Lunedi, 31 Gennaio, 2005

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Iraq. Autobomba esplode davanti a un seggio: 8 morti. Berlusconi: l'Italia continuera' a fare la sua parte

Violenza inarrestabile alla vigilia del voto

Baghdad, 29 gennaio 2005
E' di almeno otto morti (oltre al kamikaze) e cioè tre soldati iracheni e cinque civili, compreso un bambino, il bilancio dell'attentato suicida avvenuto oggi a Khanaqin, cittadina situata a nord-est di Baghdad vicino alla frontiera con l'Iran. Sembra accertato che a saltare in aria non sia stata un'auto-bomba, ma lo stesso attentatore, il quale indossava una cintura esplosiva nascosta sotto gli abiti.

Stando alle fonti statunitensi, peraltro, l'uomo non sarebbe riuscito a entrare nel centro militare preso di mira, utilizzato in comune da truppe americane e irachene, ma la defragrazione sarebbe avvenuta all'esterno del muraglione protettivo eretto intorno all'edificio; quest'ultimo sorge accanto a un seggio elettorale allestito per la consultazione di domani, che la guerriglia ha giurato di far fallire.

Berlusconi: l'Italia continuerà a fare la sua parte
"Continueremo a fare la nostra parte, secondo le modalità concordate con le legittime autorità irachene". Silvio Berlusconi, in un messaggio sulle elezioni in Iraq, conferma l'intenzione del governo di restare nel Paese mediorientale e aggiunge che l'Italia "è orgogliosa di aver risposto positivamente all'appello dell'Onu" e di contribuire "allo sviluppo verso la democrazia e il benessere".
"L'Italia - sottolinea il premier - continuerà a sostenere il processo politico in Iraq affinché tutti i gruppi etnici, religiosi e politici possano guadagnare nuove prospettive di libertà".

Colpi di mortaio
Tiri di mortaio sono stati avvertiti nella zona centrale di Baghdad. Le esplosioni sono state seguite dal rumore di spari che sono sembrati provenire dalla Zona Verde, la zona fortificata che ospita le sedi diplomatiche degli Stati Uniti e della Gran Bretagna e gli uffici del governo iracheno.

Elicottero precipitato: 2 morti
E' costato la vita a due militari statunitensi lo schianto al suolo di un elicottero da ricognizione Kiowa, precipitato ieri sera nella parte sud-occidentale di Baghdad. Lo ha reso noto il Comando Usa con un comunicato, secondo cui ambedue le vittime appartenevano alla Task Force incaricata di garantire l'ordine e di vigilare sulla sicurezza nella capitale irachena.

L'ennesimo episodio letale, avvenuto all'anti-vigilia delle cruciali elezioni generali di domani, era stato reso noto subito, ma non si erano avute notizie circa la sorte dei due membri dell'equipaggio. Tre giorni fa un elicottero da trasporto Ch-53E era caduto nella provincia occidentale irachena di al-Anbar, provocando la morte dei trenta marines e del marinaio che erano a bordo. Anche per quel caso non è stato ancora precisato se si sia trattato di un incidente o di un vero e proprio abbattimento da parte della guerriglia.

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Politica. Decennale di An. Ciampi: un movimento politico che si inserisce di pieno diritto nella dialettica democratica

 

Gianfranco Fini

Roma, 29 gennaio 2005
Il presidente della Repubblica , Carlo Azeglio Ciampi ha inviato un messaggio di saluto alla manifestazione a Roma per il decennale di Alleanza Nazionale, nata dopo la svolta di Fiuggi. Un movimento politico - dice il capo dello Stato- sorto in seguito a un ripensamento critico della storia del ventesimo secolo.

Alleanza nazionale si inserisce "di pieno diritto" nella dialettica democratica alimentata da "valori fondanti completamente condivisi": è quanto scrive il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel messaggio inviato alla manifestazione che celebra il decennale della svolta di Fiuggi. Il capo dello stato sottolinea che la nascita di An ha rafforzato l'unità repubblicana e ha costituito un arricchimento culturale per il paese.

"L'obiettivo piu' immediato è la mobilitazione perchè il centrodestra vinca le elezioni del 2006. Per il resto c'è tempo di riflettere sulle strategie". Così Gianfranco Fini ha risposto al Gr1 che gli chiedeva se vi fossero tra gli obiettivi di An il partito unico della CdL e l'ingresso nel Ppe.

Quanto all'ipotesi di alleanze con Alessandra Mussolini e i radicali, il leader di An ha affermato: "Le alleanze si fanno con coloro che condividono valori e programmi. Questo è l'unico criterio serio per poter governare". Nel corso dell'intervista Fini si sofferma anche sul decennale di Fiuggi: "In questi dieci anni - sostiene - è nata, si è affermata e ha messo le radici una destra che ha mentalità e cultura di governo. Se è cambiata tantissimo la politica italiana una parte consistente del merito è da ascriversi al grande cambiamento che la destra ha impresso a se stessa".

"Ci possono essere stati dei momenti in cui An ha accettato dei compromessi - ha concluso - ci sono stati però anche tanti momenti in cui la coalizione è stata fortemente determinata dalle azioni di An".

"Abbiamo fatto un lungo cammino nel quale qualcuno si è avvicinato e altri si sono allontanati, ma noi andiamo avanti e siamo orgogliosi della forza che An dà all'alleanza di centrodestra", ha detto il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, parlando a margine delle celebrazioni per il decennale della svolta di Fiuggi e replicando a una domanda sul tentativo di dialogo del premier Berlusconi con Alessandra Mussolini.

"Il nostro cammino va avanti - ha aggiunto Gasparri - e senza An non ci sarebbe la Casa delle Libertà". Il ministro del partito di Fini ha poi sottolineato che l'obiettivo di An è ora quello di realizzare, nella CdL, "iniziative che abbiano il sapore chiaro della politica della destra". Ad esempio per quanto riguarda le politiche sulla droga, di difesa della famiglia e dell'interesse nazionale.

"Io che credo molto nella coesione della coalizione, ritengo che fughe in avanti e accelerazioni creerebbero solo danni. Non credo che nell'agenda del centrodestra e di An vi siano all'orizzonte partiti unici della coalizione": ha detto Maurizio Gasparri. "Non siamo certo qui per celebrare lo scioglimento di Alleanza nazionale, ha detto ancora Gasparri, per poi aggiungere: "Non so che cosa accadrà nel futuro, ma fughe in avanti eccessive determinerebbero polemiche e contrapposizioni. Invece di fare accelerazioni - ha concluso Gasparri - lavoriamo per rafforzare e far vincere la nostra coalizione".

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Domenica, 30 Gennaio, 2005

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Cdl. Casini: non fermiamoci, siamo a meta' del guado. Finito il tempo delle ossessioni


Pierferdinando Casini

Roma, 29 gennaio 2005
"Non possiamo limitarci all'autocompiacimento. I risultati positivi che abbiamo ottenuto non sono sufficienti. Siamo a metà del guado e non possiamo fermarci". E' il passaggio iniziale dell'intervento che il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, sta tenendo sul palco della convention che celebra il decennale di An.

Basta con le ossessioni
"E' finito il tempo delle ossessioni. Tanti moderati devono emanciparsi dall' ossessione del comunismo e la sinistra deve liberarsi dall'ossessione di Berlusconi e anche da un certo doppiopesismo inaccettabile". Pier Ferdinando Casini sollecita così i due Poli ad affrontare il terreno dello scontro politico basandosi su "regole ed istituzioni che appartengono a tutti", e a liberarsi dalle ossessioni che hanno segnato gli ultimi dieci anni. Casini sottolinea che si tratta di "un punto di metodo". "Ho sempre ritenuto - dice - sia da leader di partito sia oggi da presidente della Camera che le regole e le istituzioni appartengono a tutti e che il terreno fisiologico di scontro è quello della politica. Questa convinzione - sottolinea - vale per noi, per la sinistra e anche per il rapporto tra i due Poli che non può essere nè compiacente nè condotto secondo gli slogan del passato".

"Modernizzare il sistema politico significa superare gli stereotipi del passato. Ma guai a pensare che le nuove parole d'ordine siano solo ricette tecnocratiche o formule di rito di certi poteri forti, forse più per tradizione che per altro che si sentono gli unici legittimati a dare patenti di onestà, di competenza, di indipendenza e di professionalità".

An abbia coraggio
"Come 10 anni fa a Fiuggi da una scelta coraggiosa nacque una nuova forza politica, così mi auguro che oggi, a Roma, lo stesso coraggio e lo stesso entusiasmo di allora possa aprire una nuova via alla politica della Casa delle Libertà". Secondo Casini, infatti, "esiste l'esigenza di qualcosa di nuovo". "I partiti di oggi - ha detto - non ci soddisfano, mentre i partiti di domani non ci sono ancora. Capisco le perplessità, anche fondate, sul partito unico e soprattutto sulle sue regole: ma anche procedere in questo modo non aiuta a ricreare nel popolo moderato italiano le certezze cui esso ha diritto". Casini ha quindi chiesto che si apra una nuova fase politica "che lasci definitivamente nel passato i dissidi e i frazionismi interni e sia in grado in un vero salto di qualità". "Se si realizzerà questa trasformazione - ha concluso - ne beneficeranno senz'altro gli italiani, egualmente attenti a che il centrosinistra si attrezzi per una competizione chiamata ad elevare la qualità della politica, ad avvicinarla ai cittadini, a renderla capace di guidare in modo solido la trasformazione dell'Italia".

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Sabato, 29 Gennaio, 2005

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Ilaria Alpi. Commissione ordina perquisizione a Rainews 24

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Roma, 29 gennaio 2005
La presidenza della Commissione parlamentare di indagine sull'omicidio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin ha fatto svolgere oggi una perquisizione nei confronti del giornalista Maurizio Torrealta, cercando in redazione a Rainews 24 e a casa sua un materiale che l'ordinanza definisce come "occultato".
"Un atto intimidatorio che mi lascia perplesso e che mi offende lo leggo solo come un suggerimento molto esplicito a non occuparsi più del caso Alpi". Cosi' Maurizio Torrealta, commenta la perquisizione ordinata dalla commissione d'inchiesta sul caso Alpi nei suoi confronti.

Il direttore di Rainews 24 Roberto Morrione -in una nota -, protesta fermamente per un atto che, pur rientrando nei poteri di una commissione parlamentare, costituisce un grave precedente di interferenza e pressione sulla libera attività giornalistica, apparendo inoltre del tutto immotivato e offensivo.
"La vicenda - prosegue - è resa più allarmante per l'ulteriore richiesta di acquisire presso la Rai copia della scheda personale di Torrealta. Si precisa che Maurizio Torrealta si è più volte occupato professionalmente in 11 anni di questo delitto tuttora oscuro, contribuendo con i suoi reportage e con un libro-inchiesta a riaprire il caso e a mantenere viva la domanda di fare luce su moventi, mandanti e modalità dell'assassinio.

Maurizio Torrealta inoltre è stato già lungamente ascoltato come teste volontario dalla Commissione, dando la massima disponibilità a collaborare e mai gli e' stato chiesto di mettere a disposizione ulteriori materiali. Un comportamento cosi' irrituale e per alcuni aspetti intimidatorio, esteso alla redazione del Canale, configura un atto grave e inspiegabile di cui la direzione di Rainews 24 e il comitato di redazione chiedono ragione alla stessa Commissione, ritenendo opportuno l'intervento della rappresentanze dei giornalisti e della Direzione aziendale".

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Politica. Rutelli: il governo ha fallito e possiamo vincere

Il leader della Margherita Francesco Rutelli

Torino, 29 gennaio 2005
Il leader della Margherita Francesco Rutelli ha chiuso a Torino la conferenza su welfare e sviluppo organizzata dalla Margherita. Nell'intervento al Lingotto, durante il quale sottolinea più volte l'unità con gli alleati e in particolare con Romano Prodi e Piero Fassino, il presidente dei Dl attacca il "fallimento" del governo Berlusconi, ma avverte: "La Gad non può limitarsi alle critiche ma deve mettere in campo proposte nuove che garantiscano innovazione e coesione sociale. Questa la ricetta per battere il centrodestra".

"Ieri Prodi è stato applaudito con più forza quando ha detto che non dobbiamo solo criticare, ma offrire soluzioni. E' stato vissuto come un momento liberatorio dell'assemblea": Francesco Rutelli cita il discorso di ieri di Prodi per dire che "il governo semina depressione, solitudine, disgregazione e sfiducia. Noi vinceremo se dalla grande semina che sta iniziando il raccolto sarà preciso, diremo la verità e indicheremo soluzioni. Condividiamole insieme tutti noi, con le parti sociali, i sindacati, l'industria per dire: questa è la verità, questo è il programma per 5 anni e per riconquistare cosi' la fiducia della maggioranza degli italiani".

"Di strada ne abbiamo fatta: siamo oggi un partito unico e coeso con una sua cultura e l'ambizione di concorrere a un cammino nuovo": Francesco Rutelli, chiudendo la conferenza programmatica di Torino, lancia un messaggio di orgoglio di partito, al termine delle sessioni di dibattito su vari temi, dallo sviluppo al Welfare.

"Non si concorre ad un cammino nuovo - precisa - se non si fanno i conti con il cambiamento. Non ci può essere coesione e innovazione, i due obiettivi che devono guidarci, se il paese è fermo: bisogna cambiare dunque alcuni aspetti strutturali e la soluzione, come sempre è europea".

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Camorra. Nuovo agguato: un morto e un ferito

La vittima era vicina agli scissionisti del clan Di Lauro

Napoli, 29 gennaio 2005
E' Vincenzo De Gennaro, di 22 anni, l'ennesima vittima della faida di camorra a Napoli: l'uomo è stato ucciso oggi in un agguato in via Lazio, nel quartiere di
Miano, alla periferia nord di Napoli, limitrofo ai quartieri dello scontro sanguinario di Scampia e Secondigliano. Insieme con lui è stato ferito - ma le sue condizioni non sarebbero gravi - il nipote minorenne, Gennaro D., di 13 anni, rimasto colpito al collo e ad una coscia.

Secondo i carabinieri, che indagano sulla dinamica dell'omicidio avvenuto nei pressi dell'abitazione dell'uomo, De Gennaro è da ritenersi vicino agli scissionisti del clan Di Lauro. Il 7 dicembre scorso fu arrestato nel corso del maxiblitz delle forze dell'ordine ma, secondo quanto appurato dai carabinieri, è stato scarcerato per mancanza di esigenze cautelari.

Nel quartiere di Miano proprio questa sera è in programma una fiaccolata organizzata dagli amici del 29enne Attilio Romanò, ucciso per errore in un agguato, sempre nell'ambito della faida, il 24 gennaio scorso in un negozio di telefonia a Capodimonte.

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Maltempo. A3: e' ancora emergenza. Martedi' il governo riferisce alla Camera

A3 sotto la neve

Roma, 29 gennaio 2005
Non è ancora risolta l'emergenza sulla A3 dove molti automobilisti sono ancora bloccati e dove continua a nevicare.

Il tratto lucano dell'autostrada Salerno - Reggio Calabria, sgomberato completamente da auto e camion, è ancora chiuso al traffico, mentre è regolare la circolazione sul tratto calabrese, eccetto quello tra Sibari e Sicignano. I mezzi antineve dell'Anas sono al lavoro per ripulire le carreggiate.

La situazione continua ad essere difficile, anche perché la neve continua a cadere abbondante, rendendo difficili i soccorsi. La situazione più difficile è nell'Alto Sele, zona ai confini della Provincia di Potenza, dove in alcuni comuni e frazioni rimasti isolati cominciano a scarseggiare le scorte alimentari; altri comuni sono ancora senza corrente elettrica, senza linee telefoniche e in qualche caso anche senza acqua.

Le previsioni meteorologiche non promettono nulla di buono: si aspettano neve e freddo per altre 48 ore. L'Anas raccomanda di non mettersi in viaggio se non strettamente necessario, e comunque di non percorrere l'autostrada nemmeno nella parte transitabile.

Aumentano le polemiche: il vice presidente del Consiglio, Marco Follini, si è scusato per i disagi che gli automobilisti hanno dovuto sopportare. Ma l'opposizione chiede le dimissioni del presidente dell'Anas e del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, che dichiara: le direttive ministeriali antineve e l'allarme meteo della Protezione Civile hanno avuto una piena applicazione.

Il Governo riferirà martedì 1 febbraio sulle questioni sollevate dal blocco dell'A3 Salerno-Reggio Calabria. L'esponente dell'esecutivo (non si sa ancora se sarà Lunardi) interverrà davanti alle commissioni Ambiente e Trasporti di Montecitorio alle 20, nella sala del Mappamondo.

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Venerdi, 28 Gennaio, 2005

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Maltempo. Bloccata dalla neve la Salerno - Reggio Calabria. Nei centri di accoglienza un'altra notte di emergenza

I camionisti bloccati

Salerno, 27 gennaio 2005

Circolazione ancora difficile sulla autostrada Salerno-Reggio Calabria. Su gran parte del tratto lucano dell' autostrada A3 è in corso lo sgombero delle persone nelle automobili. Lo si è appreso dalla Prefettura di Potenza.
Lo sgombero è in atto nei tratti della corsia nord tra Lauria Nord e Lagonegro Sud e tra Lagonegro Sud e Casalbuono (Salerno), ai confini con la Campania. Deve ancora iniziare, invece, lo sgombero delle persone che si trovano con le loro automobili e camion nei tratti tra Lagonegro Sud e Lagonegro Nord e tra l' area di servizio di Galdo di Lauria e Lauria Sud (Potenza).

200 automobilisti dormono in una scuola
Sono stati sistemati ieri sera in una scuola elementare di Lagonegro (Potenza) circa 200 automobilisti rimasti bloccati per neve sulla Salerno-Reggio Calabria. L' operazione è stata coordinata dalla prefettura di Potenza.
Nei tre alberghi della cittadina (oramai al completo) hanno trovato sistemazione a proprie spese numerosi automobilisti bloccati sulla A3. Solo tre extracomunitari hanno trovato alloggio a spese della prefettura in un albergo di Lagonegro.
Stamani è stato allestito un secondo punto di accoglienza in una scuola a Trecchina (Potenza), mentre nel pomeriggio ne e' stato allestito un terzo a Rivello (Potenza). La prefettura prevede che anche la prossima notte gli automobilisti dovranno rimanere nei centri.

Inviati 250 uomini e 50 mezzi Anas
L'Anas ha attivato piani di emergenza neve fin dalla notte compresa tra il 25 e il 26 gennaio, mobilitando in tutte le regioni colpite dal maltempo 500 uomini e 170 mezzi operativi: tra questi, sono stati inviati sulla Salerno-Reggio Calabria 250 uomini a turno rafforzato, 50 mezzi fra spazzaneve e spargisale, 8 gru pesanti e oltre mille tonnellate di sale. E' quanto assicura il ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, annunciando anche che il ministero da lui diretto "sta attentamente vigilando su tutte le iniziative che l'Anas sta mettendo in campo".

L'amarezza di Bertolaso
"Da 72 ore abbiamo lanciato l'allerta meteo invece la Salerno-Reggio Calabria è completamente bloccata - ha detto il capo della protezione civile Guido Bertolaso in occasione di una audizione alla commissione ambiente della Camera - e questo mi da molto fastidio". Lo scorso anno in occasione del blocco causa neve del tratto appenninico della A1 "dissi che bisognava cambiare registro - ha proseguito Bertolaso - a luglio fu approvata una risoluzione in commissione ambiente per la quale in caso di nevicate o altri eventi meteo eccezionali ad occuparsi sarebbe stato un centro di coordinamento che gestisce tutta la viabilita' stradale facente capo al ministero dell'interno e delle infrastrutture". "In seguito a questa decisione noi - ha affermato il capo della protezione civile - abbiamo fatto un passo indietro". "Che dire di piu' - ha concluso Bertolaso - sono deluso e amareggiato"

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Regionali. L'Udc abbandona il tavolo della Cdl. Intervengano i leader

Marco Follini

Roma, 27 gennaio 2005
L'Udc lascia il tavolo della Cdl sulle regionali e chiede l'intervento dei leader di partito. A dar voce alla protesta del partito di Marco Follini è Lorenzo Cesa, vicepresidente del Ppe e eurodeputato centrista, che ha partecipato alla riunione insieme con il senatore Mauro Cutrufo. "O Berlusconi e i segretari di partito prendono subito in mano la situazione - dice Cesa - o il centrodestra perderà un'ottima occasione per affrontare seriamente le prossime elezioni regionali".
A che punto è il lavoro per la definizione di liste e candidature? "Siamo in alto mare - taglia corto Cesa - la situazione e' molto confusa".

Il casus belli sembra essere stata la richiesta di An di poter candidare alla presidenza della regione Emilia-Romagna un proprio uomo, Tommaso Foti, che era già stato battuto alle ultime elezioni provinciali nella sua città, Piacenza. Fi ha ribattuto che An aveva già ottenuto la candidatura alla presidenza della Campania per Italo Bocchino. Controreplica di An: la proposta l'ha fatta il premier, noi non rinunciamo al nostro candidato in Emilia-Romagna.

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Giovedi, 27 Gennaio, 2005

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Giornata della memoria. Ad Auschwitz 44 capi di stato e di governo per non dimenticare

Soldati polacchi ad Auschwitz

Auschwitz, 27 gennaio 2005


Nell'ex campo liberato il 27 gennaio 1945, oggi coperto di neve, ha dato l'avvio alla cerimonia con una ventina di minuti di ritardo un treno, che è entrato fischiando nel campo di Auschwitz-Birkenau per ricordare le vittime che furono deportate da tutta l'Europa in vagoni piombati.

44 capi di Stato e di governo, per l'Italia il premier Silvio Berlusconi, alte cariche istituzionali provenienti da tutto il mondo, rappresentanti religiosi e sopravvissuti che ancora recano tatuato il numero con cui furono marchiati, hanno partecipato alla celebrazione.

Wladyslaw Bartoszewski, prigioniero numero 4427, uno dei tre che ha parlato alla cerimonia ha detto: "Per un ex prigioniero di Auschwitz è un evento inimmaginabile e profondamente commovente poter prendere la parola sul più grande cimitero della storia d'europa, un cimitero senza tombe".

Il presidente israeliano Moshe Katzav ha definito il campo di Auschwitz, la "capitale dell'impero della morte", mentre il presidente russo Vladimir Putini ha dichiarato che: "La domanda a cui non riusciamo a dare una risposta è una sola: come è potuto succedere?".

Con la "cerimonia delle candele" e in un turbinio di fiocchi di neve si è conclusa l'ultima parte delle celebrazioni della giornata della memoria nel campo di sterminio nazista di Auschwitz. Mentre scende la sera e tutte le luci del campo sono accese, davanti ai soldati polacchi schierati lungo le rotaie gli ex detenuti cominceranno ad accendere uno ad uno le candele in memoria del milione di vittime, seguiti dai capi di stato e di governo che hanno voluto oggi essere ad Auschwitz.

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Mercoledi, 26 Gennaio, 2005

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Benzina. I prezzi tornano a salire. Rincari fino a 9 centesimi in quattro giorni

A rimettere mano ai listini la maggior parte dei marchi

Roma, 27 gennaio 2005

Dopo settimane di tregua i prezzi della benzina tornano a correre. E mettono a segno - nel giro degli ultimi quattro giorni - rincari fino a 0,009 euro al litro. Vale a dire oltre 17 delel vecchie lire.
A rimettere mano ai listini - secondo quanto si apprende dalle ultime rilevazioni del Ministero delle Attività Produttive - è stata la maggior parte dei marchi presenti sulla rete italiana, con aumenti compresi, tra l'altro ieri ed oggi, tra un minimo di 0,002 a 0,009 euro al litro.

Solo da lunedì ad oggi ogni pieno di un'auto di media-grande cilindrata costa cosi' intorno a mezzo euro in più. A spingere la nuova fiammata - commentano gli esperti di settore - gioca la ritrovata corsa del prezzo dell'oro nero che continua a macinare rialzi sui mercati internazionali, spinto dalle incertezze mediorientali alla vigilia delle elezioni in Iraq. Ma anche dalle attese per il prossimo vertice dell'Opec di domenica prossima, con i timori di una possibile nuova stretta produttiva dei Signori del Petrolio.
E se sullo sfondo gli operatori spiegano i nuovi rincari anche alla luce della leggera ripresa del dollaro sull'euro - dopo i minimi storici di inizio anno - di certo c'è che la nuova ondata di rincari, se non si dovesse fermare, rischia di tornare a pesare sul costo della vita. La voce carburanti incide infatti sull'andamento dei prezzi al consumo con un impatto stimato - secondo gli esperti di settore - in un aumento dell'indice dei prezzi al consumo dello 0,1 mensile per ogni umento di 0,036 euro al litro messo a segno dal carburante in un mese.

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Mercoledi, 26 Gennaio, 2005

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Terrorismo. Islamici assolti, il Gup: guerriglia e terrorismo in Iraq non sono la stessa cosa. Fini: sono indignato

Gli imputati erano accusati di reclutare terroristi suicidi

Milano, 24 gennaio 2005

"Leggere le motivazioni con cui un giudice milanese ha assolto una cellula di integralisti islamici dall'accusa di terrorismo internazionale genera un sentimento di rabbia e incredulità". E' il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini a dar voce alle polemiche scatenate dalla sentenza emessa oggi dal Gup milanese Clementina Forleo, che ha assolto dall'accusa di terrorismo internazionale tre islamici e, per lo stesso reato, ha revocato la custodia cautelare agli altri due imputati per i quali ha trasmesso gli atti a Brescia, per competenza territoriale.

"Non dubito della preparazione giuridica del Gup - spiega Fini - Ma distinguere in Iraq "attività di guerriglia" da "attività di tipo terroristico" e perciò richiamare la convenzione globale dell'uomo sul terrorismo e scrivere sulla sentenza che è "notorio che nel conflitto bellico in questione strumenti di altissima potenzialità offensiva sono stati innescati da tutte le forze in campo", significa mettere sullo stesso piano vittime e carnefici. Adesso saranno molti e rumorosi coloro che grideranno allo scandalo perché gli esponenti politici non devono commentare le sentenze. Ma sono convinto che almeno in questo caso esprimere dolore e indignazione per simile disinvolto stravolgimento di una realtà che è sotto gli occhi del mondo intero sia semplicemente doveroso".

I cinque imputati a Milano erano accusati di aver organizzato raccolta di somme di denaro e arruolamento di volontari per rispondere "all' attacco statunitense all'Iraq". Ma per il Gup "non risulta provato" che queste cellule "prevedessero la concreta programmazione di obiettivi trascendenti attività di guerriglia da innescare in detti o in altri prevedibili contesti bellici e dunque incasellabili nell'ambito delle attività di tipo terroristico" previste dall'art.270 bis.

Una tesi perlomeno discutibile, visto che secondo il Gup "le attività di tipo terroristico perseguibili sul piano del diritto internazionale" sono "quelle dirette a seminare terrore indiscriminato verso la popolazione civile in nome di un credo ideologico e/o religioso, ponendosi dunque come delitti contro l'umanità". Secondo il magistrato, insomma, far rientrare gli atti di guerriglia nei reati previsti dall'articolo che norma il terrorismo internazionale, "porterebbe ad una ingiustificata presa di posizione per una delle forze in campo". Tutti sullo stesso piano, insomma, al Zarqawi e i marines o i militari iracheni o italiani impegnati in Iraq.

L'inchiesta milanese era stata avviata dal magistrato Stefano Dambruoso e, dopo la sua assegnazione a Vienna, era stata seguita fino alla fine dal procuratore aggiunto Armando Spataro. E' stato lui, nei giorni scorsi, a chiedere condanne severe, dai sei ai dieci anni, per i cinque islamici che avevano scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Oggi, ascoltata la sentenza, è uscito di gran passo dalla stanza del giudice limitandosi ad uno sconsolato "è andata male, malissimo".

Dall'entrata in vigore dell'articolo 270 bis, quello che prevede il reato di terrorismo internazionale, solo un islamico, un iracheno del 1974, ha patteggiato la pena riconoscendo in qualche modo di avere avuto a che fare con i progetti eversivi di Al Qaeda. L'imputato, Mohammed Thari Hammid, tra l'altro, faceva parte del gruppo giudicato oggi innocente al 90%. Dall'entrata in vigore, nel novembre del 2001, della nuova normativa ad oggi, a Milano si è avuta un'assoluzione e una condanna. A tantissimi altri islamici finiti nelle indagini milanesi, d'altra parte, non è stato possibile contestare il terrorismo internazionale, perché accusati e arrestati prima dell'entrata in vigore della legge.

Ma la decisione di oggi costituisce un precedente importante per i processi che ancora si devono celebrare. A cominciare da quello in calendario per il 22 febbraio prossimo a carico del 'capo' del gruppo giudicato oggi, lo sceicco Abderrazak. "Il giudice ha dimostrato grande senso e rispetto della legalita' e della liberta"' dice Ilaria Crema, difensore dei due nordafricani 'affidati' alla giustizia bresciana, ma comunque assolti dal reato di terrorismo internazionale. "La gente la si condanna sulla base di prove e gravi indizi e non sulla base di congetture e teoremi", dice un altro legale, Gabriele Leccisi.

A Palazzo giutizia si dà per scontato il ricorso della procura in Corte d'Assise, per difendere le conclusioni di anni di indagini, intercettazioni e lavoro di intelligence.

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Elezioni suppletive. Il centrosinistra vince a Bari e Rovigo. Prodi: quando siamo uniti vinciamo

Suppletive con bassa affluenza alle urne

Bari, 24 gennaio 2005

"Quando siamo uniti, vinciamo", commenta a caldo il leader della Gad Romano Prodi, alla notizia dell'esito delle elezioni suppletive per il Senato a Bari e Rovigo. Il diessino Nicola Latorre, candidato dell'Ulivo, ha vinto col 55.6% dei voti le elezioni suppletive per il collegio senatoriale Bari 2, mentre Massimo Donadi, dell'Ulivo, ha vinto con il 57,05% dei voti, le elezioni suppletive per il Senato nel collegio 8 di Rovigo.

Latorre, stretto collaboratore di Massimo D'Alema, ha prevalso su Lello Degennaro (Forza Italia), che ha ottenuto il 41.4% dei voti. Cataldo Zucaro, candidato dell'Udeur che ha appoggiato Latorre dopo l'accordo Prodi-Mastella, ha avuto lo 0,5%; Pino Monaco, di Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, il 2.5% (dati della prefettura di Bari).

Nelle elezioni del maggio 2001 prevalse il forzista Giuseppe Degennaro col 46,1% dei voti. I partiti dell'attuale centrosinistra andarono al voto divisi e presentarono quattro candidati, ottenendo complessivamente il 49.7% dei voti: l' 'Ulivo per Rutelli' ebbe il 35,7%, la lista Di Pietro il 4,6%, Rifondazione comunista il 4,1%, i Socialisti autonomisti il 5,3%.

A Rovigo, Domenico Romeo (Casa delle Libertà), si è fermato al 30,13% (dati della Prefettura). Al termine dello scrutinio delle278 sezioni, Donadi ha registrato 41.268 preferenze, Romeo 21.794.

Le reazioni politiche
"E' un successo netto e inequivocabile del centrosinistra - commenta soddisfatto il leader dei Ds Piero Fassino - che dimostra quanto fosse infondata, propagandistica e falsa l'idea che il centrodestra fosse in recupero". "Da mesi Berlusconi cerca di spiegare che ha nuovamente il favore degli italiani. Invece -obietta Fassino- questo voto dice una cosa molto più chiara e semplice: anche questa volta, come nelle suppletive del novembre scorso o nelle amministrative dell'anno passato, del 2003 e del 2002, gli elettori hanno preferito il centrosinistra al centrodestra. Mi sembra una riprova chiara e netta della crisi di credibilità e di consenso che Berlusconi e la sua maggioranza hanno nel paese. E' un risultato -conclude Fassino- che ci spinge a lavorare per un centrosinistra unito e coeso che possa vincere le prossime elezioni regionali".

Sulla stessa linea il primo commento di Franceso Rutelli (Margherita):"Siamo di fronte alla conferma della prevalenza di un vento di cambiamento a favore dell' Ulivo e del centrosinistra e alla conferma dell' enorme difficoltà di Silvio Berlusconi e della destra di recuperare consensi. Tutto ciò di cui si è parlato nelle ultime settimane - prosegue il leader di Dl - e cioè il presunto recupero di fiducia di Berlusconi viene clamorosamente smentito oggi da un sondaggio fatto in carne e ossa presso gli elettori. Si aggrava la crisi di fiducia verso Berlusconi, verso il governo e verso il suo operato".

"Rutelli e Fassino - ribatte polemicamente Fabrizio Cicchitto (Forza Italia) - non possono esultare calcisticamente oggi per lo stesso motivo che ieri li ha indotti a leccarsi le ferite, per la vittoria di Vendola alle primarie". Un ragionamento analogo lo fa Roberto Calderoli, secondo il quale "con numeri di partecipazione al voto come quelli che si sono visti ci troviamo di fronte non a elezioni suppletive ma a primarie, e alle primarie di solito vince il Bertinotti e la sinistra radicale". Eppure, questa volta a trionfare non è stato - come alle primarie in Puglia - un esponente di Rifondazione comunista: a Bari ha vinto Nicola Latorre, un dalemiano che si era schierato contro Vendola, mentre a Rovigo il successo è andato a Massimo Donadi, un avvocato indicato dall'Italia dei valori di Antonio di Pietro.

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Martedi, 25 Gennaio, 2005

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Consulta. I punti della patente si possono togliere solo se viene identificato il guidatore

Dichiarate illeggittime in parte le nuove norme

Roma, 24 gennaio 2005
I punti della patente possono essere tolti solo a chi è stato identificato nel commettere l'infrazione. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittima in parte le nuove norme del codice della strada che hanno introdotto la patente a punti.

La Consulta, in particolare, ha dichiarato illegittimo l'art. 126 bis comma 2 del codice della strada nella parte in cui prevede che, in caso di mancata identificazione del trasgressore, i punti devono esser tolti al proprietario del veicolo, salvo che questi non comunichi, entro 30 giorni, il nome e la patente di chi guidava in quel momento l'auto.

La Corte Costituzionale ha stabilito infatti che se non vi è l'identificazione del guidatore, resta l'obbligo per il proprietario di fornire, entro 30 giorni, il nome e il numero della patente di chi ha commesso la violazione, ma se ciò non avviene a carico del proprietario dell'auto scatta solo la sanzione pecuniaria, e non quella accessoria della decurtazione dei punti.

Tassone: inficiato il diritto alla sicurezza
"Per garantire diritti generali e formali, si inficia il diritto alla sicurezza e, conseguentemente alla vita": è il commento del viceministro ai trasporti, on. Mario Tassone, alla decisione della Corte Costituzionale, la quale ha stabilito che i punti possono essere detratti solo al responsabile dell' infrazione e non anche, se questi non è identificato, al proprietario del veicolo. "Rispetto la decisione della Consulta - ha aggiunto Tassone - ma resto molto perplesso".

Telefono Blu: la sentenza è giusta
La decisione della Consulta incontra il favore di Telefono Blu-Sos Consumatori. Infatti, spiega l'associazione, "se il guidatore non è stato identificato, c'è l'obbligo per il proprietario di fornire, entro 30 giorni, nome e numero di patente di chi ha commesso la violazione, ma se ciò non avviene a suo carico scatta solo la sanzione pecuniaria". Per l'associazione, sono "migliaia le sanzioni che

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Lunedi, 24 Gennaio, 2005

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Vaticano. Il dolore del papa per la morte di Simone Cola. Martedi' i funerali

Giovanni Paolo II

Roma, 23 gennaio 2005
Il dolore del papa per la morte di Simone Cola "giovane vittima stroncata nell'adempimento" di una "missione di pace" in Iraq è stato espresso in un telegramma inviato dal card. Angelo Sodano, Segretario di Stato. Giovanni Paolo II ha ricordato in particolare la moglie del militare ucciso, Alessandra, e la figlia Giorgia.

Nel telegramma, inviato a mons. Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone-Veroli e Ferentino, il papa ha fatto pervenire il suo "sentito cordoglio" ai "genitori e ai familiari tutti" del maresciallo ucciso a Nassiriya, per un "così grave lutto che colpisce codesta comunita' e l'intero paese".

"Nell'assicurare fervide preghiere di suffragio per la giovane vittima stroncata nell'adempimento della missione di pace", il papa ha invocato la "celeste consolazione per quanti ne piangono così drammatica" morte, specialmente la "moglie Alessandra e la figlia Giorgia".

Questa mattina, il C-130 dell'aeroautica militare con la salma del maresciallo Simone Cola ha lasciato Nassiriya. L'aereo, decollato dalla base di Tallil, arriverà in Italia alle 17 di questo pomeriggio. Ad accoglierlo a Ciampino ci saranno il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il ministro della Difesa Antonio Martino.

I funerali saranno celebrati martedì nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a Ferentino. La camera ardente sarà allestita presso la ex Curia vescovile di Ferentino. Sarà un funerale di Stato ma si svolgerà nella parrocchia dove Simone e Alessandra si erano sposati, secondo quanto deciso dalla famiglia.

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Domenica, 23 Gennaio, 2005

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Iraq. Oggi la salma di Simone Cola in Italia

Simone Cola

Roma, 23 gennaio 2005
L'aereo con a bordo la salma del Maresciallo Simone Cola, ucciso in Iraq
venerdì scorso, giungerà oggi a Roma, presso l'Aeroporto Militare di Ciampino. Saranno il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed il ministro della Difesa Antonio Martino ad accogliere in rappresentanza delle Istituzioni alle 17 l'aereo militare. Oggi in onore di Simone Cola è stata celebrata una messa a Nassiriyah.

Martedì i funerali a Ferentino
I funerali saranno celebrati martedì nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a Ferentino. La camera ardente sarà allestita presso la ex Curia vescovile di Ferentino. Sarà un funerale di Stato ma si svolgerà nella parrocchia dove Simone e Alessandra si erano sposati: questa è stata la decisione della famiglia.

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Sabato, 22 Gennaio, 2005

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Iraq. Ucciso a Nassiriya il maresciallo Simone Cola. La rabbia dei soldati: elicotteri non blindati

Il maresciallo Simone Cola

Baghdad, 22 gennaio 2005
Un militare italiano, il maresciallo Simone Cola, 31 anni, è stato ucciso ieri a Nassiriya in uno scontro a fuoco con alcuni miliziani. Era a bordo di un elicottero dell'Esercito, in volo per un'azione di copertura, a supporto di una pattuglia attaccata nell'abitato di Nassiriya. Durante il sorvolo, una raffica di arma da fuoco lo ha colpito.

Le condizioni di Cola sono apparse subito molto gravi ed il ferito è stato trasportato all'ospedale di Tallil. E' morto poco dopo. Cola era in servizio presso il Primo Reggimento "Idra" dell'Aviazione dell'Esercito, con sede a Bracciano.

Simone Cola doveva rientrare a febbraio. Aveva già compiuto altre missioni. Lascia una bambina di 5 mesi che aveva fatto appena in tempo a vedere. La famiglia è sconvolta, l'unico che trova la forza di parlare è Gianluca, suo fratello, che lo definisce "un eroe. La sua era una missione di pace". Domani la salma dovrebbe rientrare in Italia.

Messaggi di cordoglio alla famiglia sono giunti dal presidente della Repubblica e dalle più alte cariche dello Stato. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha telefonato alla famiglia per esprimere le sue condoglianze. Anche il ministro della Difesa Antonio Martino ha telefonato alla vedova per esprimere "profondo dolore e sconforto".

La convocazione urgente delle Commissioni Difesa ed Esteri di Palazzo Madama e la richiesta al Governo perché venga a riferire, è stata avanzata dai capigruppo di Ds e Margherita in Senato.

"Per far credere che è una missione di pace..."
"Non ci hanno dato i Mangusta per far credere che è ancora una missione di pace". Il grido di rabbia di un elicotterista italiano citato dall'Unità il giorno dopo l'uccisione del maresciallo Cola dipinge la situazione vista dai soldati. I soldati di stanza a Nassiriya non hanno dubbi.

L'elicottero Ab412 su cui ha perso la vita il maresciallo Cola non è il mezzo più adeguato per affrontare situazioni di combattimento ma i mezzi giusti - i famosi Mangusta - sono rimasti in Italia. Con l'inviato dell'Unità un sottufficiale si sfoga: "Portare la pace o fare la guerra non dipende dai mezzi che utilizziamo ma da come ci comportiamo. E un altro elicotterista ribadisce, sempre parlando all'Unità: i Mangusta non sono stati mandati perché i politici "hanno avuto paura, volevano dimostrare che quella a Nassiriya è una missione di pace e non di combattimento... ".

La stessa rabbia, la stessa amarezza è raccolta anche dal Corriere della Sera, che cita questo sfogo: "Doveva succedere e tutti lo sapevano. Per mandare i carri armati Dardo e Ariete si è aspettata la battaglia dei Ponti. Ora è morto un mitragliere che, come ai tempi del Vietnam, si sporgeva dal sul portello del suo Ab-412".

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Camorra. Arrestato il figlio del boss Di Lauro. Trovato uomo decapitato nel quartiere Scampia

In nottata è stato trovato il cadavere di un uomo

Roma, 22 gennaio 2005
I Carabinieri hanno arrestato Cosimo Di Lauro, figlio del boss Paolo, il padrino del quartiere Scampia dove da tempo è in atto una guerra per il controllo del mercato della droga.

Cosimo Di Lauro era sfuggito alla cattura nel dicembre scorso, quando centinaia di rappresentanti delle forze dell'ordine eseguirono un maxi-blitz tra Scampia e Secondigliano. L'arresto è avvenuto con un rapido blitz nel suo nascondiglio nel Rione dei Fiori, cui è seguita una forte protesta da parte di circa 400 donne che hanno anche danneggiato auto dei militari.

L'arresto è stato salutato da esplosione di fuochi d'artificio nel confinante comune di Casavatore, ritenuta la roccaforte del clan degli scissionisti.

Pregiudicato decapitato
In nottata, però, nel rione Scampia è stata trovata un'auto data alle fiamme nella quale c'era il cadavere di un uomo decapitato. Era un pregiudicato, Giulio Ruggiero, di 44 anni. Il delitto viene inquadrato, al momento, nella faida in corso alla periferia Nord di Napoli tra il clan di Paolo Di Lauro, "Ciruzzo 'o milionario", e il gruppo degli scissionisti o "spagnoli", che ha visto finora l'uccisione di 35 persone dalla fine di ottobre 2004 e numerosi ferimenti, agguati, incendi di abitazioni e negozi di appartenenti all'uno o all'altro clan, "fuga" dai quartieri Scampia e Secondigliano di personaggi legati all'uno o al'altro gruppo che si ritenevano e si ritengono in pericolo.

Inquietante è anche il metodo dell'esecuzione di Ruggiero, che riporta agli anni bui della guerra tra la Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e la Nuova famiglia (oltre duecento morti all'anno), negli anni Ottanta, quando il criminologo Aldo Semerari fu fatto trovare decapitato in auto ad Ottaviano, paese natio di "don Raffaele".

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Gad. Incontro Prodi-Fassino-Parisi: possibile intesa per le primarie

Romano Prodi

Roma, 22 gennaio 2005
Ottimo clima: così in ambienti vicini al leader dell' Ulivo viene descritto l' incontro che si è tenuto ieri sera a cena a Bologna tra Romano Prodi, Piero Fassino e Arturo Parisi. Tema, le primarie. A quanto si apprende in ambienti dei Dl sarebbe stato confermato di fare le primarie in maggio, così come deciso martedì scorso al vertice della Gad con Prodi.

A sciogliere l'empasse che ha tenuto banco in questi ultimi giorni nel centrosinistra, sarebbe stato un lavoro di ricucitura svolto da Parisi che ha sentito tutti i leader del centrosinistra, individuando come punto d'intesa il fatto che chi si candida alle primarie deve dichiarare che si candida con un programma alternativo a quello del leader della Fed (Federazione dell'Ulivo).

Una soluzione, questa, che avrebbe soddisfatto anche la Quercia, preoccupata dell' eccessivo spazio lasciato a Bertinotti se gli fosse stata data la possibilità di candidarsi non in contrapposizione a Prodi e al suo programma.

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Venerdi, 21 Gennaio, 2005

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Iraq. Ucciso un maresciallo italiano a Nassiriya

Nassiriya

Baghdad, 21 gennaio 2005
Un militare del contingente italiano è stato ucciso oggi in Iraq a Nassiriya durante un pattugliamento in elicottero mentre il velivolo sorvolava i due ponti sull'Eufrate. Si tratta di Simone Cola, 31 anni di Viterbo, maresciallo ordinario in servizio presso il 1/o Reggimento 'Idra' dell'Aviazione dell'Esercito, con sede a Bracciano". La salma del militare sarà rimpatriata, secondo quanto si è appreso, nella giornata di domenica. Il militare lascia una bimba di soli cinque mesi.

Il fatto è avvenuto alle ore 10:20 italiane (le 12:20 in Iraq). Un elicottero Ab 412 dell'Esercito, mentre stava compiendo un pattugliamento lungo Eufrate, a sud di Nassiriya, è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco automatica, probabilmente un khalashnikov. Il proiettile ha colpito il mitragliere di destra dell'elicottero, che è stato subito portato in ospedale per essere operato. Il militare è morto dopo circa un'ora.

L'elicottero su cui si trovava Simone Cola "si era levato in volo per intervenire, con un'azione di copertura, in supporto ad una pattuglia della coalizione che era stata attaccata nell'abitato di Nassiriya". Lo afferma il ministero della Difesa, con un comunicato.

"Durante l'azione di sorvolo, alle ore 12:15 locali circa - prosegue la nota - una raffica di arma da fuoco, sparata da elementi ostili ed indirizzata contro l'elicottero, ha colpito un membro dell'equipaggio". "Le sue condizioni - sottolinea ancora la Difesa - sono apparse subito molto gravi ed il ferito è stato immediatamente trasportato all'ospedale da campo italiano di Tallil. I chirurghi hanno tentato di stabilizzare le sue condizioni ma ogni tentativo è risultato vano. Alle ore 13:35 locali ne è stato dichiarato il decesso".

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Fisco. Non toccherà il canone Tv e gli abbonamenti dei telefonini l'aumento dei bolli e delle concessioni governative


Palazzo Chigi

Roma, 21 gennaio 2005
Non toccherà il canone Tv e gli abbonamenti dei telefonini l' aumento dei bolli e delle concessioni governative previsto dalla Finanziaria, dalla quale il governo conta di incassare quest' anno 1,1 miliardi di euro.

Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un decreto che - è scritto nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine della riunione - "sterilizza gli adeguamenti delle concessioni governative relativi alla telefonia mobile ed agli abbonamenti Rai. Ne consegue - precisa la nota - che non aumenta l' importo previsto per il canone Rai Tv e non sono pertanto necessari versamenti integrativi per chi ha già pagato il canone".

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Cdl. Formigoni: rinuncio alla lista autonoma

Roberto Formigoni

Roma, 21 gennaio 2005
"Ho deciso di risolvere io l'empasse dicendo no al collegamento con la lista autonoma e confermando unicamente la mia candidatura come presidente della Lombardia per la Casa delle Libertà". Lo ha detto il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, annunciando di aver ritirato il progetto della lista unica con il suo nome alle prossime elezioni regionali.

"Nell'ambito di una mia eventuale terza legislatura non rinuncerò a perseguire l'ideale del coinvolgimento delle forze migliori della società civile in cui credo sempre di più: anche perché in Lombardia si gioca un pezzo di futuro importante per l'intero Paese, insidiato da un reale rischio di declino ma caratterizzato anche da evidenti segnali di un nuovo straordinario sviluppo, che sta a noi, tutti insieme, saper valorizzare e far crescere". Il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato così, durante una conferenza stampa, il recente dibattito politico all'interno della Cdl in vista delle prossime elezioni regionali.
"Trattino i partiti per liste e listini - continua Formigoni - mi auguro chiudendo la trattativa in fretta, con altrettanto senso di responsabilità, con senso di apertura e di servizio verso i cittadini, con una misura di equità, senza rifiutare le volontà di collegamento a noi che vengono da altre formazioni, così come
la giusta richiesta di un'iniziativa comune per garantire la legalità di ogni competizione elettorale che ci viene, ad esempio, dal Partito adicale".

"Il mio progetto esiste e resta"
"Quel che ho segnalato col progetto esiste e resta. Non posso accettare che venga svilito, proprio perché è una realtà forte che non dipende da me che è destinata a crescere". Lo ha detto il presidente della regione Lombardia,
Roberto Formigoni, dopo aver annunciato il ritiro del suo progetto di una lista unica per le prossime elezioni regionali, spiegando che, in ogni modo, il progetto "resta perché è radicato nel cuore di molti ed è un movimento di popolo e quindi non può essere fermato".

"Puoi arginarlo - ha proseguito - deviarlo, ma è come un corso d'acqua: puoi farlo scomparire sotto terra ma poi emerge ed ha sempre la stessa forza".

Formigoni ha, in seguito, parlato di "balletto non edificante che sta deludendo i cittadini", in riferimento alle recenti polemiche sull'idea della sua lista: "No alla lista Formigoni, sì alla lista ma senza il nome - ha fatto notare - no neppure alla lista civica senza nome, sì ai posti nel listino, meno posti nel listino. Ora dico basta".

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Giovedi, 20 Gennaio, 2005

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Terremoto. Si aggrava il bilancio: 166mila morti in Indonesia, in tutto le vittime sono oltre 226mila


Il numero delle vittime continua a salire

Roma, 19 gennaio 2005
Continua a moltiplicarsi il numero delle persone che hanno perso la vita a causa del catastrofico maremoto del 26 dicembre nell'Oceano Indiano: in Indonesia il ministero della Sanità ha infatti reso noto che, solo nelle province di Aceh e di Sumatra Nord, il computo delle vittime è arrivato a 166.320, superiore cioè a qualsiasi stima precedente.

Il bilancio globale dell'immane tragedia, riferito cioè a tutti i Paesi colpiti dal cataclisma dal Sud-Est asiatico all'Africa orientale, è pertanto arrivato a oltre 226.000 morti: per la precisione il totale è adesso di 226.566.

Ma si tratta di una cifra ancora provvisoria, giacchè essa continua a salire, e in tutte le aree Paesi colpiti dallo tsunami le rispettive autorità calcolano che ulteriori decessi andranno ad aggiungersi a quelli già accertati.

La presidente indonesiana Susilo Bambang Yudhoyono ha ammesso che forse il numero esatto dei morti non si saprà mai: "Stiamo vivendo il momento più difficile nella storia del nostro Paese", ha sottolineato, "sul piano emotivo, sociale ed economico".

Passata l'emergenza è ora di affrontare la ricostruzione delle aree devastate. Da domani il ministro degli Esteri Gianfranco Fini sarà nello Sri Lanka e in Thailandia per organizzare gli aiuti, ma anche per coordinare iniziative concrete, come l'interesse di una grande azienda alimentare italiana ad aprire uno stabilimento nell'isola dell'Oceano Indiano.

Il contributo dell'Italia ai Paesi colpiti dal maremoto del 26 dicembre ha già raggiunto quota 158,3 milioni di euro, che comprendono le donazioni private e la conversione del debito. Una cifra che pone l'Italia al secondo posto tra i donatori europei, dopo gli oltre 522 milioni di euro della Germania.

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Regionali. CdL, vertice interlocutorio sulle candidature. Calderoli risponde ad AN: il cerino lo ha Formigoni


Roberto Calderoli

Milano, 19 gennaio 2005

"Non c'è alcuna questione di posti in liste o listini e il cerino non è nelle mani della Lega: chi lo dice afferma una sciocchezza o peggio vuole fare la sponda". Roberto Calderoli, ministro per le Riforme, spiega così la posizione del Carroccio dopo l'odierna riunione dei coordinatori della Casa delle libertà, chiamati a risolvere il rebus delle candidature per le Regionali. Una riunione che si è chiusa stamattina senza una decisione sui nomi dei governatori del Polo. Mentre continua il braccio di ferro tra Lega e Formigoni, oggi è stata AN, per bocca di Ignazio La Russa, ad aprire un nuovo fronte di scontro, chiedendo chiarezza sulla posizione della Carroccio all'interno del centrodestra.

"La Lega, che è tra i fondatori della Cdl, è in questo momento l'unica forza che si batte perché l'alleanza non venga snaturata", dice ancora Calderoli, per il quale "la storia dei posti nel listino è pura confusione, fumo negli occhi. La Lega ha posto sin dall'inizio una questione politica. La nostra posizione è chiarissima sin dal vertice di maggioranza in cui abbiamo ribadito la nostra fedeltà alla coalizione ponendo nel contempo dei precisi paletti".

"Abbiamo spiegato che quando partono iniziative come quelle delle liste dei presidenti, oltretutto in più regioni, viene il sospetto che si tratti di un progetto politico teso a snaturare lo spirito della coalizione e a danneggiare le singole forze politiche che la compongono. Senza contare che lo stesso Berlusconi potrebbe rimanere ostaggio di chi potrebbe usare la propria maggioranza per obiettivi ben diversi da quel cammino delle riforme che è alla base del patto fondante della Cdl".

La Lega insomma difende Berlusconi? "Certo - replica Calederoli - ma lo è per un motivo ben preciso: è lui il garante del rispetto del patto fondante e quindi del cammino che porta al federalismo. Noi non vogliamo essere ostaggi di progetti non chiari, mascherati da presunti allargamenti della coalizione".

"Adesso - conclude Caldergli - il cerino è' nelle mani di Formigoni e dei governatori. Il vertice ha posto dei paletti, loro devono dare risposte chiare. Se non le danno si possono scegliere altri candidati. E la Lega i suoi li ha già pronti".

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Rai. Censura, il centrosinistra abbandona la Commissione di Vigilanza


La sede Rai a viale Mazzini

Roma, 19 gennaio 2005
Tutti i membri del centrosinistra hanno abbandonato la riunione della Commissione di Vigilanza Rai per protestare contro la risposta che il presidente di Rai2 Ferrario e il vicedirettore per l'informazione Masotti avevano dato su alcuni casi di 'censura' durante alcune trasmissioni del secondo canale della Rai.

"Siamo all'esesegi della censura - ha affermato l'esponente del centrosinistra Antonio Falomi - a nome degli altri deputati annunciando l'abbandono dell'aula. C'è chi ne fa una aperta rivendicazione come Ferrario e chi come Masotti si nasconde dietro all'ufficio legale".

Domani i capigruppo del centrosinistra in Vigilanza si riuniranno per prendere delle decisioni in merito a iniziative contro l'attuale gestione della Rai. "Informeremo di quanto accaduto i capigruppo dei partiti del centrosinistra di Camera e Senato - ha annunciato il capogruppo Ds in Vigilanza, Giuseppe Giulietti - perchè è necessario prendere iniziative che a questo punto non possono riguardare solo la commissione di Vigilanza".

"Non pensavamo che si potesse arrivare a tanto - ha dichiarato - perché è la prima volta che sento teorizzare in un modo così stolto e dilettantesco le ragioni di una censura che ha sollevato sconcerto e disgusto anche tra personalità vicine al centrodestra".

Ferrario doveva rispondere della decisione di aver sospeso la trasmissione della seconda puntata del 'Moliere' di Paolo Rossi per problemi di linguaggio, secondo Ferrario, aderente alla linea editoriale della rete. Giovanni Masotti doveva spiegare le ragioni delle polemiche seguite a una trasmissione di 'XII round', mai trasmessa, e in cui era prevista un'intervista ad Alessandra Mussolini; e di 'Punto e accapo' per una protesta del presidente dell'Associazione magistrati, Bruti Liberati.

Bonatesta: sinistra senza argomenti
"L'abbandono dell'aula della commissione di Vigilanza da parte dell'opposizione dimostra che la sinistra non ha argomenti. E quindi se la dà a gambe per sollevare il polverone della propaganda". Lo sostiene il senatore Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di AN e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai. "Ferrario e Masotti - osserva Bonatesta - hanno fornito valide spiegazioni e motivazioni: non di censura si tratta, ma di non aderenza alla linea editoriale della rete, per quanto Paolo Rossi, e di rispetto delle regole vigenti in materia di pluralismo, per ciò che concerne 'XII round'. Del resto, quando un giornale non pubblica un articolo perché non conforme alla linea editoriale della testata, come avviene regolarmente senza che Giulietti e compagni si straccino le vesti, è censura? Semmai, sul caso Paolo Rossi, -conclude Bonatesta- l'errore di Ferrario è stato quello di mandare in onda la prima parte, non di sospendere la seconda".

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Gad. Prodi: la Quercia non puo' essere nervosa


Romano Prodi

Roma, 19 gennaio 2005
"La Quercia non può essere nervosa, è un albero solido, fa le ghiande, nutre gli animali... è impossibile che sia nervosa". E' con questa metafora che il leader della Gad, Romano Prodi, getta acqua sul fuoco delle polemiche che vedono in particolare i Ds 'nervosi' dopo l'esito delle primarie pugliesi.

"Oggi a Bari - ha proseguito Prodi lasciando il suo studio romano alla volta dell'aeroporto per raggiungere il capoluogo pugliese dove tra l'altro incontrerà Massimo D'Alema - daremo una manifestazione di unità e di serenità, io non mi preoccupo".

A chi gli chiedeva se alle prossime elezioni regionali ci sarà qualche 'lista dei presidenti', Prodi ha risposto: "Esamineremo anche questo problema tra poco". "Quello che vogliamo fare - ha quindi concluso - è vincere... Come si diceva un tempo, dopo attente analisi faremo quello che si deve fare".

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Mercoledi, 19 Gennaio, 2005

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Eurispes. Scende la fiducia nelle istituzioni, per la prima volta anche nel Quirinale


La sfiducia coinvolge anche il presidente della Repubblica

Roma, 19 gennaio 2005
Dal rapporto Eurispes 2005 emerge un calo della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni che per la prima volta coinvolge anche il presidente della Repubblica. Lo ha affermato il presidente dell'istituto di ricerca Gian Maria Fara, nel corso di una conferenza stampa.

"Continua a scendere - ha spiegato Fara - la fiducia nei cittadini nelle istituzioni: governo, Parlamento, magistratura e persino presidente della Repubblica". Fara ha parlato "anche di 12 punti percentuali in meno rispetto all'anno scorso".

A giudizio del presidente dell'Eurispes, quindi, "si sta consumando una grave frattura tra corpo politico e società. Il presidente dell'Eurispes non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulla ricerca, che verrà presentata il prossimo 28 gennaio a Roma.

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Telecom. Via libera alle nuove tariffe: aumenta lo scatto alla risposta, scende il minuto di conversazione


Via libera alla manovra tariffaria

Roma, 19 gennaio 2005
Cambiano le tariffe di Telecom Italia per le chiamate locali. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, secondo quanto si apprende, ha infatti dato il via libera alla manovra tariffaria, che dovrebbe partire domenica prossima, 23 gennaio.

Le nuove tariffe prevedono un aumento dello scatto alla risposta da 6,2 a 7,87 centesimi di euro. Nello stesso tempo, scendono i prezzi per un minuto di conversazione: da 1,90 a 1,43 centesimi per la fascia intera e da 1,09 a 0,82 centesimi in fascia ridotta.

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Martedi, 18 Gennaio, 2005

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Referendum. I vescovi scendono in campo. Ruini:la legge sulla fecondazione il male minore, legittimo astenersi dal voto


Il Cardinale Camillo Ruini

Bari, 17 gennaio 2005

Il cardinale Camillo Ruini ha aperto la riunione a Bari del Consiglio Permamente dei vescovi bocciando l'ipotesi di una modifica in Parlamento alla legge sulla fecondazione assistita: "Non sarebbe in alcun modo migliorativa". Poi, arrivando a parlare del referendum sulla legge 40, ha spiegato: "Quanto alle modalità attraverso le quali esprimere più efficacemente il rifiuto del peggioramento della legge sembra giusto avvalersi di tutte le possibilità previste in questo ambito dal legislatore". Inclusa, dunque, l'astensione dal voto per abbassare le possibilità di raggiungere il quorum che rende valida la consultazione.

Il cardinal Ruini, preso atto delle decisioni della Corte costituzionale "al di là dei non pochi interrogativi e perplessità" che suscitano, ha ribadito la posizione della Chiesa sulla legge riguardante la fecondazione assistita: la legge 40, anche se "sotto diversi e importanti profili non corrisponde all'insegnamento etico ha comunque il merito di salvaguardare alcuni principi in una materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana".


I vescovi italiani, tuttavia, non si augurano che il dibattito referendario si trasformi in uno scontro laici-cattolici. "Daremo il nostro contributo affinché la campagna referendaria si svolga in forme serene e rispettose". L'auspicio di Ruini, in questo senso, è che sia le ragioni del SI che quelle del NO abbiano uguale spazio sui mezzi di informazione, "specialmente su quelli di maggiore diffusione". Secondo la Cei il confronto referendario, "sebbene da noi certamente non desiderato", viene visto come un'opportunità per rendere il popolo italiano "più consapevole dei reali problemi e valori in gioco" riguardanti "la sfida della vita".


"Siamo consapevoli delle difficoltà che ci attendono e delle critiche a cui potremo essere sottoposti. È però doveroso per noi esprimerci con sincerità e chiarezza - ha aggiunto il presidente della Cei- anche in questa materia, e siamo interiormente sostenuti dalla coscienza di adempiere alla nostra missione e di operare per il bene concreto delle persone, delle famiglie e del corpo sociale".

Guardando all'Europa, Ruini ha invitato l'Unione a procedere con prudenza nei confronti della Turchia, mentre non ha nascosto apprezzamento per l'Ucraina, Paese di radicate tradizioni cristiane. I negoziati per l'adesione di Ankara all'Ue ("il cui risultato non può essere garantito in anticipo") non possano non tener conto di "una condizione davvero irrinunciabile", vale a dire "il pieno rispetto della libertà religiosa" così come dello "stato giuridico a cui hanno diritto le comunità religiose minoritarie". Una condizionem quella della libertà religiosa, ha affermato il cardinale citando il Papa, grazie alla quale "si sviluppa e fiorisce ogni altra libertà".


Diverso lo scenario in Ucraina, dove il "desiderio di Europa" emerso nel 1989 "ha ripreso a soffiare con forza in questi ultimi mesi, producendo risultati assai significativi, e che può vantare con i Paesi dell'Unione Europea affinità e legami antichi e profondi". E la stessa Russia, motiva il cardinale, "piuttosto che vedere nei fatti dell'Ucraina soltanto una diminuzione della propria influenza, potrebbe essere stimolata a percorrere con più piena e coerente determinazione la via di un rapporto più solido e organico con quelle nazioni alle quali essa, pur con le sue grandi e innegabili peculiarità, è legata da radici storiche e culturali e da interessi in buona parte comuni".

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Parmalat. Tanzi ai pm:per collocare in borsa il Gruppo mi aiutarono De Mita e MPS. Odeon tv un argine contro Berlusconi


Calisto Tanzi

Parma, 17 gennaio 2005

L'anno prima aveva respinto l'assalto di Kraft, che voleva a tutti i costi Parmalat. Ma nel 1990, per risollevare le sorti del Gruppo di Collecchio, a Calisto Tanzi non restava che la collocazione della società in borsa, sperando in denaro fresco e tempi migliori. Su questa fase lo stesso Tanzi è stato interrogato sabato dai pm di Parma Silvia Cavallari e Antonella Ioffred. E Ranzi, oltre a raccontare del ruolo della Finanziaria Centronord e del Monte dei Paschi di Siena ha fatto anche nomi e cognomi di politici che lo aiutarono nell'operazione.

Alla vigilia della quotazione in Borsa di Parmalat, ad esempio, fu Ciriaco De Mita a telefonare all'allora presidente del MontePaschi di Siena Piero Barucci per sollecitarne l'appoggio. Nel 1989, altra parte, la Merchant bank controllata dal Montepaschi, Centrofinanziaria, aveva organizzato un 'prestito ponte' da 120 miliardi di lire a favore di Parmalat, che già allora era in difficoltà.

Parmalat era in crisi e trovare un parner bancario più solido (fino ad allora Parmalat aveva per lo più rapporti con istituti di credito più piccoli), era necessario per rafforrzare la strada della quotazione.

Nel racconto fatto da Tanzi il nome di De Mita è spuntato anche nella spiegazione sull'avventura di Odeon tv, finanziariamente disastrosa: fu una decisione - ha riferito ancora l'ex patron di Parmalat ai magistrati - caldeggiata dalla Dc e da De Mita in particolare per costruire un polo televisivo da contrapporre a quello di Silvio Berlusconi. Un imprenditore, ha detto Tanzi, considerato vicino al Psi.

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Gad. Mastella rientra nell'Ulivo: ricomposto lo strappo. La vittoria di Vendola ripropone la questione del centro


Clemente Mastella

Roma, 17 gennaio 2005

"L'Ufficio politico ha deciso all'unanimità che le ragioni che ci hanno portato allo strappo con l'Alleanza democratica sono state ricomposte e che il nostro diritto di cittadinanza a far vivere le nostre ragioni nel centrosinistra è stato riconosciuto da Prodi in primo luogo e dagli altri leader della Gad". Clemente Mastella, segretario dei Popolari-Udeur annuncia al termine della riunione dell'ufficio politico del partito il rientro ufficiale nel centrosinistra. Poco prima delle 17.00 nella sede dell'Udeur sono arrivati il segretario dei Ds, Piero Fassino, e il presidente della Margherita, Francesco Rutelli.


Mastella spiega c'è più "motivo per cui presentarci da soli alle prossime elezioni regionali" ma precisa che per l'Udeur "la formula vincente alle prossime elezioni è quella del centro-sinistra. Facciamo quindi un'alleanza con gli altri - aggiunge - ma non sbiadiamo le nostre radici dentro la Gad riconoscendo in Romano Prodi la personalità che può guidare e costruire la coalizione in modo coeso e collegiale".

Mastella tuttavia non rinuncia alle proprie ragioni e aggiunge: "Nessuno mette in discussione la legittimità democratica del voto e il valore di Vendola ma il risultato delle primarie in Puglia pone alla coalizione in maniera ancora più stringente la questione della funzionalità del centro". Perché "più si scivola a sinistra e più ci sono difficoltà".

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Sciopero. Treni fermi fino alle 21 di oggi. I ferrovieri chiedono maggior sicurezza


Il disastro di Crevalcore

Roma, 17 gennaio 2005

I ferrovieri incrociano le braccia per chiedere più sicurezza dopo il disastro di Crevalcore e da ieri sera alle 21 hanno fermato il trasporto ferroviario con uno sciopero di 24 ore.
Voli regolari, invece, dopo il differimento dello sciopero a data da destinarsi di piloti e hostess Alitalia aderenti al Sult proclamato sempre per domani.
Al centro di entrambe le proteste il problema della sicurezza. Ma mentre per il trasporto aereo l'agitazione è stata rinviata dopo l'intervento del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, i ferrovieri invece hanno confermato lo sciopero per un intera giornata (nonostante l'invito ad un'astensione più corta sollecitato nei giorni scorsi dalla Commissione di Garanzia).
Treni fermi dunque dalle 21 di stasera alle 21 di domani, lunedì 17 gennaio. L'iniziativa nasce dalla base dopo il grave incidente nei giorni scorsi e i delegati alla sicurezza attendono un'adesione massiccia.

Le Ferrovie, dal canto loro, assicurano che saranno garantiti i servizi essenziali indicati nell'orario ufficiale di Trenitalia e i servizi di trasporto locale nelle fasce orarie di punta (dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 18.00 alle 21.00). Nel Lazio sarà anche assicurato il collegamento tra la stazione ferroviaria di Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino.

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Lunedi, 17 Gennaio, 2005

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Politica. Berlusconi: la Gad rompe con l'Italia che cresce. Con la sinistra al governo "miseria, terrore e morte"


Silvio Berlusconi

Roma, 16 gennaio 2005
Se il programma della Gad sarà di 'rottura' con il governo Berlusconi, allora "sarà anche di rottura con l'Italia che vuole crescere", ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi in una telefonata alla manifestazione 'Neveazzurra', che si conclude oggi a Roccaraso, commentando le affermazioni di Romano Prodi. "Mi fa piacere che facciano un programma - aggiunge il presidente del Consiglio - Dio voglia che si mettano d'accordo su un programma, qualsiasi esso sia, almeno ne vedremo uno, perché finora non abbiamo visto niente".

"Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l'esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo. Non sarebbe lo Stato liberale che vogliamo noi". Per questo, Silvio Berlusconi è "sicuro" che nel 2006 gli italiani confermeranno alla Cdl il mandato di governare. "I cittadini - ha aggiunto - l'anno prossimo ci domanderanno di proseguire nel governare il Paese".

Berlusconi respinge quella che definisce "l'aggressione della sinistra" e in particolare le parole di ieri di Rutelli che lo ha definito il peggior presidente del Consiglio mai avuto dall'Italia. "Abbiamo adempiuto a tutte le promesse fatte agli italiani durante la campagna elettorale - dice - a partire dall'abbassamento delle tasse sul reddito personale. Di qui la sua sicurezza su un nuovo mandato nel 2006 da parte degli elettori. "Sarebbe una stoltezza - ha aggiunto - cambiaresquadra di governo, e per di più farlo con gente che in sei anni non ha fatto nulla, dicasi nulla, se non cambiare quattro governi in una legislatura".

Il premier ha poi precisato che l'accordo con Roberto Formigoni sulla lista alle regionali, "è già stato sottoscritto da alcuni giorni". "Con Formigoni - ha aggiunto - è andata a finire bene già da una settimana, restano solo da definire i posti nel listino da assegnare agli esponenti della società civile lombarda". Berlusconi ha ribadito che non sono possibili altre deroghe sulle liste dei presidenti oltre a quelle già concesse a Storace

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Camorra. Preso il sesto presunto killer di Carmela Attrice


Un commando di sette persone avrebbe teso l'agguato

Napoli, 16 gennaio 2005
Sono sette le persone che avrebbero partecipato all'agguato in cui è stata uccisa Carmela Attrice, la 48enne trucidata nel primo pomeriggio di ieri nell'androne del suo palazzo in via Limitone d'Arzano, a Scampia. Nel pomeriggio è stato arrestato anche il sesto uomo. A Secondigliano intanto continuano le ricerche del settimo elemento del commando.

La donna, moglie di un noto pregiudicato, Michele Barone, e madre di un malavitoso affiliato al gruppo degli 'scissionisti', sarebbe stata minacciata nei giorni scorsi dagli uomini del clan capeggiato dal boss Paolo Di Lauro. I gregari di 'Ciruzzo o milionario' gli avevano intimato di lasciare l'abitazione, situata nella zona delle cosiddette 'case celesti', ma Carmela Attrice non avrebbe ottemperato all'ordine del padrino.

È questa la conclusione a cui sono giunti i magistrati della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli. Dei sette decreti di fermo ne sono stati eseguiti sei da parte dei Carabinieri del comando provinciale e degli agenti della Squadra mobile. Resta una persona ricercata. Tra gli indagati anche un minorenne, R. P., di 16 anni, che secondo i pm anticamorra, Giovanni Corona e Luigi Cannavale avrebbe fatto da esca, citofonando all'abitazione di Carmela Attrice.

Le altre persone fermate sono: Michele Tavazzi (22 anni) una delle tre persone accusate di aver materialmente sparato, Salvatore (27) e Gennaro Esposito (28) e Salvatore Zimbetti (27), che - sostengono gli inquirenti - avrebbero svolto la funzione di vedette. Restano da assicurare alla giustizia altre due persone, sospettate di aver sparato insieme con Tavazzi. Per tutti, l'accusa è di omicidio, associazione per delinquere di stampo camorristico e detenzione di armi. Secondo i magistrati della Dda di Napoli i 7 sottoposti a decreto di fermo sarebbero le nuove leve del clan Di Lauro, che da mesi sta contendendo al gruppo degli 'scissionisti' il mercato della droga.

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Domenica, 16 Gennaio, 2005

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Smog. Blocco delle auto a Roma e Milano. La capitale anticipa la fine alle 15


Piazza della Scala a Milano

Roma, 16 gennaio 2005
A Roma non si circola dalle 10 alle 15. Nella capitale è stata anticipata la fine del blocco. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Walter Veltroni spiegando che già da ieri sera c'era stato un miglioramento della situazione di inquinamento atmosferico. A Milano il blocco va dalle 9 sino alle 12, poi di nuovo dalle 15 alle 19. Ma contro le polveri sottoli sono state prese misure drastiche per oggi anche ad Alessandria (blocco del traffico dentro la circonvallazione dalle 10 alle 18) e a Bologna (stop alle auto dal centro per tre ore in mattinata e altre tre nel pomeriggio tutti i fine settimana sino al 27 febbraio). Hanno scelto la formula delle targhe alterne, invece, Mestre, Terni, Treviso, Padova e Perugia.

Nei centri vietati alle auto, ma anche alle due ruote, possono circolare le vetture a metano, Gpl ed alimentazione elettrica. Deroghe sono previste per medici, giornalisti in servizio e sacerdoti, e in alcune città per chi si reca a cerimonie. Ma saranno pochi i permessi, mentre sia a Roma che a Milano i tifosi muniti di biglietto o abbonamento non dovranno rinunciare all'auto per andare allo stadio. Con un distinguo per Milano: San Siro accessibile solo dalle autostrade e dalla tangenziale.

I livelli delle polveri sottili, nonostante una diminuzione per effetto delle targhe alterne di giovedi', sono rimasti sopra i limiti fissati dall'Europa.
Per il sindaco della capitale Veltroni, l'inquinamento nelle grandi città è ormai una vera e propria "emergenza nazionale. Serve una scelta strategica da parte del governo". A Roma le aziende del trasporto pubblico hanno predisposto un piano di rafforzamento del servizio che prevede oltre 3.400 corse aggiuntive.

Dalle 21 sciopero dei treni per 24 ore
Disagi in serata per chi utilizza il treno: comincerà alle 21 lo sciopero dei macchinisti, che incroceranno le braccia fino alle 21 di domani.
Saranno comunque garantiti i servizi essenziali, indicati nell'Orario Ufficiale di Trenitalia. Garantiti anche i treni del trasporto locale nelle fasce orarie di maggiore frequentazione (lunedi', dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 18.00 alle 21.00).

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Sabato, 15 Gennaio, 2005

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Gad. Prodi: usiamo le nostre parole. Si' al taglio delle tasse, ma prima le paghino tutti. Rutelli: discorso eccellente


Romano Prodi con Francesco Rutelli

Roma, 16 gennaio 2005
"Unità, unità, unità. Il progetto dell'Ulivo nasce da questo desiderio, che non ci impedisce di usare categorie e parole che discendono dalle nostre diverse tradizioni, da cui deriva la Federazione dell'Ulivo e la più Grande Alleanza Democratica. Il nostro orgoglio ci deve portare ad un'azione comune". Lo afferma Romano Prodi nel suo intervento al seminario della Margherita di Fiesole.

"Noi non vogliamo aumentare le tasse, vogliamo ridurle il più possibile. Ma soprattutto vogliamo che le paghino tutti", ha detto Prodi. Il leader del centrosinistra ha detto che una delle condizioni per la vittoria della Gad è quella di inviare "un messaggio fortemente etico". "Il problema etico è importante se noi non mandiamo un messaggio fortemente etico non riusciamo in nulla. L'evasione fiscale, ha dimensioni tali da cambiare la natura quantitativa e qualitativa di qualsiasi finanziaria".

"Noi - prosegue il leader della Gad - avevamo cominciato con il nostro lavoro, e in questo io mi ero speso molto, ad avere risultati enormi. Non a caso la prima rivoluzione fatta è stata quella di smantellare la struttura dirigente della direzione delle entrate perché il messaggio di caduta etica non reggeva se non veniva accompagnato da un lassismo in questo campo".

Rutelli: eccellente discorso
"Eccellente". Francesco Rutelli commenta così l'intervento di Romano Prodi al seminario della Margherita di Fiesole. "Ha chiarito - dice Rutelli - che l'unità è il presupposto del nostro lavoro, e credo che oggi stiamo registrando le condizioni della serenità e dell'unità'".

Rutelli ha poi ricordato alcuni dei passaggi di Prodi che in particolare ha apprezzato: "Ha parlato di verità, quella per dire ciò che è accaduto in Italia con il disastroso governo Berlusconi e che è la base per dire - ha aggiunto - agli italiani quello che bisogna fare per migliorare il Paese e che oggi il progetto del centrosinistra deve essere un progetto positivo".

Altro passaggio dell'intervento di Prodi, apprezzato da Rutelli, è stato quello sull'energia perché, ha ricordato il leader della Margherita, "occorre far finire la dipendenza energetica e costruire così la capacità di far ripartire il sistema industriale". Ecco quindi che secondo Rutelli bisogna "moltiplicare le occasioni per l' Italia dei territori e tornare competitivi a livello mondiale. Questo Prodi lo ha tracciato con grande lucidità, con grande forza".

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Venerdi, 14 Gennaio, 2005

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Referendum. Corte costituzionale: validi 4 referendum su 5. Bocciati i radicali


La Consulta ha ammesso, invece, 4 quesiti parziali

Roma, 13 gennaio 2005

Per i giudici della Corte Costituzionale, riuniti oggi in camera di consiglio, è inammissibile il quesito referendario proposto dai Radicali e dall'associazione Luca Coscioni di abrogazione totale della legge n. 40 sulla procreazione assistita. La Consulta ha invece dichiarato ammissibili gli altri quattro referendum di abrogazione parziale della legge.
"Voglio dire subito che questa decisione è scandalosa, ancora una volta politica, e tale da umiliare il parere della stragrande maggioranza dei
costituzionalisti italiani, che si erano espressi per l'ammissibilità di tutti i quesiti": ha affermato il segretario dei Radicali italiani, segretario dei Radicali italiani.
Daniele Capezzone.

Si voterà una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno
Una volta passato il vaglio della Corte Costituzionale, spetta al presidente della Repubblica indire la consultazione popolare sui quattro referendum di
abrogazione parziale della legge sulla fecondazione assistita.
In base all'articolo 75 della Costituzione, un referendum abrogativo può dirsi approvato se alla votazione partecipa la metà più uno dei cittadini elettori (il cosiddetto quorum) e se viene raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Nel dettaglio, in ordine alle cinque richieste referendarie che hanno investito la legge n. 40 del 2004, i giudici della Consulta hanno deciso:
richiesta di referendum n. 1 - Abrogazione totale della legge: inammissibile;
richiesta di referendum n. 2 - Limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni - abrogazione parziale: ammissibile;
richiesta di referendum n. 3 - Norme sui limiti all'accesso (alla p.m.a.) - abrogazione parziale: ammissibile;
richiesta di referendum n. 4 - Norme sulla finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all'accesso - abrograzione parziale: ammissibile;
richieste di referendum n. 5 - Divieto di fecondazione eterologa - abrograzione del divieto: ammissibile.
Le sentenze - informa una nota della Consulta - saranno depositate entro i termini previsti dalla legge (entro il 10 febbraio n.d.r.).

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Enel. Al via sei tariffe su misura. Si risparmia fino a 80 euro l'anno


13 milioni i clienti interessati

Roma, 13 gennaio 2005

Interesserà oltre 13 milioni di clienti il nuovo piano tariffario predisposto dall'Enel per venire incontro alle esigenze di famiglie, single, anziani,
studenti. Per un risparmio che l'azienda calcola intorno a 80 euro l'anno, pari
a un mese di bolletta. Da oggi milioni di famiglie potranno risparmiare fino all'8% all'anno grazie alle tariffe 'Sera', 'Week end', 'Nuova due', 'Due', 'Una forfait' e 'Agosto'.

Sera: è la nuova tariffa pensata per i clienti - essenzialmente coppie che lavorano e single - con contratto da 3 kWh per la prima casa e consumi medi pari all'incirca a 55 euro a bolletta; rispetto alle normali tariffe, offre uno
sconto del 16% del costo del kWh dalle ore 19 all'una del mattino di ogni giorno della settimana e nelle intere giornate di festa. Per ottenere lo sconto e' necessario concentrare almeno il 26% dei propri consumi nella fascia orarie indicata (fascia blu). Maggiore sarà la quota di consumi nella fascia
blu, piu' saranno i risparmi. Il risparmio previsto va da 10 a 80 euro l'anno. Sarà disponibile dal primo febbraio.

Week end: è la tariffa pensata per la tipologia di clienti simile a quella dell'opzione SERA, con contratto prima casa da 3 kWh e consumi medi da 2.640 kWh l'anno. Rispetto alle tariffe normali offre uno sconto medio del 22 del kWh durante il week end (sabato e domenica) e nelle giornate festive
(fascia blu). Per ottenere lo sconto occorre concentrare almeno il 26% dei consumi elettrici nella fascia blu. Il risparmio indicato è sempre da 10 a 80 euro l'anno e varia a seconda dei consumi nella fascia blu. E' disponibile dal primo febbraio.

La nuova due: è specifica per famiglie medie con alti consumi e che frequentano spesso la seconda casa, con contratti da 4,5 kWh a 15 kWh per la prima e la seconda casa.

Due: prevede il 15% di sconto del costo del kWh dalle ore 20 alle ore 7 dei giorni dal lunedi al venerdi, nell'intero week end e nelle festività (fascia blu) rispetto alle tariffe normali. Nelle restanti ore prevede in aumento dell'1%. Per ottenere un risparmio effettivo e' necessario concentrare il 57% dei consumi in fascia blu. Se non si riesce a concentrare i propri consumi nella fascia blu in maniera sufficiente, si applicherà la tariffa base. Il risparmio indicato da Enel è tra 10 e 70 euro l'anno. Già disponibile dal primo gennaio.

Una bolletta forfait: questa tariffa si rivolge sia a clienti residenti - anziani, che non residenti, studenti fuori sede, con contratto da 3 kWh e consumi particolarmente bassi (meno di 500 kWh annui). Per i residenti la tariffa prevede una unica bolletta forfait di 38,26 euro (pari a un consumo forfettizzato di 200 kWh) e 50 kWh omaggio. I consumi eccedenti i 250 kWh saranno fatturati come un normale contratto 3 kWh residenti, senza le quote fisse. Rispetto alla normale tariffa 3 kWh il risparmio è del 9% della spesa annuale. Per i non residenti la bolletta forfait è pari a 114,27 euro (consumi
per 200 kWh) e sempre 50 kWh omaggio. Rispetto alla normale tariffa 3 kWh per non residenti il risparmio è pari al 7,5%.
Entrambe le opzioni saranno disponibili dall'aprile 2005.

Agosto: è la nuova tariffa pensata per la casa delle vacanze dei clienti con contratto da 3 a 15 kWh. Per tutti i consumi elettrici effettuati in qualsiasi giorno di agosto lo sconto e' del 15a kWh rispetto alle normali tariffe. Il
risparmio puo' spalmarsi anche a luglio e in alcuni week end nel corso dell'anno. Lo sconto e' del 6% con utilizzo solo ad agosto, del 5% con utilizzo in agosto e in alcuni wek end, del 4% con utilizzo a luglio e agosto.

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Giovedi, 13 Gennaio, 2005

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Regionali. Vertice CdL, no alle liste dei governatori senza unanimita': si' a Storace e Biasotti, stop a Maroni


Roberto Formigoni e Francesco Storace

Roma, 12 gennaio 2005

"Fumata sostanzialmente bianca". Non si sbottona, il vicepresidente vicario di An Ignazio La Russa, all'uscita da Palazzo Chigi a conclusione del vertice di maggioranza chiamato a risolvere il rebus candidature per le elezioni regionali. La Lega, insomma, rinuncia alla candidatura Maroni in Lombardia? "La compattezza della Cdl vuol dire proprio questo...", replica il dirigente di AN. Poco dopo arriva il chiarimento definitivo di Silvio Berlusconi: "Non ci saranno liste dei governatori azzurri: abbiamo fatto un'eccezione per quanto riguarda il Lazio e la Liguria, perché i sondaggi ci dicono che queste liste portano qualcosa in più". E aggiunge: "Lavoreremo ad un accordo con i Radicali in ogni regione".

La Russa ha motivo di soddisfazione, in quanto la riunione ha dato via libera alla lista di Francesco Storace nel Lazio, come a quella di Sandro Biasotti in Liguria, bocciando, invece, quelle di Roberto Formigoni in Lombardia e di Raffaele Fitto in Puglia. Il criterio guida è stato quello di permettere liste diverse da quelle di coalizione solo se approvate dai partiti della Casa delle Libertà all'unanimità: "Il vertice della Cdl, preso atto della riaffermata volonta' di tutti i partiti che la compongono di rafforzare la coalizione in vista delle imminenti elezioni regionali, invita tutti i candidati alla presidenza delle regioni a rinunciare all'utilizzo di liste intestate a loro nome", recita il comunicato stampa finale di Palazzo Chigi.

E ancora: "La specificità di particolari situazioni potrà essere valutata a livello nazionale dalla Cdl su proposta dei partiti che hanno espresso i singoli candidati alla Presidenza. La Cdl riafferma infine che la presentazione o l'aggregazione di liste comunque aggiuntive rispetto a quelle della coalizione di Governo potrà realizzarsi con l'adesione di tutti i partiti della stessa Cdl".

Quanto alla Lombardia, "sarà garantita la presenza di alcune eminenti personalità nel suo listino"spiega Silvio Berlusconi, alludendo al gradimento dell'esito del vertice da parte del governatore Roberto Formigoni. 'Ma davvero riuscirà a convincerlo a non presentare una propria lista?', chiedono al premier i giornalisti. "Assolutamente sì, l'ho sentito al telefono anche adesso".

La formazione di liste personalistiche causerebbe "un grave danno" soprattutto a Forza Italia. Silvio Berlusconi durante il vertice di maggioranza ha spiegato che con le liste dei presidenti il partito azzurro alle Regionali "perderebbe il 5%" dei voti. E' quanto riferisce uno dei partecipanti alla riunione della Casa delle Libertà.

Decisi 8 candidati su 14
Ghigo in Piemonte, Formigoni in Lombardia, Galan in Veneto, Biasotti in Liguria, Storace nel Lazio, Pace in Abruzzo, Fitto in Puglia, Abramo in Calabria. La Cdl ha deciso 8 candidature su 14 regioni. Mancano ancora le caselle di Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Basilicata.

Calderoli: l'esito del vertice è stato importante
"L'esito del vertice di oggi è stato importante: si è fatto in modo che decisioni che riguardano tutta la Cdl tornino alla sede competente, cioe' il tavolo politico, e che non possono quindi essere assunte dai singoli candidati". Lo ha dichiarato il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli.
"Del resto - ha aggiunto il ministro - in questo modo si è voluto ridefinire i requisiti che uno può avere per candidarsi a nome della coalizione, gli stessi requisiti sanciti dal patto fondativo della Cdl". Ma, rispondendo ai giornalisti sull'ipotesi che la candidatura di Maroni in Lombardia cada, ha aggiunto: "E' evidente che nessuna decisione assunta dal Consiglio federale può essere modificata da un singolo e quindi dovrà eventualmente essere riportata al Consiglio federale, alla luce dei fatti nuovi".

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Ue. Il suicidio e' la principale causa di morte. 58mila l'anno


La bandiera dell'Ue

Bruxelles, 12 gennaio 2005
Nell'Unione Europea ogni anno 58.000 persone si tolgono la vita, quasi 7.000 in più di coloro che muoiono per incidenti traffico. Il commissario Ue
alla Salute, Marko Kyprianou, ha reso noto che il suicidio è la più importante causa di morte in Europa; ed ha esortato i governi dei 25 a porre la questione della salute mentale in cima all'agenda, affrontando quello che ha definito "il killer invisibile".

"La malattia mentale è letale esattamente come il cancro", ha detto Kyprianou a margine di una conferenza ministeriale sul tema organizzata a Helsinki dall'Oms (l'Organizzazione Mondiale della Sanita'). I ministri di più di 50 Paesi e il commissario Ue alla Salute discuteranno fino a sabato le politiche e le azioni da adottare a livello europeo. "La malattia mentale riceve ancora troppa poca attenzione", ha osservato Kyprianou.

Secondo l'Oms, la metà di coloro che soffrono di depressione non vengono curati e in molti Paesi non esistono specialisti nè strutture per curarli. Le vittime di incidenti d'auto sono 50.700 ogni anno e quelle di omicidio 5.350.

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Ferrovie. Sciopero di 24 ore dalle 21 di domenica 16


I ferrovieri chiedono maggior sicurezza

Bologna, 12 gennaio 2005

L' assemblea dei ferrovieri provenienti da varie regioni italiane riunita alla stazione di Bologna per esprimere solidarietà alle vittime dell' incidente
di Crevalcore e per denunciare la mancanza di sicurezza sulla rete ferroviaria, ha proclamato uno sciopero nazionale dei dipendenti delle Fs dalle ore 21 di domenica 16 alle ore 21 di lunedì 17 per il personale della circolazione, e per l' intera giornata di lunedì per i ferrovieri non addetti alla circolazione treni o ad attività strumentali e complementari collegate.

"L' assemblea - si legge nel documento approvato al termine dei lavori - ha deciso lo sciopero nazionale di tutti i ferrovieri in difesa della incolumità e della sicurezza di tutti i viaggiatori e lavoratori" e in tal senso "dà mandato ai Rls (rappresentanti del lavoratori alla sicurezza) presenti di proclamare formalmente lo sciopero e invita tutte le organizzazioni sindacali a fare altrettanto".

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Competitivita'. Berlusconi: non partiremo dalla bozza Marzano


Silvio Berlusconi

Roma, 12 gennaio 2005
Per la definizione del documento sulla competitività non si partirà dalla bozza Marzano. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi sottolineando che "si partirà da quello che è l'esame di ciò che è stato fatto e di ciò che le parti sociali indicheranno su da fare".
"Noi domani indicheremo soltanto tre direzioni che sono: la modernizzazione del paese, che riguarda l'amministrazione pubblica e privata. Questo secondo noi è il fatto più importante. Poi ci sono le potenzialità del Sud e infine i supporti che potremo dare in termini di sgravi fiscali".
Berlusconi ha precisato che la 'bozza Marzano" fa comunque parte del "percorso storico" del provvedimento di politica economica.
Infine, Berlusconi ha confermato che con Marzano, che oggi non ha partecipato al vertice, c'è stato "un equivoco su chi dovesse intervenire, ma è stato un equivoco risolto e completamente chiarito". E sul Tfr, ha
assicurato che il provvedimento sulla competitività che vedrà la luce entro fine mese, conterrà le risorse necessarie alla riforma della previdenza complementare. "Il Tfr e gli ammortizzatori sociali sono una delle componenti che interessanno il provvedimento", ha detto il premier.

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Mercoledi, 12 Gennaio, 2005

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Regionali. Berlusconi non cede: Forza Italia non sosterra' le liste dei governatori. Domani vertice della CdL


Silvio Berlusconi

Roma, 11 gennaio 2005
Inseguito dai giornalisti al termine del tradizionale discorso del Procuratore generale di Cassazione che a Palazzo di Giustizia a Roma ha aperto l'anno giudiziario, il premier ha ribadito la sua netta contrarietà alle liste dei presidenti di Regione per le prossime elezioni regionali. "Ne parleremo domani in un vertice della Casa delle Libertà", spiega il premier, che premette: "Forza Italia non sosterrà liste dei governatori".


"Di fronte alla posizione di Forza Italia il vertice non potrà che prendere atto di questa posizione, invitando quindi i governatori a non presentare nessuna lista. La Lega ha già annunciato ieri che in tal caso confermerà il suo sostegno ai candidati della Cdl", ha aggiunto Berlusconi a chi gli faceva notare l'annunciata candidatura leghista di Maroni in Lombardia. Una linea dura che si applica anche alla ricandidatura con lista civica del presidente del Lazio Storace (AN)? "Vedremo domani - ha risposto Berlusconi - Comunque Forza Italia ha già espresso la sua posizione per quanto riguarda tutte le regioni italiane".

Formigoni: attendo la marcia indietro della Lega
Secca la replica del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sulle voci di accordi già avvenuti: "Attendo la marcia indietro della Lega, anche se non credo che ci sara"'. Pronta la replica del ministro delle Riforme Roberto Calderoli: " Formigoni faccia retromarcia, non la Lega".

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Trasporti. La rivolta dei pendolari blocca la Milano-Torino: forti ritardi per molti treni


I pendolari chiedono piu' treni e piu' pulizia sui convogli

Milano, 11 gennaio 2005

Dall'esasperazione alla protesta. Un gruppo di pendolari questa mattina alle 8.00 ha occupato i binari nella stazione di Vittuone, fra Magenta e Rho. L'iniziativa è nata dapprima con alcune decine di persone, poi diventate un centinaio, alla fine duecento. risultato, la linea ferroviaria Milano-Torino paralizzata fino a mezzogiorno.

I pendolari protestavano contro il sovraffollamento dei treni, la scarsa pulizia e le poche fermate. Si sono mossi, allora, funzionari di Trenitalia e della Regione Lombardia e alla fine i manifestanti hanno deciso di liberare i binari e i treni hanno ripreso a marciare. La situazione è tornata alla normalità intorno alle 13.00.

Pesanti le ripercussioni al traffico ferroviario: numerosi treni sono rimasti bloccati lungo la linea, l'Eurostar che doveva giungere a Milano Centrale alle 9:47 e' arrivato con quasi tre ore di ritardo; altri sono stati soppressi. Migliaia i passeggeri coinvolti dal blocco. Il Milano-Parigi e' stato instradato via Voghera (un'ora in piu' di viaggio). Sono stati istituiti 15 pullman con destinazione Torino, diretti o con fermate intermedie, dalla stazione di Milano Centrale. Da quella di Porta Garibaldi sono invece partiti 6 pullman fino a Novara e ritorno, con tutte le fermate intermedie.

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Giustizia. Il Pg di Cassazione: processi piu' lunghi, piu' reati impuniti. Castelli: i giudici accettino il dialogo


Il Pg Francesco Favara con il capo di Stato Ciampi

Roma, 11 gennaio 2005

Processi più lunghi, 8 delitti su 10 che restano impuniti, una riforma della giustizia insufficiente. E quasi 9 milioni di processi in attesa di sentenza. Il Pg della Cassazione Francesco Favara ha aperto a Roma l'anno giudiziario alla presenza di Ciampi, Berlusconi e Castelli delienando un quadro cupo della giustizia italiana e chiedendo più rispetto per l'autonomia dei giudici: una riforma è necessaria, ma quella approvata dalla maggioranza in Parlamento è insufficiente. Misurata la prima reazione del ministro di Giustizia roberto Castelli: "Mi auguro che i magistrati accettino il dialogo". Castelli sabato prossimo sarà a Palermo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario che si svolgerà in tutte le sedi dei distretti giudiziari italiani.

Favara ha segnalato il "forte tentativo in atto di infiltrazione eversiva nel mondo del lavoro che passa attraverso il superamento della tradizionale attività del sindacato" ribadendo, inoltre, la lungaggine dei processi. L'Italia per questo è il Paese più condannato tra i 46 paesi del Consiglio d'Europa per violazione dei principi della Convenzione dei diritti dell'uomo. Nel panorama della giustizia, il Pg ha rilevato l'aumento di separazioni e divorzi consensuali, ma anche delle liti tra ex coniugi per l'affidamento dei figli, mentre sono in aumento le adozioni all'estero. Aumentano anche i delitti come conseguenza di un boom della truffe, mentre creano sconcerto - dice il Pg - i "processi paralleli di radio e Tv".

Sui tempi della giustizia italiana, come d'altra parte tradizione negli ultimi 5 anni, la relazione del Pg è stata ricca di dati: è cresciuta ancora ladurata del processo civile, per due gradi di merito (tribunale e appello) e un giudizio di legittimità (Cassazione) servono almeno 3.041 giorni prima di arrivare al verdetto definitivo. Rispetto al 2003, nove mesi in piu'. "E' appena il caso di rilevare - aggiunge il Pg - che si tratta di un dato medio che nasconde al suo interno una durata ben maggiore di taluni processi". Insomma servono più di otto anni per mettere la parola fine a una causa civile.

Le Corti di Appello sono indicate dal Pg come le responsabili di questo ritardo: avrebbero dovuto aumentare la loro produttività per effetto del potenziamento dell'organico e invece, lamenta Favara, " hanno mancato il loro obiettivo e non hanno cosi' evitato un deleterio ulteriore aumento dell'arretrato".

Significativo e preoccupante anche l'aumento di reati a sfondo sessuale e degli abusi contro minori. Nel periodo dal primo luglio 2003 al 30 giugno 2004 "si è registrato un sensibile aumento, confermato anche dai dati statistici, dei procedimenti aventi ad oggetto violenze in danno di donne e minori, soprattutto in ambito familiare", spiega Favara. I casi di violenza sessuale sono aumentati del 48%, quelli di maltrattamenti in famiglia e verso i bambini sono aumentati del 5%. Il numero dei reati sessuali ha registrato "un consistente incremento anche a causa del crescente fenomeno dell'immigrazione clandestina, finalizzata soprattutto allo sfruttamento sessuale delle donne, difficile da contrastare in quanto gestito da una criminalità organizzata a livello internazionale". E' in crescita, inoltre, il "fenomeno della pedofilia telematica".

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Metalmeccanici. Fiom-Fim-Uilm: varata la piattaforma unica. Federmeccanica: sono richieste inaccettabili


Fiom, una manifestazione

Roma, 11 gennaio 2005
E' stata raggiunta l'intesa unitaria per arrivare a una piattaforma condivisa tra Fiom, Fim e Uilm per il rinnovo del contratto. L'aumento chiesto a regime sarà di 130 euro. Lo ha detto il segretario generale della Fim, Giorgio Caprioli.

La piattaforma unitaria arriva dopo due accordi con la Federmeccanica raggiunti senza la firma della Fiom e la presentazione di piattaforme separate nell'ultima tornata contrattuale. Il contratto dei metalmeccanici, scaduto il 31 dicembre 2004, riguarda circa un milione e mezzo di lavoratori.

"Sì, sono soddisfatto". Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, commenta positivamente l'intesa raggiunta con Fim e Uilm sulla piattaforma da presentare in vista del rinnovo contrattuale. Un obiettivo, dice Rinaldini al termine della conferenza stampa unitaria, "perseguito in un lungo confronto nel quale ognuno ha dovuto rinunciare a qualche cosa". Ma anche un impegno "a perseguire l'accordo con assoluta determinazione".

Pezzotta, Angeletti ed Epifani soddisfatti per l'intesa
"Il fatto che le confederazioni abbiano lavorato spingendo verso una approdo unitario è un risultato molto positivo. Hanno fatto un buon lavoro, adesso viene il nostro". Questo il commento del segretario genarale della Cisl, Savino Pezzotta all'accordo raggiunto da Fim, Fiom e Uilm per una piattaforma unitaria per i lavoratori metalmeccanici.

Per Pezzotta "non si tratta di fare solo la piattaforma, si tratta anche di realizzarla nel confronto con le controparti che speriamo siano attente e sensibili allo sforzo che le categorie hanno messo in campo. Siamo molto soddisfatti".

Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti la piattaforma è "una piattaforma equilibrata, che tiene conto anche delle condizioni particolari dell'industria metalmeccanica italiana. Ci auguriamo ovviamente che ora Federmeccanica si accinga a fare una rapida trattativa e a concludere rapidamente il contratto". Secondo il leader della Uil, infatti, "è una piattaforma in grado di garantire la tutela del valore dei salari reali dei lavoratori, che negli ultimi due anni hanno subito pesanti decurtazioni per effetto dell'aumento dei prezzi. Ora - ha concluso il leader della Uil - abbiamo tre mesi di tempo per fare un contratto senza scioperi, che sarebbe un buon risultato".

Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, il raggiungimento dell'accordo sulla piattaforma "è una notizia molto importante. Mi pare un'intesa molto positiva. Adesso spetta agli organismi delle tre confederazioni ratificare l'intesa". Per Epifani - interpellato a margine di un convegno - "è un contributo molto importante per difendere le condizioni dei lavoratori in una fase in cui la crisi di molte aziende è molto pesante. Naturalmente - ha aggiunto - è anche un segnale che incoraggia al superamento di quelle divisioni che ancora, in parte, permangono tra le tre confederazioni su qualche aspetto non secondario del nostro impegno".

Federmeccanica: richieste inaccettabili
Secondo Biglieri la quota di salario a titolo di recupero dell'inflazione secondo le regole dell'accordo del '93 corrisponde a 59 euro e "la situazione economica delle aziende metalmeccaniche non è tale da permettere eccessivi incrementi di costi del lavoro così come dalle richieste fatte dai sindacati".

"La Federmeccanica - spiega Biglieri - valuta positivamente questa piattaforma comune perché è presupposto fondamentale per ridare respiro alle relazioni industriali perché l'interlocutore unico è presupposto per riuscire a trovare una soluzione comune. Questo - ha aggiunto - per quanto riguarda il metodo. Sui contenuti le richieste di aumento sono al di fuori di ogni livello di retribuzione erogabile. Noi lavoriamo secondo le regole del '93 e secondo quelle regole la quota di salario a titolo di inflazione fa 59 euro". Biglieri ha concluso dicendo che la Federmeccanica aspetta comunque la lettera dei sindacati sulle richieste. "Daremo corso alla trattativa - ha concluso - non scappiamo mica".

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Martedi, 11 Gennaio, 2005

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Gad. Rutelli: basta polemiche, Prodi ha un mandato forte. Direzione della Margherita verso un documento unitario


Francesco Rutelli

Roma, 10 gennaio 2005

"Credo che esitano pienamente le condizioni per una piena unità". Francesco Rutelli, presidente della Margherita, ha aperto così questa mattina i lavori della direzione del partito, con la volontà di chiudere "le ferite di queste settimane" e un invito a "guardare avanti e non indietro. A non dividerci. A fermare ogni polemica pubblica". Dopo la relazione introduttiva di Francesco Rutelli e l'intervento di Franco Marini in direzione, la frattura nella Margherita sembra vicina a ricomporsi con un documento unitario approvato dalle diverse anime del partito. Pierluigi Castagnetti, Beppe Fioroni e Giulio Santagata, sono già al lavoro su una bozza di Franco Monaco e altri prodiani, per arrivare ad una mozione che, in maniera sintetica e chiara, fissi la linea del partito.

Per Rutelli, peraltro, non c'è stato "un solo motivo formale, né razionale perché nelle ultime settimane ci dovessimo trovare immersi in una esasperazione estrema, dall'enorme costo politico, di immagine e di consensi"; né tanto meno perché la Margherita si trovasse "sotto accusa" e ci fosse anche solo "il sospetto di una nostra incertezza" sulla scelta di centrosinistra.

Ora, comunque, "è bene mettercela tutta per utilizzare una prevalenza di liste unitarie nelle regioni come un messaggio di ritrovata coesione". Rutelli ha proposto dunque al partito di riaffermare in direzione i punti prioritari della sua proposta politica: "Sì, senz'altro noi viviamo la Margherita come 'motore' dell'Ulivo. E dunque convinta promotrice della federazione dell'Ulivo". Per questo la Margherita deve impegnarsi perché in poche ore si definisca una "larga presenza di liste unitarie" nelle regioni e si dica pronta a inserire le insegne di 'uniti nell'Ulivo' nei simboli della Margherita nelle restanti regioni.

Il candidato premier è e resta romano Prodi, con un "mandato forte, dotato dell'autorità necessaria per governare la coalizione". Rutelli propone che ci sia "la garanzia che questa guida sarà nel segno della condivisione a soprattutto della ricerca dell'equilibrio politico" e di una accelerata messa in campo degli indirizzi prioritari della nostra proposta di governo.

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Salute. Da oggi non si fuma piu' in bar e ristoranti


Divieto di fumare, sanzioni per i trasgressori

Milano, 10 gennaio 2005

Circa duecento fumatori accaniti si sono trovati alle 22.00 di ieri allo show-room 'Mithia' in via Bigli, nel cuore di Milano e a mezzanotte hanno inscenato la protesta, accendendosi pipe, cigarillos e sigarette davanti a telecamere e giornalisti.

Da mezzanotte, infatti, è entrato ufficialmente in vigore il divieto di fumare in tutta Italia in bar, ristoranti e locali pubblici. Troppo per Giuliano Bianucci, presidente dell' Associazione dei Fumatori cortesi che ha denunciato "l'inizio del proibizionismo in Italia" e annunciato l'inizio di una raccolta di 50 mila
firme per una proposta di legge che modifica alcuni aspetti della normativa ora
in vigore, in senso più favorevole ai fumatori, e allo stesso
tempo chiede l'estensione dei gazebo per bar e ristoranti.

Gli esercenti continuano a protestare, preoccupati per cosa accadrà ora in bar e ristoranti. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia risponde ribadendo che la nuova legge "non è proibizionista ma a tutela della salute di tutti". Con Sirchia ci sono medici e associazioni che esultano per la conquista a favore della salute pubblica, ed in particolare, di quella dei non fumatori che in Italia sono oltre il 70%.

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Lunedi, 10 Gennaio, 2005

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Terremoto. Aggiornato il bilancio dei dispersi italiani: ora sono 268


continua in Indonesia l'identificazione delle vittime

Roma, 10 gennaio 2005

I cittadini italiani dispersi a seguito del maremoto del 26 dicembre sono 268, di cui 246 in Thailandia e 22 in Sri Lanka. Lo rende noto un comunicato congiunto del ministero degli esteri e del ministero dell'interno.

Nel comunicato si precisa che "le ricerche e le verifiche riguardanti i nostri connazionali proseguono in tutti i paesi colpiti dal sisma".

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Domenica, 9 Gennaio, 2005

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Festivita'. Italiani al rientro dal ponte dell'Epifania: nebbia su strade e aeroporti, traffico in autostrada


Freddo e nebbia per il rientro nelle città del nord Italia

Milano, 8 gennaio 2005

Sono milioni gli italiani ancora in vacanza dopo le feste natalizie e il primo ponte del 2005: almeno 5, secondo Telefonoblu, l'associazione che tutela i turisti e i consumatori, stanno rientrando a casa in questo secondo fine settimana del 2005. Un rientro caratterizzato dalla nebbia: voli annullati in Veneto e Marche, visibilità tra i 20 e i 50 metri in strade e autostrade del Nord, dove sono all'opera gli spargisale.

Nelle feste di fine anno tre italiani su quattro sono partiti e ritornano in automobile (72%) impegnando strade e autostrade con oltre tre milioni di veicoli in movimento verso casa: tornano prevalentemente dalla montagna (39%), dalla seconda casa (25%), dalle città d'arte (10%). Il 18% di chi era in vacanza ha scelto invece il treno e sta rientrando prevalentemente da località del sud verso il nord, il 10% ha preferito l'aereo e si tratta soprattutto di chi ha trascorso il Capodanno nelle capitali europee.

I rientri dalle vacanze di Capodanno sono gia' iniziati nei giorni scorsi, ma si sono incrociati, avverte Telefonoblu, con le partenze per il secondo week-end dell'anno. Secondo i calcoli dell'associazione stanno intanto riaprendo le porte di casa centinaia di migliaia di abitanti delle grandi citta': 400 mila a Roma, 350 mila a Milano, poco meno di 100 mila a Torino e Bologna, meno di 50 mila a Napoli, Genova, Firenze e Bari. Nodi di grande traffico tutti gli accessi alle autostrade dalle Alpi e dagli Appennini, alle barriere delle grandi citta' del nord, di Roma e di Napoli. Traffico intenso anche sulla A-14 Adriatica, sulla A-1 in direzione di Firenze come di Roma e in Liguria oltre che ai valichi con Francia, Austria, Svizzera e Slovenia.

Le preoccupazioni maggiori sono quelle legate a domenica, quando il rientro dovrebbe essere massiccio: le previsioni meteo non lasciano dubbi, la nebbia sara' ancora fitta, soprattutto nelle prime ore della mattina, con una visibilità media sotto i 60 metri in molte aree del nord e del centro. "Il consiglio - spiegano dalla sala operativa di Autostrade per l'Italia - è quello di mettersi al volante presto, ma non troppo, visto il pericolo nebbia, e comunque di evitare la fascia più 'calda', quella prevista tra le 16 e le 21, quando i rientri diverranno più numerosi e la nebbia tornerà ad infittirsi dopo dopo la prevedibile tregua delle ore centrali.

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Cronaca. Arrestati i genitori della bambina morta a Enziteto: denutrizione e disidratazione probabili cause del dramma


I carabinieri hanno subito raccolto elementi utili ai pm

Bari, 8 gennaio 2005

La bambina, 16 mesi, sarebbe morta perché denutrita e disidratata. Oggi la madre, una 23enne, e il suo convivente di 43 anni, sono stati arrestati con l'accusa di omicidio colposo, violazione degli obblighi di assistenza e maltrattamenti in famiglia.

La bimba, giunta ieri pomeriggio già cadavere all'Ospedale San Paolo, era nata da una precedente relazione della madre, come gli altri due fratellini di 2 e 4 anni mentre un terzo bambino, di appena quattro mesi, è figlio anche del convivente. Questi sono stati affidati a una struttura ospedaliera. Dai controlli sarebbe emerso che stanno bene, anche se un po' deperiti. Della loro vicenda si sta occupando il Tribunale dei Minorenni.

Gli investigatori hanno riferito che sia la madre che il suo convivente hanno lievi precedenti penali. L'uomo, con precedenti per furto, fa il parcheggiatore abusivo. La famiglia aveva occupato una abitazione al piano terra, situata tra i portici dei palazzoni di Enziteto, che doveva essere destinata a locale commerciale. Dell'inchiesta e' stato incaricato il sostituto procuratore presso il Tribunale di Bari Emanuele De Maria. Dell'autopsia si occuperà invece il medico legale dell'Ospedale "Miulli" di Acquaviva delle Fonti, professor Vito Romano.

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Elezioni. Ascoli, il Tar conferma la vittoria di Celani alle amministrative: non ci sara' ballottaggio


Sono stati riaperti i plichi di tre seggi ascolani

Ascoli Piceno, 8 gennaio 2005

Il distacco sul candidato del centronistra è scemato ad una manciata di schede, ma Piero Celani, di Forza Italia, resta sindaco di Ascoli Piceno senza bisogno di ballottaggio. Il nuovo spoglio delle schede elettorali per il rinnovo dell'amministrazione comunale deciso dal Tar delle Marche su ricorso dell'opposizione, infatti, ha appurato che rispetto alle elezioni del giugno scorso l'attuale primo cittadino ha incassato 27 voti in meno in due seggi nei confronti del suo antagonista Giorgio Rocchi del centrosinistra, mentre quest'ultimo ne ha conquistati altri 31: ma Celani ha mantenuto 44 voti in più sul rivale.

La riapertura dei plichi ha riguardato il riesame delle schede di soli tre seggi, il 17, 21 e 31 e l'esito del controllo ha evitato che il sindaco in carica andasse al ballottaggio con l'avversario per 44 voti contro i 101 che gli erano stati attribuiti in un primo momento.

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Incidente ferroviario. Stop dei ferrovieri il 12 gennaio per dieci minuti: per solidarieta' e protesta


Lo hanno deciso le organizzazioni sindacali di categoria

Roma, 8 gennaio 2005
I ferrovieri italiani si fermeranno per 10 minuti mercoledì prossimo, dalle 11,50 a mezzogiorno, in memoria delle vittime dell'incidente fra due treni avvenuto ieri nei pressi di Crevalcore, sulla linea Bologna-Verona.

Lo hanno deciso le sei organizzazioni sindacali di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Sma, Ugl e Orsa) per rilanciare la questione della sicurezza e del potenziamento della rete ferroviaria. I sindacati chiedono inoltre alle Ferrovie di "aprire finalmente un vero confronto sui temi del lavoro in rapporto alla sicurezza".

"I ferrovieri, per rivendicare la necessaria attenzione ai temi della sicurezza e in segno di solidarietà con le vittime dell'incidente, attueranno una fermata di 10 minuti nella giornata di mercoledì 12 gennaio dalle ore 11.50 alle ore 12". Lo annunciano in una nota unitaria le segreterzie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti; Sma-Fast, Ugl Ferrovie e Orsa Ferrovie.

I sindacati rinnovano il cordoglio per le vittime, rivolgono auguri di guarigione ai feriti e chiedono "che abbia termine questa progressione inquietante di incidenti". Al Governo e al Gruppo Fs, recita il comunicato unitario, "chiediamo di cambiare completamente l'approccio al tema della sicurezza ferroviaria. Servono sicuramente le commissioni d'inchiesta, prontamente attivate dopo ogni incidente, sono utili a ricostruire i fatti e il sindacato rivendica innanzi tutto chiarezza sulle dinamiche. Bisogna però agire sulle condizioni che possono impedire i disastri, mettendo in atto i necessari interventi".

"Gli investimenti - prosegue la nota - devono essere accelerati e portati a conclusione in tempi brevi e credibili. Le nuove infrastrutture previste non possono subire altri ritardi e le moderne tecnologie di protezione della circolazione devono essere attivate sull'intera rete".

"Le inchieste in corso - si legge ancora - ricostruiranno le cause dell'incidente di Bolognina, si può però dire con certezza che se il doppio binario, previsto da decenni, fosse stato ultimato e se ci fossero stati sistemi di comunicazione in cabina delle condizioni della via, lo scontro tra i treni non ci sarebbe stato".

"Bisogna fare presto - insistono i sindacati dei ferrovieri -, avere le risorse necessarie e scegliere le priorità degli interventi, che devono privilegiare la sicurezza. Per questa ragione devono essere riviste le scelte del Governo e ripristinate le risorse necessarie, dopo i pesanti tagli sugli investimenti decisi nelle ultime leggi finanziarie, che rallentano fortemente i piani di ammodernamento. Ci vuole anche una diversa attenzione da parte di Fs al tema della sicurezza, con un più efficace raccordo tra Rfi e Trenitalia. La gestione delle linee deve scegliere la sicurezza come priorità assoluta".

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Terremoto. Dal G7 via libera alla moratoria del debito. Fini: dall'Italia 112 milioni nel 2005


Una piccola profuga

Roma, 8 gennaio 2005
Il G7 ha accettato la moratoria del debito estero dei Paesi colpiti dal maremoto in Asia, proposta dalla presidenza di turno britannica. Un congelamento che potrebbe portare anche a una cancellazione del debito stesso. In un comunicato, si precisa che il G7-G8 lavorerà con i creditori del Club di Parigi - cui sarà presentata la proposta di moratoria nella loro riunione del 12 gennaio - per raccogliere appoggio.

Dal vertice dei ministri Ue degli Esteri, Sanità e Sviluppo a Bruxelles, Fini ha fatto il punto sull'entità degli aiuti italiani: per il 2005 quelli pubblici ammontano a 112 mln di euro: a giorni, ha spiegato, sarà adottato il decreto per lo stanziamento di 70 mln, che si aggiungeranno ai circa 4 già stanziati per la prima emergenza, e ai circa 38 che riguardano il debito di Indonesia e Sri Lanka. Fini al contempo ha chiesto chiarezza sugli aiuti annunciati dall'Ue: "Occorre avere ben preciso che il miliardo e mezzo di euro annunciato dall'Ue sono stanziamenti annuali. Quando l'Ue dice 1,5 mld di euro, occorre che sia ben chiaro che sono interventi finalizzati al 2005".

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Sabato, 8 Gennaio, 2005

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Incidente ferroviario. Le vittime salgono a 14 , i feriti 80. I sindacati accusano: infrastrutture precarie


Il lavoro e' andato avanti tutta la notte

Roma, 8 gennaio 2005
Il bilancio delle vittime dell'incidente ferroviario avvenuto ieri a Crevalcore è di 14 morti: i quattro macchinisti e dieci passeggeri che viaggiavano sull'interregionale Verona-Bologna delle 11,37. Lo ha dichiarato ieru sera il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, giunto sul luogo del disastro. I feriti sarebbero 80 circa; sono stati inviati agli ospedali di Bologna, Modena e Ferrara.

Sono andati avanti tutta la notte i lavori per cercare altri eventuali feriti o morti, dopo l'arrivo di due autogru abbastanza potenti da sollevare il vagone rimasto in verticale. Nella parte del vagone che i vigili sono riusciti ad esaminare tagliando le lamiere non sono state trovate altre vittime: non è escluso che sul fondo della carrozza, dove si trovano conficcate anche le lamiere e le travi d'acciaio trasportate dal treno merci, possano trovarsi dei corpi, ma è impossibile che ci siano sopravvissuti, motivo per il quale è stata decisa la rimozione del vagone.

I lavori per il ripristino della linea ferroviaria Verona-Bologna proseguiranno per giorni. Sulla linea transitano circa 80 treni al giorno. Per ora il traffico è deviato sulla linea Mantova-Modena.

La procura di Bologna ha aperto un fascicolo per disastro ferroviario colposo. L'attenzione si concentra su uno scambio che può portare un treno sul binario di 'deviata', che per qualche centinaio di metri raddoppia la linea consentendo il passaggio dei convogli. Il tirante dello scambio è visibilmente piegato. Lo scambio, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato posizionato per consentire al merci di andare sul binario di deviata, ma sarebbe stato forzato dal passaggio dell'interregionale, che non avrebbe rispettato un semaforo rosso e invece di aspettare avrebbe proseguito.

I sindacati accusano: "Il nodo centrale della questione è la sicurezza. Anche ipotizzando che i macchinisti non abbiano rispettato i segnali, dover fare i conti nel 2005 con un simile disastro per un banale incidente ferroviario, è qualcosa che ci fa riflettere sul fatto che in Italia le infrastrutture sono precarie". Lo ha detto il segretario nazionale dell'Orsa, Armando Romeo. Ed ha aggiunto: "Gli investimenti non devono essere fatti solo per espellere forza lavoro ma anche per alzare la guardia sulla sicurezza". Per Romeo i tagli dell'azienda, che per esempio ha deciso di affidare buona parte della manutenzione a ditte esterne, si ripercuotono negativamente sulla sicurezza dei passeggeri.

Anche la Fit-Cisl sottolinea la centralità del nodo sicurezza. La Verona-Bologna, 114 Km di tratta, è una direttrice di traffici importante ed è dal 1981 che si lavora al raddoppio, fanno notare dal sindacato. Il proseguimento della linea per il bacino del Brennero è stato potenziato, sono rimasti a binario unico questi 114 Km. Inoltre, evidenziano da Fit-Cisl - che a breve dettaglierà meglio la sua posizione in un comunicato congiunto - le tecnologie utilizzate risalgono agli anni '60. Se si fossero utilizzate le tecnologie attuali, osservano, il blocco automatico avrebbe permesso di fermare i due treni anche se i macchinisti non avessero visto il segnale. Questo sistema è più sicuro e, sottolineano da Fit-Cisl, sperimentato in quasi tutta la rete.

In un telegramma all'arcivescovo di Bologna Giovanni Paolo II si è detto"profondamente rattristato per la grave sciagura ferroviaria accaduta a Crevalcore, con la tragica morte di numerose persone e un elevato numero di feriti". Il Pontefice, mentre formula vivi auspici di pronta guarigione per i passeggeri coinvolti nel drammatico incidente, "porge sentite condoglianze ai parenti delle vittime, a cui invia in segno della sua partecipazione al loro dolore confortatrice benedizione apostolica".

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Venerdi, 7 Gennaio, 2005

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Alitalia. "Illegittimo" lo sciopero di domani degli assistenti di volo, Cimoli minaccia sanzioni disciplinari


Per Cimo

Roma, 6 gennaio 2005
E' "illegittimo" per l'Alitalia lo sciopero degli assistenti di volo che domani dalle 11 alle 15 non serviranno gli snack ai passeggeri a bordo dei voli nazionali. Nel comunicarlo con una lettera, trovata questa mattina dagli assistenti di volo nella casella di posta a Fiumicino, la compagnia guidata da Giancarlo Cimoli ha precisato di essersi rivolta "agli organismi competenti rilevando l'illegittimità dello sciopero sotto un duplice aspetto".

In particolare, il 7 gennaio "è data ricompresa nei periodi di cosiddetta franchigia, ovvero esclusi dalla possibilità di effettuazione di scioperi" e lo sciopero "interferisce inequivocabilmente con i diritti tutelati dell'utenza".

Nella lettera, Alitalia aggiunge che "qualora l'azione di sciopero venisse confermata, il personale aderente si esporrà a livello individuale alle sanzioni di legge ed il suo comportamento configurerà una evidente grave inadempienza dei doveri contrattualmente riconducibili alla prestazione lavorativa". Lo sciopero è illegittimo.

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Terremoto. Da Giacarta parte la ricostruzione. Annan: per 6 mesi emergenza. Unicef: servono subito 144 milioni di euro


Per gli aiuti sono necessari 977 milioni di dollari

Roma, 6 gennaio 2005
Promesse da "convertire rapidamente in denaro" sotto l'egida Onu, accordi da concretizzare in opere di ricostruzione e prevenzione nel Sud-est asiatico: il vertice di Giacarta si è concluso con la conferma dell'impegno internazionale per soccorrere la regione devastata dallo tsunami, ma anche del ruolo-guida delle Nazioni Unite nella gestione degli aiuti. Il segretario generale Onu Kofi Annan ha tradotto in cifre i bisogni per sei mesi di aiuti alla regione - 977 milioni di dollari - e ha ottenuto una pubblica riconciliazione con gli Usa, che rinunciano all'idea di una "coalizione internazionale" per assistere indipendentemente le aree devastate.

E' stato il primo vertice di una serie, e forse il più importante poiché erano presenti tutti i Paesi colpiti della regione. Nel documento conclusivo figurano un appello alla riduzione del debito dei Paesi più colpiti, insieme al progetto - tutto da tradurre in realtà - di creazione di un sistema di allarme-tsunami.

Le offerte di aiuti internazionali sono ormai a oltre 3 miliardi di euro, secondo fonti Onu. La distribuzione degli aiuti continua, l'allarme malattie è ancora alto anche se secondo Jamie McGoldrick, funzionario dell'Ufficio Onu per il Coordinamento degli Aiuti Umanitari, la minaccia di epidemie nelle zone devastate dallo tsumani sta recedendo. Tuttavia la situazione non può dirsi uscita dall'emergenza, in primo luogo per i milioni di sfollati. Il coordinamento delle risorse raccolte dunque sarà essenziale.

A Giakarta il Direttore generale dell'Unicef, Carol Bellamy, ha lanciato un appello urgente per mobilitare subito oltre 144 milioni di dollari, necessari per gli aiuti all'infanzia in tutti i Paesi colpiti dal maremoto. Cinquanta milioni di dollari sono necessari per gli interventi in Indonesia, 47,8 milioni per Sri Lanka, 21,9 per le Maldive, 4,7 per la Thailandia, 19,5 per gli interventi a livello regionale, mentre in India l'Unicef sta operando (soprattutto in Tamil Nadu e nelle Andamane) con fondi già disponibili. L'Unicef finora ha ricevuto da privati e governi 50 milioni di dollari, di cui 48 milioni sono già stati destinati alla prima fase dei soccorsi.

Il bilancio delle vittime, ormai, sfiora le 150.000, ma una stima precisa resta impossibile. Gli esperti dell'Italia e degli altri Paesi occidentali che hanno perso in tutto migliaia di cittadini continuano il penoso lavoro di identificazione dei resti. I nostri connazionali morti accertati sono ufficialmente 20 mentre i dispersi sono 336.

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Giovedi, 6 Gennaio, 2005

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Gad. Prodi: nessuna tensione, solo serie riflessioni


Romano Prodi con Francesco Rutelli

Roma, 6 gennaio 2005
"Voi credete che ci sia tensione; invece sono semplicemente serie riflessioni, perché si crei unità stabile e forte. Non c'è nessuna polemica. C'è solo questa necessità di grande onestà di fronte al Paese". Così Romano Prodi, rientrando nella sua abitazione di via Gerusalemme dopo essere stato a pranzo dal figlio Giorgio, ha risposto alle domande dei cronisti che chiedevano di puntualizzare meglio le cose dette in questi giorni.

Romano Prodi si sente ancora saldamente il leader del centrosinistra e, come tale, sta "riflettendo" sui prossimi appuntamenti che attendono la Gad. A chi gli ha chiesto se sta pensando da leader del centrosinistra. Il Professore ha infatti risposto: "Ed a che cosa vuole che pensi?" Quindi si sente ancora il cavallo alla guida del centrosinistra? Ha insistito il cronista. "Io - ha risposto il Professore - mi sono sempre presentato con idee molto precise che ho sottoposto e sottoporrò anche in futuro alla coalizione, in modo che si vada con accordo completo verso il futuro. Questo Paese - ha concluso Prodi - ha veramente bisogno di un grande, nuovo respiro.

Prodi ha spiegato che il messaggio che bisogna dare al Paese in questa fase è proprio quello della necessità che nel centrosinistra si crei unità stabile e forte: "E' adesso che bisogna mettere le cose in chiaro - ha detto Prodi - perché gli italiani hanno bisogno di un grande futuro e di uno sforzo comune".

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Mercoledi, 5 Gennaio, 2005

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Ciampi a Napoli. La camorra e' un cancro da estirpare


Ciampi a Napoli con la moglie Franca

Napoli, 4 gennaio 2005
"Grazie presidente", "Ciampi non ci abbandonare": così gli abitanti di Scampia che attendevano l'arrivo del Capo dello Stato lo hanno salutato davanti alla sede della circoscrizione, sottolineando il suo arrivo con ripetuti applausi.
"E' interesse di tutti reagire e sradicare, estirpare, questo cancro che corrode la nostra vita". Cosi' il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha definito la camorra parlando nella sala consiliare della Circoscrizione di Scampia, mentre all'esterno oltre 300 persone ascoltano attraverso i megafoni.
"Da troppe settimane si sente di omicidi a Scampia e si legge che è una guerra tra bande - ha aggiunto il capo dello Stato - E' vero ma non si può scrollare le spalle e assistere inattivi. Ne va della vita dell'uomo, che è sacra".
"E' doveroso collaborare con le forze dell'ordine - ha aggiunto Ciampi- Scampia, Secondigliano e gli altri quartieri più popolosi di Napoli sono parte integrante della città. Non bisogna viverli come una sorta di dormitori, ma devono essere centro attivo di Napoli, non un'appendice".
"Attivatevi voi per far sorgere iniziative di lavoro", ha aggiunto il capo dello Stato. Questo passaggio è stato sottolineato dall'applauso della folla assiepata all'esterno della circoscrizione dove la voce di Ciampi viene diffusa da altoparlanti.

Accompagnato dalla moglie Franca, alla quale alcuni bambini hanno consegnato un mazzo di fiori, Ciampi si è fermato per salutare gli abitanti di Scampia, stringendo mani e avvicinandosi ai bambini. "Farò il possibile". Cosi' Ciampi ha risposto alle richieste avanzate dai bambini dei nuclei familiari sfrattati dalle 'vele' in attesa della realizzazione dei nuovi alloggi.
Il presidente è stato poi accolto all'ingresso della circoscrizione dai vertici delle istituzioni: il presidente della Regione, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, il presidente della Provincia, Dino Di Palma, il presidente della circoscrizione Scampia, Raffale Varriale, il prefetto di Napoli, Renato Profili e dai massimi esponenti delle forze dell'ordine, il questore Franco Malvano e il comandante dei carabinieri, generale Vincenzo Giuliani.

"E' un segnale importante perchè il Presidente della Repubblica dimostra di essere sempre al fianco di Napoli e del Mezzogiorno nei momenti belli e nelle situazioni difficili", ha detto il governatore della Campania, Antonio Bassolino arrivando nella sede della circoscrizione di Scampia.
"La sua visita qui - ha aggiunto Bassolino - è un incoraggiamento a tante persone oneste, che a Scampia sono la stragrande maggioranza dei cittadini, ad andare avanti e a vincere sui settori negativi di questo quartiere e della città. Abbiamo le forze e le intelligenze per poter dare colpi alla camorra ed alla criminalità organizzata e per fare andare avanti Napoli e questo quartiere".

Il Capo dello Stato ha raccolto l'invito rivoltogli nei giorni scorsi dal presidente della circoscrizione, Raffaele Varriale ad andare a Scampia per dare un "segnale importante di speranza".

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Inflazione. Prezzi al consumo cresciuti del 2,2% nel 2004: e' il miglior risultato dal '99. In Europa 2,3%


Prezzi al consumo cresciuti soprattutto nel settore Bevande

Roma, 4 gennaio 2005

In base ai dati Istat l'inflazione è al 2% a dicembre, il che porta la media annua 2004 dell'indice dei prezzi al consumo al 2,2%, in riduzione di mezzo punto percentuale rispetto alla media del 2003. E' il miglior risultato dal 1999.

L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) stimato dall'Istat registra a dicembre una variazione di piu' 0,4% rispetto al mese precedente e una variazione di piu' 2,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Dove i prezzi aumentano di più
Gli aumenti congiunturali piu' significativi dell'indice per l'intera collettivita' si sono verificati per i capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+4,6%), Trasporti (+0,8%) e Abbigliamento e calzature, Servizi sanitari e spese per la salute e Altri beni e servizi (+0,2% per tutti e tre); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Mobili, articoli e servizi per la casa e Istruzione; variazioni negative si sono registrate nei capitoli Comunicazioni (meno 0,4%), Ricreazione, spettacoli e cultura e Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (meno 0,2% per entrambi).

Gli incrementi tendenziali piu' elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+10,7%), Trasporti (+5,1%) e Istruzione (+3,5%). Variazioni tendenziali negative si sono registrate nei capitoli Comunicazioni (-5,6%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,3%) e Servizi sanitari e spese per la salute (-0,2%).

In Europa
L'inflazione annua della zona dell'euro è attesa al 2,3% in dicembre, secondo una stima 'flash' pubblicata oggi da Eurostat, l'ufficio di statistica dell'Unione europea. Nel mese di novembre, l'inflazione annua di Eurolandia si è attestata al 2,2%.

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Martedi, 4 Gennaio, 2005

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Politica. Pace fatta tra Berlusconi e il muratore mantovano


Berlusconi ferito

Roma, 4 gennaio 2005

Nessuna denuncia, pace fatta. Silvio Berlusconi ha sentito questa mattina al telefono Roberto Dal Bosco, il muratore mantovano che lo aveva a colpito a Piazza Navona con un cavalletto il 31 dicembre scorso. Berlusconi, a quanto si apprende, ha parlato oggi con Dal Bosco dopo aver ricevuto la sua lettera di scuse, ed ha voluto chiudere la vicenda. L'auspicio, ora, è di incontrare presto il giovane. "La prossima volta che vieni a Roma - avrebbe detto il Premier - ci incontriamo, per guardarci negli occhi. Capirai che io non voglio il male di nessuno".

Gli avvocati della Camera Penale di Roma annunciano che diserteranno la cerimonia di inaugurazione dell'anno gudiziario nella capitale, prevista per il prossimo 15 gennaio. Con una decisione a sospresa, i penalisti romani hanno intrapreso una protesta per solidarizzare con il gip Barbara Callari, che nei giorni scorsi aveva rimesso in libertà il muratore mantovano autore del lancio di treppiede che aveva colpito il premier Berlusconi la sera del 31 dicembre scorso a piazza Navona, in pieno centro a Roma. "Si levano dalla maggioranza governativa richieste e minacce di ispezioni ministeriali nei confronti del gip 'reo' di non aver mantenuto in carcere l'aggressore del premier - spiegano i vertici della Camera Penale in un documento inviato al presidente del Tribunale - in tal modo dando conferma che i passati proclami delle forze di governo sull'uso necessariamente residuale della custodia cautelare non erano frutto di una sedimentata cultura delle garanzie processuali ma solo di uno slogan".

I penalisti, facendo seguito alle posizioni assunte negli ultimi anni, senza entrare nel merito della vicenda "sentono il dovere di protestare contro tale inaccettabile intrusione nell'autonomia e nella discrezionalità di un singolo magistrato (peraltro noto per equilibrio e scrupolo), rilevando come l'incultura delle garanzie continui a permeare le forze politiche nel nostro paese".

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Lunedi, 3 Gennaio, 2005

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Pensioni. Maroni: su Tfr e fondi la legge parla chiaro


Roberto maroni

Roma, 3 gennaio 2005
L'incontro con il premier, Silvio Berlusconi, sulla previdenza complementare, è fissato per il prossimo 18 gennaio. Ma il ministro del Welfare, Roberto Maroni, precisa fin da ora: "Noi dobbiamo applicare la legge, non possiamo nè inventarla nè modificarla". Cosi' come avverte che la riforma degli ammortizzatori sociali "non potrà partire fino a quando non saranno ripristinate le risorse tolte per finanziare i forestali della Calabria".

Per quanto riguarda la previdenza complementare, spiega Maroni, bisogna "applicare la legge" e non si puo' inventarla o modificarla. La legge, ad esempio, aggiunge il ministro, sui fondi pensione "parla della scelta del lavoratore, ma nel caso di silenzio-assenso - spiega - non puo' che essere il datore di lavoro a decidere".

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Politica. Aggressione a Berlusconi. La Lega attacca il gip, ma Ghedini ribatte: ha fatto bene


Silvio Berlusconi ha riportato un ematoma

Roma, 3 gennaio 2005
Il ministro delle Riforme Roberto Calderoli attacca i giudici che hanno scarcerato Dal Bosco, il muratore mantovano che la notte di Capodanno ha colpito il premier con il treppiede della sua macchina fotografica in piazza Navona a Roma, e chiede al ministro della Giustizia Castelli di inviare ispettori, provocando cosi' l'ennesimo scontro con l'opposizione sull'autonomia della magistratura.


"Ma quale scarcerazione vergognosa o incredibile... Su questo punto ogni polemica è fuori luogo", ribatte, però, sul Corriere della Sera il legale del premier Niccolò Ghedini. Che sulla scarcerazione di Dal Bosco aggiunge: "Il giudice, allo stato degli atti, ha fatto bene a fare ciò che ha fatto, Roberto Del Bosco andava scarcerato. E poi ricordo che noi siamo quelli della Casa delle Libertà, non quelli della casa delle prigioni...(...) Solo perchè un fatto ci tocca da vicino -dice ancora il legale di Berlusconi- non possiamo certo tradire quello che riteniamo un sacro principio di civiltà giuridica: il carcere preventivo è un errore nel novantanove per cento dei casi".

Unita nel difendere la discrezionalità della magistratura, la Gad si divide però su Rosi Bindi, la "pasionaria" della Margherita secondo cui il premier, dopo le sue ultime dichiarazioni su angeli e demoni, "deve mettere in preventivo che accadano cose del genere". Tesi che non piace ai Ds: "Niente, sottolineo, niente - afferma stentoreo Vannino Chiti - può giustificare vandalismi e violenze".

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Domenica, 2 Gennaio, 2005

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Terremoto. Fini: il bilancio dei morti salira' molto. 660 gli italiani dispersi. Oggi delegazione Usa nelle zone colpite


Sri Lanka, preghiera

Roma, 2 gennaio 2005
Le vittime italiane del maremoto finora accertate sono per ora 18, ma "quando sarà possibile stilare il bilancio definitivo della tragedia il numero complessivo degli italiani deceduti sarà molto superiore". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini. I dispersi sono 660, ed "il maremoto - ha detto Fini- è stato di tali dimensioni da rendere impossibile il recupero di tutte le salme. Molti corpi non verranno quindi mai più recuperati".

Fini ha anche precisato che 6.607 italiani sono in salvo. Intanto dall'Italia saranno inviati aiuti per 70 milioni di euro alle popolazioni colpite dal tremendo maremoto che ha devastato il sud-est asiatico. Oggi da Phuket, in Thailandia, tornano a casa in sessanta. Tra questi gli uomini della Protezione civile e gli ultimi sopravvissuti italiani al disastro dello tsunami, compresi nove feriti. Anche le due donne che hanno riportato le lesioni più gravi.

Piove a dirotto nello Sri Lanka e a Banda Aceh, nell'isola indonesiana di Sumatra, stravolte dal terremoto, e il clima ostacola l'intervento degli operatori umanitari. A Sumatra inoltre è stata avvertita ieri una forte scossa sismica, 6,5 gradi sulla scala Richter: un fenomeno di assestamento che ha scatenato il panico. Altre scosse sono seguite nella notte nelle isole Nicobare, territorio indiano.

A una settimana dalla tragedia continua a crescere il numero dei morti accertati. Le Nazioni Unite prevedono che si possa arrivare a 150 mila; le cifre assolute e definitive forse non si sapranno mai. Un terzo di essi sarebbero bambini.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità registra i primi segnali di malattie gastrointestinali per le popolazioni colpite dallo tsunami precisando che le malattie, trasmesse soprattutto dall'acqua inquinata e dagli insetti, si stanno manifestando nelle zone del sud-est.

Il segretario di Stato americano, Colin Powell, sarà oggi in Thailandia e Indonesia. Powell guiderà una delegazione di cui fa parte anche il fratello del presidente George W. Bush, il governatore della Florida Jeb Bush. Giovedì sarà invece la volta del segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.

Intanto il governo giapponese di Junichiro Koizumi ha offerto 500 milioni di dollari in sovvenzioni per soccorrere le popolazioni del sud est asiatico. Tokyo balza al primo posto dei contribuenti allo sforzo internazionale, superando Stati Uniti, Unione Europea e Banca Mondiale, e portando il totale ben oltre il miliardo di dollari. Le Nazioni Unite hanno chiesto circa un miliardo e seicento milioni di dollari per far fronte all'emergenza. Secondo l'Onu, per la ricostruzione occorreranno dai cinque ai dieci anni.

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Cronaca. Berlusconi sta bene, l'aggressore torna in liberta'


Il premier con il cerotto

Roma, 2 gennaio 2005
"Va tutto bene, va tutto bene". E' lo stesso Silvio Berlusconi a tranquillizzare le centinaia di persone che avevano affollato via del Plebiscito in attesa della sua partenza. Il premier, è apparso, all'indomani dell'aggressione subita a piazza Navona, mostrandosi alle telecamere con un vistoso cerotto posto sotto l'orecchio destro, segno evidente del lancio del treppiedi subito venerdì da un giovane mantovano.

Marco Del Bosco, l'operaio di Marmirolo (Mantova) che ha aggredito il premier è tornato in libertà. Il Gip del tribunale di Roma, Maria Callari, ha infatti convalidato l'arresto limitatamente al reato di lesioni gravi, e non all'ipotesi prospettata di "violenza e minaccia a un corpo politico e amministrativo".

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Sabato, 1 Gennaio, 2005

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Terremoto. Forte scossa al largo di Sumatra. Rintracciati 8 italiani in Sri Lanka


La corsa agli aiuti

Roma, 1 gennaio 2005

Sono stati rintracciati 8 cittadini italiani che risultavano in una lista di 26 nomi di possibili dispersi in possesso dell'ambasciata italiana in Sri Lanka. Lo ha riferito l'ambasciatore Salvatore Zotta, sottolineando che alcune di queste persone erano già in Europa e non avevano segnalato il loro ritorno. Degli altri presenti nella lista non si hanno ancora novità.

Una scossa di terremoto di magnitudo 7 della scala Richter è stata avvertita nelle zone sud-orientali dell'isola indonesiana di Sumatra, già pesantemente colpita da sisma e tsunami di domenica scorsa, provocando il panico fra la popolazione della capitale provinciale Bengkulu, che si è riversata nelle strade. Non si ha al momento notizia di danni o vittime. L'epicentro è stato localizzato a una profondità di 9 chilometri e mezzo sotto al fondale marino, circa 345 chilometri al largo di Banda Aceh, capoluogo della provincia separatista indonesiana di Aceh, all'estremità settentrionale di Sumatra, alle 13,25 ora locale, le 7,25 in Italia. A parere degli esperti, non sembra comunque aver causato ulteriori danni. E non basta. Una serie di inondazioni ha colpito zone dello Sri Lanka già devastate dallo tsunami. Migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case.

Continua a crescere il numero delle vittime nel sud-est asiatico colpito domenica dal tremendo maremoto. Le stime parlano di oltre 125mila morti, ma l'Onu teme che il bilancio possa aggravarsi raggiungendo quota 150mila. Secondo il coordinatore per gli aiuti d'emergenza dell'Onu, Jan Egeland, la vera cifra dei morti potrebbe però rimanere per sempre sconosciuta.
In tutte le zone colpite dallo tsunami il capodanno è stato festeggiato in silenzio alla luce delle candele e con tanti fiori per ricordare le vittime.

Rientrano le prime tre salme
Sono rientrati all'aeroporto militare di Ciampino i corpi di Luigi Tribioli, Piermario Della Valle e Fabrizio Fanesi, tre delle undici vittime italiane rimaste uccise nel maremoto che ha colpito il sud-est asiatico. Ad attendere il C-130 dell'Aeronautica militare c'erano alcuni parenti delle vittime, il ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia e il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, generale Leonardo Tricarico. Riferendosi alla "tragedia immensa", il ministro ha affermato di ritenere "giusto che in Italia ci sia una giornata di lutto nazionale".

Il Giappone promette aiuti per 500 milioni di dollari
Il premier giapponese Junichiro Koizumi ha promesso sovvenzioni per 500 milioni di dollari per i paesi del sud est asiatico colpiti il 26 dicembre dallo tsunami. Una donazione record che pone Tokyo in cima alla lista dei Paesi e degli organismi che contribuiscono agli sforzi di soccorso.

Un comunicato del primo ministro sottolinea che gli aiuti saranno distribuiti ai paesi colpiti e alle organizzazioni internazionali. Koizumi afferma inoltre che sarà presente al vertice dell'Asean che si svolgerà la prossima settimana a Giacarta per "esprimere la determinazione del Giappone a fornire la massima assistenza possibile, in linea con le sue responsabilità come partner asiatico".

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Quirinale. Ciampi ricorda le vittime del terremto e afferma: serve un confronto leale tra le istituzioni


Carlo Azeglio Ciampi

Roma, 1 gennaio 2005
Il consueto messaggio agli italiani del presidente della Repubblica si è aperto con un pensiero alle vittime del maremoto nel sud-est asiatico. "Piangiamo i nostri morti, piangiamo migliaia e migliaia di morti di tante nazioni, lontane nello spazio, vicine nel lutto", cosi' ha aperto il discorso.
Ciampi ha indicato nella firma della Costituzione europea in Campidoglio il momento più importante del 2004, e ha sottolineato l'importanza di sentirsi europei. Prima di concludere, il capo dello Stato ha parlato anche dell'economia e della crisi mediorientale. Soddisfatte maggioranza e
opposizione, ma a farsi sentire è il leghista Calderoli: "Quel suo continuo riferimento alla bandiera, all'inno e quel suo patriottismo mi ha dato veramente fastidio", ha detto il ministro per le riforme.

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Cronaca. "L'ho fatto perche' lo odio", ha detto l'uomo che ha aggredito Berlusconi


Berlusconi a passeggio in Via del Plebiscito

Roma, 1 gennaio 2005
Un uomo di 28 anni, Roberto Dal Bosco, residente a Mantova, in vacanza nella capitale, ha scagliato ieri sera a Roma, nei pressi di piazza Navona, il piedistallo della propria fotocamera contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L'uomo, dopo essere stato fermato e interrogato dalla Digos, è stato arrestato con le accuse di lesioni, ingiuria ed anche delle ipotesi accusatorie previste nell'articolo 338 del codice penale in cui si fa riferimento alla "violenza o alla minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario del Paese". Rischia da uno a sette anni di reclusione. "L'ho fatto perchè lo odio", ha detto il giovane.

Per il premier i medici hanno diagnonisticato un ematoma retroauricolare. Solidarietà al premier dalle massime cariche istituzionali e dai partiti di governo e dell'opposizione.

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