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MARTEDI 30 LUGLIO 2002 Giustizia, la maggioranza tenta blitz anti ostruzionismo
ROMA - "Vergogna, vergogna". La protesta dell'Ulivo risuona nell'aula del Senato. Il Polo ha appena ottenuto di cambiare il calendario e di mettere al voto giovedì il disegno di legge sul legittimo sospetto e a Palazzo Madama scoppia la bagarre. Lo scontro - durissimo - è tra il centrodestra che vuole approvare subito la norma che consentirà di spostare i processi se l'imputato ritenesse i giudici prevenuti nei suoi confronti e il centrosinistra che parla di provvedimento "su misura" e afferma che la fretta della maggioranza ha lo scopo di fermare i processi milanesi contro Berlusconi e Previti. Il livello di scontro si alza con il passare delle ore. Non viene risparmiato neanche in presidente del Senato Marcello Pera. "Ormai il Senato è stato trasformato in una succursale dello studio dell'onorevole Previti", dice il capogruppo dei Ds, Gavino Angius, dopo il voto che ha sancito l'inserimento del ddl Cirami nel calendario dell'aula. "A questo punto - aggiunge - bisogna chiedersi quando arriverà una legge a difesa del sottosegretario Miccichè per controllare il traffico di droga al ministero delle Finanze". L'opposizione parla di "un colpo di mano" della maggioranza. Il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama Renato schifani ribadisce: "Non arretreremo di un passo" Il nodo è sì sulla giustizia, ma quello che sta facendo precipitare la situazione dando vita al muro contro muro è come ci si è arrivati. Tecnicamente il provvedimento Cerami è ancora in discussione in commissione, ma il centrodestra spera di sconfiggere rapidamente l'ostruzionismo dell'Ulivo e portare il disegno di legge in aula già da domani sera o da giovedì. E per questo, proprio per poter approvare le nuove regole prima della pausa estiva, il centrodestra ha chiesto e ottenuto il cambiamento di calendario. E sempre per questo stanotte la maggioranza ha tentato un blitz in commissione per sconfiggere l'ostruzionismo messo in atto dall'Ulivo che all'opposto vuole dilatare i tempi. In nottata (in commissione Giustizia si è lavorato fino alle 2,30) il senatore Luigi Bobbio di An ha chiesto che fosse applicata anche in commissione una norma prevista per i lavori di aula e che consente di richiedere il blocco della discussione su un provvedimento quando i lavori si prolungano troppo. Il blitz va parzialmente a segno perché l'Ulivo, pur di non mettere al voto la proposta blocca-dibattito (su cui sarebbe inevitabilmente finito in minoranza) sceglie di rinunciare alla discussione dell'articolo 1 del disegno di legge. "Siamo stati costretti a farlo - spiega Massimo Brutti (Ds) - perché se avessero messo ai voti una proposta del genere tutte le regole sarebbero state stravolte. Avrebbero fatto carta straccia del regolamento. E questo non potevamo davvero permetterlo". L'ostruzionismo, nonostante il tentativo di Bobbio, andrà comunque avanti. "Continueremo a illustrare - aggiunge Brutti - ogni singolo emendamento. Ne restano 50 e per ognuno di questi abbiamo a disposizione 10 minuti. Vogliono poi ritentare questo blitz? Continueremo a impedirglielo". E stamattina, mentre in aula scoppiava la bagarre, i lavori della commissione sono ripresi. (30 luglio 2002)
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