Martedi, 31 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Iraq. Caduto un elicottero italiano: quattro morti
Baghdad Baghdad, 31 maggio 2005 Un elicottero AB-412 dell'Aviazione dell'Esercito, in forza al 6 ROA, con base presso l'aeroporto di Tallil è caduto questa notte, per cause ancora in corso di accertamento, a circa 13 miglia a Sud-Est di Nassiriya. Il velivolo - dice un comunicato del ministero della difesa - era in fase di rientro dopo aver accompagnato all'aeroporto internazionale di Kuwait City, un militare del contingente improvvisamente interessato da un grave lutto familiare, attualmente in viaggio verso l'Italia. Poco dopo il decollo dalla base di Camp Buehring presso la quale il velivolo aveva fatto uno scalo per rifornimento carburante, si è perso il contatto radio. Sono scattate le ricerche condotte con velivoli da ricognizione Predator ed elicotteri HH-3F e A-129, che hanno portato all'individuazione del relitto localizzato poco prima delle 06:00 (ora locale) in una zona desertica poco distante dalla base di Tallil. I componenti dell'equipaggio Il maresciallo Domenico Leggiero a Rai News 24: l'elicottero
non aveva alcuna scorta L' elicottero Agusta Bell Ab 412, ha spiegato, "è
un ottimo velivolo. I 2 piloti erano grandi professionisti e sulle
cause dell' incidente sono aperte tutte le ipotesi, non ultime quelle
dell' attentato". Il sottufficiale ritiene, però, che
"i responsabili dovrebbero dire le reali capacità operative
degli elicotteri d' attacco Mangusta. Attualmente non sappiamo nemmeno
quale sia il tipo di Mangusta che opera a Nassiriya, fatto sta che
in una missione da trasporto che normalmente prevede la scorta in
territorio operativo il Mangusta non c' era". Berlusconi: sono profondamente addolorato ---------------------------------------------------------------------------------------------- Banca d'Italia. Fazio: la situazione dei conti pubblici rimane difficile. Crescita zero, deficit al 4%
Antonio Fazio Roma, 31 maggio 2005 L'analisi del governatore, nella Considerazioni Finali,
è quasi impietosa, e parte da lontano. Da quando, negli anni
ottanta, la spesa primaria corrente, al netto degli interessi e degli
investimenti, era aumentata in media del 4,2% in termini reali, per
poi essere contenuta all'1,2% negli anni del grande risanamento che
consentì l'adesione all'Unione monetaria, dal 1994 al 2000.
"Nell'ultimo quadriennio la spesa è, ogni anno, aumentata,
in termini reali, in media del 2,4%". Se non superiamo la criticità è in gioco
lo sviluppo ---------------------------------------------------------------------------------------------- Procreazione. Il Papa appoggia l'astensione. Capezzone: un'ingerenza inaudita
Benedetto XVI Roma, 31 maggio 2005 -------------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 30 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Afghanistan. Kabul rassicura sulle condizioni della Cantoni. Una settimana fa, l'ultima telefonata
I manifesti per la liberazione di Clementina Kabul, 29 maggio 2005 Risale ad più di una settimana fa l'ultima volta che i negoziatori hanno potuto sentire direttamente la voce di Clementina Cantoni. "Per quanto ne so, l'ultima telefonata di Clementina risale a sabato scorso", dice Lutfullah Mashal, portavoce del ministero dell'interno di Kabul. Che tuttavia continua a dirsi ottimista sulla liberazione dell' italiana, perché "i contatti con i sequestratori - assicura - sono regolari e continui. E abbiamo la certezza che sta bene". "Pensiamo che Clementina tornerà presto a noi sana e salva - dice Mashal - anche se bisogna avere pazienza in questi tempi difficili. I negoziati richiedono tempo". Kabul cerca di ribadire lo sforzo che il governo Karzai, "in pieno accordo" con Roma, sta facendo per liberare l'ostaggio, ormai da quasi due settimane in mano alla banda di Timor Shah, il talebano. E Mashal infatti ricorda "l'enorme mobilitazione" in sostegno di Clementina. A cominciare dalle vedove, che "a centinaia sono scese per strada. Piangono per lei, dicono che fa parte delle loro famiglie". E poi gli Ulema, che hanno emesso una 'Fatwa', un decreto religioso, "per ricordare a tutti noi che gli ospiti dell'Afghanistan devono essere sempre protetti". Secondo il governo di Kabul i rapitori tutto questo lo sanno bene. Mashal li blandisce: "noi sappiamo che hanno una cultura e che tengono nel massimo riguardo i leader religiosi e i capi del loro villaggio. Questi, ora, li stanno implorando di fare la cosa giusta". Anche perché la giovane italiana di Care, "ha dato molto all'Afghanistan, un paese che ha molti problemi e che stiamo ricostruendo dopo anni di guerra. Clementina era, è e sarà sempre una parte della soluzione di questi problemi". In ogni caso le indagini proseguono e con gli italiani "la questione è risolta", afferma il portavoce del ministro Jalali, facendo riferimento alle polemiche dei giorni scorsi. "Abbiamo deciso di comune accordo che ci sia un solo interlocutore a gestire i contatti con i rapitori. E questo è il ministero dell'interno afghano". "Stiamo lavorando giorno e notte con il governo italiano e quello americano, con ISAF e le forze della coalizione, con i capi tribù e i leader religiosi - continua Mashal - perché l'italiana possa tornare alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti quelli che hanno bisogno del suo aiuto. La salvezza di Clementina è la prima, la più alta, la sola priorità". ---------------------------------------------------------------------------------------------- Chiesa. In 200mila a Bari per accogliere Benedetto XVI
I giovani attendono il Papa Bari, 29 maggio 2005 Primo viaggio del pontificato di Benedetto XVI che oggi a Bari celebrerà la messa conclusiva del XXIV congresso eucaristico nazionale sul tema "Senza la domenica non possiamo vivere". Attesa per eventuali dichiarazioni sul referendum relativo alla procreazione assistita, ma Ratzinger potrebbe anche evitare l'argomento. Circa 200mila persone si sono radunate sulla spianata di Marisabella per salutare il Pontefice, giunto nel capoluogo pugliese intorno alle 9.30. Ad accogliere il Papa i presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera, il ministro dell'Interno, Pisanu e i vertici delle istituzioni locali. Molti dei pellegrini, soprattutto i più giovani, hanno trascorso la notte sulla spianata dormendo nei sacchi a pelo. Da questa mattina all'alba cantano, anche accompagnati dalle chitarre, e incuranti della temperatura estiva per nulla attenuata dalla brezza marina. I giovanissimi, che provengono da diverse località d'Italia hanno issato striscioni sui quali è scritto: "Non abbiamo paura... anche noi nella vigna del signore"; oppure, riprendendo l'inno del prossimo raduno mondiale della gioventu': "Siamo venuti per adorarlo". Numerosi i disabili del centro-sud presenti a Bari: secondo stime fornite dall'Unitalsi sono circa 1.200. -------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 29 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Statali. Maroni: "Soldi ben spesi. Avanti con la modifica del modello contrattuale"
Il ministro del Welfare, Roberto Maroni Roma, 29 maggio 2005 Il ministro del Welfare Maroni, intervistato dal Giornale sul contratto siglato con gli statali, afferma che i soldi concessi ai lavoratori del pubblico impiego sono "ben spesi" e respinge le critiche di Federmeccanica. "Noi abbiamo fatto riforme importanti - afferma il ministro - nonostante la posizione di certe imprese che non volevano cambiamenti. Se avessimo aspettato certi industriali le regole del lavoro non le avremmo cambiate con al legge Biagi". Otterremo più efficienza Avanti anche senza la Cgil ---------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi: nessun primogenito nella Cdl
Il premier, Silvio Berlusconi Olbia, 29 maggio 2005 Silvio Berlusconi precisa che per il momento non c'è nessun "primogenito" che possa raccogliere l' eredità del centrodestra e che il prossimo leader sarà deciso con "regole democratiche" dal partito moderato, che resta il progetto politico principale del presidente del Consiglio. Sul versante economico assicura che nella Finanziaria 2006 saranno trovate le risorse necessarie a finanziare il nuovo contratto con gli statali e a consentire di agire ancora sull' Irap, anche dopo il primo taglio riguardante il costo del lavoro. All'attacco sull'economia I rapporti con Montezemolo Nessun primogenito per la successione nella Cdl L' ultimo pensiero prima di lasciare Olbia, va a Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan. Il premier e' cauto, ma si dice "fiducioso" sul buon esito del lavoro del governo, dei diplomatici e dell'intelligence italiani. "Ho sentito anche oggi il sottosegretario Gianni Letta al riguardo", spiega ai cronisti. Alla sua liberazione, conclude, "ci stanno lavorando in molti e siamo fiduciosi".
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Sabato, 28 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Confindustria. Montezemolo: "E' ora di scelte impopolari". Fassino: relazione condivisibile. Fini: manca di autocritica
Luca Cordero di Montezemolo Roma, 26 maggio 2005 "Non è più tempo di rinvii, l'emergenza economia impone di agire". All'assemblea degli industriali all'Auditorium di Roma, il presidente di Confindustria Luca Montezemolo, lancia un nuovo allarme sulla situazione economica italiana e avverte le parti sociali e politiche: in questa fase di recessione "dobbiamo evitare di fare la fine dei polli di Renzo, che si beccavano ferocemente mentre venivano portati al macello. Noi non vogliamo andare al macello". "Servono scelte alte, coraggiose e probabilmente popolari. schiacciati sul presente e divisi sul passato rischiamo di prestare poca attenzione al nostro futuro - ha denunciato Montezemolo- Mai come oggi abbiamo bisogno di una politica alta, che assuma responsabilità, prenda decisioni e non si smarrisca in defatiganti dispute sul perimetro degli schieramenti, sia nel centrodestra che nel centrosinistra". In questi momenti difficili servono "scelte coraggiose. In questi casi il consenso segue e non precede le azioni. Non si possono accontentare tutti, lo diciamo al governo e alla maggioranza di fronte alle scelte di queste ore in materia economica e fiscale". A maggioranza e opposizione Montezemolo dice chiaro: "Togliete la testa dalle urne elettorali. Fate scelte di rigore orientate allo sviluppo e alla competitività internazionale che sono le chiavi del nostro futuro". Per questo Montezemolo invita le forze politiche "a superare la logica del distruggere prima tutto quello che ha fatto il governo precedente e poi avviare il proprio programma. Se si perde tempo a distruggere non ci sara' poi il tempo per costruire". E inoltre "basta con riforme tese solo a cambiare il nome del ministro che le propone. Basta con le scuse sulle eredita' lasciate dalle amministrazioni precedenti. E questo vale per ieri, oggi e domani". L' Irap "grava solo sul lavoro italiano e sul capitale investito nel nostro territorio" e "va abolita non solo perché ce lo chiede l' Europa - dice Montezemolo - Togliere l'Irap sul lavoro è urgente per far recuperare competitivita"' e la riduzione va realizzata intervenendo sulla componente costo del lavoro "in maniera diretta e proporzionale, senza elementi discriminati per le imprese industriali e la loro dimensione". Gli industriali spiegano però che "questa operazione va fatta senza pregiudicare i conti dello Stato", individuando le poste di spesa pubblica da tagliare, perché "non vogliamo pagare con piu' deficit questa tassa che comunque deve essere rimossa". Berlusconi: ce la faremo Fini: analisi viziata da interessi di parte Prodi: una relazione forte e bella Fassino: relazione condivisibile Casini: capacità di analisi, a volte dura Epifani: un passo indietro Angeletti: sul contratto ha torto --------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 27 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Prodi: la decisione che ho preso ieri e' volta all'unita' non alla divisione
Romano Prodi Rimini, 26 maggio 2005 "La decisione che ho preso ieri e' stato un gesto di responsabilita' verso gli italiani". Lo ha detto Romano Prodi intervenendo al congresso della Cisl dell'Emilia-Romagna a Torre Pedrera (Rimini). "Perche' la lista dell'Ulivo - ha aggiunto - e' la condizione necessaria per avere un governo stabile e forte. Gli italiani hanno detto che questa e' la strada che da' un'idea chiara per la quale vogliono che noi proseguiamo. Con l'Ulivo abbiamo vinto le Europee, con l'Ulivo e l'Unione abbiamo vinto le regionali. Il mio - ha spiegato ancora Prodi - e' stato un atto volto non alla divisione ma all'unita', a una visione di lungo periodo, uno strumento perche' il futuro eventuale Governo resista ai momenti difficili e drammatici che in una legislatura possono esserci. L'Unione e l'Ulivo - ha ribadito - sono il centro della mia roposta politica e sono il motivo del mio ritorno alla politica italiana". ---------------------------------------------------------------------------------------------- Economia. Ciampi: "Ognuno deve fare la propria parte"
Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi Latina, 26 maggio 2005 Per rafforzare le nostre industrie, cosa importante perché non si vive di solo turismo, è necessario instaurare un clima di comprensione e collaborazione tra le parti sociali". Lo ha ribadito il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi incontrando a Latina gli amministratori e gli imprenditori locali durante la sua visita alla città. Il capo dello Stato ha poi posto l'accento sul legame tra mondo del lavoro e Università sottolineando che è necessario "rafforzare tutte le strutture che debbono provvedere alla preparazione di una manodopera specializzata, a tutti i livelli, fino a quello universitario". Il confronto deve unire Ognuno deve fare la propria parte Giovedi, 26 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Bambino annegato.Gli inquirenti: "Parziale ma sostanziale confessione"
I carabinieri del Ris a casa Magni Lecco, 26 maggio 2005 C'e' stata una "parziale ma sostanziale confessione" di Maria Patrizio. Lo hanno detto gli inquirenti nel corso della conferenza stampa sulla morte del piccolo Mirko Magni, il bimbo di 5 mesi anngeato una settimana fa nella sua abitazione a Casatenovo, in provincia di Lecco. "Al fermo di Maria Patrizio si è arrivati dopo una settimana di indagini concluse, in questa prima fase, con una parziale ma sostanziale ammissione da parte di Maria Patrizio". Lo ha affermato poco fa il colonnello Michele Di Santo, comandante provinciale dei Carabinieri di Lecco, in apertura della conferenza stampa convocata per fare il punto sulle indagini legate alla morte del piccolo Mirko Magni di Casatenovo. Il colonnello ha spiegato che elementi fondamentali per l'indagine si sono rivelati: il contrasto tra le dichiarazioni rese dall'indagata nell'immediatezza dei fatti - che già di per sé ponevano alcuni dubbi sul reale svolgimento dei fatti rispetto alla ricostruzione fornita dalla giovane donna - con quanto trovato dagli inquirenti sulla scena del crimine; le contraddizioni tra le dichiarazioni rese dalla mamma e quelle fornite da altre persone, in particolare il marito e il suocero; l'autopsia sul bambino e gli esperimenti sulla vaschetta in cui era immerso il corpo per accertare le possibili modalità della morte; gli esami tecnici sulle lesioni presenti sul corpo della mamma al fine di verificare la loro compatibilità con l'asserita aggressione; gli accertamenti di natura biologica e genetica sui reperti trovati sulla scena "criminis"; le dichiarazioni rese dall'indagata in sede di interrogatorio (la scorsa notte) del tutto contrastanti con quelle rese precedentemente e costituenti una parziale ma sostanziale confessione. Maria Patrizio, la madre del piccolo, ricoverata in ospedale nella notte dopo un malore, assistita dai suoi legali ,è stata a lungo ascoltata dal magistrato Giovanni Gatto Subito dopo è avvenuto il trasferimento a Milano. Secondo indiscrezioni raccolte da 'Repubblica', la donna avrebbe confessato di aver attraversato un momento di follia. La donna, all'interno del carcere, è tenuta sotto stretta sorveglianza perché si teme possa commettere qualche gesto disperato. --------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 25 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Moratti, ultima riforma a sorpresa
e per decreto Venerdì sarà presentato in consiglio dei ministri l’ultima parte della riforma della scuola targata Moratti, quella riguardante le scuole secondarie superiori. Il provvedimento è da tempo nell’occhio del ciclone. Negli ultimi mesi diverse bozze della riforma sono circolate alimentando le polemiche e la confusione. Fulvio Fammoni, segretario nazionale della Cgil, ed Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil avvertono in una dichiarazione congiunta: «Apprendiamo dai mezzi di informazione che il consiglio dei ministri, nella seduta di venerdì 27 maggio, approverà lo schema di decreto legislativo relativo al nuovo assetto della scuola secondaria superiore». Quale sia il testo che sarà portato in Consiglio, esclusa una ristretta cerchia, nessuno sa considerato che ormai siamo alla decima versione. Da ciò che si evince - osservano comunque - non cambia la sostanza di un provvedimento da noi già duramente contestato in relazione alle principali scelte di merito (differenziazione della secondaria in percorsi paralleli e distinti; forte indebolimento dell'asse tecnico; annullamento del ruolo e dell'identità dell'istruzione professionale). La questione certa è che venerdì prossimo, se il decreto legislativo sarà approvato, si consumerà ciò che noi giudichiamo essere uno strappo istituzionale molto grave. Il Governo, infatti - spiegano - presenta uno schema di Decreto legislativo senza alcun confronto con le Confederazioni e i sindacati di categoria. Infatti, l' ultimo incontro risale a molti mesi fa e poi più nulla. La scuola diventa così una proprietà privata della maggioranza e del Ministro per cui non si avverte neanche l'esigenza di dare sostanza al confronto con le parti sociali». Il provvedimento, del quale sono state sfornate una decina di versioni, è ancora in queste ore alle limature finali, soprattutto nella parte che riguarda la copertura finanziaria (già ipotizzata in una delle ultime bozze in circa 93 milioni di euro, oltre 24 mln per il 2006 e più di 68 mln dal 2007) da concordare con il dicastero dell'Economia. Uno dei punti più controversi rimane la divisione in due canali «di pari dignità»: i licei, che hanno un carattere maggiormente propedeutico all'università, e l'istruzione e formazione professionale che è più mirata all'immediato ingresso nel mondo del lavoro. Il canale della formazione professionale è di competenza delle regioni stabilendo però livelli essenziali di durata del percorso, prestazioni e qualificazione dei docenti. Le Regioni perciò saranno autonome nella gestione e nell'organizzazione dell'offerta formativa, ma all'interno di standard nazionali fissati in sede di conferenza Stato-Regioni. Altri problemi da risolvere riguardano l’istituzione di campus che, si legge all’art.1, dovrebbero essere organizzati «Per la realizzazione delle finalità dell'intero sistema educativo e per l'attuazione di un forte legame con il mondo del lavoro, dell'economia e delle professioni». Un trattamento «sicuramente gravissimo sul piano istituzionale», secondo la Cgil, è stato riservato alle Regioni: «Nessun incontro con le Regioni su una materia che vede una loro competenza costituzionale e un loro interesse oggettivo molto forte». «Ora ci sono, dopo le elezioni dello scorso aprile, i nuovi Consigli regionali, i nuovi Presidenti e, in molti casi, i nuovi Assessori e non si avverte l'esigenza - fanno notare Fammoni e Panini - di un incontro vero prima del Consiglio dei Ministri! Insomma, le Regioni sono relegate nei loggioni con tutti gli altri soggetti in attesa che - concludono - chi può decida per poi graziosamente sentire le osservazioni». L’assessore della regione toscana all'Istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha scritto una lettera aperta al ministro Moratti per chiedere di realizzare subito incontri tecnici bilaterali tra Ministero della Pubblica Istruzione e Regione Toscana per definire le intese necessarie sulla programmazione scolastica dopo che la corte costituzionale ha attribuito competenze in materia alle regioni. Simoncini ricorda come il silenzio che il ministero ha fatto calare sull’argomento sia dannoso e rischi di sfociare in un conflitto istituzionale. Anche i Ds si fanno sapere indignati dell'atteggiamento del ministro e del modo in cui la riforma viene portata avanti: «Apprendiamo che il ministro Moratti intende far approvare dal Cdm di venerdì l'ennesima bozza di decreto sulla scuola superiore. Sarebbe un atto di arroganza, non solo rispetto alle forze politiche di opposizione, ma anche alle forze sociali che sul quel decreto hanno avanzato serie e motivate obiezioni».Lo afferma Andrea Ranieri, responsabile Scuola, Università e Ricerca della Segreteria nazionale della quercia. «Ma il fatto più grave - prosegue - è che l'eventuale approvazione di quel testo costituirebbe un pesante strappo istituzionale con le regioni, che su questo decreto devono esprimere non solo un parere, ma sono piuttosto chiamate a una intesa. Una approvazione di un testo del decreto mai presentato alle regioni sarebbe viziata da palese incostituzionalità. Un'altra scelta avventurista di un governo morente - conclude Ranieri - per spingere la scuola pubblica italiana nel caos». ---------------------------------------------------------------------------------------------- OCSE. L'Europa dell'euro non cresce. Italia in recesssione, rapporto deficit/Pil al 4,4% nel 2005. Serve piu' mercato
Per l'OCSE nell'aea euro indifferibili riforme strutturali Parigi, 24 maggio 2005 Dall'inizio dell'anno l'Italia è in recessione e il deficit nel 2005 si attestera' al 4,4%. Inoltre "in assenza di nuove iniziative, continuerà a salire anche nel 2006, come conseguenza della graduale eliminazione delle una tantum. L'indebitamento del settore pubblico si stima che salira' sia nel 2005 sia nel 2006". Per l'Italia, l'Organizzazione prevede una leggera ripresa solo a fine anno-inizio 2006, "grazie ad una nuova ripresa del commercio mondiale, un miglioramento della produttività del lavoro e un alleggerimento fiscale". Ma le questioni di fondo restano: "Per rimediare ai fattori responsabili della mediocre competitività dell'Italia servono riforme strutturali - ammonisce l'Ocse - Le trattative sui salari dovrebbero essere riadattate per meglio tener conto dell'evoluzione della produttività. I settori protetti dovrebbero essere più aperti alla concorrenza - si legge - in modo da ridurre in maniera decisiva i costi a monte e le pressioni inflazionistiche. La riduzione del debito dovrebbe essere accelerata, in modo da favorire un alleggerimento della fiscalità e un aumento degli investimenti in capitale fisico e umano". "Lo scenario omogeno con una ripresa che si sarebbe diffusa in maniera paritaria nel paesi dell'Ocse non si è materializzato", ammette l'Ocse: se gli Usa hanno rispettato le attese di un "soft landing" con un'economia che crescera' quest'anno del 3,3% rispetto al 3,6% previsto a dicembre, e se il Giappone mantiene le promesse di ripresa con un Pil in crescita dell'1,5% e 1,7% nel 2005-2006 dal 2,1-2,3% previsto in precedenza, l'Asia accelera, non si puo' dire altrettanto per l'Europa continentale con l'area euro appesantita da paesi in recessione come l'Italia e dalla Germania, in crescita solo dell'1,2% e del 2% nel 2006. Ma allora è l'euro uno dei fattori del rallentamento dell'Europa? No, dice l'Ocse, anzi: "Dal suo avvio, l'Unione monetaria europea ha prodotto benefici inestimabili per i paesi membri", grazie ad una maggiore "stabilità finanziaria interna" e dai "tassi di interesse storicamente bassi" così come alla creazione di "un contesto di stabilità dei prezzi che ha retto al test dell'aumento delle quotazioni del petrolio". Nel lungo periodo, tuttavia, nota l'Ocse, il successo dell'Uem richiede da parte di tutti misure per i mercati finanziari e del lavoro e anche misure di omogeneizzazione nelle strutture finanziarie dei paesi membri. "In questo contesto -sostiene l'Ocse- qualunque siano le difficolta' politiche, rimane urgente andare avanti con un'ulteriore integrazione economica e riforme strutturali". --------------------------------------------------------------------------------- Martedi, 24 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Casini si arrabbia: il Parlamento faccia il suo dovere e scelga i due giudici per la Corte costituzionale
Pierferdinando Casini Roma, 24 maggio 2005 "E' intollerabile questa situazione in cui di settimana in settimana si rinvia la scelta dei giudici della Corte Costituzionale". Il Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, a margine di un convegno sulla logistica a palazzo San Macuto, non nasconde la sua insoddisfazione per la mancata elezione di due membri parlamentari della Corte costituzionale. "Mi auguro che domani i gruppi parlamentari vogliano esprimere delle candidature - dice Casini - perché è intollerabile questa situazione in cui di settimana in settimana si rinvia la scelta dei giudici della Corte costituzionale".
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Clementina Cantoni Kabul, 22 maggio 2005 Scade questo pomeriggio alle 16 e 30 ora italiana l'ultimatum
dei rapitori di Clementina Cantoni. Il capobanda Timor Shah, presunto
portavoce dei rapitori, cerca di mettere pressione ai mediatori al
lavoro per ottenere la liberazione della coordinatrice di Care International. Nuovi contatti ci sarebbero stati ieri tra i sequestratori di Clementina Cantoni e chi conduce i negoziati per il rilascio. Lo si è appreso da fonti afgane vicine all'inchiesta. Secondo le fonti, durante uno di questi contatti i rapitori avrebbero nuovamente fatto parlare l'ostaggio con uno dei negoziatori afgani. --------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 22 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Comunali. Ballottaggi in Sardegna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia
Sono più di 380 mila gli elettori Roma, 22 maggio 2005 Si chiude la tornata elettorale elettorale per le elzioni
amministrative: urne aperte stamane per i ballottaggi in Sardegna,
Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Complessivamente sono
più di 380 mila gli elettori chiamati a rinnovare 18 amministrazioni
comunali e una provinciale. Sulla scena politica, all'interno delle due coalizioni di maggioranza e opposizione, il dibattito è acceso sulle questioni della leadership. Ieri, intervenendo dal Brasile, il presidente della Camera Pierferdinando casini ha detto che la questione della leadership nel centrodestra è un "falso problema". Nel centrosinistra Francesco Rutelli, della Margherita, ribadisce la leadership di Romano Prodi ma rivendica al contempo le scelte fatte. --------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 21 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Afghanistan. Ministero dell'Interno afghano: vicini alla liberazione della Cantoni. Gruppo islamico rivendica rapimento
Le vedove scese in piazza a Kabul Kabul, 18 maggio 2005 Dopo aver ribadito la matrice "non politica" del rapimento, il portavoce si è detto ottimista sugli sviluppi dell'inchiesta: "Siamo sicuri che l'ostaggio è ancora in città perché abbiamo bloccato tutte le uscite ed è impossibile che i sequestratori si siano allontanati. Riteniamo ha ripetuto - di essere molto vicini alla liberazione". Gruppo islamico rivendica il rapimento Non è stata ancora appurata l'attendibilità della rivendicazione, ma una fonte dell'emittente ha detto che l'uomo aveva chiamato con il cellulare della Cantoni. Shah ha chiesto che il governo metta al bando la vendita di alcolici e un programma televisivo musicale chiamato "Il mercoledì sera", e ha chiesto anche maggiore sostegno alle scuole coraniche nel Paese. --------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 20 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Giro d'Italia. Vince McEwen, Danilo Di Luca resta in maglia rosa
Robby McEwen Roma, 18 maggio 2005 Paolo Bettini (Quickstep) ha preso parte alla volata chiudendo in quinta posizione. Danilo Di Luca del team Liquigas Bianchi ha conservato la maglia rosa di leader della classifica generale. Invariati i distacchi in classifica generale rispetto all'arrivo di tappa di lunedì a Ravenna. Di Luca guida con 9" di vantaggio su Ivan Basso, 35" su Paolo Savoldelli, 1'15" su Damiano Cunego, 1'27" su Dario David Cioni e i 1'35" su Stefano Garzelli. Gilberto Simoni è decimo a 2'11" dietro all'ucraino Serhiy Honchar (+1'39") e al tedesco Markus Fothen (+2'10"). Perquisizione Nas in hotel --------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 19 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Trasporti. Venerdi' sciopero di otto ore di tram, autobus e metropolitana
Un tram a Milano Roma, 18 maggio 2005 --------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 18 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Conti pubblici. Ocse: Italia poco competitiva e senza crescita. Tagli alle tasse possibili solo con riduzione spesa
Una fabbrica tessile Parigi, 18 maggio 2005 In Italia è in atto una "ripresa modesta" dall'inizio del 2004 che "procederà a ritmo moderato nel 2005 e 2006" destinata a "rimanere più lenta di quella degli altri paesi Ue". E' la previsione che l'Ocse fa per il Paese nel Rapporto Italia pubblicato a una settimana dall'uscita dell'Outlook che darà invece le nuove stime per il Paese. Nell'ultimo Outlook di dicembre l'Ocse stimava per l'Italia una crescita del Pil dell'1,7% quest'anno e del 2,1% per il 2006. Per quanto riguarda l'inflazione nello studio l'Ocse prevede che anche qui il divario con i paesi Ue "dovrebbe accrescersi di nuovo nel 2006". Gli esperti di Parigi ammettono che l'Italia ha comunque fatto dei grossi progressi sul fronte dell'occupazione anche se, avverte, resta elevato il livello di protezione per gli occupati con contratto permanente ed esistono ampi divari territoriali nei risultati del mercato del lavoro". Ulteriori provvedimenti strutturali Abbandonare i condoni Riduzioni permanenti della spesa L'Ocse, che darà le sue previsioni di deficit e debito per l'Italia il 24 maggio in occasione dell'Outlook economico di primavera, prevede anche un ulteriore dell'avanzo primario "a causa di una forte dinamica verso l'alto della spesa pubblica" e "un deficit del settore pubblico superiore al 3" nel 2005 e più elevato nel 2006". --------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 15 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Berlusconi: niente soldi per gli statali.
Sindacati pronti allo sciopero Lotta lunga e duratura. Dopo l’ennesimo stop
nelle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro di oltre tre
milioni di statali, i sindacati si preparano ad una escalation della
mobilitazione, a cominciare da scioperi generali regionali e di categoria.
La risposta di Cgil, Cisl e Uil dipenderà dall'esito della
riunione del 19 maggio a Palazzo Chigi. Un appuntamento fissato in
un colloquio telefonico tra i leader sindacali, Guglielmo Epifani,
Savino Pezzotta, e Luigi Angeletti, e lo stesso premier, Silvio Berlusconi.
Al quale già da ora i sindacati hanno posto un altolà:
no al taglio dell'Irap con le risorse stanziate per il contratto e
quelle aggiuntive, risultato della mediazione di questi giorni. «Se
giovedì prossimo non avverrà il chiarimento e il governo
non accetterà l'intesa che era stata raggiunta sul rinnovo
dei contratti pubblici, daremo vita da giovedì a tutte le forme
di lotta in modo lungo e duraturo ... e quando dico tutto c'è
anche lo sciopero», ha detto il leader Nelle intenzioni del governo, il confronto dovrà riguardare l'intero quadro economico del Paese, alla luce dei dati diffusi dall'Istat sul pil, e non solo i contratti pubblici. Diversa la posizione dei sindacati, che chiedono un tavolo distinto per il rinnovo, e accusano il governo di aver dato «cifre gonfiate». Dopo la divulgazione delle stime preliminari dell'Istat, che hanno mostrato il Pil a -0,5% nei primi tre mesi del 2005 dopo un -0,2% negli ultimi tre mesi del 2004, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha infatti sentenziato che poiché l'economia rischia la «stagnazione» il governo non è disponibile ad «avallare» richieste di aumento che comportino costi ritenuti eccessivi. Al termine del Consiglio dei ministri che si è concluso con un nulla di fatto per gli statali i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno convocato d'urgenza i vertici delle categorie per fare il punto. Un confronto, durato circa due ore, nel corso del quale i sindacalisti sono stati costantemente informati sulle dichiarazioni del capo del governo nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri. «Non è vero, come ha detto Berlusconi - ha sottolineato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani al termine della riunione - che aumenti del 5% sono oltre l'inflazione. E non è vero che comporterebbero un costo aggiuntivo intorno al miliardo di euro. Queste affermazioni di Berlusconi sono del tutto fuori luogo. C'è un modo di gonfiare le cifre che non è assolutamente serio». E anche secondo Pezzotta, «quello che dice Berlusconi non corrisponde alla realtà, perchè quello che abbiamo concordato l'altra sera con quattro ministri di questo governo è una cosa ben diversa. Con loro avevamo raggiunto un'intesa che prevedeva un aumento del 5,1%. Ci sembra che il governo voglia utilizzare gli ultimi dati sul Pil in maniera strumentale. È chiaro - ha detto - che non ci rifiutiamo di andare all'incontro, soprattutto perché siamo interessati a sapere qual è la reale situazione del Paese. Diremo innanzitutto che non c'è ragione di cambiare l'intesa che era stata raggiunta sui contratti pubblici e che non è possibile proseguire con la politica economica che è stata annunciata. Diremo poi - ha proseguito Pezzotta - che ci devono essere due tavoli distinti e separati, uno sui contratti e uno sulla situazione economica, perchè non si può mischiare l'Irap con i contratti pubblici». Mentre Angeletti ha tenuto a precisare che il sindacato «non accetterà mai che si finanzi la riduzione dell'Irap utilizzando in parte o in toto gli stanziamenti destinati al rinnovo dei contratti pubblicì». A soffermarsi di più sulle iniziative di lotta che si prospettano, nel caso in cui l'incontro di giovedì andrà male, sono stati i segretari di categoria. «Se il governo manterrà questa inaccettabile posizione - ha affermato il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda - è chiaro che giovedì decideremo un calendario articolato di lotta su tutto il territorio nazionale, che comprende sia forme di lotta generale che lotte articolate di categoria». «Questa vicenda - ha detto il segretario della Fps-Cisl, Rino Tarelli - ha avuto un epilogo amaro, è stato utilizzato il contratto come un campo di battaglia». --------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 14 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Contratto statali. Il governo convoca le parti sociali il 19 maggio. I sindacati: Berlusconi dice cose non vere
Il premier Silvio Berlusconi Roma, 14 maggio 2005 Nulla di fatto per il rinnovo del contratto degli statali, ieri sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Il governo rilancia l'idea di un nuovo patto sociale e convoca sindacati e imprenditori per il 19 maggio. "Ho sentito i leader sindacali. Sto aspettando, penso che ci incontreremo la prossima settimana, o l'altra". Lo ha detto il Premier, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il Governo non può accordare aumenti medi per
il contratto del pubblico impiego di 111 euro, ha detto il Premier.
"I sindacati - ha detto il Premier - chiedono aumenti medi del
5%", e questo porterebbe ad incrementi "da 95 a 111 euro"
in media. "Il presidente del Consiglio fa dichiarazioni che non corrispondono alla realtà: l'intesa che avevamo concordato con il governo, o almeno con quattro ministri, è una cosa diversa". Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti replicano seccamente alle parole di Silvio Berlusconi. Cgil, Cisl e Uil decideranno giovedì prossimo, dopo l'incontro con il governo a Palazzo Chigi, la risposta da dare nel caso la mediazione raggiunta per i contratti del Pubblico impiego ("aumenti del 5,1%", ribadiscono) non venisse accettata. "Da giovedì siamo pronti a tutte le forme di lotta, in modo lungo e prolungato", avverte Savino Pezzotta assieme a Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti al termine di una riunione con i leader delle categorie interessate al rinnovo. Tutte le forme di lotta "nessuna esclusa". È Pezzotta, al termine di una riunione dei leader con i sindacati del Pubblico impiego, a farsi portavoce della valutazione comune: "Primo, abbiamo raggiunto un'intesa che prevedeva aumenti del 5,1% e per noi questa mediazione deve essere accettata così com'è. Secondo - prosegue - non è corretto mischiare le questioni contrattuali e quelle economiche, anche perché ci sembra strano che la mediazione sia stata fatta senza conoscere la situazione economica. Utilizzare oggi i dati del Pil è strumentale. Se martedì il governo e Siniscalco non sapevano della gravità dei conti il giudizio dovrebbe essere diverso". Per il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, la politica economica del governo è all' ''8 settembre" . Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ha dichiarato che da giovedì i sindacati sono ''pronti a tutte le forme di lotta, in modo lungo e duraturo".
Economia. Pil: Montezemolo, le cifre mostano un paese in recessione
Montezemolo Roma, 13 maggio 2005 "I parametri sono negativissimi. Oggi, se leggete i giornali, tutti si sono accorti della situazione, le cifre fanno vedere un Paese in recessione". Questo quanto ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo nel corso del suo intervento al convegno Ancma su Europa, competitività e servizi. Montezemolo ha avuto anche un breve colloquio con il vicepremier Gianfranco Fini, che ha esortato a introdurre più concorrenza nel sistema paese. La Confindustria è poi preoccupata del contratto degli statali, di cui si parlera' approfonditamente oggi, durante il consiglio dei ministri. Il consiglio dei ministri di oggi dovrebbe anche esaminare la riduzione dell'Irap per 12 miliardi in tre anni e decidere sulle nomine ai vertici delle aziende pubbliche. --------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 13 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Contratto statali. Maroni: non e' stato ancora trovato l'accordo. Baccini: il premier convochera' le parti sociali
Maroni Roma, 13 maggio 2005 "Il Consiglio dei ministri ha deciso di affidare al presidente del Consiglio la convocazione delle parti sociali, che avverrà prima possibile". Lo ha detto il ministro per la Funzione pubblica, Mario Baccini. Ai giornalisti che chiedevano se ci fosse un accordo sulle disponibilità economiche, Baccini ha risposto: "C'è stato un ampio dibattito, non parlerei di cifre ma è emerso un senso di responsabilità da verificare con le parti sociali". ---------------------------------------------------------------------------------------------- Fiat. A Melfi chiesta la cassa integrazione per 5000 dipendenti
Gli scioperi dei dipendenti di Melfi Melfi, 13 maggio 2005 A causa del protrarsi dello sciopero dei cosiddetti "bisarchisti", gli addetti al trasporto delle auto prodotte nello stabilimento, la Fiat ha deciso di fermare dalle ore 22 di stasera le linee della fabbrica di Melfi (Potenza), dove si producono Punto e Lancia Y: l'azienda chiederà dunque la cassa integrazione per circa 5.000 operai. La protesta degli autisti delle bisarche è cominciata
diversi giorni fa, per chiedere l'adeguamento delle tariffe: un incontro
si è svolto ieri a Roma, ma non ha risolto la vertenza. Il
trasferimento delle automobili prodotte a Melfi è avvenuto
con i treni, ma il numero di vetture accumulate nei piazzali ha indotto
l'azienda a bloccare la produzione. --------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 12 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Contratto statali. Fallito l'incontro tra governo e sindacati
Epifani,Pezzotta e Angeletti Roma, 11 maggio 2005 Il lungo incontro informale tra i leader di Cgil Cisl
e Uil e i ministri dell'Economia, Domenico Siniscalco, della Funzione
Pubblica, Mario Baccini, delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno
e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta non
ha sbloccato la trattativa per il rinnovo contrattuale del pubblico
impiego. Dopo il vertice di questa mattina a Palazzo Grazioli e l'annuncio
della riunione con i sindacati, sembrava che qualcosa si fosse sbloccato,
ma nel pomeriggio e' arrivata la richiesta della Lega Nord di inserire
la questione nell'ambito del rilancio dell'economia, anticipando il
Dpef a maggio. Alemanno: problemi di compatibilità economica ---------------------------------------------------------------------------------------------- Immigrazione. E' emergenza a Lampedusa. Strasburgo accoglie il ricorso contro i rimpatri
530 clandestini sono arrivati a Lampedusa Strasburgo, 11 maggio 2005 Con l'arrivo del bel tempo e' ripreso l'assalto dei
clandestini alla coste siciliane. E il centro di prima accoglienza
di Lampedusa rischia il collasso. Oltre mille extracomunitari giunti
nell' isola delle Pelagie in nove sbarchi consecutivi nelle ultime
24 ore sono stipati in una struttura nata per ospitare un massimo
di 190 persone. Il "bollettino" degli sbarchi viene aggiornato
in continuazione Con l' emergenza sbarchi scoppiano anche le polemiche
--------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 11 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Competitivita'.Via libera della Camera. Ora il provvedimento torna in Senato
Via libera della Camera al decreto sulla competitività, che ora torna al Senato per il via libera definitivo. Il provvedimento dovrà essere approvato entro la fine settimana: scade il 15 maggio. "E' un provvedimento molto modesto ma non inutile perche' nessun provvedimento lo e'. Pero' all' economia del paese serve molto di piu"'. Lo ha detto il segretario dei Ds, Piero Fassino, commentando il decreto sulla competitivita'. La novità più rilevante del breve passaggio
a Montecitorio è lo stralcio della parte della riforma del
diritto fallimentare che introduceva nuove fattispecie e una riduzione
di pena per la bancarotta fraudolenta. Dal massimo di dieci anni di
reclusione, si passava a sei. Le nuove norme erano già state
approvate in ---------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Riapre Villa Gregoriana a Tivoli, il plauso di Ciampi: "Ci vuole coesione fra tutte le forze della nazione"
Carlo Azeglio Ciampi Tivoli, 11 maggio 2005 "Ci vuole questa coesione fra tutte le forze vive della nazione. Questo è quello che predico ormai da sei anni in Italia, da una parte all'altra". Con queste parole Carlo Azeglio Ciampi ha inaugurato la riapertura di villa Gregoriana di Tivoli, sottolineando che questo risultato è il frutto di un lavoro che ha visto insieme le autorità pubbliche di governo e amministrative di ogni livello e di ogni colore politico insieme alle imprese private. Rivolgendosi alla platea di rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali -presenti, fra gli altri, il vicepresidente del Senato Domenico Fisichella, i ministri per i Beni culturali Rocco Buttiglione e per le infrastrutture Pietro Lunardi, il governatore del Lazio Piero Marrazzo e il presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra, oltre a imprenditori e banchieri - Ciampi ha elevato a "esempio" l'impegno profuso per giungere alla storica riapertura della Villa Gregoriana di Tivoli. Il presidente della Repubblica ricorda, infatti, che
"la Regione Lazio con un'amministrazione di un certo colore ha
cominciato l'opera e ora un'amministrazione di un altro colore l'ha
completata". Il susseguirsi delle maggioranze, per Ciampi, "non
deve togliere niente a questa continuita' di partecipazione convinta
di tutte le istituzioni, interessate a mantenere questa nostra Italia
per quel che è". ---------------------------------------------------------------------------------------------- Referendum. Le dichiarazioni di Fini dividono AN. Selva: un errore. Matteoli: giusta la liberta' di coscienza
Gianfranco Fini Roma, 11 maggio 2005 Gianfranco Fini annuncia che voterà 'sì' a tre dei quattro referendum abrogativi della legge sulla fecondazione assistita e apre un confronto vivace, anche aspro, all'interno di Alleanza Nazionale, divisa sulla partecipazione al voto. "Per il bene che voglio a Fini e per l'aiuto che ritengo di avergli dato nell'accreditamento presso il mondo cattolico- dice il presidente della commissione Esteri della Camera Gustavo Selva - giudico il passo da lui compiuto, al di fuori di ogni organo direttivo del partito, non soltanto un errore personale, ma un cambiamento di linea culturale, etica, politica, di Alleanza nazionale, 'cattolica e nazionale' come è scritto nelle tesi di Fiuggi. Fini è il leader - continua - scelto dagli iscritti, e quindi con una responsabilita' di guida e di indirizzo degli elettori, dai quali non può separarsi con una semplice dichiarazione di 'libertà di voto' di ogni cittadino, anche se iscritto ad An". "Piu' che mai in questo caso, infatti - osserva
il dirigente "Sono contento che il presidente Fini abbia dato
liberta' su questo tema e che abbia fatto una sua scelta molto coraggiosa
in un paese come il nostro dove si accusano gli uomini politici di
non prendere mai posizione", dice invece Altero Matteoli, vicepresidente
di An e ministro dell'Ambiente. "Sono contento che su questi
argomenti il partito abbia opinioni diverse - aggiunge - penso che
non ci possa essere un ordine tassativo: ognuno ha una sua coscienza,
un suo approccio". Poi però precisa: "Io non andro'
a votare ma apprezzo un presidente di partito che prende una posizione
cosi' netta e personale e non puo' che essere una posizione personale
di fronte a una questione come questa". Più preoblematico e critico l'approccio del sottosegretario
all'Interno Alfredo Mantovano, coordinatore in Puglia di An: "Quello
che non capisco, che proprio non riesco a capire, è: cos' è
cambiato? Quand' è che abbiamo Rincara la dose con un un pizzico di malizia l'ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri: "La dichiarazione di voto del nostro presidente, del presidente di Alleanza nazionale, è diventata subito evento mediatico. Un conto - dice Gasparri al Corriere della Sera - sono le parole mie, di Urso, di Alemanno o di qualsiasi altro leader del partito, un conto, altro peso, inevitabilmente, hanno, avranno quelle di Fini". Ma, avverte Gasparri, "ho la presunzione di pensare che, alla fine, a prevalere sarà la linea dell'astensione. Che è la mia". --------------------------------------------------------------------------------- |
Martedi, 10 Maggio, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------
Caso Calipari. Palazzo Chigi: il Sismi ha operato secondo le direttive del Governo. Domani gli accertamenti sull'auto
Nicola Calipari Roma, 8 maggio 2005 I cinque periti nominati dalla procura di Roma domani cominceranno ad analizzare la Toyota Corolla a bordo della quale stavano, la sera del 4 marzo a Baghdad, Nicola Calipari, Giuliana Sgrena e un altro 007. L'auto, rimasta dieci giorni all'aeroporto militare di Pratica di Mare, è arrivata ieri nei laboratori della Direzione anticrimine centrale. Accertamenti importanti, soprattutto dopo la pubblicazione dei due rapporti dell'indagine congiunta Italia-Usa che raccontano nelle conclusioni due verità diverse su quanto accadde al posto di blocco. --------------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 9 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Elezioni. Seggi aperti in 8 province e 573 comuni. Si vota in Sardegna, Trentino Alto Adige e Val d'Aosta
Due milioni di italiani al voto Roma, 8 maggio 2005 --------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 8 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi e Casini due leader a confronto. La Lega dice no al partito unico
Berlusconi e Casini Roma, 7 maggio 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Contratto statali. Il premier: chiudere in fretta, come è da vedere
Gli statali in piazza Roma, 7 maggio 2005 --------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 7 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Borsa. Via libera da Bankitalia all'opa di Abn Amro su Antonveneta
Il logo della Banca d'Italia Roma, 7 maggio 2005 Via libera da Bankitalia all'opa di Abn Amro su Antonveneta. Via Nazionale ha rimosso l'ultimo ostacolo formale sulla strada dell'istituto olandese impegnato in una battaglia senza esclusione di colpi con banca popolare di lodi per il controllo del'istituto padovano. La Banca popolare di Lodi prepara a sua volta il proprio prospetto informativo che sarà presentato lunedi' alla Consob. Ora si attende per metà maggio il pronunciamento di bankitalia sull'ops del banco di bilbao per Bnl. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Piazza Fontana. Sara' il governo a pagare le spese processuali
La strage di Piazza Fontana Roma, 6 maggio 2005 Sara' il governo a pagare le spese precessuali addebitate ai parenti delle vittime della strage di piazza Fontana. Palazzo Chigi interviene così sulla recente sentenza della Corte di Cassazione che, oltre ad assolvere definitivamente i tre ex neofascisti Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, aveva anche stabilito che fossero i parenti delle vittime a pagare le spese. Il Consiglio dei Ministri ha accolto all'unanimita' la proposta del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Il consiglio dei Ministri -riferisce il comunicato emesso al termine della riunione- ha accolto all'unanimita' la proposta del presidente Berlusconi di assumere a totale carico della presidenza del Consiglio le spese processuali relative alla recente sentenza della Cassazione sull'attentato di Piazza Fontana a Milano. Il governo considera tale impegno come un atto di doveroso rispetto e di solidarieta' per i familiari delle vittime di quel criminale attentato terroristico", avvenuto a Milano il 12 dicembre del 1969. --------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 6 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- I.N. Caso Calipari. Berlusconi in Parlamento: discrepanze con gli USA irriducibili e non marginali. Ma restiamo in Iraq. Berlusconi e' intrervenuto a Montecitorio
Roma, 5 maggio 2005 "L'impossibilità di giungere a conclusioni condivise dimostra che l'inchiesta congiunta italo-americana non è riuscita a ultimare il suo compito. Va ribadito, però, che a decisione americana di condividere con noi le indagini sulla morte di Nicola Calipari è senza precedenti e che Washington l'ha assunta accogliendo le richieste italiane". Così il premier Silvio Berlusconi ha aperto poco dopo le 9.30 il proprio intervento alla Camera, costruito su due pilastri: la validità del dossier italiano sui fatti del 4 marzo 2005 e le ragioni che inducono il governo a non mettere in discussione la permanenza delle truppe italiane in Iraq. "L'opposizione ha mantenuto mi sembra un atteggiamento responsabile, non è stata messa in discussione l'alleanza con gli Usa", ha detto il presidente del Consiglio ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul dibattito seguito alle sue comunicazioni sul caso Calipari. Intorno alle 11.30, conclusi gli interventi alla Camera, il premier ha ripetuto il suo discorso in Senato. Il lavoro degli inquirenti Divergenze non marginali Gli errori dell'esercito americano L'amicizia tra Roma e Washington resta Perché ancora in Iraq ---------------------------------------------------------------------------------------------- Lavoro. Contratto statali, Pezzotta da' i 7 giorni al governo: dopo vedremo quali iniziative di lotta adottare
Savino Pezzotta Roma, 5 maggio 2005 "Al governo lasciamo ancora sette-dieci giorni al massimo perché possa riflettere e convocare subito le parti per il rinnovo". Così il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, al suo arrivo all'assemblea nazionale del delegati del Pubblico Impiego: un incontro dal quale le segreterie di Cgil-Cisl-Uil vogliono uscire con il mandato per stabilire le iniziative di lotta in caso di mancato rinnovo del contratto. "Ci sono i lavoratori della ricerca che aspettano da 40 mesi - ha aggiunto Pezzotta - poi c'è la scuola, i medici, tutti gli statali e i dipendenti degli enti locali. Mi sembra veramente una situazione paradossale. Se la questione è economica si apra subito la trattativa, anche perché le nostre richieste sono dentro le regole. Se la questione è politica, è un problema. Il sindacato non si farà mortificare sul terreno della contrattazione". Per Pezzotta non si tratta di dare ultimatum al governo: "Non do mai ultimatum - ha detto - do semmai una pressione. Per le forme di lotta vediamo cosa fare: un bravo generale non dice mai la sua tattica all'inizio". ---------------------------------------------------------------------------------------------- Camorra. Droga, video poker e gioco d'azzardo: sgominati due clan del Salernitano
Ben 16 gli arresti eseguiti dalla Polizia Salerno, 5 maggio 2005 Dalle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato di Salerno ha eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di appartenenti a due associazioni a delinquere di stampo camorristico, operanti nell'intera provincia partenopea. Le attività illecite si estendevano dal controllo e gestione del gioco d'azzardo, alla infiltrazione nelle strutture pubbliche attraverso il condizionamento del diritto di voto dei cittadini con l'intimidazione mafiosa, al traffico di sostanze stupefacenti, nonche' alla gestione di postazioni di video-poker. Molte le estorsioni consumate a danno di numerosi imprenditori,
tra cui i titolari di industrie conserviere e nei confronti delle
ditte impegnate nei lavori di realizzazione del Depuratore del fiume
Sarno, una delle tre grandi opere attualmente in fase di realizzazione
nel territorio campano. Su questi lavori indaga una commissione parlamentare
d'inchiesta per presunte infiltrazioni camorristiche. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. Inchiesta Denise, svolta nelle indagini: indagata la sorellastra della piccola scomparsa
Denise Pipitone Mazara del Vallo, 5 maggio 2005 Sembra giunto ad una svolta il giallo di Mazara del Vallo, dove lo scorso settembre è scomparsa la piccola Denise Pipitone, una bimba di appena quattro anni. Secondo il quotidiano La Repubblica nel registro degli indagati è iscritta la sorellastra della bambina, figlia della prima moglie del padre di Denise. All'epoca del sequestro, la ragazza non aveva ancora compiuto 18 anni e dunque ad occuparsi di lei è la Procura dei minorenni di Palermo. La ragazza è indagata con l'accusa di avere avuto un ruolo, non si sa ancora quale, nel sequestro. I magistrati del capoluogo siciliano e quelli di Marsala lavorano in stretta collaborazione: a rafforzarsi sempre più è la pista della vendetta privata, della tragedia consumatasi nello stretto cerchio della famiglia. All'origine della scomparsa di Denise, secondo gli inquirenti, l'ostilità che l'ex moglie del padre naturale della bimba e della ragazza ora indagata avrebbero avuto nei confronti della mamma della bambina scomparsa, Piera Maggio. La svolta è arrivata dopo indagini lunghe e complesse
orientate dalle dichiarzioni che la ragazza rilasciò ai magistrati
all'epoca del sequestro. Affermazioni verificate attraverso intercettazioni
e tabulati telefonici che, come sospettato dagli inquirenti, hanno
smentito il racconto della giovane. --------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 5 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Caso Calipari. Bush telefona a Berlusconi. Domani il Premier in Parlamento
Nicola Calipari Roma, 4 maggio 2005 Il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha
chiamato al telefono il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
per un "lungo e cordiale colloquio". Lo ha riferito Palazzo
Chigi precisando che "il Presidente Bush ha rinnovato le espressioni
di cordoglio suo personale, del Governo e del popolo americano per
l'incidente avvenuto a Baghdad il 4 marzo scorso, nel quale ha perso
la vita il dottor Nicola Calipari. Calipari, ha aggiunto il Presidente
degli Stati Uniti, era un eroico servitore dell'Italia e amico stimato
degli Stati Uniti. Il Presidente Bush - continua la nota di Palazzo
Chigi - ha pregato il Presidente Berlusconi di farsi portavoce con
la famiglia Calipari per rinnovare i sentimenti di affetto e partecipazione
per la tragica scomparsa del loro caro. I due Paesi restano solidali
nell'impegno in favore del popolo e del Governo iracheno per la ricostruzione
di un Iraq stabile, libero e democratico". Domani alle 9,30 si terra' alla Camera l'informativa
urgente del presidente del Consiglio sugli esiti dell'indagine sulla
morte del funzionario del Sismi, Nicola Fini e Rice: non sono in discussione le relazioni tra
Italia e Usa Il Segretario di Stato, secondo quanto riferisce una nota della Farnesina, si è detta dispiaciuta che i lavori della Commissione congiunta sul tragico incidente che ha portato all'uccisione del sottor Nicola Calipari non siano giunti a conclusioni condivise. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. I genitori di Izzo revocano l'incarico alla difesa per rispetto alla memoria delle vittime
Angelo Izzo oggi Roma, 4 maggio 2005 La famiglia Izzo ha deciso di revocare l'incarico all'avvocato Guarnera, incaricato di difendere il mostro del Circeo dalle accuse per il duplice omicidio di Campobasso. I familiari di Angelo Izzo, in una nota, chiariscono che la famiglia "nel rispetto della memoria delle persone brutalmente uccise, non intende sostenere atteggiamenti giustificativi di qualsivoglia natura per quanto confessato ai giudici dal loro congiunto". Per questo motivo "la famiglia Izzo ha deciso di revocare l'incarico di patrocinio legale affidato all'avvocato Enzo Guarnera, confidando che questa decisione sia compresa come un segno di rispetto per le vittime innocenti di un delitto cosi' orrendo". Castelli: inchiesta, atto dovuto ---------------------------------------------------------------------------------------------- Competitivita'. Pene ridotte per la bancarotta. Castelli: presto saranno piu' severe. Angius: governo allo sbando
Roberto Castelli Roma, 4 maggio 2005 "Siamo in grado di prevedere, agendo all'interno della delega, per i reati più gravi e a maggior impatto sociale, delle pene adeguate". A poca distanza dal voto con il quale il Senato ha approvato il decreto per la competitività, sul quale il governo aveva posto la fiducia, il ministro della Giustizia Roberto Castelli accende la polemica sulle modifiche alle pene per la bancarotta, inserite nel maxiemendamento votato oggi. Il maxiemendamento equipara le pene edittali per il reato di bancarotta fraudolenta fino a un massimo di 6 anni di reclusione per la bancarotta propria e impropria, ma contemporaneamente la pena massima per la bancarotta fraudolenta scende da 10 a 6 anni, con conseguente riduzione dei termini di prescrizione. Una novità che scatena prima le varie correnti della magistratura, poi le forze politiche. Angius: governo al capolinea Giovanardi: le modifiche sono state introdotte in commissione Vegas: molto rumore per nulla Sulla stessa linea Castelli, che alla domanda se le nuove norme rischino di vanificare alcuni processi in corso, come quello per il crack Parmalat, precisa: "Assolutamente no. Tra l'altro, anche con il testo previsto oggi le prescrizioni restano quelle che sono". Per il Guardasigilli il governo, più che prendere le distanze dalla maggioranza al Senato, vuole "mandare un segnale al Paese che non potrebbe accettare una riduzione delle pene per reati gravi come la bancarotta fraudolenta". E quindi, "l'inasprimento delle pene riguarderà i reati che causano allarme sociale, come la bancarotta fraudolenta".
La versione del presidente della Commissione Giustizia
"Assistiamo insomma - conclude - piu' a una opposizione di tipo politico che a ragioni ragionatamente contrapposte e per quanto riguarda i grandi crac finanziari (Parmalat, Cirio) è solamente vero che nessuna preoccupazione devono avere i danneggiati, perché la delega prevede in detti casi aggravanti anche a effetto speciale". Cosa dice il testo approvato con decreto legge sulla
competitività --------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 4 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Strage di Piazza Fontana. Cassazione conferma le assoluzioni dei neofascisti. I familiari delle vittime: siamo nauseati
Piazza Fontana, foto d'archivio Roma, 4 maggio 2005 Non si è fatto attendere anche il commento degli
anarchici che parlano di "cronaca di una ingiustizia annunciata".
"La decisione su piazza Fontana è il rovesciamento tra
vittime e carnefici, di carnefici assolti e le vittime che restano
vittime senza il riconoscimento dell' ingiustizia subita", dice
Mauro Decortes, portavoce del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
Milano. Decortes, che è stato amico di Pietro Valpreda, aggiunge
che domani alle 11, con gli esponenti dell' Osservatorio Democratico,
gli anarchici del Circolo terranno una conferenza stampa sulla questione
davanti alla lapide che ricorda Giuseppe Pinelli in piazza Fontana.
"Come anarchici - ha aggiunto - non possiamo che ribadire che
la strage di Piazza Fontana resta una strage di stato. Così
come ribadiamo l'innocenza di Valpreda e il fatto che Pinelli fu assassinato.
La sentenza della Cassazione è un esempio emblematico per ricordare
che ci sono state e che ci sono ingiustizie".
--------------------------------------------------------------------------------- Martedi, 3 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Caso Calipari, il rapporto
italiano accusa gli Usa Due rapporti a confronto, due ricostruzioni dei fatti profondamente divergenti. Il caso Calipari, ricostruito dagli Stati Uniti e dall'Italia, si sdoppia: mentre gli Usa assolvono in pieno e giustificano con il rispetto delle regole d'ingaggio i loro soldati che il 4 marzo spararono sull'auto su cui viaggiava il funzionario del Sismi uccidendolo, la ricostruzione dei fatti degli italiani arriva a conclusioni diametralmente opposte. Furono un posto di blocco non segnalato e male organizzato, presidiato da soldati Usa stressati ed inesperti che hanno portato all' uccisione di Nicola Calipari. La relazione «non classificata» (ossia non soggetta a segreto) realizzata dai rappresentanti italiani è stata redatta dopo oltre un mese e mezzo di indagini insieme agli americani su quanto avvenuto il 4 marzo scorso lungo la strada che portava all' aeroporto di Baghdad. Una ricostruzione - lunga 52 pagine - che smonta, punto per punto, la versione americana: dalla velocità, alle segnalazioni dei militari americani, alle presunte mancate informazioni sulla missione di Calipari. Innanzi tutto il posto di blocco. Secondo il rapporto statunitense il check point era ben visibile e segnalato quindi l'auto su cui viaggiavano la Sgrena e Calipari avrebbe dovuto fermarsi o cumunque rallentare. Nessun segnale invece per la relazione italiana avvertiva «il traffico in arrivo della presenza del posto di blocco americano, cioè mancava la più elementare misura precauzionale sia del traffico civile, sia per i miliari stessi». «Una regola importante», aggiunge il rapporto, che «non era stata rispettata dagli operatori». Ma il posto di blocco non solo non era segnalato. È «a dir poco carente - afferma infatti il rapporto - l'attenzione con cui è stato predisposto e organizzato il Bp 541», cioè il check point in cui è stato ucciso Nicola Calipari. Una carenza organizzativa segnalata anche dal comandante di brigata Usa che, «inviando un messaggio al proprio comando dal luogo dell'incidente, ha stigmatizzato i problemi dell'organizzazione del Bp» con tre parole: «segnaletica, illuminazione e spazio». Chiariti questi due punti, per gli investigatori italiani diventa «non rilevante» la velocità della Toyota su cui erano Calipari, Sgrena e l' altro 007, che era alla guida. Secondo glli Usa la velocità dell'auto era sui 100 km orari e quindi una velocità eccessiva. Ma le testimonianze divergono sul punto, è scritto nel rapporto e comunque «la questione della velocità non appare rilevante, dal momento che non vi erano segnali di avvertimento che avrebbero imposto un'andatura comunque moderata». E nonostante ciò si ribadisce comunque che il conducente della vettura ha dichiarato che «al momento dell'apertura del fuoco l'auto viaggiava approssimativamente a 40-50 chilometri orari», mentre i soldati Usa «sostengono che l'auto andava a velocità sostenuta». E veniamo ad un altro punto contestato. I comandi Usa sapevano oppure no dell'operazione di liberazione della giornalista del Manifesto? Sapevano o no che quell'auto trasportava la Sgrena e i funzionari del Sismi? «Mentre è verosimile che la catena di comando statunitense non fosse formalmente a conoscenza del contenuto specifico della missione - si legge nel rapporto italiano - è, invece, indiscutibilmente certo ed assodato che fosse al corrente dell'arrivo del dottor Calipari» e dell'altro funzionario del Sismi, nonchè «della loro permanenza» e «dello svolgimento da parte loro di un'attività istituzionale». Il rapporto italiano spiega così uno dei punti più controversi di tutta la vicenda Calipari, quello sulla comunicazione alle autorità americane della missione del funzionario del Sismi. «Era stata infatti richiesta ed ottenuta - prosegue il documento - l'assegnazione di alloggi all'interno della base Usa di Camp Victory, nel caso la missione fosse durata più giorni». E inoltre, «i due funzionari del Sismi, armati di pistola, non avevano fatto mistero della circostanza che si stavano dirigendo verso una località di Baghdad e che sarebbero ritornati non appena cessate le esigenze operative, presumibilmente in serata». Infine un altro aspetto molto delicato: la scena dei fatti dove è avvenuta la sparatoria. Nel rapporto italiano di precisa che la scena «non è stata preservata come si presentava immediatamente dopo la sparatoria, nonostante il comandante di compagnia - che è intervenuto immediatamente dopo l'evento - e il responsabile del veicolo di blocco, fossero, nella vita civile, rispettivamente un sergente e un agente di polizia». Il rapporto italiano sottolinea inoltre che i veicoli del posto di blocco sono stati tutti rimossi ed è stato quindi impossibile rilevarne la posizione in cui erano la sera del 4 marzo. E non solo: del luogo della sparatoria, gli americani hanno messo a disposizione solo foto, non immagine da satellite. Pertanto, prosegue il documento italiano, «la notizia divulgata dai media circa l' esistenza di filmati satellitari relativi all' evento, ove si rivelasse attendibile, potrebbe far considerare l' ipotesi, che i rappresentanti italiani rifiutano e non ritengono verosimile, che taluno abbia voluto alterare, o occultare, dei mezzi di prova in danno della stessa autorità statunitense, degli operatori tecnici a loro supporto e del Gruppo investigativo congiunto». Ricostruiti i fatti, il rapporto italiano sottolinea come verosimilmente i militari abbiano sparato per stress e inesperienza. «Lo stato di tensione dipendente dalle circostanze di tempo, modo e luogo, e probabilmente da qualche livello di inesperienza e di stress - è scritto - abbia potuto indurre taluni militari a reazioni istintive e poco controllate». Ad esempio, il soldato americano che sparò contro l' auto ha dichiarato di «essersi sentito minacciato dall' avvicinamento dell'auto, di aver pensato alle figlie ed era letteralmente oberato di manovre da effettuare in tempi brevissimi». «La mancanza di riferimenti formali a regole chiare che avrebbero dovuto e potuto essere osservare - si aggiunge - rende problematica la precisa individuazione, attribuzione e graduazione di specifiche responsabilità individuali». E quindi le conclusioni: i rappresentanti italiani, «sulla base delle evidenze che è stato possibile acquisire, non hanno evidenziato elementi atti a far supporre che i fatti e le vicende che hanno portato alla tragedia siano riconducibili a elementi di volontarieta». ---------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi a 'Gente': alla fine, tutti nel partito unico dei moderati. Calderoli: meglio una federazione
Silcio Berlusconi Roma, 2 maggio 2005 "Ammetto, ho sbagliato a non fare campagna elettorale in prima persona. Ma, per vincere le prossime elezioni, punto tutto sul partito unico del centrodestra che metta insieme i nostri alleati. Il nome? Pensavo di chiamarlo Partito repubblicano, però mi sono ricordato che il Pri di Spadolini non è mai andato oltre il 5%. E allora credo che sia meglio mantenere il nostro brand, lavorando su una sigla, come potrebbe essere Alleanza per la libertà". Queste alcune anticipazioni dell'intervista di Silvio Berlusconi al settimanale 'Gente', in edicola mercoledì prossimo. "Bossi, dopo la malattia, è cambiato tanto - dice ancora Berlusconi a proposito del partito unico dei moderati - Buono e ragionevole. Ricordate quando diceva che dopo la devolution avrebbe sciolto la Lega? Beh, in un certo senso sarà così, perché tutti confluiranno nel nuovo partito unico. Il nome non e' ancora deciso, stiamo lavorando anche sul simbolo - ha concluso Berlusconi - e io sono ottimista". Berlusconi ha parlato anche dello stato dell'economia: "Mi sento ancora pronto a scommettere sulle elezioni del 2006, a patto di fare, in questi mesi, alcune cose importanti per aiutare quella parte dell'Italia più debole che ha pagato a prezzo altissimo l'ingresso nell'euro. Il Paese è tutt'altro che povero, ma ci sono famiglie monoreddito che hanno il problema della casa e non riescono ad arrivare alla fine del mese. Ecco, qui dobbiamo intervenire; cosi' come pensiamo di ridurre il debito, mettendo sul mercato nuove quote delle aziende Eni ed Enel, oppure vendendo i palazzi, i beni pubblici per fare cassa. Non saranno misure per ridurre il deficit, ma è necessario fare i conti con le esigenze reali del Paese, spesso diverse da quello che dice l'apparenza". "Se fossi nei panni di Prodi e Fassino - ha detto ancora Berlusconi - non mi farei troppe illusioni sul fatto di avere la vittoria in tasca, perché gli elettori hanno testa e giudicano: sanno - ha concluso il Presidente del Consiglio - che oggi magistratura, giornali e scuole sono in mano alla sinistra. E per avere una autentica democrazia ci vuole equilibrio, check and balance". Raggiunto dai giornalisti, il ministro per le Riforme Roberto Calderoli ha ricordato che Bossi sul partito unico non si è ancora pronunciato; né ha detto di voler sciogliere il Carroccio dopo l'approvazione della devolution. Calderoli, inoltre, ha ribadito la sua contrarietà al partito unico. La strada preferibile, ha spiegato, resta quella tedesca, con un rapporto federativo sull'esempio di quello tra il Partito bavarese e la Cdu. "E' lecito - sottolinea - decidere di fondare un partito unico del centrodestra, addirittura potrebbe essere anche auspicabile, se ciò dovesse avvenire per fusione di piu' forze politiche di rappresentatività territoriale nazionale, ma la decisione di entrarvi o meno spetta solo agli interessati". ---------------------------------------------------------------------------------------------- Chiesa. Il Presidente Ciampi incontra Benedetto XVI. E' la prima visita ufficiale di un Capo di Stato
Il Presidente a colloquio con il Pontefice Citta del Vaticano, 3 maggio 2005 A meno di un mese dall'elezione di Benedetto XVI, Carlo Azeglio Ciampi, questa mattina intorno alle undici, è arrivato in Vaticano per una visita ufficiale. Il Presidente della Repubblica è il primo capo di Stato ad incontrare il pontefice: Benedetto XVI ha dunque accolto Ciampi nella biblioteca privata del palazzo Apostolico. Il primo saluto tra i due è stato formalizzato in una stretta di mano e lo scambio di qualche battuta. Il Presidente della Repubblica, accompagnato dalla moglie, Franca Ciampi, e dal ministro degli Affari esteri, Gianfranco Fini, ha attraversato la Sala Clementina per giungere poi nello studio privato del Pontefice. Lì, Ciampi ha raccontato al Pontefice di essere entrato in quella stessa sala per la prima volta nel 1993. "Segno di una grande amicizia tra il Vaticano e l'Italia: è un bene per il mondo", ha subito risposto Benedetto XVI.
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Usa: «Auto veloce, tragico incidente. Per noi nessun colpevole» Altro che proficua collaborazione. Il rapporto unilaterale americano sulla morte di Nicola Calipari non concede nulla alle ragioni degli inquirenti italiani. Nel testo, diffuso dal comando Usa di Baghdad, non si ammettono dubbi o sfumature. Sono 45 cartelle piene di omissis: nomi, frasi e, in alcuni casi, intere pagine, sono annerite. Il messaggio però è chiaro: «L'indagine – si legge - è giunta alla conclusione che il veicolo che si stava dirigendo verso il checkpoint non ha ridotto la velocità fino a quando non è stato raggiunto dal fucoco e che i soldati del checkpoint hanno agito secondo le regole d'ingaggio». Dunque per la morte del dirigente del Sismi e per il ferimento di Giuliana Sgrena, appena rilasciata dai suoi rapitori, c’è una sola spiegazione: «Un tragico incidente». Dunque, nessun colpevole. Berlusconi, in Sardegna, ha già fatto sapere che in questi giorni non ha sentito Bush, ma che sull’alleanza militare con gli Stati Uniti non ci sono dubbi: «Le ragioni dell'amicizia sono indiscutibili, anche la nostra presenza in Iraq è dovuta a ragioni che sono quelle di far nascere la democrazia e la libertà in un paese che ha conosciuto decenni di sanguinaria dittatura, un paese cruciale per quella regione». Risponde così al plauso del Dipartimento di Stato di Washington che, con una breve dichiarazione, plaude all'Italia, «fantastico partner» di «un'amicizia vibrante». Il fallimento dell’inchiesta congiunta «Non si poteva chiedere al Governo italiano di firmare una ricostruzione che non corrispondeva all nostra», ha spiegato Gianfranco Fini, che parla di una decisione presa in ossequio al «doveroso omaggio» alla memoria di Nicola Calipari e «l'indispensabile dignità nazionale».Ora il ministro degli esteri si affida al lavoro delle procure: «Per l' Italia sarà la magistratura a fare tutto quello che è in suo potere, ovviamente con il sostegno del governo». «Gli investigatori - si legge nella dichiarazione congiunta del ministero degli Esteri italiano e del dipartimento di Stato americano - non sono pervenuti a conclusioni finali condivise sebbene, dopo aver esaminato congiuntamente le evidenze, essi abbiano condiviso fatti, deduzioni e raccomandazioni su numerose problematiche». Insomma un dissenso politico prima ancora che investigativo. La dichiarazione congiunta tende tuttavia smorzare i toni del conflitto, parla di un rapporto «intenso e proficuo» e sottolinea i «valori» comuni fra i due Paesi: «Tali valori - è scritto - ci impegnano a rimanere a fianco del popolo iracheno su richiesta del governo sovrano dell' Iraq». Avanti così, allora, come se nulla fosse successo. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Berlusconi: «Con il partito
unico potrei lasciare». An: «No alle annessioni» Più che un’apertura sembra una sfida. Una sfida lanciata ad alleati malfidi e smaniosi. Berlusconi si dice pronto a lasciare la leadership della Casa delle Libertà. Ma alla sola condizione che venga varato il “suo” partito unico: «Credo che se dovessimo arrivare al partito unico e al bipartitismo perfetto, non avrei nulla in contrario a considerare la mia esperienza conclusa con un grande successo storico», afferma il premier in partenza per Porto Rotondo. Lascerà Berlusconi, ma solo quando avrà costruito una coalizione a sua immagine e somiglianza. Nel frattempo resta in attesa che qualcuno si faccia avanti per reclamare il suo posto: «Abbiamo tante personalità – osserva - valuteremo se sono arrivate ad un punto tale di apprezzamento da parte dei nostri elettori da poter assumere la responsabilità di guida della casa comune». O se invece non si saranno sfiancate prima nella lunga rincorsa. Per il momento l’alternativa al partito unico è «una federazione», «una casa comune» dove «ci dovrebbero essere regole precise, non una federazione in cui c'è diritto di veto per ciascuna componente». Replicano, per An, i finiani Mario Landolfi, Alfredo Mantovano, Gennaro Malgeri e Andrea Ronchi: «La leadership non è un problema, il progetto di una federazione che racchiuda tutte le forze di centrodestra del paese passa per forza dalla base. Dovrà esserci un grande confronto costituente fra i partiti e la Casa delle Libertà». All'orizzonte per i post missini c'è un nuovo Polo, un'alleanza più coesa: «Comprenderà insomma tutte le forze non di sinistra, e farà dei valori tradizionali, della cultura, del rinnovamento economico, delle tematiche sociali più problematiche la propria bandiera». Insomma, «sì alla federazione del centrodestra, ma no a semplici somme di partiti o annessioni». --------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 1 Maggio, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- 1° maggio in piazza: per tutte le Scampia
d'Italia Sarà un 1° maggio diverso, quello che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di festeggiare a Scampia, il quartiere napoletano divenuto famoso nelle scorse settimane per una feroce guerra di camorra che ha provocato decine di vittime. Un 1° maggio a Scampia perché «il messaggio è quello di non rassegnazione», dice Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil. La scelta del quartiere napoletano, ha spiegato Epifani, «è perchè è il simbolo delle tante Scampie che ci sono nel paese. Cioè del rapporto che deve legare lo sviluppo alla presenza della legalità». Una scelta che dimostra «l'attenzione che poniamo a questo rapporto». Certo - ha aggiunto Epifani - «bisogna evitare che sia soltanto una passerella di un giorno». Sviluppo e legalità. Sarà questo lo slogan che accompagnerà, quest'anno, la manifestazione indetta da Cgil Cisl e Uil per il primo maggio.Scampia, il Quartiere delle Vele, il sobborgo napoletano simbolo della criminalità, così simile a tanti altri quartieri sparsi per tutta l’Italia, dallo Zen di Palermo all'Archi di Reggio Calabria, dal Librino di Catania al Corviale di Roma. Da qui, dunque, da questo quartiere senza numeri civici, dove molte strade sono anonime, in un contesto di grave degrado urbano e grande disagio socioeconomico e ormai terra di conquista dei clan e teatro delle faide di camorra partirà il rinnovato impegno dei sindacati ad una lotta per la legalità. «Scampia può rappresentare l'esempio più profondo di quella lotta, che il sindacato non ha mai interrotto, per la legalità, per lo sviluppo, per la coesione sociale, per il riscatto di tante donne e uomini del Mezzogiorni che non si rassegnano, e che anzi combattono duramente per sconfiggere la criminalità organizzata», scrivono in una lettera al quotidiano Il Mattino i segretari delle tre Conferederazioni Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta, Luigi Angeletti. E un appello affinché questo primo maggio sia «affollato da famiglie e bambini» e non solo dalle istituzioni lo ha rivolto anche il governatore della Campania, Antonio Bassolino. «Deve essere una grande giornata di mobilitazione civile e di festa per il lavoro. Se riusciremo a farlo sarà un bel segnale», ha detto nei giorni scorsi anche per «fare in modo che il Mezzogiorno sia finalmente nella testa di Roma, del governo in primo luogo, e di tutti quanti per i prossimi mesi e i prossimi anni». La Rai seguirà in diretta la manifestazione sindacale di Scampia. La diretta partirà dalle ore 11.30 e si concluderà alle 13.00 con i comizi di Epifani, Pezzotta e Angeletti. Un cambiamento radicale dallo scorso anno, quando la Rai tentò di non trasmettere neppure il tradizionale concerto romano di San Giovanni. Dopo le proteste si arrivò ad un compromesso: una differita di un quarto d’ora. Berlusconi temeva che qualcuno, in diretta, potesse criticarlo e la Rai si era piegata immediatamente. Quest’anno, invece, doppia diretta: prima da Scampia e più tardi da Roma, dal concerto che dovrebbe richiamare 800 mila giovani. Dal palco eretto nella storica piazza sindacale, quell’enorme spazio antistante la basilica di San Giovanni, Claudio Biso presenterà nuovamente la maratona canora che andrà avanti dal primo pomeriggio a notte fonda, con noti e sconosciuti, esordienti e stelle del firmamento canoro italiano. Ospite d’onore Enzo Jannacci, che compie settant’anni, ma il più atteso è probabilmente Francesco De Gregori. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Arrestato Izzo, il massacratore
del Circeo. Nella sua casa trovati i corpi di due donne Angelo Izzo era sotto inchiesta per una storia di armi. In semilibertà per l'ergastolo al quale era stato condannato per l'omicidio e le sevizie a due ragazzine di 17anni, pare continuasse nelle sue attività criminali. Ma nel casale alle porte di Mirabello Sannitico, nella campagna vicina a Campobasso, dove è stato arretstato la polizia ha trovato, nascosti in una buca scavata di recente, i corpi di due donne: madre e figlia, una ragazzina di quattordici anni, denudata e ammanettata. Non si sa ancora come si chiamino, ma il medico legale ha osservato che la morte è recente. E sui corpi potrebbero esserci i segni di violenze sessuali. Sembra di essere tornati a trent’anni fa (era il 30 settembre del 1975), a quell’agghiacciante notte di violenza in riva al mare. Un delitto che scosse l’Italia. Angelo Izzo, uno dei tre massacratori del Circeo. Insieme a Gianni Guido e Andrea Ghira sequestrò, picchiò e seviziò due ragazze di diciassette anni. All’alba lasciando la villetta sul litorale laziale, i tre caricarono su un auto i corpi delle due ragazze. Di ritorno a Roma. La prima, Rosaria Lopez, era ormai morta, la seconda Donatella Colasanti, era ancora vita. Con i suoi lamenti riuscì ad attirare l’attenzione di una guardia notturna. E a salvarsi. Fascista, figlio della Roma bene dei Parioli, cultore della violenza irrazionale, Izzo riemerge dalla storia per uccidere ancora. Con una differenza. Da trent’anni Angelo Izzo vive in prigione. Era sottoposto a regime di semilibertà. La notte in carcere, il giorno, libero, in giro per la campagna irpina. «È incredibile...incredibile! - esclama Donatella Colasanti - Perchè non era in carcere?». La donna sopravvissuta al massacro del Circeo è dura: «Chi ha sbagliato ora deve pagare. Chiedo l'intervento immediato del governo e provvedimenti disciplinari durissimi per i magistrati che hanno considerato Izzo un collaboratore di giustizia mentre lui confessava altri ipotetici delitti. Ed ora, ecco il risultato...». |