è riformatori o restauratori.Il cammino delle riforme fin qui percorso al Senato dimostra la volontà politica delle forze della Casa delle Libertà di realizzarle, ma anche la presenza, nelle file della maggioranza di sabotatori che, purtroppo, ricoprono anche importanti cariche istituzionali", prosegue.

"Voglio ringraziare, per sgombrare il campo dagli equivoci -continua - tutti i senatori che, con la loro presenza in aula, si sono sottoposti alla tortura delle continue e assurde richieste di numero legale da parte di un'opposizione incapace di fare una qualsiasi proposta e che al cambiamento preferirebbe la restaurazione, ma la melina, quando gira da troppo tempo, inizia a puzzare e rischia di contaminare anche la coalizione e quei poveri senatori che, con la loro presenza in aula, hanno invece dimostrato tutta la loro buona volontà nel realizzare le riforme".

Quindi l'annuncio. "La Lega Nord, fino ad oggi, ha rispettato i patti, trangugiando anche bocconi indigesti, e chiede che il patto fondante della coalizione venga rispettato: questo patto, lo ricordo, prevedeva l'approvazione, entro le elezioni regionali, del progetto di riforma federale dello Stato, questo non per un capriccio della Lega Nord, ma perché, calendario alla mano, le riforme o le si fa ora o non le si fa più, come abilmente ha compreso la sinistra. Alla luce di tutto questo, come ministro delle Riforme Istituzionali, avendo, fin dal luglio 2004, vincolato il mio mandato alla realizzazione del progetto di riforma della Costituzione, ho rimesso il mio mandato, che da lui avevo ereditato, nelle mani del Segretario Federale della Lega Nord, Umberto Bossi, e del Presidete del Consiglio, Silvio Berlusconi.Ho dato l'anima e il sangue per realizzare questo progetto di riforma costituzionale e per contrastare il fuoco "nemico". A difendermi dai nemici basto io, ma quando il fuoco, invece, risulta essere "amico", fermare i sabotatori è compito del Presidente del Consiglio, che si era impegnato sia sul progetto sia sulle date entro cui realizzarlo. Se non sarà così temo che poi le dimissioni arrivino a cascata...".

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IRAQ. Bush e Blair frenano Berlusconi. Il premier: il ritiro e' un auspicio

Silvio Berlusconi

Roma, 17 marzo 2005
Berlusconi corregge il tiro sul graduale rientro del contingente militare italiano dall'Iraq. Il presidente del Consiglio parla di "un auspicio" e conferma "che questa prospettiva dipendera' dalla crescente capacita' del governo iracheno di provvedere alla sicurezza e all'ordine pubblico del Paese, in pieno accordo con lo stesso governo iracheno e con i governi alleati". La precisazione arriva dopo il netto intervento del presidente americano Bush, secondo cui ogni iniziativa deve essere presa consultando gli alleati. Toni analoghi da Londra, dove il premier Tony Blair ha dichiarato che ne' Gran Bretagna ne' Italia hanno fissato una data per il ritiro.
Il presidente del Consiglio, in un articolo sul Foglio in edicola oggi, ha aggiunto: si puo' cominciare a parlare di missione compiuta, siamo felici di essere stati dalla parte giusta.

Fini: non e' una nuova linea, ma l'Italia non prendera' decisioni unilaterali. Follini: premier coerente con la linea del governo. Casini: da Berlusconi cose molto responsabili. D'Alema: un annuncio elettorale. Rutelli: Berlusconi ha messo in difficolta' Blair

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Quirinale. Ciampi: un'Europa compatta e' necessaria anche agli Stati Uniti

Carlo Azeglio Ciampi

Roma, 17 marzo 2005
"Un Europa compatta è necessaria anche agli Stati Uniti", afferma Carlo Azeglio Ciampi all'università di Oxford dove ha ricevuto la laurea Honoris Causa in Diritto civile.

Parlando dell'Iraq, il presidente della Repubblica conferma "l'ampia sintonia di valori e di interessi tra Europa e Stati Uniti" e saluta con soddisfazione il recente vertice Ue-Usa che "ha segnato il superamento delle dannose divisioni manifestatesi in occasione del conflitto in Iraq". "Un'Europa autorevole non sarà mai antagonista agli Stati Uniti", sottolinea.

Con voce rotta dall'emozione, in toga rossa e tocco, allo Sheldonian Theatre di Oxford Carlo Azeglio Ciampi ricorda la sua storia di uomo nato nel 1920, soldato della seconda guerra mondiale e dice "non posso dimenticare il flagello dei nazionalismi contrapposti, dei totalitarismi. Sento il dovere, come cittadino italiano ed europeo di indicare, soprattutto alle giovani generazioni il valore dell'unita' del nostro continente e la necessità di continuare nel cammino intrapreso". "L'adesione convinta all'intuizione storica dell'Europa Unita - conclude - rimane la stella polare della nostra condotta".

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Giovedi, 17 Marzo, 2005

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Cirio. Dal Tesoro pioggia di multe ai vertici delle banche

Il ministero del Tesoro

Roma, 17 marzo 2005
Sono arrivate le sanzioni pecuniarie per i vertici di dieci banche attive nel collocamento di bond Cirio (e per Banca Intesa anche per i tango bond). Le ha comminate il ministero del Tesoro per importi che arrivano a sfiorare i 53 mila euro, come nel caso dell'ex numero uno del Sanpaolo Imi, Rainer Masera, per alcune singole contestazioni.

Le multe riguardano anche molti esponenti del mondo finanziario, che all'epoca delle operazioni, erano componenti dei consigli di amministrazione delle banche, come, tra gli altri, Roberto Colaninno, Marco Tronchetti Provera, Sergio Pininfarina. L'entità delle multe è segnalata nel bollettino Consob. Tra i 'colpiti' anche l'ex presidente della Commissione Enzo Berlanda.

La decisione del Tesoro, a cui spetta formalmente l'applicazione delle sanzioni che sono state proposte dalla Consob che ha svolto l'istruttoria, riguarda nel dettaglio i componenti del board della ex Banca di Roma, di Carifirenze, Ambroveneto-Cariplo e Comit oggi tutte confluite in Banca Intesa, Unicredit (Crt), Banca Popolare di Ancona, Sanpaolo Imi, Banca Agricola Mantovana, Credem, Antonveneta, Bnl.

"Considerato alla luce degli atti acquisiti - è scritto nel provvedimento - e valutata ogni circostanza di rilievo, di poter condividere quanto rappresentato dalla Consob". Conseguentemente, viene spiegato, le autorità competenti "hanno ritenuto di poter procedere all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, nei termini di cui alla proposta, la quale tiene conto della gravità obiettiva di ciascuna infrazione accertata, della carica sociale ricoperta da ciascun esponente e della permanenza nella stessa e dell'eventuale ravvedimento operoso". Le sanzioni inflitte ai singoli amministratori vedono obbligata in solido la banca a cui, infatti, è stata inoltrata l'ingiunzione di pagamento.

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Regionali. Il Viminale dispone un'ispezione all'Anagrafe di Roma

Il ministro dell'Interno Pisanu

Roma, 17 marzo 2005
Il governo intende fare chiarezza sulla vicenda delle firme false per le elezioni regionali. Il ministro dell'Interno Pisanu ha ordinato una ispezione amministrativa all'Anagrafe di Roma affidandola al prefetto della Capitale Achille Serra.

Una decisione presa dopo che il Comune di Roma aveva denunciato violazioni dei computer dell'anagrafe da parte della società Laziomatica, che fa capo alla Regione. Gli esiti dell'ispezione verranno comunicati alle autorità competenti e al parlamento. Pisanu ha quindi fatto sapere, con una nota ufficiale, che nel pomeriggio il Parlamento verrà informato sugli impegni assunti dal suo dicastero nei confronti degli uffici della regione Lazio. "Tali impegni -si legge nella nota- comportano esclusivamente una collaborazione tecnico-organizzativa ed escludono ogni intervento di natura discrezionale e politico-istituzionale".

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Giustizia. Colombo e Davigo lasciano Milano. Andranno in Cassazione

La Cassazione

Roma, 17 marzo 2005
Sono stati entrambi componenti di spicco del pool Mani Pulite; ora i destini di Gherardo Colombo, sostituto procuratore a Milano e pm dei processi Sme e Imi-Sir/Lodo, e di Piercamillo Davigo, consigliere alla Corte d'appello della stessa città, tornano a incrociarsi: siederanno insieme alla Corte di Cassazione. Lo ha deciso il plenum del Csm, che oggi ha nominato complessivamente 22 nuovi consiglieri presso la Suprema Corte.

L'assemblea ha approvato la proposta presentata dal relatore di maggioranza Nino Marotta (Udc) con 13 voti a favore, espressi dai laici della Cdl e dai togati di Unità per la Costituzione e Magistratura Indipendente. I voti degli altri consiglieri sono andati a una proposta alternativa , che differiva da quella di Marotta per soli tre nomi, presentata da Giuseppe Salme' (Magistratura democratica).

Tra i nuovi consiglieri della Cassazione c'è anche Giuliano Turone, oggi procuratore aggiunto a Milano e in passato giudice istruttore milanese del crack Sindona e del delitto Ambrosoli. In magistratura dal 1974, Colombo è stato giudice a Milano e poi dal 1989 sostituto procuratore. Ha fatto parte di sei Commissioni parlamentari, ministeriali e sotto egida Onu in materia di terrorismo, mafia e corruzione. E sarà l'ultimo di quei componenti del pool Mani Pulite a lasciare la procura di Milano. Davigo - che è entrato nell'ordine giudiziario nel 1978 - lo aveva fatto già cinque anni fa, quando venne nominato consigliere alla Corte d'appello di Milano.

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Mercoledi, 16 Marzo, 2005

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Iraq. Muore militare italiano durante un'esercitazione. Berlusconi: da settembre riduzione progressiva del contingente

Salvatore Marracino, il sottufficiale caduto

Roma, 16 marzo 2005
L'Italia potrebbe ritirare le truppe dall'Iraq a partire da settembre di quest'anno: lo annuncia a sorpresa Berlusconi in televisione, scatenando le reazioni del mondo politico italiano e i commenti gelidi della Casa Bianca, la cui coalizione in Iraq ha perso nell'ultimo anno una dozzina di paesi.

Berlusconi parla nel giorno della morte a Nassirya del sergente Salvatore Marracino, ucciso da un incidente al poligono di tiro della base italiana. Marracino è il ventunesimo militare italiano morto in missione in Iraq. La notizia arriva in Italia mentre l'Aula della Camera discuteva la proroga della missione militare in iraq, poi approvata con i voti della maggioranza e dell'Udeur.

"Cominceremo a ridurre il nostro contingente in Iraq anche prima della fine dell'anno: la prima riduzione si avrà a partire da settembre", dice il presidente del Consiglio ospite di "Porta a porta". La questione del ritiro delle nostre truppe, sottolinea Berlusconi, "dipenderà dalla capacità del governo iracheno di dotarsi di strutture di sicurezza accettabili. Ne ho parlato con Tony Blair ed è l'opinione pubblica dei nostri paesi che si aspetta questa decisione".

Lo Stato maggiore della Difesa ha confermato il decesso del sergente Salvatore Marracino, appartentente al 185mo Reggimento Artiglieri Paracadutisti, per "le gravi ferite riportate nel corso di una attività pianificata di addestramento al tiro - prevista per il mantenimento delle capacità operative - cui aveva preso parte stamane al Poligono 'Garibaldi' di Nasiriyah". Marracino aveva 28 anni e viveva in provincia di Foggia. Il colpo che lo ha ferito alla testa sembra essere partito dalla sua stessa arma che si è inceppata. Questa la versione fornita dal vicepresidente del Consiglio Marco Follini che, in aula alla Camera, ha espresso la solidarietà del governo alla famiglia Marracino: "Il governo è vicino ed esprime solidarietà e dolore alla famiglia, al papà, alla mamma ed ai due fratelli di Salvatore Marracino".

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Martedi, 15 Marzo, 2005

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Quirinale. Ciampi in Gran Bretagna. Il presidente scrive al Papa: la Sua tenacia e' stata un esempio per tutti

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

Roma, 15 marzo 2005

Inizia, oggi, la visita di Stato in Gran Bretagna del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il Capo dello stato sarà ricevuto dalla regina Elisabetta II per la cerimonia ufficiale di benvenuto. Nel pomeriggio, incontrerà il premier britannico Tony Blair. Nel corso della visità Ciampi verrà insignito della laurea honoris causa in diritto civile dall'Università di Oxford.

La lettera al Papa
"La tenacia, la fortezza d'animo, la fiducia da Lei dimostrate nelle ultime settimane hanno rappresentato un esempio mirabile per tutti: cittadini, governanti, Stati". Così il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, scrive a Giovanni Paolo II, in occasione del rientro del pontefice in Vaticano dopo 18 giorni di degenza al policlinico Gemelli di Roma.

Con l'occasione il presidente della Repubblica ha inteso rivolgere al Papa anche gli auguri per la prossima Pasqua. "Il mondo ha più che mai bisogno di sentirla nel giorno di Pasqua e d'ispirarsi alla Sua forza morale e alla Sua illuminata visione". Ciampi, nel sottolineare la "viva aspettativa" con cui guarda alla visita ufficiale al Quirinale del Pontefice, il 29 aprile prossimo, pone l'accento sul fatto che questo incontro "suggellerà l'intensità del rapporto che unisce Italia e Santa Sede, confermerà l'apprezzamento per la sua costante sollecitudine nei confronti dell'Italia".

"La notizia del Suo rientro in Vaticano dopo aver superato una così impegnativa prova - scrive in conclusione il Capo dello Stato - ha rallegrato tutto il popolo italiano che l'ha seguita con affetto durante la Sua degenza ospedaliera. Il suo ritorno conforta coloro che seguono con speranza l'opera apostolica di Sua Santità per diffondere i valori di pace, giustizia, solidarietà, rispetto della dignità umana; coloro che credono negli ideali da Lei affermati con instancabile vigore".

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Camorra. Cinque arresti per l'omicidio di Sebastiano Maglione

Il quindicenne era stato ucciso il 10 marzo scorso

Napoli, 15 marzo 2005
Cinque persone, tra le quali tre minorenni, sono state arrestate dalla squadra mobile di Napoli e dai carabinieri, perché accusate di aver partecipato alla spedizione punitiva che portò, il 10 marzo scorso, all'omicidio del quindicenne Sebastiano Maglione, ucciso con un colpo di pistola alla testa.

Uno dei due maggiorenni arrestati è ritenuto aderente al clan degli 'scissionisti', che si contrappone al gruppo dei Di Lauro nella faida di Scampia. L' omicidio sarebbe avvenuto per punire un tentativo di rapina fatto dal quindicenne ucciso.

I tre minorenni erano stati fermati dalla polizia e dai carabinieri di Castello di Cisterna nel pomeriggio di ieri. Nel corso delle successive indagini è stato possibile identificare altre due persone, maggiorenni, che risultavano aver fatto parte del 'branco' che aveva inseguito e circondato Sebastiano Maglione ed il suo amico che tentavano di fuggire con i motorini. Nel corso della notte, i due sono stati fermati e portati in questura per essere interrogati dai magistrati che coordinano l' inchiesta.

Secondo una prima ricostruzione dell' accaduto, Sebastiano Maglione ed il suo complice, poco prima che avvenisse il delitto, avevano tentato di rapinare un ragazzo (uno dei tre minorenni arrestati). Riuscito a sottrarsi alla rapina, questi avrebbe avvertito dell' accaduto altri suoi amici, sia minorenni che maggiorenni. In pochissimo tempo si sarebbe così radunato il 'branco' che, per ritorsione, avrebbe inseguito e raggiunto i due rapinatori in fuga.

Le circostanze che hanno portato subito dopo all' uccisione del quindicenne, per il momento non sono state rese note dagli investigatori, nè tantomeno si sa ancora se tra gli arrestati vi sia anche il presunto esecutore del delitto. L' episodio si inquadra comunque sicuramente tra le attività di esponenti, giovani e meno giovani, di gruppi e famiglie della camorra dell' entroterra napoletano.

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Regionali. Firme false: aperto un fascicolo a Milano su 4 liste

Alessandra Mussolini

Roma, 15 marzo 2005
La Procura della Repubblica di Milano ha aperto un'inchiesta in cui si ipotizzano i reati di violazione della legge elettorale e falso che riguarda quattro liste tra cui c'è Alternativa Sociale, di Alessandra Mussolini. Sarebbero state raccolte firme false con modalità irregolari. Inchieste analoghe sono già aperte in altre città della Lombardia, Como, Varese, Lecco e Sondrio. Segnalate irregolarità anche per Noi pensionati, Noi eurobancari e Lega padana lombarda.

Indagini sono state avviate, sulla base di segnalazioni ed esposti, in Liguria, Lombardia e Toscana.

Fonti vicine alla Procura di Milano confermano che il fascicolo affidato al Pm Francesco Prete è stato aperto dopo la segnalazione giunta dall'Ufficio elettorale circoscrizionale. Non si tratterebbe quindi di una inchiesta vera
e propria, ma solo di una segnalazione.

Le presunte irregolarità riguardano la presentazione, oltre che della lista Alternativa sociale di Alessandra Mussolini, anche delle liste collegate: Noi pensionati, Noi eurobancari, e Lega padana lombarda.

E' cominciato ieri lo sciopero della fame di Alessandra Mussolini. Il Tar, a cui
l'europarlamentare ha fatto ricorso, si pronuncerà venerdì.

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Unabomber. Gli investigatori lavorano all'identikit

Sotto controllo 240 persone

Roma, 15 marzo 2005
Sono migliorate le condizioni di Greta, la bambina ferita dallo scoppio di una candela esplosiva in una chiesa di Motta di Livenza in provincia di Treviso, attentato probabilmente firmato dal cosiddetto Unabomber.

Alcuni testimoni avrebbero tracciato l'identikit di due persone sospette. Un uomo, tra i 45 e i 50 anni, e un ragazzo. A tracciare il volto dell' uomo almeno quattro supertestimoni, tutti colpiti dal fatto che questa persona evitava di incrociare sguardi. Ma nel mirino c'è anche un ragazzo che, al momento della esplosione, secondo una barista, sarebbe rimasto tranquillamente seduto a un tavolino mentre tutti si precipitavano in piazza per vedere cosa era successo.

Sotto controllo 240 persone
Le testimonianze delle 24 persone presenti al momento dell'esplosione nel duomo non avrebbero portato a novità eclatanti e comunque non sono state nemmeno utili per fare un identikit di un possibile sospetto. Del resto non c'è nessun sospettato, ha detto il procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti. Intanto sono 240 le persone tenute sotto controllo nelle indagini riguardanti Unabomber. Il pm Luca Marini ha anche sottolineato che tre persone sono uscite definitivamente dall'inchiesta dopo gli accertamenti svolti ieri in seguito all'esplosione al Duomo di Motta di Livenza, tra cui una decina di perquisizioni.

Almeno due volte nel Duomo di Motta
Gli accertamenti hanno portato ad ipotizzare che Unabomber potrebbe essere entrato almeno due volte nel duomo di Motta di Livenza per portare a termine l'ultimo attentato: prima per prendere la candela elettrica, e poi, dopo averla manomessa nel suo laboratorio con la nitroglicerina, per rimetterla nella cassetta dell'apposito candeliere. L' uso della nitroglicerina, tra l' altro, costituisce un elemento importante per gli inquirenti. Nella realizzazione delle sue ultime quattro trappole Unabomber avrebbe usato solo nitroglicerina, riuscendo cioe' in una dozzina di anni di attività ad affinare la sua tecnica fino ad utilizzare solo questo genere di esplosivo.

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Lunedi, 14 Marzo, 2005

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Cronaca. Unabomber colpisce in una chiesa: 2 feriti. Calderoli: si metta una taglia

Indagini su Unabomber (foto d'archivio)

Treviso, 13 marzo 2005
Gli inquirenti non smentiscono: potrebbe trattarsi dell'ennesimo attentato di Unabomber e l'incubo torna a terrorizzare il Veneto. Mancavano 20 minuti a mezzogiorno, poco prima della fine della messa, quando nel duomo di Motta di Livenza in provincia di Treviso è esploso un ordigno nascosto in una candela elettrica di fronte a un altare.

L'esplosione è stata molto forte è ed è stata avvertita a distanza. Il cero elettrico è letteralmente esploso tra le mani di una bambina di sei anni ferendola gravemente all'occhio e a quattro dita di una mano. La detonazione ha colpito lievemente altre due persone.

Un elicottero del Pronto Soccorso è giunto immediatamente sul luogo portando via la bambina che si era recata alla messa delle 11 insieme alla mamma e alla nonna. La bimba stata ricoverata d'urgenza all'Ospedale di Treviso. I carabinieri di Ros hanno raggiunto il duomo di Motta di Livenza dove stanno effettuando i rilievi del caso.

La pista Unabomber sembra accreditarsi via via che gli elementi della dinamica dell'esplosione vengono messi insieme. Motta di Livenza si trova infatti al confine tra Veneto e Friuli le due regioni nelle quali il bombarolo agisce indisturbato da quasi 10 anni. L'ultimo attentato di Unabomber risale al 26 gennaio scorso quando il dinamitardo ha fatto esplodere un ordigno nascosto in un ovetto con sorpresa.

Calderoli: giusto mettere una taglia
Se risulterà che a provocare l'esplosione è stato Unabomber, allora si dovrà pensare a mettere una taglia, come si fece a suo tempo per l'uccisione del benzinaio di Lecco. Lo ha detto il ministro per le Riforme, il leghista Roberto Calderoli. "Dopo tutto questo tempo - ha detto il ministro - comincia a diventare davvero difficile confidare in un errore di questo individuo oppure che chi sa qualcosa si decida a parlare per consentirne la cattura". "Credo che, a questo punto - ha aggiunto Calderoli - si debba intraprendere una strada come quella che a suo tempo consentì l'arresto in tempi brevi degli assassini del povero benzinaio di Lecco, e mettere una taglia, cioè garantire una forte somma in denaro a chiunque fornisca informazioni che si rivelino utili per l'individuazione e la cattura di un delinquente così efferato".

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Regionali. La lista di Alessandra Mussolini esclusa nel Lazio

Alessandra Mussolini

Roma, 13 marzo 2005
La lista di Alternativa sociale è stata esclusa dalle prossime regionali nel Lazio. Un provvedimento amministrativo contro il quale Roberto Fiore, leader di Forza nuova e cosegretario del movimento fondato da Alessandra Mussolini, annuncia "ricorso immediato al Tar. E' un provvedimento inaudito.
La prima volta, in 60 anni, che una lista accettata viene poi esclusa".

Il provvedimento di esclusione della lista di Alternativa sociale dalle Regionali nel Lazio è stato adottato dall'Ufficio centrale elettorale della Corte d'Appello di Roma, indipendentemente dall'inchiesta avviata dalla Procura di Roma dopo il ricorso presentato dalla lista Storace per le cosiddette 'firme false'.

"Una esclusione politica", "una decisione clamorosa", dice Alessandra Mussolini che accusa per questo Francesco Storace. "Lui ha saputo di questa decisione prima di me. Come mai?".

Per Gianni Alemanno, vice presidente di An e ministro per le Politiche agricole "l'esclusione dimostra che "c'era qualcosa di non trasparente che si è mosso intorno a questa lista". Il vice presidente vicario di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa, non punta l'indice "contro Alessandra, ma contro la sinistra che è responsabile di questo pasticcio. Il soccorso rosso ha fatto un'operazione politica di una scorrettezza totale".

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Domenica, 13 Marzo, 2005

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G8. Pm: in una memoria di oltre 500 pagine gli orrori di Bolzaneto. Chiesti 47 rinvii a giudizio

la memoria e' stata illustrata al gup Maurizio De Matteis

Roma, 13 marzo 2005

Trattamento inumano e degradante in violazione dell'articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Così i pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati hanno definito gli insulti, il sadismo, i calci, le botte e i pugni, subiti dagli arrestati, che sono transitati nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 del luglio 2001. La memoria di 534 pagine è stata depositata e illustrata per cui sono stati chiesti 47 rinvii a giudizio. Sono 15 dirigenti e agenti della polizia, 16 dirigenti e agenti della polizia penitenziaria, tra cui il generale Oronzo Doria, 11 carabinieri e 5 medici, di cui 3 donne.

I pm hanno tuttavia contestato agli indagati, poliziotti, medici, guardie carcerarie, carabinieri, come scelta "prudenziale", la violazione dell'art. 3 della Convenzione dei diritti umani e non la tortura "per la durata del trattamento rapportata al tempo di permanenza dei detenuti presso la struttura". "I detenuti che sono rimasti nella caserma per maggior tempo sono stati gli arrestati presso la Scuola Diaz e tra questi alcuni sono rimasti nella struttura per circa 35 ore (quindi comunque meno di due giorni)".

I magistrati hanno ricordato "il taglio di ciocche di capelli a Taline Ender, Massimiliano Spingi, e Sanchez Chicarro, lo strappo della mano a Giuseppe Azzolina, il capo fatto infilare nel wc alla turca a Ester Percivati, l'umiliazione di Marco Bistacchia costretto a mettersi carponi e ad abbaiare come un cane e il pestaggio di Mohamed Tabbach, persona con un arto artificiale".

La memoria, suddivisa in cinque capitoli, illustra dapprima la storia del carcere provvisorio e il numero delle persone transitate (252), poi le prime indagini, l'organizzazione, i reati e i responsabili ai vari livelli, gli esecutori materiali, e infine le conclusioni.

I reati
I reati contestati sono a vario titolo abuso d'ufficio, violenza privata, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, falso, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

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Politica. Berlusconi: da Prodi insulti e assurdita'. Il Professore: rompono il Paese e ci vorrebbero sottomessi

Berlusconi e Prodi

Roma, 13 marzo 2005
In una intervista al "Messaggero" il premier Silvio Berlusconi accusa Prodi e replica alle sue dichiarazioni sui rischi per la democrazia: "Già ieri - dice- mi sembravano delle freddure. Rileggendole oggi le ritengo delle assurdità". "Da parte nostra, da parte mia - aggiunge - non sentirete mai un'affermazione insultante nei confronti dell'opposizione". Ma alle regionali - afferma - avremo più voti di lui".

Il presidente del Consiglio annuncia poi che il referendum sulla procreazione si terrà a giugno e che non esistono problemi con la Lega per la competitività. "E' impossibile fissare dei dazi da soli. E' compito della Ue". "Noi - aggiunge Berlusconi - faremo pressioni sull'Europa, per garantire l'esigenza della Lega, ma, ripeto, al momento non c'è alcuna possibilità concreta di agire autonomamente in questa materia".

Infine sui referendum. Sulla devolution - afferma - "si arriverà al referendum confermativo finale solo dopo le Politiche del 2006". Quanto a quello sulla procreazione assistita (5 o 12 giugno?) "della data definitiva parleremo la prossima settimana.

Prodi: rompono il Paese e ci vorrebbero sottomessi
"Ti accusano di estremismo e di voler rompere il Paese, perché loro sono impegnati a rompere, dividere, incattivire il Paese. Loro non accettano di aprire un dibattito. Se non c'è sottomissione è rivolta, prendere o lasciare". Parla il leader dell'Unione, Romano Prodi, intervistato dall'Unità.

Il Professore spiega l'espressione "dittatura della maggioranza", all'origine delle polemiche con la Cdl. Si tratta, dice Prodi, di "una precisa definizione politica. Sono concetti usati dai padri fondatori americani negli anni 1787-1788, sono parole che si leggono nelle carte fondative di quella democrazia. Dice James Madison: "Quando l'esecutivo interferisce col potere giudiziario finisce la democrazia". Dice Alexander Hamilton, mi pare nella carta 52: "La maggioranza può trasformarsi in un tiranno se opprime e limita la libertà dell'opposizione e agisce come il braccio della volontà dell'esecutivo"".

"Vogliono (gli esponenti del governo, ndr) un'umiliazione del potere del Presidente della Repubblica - incalza il leader dell'Unione -, del potere del Parlamento, del potere della Corte Costituzionale, del potere delle authorities e del potere giudiziario. Guarda caso, si tratta di quelle istituzioni che hanno operato per garantire un equilibrio nel sistema politico italiano". "Ho deciso di fare appello all'attenzione di tutti con un discorso forte - aggiunge - perché nessuno possa dire più: "io non sapevo, io non c'ero, io non ho visto, io non me ne sono reso conto".

"Ormai i media sono, quasi tutti, una macchina coordinata - dice Prodi -, oliata, che agisce all'istante "sotto comando". E così producono di te, giorno per giorno, un'immagine che va bene per loro e con cui intendono denigrarti e combatterti. I loro media funzionano in pilota automatico".

Il Professore parla poi dell'economia. "Tutto costa più caro per colpa di altri, Prodi, Ciampi, Amato - dice ironicamente -. L'euro del centrosinistra. Ma cosa dobbiamo dire, invece, ai cittadini che si domandano perplessi se davvero l'euro sia la loro disgrazia, anziché la loro o la nostra rete di sicurezza? Anzitutto bisogna chiarire che i rincari al bar, l'impazzimento dei ristoranti, l'aumento delle tariffe, le differenze tra i pezzi all'ingrosso e quelli al consumo, tutti questi aspetti sono avvenuti solo in due Paesi su 12 che sono passati all'euro".

"Nel mezzo di questi cambiamenti epocali - aggiunge - discutono di dazi alla Cina. Mi pare un'idea allucinante, medioevale, in un Paese che ha costruito il proprio sviluppo sull'esportazione".

"Il problema vero - afferma Prodi - sono i media, quelli li hanno tutti loro. Tutti gli osservatori stranieri e molti esperti di politica dicono che la nostra è una battaglia quasi impossibile senza la televisione".

"Ho sempre scelto - conclude il leader dell'Unione - di fare dichiarazioni forti in momenti cruciali. Ma l'importanza di questa ultima dichiarazione era che è stata fatta con tutta l'Unione, nella sede del Parlamento, con un discorso preparato, senza niente di estemporaneo. Non è solo un messaggio forte. E' il messaggio di tutti nell'Unione".

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Sabato, 12 Marzo, 2005

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Berlusconi: conteranno i voti, non il numero delle Regioni

Silvio Berlusconi

Roma, 12 marzo 2005
Alle prossime Regionali non sarà determinante il numero delle Regioni conquistate, ma quello dei voti complessivi. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista a Superpartes, su Canale 5.

Il premier si dice convinto "che le Regioni più importanti manterranno il governo che hanno avuto in questi anni, e che ha portato molti vantaggi", soprattutto "nel risparmio, che ha consentito di non aumentare le tasse". Per il premier "bisogna guardare più che al numero delle Regioni, al numero dei voti", e quindi vincerà la coalizione "che nell'insieme delle Regioni ha avuto più voti".

La Cdl governa in Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto, Puglia, Calabria, Liguria e Abruzzo. L'Unione in Campania, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Basilicata.

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IRAQ. Castelli: "La Sgrena ha creato al Governo enormi problemi e lutti".

Il ministro della Giustizia Castelli

Roma, 12 marzo 2005
Giuliana Sgrena "ha creato al Governo enormi problemi e lutti che forse era meglio evitare". Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha risposto così alla giornalista del Manifesto, che ieri, in un'intervista, ha affermato di avere poca fiducia nelle inchieste e di sentirsi sotto accusa per essere stata liberata.
"La Sgrena - ha detto il Guardasigilli - ha detto un cumulo di sciocchezze, parla da poco accorta e si è mossa da poco accorta".

Intanto, la procura di Roma ha ricevuto i tre telefoni satellitari utilizzati da Nicola Calipari nella sua ultima missione a Baghdad. Serviranno a ricostruire le comunicazioni avvenute venerdì notte e ad identificare gli interlocutori italiani e stranieri del dirigente dei servizi. "Sto lavorando, staccherò i telefoni per alcune ore". Queste, secondo il direttore del Sismi, Nicolò Pollari, le ultime parole che Nicola Calipari gli ha detto in una telefonata.

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Prodi: dalla Cdl premesse per la dittatura.

Romano Prodi

Roma, 12 marzo 2005
Il progetto di riforma costituzionale della Casa delle libertà "potrà funzionare solo a costo di concentrare di fatto tutti i poteri in capo al presidente del Consiglio, creando le premesse per una moderna e pericolosissima dittatura di maggioranza, anzi del primo ministro stesso". Lo ha detto il leader dell'Unione Romano Prodi alla riunione al Senato con leader del centrosinistra e capigruppo per discutere delle riforme. "Per questo questa riforma è un pericolo grave e imminente per la nostra convivenza democratica".

Una presa di posizione che ha provocato l'immediata replica dei due vicepresidenti del Consiglio. "Prodi non ha senso del ridicolo quando afferma che il premierato è l'anticamera della dittatura. Non vale pena di prenderlo sul serio", ha affermato Gianfranco Fini.

"La democrazia - ha aggiunto l'altro vicepremier Marco Follini - è salda e non è alle viste alcuna dittatura. Il presidente Prodi può risparmiarsi il passamontagna. E noi vorremmo risparmiarci una campagna elettorale apocalittica".

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Competitivita'. Approvato il pacchetto, la Lega vota contro il primo articolo. Calderoli: sara' battaglia in Parlamento

Il ministro per le Riforme Roberto Calderoli

Roma, 12 marzo 2005
Il Consiglio dei ministri ha approvato il pacchetto (decreto e disegno di legge) sulla competitività ma la Lega non ha ceduto sulle questioni riguardanti i dazi antidumping ed ha votato no all'articolo 1 della normativa. La Lega ha chiesto in Consiglio la votazione "per parti separate". Lo ha riferito il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, rinnovando le critiche per la scarsa incisività delle misure antidumping e di lotta alla contraffazione.

La votazione separata ha portato all'approvazione dell'articolo uno del provvedimento con il voto contrario dei ministri della Lega, ha spiegato Calderoli, "ma sui dazi la nostra battaglia proseguirà in Parlamento".

Silvio Berlusconi è comunque soddisfatto del varo del provvedimento sulla competitività e parla di "ottima giornata, molto positiva". Il presidente del Consiglio, rientrando in via del Plebiscito, pone soprattutto l'accento sulla 'ricucitura' in seno alla maggioranza con la Lega: "Abbiamo superato le diverse sensibilità dei partiti della maggioranza varando questo piano di azione e per lo sviluppo".

"Il provvedimento sulla competitività darà un primo importante scossone all'economia del Paese. Era doveroso da parte del governo rispettare questo appuntamento. Quanto alla Lega: diciamo che non abbiamo pagato dazi alla Lega", commenta Marco Follini, vice presidente del Consiglio e leader dell'Udc.

Confermati i 4 miliardi di euro in quattro anni di stanziamenti per il Piano di azione per lo sviluppo. Lo ha detto il responsabile del Welfare, Roberto Maroni. Nel 2005 "sarà un po' meno di un miliardo, visto che il provvedimento parte ora".

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Venerdi, 11 Marzo, 2005

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Fiat. Sciopero nelle fabbriche e corteo a Roma, sindacati a Palazzo Chigi: piu' investimenti e difesa dell'occupazione

Migliaia i lavoratori che oggi non entrano in fabbrica

Roma, 11 marzo 2005

"Con la manifestazione a Roma rivendichiamo la necessità di reperire le risorse finanziarie adeguate al rilancio industriale del settore Auto ed alla difesa del suo patrimonio industriale, tecnologico ed occupazionale". Queste le motivazioni dello sciopero generale degli stabilimenti italiani di Fiat Auto e delle fabbriche dell' indotto, insieme alla richiesta di un intervento del governo, indetto oggi da Fim, Fiom, Uilm e Fismic che prima di presentare una propria delegazione a Palazzo Chigi sfilano con migliaia di lavoratori in corteo nel centro di Roma.

"Per uscire dalla crisi e riconquistare una posizione di sviluppo per l'auto riteniamo indispensabile mettere in atto ulteriori e nuovi investimenti, onde sviluppare nuovi modelli a forte innovazione tecnologica ed ecologica, così da riconquistare quote di mercato, con particolare attenzione ai segmenti a basso impatto ambientale [ibridi, metano, idrogeno] che sono il futuro dell'auto", si legge in un comunicato di Fim, Fiom, Uilm e Fismic.

"Vanno inoltre avviate iniziative per allargare il perimetro delle alleanze industriali, creando sinergie con altri partners e permettendo, in tal modo, di incrementare i volumi produttivi degli stabilimenti. Su questi obiettivi - prosegue il comunicato - siamo in attesa dell'incontro con l'A.D. per conoscere le nuove strategie industriali sul settore auto. Per realizzare un nuovo piano industriale chiediamo, inoltre, che si avvii immediatamente un confronto anche con il Governo individuandone, se necessario, le forme e le modalità di impegno".

Il corteo, dal concentramento di piazza della Repubblica, si dirigerà verso largo di Santa Susanna, dove i manifestanti sfileranno sotto la sede Fiat di via Bissolati. Successivamente, il corteo tornerà verso piazza della Repubblica per raggiungere poi via Cavour attraverso piazza dei Cinquecento. Dopo largo Corrado Ricci, la manifestazione percorrerà via dei Fori Imperiali e attraverserà piazza Venezia, concludendosi, infine, in piazza SS. Apostoli

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IRAQ. Ciampi a Bush: dagli italiani esigenza di verita'

Carlo Azeglio Ciampi con George W. Bush

Roma, 10 marzo 2005
Ho "preso atto delle sue assicurazioni che gli Stati Uniti avvieranno una esauriente inchiesta congiunta fra i nostri due Paesi perché i fatti di questa tragedia vengano chiariti in maniera esauriente".

E' uno dei passaggi centrali della lettera di risposta del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, al presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. Ciampi aggiunge: "Questa necessità di trasparenza e rapidità, di cui Ella si è fatto autorevole e sensibile interprete, è profondamente sentita dal popolo italiano".

"La Sua lettera mi conforta anche nel convincimento che l'amicizia fra i nostri due Paesi sia ben salda e che essa rimanga indispensabile per far fronte alle complesse sfide che americani ed europei devono affrontare con unità d'intenti", scrive il presidente della Repubblica.

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Competitivita'. Alemanno: domani si' al decreto legge anche senza Lega. Incontro tra Berlusconi e Calderoli

Il ministro Alemanno

Roma, 10 marzo 2005
"Domani approveremo il decreto legge sulla competitività anche a prescindere dai voti della Lega. E ci impegneremo da subito a convocare un Consiglio dei ministri straordinario per discutere di concorrenza internazionale e di importazione di prodotti da Paesi che fanno dumping sociale e ambientale". Ad affermarlo è il ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno, a margine dell'assemblea di Legacoop.

Il ministro per le Riforme della lega Roberto Calderoli ha incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al quale ha presentato una proposta per risolvere la questione dei dazi doganali sui prodotti cinesi. Secondo Calderoli la proposta della Lega Nord può essere recepita nel decreto sulla competitività.

Codacons: no ai dazi, sì alla qualità
Il Codacons dice no ai dazi alle importazioni, sì alla qualità. "I consumatori italiani - afferma il leader dell'Associazione dei consumatori Carlo Rienzi - sono disposti a pagare di più, purchè sia certa la qualità e l'origine dei prodotti acquistati. La competitività in Italia deve svilupparsi non solo attraverso la concorrenza, ma anche con la qualità a prezzi equi, attraverso la quale battere la concorrenza strani

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Giovedi, 10 Marzo, 2005

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Competitivita'. Alemanno: domani si' al decreto legge anche senza Lega. Incontro tra Berlusconi e Calderoli

Il ministro Alemanno

Roma, 10 marzo 2005
"Domani approveremo il decreto legge sulla competitività anche a prescindere dai voti della Lega. E ci impegneremo da subito a convocare un Consiglio dei ministri straordinario per discutere di concorrenza internazionale e di importazione di prodotti da Paesi che fanno dumping sociale e ambientale". Ad affermarlo è il ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno, a margine dell'assemblea di Legacoop.

Il ministro per le Riforme della lega Roberto Calderoli ha incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al quale ha presentato una proposta per risolvere la questione dei dazi doganali sui prodotti cinesi. Secondo Calderoli la proposta della Lega Nord può essere recepita nel decreto sulla competitività.

Codacons: no ai dazi, sì alla qualità
Il Codacons dice no ai dazi alle importazioni, sì alla qualità. "I consumatori italiani - afferma il leader dell'Associazione dei consumatori Carlo Rienzi - sono disposti a pagare di più, purchè sia certa la qualità e l'origine dei prodotti acquistati. La competitività in Italia deve svilupparsi non solo attraverso la concorrenza, ma anche con la qualità a prezzi equi, attraverso la quale battere la concorrenza straniera".

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Mercoledi, 9 Marzo, 2005

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IRAQ. Berlusconi al Senato: il governo ha rifiutato il ricatto dei terroristi

Il premier Silvio Berlusconi

Roma, 9 marzo 2005

Il Governo "ha rifiutato il ricatto dei terroristi" che chiedevano "il ritiro delle truppe" italiane dall'Iraq. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel suo intervento al Senato. Berlusconi ha anche ribadito che il Governo è "obbligato a mantenere un riserbo" necessario ad aevitare "rappresaglie" contro il personale diplomatico italiano e gli iracheni che hanno collaborato per la liberazione di Giuliana Sgrena.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, prima di esporre gli orientamenti del governo dopo la vicenda Calipari ha aperto il suo intervento facendo una
breve sintesi di quanto accaduto venerdì scorso a Baghdad.

Pieni i banchi del Governo dove erano presenti, tra gli altri, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini e il ministro della Difesa, Antonio Martino.

"Non esiste alcuna relazione tra la presenza di contingenti militari in Iraq e la nazionalità dei sequestrati", ha voluto chiarire il premier.

Durante il suo intervento in Senato il premier Silvio Berlusconi ha posto l'accento sulla "grande professionalità ed efficienza dei nostri servizi che sulla
scena irachena si muovono con maggiore perizia di altri".

L'incidente sarà chiuso con l'individuazione dei responsabili L'individuazione "di eventuli responsabili è la condizione per chiudere un incidente di cui sentiamo tutta la sofferenza" ha detto il Presidente del Consiglio. Il Premier ha anche ribadito l'auspicio che la questione si chiuda in tempi stretti. A quel punto, "il Governo riferirà immediatamente al Paese".

Gli Stati Uniti non si sottrarranno alla verità
"La volontà di collaborazione degli Usa si è concretizzata nella decisione di ieri" per la commissione congiunta Usa-Italia. E' una decisione "della massima importanza", ha detto il premier. "Sono certo che in un tempo assolutamente breve sarà chiarito ogni aspetto" di questa vicenda, ha aggiunto Berlusconi."I nostri alleati americani non si sottrarranno all'accertamento delle responsabilità", ha assicurato il presidente del Consiglio.

Il premier ha comunque sottolineato come il "fuoco amico sia il più doloroso da sopportare, perchè dà un senso di ingiustizia, perchè viene considerato irragionevole. Ed è per questo - ha aggiunto - che la morte di Calipari è per noi ancor più dolorosa".

Il 'quarto uomo' era un ufficiale del Sismi
Il 'quarto uomo' di cui si è parlato in questi giorni in relazione alla morte di Nicola Calipari in realtà era l'ufficiale del Sismi rimasto nell'aeroporto di Baghdad ad attendere la conclusione della missione, ha spiegato Berlusconi nel corso della sua relazione al Senato. Il premier ha detto che Calipari telefonò dall'auto a Gianni Letta, al generale Pollari e avvertì anche "il nostro ufficiale di collegamento che avevamo scambiato come quarto occupante della vettura e che invece era rimasto in aeroporto".

L'opposizione ha tenuto un comportamento responsabile
"Voglio dare atto all'opposizione di avere tenuto un comportamento assolutamente responsabile". E' quanto ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento al Senato sulla morte di Nicola Calipari e sulla liberazione di Giuliana Sgrena.

Berlusconi ricorda Calipari: tutti i senatori in piedi
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha scelto le parole di Gianni Letta per ricordare in Senato Nicola Calipari, l'agente del Sismi ucciso durante la liberazione di Giuliana Sgrena. "Voglio che queste parole restino agli atti del Senato" ha detto il premier prima di ripetere le parole che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio aveva pronunciato durante i funerali dello 007. Al termine del ricordo di Calipari, tutti i senatori sia di maggioranza che di opposizione si sono alzati in piedi e hanno applaudito.

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Martedi, 8 Marzo, 2005

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Iraq. Fini: chiediamo verita' e giustizia. I rapitori: gli USA volevano morta Sgrena. CNN: checkpoint era per Negroponte

Giulianan Sgrena nel secondo video

Baghdad, 8 marzo 2005

Non passano neppure tre ore dall'intervento del ministro degli Esteri Gianfranco Fini alla Camera, che sul tragico epilogo del rilascio di Giuliana Sgrena dicono la loro anche i rapitori della giornalista, con un video recapitato all'Associated Press Television News (Aptn) a Baghdad.

Il video mostra le immagini della giornalista poco prima della sua liberazione. Un uomo non inquadrato legge un comunicato e sostiene che gli "americani volevano uccidere giuliana Sgrena e noi glielo abbiamo detto. (...) Sembra che forze di occupazione stiano progettando l'uccisione di un alto esponente sciita addebitando il delitto alle brigate di al Zarqawi. Noi non lo faremo mai e lo diciamo fin da ora".

La Cnn, intanto, rivela: il posto di blocco in cui incappò l'auto con a bordo Giuliana Sgrena e Nicola Calipari non era stato allestito per facilitare il percorso dell'ex ostaggio e degli agenti del Sismi verso l'aeroporto, ma in attesa del passaggio dell'ambasciatore Usa a Baghdad, John Negroponte. Cnn cita fonti anonime dell'amministrazione americana e spiega che l'ambasciatore John Negroponte doveva attraversare il checkpoint poco dopo che l'auto con a bordo Calipari e Giuliana Sgrena è stata preso di mira da colpi d'arma da fuoco da parte dei militari americani.


Sgrena, secondo quanto riferito da uno dei magistrati che hanno aperto l'inchiesta, Franco Ionta, ha parlato di una pattuglia, e non di un checkpoint, "che ha sparato subito, non appena ci ha illuminati con un faro".

Per respingere ogni illazione su eventuali errori od omissioni dell'intelligence italiana, Fini, dopo le dichiarazioni in Aula, ha detto chiaro ai giornalisti che lo seguivano a Montecitorio che "tutto il mondo dice che i migliori sono gli italiani a Baghdad per questa capacità che abbiamo di stabilire contatti". "L'ufficiale che guidava l'auto ci racconta per filo e per segno quello che è successo. Qual è il mistero? Non possiamo dubitare -sottolinea il ministro degli Esteri- di quello che dice un ufficiale, che è stato ferito, che e' stato testimone di tutto quello che è accaduto e che conosceva a menadito la città".

Per quanto riguarda i tabulati telefonici dei cellulari degli agenti del Sismi, continua Fini, "certamente li acquisiremo, nulla osta", ma da questi emergerà "quello che già sappiamo perche Calipari parlava con Letta e con Pollari". Fini poi dice che non ci sono "telefoni satellitari 'scomparsi'. Saranno in possesso degli americani -avverte- e ce li avremo noi". Alla domanda se Calipari avesse parlato con un ufficiale americano o con uno italiano all'aeroporto di Baghdad, Fini ammette: "Questo non lo so dire, non se se ha parlato con uno o con l'altro", ma ribadisce che all'aeroporto erano informati dell'arrivo dell'auto con il funzionario italiano.

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Maltempo. Neve e frane mettono in ginocchio il Sud. Sconsigliata la Salerno-Reggio Calabria

Ancora neve sulle autostrade italiane

Roma, 8 marzo 2005

Il maltempo che nei giorni scorsi ha creato gravi disagi al Nord sta ora flagellando il Sud della penisola, creando gravi disagi alla circolazione. L'emergenza maggiore riguarda il pericolo di frane.

Nella frazione Cavallerizzo di Cerzeto, in provincia di Cosenza, un grosso smottamento ha reso necessaria l'evacuazione di 300 persone. Molti i movimenti franosi in Campania, dove le 1.300 persone evacuate da Nocera Inferiore non hanno ancora fatto rientro nelle loro case. A causa di una frana, l'autostrada A16 Napoli-Canosa è stata chiusa al traffico nel tratto Grottaminarda-Candela.

La Calabria è interamente coperta dalla neve, anche a bassa quota, e l'Anas ha disposto l'obbligo di catene a bordo sconsigliando a tutti gli utenti di mettersi in viaggio. Le precipitazioni nevose interessano soprattutto il tratto cosentino della Salerno-Reggio Calabria anche se, secondo la polstrada, il tratto è interamente percorribile.

In provincia di Cosenza da alcune ore nevica anche a Corigliano e Rossano, quindi a livello del mare. Sono quasi cinque i centimetri di neve finora caduti sui due grossi centri della Piana di Sibari, dove le temperature hanno subìto un netto abbassamento e dove non si prevede un miglioramento per le prossime ore. Il personale della protezione civile regionale sta provvedendo ad accompagnare negli ospedali numerosi dializzati della provincia di Catanzaro rimasti bloccati nelle loro abitazioni a causa della neve. Nel Catanzarese e nel Cosentino sono stati numerosi anche gli interventi dei vigili del fuoco, chiamati a rimuovere le automobili rimaste bloccate su strade provinciali.

In Puglia è interrotta la autostrada A16 tra Candela e Lacedonia, in entrambi i sensi di marcia al km 122,500 a causa degli smottamenti provocati dalle piogge e dalle esondazioni di questi giorni.

Quasi tutti fermi a causa delle cattive condizioni del mare i collegamenti fra la Sicilia e le sue isole minori.

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Lunedi, 7 Marzo, 2005

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Iraq. Omaggio a Calipari: in migliaia al Vittoriano


La camera ardente

Roma, 6 marzo 2005
Sono state almeno 10mila, secondo le Forze dell'ordine, le persone che si sono recate a tributare un omaggio a Nicola Calipari, il funzionario del Sismi ucciso in Iraq. Il feretro Calipari è da questa mattina esposto al Vittoriano di Roma.

Una folla commossa l'ha accolto con un lungo applauso, mentre la vedova Calipari, la signora Rosa, riceveva l'abbraccio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta coordinatore delle attività istituzionali per la liberazione di Giuliana Sgrena.

Dalle 12.30 una lenta processione di famiglie con bambini, anziani, giovani si è snodata, in gruppi di qualche decina, sullo scalone principale dell'Altare della Patria per raggiungere la Sala delle bandiere dove si trova la salma.

A metà dello scalone in molti hanno lasciato dei fiori, rose, gerbere, gigli e lilium e un cartello, scritto con i colori della bandiera italiana recita: "Addio Nicola, sei l'orgoglio di tutti noi italiani. Rimarrai nei nostri cuori". Tra le personalità che hanno visitato la camera ardente anche il leader della Margherita Francesco Rutelli e moltissimi rappresentanti della società civile tra cui il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.

AIl direttore del Manifesto Gabriele Polo davanti al feretro avvolto nella bandiera Tricolore ha incontrato la vedova con la quale ha scambiato alcune frasi commosse.

La camera ardente allestita al Vittoriano per Nicola Calipari, il funzionario del Sismi ucciso a Baghdad, resterà aperta tutta la notte fino a domani alle 9:30. I funerali si terranno alle ore 11:00, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.

L'autopsia effettuata sul corpo del funzionario del Sismi ucciso in Iraq dal fuoco dei soldati americani, ha stabilito che Calipari è morto sul colpo per una ferita da arma da fuoco che l'ha centrato sul lato destro del capo, dall'alto verso il basso. "Pochi centimetri", ha spiegato il direttore dell'Istituto di medicina legale , "e la vita di Calipari avrebbe potuto essere risparmiata".

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Iraq. Giuliana Sgrena: non e' possibile fare informazione, non tornero' piu. Forse ero io l'obiettivo

La Sgrena mentre scende dall'aereo che l'ha riportata a casa

Roma, 6 marzo 2005
"No, io non tornerò in Iraq": lo ha detto Giuliana Sgrena, intervistata questa mattina per telefono da SkyTg24. "Ho capito dai rapitori che non vogliono che nessuno vada in Iraq, e siccome non è possibile fare informazione" perché tutti gli stranieri sono ritenuti delle spie, l'inviata del Manifesto pensa "che non ci siano le condizioni per tornare in Iraq". La giornalista ha ricostruito gli eventi di venerdì sera ribadendo che non c'era posto di blocco, che la velocità della vettura non era eccessiva ("non so dire se 50 e 60 chilometri l'ora").

Forse ero l'obiettivo
Giuliana Sgrena non esclude di essere stata lei l'obiettivo della raffica di proiettili. "Gli americani non vogliono che ci siano trattative per la liberazione degli ostaggi", ha spiegato, aggiungendo: "E' una cosa risaputa che facciano di tutto per impedire che si adotti questa pratica per salvare la vita delle persone. Non vedo perché dovrei escludere che potessi essere io l'obiettivo".

"Proprio perché ci sono tutti questi problemi - ha proseguito Giuliana Sgrena - gli americani non accettano queste operazioni di salvataggio degli ostaggi, e quindi bisogna fare in fretta ad andarsene via di lì, una volta ottenuta la liberazione da parte dei sequestratori. Gli americani non approvano questa politica ed è chiaro, perché non la adottano, e quindi cercano di contrastarla in ogni modo. E fino a che livello si arriva per contrastare questa politica, è da verificare. Ci sono diversi segnali di pericolo, di uso di ogni mezzo per contrastare questa politica. Questo è il problema".

"In una situazione di guerra - ha sottolineato la giornalista - queste cose passano spesso inosservate, in secondo piano, oppure passano come incidenti. O si fa parte di una guerra e si accetta tutto questo sistema e lo si dice, oppure non si fa parte di questa guerra sporca e ci si tira indietro e si ritorna a casa".

"Bisogna capire - ha aggiunto Giuliana Sgrena - che cosa vuol dire agguato esattamente. Quando uno si trova su una strada e si passa presumibilmente, anzi quasi sicuramente, avendo avvisato qualcuno, e qualcuno ti copre di fuoco, chiunque passasse avrebbe bisogno di un segnale prima di essere coperto di fuoco. Io ho visto il mio sedile pieno di proiettili. Sta di fatto che ci siamo sentiti coprire da una valanga di fuoco da parte di un tale che stava là e che non ha dato nessun segnale che intendeva attaccarci se non ci fossimo fermati. E questo è assolutamente inconcepibile anche in condizioni normali, anche se non avessero saputo che eravamo noi a bordo".

In macchina eravamo in tre
Giuliana Sgrena era sola in macchina venerdì sera assieme a Nicola Calipari e ad un altro agente dei servizi, l'uomo ferito e rientrato con lei ieri a Roma. "Di questo agente rimasto in Iraq gravemente ferito non ho mai avuto notizie", ha detto la giornalista riferendosi alla prima versione circolata su una quarta persona presente nel veicolo bersagliato dagli americani, "in macchina eravamo tre, Nicola purtroppo è morto e io sono qui, e l'altro agente ieri è tornato insieme a noi, l'autista della macchina, quello che guidava la macchina".

Non so se è stato pagato un riscatto
"Io non so se è stato pagato un riscatto, non ho idea di questo", ha aggiuto Giuliana Sgrena a proposito dell'eventuale pagamento di una somma per la sua liberazione. Voci riportate questa mattina dalle ricostruzioni della stampa italiana parlano di un riscatto fra i 600 e gli 800 milioni di euro che sarebbe stato pagato a Dubai da Calipari prima di recarsi a Baghdad. Ieri sera, alla tv belga Rtbf, il deputato irachene Yonadam Kanna ha dichiarato che a quanto gli risulta da "fonti non ufficiali" un riscatto è stato pagato, dell'importo di un milione di dollari.

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Domenica, 6 Marzo, 2005

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Iraq. Ciampi accoglie a Ciampino la salma di Calipari. Camera ardente al Vittoriano, domani i funerali di Stato

Ciampi accarezza la bara di Calipari

Roma, 6 marzo 2005
Molte autorità, Ciampi in testa, si sono strette ieri sera accanto alla vedova di Nicola Calipari e i suoi due figli, nel momento in cui un aereo militare riportava in Italia la salma. Dopo l'autopsia, in corso nell'istituto di medicina legale della Sapienza, la bara sarà portata nella sala delle Bandiere al Vittoriano, dove è stata allestita la camera ardente.

Insieme col Capo dello Stato, ad accogliere il feretro c'erano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, i ministri Pisanu, Martino, Gasparri, Alemanno, Tremaglia. Accompagnavano Ciampi la moglie Franca e il segretario generale del Quirinale, Gaetano Gifuni.

Calipari sarà insignito da Ciampi della medaglia d'oro al valore alla memoria. Lunedì i funerali di Stato, alle 11, nella Basilica romana di Santa Maria degli Angeli. E' prevista la partecipazione di tutte le massime Autorità dello Stato. Anche Giuliana Sgrena avrebbe espresso la volontà di prendervi parte.

Intanto Giuliana Sgrena, giunta ieri mattina a Ciampino, rimane al Celio. La giornalista "ha una ferita d'arma da fuoco che ha interessato la spalla sinistra con una frattura composta della testa omerale. Per la sua liberazione sarebbe stato pagato un riscatto di un milione di dollari, secondo informazioni "non ufficiali": lo ha detto ieri sera in una intervista alla tv pubblica belga Rtbf il deputato cristiano iracheno Yonadam Kanna. Quanto ai rapitori, si tratterebbe di un gruppo di fedeli del deposto regime di Saddam Hussein.

Proprio al Celio è avvenuto l'incontro ieri mattina con la vedova di Nicola Calipari. "Mi ha fatto scudo col suo corpo", ha raccontato Giuliana con un filo di voce a Rosa Maria Calipari. Poi nel pomeriggio l'interrogatorio dei pm Franco Ionta e Pietro Saviotti ai quali Luciana Sgrena ha riferito che l'auto sulla quale viaggivano verso l'aeroporto andava ad andatura normale. "Non abbiamo superato alcun posto di blocco - ha ripetuto la stessa Sgrena - un mezzo delle Forze Usa che occupava la strada, non totalmente, dopo averci visto ha fatto fuoco contro di noi".

Il compagno di Sgrena, Pier Scolari, invita a non credere alla versione Usa. Secondo Scolari, "Giuliana aveva avuto delle informazioni, forse non ci aveva fatto neanche caso, secondo le quali però gli americani non l'avrebbero lasciata tornare a casa viva". Gli stessi rapitori le avrebbero detto: "Stai attenta, perché ti vogliono ammazzare

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Sanremo. Vince Francesco Renga, al secondo posto Cotugno e Annalisa Minetti

Francesco Renga

Sanremo, 6 marzo 2005
La serata finale del Festival di Sanremo, interrotta per la diretta tv sull'arrivo della salma di Nicola Calipari a Ciampino, ha sancito la vittoria del cantante bresciano Francesco Renga con la sua 'Angelo', davanti a Toto Cutugno e Annalisa Minetti con 'Come noi nessuno al mondo'.

"E' un effetto piacevole, non avevo fatto calcoli nè preventivato la vittoria. Credo molto in questa canzone, è un risultato eccezionale che mi rende felice e renderà felicissimo mio padre", è la reazione a caldo di Francesco Renga. "Sono convinto che abbia vinto la canzone, credo che la gente abbia votato con il cuore. L'importante è essere venuto, sapevo che Paolo avrebbe fatto un grande festival".

Terzo posto per Antonella Ruggiero con "Echi d'infinito"; quarto posto per Nicky Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Quartet con "Che mistero è l'amore"; ultimo posto, tra i finalisti, per Laura Bono con "Non credo nei miracoli".

"Meglio arrivare secondi con il televoto che primi con le giurie demoscopiche. Vergognoso far cantare i giovani così tardi", ha detto Toto Cutugno, l'eterno secondo del Festival, pochi minuti dopo l'annuncio del sua sesta volta da secondo. "Manco da sette anni dal panorama musicale italiano, il merito di questo secondo posto è di Annalisa", ha aggiunto Cutugno.

A Nicola Arigliano è andato il premio 'Mia Martini' della critica. Prologo della finale del 55esimo festival è stato, dopo 22 anni, il ritorno a Sanremo di Vasco Rossi, che ha fatto ascoltare l'introduzione di 'Vita spericolata' e 'Un senso', il singolo del suo album più recente.

 

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Sabato, 5 Marzo, 2005

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Iraq. Giuliana Sgrena e' in viaggio per Roma. Fuoco americano uccide agente del Sismi

La Sgrena nel video di Al Jazeera

Baghdad, 5 marzo 2005
Giuliana Sgrena è attesa a Roma "tra le 10 e le 11". Lo ha annunciato il direttore del Manifesto, Gabriele Polo. La giornalista subito dopo l'arrivo sarà trasportata all'ospedale militare romano del Celio. Sull'aereo che riporta Giuliana Sgrena in Italia viaggiano il compagno Pier Scolari, partito ieri per Baghdad dopo la notizia della liberazione, e agenti dei servizi segreti italiani.

Il fratello di Giuliana Sgrena, Ivan, ha lasciato questa mattina presto in elicottero Masera (Verbania) alla volta di Milano. Di lì prenderà un volo per Roma. I genitori, invece, hanno scelto di restare a Masera, come consigliato dai medici. Da ieri il padre Franco non si sente molto bene, come conferma oggi la moglie Giovanna. "Tra sei ore sono a Roma. Un bacione. Saluta il papà e la mamma". Sono le prime parole che Giuliana ha detto al telefono al fratello Ivan. Giuliana Sgrena, colpita a un polmone, è stata operata.

Bush: rammarico
Il presidente Usa George W. Bush ha telefonato dall'Air Force One al presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi per esprimere il proprio rincrescimento dopo l'incidente di "fuoco amico" costato la vita al funzionario del Sismi Nicola Calipari, caduto sotto i colpi di una pattuglia americana nell'auto che trasportava Giuliana Sgrena dopo la liberazione. Berlusconi aveva detto che sull'accaduto occorre fare piena chiarezza e i responsabili avrebbero dovuto pagare. Altri due agenti sono rimasti feriti: uno sarebbe grave.

Dipartimento Usa: "indagine urgente"
Assieme al sollievo, la tragedia con i messaggi di cordoglio per Calipari da tutte le istituzioni dello Stato. Ma intanto infuriano le polemiche sulla dinamica dell'incidente. Il dipartimento della Difesa Usa ha subito aperto "un'indagine urgente", confermata anche dal dipartimento di Stato e dallo stesso presidente Bush. La tesi di parte americana è che la macchina su cui viaggiava il gruppo italiano sarebbe arrivata ad alta velocità a un posto di blocco ignorando i segnali dei soldati di guardia a rallentare.

W Post: mancata comunicazione
Secondo una fonte anonima del dipartimento di Stato Usa- scrive il Washington Post - le autorità italiane non avevano avvertito gli americani della liberazione di Giuliana Sgrena, non comunicandola nè all'ambasciata Usa a Baghdad nè ai comandi militari. Questo, malgrado che un coordinatore americano che segue le vicende degli ostaggi lavorasse a contatto con le autorità italiane. Tale mancata comunicazione, secondo la fonte citata, sarebbe all'origine dell'incidente costato la vita al funzionario del Sismi Nicola Calipari. "Resoconti forniti da fonti militari Usa", scrive ancora il giornale, "suggeriscono largamente che la responsabilità dell'accaduto è degli italiani. Il sergente dei Marine Salju Thomas, portavoce militare, ha detto che i soldati "hanno sparato su un veicolo che si avvicinava al posto di blocco a Baghdad ad alta velocità'".
Il giornale riporta anche una dichiarazione della Terza divisione di fanteria secondo cui i militari hanno sparato ad una vettura che procedeva ad alta velocità e "si è rifiutata di fermarsi al posto di blocco".

Scolari: ricostruzione inverosimile
Una ricostruzione che viene dichiarata inverosimile da Pier Scolari e altamente improbabile da Enzo Bianco, presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha convocato l'ambasciatore americano e ha detto "qualcuno dovrà assumersi la responsabilità".

Mistero sui dettagli della liberazione
I dubbi rimangono molti, mentre non si sa come si sia svolta la liberazione stessa. Al Jazeera ha mostrato le immagini di Giuliana Sgrena, dopo il rilascio o nell'imminenza dello stesso. La giornalista appariva in buone condizioni. Davanti a una telecamera, la giornalista ringrazia i suoi rapitori per averla trattata molto bene. Parole che lasciano dedurre che il video sia stato girato a liberazione avvenuta, o quantomeno decisa.

Lutto e gioia
Lutto per Calipari, gioia per Giuliana Sgrena sono stati espressi da familiari e colleghi della giornalista, politici e rappresentanti delle istituzioni; dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al ministro degli Esteri Gianfranco Fini. Il tam tam della notizia della liberazione di Giuliana Sgrena è arrivato anche al decimo piano del Gemelli, dove il Papa si trova ricoverato. Il Pontefice ha manifestato tutta la sua contentezza.

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Politica. Berlusconi: ci sono soldi per i tagli fiscali nel 2006

Il premeir Berlusconi fiducioso sulla riforma fiscale

Roma, 5 marzo 2005
Il terzo modulo della riforma fiscale "ormai è una cosa certa, perché abbiamo trovato le fonti di risparmio". Lo ha annunciato Silvio Berlusconi.

Il premier ha quindi confermato che "il prossimo passo sarà un taglio fiscale da 12 miliardi di euro". Poi, al termine del successivo incontro della Cdl sul provvedimento sulla competitività, ha aggiunto: "Non c'è stato alcun dissidio di sorta".

I lavori sulle Grandi Opere non saranno più bloccati dai ricorsi avanzati dalle aziende che restano escluse nelle gare d'appalto. I lavori potranno infatti andare avanti e le aziende penalizzate potranno avere un rimborso finanziario. Durante la riunione di maggioranza sulla competitività non è stato affrontato il tema del referendum sulla fecondazione

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Maltempo. E' emergenza gas. Nel Foggiano collegamenti in tilt per allagamenti

Ancora maltempo nelle regioni meridionali

Roma, 5 marzo 2005
E' emergenza gas in Italia a causa del maltempo. A lanciare l'allarme per l'elevato consumo di gas determinato dalla situazione climatica che dura da alcune settimane in Italia è il ministero delle Attività Produttive. L'ondata di gelo "ha provocato un forte ricorso al sistema degli stoccaggi e condotto a una situazione di criticità. Per questo nei giorni scorsi si è dato inizio all'erogazione di gas di una parte delle riserve strategiche nazionali".

Continua l'emergenza maltempo nel Centro-sud. Nel salernitano tre anziani risultano dispersi dopo che una frana è caduta sulla loro abitazione a Vescovado, vicino a Nocera inferiore. Torna lo stato di allerta per i comuni di Sarno, Bracigliano e Quindici.

Situazione difficile nel Foggiano per gli allagamenti di strade e linee ferroviarie. In particolare si registrano allagamenti sull'Adriatica e sulla 16 ter, problemi anche sull'autostrada A/14 tra Poggio Imperiale e Chieuti. L'invaso della diga di Occhito, nonostante le paratie aperte, ha raggiunto livelli pericolosamente vicini all'emergenza mentre il fiume Cervaro è esondato in più zone; in piena anche il Celone e il Candelaro. Problemi sulla linea ferroviaria a sud di Foggia con alcune linee che risultano al momento interrotte.

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Venerdi, 4 Marzo, 2005

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Iraq. Al Jazeera: Liberata Giuliana Sgrena, ferita ad una spalla. Morto funzionario del Sismi

Giuliana Sgrena

Baghdad, 4 marzo 2005

La tv satellitare araba al Jazira, ha riferito questa sera che la giornalista italiana Giuliana Sgrena, rapita un mese fa in Iraq, è stata liberata. La tv satellitare del Qatar ha confermato che Giuliana Sgrena è stata liberata a Baghdad. Il direttore del Manifesto, Gabriele Polo, ha confermato la notizia. Polo che sta andando a Palazzo Chigi ha detto ai giornalisti: "Sappiamo solo che è viva". Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, è stato informato da Gianni Letta ed ha espresso le sue più vive congratulazioni a tutti coloro che hanno collaborato all'esito positivo della vicenda. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha convocato a Palazzo Chigi il segretario del Cesis, prefetto Emilio Del Mese, e il direttore del Sismi, Niccolo' Pollari. La notizia della liberazione di Giuliana Sgrena e' stata subito comunicata a Giovanni Paolo II.. "Il Papa - affermano fonti vaticane - ha appreso con soddisfazione l'avvenuta liberazione della giornalista italiana". La notizia della liberazione di Giuliana Sgrena arriva al congresso di Rifondazione Comunista e viene accolto da un boato di gioia. Tutti i delegati scattano in piedi, applaudono, gridano il nome di Giuliana. Anche Bertinotti e gli altri dirigenti del partito si alzano per applaudire. Poi prende la parola Luciana Castellina, a nome del "Manifesto": "La prima cosa che si puo' dire - dice con voce commossa - e' che il congresso di Rifondazione ha portato fortuna". "E' una notizia che ci riempie di gioia. Una giornalista capace e autorevole è stata restituita al suo lavoro, alla sua famiglia e alla sua vita". Cosi' Piero Fassino ha commentato la notizia della liberazione di Giuliana Sgrena. "Sono proprio contento". Cosi' ha detto Romano Prodi durante una manifestazione elettorale a Pescara, Il vicepresidente del Consiglio Marco Follini dice "Una grande gioia e un’enorme soddisfazione". Gianfranco Fini, evidenzia il "ruolo centrale" svolto in questa vicenda dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e "le sinergie istituzionali che hanno prodotto questo splendido risultato". "La liberazione di Giuliana e' una gioia immensa ed e' una grande vittoria del popolo della pace". Lo ha dichiarato il Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Applausi anche a Sanremo nella sala stampa dell'Ariston. Si respira un'atmosfera di gioia nella sede del quotidiano Il Manifesto dove pochi minuti fa e' giunta la conferma del rilascio di Giuliana Sgrena. I colleghi della Sgrena avevano appreso la notizia dalla televisione ma, fino al momento della conferma sono rimasti con il fiato sospeso. "Ora siamo piu' che felici - ha detto Vittorio Paterno', della redazione - io piango di gioia e come me anche i miei colleghi". C'è grande gioia ed agitazione a Masera, dove vive la famiglia di Giuliana Sgrena. Il telefono squilla di continuo nella villetta dove vivono i genitori, a rispondere è un cugino. "Siamo tutti molto agitati stiamo aspettando notizie ufficiali dalla Farnesina. Abbiamo in casa tre televisori tutti accesi, stiamo ascoltando quello che dicono e restiamo in attese di conferme ufficiali". "Siamo contentissimi, abbiamo sempre creduto in un esito felice". Il fratello di Giuliana Sgrena, Ivan, cosi' ha commentato la liberazione. "La fiducia che abbiamo riposto nelle istituzioni ci ha premiato - aggiunge - abbiamo sempre creduto ad un esito positivo e alla fine abbiamo avuto ragione" In tarda serata arrivano notizie che alla gioia della liberazione uniscono il dolore per la morte del funzionario del Sismi. Una truppa americana avrebbe aperto per errore il fuoco sull'auto che trasportava la reporter a Baghdad. Nella sparatoria è rimasto ucciso il funzionario del Sismi Nicola Calipari che aveva svolto un ruolo da mediatore per la sua liberazione.

Joyce Russo

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Giovedi, 3 Marzo, 2005

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Nuove Br. Ergastolo per la Proietti, 20 anni alla Banelli

Venti anni a Cinzia Banelli

Roma, 2 marzo 2005
Ergastolo a Laura Proietti, 20 anni a Cinzia Banelli , alla quale non sono state riconosciute le attenuanti della collaborazione con la giustizia, ma solo quelle generiche. E' questa la sentenza emessa dal gup Luisanna Figliolia per le due imputate.

Per quanto riguarda Laura Proietti - spiega il pm Franco Ionta - è stato riconosciuto in pieno l'impianto accusatorio. A Cinzia Banelli non sono state riconosciute le attenuanti della collaborazione con la giustizia, ma solo quelle generiche, e il giudice ha inflitto all'imputata addirittura 6 anni in più di quanto richiesto dalla pubblica accusa.

Il gup Luisanna Figliolia ha stabilito inoltre che Cinzia Banelli e Laura Proietti debbano versare 400mila euro ciascuna per Olga Di Serio e Valentina D'Antona, rispettivamente moglie e figlia del giuslavorista ucciso in via Salaria. Per quanto riguarda i tre familiari di Emanuele Petri, costituiti parte civile, ogni imputata dovrà versare 50mila euro. Oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, la Proietti dovrà pubblicare a sue spese la sentenza su tre giornali.

Legale D'Antona: pene severe, ma fatti molto gravi
"Le pene inflitte sono molto severe ma non dimentichiamo che stiamo parlando di fatti molto gravi". E' il commento dell'avvocato Luca Petrucci, legale della famiglia D'Antona assieme alla collega Cristina Michetelli. "Bisognera' vedere ora quale sarà l'orientamento della Corte d'assise che dovrà pronunciarsi per gli stessi fatti sulla posizione di altri quindici imputati che non hanno optato per il rito abbreviato".

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Cronaca. Incendio al Jolly Hotel di Napoli, evacuato l'albergo

Il Jolly Hotel

Napoli, 2 marzo 2005

"Non sappiamo ancora da dove proviene il fumo". Il direttore dell' Hotel Jolly, Alfredo Lamberti, smentisce la testimonianza di un cliente, che ha visto fiamme al 28esimo piano: "Nessuno può aver visto delle fiamme, perché erano ingabbiate". Ma non sa spiegare cosa abbia determinato l'incendio che questa mattina si è sviluppato nel grattacielo, obbligando la direzione ad evacuare l'edificio.

Le fiamme potrebbero essersi sviluppate al diciottesimo piano, dove sono in corso dei lavori, ma attraverso un condotto interno sono giunte fin quasi alla sommità del grattacielo. E' ancora in corso l'evacuazione dei clienti che si trovavano ai piani alti, in particolare al ventottesimo, dove testimoni riferiscono di aver visto le fiamme in alcune camere da letto.

Alcuni dipendenti dell'hotel, usciti all'esterno, hanno detto di non essere stati autorizzati a parlare con i media.

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E' morto Alberto Castagna
il dottor Stranamore della tv
Aveva cominciato come giornalista al Tg2. Baudo lo portò allo show
Si è inventato un genere: quello della storia umana in diretta


ROMA- Alberto Castagna è morto oggi a Roma. Il popolare conduttore di "Stranamore" si è spento nella sua casa romana, sembra a causa di un'emorragia interna. Castagna, 60 anni, era nato a Castiglion Fiorentino nel 1945. Pochi anni fa aveva avuto gravi problemi di salute ed era stato più volte operato al cuore per la dissecazione dell'aorta.

Da poche settimane Castagna era tornato su Retequattro con la dodicesima edizione di Stranamore. Il programma che aveva inventato undici anni prima - con ascolti record - era stato interrotto nel '98 per i suoi problemi di salute. Nel 2001, dopo undici interventi, Castagna era tornato su Canale 5 con il suo "Stranamore".

Proprio qualche giorno fa, in una delle ultime interviste, aveva commentato il nuovo ricovero di Giovanni Paolo II ricordando la tracheotomia subìta nel '98. "Oggi, quando ho visto in televisione un otorino, che faceva vedere come funziona la cannula applicata al Papa, ho rivissuto un anno e mezzo della mia tragedia" aveva detto, aggiungendo: "Anche io sono stato al Gemelli e per un certo periodo proprio al decimo piano dove si trova adesso Giovanni Paolo II". Un calvario medico che il conduttore aveva raccontato nel libro "La mano sul cuore".

Trenta anni di carriera giornalistica ma soprattutto 15 spesi da conduttore tv: per tutti il volto di Alberto Castagna è soprattutto quello incorniciato dallo zucchetto di lana e dal baffo ammiccante in Stranamore, la trasmissione dagli ascolti record che inaugurò dal '94 una nuova stagione nei format tv.
Nato a Castiglion Fiorentino nel 1945, Castagna inizia la carriera giornalistica al Piccolo di Trieste. Nell'81 il passaggio al Settimanale, nell'82 l'assuzione al Tg2, in cui, dopo qualche anno in cronaca, diventa inviato speciale.

A scoprire le potenzialità di intrattenitore del cronista cogli occhi azzurri e il baffo sornione è Pippo Baudo. Nell' 88 gli affida i collegamenti esterni di Serata d'onore, il varietà che, dopo la sfortunata esperienza a Canale 5 e il 'purgatorio' su RaiTre, segna per Pippo il ritorno sulla grande ribalta. Da lì Castagna passa a Mattina 2, dando il via al sodalizio con Michele Guardì.

Dopo un paio di stagioni Guardì promuove Castagna a conduttore dei Fatti vostri per dare il cambio a Fabrizio Frizzi. Castagna coglie al volo l'occasione, imponendo il suo stile familiare, ammiccante. Nel 1993 il passaggio miliardario a Mediaset, giustificato con una battuta celebre: "Sono un povero col metabolismo da ricco". Con tutti gli occhi addosso, Castagna inizia male l'avventura a Canale 5. Il primo programma, Sarà vero, è un mezzo flop. "Ti credo, era tutto sbagliato", sarà, mesi dopo, l'onesta ammissione.

L'anno successivo il boom di Stranamore, il "varietà dei cuori infranti" adattato da un format olandese, uno dei maggiori successi tv degli anni 90. E' il 1994, gli ascolti volano a 10 milioni, Castagna gira l'Italia in camper in cerca di storie e gestisce con maestria il thrilling delle porte che si aprono per vedere se l'amante deluso torna a far pace. Sui giornali le polemiche sono roventi.

Non piace che un giornalista in tv si faccia "cupido" tra amanti in lite "pronti a scroccare viaggi premio alle Maldive". Crescono anche le "chiacchere" su presunti casi di falso nel programma. "Qualcuno ci ha fregato - taglia corto Castagna con la consueta schiettezza dopo che Piero Chiambretti, in un programma di RaiTre, documenta un caso di falso - ma il programma è onesto, staremo più attenti".

Edizione dopo edizione il successo di Stranamore si rafforza. E Castagna diventa conduttore a tempo pieno: guida Complotto di famiglia, Bellissima, l'estivo Cuori e denari. Le prime vere grane sono del '95: I fotografi lo pescano nudo in barca con l'attrice Francesca Rettondini. E' l'altra faccia del successo: la moglie, Pucci Romano, dermatologa, da cui è consensualmente semi-separato e le aveva dato la figlia Carolina per la quale Alberto stravede, chiede il divorzio. Per circa cinque anni rimane insieme alla Rettondini ma, dopo i gravi problemi di salute, si riavvicina alla moglie.

Alberto è rincorso ovunque dai flash dei paparazzi e incappa anche nello scandalo delle case Inpgi a equo canone, per un appartamentino a Roma. Ma è nel '96 che la sua fiaba di '"giornalista prestato al varieta" subisce i primi veri colpi. In maggio viene sospeso per due mesi dall'ordine dei giornalisti per aver fatto incontrare per la prima volta, a Stranamore, un bimbo di 10 anni e il padre marine, giunto dagli Usa. Poi ospita in studio due bimbi, che definisce figli di un pentito di mafia. Si scoprirà che l'uomo era un millantatore, ma l'Odg del Lazio lo radia, per aver violato le norme sui minori e aver messo a rischio la loro vita.

Castagna prepara il ricorso e intanto esordisce da attore nella Villa dei misteri. Il regista Beppe Cino lo paragona "a un altro Alberto nazionale: Sordi", ma la fiction, modesta, non convince il direttore di Canale 5 Giorgio Gori, e va su Retequattro. E quando Sodano sostituisce Gori, Alberto dichiara: "stapperò una bottiglia di champagne".

Non c'è molto da festeggiare: Sodano, direttore della RaiDue che Castagna lasciò per Canale 5, annuncia: "Per Stranamore penso alla Venier". Alberto va al Costanzo show a dire "fatemi andare in onda o chiedo i danni". Dodici ore dopo Costanzo diventa direttore di Canale 5 e Castagna, dopo aver "stappato un'altra bottiglia", torna a guidare il "suo" show per l'ultima volta. E' un'edizione dai grandi ascolti, che apre alle coppie gay e che la critica rivaluta. Non mancano le polemiche stavolta con Carramba e Per tutta la vita, "che copiano".

Ma la svolta negativa arriva nel '98. Già in febbraio Castagna sa di doversi operare. Rimanda, ha paura, scrive una "lettera testamento" alla figlia. Ai primi di luglio l'operazione a Pavia poi l'imprevisto: l'aorta cede. Un doppio aneurisma all'aorta lo costringe a sottoporsi nel giro di pochi giorni a due interventi chirurgici molto delicati e a una lunga degenza in ospedale prima a Pavia e poi al Gemelli di Roma.

Torna in tv nell'aprile 2001 sempre con Stranamore e la prima puntata registra ancora un record: 10 milioni di spettatori e il 40% di share. Negli ultimi anni il programma non conferma il suo successo mentre Castagna si impegna in una battaglia legale contro i medici dell'ospedale di Pavia a sua volta accusato di diffamazione e poi assolto. Attualmente Stranamore andava in onda su Retequattro il venerdì.

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Mercoledi, 2 Marzo, 2005

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Chiesa. Ratzinger: Il Papa e' in grado di dire cose essenziali. Notte tranquilla, domani il bollettino

Giovanni Paolo II saluta dal Gemelli

Roma, 2 marzo 2005
Ancora una notte tranquilla per Giovanni Paolo II, ricoverato al Policlinico Gemelli. Stamane sono previsti controlli di routine e esercizi per la respirazione e il recupero della parola. Un nuovo bollettino medico sarà diffuso domani dal portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. Stamane Navarro Valls è arrivato al Policlinico Gemelli per parlare con i medici.

E dal cardinale Joseph Ratzinger sono arrivate notizie rassicuranti, ieri. "Il Santo Padre ha parlato con me in tedesco e in italiano. Si è mostrato molto presente. Lavorerà nelle materie che gli ho consegnato. Sono molto contento di vedere che il Santo Padre è pienamente presente mentalmente e anche capace di dire cose essenziali con la sua parola", ha detto.

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Cronaca. Bombe carta contro le caserme dei carabinieri a Milano e Genova

Un cassonetto esploso a Genova

Genova, 2 marzo 2005

Quattro bombe artigianali sono state fatte esplodere nei pressi delle caserme dei carabinieri a Milano e a Genova. Non ci sono feriti, soltanto leggeri danni. Le bombe, sia a Milano e sia a Genova, erano state nascoste dentro cassonetti dei rifiuti in prossimità delle caserme e fatte esplodere con un breve intervallo di tempo.

A Milano, la seconda bomba è esplosa all'arrivo della polizia sul posto, senza tuttavia colpire nessuno. Secondo gli inquirenti, gli ordigni potrebbero essere stati messi nei cassonetti da teppisti o da militanti dell'estrema sinistra, ha riferito un responsabile locale parlando sotto anonimato.
"E' un brutto e inquietante segnale che non va assolutamente sottovalutato", ha
detto il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato.

Gli inquirenti sembrano perseguire la pista anarchica

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Martedi, 1 Marzo, 2005

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Quirinale. Ciampi: Governo e Csm dialoghino, rasserenare il clima

Carlo Azeglio Ciampi

Roma, 28 febbraio 2005
"L'auspicio che ancora oggi formulo è che tra Parlamento, Governo e Consiglio Superiore della Magistratura si svolgano sempre e soltanto confronti e dialoghi costruttivi su tutti i temi cruciali concernenti il sistema Giustizia. Occorre ogni sforzo per rasserenare il clima". Lo afferma il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel suo discorso ai nuovi uditori giudiziari.

Nel suo incontro con i nuovi uditori giudiziari Ciampi afferma: "Dà conforto constatare che nuove energie sono in arrivo per intensificare la lotta contro quello che - non mi stanco di ripeterlo - è il nemico mortale della giustizia, la durata eccessiva dei processi, che spinge i procedimenti, sia civili sia penali, a ridosso del limite al di là del quale comincia il dominio della 'non giustizia'.

Una giustizia che non arriva, o che non arriva in tempi ragionevoli, è una giustizia negata con grave lesione dei diritti fondamentali dei cittadini e dei fondamenti stessi della democrazia. Ho ancora vivo il ricordo delle frasi pronunciate in proposito dal Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione nella sua relazione inaugurale dell'anno giudiziario in corso. Auspico che le linee di mutamento che egli ha indicato possano realizzarsi in un prossimo futuro. Mi riferisco alla necessità di rivedere e ripensare alcune procedure e all'accelerazione di programmi intesi a rendere più efficiente l'organizzazione giudiziaria anche mediante l'impiego diffuso e razionale dello strumento informatico. Alcuni segnali positivi vengono dalle recenti esperienze sul processo telematico, che mi auguro possa avere in tempi brevi uno sviluppo sempre più ampio".

Ciampi sottolinea che "la Costituzione europea, che i Paesi membri dell'Unione si apprestano a ratificare, fa riferimento esplicito alla necessità di forme di cooperazione sempre più intense, anche in vista del riavvicinamento delle normative, pur nel rispetto delle particolari culture giuridiche. Non dovete mai perdere di vista che questa è ormai la cornice stabile che racchiude l'ambito della vostra attività di magistrati".

Per Ciampi "le sentenze, le requisitorie, le ordinanze e tutte 'le pronunce degli Organi giudiziari di ogni ordine e grado possono essere criticati anche con toni forti': così si è espresso più volte, anche all'unanimità, il Consiglio Superiore della Magistratura, aggiungendo che 'l'esercizio del diritto di critica non deve tradursi tuttavia in prese di posizioni tali da delegittimare l'attività giudiziaria'. In occasione dell'insediamento del Consiglio Superiore della Magistratura attualmente in carica ho ribadito che la stabilità delle Istituzioni 'si fonda sulla divisione dei poteri e sul rispetto pieno e reciproco delle funzioni di ciascuno. Sicchè sta ai magistrati così come a tutti coloro che sono investiti di pubbliche responsabilit non travalicare i confini istituzionali e non alimentare le tensioni' ".

"Il Paese - continua Ciampi - può e deve contare su questa serenità e su questo superiore equilibrio, per preservare il quale dovete sempre sapere anestetizzare le vostre reazioni, anche davanti ad attacchi avvertiti come ugualmente diretti alle persone o all'intero ordine giudiziario. E' questo l'unico modo non soltanto di essere ma anche di apparire autonomi e indipendenti, rafforzando con ciò stesso la fiducia dei cittadini nella giustizia".

"Per parte mia - conclude Ciampi - sarò sempre garante attento e severo dell'autonomia e dell'indipendenza e strenuo difensore del prestigio della Magistratura. L'auspicio che ancora oggi formulo è che tra Parlamento, Governo e Consiglio Superiore della Magistratura si svolgano sempre e soltanto confronti e dialoghi costruttivi su tutti i temi cruciali concernenti il sistema Giustizia. Occorre ogni sforzo per rasserenare il clima".

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Cultura. Il poeta e senatore a vita Mario Luzi e' morto

Mario Luzi

Firenze, 28 febbraio 2005
Il poeta e senatore a vita Mario Luzi è morto. "Mario Luzi, grande poeta e senatore a vita, si è spento stamani nella sua casa fiorentina. E' una gravissima perdita per la citta' e per il paese. Siamo profondamente addolorati".
L'annuncio e' del sindaco di Firenze Leonardo Domenici, incaricato dalla famiglia Luzi di rendere pubblica la notizia. Secondo il racconto dei familiari, la morte per Luzi e' sopraggiunta mentre era ancora nel suo letto, prima di alzarsi come ogni mattina. Luzi aveva compiuto i 90 anni lo scorso 20 ottobre. Pochi giorni prima, il 14 ottobre, era stato nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Ciampi. La città - ricorda una nota dell' ufficio stampa del Comune di Firenze - lo aveva festeggiato con un convegno ed una cerimonia che avevano portato a Firenze poeti, intellettuali e politici.

Mario Luzi è nato a Firenze, il 20 ottobre 1914 e «diversamente da altri importanti poeti della sua generazione come Bertolucci, Caproni e Sereni, è stato pressoché‚ subito riconosciuto: la sua era un'«immagine esemplare» (secondo una famosa definizione di Carlo Bo) già nel 1940, quando il poeta non ancora ventiseienne viveva in quella capitale della letteratura italiana che era la Firenze degli anni trenta, la città allora di Montale, Gadda, Palazzeschi, Vittorini, Gatto, Pratolini e altri. Il precoce riconoscimento comportò anche un'etichetta - Luzi poeta ermetico, anzi il poeta ermetico per antonomasia. Ma la vastità dell'opera luziana fa sì che egli sia un poeta plurimo: il primo Luzi (fino agli anni cinquanta) è significativo rappresentante di una lirica esistenziale (soprattutto con Sereni, suo prediletto interlocutore in poesia). Poi si apre la svolta: il punto di vista non è più tra l'io e la realtà, non c'è più giudizio (o pregiudizio): il poeta assume per sé‚ il ruolo umile e superbo di scriba, in un rinnovamento degli istituti del dire poetico e delle prospettive fondamentale per il tardo Novecento, affine, per quanto diversissimo, all'altro prediletto compagno di poesia, Giorgio Caproni.

L'opera poetica di Mario Luzi è stata raccolta in un volume dei 'Meridiani', la prestigiosa collana di letteratura della casa editrice Mondadori. Curato da Stefano Verdino, il 'Meridiano' comprende tutte le poesie del grande autore fiorentino.
Il volume percorre un arco di 60 anni e dà modo al lettore di passare dalla stagione ermetica ai momenti di meditazione lirica degli anni Cinquanta, dalle fasi aperte e dialogiche del suo lavoro negli anni Sessanta e Settanta alla verticalità, alle accensioni e ai movimenti poematici degli ultimi due decenni.

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Nuove Br. Laura Proietti si dissocia

Un covo delle nuove Br

Roma, 28 febbraio 2005
Uno scarno memoriale in cui si dissocia dall'organizzazione delle Brigate Rosse. E' quanto leggerà Laura Proietti in aula domani, durante l'udienza del rito abbreviato.

Nel memoriale Laura Proietti, 32 anni romana, arrestata nell' ottobre del 2003 a Poltu Quatu in Sardegna, dove faceva la cameriera in un villaggio turistico, spiega di aver preso le distanze dalle Br proprio dopo la rapina ad un ufficio postale in provincia di Siena, avvenuta dopo l'omicidio D'Antona. "Si tratta della formalizzazione di quanto Laura Proietti - spiega il suo avvocato Tagliaferri - ha sempre sostenuto". Nel memoriale non si parlerebbe di pentimento, nè si fa cenno ad alcuna collaborazione.

La Proietti è accusata di banda armata, rapina e dell' omicidio di Massimo D'Antona, il collaboratore dell'ex ministro del Lavoro Antonio Bassolino, ucciso in via Salaria a Roma nel maggio del 1999.

Laura Proietti è chiusa nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Sabato scorso è stata interrogata, per rogatoria su disposizione del gip di Roma, D'Alessandro, nell' ambito dell'indagine sulle rapine Br a Mezzana e Siena (per cui ha ricevuto una ordinanza di custodia cautelare). In quella sede, avrebbe ammesso per la prima volta le sue responsabilità per l'omicidio D'Antona.

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