1 Febbraio 2003
Ore di passione attendono il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder alla vigilia di quella che già si preannuncia come una batosta elettorale. Voto regionale domani in Assia (centro-ovest) e Bassa Sassonia (nord). In quest'ultimo land, roccaforte dei socialdemocratici, Sigmar Gabriel, il candidato di Schroeder, rischia di lasciare il campo all'avversario della CDU, Christian Wulff. I sondaggi danno l'SPD al 33%, 48% invece per i cristiano democratici. Per governare sarà comunque necessaria un'alleanza coi liberali, alle legislative sotto il 5% ma oggi accreditati al 7%. Il loro candidato in Bassa Sassonia è Walter Hirche. Per la CDU nemmeno l'alleanza coi Verdi riuscirà a evitare la sconfitta. A fare da sfondo a queste regionali la crescita della disoccupazione, le finanze pubbliche a secco, le riforme in stallo, e le polemiche sulla crisi irachena. In Assia, dove la CDU già governa dal 1999 con Roland Koch, si prevede il 51% per i cristiano democratici, e solo il 29% per la SPD. Per quanto Schroeder si dica specialista negli sprint finali, si prospetta dunque una doppia sconfitta elettorale, e un governo rossoverde ancora più in minoranza al parlamento regionale.
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2 Febbraio 2003
Tragedia nello spazio: il Columbia si disintegra sopra il Texas
La navetta spaziale, la piu' vecchia della flotta Nasa e' andata distrutta mentre rientrava sulla terra dopo una missione di oltre due settimane. A bordo c'erano sette astronauti, cinque uomini e due donne. Uno dei cosmonauti era di nazionalità israeliana, americani tutti gli altri. Lo Shuttle doveva rientrare sulla Terra alle nove e sedici ora locale, le tredici e sedici in Italia. La Nasa ha comunicato di aver perso il contatto 16 minuti prima dell'atterraggio. La navetta si avvicina alla terra alla velocitá di 20 mila chilometri all'ora, all'altezza di 66 chilometri circa. C'e' una pausa. Dalla Terra, senza allarme, un tecnico chiede chiarimenti agli astronauti sui messaggi riguardo la pressione. Dall'ala e dal carrello di sinistra, venivano indici di pressione anomali. Un momento di silenzio, un suono simile ad un boato e poi, piu' nulla. Forse la causa da ricercare al decollo: un pezzo di protezione staccatosi dalla navetta aveva urtato l'ala sinistra. Si pensa anche a un errore umano, o a un problema tecnico, che ha alterato l'angolo di rientro nell'atmosfera della navetta; o l'eta' del Colombia, che volava da circa 22 anni . Esclusoinvece, l'atto di terrorismo, perche', a quell'altezza, nessun missile sarebbe arrivato. La partenza era avvenuta in perfetto orario, lo scorso 16 gennaio. Inoltre neiquarantadue anni della storia dei viaggi nello spazio non si era mai verificato un incidente in fase di rientro. Il Challenger, nell'ottantasei, esplose alcuni secondi dopo il lancio. Come allora, questa tragedia comporterá una battuta d'arresto nell'esplorazione spaziale.
Il dipendente di un ospedale ad Hemphill, vicino al confine con la Louisiana, ha trovato andando al lavoro i resti di un torso, un femore e un cranio. Nella zona sono stati trovati anche una casco di astronauta e il distintivo di uno degli astronauti carbonizzati. L'Fbi ha preso possesso dei resti umani. I rottami della navetta spaziale sono sparsi su un'area di 180 chilometri comprendente vaste zone del Texas e della Luisiana, dove è stato proclamato lo stato d'emergenza. Uno sciame di frammenti di oltre 150 chilometri sospeso nell'atmosfera sta lentamente ricadendo a terra. La Nasa continua a ripetere che i rottami possono essere altamente tossici e quindi nessuno deve avvicinarsi. Ma molti non hanno tenuto conto dell'allarme. Squadre speciali stanno intervenendo per recuperare i rottami. Alcuni si sono ustionati per avere toccato resti metallici incandescenti. In un paesino del Texas c'stata addirittura una pioggia di detriti delo Shuttle. Alcune abitazioni sono state danneggiate. Ilan Ramon, primo astronauta israeliano, eroe nazionale
Fra i sette membri dell'equipaggio i riflettori erano stati puntati soprattutto su di lui, l'astronauta venuto da Israele, per il quale le misure di sicurezza erano state ancora più severe. Si chiamava Ilan Ramon, aveva 48 anni, era un ingegnere di Tel Aviv: alla vigilia della partenza era comprensibilmente entusiasta. Dal giorno del lancio, il 16 gennaio scorso, Israele ha seguito le imprese del suo eroe, impegnato negli oltre ottanta esperimenti condotti a bordo del Columbia. Ilan Ramon era figlio di una donna sopravvissuta ad Auschwitz, con sé, sullo shuttle, aveva portato una matita appartenuta a un ragazzino ebreo ucciso in campo di concentramento. Per onorare il suo popolo Ilan Ramon aveva chiesto alla autorità Nasa di poter rispettare lo shabbat, il giorno del riposo ebraico, durante la missione, compatibilmente con gli impegni di bordo. Tra i suoi compiti sul Columbia, decollato senza problemi quindici giorni fa, studiare l'adattamento del corpo umano in assenza di gravità. Per le autorità israeiane la sua missione era
il simbolo del talento andato perduto nell'Olocausto, rappresentava
già l'eroismo del Paese.
L'america a lutto ammaina le bandiere. Per la prima volta dopo l'11 settembre i vessilli a stelle e a strisce sono stati fatti sventolare a mezz'asta. Al Kennedy Space Center si è formata una lunga coda di chi, ancora incredulo, ha voluto portare fiori al museo della base spaziale, e rendere un ultimo omaggio ai sette astronauti morti cosi' tragicamente. C'è chi è terrorizzato all'idea che si possa trattare di un attentato:"Spero che la tragedia sia stata causata da un qualche difetto dello shuttle. Prego per coloro che sono periti e prego affinche'non si tratti di un altro atto di violenza" afferma quest'uomo. "Ero appena sceso dal Trade World Center, stavo mangiando un hamburgher ed ho visto la scena alla tv. Quanti altri disastri dobbiamo ancora sopportare? E'orribile..." sspira questo ragazzo. Ma non e' stato un lutto solo per l'America: in Israele Eliezer Wolferman, il padre del primo astronauta dello stato ebraico Ilan Ramon, si trovava in uno studio televisivo per assistere il rientro a terra del figlio ed e' stato li' che ne ha appreso la morte. Con altri parenti e' immediatamente partito per gli Usa. Per l'India doveva essere un giorno di trionfo nazionale: Kalpana Chawla stata la prima donna nata nel paese a volare nello spazio. A Karmal, nel villaggio natale dell'astronauta migliaia
di persone si sono radunate spntaneamente attorno ai templi per pregare
ed invocare il miracolo.
Si sentono traditi dalla Francia gli ivoriani: l'hanno gridato forte e chiaro questa mattina ad Abidjan, dove centinaia di migliaia di persone hanno risposto all'apello dei cosiddetti "giovani patrioti", sostenitori del presidente Gbagbo, contrari agli accordi di Marcoussis che aprono le porte del governo alle forze ribelli. Oggi come ieri si tenta di trovare una soluzione con la mediazione di diversefigure di spicco dell'Africa Occidentale. Al presidente si chiede di tener fede agli accordi, imposti dalla Francia, secondo i manifestanti, a vantaggio dei ribelli che controllano il nord del Paese. Prova del deteriorarsi della situazione è la fuga dei cittadini francesi dalla Costa d'Avorio: 16mila persone, sulla cui incolumità vigilano più di 2.500soldati inviati da Parigi. Il Paese attende con ansia l'annunciato messaggio del
presidente Gbagbo alla nazione.
Per l'Iraq è cosa fatta, Il vice primo ministro Tareq Aziz, incurante delle critiche sollevati sulla missione e della furia statunitense, ha invitato Hans Blix a Bagdad l'8 febbraio.. " per discutere direttamente - ha detto - le questioni restanti, invece di ripetere che ci sono punti in sospeso senza dire quali sono..." Durante la missione pero' non previsto che Blix incontri Saddam Hussein Mentre Stati uniti e Gran Bretagna sono pronte a concedere
da quattro a sei settimane a Saddam di disarmarsi, dei pacifisti Usa
sono giá a Bagdad pronti a fare da scudi umani. Dagli Stati
Uniti, intanto, un sondaggio rivela che due terzi degli americani
sono a favore di un intervento armato
Ore di passione attendono il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder alla vigilia di quella che già si preannuncia come una batosta elettorale. Voto regionale domani in Assia (centro-ovest) e Bassa Sassonia (nord). In quest'ultimo land, roccaforte dei socialdemocratici, Sigmar Gabriel, il candidato di Schroeder, rischia di lasciare il campo all'avversario della CDU, Christian Wulff. I sondaggi danno l'SPD al 33%, 48% invece per i cristiano democratici. Per governare sarà comunque necessaria un'alleanza coi liberali, alle legislative sotto il 5% ma oggi accreditati al 7%. Il loro candidato in Bassa Sassonia è Walter Hirche. Per la CDU nemmeno l'alleanza coi Verdi riuscirà a evitare la sconfitta. A fare da sfondo a queste regionali la crescita della disoccupazione, le finanze pubbliche a secco, le riforme in stallo, e le polemiche sulla crisi irachena. In Assia, dove la CDU già governa dal 1999
con Roland Koch, si prevede il 51% per i cristiano democratici, e
solo il 29% per la SPD. Per quanto Schroeder si dica specialista negli
sprint finali, si prospetta dunque una doppia sconfitta elettorale,
e un governo rossoverde ancora più in minoranza al parlamento
regionale.
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3 Febbraio 2003 Continua la ricerca dei pezzi del Columbia. Ritrovati anche frammenti umani
Viene setacciata palmo a palmo, l'area di 200 chilometri tra Texas e Louisiana su cui sono caduti i frammenti della navetta spaziale Columbia. Tra pezzi di metallo e accessori rimasti incredibilmente interi, come un casco, la Nasa ha reso noto di aver recuperato anche dei brandelli umani appartenenti ad alcuni dei sette astronauti, che verranno identificati ricorrendo al test del DNA. I resti umani vengono trasportati presso la base militare di Barksdale in Louisiana, e sono poi attesi all'Obitorio degli Eroi d'America nel Maryland. Come già a Ground Zero, dopo l'attentato dell'undici settembre, ciascun frammento rinvenuto, prima di venire rimosso, é localizzato con estrema precisione nello spazio, grazie alle coordinate fornite da un GPS. Resta ancora forte l'onda emotiva per la tragedia del Columbia. Tutta la nazione espone bandiere a mezz'asta, e al centro spaziale di Houston è sorto, spontaneamente, un tempietto dedicato alla memoria degli astronauti. Fiori, candele, orsacchiotti, biglittini e fotografie.
Una sconsolata replica di quanto accadde a New York dopo il crollo
delle Torri gemelle. Messaggi di solidarietà alle famiglie
dei sette cosmonauti sono giunti da tutto il mondo al centro spaziale
di Houston, in Texas. Nelle chiese di tutta l'Unione i nomi dei sette
dell'equipaggio sono stati scanditi da fedeli e celebranti. Columbia: l'inchiesta ha una pista privilegiata
Una pista viene seguita più delle altre nell'inchiesta sulle cause dell'incidente, ed è quella di un surriscaldamento dell'ala sinistra, al momento di rientrare nell'atmosfera, a causa di qualche cosa che era successo nella fase del decollo, sedici giorni prima. La NASA in effetti ha confermato che, in quel momento, una parte dell'isolamento di un serbatoio si staccò, ed urtò proprio l'ala sinistra. L'urto avrebbe causato il distacco di qualcuna delle ventimila piastrelle di carbonio e silicio che garantiscono l'isolamento termico della navetta, essenziale per rientrare nell'atmosfera. Un esperto illustra la fragilità di queste piastrelle: isolamento perfetto, fino a milleseicento gradi, ma basta una ditata a rovinarle. Allora i tecnici ritennero che quell'urto non potesse causare problemi. Sabato invece hanno notato una leggera anomalia, una eccessiva pressione degli pneumatici del carrello d'atterraggio. L'hanno segnalata all'equipaggio, la cui risposta è stata interrotta. Da questo momento in poi il collegamento non sarà più ripreso. Poi i rilevatori termici sull'ala sinistra segnaleranno un surriscaldamento, temperature di oltre dieci gradi più alte del normale. In quel momento, la navetta mantiene un'inclinazione regolare, mentre affronta l'impatto con l'atmosfera: poi, altri sensori sulla fusoliera indicano surriscaldamento; la Columbia inizia una leggera oscillazione; alle 7.53 (ora di Houston) l'ala sinistra prende fuoco; sette minuti più tardi la navetta va in pezzi, e precipita. Ma che tutto ciò sia stato causato dal danneggiamento o dal distacco di alcune piastrelle in fase di decollo è solo un'ipotesi: il direttore del programma degli shuttle, Ron Dittemore, precisa che non si sta indagando solo in quella direzione: le indagini riguardano anche la struttura, gli indicatori termici, il controllo di volo. Le immagini televisive mostrano la caduta di tre tronconi, il che potrebbe indicare il distacco delle ali dalla navetta, che al momento dell'incidente viaggiava a circa 20.000 chilometri all'ora. Poi, i tronconi si sono disintegrati in una cascata di frammenti. --------------------------------------------------- Columbia: le conseguenze sui programmi spaziali internazionali
Il blocco delle navette americane è un colpo
duro per il programma dell'ISS, la base spaziale la cui costruzione
coinvolge sedici paesi, tra i quali l'Italia. La costruzione della
base non potrà andare avanti per mesi, fino a quando, cioè,
non saranno nuovamente disponibili le capienti navette americane,
il cui blocco durerà almeno un anno, secondo fonti russe. Ferma
la costruzione, dunque, nei moduli esistenti della base proseguiranno
invece gli esperimenti scientifici, ed i tre astronauti a bordo, due
americani ed un russo, resteranno forse più del previsto. Quanto,
dipende dalle scorte: e ieri da Baikonur, nel Kazakhstan, è
partito un cargo Progress, che porta all'ISS carburante, pezzi di
ricambio e provviste: non resta che calcolare esattamente quanta autonomia
concederanno ai tre, che ad ogni modo hanno a disposizione, per i
casi d'emergenza, una capsula di salvataggio perennemente agganciata
alla base ed in grado di riportarli a terra. I russi mantengono il
loro programma, ma non sarà facile intensificarlo. Per costruire
una nuova navetta, dicono, ci vogliono due anni. La Cdu trionfa nelle regionali in Assia e Bassa Sassonia
L'opposizione cristiano democratica ha sbaragliato i socialdemocratici del cancelliere Schroeder in Bassa Sassonia ed in Assia. Le prime elezioni regionali della nuova legislatura si sono trasformate in unabocciatura del governo rosso-verde bis. Ad Hannover l'SPD del permier Sigmar Gabriel crolla. Il governo passa alla Cdu dello sfidante Christian Wulff. Per Schroeder, il crollo dell'SPD nel land dove vive e dove ha ricevuto l'investitura di cancelliere, è un drammatico segnale del cambiamento di umore degli elettori. A penalizzare l'esecutivo in Bassa Sassonia ed in Assia è stata proprio la politica in materia di economia ed occupazione. Mentre non avrebbe avuto assolutamente peso il fattore Iraq con cui lo scorso settembre Schroeder si era assicurato le legislative. In Assia la disfatta Spd fa meno scalpore perche' prevista, ma la riconferma della Cdu ha aumentato le quotazioni del Premier Roland Koch nella corsa alla candidatura per la Cancelleria alle legislative del 2006. --------------------------------------------------- Iraq: settimana cruciale. Il 5 Powell all'ONU, poi Blix a Baghdad
Si apre una settimana decisiva per la crisi irachena. Prima di presentare il 14 febbraio un nuovo rapporto, i capi missione degli ispettori ONU Hans Blix e Mohamed El Baradei sabato prossimo si recheranno a Baghdad. Obiettivo: ottenere innanzitutto informazioni sulle scorte di antrace e agente VX non citate nel rapporto iracheno di dicembre e garanzia di maggiore disponibilità per le interviste agli scienziati. Baghdad chiede una visita senza condizioni, che avverrà dopo l'intervento mercoledì davanti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU del Segretario di Stato americano Powell, pronto a fornire le prove del riarmo iracheno. "L'evidenza delle prove che Powell presenterà
non avrà alcuna evidenza", ha stigmatizzato il direttore
della controparte irachena agli ispettori ONU Hussam Mohammad Amin.Gli
appuntamenti si susseguono più ravvicinati: segno tangibile
di una fretta che gli Stati Uniti non nascondono, fornendo le prime
anticipazioni sui piani di guerra in preparazione al Pentagono. --------------------------------------------------- Costa d'Avorio: scontri ad Abidjian. Gabgbo vuole rivedere gli accordi di pace
Nuovi scontri ieri in Costa d'Avorio. Le forze dell'ordine hanno disperso gruppi di manifestanti dell'opposizione alla periferia di Abidjan, scesi in strada dopo la notizia dell'uccisione di un famoso attore televisivo e loro militante. Decine di persone hanno provocato incidenti erigendo barricate e incendiando pneumatici. Un manifestante è stato ucciso.Il presidente ivoriano Laurent Gbagbo fa sapere tramite Toussaint Alain, suo emissario in Europa, di ritenere inevitabile la rinegoziazione degli accordi di Marcoussis, ma dalla loro stipula la scorsa settimana in Francia Gbagbo continua a rimandare il suo annunciato discorso televisivo per chiarire la propria posizione. Incontrando sabato il presidente del Ghana e altri leader africani, Gbagbo ha nuovamente ricevuto l'invito a tener fede agli accordi di pace.L'omicidio di Camara Vakaromogo Yéréfé, famoso attore satirico il cui corpo crivellato di colpi è stato rinvenuto ieri mattina, sarebbe stato compiuto dalle squadre della morte che avrebbero fatto la loro comparsa ad Abidjan. Un elemento che accresce la tensione che già ha spinto centinaia di residenti francesi in Costa d'Avorio a lasciare il Paese. In questa difficile situazione ieri sera il ministro degli esteri francese De Villepin ha rivolto un appello solenne a Gbagbo per il rispetto degli impegni assunti con la conferenza di pace. ---------------------------------------------------
Treno travolge automobile in Francia: cinque morti
E' di cinque vittime il bilancio di un incidente ferroviario avvenuto in Francia. Un convoglio in servizio sulla linea Calais-Lille ha travolto una automobile che stava transitando su un passaggio a livello incustodito nel comune di Aubin-Saint-Vaast. Le vittime erano tutti occupanti dell'automobile, una Renault 19, che non avrebbe rispettato il segnale d'arresto. Nessuno dei 140 viaggiatori a bordo del treno ha invece riportato ferite. L'impatto col treno ha trascinato l'automezzo per oltre
350 metri. E' stata necessaria l'opera dei vigili de fuoco per cinque
ore prima di riuscire a liberare i corpi dalle lamiere e a sgomberare
la linea ferrata.
--------------------------------------------------- Praga: se ne va Havel, dopo di lui nessuno
Passaggio di poteri in una Repubblica senza Presidente: a Praga, la bandiera che sventolava sul palazzo presidenziale è stata ammainata. Vaclav Havel se ne è andato, dopo una vita da dissidente e tredici anni da Presidente: e nessuno è pronto a sostituirlo. "Me ne vado come Presidente, ma resto come concittadino", ha detto ieri Havel, dopo essersi scusato per i suoi errori. Ai tempi della guerra fredda, Havel era un commediografo ed un dissidente, incarcerato più volte dal regime comunista, fu tra i firmatari di Charta 77 (il manifesto degli intellettuali in difesa dei diritti umani), poi, alla caduta del comunismo, favorì la partenza degli ex leader. Dopo quella che oggi si ricorda come "rivoluzione di velluto", nell'89, pronunciò il suo primo discorso da presidente della Cecoslovacchia. La separazione, pur indolore, della Repubblica Ceka dalla Slovacchia resta il neo principale della sua lunga presidenza, confermata nel '98 a dispetto delle precarie condizioni di salute, e coronata dall'ingresso nella NATO e quello prossimo nell'Unione Europea. Il parlamento non è riuscito ad eleggere un successore, e Havel ha dovuto passare le consegne nelle mani del primo ministro e del Presidente della Camera, che si divideranno i poteri presidenziali in attesa di un'eventuale riforma costituzionale. Lui, intanto, esce di scena, ma resta nella storia. --------------------------------------------------- |
Martedì, 4 Febbraio 2003 --------------------------------------------------- --------------------------------------------------- Oggi gli Usa commemorano le vittime del Columbia
A tre giorni dalla catastrofe della shuttle Columbia oggi gli Stati Uniti ne commemorano le sette vittime. Ma già lunedì il centro spaziale di Houston è stato meta del pellegrinaggio di migliaia di persone venute a depositare fiori e a raccogliersi in preghiera. Momenti di grande commozione anche all'ambasciata israeliana a Washington e al consolato di New York, dove in centinaia hanno scritto sul registro delle condoglianze un messaggio per l'astronauta israeliano e i suoi colleghi. Nel tempio della finanza, il New York Stock Exchange, le contrattazioni sono state sospese e gli operatori hanno osservato un minuto di silenzio. Gli analisti attendono di conoscere quale sarà la reazione della Borsa all'incidente, e in particolare delle azioni dei principali fornitori della Nasa, tra cui la Boeing. Il presidente statunitense George W Bush ha inviato segnali rassicuranti annunciando l'aumento del 3.3% degli stanziamenti per l'ente spaziale americano: "Nonostante la perdita di questi astronauti, le missioni americane nello spazio andranno avanti".Una posizione condivisa anche dalle famiglie delle vittime, che in una lettera comune hanno chiesto che una volta accertate le cause della tragedia l'avventura spaziale possa riprendere ---------------------------------------------------
Su un'ara di 160 chilometri, dal Texas alla Luisiana, proseguono le operazioni di recupero dei rottami del Columbia. Dal loro esame la Nasa spera di poter trovare la spiegazione all'incidente. Finora la principale traccia resta il danno alle piastrelle sotto l'ala sinistra provocato dal distacco di un blocco isolante al momento del decollo. Ma non si esclude anche un problema ad una giuntura del carrello d'atterraggio.Dai primi dati esaminati sembra che il surriscaldamento della navetta non fosse eccessivo, in passato si erano registrati danni maggiori allo scudo termico. Per ora alla Nasa non ci si sbilancia: "Resta un mistero per noi -dice Ron Dittemore, responsabile del programma Shuttle- Abbiamo informazioni contrastanti. Come l'aumento di temperatura registrato sul treno di atterraggio. Fenomeni anormali che ci confermano l'esistenza di un problema di origine termica, ma di cui ignoriamo ancora l'origine".A Washington a tenere banco è la sicurezza dei voli nello spazio. Una voce che ha subito non poco i forti tagli dei finanziamenti destinati alla Nasa, il 46% in meno negli ultimi dieci anni.Il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer si è affrettato a enumerare gli aumenti decisi dall'Amministrazione Bush e già inseriti nel bilancio del 2004: quindici miliardi e mezzo di dollari destinati all'ente spaziale, per un incremento di milioni, mentre passa da 3,3 a 3,9 miliardi di dollari il fondo per le missioni degli shuttle.In materia di sicurezza spaziale rimangono tuttavia varie ombre. Come il grido d'allarme lanciato lo scorso anno
da cinque membri del consiglio di sicurezza della Nasa, in seguito
rimossi dal loro incarico. E ancora, le crepe nello scudo termico
del Columbia. Houston potrebbe aver sottovalutato i rischi del rientro.
"Sono gli stessi iracheni, rivela, ad aver fornito prove dello stoccaggio e dell'acquisto di armi di distruzione di massa." La deputata europea ha promesso altre prove e nomi ad Hans Blix, capo degli ispettori Onu in Iraq. Bagdad continua a negare che tali prove esistano, come dubita che Powell mercoledì all'Onu renda pubblici documenti davvero schiaccianti. "Questa non è la crisi dei missili a Cuba, sbotta da Bagdad Amer al-Saadi, consigliere di Saddam. Perché questa documentazione non viene consegnata direttamente agli ispettori Onu, perché aspettare?" I tempi sono stretti: mercoledì il discorso del segretario di stato americano, sabato l'arrivo di Blix ed ElBaradei in Iraq, il 14/2 il secondo rapporto degli ispettori al Consiglio di Sicurezza. Washington ma anche le Nazioni Unite scalpitano: Saddam non collabora. Fonti bene informate assicurano che si prepara all'ultima battaglia. ---------------------------------------------------
B1, B52, F16: Rumsfeld, segretario alla difesa Usa, dà l'ordine di spostare i bombardieri: una notizia che la difesa americana ha poi smentito, ma il rafforzamento militare nel Pacifico è più di un fatto, è "un messaggio alle eventuali cattive intenzioni della Corea del Nord in caso di guerra contro l'Iraq", affermano fonti del Pentagono. Da mesi Washington è ai ferri corti con Pyongyang: sospetta che stia clandestinamente sviluppando un programma di riarmo nucleare e questo in violazione degli accordi del 1994. Da ieri a Washington si negozia per una risoluzione diplomatica. Oltre a 37mila uomini, nella regione gli Usa hanno già una portaerei e un gruppo aeronavale
Phil Spector, impresario musicale che lavorò con i Beatles e i Rolling Stones, è stato arrestato in California per l'omicidio di una donna. Il cadavere è stato trovato nella sua villa a Los Angeles dopo che la polizia era accorsa in seguito al rumore di spari. Spector, 62 anni, si è guadagnato la fama nel
mondo della musica con l'invenzione del cosiddetto "Wall of
Sound", uno stile di arrangiamento sonoro che rivoluzionò
il pop negli anni Sessanta. Alla melodia della canzone aggiungeva
non una ma tre batterie, due pianoforti, vi sovrapponeva campane,
timpani e triangoli, creando una vera e propria sinfonia.
Gala cinematografico, o tribuna pacifista? Il dubbio
è venuto a molti, ed all'indomani della cerimonia di premiazione
dei Goya, trasmessa in diretta dalla tivù pubblica, in Spagna
fioccano le polemiche. Perché la gran parte dei vip convenuti
a Madrid per il principale premio cinematografico di Spagna si era
appuntata una spilla con un chiaro messaggio, "no alla guerra",
ribadito a voce dai premiati. Così passa in sottofondo il
fatto che abbia stravinto "Los lunes al sol", pellicola
che ha ottenuto cinque premi, anche perché è lo stesso
regista, Fernando Leon de Aranoa, ad incassare il premio dicendo:
"ho scritto tutto quello che volevo dire su un foglietto, che
dice "no alla guerra". È seguito a ruota dal miglior
attore protagonista, Javier Bardem, premiato per la sua recitazione
proprio in "los lunes al sol" e pronto ad andare più
in là: "Una vittoria elettorale - ha ammonito - non
è un assegno in bianco che consenta poi di agire a proprio
piacimento. Hanno il dovere di ascoltare il popolo, noi siamo una
larga maggioranza e diciamo no alla guerra". "L'idea pacifista
è un'idea condivisibile", notano fonti del governo.
"Ma una festa è una festa, ed il cinema ha bisogno che
il suo spazio di promozione non venga occupato". Critiche del
tutto simili a quelle espresse da una parte dei mondo cinematografico
che non ha gradito la "deriva" della serata. Mentre la
televisione pubblica si giustifica dicendo di non aver potuto sapere
in anticipo cosa sarebbe stato detto, e che comunque i contratti
andranno ridiscussi. E se gli invitati del governo alla serata dicono
che in fondo si aspettavano un certo tenore pacifista, ma non una
tale monotonia ed una manifestazione così organizzata da
chiudere in spazi angusti il cinema, l'opposizione socialista appoggia
pienamente quel tipo di kermesse: "gli intellettuali - dice
una fonte del PSOE - sono il megafono della società"
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| 8 Febbraio 2003 ---------------------------------------------------
I capi degli ispettori Onu Hans Blix e Mohammed El Baradei si recano a Bagdad per chiedere maggiore cooperazione all'Iraq. Questa nuova visita di 36 ore assume capitale importanza alla luce del rapporto che Hans Blix dovrà presentare al Consiglio di Sicurezza il 14 febbraio. Nell'ultimo rapporto si deplorava il rifiuto iracheno al sorvolo di aerei spia e all'interrogatorio di scienziati iracheni senza la presenza di testimoni. Su questi due punti d'attrito tra Iraq ed esperti Onu, l'altro capo degli Ispettori Mohammed El Baradei ha ricordato che questa volta "le autorità irachene devono mostrare rapidi progressi e drastici cambiamenti in termini di cooperazione" Cooperazione che sembra avviata. Dopo il biologo ascoltato
giovedi' ieri l'Onu ha confermato che altri tre scienziati iracheni
sono stati interrogati in privato: uno scienziato di alto livello,
un esperto di missili e un chimico. Freddo accoglienza per Ramsfeld in Germania
Dalla sintonia con il Vaticano al gelido benvenuto della Germania.Il segretario alla Difesa statunitense Donald Ramsfeld è giunto ieri sera a monaco di Baviera per partecipare alla Conferenza internazionale sulla sicurezza in programma nel fine settimana nel capoluogo bavarese. Sullo sfondo dell'incontro tra Washington e Berlino le polemiche accuse di Ramsfeld: la frase in cui considera la Germania la "vecchia Europa" fino a quella in cui accomuna l'alleato tedesco a Libia e Cuba per la posizione di rifiuto della guerra.Frasi che non sono piaciute a Berlino. Tanto che il governo federale ha bocciato la proposta del presidente americano George Bush di una nuova risoluzione Onu con un ultimatum per Baghdad. Malgrado il gelo atmosferico duemila dimostranti sono scesi in piazza contro la visita del falco di Washington, e saranno almeno ottomila, secondo gli organizzatori, nella manifestazione prevista per l'apertura dei lavori della Conferenza sulla sicurezza. I sondaggi mostrano che nel paese resta altissimo il rifiuto di una guerra. |
10 Febbraio 2003
Di fronte alle pressioni americane di inviare aiuti supplementari alla Turchia in caso di guerra contro l'Iraq il trio europeo Francia Germania e Belgio sembra pronto a porre il veto alla riunione dei 19 membri dell'Alleanza Atlantica che si terra' questa mattina. E' quanto ha preannunciato ieri il capo della diplomazia belga Louis Michel: "Siamo pronti - ha detto - ad interrompere la procedura di silenzio-assenso attraverso cui la Nato potrebbe avviare gia' da subito i preparativi di difesa dell' alleato turco" Le misure previste dall'Alleanza Atlantica comprendono non solo missili Patriot e aerei Awacs per la difesa di Ankara, ma anche l'accesso a basi e spazi aerei di paesi alleati e l'invio di unita' di difesa in caso di attacco biologico e chimico. Secondo alcuni diplomatici, la Turchia potrebbe invocare due articoli-chiave del trattato Nato: l'articolo quattro ed in particolare il cinque, quello riattivato dopo gli attentati dell' 11 settembre 2001. Articoli che, in sostanza, impongono di difendere un alleato sotto minaccia. --------------------------------------------------------------------
Vicino a Francia e Germania", così si è detto Vladimir Putin, oggi a Berlino a colloquio col cancelliere Schroeder, e da domani e per tre giorni a Parigi. Ufficialmente Putin è nella capitale tedesca per il via ai festeggiamenti dei trecento anni della fondazione di San Pietroburgo, ma l'incontro col cancelliere si è reso necessario per valutare il piano franco-tedesco, tutt'altro che segreto, come ha ribadito Parigi. Putin ha parlato della necessità di studiare
gli ultimi sviluppi prima di prendere una decisione definitiva.
Difficile comunque che la Russia si schieri contro gli interventisti:
l'amicizia con Washington è troppo recente, e troppo importante. --------------------------------------------------------------------
Gli Stati Uniti non retrocedono di fronte al frenetico lavoro della diplomazia internazionale. Washington non crede in una maggiore cooperazione tra autorita' irachene ed ispettori Onu, boccia senza appello il piano franco-tedesco che sara' presentato venerdi' e chiede alle Nazioni Unite di pronunciarsi rapidamente In un discorso in West Virginia il presidente americano
ha ripetuto quello che ormai e' divenuto un leit motif ricorrente:
"Per l'Onu e' giunto il momento della verita - ha detto -.
Una cosa e' certa: siamo pronti ad agire anche da soli. Per amore
della pace e della sicurezza degli Stati Uniti ed i nostri amici
e alleati disarmeranno Saddam Hussein se questi non si disarmera'
da solo". --------------------------------------------------------------------
Per ora si tratta soltanto di un inizio, ma secondo
il capo degli ispettori dell'ONU Hans Blix gli iracheni mostrano
un atteggiamento più favorevole a cooperare. Un'impressione
che deve consolidarsi in tempi brevi. Per il capo della missione
ONU e il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica
è il segno comunque di un cambiamento in atto."Ci
hanno fornito dei documenti che offrono analisi e forniscono maggiori
informazioni - ha detto Blix ieri in conferenza stampa -. Abbiamo
avuto alcuni colloui con i loro scienziati. Ecco perché
parlo di un inizio. Non ho visto questo prima e penso dia delle
speranze. Non siamo affatto alla fine del percorso".Altri
documenti sulle armi chimiche, biologiche e sui programmi missilistici
iracheni sono ora nelle mani degli ispettori, che ieri hanno visitato
otto siti tra cui una scuola dove hanno esaminato anche il terreno
dei campi da gioco.Dopo i colloqui con le autorità irachene
a proposito dei sorvoli da compiere con aerei-spia la disponibilità
a considerare questa ipotesi l'ha offerta il generale e consigliere
di Saddan Hussein Amer al Saadi."Speriamo la questione possa
essere risolta nei prossimi giorni prima che Blix ed El Baradei
presentino il loro rapporto il quattordici di questo mese",
ha detto.La partita che George Bush considerava già chiusa
è ancora in corso ma non è detto che questo basti
per cambiare il risultato. -------------------------------------------------------------------
In Montenegro vince per la seconda volta il non
voto. Alle elezioni presidenziali della repubblica che dal 4 febbraio
forma con la Serbia l'Unione Serbia-Montenegro, gli elettori non
hanno raggiunto il quorum del 50%: come era avvenunto lo scorso
22 dicembre. Entrambe le repubbliche non riescono ad eleggere
un presidente. Il direttore del centro di monitoraggio del voto
ha decretato una percentuale del 47,1% che obbligherà a
indire una nuova tornata per l'elezione del presidente montenegrino.
Non basterà infatti attendere il voto in alcuni seggi rimasti
chiusi per il cattivo tempo. In essi infatti è registrato
non più dell'1,5% degli elettori. Molto probabilmente verrà
modificata la legge elettorale prima della prossima tornata. A
nulla è servito l'81,7% di preferenze raggiunte dal candidato
del partito democratico socialista al governo Filip Vujanovic,
già vincitore mancato dello scorso scrutinio. L'opposizione,
guidata dal partito socialista popolare, ha visto raccolto il
proprio invito a boicottare i seggi. Le nuove elezioni si terranno
non prima di un paio di mesi.
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Per i morti nell'attentato di venerdì in Colombia al più elegante circolo della capitale Bogotà, ieri sono scesi in piazza a migliaia, di tutte le classi sociali, insieme con il sindaco della capitale e il ministro della difesa. Vestendo magliette bianche e sorreggendo una lunga bandiera coi colori nazionali che si dipanava decine di metri lungo il corteo hanno chiesto la fine del terrorismo. Trentatré morti e centossessanta feriti costituiscono finora il biancio del più sanguinoso attentato messo a segno nel paese da una decina d'anni. Anche senza una rivendicazione sono le Farc, le milizie guerrigliere di ispirazionemarxista, ad essere accusate dell'azione. Il corteo si è concluso con un messa in menoria della vittime.I gruppi armati rivoluzionari avrebbero avviato un'offensiva nelle città. Una responsabilità dell'eservcito rivoluzionario in questa nuova azione terroristica chiuderebbe ogni ipotesi di negoziato dopo il rifiuto da parte del presidente Àlvaro Uribe di avviare qualsiasi trattativa prima di un cessate il fuoco.
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11 Febbraio 2003 Nato spaccata sulla crisi irachena
Belgio Francia e Germania hanno detto no al rafforzamento
delle difese della Turchia. Mosca e Parigi, forti del diritto di
veto all'Onu, hanno ribadito che l'alternativa alla guerra è
rafforzare i poteri degli ispettori. Bush durante la visita del
premier australiano John Howard a Washington si è detto "deluso":"Non
capisco perché la Francia non appoggi la Nato per aiutare
un paese come la Turchia. Questa decisione mina l'Alleanza Atlantica".Al
segretario generale della Nato George Robertson dopo una lunga giornata
di dibattito non è rimasto altro che riconoscere l'impasse
ammettendo che mancano le condizioni per un consenso e che bisognerà
ancora lavorare per arrivare a una decisione comune".E' un
fronte compatto quello franco-russo-tedesco, convinto che nulla
ad oggi giustifichi una guerra. Per quanto riguarda la frizione
sulla Turchia, Parigi, Berlino e Bruxelles sono pronte a intervenire
nel caso in cui il paese venga attaccato, ma sul piano preventivo
la distanza dagli altri alleati non si accorcia. Ammodernare le
basi turche, ossia renderle compatibili con le tecnologie americane,
è un punto fondamentale per un eventuale attacco angloamericano
all'Iraq: senza Incirlik e Dyarbakir sarebbe tutto piú complicato.
L'esercito turco intanto continua a rafforzare la linea di confine.
Una questione come quella irachena che impone un approccio
morale, come ha detto Jacques Chirac, può portare a divergenze
tra alleati. Per quanto il presidente francese ribadisca la collaborazione
nello spirito della solidarietà atlantica, la dichiarazione
congiunta presentata ieri sera da Francia, Russia e Germania non
può essere presa bene da Washington. Il presidente Valdimir
Putin in visita a Parigi si è unito alla proposta franco-tedesca
di scongiurare una guerra in Iraq rafforzando in maniera sostanziale
il numero degli ispettori. Un preludio di quanto contenuto nel piano
franco-tedesco, sostenuto ora anche da Mosca, che verrà presentato
il 14 febbraio al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. La prosecuzione
degli sforzi diplomatici vede i tre paesi europei in linea con le
posizione di una larga fetta dell'opinione pubblica. Ma anche il
nuovo asse franco-russo-germanico porta con sé le sue contraddizioni.
Lo hanno ricordato a Chirac e Putin alcuni manifestanti che a Parigi
hanno contestato il presidente russo per la linea repressiva adottata
nella questione cecena.
L'Iraq potrebbe essere in palese violazione delle risoluzioni ONU con due modelli di missili in dotazione all'esercito. Hans Blix, il capo degli ispettori, di ritorno a New York, chiederà il parere di un comitato di esperti in missili balistici.Solo dopo il rapporto degli ispettori il 14 febbraio si saprà quale credito potrà avere il progetto franco-tedesco: "Non credo ci sia una proposta franco-tedesca al primo posto - ha detto Blix di ritorno a New York - .Sono stato contattato dall'ambasciata francese a Baghdad e ho ricevuto un messaggio da Parigi che non aggiugneva nulla a quanto detto in precedenza dal ministro degli esteri de Villepin al Consiglio di Sicurezza dell'ONU a New York.Rafforzare la presenza degli ispettori assecondando la collaborazione irachena:una via percorribile solo se l'Iraq si mostra impegnato a collaborare. Positivo il via libera ai sorvoli di velivoli spia U2 da parte dell' ambasciatore iracheno alle Nazioni Unite. Ricevendo il viceministro degli esteri sudafricano Saddam Hussein ha però poi legato il sì agli U2 alla sospensione delle incursioni aeree da parte di Stai Uniti e Gran Bretagna nelle no fly zone che i due paesi hanno instaurato in Iraq dal 1991. Giunto alla sua terza missione in Iraq, l'inviato del papa, il cardinale Roger Etchegaray, arriverà oggi a Baghdad proveniente dalla Giordania. Incontrerà Saddam Hussein per poi vedere a New York Kofi Annan. La diplomazia gioca tutte le sue carte per scongiurare la guerra.
L'Italia ha ricordato i circa 350 mila connazionali che, dopo il trattato di Parigi, nel '47, furono costretti ad abbandonare l'Istria e la Dalmazia passate alla Iugoslavia. Sono gli anni del terrore anti-italiano. La paura della Iugoslavia comunista sfoció in un esodo dalle proporzioni enormi: migliaia di italiani finirono per abbandonare case, terre e beni. Sono anche gli anni delle foibe, le fosse comuni che hanno racolto i corpi di coloro che cercarono di opporsi alle mire espansionistiche di Tito. Tragedia dalle proporzioni ancora sconosciute, appena accennata dai libri di storia. Tragedia mai risarcita alle sue vittime: ancora oggi gli esuli attendono giustizia.
Una voce d'eccezione per la versione sonora della favola "Pierino e il lupo". Un insolito Gorbachev da brillante oratore politico, si improvvisa narratore. Come lui, per scopi benefici, anche Bill Clinton e Sofia Loren. I proventi del cd che verrà realizzato, saranno utilizzati per i bambini in difficoltà, la lotta all'Aids e la salvagurdia della natura. Un'iniziativa in cui Gorby, tutto sommato, si sente a suo agio: "Sono piú abituato a fare discorsi politici, ma negli ultimi 10 anni ho partecipato a vari progetti e sinceramente mi sento un uomo libero".Libero, nel suo caso, di aiutare la croce rossa internazionale puntando sull'ascendente della sua voce.
Una veria commedia hollywoodiana alla Royal court of justice di Londra, con un cast di star: Catherine Zeta-Jones e il marito Michael Douglas nel rolo di testimoni. La storia: i due hanno fatto causa a un giornale scandalistico che ha pubblicato, senza autorizzazione, alcune foto del loro matrimonio, celebrato a New York nel 2000. Immagini che i coniugi Douglas hanno giudicato volgari e lesive. Il fatto è che le foto incriminate sono apparse sulle pagine del settimanale Hello tre giorni prima di quelle concesse in esclusiva alla pubblicazione rivale OK, che aveva pagato i diritti per circa un milione e mezzo di euro. Per il suo servizio, invece, Hello non ha pagato nulla. I signori Douglas negano l'interesse finanziario nella vicenda. Ciò, però, non impedisce loro di chiedere un risarcimento danni pari a 755 mila euro. L'obiettivo è convincere il giudice che,
oltre a ledere la loro vita privata, la cattiva qualità delle
foto ha nuociuto alla loro carriera di attori. Per ora il togato
pare poco convinto dall'argomento. Mercoledì il giudice ha
dichiarato che, per sua natura un matrimonio è un avvenimento
pubblico. Sarà forse più arduo del previsto trasformare
questa causa nell'ennesimo processo contro i paparazzi. --------------------------------------------------- 12 Febbraio 2003 Bin Laden ai musulmani: difendete l'Iraq
e sacrificatevi in attentati suicidi Osama bin Laden aggiunge il peso della sua voce alla
crisi irachena. Il leader di Al Qaeda nel nastro audio diffusi martedí
dalla televisione del Qatar Al Jazeera, esorta a lanciare attentati
suicidi contro americani e israeliani, minaccia i paesi arabi filoamericani
e spinge il popolo iracheno a difendersi. Bin Laden esorta i musulmani
a combattere scavando trincee e a trascinare gli americani nei combattimenti
urbani per far subire loro maggiori perdite. Il messaggio di bin
Laden, anticipato dal segretario di stato americano Colin Powell,
è ritenuto autentico anche dalla Cia ed è stato mandato
in onda in diretta in America.Bin Laden ammonisce esplicitamente
Arabia Saudita, Marocco e Giordania; fa anche un apparente riferimento
ai socialisti iracheni che definisce "ipocriti", ma che
in questo caso possono combattere insieme a lui contro il nemico
comune l'America.
Le parole di Osama bin Laden per gli americani cadono a pennello: per loro provano il legame tra Al Qaeda e l'Iraq, quindi potrebbero giustificare la campagna di Bush contro Baghdad. Che quest'ultimo dicumento sia una "prova" contro il raís, lo dice il portavoce del dipartimento di stato americano, Richard Boucher: "Avevamo detto che questa è una "prova" contro il raís, lo dice il portavoce del dipartimento di stato americano, Richard Boucher: "Avevamo detto che questa è una lotta per la civiltà, per proteggere paesi civilizzati contro il terrorismo. L'ultima conferma è arrivata dalla cassetta diffusa da Al Jazeera. Il fatto è che c'è ancora una minaccia e noi tutti dobbiamo collaborare per combattere contro questo tipo di terrorismo".L'America, come nei giorni del primo anniversrio dell'11 settembre, da giovedí ha alzato il livello di guardia da giallo ad arancione. Il rischio attentato è alto. Nella pratica questo comporta maggiori controlli in aeroporti, stazioni ferroviarie, tunnel, stadi, teatri e metropolitane: i cosiddetti "obiettivi facili". ---------------------------------------------------
Il vento che a Bruxelles soffia sul vertice NATO non accenna a mutare. Ieri sera per capirlo sono bastati venti minuti di riunione tra i rappresentanti dei 19 membri dell'Alleanza Atlantica. L'impasse continua. Agli ambasciatori riconvocati in assemblea questa mattina non sarà probabilmente bastata una notte di febbrili contatti per avvicinare le posizioni statunitesi e quelle del trio europeo, Francia Germania e Belgio, contrario ad avviare, in quella che considera una prematura logica di guerra, il piano di difesa antiirachena richiesto dalla Turchia. "Non abbiamo ancora raggiunto un accordo ma la quantità di colloqui in corso mi dà qualche speranza". Lord Robertson, segretario generale della NATO, ieri lasciava comunque aperta la porta per un accordo. L'utilizzo da parte alleata delle basi di Incirlik e Djiarbakir espone la Turchia alla minaccia di una ritorsione irachena. Migliaia di militari di Ankara già si trovano a cavallo del confine turco-iracheno.Gli USA stringono i tempi: il nuovo messaggio di Osama Bin Laden potrebbe indirettamente sostenerli. Si riduce per il trio europeo la possibilità di attendere il nuovo rapporto degli ispettori ONU in Iraq per riconfermare o meno la propria posizione.
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| 13 Febbraio 2003 ARCHIVES
Il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder stamane di fronte ai deputati del Bundestag, è ritornato sulla posizione della Germania nei confronti del possibile attacco in Iraq. Posizione comune con Francia, Russia, Cina, ed altri paesi. "La Germania continuerà a lottare per risolvere la crisi irachena con mezzi pacifici. E' ancora possibile. Chi vuole la guerra -ha detto Schroeder- deve anche saper rispondere a una domanda fondamentale. Cosa accadrà dopo? Molti paesi musulmani stanno appoggiando la lotta contro il terrorismo. Un attacco farà avanzare questo impegno comune o minaccerà l'alleanza con i paesi musulmani?".La risoluzione 1441 per il cancelliere non apre automaticamente le porte a un intervento militare. "La mia responsabilità -ha detto- è afferrare le poche chance di pace che ancora esistono per evitare il conflitto e non destabilizzare la regione". Il dibattito al Bundestag era stato sollecitato dall'opposizione che accusa il cancelliere di avere isolato la Germania e di non informare sufficientemente il paese su un tema cosi' cruciale. -------------------------------------------------------------------
Aumenta il carico di accuse contro l'Iraq dopo che il capo degli ispettori della Nazioni Unite Hans Blix ha annunciato la scoperta di missili Al Samoud due dalla gittata maggiore a quella consentita dalle precedenti risoluzioni Onu. Blix si è comunque astenuto da commenti limitandosi a dire di aver ricevuto informazioni preziose dallo staff di specialisti missilistici ma che bisognerà attendere venerdì per conoscere i contenuti del suo rapportoImmediata la reazione di Londra. Incontrando il primo ministro australiano John Howard, il premier britannico Tony Blair si è spinto più lontano dichiarando che se la notizia è vera si ratta di una violazione significativa della risoluzione 1441".Baghdad sostiene invece che la gittata dei suoi missili rispetta i limiti imposti dalle Nazioni Unite.Le squadre di ispettori dell'Unmovic, intanto, hanno iniziato la distruzione di un carico di munizioni e quattro container di iprìte un gas altamente tossico, scoperti lo scorso novembre
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E'l'unica "presunta" certezza di una mattinata,
giovedí, ancora dominata dalla frattura tra i membri dell'Alleanza
dopo una settimana di colloqui febbrili. Germania, Francia e Belgio
non cambiano idea: il piano di difesa della Turchia corrisponde
a una prematura logica di guerra in grado di minare gli sforzi
diplomatici. Il segretario generale George Robertson gioca le
ultime carte per avvicinare la posizione dei tre membri "ribelli"
a quella Usa. Il vice premier iracheno Tarek Aziz, giovedí
a Roma per incontrare il Papa, ha assicurato che Baghdad non intende
attaccare la Turchia nel caso di un'offensiva amercana. La Turchia
comunque non verrà abbandonata: lo ha assicurato il cancelliere
tedesco Gerhard Schroeder al Bundestag. Berlino assolverà
ai doveri di membro Nato: nonostante il veto, garantirà
la fornitura di missili di difesa Patriot tramite l'Olanda e i
voli di ricognizione con aerei Awacs. -------------------------------------------------------------------
L'America torna ad acvere paura. Il rischio di nuovi
attentati terroristici che da lunedì scorso ha portato
all'innalzamento del livello di difesa sul territorio federale
ha trovato conferma secondo i vertici della Difesa Usa nell'ultimo
messaggio attribuito ad Osama Bin Laden. A Washington batterie
di missili terra-aria presidiano i luoghi simbolo e i possibili
obiettivi strategici. Azioni suicide, autobombe, ordigni biologici,
"dirty bomb": la CIA non esclude neanche le ipotesi
peggiori, ricordando che già in almeno altre due occasioni
i messaggi di Bin Laden hanno anticipato di poco azioni terroristiche
antioccidentali. Contro un nemico imprevedivbile il consiglio
rivolto dalla Fema, l'agenzia federale incaricata di coordinare
le situazioni di emergenza, è di approntare un kit di sopravvivenza.
Materiale e provviste per pavere un'autonomia in casa di 3 4 giorni
nel caso di una bomba sporca. Pile per la torcia se va via la
luce dopo un attentato terroristico acquistate con un sorriso,
una corsa ai grandi magazzini su ordine del marito per comprare
teli di plastica e tutto il necessario. Con questi oggetti in
cima alla lista della spesa molti americani stanno rispondendo
all'appello per non farsi cogliere impreparati di fronte a un
attentato che i vertici della sicurezza non nascondono potrebbe
avvenire entro la fine della settimana.
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La Russia si avvarrà del proprio diritto di veto nel consiglio di sicurezza ONU se sarà necessario. Vladimir Putin, chiudendo a Bordeaux la propria visita in Fracia, ha parlato di posizioni praticamente identiche tra Mosca e Parigi. Il fronte contrario alla linea statunitense nella crisi irachena è compatto. Opponendosi nei fatti ad un intervento non avallato dall'ONU il contrasto di Mosca con Washington sfuma nelle ripetute attestazioni di amicizia tributate da Putin al presidente Bush. Ma il disaccordo resta. Anche sulle ultime parole attribuite a Osama Bin Laden. Per Putin non si può ancora trarre alcuna conclusione. Mentre i nuovi riscontri forniti dagli ispettori ONU mostrano come il sistema missilistico iracheno Al Samoud 2 violi i limiti di gittata fissati dalle risoluzioni, Washington ordina la mobilitazione di altri 39.000 uomini. Qualsiasi sostegno possa offrire all'una o all'altra tesi, tutta l'attesa si concentra ora sul rapporto del capo degli ispettori Hans Blix venerdì al consiglio di sicurezza dell'ONU. "Abbiamo ricevuto consigli preziosi dalla relazione
del nostro staff di ispettori specialisti in campo missilistico",
ha detto Blix, che martedì mattina ha incontrato il consigliere
alla Sicurezza statunitense Condoleezza Rice. Per conoscere il
contenuto del resto del rapporto, ha concluso, appuntamento a
venerdì. -------------------------------------------------------------------
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Nuove immagini al vaglio della Nasa sul disastro dello shuttle Columbia. disintegrato all'ingresso nell'atmosfera con i suoi 7 astronauti, il primo febbraio. Il video è stato girato da due piloti tedeschi durante un'uscita di addestramento su un elicottero Apache. Secondo uno scienziato americano è stata una tragedia annunciata. Due giorni prima del rientro della navetta, l'esperto aveva avvertito che il danno causato all'ala sinistra durante il decollo, poteva aver compromesso anche l'apparato di atterraggio esponendolo alle enormi temperature esterne. Il danno avrebbe potuto causare una serie di effetti a catena piú o meno controllabili ------------------------------------------------------------------- Sul caso Ariel Sharon è crisi diplomatica tra Israele e Belgio
L'ambasciatore israeliano a Bruxelles è stato richiamato e il suo omologo belga in Israele è convocato per oggi a Gerusalemme dal ministro degli esteri Netanyahu. All'origine della tensione la decisione della corte di cassazione belga di annullare, ieri, una prcedente sentenza con la quale la giustizia di Bruxelles decideva di non procedere contro il premier israeliano, accusato di crimini di guerra in relazione al massacro di Sabra e Chatila, in Libano, nel 1982. L'avvocato di parte palestinese si dice soddisfatto: "questo significa che quanti sono coinvolti nella vicenda, "israeliani come libanesi, verranno indagati per esser giudicati, dice, da un tribunale neutrale." Dal ministero degli esteri di Israele fanno notare che la legislazione belga e il tipo di procedura che può generare, rischia di complicare le cose per cittadini di altri paesi, gli americani per esempio, visto l'attuale clima tra Usa e Belgio." Nel campo profughi di Sabra e Chatila quasi tremila palestinesi vennero uccisi per mano dei cristiano maroniti. Secondo l'accusa Sharon, allora ministro della difesa israeliano, avrebbe non solo chiuso un occhio ma fornito appoggio logistico. Allo scadere del suo mandato, potrebbe finire davanti
a una corte belga. -------------------------------------------------------------------
Gli scontri a fuoco sono scoppiati quando l'esercito, che proteggeva il palazzo presidenziale, è stato preso a razzi lacrimogeni dagli agenti. I soldati hanno reagito ricorrendo alle armi. La polizia ha risposto al fuoco col fuoco. In pochi minuti il centro città è diventato teatro di scene di guerra civile. 11 dei 17 ndici morti sono agenti di polizia. Scontri simili non sono nuovi in Bolivia, dove un mai sopito antagonismo divide poliziotti e militari. La situazione è quindi degenerata quando
migliaia di giovani, dopo aver preso d'assalto e incendiato il
ministero del lavoro, hanno attaccato la sede della presidenza.
Un raid che nessuno ha potuto fermare: la polizia si era ormai
ammutinata, impegnata negli scontri a fuoco con l'esercito.
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14 Febbraio 2003
E' grande l'attesa per la seduta di oggi al Palazzo
di vetro, sede dell'Onu a New York. Il capo degli ispettori Hans
Blix e il numero uno dell'agenzia per l'energia nucleare Mohamed
E Baradei presenteranno il rapporto sulle ispezioni in Iraq. Alla
seduta almeno dieci dei quindici membri verranno rappresentati dal
proprio ministro degli esteri. Baghdad ha cercato anche nelle ultime
ore di evitare il si alla guerra. Il parlamento iracheno è
stato convocato in seduta straordinaria per discutere una legge
che vieti definitivamente la fabbricazione di armi di distruzione
di massa. Ma Washington proprio alla vigilia della seduta al Palazzo
di Vetro ha fatto salire la tensione. Il segretario alla difesa
Donald Rumsfled ha assicurato che gli Stati Uniti contano di utilizzare
in Iraq solo armi convenzionali. Il presidente Bush ha invitato
le Nazioni Unite ad assumersi le proprie responsabilità. -------------------------------------------------------------------
È durata un'ora e un quarto la permanenza in Vaticano di Tareq Aziz.Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza privata questa mattina il vice-primo ministro iracheno, latore di una lettera al pontefice del presidente iracheno Saddam Hussein. Aziz ha poi incontrato il segretario di Stato vaticano Sodano e il l'incaricato alla politica estera monsignor Tauran. Il papa e la diplomazia vaticana si prodigano ancora per una soluzione pacifica della crisi irachena. La collaborazione piena dell'Iraq è necessaria per scongiurare il conflitto e risparmiare altre sofferenze ad una popolazione già afflitta da dodici anni d' embargo. Su queste premesse sta proseguendo la missione in Iraq del cardinale Etchegaray che vedrà domani il presidente iracheno. -------------------------------------------------------------------
L'Australia sta rispondendo con manifestazioni oceaniche
contro la possibilità di una guerra. Centinaia di migliaia
di persone mobilitate, quante non se ne vedevano dai tempi del conflitto
in Vietnam. Oggi le strade di Melbourne si sono riempite, malgrado
sia la vigilia delle iniziative mondiali previste per sabato. Anche
negli Stati Uniti il movimento per la pace non si ferma. Centinaia
d'iniziative anche spontanee nel tentativo di far sentire la propria
voce. ------------------------------------------------------------------- Altri quattro arresti vicino Londra. Aeroporti britannici ancora in allarme
I funzionari dell'antiterrorismo britannico hanno confermato l'arresto di altre quattro persone nel quadro delle misure preventive varate in questi giorni nel timore di attentati. I quattro, fermati a Lagley, una località a pochi chilometri dall'aeroporto londinese di Heathrow, non sarebbero comunque legati ad alcun fronte terroristico fondamentali sta .Gli interrogatori sono in corso, anche per altri due sospetti fermati ieri sempre vicino a Heathrow e per il trentasettenne venezuelano bloccato in arrivo all'aeroporto di Gatwick da Caracas ieri pomeriggio con una granata nel proprio bagaglio.La situazione negli aeroporti britannici resta tesa. Evacuato parzialmente in tarda mattinata il terminal 2 di Heathrow per la presenza di un pacco sospetto.A Gatwick migliaia di passeggeri hanno atteso fino a questa mattina di veder riprogrammati i voli cancellati dopo l'evacuazione di ieri . Tra le misure di sicurezza anche la chiusura da questa mattina della strada d' accesso all'aeroporto di Stanstead , a nord est di Londra.
------------------------------------------------------------------- Il presidente Arafat nominerà un primo ministro
L'autorità palestinese avrà
a breve un primo ministro. Il presidente Arafat ha infine ceduto
alle pressioni del soprannominato quartetto di mediatori, composto
da diplomatici di Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazioni
Unite. Da tempo il quartetto chiedeva ad Arafat di introdurre riforme
democratiche.Finora il presidente palestinese aveva rifiutato, temendo
di perdere cosi l'effettiva leadership politica. Poi l'annuncio
è arrivato venerdì mattina. Al momento non si conosce
il nome del futuro premier . Lo scorso giugno, il presidente Bush,
sposando la posizione del governo israeliano, aveva chiesto una
direzione palestinese che non fosse compromessa con il terrorismo.
------------------------------------------------------------------- Il presidente boliviano annuncia in tv il progressivo ritorno alla normalità
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Un operatore del settore conferma però che saranno le rose a fare la parte del leone, anche se "nel mondo anglosassone si regalano crisantemi nel giorno degli innamorati" (non sappiamo come la prenderebbero un po' più a sud). "E se ricevete rose gialle, rivela l'esperto, attenti, c'è il sospetto di un tradimento!" Le associazioni dei consumatori hanno fatto i conti
in tasca agli innamorati italiani che oggi solo in fiori spenderanno
180 milioni di euro. L'amore è davvero una cosa meravigliosa.
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15 Febbraio 2003 No alla guerra: la societá civile europea scende in piazza
Decine di migliaia di persone contro la guerra in Oceania e Asia. La lunga giornata mondiale contro la guerra è iniziata nelle strade dell'Asia e dell'Oceania. In Nuova Zelanda decine di migliaia di persone hanno sfilato per scongiurare un possibile conflitto contro l'Iraq. Dai tempi del Vietnam non si vedeva una tale partecipazione.In Giappone, a Tokyio, i manifestanti hanno scelto di protestare davanti all'ambasciata statunitense, armati di cartelloni con le scritte "Nessun sangue versato per il petrolio". A Bangkok, in Thailandia, il corteo contro la guerra ha anche bloccato il traffico. Un'altra forma di protesta per rendersi piúevidenti. All'iniziativa hanno partecipato moltissimi militanti dell'organizzazione musulmana thailandese.
Prosegue la visita in Italia del vice primo ministro iracheno Tareq Aziz. L'inviato di Saddam Hussein si è recato stamani ad Assisi per una preghiera per la pace. Le manifestazioni in corso in tutto il pianeta non lo hanno lasciato indifferente:"Queste iniziative mostrano la coscienza umana contro la guerra e contro i crimini. Noi apprezziamo molto le manifestazioni di Roma e in tutto il mondo. Il nostro cuore è con loro".Aziz insieme al patriarca cristiano iracheno si è poi recato alla Basilica di san Francesco di Assisi ed ha partecipato alla preghiera. Il Vaticano punta alla glasnost: aperti alcuni archivi segreti
Da domani una parte degli archivi segreti del Vaticano potranno essere consultati. La Santa Sede ha deciso in questo modo di difendersi dalle accuse di aver sostenuto il nazismo in chiave antisovietica e di aver taciuto davanti alla Shoah.Il Vaticano permette l'accesso ai documenti sull'attivitá della nunziatura in Germania sotto il pontificato di Pio XI. La decisione di aprire gli archivi èstata presa dallo stesso Giovanni Paolo II, anticipando addirittura i tempi. L'attesa degli studiosi è peró rivolta soprattutto al 2005, quando verráreso accessibile il materiale con cui Pio XI elaboró la sua enciclica sul nazismo.
E' la piu' grande protesta contro la guerra dai tempi del Vietnam. Oltre 500 città in tutto il mondo sono teatro oggi di manifestazioni. E in alcune località si sono già tenuti cortei. Come in Germania, a Dortmund, e a Melbourne, in Australia. Ma la partecipazione piu' massiccia è attesa a Londra, dove dovrebbero sfilare almeno 500mila persone, e a Roma, che ospiterà circa un milione di pacifisti. Particolarmente significativa la protesta in Gran Bretagna, dove il governo è schierato con gli Stati Uniti per una guerra all'Iraq, a dispetto dei sondaggi sulla volontà di pace della maggioranza della popolazione. Situazione simile in Italia, dove centinaia di migliaia di cittadini hanno aderito alla campagna "Pace da tutti i balconi" esponendo le bandiere della pace alle finestre delle proprie case. Per portare a Roma i dimostranti sono stati predisposti trenta treni speciali e oltre tremila pullman. Previsto anche un collegamento con Baghdad, dove un gruppo di pacifisti italiani, insieme ad altri occidentali, manifesta davanti alla sede dell'Onu. In Australia, almeno centomila persone hanno sfilato a Melbourne contro l'intervento in Iraq e la partecipazione del loro Paese, che ha inviato duemila soldati nel Golfo Persico. Ma il premier australiano John Howard ha già fatto sapere che le proteste non cambieranno la posizione del governo.
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è sempre
piu' diviso sulla crisi irachena. Dopo la relazione degli ispettori,
secondo cui l'Iraq sta cooperando ma deve ancora dimostrare il suo
disarmo, la posizione degli Stati Uniti per un intervento militare
è apparsa in minoranza rispetto alla maggior parte dei membri
del Consiglio favorevoli al proseguimento delle ispezioni. L'attesa
relazione del capo dell'UNMOVIC Hans Blix ha lasciato aperto il
dibattito. Per Blix, "i documenti forniti dall'Iraq fanno pensare
che manchino spiegazioni su 1000 tonnellate di agenti chimici. Non
è detto che esistano, ma questa possibilità non è
esclusa." Per il proseguimento delle ispezioni, in alternativa
alla guerra, si è pronunciato con fermezza il ministro degli
esteri francese Dominique De Villepin: "Questo messaggio vi
arriva oggi da un vecchio Paese, la Francia, di un vecchio continente,
come la mia Europa, che ha conosciuto la guerra. Diamo agli ispettori
il tempo di portare a termine lo loro missione." Le sue parole
hanno strappato un lungo applauso, del tutto inusuale nel Consiglio
di Sicurezza. Alla visione francese si contrappone quella del segretario
di Stato americano Colin Powell1: "Piu' ispezioni? Mi dispiace,
non è questa la soluzione. Abbiamo bisogno di cooperazione
immediata. Non possiamo consentire che il processo sia protratto
all'infinito come Saddam Hussein sta cercando di fare. Procrastinandolo
abbastanza a lungo, il mondo comincerà a guardare altrove."
Gli ispettori presenteranno un nuovo rapporto il primo marzo. Ma
già dalla prossima settimana, Stati Uniti e Gran Bretagna
potrebbero presentare all'Onu una bozza di risoluzione sull'Iraq.
L'esplosione di un ordigno a Neiva, nel sud ovest della Colombia, ha provocato la morte di almeno quindici persone e il ferimento di altre trenta. Lo scoppio avviene alla vigilia del viaggio nella regione del presidente Alvaro Uribe. Proprio in previsione di questa visita la polizia aveva cominciato un'opera preventiva di controlli e perquisizioni. Secondo le prime notizie lo scoppio sarebbe avvenuto in una abitazione del quartiere Villa Maddalena, trasformata, probabilmente dalla guerriglia marxista, in una vera e propria santabarbara.
E' durata sei anni la vita di Dolly, il primo mammifero
nato da un embrione clonato. L'animale è stato soppresso
dai ricercatori del Roslin Institute di Edimburgo, dopo che era
stata riscontrata una irreversibile malattia polmonare. Da un anno
Dolly soffriva anche di artrite alla zampa posteriore sinistra.
Il successo dell'esperimento di clonazione che portò alla
nascita della pecora apparve, nel 1996, destinato a cambiare il
corso della scienza. Era la prima volta che un animale veniva generato
senza ricorrere alla fecondazione tra due individui di sesso diverso,
e si fantasticò sulla possibilità di replicare all'infinito
gli esseri viventi. Tema oggi ripreso dai Raeliani che hanno di
recente annunciato la nascita della prima bambina clonata. Dopo
l'autopsia, Dolly sarà accolta dal Museo Nazionale della
Scozia, come si conviene ai protagonisti di una svolta della scienza. --------------------------------------------------------------- 16 Febbraio 2003 Tre milioni. Tanti sarebbero i partecipanti alla manifestazione di Roma contro la guerra all'Iraq, secondo gli organizzatori.Per la questura sarebbero comunque almeno 650 mila, ma ammettono che la stima non è semplice. L'afflusso si è comunque rivelato superiore al previsto, tanto da dover anticipare la partenza del corteo, prevista per le due del pomeriggio, a mezzogiorno.I commenti dei manifestanti si assomigliano tutti: "Volevo esserci perché sono contro tutte le guerre", dice una signora con i colori della pace anche sulle guance; "Non si combatte il terrorismo con la guerra; anzi, probabilmente il terrorismo aumenterà", rincara un'altra manifestante; "Non c'è differenza tra terrorismo e guerra", conclude un terzo.Una marea umana dai colori dell'arcobaleno, che si è fermata per un minuto quando è risuonata la sirena dell'allarme aereo, a evocare la paura della guerra, per poi riprendere il cammino verso piazza San Giovanni.Sul fronte politico, ha suscitato polemiche da parte dell'opposizione la scelta della Rai di mandare il servizio sul corteo al telegiornale delle tredici solo come quarta notizia.
Un fiume infinito di persone ha riempito tutta Londra.
Forse un milione di partecipanti dicono gli organizzatori, ma le
cifre diventano poco importanti di fronte a tanta mobilitazione.
Sicuramente è stata la piú grande manifestazione del
dopoguerra in Gran Bretagna. Tanto da far dire al sindaco della
capitale, Ken Livingston, di non aver mai visto una cosa simile
in tutta la sua carriera politica. Da un cartellone è spuntata
anche la faccia di Tony Blair con la scritta irriverente: "Fate
il thè non la guerra".I manifestanti dopo il comizio
hanno lasciato le strade ma con soddisfazione. Hanno infatti già
incassato una prima piccola vittoria: il premier inglese Blair nel
suo intervento a Glasgow al congresso laburista si è detto
favorevole a concedere piú tempo agli ispettori per indagare
sull'Iraq.
Oltre 500 mila persone hanno sfilato a Berlino, per
quella che viene considerata la mobiltazione piú importante
nel paese dagli anni novanta. "Abbiamo paura per il nostro
futuro e per quello dei nostri figli- ha racconta un manifestante
- Vogliamo dire che non è giusto che se uno decide che bisogna
fare la guerra, gli altri lo seguano a ruota." Al corteo ha
partecipato anche Wolfang Thierse, socialdemocratico e presidente
del parlamento tedesco:" Non è un'inizitiva anti-americana.
Penso che l'amicizia con gli statunitensi sia ben radicata. Noi
siamo per il disarmo di questo pericoloso dittatore, senza la guerra,
ma con gli ispettori. Pensiamo che il disarmo attraverso le bombe
sia un terribile percorso sbagliato.Per l'iniziativa, sono partiti
due cortei da due differenti punti della capitale, da Berlino est
e ovest per poi ricongiungersi e comporre infine un'unica voce contro
la guerra.
Di fronte a George Bush e alle sue pressioni per un attacco all'Iraq, perfino Jacques Chirac diventa un eroe per i francesi, sinistra compresa. A lui, al presidente neogollista, i cortei anti-guerra che si sono snodati in diverse città dell'Esagono hanno chiesto una sola cosa: andare fino in fondo contro la "Busherie", che è sì la posizione di Bush, ma che soprattutto in francese suona come "macelleria".200 mila secondo gli organizzatori i partecipanti alla manifestazione parigina, ma decine di migliaia di pacifisti si sono riversati in strada anche a Marsiglia, Lione, Tolosa, Bordeaux, Montpellier, Nimes, Limoges e molte altre città, piccole e grandi.
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| 17 Febbraio 2003 Posizione comune o semplice presa d'atto di un evidente disaccordo? Il vertice straordinario dell'Unione Europea sulla crisi irachena si è aperto lunedí mattina con la riunione dei ministri degli esteri e un grosso interrogativo sui propri esiti. I fronti pro e contro politica Usa si scontrano a Bruxelles.In prima posizione tra gli "interventisti" la Gran Bretagna, che comunque addolcisce i toni. Il ministro degli esteri Jack Straw: "Certamente c'è bisogno di piú tempo per gli ispettori, ma la questione fondamentale riguarda la collaborazione irachena. Soltanto se Baghdad collaborerà attivamente, potrà essere utile un tempo supplementare per ispettori". Anche sul fronte opposto la posizione sembra ammorbidirsi. Il ministro degli esteri tedesco Joscka Fischer ha dichiarato: "Se tutti gli altri sono pronti a trovare un accordo, allora sono sicuro che si troverà un buon compromesso".Nonostante le pressioni per giungere a una posizione comune europea, le divisioni trapelano comunque. Il ministro degli esteri francese Dominique de Villepin si è detto "contento di essere in Belgio un paese coraggioso". Bruxelles, Parigi e Berlino fanno parte del fronte piú compatto contor l'eventuale attacco in Iraq.
L'accordo a 18 varato dal Comitato dei Piani di
Difesa, ha aggirato il veto della Francia, non rappresentata in
quest'organismo, ma è stato ostacolato dal Belgio, che
ha ceduto solo nella tarda serata di domenica, dopo 11 ore di
trattative. Il segretario generale Gorge Robertson è soddisfatto."La
solidarietà atlantica ha prevalso. I Paesi della Nato hanno
assunto la loro responsabilità collettiva verso la Turchia,
una Nazione ora minacciata." Francia, Germania e Belgio hanno
già diffuso una dichiarazione comune in cui chiedono che
l'attuazione del piano di difesa venga approvata in sede Nato.
La Turchia tira un sospiro di sollievo: "Sono sicuro che
la Francia -ha detto il vicepremier turco Ertugrul Yalcinbayir-
sia consapevole delle necessità della Turchia. Non c'è
ragione per cui l'Iraq attacchi Ankara. La Turchia si sa difendere,
ma ha bisogno di collaborazione. Spero che prevarrà la
pace".
È Condoleeza Rice a esprimere la reazione
degli Stati Uniti di fronte alla pressione internazionale e alle
manifestazioni di massa contro l'attacco all'Iraq. Reazione che
è una conferma: Saddam va disarmato, e va disarmato con
la forza."Se i nostri amici e alleati - ha detto la Rice
- ritenessero utile una risoluzione del consiglio di sicurezza
che affermi la volontà di agire in base alla 1441, siamo
aperti a questa soluzione. Ma non ne abbiamo bisogno".Una
risposta secca alla richiesta avanzata da paesi come la Francia
e la Russia di concedere più tempo agli ispettori. Secondo
il consigliere per la sicurezza nazionale, una soluzione del genere
significherebbe allentare la pressione sull'Iraq. Pressione che
rimane invece alta sulle zone di non volo: ieri Bagdad ha denunciato
il bombardamento di obiettivi civili nel sud del paese. Il Pentagono
ha confermato l'attacco aereo a cinque siti, ma di interesse militare.
Un no, ma solo simbolico, a qualunque supporto a un'eventuale
azione militare arriva dalla Lega Araba, con un comunicato utile
sul fronte interno che non ha pero' valore vincolante, liberando
così dall'imbarazzo paesi alleati degli Usa, come Bahrein,
Kuwait e la stessa Arabia saudita. Papadopoulos nuovo presidente cipriota: "Avanti nella riunificazione"
Continuità nel processo di riunificazione: è il primo impegno del neo presidente greco-cipriota Tassos Papadopoulos, dopo la schiacciante vittoria conseguita al primo turno delle elezioni presidenziali di ieri, alla guida del partito di centro destra Dako.L'elezione di Papadopoulos al primo turno, con il 51,5% dei consensi, sarebbe per alcuni osservatori il tentativo dell'elettorato greco-cipriota di contrastare il piano di riunificazione proposto dall'ONU, nel timore di eccessive concessioni alla comunità turca dell'isola. La metà orientale di Cipro fu occupata nel 1974 dall'esercito turco. Nicosia è una capitale divisa. L'elezione di Papadopoulos sancisce piuttosto una nuova fase nella storia dell'isola. Papadopoulos ha chiesto al suo diretto rivale, l'ex presidente Glafcos Clerides di partecipare in veste di consulente al lavoro per la riunificazione: un segnale volto a chiarire l'impegno del nuovo presidente a restare nel solco tracciato dal suo predecessore. Il 28 febbraio è il termine fissato dalle Nazioni Unite perché l'isola riesca a giungere unita al traguardo dell'ingresso nell'Unione Europea nel 2004. Un impegno che Papadopoulos si è impegnato a mantenere.
Da oggi gli automobilisti che entrano nel centro
di Londra devono pagare un pedaggio, di quasi 8 euro. Il provvedimento
è stato deciso per arginare l'eccessivo traffico della
capitale britannica e nel quadro delle misure anti-inquinamento.
800 telecamere sorveglieranno gli accessi alla città. Il
nuovo corso non è cominciato sotto i migliori auspici e
50 cittadini si sono visti recapitare multe per un errore del
computer. Sbagli a parte, la tassa ha suscitato commenti diversi.
Secondo i sondaggi, un automobilista su 3 si dice pronto ad aggirare
la legge per non pagare il pedaggio. Gli oppositori del provvedimento
hanno indetto manifestazioni di protesta e invitano al boicottaggio
dei negozi che accettano il pagamento della tassa. Usa sotto la neve
Mentre gli Americani pensano alle "Tempeste nel deserto" in Iraq, a casa loro le tempeste, quelle vere, sono di neve. Washington e Baltimora sono state coperte da una coltre di trenta centimetri, ma tutto l'est e alcune regioni del centro sono state pesantemente colpite. Il risultato è che in sei stati è allerta e spostarsi è diventato praticamente impossibile. Strade bloccate, aeroporti chiusi: la neve ha costretto migliaia di americani a passare a casa questo lungo week end festivo del giorno del presidente. Disagi a parte, non tutti sono sono dispiaciuti. "E'una bella tempesta invernale, serve per pulire l'aria -ha detto un turista a Washington-Tutto quello che si deve fare è vestirsi adeguatamente e godersi la giornata".A quanto pare ci sarà da divertirsi: i meteorologi prevedono forti nevicate con un manto nevoso che potrà sfiorare anche il metro.
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18 Febbraio 2003
I Quindici raggiungono un accordo, seppur di facciata, sull'Iraq. A conclusione del vertice straordinario di ieri a Bruxelles i capi di stato e di governo dell'Unione Europea si sono accordati su una dichiarazione comune in cui si dice che la guerra non è inevitabile e che il ricorso alla forza va autorizzato solo come ultima risorsa. Sino a ieri si contrapponevano gli oppositori a un azione militare contro Bagdad - Francia, Belgio e Germania, e i sostenitori dell'intervento contro l'Iraq, capeggiati dalla Gran Bretagna, con l'appoggio di Italia e Spagna. Riaffermato il ruolo centrale dell'Onu nella gestione della crisi, gli europei hanno inviato attraverso il presidente dell'Unione Costa Simitis il loro monito a Saddam: "Il tempo non gioca a favore del regime." Il presidente della Commissione europea Romano Prodi si è felicitato per la soluzione politica raggiunta: "Che ha tenuto conto, ha detto, delle manifestazioni per la pace dello scorso fine settimana. Oggi possiamo inviare al mondo il messaggio che l'Europa è unita." In realtà il compromesso sulla dichiarazione finale è stato tutt'altro che facile da raggiungere, non vi si fa menzione per esempio dell'opportunità, fortemente auspicata da Tony Blair, di una seconda risoluzione Onu.
La Germania resta coerente sulla sua posizione contro la guerra, e anche nel caso di una risoluzione Onu che autorizzi l'uso della forza conferma che voterà contro. Quanto al testo adottato ieri dai Quindici, ha detto il Cancelliere tedesco Schroeder, "per noi era importante accordarsi su una dichiarazione che desse agli ispettori il tempo stimato necessario dall'Onu per lo svolgimento del loro lavoro. Alcune frasi come <> non sono accettabili per noi e sono state sostituite nel testo finale." I Quindici decidono dunque di ragionare su ciò che li unisce, anche se in sede Onu le divisioni messe da parte in nome dell'unità europea riemergeranno. Il premier britannico ha ribadito la sua intransigenza: "Spero che i punti dell'accordo inviino un forte messaggio all'Iraq, ha detto. Questa è l'ultima possibilità di disarmare pacificamente." Una strigliata è arrivata invece ai paesi candidati all'Unione, che di recente si sono pronunciati a favore della posizione americana. Si tratta di Slovenia, Slovacchia, Romania e Bulgaria. "Entrare nell'Unione Europea, ha detto il presidente francese Jacques Chirac, presuppone un minimo di considerazione degli altri e un minimo di concertazione. Assumere, alla prima questione spinosa, una posizione autonoma rispetto all'istituzione a cui si spera di accedere è segno di scarsa responsabilità, e in ogni caso di poca educazione, hanno perso una buona occasione di tacere." Una dichiarazione forte che bacchetta quanti sembrano aver scordato che alcuni tra i Quindici non hanno ancora ratificato l'allargamento.
Almeno venti morti e piu' di un centinaio di feriti è il bilancio provvisorio dell'incendio doloso scoppiato questa mattina nella metropolitana della terza città del paese a 200 chilometri da Seul. Si teme che molti passeggeri siano rimasti intrappolati nei vagoni distrutti dalle fiamme . L'incendio è avvenuto alle 10 ora locale, le due di notte ora italiana. Testimoni oculari avrebbero riferito di un uomo, sulla quarantina, che avrebbe dato alle fiamme un contenitore di cartone, ripieno di materiale infiammabile, poi dentro un vagone. Le fiamme si sono propagate con velocita' incredibile. Circa 70 autobotti dei vigili del fuoco sarebbero in azione per domare l'incendio ma l'accesso al ramo della metropolitana è difficile per i gas velenosi sprigionati. La tragedia e' avvenuta in un momento di grande tensione a causa della crisi nucleare nordcoreana e ad una settimana esatta dall'insediamento del nuovo presidente Roh Moo Hyun.
Non solo la Casa Bianca ed il Campidoglio sono sotto mezzo metro di neve.Dopo Washington e Philadelphia , paralizzate da domenica, da ieri gran parte degli StatiUuniti è stata colpita da una tempesta di rara intensità. Sedici le vittime per incidenti stradali nel Missouri e in Virginia, circa 250 famiglie sono ancora senza elettricità. Dalla Virgina fino al nord, da est fino al centro del paese, molti stati hanno proclamato l'emergenza neve, appena attenuata dal fatto che ieri era il "Giorno dei Presidenti": scuole ed uffici sarebbero rimasti comunque chiusi. Molti aeroporti restranno bloccati anche oggi con pesanti conseguenze sul traffico in tutti gli States e sui collegamenti internazionali. New York è una città fantasma. Il sindaco Bloomberg ha previsto giorni di lavoro per liberare le strade dalla coltre nevosa e riportare la situazione alla normalità. Radio e tv ripetono senza sosta l'invito a non uscire. Gli appelli a restare a casa non sono stati ascoltati dai New yorkesi. Alcuni hanno addirittura messo leracchette da neve ai piedi per non rinunciare ad assaporare l'insolito paesaggio. --------------------------------------------------------------------------------
19 Febbraio 2003 Germania: prima condanna per complicità negli attentati dell'11 settembre
Viene quindi ritenuto valido l'impianto accusatorio, che indica in El-Motassadeqil fondatore della la cellula di Amburgo di al-Qaida e colui che ha aiutato il pilota suicida Mohammed Atta a compiere l'attacco alle Torri Gemelle di New York. Nel corso del processo, il primo al mondo a condannare un complice degli attentati di di Washington e New York, il cittadino marocchino ha negato di essere al corrente dei progetti di tre degli attentatori suicidi che pure aveva frequentato, ma ha ammesso di essere stato in campi di addestramento in Afghanistan. Alla lettura della sentenza erano presenti sei familiari della
vittime di quegli attentati appositamente venuti in Europa dagli
Stati Uniti a rappresentare la parte civile nel processo.
Sembra essere il tempo il primo alleato su cui contano gli Stati Uniti in quella che è ancora una guerra a distanza con il nemico iracheno. I paesi che non fanno parte del Consiglio di Sicurezza, riuniti alle Nazioni Unite, hanno preso in gran parte posizione contro la linea interventista di Washington. "Non possiamo accettare che le priorità di una sola forza dettino i criteri di lavoro delle Nazioni Unite", ha detto Javad Zarif, ambasciatore iraniano, richiamando comunque Baghdad ai propri impegni di disarmo. Presentando una seconda risoluzione che alcune indiscrezioni definiscono "molto robusta", Washington partirebbe dall'assunto che l'Iraq si trova già in palese violazione della risoluzione 1441, passibile qundi di gravi conseguenze. Per avvicinare alle posizioni anglo-americane gli
altri membri del Consiglio di Sicurezza, scrive oggi un quotidiano
britannico, Londra vorrebbe attendere la metà di marzo per
discutere il nuovo documento. La Casa Bianca intenderebbe avviare
il dibattito già la prossima settimana."Il lavoro all'infinito
degli ispettori - ha detto in un'intervista ad una radio francese
il segretario di Stato USA Colin Powell - sarebbe frutto della paura
di alcuni Stati a far valere la volontà della comunità
internazionale".
Se all'interno dell'Onu la maggioranza degli stati membri è contraria ad un intervento armato, sul terreno tutto è pronto.I militari dispiegati nel Golfo superano ormai le 200 mila unità. Il Pentagono ha ordinato il trasferimento di altri 28 mila militari americani. Tra questi anche il terzo reggimento di cavalleria corazzata dell'esercito, un'unità altamente mobile. Tutti pronti ad entrare in azione se e quando il presidente bush ordinerà un'invasione. A largo del Golfo le forze Usa restano in stato di massima allerta. Sul cacciatorpediniere lanciamissili Milius i soldati sono pronti a far fronte ad un eventuale attacco chimico biologico da parte dell'Iraq. La nave da guerra dispone di un arsenale di 90 missili tra cui i Tomahawcs e di 266 uomini, equipaggiati di tutto punto. Kuwait: la popolazione si
sente sotto tiro Tra quanti temono un attacco irakeno c'è la popolazione del Kuwait. È il caso di Jose Mole, infermiere di origine asiatica, che come tutti i suoi conoscenti, racconta, ha sigillato le finestre di casa nell'eventualità di un attacco biochimico. Il timore di una guerra e di non trovare generi alimentari di prima necessità l'ha portato a fare scorte di cibo. "Mi sento pronto per quello che sta per succedere", dice. Alla domanda se pensa che la guerra ci sarà, risponde che è una grande incognita. "Se sì, dice, sarà un disastro." José è comunque un privilegiato, la
sorte dei lavoratori immigrati in Kuwait, dove più della
metà della popolazione è di origine straniera, è
ben peggiore: una maschera antigas costa circa 250 euro, lo stipendio
di un mese. Incursione israeliana a Gaza:
undici morti e decine di feriti Quando è finita, alle prime luci dell'alba, l'incursione israeliana a Gaza si è lasciata dietro 11 palestinesi morti e molte decine di feriti. Per chiudere una trentina di laboratori artigianali, sospettati di produrre armi dausare contro Israele, sono intervenuti 50 carri armati, due elicotteri da guerra e due bulldozers. Tra le vittime anche un arabo fattosi esplodere vicino a un blindato, e tre donne. Secondo il comandante dell'operazione non si conterebbero perdite tra i civili. Feriti invece cinque agenti della polizia palestinese: un razzo esploso da un elicottero ha colpito in pieno la postazione in cui si trovavano. Per tutta la notte si sono verificati scontri a fuoco tra i miliziani della jihad islamica e i soldati con la stella di Davide, e gli ospedali dell'intera zona hanno ricevuto a decine i feriti dalle pallottole. Sempre in nottata un'altra incursione si è verificata a Nablus, dove si conta un morto e almeno quattro feriti.
20 Febbraio 2003 Ankara: è ancora tira e molla sull'utilizzo americano del suolo turco
I negoziati tra Ankara e Washington proseguono, mentre
le truppe americane continuano ad affluire nel paese per ammodernare
le basi e nella prospettiva di tenere sotto controllo la polveriera
curda. Secondo gli Usa la Turchia, membro della Nato e alleata di
lunga data, in un modo o nell'altro collaborerà. Una risposta
velata ai finanziamenti aggiuntivi richiesti dalla Turchia per eventuali
danni di guerra. Gli Stati Uniti hanno offerto al paese 26 miliardi
di dollari, ma ad Ankara non bastano.Tra un negoziato e l'altro,
America e Regno Unito continuano a spostare le loro pedine sullo
scacchiere persico: nelle basi concesse agli Usa sono già
schierati duecentomila soldati statunitensi e 42 mila britannici.
Londra ha inviato 16 navi da guerra, già pronte all'attacco
anche cinque portaerei statunitensi.Grande movimento anche nelle
basi turche di Incirlik e Dyiarbakir. America e Gran Bretagna sono
pronte a mettere Baghdad con le spalle al muro. Manca solo il segnale
di via, ma su quello l'Onu e Nato prendono tempo.
L'inventario della dotazione missilistica dell'Irak è tuttora in corso da parte degli ispettori Onu. Controversa resta la questione dei missili Al-Samoud, la cui portata andrebbe al di là dei 150 chilometri fissati dal Consiglio di Sicurezza e che Bagdad giustifica con motivazioni tecniche, dicendosi pronta a un'ulteriore chiarificazione con gli esperti Onu. Fonti diplomatiche rivelano che Hans Blix, che dirige la missione delle Nazioni Unite in Iraq, intende inviare una lettera a Bagdad chiedendo la distruzione dei missili Al-Samoud due, contati a decine dagli ispettori. A circa 150 chilometri a nordoverst della capitale
irachena ieri si è dato il via alla distruzione delle vecchie
testate missilistiche stoccate nel centro di Al Muthanna, negli
anni Ottanta principale struttura irachena per la produzione e ricerca
di armi chimiche. Indossando tute protettive, gli esperti di armi
chimiche dell'Onu hanno distrutto granate e batterie di gas mostarda.
Le popolazioni curde nel nord dell'Iraq hanno paura di una guerra che vedono sempre piú vicina. Se Ankara teme che i curdi approfittino della situazione di caos per appropriarsi dei ricchi giacimenti petroliferi della zona, in realtà la gente si aggira per le strade spaventata e preparandosi come può a un eventuale attacco. Siamo nella città di Arbil. Le maschere antigas vanno a ruba. 100 dinari, 12 dollari, buttati via: questi oggetti non salveranno la vita di chi li indossa. Il gestore di questo negozio spiega che si tratta di articoli scaduti 16 anni fa. "L'Iraq li aveva importati da paesi stranieri, ma sono vecchi, non servono più". -------------------------------------------------------------------------------- 21 Febbraio 2003 Gli Usa pronti alla guerra: attendono solo il segnale.
Dopo dodici anni di manovre diplomatiche, 17 risoluzioni Onu, gli Usa non hanno intenzione di attendere oltre. E desso aspettano solo il segnale. Le dichiarazioni belliche dal Pentagono rimbalzano direttamente sul Golfo. Qui oltre 200 mila militari, numero che supera il minimo previsto di 150 mila per sferrare l'attacco, si addestrano in attesa del via. E come ha dichiarato il segretario americano alla Difesa Donald Rumsfeld: "Siamo al punto in cui, se il presidente George W. Bush prende la decisione di attaccare, il ministero della Difesa e' preparato e ha la capacita' e la strategia necessarie per farlo". Questo malgrado la Turchia ancora non abbia concesso le sue basi. Un problema non solo economico per Ankara, ma anche e soprattutto politico secondo molti analisti. Un mancato accordo che gli Usa hanno aggirato per il momento chiedendo la disponibilità della Romania. Dove, nella base aerea di Costanta, quattro aerei militari da trasporto sono giunti nella notte, e dove, nella giornata di oggi, ne sono attesi altri sette. Esperti americano in queste ore valutano le capacità
delle infrastrutture militari del paese dell'Europa dell'Est, che
nel novembre scorso ha ricevuto l'invito ufficiale per aderire alla
Nato.
Le ispezioni si estendono all'Iran, controlli di routine dopo l'annuncio di Teheran di un programma nucleare. Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'egiziano El Baradei, è giunto nel paese accompagnato da una delegazione che dovrà visitare alcuni siti considerati sensibili. Controlli che mettono a nudo il timore che l'Iran possa nascondere qualcosa. Teheran ha precisato che la costruzione con l'aiuto di Mosca del primo reattore nucleare a Bushehr, nel Golfo, rientra nel programma di produzione di combustibile e energia a uso civile. Spiegazioni che non convincono l'opposizione iraniana, in esilio negli Usa, che con foto satellitari ha voluto mettere sull'attenti l'amministrazione americana. Per la quale i conti non tornano, secondo paese per produzione di greggio dell'Opec, l'Iran, per Washington, costruisce armi nucleari. El Baradei incontrerà anche il presidente iraniano Mohammad Khatami e cercherà di convincere il capo di Stato, (l'Iran è uno dei firmatari del trattato di non proliferazione nucleare), a sottoscrivere un protocollo aggiuntivo che consentirebbe ispezioni a più largo raggio. --------------------------------------------------------------------------------
22 Febbraio 2003
Hans Blix chiede all'Iraq un segno tangibile di buona volontà. In una lettera consegnata all'ambasciatore di Baghdad all'Onu, il capo degli ispettori ordina la distruzione dei missili iracheni Al Samoud 2, che secondo le Nazioni Unite hanno una gittata superiore ai 150 chilometri autorizzati da una risoluzione del '91. Richiesta che mette Bagdad tra l'incudine e il martello: la distruzione dei missili indebolirebbe l'esercito iracheno in caso di attacco, un eventuale rifiuto sarebbe il pretesto per scatenarlo. Pretesto che l'amministrazione Bush, sembra cercare ora più che mai, se tutto, come affermano dal Pentagono, è pronto per l'attacco. Se non fosse per quel sì turco a concedere le basi che consentirebbero attacchi Usa da nord. I negoziati per l'uso delle basi in cambio di aiuti
economici vanno avanti. Il parlamento di Ankara potrebbe avviare
il dibattito già la settimana prossima.
La cooperazione tra le autorità irachene e gli esperti onu continua.Dal palcoscenico di Kuala Lumpur, capitale malaysiana, dove è riunito il movimento dei paesi non allineati, il ministro degli Esteri iracheno Naji Sabri risponde indirettamente alla richiesta presentata ieri sera da Blix. E sempre da questo palcoscenico chiede il sostegno degli oltre cento paesi che partecipano al movimento, riuniti per due giorni, in preparazione del vertice che si apre lunedì. Lavori preparativi, concentrati essenzialmente sulla questione irachena. I ministri degli esteri dei 114 paesi dovranno assumere entro questo fine settimana una posizione unitaria. Le cui linee guida sono sintetizzate dalla dichiarazione
del ministro degli Esteri sudafricano: Quindi anche dai paesi in via di sviluppo si chiede
a Bagdad di collaborare a pieno con gli ispettori Onu. Le divergenze
non mancano, ma non è riuscito a insinuarsi tra queste il
capo della diplomazia iracheno, che non ha ottenuto che i 114 paesi
non allineati negassero agli Stati uniti il loro territorio in caso
di attacco.
Tre presunti membri di Al Qaida, tutti cittadini sauditi, sono stati condannati a dieci anni di carcere da un tribunale marocchino per avere pianificato attentati contro navi americane e britanniche nello stretto di Gibilterra , l'anno scorso. Khalid Idriss, il loro difensore, ha detto che la
Corte d'appello di Casablanca ha pero' assolto gli imputati dall'accusa
di tentato sabotaggio e di tentato omicidio, condannandoli per reati
minori: complotto, falsificazione di documenti e soggiorno illegale
in Marocco. Secondo la difesa che nel corso del dibattimento ha
sostenuto che le confessioni dei tre sono state estorte con la tortura,
i sauditi erano venuti in Marocco con l'intenzione di stabilirvisi.
Il presidente Bush ha ricevuto uno dei suoi piu' fedeli sostenitori: il premier spagnolo Jose Maria Aznar. Aznar è stato accolto ieri sera nel ranch texano di Bush, un onore condiviso da soli pochi altri Premier e Capi di Stato. I due statisti hanno cenato in maniera informale e discusso del progetto della nuova risoluzione sull'Iraq che dovrebbe essere presentato la settimana prossima all'Onu, probabilmente già lunedi'. Perchè il testo sia adottato ci vogliono alemno 9 voti a favori dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza, di cui fa parte ora anche la Spagna e nessun veto da parte dei 5 membri permanenti. I colloqui continueranno oggi e si concluderanno
con una conferenza stampa che EuroNews seguirà in diretta.
E' di 95 morti bilancio definitivo delle vittime dell'incendio che la scorsa notte ha distrutto una discoteca di West Warwick, nel Rhode Island. Lo ha annunciato il governatore dello Stato. Al momento della tragedia all'interno del locale c'erano circa 350 persone I feriti sono 168, secondo gli ultimi dati disponibili, una quindicina dei quali versa in gravi condizioni. L'incendio è scoppiato durante il concerto di un gruppo heavy metal che utilizzava fuochi d'artificio per lo spettacolo. "C'era gente che correva fuori con gli abiti in fiamme - racconta un testimone - E' la cosa più terribile che io abbia mai visto". I pompieri hanno lavorato cinque ore per riuscire a domare le fiamme. La discoteca non aveva la licenza per gli spettacoli pirotecnici ma è risultata in regola con la normativa antincendi. Giorni fa a Chicago, ventuno persone sono morte nel tentativo di fuggire da una discoteca dopo che un addetto alla sicurezza, spruzzando un gas al peperoncinoper sedare una rissa, aveva seminato il panico tra la gente.
Una violenta esplosione e la colonna di fumo nero ripresa da un cineamatore hanno fatto rivevere a New York l'incubo del'11 settembre. Due morti ed un ferito grave è il bilancio del violento incendio divampato ieri mattina in un impianto petrolifero di Staten Island uno dei cinque distretti amministrativi di New York. Lo scenario terrorismo è riemerso dall'inconscio degli abitanti ma l'Fbi ha escluso che sia stato un atto terroristico. Dello stesso avviso il sindaco della città Michael Bloomberg: "Non c'è nessuna prova per pensare ad altro. E' solo un tragico incidente industriale" Secondo le prime ricostruzioni e' stata una chiatta di benzina senza piombo che ha provocato il disastro. E' esplosa durante operazioni di rifornimento appiccando il fuoco a un impianto per lo stockaggio del petrolio della Exxon Mobil. La zona dell'incendio è stata isolata.
In Venezuela la protesta è nuovamente di scena. Gli oppositori del presidente Hugo Chavez sono scesi per le strade di Caracas contro il governo. Blocchi stradali per dire no questa volta all'arresto, mercoledì scorso, di Carlos Fernandez, il presidente della Confindustria, che, per la sua leadership nei due mesi di sciopero, è adesso accusato di istigazione a delinquere, ribellione, devastazione e tradimento alla patria. Alla cattura è scampato per il momento, ma pare per poco, il leader sindacale Carlos Ortega. Per quanto riguarda l'arresto di Fernandez, che ieri è stato
portato di fronte alla corte, il giudice Moreno ha respinto la ricusazione
nei suoi confronti presentata dai legali del presidente della Confindustria,
e si e' dichiarato competente per proseguire le procedure giuridiche
del caso. -------------------------------------------------------------------------------- 23 Febbraio 2003 Bush all'Onu: "Subito una seconda risoluzione"
Una nuova risoluzione Onu sul mancato disarmo di Saddam Hussein. Il tempo stringe, Bush dà l'ultima chance dal Texas dopo l'incontro con il premier spagnolo José Maria Aznar. Il presidente americano presenterà al Consiglio di Sicurezza dell'Onu una seconda risoluzione e ha annunciato di non voler aspettare altri 2 mesi le decisioni del Palazzo di Vetro."All'inizio della prossima settimana", ha scandito Bush "presenteremo una nuova risoluzione chiara e semplice. Dirà che l'Iraq non rispetta gli obblighi di un disarmo totale e immediato". Bush, che ieri ha parlato al telefono anche con il premier italiano Berlusconi e il britannico Blair in visita a Roma, vuole passare alle vie di fatto con Saddam. In serata aerei americani hanno bombardato installazioni militari di comunicazione irachene nella zona di non volo meridionale, a sud di Baghdad.Sarebbe solo la risposta alla contraerea irachena che aveva tentato di colpire aerei americani in pattugliamento. Che è tempo di agire e che l'Iraq sta violando gli obblighi internazionali sul disarmo è stato ribadito a Tokyo anche dal segretario di stato americano Collin Powell. "Ma probabilmente", ha ipotizzato "l'Onu si pronuncerà solo dopo il 7 marzo, dopo cioé la presentazione del rapporto degli ispettori".
Due presunti membri dell'Eta sono finiti in manette nei paesi baschi francesi. Otegui, 30 anni e una donna di 28, Ordozgoitia, entrambi di nazionalità spagnola, sono stati fermati dalla polizia francese a bordo di un'auto rubata, con armi e documenti falsi. Immediato l'intervento del ministro degli Interni spagnolo, Angel Acebes: "L'operazione ha una grande importanza dobbiamo procedere in questo modo, è un altro colpo inferto all'organizzazione terroristica e in questo caso particolare alla struttura operativa in Francia".Sei anni fa Otegui fu arrestato in relazione all'omicidio di due poliziotti baschi. La decisione del giudice di rimetterlo in libertà fu annullata dal tribunale superiore di Giustizia spagnolo che emise un mandato d'arresto internazionale per Otegui sparito nel nulla fino a ieri mattina. In Germania e in Italia i pacifisti ribadiscono il loro "no" alla guerra
Il fronte contrario alla guerra torna a farsi sentire. Una catena umana, di oltre diecimila persone, mano nella mano, ha bloccato il traffico a Colonia. Nella Germania contraria al conflitto iracheno la protesta ha raggiunto anche Francoforte, dove i pacifisti hanno scandito slogan contro il conflitto in Iraq nei pressi della base militare Usa. Proteste anche in Italia dove i disobbedienti da ieri sera di bloccare un convoglio carico di materiale bellico, diretto alla base militare statunitense di Camp Darby a Pisa. Scontri tra manifestanti e polizia lungo il percorso da Vicenza a Verona ne hanno rallentato il tragitto. Nelle stazioni dove il convoglio deve passare è presente la Digos e la Polizia ferroviaria. Ieri i ferrovieri avevano annunciato di non voler guidare convogli carichi di materiale bellico.
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Powell in Cina cerca consensi per far passare una nuova risoluzione
Comincia con un pressing serrato a partire da est la settimana decisiva per la crisi irachena: il segretario di stato americano Colin Powell, dopo il Giappone, ha fatto tappa in Cina: obiettivo, convincere Pechino a sostenere, o almeno a non bloccare con un veto, la nuova risoluzione che gli Usa intendono presentare all'Onu. Incontrando il segretario del partito comunista Hu Jintao, Powell ha ribadito che "è il momento di disarnare l'Irak". Inoltre ha chiesto l'aiuto della Cina per scoraggiare il programma nucleare della Corea del Nord. Un tema che tornerà nella prossima tappa del viaggio, Seul. Ottenere l'appoggio dei paesi arabi è altrettanto cruciale per i fautori dell'intervento militare che guadagnarsi quello della propria opinione pubblica nazionale: il ministro della difesa britannico Geoff Hoon parlando alle autorità locali e alle truppe in addestramento sul posto, ha messo in guardia dalla tentazione di posticipare senza scadenza precisa l'intervento militare."Se non riusciamo ad agire sulla base della risoluzione 1441, rischiamo non solo di lasciare che Saddam conservi indisturbato il suo arsenale, ma anche di minare l'autorità stessa delle Nazioni Unite". Il ministro britannico ha poi fatto sapere di essere
preoccupato dalle informazioni che accuserebbero Baghdad di aver
piazzato una serie di missili puntati verso la frontiera con il
Kuwait.
Il villaggio di Kalak, a nord dell'Iraq è abitato da curdi. Dalla prima guerra del Golfo, grazie all'istituzione di tre governatorati, i curdi del nord del paese godono di una certa autonomia. Ma le incursioni nel corso di questi anni non sono state rare. La voce della gente, stremata dai blitz esterni e dalle faide riflette la paura di un nuovo conflitto: "Ho perso i miei fratelli e le mie sorelle in un'esplosione a cui io stesso sono scampato per poco", dice un bambino. "Non è importante chi sia al potere ma che si smetta di uccidere", sottolinea un uomo. Gli Stati uniti hanno promesso alla Turchia che una guerra contro l'Iraq non sarà l'occasione per la nascita di uno stato indipendente curdo. La cosidetta regione del Kurdistan si estende per buona parte tra la Turchia e l'Iraq. Entrambi i paesi negano l'autodeterminazione del popolo curdo che qui abita le zone vicine ai preziosi giacimenti petroliferi del nord, come quelli di Mosul. Il popolo curdo da sempre, oppresso dagli iracheni e dai turchi, vedrà il suo territorio attraversato dall'esercito americano e da quello della Turchia. "Resisteremo con ogni mezzo a un'invasione da parte di una nazione vicina", dichiara Azad Miran, dirigente della milizia del partito Democratico Kurdo I corpi armati dei curdi non marceranno su Bagdad
insieme agli americani. Più che a fronteggiare nuovi attacchi
dal regime di Saddam Hussei, questi combattenti sembrano addestrarsi
contro la Turchia.
Condanna ad 1 attacco unilaterale americano
ed esortazione all'Iraq a collaborare con l'Onu. In Malaysia la
linea è chiara fin dal via ai lavori del tredicesimo summit
dei paesi non allineati. A confronto fino a domani una cinquantina
di capi di stato e di governo d'accordo anche sull'altra questione
in agenda. Quella definizione "asse del male" coniata
dal presidente americano Bush nel gennaio duemiladue contro tre
paesi Non allineati: Itak, Iran e Corea del Nord. "Il mondo
è in una fase di stallo", ha detto il primo ministro
malaysiano Mahathir Mohamad assumendo la presidenza del movimento
creato durante la Guerra Fredda per formare un terzo blocco oltre
a quello occidentale e sovietico. "Le speranze dopo la guerra
fredda", ha aggiunto "sono svanite. Questa fase di confronto
tra organizzazioni terroristiche e antiterroristiche crea tensione,
non torneremo presto alla normalità. Ma la guerra non è
una soluzione".Il documento che verrà adottato rifletterà
la posizione di tutti i membri. Ma cruciale sarà quella dei
sei Non Allineati - Angola, Guinea, Siria, Pakistan, Cile e Camerun
- nel Consiglio di Sicurezza che votando contro bloccherebberoqualsiasi
risoluzione.
Sulla durata della coalizione gli analisti non scommettono: "Mai con i religiosi", avevano promesso in campagna elettorale i centristi. Ma quest'alleanza permette per la prima volta a Sharon di governare senza gli ortodossi. Sul terreno l'esercito si è ritirato dalla
Striscia di Gaza dove ieri erano infuriati gli scontri nel villaggio
di Beit Hannun. Sfumata l'ipotesi di un governo israeliano di unità
nazionale che comprendesse i laburisti, i palestinesi avranno da
ora una controparte fortemente influenzata dai coloni, a favore
dell'allargamento degli insediamenti e contrari alla nascita di
uno stato palestinese. Una violenta scossa nel nord-ovest della Cina fa centinaia di vittime
Sono circa 250 i morti già accertati nel terremoto che ha colpito la regione autonoma di Xinjiang nel nord ovest della Cina. Il sisma, di magnitudo 6,8 della scala Richter, si è prodotto verso le 10 del mattino, ora di Pechino, e ha fatto crollare più di un migliaio di edifici, tra abitazioni e scuole. I feriti sono più di mille ma il bilancio non è ancora definitivo.
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26 Febbraio 2003 Al palazzo di vetro dell'Onu pesano le divergenze
tra interventisti e pacifisti Il palazzo di vetro delle Nazioni Unite è diventato in queste ore più fragile che mai, scosso com'è da due forze opposte e contrastanti. Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna in seno al Consiglio di Sicurezza e nei corridoi del quartiere generale dell'Onu hanno ingaggiato una corsa contro il tempo per guadagnare appoggi alla seconda risoluzione sull'Iraq, presentata nella notte. Dalla parte opposta la Francia insieme alla Germania, con l'appoggio di Russia e Cina contrari a questa seconda risoluzione, che - sostengono - non lascia piùalcuna speranza ad una soluzione pacifica della crisi. Il Consiglio di Sicurezza voterà tra due settimane. Giorni che saranno segnati da febbrili attività diplomatiche Falchi contro Colombe dunque? Piuttosto due visioni diverse sull'opportunità di una guerra contro Saddam, che oggi sembrano più divergenti che mai. La risoluzione britannico-americana che parla senza mezzi termini di "ultima possibilità persa da baghdad" e il memorandum messo a punto da Parigi e Berlino, che osserva come non vi siano - al momento - concrete giustificazioni per il ricorso alla forza. L'iraq deve disarmare - insistono Francia e Germania - e le ispezioni non possono continuare all'infinito. Ma la guerra è prospettabile solo come ultima ratio. L'asse franco tedesca è più viva che
mai. Un'alleanza che si prospetta anche come strategico contrappeso
alla potenza statunitense ma che appare come una locomotiva di un
treno europeo che sulla guerra all'Iraq rischia di deragliare.
Sono iniziati i primi sbarchi di materiale bellico statunitense nei porti turchi. Le navi cargo americane che da giorni attendevano nelle acque del Mediterraneo hanno beneficiato del sì accordato per il momento dal solo Consiglio dei ministri, che si è riunito in seduta straordinaria lunedì. Un sì per l'uso statunitense delle basi aeree turche sofferto, un sì che adesso deve passare al vaglio del parlamento di Ankara. Il voto a favore è scontato, malgrado i malumori che questo ha sollevato all'interno dello stesso partito di maggioranza, l'Akp, e nell'opinione pubblica. La mozione verrà presentata all'assemblea parlamentare oggi, ma il dibattito inizierà solo nei prossimi giorni. Uno slittamento rispetto ai tempi previsti inizialmente che consentirà
alle parti di concludere i negoziati. Mancano gli ultimi ritocchi
sia sugli aspetti finaziari dell'intesa che su quelli politici.
La Corea del Nord ha lanciato un missile nel Mare
del Giappone. Un nuovo esperimento bellico proprio quando gli Stati
Uniti festeggiavano il nuovo capo di stato sudcoreano. Secondo Pyongyang
sono le pressioni provenienti da Washington a giustificare una politica
basata sulle armi. A maggior ragione in questo momento, mentre sono
in corso esercitazioni militari congiunte tra gli Stati Uniti e
la Corea del Sud. Il missile era di un modello obsoleto e il lancio
non avrebbe costituito un vero pericolo, secondo quanto sostiene
il dipartimento di stato americano, che martedí ha incassato
nuove accuse dal paese comunista. In violazione alle norme internazionali,
per tre giorni un aereo spia statunitense avrebbe sorvolato il territorio
della Corea del Nord.
Gli Stati Uniti sono al fianco della Corea del sud nel giorno dell'insediamento del nuovo presidente Roh Moo-Hyun . Il nuovo leader, alla prese con una crescente tensione con la confinante Corea del Nord, ha dichiarato che la sua risposta alla crisi sarà calma e prudente anche nei confronti di atteggiamenti provocatori. "Entrambi i nostri paesi e molti altri hanno interesse a vedere la penisola Coreana in pace e verifica abilmente libera da armi nucleari. E' per questo che crediamo che i colloqui multilaterali siano la maniera più appropriata per cominciare a risolvere la crisi, gli ha fatto eco il segretario di stato americano Powell , intervenuto alla cerimonia di insediamento. Con Roh Moo-Hyun la Corea del sud volta pagina. Il nuovo presidente, che succede all'alleato politico Kim Dae Jung, avrà a che fare con la delicata questione della riconciliazione con la Corea del nord. Per parte loro gli Stati Uniti hanno annunciato
che riprenderanno il programma di aiuti alimentari allo stato settentrionale,
sospesa a dicembre per problemi di bilancio.
Alberto Sordi ci ha lasciato. L'attore romano è morto questa notte nella sua villa di Piazza Numa Pompilio in seguito alla grave malattia che lo aveva colpito negli ultimi mesi. Dei suoi 82 anni Sordi ne ha dedicati più di cinquanta al cinema, diventando un icona della commedia italiana. La sua carriera cominciò già prima della guerra. Dapprima il doppiaggio - sua la voce di Onlio - quindi la radio, con personaggi indimenticabili, e infine l'approdo al cinema. Con "I vitelloni" di Fellini del 1953 comincia a delinearsi la maschera dell'italiano mammone e provinciale che lo accompagnerà in gran parte dei suoi quasi duecento film. Impossibile non associare il volto di Albertone alla scena degli spaghetti in "Un Americano a Roma". I funerali si svolgeranno giovedì a Roma nella Chiesa degli
Artisti in Piazza del Popolo, mentre fuori sarà organizzata
una cerimonia pubblica.
Italia: disobbedienza civile contro i treni della guerra
Martedí all'alba una decina di "disobbedienti",
alla stazione di Cascina, vicino Pisa, si sono incatenati ai binari
per impedire il passaggio di un treno carico di materiale bellico
diretto alla base militare Usa di Camp Derby.Una protesta risolta
a suon di tronchesine dalle forze dell'ordine. Manifestazioni che
hanno già messo in subbuglio maggioranza e opposizione. L'atteggimento
della sinistra, sebbene non unitario, è per la comprensione:
i blocchi sono giudicati una valida risposta contro un atto illegittimo
del governo, dicono, che ha concesso l'uso delle proprie infrastrutture
agli Usa senza passare attraverso il Parlamento. La maggioranza
tende invece a ribadire che l'Italia non puo' venire meno agli obblighi
internazionali e che le proteste sono legittime, ma non i boicottaggi.
Lunedí c'erano state altre manifestazioni vicino a Firenze,
a Empoli, a Viareggio. Per l'8 marzo è prevista una manifestazione
proprio davanti alla base di Cam Derby. |
27 Febbraio 2003
Riunione a porte chiuse oggi al Palazzo di Vetro
per una discussione informale sulla bozza di risoluzione sulla crisi
irachena presentata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna. Il documento,
che aprirebbe la strada a una guerra, dichiarando che Baghdad ha
sprecato l'ultima opportunità offerta dalla risoluzione 1441,
è appoggiato dalla Bulgaria, ma per essere approvato deve
ottenere almeno 9 voti su 15 e nessun veto da parte dei membri permamenti.
Francia, Russia e Germania hanno invece presentato un memorandum
alternativo, che chiede la prosecuzione e il rafforzamento delle
ispezioni e che ha ottenuto il sostegno di Cina e Siria. A Pechino
il ministro degli esteri russo Ivanov e il vicepresidente cinese
Hu Jintao hanno ribadito che la guerra deve essere evitata e che
ogni sforzo diplomatico dovrà essere fatto in tal senso.
E' pero'improbabile che la Cina ponga il veto sulla risoluzione
americana, mentre non è ancora certo che la Russia si limiti
all'astensione. Rimane incerta la posizione di altri sei membri
del Consiglio di Sicurezza.
Il primo ministro britannico fa il conto dei danni, soprattutto d'immagine, dopo l'infuocata seduta parlamentare di mercoledì dove ha ottenuto dalla Camera dei Comuni, grazie al sostegno dei conservatori, il benestare alla sua linea dura sull'Iraq. Un emendamento contro la guerra è stato però votato da 199 deputati, 121 dei quali laburisti, il 30% del gruppo parlamentare. Una frattura gravissima e senza precedenti fra i deputati del partito del premier che rispecchia la forte ostilità ad azioni militari fra la base laburista e nel paese. Blair ha chiesto ed ottenuto la sottoscrizione dell'ultimatum a Saddam Hussein, un atto dovuto per placare le critiche ma è quasi una vittoria di pirro che fotografa il dissenso nel partito del premier. Un dissenso che potrebbe essere pagato a caro prezzo gia alle amministrative di maggio. Al primo ministro il voto parlamentare infatti non basta. Per salvare il suo futuro politico deve convincere la scettica opinione pubblica che questa guerra deve essere combattuta. Ma in molti non sembrano più credergli.
Dando quasi per scontato che la guerra ci sarà, il presidente americano George Bush ha parlato della sua visione del Medioriente del dopo-Saddam Husseim. Secondo gli analisti, il discorso è una risposta ai Paesi arabi, preoccupati per i possibili effetti destabilizzanti del conflitto. "Ci assicureremo che un dittatore brutale non venga rimpiazzato da un altro - ha detto il presidente Usa - Il nuovo regime iracheno servirà da esempio di libertà per le altre nazioni della regione" Bush ha espresso fiducia nella capacità dell'Iraq
di prendere la via democratica, citando l'esempio storico della
Germania e del Giappone dopo la seconda guerra mondiale.
Ieri a Mosca il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il cancelliere tedesco Gerhard Schroder, nella speranza di evitare una guerra contro l'Irak. I due leader hanno insistito sulla necessità di disarmare Saddam attraverso il lavoro degli ispettori. L'incontro si è svolto un giorno prima della riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che discuterà la proposa di seconda risoluzone presentata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna. Molta cautela ha mostrato Putin nei confronti di Bush: "Non ho mai sentito dire che il presidente americano voglia la guerra - ha dichiarato -. Anche lui vuole risolvere la crisi pacificamente A Parigi per convincere Chirac della necessità di non allentare
la pressione su Saddam c'era il primo ministro spagnolo Jose' Maria
Aznar. . Ma le posizioni dei due Paesi in merito alle modalità
con cui attuare il disarmo dell'Irak non sono cambiate, nonostante
i toni morbidi e lo spirito collaborativo dell'incontro.
In attesa dell'evoluzione della crisi, l'Irak prepara
piani di sicurezza e di emergenza nelle sue diciotto province. Il
presidente iracheno Saddam Hussein, nel corso di un incontro con
i prefetti, che gli hanno giurato fedeltà, li ha invitati
a sollecitare i cittadini a scavare trincee da combattimento per
proteggersi dai raid americani, in caso di attacco. "Dobbiamo
prepararci alla peggiore delle ipotesi - ha detto il rais - anche
se non sarà facile per il nemico arrivare nelle nostre città.
Preghiamo Iddio che ci risparmi il male che potrebbero farci fgli
americani, ma se proveranno a realizzare anche uno solo dei loro
obiettivi, verseranno molto sangue". I prefetti hanno assicurato
al presidente di aver completato i preparativi alla guerra, annunciando
di aver formato brigate della Jihad.
La polizia portoghese ha arrestato 40 persone accusate
di una gigantesca frode bancaria internazionale. Assegni di imprese
portoghesi pagati ad aziende italiane, venivano rubati alle poste,
falsificati e incassati in banche portoghesi. Il ricavato veniva
inviato in Italia, probabilmente per finanziare attività
illegali. Le autorità hanno recuperato circa 3 milioni di
euro in due mesi nella sola regione di Lisbona, ma le forze dell'ordine
dichiarano che al momento non è possibile calcolare l'ammontare
della truffa. L'operazione ha permesso di smantellare una rete criminale
di tipo mafioso, attiva a livello internazionale. Fra le persone
interrogate e arrestate, figurano soprattutto italiani, ma anche
spagnoli, portoghesi, brasiliani, uruguaiani e jugoslavi.
Al posto delle Twin Towers, a Manhattan, sorgerà un questo complesso di edifici. Tra i palazzi, svetterà una torre a spirale alta 541 metri, superando l'altezza di quelle che furono le Torri Gemelle e conquistando il primato mondiale. Il progetto è dell'architetto Daniel Libeskind, americano di origini polacche ma berlinese di adozione. Battuto nella selezione il gruppo newyorchese Think, che aveva
progettato due enormi torri svuotate, a struttura metallica - simile
a quella della Tour Eiffel. In altezza avrebbero addirittura superato
i seicento metri. Ma l'idea vincente è stata preservare il
ricordo del cratere di Ground Zero. Gli edifici di Libeskind infatti
nasceranno attorno a quello che lui ha battezzato il "pozzo
della memoria", cioè il buco di sei ettari che è
ora al posto del World trade center.
Dopo oltre 30 anni di "onorato servizio" Pioneer 10 se ne va in pensione, continuando la sua avventura nello spazio fuori del sistema solare. La Nasa ha infatti annunciato di aver ricevuto l'ultimo e debole segnale il 22 gennaio, mentre la sonda spaziale si trovava a piu' di 12 miliardi di chilometri dalla Terra. Per gli esperti non ne arriveranno altri: la sonda non dispone di energia sufficiente per emetterli. Pioneer 10 fu lanciata nello spazio nel 1972 per esplorare le regioni piu' lontane del sistema solare: una missione che doveva durare soltanto 21 mesi. E' stata la prima sonda a inviare fotografie di Saturno e di Giove e a superare Plutone. Ora continuera a viaggiare per molti anni, seguendo
la sua traiettoria. E se una forma di vita extratterestre dovesse
incontrarla, potrà scoprire al suo interno una placca d'oro
con incise le immagini di un uomo e di una donna e altre forme di
comunicazione umana come la musica classica.
Le autorità brasiliane sono impegnate a garantire la sicurezza di Rio de Janeiro in vista del carnevale che si apre questo venerdì. Mentre i maestri artigiani danno gli ultimi ritocchi ai carri per le sfilate, decine di migliaia di uomini in assetto da guerra pattugliano le strade presidiando i punti caldi della città. L'atmosfera è pesante. Le autorità temono infatti una recrudescenza delle violenze di strada, che nell'ultima settimana hanno fatto decine di feriti, proprio quando Rio sarà invasa da migliaia di turisti. Generalmente durante i giorni del carnevale i crimini comuni si moltiplicano. Questa volta però, ad aggravare la situazione ci sono le minacce di alcuni cartelli di narcotrafficanti che chiedono la liberazione dei loro leader rinchiusi nelle carceri. I cartelli, che raccolgono manovalanza nelle poverissime favelas sono controllati da criminali che gestiscono il traffico di droga dall'interno degli sitituti di pena. Per questo motivo, durante il periodo del carnevale, i detenuti verranno controllati 24 ore al giorno, nella speranza che niente possa turbare questi giorni di festa .
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