Lunedi, 31 Gennaio, 2005

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Iraq: al voto 8 milioni di persone tra paura e kamikaze

L'Iraq ha votato, sfidando la guerriglia e non lasciandosi fermare dalla paura. In ogni sede elettorale alle 17:00 ora locale il presidente ha chiuso i seggi, che era già in coda ha potuto comunque deporre la scheda nell'urna.

L'affluenza è stata alta e almeno 8 milioni di persone hanno votato. Le prime stime che parlavano di un'affluenza del 72%, sono state riviste al ribasso. I seggi sono in alcuni casi sono andati quasi deserti, nelle province sunnite, dopo che i leader religiosi locali avevano esortato al boicottaggio.

Una donna dopo il voto grida: viva la libertà. "Non riesco a descrivere i miei sentimenti, precisa, Questa è la prima volta nella storia dell'Iraq e spero che si possa continuare cosi'"

Le votazioni si sono svolte tra imponenti misure di sicurezza. Gli iracheni sono andati a votare sotto lo sguardo vigile dei soldati della loro stessa nazionalità. Una scelta fatta per non dare troppo l'idea dello stato d'occupazione. A Baghdad per precauzione sono stati chiusi l'aeroporto internazionale, i ponti e le principali vie d'accesso alla città.

Questo pero' non è bastato a fermare la violenza. Per tutta la giornata il paese è stato sconvolto da una serie di esplosioni.

Il gruppo che fa capo all'estremista giordano Abu Musab al Zarqawi ha rivendicato su un sito Internet 13 attentati suicidi in coincidenza con la giornata elettorale in Iraq.

Negli attacchi sono morte una quarantina di persone e un centinaio sono rimaste ferite, le esplosioni pero' sono proseguite anche dopo l'inizio del coprifuoco. Nel mirino dei guerriglieri, anche Sard City e Bassorah, dove sono esplosi vari colpi di mortaio.

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Domenica, 30 Gennaio, 2005

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IRAQ. Un ondata di violenza si abbatte sulle elezioni irakene

Raffica di esplosioni in Iraq nelle vicinanzi dei seggi elettorali.A Baghdad un kamikaze si è fatto saltare in aria, mentre era in fila per votare. In un altro un caso si è trattato di un'autobomba che è scoppiata vicino a un seggio nel quartiere Al mansour. Poi un terzo kamikaze si è fatto saltare in aria.

A Sadr city c'è stata uno scoppio all'interno di un seggio, anche a Bassorah c'è stata almeno un'esplosione. . A Baghdad testimoni riferiscono di aver udito molti colpi di mortaio. Difficile fare un bilancio, ma ci sarebbero molti morti e feriti. La guerriglia aveva preannunciato un'ondata di sangue, per questa giornata elettorale.

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MO. Sharon e Abbas: incontro fra due settimane.

Il premier israeliano Ariel Sharon incontrerà il neo presidente palestinese Mahmoud Abbas l'8 febbraio. Sarà il primo faccia a faccia fra i due da quando Abbas è stato eletto alla guida dei palestinesi, il 9 gennaio scorso. I colloqui coincideranno con l'arrivo di Condoleeza Rice, che visita la regione per la prima volta nelle nuove vesti di segretario di stato americano.

Tutta una serie di contatti hanno preparato il vertice Abbas-Sharon, l'ultimo, quello di ieri, fra il ministro della difesa israeliano Shaul Mofaz e l'emissario palestinese Mohammed Dahlan. Giovedì il premier israeliano aveva dichiarato di ritenere ormai riunite le condizioni per uno storico passo avanti verso la ripresa del processo di pace.

Gli sforzi di Abbas per ottenere un cessate il fuoco da parte dei gruppi armati palestinesi, pare dare i primi frutti e il progettato ritiro israeliano da Gaza sembra diventare meno unilaterale. Nella striscia di Gaza, il ridispiegamento delle forze di sicurezza palestinesi prosegue, e la soddisfazione è palpabile.

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Davos. Nessuna decisione concreta sul Doha round

Un sorriso e l'impegno di fare di più per non far fallire i negoziati del Doha round. Non sono andati oltre i ministri di una trentina di paesi -in via di sviluppo e industrializzati- riunitisi ieri a Davos, nell'ambito del Forum economico mondiale.

Il Doha round è un ciclo di incontri e negoziati mirati a liberalizzare gli scambi e lo sviluppo. Lanciato quattro anni fa nel Qatar, il Doha round dovrebbe concludersi, ottimisticamente, entro il 2006.

A Davos si è puntato anche a evitare un buco nell'acqua alla conferenza dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, prevista a Hong Kong a fine anno.

Sabato sono scesi in pista anche gli altermondialisti, per quanto fuori dal perimentro di sicurezza che circonda la struttura dove si svolge il Forum.

Pacificamente i giovani manifestanti hanno dato vita a un corte carnevalesco, travestiti da adoratori del dio dollaro.

E dopo Sharon Stone, a ravvivare il Forum è entrata in scena Angelina Jolie. Quella che è considerata la donna piu' sexy del mondo ha ribadito il suo impegno per la causa dei diseredati del pianeta.

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Sabato, 29 Gennaio, 2005

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Iraq, vigilia di elezioni nella violenza: autobomba esplode davanti a un seggio

La vigilia delle elezioni, in Iraq, è caratterizzata dalla violenza. Come tutta la campagna elettorale. Stamane un'autobomba guidata da un kamikaze è esplosa davanti a un seggio elettorale a Khanakin, a nord-est di Baghdad. Uccise almeno 5 persone, tra cui un bambino. Solo nella giornata di venerdì 7 militari americani e almeno 10 iracheni sono morti in attacchi della guerriglia e nella caduta di un elicottero.Il governo di Baghdad ha imposto straordinarie misure di sicurezza, in vista della consultazione elettorale: la prima dopo la caduta di Saddam Hussein e la prima svolta secondo i princìpi della democrazia da mezzo secolo a questa parte.Le elezioni dividono profondamente il Paese: un sondaggio effettuato dall'istituto americano Zogby International afferma che il 76 per cento dei sunniti, la componente di musulmani minoritaria ma che prevaleva ai tempi di Saddam, boicotterà il voto. Mentre l'80 per cento degli sciiti si recherà alle urne. Secondo gli scettici, si tratta di scegliere tra l'occupazione americana e i partiti legati all'Iran.L'Iraq è ora isolato dal mondo: chiuse le frontiere, bloccato l'aeroporto internazionale, imposto il coprifuoco dalle 19 alle 6 nelle principali città. Molti cittadini si preparano a passare una domenica barricati in casa per non correre il rischio di cadere vittime d'attentati.

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Venerdi, 28 Gennaio, 2005

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Auschwitz: cerimonia solenne per il 60° anniversario della liberazione

Da Auschwitz riparte la speranza per un mondo di pace. Alla cerimonia per il sessantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento polacco, alla presenza di capi di Stato e di Governo, a parlare per primi sono stati i sopravvissuti dello sterminio, coloro che a Auschwitz c'erano.

E che ancora una volta hanno chiesto di non dimenticare.

Ci sono voluti comunque sessant'anni perché nel luogo simbolo dell'orrore, mettendo da parte vecchi rancori, avendo il coraggio di assumere le proprie responsabilità, i rappresentanti di diversi paesi e di diverse religioni si sono incontrati guardando al futuro.

Simon Veil, sopravvissuta all'Olocausto, si è chiesta cosa sarebbero potuti diventare i bambini o gli adolescenti uccisi a Auschwitz o nei ghetti, forse dei filosofi, degli artisti, forse semplici madri di famiglia o abili artigiani. "Non lo so - ha concluso - so però che il ricordo di questi bambini ancora mi tormenta, mi fa piangere".

Il presidente polacco Kwasniewski e il presidente russo Putin, nel loro intervento, hanno reso omaggio all'Armata Rossa che, pagando un tributo altissimo, ha reso possibile la vittoria alleata sul fronte orientale.

Il capo di Stato israeliano Moshe Katzav, chiudendo la serie di interventi, ha dichiarato "a Auschwitz si possono ancora sentire le grida degli ebrei uccisi, ma è dal profondo di Auschwitz che si è levata la speranza. Dalle nostre ceneri siamo rinati e tornati a casa, nella nostra terra". La cerimonia, nel corso della quale si è firmata la Carta internazionale del centro di educazione su Auschwitz e l'Olocausto, si è conclusa con l'accensione delle candele, simbolo di vita e speranza.

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Berlino-Londra-Trieste: 3 appuntamenti per non dimenticare Auschwitz

La storica giornata è stata ricordata anche dal parlamento tedesco, riunito in seduta straordinaria. Presenti i vertici dell'esecutivo di Berlino, dal cancelliere Schroeder al ministro degli esteri Fischer.

L'Assemblea ha seguito commossa la testimonianza di un sopravvissuto tedesco, ebreo trasferito in ben sette diversi campi di concentramento.

La seduta parlamentare si è chiusa con l'esibizione del cantante tedesco Wolf Biermann, figlio di una vittima di Auschwitz.

A Londra la regina Elisabetta ha commemorato il Giorno dell'Olocausto in una cerimonia a cui hanno partecipato sopravvissti e veterani di guerra.

La sovrana ha acceso la prima di 60 candele nella grande sala medievale, a fianco del parlamento di Londra.

E ieri sera un corteo ha attraversato le vie di Trieste sino alla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio nazista in Italia. Sono state ricordate le vittime omosessuali internate nei lager. Una targa commemorativa è stata scoperta in loro onore.

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Giovedi, 27 Gennaio, 2005

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Il numero delle vittime del dottor Morte sarebbe molto piu'alto di quello

presunto. Il medico britannico Harold Shipman - qui nelle immagini - avrebbe ucciso circa 250 pazienti fra il 1971 e il 1998. E' la conclusione a cui è giunta un'inchiesta ordinata dal governo di Londra per fare luce sui misfatti del serial killer britannico. Il rapporto redatto dal giudice Janet Smith attribuisce al medico almeno altre 35 nuove morti sospette durante i primi anni di carriera in un'altra unita' sanitaria locale: il rapporto sottolinea "un'innata propensione nel dare la morte."

Condannato al carcere a vita nel 2000 per i soli quindici omicidi fino ad allora accertati Shipman e' stato trovato impiccato nella sua cella nel gennaio del 2004. L'inchiesta in seguito accerto' che il dottor morte aveva ucciso in tutti 215 pazienti con iniezioni letali di morfina durante gli anni in cui svolse la funzione di medico della mutua a Hyde, una cittadina vicino Manchester.

L'ultimo capitolo dell'inchiesta è stato aggiunto oggi con questo rapporto e riguarda, appunto, i primi anni di carriera di Shipman a Pontefract nel nord dell'Inghilterra dove comincio' a lavorare come medico praticante nei primi anni 70. Solo tre dei 35 morti sono stati accertati - secondo il rapporto - ma per gli altri, tra cui una bambina di 4 anni nel 1972, ci sono dei forti sospetti.

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Mercoledi, 26 Gennaio, 2005

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Yushenko in visita da Putin. Disgelo tra Kiev e Mosca.

Una stretta di mano ha segnato la riconciliazione tra il presidente russo Putin e il nuovo presidente ucraino Yushenko. O almeno cosi' pare.Proprio per ricucire i rapporti col Cremlino, che durante la movimentata campagna elettorale ucraina ha sostenuto l'altro candidato Yanukovich, Yuschenko ha scelto Mosca come meta della sua prima visita ufficiale dopo il suo insediamento.Il nuovo leader di Kiev si è affrettato a dichiarare che l'Ucraina manterrà stretti legami economici con la Russia, che rimarrà sempre un suo partner strategico. Putin ha accolto con favore le sue affermazioni.Ma si sa che il progetto politico di Yushenko guarda ad ovest, mentre la Russia ha sempre considerato l'Ucraina come parte della sua storica sfera d'influenza, oltre che come via di transito per le sue esportazioni di gas e petrolio.A Mosca i pareri della gente sulla visita di Yuschenko sono contrastanti. C'è chi pensa che sia effettivamente servita a mettere da parte polemiche e dubbi. Ma altri sono convinti che l'elezione di Yuschenko sia frutto di brogli e i suoi sostenitori siano stati pagati per scendere in piazza.Dopo la visita a Mosca, Yuschenko è atteso all'Europarlamento. Chiederà ai Venticinque di rafforzare le relazioni con Kiev. Ma l'Unione Europea ha già fatto sapere che l'Ucraina non ha ancora i requisiti per entrare a far parte dei suoi membri.

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Martedi, 25 Gennaio, 2005

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MO: tregua armata sempre piu' vicina. Israele apprezza sforzi di Abu Mazen

L'accordo per un cessate il fuoco da parte dei gruppi armati palestinesi è sempre piu' vicino.Dopo giorni di intense trattative tra il presidente dell'Anp Mohumud Abbas e imovimenti di Hamas, Jihad islamica e le Brigate dei martiri di Al Aqsa è arrivato l'annuncio ufficiale di Abu Mazen su una possibile tregua.Un portavoce di Hamas precisa che piu' che di un accordo si tratta di una disponibilità ad intraprendere un periodo di "calma". Ma Israele - fa sapere - dovrà pagare un prezzo, impegnandosi a cessare le aggressioni armate e a rilasciare i prigionieri palestinesi.

Mohmud Abbas avrebbe offerto ad Hamas l'inclusione nel Parlamento e nei vertici dell'Anp come merce di scambio per una tregua.Parole di elogio sono state espresse da diversi ministri israeliani nei confronti di Abu Mazen.Tuttavia, il premier Sharon ha ribadito che lo Stato ebraico è pronto a difendersi in tutti i modi possibili di fronte a nuovi attacchi palestinesi.

Di fatto Tel Aviv non si sente parte in causa nelle tratattive. A tal proposito, il ministro delle finanze israeliano, Benjamin Netanyahu, ha aggiunto che Israele "non deve dare nulla in cambio" se le fazioni della resistenza palestinese proclameranno una tregua della lotta armata.

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IRAQ : attentato a Baghdad a sei giorni dalle elezioni

Continuano gli attentati in Iraq all'avvicinarsi delle elezioni del 30 gennaio. Un autobomba è esplosa questa mattina nella zona ovest di Baghdad. Il bilancio al momento è di 10 feriti tra cui 7 poliziotti. L'attentato è stato rivendicato dal gruppo del terrorista Abu Musab Al Zarqawi, il luogotenente di Al-Qaida in Iraq. L'esplosione è avvenuta di fronte alla sede del partito del primo ministro iracheno Yiad Allawi. Un portavoce del premier ha detto che Allawi non era nei pressi del partito quando è avvenuto l'attacco kamikaze.

Al Zarqawi aveva preannunciato ieri attraverso un messaggio audio su internet, l'intenzione di non voler dare tregua ad uno scrutinio considerato dal capo terrorista "una trappola orchestrata dagli americani e dagli sciiti".Al Zarqawi ha promesso di uccidere chiunque parteciperà alle elezioni. Gli attacchi suicidi contro la polizia irachena e obiettivi sciiti diventano sempre piu' frequenti. Il capo del governo provissorio ha detto che farà tutto il possibile per proteggere le oltre 5.000 postazioni elettorali predisposte per il 30 gennaio.

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Un soldato dell'Armata rossa ricorda la liberazione di Auschwitz

L'odore acre e dolciastro della morte, la morte di Auschwitz, ancora lo perseguita.

Yakos Vincenko faceva parte del commando dell'Armata rossa che la notte del 27 gennaio di sessant'anni fa liberò i campi di concentramento polacchi.

L'alba non era ancora sorta quando spalancando le porte di una baracca vide il primo scheletro vivente. Non aveva neppure vent'anni quando gli venne messa in mano una baionetta e fu mandato al fronte.

Prima del 27 gennaio, l'orrore di Auschwitz non riusciva neppure a immaginarlo.

"I deportati si sostenevano l'un l'altro per non cadere. Alcuni ridevano, alcuni piangevano. Altri cercavano di avvicinarci, noi avevamo paura di toccarli".

"Il giorno dopo, facemmo in modo che si lavassero, demmo loro del cibo. Erano così deboli che non riuscivano a camminare".

Quaranta chilometri quadrati, occupati da 39 campi di lavoro, detenzione e sterminio. Questo era il complesso di Auschwitz, Birkenau e Monowitz.

"Come si è potuto arrivare a tanto. Come si è potuto ridurre degli uomini a un mucchio di pelle e ossa. Trattati peggio che bestie. La neve sciolta si mischiava alla terra diventando fanghiglia e loro la bevevano. Ricordi da un inferno, impossibile da descrivere".

L'armata rossa trovò a Auschwitz cinque, settemila deportati, i più deboli. Gli altri, qualche decina di migliaia furono trasportati in Germania. I tedeschi in rotta cercarono di cancellare le prove dello sterminio.

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Maltempo: neve e gelo attanagliano l'Europa. Vittime in Turchia e in Austria

La morsa del gelo attanaglia l'Europa. L'ondata di maltempo che ha investito gran parte del continente continua a causare vittime e disagi.Le immagini che vedete si riferiscono alla Turchia, dove almeno sette persone sono morte sulla via del ritorno dopo le vacanze della festa musulmana del Aid al Haj, per via della bufera di neve che ha completamente bloccato la circolazione stradale. All'aeroporto di Dusseldorf, in Germania, un aereo da cargo proveniente da Dubai è scivolato durante l'atterraggio, a causa del ghiaccio sulla pista. Due motori hanno preso fuoco e per diverse ore tutti i voli sono stati cancellati.Il maltempo ha colpito anche il nord-est della Francia e la regione delle Alpi marittime, mentre in Austria diverse valanghe nelle Alpi tirolesi hanno provocato la morte di almeno cinque sciatori, tre canadesi e due americani.Anche l'Italia è stata messa in allerta dalla Protezione civile: in arrivo neve a basse quote e gelate diffuse in pianura e in particolare su tutto il nord e sul versante adriatico.

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Lunedi, 24 Gennaio, 2005

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Ucraina: oggi l'insediamento di Yushenko

Tutto pronto in Ucraina per festeggiare il nuovo presidente.Viktor Yushenko, che ieri è già stato salutato dalla comunità cosacca, si insedierà ufficialmente oggi a mezzogiorno. Superate le tensioni, ora Yushenko promette di impegnarsi per sciogliere le divisioni nel paese:"Unita e integrità -dice l'ex leader dell'opposizione- credo siano questi gli obiettivi a cui bisogna puntare. Lo faro', ma voglio che voi siate presenti passo dopo passo per costruire un'idea comune di Ucraina". Nel centro di Kiev restano alcune delle tende dei sostenitori di Yushenko, un accampamento ormai diventato simbolo della "rivoluzione arancione" che ha portato per le strade del paese centinaia di migliaia di persone. Alla cerimonia di insediamento di Viktor Yushenko parteciperanno moltissimepersonalità da tutto il mondo, tra cui il segretraio di stato americano uscente Colin Powell, l'alto rappresentante per la politica estera europea Javier Solana.Il futuro presidente giurerà due volte: prima davanti al Parlamento ucraino sul vangelo e sulla Costituzione e poi nella centralissima Piazza dell'Indipendenza, dove terrà un discorso solenne.Lunedi' Yushenko andrà a Mosca per incontrare il presidnete Putin, un gesto di riconciliazione dopo le aperte frizioni degli ultimi mesi.

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Abbas. Medioriente: Hamas nega di aver accettato la tregua.

L' accordo per la tregua tra l'Autorità palestinese, Hamas e Jihad Islamica annunciata dal ministro israeliano alla difesa Shaoul Mofaz non è mai stato stipulato. A smentire il ministro e' Hamas che ha detto di accettare la tregua di trenta giorni solo se Israele si fermerà per. Il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas aveva incontrato ieri a Gaza i dirigenti di Hamas per cercare di indurli a cessare l'uso delle armi contro Israele.In questi giorni tre gruppi armati palestinesi: le Brigate dei martiri di Al Aqsa, il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e il Fronte di Liberazione della Palestina si erano dichiarati favorevoli alla tregua ponendo pero' alcune condizioni.

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Spagna: attaccato durante manifestazione il ministro Bono

Insulti e aggressioni al ministro spagnolo della difesa, Josè Bono, hanno guastato quella che doveva essere una marcia silenziosa contro il terrorismo.Organizzata dall'"Associazione Vittime del terrore" per protestare contro la possibile scarcerazione di militanti dell'Eta condannati a diversi ergastoli, la manifestazione si è trasformata in un'aggressione contro il governo, rappresentato in quel momento dal ministro della difesa, che si è visto costretto ad abbandonare la processione"Quello che è accaduto oggi - ha detto Bono - al di là della tensione non deve indurci a generalizzare. Si tratta di un gruppo minoritario di persone - ha continuato - che propendono piu' verso il fronte dell'aggressività e del fanatismo, piuttosto che verso quello della democrazia".Alcuni membri dell'Associazione, molto vicina per idee politiche al partito popolare dell'ex premier Aznar, hanno protestato per l'assenza del primo ministro socialista Josè Luis ZapateroImmediata la condanna dell'episodio di violenza da parte dell'altra associazione di vittime del terrorismo, quelle degli attentati dell'11 marzo, che pur non essendo presente alla manifestazione ha definito "molto grave" l'aggressione subita dal ministro spagnolo.

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Portogallo: il candidato socialista Socrates invita al cambiamento

In Portogallo il leader socialista José Socrates ha presentato il suo programma politico, in vista delle elezioni del prossimo 20 febbraio. Candidato favorito nella corsa per la poltrona di premier, Socrates ha usato nel suo intervento due parole chiave: " rigore e cambiamento"."Vogliamo cambiare politica e permettere cosi' - dice il leader socialista - che il tasso di occupazione cominci a salire di nuovo. Ma c'è, amici miei, un termine che deve essere aggiunto nell'agenda: questo è povertà".Secondo gli ultimi sondaggi il Partito socialista uscirebbe vincitore delle elezioni, raccogliendo il 46% dei voti. Il premier uscente Pedro Santana Lopes, leader del Partito socialdemocratico, formazione di destra, ha puntato la sua campagna elettorale su una promessa precisa: nessun aumento delle tasse. Il governo di Santana Lopes era stato costretto alle dimissioni dal presidente della Repubblica Sampaio, per una grave crisi di credibilità. Malgrado questo, i socialdemocratici, secondo i sondaggi, raccoglierebbero il 33% dei consensi. A sostenere la coalizione di destra il Partito Popolare di Paulo Portas, ex ministro della difesa. La sua formazione, che dovrebbe attestarsi sul 6,3&%, sarebbe in crescita rispetto le elezioni dello scorso anno.

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IRAQ: a otto giorni dalle elezioni gli attentati si moltiplicano

Solo ieri hanno perso la vita 25 persone in due attentati. Lo stesso governo iracheno ha ammesso di aspettarsi un aumento della violenza nei prossimi giorni. Nel mirino degli attivisti iracheni la comunità sciita, favorita nelle prossime elezioni. In una conferenza stampa a Baghdad tenuta per spiegare le modalità delle misure di sicurezza in occasione delle elezioni - come il coprifuoco notturno, la chiusura delle frontiere e dell'aeroporto di Baghdad - il ministro degli interni ha annunciato l'arresto di un sostanzioso numero di terroristi senza svelare se tra i catturati ci sia anche Az-zarqawi. "No comment per il momento. Ne riparleremo tra qualche giorno" ha detto.

Avrebbe inoltre smentito invece la notizia dell'imminente arresto di Ahmed Chalabi annunciata ad una tv araba dal ministro della giustizia iracheno.

Mentre gli otto lavoratori cinesi presi in ostaggio martedi' scorso da ribelli iracheni sono stati liberati. La notizia e' stata data dai rapitori in una cassetta video in cui si dice che gli ostaggi sono stati rilasciati per il gesto di buona volontà della Cina: avrebbe accettato di non inviare piu' i propri cittadini in Iraq.

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Domenica, 23 Gennaio, 2005

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GB: Blair rilancia la posizione centrista del Labour in vista delle legislative

Parola d'ordine: centro moderato. In vista delle elezioni legislative di maggio, il premier britannico Tony Blair ribadisce con determinazione la posizione moderata e centrista del suo partito laburista, per recuperare piu' voti possibile dal bacino elettorale dei conservatori.Per vincere le elezioni, ha spiegato Blair ai delegati nazionali riuniti a Londra, la sinistra di governo deve essere "moderata, progressista e a contatto con il mondo moderno".Alla vigilia di una campagna elettorale che potrebbe consertirgli di portare a casa un terzo e storico mandato come primo ministro, Blair ha indirettamente lanciato una sfida, sul piano interno, al suo rivale, il ministro delle finanze Gordon Brown, considerato piu' vicino ai sindacati e alla sinistra classica. Il programma elettorale del 2005 dovrà, secondo il premier, mettere ancora una volta in luce la sua ispirazione liberal, stanziando maggiori fondi per sanità, trasporti, scuola e sicurezza. E in questo il Labour si distinguerà anche dall'opposizione conservatrice che, secondo Blair, si accontenta di proporre le solite riduzioni selvagge dei servizi pubblici.

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Usa: la neve paralizza il nord est del paese. Cancellati 2500 voli

Neve, gelo e vento. Il nord est degli Stati Uniti è stato investito dal maltempo. A New York la circolazione è in difficoltà e le autorità cittadine hanno invitato la popolazione a non utilizzare le auto fino a che le strade non verranno ripulite.Ma è il traffico aereo a essere completamente paralizzato per la tempesta di neve. Annullati almeno 2500 voli in partenza e con destinazione New York e Boston e Chicago.Le previsioni per le prossime ore non sono buone: potrebbe esserci un peggioramento. Secondo gli esperti cadrà altra neve: almeno 50 centimetri a Boston e nel New Jersey, 30 nell'Ohio e nel Maryland.

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Terremoti: conferenza internazionale di Kobe, nessuna decisione concreta

Buoni propositi, ma poca concretezza. La Conferenza internazionale sulla prevenzione delle catastrofi - organizzata dall'Onu a Kobe, in Giappone - si è chiusa, dopo cinque giorni di dibattiti, con un comunicato congiunto sulla necessità urgente di creare un sistema di allerta anti-tsunami in tutto l'Oceano Indiano.Quattromila delegati di centocinquanta paesi non sono tuttavia riusciti a fissare un calendario dettagliato e a trovare un accordo vincolante sui finanziamenti da stanziare per coprire i costi di un sistema di prevenzione.La realizzazione di un dispositivo di allarme - che già esiste nei paesi che si affacciano sull'Oceano Pacifico - dovrebbe avvenire entro dieci anni, fanno sapere le Nazioni Unite.

Un tempo decisamente troppo lungo al ricordo della travolgente onda che in poche ore è passata dall'isola indonesiana di Sumatra, epicentro del terremoto, alle coste dello Sri Lanka, fino all'Africa orientale, spezzando oltre duecentomila vite umane.Dopo le polemiche sul mancato allarme del 26 dicembre scorso da parte dei grandi centri sismologici - esistenti in Australia, in Giappone, negli Stati uniti e in Germania - gli esperti di tutto il mondo sono convenuti sulla priorità assoluta di creare sistemi analoghi anche nelle zone piu' povere del mondo che sia ffacciano sull'Oceano Indiano.Ma l'assenza di impegni concreti, fa sapere la Federazione internazionale della Croce Rossa, rischia di trasformare questi buoni propositi in un nulla di fatto.

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Sabato, 22 Gennaio, 2005

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Portogallo: santana Lopes promette il taglio delle tasse

E' in corso in Portogallo la pre campagna elettorale, in vista delle elezioni anticipate del 20 febbraio prossimo. Nel paese l'attesa è soprattutto rivolta nel capire se uno dei partiti in lizza sia in grado di ottenere la maggioranza assoluta in parlamento. Elemento che potrebbe portare a una stabilità politica. I socialisti, partito finora considerato favorito, secondo gli ultimi sondaggi sarebbero in leggero calo di gradimento. Il loro leader José Socrates, basa la campagna sull'attacco:"Santana Lopes - dice Socrates- è una persona che nessuno prende sul serio, ha perso credibilità durante i tre mesi alla guida del governo" Il primo ministro dimissionario Pedro Santana Lopes ha intanto lanciato ieri il programma elettorale dei socialdemocratici, formazione di destra. santana Lopes ha giurato che non aumenterà la pressione fiscale."Se avremo la possibilità, nella seconda metà della legislatura ridurremo le tasse alle imprese per aumentare la competitività- dice Santana Lopes- e anche per permettere la nascita di nuovo posti di lavoro e arrivare a garantire dei miglioramenti ai portoghesi. Tutto quello che avevo promesso nel 2002".Tra le incertezze nel voto in Portogallo pesa anche l'astensione: il 42% degli aventi diritto ha dichiarato di voler disertare le urne.

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Commissione EUropea: il presidente Durao Barroso e parte dei commissari prestano giuramento

"Mi impegno solennemente ad agire con tutta indipendenza per l'interesse dell'Europa".Con questa formula il presidente della nuova commissione europea José Manuel Durao Barroso e parte dei commissari hanno prestato giuramento in Lussemburgo davanti al Tribunale di Giustizia dell'Unione. A giurare stamane solo il presidente Durao Barroso e gli undici neo-commissari da lui scelti. I commissari dell'equipe Prodi, difatti, hanno prestato giuramento lo scorso anno.

Questa cerimonia è comunque solo una formalità. L'equipe Barroso è al lavoro dallo scorso 24 novembre e ha già adottato il codice di condotta a cui è stata aggiunta , su domanda del Parlamento Europeo, la disposizione secondo la quale i commissari si impegnano a rassegnare le dimissioni alla domanda del presidente Barroso. Lo scopo è quello di eliminare ogni rischio di conflitti d'interesse.

L'équipe Barroso succede alla Commissione Prodi e resterà in funzione per i prossimi 5 anni.

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Nuova strage in IRAQ: 13 morti per autobomba davanti a moschea sciita a Bagdad

Un'altra carneficina in Iraq. E' di almeno tredici morti e una quarantina di feriti il bilancio di un'autobomba esplosa questa mattina davanti a una moschea sciita - durante la preghiera del venerdì - nella parte occidentale di Bagdad. L'autobomba sarebbe esplosa intorno alle nove, ora locale, a poche ore dall'inizio della preghiera musulmana di mezzogiorno, mentre i fedeli si recavano alla moschea per il primo giorno della festa del Eid al Hajj. Morti e feriti - tra cui anche donne e bambini - sono stati trasportai in un ospedale vicino.Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e le autorità locali fanno sapere che il numero è destinato a salire. A poco più di una settimana dalle elezioni del 30 gennaio, la violenza regna sovrana in Iraq. Diversi gruppi di ribelli stanno insanguinando il paese nel tentativo di impedire il voto. Nel mirino dei terroristi vi sarebbero i membri della comunità sciita, indicata come possibile vincitrice delle elezioni.

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Venerdi, 21 Gennaio, 2005

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Cerimonia e proteste per l'investitura di Bush

Sicuro come presidente, ma dai passi di danza ancora incerti Bush, ha concluso la giornata dell'insediamento presidenziale aprendo ben nove balli ufficiali. Una maratona di danze terminata dal presidente in meno di due ore, con anticipo rispetto al programma, con il ballo del comandante in capo al National Museum della capitale, al cospetto dei suoi militari. Militari cui Bush è grato per il sostegno nelle sue campagne belliche del primo mandato volte a portare la democrazia nel pianeta.

Come ha ricordato lo stesso Bush, qualche ora prima nel suo discorso di investitura, la politica degli Stati Uniti sarà improntata anche nei prossimi anni alla crescita della democrazia nel mondo e alla fine di tutte le dittature. Bush non ha pronunciato una sola volta la parola Irak.

L'investitura si è conclusa con la tradizionale parata militare che dal Campidoglio procede verso la Casa Bianca. Percorso fatto da Bush in parte in limousine. In segno di gratitudine verso il suo elettorato il presidente, con a fianco la moglie, ha fatto a piedi una parte del tragitto.

A fare da contrappunto alle cerimonie le polemiche e le proteste che si sono svolte ij tutto il paese. I manifestanti hanno colto l'occasione per contestare ancora una volta le politiche di Bush, dall'Iraq, alle quelle familiari.

Gli eccessi dei manifestanti, che hanno portato a qualche arresto, sono stati contenuti dalle forze dell'ordine.

A Washington alcune femministe sono state fermate per aver disturbato il corteo presidenziale.

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Abbas.Medio Oriente: distensione tra Israeliani e Palestinesi

I Palestinesi si adoperano per evitare il lancio di razzi contro i centri abitati israeliani. A questo scopo è cominciato oggi nel nord della Striscia di Gaza il dispiegamento di alcune centinaia di agenti dell'autorità nazionale palestinese.

Sulla base degli accordi intercorsi nei giorni scorsi tra i responsabili militari israeliani e palestinesi, gli agenti dell'Anp sono stati dislocati pr la prima volta al valico di Karni, tra Gaza e Israele, e nella città di Beit Hanun.

La missione - dichiara il presidente dell'autorità palestiense Mahmud Abbas - "e' di proteggere le nostre frontiere e le nostre citta' da qualsiasi aggressione".

Si tratta della prima di tre fasi per il dispiegamento di tremila agenti palestinesi, che avranno il compito di perlustrare le zone di frizione con Israele a nord e a sud di Gaza.

Sul fronte sud, come segno di riappacificazione, Tel Aviv ha deciso di riaprire il valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, per permettere a migliaia di palestinesi il ritorno alle loro case. Forse il primo passo in avanti per la ripresa dei negoziati di pace.

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Strage di Omagh: scarcerato l'unico condannato per falsificazione di prove

La strage di Omagh nell'Irlanda del nord, è di nuovo senza colpevoli.Uscirà infatti dal carcere l'unica persona incriminata per aver partecipato all'attentato del 15 agosto del 1998, in cui 29 persone hanno perso la vita e altre duecento sono rimaste ferite.Colm Murphy, questo il nome dell'uomo che secondo i giudici di primo grado avrebbe fornito due telefoni cellulari agli attentatori dell'organizzazione dissidente Real IRA, ha infatti vinto l'appello contro la condanna a quattordici anni di prigione, inflittagli nel 2002 da uno speciale tribunale irlandese anti-terrorismo.Una Corte di appello di Dublino ha stabilito che le prove a carico di Murphy siano state manipolate e che l'uomo abbia diritto a un nuovo processo, avvelendosi della presunzione di innocenza.Nonostante la rivendicazione dell'attentato da parte del gruppo Real Ira, contrario al processo di pace, gli esecutori materiali della strage - compiuta quattro mesi dopo gli storici accordi del Venerdi' Santo - non sono mai stati identificati. Scioccati i parenti delle vittime, che a sei anni e mezzo da quella che viene considerata la strage piu' sanguinosa della storia dell'Irlanda del Nord, si trovano nuovamente senza nessun colpevole su cui rivalersi.

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Giovedi, 20 Gennaio, 2005

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Svolta in Spagna, possibile apertura della Conferenza Episcopale al profilattico nella lotta all'Aids

Farà sicuramente discutere la ventilata apertura della Conferenza Episcopale spagnola, massimo organo della Chiesa cattolica nel Paese, all'uso del preservativo nella lotta contro l'Aids.

Ieri si e' svolto un incontro tra il ministro della sanita' Elena Salgado e il segretario della conferenza episcopale Juan Antonio Martinez Camino, proprio allo scopo di avvicinare le posizioni nel fronteggiare la terribile malattia che in Spagna, secondo la stampa, registra 125 mila portatori del virus.

"Nella lotta all'Aids - ha affermato Martinez Camino -, i profilattici svolgono un ruolo di prevenzione integrale e globale".

Una vera e propria svolta che porterebbe la Conferenza Episcopale spagnola ad avvicinarsi alla cosiddetta strategia Abc, acronimo delle parole inglesi Astinenza, Fedelta' e Preservativo.

Una strategia questa, avallata da proposte scientifiche. Lo scorso novembre un gruppo di esperti di 36 Paesi ha pubblicato un documento in materia. Intanto il governo socialista spagnolo continua nella sua campagna di informazione con vari spot televisivi dedicati ai piu' giovani.

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Ancora violenza in Medio Oriente. Abbas ha incontrato dirigenza Hamas

Non si è fatta attendere la rappresaglia di Israele nei territori. A Nablus, in Cisgiordania, l'incursione dell'esercito ha lasciato dietro di sè solo distruzione. Una quindicina gli arresti, tra cui anche membri dell'organizzazione radicale Hamas.

Il raid israeliano è seguito all'attacco suicida di ieri sera a un posto di blocco nella Striscia di Gaza, in cui un militare isareliano è rimasto ucciso, otto sono invece i feriti.

Continua intanto senza senza sosta la maratona negoziale del neopresidente Abbas per disarmare i gruppi estremisti palestinesi.

Abbas da due giorni a Gaza, ha incontrato nella notte i dirigenti politici dell'organizzazione radicale Hamas. Incontro giudicato da Hamas positivo.

Una dichiarazione che rappresenta un passo avanti da parte dell'organizzazione che finora era parsa irriducibile.

Ma a Sharon non bastano le parole, chiede fatti il premier israeliano che ha convocato per stamani una riunione straordinaria del consiglio di difesa.. Sul tavolo della discussione anche l'iniziativa della dirigenza palestinese di controllare i confini delle zone autonome, fin dai prossimi giorni, con i reparti della sicurezza nazionale palestinese.

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L'Iran è il prossimo obiettivo bellico di Bush

La prossima guerra di George Bush sarà quella contro l'Iran.

A rivelarlo, sulle colonne del New Yorker, Seymour Hersh, giornalista di punta del quotidiano che ha portato alla luce lo scandalo di Abu Ghraib.Alla vigilia della seconda investitura di Bush, Casa Bianca e Pentagono smentiscono categoricamente.

"Dalla scorsa estate - sostiene Hersh - gli Usa stanno portando avanti una operazione perlustrativa in Iran per raccogliere le prove di quello che l'amministrazione Bush ritiene sia un programma per armamenti nucleari".

I sospetti americani sull'Iran non sono una novità, così come le smentite di Teheran che continua a sostenere che tutti i programmi nucleari sono a uso esclusivamente civile. Smentite che non sono bastano a Bush, che già all'indomani dell'11 settembre ha inserito Teheran nella lista nera dei paesi che sostengono il terrorismo. "La Korea possiede armi di distruzione di massa, l'Iran porta avanti i suoi progetti d'armamento e esporta il terrorismo, mentre un manipolo di gerarchi non eletti democraticamente reprime il popolo. Stati come questi e i loro alleati costituiscono l'asse del male".

Due anni dopo i toni cambiano, ma non la sostanza. Washington è convinta che Teheran non rispetterà mai l'impegno di sospendere le attività per l'arricchimento dell'uranio.

Ancora Hersh:

"Il prolungamento del conflitto in Iraq nei piani di Bush è un'anomalia. La guerra in Iran è solo una questione di tempo".

Bush stanerà uno per i uno i cosiddetti stati canaglia, ne è convinto il giornalista che aggiunge:

"Penso veramente che ci sia una lista di obiettivi".

Questo malgrado la distensione tra Teheran e Bruxelles. Un disgelo che ha visto protagonosta la diplomazia europea e che ha portato dopo mesi di trattative all'avvio di nuovi negoziati per raggiungere un'intesa commerciale

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Mercoledi, 19 Gennaio, 2005

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Ondata di scioperi in Francia, a incrociare le braccia oggi sono i lavoratori del settore trasporti

Numerosi i disagi per i francesi alle prese con una tre giorni di scioperi nel settore del Pubblico Impiego e dell'Industria. Ieri l'agitazione ha interessato le poste, oggi sono i ferrovieri a incrociare le braccia.

"E' molto dura per me - racconta una donna, ripresa nella stazione di Saint Lazare a Parigi - abito molto lontano e mi sono dovuta alzare molto presto per poter andare al lavoro".

Circolano solo un TGV su tre, un Intercity su quattro e solo il 16% dei treni suburbani nell'area parigina.

La tre giorni di agitazione mette in evidenza il malcontento nei confronti del governo Raffarin.

Sotto accusa per i ferrovieri, l'annuncio della soppressione di oltre 3.500 posti di lavoro.

E la tornata di scioperi continuerà anche domani, con i lavoratori della scuola, degli ospedali e dell'energia.

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La Gran Bretagna processa i propri militari per presunte violenze su prigionieri

È iniziato ieri il processo di tre soldati britannici accusati di abusi nei confronti di prigionieri iracheni. Le udienze della corte marziale si svolgono a Osnabrück in Germania, dove è di stanza il reggimento dei Royal Fusiliers al quale appartengono gli accusati i caporali Daniel Kenyon, Mark Cooley e Darren Larkin.

Come per i militari americani di Abu Graib, per i quali sono già state pronunciate sentenze di condanna, sono delle fotografie che hanno fatto venire alla luce lo scandalo.

Le sevizie sarebbero state perpetrate nel maggio 2003 in un campo per gli aiuti umanitari presso Bassora, nel sud dell'Iraq.

Il capo di Stato maggiore britannico ha voluto sottolineare che dei 65 mila soldati di Londra impegnati in Iraq, pochissimi sono stati accusati di maltrattamenti.

"Condanniamo categoricamente tutti gli abusi. Se avremo il minimo indizio di violenze sarà subito aperta un'inchiesta", ha affermato il generale Mike Jackson.

Le forze britanniche in Iraq sono state relativamente risparmiate dagli attentati della guerriglia, limitandosi a gestire situazioni di ordine pubblico. Se i tre soldati saranno riconosciuti colpevoli delle violenze rischiano una pena detentiva e il congedo con disonore dalle forze armate. Il verdetto della corte marziale è atteso al massimo tra quattro settimane.

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Martedi, 18 Gennaio, 2005

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"Basta con gli attentati anti-israeliani", Mahmoud Abbas, presidente palestinese, ai suoi

"Gli attacchi contro Israele debbono cessare." È l'ordine del presidente palestinese Mahmoud Abbas ai suoi servizi di sicurezza, riuniti stamane a Ramallah.

Nel corso dello stesso incontro si è deciso di integrare le Brigate dei Martiri di Al Aqsa, responsabili di numerosi attentati terroristici, nei servizi di sicurezza plestinesi.

Questa mattina funerali nella Striscia di Gaza della donna e del suo bambino palestinesi uccisi in un'incursione israeliana nelle scorse ore a Khan Yunes. Rientra nell'offensiva lanciata da Tel Aviv per neutralizzare l'azione dei gruppi armati palestinesi, in particolare il lancio di razzi Qassam contro gli insediamenti ebraici.

Il governo israeliano di Ariel Sharon ha dato carta bianca all'esercito perché combatta il terrorismo palestinese senza alcuna limitazione. Interrotto inoltre ogni contatto con il presidente palestinese.

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IRAQ: vigilia elettorale funestata da attentati

Meno di due settimane alle elezioni in Iraq e la situazione è sempre più caotica. A Baiji, duecento chilometri a nord di Bagdad, sette agenti di polizia sono stati uccisi in un attentato kamikaze: superato il posto di controllo, un'autobomba, lanciata a tutta velocità contro il commissariato, è esplosa all'impatto con l'edificio. Quindici i feriti. Baiji è un centro per la raffinazione del petrolio, nella regione sunnita dell'Iraq. Oggi il governo ha annunciato che nelle ultime quarantotto ore, nella città ribelle di Falluja, "l'esercito ha ucciso 35 terroristi." La recrudescenza degli episodi di violenza si è fatta sentire anche a Baquba, a nordest di Bagdad: sette soldati della guardia nazionale irachena sono stati freddati da alcuni uomini armati di kalachnikov, al posto di controllo di Buhriz. Un ottavo soldato, sorpreso al momento della preghiera del mattino, è stato decapitato dai ribelli. La zona è considerata uno dei punti caldi della resistenza sunnita.

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Stipe Mesic rieletto presidente della Croazia con il 66% dei consensi

Il liberale di centro Stipe Mesic ha trionfato al ballottaggio delle presidenziali con il 66% dei voti. La vice premier del governo di centro destra Jadranka Kosor è rimasta ferma al 34%. È con la voce rotta dall'emozione che Mesic ha promesso di guidare il Paese nell'Unione europea: "sono fiero della maturità della democrazia croata che è stata riconosciuta dall'Europa e dal mondo intero. Per questo motivo oggi siamo alle porte dell'Europa".

La Kosor appena avuto notizia dei risultati ufficiali si è congratulata con il capo dello Stato e ha ringraziato il suo partito l'HDZ, la principale formazione politica croata, di aver scelto una donna come candidato.

La vicepremier era riuscita ad arrivare al ballottaggio solo grazie alla manciata di voti che erano mancati a Mesic per aggiudicarsi la vittoria già al primo turno.

La Croazia vivrà ancora in regime di coabitazione. Ma sia Mesic che il premier Sànader sono favorevoli a una rapida integrazione europea della Croazia. Il prossimo diciassette marzo inizieranno i negoziati di adesione all'Unione.

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Mamma a sessantasette anni. Una donna romena corona il sogno della sua vita

Adriana Iliescu, professoressa in pensione e autrice di libri per l'infanzia, ha dato alla luce ieri a Bucarest una bambina dopo un parto cesareo. La donna era incinta di due gemelle, ma una non ce l'ha fatta. Si tratta di un evento straordinario. Il precedente record era quello di una madre indiana che nel febbraio scorso ha partorito all'età di sessantaquattro anni. La Iliescu si è sottoposta per mesi a inseminazione in vitro dopo ben nove anni di cure ormonali. La bambina pesa appena un chilo e quattrocento grammi, ma secondo i medici è in buona salute: "La piccola ha bisogno di aiuto per respirare, ma ha già avuto il suo primo pasto: un milligrammo di glucosio". Tutta la gravidanza è stata compiuta nel più assoluto riserbo per le ovvie polemiche che si sono scatenate. La Iliescu però, non sembra disturbata dai commenti di chi le fa notare di avere l'età di una nonna, piu che di una mamma. "Sono stata tutta la vita a contatto con i bambini", ha detto, "non potevo sopportare di non avere figli".

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Lunedi, 17 Gennaio, 2005

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Croazia alle urne, Mesic: "Sono l'uomo dell'integrazione europea"

"Sono l'uomo di cui la croazia ha bisogno per entrare a far parte dell'Unione europea". Lo ha dichiarato il presidente uscente Stipe Mesic dopo essersi recato alle urne di Zagabria per il secondo turno delle elezioni presidenziali croate. La sua rivale, la conservatrice e vice premier Jadranka Kosor, è la sfavorita dai sondaggi. Passata al secondo turno per una manciata di voti, è sostenuta dall'attuale premier Ivo Sànader.L'impegno per l'entrata della croazia in Europa, prevista da Mesic entro il 2008, è la priorità della campagna elettorale di entrambi i candidati. La Kosor aggiunge la promessa di impegnarsi in favore delle classi disagiate della società. Dalla sua, Mesic ha il merito di essere invece il presidente che dopo Tudjman è riuscito far uscire la Croazia dall'isolamento internazionale. A scegliere saranno quattro milioni e quattrocento elettori, che si renderanno oggi alle urne. I primi risultati parziali usciranno in serata.

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L'Eta apre al dialogo, ma non depone le armi

Si' al dialogo, ma senza deporre le armi. Il gruppo separatista basco Eta ha dichiarato alla stampa di essere pronto ad avviare un dialogo ,come ha proposto a novembre il suo braccio politico Batasuna. Ma non assicura che le violenze si arresteranno. L'eta ha poi rivendicato una serie di attentati degli ultimi mesi, che non hanno provocato vittime. Ha negato invece la responsabilita' del falso allarme lanciato durante un match del real madrid.Solo ieri il premier spagnolo Jose Zapatero aveva dato una risposta al piano nazionalista del premier basco Juan Ibarretxe. Zapatero si era detto pronto al dialogo, a patto pero' che "cessi il rumore delle bombe e delle pistole" nel paese basco.

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Domenica, 16 Gennaio, 2005

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Sharon, lotta al terrorismo "senza alcuna limitazione"

Israele combatterà il terrorismo palestinese "senza alcuna limitazione". Il premier israeliano Ariel Sharon lo ha dichiarato oggi nel corso della seduta settimanale del consiglio dei ministri. Ma non ha ribadito l' intenzione espressa venerdi', dopo il sanguinoso attentato tra Gaza e Israele, di voler tagliare i contatti diplomatici con l'Anp del neopresidente Mahmud Abbas. "Nonostante il cambiamento ai vertici dell'Autorità nazionale palestinese - ha dichiarato Sharon - i responsabili palestinesi non hanno ancora saputo adottare misure atte a prevenire il terrorismo". Dopo un periodo di relativa pace infatti, in concomitanza delle elezioni del nuovo presidente dell'Anp, giovedi' è scoppiata nuovamente la violenza nella striscia di Gaza. Sei civili israeliani hanno perso allora la vita in un attentato al posto di blocco di Karni. Nel giorno dell'investitura di Abbas, cinque israeliani sono stati feriti, tra cui un bambino di sette anni che ha perso la mano.La rappresaglia di Israele ha fatto otto vittime. Un sedicenne che si è avvicinato all'esercito israeliano sventolando la bandiera palestineseè stato ucciso a Rafah. Gli altri sei palestinesi, tre dei quali civilisono morti nella zona centrale della striscia di Gaza.Abbas, che nel suo discorso di insediamento ha pronunciato propositi di pace, si recherà a Gaza per incontrare i leader dell'Intifada armata. Ha dichiarato di voler convincere i gruppi armati non con la forza, ma con il dialogo.

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L'aguzzino di Abu Ghraib condannato a 10 anni di reclusione

Nessun pentimento per Charles Graner, condannato a dieci anni di carcere dalla corte Marziale per le torture perpetrate ai danni di prigionieri iracheni ad Abu Ghraib.Una pena piu' leggera del previsto, per i capi d'accusa contestatigli rischiava fino a 15 anni. Uscendo in manette dalla base di Fort Hood nel Texas ha scabiato qualche parola con i giornalisti. "Sono un soldato, e se ho sbagliato sono qui". "Nessun pentimento" chiede un reporter e lui secco ha risposto di no.

Il soldato Graner è considerato una sorta di capobanda del gruppo di militari protagonisti degli abusi divenuti di pubblico dominio, quasi un anno fa, quando cominciarono a circolare foto di torture e violenze sui detenuti, ma in aula ha sostenuto di avere solo eseguito gli ordini dei superiori.

In sua difesa parla la madre: "Mio figlio è stato condannato il giorno in cui il presidente Bush è andato in televisione ha dire che 7 mele marce avevano disonorato il paese, Ma secondo me Donald Rumsfeld e il Presidente Bush hanno disonorato il paese. Ha avuto 10 anni per qualcosa che gli è stato ordinato di fare"

"Lavoravo in una prigione otto ore al giorno", ha detto, lui che nella vita civile faceva il secondino. "Adesso, ci passero' 24 ore, un turno piu' lungo. Non credo che faccia molta differenza". Il soldato è stato degradato da specialista, l'equivalente di soldato scelto, a soldato semplice, è stato congedato con disonore e privato del salario per tutto il periodo conseguente alla sua incriminazione.

Sulla corte marziale di Graner cala il sipario, ma sempre a Fort Hood sta per aprirsi quella contro Lynndie England, la soldatessa con l'iracheno al guinzaglio che con Graner ha avuto un figlio concepito tra gli orrori di Abu Ghraib.

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Sabato, 15 Gennaio, 2005

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La sonda Huygens invia sulla Terra i "suoni" di Titano

Gli scienziati sono entusiasti. Da Titano, la più grande luna di Saturno, sta giungendo una gran quantità di dati. La sonda europea Huygens, atterrata con successo venerdì, sta svolgendo egregiamente il suo lavoro. Le prime foto mostrano sassi, spiagge e laghi di metano liquido. Una manna per gli studiosi dell'origine della vita nel sistema solare.Ma c'è un'altra, grande sorpresa; l'ha illustrata il professor Marcello Fulchignoni dell'Osservatorio di Parigi: il suono provocato dalla sonda nella fase di discesa nell'atmosfera di Titano. Lo strumento che l'ha rilevato è stato sviluppato dall'Agenzia spaziale italiana.Gli scienziati sono entusiasti. Da Titano, la più grande luna di Saturno, sta giungendo una gran quantità di dati. La sonda europea Huygens, atterrata con successo venerdì, sta svolgendo egregiamente il suo lavoro. Le prime foto mostrano sassi, spiagge e laghi di metano liquido. Una manna per gli studiosi dell'origine della vita nel sistema solare.Ma c'è gnoni dell'Osservatorio di Parigi: il suono provocato dalla sonda nella fase di discesa nell'atmosfera di Titano. Lo strumento che l'ha rilevato è stato sviluppato dall'Agenzia spaziale italiana. un'altra, grande sorpresa; l'ha illustrata il professor Marcello Fulchi

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Riesplode la violenza nel Caucaso. Scontri nel Daghestan

Dopo un assedio durato quindici ore, le forze armate russe hanno raso al suolo una casa del centro di Mahc kala, la capitale del Daghestan, dove si rifugiava un gruppo di cinque ribelli islamici wahabiti. Negli scontri hanno perso la vita quattro soldati russi e uno dei ribelli.

Il Daghestan, una repubblica del sud della federazione russa, che confina con la Cecenia, da dieci anni è teatro di scontri tra l'esercito russo e bande armate locali e cecene.

Nell'assedio al rifugio, dove i ribelli si erano asseragliati fin dalla notte tra venerdi' e sabato, i soldati russi si sono serviti prima di razzi anticarro, ma senza successo. In seguito un carro armato dell'esercito russo ha raso al suolo la casa, mentre dai sotterranei i ribelli aprivavano nuovamente il fuoco. I cinque terroristi avevano preso degli ostaggi, che poi hanno rilasciato dichiarandoli "combattenti per l'islam".

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Venerdi, 14 Gennaio, 2005

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Due esplosioni in Spagna a distanza di poche ore: 10 morti

Sono almeno 10 i morti in due distinte esplosioni che si sono verificate in Spagna a poche ore l'una dall'altra. A Burgos 8 operai, 7 spagnoli e un marocchino, hanno perso la vita nello scoppio avvenuto in un magazzino dove si trovavano dei bidoni di combustibile. Secondo il sindaco della città, che si trova nel nord del Paese, si tratterebbe di un incidente.Un'altra esplosione a Getafe, sobborgo della capitale Madrid, nella notte tra mercoledì e giovedì. Due donne sono morte, 11 i feriti. Sei appartamenti sono andati completamente distrutti, altri 40 danneggiati. Fin dall'inizio si è pensato a una fuga di gas come causa dello scoppio, ma altre ipotesi non vengono scartate.

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Scontro fra treni merci in Turchia: 2 vittime

Incidente ferroviario in Turchia, alla stazione di Ankara. La collisione tra due treni merci ha provocato la morte di almeno due persone. Tre i feriti. Sembra che all'entrata in stazione di uno dei due treni, che trasportava putrelle di metallo, gli scarti difettosi abbiano impedito il passaggio su un binario libero. Il cattivo funzionamento dei freni non avrebbe impedito lo scontro e il deragliamento di 15 convogli. Le vittime sono dipendenti delle ferrovie che si trovavano sul marciapiede dello scalo.

Solo lo scorso anno la Turchia ha registrato due gravi incidenti ferroviari che hanno provocato la morte di un'ottantina di persone. All'origine dei sinistri la scarsa manutenzione della rete ferroviaria turca, mai ristrutturata dai tempi della sua costruzione, negli anni Venti.

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IRAQ, gli Usa smettono di cercare le armi di distruzione di massa

Le armi che non c'erano e la guerriglia che invece insidia realmente le elezioni di fine mese, mettono in difficoltà Bush sull'Iraq. L'esercito americano, ormai persuaso che Saddam non avesse armi di distruzioni di massa, ieri ha interrotto le ricerche. Caduto il principale motivo della guerra, il presidente Bush ha detto di non essere pentito: "Saddam - ha dichiarato - era comunque un uomo pericoloso e senza di lui al potere ora il mondo è più sicuro".

La Casa Bianca ha ammesso che le elezioni del 30 gennaio non saranno perfette.La data rimane confermata nonostante il governo iracheno abbia avvertito che a causa dei combattimenti in molte regioni il voto non si potrà tenere.

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Giovedi, 13 Gennaio, 2005

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L'Europarlamento ha detto sí alla costituzione europea

Con 500 voti a favore, 137 contrari e 40 astensioni, i parlamentari hanno approvato una risoluzione preparata dal britannico Richard Corbett e dallo spagnolo Ignigo Mendez de Vigo.

"La costituzione europea rappresenta un buon compromesso e migliora i trattati precedenti e porterà evidenti benefici ai cittadini- recita la risoluzione che invita gli stati membri ad accellerare le procedure di ratifica, per farla entrare in vigore.

Due dei nuovi stati membri, la Lituania e l'Ungheria hanno già ratificata la costituzione europea, altri paesi come la Spagna e la Francia hanno deciso di organizzare un referendum, un referendum dall'esito quanto mai incerto in Gran Bretagna. Gli euroscettici britannici hanno manifestato in aula a Strasburgo, contro la magna carta. In Italia la ratifica avverrà per via parlamentare.

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Piú flessibilità per il patto, ma le regole d'oro non cambiano

I criteri fondamentali non si toccano, ma il patto di stabilità sarà riformato perché tenga conto della recessione economica. A Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo, il primo ministro del Lussemburgo Jean Claude Junker ha presentato le priorità del suo semestre di presidenza dell'Unione Europea. Riforma annunciata, ma non una rivoluzione: resteranno dunque le regole del 3% nel rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, e del debito pubblico al 60% del Pil.

"Non cerchiamo soluzioni estreme- ha sottolineato Jean Claude Junker. Dico no a chi vuole sostituire la stabilità, con una flessibilità senza limiti. E dico no a chi non vuole cambiare questo strumento. Abbiamo bisogno di piu' stabilità e di piu' flessibilità secondo il ciclo economico.

Tra i compiti piú ardui che attendono la presidenza lussemburghese, il raggiungimento di un accordo sul bugdet comunitario per la gestione 2007-2013. Junker vuole anche rilanciare concretamente la strategia di Lisbona, per fare dell'Europa l'economia piú competitiva al mondo. Il progetto è partito cinque anni fa ma per il momento non ha raggiunto gli obiettivi prefissati.

"L'Europa assomiglia di piú ad gruppo di studio, un gruppo che produce idee inutilizzate- ha detto. Deve produrre invece idee che siano applicabili. Dobbbiamo razionalizzare la nostra strategia"

Il Lussemburgo dovrà poi pensare alla prossima fase di espansione dell'Unione Europea. A marzo partiranno i negoziati per l'adesione della Croazia, mentre dovranno essere concluse le formalità per l'ingresso di Romania e Bulgaria.

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Maltempo: vittime nel Regno Unito e negli Usa. Rintracciato un peschereccio

È stato localizzato da un aereo militare britannico il peschereccio spagnolo sorpreso dalle tempeste che continuano a imperversare nel nord della Gran Bretagna e dell'Irlanda. Le 19 persone a bordo starebbero bene.Il Cibelis, con equipaggio spagnolo e portoghese, aveva lanciato l'sos ieri, quando si trovava a 200 chilometri circa dalle isole Ebridi, a ovest della Scozia, poi erano stati persi i contatti, e la Raf aveva deciso di inviare un aereo, stamattina, per pattugliare la zona.Resterebbe quindi fermo a tre morti, per ora, il bilancio dell'ondata di maltempo di queste ore, anche se alcune fonti parlano di una quarta vittima.I tre erano tutti alla guida di un mezzo: un camionista a Londonderry, in Irlanda del Nord, precipitato da un ponte per il vento, e, in due punti diversi della Scozia, un automobilista e il conducente di un furgone, entrambi in incidenti con dei camion.

Decine di migliaia di persone sono rimaste senza energia elettrica.Il maltempo flagella anche l'ovest degli Stati Uniti: nello stato dello Utah il fiume Santa Clara, straripato per le piogge eccezionali degli scorsi giorni, ha trascinato con sé case, ponti, alberi.Particolarmente colpita è la California, dove nelle ultime 72 ore si sono contati una ventina di morti, mentre le squadre di socccorso continuano a scavare nella montagna di fango che lunedì ha sommerso la cittadina di La Conchita, a nord-ovest di Los Angeles. Sinora sono state estratte almeno sei vittime accertate, ma una decina di persone sono date per disperse.Dall'inizio dell'anno in California le precipitazioni hanno superato i 40 centimetri, un record in questa zona dal clima solitamente secco.

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Tsunami: a Aceh i ribelli potrebbero boicottare le missioni umanitarie

Non avventuratevi da soli nella provincia di Aceh. Così il capo di stato maggiore indonesiano Endriartono Sutarto che ha messo in guardia le missioni umanitarie dal pericolo dei ribelli del "Movimento per Aceh libera".Dopo aver incontrato il capo di un gruppo umanitario francese ha dichiarato che nelle zone dove è attiva la guerriglia, la provincia non è sicura, "un'azione contro gli stranieri delle missioni umanitarie e dei gruppi di soccorso è molto probabile".

È stato pertanto deciso che i militari indonesiani scorteranno le missioni umanitarie fuori dalla capoluogo della provincia.

Non si è fatta attendere la risposta dei ribelli che hanno smentito di voler attaccare i soccorritori.

Ma ieri la buona notizia è giunta da Meulaboh, città della costa nord occidentale dell'isola di Sumatra quasi completamente distrutta dal maremoto e raggiungibile finora solo via mare o via aerea, che ha visto arrivare il primo importante convoglio terrestre d'aiuti.

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Mercoledi, 12 Gennaio, 2005

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La morte di Fabrizio Meoni alla Dakar

È morto Fabrizio Meoni. Il pilota toscano della KTM aveva 47 anni, è caduto dopo 184 chilometri di gara, nel corso dell'undicesima tappa della Dakar. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi non ce l'ha fatta. Causa del decesso: un arresto cardiaco, dopo una caduta. A nulla è valso l'arrivo dell'elicottero allertato dal razzo sparato da Fretigné, che viaggiava insieme a Meoni. I sanitari hanno provato a rianimarlo per 45 minuti, invano.

Lascia la moglie e un figlio. Meoni aveva vinto le edizioni del 2001 e 2002: è stato uno dei grandi progagonisti nella storia della Dakar a due ruote. Quest'anno era secondo in classifica generale.

L'edizione 2005 conta già la morte dello spagnolo José Manuel Perez, deceduto ieri dopo la caduta il 6 gennaio scorso, in cui era rimasto gravemente ferito all'addome.

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Emergenza tsunami: si apre a Ginevra la conferenza dei paesi donatori

Far arrivare gli aiuti alle vittime dello tsunami rapidamente e senza sprechi: è l'obiettivo della conferenza internazionale oggi a Ginevra dei paesi donatori, organizzata dall'Onu. Le Nazioni Unite, che coordineranno gli aiuti, hanno chiesto 977 milioni di dollari per soccorrere cinque milioni di persone per i prossimi sei mesi nelle zone sinistrate. Sinora c'è l'impegno per una cifra ben superiore, oltre due miliardi e mezzo. Diverse organizzazioni umanitarie, da subito sul terreno per la distribuzione di generi alimentari e sanitari, temono però che non tutti manterranno le promesse. Per questo L'Onu invita a tenere fede alla parola data.

Sulla trasparenza della gestione dei fondi si occuperà a titolo gratuito, una società americana, anche per scongiurare il ripetersi di episodi di mala gestione che già hanno visto protagonista l'Onu.

Oggi comunque le Nazioni Unite rinnoveranno l'appello ai paesi donatori perché non dimentichino le altre crisi umanitarie, in Africa soprattutto. Crisi che toccano 26 milioni di persone e per le quali l'Onu ha chiesto un miliardo e settecento milioni di dollari.

A Ginevra sono presenti tra gli altri 250 rappresentanti degli undici paesi colpiti dal maremoto. A presiedere i lavori Jan Egeland, coordinatore Onu delle operazioni d'emergenza.

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Martedi, 11 Gennaio, 2005

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Mahmud Abbas vince le presidenziali Palestinesi con il 62 per cento dei voti

"Una vittoria straordinaria". Così è stato definito il trionfo di Mahmud Abbas dall'ex presidente Usa Jimmy Carter, che ha guidato la squadra di osservatori internazionali mobilitata per sorvegliare il corretto svolgimento delle presidenziali palestinesi.Il candidato di al-Fatah è stato proclamato ufficialmente vincitore dalla Commissione elettorale centrale con il 62 per cento dei suffragi. Mercoledì Abbas sarà nominato presidente dal parlamento palestinese.

Per il premier Ahmed Qorei in gioco c'è ben più di un successo politico: "Non si tratta solo di formare un governo - ha detto -. Il popolo ha scelto la persona giusta, ha scelto la via della pace, la via della democrazia e la via dell'unità nazionale e questo è il risultato del voto".Un primo risultato importante è stato quello di riuscire a unire i palestinesi, tanto da costringere i gruppi armati, Hamas e Jihad islamica, a dirsi pronti a cooperare con il vincitore. Un annuncio fatto quando è stato chiaro che gli elettori non avevano risposto all'appello al boicottaggio: l'affluenza alla fine è stata del 70 per cento. E appena sono stati resi noti i risultati provvisori, le strade si sono riempite di palestinesi in festa.

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IRAQ. A Bagdad ucciso il vice capo della polizia. Autobomba contro un commissariato

Il vice capo della polizia di Bagdad è stato ucciso stamattina in un agguato. Il brigadiere Amer Nayef era appena uscito di casa, nel sud della capitale, insieme al figlio, anche lui colpito a morte.Sempre nel sud di Bagdad, un kamikaze a bordo di un'auto della polizia si è fatto saltare in aria vicino a un commissariato, uccidendo almeno tre iracheni e ferendone molti altri.

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I piccoli singalesi di nuovo a scuola

Primo giorno di scuola nello Sri Lanka dopo la sciagura di due settimane fa. È un ritorno difficile ma importante. Doloroso perché per molti piccoli allievi significa non ritrovare più tanti compagni, e vitale però, per iniziare il lungo processo di guarigione psicologica, dopo il trauma degli scorsi giorni. Nelle prossime settimane gli allievi verrano soprattutto ascoltati e consigliati, le lezioni vere e proprie cominceranno solo più avanti.

Oltre il 95% delle scuole erano oggi in grado di riaprire le porte: per quegli allievi il cui istituto è stato danneggiato o distrutto, o adibito a centro di accoglienza, l'Unicef ha distribuito stamattina uno speciale kit con giochi e abbigliamento sportivo, in attesa che le scuole possano di nuovo accoglierli.

In base all'ultimo provvisorio bilancio, il maremoto dello scorso 26 dicembre ha fatto in Sri Lanka quasi 31mila morti, 5mila i dispersi. I senzatetto sono mezzo milione.

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Lunedi, 10 Gennaio, 2005

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Festa grande per la fine del conflitto sudanese.

Nello stato piu' grande dell' Africa, dopo 21 anni di guerra ininterrotta ierigoverno del nord e 'ribelli' del sud hanno firmato la pace. La gioia è incontenibile. Presentata a lungo come una guerra quasi esclusivamente interconfessionale, scoppia nel 1983 quando l'allora presidente introdusse la Sharia, la legge islamica. Nel sud del Paese, a maggioranza cristiana, comincia a organizzarsi la ribellione.

L'intesa è stata firmata nello stadio di Nairobi, in Kenia, tra il vicepresidente sudanese Ali Osman Taha e il capo dei ribelli John Garang. Presenti numerosi capi di Stato e di governo africani e rappresentanti della comunità internazionale.

In ventuno anni di guerra civile, ci sono stati circa due milioni e mezzo di morti e oltre quattro milioni di profughi.Resta però ancora un neo, pacificare la regione orientale del Darfur.

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Divieto di fumo in Italia: entra in vigore la legge Sirchia

Da oggi in Italia si fuma fuori. A mezzanotte è scattata la legge che vieta sigarette e sigari in tutti i locali pubblici, dai bar ai ristoranti, fino alle discoteche, a meno che non sia previsto uno spazio appositamente attrezzato.Spazi che esistono solo nel 5-6 per cento dei locali italiani. Proprio per dare ai gestori più tempo per adeguarsi, la provincia autonoma di Bolzano ha deciso una moratoria fino a luglio. Si spengono le sigarette, dunque, e si accendono le polemiche. Ma anche tra gli irriducibili c'è chi saluta con favore le nuove norme: "È perfetto, è perfetto - dice un avventore al tavolino fuori da un bar a Roma, brandendo un sigaro. - Si fuma fuori.

È più bello, è più sereno, è più tranquillo, in un ambiente meraviglioso come questo, e quindi va bene, per me va bene".Vero per la capitale, forse un po' meno per città un po' più a nord. I meno convinti sono i gestori dei locali: per loro le nuove norme prevedono multe pesanti se non faranno rispettare la legge no smoking: "È la parte più difficile per noi - commenta uno di loro -, fare gli agenti è la parte più difficile..."L'Italia è il secondo paese dell'Unione ad adottare una legge antifumo, dopo l'Irlanda. Si calcola che siano tra 85 e 100 mila gli italiani uccisi ogni anno dal fumo.

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Domenica, 9 Gennaio, 2005

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Minaccia di Israele sulle elezioni presidenziali Palestinesi

A poche ore dall'apertura dei seggi delle elezioni presidenziali palestinesi Israele ha minacciato di riconsiderare il ritiro temporaneo dei propri soldati dai territori. Il messaggio è stato trasmesso all'Autorità nazionale palestinese dopo l'uccisione di un soldato israeliano in Cisgiordania.

Il governo di Ariel Sharon aveva approvato la misura del ritiro per 72 ore, a partire da oggi, della sua presenza militire nelle città di Cisgiordania e della Striscia di Gaza per facilitare lo svolgimento dello scrutinio.

La campagna elettorale si è conclusa alla mezzanotte. E i sondaggi della vigilia danno a Mahmud Abbass, il più che probabile successore di Yasser Arafat, un vantaggio di almeno trenta punti percentuali sul suo principale avversario, Mustapha Barghuti.

Un alto numero di consensi potrebbe permettere ad Abbass di imporsi sulle varie fazioni, soprattutto quelle armate. Hamas ha attaccato duramente il candidato di al Fatah, anche conosciuto come Abu Mazen, accusandolo di essere sostenuto dai sionisti e da forze internazionali.

Abbass ha concluso ieri sera la sua campagna elettorale alle porte di Gerusalemme promettondo alla folla di creare uno stato palestinese con la città santa come capitale.

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Tsunami: Kofi Annan scioccato ad Aceh. Il G7 accetta la moratoria del debito

È apparso scioccato, il segretario generale dell'Onu, dalla vista dei villaggi fantasma in Indonesia. La provincia di Aceh è la zona più colpita in tutto il sud-est asiatico dalla furia delle onde anomale. È qui che Kofi Annan è voluto andare dopo il summit di Giakarta. Ma dopo aver sorvolato Meulaboh e aver visto il poco che ne è rimasto, la sua prima frase in pubblico è stata un'espressione di dolorosa costernazione: "Non ho mai visto una distruzione così totale, chilometro dopo chilometro. Ci si domanda dove siano le persone, che fine abbiano fatto".Qui, il punto dell'Asia più vicino all'epicentro del sisma del 26 dicembre, le popolazioni sono state investite in rapida sequenza prima dal terremoto, poi dal maremoto. Nel giro di un quarto d'ora, di Meulaboh non restavano che macerie.Secondo l'ultimo bilancio, in Indonesia le vittime, quasi tutte registrate nella zona di Aceh, sono ormai più di 100 mila, due terzi dei morti accertati nell'insieme dei paesi colpiti. Ieri a Giakarta Annan ha chiesto ai paesi donatori subito un miliardo di euro per poter avviare senza indugi il processo di ricostruzione. E oggi il G7 ha accettato la moratoria del debito estero dei paesi colpiti dal maremoto in Asia, proposta ufficialmente qualche giorno fa dalla presidenza di turno britannica.

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IRAQ. Alla sbarra il presunto leader degli aguzzini di Abu Graib

Charles Graner è da ieri giudicato della corte marziale di Fort Hood in Texas con l'accusa di maltrattamento di detenuti, agressione e abbandono di servizio. Reati compiuti secondo i magistrati nella prigione irachena insieme ad altri sei commilitoni.

Graner ha voluto mostrasi tranquillo: "il sole splende, il cielo è blu e siamo in America", queste le sue uniche parole prima di entrare in aula.

Per i suoi legali il riservista è innocente: "La nostra difesa è basata sul fatto che il soldato Graner ha solo eseguito gli ordini", ha spiegato l'avvocato Womack.

A incastrare i militari americani sono state le foto che hanno fatto conoscere al mondo intero le violenze e gli abusi di ogni tipo praticati sui detenuti iracheni.

Tre guardie americane sono state già condannate a pene che vanno dagli otto mesi agli otto anni di reclusione.

Se Graner venisse ritenuto colpevole rischia un minimo di diciassette anni di prigione.

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Incidente ferroviario. Stop dei ferrovieri il 12 gennaio per dieci minuti: per solidarieta' e protesta


Lo hanno deciso le organizzazioni sindacali di categoria

Roma, 8 gennaio 2005
I ferrovieri italiani si fermeranno per 10 minuti mercoledì prossimo, dalle 11,50 a mezzogiorno, in memoria delle vittime dell'incidente fra due treni avvenuto ieri nei pressi di Crevalcore, sulla linea Bologna-Verona.

Lo hanno deciso le sei organizzazioni sindacali di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Sma, Ugl e Orsa) per rilanciare la questione della sicurezza e del potenziamento della rete ferroviaria. I sindacati chiedono inoltre alle Ferrovie di "aprire finalmente un vero confronto sui temi del lavoro in rapporto alla sicurezza".

"I ferrovieri, per rivendicare la necessaria attenzione ai temi della sicurezza e in segno di solidarietà con le vittime dell'incidente, attueranno una fermata di 10 minuti nella giornata di mercoledì 12 gennaio dalle ore 11.50 alle ore 12". Lo annunciano in una nota unitaria le segreterzie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti; Sma-Fast, Ugl Ferrovie e Orsa Ferrovie.

I sindacati rinnovano il cordoglio per le vittime, rivolgono auguri di guarigione ai feriti e chiedono "che abbia termine questa progressione inquietante di incidenti". Al Governo e al Gruppo Fs, recita il comunicato unitario, "chiediamo di cambiare completamente l'approccio al tema della sicurezza ferroviaria. Servono sicuramente le commissioni d'inchiesta, prontamente attivate dopo ogni incidente, sono utili a ricostruire i fatti e il sindacato rivendica innanzi tutto chiarezza sulle dinamiche. Bisogna però agire sulle condizioni che possono impedire i disastri, mettendo in atto i necessari interventi".

"Gli investimenti - prosegue la nota - devono essere accelerati e portati a conclusione in tempi brevi e credibili. Le nuove infrastrutture previste non possono subire altri ritardi e le moderne tecnologie di protezione della circolazione devono essere attivate sull'intera rete".

"Le inchieste in corso - si legge ancora - ricostruiranno le cause dell'incidente di Bolognina, si può però dire con certezza che se il doppio binario, previsto da decenni, fosse stato ultimato e se ci fossero stati sistemi di comunicazione in cabina delle condizioni della via, lo scontro tra i treni non ci sarebbe stato".

"Bisogna fare presto - insistono i sindacati dei ferrovieri -, avere le risorse necessarie e scegliere le priorità degli interventi, che devono privilegiare la sicurezza. Per questa ragione devono essere riviste le scelte del Governo e ripristinate le risorse necessarie, dopo i pesanti tagli sugli investimenti decisi nelle ultime leggi finanziarie, che rallentano fortemente i piani di ammodernamento. Ci vuole anche una diversa attenzione da parte di Fs al tema della sicurezza, con un più efficace raccordo tra Rfi e Trenitalia. La gestione delle linee deve scegliere la sicurezza come priorità assoluta".

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Sabato, 8 Gennaio, 2005

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Francia, fiato sospeso per la sorte in IRAQ della giornalista Aubenas

Ancora nessuna notizia di Florance Aubenas, la giornalista francese scomparsa in Iraq da mercoledi. Le autorità di Parigi restano caute e non privilegiano nessuna delle ipotesi possibili. Lo spettro di un nuovo sequestro resta tuttavia nell'aria, e inquieta tutta la redazione di Libération, il quotidiano per il quale Aubenas lavora.

"Siamo in stato d'allerta", spiega Antoine de Gaudemar, "dobbiamo compiere una serie di verifiche assieme alle autorità presenti sul posto: dalla ambasciata francese alle istituzioni irachene e statunitensi".

Il presidente della Repubblica Chirac e il ministro degli Esteri Barnier hanno di nuovo invitato i giornalisti a lasciare l'Iraq, divenuto troppo pericoloso come dicono anche Christian Chesnot e Georges Malbrunot, rimasti in ostaggio per quattro mesi e rilasciati due settimane fa:

"Baghdad è impraticabile. Le bande agiscono in città, vivono negli Hotel, girano per le strade".

"E' ormai molto difficile lavorare a Baghdad e nelle aree sunnite. Questi gruppi armati vanno a caccia di giornalisti".

Inviata speciale del quotidiano parigino, Florance Aubenas stava lavorando in Iraq su temi legati alle imminenti elezioni e alla situazione attuale della città di Falluja.

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Venti caschi blu dell'Onu accusati di abusi sessuali in Congo

Un rapporto interno delle Nazioni unite accusa i caschi blu impegnati in Repubblica Democratica del Congo. Secondo il rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per il Paese africano i soldati si sarebbero macchiati di abusi sessuali e violenze, anche su minori congolesi.

I soldati erano soliti scambiare piccole somme di denaro o modeste quantita' di viveri con prestazioni sessuali.

"Abbiamo potuto verificare una situazione di sfruttamento e abusi sessuali gravi - ha affermato William Swing - La cosa ci ha profondamente scioccato, indignato e disgustato. Soldati di pace che hanno giurato di assistere persone bisognase, in particolare vittime della violenza sessuale, diventano parte del problema aggravandolo. È un comportamento che non può essere scusato. È con la massima determinazione che cercheremo di fermarlo".

Si è anche appreso che i comandanti militari della missione avevano cercato di coprire i propri sottoposti. I casi su cui gli inquirenti dell'Onu hanno indagato sono 72: sei sono stati provati senz'ombra di dubbio e per quattordici vi sono forti elementi di prova.

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Venerdi, 7 Gennaio, 2005

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Tsunami: Annan presenta le cifre della ricostruzione

736 milioni di euro per finanziare sei mesi di aiuti urgenti alle popolazioni colpite dal maremoto, in tutto 5 milioni di persone. È l'appello che Kofi Annan ha rivolto alla comunità internazionale da Giakarta dove si svolto il vertice straordinario per coordinare gli aiuti ai paesi devastati dallo tsunami. Al summit hanno partecipato i governi del sud-est asiatico, l'Onu, l'Unione Europea, gli Stati Uniti, l'Australia, la Nuova Zelanda, la Cina e il Giappone. Annan ha ringraziato tutti i paesi donatori per la generosità dimostrata nell'affrontare l'emergenza. Ora però si tratta di finanziare specifici progetti di ricostruzione ed è necessario rimettere mano al portafogli.

"Possiamo davvero fare qualcosa per aiutare queste popolazioni a riprendere la vita - ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite - e questo grazie alla diponibilità dimostrata da tutti i paesi donatori. Lo sforzo di ciascuno produrrà dei risultati".

Finora è l'Europa ad aver vinto la gara di solidarietà con 1 miliardo e mezzo di euro versati. Seguono Australia, Giappone e Stati Uniti. Raggiunto un accordo anche sulla necessità di creare un sistema di allarme per gli tsunami nell'oceano Indiano.

Il premier lussemburghese Jean-Claude Junker, presidente di turno dell'Unione europea, ha garantito che l'impegno della comunità internazionale non si limiterà all'emergenza. "Dobbiamo garantire una presenza nella regione per molto tempo" - ha detto.

Gli Stati Uniti hanno annunciato lo scioglimento della colizione internazionale dei soccorsi. D'ora in poi sarà solo l'Onu a coordinare gli aiuti.

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Maremoto, solo un quarto delle persone colpite ha ricevuto aiuti

Devastazioni, piogge e conflitti continuano ad ostacolare la distribuzione degli aiuti alle persone colpite dal maremoto. Si calcola che solo un superstite su quattro colpite sia stato effettivamente raggiunto assistenza umanitaria. Ma la situazione resta critica anche per chi qualche razione di cibo l'ha ricevuta.

Una volta sul posto, poi, è difficile fare una distribuzione equa: gli assalti ai carichi di aiuti da parte della popolazione sono all'ordine del giorno.

A Banda Aceh, a nord dell'isola di Sumatra, la pioggia è scesa a peggiorare la sorte degli sfollati.

Nei grandi centri il contrasto tra le zone toccate dallo Tsunami e quelle rimaste indenni è evidente: in alcuni quartieri di Banda Aceh gli scaffali dei negozi sono pieni così come le bancarelle del mercato.

Le strade ancora in buone condizioni nella regione sono state bloccate per diverse ore questa settimana a causa dei combattimenti tra le forze governative e i separatisti locali.

Ad assumere la reponsabilità degli aiuti, a medio termine, dovrebbero essere le Nazioni Unite. Anche Washington ha annunciato di voler cedere all'Onu il coordinamento dei propri sforzi.

In Myanmar, dove il regime parla solo di 40 morti, il Programma Alimentare Mondiale stima che 10.000 persone abbiano bisogno di cibo.

Nello Sri Lanka, che con oltre 30.000 morti, è il secondo paese più colpito dopo l'Indonesia, il governo dice di aver raggiunto il 75% dei bisognosi.

I ribelli delle Tigri del Tamil, accusano però le autorità di non lasciar passare gli aiuti verso le regioni sotto il loro controllo.

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Usa: il Senato processa il nuovo ministro alla Giusizia

Il difensore della tortura all'esame del Senato americano. Antonio Gonzales, l'ex avvocato della Casa Bianca designato da George Bush nuovo ministro della Giustizia, si sottopone oggi al giudizio del Congresso. È l'ultimo passaggio prima di assumere l'incarico. Un passaggio non indolore a causa delle polemiche che lo hanno preceduto. L'ex consigliere legale del presidente, ha autorizzato alcune forme di tortura e dichiarata superata la convenzione di Ginevra. In Senato i repubblicani hanno una solida maggioranza e quindi la nomina non è a rischio ma la scelta del giudice di origine messicana scontenta anche qualche fedelissimo di Bush. I democratici, tranne gli ispanici, annunciano battaglia. E, al di fuori delle istituzioni, si mobilitano le associazioni umanitarie.

"Il dossier su Gonzales è molto preoccupante - afferma il coordinatore della Conferenza per i diritti civili, Wade Henderson - soprattutto per il ruolo che ha avuto nel difendere la tortura, i metodi di detenzione e gli interrogatori dei prigionieri in Afghanistan, Iraq e a Guantanamo".

A proposito del carcere cubano: l'esercito americano ha deciso di aprire un'inchiesta. Di sevizie avevano parlato in alcune e-mail ai propri superiori, agenti dell'FBI recatisi in visita alla prigione. La Conferenza per i diritti civili ha ottenuto la divulgazione di quei messaggi e ha diffuso un video che spiega perchè il ministro alla Giustizia designato non è l'uomo giusto per sostituire John Ashcroft.

Contro questa scelta si è schierato anche l'ex capo di stato maggiore ai tempi di Bill Clinton, John Shalikashvili, e con lui una decina di ex generali, preoccupati per le posizioni assunte dall'ex consigliere legale in materia di diritti civili.

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Elezioni Palestinesi: centinaia gli osservatori europei sul campo

Ultimi preparativi in vista delle elezioni presidenziali palestinesi, del 9 gennaio. e urne decreteranno il successore di Yasser Arafat. Sono sei i candidati in tutto della consultazione. Anche se sembra già chiaro che la maggiorparte dei voti si concentrerà su Mahmoud Abbas, grande favorito e su Mustafa Barghouthi. Il candidato moderato del partito Al Fatah, Mahmoud Abbas, avrebbe secondo le previsioni il 65 per cento delle preferenze, mentre il suo avversario Barghouti si attestebbe sul 22 per cento.L'intero processo elettorale sarà monitorato da osservatori locali, almeno 20 mila e da quelli internazionali, circa 800. Per l'Unione Europea a guidare la missione di osservatori è arrivato nella striscia di Gaza, l'ex primo ministro francese Michel Rocard.Le autorità israeliane hanno annunciato di voler aumentare gli sforzi per facilitare le elezioni palestinesi. Rientra in questo contesto, nel tentativo di alleggerire la tensione, la decisione di Israele di mettere fine all'isolamento in carcere del capo del movimento palestinese Fatah in Cisgiordania, Marwan Barghouti. Il leader palestinese era in condizione di carcere duro da un anno e mezzo.

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Giovedi, 6 Gennaio, 2005

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I "rivoluzionari" di Ucraina e Georgia negano ingerenze straniere

Vacanze insieme per i leader di Ucraina e Georgia, entrambi filo-occidentali, entrambi ortosossi, entrambi eletti sull'onda di movimenti di piazza. Sulle nevi di Tysovets, nell'ovest dell'Ucraina, i due hanno firmato la dichiarazione dei Carpazi, nella quale ringraziano stati e organizzazioni per "l'appoggio alle lotte non violente dei loro rispettivi popoli per conquistare la libertà e la democrazia".

I leader della rivoluzione arancione e della rosa, hanno smentito che i loro sommovimenti siano il risultato di ingerenze straniere.

Molti hanno accusato gli Stati Uniti di aver finanziato l'opposizione ucraina e georgiana attraverso fondazioni e organizzazioni non governative.

Applausi guantati per i due. Viktor Yushchenko e Mikhail Saakashvili celebreranno insieme anche il Natale che, secondo il calendiario giuliano, cade il 7 gennaio.

Yushchenko dovrebbe essere ufficialmente proclamato presidente dell'Ucraina entro una decina di giorni.

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1,3 miliardi di abitanti: la Cina taglia il traguardo

Da oggi i cinesi sono un miliardo e 300 milioni. Il merito è suo: pesa tre chili e sei, è un maschietto, sta bene e ha già servito il suo paese permettendogli di tagliare lo storico traguardo. È nato in un ospedale di Pechino due minuti dopo la mezzanotte. Alla gioia di mamma e papà si aggiunge quella dell'intera nazione. Si uniscono al giubilo anche gli esperti di problemi demografici che, in separata sede, lanciano però un allarme. Un miliardo e trecento milioni è un numero enorme che avrà ripercussioni sull'economia, la società, le risorse naturali e l'ambiente, problemi che potranno essere affrontati solo proseguendo nella politica di controllo delle nascite.

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Mercoledi, 5 Gennaio, 2005

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In coda per una tanica d'acqua: il dramma degli sfollati di Aceh

Sono in migliaia, affamati e assetati, in coda per una tanica di acqua potabile.Sono gli sfollati della provincia di Aceh, nell'isola di Sumatra, la più provata dal violentissimo terremoto e dallo tzumani del 26 dicembre. Nella zona è operativa una stazione di purificazione dell'acqua, gestita dall'esercito australiano, in grado di produrre 20 mila litri di acqua potabile all'ora. Ma la distribuzione degli aiuti resta difficoltosa. Tagliati fuori dal resto dell'isola, i senzatetto di questa zona situata nella punta settentrionale di Sumatra sono almeno 400 mila. Novantaquattromila le vittime accertate. Un bilancio che rischia di peggiorare di ora in ora se non si riuscirà ad arginare l'emergenza epidemie, soprattutto di colera e malaria, che minaccia i supestiti.Ad ostacolare ulteriormente l'arrivo degli aiuti umanitari è sopraggiunto un incidente durante l'atterraggio di un'aereo nell'aeroporto militare di Aceh, unica via di accesso alla zona. Nessuna vittima, ma per ore la pista di atterraggio è rimasta bloccata, impedendo l'arrivo di generi di prima necessità che sono stati distribuiti grazie agli elicotteri.

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Gara di solidarietà tra gli Stati per aiutare le vittime del maremoto

"Vogliamo assistere i thailandesi e dare il nostro contributo finanziario", lo ha detto il segretario di stato americano Colin Powell in visita nella città di Phuket sconvolta dal maremoto.Powell, che si trova in missione nell'area colpita dallo tsunami ha ribadito che gli Stati Uniti porteranno a 350 milioni di dollari gli aiuti per la ricostruzione."L'Indonesia - ha detto durante la conferenza stampa dopo l'incontro con le autorità locali - è il Paese che si trova nelle peggiori condizioni. Ecco perché - ha aggiunto Powell - il governatore Bush ed io andremo a Giacarta per il vertice straordinario con le autorità indonesiane sulla gestione degli aiuti".Il segretario di Stato ha ribadito che l'America assisterà la popolazione nella regione con aiuti militari, acqua potabile, cibo, medicinali e una squadra specializzata in emergenze e disastri.A tal proposito Powell ha anche annunciato l'accordo raggiunto con le autorità thailandesi per la messa a punto di un sistema di allerta in caso di tsunami per tutto l'Oceano Indiano.E mentre si tenta di coordinare la distribuzione degli aiuti arrivano a catena le proposte di alcuni membri dell'Unione europea di azzerare il debito dei Paesi colpiti dalla catastrofe. In prima linea vi sono Gran Bretagna e Italia.

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Martedi, 4 Gennaio, 2005

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L'Ue aumenta a mezzo miliardo di euro gli aiuti finanziari per l'Asia

L'Unione europea non si risparmia e alza a 436 milioni di euro l'impegno finaziario destinato alle vittime del maremoto nel sud-est asiatico.Una cifra destinata ad aumentare, come hanno fatto sapere da Bruxelles, dove venerdi' si riuniranno i ministri degli esteri dei Venticinque per stabilire l'ammontare dei fondi stanziati anche sulla base di un primo bilancio del commissario agli aiuti umanitari, Louise Michel, in visita in questi giorni nelle aree colpite dal cataclisma.La gara di solidarietà ha coinvolto anche i privati - aziende e cittadini europei - che attraverso sottoscrizioni ed sms inviati col cellulare hanno ingrossato di decine di milioni di euro il contributo europeo per arginare l'emergenza umanitaria in Asia. Due, al momento, le cellule di crisi attivate dall'Unione europea. Una, per la gestione sul posto dei fondi stanziati e la seconda che coinvolge l'ufficio per gli aiuti umanitari di Bruxelles - Echo - che attraverso le ONG partner dell'Unione finanzia progetti di emergenza.Antonio Cavaco, direttore generale di Echo, spiega ai microfoni di Euronews: "Una volta individuati i bisogni di tipo sanitario, alimentare o medico, lavoriamo attraverso degli intermediari, come le ONG o le agenzie delle Nazioni Unite, che operando sul posto rispondono a tali bisogni".E mentre domani l'Europa osserverà una giornata di lutto per le vittime del maremoto, sono molti i paesi dell'unione che avanzano la proposta di congelare o azzerare il debito delle nazioni colpite dallo tsunami. In prima fila, tra questi, Gran Bretagna e Italia.

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Lunedi, 3 Gennaio, 2005

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Corsa contro il tempo nel sud-est asiatico

Nelle zone colpite dal maremoto si cerca di evitare che a una prima catastrofe se ne aggiunga una seconda. Milioni di persone stanno aspettando da diversi giorni l'arrivo degli aiuti internazionali, generosi ma anche difficila da consegnare. Sono tanti i villaggi isolati dove la malnutrizione rischia di uccidere più persone dello tsunami. È il caso di Akbar, nello Sri Lanka.

"Siamo abbandonati a noi stessi da giorni - racconta una ragazza che ha perso otto familiari - Non abbiamo né cibo, né acqua, né servizi igienici".

Gli abitanti sono riusciti ad organizzare un servizio minimo di distribuzione alimentare: patate bollite per tutti.

Lo Sri Lanka è il secondo paese più colpito dal cataclisma che, secondo un nuovo bilancio, ha provocato 143 mila morti. In tutta l'isola si contano trentamila vittime. Il primo ministro singalese Mahinda Rajapaska si è recato ieri nella zona di Galle a sud della capitale Colombo. Il premier ha chiesto ancora una volta alla comunità internazionale di fare presto: "fino adesso siamo riusciti a tenerli in vita. Li abbiamo sfamati e abbiamo offerto loro rifugi occasionali. Ma adesso c'è bisogno di riscostruire questi luoghi. È quello che chiediamo ai paesi donatori".

Le piogge torrenziali hanno ritardato i soccorsi. Ma le nazioni unite hanno fatto sapere che gli aiuti alimentari destinati alle 700 mila persone che vivono nelle zone dello Sri Lanka devastate dallo tsunami arriverrano entro 72 ore.

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L'eurocommissario Luis Michel è giunto nello Sri Lanka

Luis Michel, commissario europeo per lo sviluppo e l'aiuto umanitario, si è recato nello Sri Lanka, come aveva annunciato venerdì. Da qui si sposterà in Indonesia dove visiterà la provincia di Aceh. Sono previsti incontri con le autorità locali, ma il commissario toccherà con mano la realtà dei soccorritori, dei volontari della croce rossa e dei medici impegnati sul terreno.

"L'Unione europea si impegna a 360 gradi, faremo quanto possibile, ma vogliamo valutare quali sono le necessità", ha dichiarato.

Al suo ritorno in Europa, incontrerà, con dati alla mano, i ministri degli Esteri dei 25 stati membri, di cui è previsto un incontro il 7 gennaio.

All'indomani della tragedia, la Commissione europea ha stanziato 23 milioni di euro per le zone colpite dal maremoto.

Nella regione, dove è previsto per oggi l'arrivo del segretario di stato americano Colin Powell, è giunto anche il ministro degli esteri svizzero Micheline Calmy Rey. Sono 16 le vittime tra gli svizzeri e 550 i dispersi.

Il conteggio di morti e danni non è ancora finito ma in molti hanno deciso di partire in vacanza alla volta di questo angolo di mondo.

Da Roma e Milano sono decollati nel week-end aerei con destinazione le Maldive.

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Le presidenziali croate si decideranno al ballottaggio

Stipe Mesic non è riuscito a confermarsi Presidente della Croazia al primo turno. Il capo dello stato in carica si è fermato al 49,03% e il prossimo sedici gennaio si terrà il ballottaggio. La sua avversaria sarà Jadranka Kosor, candidata dell'HDZ, che è arrivata molto lontana dal suo prossimo avversario diretto. La vice premier del governo di centro-destra ha ottenuto il 20,18% dei consensi.

Al terzo posto, poco distante dalla Kosor, si è piazzato a sorpresa il candidato indipendente Boris Miksic, un ricco imprenditore americano nato a Zagabria. Per lui ha votato il 17,8% degli elettori.

Bassa l'affluenza: ai seggi si sono recati solo il 50,95% dei 4,4 milioni di aventi diritto al voto.

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Palestinian. Medioriente, Mahmud Abbas contro i lanci di razzi dei militanti

L'esercito israeliano si è ritirato dal nord della Striscia della Gaza per non interferire con le elezioni palestinesi del 9 gennaio. L'incursione era cominciata tre giorni fa dopo l'ennesimo lancio di obici di mortaio sulla città israeliana di Sderot e nella zona industriale di Erez.

Mahmud Abbas, candidato favorito alla successione di Arafat, ha condannato la guerriglia dei razzi giudicandola inutile e controproducente. Nonostante la condanna i gruppi militanti non sembrano aver intenzione di cessare le loro azioni.

Secondo un sondaggio realizzato da un centro di ricerca della Cisgiordania, Mahmud Abbas gode del 65% delle intenzioni di voto dei palestinesi.

Una base di consenso che gli ha permesso, ieri a Jabalya - ad appena 5 chilometri dal luogo del raid israeliano - di manifestare il suo dissenso verso le tattiche dei militanti: "i razzi - ha detto - provocano durissime rappresaglie. Non diamo agli israeliani ragioni per attaccarci".

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Perù, i militari ammutinati promettono la resa entro oggi

Hanno promesso di arrendersi oggi, in Perù, i militari ammutinati guidati da Antauro Humala, quarantunenne maggiore dell'esercito in pensione. Dal primo gennaio 150 soldati suoi seguaci tengono d'assedio un commissariato del sud-est del paese, dove sono tenuti in ostaggio una decina di poliziotti. Quattro agenti inviati dal governo sono morti ieri in una sparatoria con i ribelli.

Humala, capo del movimento ultranazionalista Etnocacerista, ha accettato di rendere le armi in cambio dell'incolumità per i suoi uomini.

In nome di un ritorno alla "purezza Inca" i militari chiedono le dimissioni del presidente Alejandro Toledo, accusato di svendere il Perù agli interessi stranieri.

"Lasciamo la questione nelle mani dei professionisti [delle forze dell'ordine]", ha detto Toledo promettendo fermezza nel rispetto della vita.

Il movimento degli etnocaceristi ha un seguito molto limitato tra la popolazione. Nel 2000 il maggiore Humala, insieme a suo fratello, aveva guidato un'altra ribellione contro l'allora capo dello stato Alberto Fujimori.

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Domenica, 2 Gennaio, 2005

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Una settimana fa l'apocalisse del sud-est asiatico

La morte è dappertutto sull'isola di Phuket. È passata esattamente una settimana da quando una serie di onde gigantesche si sono abbattute su una decina di Paesi dell'oceano indiano facendo quasi 130.000 vittime. Ma la catastrofe, lo si è capito subito, è stata di dimensione mondiale. Ottomila cittadini di quaranta altre nazioni sono morti o dispersi.

Lo tsunami però non ha fatto scappare tutti i turisti sopravvissuti. C'è chi continua le ferie aiutando i soccorritori. È il caso del britannico Alex Torikian: "dietro ogni corpo c`è una famiglia. Se un mio parente fosse morto mi piacerebbe che qualcuno se ne occupasse".

Le nazioni unite temono che si possa superare le 150.000 vittime. Ma forse un bilancio definitivo non si avrà mai. Come sarà molto difficile consegnare a ogni famiglia dei resti da seppellire.

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Al Giappone il primato della solidarietà per le vittime dello Tsunami

Il premier Junichiro Koizumi ha offerto mezzo miliardo di dollari alle popolazioni colpite dal maremoto. Più degli Stati Uniti che sul tavolo dell'assistenza avevano messo 350 milioni. Così la cifra degli aiuti raggiunge quota 2 miliardi: il calcolo è stato fatto dal segretario generale aggiunto dell'Onu, Jan Egeland, che ha ringraziato Tokyo per lo sforzo e annunciato la visita in Indonesia di Kofi Annan la prossima settimana.

Raccogliere fondi, però, non basta. È necessario coordinare gli aiuti: la distribuzione dei soccorsi è operazione delicata. L'Unicef ha raggiunto molte località isolate ma interi villaggi sono ancora in attesa di viveri e medicinali.

In molte zone devastate dallo tsunami gli aerei non riescono ad atterrare. Problema parzialmente risolto dagli Stati Uniti che hanno fatto decollare gli elicotteri della portaerei Abramo Lincoln ormeggiata al largo di Giacarta. Così è stato possibile raggiungere Aceh, un delle aree più danneggiate dalla catastrofe, dove manca tutto, cibo e acqua compresi.

A rischiare è anche chi non è ancora nato. Nei luoghi della tragedia le donne incinte sono 150 mila: il pericolo di complicazioni è elevato.

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Latest. La Croazia oggi alle urne per eleggere il nuovo presidente della Repubblica

Lo scrutinio delle presidenziali in Croazia appare già scontato. Stipe Mesic, capo dello Stato in carica, è dato dai sondaggi in vantaggio di oltre 25 punti sugli avversari.

Tra gli altri dodici candidati in lizza solo Jadranka Kosor sembra in grado di raggiungere un pùnteggio a due cifre. La vicepremier è il volto nuovo, europeista e democratico dell'Hdz, il partito fondato 15 anni fa dal presidente Tudjman.

Dal 2003 Mesic si trova in una situazione di coabitazione con il governo di centro destra. Ma questo non ha impedito al presidente della Repubblica di continuare lo sviluppo economico della Croazia e l'avvicinamento all'Unione europea iniziati cinque anni fa.

Bruxelles ha deciso di avviare i negoziati di adesione con Zagabria nel marzo di quest'anno per un ingresso nell'unione nel 2007.

Sradicare la corruzione, incoraggiata dall'ex presidente Tudjman, e ancora largamente diffusa in tutti i settori e a tutti i livelli, resta la grande sfida dei prossimi anni.

Per essere eletti al primo turno bisogna ottenere il consenso della maggioranza dei votanti.

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Middle East. Territori palestinesi: Abu Mazen in campagna elettorale a Rafah

È il vincitore in pectore delle presidenziali che si terranno domenica prossima nei territori palestinesi.

Nonostante tutto, Abu Mazen, il candidato di al Fatah, preidente ad interim de parlamento, non si risparmia in quest'ultimo scorcio di campagna elettorale.

Oggi si è recato a visitare un campo profughi di Rafah, dove è stato ricevuto con un'accoglienza trionfale.

Moderato, ha colto l'occasione per condannare l'uso della violenza, puntando il dito contro l'ultima operazione israeliana che, lanciata a Khan Younis, ha fatto 11 vittime.

Più dura è la posizione del premier Qorei che accusa Israele di voler sabotare le prossime elezioni. Nonostante l'operazione di Tel Aviv, non si arresta la violenza, cinque colpi di mortaio sono stati esplosi nella notte tra venerdî e sabato contro insediamenti israeliani nel sud della striscia di Gaza senza fare vittime.

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Sabato, 1 Gennaio, 2005

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Capodanno sobrio in tutti in mezzo mondo

È stato un Capodanno sobrio quello festeggiato in Svezia. Paese che con 60 morti e circa 3500 dispersi nella catastrofe che ha colpito il sud est asiatico vive con grande intensità la tragedia.

Proclamando il primo gennaio, giorno di lutto nazionale, il premier Goran Person, non risparmiato peraltro dalle critiche per la lentezza del governo nelle operazioni di rimpatrio delle salme, ha invitato i cittadini a ricordare tutte le vittime del maremoto.

Cancellato lo spettacolo pirotecnico, la notte di Stoccolma è stata illuminata con centinaia di candele.

 

È stato comunque un ultimo dell'anno sotto tono in tutta Europa. Feste annullate o comunque contenute in molti paesi. A Parigi i fuochi d'artificio hanno salutato il nuovo anno negli Champs-Elyséees listati a lutto.

A Roma, Napoli e Milano la vivacità delle celebrazioni della notte di San Silvestro è rimasta imbrigliata nelle maglie di una sofferenza sincera.

Festa e fuochi di buon augurio a Berlino, ma i berlinesi non hanno dimenticato la tragedia. Inviando sms solidali, in due giorni, hanno raccolto per le popolazioni colpite dal sisma oltre 300 mila euro.

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Tsunami: arrivate in Italia le prime salme

Nella notte, all'aeroporto di Ciampino, sono giunte le prime tre salme degli italiani morti nel sud est asiatico a causa dello tsunami.

Ad attenderle c'erano alcuni parenti di due delle vittime e il ministro degli italiani nel mondo Mirko Tremaglia.

Che parlando della "tragedia immensa" che ha colpito quest'area del mondo e della scomparsa di numerosi connazionali, ha affermato di ritenere "giusto che in Italia ci sia una giornata di lutto nazionale".

Al momento sono 14 le vittime italiane accertate, circa settecento i dispersi, sulla sorte dei quali, nella maggiorparte dei casi, resta ormai poco da sperare.

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Ucraina, inizia nel migliore dei modi il 2005 di Viktor Yushenko

Il neo presidente dell'Ucraina ha aspettato la mezzanotte a piazza dell'indipendenza a Kiev, insieme al capo dello stato georgiano Mikhail Saakachvili. I leader delle delle due rivoluzioni pacifiche, quella arancione e quella della rosa, hanno festeggiato il nuovo corso ucraino inaugurato con il voto del 26 dicembre scorso.

L'ultimo giorno dell'anno ha offerto un regalo inaspettato a Yushenko. Il premier Viktor Yanukovich, suo avversario nelle presidenziali, ha rassegnato le dimissioni pur senza riconoscere la sconfitta elettorale.

"Ho preso la mia decisione. Dò le dimissioni. Ritengo che non potrei esercitare alcun ruolo in questo Stato, in questo governo rappresentato da questo potere", ha detto Yanukovich in un messaggio alla nazione.

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