Venerdi, 31 Dicembre, 2004 ---------------------------------------------------------------------------------------- Tariffe. Dal primo gennaio aumentano le bollette di luce e gas
Roma, 30 dicembre 2004 Per una famiglia tipo l'incremento si tradurrà in un rincaro delle bollette - al lordo delle tasse - dell'1,5% per la luce e del 2% per il metano. Con un aggravio della spesa annuale di 21 euro (5 euro in più per l'elettricità, 16 euro in più per il gas). ---------------------------------------------------------------------------------------- Ipse. Enel rinuncia all'acquisizione
Roma, 31 dicembre 2004 Su tale operazione, prospettata dagli azionisti di Ipse, il Consiglio di Amministrazione dell'Enel aveva espresso la propria approvazione, subordinata al verificarsi di taluni presupposti e condizioni che fossero in grado di assicurare una adeguata tutela, anche contrattuale, della posizione di Enel, nell'interesse dei propri azionisti. Nel corso dell'ultima fase di trattative, prosegue il comunicato, si è tuttavia constatata una divergenza relativa ad alcuni degli elementi posti a fondamento della suddetta acquisizione e l'impossibilità, considerati anche i ristretti margini di tempo a disposizione, di giungere ad una soluzione tale da contemperare le reciproche posizioni riguardo alle garanzie richieste per il perfezionamento dell'operazione. Di conseguenza Enel ha deciso di rinunciare all'acquisizione di Ipse. ------------------------------------------------------------------------------ Giovedi, 30 Dicembre, 2004 ---------------------------------------------------------------------------------------- Terremoto. Fini: 14 le vittime italiane, 600 i dispersi: "Dobbiamo prepararci al peggio". La Croce Rossa: 100.000 morti
Roma, 30 dicembre 2004 Allarme epidemie Oms: oltre 5 milioni i profughi Gli aiuti internazionali ---------------------------------------------------------------------------------------- Governo. Nominati 11 sottosegretari e 3 vice ministri
Roma, 30 dicembre 2004 Con la nomina di 11 sottosegretari e 3 nuovi vice ministri si chiude la partita del rimpasto di governo. Alle 18 di oggi è previsto il giuramento a Palazzo Chigi. I vice ministri sono Antonio Martusciello (FI), Stefano Caldoro (Nuovo Psi), e Francesco Nucara (Pri). I sottosegretari sono Michele Saponara, Luigi Vitali, Roberto Rosso, Giampaolo Bettamio ed Elisabetta Casellati per Forza Italia, Giuseppe Drago dell'Udc, Moffa di An, Stefani, Gobbo e Cota della Lega, e Nanni Ricevuto del Nuovo Psi. L'ex sottosegretario al Turismo, Stefano Stefani rientra
al governo come sottosegretario all'Ambiente. Sempre per la Lega,
Gian Paolo Gobbo è stato La squadra dei cinque nuovi sottosegretari di Forza
Italia è composta da Michele Saponara agli Interni, Roberto
Rosso al Lavoro, Elisabetta Casellati alla Salute, Giampaolo Bettamio
agli Esteri e Luigi Vitali alla Giustizia. Per i tre i nuovi vice ministri nominati si tratta di
una promozione dalla carica di sottosegretari. Francesco Nucara, leader
del Nuovo Pri, diventa vice-ministro dello stesso ministero, quello
dell'Ambiente in cui era sottosegretario. Stesso discorso vale per
Stefano Caldoro (Nuovo Psi) all'Istruzione. Antonio Martusciello (Fi),
invece, passa dall'Ambiente ai Beni Culturali. ------------------------------------------------------------------------------ Mercoledi, 29 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Terremoto. 27mila i morti, 13 gli italiani. E si temono le epidemie
Roma, 28 dicembre 2004 Cresce il bilancio delle vittime del maremoto che ha
colpito i Paesi che si affacciano sul golfo del Bengala: le vittime
accertate oltrepassano le 27.000, ma le autorità avvertono
che il bilancio è destinato ad aumentare rapidamente. Sumatra si è spostata di 30 metri Sri Lanka: 12.212 ----------------------------------------------------------------------------------- Martedi, 28 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Questa sera il voto di fiducia alla Camera
Roma, 28 dicembre 2004 Inizieranno oggi a partire dalle 19,20 le procedure
di voto per la fiducia alla Finanziaria. Le operazioni impegneranno
l'Aula per circa due ore cosicchè la proclamazione dei risultati
è attesa intorno alle 21,30, dopo la votazione degli ordini
del giorno. Per i Ds una legge pessima ----------------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 27 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Ue. Patto di stabilita'. Siniscalco: numeri rigidi inadatti alla mutevolezza economica, riforma inarrestabile
Roma, 27 dicembre 2004 "Il momento politico della revisione del Patto è diventato inarrestabile", ha aggiunto il ministro dell'Economia, dicendosi convinto che l'Ecofin sarà in grado di portare una propria proposta al Consiglio di primavera 2005. Discussione in Parlamento dopo Ecofin di gennaio ---------------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Rush finale in Parlamento
Roma, 27 dicembre 2004 Stamane in commissione al Senato riprende l'esame della riforma della Giustizia rinviata alle Camere dal Capo dello Stato. Sempre in giornata il presidente del Consilgio, Silvio Berlusconi, dopo aver risolto ieri i problemi con la Lega di Umberto Bossi, incontrerà Carlo Azeglio Ciampi per affrontare la questione sottosegretari: domani, il Consiglio dei Ministri dovrebbe riempire le caselle mancanti. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Terremoto. 24mila morti in Asia. 11 italiani tra le vittime, un centinaio i dispersi
Roma, 27 dicembre 2004 "I dispersi sono un centinaio circa", ha riferito il ministro, "il numero è inferiore rispetto a ieri poichè, pur nelle condizioni di grande precarietà, molti sono riusciti a mettersi in contatto con i tour operator e le rappresentanze diplomatiche" "Raggiungere gli aeroporti risulta molto difficile per le condizioni disastrose in cui si trovano le aree colpite e per l'assenza di mezzi di trasporto", spiega la Farnesina. Il ministero degli Esteri "ribadisce l'assoluta inopportunità di recarsi nelle aree colpite" dal terremoto. "Specie nello Sri Lanka ed in Thailandia le autorità non sembrano in grado di fronteggiare la grave situazione. L'evacuazione dei nostri connazionali comporterà tempi più lunghi di quelli previsti", spiega la Farnesina."Si sta cercando di riportare in patria i feriti e coloro che già si trovano negli aeroporti. Uomini della nostra protezione civile - informa il comunicato - si trovano già nelle aree colpite". La Farnesina ha riferito che un primo volo con cinquanta
italiani e venti stranieri è partito questa mattina da Colombo,
capitale dello Sri Lanka, verso l'Italia. Oltre 24.000 morti SRI LANKA: almeno 12.000 le vittime, 10.029 nelle zone
controllate dal governo, 2.000 nelle zone controllate dai ribelli
Tamil. Più di un milione gli sfollati. Tra le vittime anche
due
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- Domenica, 26 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Vaticano. Il Papa: bisogna incoraggiare i tentativi di pace in Terra Santa e in Iraq
Roma, 26 dicembre 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Maltempo. Allerta della Protezione civile in tutta Italia
Roma, 26 dicembre 2004 La Protezione Civile ha infatti emesso un avviso di condizioni meteo avverse che prevede per le prossime 48 ore possibili effetti al suolo più significativi, legati alle precipitazioni, su Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. ----------------------------------------------------------------------------------- Sabsto, 25 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Condono edilizio. Il Governo impugna le leggi in cinque Regioni
Roma, 23 dicembre 2004 La necessità di "fare cassa", secondo
le associazioni ambientaliste, avrebbe spinto il Governo a impugnare
le leggi regionali, nel tentativo di arrivare ad una proroga. E' questa
la tesi condivisa dai Verdi: per il vice presidente della Commissione
Ambiente del Senato, Sauro Turroni, l'Esecutivo "non si rassegna
al flop degli incassi, e tenta la via disperata del ricorso alla Corte
Costituzionale per arrivare ad una proroga". Sarebbero 40 mila, stima Legambiente, le nuove costruzioni
abusive "spuntate come funghi solo nell'ultimo anno". "Straparlano
di federalismo, quando poi alcune Regioni - prosegue Della Seta -
nella loro autonomia tentano di limitare i danni prodotti dal condono
edilizio, il Consiglio dei Ministri decide di impugnarne i provvedimenti".
Che l'obiettivo del Governo sia una "proroga mascherata per avere più incassi" lo sostengono anche i Ds, con una nota del capogruppo in Commissione Ambiente della Camera, Fabrizio Vigni: "Il Governo non si rassegna al fatto che alcune Regioni tentino di proteggere i loro territori dagli scempi del condono edilizio sempre più permissivo. Il Governo - commenta Vigni - ha soltanto bisogno di riempire le casse dello Stato, vuotate da una gestione imbarazzante dell'economia nazionale". ----------------------------------------------------------------------------- Venerdi, 24 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. Arrestato l'assassino di Giusy Potenza: ha confessato
Manfredonia, 23 dicembre 2004 Giusy Potenza aveva deciso di chiudere definitivamente il rapporto che da qualche tempo aveva con l'uomo. Ma lui si opponeva a questa decisione. E' stato questo, secondo gli investigatori, il motivo che ha spinto il giovane e la ragazzina al litigio finito col massacro della quindicenne. Alcune persone sarebbero indagate per favoreggiamento personale nell'ambito delle indagini che hanno portato al fermo per omicidio volontario di Giovanni Potenza. Lo ha confermato indirettamente il pm inquirente, Vincenzo Maria Bafundi, che, rispondendo alle domande dei giornalisti su eventuali persone indagate per aver favorito il presunto assassino ha detto: "L'art. 328 del Codice penale mi consente di non dirvi nulla". "La ragazza - ha proseguito Bafundi - è stata uccisa con colpi di pietra che ha un peso tra i cinque e gli otto chilogrammi". ------------------------------------------------------------------------------ Giovedi, 23 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi convoca le parti sociali su competitivita' e Mezzogiorno dopo l'Epifania
Roma, 23 dicembre 2004 La riunione di governo ha anche permesso di fissare al 28 dicembre la nomina dei sottosegretari ancora vacanti. Delusione invece, per chi si aspettava dal consiglio dei ministri di oggi una proroga per il divieto di fumo che scatterà, come previsto, il 10 gennaio nei locali pubblici. Lo ha comunicato, con una battuta, il ministro Castelli che, all'uscita della riunione ha dichiarato ai giornalisti: oggi ho fumato l' ultima sigaretta. ------------------------------------------------------------------------------ Mercoledi, 22 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Riforme. Ciampi preoccupato per la difficolta' di dialogo tra i poli
Roma, 21 dicembre 2004 Berlusconi: da parte nostra c'è sempre stata
la massima apertura al dialogo Ciampi: il funzionamento della macchina della giustizia
arranca
----------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Berlusconi: nessun esercizio provvisorio, svolta epocale. L'opposizione: italiani pagheranno 6mld in piu'
Palermo, 21 dicembre 2004 "Non ci sarà l'esercizio provvissorio, assolutamente no. Concluderemo l'esame della Finanziaria al Senato il giorno 29 e quindi saremo nei termini". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha dubbi e a margine dell'inaugurazione dell'autostrada Palermo-Messina difende la manovra per il 2005, una "finanziaria epocale" che non sarà fermata "dallo sgarbo dell'opposizione, che ha voluto costringere i nostri parlamentari a venire tutti". La verità arriverà con la "prova tasca", quando i cittadini verificheranno il loro potere d'acquisto e si renderanno conto che in realtà il taglio delle tasse è stata solo "un'operazione mediatica" e che "le loro tasche saranno piu' vuote di prima", replicano i capigruppo e i responsabili economici dell'opposizione alla Camera. Calcoli alla mano, Finanziaria, decreto taglia deficit di luglio e maxiemendamento fiscale, facendo un bilancio tra sgravi e aggravi, comporteranno per gli italiani nel 2005 un aggravio di spesa di 6,3 miliardi di euro. Fra aumenti di tasse, imposte e tariffe (bolli, tariffe, pratiche auto, imposte sui tabacchi, giochi, ecc) ci sarà una maggior spesa di 9,3 miliardi. A questi vanno aggiunti 2,6 miliardi di tasse "invisibili" (ovvero la mancata restituzione del drenaggio fiscale e la tassa sulle liquidazioni). Il totale di queste due voci porta l'aggravio per i cittadini a 12 miliardi a fronte di riduzioni di 5,6 miliardi. La differenza tra le due voci da' appunto un aggravio complessivo di 6,3 miliardi nel 2005, 4,4 nel 2006 e 2,6 nel 2007. La Finanziaria, spiega Mauro Agostini dei Ds "non risolve, anzi aggrava i due problemi fondamentali dell'economia italiana: l'esigenza di rafforzare la crescita e quella di una miglior redistribuzione del reddito". "E' una Finanziaria iniqua - rincara Giovanni Russo Spena del Prc - che si redistribuisce, ma dal basso verso l'alto. Inoltre c'è da registrare l'assenza del collegato sulla competitività che quando arrivera' sara' un simulacro senza risorse". "Un'operazione iniqua sul piano sociale - secondo Roberto Villetti dello Sdi - che portera' inoltre al dissesto dei conti pubblici. E la prova fondamentale sara' quella della tasca: i cittadini si metteranno la mano in tasca e vedranno loro se è più leggera o piu' pesante". "Stiamo tornando indietro di 30 anni - afferma Roberto Pinza della Margherita - e aumentiamo le imposte indirette che sono quelle piu' ingiuste perché colpiscono tutti indistintamente". Ecco la tabella fornita dalla Gad, con aggravi e sgravi 2005 (in mln di euro): Aumenti + tasse + imposte + tariffe: 9.333 Di cui: Tasse 'invisibili' : 2.687 Totale aumenti: 12.020
------------------------------------------------------------------------------ Martedi, 21 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Rai. Casini: questo Cda non e' quello scelto dai presidenti delle Camere. Gasparri: e' nella piena legittimita'
Roma, 20 dicembre 2004 "Noi - ha spiegato Casini - avevamo optato per una formula che prevedeva una presidenza di garanzia, rappresentativa di aree culturali di opposizione, ed era connotato da un pluralismo di presenze. Noi abbiamo scelto quel Consiglio, non questo, che ha connotazioni diverse". Il presidente della Camera ha insistito sul concetto di organismo di garanzia, riferendosi alla presidenza del Cda Rai che era stata affidata a Lucia Annunziata. "In passato -ha aggiunto Casini- ci sono stati chiari esempi di come questo concetto sia stato messo in pratica. Basti pensare alla presidenza della commissione di Vigilanza della Rai che ha avuto in Storace il suo presidente quando la maggioranza era di centrosinistra e, oggi, Petruccioli, ora che la maggioranza è invece del centrodestra". Quanto alle affermazioni del presidente della Repubblica a proposito di informazione e servizio pubblico, Casini ha sottolineato come Ciampi "non abbia detto affatto delle banalità, anche perchè il capo dello Stato non parla a sproposito". Casini ha affrontato anche il tema della giustizia ------------------------------------------------------------------------------ Lunedi, 20 Dicembre, 2004 -----------------------------------------------------------------------------------------
Fiat. Lingotto brillante a Piazza Affari: per Automotive News la richiesta a GM per tenersi l'Auto e' di 3mld
Torino, 20 dicembre 2004 Lunedì scintillante per i titoli Fiat, spinti in alto dalle voci di 3 miliardi di dollari chiesti dal Lingotto alla General Motors per annullare l'opzione put che obbliga Detroit ad acquistare la divisione Auto di Fiat. A Piazza Affari Fiat in mattinata mette a segno +1,67%. Secondo Automotive News, che cita cita fonti vicine al Lingotto, GM avrebbe risposto con una controofferta di appena 500 milioni di dollari. Per il momento nessun commento è arrivato dal quartier generale di Detroit. La portavoce Toni Simonetti ribadisce quanto già noto: "Abbiamo un accordo generale - ha osservato - crediamo che siano accaduti alcuni fatti che rappresentano una rottura dell'accordo e che rendono inapplicabile il put". General Motors da parte sua, ha sottolineato ancora la portavoce, è convinta di non aver violato alcun accordo con Fiat. A cambiare le carte in tavola rispetto all'intesa siglata nel 2000, sarebbero state nel 2002, secondo Gm, la vendita di Fidis e la ricapitalizzazione di Fiat Auto. ----------------------------------------------------------------------------------------- Eurispes. Il 34,2% degli italiani è favorevole all'ingresso della Turchia nell'Ue
Roma, 20 dicembre 2004 ------------------------------------------------------------------------------ Domenica, 19 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Prodi affronta le richieste di Bertinotti e Mastella
Roma, 20 dicembre 2004 Chiudere in fretta. Questo l'imperativo con cui Romano Prodi riunirà a Roma il vertice allargato dell'Allenza per risolvere il puzzle delle candidature alle regionali. All'appuntamento di piazza Santi Apostoli Prodi si dovrebbe presentare con una proposta per chiudere finalmente la doppia partita che sta lacerando il centrosinistra da settimane, quella della lista unica riformista e l'altra, legata al contrasto con Rifondazione e Udeur sulle candidature nel Mezzogiorno. Bertinotti: Vendola in Puglia o è crisi
Sole 24 Ore. E' Bologna la citta' dove si vive meglio. Maglia nera per Messina
Roma, 20 dicembre 2004 E' Bologna la città dove si vive meglio. Passando
dal quinto al primo posto la città felsinea si piazza in testa
alla classifica 2004 sulla vivibilità delle città italiane
elaborata, come di consueto, da Il Sole 24 Ore. Maglia nera è, come nel 2003, Messina Anche se il Sud mostra segnali di recupero, il divario
con il Centro-Nord resta ampio: per trovare nella classifica generale
una città più a sud di Roma (quattordicesima) o comunque
di una regione meridionale bisogna arrivare dopo il sessantesimo posto,
con Cagliari (numero 62), Sassari (63), Potenza (66). Milano la più ricca Lecco prima per lavoro e ambiente Campobasso la più sicura Firenze eletta città ideale ------------------------------------------------------------------------------ Sabato, 18 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Le Regioni sconfiggono il blocco antiassunzione.
La riduzione delle tasse è già saltata
Incostituzionale. Il governo viene bocciato ancora
una volta su una propria legge. La Corte costituzionale ha abrogato
la norma prevista nelle Finanziarie 2003 e 2004 che impone a Regioni
ed Enti locali il blocco al 50% del turnover del personale. E la nuova
Finanziaria porta il limite all’80%. Ma non solo. La nuova Finanziaria, quella del 2005, appesantisce ulteriormente le norme degli anni scorsi, portando all’80% il blocco del turnover: logica vuole che anche questo limite venga a cadere. Altra conseguenza evidente della sentenza è il fatto che nella pubblica amministrazione si possa ricominciare ad assumere. Fin da subito. Come dice Giampaolo Patta, segretario confederale Cgil, responsabile per il Pubblico impiego: «Altro che riduzione delle tasse. Devono rifare tutti i conti. Alla fine al governo resterà solo il blocco dei ministeriali, per il resto l’operazione sull’amministrazione pubblica (che avrebbe dovuto coinvolgere circa 70mila dipendenti, ndr) viene smantellata». «Questo è un governo - continua Patta - che da una parte lavora per la devolution, ma dall’altra non applica nemmeno quanto già previsto dalla Costituzione. E non capisce che qualsiasi operazione deve venire condivisa con le parti in causa, in questo caso Regioni, Enti locali e sindacati». Soddisfatti Regioni e Comuni, che lamentano da anni «la invasività della legislazione nazionale che va sempre più spesso a incidere sull’autonomia organizzativa degli Enti locali», dice una nota dell’Anci. L’Associazione peraltro annuncia che si adopererà per sostenere i Comuni a salvaguardare le proprie prerogative contro il blocco del turnover reiterato anche nella Finanziaria 2005, in termini ancor più restrittivi. Per i presidenti di Regione si tratta di una vittoria intascata solo il giorno dopo la richiesta di un incontro con il presidente Ciampi proprio per lamentare il metodo decisionale seguito dal governo anche in quest’ultima Finanziaria: «La Consulta ci dà pienamente ragione - commenta infatti Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna - Riconosce le nostre prerogative e indica al governo un metodo di relazioni fatto di cooperazione e non di scontro, così come prevede la Costituzione». La decisione della Corte costituzionale è arrivata in seguito ai ricorsi presentati dalle Regioni Marche, Toscana, Campania, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto (ricorsi accolti quasi nella totalità). Ed è importante non solo perchè di fatto cancella una norma di notevole impatto, ma anche perchè stabilisce poteri di coordinamento del governo e indica la procedura da seguire per concordare insieme i paletti da porre per limitare la spesa degli Enti locali. Il punto è che il testo proposto dal governo e approvato dal Parlamento fissa in modo troppo preciso norme che invece vanno concordate con Regioni ed Enti locali nell’ambito della loro autonomia. Su questo punto, ma anche su altri articoli, si erano concentrati i 12 ricorsi presentati dalle nove diverse Regioni, basandosi sulle nuove norme introdotte con la riforma costituzionale del titolo V. La Consulta ha definito come sia compito dello Stato quello di fissare, con l’obiettivo di «coordinamento della finanza pubblica», norme di carattere generale che indicando strumenti concreti (come l’adeguamento delle politiche di assunzione del personale) possano raggiungere obiettivi del contenimento della spesa. Ma che cosa può fare il governo per realizzare obiettivi di finanza pubblica? Quali sono i suoi limiti? La Consulta indica anche la strada da seguire: è quella del confronto finalizzato a trovare un accordo in sede di conferenza Stato-Regioni. Solo dopo le norme possono essere fissate - «cristallizzate», dice la Corte - in un decreto attuativo. Il blocco al 50% del turnover viene quindi dichiarato incostituzionale perchè è un «precetto specifico e puntuale sull’entità della copertura» dei posti di organico che si sono liberati, «imponendo che tale copertura non sia superiore al 50%». La Corte la definisce una «indebita invasione» da parte della legge statale dell’area dell’organizzazione della struttura amministrativa riservata alle autonomie regionali e agli Enti locali. Perchè «la legge può prescrivere criteri (ad esempio dicendo di privilegiare procedure di mobilità) ed obiettivi (come il contenimento della spesa) ma non imporre nel dettaglio gli strumenti concreti da utilizzare». ----------------------------------------------------------------------------------------- La destra si scatena contro Ciampi. E addirittura
gridano al conflitto di interessi
A distanza di 24 ore il centrodestra passa dalla minimizzazione
all’arroganza. Che poi sono due facce della stessa medaglia.
La prima reazione è stata la solita ostentazione di serenità:
«Marginali i rilievi del presidente della Repubblica»,
«non intaccano l’ossatura della legge», «solo
i rami, non il tronco». Sembrava che tutti si fossero passati
parola dopo l’imput del premier: «Occorreranno modifiche
semplici». Però, nonostante la campagna mediatica concordata
nella Casa per attutire il colpo, con il passare delle ore, è
diventato un po’ difficile sostenere che l’impianto generale
della legge non è stato messo in discussione. L’ufficio
«saggi» che è già al lavoro per cucire le
toppe e aggirare i punti critici con l’obiettivo di approvare
tutto entro febbraio si è già accorto di avere fra le
mani una patata bollente. E già scappano fuori toni meno paciosi
e più arroganti. ------------------------------------------------------------------------------ Venerdi, 17 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Ciampi: «Riforma della giustizia sette
volte incostituzionale»
Sette articoli. E’ sette volte incostituzionale la legge del centrodestra sull’ordinamento giudiziario: Carlo Azeglio Ciampi, ben più determinato di quanto non lo rappresentassero certi interessati pronostici, schiaffeggia a colpi di Costituzione il governo. Scrive sei cartelle e mezza di “messaggio motivato” alle Camere per respingere il provvedimento al Parlamento. E accusa l’esecutivo di aver travolto “palesemente” quel combinato di articoli che i Padri Costituenti scrissero per garantire autonomia e indipendenza dei giudici, in un’Italia che usciva dal tunnel di vent’anni di asservimento delle toghe alla dittatura. Nero su bianco, con quel linguaggio algido e ostico che è proprio di questi documenti, ma con estrema e minuziosa nettezza, il capo dello Stato passa in rassegna le norme della cosiddetta riforma, che sta sul suo tavolo dal 3 dicembre scorso, e che un inurbano Castelli l’aveva sollecitato a spicciarsi a firmare. E sottolinea, invece, con la matita blu proprio quelli che sono i passaggi cruciali: le nuove attribuzioni del ministro della Giustizia, lesive della funzione autonoma e indipendente della funzione giuridica, il ridimensionamento del ruolo del Consiglio superiore della magistratura. Sono le stesse critiche mosse alla maggioranza da illustri costituzionalisti, dall’opposizione, dalla magistratura associata e il centro-destra aveva pensato di liberarsene a colpi di voti di fiducia. Ora è scontro istituzionale, ai massimi livelli, nell’anniversario del rinvio alle Camere dell’altra legge vicina al cuore e al portafoglio di Berlusconi, la “Gasparri”. Tutto inizia in mattinata, quando Ciampi una volta ultimata la stesura del messaggio assieme al suo staff - spedisce la lettera al ministro Roberto Castelli perché apponga la dovuta “controfirma” in calce alla bocciatura, e già in questa rituale formalità è contenuta tutta la stridente simbologia di questa piovosa giornata romana, che intanto conosce la rissa dei leghisti alla Camera e il varo sempre a Montecitorio della legge “salva-Previti”. Al Senato il voto di fiducia sulla finanziaria, che ha ricevuto il via libera proprio pochi minuti prima che la lettera di Ciampi fosse consegnata dai commessi a Pera, è stato posto su un maxi-emendamento, composto dalla bellezza di 593 commi. E il secondo dei due articoli della legge sulla giustizia, del resto, “conta di 49 commi ed occupa 38 della 40 pagine di cui si compone il messaggio legislativo”, come Ciampi ha scritto nel suo messaggio sollevando anzhe su questa prassi rilievi di ordine costituzionale. Alle due e mezza del pomeriggio le procedure sono ultimate, e così il Quirinale fa partire attraverso le agenzie di stampa un secco comunicato che annuncia la mancata promulgazione e il conseguente rinvio alle Camere. Secondo i programmi, poco più tardi per regola di “bon ton” che fu applicata anche per le altre cinque leggi respinte da Ciampi, dovrebbero essere i destinatari, cioé i presidenti delle due Camere, a leggere nelle rispettive aule parlamentari il messaggio, rendendolo pienamente pubblico. E invece nel pomeriggio si sta trascinando la seduta congiunta dedicata all’elezione dei giudici costituzionali, e passeranno dunque tre ore prima che il testo venga letto, prima da Pera e poi da Casini. Sicché nella prima parte della serata, in beneficio dei “pastonisti” dei tg ufficiosi, va in scena in assenza del testo del presidente uno sconcertante teatro dell’assurdo, con Castelli a Roma in conferenza stampa e Berlusconi da Bruxelles, che accompagnati dal codazzo di altri esponenti della maggioranza - si sperticano a dire che quelli di Ciampi sono solo rilievi tecnici, appunti su cose marginali, e che il presidente ha fatto da “consulente” del Parlamento, e gli sono persino abbastanza “grati”, e che in pochi mesi si aggiusterà tutto. Un modo per consolarsi e scaldarsi i cuori, tattica di intossicazione mediatica, ma anche forse una maniera per annunciare una sfida al Colle: prendendo sottogamba il messaggio di Ciampi, intendono dire che l’anno prossimo si riservano di rispedirgli indietro la legge sostanzialmente immutata, magari con un po’ di belletto? In verità, Ciampi ha formulato una bocciatura sonora, ma l’equivoco regge per qualche ora, finché il documento non viene reso finalmente noto. Iltesto è diviso in quattro paragrafi, tanti quanti sono i punti “palesemente incostituzionali” individuati da Ciampi. Che significa, si chiede il presidente, per esempio affidare al guardasigilli - come fa la legge - una relazione annuale dedicata “alle linee della politica giudiziaria”, se non un “evidente contrasto” con tre articoli della Costituzione: il 101, il 104 e il 110, che garantiscono l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati? Da dove mai spunta questo “potere d’indirizzo”, attribuito al ministro “in aperta violazione” del Titolo IV della Costituzione. E inoltre si sottolinea come “il carattere assolutamente generico della formulazione della norma in esame” crei “uno spazio di discrezionalità politica destinato a incidere sulla giurisdizione”. Egualmente in preda alla “discrezionalità politica” dell’esecutivo la magistratura tornerebbe ad essere se si applicasse la norma che istituisce un ufficio di “monitoraggio” dei procedimenti, che dovrebbe valutare la fondatezza delle attività dei pm, grado per grado e processo per processo, affidando ancora una volta al ministro un potere che “esula” dalle sue competenze, con il rischio di un “grave condizionamento” dei giudici. Terzo rilievo, solo apparentemente marginale, il ministro non può come vorrebbe la legge del centrodestra rivolgersi al Tar per aver ragione sul Csm in materia di nomine: è la Corte Costituzionale a doversi pronunciare (art. 134). Ciampi, inoltre, si oppone alla campagna di ridimensionamento del Csm, che verrebbe “sensibilmente ridimensionato” nei suoi poteri, sanciti anch’essi dalla Costituzione, se venisse realizzata una Scuola superiore per l’accesso in magistratura, “in palese contrasto con il dettato costituzionale”, scrive Ciampi. E infine un rilievo che dovrebbe servire anche per l’avvenire: le leggi ammonisce Ciampi - non possono essere trasformate in pasticci enormi e illegibili. E’ stato molto difficile, infatti, per gli uffici del Quirinale analizzare questa riforma, per scoprire nascosta dentro a un maxi emendamento la pretesa di trasformare la Costituzione attraverso lo strumento della legge ordinaria. Ciampi conclude: “A tale proposito, ritengo che questa possa essere la sede propria per richiamare l'attenzione del Parlamento su un modo di legiferare - invalso da tempo - che non appare coerente con la ratio delle norme costituzionali che disciplinano il procedimento legislativo e, segnatamente, con l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata articolo per articolo e con votazione finale”. Tradotto significa: nessuno si illuda che al Quirinale stia seduto un subalterno passacarte, disposto a firmare senza batter ciglio i mostruosi “maxi-emendamenti” che la maggioranza ha ormai preso l’abitudine di apparecchiare per non sfarinarsi. E starci attenti e darsi una regolata sarebbe opportuno, in vista di un nuovo anno in cui lo scontro sulla giustizia prevedibilmente continuerà, non solo per il riesame della legge sull’ordinamento giudiziario provocato dalla mancata promulgazione da parte di Ciampi, ma anche per la prossima conclusione dell’iter parlamentare della norma “salva-Previti” e anche per la questione delle “grazie” a Bompressi e a Sofri. Tutti temi che slittano al 2005, e su cui se le braccia non fossero in natura solitamente un paio si potrebbe dire che costituiscono la posta di un triplice “braccio di ferro” tra governo e Quirinale. ----------------------------------------------------------------------------------------- La Consulta boccia il blocco
delle assunzioni: «È incostituzionale»
Si preannuncia una nuova tempesta di critiche sulla legge Finanziaria. Questa volta sotto accusa è la norma della Finanziaria del 2003 e del 2004 che blocca al 50% il ricambio nelle assunzioni del personale che dipende dalle Regioni e dagli enti locali e che ora è previsto anche dalla manovra economica per il prossimo anno. La Corte Costituzionale ha stabilito che questa norma è in contrasto con la Costituzione, accogliendo in parte i ricorsi presentati dalle Regioni Marche, Toscana, Campania, Umbria, Emilia Romagna e Veneto. Il blocco del turn over nel settore pubblico era già stato criticato dalla Ragioneria generale dello Stato nei giorni scorsi, perchè non solo bloccherebbe molte assunzioni, ma andrebbe anche a provocare tensioni politico-sindacali non indifferenti oltre ad impedire quel “ricambio generazionale” che sta alla base della sopravvivenza di una società. La sentenza della Consulta interviene anche nel conflitto di competenze Stato-Regione: il turn over è stato imposto, mentre il provvedimento andava concordato con le Regioni e gli Enti locali. La Corte la definisce una «indebita invasione» da parte della legge statale dell' area dell'organizzazione della struttura amministrativa riservata alle autonomie regionali e agli Enti Locali. Il verdetto della Corte Costituzionale, così, diventa anche una sorta di censura preventiva alla norma prevista pure nella Finanziaria che il governo si prepara a varare. Lo stop alle assunzioni per il 2005 è una delle manovre attraverso cui il governo sta cercando di trovare copertura al taglio delle tasse, e per l’ennesima volta dimostra come gli sgravi di cui la maggioranza fa vanto causino in realtà pesanti conseguenze su molti altri fronti. La Finanziaria, insomma, fa acqua da tutte le parti e lo slogan coniato dall’opposizione le calza a pennello: «Con una mano dà e con l’altra prende». ----------------------------------------------------------------------------------------- Regionali, il centrosinistra
non trova l'accordo. Bertinotti: «Siamo a un punto di crisi»
Le Regionali continuano a dividere il centrosinistra. Questione di poltrone, quelle su cui dovrebbero sedersi i candidati che l’Alleanza non è stata ancora capace di scegliere. E questione di assetti, liste, visibilità dei singoli partiti. Il rinvio del vertice che si sarebbe dovuto tenere nel pomeriggio di venerdì con Romano Prodi ha evitato un flop e l’esplosione delle tensioni, ma non ha certo potuto nascondere il problema. Anzi. Bertinotti non si nasconde e sottolinea: «La mancata convocazione della riunione della Gad che doveva concludere l'istruttoria sulle candidature per la presidenza delle Regioni dove si voterà, è l'evidente manifestazione di un punto di crisi». E il rinvio è «tanto più allarmante di fronte all' aspra offensiva del governo Berlusconi e alla crescente opposizione che le sue politiche raccolgono nel paese». Alla base della crisi del centrosinistra, prosegue il leader del Prc, c’è «una incapacità di far vivere forte spirito di coalizione. Lo spirito di coalizione dell' alleanza democratica passa con tutta evidenza attraverso la capacità di promuovere partecipazione dentro e fuori la stessa coalizione e di valorizzare tutte le culture e le opportunità che la possono rendere forte. Il caso pugliese - conclude - è diventato emblematico di questa vicenda». Di crisi parla anche Clemente Mastella, che invita Prodi a «dimostrare di essere un leader vero». Il Professore, impegnato nella mediazione, preferisce non rispondere, così come Fassino. D’Alema ostenta ottimismo, ma nel frattempo Franco Giordano di Rifondazione lo accusa di boicottare la candidatura di Nicki Vendola in Puglia: «La posizione di D'Alema e dei Ds è l'unica contraria – dice - Nella riunione precedente della Gad, a cui ho partecipato, c'era una totale sintonia sul nome di Vendola da parte di tutto il centrosinistra. Eccetto i Ds, naturalmente. Evidentemente gli interessi di D'Alema e dei Ds in Puglia sono molto forti». Lo stesso Giordano, insieme al diessino Pietro Folena, chiede il rinvio delle primarie pugliesi in attesa che si riunisca il tavolo nazionale della coalizione. Per le primarie si schierano invece Alfonso Pecoraio Scanio dei Verdi e il coordinatore della segreteria della Quercia Vannino Chiti, che, replicando a Bertinotti, spiega: «Nell'Alleanza un criterio per definire le scelte dei candidati, sui quali è normale e non un sintomo di crisi, avere una pluralità di opzioni.Quando non vi sia convergenza su un candidato è necessario far scattare la regola delle primarie, magari nella forma già sperimentata in Calabria: grandi elettori, associazioni della società civile». Puglia e Basilicata restano i nodi da sciogliere, mentre in Lombardia si rafforza l'ipotesi Maria Grazia Fabrizio, segretario regionale Cisl, in quota Margherita.
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Giovedi, 16 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Iraq. Mistero sulla presunta uccisione di un italiano a Ramadi, la Farnesina cerca conferme al racconto di un fotografo
Roma, 16 dicembre 2004 La Farnesina resta prudente, ma l'unità di crisi che il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha riunito per seguire la sorte del cittadino italiano che sarebbe stato rapito e forse ucciso in Iraq ha già confermato i primi dettagli: la vittima si chiamerebbe Salvatore Santoro, 52 anni, di Napoli ma residente dal 1961 in Gran Bretagna dove lavorerebbe volontario di una organizzazione non governativa.
----------------------------------------------------------------------------------------- Stati Uniti. Berlusconi incontra Bush. C'è accordo sulla riforma dell'Onu
Washington, 15 dicembre 2004 Silvio Berlusconi incontra alla Casa Bianca il presidente
americano George Bush e uno dei temi dell'incontro è la riforma
dell'Onu. Non è "negli interessi" di Iran e Siria interferire con gli affari dell'Iraq Il presidente statunitense, George W. Bush, al termine dell'incontro avuto con Silvio Berlusconi a Washington ha dichiarato: "Insieme alle nazioni che fanno parte della coalizione - e tra questi i nostri amici italiani - continueremo a dire con chiarezza a Siria e Iran che interferire nelle questioni irachene non è nei loro interessi" ha detto Bush. "Crediamo io e il presidente Bush che sia giunto il momento opportuno per risolvere il problema del Medio Oriente", ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una breve conferenza stampa a fianco del presidente statunitense George Bush nella Sala Ovale della Casa Bianca. ----------------------------------------------------------------------------------------- Giustizia. Opposizione contro Mastella, Casini:toni inaccettabili. Mastella:lascio. Prodi e Fassino cercano di ricucire
Roma, 15 dicembre 2004 "Gli episodi accaduti questa mattina nei confronti del presidente di turno, Clemente Mastella, hanno assunto toni poco decorosi e inaccettabili per le istituzioni parlamentari". E' chiaro e duro allo stesso tempo, il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, nello stigmatizzare le intemperanze in Aula alla Camera, dopo aver avuto un incontro con lo stesso Mastella. Quest'ultimo ha ribadito la sua intenzione di dimettersi da vicepresidente della Camera. "Pur comprendendo le motivazioni di Mastella - ha aggiunto Casini- mi sono riservato una valutazione piu' approfondita del suo gesto". Con uno scarto di appena 20 voti, intorno a mezzogiorno, l'Aula della Camera ha approvato l'articolo 1 della pdl ex Cirielli: i si' sono stati 263, i no 243. Il primo articolo delinea l'applicazione delle attenuanti generiche e prevede anche che siano applicate alle persone che abbiano compiuto 70 anni e che al momento della sentenza non sia stata già condannata con sentenza passata in giudicato a pena detentiva per delitto non colposo. Dopo le parole del presidente della Camera è intervenuto in Aula il capogruppo della Margherita, Pierluigi Castagnetti: "Siamo assolutamente solidali con lui, al di là delle decisioni tecniche. Mastella ha tutte le ragioni della nostra stima. Se involontariamente siamo stati causa della sua decisione di volersi dimettere non ho difficolta a scusarmi pubblicamente". Poco prima Mastella, in seguito al parere manifestato dal presidente dei deputati di Forza Italia Elio Vito, contrario a procedere al voto sull'inversione dei lavori dell'Aula, aveva comunicato di volersi mettere in contatto con il presidente Casini, per informarlo di quanto stava accadendo. In particolare, Piero Ruzzante (Ds) aveva chiesto di invertire nuovamente l'ordine del giorno, facendo di fatto saltare le votazioni sulla legge ex Cirielli. Elio Vito di FI ha dato parere contrario, come il relatore del provvediemnto in materia di recidiva, che contiene anche le norme cosidette 'salva-Previti', Luigi Cirielli. A quel punto dai banchi dell'opposizione sono scattate le proteste e i cori "Vergogna! Vergogna" indirizzati al presidente di turno che, con un richiamo al regolamento, ha dapprima dato la parola ad un deputato della maggioranza e a uno dell'opposizione poi, correggendo la sua precedente decisione, ha sospeso la seduta per cinque minuti. Alla ripresa della seduta è stata respinta la richiesta di Ruzzante. La Russa di An ha duramente criticato la contestazione avvenuta nei confronti del vice presidente dell'assemblea Mastella. "Visto che ho subito una aggressione dalla parte politica che mi ha eletto, rimetto il mio mandato di vicepresidente della Camera", ha reagito Mastella, dando voce ad un disagio nei rapporti personali con il centrosinistra già emerso a più riprese nei vertici della Gad delle ultime settimane sulla scelta dei candidati alle Regionali. Per questo i leaders della Gad si sono mossi subito, con una telefonata di Prodi e una breve visita di Piero Fassino. Ma in ambienti vicini al presidente Mastella non si esclude che possano esserci conseguenze politiche nei rapporti con gli alleati del centrosinistra. Casini, da parte sua, ha annunciato che nel pomeriggio ci sarà una riunione dell'Ufficio di presidenza per discutere di quanto accaduto oggi. In Aula, intanto, Luciano violante (Ds) non risparmiava critiche allo stesso Casini: "Ci dogliamo dell'aggressione - ha detto Violante - ma stiamo vivendo alla Camera una serie di robuste violazioni dei diritti dell'opposizione. C'è una prevaricazione della maggioranza inaccettabile. Non siamo soddisfatti di come Mastella ha gestito l'episodio" e "gradiremmo che Casini seguisse i lavori dell'Aula dall'Aula non al telefono". Pronta la replica del presidente: "Non ho bisogno di sapere da lei quando devo presiedere, né merito i richiami che lei mi ha fatto", ha detto Casini. Homepage
Mercoledi, 15 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Giustizia. La Cdl approva tutti gli emendamenti del progetto di legge "Salva Previti". L'opposizione abbandona i lavori
Roma, 14 dicembre 2004 I rappresentanti del centrosinistra denunciano di non
aver avuto tempo di visionare e di valutare le proposte di modifica
presentate dalla Casa delle Libertà fino a questa mattina."Siamo
fuori dal mondo, ci danno 25 minuti per ----------------------------------------------------------------------------------------- Forestali. No di An a Calderoli commissario
Roma, 14 dicembre 2004 Nell'aula del Senato è iniziato il conto alla
rovescia per la richiesta del voto di fiducia sul maxiemendamento
del governo alla Finanziaria. ma è sorto un nuovo problema
in quanto "Alleanza Nazionale non è d'accordo sulla nomina
a commissario del ministro Calderoli". Lo ha dichiarato il ministro
per le Politiche agricole Gianni Alemanno in merito alla questione
degli operai forestali calabresi. "Se dovesse essere necessario
un commissario per i forestali della Calabria mi candiderò
io per competenza, come ministro delle Politiche agricole e forestali".
----------------------------------------------------------------------------------------- Confindustria. Piu' lavoro e meno inflazione, ma la ripresa resta lenta e minacciata dal cambio dollaro/euro
Roma, 14 dicembre 2004 Il Pil italiano metterà a segno una "modesta crescita" dell'1,4% per quest'anno e nel 2005, per arrivare solo all'1,5% nel 2006. Numeri "inferiori alla media europea e alla crescita potenziale italiana", perché l'economia italiana resta schiacciata dal "soffitto" basso dei vincoli strutturali. E' quanto sottolinea il Centro Studi di Coinfindustria nelle sue previsioni macroeconomiche, che avvertono: il trend del Pil "non riesce ad andare oltre lo spazio angusto che c'è tra la stagnazione degli anni 2002-2003 e la modesta crescita del 2004" e nel 2006 potremmo confrontarci con un cambio dollaro/euro a quota 1,40. Il Centro studi di Confindustria conferma la centralità della questione del cambio per l'intera economia europea e italiana. La svalutazione della divisa statunitense ha raggiunto record storici in rapporto all'euro e le stime elaborate suggeriscono che "un apprezzamento del 10% della moneta unica nei confronti della divisa americana ridurrebbe, in un anno la dinamica del Pil dell'area dell'euro dello 0,1-0,5% a seconda della risposta di politica monetaria adottata". Per il centro studi di Confindustria, inoltre, la svalutazione del dollaro è stata forte rispetto all'euro ma non altrettanto rilevante rispetto alle altre divise. "E' auspicabile, dunque, -conclude il Centro studi- che il peso della svalutazione del dollaro venga più equamente distribuito e che comporti anche una rivalutazione delle principali valute asiatiche". Quanto al rapporto debito-Pil, il Centro studi di Confindustria prevede una discesa dal 106,1% del 2004 al 104,4% del 2005 fino al 103,4% del 2006. Sul fronte dell'avanzo primario, secondo il Csc, si attesterà al 2,3% quest'anno, per poi scendere al 2,1% l'anno prossimo e risalire al 2,4% nel 2006. Ecco in sintesi lo scenario macro economico di Confindustria per gli anni 2004-2006 in base all'aggiornamento pubblicato oggi: 2004 2005 2006 La crescita La riforma fiscale La bolletta petrolifera |
Martedi, 14 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Gad. Veti incrociati imbrigliano Prodi: per le candidature alle Regionali tutto rinviato a venerdi'
Roma, 13 dicembre 2004 "Le cose si possono dire risolte quando sono risolte tutte. Però abbiamo fatto dei bei passi avanti. Abbiamo risolto molte cose, venerdi' mattina presenteremo il piano finale". Romano Prodi guarda al bicchiere mezzo pieno, ma dopo la riunione dei vertici della Grande Alleanza Democratica la complessa rete di veti incrociati blocca ancora la scelta del candidato del centrosinistra alla presidenza di Puglia, Basilicata e Lombardia. A chi gli chiede se resta il problema di Rifondazione comunista per la candidatura di Niki Vendola, Prodi risponde: "Facciamo un'altra riunione, poi ci vediamo". In Puglia i Ds avrebbero ribadito la loro preferenza per Boccia della Margherita, spiegando che a loro giudizio sarebbe un candidato sicuramente più competitivo di Niki Vendola. L'unica vera decisione, alla fine, è stata quella di affidare a Romano Prodi il compito di portare, venerdì prossimo, una proposta complessiva e definitiva sulle candidature. Peraltro, fanno notare alcuni partecipanti al vertice, in Puglia sono già stati convocati i grandi elettori e, quindi, qualsiasi decisione presa a Roma dovrà comunque essere ratificata a livello locale. "Noi - dice il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - all'assemblea dei grandi elettori votiamo per Vendola".
----------------------------------------------------------------------------------------- Parmalat. Le posizioni di Alemanno e La Loggia al vaglio della procura di Roma
Parma, 13 dicembre 2004 Nuovi sviluppi nell'inchiesta sul tracollo Parmalat.Sono al vaglio della procura di Roma le posizioni del ministro per le Politiche Agricole Giovanni Alemanno e del ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia in seguito alla trasmissione degli atti da parte dei magistrati di Parma che indagano sul crack dell'azienda di Collecchio. Un fascicolo che riguarda la posizione del ministro per le politiche Agricole, Gianni Alemanno, è all'attenzione della procura di Roma per quanto riguarda l'indagine avviata dalla procura di Parma su presunti finanziamenti illeciti fatti da Calisto Tanzi a partiti. Il fascicolo è all'attenzione del pm Pietro Giordano, che lo invierà al Tribunale dei ministri e che ha avuto in esame la posizione del ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia sempre nell'ambito dell' inchiesta della Procura di Parma. Il fascicolo che riguarda La Loggia, a quanto si è appreso, è stato già inviato al Tribunale dei ministri insieme alla richiesta del pm Giordano di effettuare alcuni approfondimenti. Sarà il Tribunale dei ministri a compiere gli accertamenti richiesti per chiarire la posizione di La Loggia e di Alemanno. Il filone dell'inchiesta Parmalat che sta valutando l'ipotesi di violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti era stato avviato dal Procuratore capo di Parma Vito Zincani, in seguito agli interrogatori di Calisto Tanzi, nei quali si riferiva di finanziamenti ad esponenti di diversi partiti. I magistrati devono verificare la reale esistenza di ciascun finanziamento denunciato da Tanzi e, poi, se questo è stato legalmente denunciato e registrato, o meno. Nelle scorse settimane nell'ambito dello stesso filone d'indagine, si era appreso che, come persone informate dei fatti, erano stati ascoltati anche Massimo D'Alema, Fracesco Cossiga, Lamberto Dini e la moglie Donatella. A ottobre si era invece saputo delle audizioni, sempre come persone informate dei fatti, del ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno e del presidente della Camera Pierferdinando Casini. ----------------------------------------------------------------------------------------- Informazione. Ciampi: la principale missione della Rai e' il servizio pubblico
Roma, 13 dicembre 2004 Il presidente della Repubblica dopo aver ascoltato il presidente della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi e il presidente nazionale dell'Ordine del giornalisti Lorenzo Del Boca che hanno fatto un quadro dei problemi e delle prospettive della professione, ha ribadito di essersi "soffermato più volte sui principi fondamentali della professionalità e della deontologia e nelle vostre parole ho sentito ripresi con forza e con insistenza questi temi: significa che sono problemi che avvertite con grande responsabilità e impegno". Il capo dello Stato ha voluto lanciare ai giornalisti una sola "raccomandazione", quella di "tenere la schiena dritta" nell'esercizio della professione. ----------------------------------------------------------------------------------------- G8: 28 poliziotti rinviati a giudizio per l'incursione alla Diaz
Falso, calunnia e lesioni aggravate. Sono le accuse alle quali dovranno rispondere 28 poliziotti italiani rinviati a giudizio per l'irruzione alla scuola Diaz nel corso del G8 di Genova. Il giudice per l'udienza preliminare del capoluogo ligure, Daniela Faraggi, ha fissato l'inizio del dibattimento al 6 aprile prossimo. Tra gli imputati figurano Giovanni Lupperi, all' epoca del G8 vice capo dell' Ucigos, Francesco Gratteri, ex capo dello Sco, oggi dirigente all' antiterrorismo, il vice questore Pietro Troiani e Vincenzo Canterini, comandante del settimo Nucleo Sperimentale di Roma. Nel corso dell'irruzione vennero arrestate 93 persone, in seguito tutte prosciolte. Diverse altre finirono in ospedale con segni evidenti di percosse. Il rinvio a giudizio è stato deciso dopo tre anni di indagini preliminari nei quali l'accusa ha raccolto testimonianze sulla costruzione di prove false per incastrare i no global, e sull'uso sistematico della violenza da parte delle forze dell'ordine. ------------------------------------------------------------------------------ Lunedi, 13 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Benzinaio ucciso. Fermati i presunti responsabili, un minorenne
Due le persone fermate Roma, 12 dicembre 2004 Giuseppe Maver, 61 anni, fu ucciso la sera del 25 novembre sotto gli occhi della moglie, davanti alla sua stazione di servizio, con un colpo sparato da distanza ravvicinata da uno dei banditi ad un suo accenno di reazione. L'omicidio del benzinaio aveva suscitato un notevole clamore, anche in relazione alla proposta del ministro leghista Roberto Calderoli di istituire una taglia per trovare gli assassini. Calderoli il giorno dopo l'omicidio propose una taglia di 25mila euro. L'iniziativa scatenò però una vera bufera politica. Ad attaccarlo non fu solo il centrosinistra, che ne chiese le dimissioni, ma anche An e Udc presero le distanze. Solo Forza Italia tentò una difesa. ------------------------------------------------------------------------------ Domenica, 12 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Confronto a distanza tra i Poli. Berlusconi: continueremo i tagli alle tasse. Prodi: ricostruire il Paese
Roma, 12 dicembre 2004 Berlusconi: meno tasse Prodi: giovani, immigrazione, Sud le priorità Tre le priorità indicate: i giovani, l'immigrazione, il Sud. I tre no di Prodi sono invece contro lo stravolgimento della Costituzione, la riforma della giustizia, il cambiamento delle regole del confronto elettorale. Per Bertinotti quello di Prodi è stato "un discorso da nuova frontiera". Fassino lo ha definito "un nuovo cammino". "La nostra Alleanza ha idee, un progetto e un leader", ha aggiunto Rutelli. Presenti sul palco anche Boselli, Mastella, Di Pietro, Sbarbati, Pecoraro Scanio e Diliberto. ------------------------------------------------------------------------------ Sabato, 11 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Giustizia. Marcello Dell'Utri condannato a nove anni. Il senatore: "La giustizia non e' di questo mondo"
Palermo, 11 dicembre 2004 Marcello Dell'Utri condannato a nove anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il pm aveva chiesto una condanna di 11 anni. Per il senatore è stata inoltre applicata la misura della libertà vigilata per due anni, da eseguirsi una volta espiata la pena. A Gaetano Cinà, l'unico altro imputato, accusato dello stesso reato, sono stati inflitti sette anni. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Palermo dopo 13 giorni di camera di consiglio. "Prendo la sentenza di condanna così com'è. La giustizia non è di questo mondo", questa la reazione del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, dopo la sentenza. "E' solo un primo grado - ha aggiunto - e quindi se il corso della giustizia ne prevede altri spero nell'appello". "Non ho commenti da fare sulla bontà o meno della sentenza. E' una sentenza che accontenta tutti i miei nemici", ha detto il senatore di Forza Italia in una conferenza stampa all'hotel Majestic di Roma, convocata dopo la sentenza del tribunale di Palermo. "Una sentenza di condanna non è piacevole ma in questo caso spiace più agli amici, componente fondamentale della vita di un uomo, e ai familiari che a me", ha detto Dell'Utri. "Ho sentito Berlusconi dopo la sentenza come parecchi altri amici. Ha espresso dispiacere per questa sentenza", ha detto il senatore Marcello Dell'Utri."La sentenza non è stata affatto una sorpresa. Era nelle cose", ha poi aggiunto Dell'Utri rispondendo a una domanda dei cronisti. E' una sentenza politica? "Politico sono io. Fate voi" ha risposto Dell'Utri. "Era nelle cose (l'esito della sentenza, ndr) perchè una sentenza può essere di condanna o di assoluzione. Certo io speravo in una sentenza che spazzasse via tutta questa mondezza". Secondo Dell'Utri, inoltre, questa sentenza "non cambia nulla" perchè ci sono ancora dei momenti di revisione di questo processo". Marcello Dell'Utri, nel corso della conferenza stampa, a Roma, ha attaccato duramente i pentiti: "Il comportamento dei magistrati -ha detto- è stato assolutamente corretto. Potrei dire invece molto contro coloro che mi hanno accusato". "Ha prevalso la società dei malfattori".
Ha detto Enzo Trantino, uno dei legali del senatore Marcello Dell'
Utri dopo la lettura della sentenza. "Per quelli che appartengono
- ha aggiunto - alla società degli onesti oggi è un
giorno triste. Se un tribunale come quello di Palermo non è
riuscito a selezionare e controllare le accuse allora tutti i cittadini
onesti devono essere preoccupati". "Non è una sentenza definitiva. Posso solo dire che è un' evidente conferma del materiale probatorio portato dall' accusa e che finalmente vengono spazzate via tutte le falsità e gli insulti detti finora". Lo ha detto il pm Antonio Ingroia dopo la lettura del dispositivo. L' altro pm Domenico Gozzo ha abbracciato commosso il terzo magistrato dell' accusa Mauro Terranova. Il Tribunale, presieduto da Leonardo Guarnotta (a latere Giuseppe Sgadari e Gabriella di Marco) si era ritirato in camera di consiglio il 29 novembre scorso, nell'aula bunker del carcere di Pagliarelli, a conclusione dell'udienza numero 256. Per Dell'Utri i pm Antonio Ingroia e Domenico Gozzo avevano chiesto la condanna a 11 anni di reclusione, mentre la pena di 9 anni era stata sollecitata per l'unico altro imputato del processo, Gaetano Cinà, presunto mafioso di Malaspina, finora incensurato, ma considerato il trait-d'union tra Palermo e Milano, tra Cosa Nostra e la Fininvest. La requisitoria è durata per 18 udienze e al
termine è stata depositata dai pm una memoria conclusiva di
2.500 pagine. Il collegio difensivo del senatore di Forza Italia,
composto dagli avvocati Enzo ed Enrico Trantino e Roberto Tricoli,
ha tenuto 25 udienze, producendo una memoria di 1.280 pagine. ----------------------------------------------------------------------------------------- Camorra. Napoli: nuovo omicidio a Scampia, ucciso un ventenne
Napoli, 11 dicembre 2004 Nuovo agguato mortale di camorra nel rione Scampia a Napoli, tra la folla di una salumeria. la vittima aveva appena 20 anni e si chiamava. Il giovane si trovava all'esterno di una salumeria nel lotto T, isolato 10, di viale della Resistenza. Secondo quanto si è appreso il giovane, alla vista dei sicari, ha cercato di rifugiarsi nella salumeria ma è stato raggiunto da diversi colpi di pistola, alcuni dei quali al capo. I killer, subito dopo aver compiuto loro missione, sono scappati a bordo di un motorino. Le condizioni di De Luise sono apparse subito gravissime. Portato d'urgenza in ospedale, è morto durante il trasporto nel 'San Giovanni Bosco'. Sul posto si sono registrati momenti di forte tensione
con una folla di persone radunatesi davanti alla salumeria. Secondo
la polizia, il giovane era legato al clan Di Lauro e si indaga se
fosse coinvolto in attività di spaccio della droga. Se tale circostanza fosse confermata, si tratterebbe del secondo attentato contro esponenti della fazione guidata da Paolo Di Lauro dopo che gli scissionisti erano apparsi soccombenti sia per le vittime in agguati sia per incendi dolosi appiccati ad esponenti e amici della parte dissidente del clan. ----------------------------------------------------------------------------------------- Cronaca. Ucciso il fratello del boss pentito Carmine Alfieri
Napoli, 11 dicembre 2004 Il fratello del boss pentito Carmine Alfieri, Francesco,
54 anni, è stato ucciso questa mattina, in via Castellamare
di Stabbia, a Piazzolla di Nola, nel napoletano. La vittima aveva
da sempre rifiutato il programma di protezione previsto per i familiari
dei pentiti fin da quando suo fratello, ex capo della cupola criminal-affaristica
denominata I carabinieri hanno avviato una vasta battuta nel territorio
nolano alla ricerca dei killer di Attualmente, nell'area Nolana si fronteggiano due cartelli di clan. Da un lato i Russo-Capasso, dall'altro i Nino-Pianese. ------------------------------------------------------------------------------ Venerdi, 10 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Processo Sme. Per Berlusconi un'assoluzione e una prescrizione. Il premier: è finito l'uso politico della giustizia
Milano, 11 dicembre 2004 Assoluzione con varie formule e prescrizione. Nessuna condanna a otto anni, come aveva invece chiesto il pm Ilda Boccassini, per Silvio Berlusconi. Al termine di una camera di consiglio durata 31 ore, i giudici di Milano hanno deciso che è da dichiararsi prescritto il versamento di 434 mila dollari del marzo '91 da un conto Fininvest a uno di Cesare Previti a uno dell'ex capo dei gip di Roma Renato Squillante. Per il resto Berlusconi è stato assolto, o con formula piena, oppure in base all'articolo 530 comma II del codice di procedura penale che impone al giudice di assolvere quando "manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova". "Sono particolarmente felice perchè questa vicenda, che va avanti dal 1985, si sta avviando a conclusione". Con queste parole il premier Silvio Berlusconi, parlando durante la cena con i senatori di Forza Italia, ha commentato ieri la sentenza Sme. "I tentativi di quella parte della politica che usa la giustizia - ha aggiunto - sono falliti". A caldo, il presidente del Consiglio aveva dichiarato: "Meglio tardi che mai. Avevo ragione di essere sereno, perchè avevo piena coscienza di non aver commesso nulla". Una liberazione, per il centrodestra, la sentenza del
processo Sme L'oppposizione: basta con la teoria del complotto Stefania Ariosto, la teste "Omega" del processo
Sme, che è decisa a far causa allo Stato Italiano "per
ottenere un ristoro per ciò che ha passato", spiega al
Corriere della Sera che: "In Italia non ci sono casi analoghi
di testimoni che, come me, sono stati impegnati a tempo pieno. Ho
fatto il testimone nell'interesse dello Stato e sono stata espropriata
di diritti soggettivi e oggettivi perchè non mi è stata
data la tutela necessaria". ----------------------------------------------------------------------------------------- Politica. Berlusconi: sulla finanziaria e' necessaria la fiducia. Elezioni: scheda unica senza preferenze
Roma, 9 dicembre 2004 "Garantisco che ci sarà la necessità del voto di fiducia". Silvio Berlusconi, nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi", ha annunciato che il governo utilizzerà lo strumento della fiducia per approvare la manovra finanziaria in discussione al Senato. Legge elettorale: "Una scheda unica senza preferenze" Berlusconi ha più volte chiarito che le modifiche previste dalla Casa della Libertà non saranno sostanziali: rimarranno quindi invariate la quota maggioritaria e quella proporzionale. "Si tratterà solo di fare alcuni aggiustamenti tecnici di migliorativi, come, appunto, l'introduzione della scheda unica senza le preferenze", ha aggiunto il premier ritenendo a suo avviso possibile chiudere questa operazione anche a poco più di un anno dalle elezioni politiche. "A un anno e qualche mese dalle elezioni - ha ancora detto - il problema di intervenire sulla legge elettorale e' stato ammesso anche da Massimo D'Alema". Secondo il presidente del Consiglio per fare questi semplici "aggiustamenti" "non ci saranno neanche grandi discussioni". Il premier ha fatto sapere che avrebbe preferito una riforma della legge elettorale in senso proporzionale "con lo sbarramento e il premio di governabilità" ma - ha fatto presente il premier - "su questo non c'è stato accordo nella Cdl". "Chi fa liste di governatori via da Fi e da Cdl" "Spero in un taglio delle tasse per un punto di
Pil nel 2006" Berlusconi ha infine affermato che la presenza dell'Italia nell'Unione europea e il Trattato di Maastricht ha imposto la riduzione del debito pubblico: "Dal 120% lo abbiamo portato al 106. Dobbiamo arrivare al 60 e questo si può fare soltanto modificando profondamente la struttura e le organizzazioni dello Stato". Sme: "Non penso si arriverà ad una condanna"
"Escludo dentro di me - ha aggiunto Berlusconi - che ci possa essere una decisione contraria alla realtà delle cose che tutti conoscono. E' assolutamente assurdo pensare che alcuni di quei protagonisti (della vicenda Sme, ndr), che intervennero soltanto su richiesta del presidente del Consiglio di allora, avessero potuto spingere il loro intervento addirittura fino ad un esborso pecuniario e fino addirittura a un reato come la corruzione dei giudici". "Non credo - ha concluso il premier - che ci possa essere una sentenza che intervenga a cambiare in qualche modo l'attuale situazione politica". Par condicio: "Cancellare una legge bavaglio"
"Il rimpasto è un capitolo chiuso"
Angius: "Scandaloso il ricorso alla fiducia"
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Pechino, 7 dicembre 2004 "La visita in Cina sotto il profilo politico è andata bene, se ne vedranno gli effetti nel prossimo futuro", ha detto il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, salutando i giornalisti alla ambasciata italiana di Pechino. "Lo scopo della mia visita - ha aggiunto - era quella di dare una spinta all'intensificazione dei rapporti di Italia e Cina. Questo obiettivo mi sembra sia stato, non dico aggiunto, ma abbiamo fatto un bel passo avanti". Il Capo dello Stato spiega che adesso le porte sono
aperte Le Olimpiadi del 2008 una grande occasione ------------------------------------------------------------------------------ Mercoledi, 8 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Governo. Marzano: inseriremo nell'emendamento alla finanziaria anche provvedimenti per la competitivita' delle imprese
Shangai, 8 dicembre 2004 "Ne ho parlato con Berlusconi e c'è un assenso ad usare questo veicolo". Il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano anticipa così l'intenzione di portare in Consiglio dei ministri venerdi' prossimo i provvedimenti sulla competitività per inserirli nell'emendamento fiscale del governo alla legge finanziaria. A Shanghai, dove è in corso il forum 'Made in Italy in China', organizzato dalla Confindustria e dall'Ice, l'Istituto per il commercio estero, Marzano ha inoltre precisato di essersi confrontato su questo tema anche con il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. "Non ci dovrebbero essere problemi di copertura - ha detto - considerati i risparmi realizzati con la riforma della 488. Il punto fondamentale, più richiesto dagli imprenditori - ha proseguito Marzano - è quello della semplificazione burocratica, ma dell'emendamento faranno parte anche il cosiddetto trasferimento tecnologico, la riforma dell'Enit". ----------------------------------------------------------------------------------------- Camorra. Maxiblitz a Napoli,arrestato anche il figlio del boss Di Lauro. Pisanu: una mazzata ai clan
Napoli, 7 dicembre 2004 "L'operazione di questa notte a Napoli è un'autentica mazzata alla camorra del patto di Secondigliano. Il governo ha un programma di più lunga lena per sradicare la camorra da Napoli e dalla Campania, ma per ora non voglio dire di più". Così il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, a Roma, commenta la notizia della vasta operazione anti camorra scattata questa notte, per la quale dalla Cina si è congratulato il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Da Pechino il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiesto al ministro Pisanu "di esprimere il suo vivo apprezzamento e la sua profonda ammirazione a tutti gli uomini e le donne delle forze dell'ordine impegnati nell'operazione di Napoli".
Controffensiva su larga scala Sono cinquantadue le persone sottoposte a fermo nel blitz anticamorra della scorsa notte. Tra loro anche Ciro Di Lauro, figlio del boss Paolo, capo di una delle fazioni protagoniste della faida delle ultime settimane. I provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Napoli sono stati 65, firmati dai pm Corona, Del Gaudio, Frunzio e Di Monte. Tutti i destinatari delle misure cautelari sono accusati di associazione mafiosa, alcuni di loro anche di omicidio, in relazione a quattro delitti commessi nelle ultime settimane, tra cui quello della 22enne Gelsomina Verde, vittima di una vendetta trasversale per la sua amicizia con un pregiudicato. All'inchiesta, secondo indiscrezioni, avrebbe collaborato anche un malavitoso arrestato di recente dopo un omicidio e poi divenuto collaboratore di giustizia
Operazione imponente Mille uomini di polizia, carabinieri e guardia di finanza sono impegnati da questa notte in una operazione nel quartiere Secondigliano, a Napoli. Decine gli arresti, sia contro esponenti del clan Di Lauro sia contro il gruppo dei cosiddetti 'scissionisti' all'origine della guerra fra bande per il controllo del mercato della droga, che nelle ultime settimane ha causato 23 morti. Controlli e perquisizioni anche in altre località della Campania, in particolare sul litorale domizio, in provincia di Caserta. Carabinieri attivi nella notte anche in altre zone d'Italia,dove si ritiene possano essersi rifugiati alcuni degli aderenti ai due gruppi camorristici in lotta per la supremazia nello spaccio della droga a Secondigliano. Il rione Scampia e, soprattutto, la zona del cosiddetto 'Terzo mondo' sono stati circondati.
La rivolta delle donne Scendono in strada, all'alba, per inveire contro le forze dell'ordine. Decine di donne, alcune ancora in vestaglia e con i bambini per mano, si ribellano all'irruzione dei carabinieri nel santuario dello spaccio della droga, quel "rione dei Fiori" - qui conosciuto come "Terzo mondo" - dove le sentinelle dei clan impediscono, di fatto, l'accesso agli sconosciuti. In questa zona, il coordinamento interforze del blitz assegna all'Arma dei Carabnieri il compito di intervenire. Uomini in divisa, auto e camionette, reparti speciali e un elicottero, con l'ausilio dei vigili del fuoco per rimuovere le fortificazioni abusive - cancelli, inferriate - create a difesa dello spaccio di droga. I carabinieri arrivano a sirene spente, ma già i riflessi dei lampeggianti svegliano gli abitanti del rione: e da dietro le finestre partono i primi "jatevenne", andate via. I militari irrompono negli appartamenti, le porte blindate vengono sfondate, alcune palazzine setacciate casa per casa alla ricerca dei destinatari dei provvedimenti di fermo. In strada, intanto, si raduna una piccola folla. Quasi tutte donne, pronte anche a fare barriera a difesa di porte e verande, alcune con i figli per mano. L'atmosfera è tesa ma non degenera, il bilancio finale parla al massimo di qualche spintone. Però le donne del "terzo mondo" non rinunciano a farsi sentire, e anzi cercano telecamere e taccuini dei cronisti per urlare la loro insofferenza verso il blitz delle forze dell'ordine.
I complimenti di Ciampi a Pisanu Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in visita di Stato in Cina, è stato immediatamente informato dal ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, della importante operazione che la polizia giudiziaria ha condotto, all'alba di stamani, a Napoli nel quartiere di Secondigliano e nel rione di Scampia, e in altre località della Campania, eseguendo, su disposizione della locale Procura della Repubblica, oltre 50 fermi. Il capo dello Stato si è congratulato con il ministro Pisanu per i brillanti risultati conseguiti dalle Forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza), sottolinenando la perfetta sintonia con la quale esse hanno operato tra loro, con il fondamentale coordinamento dell'autorità giudiziaria. Il presidente della Repubblica ha espresso l'auspicio che le misure oggi adottate rappresentino "la premessa per ulteriori importanti risultati, che diano sicurezza ai cittadini, confermando la piena capacità delle istituzioni democratiche di contrastare con efficacia anche le più aggressive forme di criminalità".
Gli ultimi episodi A Scampia anche la notte di lunedì erano state appiccate fiamme alla porta blindata dell'appartamento di un pregiudicato, M. C., residente in via Fratelli Cervi. A Casavatore, invece, sempre lunedì notte, era stato ucciso un giovane di 26 anni, Dario Scherillo, a colpi d'arma da fuoco. La vittima era in sella a una moto quando è stato raggiunto da alcuni sicari che gli hanno esploso contro diversi colpi di pistola per poi allontanarsi precipitosamente. ----------------------------------------------------------------------------- Martedi, 7 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Camorra. Altri due omicidi nel napoletano
Napoli, 6 dicembre 2004 In precedenza, ieri, era stato ucciso nel suo ristorante a Bacoli Enrico Mazzarella, 47 anni, ritenuto ex braccio destro di un boss locale, Rosario Pariante, amico dei Di Lauro, dal quale si sarebbe allontanato per allearsi con gli 'scissionisti'. Legati alla faida di Scampia invece, sono probabilmente i due incendi appiccati in una sala giochi a Scampia, e in un negozio per la vendita di cornetti a Casavatore. Il negozio appartiene a un nipote di Cesare Pagano, esponente del gruppo 'scissionista' del clan Di Lauro, al quale sabato è stata incendiata l'abitazione. ----------------------------------------------------------------------------- Lunedi, 6 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Rai. Celentano rompe le trattative, salta lo show: "Non mi si riconosce la liberta' di parola"
Roma, 5 dicembre 2004 " 'Non si può creare una zona franca per Celentano evitando qualsiasi controllo preventivo valido per tutti i programmi' , hanno dichiarato i vertici Rai i quali mi riconoscono 'carta bianca' ma non abbastanza 'bianca' per esimermi dall'informare la rete sui contenuti da mandare in onda". Così comincia la lettera che Adriano Celentano ha inviato ai vertici di viale Mazzini per informarli della sua intenzione di rompere le trattative per lo show che avrebbe dovuto realizzare per Raiuno a primavera del 2005. "Sarebbe come se Bruno Vespa mi invitasse al suo programma per avere una mia opinione personale su come vanno le cose nel mondo - scrive ancora Celentano - a patto però, che il mio pensiero lo sussurri prima in uno orecchio ai dirigenti della Rai, per avere il lasciapassare in video. Si è chiarito finalmente il motivo per cui io non tornerò in Rai, non solo ad aprile 2005 ma per molto tempo ancora, fintanto che la Rai non mi riconoscerà la libertà di parola che ho sempre avuto". "Sono del parere che un'azienda ha tutto il diritto
di instaurare a proprio piacimento le regole che vuole e come vuole,
sempre però, che questa azienda non abbia il delicato compito
del 'servizio pubblico'. Titolo questo, nel quale, oltre all'informazione
rientra anche, e soprattutto, la facoltà di dare al pubblico
la possibilità di valutare se le cose che escono dal piccolo
schermo sono giuste o insensate. Elemento essenziale per una democrazia
che rischia di vacillare a causa di certe postille, dove dietro 'il
pieno rispetto delle leggi', così ----------------------------------------------------------------------------------------- Condono. Sulla proroga il Governo smentisce Lunardi
Roma, 5 dicembre 2004 Da tempo continuano a circolare voci, negli ambienti politici ed istituzionali, su un possibile slittamento di sei mesi del termine per la presentazione delle domande di condono; termine che scade il 10 dicembre. In ambienti parlamentari della maggioranza si conferma che un'ipotesi di slittamento è sul tavolo di confronto. Negativi i commenti dall' opposizione. Per il leader dei Verdi Pecoraro Scanio "nella Cdl a parole si dimostrano contrari ai condoni, ma nei fatti in Parlamento il centrodestra lavora per trovare dei parlamentari compiacenti pronti a inserire a sorpresa delle norme contro la legalità e l'ambiente". ----------------------------------------------------------------------------- Domenica, 5 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Gad. Prodi attacca Berlusconi sui 'mille mercenari'. Bondi: chieda scusa. Bonaiuti: calunnia grave che preoccupa
Roma, 5 dicembre 2004 L'ex presidente della Commissione europea, applauditissimo dalla platea in sala, ha criticato anche le promesse elettorali non mantenute da Berlusconi. A stretto giro arriva la risposta indignata del coordinatore nazionale azzurro, Sandro Bondi: "Se Romano Prodi avesse almeno il coraggio e la dignità di chiedere scusa pubblicamente per avere parlato dei giovani di Forza Italia come dei mercenari, potrebbe ancora meritare il nostro rispetto. In caso contrario saremo costretti a considerarlo come merita: alla stregua di un volgare provocatore e di un uomo senza principi". Dura anche la replica del forzista Fabrizio Cicchitto: "Questo modo di far polemica è disgustoso ma del tutto coerente con la natura del personaggio, che ancora sta ringraziando Scalfaro per averlo a suo tempo salvato dalle grinfie di Di Pietro". Rincara la dose Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "La calunnia lanciata dal professor Prodi sui giovani di Forza Italia è grave e alza in maniera inusitata i toni di una campagna per le elezioni regionali che non è neppure incominciata. Questa ricerca dello scontro ci lascia profondamente preoccupati". Prodi ha poi commentato i dati del nuovo rapporto del Censis, esprimendo preoccupazione per il declino del Paese. Secondo il leader dell'Ulivo il programma del centrodestra è inadeguato. Tuttavia sbaglia - dice Prodi - chi pensa ad una semplice riproposizione del programma dell'Ulivo vittorioso nel '96: "Non possiamo cullarci nella nostalgia per l'altra volta". ----------------------------------------------------------------------------- Sabato, 4 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Processo Sme. Pecorella: questa sentenza puo' cambiare la storia del Paese
Milano, 3 dicembre 2004 Con due arringhe dalle 10.30 fino alle 17 Nicolò Ghedini e Gaetano Pecorella, legali di Silvio Berlusconi e deputati di Forza Italia, contrastano la requisitoria del pm Ilda Boccassini che il 12 novembre scorso aveva chiesto la condanna del premier a 8 anni di reclusione per corruzione. Il 9 dicembre il collegio si riunirà in camera di consiglio ed entro la serata emetterà la sentenza. L'avvocato Gaetano Pecorella, il secondo legale di Silvio
Berlusconi a prendere la parola nello stralcio del processo Sme, ha
esordito dicendosi convinto che "Voi giudici, per primi, vi rendiate
conto che questa sentenza può cambiare la storia del Paese
e incidere sull'immagine del Paese". "Vi chiediamo una sentenza
assolutoria perchè il fatto non sussiste - ha proseguito -
perchè cosi' riconoscerete la piena innocenza di Silvio Berlusconi
e farete giustizia di una sentenza che ha condannato, secondo noi
a torto, altri protagonisti di questo processo". Ghedini: la Procura di Milano mossa dalla logica del
sospetto ----------------------------------------------------------------------------------------- Calcio. Sensi e Cragnotti indagati per falso in bilancio
Roma, 3 dicembre 2004 La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati
con l' ipotesi di falso in bilancio il presidente della Roma Calcio,
Franco Sensi e l'ex presidente della Lazio, Sergio Cragnotti. Indagata una terza persona L'indagine si riferisce soltanto ai bilanci del 2002
di Roma e Lazio e venne aperta dalla procura di Roma dopo le denunce
del presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara oltre che dell'ex
presidente della Covisoc Victor Ukmar. ------------------------------------------------------------------------------ Venerdi, 3 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Censis. Rapporto 2004. Gli italiani hanno paura di impoverirsi
Roma, 3 dicembre 2004 Gli italiani hanno paura di regredire e guardano al
futuro con timore diffuso, ma nell'ultimo anno sono cresciuti gli
investimenti immobiliari e la patrimonializzazione delle famiglie.
In generale, prevale la tendenza a lasciare le grandi città
per vivere in centri più piccoli. E' il ritratto che emerge
dal 38esimo rapporto sulla situazione sociale in Italia nel 2004 elaborato
dal Censis. ------------------------------------------------------------------------------ Giovedi, 2 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Finanziaria. Ocse: Italia in declino, servira' una nuova manovra aggiuntiva. Si prospetta un nuovo sciopero
Roma, 1 dicembre 2004 Giovannini ha quindi sottolineato che "se ci mettiamo le normali incertezze sappiamo che non basta quello che è stato fatto, bisognerà rimetterci mano e di nuovo questo avrà un impatto sulla fiducia". L' economista dell'Ocse ha detto di non aspettarsi un grande stimolo sulla fiducia delle famiglie italiane da questa manovra, "mentre le preoccupazioni sulla capacità di tenere sotto controllo il deficit quelle sì influiscono". A suo avviso c'è un clima di grigiore e visto che siamo vicini alla fine della legislatura e c'è solo un'altra Finanziaria da fare - ha avvertito - se questo era il colpo di reni all'economia che qualcuno diceva e quindi non ci dobbiamo aspettare altri colpi di reni fino alle elezioni, credo che ci sarà una delusione complessiva della politica economica e questo non aiuterà le famiglie ad essere ottimiste". L'Italia si trova ad una "condizione di declino" caratterizzata da una perdita continua di crescita nei confronti dei partner europei. E, per combattere questa situazione "servono interventi urgenti, rapidi e incisivi". L'economista dell'Ocse ha richiamato l'attenzione sui problemi strutturali, "quelli che fanno sì che l'Italia nel 2003 per la prima volta abbia avuto un livello di reddito pro capite inferiore alla media europea e questo prima dell'entrata dei nuovi dieci partner". Giovannini ha spiegato come ogni anno l'Italia ha perso qualche decimo di punto, con una maggiore inflazione e minore crescita rispetto agli altri, arrivando così in 10-15 anni a questa situazione. Come è successo in passato, secondo Giovannini, anche nei prossimi anni, l'Italia continuerà a registrare un differenziale di crescita in -0,4% rispetto alle media europea. C'è dunque un problema strutturale, ha concluso Giovannini, che è quello di svegliare la percezione che servono interventi urgenti, rapidi e incisivi, altrimenti l'Italia finirà solo sotto la media dei 15 partner europei ma anche sotto quella del nuovo gruppo dei 25". Sarà ancora sciopero ----------------------------------------------------------------------------------------- Rai. Siniscalco: in Borsa il 30% delle azioni, privatizzazione entro 4-5 mesi
Roma, 1 dicembre 2004 "La privatizzazione della Rai è realizzabile in quattro-cinque mesi a partire da oggi" e comunque "è una strada da intraprendere con decisione", ha affermato il ministro dell'Economia. Secondo Siniscalco la Rai ha un'attrattiva per investitori istituzionali e risparmiatori "grazie al suo alto share di ascolto, alla sua concezione per il servizio pubblico che dura 12 anni fino al 2016, al canone che è regolato nei dettagli dal contratto di servizio, e alla forte presenza pubblicitaria". Inoltre la società "ha una struttura finanziaria solida, senza debiti e con disponibilità finanziarie nette che nel 2003 erano pari a 38 milioni". Il ministro ha sottolineato che c'è un interesse per il settore da parte del mercato come hanno dimostrato operazioni come Telecinco in Spagna e Tf1 in Francia, e anche perché nel 2005 è previsto un incremento ulteriore della raccolta pubblicitaria per il settore tra il 5 e il 6%. Siniscalco ha annunciato che proprio oggi è definitivamente entrata in vigore la fusione tra Rai Holding e Rai Spa con la nascita di Rai-Radio Televisione Italiana, il primo passo propedeutico alla privatizzazione. Il ministro è poi entrato nel merito della separazione contabile che la Rai deve attuare tra contabilità di servizio pubblico e attività commerciale, facendo riferimento anche alle recenti indicazioni dell'Antitrust che chiede una separazione societaria tra le due attività. Il ministro ha ricordato che la materia è regolamentata da una direttiva del 2000 della Ue che è stata recepita con un decreto legislativo dalla normativa italiana. ------------------------------------------------------------------------------ Mercoledi, 1 Dicembre, 2004 ----------------------------------------------------------------------------------------- Aids. Allarme dall'Onu: minaccia di strage in pochi mesi. Sirchia: minore la percezione del rischio
New York, 1 dicembre 2004 Anche se la maggior parte dei malati di Aids si trovano in Africa sub-sahariana e in Asia, i Paesi ricchi sono "tenuti in ostaggio" dall'incapacità dei Paesi poveri di ridurre il contagio. "Dato che i tempi dei trasferimenti internazionali sono inferiori al periodo di incubazione di molte malattie infettive, ciascuno dei 700 milioni di passeggeri che ogni anno transitano per gli scali internazionali può essere a sua insaputa un portatore di malattie su scala globale", si legge nel documento, che ricordando la morte di 100 milioni di persone in tutto il mondo per l'epidemia di influenza del 1919, afferma che oggi un virus analogo "sarebbe in grado di uccidere decine di milioni di persone in una frazione del tempo occorso allora". Nel documento si esorta il consiglio di sicurezza dell'Onu a indire una sessione straordinaria sull'Aids, che costituisce "una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale" al pari della proliferazione nucleare, del terrorismo e dei conflitti fra Stati. Nonostante l'aumento dei finanziamenti internazionali per la lotta alla malattia, passati dai 250 milioni di dollari del 1996 ai due miliardi 800 milioni del 2002, la diffusione dell'Aids resta infatti "galoppante". Sirchia: il nemico numero uno è la sottovalutazione "Il futuro - ha detto Sirchia nel suo intervento - è oggi più roseo che in passato grazie alle nuove terapie antiretrovirali. Non si muore più e proprio per questo la percezione del rischio è minore. La gente pur conoscendo il problema non se lo sente gravare addosso. Lo sottovaluta". Il ministro ha messo l'accento sulla difficoltà di raggiungere con un messaggio efficace "alcuni gruppi di persone che sanno tutto ma non si rendono conto che questo problema si applica anche a loro". "Ci sono poi giovanissimi - ha proseguito Sirchia - che non sanno bene neanche di che cosa stiamo discutendo, vivono in un loro mondo e quindi la comunicazione ha difficoltà a raggiungerli, non solo per quanto riguarda l'Aids ma anche per l' alcol e il fumo. Il loro atteggiamento è dettato dalla trasgressione ed è quindi difficile raggiungerli con messaggi salutisti". Per quanto riguarda l' Aids, secondo il ministro, il problema "non si risolve parlando di preservativi". "I giovani - sostiene Sirchia - sanno che esistono ma non accettano di comportarsi in un certo modo, sia per indifferenza, sia perché non hanno visto le conseguenze, sia per sfidare il rischio e la società". |