Martedi, 31Gennaio, 2006

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Putin rivendica il ruolo centrale della Russia nel consesso internazionale

La Russia: perfettamente all'altezza della presidenza del G8. È una delle dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin, nel corso della conferenza stampa ai media nazionali e internazionali questa mattina al Cremlino, in cui sono state toccate questioni interne ed estere, davanti a un parterre di oltre mille giornalisti.

Putin si è difeso contro chi si dice dubbioso della presenza della Russia nel club dei paesi più industrializzati del mondo vista la povertà in cui versa parte della popolazione.

"In quanto paese con un'economia in pieno sviluppo, comprendiamo più di chiunque altro nel G8 i problemi dei paesi in via di sviluppo, ha detto. La presenza della Russia nel G8 è dunque più che naturale. Del resto, come immaginare il dibattito sulla sicurezza globale e nucleare senza la partecicipazione della prima potenza nucleare mondiale?"

Il capo del Cremlino ha pure toccato il tema della crisi con l'Ucraina, e dell'accordo-compromesso raggiunto nella disputa per il gas.

Trattata anche la questione del nucleare iraniano. "Proponiamo di creare una rete di centri per l'arricchimento dell'uranio, aperti a quanti vorranno partecipare a questo impegno comune per lo sviluppo di energia nucleare. Un accesso aperto a tutti, compreso l'Iran."

Putin ha anche ribadito la volontà della Russia di entrare a far parte dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio, un'adesione ostacolata, ha detto, dagli Stati Uniti.

Sottolineati infine i buoni risultati economici raggiunti dalla Russia nel 2005, con una crescita del 6%, e un'inflazione più contenuta rispetto all'anno precedente.

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Israele cambia la politica di finanziamento dell'Anp

Israele taglia i finanziamenti all'Autorità palestinese, dopo la vittoria di Hamas alle elezioni politiche. E' in forse il pagamento automatico dei diritti di dogana previsto per domani, pari a 45 milioni di euro."Il premier ad interim Ehud Olmert ha ordinato una revisione della regola dei trasferimenti automatici" ha detto il portavoce del ministero israeliano degli esteri.Il Quartetto internazionale per la pace in Medio Oriente, che riunisce Onu, Unione europea, Stati Uniti e Russia ha invece confermato, nella riunione di Londra, la volontà di continuare a finanziare l'Anp, almeno fino alla formazione di un nuovo governo da parte di Hamas."E' inevitabile - ha detto il segretario generale dell'Onu Kofi Annan - che l'assistenza a qualsiasi futuro governo sarà rivalutata dai Paesi donatori rispetto all'impegno di quel governo sui principi della non violenza, del riconoscimento d'Israele e dell'accettazione di precedenti accordi e obblighi internazionali, inclusa la roadmap".Il gruppo integralista Hamas ha respinto la posizione del Quartetto. Il suo portavoce l'ha definita una punizione al popolo palestinese per aver esercitato la sua libertà di scelta in un'elezione democratica. Hamas ha stigmatizzato anche la decisione di Israele di rivedere l'automatismo del trasferimento dei diritti di dogana. Senza il versamento di domani, i salari di 140 mila lavoratori palestinesi sono, da subito, in pericolo.

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Nucleare. Iran al consiglio di sicurezza dell'ONU. Teheran: decisione illegale

A Londra, Gran Bretagna, Francia, Cina, Stati Uniti e Russia si sono messi d'accordo per deferire l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'ONU.

I 5 membri permanenti del Consiglio hanno deciso di rendere operativa la decisione nel corso della riunione straordinaria dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, in agenda giovedì a Vienna. Ma, per venire incontro alle esigenze di Russia e Cina, una decisione effettiva verrà presa solo dopo il 6 marzo, data della prossima riunione ordinaria dell'AIEA, in cui verrà presentato un rapporto sul nucleare iraniano.

Mentre era in corso la riunione, a Londra, gli esuli iraniani hanno inscenato una manifestazione contro il governo della Repubblica islamica.

Da mesi è in atto un braccio di ferro fra la comunità internazionale e l'esecutivo di Teheran, che ha deciso di riprendere le ricerche sul nucleare per lanciare un programma di arricchimento dell'uranio sul proprio territorio.

Il timore è che si tratti del primo passo verso la costruzione della bomba atomica. L'Iran assicura, invece, che si tratta solo di un piano di diversificazione energetica.

Secondo Teheran, che su questo ha il largo sostegno dell'opinione pubblica interna, il deferimento al consiglio di sicurezza non ha alcun fondamento giuridico.

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Lunedi, 30 Gennaio, 2006

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Almeno 60 morti in Polonia nel crollo del tetto di un padiglione della fiera di Katowice

Sale di ora in ora il bilancio delle vittime del crollo del tetto di un padiglione della fiera internazionale di Katowice, in Polonia. Fino ad ora sono stati estratti 60 corpi... 143 feriti sono stati già trasportati in ospedale.

Tra le vittime ci sarebbero anche cinque tedeschi, un ceco e un belga. Al momento del crollo all'interno del capannone si stava svolgendo una fiera di piccioni viaggiatori alla quale stavano assistendo molte famiglie venute da tutta la Polonia e anche dall'estero. L'incidente è avvenuto in un piccolo comune, Chorzow, che fa parte dell'area urbana di Katowice, nel sud del Paese a poca distanza dal confine con l'Austria.

Le cause dello schianto non sono ancora note, ma è possibile che sia dovuto al peso eccessivo della neve, caduta negli ultimi giorni abbondantemente in tutto il Paese. E la temperatura, che questa notte è scesa a -15 gradi, riduce la possibilità di sopravvivenza sotto le macerie. L'incidente polacco ricorda un altro analogo, avvenuto in Germania all'inizio di gennaio, quando 15 persone, in maggioranza bambini, rimasero uccise per il crollo del tetto di un palazzetto dello sport a Bad Reichenhall, in Baviera.

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Georgia, riprenderanno oggi le forniture di gas interrotte da una settimana

I georgiani hanno passato un'ultra notte senza gas. Ma il gigante russo Gazprom ha promesso che da questa mattina sarà rimesso in funzione il gasdotto danneggiato una settimana fa da un attentato. I lavori di riparazione infatti sono stati completati ma si aspetta la ripulitura delle condutture.

La ripresa delle forniture era stata annunciata a più riprese ma i tecnici russi hanno detto che le operazioni andavano a rilento a causa del maltempo. Il presidente georgiano Mikail Sakaashvili ha accusato fin dal primo momento i servizi segreti russi di aver sabotato il gasdotto per esercitare pressioni sulla repubblica caucasica. Quasi contemporaneamente era stato fatto saltare in aria un pilone dell'alta tensione.

Venerdì la Georgia ha firmato un accordo di fornitura di gas con l'Iran mentre ieri è stata siglata un'intesa con la Turchia per l'approviggionamento elettrico.

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Domenica, 29 Gennaio, 2006

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Finlandia, ballottaggio serrato per la Presidenza della Repubblica

I finlandesi eleggono oggi il presidente della repubblica in un ballottaggio dall'esito incerto. Secondo gli ultimi sondaggi i due candidati sono separati da due soli punti percentuali.

Se al primo turno sembrava probabile la vittoria della socialista Tarja Halonen, che si è fermata al 46,3%, adesso più nulla sembra scontato. L'alta percentuale d'indecisi potrebbe favorire il conservatore Sauli Niinisto che è tornato alla politica finlandese dopo tre anni passati alla vicepresidenza della Banca europea per gli investimenti.

I due candidati sono stati insieme al governo tra il 1995 e il 2000 quando fu formato un esecutivo di coalizione. La Halonen allora era ministro degli esteri e Niinisto ministro della giustizia. Poi passò all'economia. Incarico mantenuto fino al 2003.

Sui temi dello stato sociale, della politica energetica e dello sviluppo delle zone rurali entrambi i candidati alla Presidenza della Repubblica hanno espresso idee simili. È sulla politica estera che i programmi divergono. Il conservatore Niinisto ha fatto capire in maniera indiretta che in caso di sua elezione la Finlandia chiederebbe l'ingresso nella NATO.

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Sabato, 28 Gennaio, 2006

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Maltempo, disagi in tutta Europa. In Francia tre le vittime

Continua causare vittime e disagi il forte maltempo che si è abbattuto sull'Europa, In Francia limiti alla circolazione si registrano in quasi tutte le autostrade dei dipartimenti del sud, dove migliaia di autotreni sono stati costretti ad uno stop. A Tolosa un senzatetto è morto, portando a tre il numero delle vittime del freddo in una settimana.

Disagi al traffico anche in Spagna, dove in incidente ad un autobus turistico carico di pensionati, a causa di una tempesta di neve, sono morte cinque donne.

Cancellati anche numerosi voli. A Lione, in Francia, un migliaio di passeggeri in transito hanno dovuto trascorrere la notte in aeroporto. Il traffico è parzialmente ripreso in mattinata. Riaperti in Italia anche Linate e Malpensa, i due principali aeroporti del nord, grazie ad un lieve miglioramento delle condizioni meteo.

E dopo le forti nevicate della notte si alleggerisce anche se di poco la situazione in Italia. In Lombardia la Protezione civile ha revocato lo stato d'allarme, ed in Piemonte si circola di nuovo sulla Torino-Bardonecchia.

In Svizzera le maggiori difficoltà si riscontrano nel Canton Ticino, su cui è caduto più di un metro di neve: secondo il servizio meteo nazionale il record degli ultimi 20 anni. Comunicazioni quasi impossibili per i villaggi di montagna, che appaiono letteralmente coperti da uno spesso manto bianco.

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Venerdi, 27 Gennaio, 2006

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Elezioni palestinesi, vincono gli integralisti di Hamas


Gli integralisti islamici di Hamas hanno vinto le elezioni palestinesi, provocando un terremoto negli equilibri politici in Medio Oriente. Il primo ministro Ahmed Qorei ha subito rassegnato le dimissioni.Il clamoroso risultato elettorale smentisce tutti gli exit poll resi noti ieri alla chiusura dei seggi in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est che davano il partito al potere Fatah in vantaggio di almeno 6 punti percentuali."Penso che ci sarà un nuovo governo - ha commentato stamani il premier Qorei - credo che il presidente debba nominarne uno nuovo. Per quello che mi riguarda, ho già rassegnato le mie dimissioni al presidente per dargli la possibilità di scegliere un nuovo primo ministro".I rappresentanti di Hamas, gruppo che ha rivendicato una sessantina di attacchi suicidi contro Israele, hanno chiesto a Fatah di negoziare un'intesa."Alla luce dei risultati - dice il portavoce Sami Abu Zuhri - continueremo le consultazioni con i partiti, col presidente Abbas e con i fratelli di Fatah per delineare i termini di un'alleanza".Il presidente dell'Anp Mahmud Abbas ha lanciato un appello affinché il risultato delle elezioni sia rispettato. Il suo partito Fatah, però, ha annunciato che rifiuterà di partecipare a un governo di coalizione con Hamas. L'esito del voto pone importanti interrogativi sull'atteggiamento della comunità internazionale. L'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea Javier Solana ha parlato di una situazione completamente nuova e il commissario europeo alle relazioni esterne, Benita Ferrero Waldner, ha detto che l'Unione coopererà con qualsiasi governo purché sia determinato a perseguire i propri obiettivi in modo pacifico.

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Giovedi, 26 Gennaio, 2006

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Palestinesi al voto in un clima teso tra Fatah e Hamas

I palestinesi votano oggi per scegliere chi li governerà, in un clima di tensione tra Fatah, partito del presidente Mahmud Abbas attualmente al potere e il gruppo Hamas, che per la prima volta partecipa ad elezioni democratiche. Le due formazioni politiche vengono date testa a testa nei sondaggi. Durante la campagna elettorale, Hamas non ha rivendicato la distruzione d'Israele, principio contenuto nel suo statuto, ma comunque si è detto sempre determinato a perseguire la lotta armata. Un suo ingresso al potere rappresenterebbe un elemento di novità capace di evoluzioni imprevedibili nello scenario mediorientale.Nabil Shaat, ministro degli esteri dell'Autorità nazionale palestinese, ha detto: "Una volta che Israele sarà pronto (forse ancora non lo è, ma quando lo sarà), Hamas dovrà essere disponibile, se vuol far parte del governo, a intraprendere appena possibile negoziati di pace. Senza tale programma, tutto sarà molto difficile".Dal canto suo, Hamas insiste sulla necessità di una svolta nei territori palestinesi, che li protegga non solo da Israele ma anche dalla corruzione che alligna nell'Anp. Mahmud Azar è il leader di Hamas nella Striscia di Gaza: "Se vinceremo, utilizzeremo tutto il potere possibile nell'Autorità palestinese per ricostruire quello che Israele ha distrutto e quello che è stato distrutto dalla corruzione".Sono un milione e 350 mila i palestinesi chiamati ad eleggere il consiglio legislativo composto da 132 membri. Quattrocento i candidati in lizza. Un migliaio i seggi elettorali in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme est.

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Google si autocensura per compiacere Pechino

Google si autocensura per non rinunciare al mercato cinese, il secondo per importanza al mondo. Per non irritare le autorità di Pechino, che controllano severamente gli accessi all'informazione da parte degli internauti locali, il motore di ricerca americano ha deciso di lanciare un nuovo servizio, "google.cn", che già all'origine impedirà di consultare siti considerati inaccettabili dal governo cinese, come quelli relativi all'indipendenza di Taiwan, al Tibet e alla setta spirituale Falun Gong.L'iniziativa dell'azienda americana intende rilanciare la posizione di Google nel mercato cinese, dove recentemente ha perduto terreno a vantaggio del concorrente locale Baidu.

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Mercoledi, 25 Gennaio, 2006

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Georgia e Armenia al freddo per due esplosioni nel principale gasdotto russo

La Russia ha sospeso la fornitura di gas alla Georgia e all'Armenia in seguito a due esplosioni avevnute nella notte nel principale gasdotto russo che alimenta le due ex repubbliche sovietiche.

Un portavoce dell'unità di crisi russa ha riferito che potrebbe trattarsi di sabotaggio. Per ripristinare il servizio potrebbero volerci alcuni giorni.

Il raddoppio dei prezzi del gas da parte della Russia ha già portato recentemente a scontri con l'Ucraina.

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A Pristina candele per l'addio a Rugova, padre delle aspirazioni kosovare

Orfano del proprio presidente, il Kosovo si raccoglie per piangere Ibrahim Rugova.

Il principale protagonista degli ultimi 15 anni della più martoriata provincia balcanica lascia un vuoto e la popolazione di Pristina manifesta il proprio sconforto, per quanto la malattia avesse reso necessario prepararsi alla sua scomparsa.

Ecco alcuni dei commenti raccolti fra i cittadini scesi in strada con un cero acceso fra le mani: "E' il peggio che potesse succedere - dice una signora - ci ha lasciato quando più avevamo bisogno di lui, cosa possiamo fare?"

"Era un uomo di pace e libertà, ma non ha avuto la fortuna di vedere l'indipendenza del Kosovo - spiega un pensionato. Speriamo che i nostri politici seguano le sue orme".

A settembre scorso, quando Rugova annunciò di persona di essere malato di tumore ai polmoni, ribadì alla popolazione della provincia kosovara che la malattia non gli avrebbe impedito di portare avanti il proprio impegno per l'indipendenza.

Ora il percorso si è interrotto creando a Pristina non solo dolore ma preoccupazione: il dopo Rugova è un grande punto interrogativo.

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Martedi, 24 Gennaio, 2006

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Danimarca: battezzato il principino Christian

La famiglia reale di Danimarca ha battezzato il principino Christian Valdemar Henri John, figlio della principessa Mary e del principe ereditario Frederick.

La cerimonia si è svolta a Copenaghen nella chiesa del Castello di Christiansborg.

Il piccolo Christian ha seguito ad occhi aperti tutta la cerimonia vestito con l'abito battesimale d'organza e pizzi acquistato in Belgio nel 1870 dalla regina Lovisa, madre del suo trisavolo, il re Christian X.

Nella Chiesa, addobbata con narcisi e giacinti azzurri e bianchi, c'erano oltre trecento persone, molte delle quali appartententi alle famiglie reali del nord Europa come quelle svedese, norvegese, olandese e lussemburghese.

I danesi hanno dovuto aspettare fino a oggi per conoscere il nome del principino nato tre mesi fa. E le scommesse si sono moltiplicate: finalmente ha prevalso la tradizione secondo la quale se il padre si chiama Frederick al figlio viene dato il nome di Christian e viceversa.

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Territori palestinesi: le forze dell'ordine iniziano a votare

Le legislative palestinesi iniziano con quattro giorni d'anticipo per le forze di sicurezza. I membri di diversi corpi, oltre 58 mila elettori, avranno tempo fino a lunedì per votare. Il resto dei palestinesi si esprimerà mercoledì prossimo.

Le forze di sicurezza votano prima per poter essere pienamente disponibili il giorno delle consultazioni vere e proprie. Hanno a disposizione 17 seggi, di cui 11 in Cisgiordania, il resto nella Striscia di Gaza.

Si tratta delle seconde elezioni nella storia dell'Autorità Nazionale Palestinese creata nel '93 in seguito agli accordi di Oslo. Contrariamente alla volontà di Stati Uniti e Israele, per la prima volta parteciperà anche Hamas, che secondo gli analisti dovrebbe piazzarsi dietro ad Al Fatah.

L'allarta scatterà già da domani: le autorità temono disordini da parte dei gruppi contrari alle elezioni, come la Jihad islamica, che negli ultimi mesi ha aumentato il numero degli attentati anti-israeliani.

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Lunedi, 23 Gennaio, 2006

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A ultimatum scaduto, regna il silenzio sulla sorte di Jill Carroll

A ultimatum scaduto, nessun contatto è stato stabilito con i rapitori di Jill Carroll, giornalista americana free lance rapita il 7 gennaio a Bagdad.

Nel video diffuso nei giorni scorsi dalle principali tivù arabe i sequestratori avevano chiesto la scarcerazione di otto donne irachene detenute dalle forze statunitensi.

L'attesa per la sorte della ragazza è stata scandita dagli appelli lanciati dai genitori e trasmessi dalle televisioni al Jazeera e al Arabiya.

Hanno fatto eco i leader musulmani di Francia e la giornalista francese Florence Aubenas:

"Jill Carroll è una giornalista, è in Iraq per fare il lavoro che ama. Certo: anche i miei rapitori mi chiesero per un pomeriggio intero perchè sei qui? come puoi provare che sei una giornalista? L'unica prova sono le parole. Spero che credano a lei come hanno creduto a me".

Intanto a Bagdad le autorità americane affermano di non aver avuto alcun contatto diretto con i sequestratori.

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Domenica, 22 Gennaio, 2006

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Iraq: sciiti maggioritari ma i sunniti chiedono un governo d'unità nazionale

Una lista sciita dominante ma priva della maggioranza assoluta. E' questo il profilo dell'Iraq tracciato dai risultati ufficiali delle elezioni politiche del 15 dicembre, resi noti a 36 giorni dagli scrutini.

La coalizione vincitrice è l'Alleanza Irachena Unita, composta da 16 differenti gruppi: nonostante gli oltre 5 milioni di voti e 128 seggi su 275 non sarà in grado di governare da sola.

Punto sul quale insiste il leader sunnita del Fronte per l'Accordo: secondo lui il voto è frutto di numerose frodi e bisogna puntare ad un governo di coalizione nazionale che prescinda dalle divisioni etniche.

Intanto gli sciiti hanno festeggiato a Najaf e in ogni caso un risultato degno di nota è l'affluenza alle urne: secondo i dati forniti dalla

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Alì Agça è stato arrestato

La forze dell'ordine di Istanbul hanno riportato in carcere l'attentatore di Papa Giovanni Paolo II, poco dopo la revoca di scarcerazione decisa dalla Corte di Cassazione.

La massima istanza giuridica del paese ha accolto il ricorso del ministero della giustizia annullando la delibera del tribunale di Istanbul che giovedì scorso gli aveva aperto le porte del carcere commutando un ergastolo per omicidio e rapina in una pena di otto anni.

Secondo la Cassazione, la pena scontata in Italia dall'attentatore di Giovanni Paolo II non può essere sottratta da quella stabilita dalla giustizia turca.

Militante ultranazionalista, Agça aveva 24 anni quando, il 13 maggio dell'81 sparò contro il Karol Wojtyla ferendolo gravemente all'addome.

Agça ha scontato 19 anni di carcere in Italia, nel 2000 è stato graziato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi ed estradato in Turchia dove è stato condannato per l'assassinio di un giornalista e l'assalto a una banca negli anni Settanta.

Se la giustizia turca non lo ha perdonato, lo ha fatto il Papa: sono passate alla storia le immagini di Karol Wojtila nella cella di Agça per dargli l'assoluzione.

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Sabato, 21 Gennaio, 2006

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Doppio attentato a Baghdad


22 persone sono morte e 26 sono rimaste ferite in un doppio attentato avvenuto oggi in pieno centro a Baghdad.
Un attentatore suicida si e' fatto saltare in aria all'interno di una cafetteria uccidendo 12 civili e ferendone diversi altri, mentre nello stesso momento (alle 12.55 ora italiana), un'autobomba espodeva nelle vicinanze al passaggio di una pattuglia della polizia irachena. Nella seconda esplosione sono morte almeno tre persone.
Le due esplosioni sono avvenute a pochi secondi di distanza l'una dall'altra.

Si ritiene che i due attentati siano legati alla festa sciita di oggi di 'Al Ghadir'. E' la ricorrenza in cui si celebra l' investitura da parte di Maometto, come suo successore, dell' Imam Ali, venerato dagli sciiti.

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Ai comuni il dibattito sulle assunzioni di sospetti pedofili nelle scuole

Ha chiesto scusa ai genitori dei bambini che frequentano le scuole dove lavoravano pedofili potenzialmente pericolosi. Il ministro britannico dell'istruzione Ruth Kelly ha iniziato così il suo intervento alla camera dei comuni per spiegare come mai persone condannate o denunciate per violenze sessuali su minori non siano state inserite nelle liste dei potenziali maniaci.

"Dal 1997 a oggi - ha affermato il ministro - abbiamo individuato dieci casi ma gli esperti hanno concluso che nessuno di questi è risultato una minaccia per i bambini. Ognuna di queste persone ha ricevuto un ammonimento. E se dovesse concorrere per un posto di lavoro nella scuola dovrà chiedere un permesso".

La polemica è riemersa negli ultimi giorni quando si è scoperto che un uomo segnalato per aver visitato siti pedofili, Paul Reeve, è risultato un insegnante di educazione fisica: non figurava nelle liste del ministero, ma in quelle della polizia. Il ministro Kelly ha assicurato che gli elenchi verranno riuniti.

Un altro caso è quello dell'insegnante Nigel Jackson sospettato nel 2004 di aver fatto delle proposte indecenti a una ragazza di quattordici anni. Dopo essersi dimesso dalla scuola nella quale insegnava ha potuto rifare supplenze per qualche giorno. Fino a quando ieri ha ammesso in tribunale il suo comportamento con la minorenne.

La Gran Bretagna è rimasta inorridida dal caso di Holly e Jessica, le due bambine di 10 anni uccise tre anni fa dal bidello della loro scuola, un maniaco già conosciuto dalle forze dell'ordine.

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Venerdi, 20 Gennaio, 2006

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Mosca, notte a -30 gradi. Sempre di più le vittime del gelo in Russia

Il termometro è sceso a meno 35 gradi nella notte a Mosca. Nel giro di 24 ore in tutta la Russia sono morte 24 persone per il freddo siberiano, che sembra si attenuerà leggermente solo nel fine settimana. Una trentina i ricoveri in ospedale per ipotermia.

Il gelo ha spinto il consumo energetico a livelli record nel paese. Un regime speciale è stato introdotto per risparmiare le risorse a Mosca, dove a oltre duecento le imprese è stata tagliata l'elettricità.

Il gigante del gas russo Gazprom non è in grado di rispondere alle esigenze dei clienti europei, come l'Italia.

"Siamo al massimo della nostra capacità di estrazione e rifornimenti di gas - spiega il portavoce della compagnia Sergei Kupriyanov - Il volume di estrazione dal sottosuolo ha toccato un record storico".

Le temperature siberiane non hanno impedito ai russi di festeggiare l'Epifania ortodossa con il tradizionale bagno nelle acque di fiumi e laghi.

Ha affrontato il gelido battesimo dell'acqua anche Vladimir Zhirinovsky, il discusso leader del partito nazionalista, noto per le sue trovate poco convenzionali.

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Iran: siamo aperti al compromesso ma non rinunceremo al nucleare civile

L'Iran dice di non avere chiuso la porta al compromesso sul dossier nucleare, ma non vuole rinunciare al suo programma di ricerca. Lo ha ribadito oggi Teheran, mentre il presidente Mahmoud Ahmadinejad si è recato in visita in Siria, un paese che come l'Iran sta subendo forti pressioni internazionali.

Alla riunione dell'Aiea del 2 febbraio l'Europa, con l'appoggio statunitense, intende chiedere all'Agenzia per l'energia atomica di portare il caso iraniano al Palazzo di vetro. La Cina tuttavia ha invitato ancora alla diplomazia e alla prudenza.

"Ora tocca all'Iran fare un passo avanti - ha detto a Washington il segretario di stato Condoleeza Rice - Devono dimostrare che non sono solo parole le loro, che sono seri. L'Unione europea ha già reso chiaro fino a che punto è disposta a trattare. E ora credo che non possa fare altro".

Il rappresentante della diplomazia europea Javier Solana le ha fatto eco:

"La nostra posizione è questa: all'Aiea a Vienna chiederemo la convocazione dell'Iran al Consiglio di sicurezza". Solana ha tuttavia aggiunto che si sta ancora considerando la nuova proposta russa di lasciare tempo a Teheran e di rinviare la questione almeno fino a marzo. L'Iran ha ripreso le attività per l'arricchimento dell'uranio in gennaio dopo averlo volontariamente sospeso per circa tre anni.

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Giovedi, 19 Gennaio, 2006

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Romano Prodi a EuroNews: "Il mio impegno per l'Europa"

Reduce dall'intesa con gli alleati, il leader dell'Unione Romano Prodi esprime soddisfazione. Il suo progetto del Partito Democratico sarà realizzato dopo il voto del nove aprile. E la Camera e il Senato che usciranno dalle elezioni vedranno la costituzione di un unico gruppo parlamentare.EuroNews ha intervistato Romano Prodi a Roma."Con il sistema maggioritario - ha detto -, abbiamo avuto governi che hanno durato per un'intera legislatura. A me il governo Berlusconi non è piaciuto, è stato certamente il peggior governo del dopoguerra, ma ha durato. Alla fine, per impedirci di governare, sono tornati al sistema proporzionale. Io ho reagito politicamente spingendo verso un grande Partito democratico. Noi, nellanuova legislatura prenderemo la solenne decisione di fare un gruppo parlamentare unico. Mi sembra una decisione molto forte".La proiezione dell'Italia verso l'Europa è uno dei punti chiave del programma dell'Unione. Qual è la ricetta di Prodi per fare uscire l'Europa dall'impasse istituzionale?"Abbiamo avuto personaggi nei grandi Paesi europei che giocavano la loro carriera politica per l'Europa. Poi l'Europa si è afflosciata. Occorre tornare al principio di mettere in gioco la propria carriera politica per l'Europa. Io lo farò, se vinco le elezioni, nei limiti di quello che può fare l'Italia. Credo che anche Angela Merkel lo farà. Nel 2007 ci saranno le elezioni in Francia: e la Francia sa bene che non può riconquistare un ruolo se non sarà capace di essere leader europea. Quindi, si può ricominciare a costruire attorno a questo, un'Europa dove si lavora insieme".

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In vista delle elezioni palestinesi Hamas mostra il suo volto moderato

Una platea calma e ordinata: è il nuovo volto di Hamas in vista delle prossime elezioni politiche. Questo è un comizio a Khan Yunis nella Striscia di Gaza.

La propaganda punta su una politica di buongoverno e sulla lotta alla corruzione. Sparito dai programmi ufficiali il proposito di distruggere lo stato ebraico.

Anche se sui muri campeggiano le immagini di "martiri", palestinesi uccisi nei raid israeliani. E dal palco Mahmud al-Zahar promette alla folla: "Non faremo colloqui di pace con Israele, né ora né in futuro".

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas ieri ha avvisato che potrebbe dimettersi piuttosto che essere costretto a governare insieme a chi non vuole riprendere il processo di pace. Il suo partito, il Fatah, rimane in testa ai sondaggi. Hamas, presente per la prima volta in una competizione per l'assemblea parlamentare, segue. Ma a pochissimi punti di distanza.
Maxi operazione antipedofilia in Spagna. Più di trenta arresti

A segno un'operazione contro la pornografia infantile in Spagna. La polizia ha arrestato 33 persone: professionisti, insegnanti e pensionati, tra loro anche un sacerdote. Hanno acquistato e distribuito su internet foto, che la polizia ha definito "impressionanti", di bambini dell'est.

I siti, gestiti da residenti negli Stati Uniti e in Bielorussa, ordinavano le immagini per genere, come spiega un agente.

L'operazione Falcon ha preso il via grazie a informazioni della polizia statunitense, gli utenti sono stati poi ritracciati dal codice delle carte di credito usate per acquistare le foto.

"Questa operazione - ha detto Jose Antonio Alonso, ministro agli interni - mira a difendere i giovani, che sono il nostro futuro".

Nel corso dell'ultimo anno la polizia spagnola ha attuato 9 grandi operazioni di questo genere contro la pornografia infantile.

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Mercoledi, 18 Gennaio, 2006

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Nucleare: : Russia e Cina contrarie alle sanzioni all'Iran

Si precisano le posizioni sul dossier del nucleare iraniano. I cinque membri del Consiglio di sicurezza e la Germania ieri sera hanno deciso la convocazione dell'Agenzia dell'Onu per l'energia atomica per il 2 e il 3 febbraio, ma non hanno trovato un accordo sul contenuto della risoluzione da sottoporre all'Aiea. A chiarire la posizione della Russia è stato il ministro degli esteri Sergei Lavrov: le sanzioni, ha detto, "non sono né il migliore né l'unico metodo per risolvere il problema". Ieri il presidente Putin aveva invitato a essere prudenti sulla questione.Anche Pechino ha espresso la sua contrarietà alle sanzioni attraverso un portavoce, che ha spiegato: "La Cina crede che il miglior modo di risolvere il problema del nucleare iraniano sia attraverso negoziati pacifici. Perciò riteniamo urgente che le parti portino pazienza e che riprendano i colloqui fra l'Iran e la troika europea". Francia, Germania e Gran Bretagna, che hanno condotto i negoziati, e i tre membri del Consiglio di sicurezza non europei - Stati Uniti, Russia e Cina -concordano che l'Iran vada deferito all'Onu. Ma sulla bozza di risoluzione è necessario il consenso di tutti i membri permanenti, che in sede di votazione potrebbero altrimenti esercitare il diritto di veto.

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Hamas minaccia ritorsioni dopo l'uccisione di un suo dirigente a Tulkarem

Minacciano ritorsioni, i dirigenti del movimento radicale Hamas dopo l'uccisione, la scorsa notte a Tulkarem, di Thabet Mahmud Sallah ad-Din, comandante locale delle brigate Ezzedin el-Qassam.

Sallah ad-Din aveva 24 anni, ed è stato ucciso nel corso di una operazione dell'esercito. Secondo la versione israeliana l'uomo sarebbe stato colpito durante un conflitto a fuoco, secondo quella palestinese sarebbe morto in seguito a un ordigno collocato dai soldati.

Episodi di violenza non solo a Tulkarem. Anche a Hebron, sempre in Cisgiordania, dove le autorità israeliane hanno dichiarato il quartiere ebraico "zona militare chiusa" e vietato l'accesso ai non residenti.

Nel centro di Hebron, 140.000 abitanti quasi tutti palestinesi, vivono 600 coloni israeliani ultraortodossi in parte occupando case e negozi appartenenti a palestinesi. Il piano del governo è quello di evacuarli, ma a questa soluzione si oppongono i settori più oltranzisti.

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Martedi, 17 Gennaio, 2006

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Non appartengono all'Austria le tele di Klimt requisite dai nazisti

Torneranno agli eredi dei legittimi proprietari cinque quadri di Gustav Klimt, conservati al Museo Belvedere di Vienna dopo essere stati espropriati dai nazisti, nel 1938.

E' la decisione della Commissione di arbitraggio, al lavoro da otto mesi per chiarire una disputa giudiziaria che oppone i discendenti della famiglia ebraica e le autorità austriache.

"Vorrei che i quadri restassero al museo" dice Maria Altmann 89 anni, residente in California, nipote del primo proprietario. "Chiunque dovesse comprarli spero di vederli al museo, e non nelle collezioni private".

La controversia legale era giunta fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti, a cui si era rivolta la signora Altmann, discendente di Ferdinand Bloch-Bauer, ricco industriale e mecenate ebreo.

Ferdinand era anche il marito di Adele Bloch-Bauer, ritratta nel celeberrimo quadro divenuto poi l'icòna dello Jugendstil viennese, visitato ogni anno da decine di migliaia di turisti.

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Lunedi, 16 Gennaio, 2006

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Milano: 100 mila donne per difendere la 194. Roma: in 50 mila per i PACS


"Usciamo dal silenzio" si leggeva sullo striscione che ha aperto, a Milano, la manifestazione delle donne in difesa della legge sull'aborto. La 194 ha quasi trent'anni, ma in questi ultimi mesi è tornata al centro del dibattito, innestandosi sulla polemica in atto sull'influenza politica della Chiesa in Italia.

In 100 mila hanno raggiunto il capoluogo lombardo, brandendo vecchi simboli, con ironia: "Li spazzeremo via - diceva una manifestante - Sono venuta con una scopa perché le streghe sono tornate. Li spazzeremo via, il governo, Ruini e tutta la loro combriccola...perché noi donne abbiamo il diritto di decidere quello che dobbiamo e possiamo fare".

"Tutte le donne si stanno mobilitando - aggiungeva un'altra militante - perché la libertà delle donne è la conquista culturale più importante di un paese moderno e avanzato".

Fra tante donne c'erano anche degli uomini. Uno di loro ha dichiarato: "Sono venuto qui a Milano per difendere la laicità dello stato".

Il corteo milanese era gemellato con quello organizzato nel pomeriggio a Roma a favore dei PACS, i patti civili di solidarietà, e delle unioni omosessuali. Nell'ambito della manifestazione, che ha riunito almeno 50 mila persone, il giudice della Cassazione Giovanni Palombarini avrebbe dovuto celebrare, simbolicamente, cinque unioni, ma poi non lo ha fatto. Il cambio di programma è avvenuto all'ultimo momento, per evitare provvedimenti disciplinari.

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Iran: abbiamo diritto al nucleare e non vogliamo la bomba. Se ci sanzionate ci difenderemo


L'Iran ha diritto all'energia nucleare e si rifiuta di negoziare un'eventuale sospensione delle proprie ricerche. Lo ha detto in una conferenza stampa a Teheran il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, aggiungendo che anche di fronte a un'ingiunzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU il programma non verrebbe interrotto.

Ahmadinejad ha di nuovo assicurato che il suo paese non cerca di dotarsi dell'arma atomica e che se sanzioni venissero imposte, la Repubblica islamica si difenderebbe, magari facendo leva sul petrolio: "Usano con noi un linguaggio illegale e molto severo - ha dichiarato Ahmedinejad - ma loro hanno più bisogno di noi di quanto noi abbiamo bisogno di loro".

Ieri i colloqui a Washington fra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente degli Stati Uniti George Bush avevano mostrato che sull'Iran americani ed europei vedono le cose alla stessa maniera.

Insieme a Gran Bretagna e Francia, la Germania sta negoziando con Teheran per conto dell'Unione. Martedì gli iraniani avevano tolto i sigilli ad alcuni siti. Due giorni dopo gli europei avevano ipotizzato un approdo del dossier Iran al consiglio di sicurezza dell'ONU. Teheran ha risposto minacciando di rifiutare i controlli dell'AIEA.

Gli occidentali temono che la Repubblica islamica usi le ricerche sul nucleare civile per scopi militari. Oggi il vice ministro degli esteri tedesco Gernot Erler ha affermato che imporre sanzioni economiche all'Iran vorrebbe dire imboccare una strada molto pericolosa.

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Falso allarme per il virus H5N1 in Belgio, ma la paura resta


Non è risultato positivo ai test per l'influenza aviaria l'uomo ricoverato in Belgio, ma la paura resta.

Nel pomeriggio di oggi, il ministro belga della sanità ha affermato che, stando ai primi esiti dei test, il paziente ricoverato non è affetto dalla malattia. Per i risultati definitivi si dovrà attendere fino a domani.L'uomo, un giornalista, di origine russa, era rientrato giovedì sera dalla Turchia, dove si era recato per un reportage e aveva sostato in una delle province dove il virus è stato registrato.

Se il Belgio tira un sospiro di sollievo, la paura resta. Dal 2003, quando per la prima volta si rilevò il virus nell'estremo oriente, l'influenza aviaria è giunta fino alle porte dell'Europa, con i tre morti dei giorni scorsi in Turchia.

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Domenica, 15 Gennaio, 2006

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Usa: la polvere di stelle scende sulla terra

La sonda spaziale americana Stardust atterra stamane nel deserto dello Utah dopo un viaggio di sette anni e cinque miliardi di chilometri: Giove e ritorno. A bordo ha preziose particelle di polveri spaziali imprigionate in un disco di aerogel, un materiale leggerissimo messo a punto appositamente per questa missione.

La capsula contiene anche la polvere e le foto della cometa Wild 2 di cui ha attraversato la coda il 2 gennaio 2004.

Le particelle potrebbero portare a importanti rivelazioni sulla formazione dei pianeti, come dichiara l'ex responsabile del progetto Ken Atkins:

"Avere queste polveri di cometa è come ritrovare uno scrigno sotterrato 4 miliardi e mezzo di anni fa".

Stardust atterrerà stamane su un'area militare del deserto dello Utah, una base grande quanto la Val d'Aosta.

La capsula rientrerà nell'atmosfera a 46 mila chilometri all'ora, rallentando a circa 32 chilometri dal suolo grazie ai paracadute. I sistemi della sonda sono stati testati per evitare l'epilogo della Genesis, che nel 2004 si schiantò al suolo in diretta televisiva.

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Sabato, 14 Gennaio, 2006

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Fonti pakistane: il n° 2 di Al Quaida non fra le vittime del raid a Damadola

Secondo un alto funzionario pakistano, il n° 2 di Al Quaida, l'egiziano Ayman al Zawahri, non si trovava nel villaggio pakistano attaccato da droni della CIA la notte scorsa.

Il bombardamento ha provocato 18 morti civili, fra cui donne e bambini, e alcuni corpi estratti dalle macerie sarebbero di persone non residenti nella zona, ma fra loro non figurerebbe Al Zawahri.

Gli aerei teleguidati hanno distrutto 3 abitazioni a Damadola, in un'area tribale pashtun frntaliera con l'Afghanistan, i cui 6 milioni di abitanti sono considerati simpatizzanti dell'ex regime talibano.

Sul luogotenente di Osama Bin Laden, gli Stati Uniti hanno posto una taglia di 25 milioni di dollari. In un video diffuso venerdì scorso, il n° 2 di Al Quaida aveva salutato la vittoria dell'Islam in Iraq e affermato che gli americani hanno perso la guerra.

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Marty: gli europei sapevano delle Guantanamo europee ma hanno chiuso un occhio

I paesi europei sapevano delle prigioni segrete della CIA sul continente, ma sono rimasti passivi. Sono le prime conclusioni cui è giunto il senatore svizzero Dick Marty, cui il Consiglio d'Europa ha affidato un'inchiesta sulle attività dell'intelligence americana in Europa nell'ambito della lotta al terrorismo. L'inchiesta si concluderà il 23 gennaio.

Marty: "Il problema non riguarda solo la Romania e la Polonia. Sarebbe troppo semplice criminalizzare solo questi due stati. E' tutta l'Europa che ha accettato la legge del silenzio. Perché se è chiaro che è successo qualcosa in Polonia e Romania, è accaduto qualcosa anche in molti altri stati".

Il quotidiano svizzero Le matin, pubblica la fotocopia di un fax intercettato dai servizi segreti elvetici e proveniente dall'Egitto che proverebbe l'esistenza di centri di detenzione segreti in Romania, Ucraina, Kosovo, Ex repubblica jugoslava di Maedonia e Bulgaria.

Nella conferenza stampa Marty ha esplicitamente citato il caso di Abu Omar, l'ex imam di una moschea di Milano che la CIA avrebbe rapito nel 2003, trasportato in Germania e poi trasferito in Egitto, dove avrebbe subito torture.

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Gran Bretagna: giro di vite contro potenziali maniaci assunti nelle scuole

In Gran Bretagna il ministro dell'istruzione Ruth Kelly annuncia un inaspirmento della legge in vigore, dopo aver ammesso che una ventina di persone segnalate per reati sessuali sono finite a lavorare a contatto con ragazzi e bambini.

"La legge oggi richiede -ha detto di fronte al parlamento- che ogni caso venga considerato singolarmente e che siano i ministri competenti a decidere sulla base di prove e raccomandazioni quando un individuo compare nel registro dei criminali sessuali".

La polemica è riemersa negli ultimi giorni quando si è scoperto che un uomo segnalato per aver visitato siti pedofili, Paul Reeve, è risultato un insegnante di educazione fisica: non figurava nelle liste del ministero, ma in quelle della polizia. Il ministro Kelly, di cui l'opposizione ha già chiesto le dimissioni, ha assicurato che gli elenchi verranno riuniti.

La Gran Bretagna è rimasta inorridida dal caso di Holly e Jessica, le due bambine di 10 anni uccise tre anni fa dal bidello della loro scuola, un maniaco già conosciuto dalle forze dell'ordine.

 

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Venerdi, 13 Gennaio, 2006

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Sharon si aggrava. Scontro a destra sulla sua eredità politica


Israele continua a seguire con il fiato sospeso, nella speranza di un miracolo, le notizie - per altro poco confortanti - che arrivano dall'ospedale Hadassah di Gerusalemme dove i medici hanno iniziato e già interrotto il risveglio dal coma di Ariel Sharon, il cui stato è ora aggravato da un soffio al cuore.
Intanto la politica, dopo una settimana di stop, riaccende i motori. All’orizzonte si fanno sempre più vicine le cruciali politiche del 28 marzo. Le prime del dopo-Sharon perché anche se il premier emergerà vivo dal grave ictus che lo ha colpito la settimana scorsa, appare praticamente escluso che possa riprendere la vita politica. A rompere gli indugi è stato proprio il partito di Sharon, Kadima, ora guidato dal braccio destro di Sharon Olmert. Negli ultimi sondaggi i centristi di Kadima si vedono assegnati una cifra record di seggi: 44-45, su un totale di 120. I principali rivali (Likud e laburisti) vengono molto ridimensionati, i centristi dello Shinui, secondo i sondaggi, sono prossimi a scomparire dalla scena politica.
In questo contesto Kadima ha divulgato un'idea controversa secondo cui Sharon potrebbe essere presentato simbolicamente al primo posto della lista elettorale, seguito da Ehud Olmert (che sarebbe di fatto il candidato alla carica di premier), da Shimon Peres e quindi da Zipi Livni: attuale ministro della giustizia che potrebbe essere chiamata agli esteri. L'ovvio intento è quello di sfruttare al massimo l’atmosfera di affetto e di apprensione diffusasi in Israele con il drammatico ricovero del premier.
Intanto il portavoce di Kadima ha sferrato un duro attacco al leader del Likud Benyamin Netanyahu accusandolo di essersi presentato come «successore naturale di Sharon» in una intervista al New York Times. «Questo è il massimo del cinismo - ha osservato un dirigente di Kadima - Netanyahu senza pudore pensa solo ai propri guadagni elettorali, mentre il premier versa in condizioni gravi».
Il Likud ha replicato che la formula di «Netanyahu diretto erede di Sharon» era una libera impressione dell'intervistatore, ma non una dichiarazione del dirigente israeliano: questi aveva preferito conversare con il giornalista, e non proprio rilasciargli una intervista, date le gravi condizioni del premier. Ma l'idea di presentare Sharon come capolista di Kadima è stata giudicata altamente provocatoria da tutti i principali partiti israeliani. Yitzhak Herzog (laburista) ha detto che si tratta di una iniziativa «cinica ed irresponsabile». Identico il parere del parlamentare Moshe Cahalon (Likud) che ha condannato «quanti per fini politici prendono un passaggio sulla schiena di Sharon». Per una volta anche la parlamentare Zahava Gal-On (Meretz, sinistra sionista) ha pienamente concordato col suo rivale politico: «Kadima cerca di farsi una abbuffata di seggi sfruttando la degenza di Sharon», ha esclamato.
Kadima ha precisato che si tratta solo di una idea ipotetica. Secondo Netanyahu però quella sorta di tregua politica, osservata per riguardo al primo ministro Ariel Sharon, che aveva portato ad uno slittamento dell’uscita dei ministri del Likud dal governo, è di fatto conclusa. Il leader del Likud, che venerdì vedrà i suoi iscritti andare al voto nelle primarie, ha chiesto dunque ai 4 ministri di rassegnare formalmente le dimissioni al più presto.
Ma i ministri - quello degli Esteri Silvan Shalom, dell'Educazione Limor Livnat, dell'Agricoltura Yisrael Katz e della Salute Danny Naveh - stanno seriamente pensando di disobbedire a Netanyahu. Secondo l'edizione online del quotidiano Haaretz i ministri si sono rifiutati di rimettere il mandato oggi e hanno fatto scivolare la decisione fino a domenica prossima.

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Libero Ali Agca. Nel 1981 attentò alla vita di papa Giovanni Paolo II


E' uscito stamane dal carcere stambuliota di Kartal Mehemet Ali Agca, il cittadino turco autore dell'attentato contro papa Wojtyla. Attorniato da agenti della sicurezza e ancora in manette, l'ex lupo grigio è salito su una automobile che lo ha portato fuori dal cortile della prigione.

Già all'alba davanti al penitenziario di massima sicurezza si era radunata una folla di giornalisti, cameraman e semplici curiosi. Tra di loro anche una delegazione dei Lupi grigi, il misterioso gruppo clandestino di cui Agca faceva parte, che hanno lanciato fiori al passaggio dell'automobile con lui a bordo.

La stampa turca riferisce anche dell'entusiasmo degli ambienti ultra-nazionalisti per il ritorno alla libertà dell'uomo che cercò di uccidere il papa.

I primi istanti fuori dal carcere Ali Agca li ha trascorsi in un ospedale militare, dove gli è stato notificato l'obbligo di prestare il periodo di leva a cui si era finora sottratto. Dopo le visite mediche, è stato trasferito su un veicolo militare all'Accademia di fanteria, dove potrebbe restare un solo mese.

Agca, condannato all'ergastolo, ha avuto commutata la pena in otto anni di prigione, potendo così accedere alla libertà condizionale per buona condotta.

 

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Giovedi, 12 Gennaio, 2006

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Primo caso di influenza aviaria in un uomo in Romania


Primo caso umano di influenza aviaria in Romania. Si tratta di un cittadino turco che è stato ricoverato nella notte in un ospedale di Bucarest.

Gli esami fatti sul paziente non confermano al momento la presenza del virus H5N1. Le autorità del Paese hanno comunque dichiarato lo stato d'allerta epidemiologica dopo che nella vicina Turchia due persone sono morte di influenza aviaria nei giorni scorsi e almeno 15 persone sembrano aver contratto il virus.

Misure di sicurezza sono state adottate anche in Georgia, dove equipe di veterinari tengono sotto controllo le regioni vicine al confine con la Turchia.

Il governo ha messo in atto severe misure di controllo al fine di evitare la diffusione del virus. Alle misure di prevenzione si uniscono quelle di informazione, con la distribuzione di depliant il ministero della Salute illustra i principali pericoli dell'influenza e le prime cose da fare di fronte a un caso sospetto.

A Tokio si è aperta intanto una conferenza internazionale di due giorni della OMS dedicata alle forme di lotta contro una possibile pandemia causata dal virus H5N1.

Dal 2003, quando l'influenza è iniziata, almeno 78 persone sono morte a causa del virus, quasi tutte nel sud est asiatico.

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Israele: dimissioni dei ministri del Likud dal governo


Si sono dimessi nella mattinata tre dei quattro ministri del Likud dal governo israeliano. Il gesto arriva dopo un gioco di forza all'interno del partito. Stamani, ignorando l'ordine del leader Netanyahu che pretendeva le dimissioni per stamani, i ministri annunciavano di dimettersi sì ma domenica prossima, adducendo come motivazione il fatto che oggi si tiene la riunione del comitato centrale del partito per scegliere i candidati delle legislative di marzo.

Un gesto che ai più è sembrato una prova di forza nei confronti del leader Netanyahu.

I tre ministri sono i responsabili del dicastero dell'Educazione, della Salute e dell'agricoltura, le dimissioni del ministro degli Esteri Shalom sono attese nelle prossime ore.

Il gesto avrebbe conseguenze non indifferenti in vista delle elezioni .L'attuale premier Ehud Olmert sostituirebbe i ministri dimissionari con esponenti di Kadima, la formazione creata il mese scorso da Ariel Sharon.Il governo, che resterebbe in carica per appena qualche settimana, potrebbe condurre la volata finale alle legislative.

A aiutare la possibile, designazione dell'ex premier laburista Simon Peres, passato nelle file di Kadima, a ministro degli Esteri.

Oggi Kadima è dato in testa ai sondaggi, l'aumento di popolarità sembra legato alle gravi condizioni di salute di Sharon.

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Mercoledi, 11 Gennaio, 2006

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Ariel Sharon respira autonomamente e muove gli arti destri

Ariel Sharon sta rispondendo bene alla progressiva riduzione dei sedativi che da giovedì lo mantengono in coma farmacologico. L'equipe medica dell'ospedale Hadassah di Gerusalemme ha comunque sottolineato che le condizioni del premier israeliano restano molto critiche.

"Ha cominciato a muovere leggermente la mano e la gamba destra - ha spiegato il direttore dell'ospedale Shlomo Mor-Yosef -. Questi segni sono dovuti a una leggera elevazione della pressione sanguigna provocata dalla diminuzione dei sedativi. E mostrano una certa attività del cervello".

"Siamo solo all'inizio di una lunga strada per la quale il premier deve passare - ha precisato il professor Félix Umanski, direttore del dipartamento di neurochirugia -. Dobbiamo essere molto cauti sulla prognosi. Ma faremo tutto il possibile per fargli superare la situazione".

Gli israeliani, alcuni dei quali si sono accampati davanti all'ospedale, hanno seguito con grande emozione l'evolversi della situazione fin dal ricovero mercoledì sera. Per sapere se Sharon ce la farà bisognerà aspettare alcuni giorni fino a quando sarà completata la fase di risveglio dal coma farmacologico. Solo allora si potrà dire quali sono i danni cerebrali. Ma di positivo adesso c'è che Sharon risponde agli stimoli e che i movimenti del suo corpo aumentano in modo significativo.

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Hasan Geris, capovillaggio, denuncia l'imprepararazione delle istituzioni sanitarie turche:

"Ufficiali di governo ci hanno detto stamane di non avere abbastanza attrezzature e personale, così ci hanno chiesto di cooperare. Noi dobbiamo raccogliere tutto il pollame in una buca, poi loro verranno a ucciderlo".

La situazione in Turchia viene seguita da vicino dagli inviati dell'Oms, che temono la possibilità che il virus compia un salto di genere, arrivando a diffondersi da umano a umano.

Il timore del propagarsi dell'influenza aviaria ha spinto la Germania a intensificare i controlli alle frontiere, specie sui mezzi in provenienza dalla Turchia.

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Ariel Sharon respira autonomamente e muove gli arti destri

Ariel Sharon sta rispondendo bene alla progressiva riduzione dei sedativi che da giovedì lo mantengono in coma farmacologico. L'equipe medica dell'ospedale Hadassah di Gerusalemme ha comunque sottolineato che le condizioni del premier israeliano restano molto critiche.

"Ha cominciato a muovere leggermente la mano e la gamba destra - ha spiegato il direttore dell'ospedale Shlomo Mor-Yosef -. Questi segni sono dovuti a una leggera elevazione della pressione sanguigna provocata dalla diminuzione dei sedativi. E mostrano una certa attività del cervello".

"Siamo solo all'inizio di una lunga strada per la quale il premier deve passare - ha precisato il professor Félix Umanski, direttore del dipartamento di neurochirugia -. Dobbiamo essere molto cauti sulla prognosi. Ma faremo tutto il possibile per fargli superare la situazione".

Gli israeliani, alcuni dei quali si sono accampati davanti all'ospedale, hanno seguito con grande emozione l'evolversi della situazione fin dal ricovero mercoledì sera. Per sapere se Sharon ce la farà bisognerà aspettare alcuni giorni fino a quando sarà completata la fase di risveglio dal coma farmacologico. Solo allora si potrà dire quali sono i danni cerebrali. Ma di positivo adesso c'è che Sharon risponde agli stimoli e che i movimenti del suo corpo aumentano in modo significativo.

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Israele, prima riunione di Governo presieduta da Ehud Olmert

 

La vita politica continua, in Israele. Il vicepremier Ehud Olmert ha tenuto la sua prima conferenza stampa nella veste di capo del Governo ad interim. Uomo politico di lungo corso, ex leader del Likud, architetto del ritiro israeliano da Gaza, il sessantenne Olmert è stato il primo a seguire Ariel Sharon nel nuovo partito Kadima. Ora è candidato a prendere la leadership della formazione politica, data sempre favorita alle elezioni politiche del 28 marzo.In mattinata, Olmert aveva presieduto la riunione settimanale del Gabinetto, la prima senza Ariel Sharon, con la sedia dell'anziano leader lasciata vuota."Se potessimo parlargli - ha detto Olmert - sono sicuro che Arik ci solleciterebbe tutti a metterci al lavoro nell'interesse della sicurezza e dell'economia di Israele. Ed è quello che abbiamo intenzione di fare adesso, continuando nel lavoro da lui avviato".La riunione di Gabinetto ha esaminato il bilancio dello Stato e il budget 2006. I conti pubblici di Israele sono stati definiti soddisfacenti.

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Khamenei: "L'Iran continuerà a sviluppare la tecnologia atomica"

L'Iran non rinuncia alla tecnologia nucleare e non teme eventuali sanzioni internazionali. Lo ha detto la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, dopo che il portavoce del governo di Teheran aveva confermato l'avvenuto riavvio delle attività di ricerca, nonostante il parere negativo di Stati Uniti e Unione europea.

"Sto perdendo la pazienza: la comunità internazionale sta perdendo la pazienza. E' in ballo la credibilità del processo di controllo" è la reazione di Mohammed el Baradei, capo dell'Agenzia atomica dell'Onu.

"Quello che ho capito è che vogliono procedere con test meccanici di centrifughe che non comportino l'uso di materiali nucleari".

Il ministro tedesco degli esteri, Frank Walter Steinmeier, ha dichiarato che la comunità internazionale dovrà prendere provvedimenti: "Questo comportamento viola gli accordi raggiunti a Parigi con Francia, Gran Bretagna e lo stesso Iran. Non possiamo lasciarlo senza conseguenze. Ne discuteremo con i colleghi francesi e britannici questa settimana, entro giovedi' al massimo"

L'Iran aveva ripreso nell'agosto scorso la conversione dell'uranio, ultimo passo prima dell'arricchimento, tecnologia che puo' essere impiegata per costruire ordigni atomici.

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Martedi, 10 Gennaio, 2006

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Estradato dal Belgio alla Francia il "serial-killer" di ragazzine

 

Il serial killer Michel Fourniret è stato estradato in Francia, dove sarà giudicato per 7 dei 13 omicidi di ragazzine di cui è accusato. Conosciuto come l'"orco delle Ardenne", Fourniret è stato accompagnato sotto scorta alla frontiera tra Belgio e Francia, preso in consegna dalle autorità francesi e condotto al tribunale di Charleville Mezières per le notifiche giudiziarie.La procedura seguita è innovativa, come conferma il procuratore belga Arnould d'Aspremont Lynden: "L'estradizione non è una novità. Ma in questo caso trasmettiamo ai giudici di un altro Paese anche tutti gli atti della nostra inchiesta. E' un passo in avanti verso l'integrazione giudiziaria europea".Le misure di sicurezza prese al posto di frontiera di Gue d'Hossus sono senza precedenti. Oltre all'imputato, sono passati di mano decine di scatoloni contenenti i documenti dell'inchiesta."E' la prima volta - dice un poliziotto belga - che un'estradizione richiede un simile dispositivo di sicurezza, col blocco della circolazione".Michel Fourniret, reo confesso per una parte degli omicidi attribuitigli, è anche accusato dalla moglie, sua complice, già estradata in Francia. I fatti si sono svolti tra il 1987 e il 2001. Nel 2004, i corpi di due vittime vennero trovati sepolti nel giardino di casa della coppia.

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Lunedi, 9 Gennaio, 2006

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Sharon, sempre grave e stazionario. Oggi si decide se risvegliarlo dal coma

Le condizioni di Ariel Sharon rimangono critiche ma stabili. Ron Kromer, il portavoce dell'ospedale Hadassa di Gerusalemme dove è ricoverato il premier israeliano ha detto che nella notte non sono sopraggiunti cambiamenti.

Ma oggi sarà il giorno della verità per il paziente. I medici che, come ogni mattina si riuniranno fra poco per consultarsi, dovrebbero decidere quando risvegliare Sharon dal coma indotto, per poter finalmente valutare l'entità dei danni subiti dal cervello dopo l'emorragia cerebrale che lo ha colpito mercoledì notte.

I problemi di salute del premier israeliano erano cominciati a metà dicembre con una lieve ischemia, poi l'improvviso peggioramento. L'ultima TAC ha comunque fornito elementi rassicuranti, in particolare una riduzione dell'edema e un ritorno a una pressione intracranica normale.

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Regno Unito: Kennedy si dimette da capo dei Liberal Democratici

Charles Kennedy lascia la leadership del partito Liberal Democratico britannico. Una decisione maturata dopo aver ammesso di avere problemi con l'alcol.

"Mi ritiro dalla guida del partito. E non mi ripresenterò come candidato alle prossime consultazioni interne".

Criticato a lungo dalla nuova guardia per assenza di dinamismo, Kennedy ha confessato giovedì la sua dipendenza dalla bottiglia, ma ha aggiunto anche di non bere più da due mesi e di essersi affidato a degli specialisti. Dichiarazione shock alla quale un terzo dei Lib-Dem ha reagito chiedendo le dimissioni di Kenndy da capo del partito.

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Domenica, 8 Gennaio, 2006

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Turchia. Altri focolai di inflenza aviaria. Polemiche sulla prevenzione

In Turchia sono stati individuati altri 3 focolai di influenza aviaria, mentre fioccano le critiche sulle autorità accusate di aver abbassato la guardia dopo il primo allarme, in ottobre.

Pochi giorni fa tre bambini, appartenenti alla stessa famiglia, sono morti a causa del virus H5N1. La contaminazione è avvenuta nella cittadina orientale di Dogubeyazit. Poco lontano, a Van, sono stati scoperti altri due casi umani, ma non si sa ancora se si tratti dello stesso ceppo virale. Con un salto di oltre mille chilometri verso ovest, ora la malattia si dichiara anche nella provincia di Bursa.

Parlando della contaminazione umana avvenuta nell'est del paese, il presidente dell'ordine dei medici turchi, Gencay Gursoy, ha detto che era inevitabile, perché in queste aree molto povere, gli abitanti vivono a stretto contatto con il bestiame, non è raro che il pollame entri addirittura in casa.

Cambiare le abitudini in poco tempo non è facile, ma almeno il governo chiede alla gente di non nascondere i propri uccelli, assicurando che verranno versati indennizzi per ogni animale eliminato. La distruzione di tutti i capi nelle zone infettate è per ora l'unico mezzo per sbarrare la strada all'epidemia.

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Sabato, 7 Gennaio, 2006

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Liberati i cinque ostaggi italiani nello Yemen


Sono sani e salvi, ha dichiarato stamane un responsabile del governo locale, la conferma è arrivata anche dalla Farnesina. Non sono ancora noti i dettagli del rilascio: l'esercito yemenita circondava da giorni la zona dove i turisti venivano tenuti in ostaggio. Per giorni si è discusso sulla possibilità di un blitz scoraggiato dalle autorità italiane.

I cinque turisti, tre donne, due uomini, erano stati rapiti da alcuni membri della tribù Zaidi il primo gennaio mentre si recavano verso sito archeologico nell'est del paese, nella provincia di Marib. I sequestratori chiedevano la liberazione di otto detenuti. Le donne hanno avuto la possibilità di essere liberate poco dopo il sequestro, ma si sono rifiutate di abbandonare i loro compagni.

Decine di turisti sono stati presi in ostaggio negli utlimi dieci anni. Per questo si è tenuta recentemente una manifestazione contro i sequestri nella capitale Sanaa. La maggior parte degli stranieri sono stati liberati, sebbene nel '98 quattro occidentali e nel 2000 un diplomatico norvegese siano rimasti uccisi in assalti falliti delle autorità.

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Sempre più grave Ariel Sharon: in sala operatoria dopo una nuova emorragia

Dopo una nuova emorragia cerebrale, Ariel Sharon è stato portato ancora in sala operatoria. Il premier israeliano ha visto le sue condizioni peggiorare dopo una notte relativamente tranquilla.

Shlomo Mor Yosef, medico dell'ospedale Hadassah di Gerusalemme ha spiegato che a rivelare la nuova emorragia è stata una risonanza magnetica questa mattina. I medici hanno deciso quindi di operare per due motivi: per intervenire sulla nuova emorragia che si è prodotta. Ma anche per far diminuire la pressione del sangue nella scatola cranica ed evitare così nuove emorragie.

A metà dicembre Sharon era stato colpito da una lieve ischemia ma si era ripreso rapidamente. Mercoledì sera, dopo un nuovo ictus, è stato sottoposto a due delicate operazioni al cervello durate in totale 7 ore. Poi è stato fatto entrare in uno stato di coma artificiale.

Alla notizia del peggioramento di Sharon, il figlio Omry è arrivato all'ospedale di Gerusalemme.

Secondo le intenzioni dei medici, il paziente doveva essere mantenuto in coma farmacologico almeno fino a domenica, ma la misura - dicono - potrebbe essere necessaria anche per un periodo più lungo.

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Venerdi, 6 Gennaio, 2006

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Quando Sharon non ci sarà più...

È il 25 dicembre del 2005: a passo sicuro Ariel Sharon si presenta alla Knesset per la consueta riunione di governo domenicale. La settimana prima ha avuto un ictus. Ma questa volta è diverso. L'èra Sharon potrebbe davvero chiudersi, lasciando un paese allo sbando politico.

Sharon ha la fibra del soldato, determinato e spregiudicato, e la finezza del politico consumato. Della sua coraggiosa determinazione dà prova ancora un anno fa, facendo votare il piano di ritiro unilaterale da Gaza, dopo 38 anni di occupazione. Una decisione che provoca una crisi di governo, che lui supera brillantemente. Non altrettanto il suo partito, il Likud.

Protagonista assoluto della vita politica israeliana degli ultimi cinque anni, Sharon si lancia in un'altra scommessa il 21 novembre scorso: chiede al presidente Katzav di sciogliere la Knesset e convocare elezioni anticipate. Qualche ora dopo annuncia che lascia il Likud e fonda un nuovo partito di centro: Kadìma, Avanti.

Il partito di Sharon parte alla grande, i sondaggi gli attribuiscono almeno un terzo dei seggi in parlamento alle elezioni del 28 marzo. Gli israeliani vedono in lui la persona che se eletta manterrà le promesse. Una figura carismatica, quasi un padre della nazione, in grado di proporre una soluzione pragmatica all'eterna questione palestinese.

"Credo che Sharon, che ha saputo convincere 14 membri del Likud a seguirlo, ha capito che la real Politik ci impone di creare confini difendibili, rinunciando al sogno del Grande Israele". Così la pensa un gerosolimitano.

Se Sharon muore Kadìma rimane orfano, costretto a trovarsi in fretta un leader. Diversi i candidati: Ehud Olmert, attuale premier ad interim, dato per favorito; Tzipi Livni, la ministro della giustizia; Shaul Mofaz, ministro della difesa; e, perché no, Shimon Peres, storico leader laburista, che senza essere formalmente iscritto al partito l'ha subito sostenuto.

Anche nel suo caso sarebbe comunque un impresa riuscire a realizzare il piano di Sharon: sgomberare almeno una parte delle 150 colonie di Cisgiordania, abitate da più di 200 mila coloni.

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Giovedi, 5 Gennaio, 2006

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Turchia, una famiglia vittima della febbre aviaria: terza bambina morta oggi


L'influenza aviaria devasta una famiglia in Turchia. Tre ragazzini sono morti stroncati dal virus H5N1 nell'arco di una sola settimana: l'ultima vittima stamane, Hulya, 11 anni. Ieri era morta la sorella Fatma di 15 e nel fine settimana il fratello Mehmet Ali, 14enne.

In ospedale ora si trova anche l'altro fratello di sei anni e mezzo: presenta sintomi simili a quelli costati la vita agli altri tre.

Oltre venti persone, come lui, sono in cura attualmente in Turchia con il sospetto di aver contratto la malattia.

Vivono per la maggior parte nella zona di Van, vicino al villaggio di DOGU-BEYA-ZIT, vicino al confine con l'Iran, nell'est del paese. E' lì che risiede la famiglia decimata dal virus dei polli. L'H5N1 si propaga facilmente dagli uccelli all'uomo. Non a caso le vittime hanno vissuto a lungo a contatto con animali infetti, come ha dichiarato il ministro turco della sanità.

Per bloccare l'epidemia le autorità stanno procedendo a disinfezioni massicce e all'eliminazione di migliaia di volatili.

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Mercoledi, 4 Gennaio, 2006

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Guerra del gas: Mosca accusa Kiev di rubare combustibile, l'Ucraina nega

L'Ucraina smentisce di aver rubato gas diretto verso l'Europa, ma minaccia di farlo se le temperature scenderanno sotto lo zero.Gazprom, il gigante energetico russo, ha accusato Kiev di aver sottratto nella sola giornata di ieri 100 milioni di metri cubi di gas, dopo che Mosca ha ridotto le quantità immesse nei gasdotti di un quarto, la quota destinata all'Ucraina.L'Europa occidentale importa il 25 per cento del suo gas dalla Russia, la maggior parte attraverso i gasdotti che attraversano l'Ucraina. Il taglio è stato deciso da Gazprom dopo che il presidente Viktor Yushenko ha respinto la richiesta russa di aumentare i prezzi del gas da 50 a 230 dollari per mille metri cubi. I paesi europei stanno già cominciando a fare le spese della guerra del gas.Mercoledì a Bruxelles si terrà una riunione d'emergenza di esperti dell'Unione.

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Martedi, 3 Gennaio, 2006

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Guerra del gas: meno combustile in arrivo in Europa occidentale

La guerra del gas russo-ucraina comincia ad avere le prime ripercussioni su tutti i Paesi ad ovest. In Polonia nella giornata di ieri si è registrato un abbassamento della pressione del gas nel sistema nazionale senza avere un impatto sulla clientela. Il ministro dell'economia di Varsavia Piotr Wozniak:"Non c'è nessun effetto, nessuna minaccia di riduzione delle forniture di gas per il consumatore finale. La situazione è simila a quella del febbraio 2004 quando la Russia interruppe l'erogazione verso la Bielorussia".

In Ungheria l'abbassamento della pressione è stato più sensibile. Ieri si era a -25% mentre in mattinata si è scesi a -40%. Ma come negli altri Paesi interessati il ministro ungherese dell'economia Janos Koka ha voluto rassicurare la popolazione: "Le forniture di Gas agli ungheresi saranno garantite, perche abbiamo riserve per diversi mesi. Non saranno penalizzate né le abitazioni né le industre. Parleremo della situazione a Brussels mercoledì".

In Italia il ministro dell'industria Scajola ha fatto sapere che la situazione non è ancora al livello d'allarme e le scorte sono sufficienti. E che in caso di calo dall'est aumenteranno le richieste di gas a Libia e Algeria.

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Lunedi, 2 Gennaio, 2006

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Yemen, rapiti 5 italiani. Tre donne rifiutano la liberazione

Cinque turisti italiani sono nelle mani dei rapitori, nello Yemen. Ma stavolta, l'ennesimo sequestro nel Paese mediorientale conosce un risvolto inconsueto: 3 dei 5 turisti, tutte donne, hanno rifiutato la liberazione per poter restare insieme ai loro compagni di viaggio. Erano già in auto per essere consegnate all'Amasciata italiana, quando le 3 donne hanno chiesto di tornare indietro: "Oliberate tutti o nessuno" avrebbero detto.Il sequestro è avvenuto a Sirwa, nella regione di Marib, 170 chilometri dalla capitale Sanaa. I turisti, che viaggiavano in automobile, facevano parte di un gruppo organizzato.Nello Yemen il rapimento di turisti avviene di frequente, da parte di gruppi armati che di solito chiedono la liberazione di membri delle loro tribù. Sabato scorso era stato rilasciato l'ex sottosegretario tedesco Jürgen Chrobog, sequestrato con la sua famiglia.Al suo arrivo a Colonia, Chrobog ha spiegato che il suo rapimento è avvenuto nonostante che il viaggio fosse stato organizzato dal Governo yemenita in zone che di solito non presentano rischi.Il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ha destituito i governatori e i capi della polizia delle due province dove sono avvenuti gli ultimi sequestri.

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Domenica, 1 Gennaio, 2006

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Gaza, liberati gli ostaggi britannici

Sono stati liberati a Gaza i 3 ostaggi britannici rapiti mercoledì scorso. In un video diffuso qualche ora prima della liberazione, compare Kate Burton, l'operatrice umanitaria di 25 anni che era stata sequestrata al valico di Rafah insieme al padre Hugh e alla madre Helen. Uno dei rapitori delle "Brigate dei Mujahiddin - Gerusalemme" afferma di voler compiere un gesto di buona volontà sollecitando la Gran Bretagna e l'Europa a fare pressioni su Israele.Le "Brigate dei Mujahiddin" avanzano una serie di rivendicazioni, tra cui lo smantellamento della zona d'interdizione creata da Israele a nord della Striscia di Gaza, il rilascio di detenuti palestinesi, libere elezioni a Gerusalemme est.Se le richieste non saranno accolte, il gruppo minaccia di sequestrare alcuni degli osservatori europei che alla fine di gennaio saranno nei territori dell'Autonomia palestinese per vigilare sullo svolgimento delle elezioni politiche.

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Crisi del gas, domani Mosca blocca la fornitura all'Ucraina

Fallito il negoziato dell'ultim'ora, si avvicina il "momento della verità" nel braccio di ferro sul gas tra Ucraina e Russia. Da Kiev, il presidente Viktor Yushenko ha ribadito che la posizione di Mosca è inaccettabile."Ci chiedono 230 dollari ogni mille metri cubi di gas, un prezzo di gran lunga superiore a quello praticato per i Paesi baltici, la Bielorussia, la Turchia, le repubbliche del Caucaso" ha detto.La Russia è accusata di quadruplicare il prezzo del gas solo come forma di pressione politica nei confronti dell'Ucraina. Il presidente di Gazprom Alexei Miller è categorico: "Se l'Ucraina non fiabbisogno nazionale di gas.
rmerà il contratto di accettazione delle nuove condizioni prima della fine dell'anno, alle 10 di mattina del 1.ogennaio bloccheremo la consegna del gas dalla Federazione russa".Il problema non è solo dell'Ucraina, ma anche di tutti i Paesi europei che acquistano gas dalla Russia. Dei 112 miliardi di metri cubi annui che transitano nel territorio ucraino, la maggior parte prosegue per l'Italia, la Germania, la Turchia e altri Paesi. L'Unione Europea ha convocato una riunione, il quattro gennaio, per valutare l'impatto della crisi.Viktor Yushenko ha rassicurato la popolazione ucraina affermando di avere firmato un accordo col Turkmenistan che garantirà la metà del f

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