Domenica, 28 Dicembre, 2003

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13 morti in Iraq in una catena di attacchi a Kerbalà.

Sono sei i morti fra i militari della coalizione in attacchi che hanno colpito la città di Kerbalà, nel centro dell'Iraq. L'ultima cifra tiene conto della conferma, da parte del ministro della difesa bulgaro, che quattro soldati dell'esercito di Sofia sono stati uccisi. In precedenza il ministero aveva smentito la prima notizia di quattro morti.Gli altri due militari caduti vittime degli attentati quasi simultanei che hanno insanguinato sabato la città santa degli sciiti sono tailandesi. Sono rimasti uccisi anche sette iracheni tra civili e poliziotti. Oltre un centinaio i feriti.La raffica di attacchi era partita nel primo pomeriggio dalla cittadella universitaria, dove si trovano il quartier generale di una divisione della coalizione a comando polacco e il governatorato. Tra i feriti figura anche il governatore della città. Secondo fonti militari, gli attentatori hanno usato quattro veicoli-bomba guidati da kamikaze, mortai e fucili mitragliatori.

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Giovedi, 25 Dicembre, 2003

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Iraq: esplosioni in serie a Baghdad. Ucciso un militare americano

Una serie di violente esplosioni sono state udite giovedì mattina nel centro di Baghdad. Le esplosioni, intervallate da colpi d'arma da fuoco, sarebbero state almeno sei, e si sono protratte per una decina di minuti. Obiettivi di questa che appare essere una azione della guerriglia, un edificio dell'amministrazione sotto il controllo statunitense, un albergo che ospita occidentali, e un condominio. Un militare americano è rimasto uciso dallo scoppio di una mina. La capitale irachena resta nel mirino delle forze anti-occidentali. Malgrado la cattura di Saddam Hussein, la rete che sostiene l'ex dittatore è sempre attiva.

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Giovedi, 18 Dicembre, 2003

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Iraq, operazione Usa anti-guerriglia. L'Europa contraria alla pena di morte per Saddam

Gli Stati Uniti intensificano le operazioni anti-guerriglia in Iraq dopo le proteste e i nuovi attacchi seguiti alla cattura di Saddam. Migliaia di soldati hanno effettuato una nuova incursione ieri a Samarra, nel cosiddetto triangolo sunnita, fulcro dei feddayn dell'ex rais, facendo nuovi arresti e nuove perquisizioni.A Baghdad intanto si continua a discutere delle sorti di Saddam: il consiglio di governo provvisorio ha smentito ieri le voci che davano l'ex rais in Qatar, ribadendo che si trova nella regione di Baghdad e che avrà un processo pubblico in Iraq. Chi non ha dubbi sul destino dell'ex dittatore è il presidente Bush: merita la pena di morte, ha detto senza giri di parole in un'intervista televisiva.Una sentenza accolta con imbarazzo dagli alleati occidentali, contrari alla pena capitale. Gran Bretagna, Spagna e Italia hanno preso le distanze dagli Stati Uniti. Contrarietà è stata espressa anche dal Vaticano, dall'Onu e dall'Unione europea. 59-1.10 Saddam

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Mercoledi, 17 Dicembre, 2003

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Violente manifestazioni pro-Saddam in Iraq.

Almeno 17 iracheni sono morti nel giro di 24 ore, la maggior parte uccisi da soldati statunitensi durante manifestazioni o nel corso di azioni di guerriglia. A Ramadi una dimostrazione di sostegno a Saddam Hussein è finita nel sangue. Due iracheni sono stati uccisi dai soldati usa, che dicono di aver risposto al fuoco. Altri sono rimasti feriti.

11 le vittime poche ore prima a Samarra, a nord-ovest di Bagdad. I guerriglieri avevano teso un agguato a una pattuglia militare, ma i soldati sono riusciti a chiamare rinforzi e a rispondere all'attacco. A Falluja, per evitare nuovi disordini, l'esercito ha schierato mezzi blindati e il centro abitato è stato sorvolato da caccia-bombardieri.

Centinaia di soldati dispiegati per cautela anche a Tikrit, città natale di Saddam.

A Mossul, nel nord del paese, durante una manifestazione studentesca sono state prese di mira le forze dell'ordine irachene. Un agente è rimasto ucciso e diversi altri sono stati feriti.

La speranza del capo di stato maggiore americano Richard Myers, volato a Bagdad per una visita a sorpresa, è che la cattura di Saddam faccia capire ai suoi seguaci che stanno dalla parte sbagliata.

Per il momento gli unici a gioire dell'arresto sono gli oppositori storici dell'ex rais. A Bassora, brandendo le immagini dei leader religiosi sciiti uccisi durtante il regime erano più di un migliaio a chiedere la pena di morte per Saddam.

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Iraq: Il processo a Saddam catalizza l'attenzione della comunità internazionale

Dalle immagini di Saddam al processo. Dopo la polemica sulle foto e sulle sequenze diffuse dagli americani, il dibattito internazionale si concentra ormai interamente sul futuro giudizio contro l'ex raís.

Un processo "giusto, pubblico e regolare", assicurano gli americani. Soprattutto in un tribunale internazionale, insistono gli iraniani. Martedí l'ayatollah Ali Khamenei, rallegrandosi della cattura di Saddam, ha detto di sperare che i prossimi siano Bush e Sharon. Il presidente egiziano Hosni Mubarak auspica che la cattura di Saddam favorisca il passaggio di poteri al popolo iracheno secondo un calendario preciso.

Il ministro degli esteri tedesco Joschka Fisher, a colloquio al Cairo con Mubarak, si è detto favorevole all'ipotesi di un giudizio in Iraq: "Saddam ha comemsso i crimini peggiori contro gli iracheni, mi sembra comprensibile quindi che venga giudicato nel suo paese".

Le ipotesi sul processo a Saddam convergono sul nuovissimo tribunale iracheno per i crimini di guerra e contro l'umanità inaugurato appena la settimana scorsa. Una struttura che non sarà peró in grado di iniziare l'eventuale procedimento prima dell'estate prossima.

Ancora molti punti restano in sospeso: il principale, sulla pena di morte. Contrario il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.

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Iraq: l'Onu schiaccia l'acceleratore sul passaggio di sovranità agli iracheni

La coalizione americano-britannica conferma che il potere ritornerà in mano ai rappresentanti locali entro il prossimo giugno. La questione resta prioritaria secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan: "E' urgente insediare in Iraq un governo provvisorio che permetta agli iracheni di esercitare in modo effettivo la loro sovranità".

Annan ha precisato che "sebbene non ci sia il tempo di organizzare elezioni libere, oneste e credibili, è essenziale che il processo per la formazione di questo governo provvisorio, sia trasparente e che tutti i segmenti della societa' irachena vengano rappresentati

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Martedi, 16 Dicembre, 2003

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Iraq: SAddam sarà processato. Kofi Annan: "No alla pena di morte"

Quale sarà il destino di Saddam Hussein? L'ex dittatore, da sabato in mano agli statunitensi, si trova ora in un luogo ignoto, dove viene interrogato da agenti dei servizi. Non sarebbe stato torturato, e avrebbe risposto alle domande.

Contro l'ipotesi di una condanna a morte per il raiss si è pronunciato il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan. "E' essenziale che chiunque sia responsabile di gravi crimini sia portato in giudizio. Ciò può avvenire attraverso un processo aperto, celebrato davanti a una Corte ufficiale", ha detto Annan ai giornalisti.

A Washington la tesi prevalente è quella di far giudicare Saddam Hussein da un Tribunale formato da funzionari Usa e da funzionari iracheni. In questo contesto potrebbe venire comminata la pena di morte.

"Naturalmente il mondo deve sapere che avrà un processo leale. Chiunque lo giudicherà dovrà trattarsi di un processo verificabile a livello internazionale. Ho le mie idee su come meriterebbe di essere trattato, ma non sono iracheno; ogni decisione è in mano a loro", taglia corto il presidente Bush.

Se l'ex dittatore sarà giudicato nel suo paese, allora il processo potrebbe svolgersi in un nuovissimo palazzo di giustizia, realizzato a tempo di record nel centro della capitale Baghdad.

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Lunedi, 15 Dicembre, 2003

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Iraq: Rumsfeld: Saddam Hussein non collabora con le forze americane

Saddam Hussein non collabora e tiene la bocca chiusa. Il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld ha smentito le voci su presunte dichiarazioni rilasciate dall'ex uomo forte di Baghdad. E ha aggiunto: a Saddam sarà accordato lo status di prigioniero di guerra e trattato secondo quanto previsto dalla Convenzione di Ginevra.E' in una fattoria nei pressi di Tikrit che il decaduto leader iracheno è stato catturato sabato sera. Si nascondeva in un cunicolo sotterraneo, si è arreso senza resistere. A simboleggiare il trionfo americano le immagini dell'approfondita visita medica a cui è stato sottoposto l'ex Rais e la frase con la quale l'amministratore americano in Iraq Paul Bremer ha aperto la conferenza stampa: "We've got him", "Lo abbiamo preso".

Esaminato, ripulito, sbarbato, traferito in un luogo segreto per l'interrogatorio. Così ha passato le sue prime ore da prigioniero Saddam Hussein. Al momento della cattura aveva con sé una pistola, due kalashnikov e una valigetta con oltre settecentomila dollari che forse non sono più basti per assicurarsi l'omertà dei suoi fedelissimi. L'offerta Usa per tradirlo era di venticinque milioni di dollari.Washington non si illude di ottenere da lui informazioni sulle presunte armi di distruzioni di massa irachene e nemmeno di aver sconfitto definitivamente la guerriglia.

Fonti militari americane escludono che l'uomo potesse guidare le operazioni contro le forze di occupazione.A Tikrit, città Natale dell'ex leader iracheno, per ora regna la calma. Qualche nostalgico ha scritto sui muri frasi del tipo "Lunga vita a Saddam" o "A morte i soldati Usa". I militari hanno risposto con un graffito in arabo che recitava: "Un nuovo giorno per l'Iraq".

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Iraq: Iracheni in festa

Subito dopo l'annuncio ufficiale del governatore americano Paul Bremer, molti iracheni sono scesi in strada. Filmati dalle agenzie televisive americane che si sono soffermate su zone curdo irachene o sciite. Come qui a Sadr City, quartiere in cui vivono gli sciiti i piu' vessati da regime, specie dopo la loro rivolta nel Sud del paese al termine della guerra del Golfo del 1991.

Davanti alla tv irachena, all'annuncio tradotto in arabo, gli Iracheni sedutiin prima fila applaudono e, gli altri, dietro ad un tavolo, restano indifferenti.

Anche a Nord, a Mossul, nel Kurdistan, dove gli abitanti di alcuni villaggi sono stati sterminati con i gas per ordine di Saddam, gruppi di persone hanno festeggiato, tirato colpi di pistola in aria, come si fa tradizionalmente da queste parti. Il marketing americano ha già distribuito, assieme all'immancabile bandierina Usa, ritratti di saddam catturato

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Domenica, 14 Dicembre, 2003

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Bush: "Con la cattura di Saddam non abbiamo eliminato il terrorismo in " Iraq

Con l'ex Raìs di Baghdad nelle mani delle forze americane riparte di slancio la corsa di George W Bush verso le presidenziali 2004. Nel momento in cui la sua popolarità stava scendendo sotto il livello di guardia il capo della Casa Bianca ha riconquistato consensi sia tra l'elettorato Usa che sullo scacchiere internazionale. Incassato il plauso generale, Bush ha però frenato gli entusiasmi: "La cattura di Saddam Hussein non significa che la violenza in lraq sia finita. Noi continuiamo a far fronte a terroristi che preferiscono uccidere gli innocenti piuttosto che accettare il sorgere della libertà nel cuore del Medio Oriente. Questi uomini sono una minaccia diretta per il popolo americano, e saranno sconfitti".L'arresto di Saddam Hussein potrebbe riflettersi positivamente sulla missione dell'inviato della Casa bianca James Backer, da oggi in Europa per discutere del debito iracheno. Tra i suoi interlocutori Francia Germania e Russia, i principali oppositori

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Iraq: cattura di Saddam: crea difficoltà agli avversari democratici di Bush

La cattura di Saddam Hussein campeggia sui pannelli luminosi di Time Square, a New york. E' uno splendido regalo di Natale per l'America. E non puo' non influire in campo politico. Di sicuro mette in difficoltà gli avversari democratici che devono rivedere i temi della campagna elettorale.

Howard Dean, probabile avversario democratico alle presidenziali, ha già scelto il suo cavallo di battaglia: il rientro dei militari Usa.

"E' una grande opportunità per internazionalizzare gli sforzi per l'Iraq. Chiedo al Presidente di convincere Onu, Nato ed altri paesi europei ad inviare truppe cosi' noi potremo partare a casa le nostre"

Se il ritiro delle truppe ottiene l'unanimità in campo democratico il tipo di condanna da infliggere a Saddam crea divisioni. Il senatore Joseph Liebremannè drastico.

"Questo uomo dev'essere condannato alla pena di morte quindi non puo' essere giudicato all'Aja che non prevede questo tipo di pena"

Le divisioni interne dei democratici Usa vanno a tutto vantaggio, almeno per il momento, del presidente americano.

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Parigi soddisfatta. "E ora diamo un ruolo alle Nazioni Unite"

Commenti positivi anche dal governo francese alla cattura di Saddam. Nonostante le passate divergenze con Usa e Gran Bretagna sull'opportunità dell'azione militare in Iraq, Parigi concorda nel giudicare un passo avanti l'arresto dell'ex dittatore.

"E' anche un incoraggiamento affinché la comunità internazionale ritrovi la sua unità", dice il ministro degli esteri francese Dominique de Villepin.

Oggi esiste un cammino per la ricostruzione dell'Iraq. Spetta a noi prendere impegni.

D'intesa con i paesi della regione, in vista della reintegrazione dell'Iraq nel suo contesto politico, occorre ora riconoscere tutto il ruolo delle Nazioni Unite, per garantire la piena legittimità di questo processo".

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Giovedi, 11 Dicembre, 2003

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L'Ue coinvolge l'Organizzazione Mondiale per il Commercio sugli appalti in Iraq

Gli appalti per la ricostruzione dell'Iraq sono da considerarsi un incentivo alle nazioni che hanno inviato soldati e hanno assicurato la loro collaborazione. E' questa la risposta della Casa Bianca a Francia e Germania, indignate per l'esclusione delle imprese che hanno sede nel loro territorio.

"Si tratta di soldi dei contrinuenti statunitensi - puntualizza il portavoce Scott McClellan - E' naturale che siano gli iracheni e le nazioni che hanno lavorato con gli Stati Uniti a beneficiare di questi contratti."

Il Pentagono ha precisato anche che le nazioni che dovessero decidere di inviare truppe in Iraq saranno immediatamente prese in considerazione.

Il presidente americano George W. Bush ha telefonato ai capi di stato francese e russo e al cancelliere tedesco.

Il ministro degli esteri della Germania Joschka Fischer aveva reagito duramente all'annuncio della misura restrittiva americana.

L'Unione Europea vuole spiegazioni anche dall'Organizzazione Mondiale per il Commercio per sapere se la decisione della Casa Bianca violi gli accordi commerciali sottoscritti.

Su questo punto la posizione statunitense è già nota: a conferire gli appalti è sarà formalmente l'amministrazione provvisoria irachena, che è fuori dal quadro dell'OMC.

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Mercoledi, 10 Dicembre, 2003

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Iraq: più di quaranta militari Usa feriti vicino a Mosul

È salito a 41 il numero di soldati feriti da un kamikaze che stamane all'alba ha forzato un posto di blocco in una base americana nei pressi di Mosul, nel nord dell'Iraq.

Ignorato lo stop dei militari, il veicolo è stato raggiunto dai colpi di arma da fuoco. A questo punto l'attentatore avrebbe azionato l'ordigno. Nessuno dei feriti, tranne quattro, corre pericolo di vita. Nell'attentato sono rimasti feriti anche tre cittadini iracheni.

Qualche ora dopo un elicottero americano è precipitato nei pressi di Falluja, a ovest di Bagdad, colpito da un lanciarazzi. Era in missione di ricognizione. Non vi sono vittime, dice il comando militare Usa, che parla di atterraggio forzato per problemi tecnici.

E una autobomba è stata fatta esplodere nei pressi di una moschea di Bagdad, in un quartiere sunnita, poco dopo la preghiera del mattino. Tre morti, oltre a un ferito, le vittime, tutte irachene. Le autorità religiose locali attribuiscono l'attentato alla comunità sciita, che ha scelto di collaborare con le forze di occupazione.

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Lunedi, 8 Dicembre, 2003

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Iraq, un soldato Usa morto e due feriti in un agguato a Mosul

Nuovo attacco della guerriglia contro le forze della coalizione in Iraq.Una bomba à esplosa questa mattina a Mosul, nel nord dell'Iraq, al passaggio di un convoglio militare statunitense uccidendo un soldato e ferendone altri due.L'agguato è avvenuto il giorno dopo la visita alle truppe Usa nel paese del segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld.

Sono 307 i militari statunitensi morti dall'inizio del conflitto, più della metà, 192, dopo la fine della guerra il primo maggio scorso.Reclutare sempre più iracheni nelle forze di sicurezza è la ricetta ribadita anche l'ultima volta da Rumsfeld per alleggerire i compiti dei suoi militari. Il personale iracheno addestrato dagli Stati Uniti ha raggiunto finora le 130 mila unità.

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Domenica, 7 Dicembre, 2003

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Un nuovo ospite a sorpresa in Iraq : a Kirkuk arriva Rumsfeld

Dopo il presidente degli Stati Uniti George W Bush, la scorsa settimana, è Donald Rumsfeld a recarsi in visita a sorpresa alle truppe americane. Il segretario alla difesa americano è giunto in mattinata a Kirkuk, importante centro petrolifero nel nord del paese, con un aereo proveniente dalla Georgia dove venerdì si trovava in visita ufficiale.

Si tratta del terzo viaggio in Iraq dell'esponente dell'amministrazione Usa dalla caduta del regime di Saddam Hussein, lo scorso aprile.Rumsfeld ha fatto colazione con i soldati americani nella base aerea locale dove i militari addestrano le future forze di sicurezza irachena.In seguito ha incontrato i capi militari Usa della zona e alcuni esponenti politici iracheni. Nel pomeriggio l'inviato di Washington ha fatto tappa a Baghdad per colloqui con l'amministratore civile Paul Bremer e il capo del governo provisorio iracheno.Rumsfeld, architetto della campagna militare in Iraq, ha sottolineato l'importanza di accellerare il passaggio dei poteri e della sicurezza ad agli iracheni.Sul terreno, intanto, le truppe ameicane hanno arrestato una trentina di sospetti collaboratori della guerriglia nella zona intorno a Rmandi, all'interno del triangolo sunnita. Ore prima un convoglio militare ungherese è stato bersagliato da colpi di arma da fuoco a nord di Samawa: nesssun militare è rimasto ferito.

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Sabato, 6 Dicembre, 2003

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Iraq: esplosione a Bagdad: un soldato americano e tre iracheni uccisi

Un soldato americano e tre iracheni sono morti, altri sedici iracheni sono rimasti feriti per la deflagrazione avvenuta questa mattina a sud della capitale irachena, in un affollato mercato della città nei pressi di una moschea.

Secondo alcuni testimoni l'esplosione è avvenuta al passaggio di un convoglio militare Usa.

Al momento della deflagrazione la strada era bloccata per un ingorgo. le tre vittime, due uomini ed una donna, erano a bordo di un furgoncino. Fonti della polizia irachena parlano anche di altri soldati americani feriti. L'esplosione è avvenuta dopo tre giorni di relativa calma nella capitale irachena.

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Venerdi, 5 Dicembre, 2003

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Washington: ruolo più ampio della Nato in Iraq

Un nuovo ruolo per la Nato in Iraq: è quanto è emerso dalla riunione ministeriale dell'Alleanza Atlantica svoltasi oggi a Bruxelles. Anche se il segratario generale Lord Robertson ha dichiarato che nell'immediato non è previsto un impegno maggiore in Iraq, l'ipotesi dovrebbe essere presa in considerazione a partire dal 2004.

Dal canto suo il segretario di stato americano Colin Powell si è detto sorpreso che nessuno stato membro dell'Alleanza si sia espresso contro.

Attualmente La Nato svolge un ruolo limitato in Irak, fornendo un sostegno logistico alla divisione multinazionale sotto il comando della Polonia, nel sud del Paese.

A fare da sfondo all'incontro odierno il no statunitense alla creazione di una forza di difesa europea autonoma rispetto all'Alleanza. A nome della presidenza italiana dell'Unione Europea Franco Frattini si è detto speranzoso di poter inserire il capitolo della difesa europea nella futura Costituzione europea.In ogni caso, ha già ribadito l'Unione, si tratterebbe non di una struttura in concorrenza ma da affiancare alla Nato.

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Mercoledi, 3 Dicembre, 2003

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Voci smentite: ancora nessuna traccia del secondo ricercato d'Iraq

E' durata meno di un giorno l'illusione che Izzat Ibrahim, l'uomo più ricercato in Iraq dopo Saddam Hussein, fosse stato catturato. A smentirlo è stato il comandante della 173.ma brigata aviotrasportata americana che ha guidato la maxi operazione cominciata quando era ancora notte.

Milleduecento soldati dispiegati la città di Hawija, 50 chilometri a sud di Kirkuk, immobilizzata per ore.

Sull'ex braccio destro di Saddam Hussein tante voci: catturato se non addirittura ucciso. Un passaparola che si rincorre. Ma a fine giornata ancora un nulla di fatto.

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Iraq: Izzat Ibrahim al Douri: sfugge ancora alla cattura l'ex vice di Saddam Hussein

Catturare vivo o morto il generale Izzat Ibrahim al Douri, braccio destro di Saddam Hussein, sesta carta nel mazzo dei primi cinquantacinque obietivi iracheni nel mirino statunitense, era da settimane un priorità assoluta. Diverse fonti di intelligence lo indicano come la mente del'escalation di attentati messi a segno nella capitale irachena: Onu, Croce Rossa, l'hotel Rashid. Il cerchio si stringe a metà novembre. Una taglia di dieci milioni di dollari viene offerta per la sua cattura dopo il bombardamento della casa di al Door, vicino Tikrit. È lì che risiede il suo potente clan familiare. La cattura di moglie e figlia in fuga risale alla scorsa settimana. Sessantuno anni, tra gli artefici del colpo di stato che porta nel 1968 il partito Baath al potere, Izzat Ibrahim scompare alla vigilia della caduta di Baghdad.

Negli anni d'oro del regime tocca a lui presiedere i vertici della lega araba e della conferenza islamica. Durante i viaggi all'estero veste all'occidentale, in patria sfoggia l'uniforme da generale di corpo d'armata, una nomina conseguita senza alcuna esperienza militare. Come vicepresidente del consiglio della rivoluzione diventa il numero due del governo. Nel partito unico rappresenta il fronte più reazionario. A capo della destra sunnita fondamentalista promuove la svolta islamica del regime durante i primi anni novanta.

Esce indenne da tutte le epurazioni promosse da Saddam Hussein. Nel 1998 sfugge a un attentato, l'anno dopo a un mandato di arresto internazionale per crimini di guerra spiccato mentre è a Vienna per delle cure mediche.

Era nel comitato incaricato del nord dell'Iraq quando nel 1988 l'aviazione irachena stermina con i gas migliaia di kurdi ad Halabja. Sovrintende ai tribunali incaricati di reprimere le sollevazioni sciite all'indomani della liberazione del Kuwait dopo la prima guerra del Golfo.

Ibrahim al Douri, custode di molti segreti di Saddam Hussein, è anche l'uomo più in grado di organizzare le strategie della guerriglia, grazie alla conoscenza degli arsenali e dele forze ancora disponibili per contrastare le truppe della coalizione.

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Martedi, 2 Dicembre, 2003

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Iraq: è stato lo scontro più sanguinoso dalla caduta di Bagdad.

Con il passare delle ore il bilancio delle vittime a Samarra è salito ad almeno cinquantacinque: un soldato americano e 54 iracheni. Con l'assalto di ieri sera, probabilmente, i guerriglieri puntavano al carico di banconote della nuova moneta irachena che l'esercito stava trasportando verso alcune banche della zona.

Le carcasse bruciate delle auto, i muri crivellati di colpi e i danni, che non hanno risparmiato neppure la moschea, sono il risultato di una sparatoria durata circa 50 minuti.

Samarra, un centinaio di chilometri a nord-ovest di Bagdad, si trova nel cosidetto triangolo sunnita, teatro di frequenti attacchi contro le forze della coalizione.

Nell'ospedale locale sono arrivati più di 60 feriti. Almeno una ventina - ammettono gli americani - sono stati colpiti mentre pregavano all'interno della moschea.

Secondo alcuni abitanti i soldati hanno sparato all'impazzata sulla gente. Ma non tutti lo credono: "Penso che la risposta americana possa essere stata eccessiva ma credo anche che sia normale in circostanze come queste": secondo Aumed Shhyaa al-Barak, membro del Governo provvisorio iracheno è la sola maniera di combattere il terrorismo che mina la stabilità del paese.

L'esercito statunitense rigetta le accuse di uso sproporzionato delle armi e si difende sostenendo di aver risposto ad un'aggressione.

Alcune delle vittime indossavano le insegne

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Domenica, 30 Novembre, 2003

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Iraq, uccisi sette agenti dei servizi segreti spagnoli

Sette agenti dei servizi di informazione militare spagnola rimasti uccisi in Iraq in una azione armata.L'attacco, il primo di questa portata contro obiettivi spagnoli, ha preso di mira ieri un gruppo di agenti di ritorno da una missione.

I due veicoli civili sui quali viaggiavano sono stati colpiti da lanciagranateI soccorritori hanno trovato una scena raccapricciante: corpi riveresati sull'asfalto, e giovani iracheni che ne facevano scempio.Secondo quanto dichiarato a Madrid dal ministro della difesa Trillo, l'attacco è stato compiuto a Suwaira, una località a trenta chilometri a sud di Baghdad, e quattro dei morti sarebbero tornati in Spagna in pochi giorni. Il ministro è partito ieri serata per l'Iraq, per coordinare il ritorno delle salme.Un giornalista del Washington Post, arrivato poco dopo sul luogo, ha parlato di un agguato coordinato, con aggressori in attesa ai lati della strada, e uno scambio di tiri durato ben quaranta minuti. Un ottavo spagnolo, secondo il giornalista, sarebbe stato tratto in salvo da un automobilista iracheno.Le vittime spagnole in Iraq erano finora due: un membro dell'Intelligence dell'ambasciata ucciso il nove ottobre scorso, mentre usciva dalla sua abitazione a Baghdad, e un ufficiale della marina rimasto vittima dell'attentato contro la base delle Nazioni Unite nella cpaitale irachena.

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Iraq, uccisi due diplomatici giapponesi

Anche il Giappone vittima per la prima volta dalla violenza in Iraq.Due diplomatici di Tokyo sono rimasti uccisi ieri un attacco nel nord del paese. La conferma è giunta stamani dal ministero degli Esteri giapponese.

Le due vittime, un alto funzionario dell'ambasciata giapponese a Londra distaccato in Iraq e un dipendente dell'ambasciata di Baghdad sono cadute in un agguato nei pressi di Tikrit, a nord di Baghdad. Il Giappone ha però precisato che è ancora presto per concludere che si tratti di un attacco terroristico e che quanto successo con cambia l'impegno del governo in Iraq. Tokyo ha annunciato di recente la decisione diinviare nel paese un contingente militare.

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Venerdi, 28 Novembre

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Iraq, visita a sorpresa di Bush per infondere fiducia alle truppe

"Il secondo segreto meglio custodito di Baghdad dopo quello sul nascondiglio di Saddam".La radio militare americana in Iraq ha scherzato così sul blitz a sorpresa diBush a Baghdad il giorno del Ringraziamento.Una mossa apprezzata per il coraggio mostrato dal presidente e per la sua chiara volontà di sollevare il morale delle truppe. Morale sempre più a terra dopo mesi di guerriglia: sono più di 180 i soldati Usa morti sul campo dalla fine dei combattimenti. E i militari premono per sapere quando potranno far ritorno a casa.Il Pentagono ha annunciato che invierà nel paese circa 3000 marines di supporto e che entro maggio 2004 porterà il numero dei militari in Iraq da 130 a 110 mila.

Una promessa che non basta a riportare la fiducia tra le truppe: "Da quando sono in Iraq non mi sento sicuro - spiega un soldato di guardia -. Gli americani stanno spendendo un sacco di soldi per noi qui. Potrebbe essere una cosa positiva come negativa. Ma non sono sicuro che riusciremo a ritornare a casa."Mentre c'è chi cerca di nascondere la paura con l'entusiasmo per la visita di Bush: "È sicuramente una buona mossa per il morale. Ci fa sentire meglio il fatto che il nostro presidente sia qui per un giorno di festa."Il gesto simbolico di Bush non basta a far dimenticare ai soldati la loro vita quotidiana. Una vita fatta di attentati, perquisizioni e arresti, come quello di un sospetto membro della guerriglia effettuato ieri in un villaggio vicino a Baquba.

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Gb, arrestato sospetto terrorista con esplosivo nascosto in casa

Nascondeva dell'esplosivo nella sua abitazione il sospetto terrorista arrestato ieri dalla polizia a Gloucester, nell'Inghilterra centro-occidentale.Si tratta di un giovane di 24 anni, nato in Gran Bretagna ma di origini asiatiche, sospettato di avere legami con al Qaeda. Le forze dell'ordine hanno trovato solo "modiche quantità di esplosivo", e ora l'area dell'operazione, preventivamente chiusa ed evacuata, è fuori pericolo.Secondo alcuni media britannici il giovane avrebbe avuto dei legami con Richard Reid - il terrorista condannato all'ergastolo per aver cercato di farsi saltre in aaria con le scarpe imbottite di esplosivo su un volo Parigi-Miami - e stava progettando un attentato in uno stadio di calcio. Nell'ambito della stessa operazione un uomo è stato arrestao a Manchester e altre perquisizioni sono state compiute a Blackburn, nel nord del paese.

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Terrorismo islamico, cinque arresti a Milano

5 ordini di arresto per terrorismo a Milano. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, una donna e lo sceicco algerino Abderrazak, sospettato di legami con al Qaeda, già arrestato e successivamente rilasciato l'estate scorsa in Germania. L'accusa della procura milanese per i 5, è quella di far parte di una cellula terroristica con base a Milano e ramificata nel Nord Italia. I membri del gruppo avrebbero reclutato soldati scelti e kamikaze da inviare in Iraq passando da campi id smistamento in Siria e Turchia. L'inchiesta della procura milanese aveva portato in carcere, lo scorso aprile, altre tre persone.

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Mercoledi, 25 Novembre, 2003

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Iraq: rivendicato con un video il fallito attentato a un cargo

Un fantomatico gruppo armato iracheno rivendica con una videocassettail fallito attentato di sabato scorso a un aereo da trasporto. Un'azione che non ha fatto né vittime né feriti. Le sequenze, cui è stato cancellato l'audio, sono state consegnate alla stampa straniera senza precisare il nome del gruppo autore dell'operazione. Le immagini testimoniano le diverse fasi dell'azione: dalla preparazione all'esecuzione. Il cago Dhl è stato colpito da un razzo poco dopo il decollo da Baghdad: i piloti sono riusciti a cavarsela con un atterraggio di fortuna.

Nelle ultime settimane le forze alleate hanno intensificato le azioni militari per contrastare la resistenza irachena. Il contingente italiano ha effettuato un sequestro record di esplosivo: martedí all'alba erano stati sequestrati 720 chili di materiale. Un'operazione che si è svolta a una ventina di chilometri da Nassiriya e che ha portato anche alla confisca di oltre 200 razzi e armi di vario genere. All'operazione avrebbero contribuito anche le informazioni della popolazione locale.

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Martedi, 25 Novembre, 2003

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Iraq: 26° summit anglo-francese: i sorrisi non coprono le divergenze

Il primo summit anglo-francese dalla guerra in Iraq si è svolto in un'atmosfera apparentemente rilassata, con spunti e propositi di collaborazione che non mutano peró posizioni contrastanti soptrattutto sull'Iraq. "Credo che siamo sulla buona strada -ha precisato il presidente francese Jacques Chirac- ma le proposte americane sul trasferimento dei poteri agli iracheni sono ancora insufficienti e incomplete". Resta qualche disaccordo anche in materia di difesa comunitaria: la proposta di un quartier generale europeo preoccupa gli Usa e di riflesso lascia perplessa la Gran Bretagna. "Parigi e Londra sono d'accordo -spiega Blair- sul fatto che la difesa europea non debba essere in contrasto con la Nato. Non conosco nessuno in Europa -ha aggiunto- che voglia vedere una difesa comunitaria andare avanti a spese dell'Alleanza Atlantica". Pieno accordo invece sul protocollo di Kyoto di cui il presidente americano ha bloccato la ratifica. I dettagli sul 26° vertice anglo-francese, nella rubrica europa.

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Iraq: più libertà, meno sicurezza. Così gli iracheni celebrano la fine del Ramadan

Paura e speranza. Più del digiuno e della festa sono i due volti del Ramadan iracheno. Il mese sacro che ricorda la rivelazione del Corano termina oggi per i sunniti, domani per gli sciiti. Ha inizio l'Aïd, una festa lunga tre giorni. Dal'alba di oggi le forze americane a Baghdad sono in stato di massima allerta. Nella capitale un convoglio statunitense è stato attaccato questa mattina, senza che vi fossero vittime, mentre in un'imboscata a Mosul un soldato americano è rimasto ferito.Il mese del digiuno è stato anche quello delle più pesanti offensive della guerriglia irachena e del terrorismo antioccidentale. Oltre ai settanta soldati statunitensi uccisi in Iraq, una serie di attacchi e attentati hanno fatto decine di vittime in tutto il medio oriente. Il 27 ottobre a Baghdad le autobomba sono quattro, anche contro la Croce Rossa. Decine le vittime. Il 9 novembre kamikaze di Al Qaeda colpiscono l'Arabia Saudita. Muoiono diciotto persone nell'attacco a un complesso residenziale a Riad. Tre giorni dopo si contano i morti del comando di Nassiryia. Diciannove italiani, nove civili iracheni. Poi è la volta della Turchia: prima gli attacchi a due sinagoghe di Istanbul, cinque giorni dopo le bombe contro una banca e il consolato britannico. In questo giorno speciale tutti pensano alla libertà: Un uomo intervistato per strada a Baghdad dice che il vero Aïd sarà il giorno della partenza degli americani, quandò l'Iraq avrà il suo governo. Allora sarà festa tutti i giorni. A chi oggi sente la libertà negata segue immediata la replica di chi questa tessa libertà sente riconquistata dopo essersi sbarazzato del regime criminale di saddam Hussein. Sono giorni felici quelli che sta vivendo il paese secondo un anziano iracheno.Rispetto ai tempi dell'ex rais manca la sicurezza, ma c'è più denaro e più libertà. Così, come vuole la tradizione, si comprano dolci e vestiti nuovi, arrischiandosi a uscire per far visita a parenti ed amici.

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Mercoledi, 19 Novembre, 2003

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Iraq: Grande commozione ai funerali di stato delle vittime di Nassyriah

Diciannove tricolori sull'altar maggiore della basilica di San Paolo: è una delle immagini che si ricorderanno di questo funerale di stato per le vittime italiane dell'attentato di Nassyriah, mercoledì scorso.

Nelle prime file a destra dell'altare i familiari delle vittime. A sinistra i vertici istitutionali e militari. Presenti anche i 17 feriti, alcuni dimessi provvisoriamente dal Celio, anche loro come le migliaia di italiani dentro e fuori la basilica non volevano mancare.

La messa è stata officiata dal cardinale Ruini. Gli squilli dell'attenti ne hanno segnato l'inizio.

Oltre al vicario del Papa c'erano 22 alti prelati tra vescovi e arcivescovi. Nell'omelia il cardinale ha detto "non fuggiremo davanti ai terroristi, anzi li fronteggeremo con tutto il coraggio, l'energia e la determinazione di cui siamo capaci."

C'erano il capo dello Stato, Premier e vicepremier, i presidenti di Camera e Senato. E poi ministri, parlamentari, della maggioranza come dell'opposizione.

Durante la preghiera eucaristica sono state ricordate col solo nome di battesimo tutte le vittime di Nassiryah: uno dei momenti più forti che ha fatto sciogliere la tensione in un lungo applauso.

E applausi se ne sono sentiti tanti: lungo il corteo che ha accompagnato i dieci carri funebri fino a San Paolo. Poi in chiesa, infine sul piazzale, dove migliaia di persone hanno seguito i funerali sul maxi-schermo.

Adesso il dolore tornerà privato: nelle prossime ore le salme saranno portate nei diversi comuni di residenza. Per l'ultima cerimonia.

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Bush a Londra: visita di stato di 3 giorni

Tre giorni in Gran Bretagna per George W. Bush, in arrivo oggi a Londra per una visita di stato che si annuncia impegnativa e tesa. Impegnativa perché sono in agenda temi delicati: la sorte dei prigionieri britannici nella base americana di Guantànamo, l'incontro coi parenti dei soldati inglesi caduti in Iraq, la concessione di agevolazioni commerciali per i prodotti made in Britain.

Ad accogliere Bush decine di migliaia di manifestanti che si sono dati appuntamento nella capitale per giovedì. I sondaggi rivelano però che solo il 36% degli inglesi è contro la visita del presidente americano.

Londra intanto ha dispiegato il più vasto apparato di sicurezza mai messo in piedi per la visita di un capo di stato: mobilitati 14mila agenti, la metà della polizia della capitale.

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Dolore e commozione ai funerali delle vittime ebree degli attentati di Istanbul

In un clima di profonda emozione, si sono svolti a Istanbul i funerali delle sei vittime di religione ebraica negli attentati di sabato scorso. Alla cerimonia, alla quale hanno preso parte almeno tremila persone, ha partecipato anche il presidente del parlamento israeliano.Secondo le prime indagini, i responsabili del duplice attentato suicida alle sinagoghe e dei 25 morti, sarebbero turchi, il che confermerebbe l'intesa tra i gruppi radicali islamici locali e la rete al-Qaida che ha rivendicato le azioni.La polizia avrebbe identificato i due attentatori, morti nell'esplosione, e due basisti. I primi due sarebbero venuti da Bingol, nel sud-est del paese, una zona a maggioranza kurda.Il premier turco Tayyip Erdogan, leader del partito islamico moderato, ha auspicato che le indagini facciano luce sull'accaduto, confermando che le autorità statali non cambiano posizione. "Se nelle esplosioni alle sinagoghe di Istanbul c'è un messaggio di terrore diretto allo stato turco o al nostro governo - ha detto Erdogan - io lo respingo, senza esitazioni".

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Martedi, 18 Novembre, 2003

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Iraq: Turchia: commemorazione per le vittime degli attentati alle sinagoghe

Una marcia silenziosa nel quartiere della sinagoga Neve Shalom. E' la risposta dei cittadini di Istanbul agli attentati contro due centri di culto ebraico sventrati da auto bomba lo scorso sabato. Centinaia di persone di differenti fedi religiose hanno preso parte alla manifestazione.Tra le macerie di una della due sinagoghe, stamane è stato ritrovato il cadavere di una donna ebrea ottantenne; il bilancio della strage sale così a 24 morti a cui si aggiungono più di trecento feriti.Sulla piazzetta dove si è svolta la commemorazione è stata collocata una stele di marmo alta due metri che riporta la scritta "Tolleranza per la pace".L'attacco è stato rivendicato da Al Qaeda. Quella dell'organizzazione terroristica che fa capo a Osama Bin Laden è l'ipotesi più accreditata dalle autorità turche ed è in questa direzione che si concentrano le indagini della polizia. Domenica sono state fermate e poi rilasciati quattro sospetti.L'ombra degli attentati rischia di allungarsi anche sulle forze dell'ordine turche. La comunità ebraica era da tempo in allarme e più volte aveva chiesto alle autorità di chiudere il traffico nei paraggi delle sinagoghe.

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Omaggio commosso dellL'Italia alle 19 salme delle vittime di Nassiriyah

Nella camera ardente del Vittoriano da stamane sfila, davanti alle 19 bare dei caduti nell'attacco di Nassyriah, una folla di gente comune. Roma è commossa, domani, se possibile, lo sarà ancora di più: ai funerali si prevedono 200-300mila persone.

Le più alte autorità del Paese hanno reso il loro omaggio stamane: c'erano il presidente della Repubblica, premier e vice premier, i presidenti delle duecamere, rappresentanti dell'opposizione. Ciampi ha pianto coi parenti delle vittime.

La coda, lunghissima, si snoda intorno al monumento a Vittorio Emanuele sino all'ingresso della camera ardente. Giovani, anziani, bambini, adolescenti, anche turisti, stranieri, sono qui, a migliaia, sfilano davanti all'altare del milite ignoto.

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Governo transitorio iracheno entro giugno 2004. I nuovi piani di Bush

Un rapido cambio di strategia: dirottare l'attenzione sulle istituzioni irachene in via di formazione. Per l'annuncio solenne di un nuovo corso nella ricostruzione in Iraq George Bush troverà miglior palcoscenico visitando domani l'alleato britannico, ma intanto ieri il presidente statunitense ha dato un saggio della nuova linea. "Il consiglio di governo iracheno ha proposto una serie di scadenze per il trasferimento dei poteri. Ci pare che vadano bene. Allo stesso tempo continueremo una dura lotta ai terrorsti".Se prima l'Amministrazione USA voleva attendere una nuova costituzione e le libere elezioni prima di delegare il potere a un governo iracheno, col nuovo calendario prima ci sarà un governo transitorio, entro giugno 2004, e poi, scritta la costituzione, nuove elezioni entro la fine del 2005.Tempi relativamente brevi dunque per decretare la fine dell'occupazione straniera in Iraq, ma non per assistere alla smilitarizzazione del Paese. Una volta nominato il governo transitorio, quest'ultimo chiederà alle truppe straniere di restare. Il piano è stato discusso dall'aministratore americano in Iraq Paul Bremer col consiglio di governo iracheno. Jalal Talabani, attuale capo del consiglio, lo ha reso pubblico sabato scorso spiegando: "Ci sarà un governo indipendente, con piena sovranità, responsabile della sicurezza dell'Iraq, della sicurezza interna, del bilancio. Avrà il controllo di una parte del Paese". Oggi i ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno espresso apprezzamento per il più spedito cammino costituzionale scelto per l'Iraq. A Washington invece l'opposizione democratica teme che questa sia la soluzione di Bush per sfuggire dalla morsa dell'Iraq in vista delle presidenziali di novembre prossimo. Mettere al centro del processo politico l'autorità provvisoria irachena non deve essere visto come l'avvicinarsi di un pericoloso vuoto di potere in Iraq.C'è anche questo tra gli obiettivi della massiccia campagna militare Iron Hammer lanciata dall'esercito USA.

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Lunedi, 17 Novembre, 2003

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Torna a farsi sentire la voce di Saddam, e preannuncia nuove vittime

"Altri ancora moriranno" : è la minaccia di Saddam Hussein, o meglio del messaggio audio a lui attribuito e trasmesso oggi dall'emittente araba al Arabiya. Per il deposto presidente iracheno vi saranno ancora vittime tra i soldati della coalizione se le forze di occupazione non lasceranno il territorio iracheno. E Saddam incalza i suoi a continuare la guerra santa di liberazione dallo straniero.

Messaggio che la guerriglia sembra già aver recepito. Anzi, la sfida della resistenza irachena si spinge sino al cielo: in tre settimane abbattuti cinque elicotteri americani. L'ultimo attacco ieri, a Mosul, nel nord, con due Black Hawks precipitati al suolo: 17 gli uomini morti.

L'attacco è coinciso con l'annuncio degli americani del nuovo calendario per il passaggio dei poteri a un governo iracheno entro fine giugno. Allora "terminerà l'ccupazione dell'Iraq anche se le truppe guidate dagli Usa resteranno su invito degli iracheni", così almeno ha detto oggi un responsabile della Coalizione.


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Domenica, 16 Novembre, 2003

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Iraq: impatriate le 18 vittime italiane dell'attentato di Nassiriya

Sono ritornate a casa le spoglie delle 18 vittime italiane dell'attentato di Nassiriya. Le note del silenzio hanno accompagnagnato lo sbarco dei feretri dal cargo militare atterrato all'aeroporto di Ciampino. La salma della 19ma vittima, deceduta sabato dopo quattro giorni di coma irreversibile, sarà rimpatriata lunedì.

Le bare, avvolte nel tricolore e in un silenzio irreale, hanno sfilato in modo lento e composto davanti ai familiari e al picchetto d'onore. I feretri dei carabinieri, dei militari e dei civili morti in Iraq verranno ospitati nella camera ardente allestita al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano.

Dal 4 novembre 1921 l'Altare della Patria non ospitava una cerimonia solenne in morte di un soldato. Martedí si celebreranno i funerali di stato alla Basilica di San Paolo. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, anticiperà il ritorno dagli Stati Uniti per essere presente. Tutto il paese si fermerà in segno di lutto.

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Iraq: continuano gli attacchi a Baghdad. Entro il 2005 un governo locale

A Baghdad, mentre l'ondata di attentati non sembra rallentare, è stato annunciato il calendario per la formazione del nuovo governo, in tempi accelerati, come richiesto dagli USA e dagli altri paesi occidentali.

Nel pomeriggio, il centro della capitale è stato scosso da un'esplosione, di natura ancora imprecisata, non lontano dal comando americano e dal museo nazionale. Un paio d'ore più tardi, si è avuta notizia di un elicottero americano, un Black Hawk, precipitato nei pressi di Mosul. Non è stato reso noto se vi siano vittime.

Nel corso di una conferenza stampa il capo del consiglio di governo iracheno, Jalal Talabani, ha annunciato la formazione di un esecutivo eletto dagli iracheni entro la fine del 2005. Prima sarà scritta una nuova costituzione, da parte di un consiglio eletto direttamente. Con il nuovo governo, si concluderà formalmente lo stato di occupazione militare, anche se poi sarà chiesto a un contingente americano di restare.


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Sabato, 15 Novembre, 2003

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Iraq,due soldati Usa uccisi a Baghdad. Rapito giornalista portoghese a Bassora

Pugno di ferro contro la guerriglia, potere politico agli iracheni. È la nuova strategia Usa in Iraq.Al tramonto l'esercito americano ha sferrato un nuovo attacco vicino all'aeroporto di Baghdad, dando il via alla terza notte della operazione "Iron Hammer", martello di ferro, contro i feddayn di Saddam.Che continuano ad attaccare: una bomba È esplosa oggi lungo una strada della capitale uccidendo due soldati americani e ferendone tre. Contemporaneamente Washington apre sul piano politico e annuncia che un governo iracheno sarà nominato al piu presto. L'allerta è alta nel sud del paese: a Bassora, citta sotto il comando britannico, un convoglio di giornalisti portoghesi e stato attaccato da un gruppo di uomini armati. Il commando ha aperto il fuoco contro una colonna di jeep ferendo una gioranlista e rapendo un collega.Si tratta di Carlos Raleiras. Contattato telefonicamente da Euronews, l'uomo ha dichiarato che i cinque rapitori chiedeono un riscatto di 50mila dollari. Il convoglio di giornalisti era al seguito di un contingente di 128 soldati portoghesi arrivati oggi a Bassora dal Kuwait.


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Venerdi, 14 Novembre, 2003

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Iraq, il ministro della Difesa Martino a Nassiryah: "Unica mano dietro gli attacchi"

Con la strage di Nassiryah contro i militari italiani, la guerriglia anti-occidentale in Iraq potrebbe aver cambiato strategia. E' l'ipotesi che in queste ore si affaccia da più parti, nel tentativo di far luce sull'attentato.

Ma oggi riemergono anche gli allarmi lanciati dai servizi di intelligence italiani e statunitensi, che già a luglio indicavano i carabinieri come probabili obiettivi di attentati.

Secondo il ministro della difesa italiano, Antonio Martino, che si è recato oggi a Nassiryah, la mano dietro le azioni armate é chiara.

"La matrice degli episodi è unica. Non si vuole che questo esperimento di democratizzazione che stiamo portando avanti abbia successo", dice il ministro.

Domani a Nassiryah arriveranno le squadre specializzate per i rilievi scientifici attorno a ciò che resta della base italiana, fino a ieri punto di riferimento per la popolazione civile e oggi completamente sventrata.

Il bilancio delle perdite é ancora in crescita. Con la dichiarazione della morte cerebrale di un militare rimasto ferito, le vittime italiane salgono adiciannove, a cui si aggiungono nove civili iracheni

Il generale Guido Bellini, comandante generale dei carabinieri, ha detto che le salme delle vittime italiane rientreranno in patria probabilmente sabato.

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Nassiriya, il ministro della Difesa Martino visita i militari italiani feriti

A Nassiriya il ministro della Difesa Antonio Martino ha fatto visita stamani agli italiani feriti nell'attacco. Sono una ventina i militari ricoverati nel vicino ospedale o nelle tende allestite dalla Croce Rossa: quattordici carabinieri, di cui uno grave, e tre o quattro soldati dell'esercito, Più di ottanta i feriti tra i civili iracheni. I militari, la maggior parte giovani, sono ancora sotto shock: "Tre secondi... in tre secondi è successo l'impossibile.. - racconta uno di loro - tre secondi...un botto e un'esplosione...poi ho sentito qualcuno tirarmi sù e mi sono ritrovato in una macchina guidata da due qui del posto che mi hanno portato in ospedale".

"Tutto è accaduto in un momento - dice un ragazzo di neanche vent'anni -. C'è stata un'esplosione e io mi sono buttato a terra...Poi sono sceso e ha visto il mio collega che mi chiamava da sotto un'autobotte. Abbiamo chiamato quel ragazzo...Alla fine siamo riusciti a scappare".

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Italia sotto choc per i morti di Nassiryah

Bandiere a mezz'asta in tutta Italia, e un incessante pellegrinaggio davanti al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri per testimoniare cordoglio e solidarietà. In tutto il paese si respira un'atmosfera di dolore e tristezza, che le immagini in arrivo dall'Iraq acuiscono invece di lenire.

"Che dire, solo che provo lo stesso dolore dei familiari", dice una donna prima che la sua voce si trasformi in pianto. "Io provo solo rabbia", aggiunge un'altra, mentre un ragazzo invita a rendere omaggio alla memoria dei caduti mantenendo la presenza italiana in Iraq.

Il governo ha deciso di confermare la missione militare, e ha proclamato il lutto nazionale per la giornata dei funerali, la settimana prossima, quando in segno di cordoglio, anche le luci del Colosseo, a Roma, resteranno spente.

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Giovedi, 13 Novembre, 2003

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Iraq: l'Italia piange i suoi carabinieri: ora la guerra è una realtà

Il più grave attacco alle forze militari italiane dalla fine della seconda guerra mondiale. Dentro questa palazzina, sventrata da 300 chili di esplosivo, 12 carabinieri, 4 soldati dell'esercito e 2 civili, tutti italiani, hanno perso la vita. Con loro anche 10 iracheni. In tutto sono 28, ma è un numero provvisorio. Una trentina, tra italiani e iracheni, sono in ospedale. Alcuni in condizioni disperate.

I sopravvissuti sono ancora lì, a fare la guardia alle macerie. Giorgio Cornacchione, comandante del contingente italiano, ha ricostruito la dinamica dell'attentato. Alle 10.40 di ieri mattina a Nassiriya 4 kamikaze a bordo di due camion imbottiti di esplosivo hanno superato le fragili barriere in metallo e filo spinato poste a difesa del comando. L'esplosione che ne è seguita ha fatto crollare gran parte del palazzo che ospitava il dipartimento logistico, danneggiando altri due edifici vicini. In fiamme anche il deposito munizioni.

"È stato un atto deliberato contro la nostra missione, l'obiettivo eravamo noi italiani" - ha affermato Cornacchione.

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Iraq, diciassette italiani morti nell'attentato-kamikaze di Nassirya

Il fumo e le fiamme avvolgono la base militare italiana in Iraq.Almeno ventitre persone - tra cui diciassette italiani - sono morte stamani nel sanguinoso attentato-kamikaze contro il quartier generale italiano a Nassiryia.Si tratta del primo attacco contro i militari tricolori nel paese.Secondo un bilancio ancora provvisorio tra le vittime ci sarebbero undici carabinieri, quattro militari dell'esercito, due civili italiani e otto iracheni.Decine i feriti. Sono duemilaquattrocento i militari italiani impegnati a Nassirya, quasi quattrocento chilometri a sud dellßIraq, di cui quattrocento carabinieri.Erano le dieci e quaranta - le otto e quaranta in Italia - quando un camion-cisterna guidato da due kamikaze ha aperto il fuoco contro le guardie all'ingresso del complesso forzando il posto di blocco.

Il veicolo ha proseguito la sua corsa e si è fatto esplodere davanti alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logicstico italiano distruggendola quasi completamente. La deflagrazione ha danneggiato un secondo palazzo dove ha sede il comando e ha distrutto gli ufficidi una Ong americana in un terzo edificio. In fiamme anche il deposito delle munizioni.

L'Italia 'e in lutto e sotto shock. Il ministro degli Interni Pisanu ha reso noto che nel paese sarà aumentata la vigilanza.Secondo il ministro della Difesa Antonio Martino tutto lascia epnsare che l'ttentato "sia stato pianificato e realizzato da una cellula dei "Fedayn2 dell'ex Rais Saddam Hussein.

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Iraq: le reazioni all'attacco del mondo politico italiano

È lutto e dolore in Italia.La notizia dell'attacco contro il quartier generale dei carabinieri a Nassiryah è rimbalzata subito al parlamento italiano, dove le più alte carciche dello Stato hanno espresso il proprio cordoglio.

Il premier Silvio Berlusconi, nell'aula del Senato, ha invitato il Parlamento all'unità.

"Mi rivolgo a tutto il Parlamento affinchè, in nome di un paese unito, venga data prova di maturita' democratica e lealta' verso chi ha perso la vita in difesa dei beni piu' preziosi: l'umanità, la democrazia, la libertà, la sicurezza e la pace".

Visibilmente commosso anche Romano Prodi, presidente della commissione europea che ha ribadito la richiesta di un coinvolgimento maggiore dell'Onu in Iraq e degli iracheni nel governo locale.

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Domenica , 9 Novembre, 2003

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Attentato a Ryadh, morti e feriti

Colpi d'arma da fuoco, poi un'esplosione, violentissima, che ha lacerato la notte di Ryadh, in pieno Ramadan: qualche ora dopo l'esplosione, una colonna di fumo si levava ancora alta sulla città, e l'odore acre dell'esplosivo si sentiva in un'ampia zona del centro. I servizi americani avevano previsto l'eventualità di attentati, e l'ambasciata USA a Ryadh era stata chiusa.

L'auto usata per quello che è con ogni evidenza un attentato suicida è ancora lì, accartocciata, tra le macerie di alcune villette che facevano parte del complesso residenziale colpito, in pieno centro e a poca distanza dal quartiere delle ambasciate e dalle residenze private di alcuni membri della casa reale. Le autorità saudite hanno confermato finora la morte di cinque persone, ma fonti diplomatiche occidentali parlano di almeno venti morti e fino a un centinaio di feriti.

Negli ospedali della capitale vengono curate, in queste ore, oltre settanta persone: tra i feriti moltissimi bambini, secondo le notizie fornite dalle autorità sanitarie saudite.

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Iraq: per gli americani la settimana più cruenta

L'esercito americano ha vissuto la settimana più sanguinosa dalla fine ufficiale del conflitto in Irak. Oggi si contano ancora due morti, in seguito a un'esplosione che ha colpito un loro mezzo, sulla strada per Falluja. E oggi è arrivata la conferma ufficiale che l'elicottero abbattuto ieri nei pressi di Tikrit, un Black Hack, è stato effettivamente colpito da un razzo. Otto i militari morti.

Che il triangolo sunnita Bagdad Tikrit Falluja rappresenti un grave problema in materia di sicurezza è stato sottolineato da Richard Armitage, vice segretario di stato americano, che però si vuole ottimista. Ne ho parlato col generale Sanchez, ha detto oggi a Bagdad. Esiste un ottimo piano in grado di fermare chi vuole eliminare noi e gli iracheni."

La notte scorsa gli americani hanno lanciato una serie di raid su Tikrit, colpendo anche abitazioni che avrebbero ospitato esponenti della guerriglia irachena. L'offensiva rientrava in una prova di forza dopo l'abbattimento del terzo elicottero in due settimane. L'operazione della scorsa notte ha portato all'arresto di 16 persone.

Un segnale negativo è arrivato oggi anche dalla decisione della Croce Rossa Internazionale di lasciare, almeno per il momento, le sedi di Bagdad e Bassora. L'organizzazione umanitaria ha subito lo scorso mese un attentato costato la vita a 32 persone.

Non era mai successo nei suoi 140 anni di storia che la Croce Rossa abbandonasse un terreno di guerra. In Iraq era dal 1980.

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Sabato, 8 Novembre, 2003

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Iraq: abbattuto un elicottero, sei i morti

Iraq: un black hawk si è schiantato nella piana del Tigri vicino alla città settentrionale di Tikrit. Morti i sei militari che erano a bordo. Subito dopo l'incidente, una colonna di fumo indicava la zona, (circondata subito da elicotteri Apaches), dove si trovava l'apparecchio, nascosto dalla vegetazione. Secondo fonti militari Usa il velivolo è stato probabilmente abbattuto da un missile terra-aria. Se l'ipotesi viene confermata, saliranno a tre gli elicotteri abbattuti dalla fine del conflitto dalla guerriglia.

Guerriglia che sembra mantenere salde le sue posizioni a Tikrit, Mosul e Fallujah, roccaforti della resistenza antiamericana. A Mosul due attacchi oggi contro le truppe della coalizione. Un soldato è rimasto ucciso, una decina i militari feriti.

La scia dei nuovi lutti, colpisce le forze della coalizione all'indomani della cerimonia funebre con cui è stato dato l'estremo saluto ai 16 soldati morti domenica a bordo dell'elicottero Chinook, abbattuto presso Fallujah. L'elicottero era in volo verso l'aeroporto di Baghdad, da dove i militari dovevano partire per una licenza.Quello di domenica è stato l'attacco più sanguinoso dalla fine della guerra. Di fronte al morale delle truppe a terra, il Pentagono annuncia cambiamenti di strategia.

Mentre dopo un ampio dibattito interno, il governo turco ha deciso di non inviare truppe in Iraq.

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Venerdi, 7 Novembre, 2003

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Iraq: prima vittima tra i militari del contingente polacco

Tra i soldati impegnati in Iraq si conta una prima vittima polacca. Il militare, un comandante di 44 anni, è stato colpito a morte stamani, in un attacco sferrato 40 chilometria nord di Kerbala. Trasportato d'urgenza in un ospedale da campo vicino alla zona dell'attentato, il militare non ce l'ha fatta.

Il convoglio su cui viaggiava era composto da quattro veicoli che trasportavano una quindicina di soldati.

La polonia ha inviato 2500 uomini e dallo scorso settembre assicurando il comando di un contingente di novemila militari, controlla la zona centro meridionale dell'Iraq.

Il presidente polacco Aleksander Kwasnieswki esprimendo il suo cordoglio ha detto che la strategia militare di VArsavia in Iraq non cambierà

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Martedi, 4 Novembre, 2003

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Iraq: trasferiti in Germania i i militari sopravissuti all'attacco di Falluja

Sono ricoverati nell'ospedale miitare di Landsthul, in Germania, i sedici soldati americani sopravvissuti al micidiale attacco di domenica a Falluja. Cinque di loro sono in gravi condizioni. L'elicottero Chinook sul quale viaggiavano è stato abbattuto dalla guerriglia irachena, si ipotizza con un missile terra aria. Sedici i morti, ai quali si aggiungono altri tre americani uccisi in altri due distinti attentati.Un bilancio di sangue che si fa sempre più pesante, soprattutto agli occhi dell'opinione pubblica statunitense. La Casa Bianca si dice decisa a continuare la sua missione, ma la lotta contro un nemico invisibile, rischia di indebolire il morale delle truppe. Ormai i Feddayin di Saddam Hussein colpiscono con ritmo quotidiano. Dopo aver vinto la guerra lampo, l'America stenta ancora aconquistare una pace stabile.

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Lunedi, 3 Novembre, 2003

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Giornata tragica" in Iraq : 18 americani uccisi

"Non ce ne andremo": la Casa Bianca ridadisce la determinazione a restare in Iraq, nonostante le pesanti perdite di ieri: 18 uomini, 15 dei quali in un attacco contro un elicottero, non lontano da Falluja, roccaforte della resistenza sunnita. Si tratta di un Chinook, raggiunto probabilmente da un razzo, precipitato al suolo ed esploso. Gli uomini che trasportava erano diretti all'aeroporto di Bagdad per rientrare a casa, in licenza. Una ventina i feriti.

Due altri civili americani, dipendenti del Pentagono, sono morti sempre ieri e sempre a Falluja in seguito all'esplosione di una bomba al passaggio del camion su cui viaggiavano.

Il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld ha parlato di una giornata terribile. "Purtroppo in guerra bisogna superare anche giorni così tragici, ha detto. Ma vinceremo."

Le perdite di ieri, a cui va aggiunto il soldato americano morto a Bagdad per lo scoppio di una mina, portano a 138 le vittime tra le forze Usa dalla fine ufficiale del conflitto.

La cronaca registra anche la morte ieri a Falluja di tre iracheni, uccisi mentre viaggiavano su un minibus dall'esplosione di un congegno, probabilmente predisposto per colpire un mezzo americano.

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Domenica, 2 Novembre, 2003
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Iraq: "gli attacchi mirano alla comunità internazionale, non agli Usa"

"Solo ostacoli verso la pace e la stabilità gli attentati che da sei mesi sconvolgono il dopoguerra iracheno". A sostenerlo è il generale americano Ricardo Sanchez. Dal punto di vista strategico, però, questa ondata di violenza sarebbe poco significativa. Secondo Sanchez, gli attacchi sono genericamente rivolti contro la comunità internazionale e lo stesso popolo iracheno. "L'obiettivo, dice, è isolare le forze della coalizione dalla gente, e frustrare qualsiasi passo avanti."

Nella stessa conferenza stampa a Bagdad Paul Bremer, amministratore americano in Iraq, ha promesso il trasferimento di sovranità al popolo iracheno in tempi brevi.

Ma che le truppe continueranno nella missione di catturare Saddam e debellare la guerriglia vicina all'ex dittatore, come in queste immagini a Baquba, a un'ottantina di chilometri da Bagdad, è stato ribadito nelle scorse ore dal presidente americano Bush nel tradizionale discorso settimanale alla radio.

Ieri è stata comunque un'altra giornata di sangue per le truppe Usa, 5 soldati feriti vicino a Falluja, mentre a Mosul, nel nord del Paese, una bomba è esplosa al

passaggio di un convoglio americano, uccidendo due soldati, e ferendone altri due.

Nel giorno della "Resistenza all'occupazione americana", dichiarato dai fedelissimi di Saddam, c'era chi festeggiava.

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Sabato, 1 Novembre, 2003
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Iraq, massima allerta per timore di nuovi sanguinosi attentati

La roccaforte sunnita di Falluja è ancora una volta teatro di pesanti attacchi da parte della resistenza islamica in Iraq. Oggi è stato preso di mira l'ufficio del governatore della città, nominato dagli americani. L'edificio era vuoto, essendo il venerdí giorno di festa per i musulmani, ma almeno una persona è morta negli scontri a fuoco che sono seguiti. Poche ore prima, sempre a Falluja, un treno era stato investito dall'esplosione d'una bomba, e gli abitanti avevano saccheggiato il convoglio, carico di rifornimenti per le truppe d'occupazione.La tensione non finisce di aumentare anche a Baghdad. Sono almeno cinque i morti, tutti iracheni, in uno scontro a fuoco nel quartiere di Abu Gharib. Secondo testimonianze, gli americani avrebbero sparato contro una folla di manifestanti in seguito all'uccisione d'un poliziotto iracheno. Dappertutto, nella capitale, si moltiplicano i controlli per paura di attentati. Intanto la Camera dei deputati statunitense ha approvato lo stanziamento di 87,5 miliardi e mezzo di dollari per l'Iraq.

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