Giovedi, 30 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Energia. Dal 1 luglio bollette del gas + 3,7%. Nessun aumento per la luce
Per una famiglia media aumento annuo di 31 euro Roma, 29 giugno 2005 ------------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 29 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Conti pubblici. Almunia da' tempo due anni all'Italia per rientrare nei parametri di Ma
Almunia e Siniscalco Bruxelles, 29 giugno 2005 Il deficit italiano potrebbe salire oltre il 4% a fine 2005. E' questo l'allarme lanciatoquesta mattina dal commissario europeo agli affari monetariJoaquin Almunia . Nel corso della conferenza stampa a Bruxelles Almunia ha confermato che l'esecutivo europeo concederà una deroga di due anni al nostro paese per ricondurre con misure strutturali il deficit al di sotto del limite del 3% del PIL, come previsto dal trattato maastricht. I provvedimenti correttivi dovranno essere introdotti entro il prossimo novembre. La commissione ha raccomandato inoltre che l'Italia "miri a una riduzione cumulata del deficit strutturale di almeno l'1,6% del Pil entro il periodo previsto a fine del 2007". Il commissario Ue Joaquin Almunia si e' anche raccomandato che i provvedimenti siano di natura "strutturale" e non prevedano il ricorso a 'una tantum'. Secondo l'analisi della Commissione europea, il deficit
dell'Italia per il 2003 e 2004 e' stato "superiore ma vicino
alla soglia del 3%", e il superamento nello stesso periodo "ha
avuto luogo in una situazione di crescita bassa, anche se non tale
da potersi qualificare come eccezionale ai sensi del Trattato".
Siniscalco giudica equilibrato l'esito del test ------------------------------------------------------------------------------------- Martedi, 28 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Economia. Ficht: outlook negativo per l'Italia
Domenico Siniscalco Milano, 29 giugno 2005 ------------------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 27 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Immigrati. Sbarcano in 300 a Lampedusa. 80 le donne
Un salvataggio di immigrati ( foto d'archivio) Lampedusa, 29 giugno 2005 Pisanu difende i centri di accoglienza ------------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 26 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Giustizia. Anm: no alla riforma, sciopero il 14 luglio. Castelli: "Il Parlamento decida: o la riforma o i veti"
"Fortissima preoccupazione" Roma, 25 giugno 2005 Castelli: il Parlamento decida Il documento I lavori parlamentari sull'ordinamento giudiziario, notano ancora i magistrati, "stanno proseguendo in questi giorni al Senato di fatto senza discussione alcuna e in mancanza di un adeguato esame di temi che incidono sull'esercizio della giurisdizione e sulle garanzie con i cittadini. Sul contenuto della riforma, in quattro anni, non si è mai realmente discusso, essendosi proceduto con blindature, maxiemendamenti, voti di fiducia e con contingentamento dei tempi, come in occasione della discussione in Senato, nella quale è stata operata la scelta di costringere il dibattito parlamentare negli angusti limiti di 'otto ore di lavori'. Non sono stati esaminati gli aspetti di incostituzionalità e ingestibilità segnalati dall'Associazione dalla cultura giuridica. Non si è tenuto conto dei rilievi formulati dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere. E' stato respinto, oltre a quelli presentati dall'opposizione anche un emendamento che proveniva da esponenti della stessa maggioranza e che rispondeva ad uno dei rilievi del Capo dello Stato". Per queste ragioni, al termine dell'assemblea che ha riunito a Roma oggi 300 delegati provenienti da tutta Italia, lo sciopero diventa inevitabile. Alla giunta dell'Anm il mandato "di procedere agli adempimenti formali e al preavviso" certo, tenendo conto "dell'evoluzione dell'iter parlamentare in Senato". Revoca improbabile ------------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 25 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Cdl. Berlusconi rilancia: "A luglio costituente del nuovo partito"
Il premier accelera verso il partito unico Roma, 25 giugno 2005 Cominciare subito il progetto costituente della nuova casa comune della Cdl. Silvio Berlusconi rilancia la proposta del partito unico del centrodestra e indica un primo obiettivo: "A fine luglio si può dar vita a un comitato costituente che segni l'inizio del nostro percorso comune". Il premier, in un messaggio inviato all'assemblea nazionale dei Club di Liberal, insiste sulla necessità di "un nuovo grande partito italiano dei moderati e dei riformisti". A luglio, suggerisce il presidente del Consiglio, si dovrà dare vita "a un comitato che segni l'inizio del nuovo percorso comune: un luogo per decidere insieme il percorso e non certo la sede costitutiva. Decideremo insieme i tempi e le forme del progetto, l'avvio di tappe intermedie come l'unificazione dei gruppi parlamentari e, infine, se il suo orizzonte conclusivo debba situarsi prima o dopo le elezioni politiche". Il nuovo soggetto politico del centrodestra, secondo Berlusconi, "per nascere ha certo bisogno della comune decisione degli organismi dirigenti dei partiti, ma anche del decisivo apporto di movimenti, di associazioni, di club, di personalità della società civile che si riconoscono nei valori della libertà e della solidarietà, le due irrinunciabili bussole della nostra azione politica". Per Berlusconi si tratta di compiere "un passo storico per consolidare in modo definitivo la democrazia dell'alternanza e dare continuità e solidità alla nuova stagione politica da noi aperta negli ultimi dieci anni". Adornato: partito di governo Calderoli: ci credo poco Urso: balzo verso il bipolarismo "Dico sì ad un percorso costituente", incalza un altro esponente di An, Maurizio Gasparri, per il quale un percorso costituente non può mettere a repentaglio la nostra identità più di quanto qualche volta sia stato fatto nel partito". Anche per il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, "adesso si deve passare alla fase più esecutiva"; resta tuttavia la perplessità su strumenti come le primarie: "O si fanno con una legge molto seria, come quella americana - sostiene Matteoli - o diventano finte primarie e io non seguo questo ragionamento". ------------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 24 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Confcommercio. Bille': mali italiani non tutti made in China. Servono scelte impopolari. Siniscalco: terapia anticrisi
Sergio Bille' Roma, 23 giugno 2005 "Le prospettive per la nostra economia sono purtroppo quelle che sono: il Pil 2005 anziché crescere diminuirà dello 0,2% rendendo cosi' palpabile lo stato di recessione". Il presidente di Confcommercio Sergio Billé nella sua relazione annuale traccia un quadro nero dell'economia italiana nel 2005: "Gli investimenti pubblici e privati diminuiranno dell'1,4%, l'export calera' del 2,3% e il saldo della bilancia commerciale rischia di essere il peggiore dal '91". Billé ha richiamato alle "proprie responsabilità" l'intera classe politica: "Smettiamola di dare sempre la colpa solo ai reggiseni, alle t-shirt e alle scarpe made in China. E' vero che incombe su di noi anche questo problema, ma i nostri malanni sono però di assai più lunga data". Billè ha chiamato in causa il governo: "O il nuovo Dpef e la Finanziaria saranno fortemente innovativi e credibili, o la strada che ci aspetta è quella di una mulattiera". E rivolto a Berlusconi ha aggiunto: i commercianti non sono più disposti a mettere la mano sul fuoco sulle promesse di riforma del governo, "ora, signor presidente, ci metta prima la sua. Poi, se tutto andra' bene, noi ci metteremo quella che ci è rimasta, visto che già ce ne siamo bruciata una". La prima risposta del governo I commenti dell'opposizione Recessione Futuro incerto Chi paga il federalismo? Burocrazia paralizzante Follie europee Nel suo intervento all'assemblea generale della confederazione, Bille' ha infatti ricordato che tra il 1990 e il 2003 l'Ue ha destinato all'agricoltura "il 58% del totale delle contribuzioni previste per l'Italia". Un'Europa, quindi, che per il Presidente della Confcommercio non sempre risponde alle esigenze delle imprese e dei cittadini dei singoli paesi. "La verita' - ha detto - è che per molti italiani il matrimonio con l'Europa ha avuto lo stesso accidentato percorso di quei matrimoni che, una volta, si usavano fare per corrispondenza". Riferendosi alla moneta unica, poi, Bille' pur sottolineando che "sarebbe folle pensare oggi di divorziare dall'euro", ha ammesso che "per il modo in cui è stata introdotta ha prodotto danni a tutto il mercato e non solo ai consumatori". Per Billé "sarebbe stato opportuno mantenere una circolazione in parallelo di euro e lira per un periodo assai più lungo di tempo". ------------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 23 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Maturita'. Seconda prova, Tacito al classico
Un problema a scelta su due nella prova dello scientifico Milano, 23 giugno 2005 Anche oggi il web non ha tradito. In tarda mattinata il ministero dell'Istruzione ha confermato che era Tacito l'autore proposto per la prova di latino al liceo classico. Il brano scelto per la seconda prova scritta è "Caso e necessita"'(Annales,6,22). Le prime indiscrezioni sono circolate questa mattina sui forum dei siti web degli studenti dopo le 8.30. Le stesse fonti davano il testo della prova di matematica per i licei scientifici: un problema, su due proposti, e cinque quesiti su dieci. ------------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 22 Giugno, 2005 Unione. Bassolino: il crimine non e' solo figlio della poverta'. Basta con le assoluzioni di deliquenti
Antonio Bassolino Napoli, 23 giugno 2005 "Basta con i facili sociologismi: bisogna convincersi una volta per tutte che il crimine non è soltanto figlio della povertà. Spero che la sinistra l'abbia finalmente capito", dice il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, in un' intervista al Corriere della Sera dopo i fatti di cronaca nera degli ultimi giorni nel Napoletano. "Esistono delle leggi e vanno rispettate, senza nascondersi dietro alibi di comodo - aggiunge - Conosco migliaia di persone che abitano a Scampia e non per questo si sentono autorizzate a commettere reati. Chi con troppa superficialita' impartisce assoluzioni sociali ai delinquenti offende tutti quei cittadini che, a costo di duri sacrifici, scelgono ogni giorno di vivere nella legalità". "Come sottolinea anche Cofferati, la realtà è cambiata e non possiamo leggerla con una sola lente. Dire che la criminalita' germoglia piu' facilmente nell'emarginazione e nel disagio mi sembra perfino ovvio. Siamo tutti d'accordo sul fatto che prevenzione e repressione debbano camminare sempre con lo stesso passo. Non sono convinto, invece, che esista un rapporto meccanico di causa-effetto fra degrado e illegalità. (...) La camorra si regge sul mito del "tutto e subito". In un solo giorno, uno spacciatore qualunque intasca quanto un impiegato racimola durante un intero anno di lavoro. Di cosa parliamo, allora? Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realta' e riconoscere che, oggi, i criminali sono ricchi e spietati. Il resto appartiene a un copione ormai ingiallito". "Un buon punto di partenza sarebbe quello di considerare la sicurezza, e piu' in generale la difesa della legalita', un nuovo diritto di cittadinanza. Il passo successivo dovrebbe essere un attento riesame della normativa in vigore, dedicando grande attenzione alla certezza della pena. Faccio un esempio: uno dei rapinatori catturati lunedi' sera durante la rivolta contro i poliziotti era gia' stato arrestato il 6 giugno scorso. Ma ventiquattr'ore dopo, grazie al patteggiamento, era di nuovo libero. Libero di tornare a commettere gli stessi crimini per i quali era stato acciuffato e condannato. Dinanzi a storie del genere, e' difficile trattenere lo sconcerto: si rischia di alimentare l'idea che l'illegalità paghi". "Il legislatore deve capire che, oggi, reati come gli scippi e le rapine incidono sulla convivenza civile in maniera decisamente piu' drammatica rispetto al passato. Purtroppo, ormai, la posta in gioco non è soltanto un portafoglio o una borsetta, ma la vita stessa delle persone. Che non può essere oggetto di baratto in un'aula di giustizia", conclude Bassolino. ------------------------------------------------------------------------------------- Martedi, 21 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Immigrazione. Pisanu: "Non si possono equiparare i clandestini ai criminali"
Il ministro dell'Interno Roma, 23 giugno 2005 Durante il Question Time Giuseppe Pisanu ha ricordato come "il sistema (di sicurezza) sta funzionando e perciò non sembra opportuno sottoporlo a sterzate improvvise (come aveva chiesto la Lega Nord) neppure di fronte a fatti gravissimi, per altro, immediatamente puniti, a conferma dell'efficienza dei dispositivi di sicurezza". Il responsabile del Vimimale, comunque, ricorda come i dispostivi di sicurezza "vengono continuamente adeguati all'evolversi del rischio e perciò sono sempre possibili significative innovazioni". Il ministro ha aggiunto che comunque, "in Italia si può immigrare solo alle condizioni stabilite dalle norme interne ed internazionali. Chi intende violarle sappia che prima o poi verrà raggiunto dalla forza dello Stato". Per Pisanu, "non bisogna dimenticare che l'espulsione fa parte di un articolato dispositivo di sicurezza rivolto, nel suo insieme, contro gli esiti più gravi dell'immigrazione clandestina: lavoro nero, la prostituzione, la violenza, la criminalità". --------------------------------------------------------------------------------------------------- Fiat. Montezemolo: alleanze prioritarie per il futuro dell'Auto. Piazza Affari apprezza
Luca Cordero di Montezemolo Torino, 23 giugno 2005 Dopo un anno "difficile ma positivo", Fiat
deve puntare sulle alleanze, in particolare nel settore auto. Quasi
rispondendo alle indiscrezioni raccolte con favore negli ultimi giorni
da Piazza Affari, il presidente del Lingotto Luca Cordero di Montezemolo
ha aperto a Torino l'assemblea dei soci Fiat definendo le alleanze
"la priorità assoluta per le auto". "Sono fermamente convinto che nella seconda parte dell'anno avremo miglioramenti nei volumi e nei numeri, grazie alla Punto , alla 159, alla Croma e a tutto ciò che è stato messo in cantiere", ha detto Montezemolo. Nei primi tre mesi del 2005 l'azienda ha saputo reagire alla forte flessione dei mercati, proseguendo sulla via del risanamento, gli ha fatto eco l'ad della Fiat, Sergio Marchionne, nella relazione introduttiva all'assemblea dei soci. E' possibile, ha detto Marchionne, "confermare tutti gli obiettivi che ci siamo dati a livello di gruppo per il 2005". Marchionne ha ribadito che il gruppo potrà tornare "ad un risultato positivo già da quest'anno, grazie al contributo delle componenti straordinarie, realizzando contemporaneamente un cash flow industriale di circa 2 miliardi di euro". Il 2006, ha detto Marchionne, "sarà il primo anno in cui l'azienda conseguirà, senza componenti straordinarie, un utile netto che prevediamo superiore a 700 milioni di euro. L'anno prossimo anche il cash flow operativo di gruppo dovrebbe essere positivo e il debito iondustriale netto essere non superiore al patrimonio netto". Per il 2006 "crediamo di poter registrare un utile netto di 1,6-2 miliardi di euro e un margine operativo del 5-6%".
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Umberto Bossi Pontida, 19 giugno 2005 "Sapevo che sarebbe fallita l'Europa, noi abbiamo lottato per le nostre imprese, per difenderle dalla concorrenza asiatica. Noi abbiamo lottato contro l'Europa che voleva la pedofilia e abbiamo vinto", ha aggiunto "Noi il partito unicoce l'abbiamo già, si chiama Lega". Umberto Bossi ha concluso così inneggiando alla Padania libera il suo breve intervento che segna il suo ritorno sulla scena politica. Le decine di migliaia di militanti sventolano bandiere, gridano slogan, lanciano in aria fumogeni di colore verde. Il leader della Lega fa fatica a parlare, sono ancora evidenti i segni della malattia. "La mia fede non è stata scalfita dalla malattia. Sono venuto per sguainare la spada della libertà dei popoli che fu di Alberto da Giussano". Calderoli: meglio la doppia circolazione lira-euro "Credo che l'ipotesi più praticabile sia la doppia circolazione". Roberto Claderoli, dal prato di Pontida, sottolinea che la doppia circolazione di lira e euro è l'ipotesi migliore per l'Italia. I militanti, intanto, stanno votando proprio su queste ipotesi. Calderoli, poi, dice che occorre riconsiderare "tutto da Maastricht in poi, partendo dall'euro che ha reso tutti più poveri". E sulla doppia circolazione il ministro delle Riforme spiega che la "moneta nazionale verrebbe usata per la circolazione interna, mentre l'euro per il commercio, per il turismo, per il pagamento degli interessi". Coniato il 'neuro' La Lega ha coniato anche una moneta da 2 euro per il ritorno di Umberto Bossi. Il conio è stato promosso dall'associazione collezionisti padani e la moneta raffigura su una facciata Umberto Bossi e sull'altra l'Europa. --------------------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. Ore contate per gli aggressori della ragazza violentata in pieno giorno a Bologna
E' accaduto nel parco di Villa Spada a Bologna Bologna, 19 giugno 2005 ------------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 19 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Caso Sofri. Castelli: "Finche' avro' responsabilita' non firmero' la grazia"
Il ministro Roberto Castelli Pontida, 19 giugno 2005 "Sul principale quotidiano italiano - ha detto Castelli - abbiamo assistito ad un condannato per omicidio che ci dava lezioni di etica e di diritto". "Senza mai nominarlo, Castelli si è riferito ad Adriano Sofri stigmatizzando quella che secondo lui è una rivendicazione da parte dell'ex leader di Lotta continua del "diritto di poter uccidere senza poi pagare pienamente la pena". "Nel mondo alla rovescia dei massocomunisti puoi ammazzare e tornare in libertà dopo poco tempo e senza scontare la pena", ha continuato il Guardasigilli, tra gli applausi del popolo leghista. "Io e la Lega non siamo d'accordo", ha detto Castelli mentre le camicie verdi urlavano "non firmare, non firmare". "Non è facile tenere questa posizione. Sono quotidianamente insultato, criticato, denunciato", ha raccontato il Guardasigilli. "Pensano che essendo tutti contro uno alla fine cederò. Sbagliano, sono in tanti ad essere con noi", ha concluso Castelli. Lasciando il prato di Pontida, Castelli ha voluto rassicurare i cronisti: "I miei rapporti con Ciampi sono ottimi. I rapporti tra istituzioni non sono come quelli tra vicinato". Castelli ha quindi spiegato che, nel suo discorso dal palco, non ha attaccato nessuno: "non ho attaccato nessuno - ha detto - e la mia posizione in materia e' talmente dentro la Costituzione che bisogna ricorrere alla Corte per decidere". ------------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 18 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Mastercard. 40 milioni di carte a rischio frode (Financial Times)
Il logo Mastercard Roma, 18 giugno 2005 La stessa Mastercard ha dichiarato che circa 13,9 milioni delle carte a rischio erano carte identificate. Il problema si sarebbe verificato in un'azienda dell'Arizona, CardSystem Solutions, che si occupa di transazioni finanziarie per Mastercard, la quale, secondo il Ft, non ha voluto fornire alcun commento. Ma sono sempre più numerosi i problemi rilevati nei sistemi di sicurezza. Già all'inizio di questo mese la Citibank aveva perso i dati di quasi 4 milioni di clienti che non erano stati criptati. Intanto sul caso si scatena il dibattito in Congresso e nella Commissione Federale del Commercio, mentre aumentano le pressioni sui legislatori americani per una normativa più rigida. ------------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 17 Giugno, 2005 ----------------------------------------------------------------------------------------------- Ue. "Vergogna" per il vertice fallito. Fini: la crisi e' politica. Maroni: l'Europa ha chiuso per fallimento
Il ministro degli Esteri Fini Roma, 18 giugno 2005 Il presidente di turno lussemburghese del Consiglio europeo, Jean-Claude Juncker, e il presidente della Commissione, José Barroso, hanno preso atto della sconfitta, usando parole insolite per una conferenza stampa dell'Ue: "tristezza", "delusione", "scoramento", e poi la più dura di tutte: "vergogna". Da una parte, la Gran Bretagna di Tony Blair, arroccata a difesa del proprio "sconto" sul bilancio comunitario, e l'Olanda di Jan-Peter Balkenende. Dall'altra, la presidenza di turno lussemburghese e la Commissione europea, la Germania e la Francia, e anche la Spagna e l'Italia e tutti gli altri, compresi, sorprendentemente, i 10 nuovi Paesi membri, protagonisti di un tentativo in extremis di salvataggio dell'accordo. Fini: è sterile cercare un colpevole "Molti governi sono sempre meno disposti a sacrificare i loro interessi nazionali nel nome dell'integrazione europea - ha osservato il titolare della Farnesina - non è egoismo, ma crisi di fiducia. E' sterile cercare un colpevole cui addossare la responsabilità". "Blair ha difeso il suo rimborso esattamente come Chirac ha fatto per la politica agricola comunitaria e come noi abbiamo fatto per le politiche di coesione territoriale - ha ricordato Fini - bisogna comprendere che la crisi dell'Ue non è finanziaria, è politica". Per il ministro degli Esteri "all'Europa occorre dare una nuova prospettiva strategica ancor prima che un nuovo bilancio". "Di certo - ha aggiunto - la doppia bocciatura franco-olandese della Costituzione non aiuta, ma per uscire dall'impasse non serve meno Europa. Semmai ne serve di più e soprattutto di più alto livello ideale e politico". Maroni: serve un modello alternativo ------------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 16 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Conti pubblici. Berlusconi: smettiamola di preoccuparci, l'economia tiene
Silvio Berlusconi Bruxelles, 16 giugno 2005
Berlusconi ha sottolineato che il vertice Ue di oggi
e domani, a Bruxelles, non si occuperà della procedura contro
l'Italia: "No, di questo non se ne parla". ------------------------------------------------------------------------------------- Marcoledi, 15 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Fini chiede "cosa c'entra la politica con i quesiti referendari".
AN, in discussione la leadership di Fini Roma, 14 giugno 2005 Fini chiede "cosa c'entra la politica con i quesiti referendari". Prodi che "l'abbiamo preso come un referendum sui temi, nessuno puo' trarne conseguenze politiche". Ma l'esito referendario, con appena un italiano su quattro che è andato a votare, non pare avaro di spunti destinati a ripercuotersi sugli equilibri interni a coalizioni e partiti. a cominciare da AN, dove Gianni Alemanno si è dimesso dalla carica di vicepresidente. "Il referendum - ha detto il ministro - ha segnato la vittoria di quei valori in cui l'Italia e la societa' civile italiana oggi si riconosce. All'interno del nostro partito il vertice si è discostato da questo orientamento e non ha saputo garantire un idoneo dibattito interno. Dobbiamo aprire una pagina nuova, non possiamo far finta che non sia successo niente". Anche Mantovano si e' dimesso dall'esecutivo di An, ma per La Russa, Landolfi e Urso non è in discussione la leadership del partito. Fini non si dimette e conferma: "La mia e' stata una scelta etica. Personalmente - spiega - non mi sono mai chiesto se votare fosse politicamente utile. Ero e resto convinto che fosse moralmente giusto, per tutelare la ricerca scientifica e la salute della madre. Dopo l'esito del referendum non ho cambiato idea e non sara' qualche polemica politica a turbare la certezza che ho di essere in pace con la mia coscienza". Fini assicura quindi di "non aver la pretesa di imporre ad altri il suo punto di vista, ma non vedo perche' avrebbero dovuto imporre a me comportamenti diversi". "Fini non esce delegittimato dall' esito dei referendum", si affretta a dichiarare Ignazio La Russa. Ma l'ufficio di presidenza convocato per mercoledì e l'Assemblea nazionale del 2 e 3 luglio si annunciano agitati. Le posizioni tra Fini e Alemanno sembrano ormai distanti e le dimissioni del leader della destra sociale minano l'equilibrio raggiunto al vertice del partito con il cosiddetto triunvirato, composto oltre che da Alemanno anche da Ignazio La Russa e Altero Matteoli. "Il 12 e il 13 giugno non sono la rivincita su Porta Pia ma la vittoria del buon senso, da gestire con grande sobrietà e misura", commenta Marco Follini (Udc). "E' la vittoria di un'Italia profonda - continua il segretario dell'Udc - che non si mette in vetrina ma custodisce i valori del buon senso e della prudenza. Un paese che tanti dirigenti politici con una comune estrazione di centro, benché appartengano a schieramenti diversi sono riusciti ad interpretare un po' di piu' e un po' meglio di altri. (...) Non vedo il bipolarismo come una sfida che avviene a cavallo della morale. Non ci sono i campioni della virtu' e gli alfieri del vizio. Ne', tantomeno, penso che la linea di confine tra i due schieramenti passi attraverso le categorie dei laici e dei cattolici. Questo voto non e' la breccia di Porta Pia all'incontrario. E non e' la rivincita degli anni Settanta. La Chiesa ha espresso il suo punto di vista, coerente con la sua dottrina. Ma la vittoria dell'astensione non è la vittoria dell'integralismo. Non e' per questo che è stata costruita, non è questa la prospettiva. (...) Molti dirigenti politici di marca centrista hanno dimostrato in questi giorni una forte capacita' di interpretazione dell'anima del paese, e tra questi ci metto anche Berlusconi". Nell'Unione, sconfitto l'impegno di Fassino per il sì, non esce dal voto immune da critiche di più esponenti dell'Unione neppure Romano Prodi, che si difende dalle accuse di mimetismo sui quesiti referendari: il voto era "su un tema profondo che riguarda le nostre convinzioni di fondo e non lo abbiamo mai voluto politicizzare e non puo' essere politicizzato". "Sapete benissimo - ha aggiunto Prodi - che avevo ripetutamente chiesto un riesame parlamentare della legge dato che io ero contrario e lo dichiarai fin dall'inizio che non si doveva affrontare un problema cosi' complesso con un referendum. Questo non è stato concesso. Siamo arrivati al referendum, e come in tutti gli ultimi referendum non si è raggiunto il quorum. Quindi io ne traggo una conseguenza importante: noi dobbiamo fare una riflessione sull'istituto referendario". Ma Clemente Mastella avverte: questo voto crea molti problemi all'Unione, se non fosse stato per l'Udeur e per Rutelli ora il centrosinistra sarebbe minoranza nel paese. Difende la sua scelta Fassino: è stata una battaglia giusta, spiega, i Ds si batteranno per migliorare la legge in Parlamento. Rutelli, il vero vincitore nel centrosinistra, si schernisce: "Hanno vinto gli italiani. Ognuno di noi ha espresso liberamente le proprie convinzioni e credo che, come avviene in tante circostanze importanti, si sia espresso il popolo con la sua saggezza". Rutelli si dice convinto che "sarà possibile già da domani lavorare insieme per migliorare la legge senza stravolgerla perche' il giudizio degli italiani è chiaro".
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Martedi, 14 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Referendum. Fini e Prodi: nessuna conseguenza politica. Rutelli: la legge 40 puo' essere migliorata
Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi Roma, 13 giugno 2005 Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha sollevato conflitto di attribuzioni, davanti alla Corte Costituzionale, sui poteri di grazia attribuiti al Capo dello stato. La vicenda prende, presumibilmente, spunto dal caso Sofri e dalle posizioni assunte in merito dal Guardasigilli, Roberto Castelli. Castelli: farà chiarezza Bompressi: era ora Pannella: finalmente La Russa: necessaria interpretazione definitiva
Scanzano. Nucleare e voto truccato: 15 arresti. In manette anche il sindaco
Carabinieri Scanzano Jonico, 14 giugno 2005 Le indagini dei Carabinieri e del Corpo forestale dello Stato sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Potenza, Giuseppe Galante, e dal sostituto, Felicia Genovese. Si riferiscono alla vicenda che, nel novembre 2003, vide Scanzano Jonico al centro di dure proteste contro la decisione del Governo - poi ritirata - di situarvi il deposito unico nazionale delle scorie radioattive; e alle recenti elezioni regionali, che in Basilicata si sono svolte il 17 e 18 aprile scorso. In entrambi i casi - secondo l' accusa - Altieri fu
al centro di intrecci "politico-criminali": a Scanzano,
il 18 aprile, i Carabinieri intervennero e posero sotto sequestro
alcuni seggi elettorali. Gli arresti in corso di esecuzione sono stati
disposti dal gip distrettuale, Gerardina Romaniello. Il consigliere
provinciale arrestato è Carmine Sabatino Casulli (An). Le accuse
si concentrano, in particolare, su Altieri, che avrebbe favorito e
sfruttato un "clima di omertà " nel comune da lui
amministrato. La seconda vicenda si riferisce a presunti brogli elettorali programmati e attuati, a Scanzano Jonico, nelle elezioni regionali dell' aprile scorso. Dopo il sequestro di alcuni seggi, Altieri scoprì di essere intercettato e quindi dell' esistenza di un' inchiesta della magistratura e - sempre secondo l' accusa - cercò in qualche modo di mitigare la sua posizione ------------------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 13 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Referendum. Quorum insufficiente: secondo i dati parziali, l'affluenza al 25,0%. Capezzone: abbiamo perso pesantemente
Il dato sull'affluenza divide l'Italia Roma, 13 giugno 2005 I primi dati ufficiali del Viminale indicano che il quorum sui referendum per la procreazione assistita non è stato raggiunto. L'affluenza in Italia è stata del 25,0% degli aventi diritto al voto. Dal computo sono esclusi gli italiani all'estero. Il dato si riferisce a 64 province su 110. Alle 22 di ieri aveva votato appena il 18,7%, escluse Emilia e Toscana. Il minimo storico è stato registrato al Sud. Scarsa l'affluenza anche degli italiani all'estero: sul referendum si è espresso solo il 20% degli aventi diritto. La possibilità di una vittoria dell'astensione, è emersa già alle 12 ieri quando è stato diramato il primo dato sull'affluenza. Solo il 4,6% degli aventi diritto si era recato alle urne: una percentuale bassissima se si pensa che il 15 giugno del 2003, durante il referendum sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, alle 22 della domenica aveva votato 17,5% degli aventi diritto e il lunedì si riuscì ad arrivare solo al 25,7%.
Pannella: sono deluso
--------------------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. Inchiesta Ros. Il Gup rinvia a giudizio Conte e Ganzer
Carabinieri al lavoro Milano, 13 giugno 2005 Il gup milanese Andrea Pellegrino ha rinviato a giudizio il comandante dei Ros dei carabinieri Giampaolo Ganzer e il magistrato Mario Conte e altre 23 persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato e al falso. Il processo inizierà il prossimo 18 ottobre davanti ai giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano.
Il comandante dei Ros, Giampaolo Ganzer, ha detto di avere "la coscienza a posto" e che quindi affronterà "serenamente il giudizio". All'ipotesi di eventuali ipotesi: "Io ho la coscienza a posto - ha ribattuto il generale - poi ci penseranno i miei superiori, se non avessi la coscienza a posto l'avrei fatto anche prima". ------------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 12 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Iraq. Florence Aubenas e Hussein Hanoun sono liberi. La giornalista sara' a Parigi questa sera alle 21
L'inviata di Liberation, Florence Aubenas Baghdad, 12 giugno 2005 Dopo oltre 5 mesi di prigionia, la giornalista francese
Florence Aubenas e il suo interprete, Hussein Hanoun sono stati liberati
in Iraq. La notizia è stata confermata dal portavoce del ministero
degli esteri francese. Florence Aubenas sta raggiungendo la Francia,
secondo quanto ha annunciato il Quai d'Orsay. Il rilascio sarebbe
avvenuto qualche ora fa. Liberation: liberati ieri pomeriggio Il padre: la aspettiamo alle 21 La madre: ci ha avvertiti Chirac Giornata di annunci e smentite A fine mattinata, Chirac in Tv 18 anni nei tatri più caldi del mondo La Aubenas dovrebbe arrivare questa sera all'aeroporto militare di Villacoublaye, a pochi chilometri dalla capitale. Ad attenderla ci sarà la famiglia: il padre ha detto che dovrebbe arrivare verso le 21 alla radio francese France Info; ma ci saranno certamente anche le autorità francesi. Proprio a Villacoublaye arrivarono, dopo quattro mesi di seuqestor in Iraq, i due giornalisti francesu Christian Chesnot e Georges Malbrunot, liberati il 22 dicembre 2004; ad accoglierli c'erano il Presidente della Repubblica, Jacques Chirac, e l'allora primo ministro Jean-Pierre Raffarin. --------------------------------------------------------------------------------------------------- Referendum. Urne aperte dalle 8 di questa mattina. Ciampi ha gia' votato: "Eccessiva contrapposizione"
Un medico al lavoro Roma, 12 giugno 2005 Urne aperte oggi sino alle 22 per i quattro referendum
sulla procreazione assistita. Stamattina, accolto dagli applausi di
un gruppo di cittadini, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi, accompagnato dalla signora Franca, ha votato nel seggio allestito
presso la scuola Mazzini, a Roma. A Torino ha votato il leader dei
Democratici di Sinistra, Piero Fassino, che ha ribadito: "Sono
quattro referendum utili ai cittadini, per migliorare una legge che
vogliamo più giusta e più umana. Sono quattro sì
per la vita". Ciampi: eccessiva contrapposizione ------------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 11 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Clementina Cantoni e' tornata. "Sono stata trattata bene". Una donna tra i rapitori
Clementina Cantoni Roma, 11 giugno 2005 Clementina Cantoni, la volontaria italiana, rientrata
in Italia ieri dopo 24 giorni di prigionia in Afghanistan, ha trascorso
la notte a Roma e partira' con ogni probabilita' questa mattina per
Milano. Accompagnata dal padre, dalla madre e dal fratello, la Cantoni
e' stata accolta dalle autorita' che la attendevano all'aeroporto
di Ciampino. 'Grazie a tutti', ha detto la ragazza. Subito dopo si
e' recata in Procura dove in circa un'ora di interrogatorio ha ripercorso
i suoi giorni di prigionia. --------------------------------------------------------------------------------------------------- Referendum. Chiusa la campagna elettorale. Berlusconi resta in silenzio
Daniele Capezzone Roma, 11 giugno 2005 Concitazione tra i due schieramenti, senza dichiarazioni
da parte dei leader. Berlusconi non ha fatto sapere se votera', mentre
Prodi di sicuro votera' ma non si sa come. Sul referendum che chiama gli italiani a votare domenica
e lunedì prossimi, hanno speso le proprie energie e giocato
le proprie partite in molti. A fare più --------------------------------------------------------------------------------------------------- Tessile. Siglato l'accordo tra Ue e Cina. Limiti all'import fino al 2008
Peter Mandelson Bruxelles, 11 giugno 2005 La Cina ha accettato di limitare dall'8% al 12,5% all'anno l'aumento delle sue esportazioni di una decina di prodotti tessili verso l'Unione europea: lo ha dichiarato oggi il ministero del Commercio cinese. Ieri a Shanghai il governo di Pechino e la Commissione
europea hanno siglato un accordo per limitare in volume le esportazioni
cinesi verso il Vecchio ------------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 10 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Referendum. Fini: diseducativo indurre al non voto. E An si divide. Follini: rispetto Fini ma non lo applaudo
Il vicepremier, Gianfranco Fini Roma, 8 giugno 2005 Il vicepremier Gianfranco Fini, in una intervista al Corriere della Sera, torna a far discutere dopo la dichiarazione con cui aveva reso noto il suo sì al referendum del 12 e 13 giugno. Fini ha detto di essere cattolico e rispettare la Chiesa, ma di ritenere diseducativo spingere i cittadini all'astensione, poichè la legge in discussione appartiene a uno Stato laico. Parole che hanno subito acceso una reazione all'interno del suo partito, An, e del centrodestra. "Mi sembra evidente che ormai o Fini lascia An o An lascia Fini", attacca il vicepresidente della Camera Publio Fiori. Per il quale "si è verificata un'incompatibilità assoluta tra quello che sostiene Fini e i valori del partito. Quindi o lui se ne va o annunceremo la morte di An. Con alcuni colleghi di partito abbiamo deciso che promuoveremo delle iniziative. La convocazione, ad esempio, degli Stati generali di An, ma senza alcuna mediazione burocratica, visto che ormai il partito è nelle mani di un'oligarchia correntizia che non convoca più gli organismi. Non c'è più infatti dentro An alcun rispetto delle garanzie democratiche..". I premi Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini, intanto, sperano in un esito positivo della consultazione. E a sostegno del sì hanno firmato un documento insieme a 130 fra i maggiori esperti europei di ricerca sulle cellule staminali. L'intervista a Fini Alemanno: astensionismo scelta forte Follini: rispetto Fini, ma non lo applaudo Capezzone: una nuova Fiuggi Alla luce della legge sulla fecondazione artificiale, rilevano i ricercatori nel documento, gli scienziati italiani rischiano di essere tagliati fuori dal circuito scientifico internazionale. Nello stesso documento affermano che "compito degli scienziati è studiare le cellule staminali embrionali e adulte in parallelo, con rigore metodologico e senza pregiudizi". Di conseguenza, rilevano, "da un punto di vista scientifico non vi è alcuna giustificazione all'affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali e quella sulle cellule staminali adulte si escludano l'una con l'altra. Rifiutiamo quindi completamente l'affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non sia indispensabile". Tra le firme,quella di Ann McLaren, dell'istituto di Biologia dello sviluppo dell'università di Cambridge e membro del comitato europeo di Bioetica, quelle di autorevoli esperti della ricerca sulle cellule staminali e il sostegno dell'ex commissario europeo alla Ricerca Philippe Busquin. "L'Italia - si legge nel documento - deve essere in prima linea nella ricerca biomedica, in modo da ricevere pienamente i benefici derivati dalla scoperta di nuovi farmaci e trattamenti". Per questi motivi, concludono i firmatari del documento, "auspichiamo vivamente che il referendum del 12-13 giugno porti un sì per il diritto dei nostri colleghi a condurre la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane. Sosteniamo, quindi, la loro azione decisiva in favore di questo risultato che interessa l'intera comunità scientifica". ------------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 9 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Ue. Commissione: parte la procedura contro l'Italia per deficit eccessivo. Juncker: decisione da non drammatizzare
Joaquin Almunia e Domenico Siniscalco Bruxelles, 7 giugno 2005 "Prima di pronunciarsi sull'esistenza di un disavanzo eccessivo - ricorda la nota riassumendo la varie fasi della procedura per deficit eccessivo previste dai Trattati Ue - la Commissione considererà il parere del Comitato economico e finanziario (CEF), che è composto da alti funzionari dei ministeri del Tesoro e delle banche centrali". Il CEF , a sua volta, "dispone di due settimane per adottare il proprio parere. Se la Commissione è del parere che esiste un disavanzo eccessivo, raccomanderà al Consiglio di adottare a sua volta una decisione in questo senso e di chiedere allo Stato membro in questione di porre fine a tale situazione entro un determinato periodo di tempo". Siniscalco: no alla manovra-bis Juncker: non drammatizzare la decisione ------------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 8 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Calcio. Giudice: Vieri squalificato per due turni
Christian Vieri Roma, 7 giugno 2005 Per quanto riguarda la rissa scoppiata al termine di Piacenza-Geona, il giudice ha inflitto sei turni di squalifica a Sottil, due a Scarpi e a Sartor, una a Stellone per il Genoa, e un turno a Masiello per il Piacenza, oltre all'ammenda ------------------------------------------------------------------------------------- Martedi, 7 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Rai. Unione: ok a Petruccioli ma con un Dg di garanzia
La sede Rai in viale Mazzini Roma, 7 giugno 2005 "Se ci propongono Claudio Petruccioli come presidente della Rai, noi siamo disposti a votarlo ma non rinunciamo all'idea di un direttore generale di garanzia": questa la posizione espressa dall'Unione secondo quanto riporta il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. Ora "tempi rapidi" L'Unione ribadisce "le critiche già ripetutamente espresse alle modalità di nomina previste dalla legge 112" e chiarisce che "il governo e la maggioranza hanno di fatto rifiutato la strada di un'intesa con l'opposizione per giungere ad una scelta condivisa del presidente e, nel rispetto dell'autonomia del consiglio d'amministrazione, ad un impegno su una figura non di parte per la direzione generale". "Il governo, a questo punto - si legge ancora nella nota - ha la responsabilità di proporre, per la presidenza della Rai, un nome in grado di garantire imparzialità e indipendenza e, pertanto, di raccogliere il più largo consenso all'interno della Commissione di Vigilanza", e "in questa prospettiva" l'Unione dà la sua disponibilità a sostenere la candidatura di Claudio Petruccioli. Per il Dg, il Cda e il Tesoro devono nominare una persona imparziale e senza incompatibilità. "L'Unione - conclude la nota - rivolge a tutti i membri del CdA della Rai e al ministro del Tesoro l'invito a farsi carico di questa responsabilità dando prova di indipendenza e di libertà per assicurare in tempi rapidi la stabilità e la piena operatività dell'azienda". --------------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. I costruttori edili a Berlusconi: il governo non ha mantenuto gli impegni. Il premier: piano per case popolar
Silvio Berlusconi Roma, 7 giugno 2005 Il governo ha avuto il "merito di aver compiuto grandi sforzi sul versante della modernizzazione del Paese", ma non ha mantenuto gli impegni presi nel campo delle infrastrutture. A dirlo è il presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili, Claudio De Albertis, nella sua relazione all'assemblea, presente anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Debbo prendere atto con delusione" che dei provvedimenti come la legge obiettivo per le città, una nuova politica degli affitti e la riforma della fiscalità immobiliare, "pur convenuti, non resta traccia alcuna sia in Parlamento che nell'agenda del governo". De Albertis, nella sua relazione, ha ricordato che anche un anno fa Berlusconi era presente all'assemblea dell'Ance: ad un anno di distanza, l'Ance deve "prendere atto" che delle proposte avanzate dai costruttori "non resta alcuna traccia". Si e' anzi ridotta la dotazione delle risorse per le opere pubbliche mentre, ha rilevato De Albertis, "non ci risulta, per contro, che la spesa corrente abbia formato oggetto di analoghe attenzioni". Molto affidamento si è fatto sul ricorso a capitali privati per le infrastrutture: "Bisogna fare chiarezza - ha detto il presidente dell'Ance - e ricordare che il projet finance sarà sempre una componente importante, ma minoritaria nel finanziamento delle infrastrutture". Quanto alla dismissione di beni pubblici, secondo l'Ance "la soluzione per far calare il debito al di sotto del 100% del Pil non va ricercata nelle privatizzazioni ma nella crescita del Pil e nelle riforme strutturali che diano più efficienza al Paese". Il governo, ha replicato Berlusconi nel suo intervento all'Ance, si prepara a convocare un tavolo con i costruttori edili per discutere "di un piano per la cessione delle case popolari". Per Berlusconi la situazione in cui versa l'edilizia popolare "è un fenomeno negativo per il degrado inaccettabile delle strutture". Il premier ha spiegato che "chi comprerà potrà pagare un prezzo basso, ma dovrà operare la ristrutturazione. E questo - ha precisato - è un discorso che riguarda sia le singole case che interi quartieri".
Ma il segretario dei Ds Piero Fassino boccia senza appello l'intervento del premier: "Ha eluso qualsiasi tema vero". Nè va meglio al ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi, autore di un discorso "caratterizzato da una inutile e sciocca arroganza, perche' la relazione del presidente dell'Ance - spiega il segretario dei DS - non faceva altro che prendere atto di quello che le cifre dicono e, cioe', che gli investimenti in questi due ultimi anni nelle infrastrutture pubbliche sono diminuiti e che molti degli impegni assunti sono stati disattesi".
------------------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 6 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Ue. Ciampi difende l'euro e richiama i governi. La Lega attacca
Il Presidente della Repubblica Ciampi Roma, 5 giugno 2005 Le parole del Capo dello Stato arrivano nel momento in cui la Lega, con il ministro delle Riforme Calderoli, accusa il presidente della Repubblica di essere il responsabile del fallimento dell'euro. "Dissenso assoluto da Calderoli", ha commentato il leader dell'Udc Follini, mentre il segretario dei Ds Fassino ha chiesto le dimissioni del ministro del Carroccio. "Non si può addossare all'Unione Europea
responsabilità che rientrano in gran parte nelle competenze
degli stati membri". Dopo il voto francese e olandese e l'attacco
di ieri della Lega all'euro, il presidente della Repubblica, Carlo
Azeglio Ciampi, rompe gli indugi e con parole taglienti difende l'Unione
europea e la moneta unica, indicando piuttosto le politiche dei singoli
governi come responsabili dell'attuale crisi economica e finanziaria.
------------------------------------------------------------------------------------- Domenica, 5 Giugno, 2005 --------------------------------------------------------------------------------------------------- Trasporti. Incendio nel traforo del Frejus: due morti, almeno 18 intossicati
Frejus Roma, 5 giugno 2005 --------------------------------------------------------------------------------------- Sabato, 4 Giugno, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Rutelli ha scelto Ruini. Astensione contro
l'Ulivo
«Io mi asterrò dal voto» ai 4 referendum sulla fecondazione assistita: lo ha detto il leader della Margherita, Francesco Rutelli aggiungendo che «il sì fa un macello e produce una legislazione inaccettabile». «Chi vota no, involontariamente aiuta la battaglia del sì. L'astensione è l'atto più efficace e produttivo» ha spiegato ancora Rutelli precisando di non parlare a nome del suo partito (che sulla questione è profondamente diviso) ma a titolo personale. L’ex sindaco di Roma ha sciolto così alla fine la riserva sul voto. Una riserva tattica, forse studiata per amplificarne l’effetto o magari solo per opportunismo politico. Certo, quella di Rutelli è una scelta che provocherà ripercussioni molto ampie nello schieramento di centrosinistra. E non mancherà di irritare Romano Prodi che ha più volte ribadito la sua intenzione di partecipare comunque al voto. Insomma, il leader della Margherita continua la sua marcia di avvicinamento al centro conservatore. Lo schieramento antireferendum non mancherà di sfruttare a proprio favore quest’uscita, che avviene nel momento in cui il confronto tra i due schieramenti si sta facendo più intenso. Rutelli si spinge però anche più in là, facendo una critica diretta ai sostenitori del referendum. «Valuto come una forzatura è un errore il fatto che alcuni partiti della Federazione hanno compiuto la scelta, come partiti, di promuovere i quattro referendum sulla procreazione assistita: per la mancata informazione ai partner su una iniziativa rilevante, assunta in modo unilaterale». Per Rutelli, poi, la proposta di referendum sui temi della bioetica contrasta con il programma elettorale che l'Ulivo ha presentato agli elettori nel 2001. --------------------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 3 Giugno, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Prodi: «Primarie per
l'Unione». E la Margherita si infastidisce Prodi rilancia le primarie e la Margherita storce la bocca. Stupore, sorpresa e fastidio ai piani alti del Nazareno (sede della Margherita) dopo l'exploit festivo del leader dellUnione. Ufficialmente trincerati dietro un «no comment» i vertici della mrgherita fanno trapelare parecchio malumore: «Se queste parole fossero state dette alla vigilia della riunione della Fed - dicono gli uomini più vicini a Rutelli - avrebbero potuto essere oggetto di discussione. Invece si preferisce contiuare a inviare missive dall'estero». Ma non è tutto. Ciò che soprattutto infastidisce i diellini è che «di fronte a fatti storici come la bocciatura della Costituzione europea da parte di Francia e Olanda, di fronte ai gravi problemi del Paese, che avrebbero creato un grande spazio per iniziative comuni della federazione e dello stesso Romano Prodi, si preferisca invece far ripartire un infinito dibattito sugli assetti». Insomma infastidisce il contenuto non il contennitore visto che Rutelli in primis non si sogna minimament edi mettere in discussione la leadership di Prodi. A tutto questo stupore efastidio replicano subito gli ulivisti del partito: «Sorprende la reazione nervosa attribuita alla maggioranza della Margherita, a fronte della semplice riproposizione del progetto di Romano Prodi, formulato in termini limpidi e sereni, privi di qualsiasi risvolto polemico e rispettosi delle posizioni di tutti». Tra i primissimi a congratularsi con Romano Prodi per il suo messaggio postato giovedì pomeriggio sul proprio sito web è Fausto Bertinotti, cioè proprio l’esponente politico che con più determinazione aveva chiesto, nei mesi scorsi, che si tenessero delle primarie dentro l’Unione per la designazione del leader. «Sarebbe la ossa del cavallo. Se l'iniziativa di Prodi desse luogo, come promette, all'attivazione di un processo democratico che coinvolga tutta l'Unione, sarebbe una ventata di aria fresca che rivitalizzerebbe la sua politica». Bertinotti in realtà non insiste sulla questione delle primarie. L’affaire sembra archiviato per il leader di Rifondazione. Teme piuttosto quello che chiama il «politicismo». «Il politicismo disarmante delle scorse settimane - dice - sarebbe soppiantato proprio da ciò di cui si sente la necessità: una partecipazione democratica che rilancia l'Unione come forza che fa maturare l'alternativa al governo Berlusconi». Nettissimo anche l’apprezzamento di Alfonso Pecorario Scanio, presidente dei verdi. «L'intervento di Romano Prodi è quello di un vero leader. Ora l'Unione deve smetterla con lo stillicidio degli ultimi tempi per concentrarsi sul programma». «Ora – ha detto ancora Pecoraro- si deve accelerare sul programma e sulle regole della coalizione, per costruire una seria e credibile alternativa di governo e prendere in mano un Paese che oggi è senza guida. Anche nella vicenda Rai -aggiunge- c'è stato chi ha lavorato per danneggiare la leadership di Prodi, ma a questo punto è indispensabile essere chiari». --------------------------------------------------------------------------------------- Giovedi, 2 Giugno, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi: condivido relazione di Fazio, irragionevole il no della sinistra a Monorchio in Rai
Il premier Silvio Berluscono Roma, 2 giugno 2005 "Assolutamente si". Così il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto ai cronisti che gli chiedevano
se condividesse la relazione del governatore della Banca d'Italia,
Antonio Fazio. Il premier ha Alla domanda se, per il rilancio dell'economia in Europa,
si debba puntare sulla strategia di Lisbona Monorchio? Sinistra irragionevole "Era un nome su cui pensavo nessuno potesse obiettare",
ha aggiunto. Il futuro dell’Europa ---------------------------------------------------------------------------------------------- Terrorismo. Cinque ergastoli ai brigatisti per l'omicidio di Marco Biagi
Lioce, Morandi, Melazzi, Mezzasalma Bologna, 1 giugno 2005
I cinque imputati sono stati condannati anche all'
isolamento diurno per sei mesi e all' interdizione perpetua dai pubblici
uffici. La Corte, presieduta da Libero Mancuso (giudice a latere Letizio
Magliaro), ha letto la sentenza dopo oltre 22 ore di camera di consiglio.
Il Pm Paolo Giovagnoli aveva chiesto quattro ergastoli e una condanna
a 24 anni per Boccaccini. Per il procuratore capo della Repubblica di Bologna,
Enrico Di Nicola, che ha assistito il Pm Paolo Giovagnoli durante
le udienze e ha atteso con lui oggi la
-------------------------------------------------------------------------------- Mercoledi, 1 Giugno, 2005 ---------------------------------------------------------------------------------------------- 2 giugno. Ciampi: scuotiamoci dal torpore e dalle dispute, l'Italia ce la fara'
Carlo Azeglio Ciampi Roma, 1 giugno 2005 "L'Italia andrà avanti, superando ogni difficoltà, ogni ostacolo, ora come in passato (…). Domani è la festa degli italiani, il nostro compleanno comune, trascorriamola in serenità, con gli amici, con la famiglia, anche questo ci aiuterà ad operare per il bene della nostra Patria. ". Con queste parole il presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi ha concluso il messaggio agli italiani pronunciato oggi in Quirinale in occasione delle celebrazioni del 2 giugno. "Bisogna scuoterci di dosso - ha detto Ciampi - quel torpore che si è largamente diffuso, e rifugire dalle sottili dispute che consumano la vita quotidiana. Affrontiamo confrontandoci i problemi veri del Paese, con la volontà di arrivare a soluzioni condivise. E traduciamole in atti concreti. Abbiamo avuto la fortuna di nascere in un Paese unico al mondo per le sue bellezze naturali - ha detto ancora il Presidente - per il suo patrimonio di civiltà. Domani sentendovi idealmente vicini, salirò le scale del Vittoriano per rendere onore ai caduti per la Patria, di ieri e di oggi. Ci stringeremo attorno alle nostre Forze Armate a via dei Fori Imperiali. Forze Armate rinate nella Guerra di liberazione e oggi impegnate in missioni di pace nel mondo". Il presidente della Repubblica questa mattina aveva ricevuto al Quirinale per la consegna della Medaglia d'oro al valor militare la vedova di Nicola Calipari Rosa Villecco, i figli Silvia e Filippo, la madre Rachele e il fratello Don Maurizio. ---------------------------------------------------------------------------------------------- 2 giugno. Primo grande esodo estivo, sette milioni di italiani sulle strade per il ponte. Ma si spende meno
Sette milioni di italiani partiranno per il ponte del 2 giugno Roma, 1 giugno 2005 Sette milioni di italiani si metteranno in movimento da oggi per il ponte del 2 giugno, che da' inizio alla stagione estiva. Sono i dati del primo vero esodo del 2005 diffusi dall"Osservatorio di Milano. Per un milione e mezzo questo è l' inizio delle vacanze vere e proprie che, fatte a giugno, consentono un risparmio rispetto a fine luglio e agosto del 50% circa. Un milione sono invece mamme e bambini che anticipano le partenze per una vacanza che durerà per tutta l'estate. Il resto si dovrà accontentare di un primo assaggio di vacanze estive. Le città dalle quali ci saranno più spostamenti sono Roma con 400 mila partenze, Milano con 250 mila, Torino con 100 mila, Genova e Bologna con 60 mila. Le mete italiane più ambite sono la costa adriatica, la Sicilia e la Sardegna, per quanto riguarda le località marittime; invece, per la montagna il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta. Molti preferiscono l'estero: le capitali straniere con in testa Parigi e Londra, ma anche "paradisi" piu' lontani: il Mar Rosso e i Caraibi. Madri e figli optano per la seconda casa in montagna, al mare o in collina, mentre chi può permettersi un week end di svago visiterà una città d'arte: Roma, Firenze e Venezia. "Si tratta comunque di vacanze al risparmio, vista la grave situazione economica. Rispetto all'anno scorso registriamo una spesa per le vacanze che già a giugno risulta inferiore del 10%", ha dichiarato il direttore dell'Osservatorio, Massimo Todisco. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Conti pubblici. Almunia: chi sfora tetto del 3% metta in conto aggiustamenti. Rapporto Ue: debito cresce in mezza Europa
Joaquin Almunia Bruxelles, 1 giugno 2005 "Gli Stati membri che si trovano in una situazione di deficit eccessivo devono mettere in opera un aggiustamento di bilancio minimo". Non abbassa la guardia il commissario Ue Joaquin Almunia, e invia un ennesimo messaggio a Italia e Portogallo, che si apprestano a ricevere una procedura per deficit eccessivo (oltre il 3% del pil). L'appuntamento per l'Italia è il 7 giugno prossimo. Almunia, tuttavia, non scende nei particolari sui tempi dell'aggiustamento, se cioè questo debba cominciare subito oppure no. La Commissione Ue, nel rapporto 'Public finances in the Emu 2005', pubblicato oggi a Bruxelles, avverte: il rapporto debito-pil "continuera' a crescere nei prossimi due anni" in Italia, Francia, Germania, Portogallo e Malta e il debito pubblico resterà "particolarmente elevato" in Belgio, Grecia e Italia e aumenterà da "un livello relativamente elevato anche in Germania, Francia, Portogallo e Malta". Riguardo a Francia e Germania, in particolare, Bruxelles spiega che "la fonte di preoccupazione non è il rapporto molto elevato del rapporto deficit-pil, ma il suo recente trend ad aumentare. Il peggioramento del budget ha fatto lievitare il debito negli ultimi anni, facendogli raggiungere velocemente livelli vicini o superiori al 'tetto' massimo (60% del pil, ndr) stabilito dal Trattato di Maastricht". L'Italia, si legge nel rapporto, corre "qualche rischio" sul fronte della sostenibilita' dei conti pubblici nel lungo termine, ma nel complesso - se rispettera' gli impegni presi sul fronte delle pensioni e del risanamento di bilancio - potrebbe trovarsi in una "posizione abbastanza favorevole", perché la riforma delle pensioni rappresenta un "passo importante nella giusta direzione". In generale, la sostenibilità nel lungo termine dei conti pubblici dell'Italia, cosi' come quella di altri nove paesi (Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Cipro, Ungheria, Malta e Slovenia), presenta "qualche rischio", conclude la Commissione, aggiungendo tuttavia che "a prima vista gli indicatori quantitativi suggeriscono che questi paesi (Italia e Belgio, ndr) appaiono relativamente ben messi per far fronte ai costi dell'invecchiamento della popolazione". ---------------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. La madre di Mirko confessa: "L'ho messo a testa in giu' nell'acqua"
I funerali del piccolo Mirko Milano, 1 giugno 2005 "Sono stati momenti molto delicati, in cui Maria
ha fatto dei racconti che spesso stanno su una duplice se non triplice
realtà - ha spiegato uno dei legali della donna, l'avv. Ernesto
Rognoni -. Anche se l'interrogatorio è durato a lungo, in realtà
ciò che ha detto Maria poteva essere raccontato in 10 minuti.
Ci sono state molte pause, molti momenti in cui la donna è
passata dalla disperazione più completa ad un totale stato
confusionale". -------------------------------------------------------------------------------- |