Sabato, 30 Aprile, 2005

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Trent'anni fa finiva la guerra in Vietnam

Alle 10.45 del 30 aprile del 1975 con la conquista del palazzo presidenziale di Saigon, in Vietnam finiva la guerra.

A trent'anni da allora, in tutto il paese si ricorda quella data con parate e cerimonie.Ma è comunque un Vietnam diverso quello che celebra oggi la vittoria, è un Vietnam che guarda al futuro con speranza.

Se le cicatrici di tre decenni di guerra sono ancora evidenti, come ha dichiarato ieri il premier Phan Van Kai, è forte la volontà di superarle. Sia in Patria, ma anche con l'ex nemico americano. Con cui nel 1995 sono stati ripristinati rapporti diplomatici e nel 2000 è stato firmato un patto commerciale. Il Vietnam che ha pagato un tributo di tre milioni di vite umane in tre decenni di guerra, comincia a raccogliere i primi frutti delle riforme varate per liberalizzare l'economia.

Economia che registra una rapida espansione, la crescita negli ultimi dici anni si è attestata su un media del 7%.

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Caso Calipari: Roma e Washington in disaccordo su conclusioni della commissione

Non c'è accordo tra Stati Uniti e Italia sulle conclusioni della commissione relativa alla morte di Nicola Calipari, l'agente del Sismi ucciso a Baghdad dal fuoco dei marines, nelle ultime fasi della liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.

Nonostante l'amministrazione statunitense insista sul fatto che tale disaccordo non intacca l'amicizia e la collaborazione tra Roma e Washington, la presa di distanza della parte italiana, che non ha firmato il rapporto finale, sottolinea una lettura radicalmente diversa degli avvenimenti.

Il perchè l'Italia non abbia accettato le conclusioni del rapporto statunitense lo spiega il ministro degli Esteri Gianfranco Fini.

"Non si poteva chiedere al governo italiano di sottoscrivere una ricostruzione degli avvenimenti che non corrisponde a quello che è accaduto quella sera a Baghdad".

I punti dubbi nella vicenda non mancano. Dal raffronto tra due foto scattate a Baghdad e poi a Roma si vede che la vettura di Calipari non è stata protetta da possibili manipolazioni. E ancora: secondo la relazione italiana ci sono "elementi fattuali" che provano che l'auto con a bordo Giuliana Shrena, un agente del Sismi e Nicola Calipari procedeva a bassa velocità. Da parte italiana infine si sostiene che - contrariamente a quanto filtrato negli Usa - non esistono foto o video satellitari relativi all'accaduto.

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Venerdi, 29 Aprile, 2005

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Italia, la Camera vota la fiducia al governo Berlusconi-bis

Giornata di passione, per il presidente del consiglio italiano Berlusconi, alla Camera per ottenere il voto di fiducia per il suo secondo governo della legislatura.

Scontato l'esito dello scrutinio, 334 si, 240 no e due astenuti, ma i dissensi nella coalizione di governo - in particolare espressi dai centristi di Follini - restano. Nella sua replica il premier ha detto che "il programma di fine legislatura non cambia", aggiungendo che la sinistra non vincerà, perché gli italiani hanno una consapevolezza:

"Gli italiani sanno benissimo che in tal caso ci sarebbe una democrazia minore. La democrazia si basa sul sistema del check-and-balance, sui pesi e contrappesi. Per questo gli italiani non daranno tutti i poteri alla sinistra. Noi invece, siamo davanti a un anno straordinario, vinceremo nel 2006 come abbiamo vinto nel 2001".

In precedenza aveva parlato il segretario dei Ds Fassino che ha detto: "il premier ha evitato le elezioni anticipate perchè sa di perdere".

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Talpa in Vaticano: spiato Giovanni Paolo II?

Una spia in Vaticano? La talpa che avrebbe tenuto d'occhio l'attività di Giovanni Paolo II all'epoca del suo sostegno a Solidarnosc è un religioso domenicano, Padre Hejmo.

A sostenerlo è un'organizzazione polacca che indaga sull'attività svolta da nazisti e comunisti in Polonia, anche se si precisa che le informazioni passate dal religioso ai servizi segreti sarebbero state di seconda mano.

L'interessato, che si occupa dell'accoglienza dei pellegrini polacchi in Vaticano, smentisce. "Non sono mai stato un collaborazionista, dice. Il mio lavoro è stato utilizzato per altri fini dagli agenti. Le informazioni da me raccolte erano destinate alla Segreteria episcopale."

Negli ambienti polacchi in Vaticano c'è molta incredulità, anche perché il religioso era effettivamente molto vicino al Papa, sino agli ultimi giorni di malattia del Pontefice.

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Iraq, via libera al governo di Ibrahim Jaafari

L'Iraq ha un nuovo governo. L'Assemblea nazionale irachena ha votato la fiducia all'esecutivo del premier Ibrahim Jaafari. Tre mesi dopo le elezioni politiche è stato quindi trovato un compromesso tra le differenti comunità. La votazione si è svolta per alzata di mano, dopo che era stato deciso di votare in blocco la lista dei 36 ministri presentata da Jaafari. Il capo del governo ha precisato che due dei quattro posti di vice premier non sono stati ancora assegnati, in attesa della scelta degli esponenti sunnita e turcomanno che dovranno ricoprirli. Anche cinque ministeri restano in attesa di titolare e sono stati assegnati ad interim: tra questi il ministero della difesa ricoperto dallo stesso Jaafari, e quello del petrolio assegnato temporaneamente al vice premier Ahmed Chalabi.

Le prime reazioni dei cittadini iracheni sono state di sollievo per la fine dello stallo politico: "Questo ritardo ha prodotto frustrazione tra la popolazione. Stavamo perdendo la speranza e se il governo non fosse stato formato sarebbe stata una catastrofe", ha detto un abitante di Baghdad.

"Nonostante l'attesa speriamo che adesso il nuovo governo saprà soddisfare le aspirazioni del popolo iracheno che in massa si è recato alle urne", ha spiegato un altro.

Se la situazione politica si stabilizza la violenza non si ferma. Proprio ieri è stato ucciso il primo membro del nuovo parlamento, la deputata Lamiya Abed Khaddouri.

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In piena campagna elettorale Blair svela il dossier sulla guerra in Iraq

Ad una settimana dalle elezioni politiche britanniche il dossier iracheno torna come un boomerang a colpire Tony Blair. L'accusa dei conservatori di aver manipolato le informazioni per giustificare l'intervento in Iraq hanno costretto Blair a fare un cambiamento di rotta nel pieno di una campagna elettorale che i laburisti intendono concentrare su temi quali sanità, istruzione e immigrazione

Il candidato laburista, che ieri in un'intervista aveva ancora ribadito di non aver mai mentito sull'ingresso in guerra, ha annunciato che in giornata verrà diffuso il contestato rapporto sulla legalità dell'uso della forza contro Baghdad.

Il procuratore generale Lord Goldsmith, autore del documento, alcune settimane prima dell'intervento bellico ne sconsigliava la partecipazione per mancanza di presupposti legali. Dieci giorni dopo, pur senza una risoluzione dell'Onu, lo stesso Goldsmith in una pagina dava il suo ok.

"Blair ha sempre detto che il rapporto non è stato modificato -ribatte il leader dei conservatori Michael Howard- ora sappiamo che non è così e vogliamo sapere chi ha cambiato cosa".

Goldsmith, che qui vediamo uscire da Downing Street, pur difendendo la sua prima versione, ha spiegato che in presenza di prove sicure sulle infrazioni di Saddam Hussein a precedenti risoluzioni Onu l'intervento britannico in guerra sarebbe stato comunque legale.

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Giovedi, 28 Aprile, 2005

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Storica visita di un presidente russo in Israele. Putin incontra Sharon e Katzav

Per la prima visita di un capo di stato russo in terra santa Vladimir Putin si è presentato tendendo un ramo d'ulivo. Giunto ieri in Israele, stamane il capo del Cremlino ha incontrato il presidente israeliano Moshé Katzav al quale ha rinnovato la proposta di una conferenza internazionale per la pace in Medio Oriente da tenersi in autunno a Mosca.

Tema questo che sarà certamente discusso nell'incontro tra Putin e il premier israeliano Ariel Sharon. La prima reazione a caldo di Israele è stata contrassegnata dalla prudenza, l'iniziativa russa non gode di grandi simpatie e lo stato ebraico ripone maggior fiducia negli Stati Uniti come promotore di iniziative di pace.

Sul clima dei colloqui tra Sharon e Putin non potranno non pesare la recente decisione russa di fornire missili antiaerei alla Siria e la collaborazione tra Mosca e Teheran nei programmi nucleari iraniani.

Il leader del Cremlino, che ieri si è recato al Muro del pianto e ha incontrato la comunità russa israeliana, si recherà domani a ramallah per essere ricevtuo dal presidente palestinese Mahmoud Abbas

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Mercoledi, 27 Aprile, 2005

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Dopo 29 anni le truppe siriane escono dal Libano

Cerimonia solenne, in Libano, per la partenza dell'ultimo contingente militare siriano. Nella base aerea di Riyyaq, nella valle della Beqaa, i vertici militari dei due paesi hanno celebrato l'avvenimento. Il ritiro delle truppe di Damasco era stato deciso il 7 marzo scorso, al culmine delle proteste antisiriane scoppiate in Libano in seguito alla strage che uccise l'ex premier Rafiq Hariri.

Dal 1976 il Libano era stato di fatto occupato dai siriani, intervenuti dopo l'inizio della guerra civile. Secondo fonti del governo di Beirut nei 29 anni di presenza in Libano, l'esercito siriano avrebbe subito perdite per almeno 12.000 uomini.

"Dopo la cerimonia di oggi non resterà nessun soldato o agente dei servizi di informazione siriani sul territorio del Libano", ha detto il generale Farhat, portavoce dell'esercito libanese. Nonostante ciò gli Usa hanno espresso il loro scetticismo, temendo future ingerenze siriane negli affari libanesi.

La scelta del giorno del ritiro non è casuale. Per oggi è infatti attesa la relazione del segretario generale dell'Onu sulla attuazione della risoluzione 1559.

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Dopo le polemiche sull'anniversario della Liberazione, oggi la fiducia al Berlusconi bis

Sottoposta al presidente la lista dei nuovi ministri, si vota oggi nel pomeriggio il Berlusconi bis, in realtà una formalità. Voto preceduto ieri dalle polemiche, in pieno clima pre-elettorale ormai, per l'assenza del premier alla manifestazione milanese che commemorava il sessantesimo anniversario della Liberazione.

Se il presidente Ciampi ha detto che ricordare la lotta contro gli occupantidovrebbe consolidare l'unità nazionale non dividere ulteriormente il paese, l'assenza di Berlusconi è stata stigmatizzata da Romano Prodi, alla testa dell'Unione.

Berlusconi aveva invece presenziato alla cerimonia in Quirinale, sempre presieduta dal presidente della repubblica.

Nel suo discorso tenuto a Milano il capo dello stato aveva anche difeso la Costituzione, nata nel 1947 dopo la Liberazione. La riforma della Carta fondamentale, già approvata dal parlamento e da sottoporre a referendum, rafforzerà le competenze del premier ridimensionando quelle del capo dello stato.

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Martedi, 26 Aprile, 2005

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Cina-EU, è scontro sulle importazioni di prodotti tessili

La Cina reagisce con durezza all'annunciata indagine europea sulle importazioni tessili. Pechino minaccia di rivedere le relazioni commerciali con Bruxelles se dovessero venire disposte misure di limitazione.

L'inchiesta europea, primo passo per attuare le clausole di salvaguardia su nove categorie di prodotti, potrebbe durare fino a due mesi, ma Peter Mandelson, commissario europeo al commercio, dopo la replica cinese, getta acqua sul fuoco.

"Non ho fretta di dare una risposta o compiere una azione. Ciò che faremo dovrà essere basato sui fatti reali, per poter difendere i nostri atti", ha detto da Hong Kong, dove si trova in visita.

Il dossier resta comunque scottante, anche perche eventuali ritorsioni cinesi potrebbero colpire importanti commesse - l'ultima quella siglata nei giorni scorsi con Airbus per trenta aerei commerciali.

Nel settore del tessile-abbigliamento, ciò che allarma i 25 è la crescita esponenziale delle importazioni. Una voce che, dalla fine del sistema delle quote, è aumentata in alcuni casi del 500 per cento.

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Lunedi, 25 Aprile, 2005

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Inizia il pontificato di Benedetto XVI. Josef Ratzinger ha celebrato oggi la messa di investitura

Nel corso della cerimonia ha ricevuto il pallio, la stola di lana bianca el'anello "del pescatore", simboli del ministero petrino.

La sua apparizione sul sagrato ha scatenato gli applausi di migliaia di fedeli. All'ingresso nella basilica di San Pietro, Benedetto XVI è apparso emozionato e sorridente, consapevole delle responsabilità del suo ruolo.

"Ora in questo momento devo assumere questo compito inaudito che supera ogni capacità umana. Come posso fare questo? Come saro' in grado di farlo?".

A dargli il benvenuto, molti fedeli dalla sua Germania, ma anche tanti dalla Polonia di Carol Woytjla.

"In questo momento - ha continuato nell'Omelia- non ho bisogno di presentare un programma di governo. Il mio vero programma e' quello di non fare la mia volonta', di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volonta' del Signore".

Gli applausi, che hanno interrotto piu' volte l'omelia, alla fine della predica sono durati qualche minuto.

Per l'inaugurazione del pontificato di Papa Benedetto XVI sono ritornate a Roma, dopo i funerali di Giovanni Paolo II numerose delegazioni da tutto il mondo. Piazza San Pietro è stata nuovamente invasa dai fedeli.

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Il Berlusconi bis è fatto

Nel salone dell Feste del Quirinale, i membri del nuovo esecutivo, guidato da Berlusconi, recitando la formula del giuramento, hanno accettato l'incarico.

Tra le principali novità il ritorno di Giulio Tremonti che affianca Fini come vicepremier. Francesco Storace, di An, è il nuovo ministro alla Salute, sostituisce Sirchia. Giorgio La Malfa guiderà il ministero delle Politiche comunitarie al posto di Rocco buttiglione, che coordinerà quello dei beni culturali.

Esce di scena Maurizio Gasparri (di an), sostituito al ministero delle Telecomunicazioni da Mario Landolfi. Lo stesso Gasparri avrebbe chiesto di non fare parte del nuovo esecutivo per impegnarsi pienamente nel rilancio del partito.

Confermati Pisanu agli Interni, Fini agli Esteri, Siniscalco all'Economia, Maroni al Welfare, Castelli alla Giustizia, Calderoli alle Riforme, Moratti all'Istruzione e Prestigiacomo alle Pari Opportunità..

Berlusconi ha ribadito che il nuovo esecutivo si prefigge di migliorare le condizioni economiche delle famiglie, agevolare il lavoro delle imprese e dare un nuovo slancio al mezzogiorno.

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Domenica, 24 Aprile, 2005

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Cina e Giappone: il disgelo diplomatico non calma la piazza. Proteste a Tokyo

Cina e Giappone sono ritornate a stringersi la mano, ma senza troppo calore. Il premier giapponese Yunichiro Koizumi ha incontrato il presidente cinese Hu Jintao a margine del summit Asia-Africa a Giacarta.

L'incontro di oggi fa seguito alle scuse pronunciate ieri pubblicamente da Koizumi per le sofferenze causate dal Giappone tra il '30 e il '45. Da parte sua, il presidente cinese ha sottolineato l'importanza del dialogo per superare la crisi e avere migliori relazioni bilaterali.

Se sul piano diplomatico c'è distensione, in piazza le manifestazioni non cessano. Questa volta a protestare sono stati i giapponesi, chiedendo le scuse di Pechino. Tanto rumore, un po' di tensione a Tokyo, ma nessuna mobilitazione violenta, a parte qualche atto vandalico di lieve entità. In Cina si erano verificate invece azioni di vero e proprio teppismo: l'ambasciata giapponese era stata attaccata con sassaiole e lanci di pittura.

Le relazioni già tese tra i due paesi sono precipitate dopo la pubblicazione, in Giappone, di un libro di storia che secondo i cinesi minimizza le brutalità dell'imperialismo nipponico.

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Romania: mobilitazione per liberare i tre giornalisti

In Romania è iniziata oggi la mobilitazione di piazza per la liberazione dei tre giornalisti in mano alla guerriglia irachena dal 28 marzo.

Una cinquantina di cronisti si sono raccolti nella piazza principale di Bucarest annunciando che non andranno via fino a quando i colleghi non saranno liberati.

Molte le voci critiche che si sono levate nei confronti del governo, accusato di tacere sulle eventuali trattative in corso in Iraq.

In piazza anche il padre della giornalista Marie Jeanne, che ha spiegato:

"Non è una manifestazione di protesta, con questo gesto vogliamo dimostrare la nostra sofferenza, non abbiamo altro modo di manifestarla".

La manifestazione è giunta all'indomani dell'ultimatum dei rapitori, che in un video diffuso dall'emittente araba al Jazira danno quattro giorni di tempo alle autorità romene per ritirare le truppe o i tre ostaggi saranno uccisi.

La Romania ha 800 uomini in Iraq, sotto comando americano. Sulla fine della missione il governo non si è mai pronunciato, malgrado il 55% dei romeni, stando a un sondaggio, chiede il ritorno a casa dei militari.

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Sabato, 23 Aprile, 2005

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Rischia la pena di morte, Zacarias Moussaoui, l'unica persona incriminata negli Stati Uniti per le stragi dell'11 settembre 2001

L'imputato, 36 anni, cittadino francese, si è proclamato colpevole davanti alla corte del tribunale di Alexandria.

Moussaoui, che non ha partecipato direttamente agli attentati (quel giorno si si trovava già in carcere) aveva sostenuto corsi di addestramento per poter poi compiere un attacco esclusivamente contro la Casa Bianca.

L'amministrazione statunitense ha già annunciato che intende chiedere la pena di capitale per l'imputato: " Sono almeno quattro i reati - dice il ministro della giustizia Alberto Gonzales- che ci autorizzano a chiedere la pena di morte. Li avevamo presi giàin esame in un documento nel 2002. Ormai non c'è piu' nessuna ombra di dubbio che Moussaoui abbia partecipato al complotto terroristico"

Il processo contro Moussaoui, passerà ora ora alla fase in cui la giuria deve esprimersi per la pena. L'imputato è stato considerato come il ventesimo terrorista degli attentati del 2001, dove persero la vita oltre tremila persone.

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Previsto per oggi il varo del governo Berlusconi bis

Il premier garantisce che la lista dei ministri è già pronta e oggi dopo un giro di consultazioni il nuovo esecutivo dovrebbe giurare nelle mani del presidente della Repubblica.

Berlusconi ha parlato ieri dopo essersi recato al Quirinale.

L'opposizione, che chiedeva nuove elezioni,accusa il premier di aver creato un governo fotocopia.

In queste ore nel toto-ministri compaiono i nomi di Storace, Tremonti e Scajola. Mentre il leghista Calderola, al centro di dissapori in seno alla maggioranza sarebbe riconformato al ministero delle riforme.

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Venerdi, 22 Aprile, 2005

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A Vilnius i membri della Nato discutono della futura adesione dell'Ucraina

Da Vilnius a Kiev. La riunione dei ministri degli Esteri dei 26 stati membri della Nato si tiene per la prima volta in una Repubblica ex Sovietica, la Lituania. Iniziata ieri, la due giorni entra nel vivo oggi con la discussione delle prospettive di adesione dell'Ucraina all'Alleanza. Con la virata a Occidente dopo la rivoluzione arancione dell'anno scorso, Kiev potrebbe entrare nell'organizzazione entro qualche anno, al massimo cinque.

Se i tempi sembrano maturi, Mosca continua a mostrare una certa resistenza. Disappunto che la Nato ha voluto stemperare con l'accordo firmato stamattina che agevola la cooperazione militare tra la Nato e la Russia, e che faciliterà il transito delle truppe alleate verso l'Afghanistan.

Sempre oggi, la Nato ha chiesto comunque a Mosca, così come annunciato, di abbandonare le proprie basi in Georgia. In agenda diversi i temi, tra cui Medio Oriente, di cui si è parlato ieri. Ma anche ieri sera a animare la conversazione i temi caldi Ucraina e Russia. Russia da dove Condoleeza Rice arrivava, dopo aver incontrato Putin e aver espresso il suo disappunto sulla Bielorussia, che ha definito l'ultima dittatura dell'Europa dell'Est.

Pronta la risposta di Mosca, che oggi per bocca del suo ministro degli Esteri Lavrov, ha dichiarato: il processo di riforme non deve arrivare dall'esterno.

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Italia, al via le consultazioni. Forse domani l'incarico per un Berlusconi-bis

Sono cominciate oggi al Quirinale le consultazioni del presidente della repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, in vista della soluzione della crisi politica. Dopo aver ascoltato i presidenti di Camera e Senato, e i rappresentanti dei gruppi parlamentari, Ciampi dovrebbe conferire al dimissionario premier Silvio Berlusconi un secondo mandato.

Sempre possibili tuttavia le sorprese: all'interno della maggioranza di centro-destra - preoccupata per la sconfitta alle recenti regionali, e in crisi dopo il ritiro della delegazione dell'Udc - restano dissensi. In particolare tra Alleanza nazionale e Lega Nord sulla attribuzione del ministero per le Riforme istituzionali.

Se l'eventuale tentativo di Berlusconi dovesse fallire, lo sbocco possibile sarebbe quello dello scioglimento delle Camere e del conseguente ricorso a elezioni anticipate prima dell'estate. Per questa soluzione si è espressa l'opposizione di centra-sinistra. Per il suo leader Romano Prodi "un Berlusconi-bis sarebbe solo una perdita di tempo, meglio votare subito".

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Giovedi, 21 Aprile, 2005

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I.N.Baghdad, esce illeso da un attentato il premier Iyad Allawi

E' stato rivendicato da al-Qaida, l'attentato di ieri sera a Baghdad dal quale è uscito illeso il primo ministro iracheno uscente Iyad Allawi. Un miliziano suicida, a bordo di un'auto, ha cercato di scagliarsi contro il convoglio di mezzi che stava riportando a casa l'uomo politico. Il bilancio dell'attentato è di un poliziotto morto (ma sarebbero due secondo il ministro dell'Interno) e di quattro agenti della sicurezza feriti.

In mattinata, in relazione all'attentato ad Allawi, è stato arrestato un ex ufficiale dell'esercito iracheno di Saddam, Amer Mijbel al-Mabad.

La violenza nel paese non diminuisce - stamane due contractors sono morti per unabomba sulla strada per l'aeroporto - e gli iracheni si chiedono quanto potrà durare questa situazione. "Speravamo che il nuovo governo potesse essere costituito in fretta", dice un uomo. "Non lo hanno fatto finora non credo che lo faranno oggi", aggiunge.

Proprio per oggi sarebbe atteso il nuovo governo presieduto dallo sciita al-Jaafari. Le trattative però si sarebbero arenate per la richiesta di Allawi di occupare un ministero importante.

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Benedetto XVI, speranze e dubbi per il nuovo Papa nella chiesa ortodossa

L'unità tra occidente e oriente della cristianità, divisi da oltre un millennio è fuori discussione. Ma forse il pontificato di Benedetto XVI potrà fare qualche passo avanti per avvicinare le due chiese cristiane. Questo almeno l'augurio, non privo di riserve, dei vertici della chiesa ortodossa da Mosca, Atene e Istanbul.Padre Vsevolod Chaplin, portavoce della chiesa ortodossa russa manda un augurio al nuovo papa: "Spero che si stabilisca un primo contatto con Benedetto XVI e che sia molto importante. Al momento siamo molto aperti ad un nuovo approccio di dialogo, perchè si possa tornare all'età d'oro delle relazioni tra ortodossi e cattolici".

Un messaggio simile arriva anche dalla Grecia. Nella cattedrale di Atene, il vescovo metropolita Crisostomo manifesta un ottimismo molto prudente: "Il suo passato di cardinale è distinto dalla sua realtà odierna di Papa. Ora dovrà riconsiderare parte delle sue opinioni passate. Vedremo. Se rimane fermo sulle sue posizioni, renderà vani gli sforzi del suo predecessore per una convergenza con gli ortodossi".Da Istanbul il patriarca Bartolomeo condivide queste speranze. Ma nel paese, a maggioranza musulmana, il timore è piuttosto che il nuovo papa ostacoli il cammino della Turchia verso l'Europa.

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Mercoledi, 20 Aprile, 2005

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Governo. Berlusconi si e' dimesso, domani le consultazioni. Ciampi accetta le dimissioni con riserva

Il premeir Berlusconi

Roma, 20 aprile 2005
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi durante l'incontro nello studio privato del Capo dello Stato, al Quirinale. Ciampi ha accettato le dimissioni di Berlusconi con riserva. Le consultazioni con il Capo dello Stato previste dalla prassi costituzionale inizieranno domani alle 9,30 al Colle.

Davanti alle dimissioni rassegnate dal premier Berlusconi "il presidente della Repubblica - spiega una nota del Quirinale - si è riservato di decidere e ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti".

Berlusconi, nel breve intervento svolto al Senato, ha spiegato la necessità della crisi per un nuovo programma che ponga al primo posto una nuova e diversa attenzione e su famiglie imprese e Mezzogiorno. "Dovendo dar vita a un nuovo governo - ha spiegato - non posso sottrarmi a una crisi formale".
"Ho la lista dei ministri in testa, non in tasca", ha detto il presidente del Consiglio intrattenendosi per qualche minuto con i giornalisti al termine del suo intervento al Senato. Berlusconi ha detto di non poter anticipare nulla sulla squadra di governo ma - ha assicurato - "i cambiamenti non saranno molti".

Berlusconi si è detto "sereno" ed ha assicurato che chiuderà la crisi, compreso lo spinoso capitolo delle riforme, "in pochi secondi" così come è avvenuto per l'elezione del Papa. Berlusconi ha ricordato che "ci sono delle procedure da seguire dettate dalla Costituzione. Sulla lista dei ministri del 'Berlusconi bis', il Premier ha spiegato che "ci sono già delle proiezioni fatte, ma non posso fare anticipazioni. E' un lavoro che farò nelle prossime ore".

"Ancora non siamo entrati nel vivo delle cose", ha precisato Silvio Berlusconi a chi gli chiedeva se il ministero delle Riforme resterà o meno alla Lega.

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Benedetto XVI, primo giorno da papa. Celebrata la messa nella Cappella Sistina

Messa e omelia in latino, per la prima celebrazione di papa Ratzinger. Stamane, poco dopo le nove, nella Cappella Sistina, il neo-eletto ha celebrato la messa. Nell'omelia quasi un manifesto: intransigente difesa della tradizione, ma anchedialogo con le altre religioni e coi giovani.Giunto poco dopo le 8:30 al palazzo apostolico dopo aver passato la notte nella residenza di Santa Marta, sorridente e un po' emozionato, il 265. pontefice della storia della Chiesa ha preso posto sul suo scranno sotto il michelangiolesco Giudizio Universale.

Negli occhi e nel cuore dei fedeli però l'immagine che rimarrà impressa è quella di ieri pomeriggio. Al termine del quarto scrutinio, l'annuncio del cardinale protodiacono Medina alla folla, la piazza che applaude e si riempie. Il pontificato di Benedetto XVI comincia così.

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Mideast. Primi passi del ritiro israeliano da Gaza. Ripresi i contatti con l'Anp

Una trentina di containers lasciano la colonia di Gush Katif, nella Striscia di Gaza. E' il primo passo, limitato ma simbolico, dell'annunciato ritiro unilaterale israeliano dai Territori. Un primo gesto, dopo il quale tutto verrà sospeso fino ad agosto, per non dover far coincidere il ritiro con le festività ebraiche di luglio.

Secondo il piano del premier Sharon verranno smantellate tutte e 21 le colonie attorno a Gaza, e 4 delle 120 della Cisgiordania. Entrambi i Territori sono stati annessi a Israele nel 1967, al termine della guerra.

Il progetto del governo viene però osteggiato dai settori più radicali dei coloni, che minacciano forme estreme di resistenza piuttosto che abbandonare i loro insediamenti.

Anche per questo la commissione interministeriale, nella sua riunione di ieri, ha deciso di procedere ad ulteriori consultazioni coi responsabili della sicurezza, allo scopo di stabilire in tutta garanzia la data di inizio del ritiro.

Nello stesso contesto, le autorità israeliane riprendono oggi i contatti con i vertici dell'Anp, come esplicitamente richiesto la scorsa settimana dal presidente statunitense Bush.

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Martedi, 19 Aprile, 2005

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Eletto il nuovo Pontefice è Joseph Ratzinger papa Benedetto XVI

Seconda fumata nera per l'elezione del nuovo Papa. Anche le due votazioni di questa mattina non sono riuscite a far convergere i due terzi dei voti del conclave su un solo nome. A differenza di ieri sera l'incertezza è durata un po' di più perché il colore del fumo non è stato identificato con sicurezza.

Alla seconda fumata è stato eletto il nuovo papa, il suono delle campane ha tolto ogni dubbio alla folla presente in piazza San Pietro.

Sulla stampa, intanto, si rincorrevano le voci sul toto-Papa. E salivano le quotazioni del decano del collegio cardinalizio Joseph Ratzinger.

Una cosa sulla quale erano tutti concordi era che l'attesa sarebbe stata breve e così è stato..

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Italia, Berlusconi sorprende tutti e non si dimette

A sorpresa, Silvio Berlusconi è uscito dal suo colloquio col presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi senza aver rassegnato le dimissioni."Porteremo la situazione in Parlamento, com'è logico che sia" ha commentato il premier.Le dimissioni parevano certe, addirittura annunciate dopo il lungo vertice di maggioranza del pomeriggio. Ma così non è stato.

Il segretario generale del Quirinale, Gaetano Gifuni, ha comunicato che Ciampi ha invitato Berlusconi a presentarsi "senza indugio" alle Camere, luogo adatto ai chiarimenti politici.Il presidente della Repubblica ha controfirmato le dimissioni del vicepremier Follini e degli altri ministri dell'Udc.

Berlusconi ha dalla sua il sostegno della Lega, confermato da Bossi in un incontro domenica scorsa. Il dibattito parlamentare si terrà, probabilmente, mercoledì o giovedì. Il premier è convinto di avere ancora la maggioranza, ciò che renderebbe non necessario un Berlusconi-bis o, addirittura, le elezioni anticipate. Il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini ha convocato per stamane i vertici di Alleanza Nazionale.

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N. I.Iraq, ucciso un generale consigliere del ministro della Difesa

La guerriglia irachena alza il tiro. Ieri sera a Baghdad un commando di dieci o quindici uomini armati e mascherati ha assassinato il generale Adnan Midhish Kharagoli, consigliere del ministro della difesa, ed un suo nipote.

Nelle prime ore dopo l'agguato si era sparsa la voce che la vittima fosse stata il generale Adnan Thabet, l'ufficiale che poche ore prima aveva minimizzato l'episodio del presunto sequestro di massa di Maeden. L'errore però è stato corretto da un comunicato del ministero dell'Interno.

Per uccidere il generale Karagholi e suo nipote è stata scatenato un enorme potenziale di fuoco. "Almeno 15 uomini con le divise della Guardia Nazionale hanno cominciato a sparare. Hanno ucciso qui il generale e sulla porta della cucina suo nipote", ha spiegato un testimone.

Sempre ieri, a Mossul, nel nord del paese, un altro generale, Yunis Mohammed Sulaiman, portavoce della polizia locale, è stato assassinato da sconosciuti, mentre sono tornati in azione i sabotatori, colpendo l'oledotto che collega Kirkuk a Baji.

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Lunedi, 18 Aprile, 2005

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Contto alla rovescia per il conclave che elegeràil nuovo Papa

Ultime ore di attesa per l'inizio del Conclave. Nella basilica di San Pietro si è tenuta la messa "Pro eligendo pontifice" durante la quale i cardinali pregano per ricevere l'ispirazione divina. I 115 cardinali elettori da questo pomeriggio si isoleranno dal mondo nella Cappella Sistina per l'elezione del 265° Papa della Chiesa cattolica.

Sull'altare a celebrare la funzione il decano del collegio cardinalizio il tedesco Joseph Ratzinger.

Non è certo se già oggi ci sarà il primo voto dei cardinali. Da domani invece cominceranno i quattro scrutini quotidiani, due alla mattina e due al pomeriggio. Si rincorrono intanto le voci sul cosiddetto toto-Papa. Secondo le indiscrezioni i cardinali sarebbero divisi in due gruppi: da un lato i riformisti guidati da Carlo Maria Martini, e dall'altro i conservatori che fanno capo a Ratzinger. Nessuno di questi blocchi avrebbe raggiunto i 77 voti necessari nei primi dodici giorni di conclave.

Dopo ogni due votazioni le schede verranno bruciate assieme ai coloranti neri o bianchi. Nel caso di elezione la fumata bianca sarà accompagnata quest'anno dal suono delle campane di San Pietro.

Difficile prevedere quanto durerà il conclave. Nel 1978 per l'elezione di Karol Wojtyla ci vollero solo tre giorni.

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N. I.Iraq, giallo sui presunti ostaggi di Madaen. A Baghdad uccisa una pacifista Usa

Nessuna traccia di ostaggi sciiti, nella città di Madaen, a 30 chilometri da Baghdad. Da lunedi mattina il centro è tornato di nuovo sotto il controllo delle forze della coalizione e della polizia irachena, che dopo aver compiuto dei controlli a tappeto hanno escluso l'esistenza di ostaggi. In precedenza si era parlato di una operazione di pulizia etnica condotta da elementi sunniti, ma un sito web riconducibile a al-Zarqawi aveva liquidato la vicenda definendola un tentativo di disinformazione.

Su tutta la questione si sono susseguite versioni contraddittorie: una piccola folla di abitanti di Madaen ha continuato a manifestare, confermando episodi in cui uomini armati e mascherati avrebbero catturato loro familiari, mentre al-Qubaisi, portavoce del Consiglio degli Ulema, ha escluso l'esistenza di ostaggi.

Oltre che a Madaen, si registrano episodi di violenza in tutto l'Iraq. Ieri sera a Baghdad è rimasta uccisa una operatrice umanitaria statunitense, e con lei un cittadino francese. Tre soldati Usa sono morti a Ramadi per un attacco a colpi di mortaio, e due ufficiali della polizia irachena sono rimasti vittima di agguati a Mossul e nella capitale.

A Bassora, nel sud dell'Iraq, invece, centinaia di sciiti e di sunniti hanno marciato insieme in una manifestazione contro l'occupazione statunitense.

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Paese basco spagnolo, vittoria a metà alle elezioni per Ibarretxe

Una vittoria, ma anche un passo indietro. Il partito nazionalista moderato Pnv di Juan Josè Ibarretxe ha ottenuto domenica dalle elezioni regionali basche spagnole la maggioranza, ma non la maggioranza assoluta. E ha perso 4 seggi rispetto a quattro anni fa, ottenedone 29. Il leader della regione autonoma Ibarretxe: "La partita che dobbiamo affrontare è difficile, ma siamo noi ad avere le carte in mano. Sarà dura, ma dobbiamo giocare e vincere. Domani inizieranno il nostro lavoro e le nostre mediazioni".

Secondo partito sono i socialisti, che con 18 seggi superano i popolari a quota 15. Sono le due formazioni contrarie al piano autonomista di libera associazione di Ibarretxe e insieme sono piu' forti del suo pnv.

Per i socialisti, che hanno guadagnato cinque seggi rispetto al 2001, le elezioni di ieri sono state un successo. I popolari hanno perso invece 4 seggi. Il loro candidato Maria San Gil lamenta la partecipazione al voto di un partito appoggiato da Batasuna: "E' una vergogna aver accettato batasuna al Parlamento. Per la mancanza di responsabilità di Zapatero noi baschi avremo per quattro anni un gruppo batasuna ancora piu' forte"

La sorpresa dello scrutinio è infatti il partito comunista, sostenuto dal movimento illegale Batasuna, che ha ottenuto 9 seggi. Ibarretxe, cui l'alleanza con Isquierda Unida non assicura la maggioranza assoluta, potrebbe dover ricorrere al loro appoggio. O a quello dei socialisti, contrari pero' al suo piano autonomista.

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Domenica, 17 Aprile, 2005

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Chiude la Rover: addio all'ultimo costruttore d'auto inglese

La Rover chiude: guai in vista per Tony Blair, in piena campagna elettorale. Lastorica casa automobilistica britannica ha annunciato il licenziamento immediato di 5.000 dei 6.100 dipendenti dello stabilimento di Longbridge.

Mentre gli operai ieri raccoglievano le proprie cose e i ferri del mestiere prima di varcare i cancelli per l'ultima volta, il premier Tony Blair, accompagnato dai ministri delle finanze e dell'industria, si precipitava a Birmingham, capoluogo della regione, per studiare il da farsi.

"Non avrebbe senso dire che abbiamo una formula magica, che potremmo trovare un altro acquirente. Se fosse possibile, lo avremmo già fatto - ha detto Blair - Ora dobbiamo faredel nostro meglio per il futuro delle persone coinvolte."

Le speranze di una vendita ai cinesi della Shangai Automotive sono svanite di fronte al passivo e alle spaventose perdite accumulate da Rover. Neanche l'intervento del ministro delle finanze Gordon Brown, che si era recato in Cina di persona, è valso a rassicurare i possibili investitori.

L'opposizione conservatrice attacca: "Il governo si è intervenuto troppo tardi nei negoziati con Shangai. Questi problemi dovevano essere noti già da un bel pezzo", dice il leader dei tories Michael Howard.

Il governo laburista ha annunciato un piano da 220 milioni di euro per aiutare i dipendenti licenziati, gli oltre 15.000 lavoratori dell'indotto e i fornitori non pagati.

Le ultime auto lasciano lo stabilimento. La storia della Rover, durata oltre un secolo, è finita.

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Sabato, 16 Aprile, 2005

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Italia: il premier Berlusconi non esclude elezioni anticipate

Se l'Udc non rientra si va a elezioni anticipate. Così il premier italiano Silvio Berlusconi, dopo l'uscita dal governo annunciata dal partito centrista di Marco Follini.

Insieme al Nuovo Psi, l'Udc ha consumato lo strappo ieri mattina, assicurando all'esecutivo comunque l'appoggio esterno.

La decisione, anche se con qualche iniziale distinguo, è stata unanime ed è giunta all'indomani delle elezioni amministrative che hanno sancito la sconfitta dei partiti della coalizione governativa.

Follini chiede un rimpasto di governo e un nuovo programma per finire la legislatura.

Berlusconi in serata ha dichiarato di essere convinto che l'Udc reintegrerà il governo, accetando di sottoscrivere il patto politico elaborato all'indomani della amministrative di aprile, per portare a termine i cinque anni di legislatura e che lo stesso Follini inizialmente aveva accettato per poi cambiare idea.

"Non c'è nessun motivo per rifiutare l'intesa", ha concluso Berlusconi.

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Venerdi, 15 Aprile, 2005

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Incendio in hotel a Parigi. Bilancio provvisorio: 20 morti di cui 10 bambini

Sale a venti il bilancio delle vittime dell'incedio divampato questa notte in un albergo nel centro di Parigi. L'hotel "Paris Opera", nel nono arrondissement, a poca distanza dalle Gallerie Lafayette, è andato completamente distrutto. Una sessantina i feriti, undici gravi. La maggior parte delle vittime sono rimaste intrappolate fra il quarto e il sesto piano. Accertata la morte di dieci bambini.

Il comandante dei Vigili del Fuoco, Christophe Varenne, ha sottolineato che il bilancio resta provvisorio: i piani alti dell'edificio sono a rischio crollo. La presenza di un'unica uscita ha trasformato la scala in un'autentica canna fumaria.

L'hotel era impiegato dai servizi sociali del comune di Parigi come alloggio provvisorio per cittadini indigenti, fra cui molti immigrati: tra le vittime vi sarebbero senegalesi, ivoriani, tunisini. Per domare l'incendio - il più grave per la capitale negli ultimi vent'anni - sono stati impiegati 250 pompieri. La polizia scientifica sta cercando di determinare le cause dell'incendio: per ora si pensa ad un tragico incidente.

Il presidente francese Jacques Chirac ha espresso il proprio sgomento per quello che ha definito uno dei più dolorosi eventi che abbiano toccato Parigi.

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Scoppia la crisi nel governo Berlusconi

L'Udc si ritira dalla coalizione, altrettanto fa il nuovo Psi. La direzione nazionale dell'Udc ha approvato la proposta del segretario Marco Follini, siglando un documento con cui formalizza il ritiro della delegazione al governo, ovvero tre ministri, un vice-ministro e cinque sottosegretari. L'Udc vuole un nuovo esecutivo con un nuovo programma e nuovi ministri sempre sotto la guida di Berlusconi. Una sorta di crisi pilotata per uscire dall'impasse seguito al flop delle regionali.

Berlusconi ha incontrato stamane il vice-premier Gianfranco Fini ed i ministri della Lega Roberto Calderoli e Roberto Maroni. Prima della decisione dell'Udc, Berlusconi aveva già dichiarato di non essere spaventato da una possibile crisi di governo e di essere deciso a continuare anche senza i centristi dentro la squadra. C'è comunque attesa sulla linea che indente intraprendere il Quirinale e su quella di Berlusconi, intenzionato a evitare l'apertura di una crisi formale, quindi un insidioso passaggio parlamentare e ancor piú, a elezioni anticipate.

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Giovedi, 14 Aprile, 2005

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N. I.Ennesima giornata di violenza a Bagdad

Due attentati kamikaze hanno provocato la morte di almeno di 11 persone, in gran parte poliziotti iracheni e feriti altri 28. Il bilancio sembra ancora provvisorio. Una delle autobombe è esplosa nella zona verde vicino a un edificio del ministero dell'interno al passaggio di un convoglio di 8 veicoli della polizia irachena. Il secondo attentato avrebbe preso di mira un raduno di tribu Shi'ite dell'Irak meridionale che celebravano la designazione del capo del partito Dawa, Ibrahim Jaafari, a primo ministro iracheno.

Secondo alcuni testimoni la polizia ha intercettato un terzo veicolo imbottito d'esplosivo. Attentato suicida anche a Tikrit. Otto civili iracheni sono stati feriti giovedi' mattina per l'esplosione di un camion cisterna anch'esso imbottito d'esplosivo.Il camion ha cercato di forzare il passaggio verso una delle ville della famiglia di Saddam in cui alloggiano attualmente alcuni battaglioni dell'esercito americano.

La zona, antico feudo dell'ex-rais, è stata completamente circondata dalle forze armate Usa.

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Diminuisce l'emergenza del virus letale spedito per errore dagli Usa

I laboratori di tutto il mondo stanno distruggendo i kit ad alto rischio uno dopo l'altro. Finché anche l'ultimo campione non sarà stato localizzato ed eliminato, ci sarà comunque la possibilità, dicono gli esperti, che il virus riporti nel presente la micidiale influenza asiatica che nel '57-58 uccise 4 milioni di persone. I quasi 4 mila laboratori che hanno ricevuto il "pacco bomba" sono sparsi in tutti i continenti. L'Organizazzione Mondiale della Sanità, che ieri ha lanciato l'allarme, auspica che entro domani tutti certifichino la distruzione dei kit, ma finora pochi paesi lo hanno fatto, tra questi il Messico.

"Abbiamo seguito le procedure per l'eliminazione di questo tipo di materiale -dice il portavoce del ministero della sanità messicano- possiamo confermare che il Messico non è piú a rischio".

Gli Stati Uniti hanno inviato nei kit di autovalutazione dei laboratori il virus H2N2, scomparso da 40 anni e contro il quale oggi non esiste vaccino

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Mideast. Libano, più grave la crisi politica: Karami rinuncia a fare il governo

La crisi politica in Libano si fa ancora più grave, due mesi dopo l'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri. Proprio nel giorno che segna il trentennale dell'inizio della sanguinosa guerra civile, il primo ministro dimissionario, Omar Karami, ha rinunciato a formare un nuovo governo, incarico che gli era stato conferito dal presidente della Repubblica Emile Lahoud.Conseguenza della rinuncia, l'allontanarsi delle elezioni politiche, previste entro il 31 maggio, elezioni richieste a gran voce dall'opposizione libanese e dalla comunità internazionale.La rinuncia del filo-siriano Karami, comunicata in una conferenza stampa, ha suscitato reazioni in diversi governi stranieri: il presidente francese Jacques Chirac ha ribadito che la soluzione della crisi libanese passa per elezioni pienamente democratiche; il segretario di Stato americano Condoleeza Rice ha messo in guardia contro un rinvio della consultazione elettorale.Il presidente della Repubblica inizierà domani una serie di consultazioni con le forze politiche per conferire l'incarico a un altro primo ministro.

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Mercoledi, 13 Aprile, 2005

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Germania: finito l'incubo, liberate le bimbe prese in ostaggio da iraniano

È finito l'incubo a Ennepetal, nel nord reno Vestafalia. Reparti speciali della polizia tedesca hanno liberato le quattro bambine prese in ostaggio da un uomo di nazionalità iraniana.

Erano circa le 13 di oggi quando l'uomo salito su un autobus, ha tirato fuori un coltello da cucina e ha minacciato l'autista chiedendo di fermare il mezzo.

Prendendo con sè quattro ragazzine, si è quindi barricato nello scantinato di un'abitazione lì vicina.

Circondata e isolata la zona, le trattative tra polizia e sequestratore sono andate avanti per ore, prima di passare all'azione.

All'origine del gesto, motivi familiari. L'uomo, sulla cinquantina, che ha presentato domanda di asilo in Germania, con il sequestro avrebbe voluto ottenere l'autorizzazione per far arrivare nel paese i suoi figli.

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La Commissione UE lancia l'allarme: Italia, deficit eccessivo.

La Commissione europea avvierà una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia. Lo ha annunciato il Commissario UE agli Affari Monetari Joaquin Almunia. Ma Roma esclude nuove misure per ridurre il deficit di quest'anno, dice il ministro dell'economia Domenico Siniscalco che, dal Lussemburgo, dove partecipa a un vertice con i ministri delle finanze dell'unione, ha sdrammatizzato l'avvio della procedura.

La Commissione ha l'obbligo di agire ogni qual volta si registri un deficit superiore al 3% del PIL fissato dal patto di stabilità. Il governo italiano ha presentato il 3% per il 2004, ma secondo le previsioni della commissione potrebbe essere piu' alto. L' avvio della procedura di sorveglianza dei bilanci, deve essere approvata dal Collegio e sottoposta all' approvazione dell' Ecofin che ha l' ultima parola: Almunia resterà vigilante anche su Germania, Portogallo e Francia.

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Iraq: visita a sorpresa di Rumsfeld

Visita a sorpresa in Iraq del segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld. Incontrando il presidente Jalal Talabani e il premier Ibrahim Jaafari, Rumsfeld ha messo in guardia dalla tentazione di procedere a epurazioni contro gli ex baathisti ancora presenti nell'amministrazione. La vendetta politica, ha detto l'inviato di Washington, potrebbe rinforzare la guerriglia.

Nella conferenza stampa congiunta, Talabani si è improvvisato traduttore: "Il giornalista mi domanda dell'occupazione. Gli ho risposto che ospitiamo forze straniere, ma che non si tratta di un'occupazione. Noi cerchiamo di avere i migliori rapporti con gli Stati Uniti".

Rumsfeld ha ovviamente annuito, redarguendo poi il giornalista, colpevole, a suo avviso, di essere poco accurato nella scelta delle parole.

Incontrando poi alcune centinaia di soldati americani a Camp Liberty, Rumsfeld ha riconosciuto che gli Stati Uniti non pensano ancora a come uscire dall'Iraq: "Non abbiamo una strategia d'uscita. Abbiamo è una strategia di vittoria. La ragione per cui siamo qui non è che il popolo americano o il governo americano voglia il paese o il petrolio di qualcun altro. Non è questo che cerchiamo".

Ma l'amministrazione americana urge per un rapido ritorno alla normalità proprio perché ha fretta di ridurre gli effettivi. Per questo Washington si oppone a ogni rinvio nella tabella di marcia delle nuove istituzioni irachene.

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La polonia ritira il suo contingente dall'Iraq entro il 2005

Il governo polacco ritirerà entro la fine dell'anno le truppe impegnate in Iraq.

A annunciarlo il ministro della Difesa di Varsavia:

"Il governo ritiene che il contributo polacco alla missione di stabilizzazione in Iraq possa terminare entro l'anno. È una stima fatta sia in base alla situazione in Iraq sia in base alle nostre risorse finanziarie e militari".

Varsavia già un mese fa aveva annunciato una riduzione da 2500 a 1700 uomini del suo contingente entro luglio. Dal settembre 2003, la Polonia assicura il controllo della zona centro sud dell'Iraq. La divisione conta 7000 uomini, oltre ai militari polacchi, vi sono soldati di diversi paesi tra cui Ucraina e Bulgaria.

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Shalom dice a Mubarak: Ritirare il processo di pace da mani terroriste

"Ritirare il processo di pace da mani terroriste". Lo ha chiesto il ministro degli esteri israeliano Silvan Shalom durante l'incontro con il presidente egiziano Hosni Mubarak, il capo della diplomazia egiziana Abul Gheit ed il capo dei servizi segreti, Omar Suleiman. Quest'ultimo sovrintende, per la presidenza egiziana, il dossier israelo-palestinese.

Israele infatti vuole che l'Egitto - primo paese arabo con cui ha firmato un accordo di pace nel '79 - garantisca, dopo il ritiro israeliano, uno stretto controllo lungo il confine con la striscia di Gaza per bloccare l'infiltrazione di armi attraverso il cosiddetto "corridoio Filadelfia", terra di nessuno attualmente sotto controllo israeliano.

Shalom ha anche trasmesso a Mubarak informazioni sull'incontro di ieri tra il premier israeliano Sharon e il presidente Usa Bush.

Da parte palestiense le rezioni non si fanno attendere: Saeb Erekat sottolinea soprattutto la speranza che Sharon ascolti l'invito di Bush a rispettare la road map e quindi a cessare la colonizzazioen israeliana in Cisgiordania.

Nonostante la richiesta americana di non insistere nell'espansione delle colonie, gli insediamenti continuano a crescere. 3500 nuove case sono in progetto nella colonia di Maale Adumim, in Cisgiordania.

Se sul piano internazionale nessuno critica il piano di Sharon sul ritiro unilaterale da Gaza all'interno di Israele i contrasti sono vivissimi. E ancora oggi i coloni per protesta hanno cercato di chiudere circa 200 scuole nell'area di Tel Aviv.

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Monaco, dopo i funerali di Ranieri una sepoltura con pochi intimi

Sepoltura intima per Ranieri di Monaco. Una cerimonia per i famigliari stretti dopo i funerali solenni di venerdì a mezzogiorno. Così hanno deciso i figli del principe scomparso mercoledì scorso, e la cui salma resterà esposta fino a domani nella cappella di San Giovanni Battista, nel palazzo monegasco.Dopo l'omaggio reso da oltre 4 mila abitanti del Principato nella giornata di domenica, ieri sono stati i rappresentanti del corpo diplomatico e consolare ad inchinarsi davanti al sovrano defunto. Mentre tra oggi e domani potranno offrire l'ultimo saluto al principe scomparso coloro che lavorano, ma non risiedono nel principato.Per i funerali solenni nella cattedrale di Monaco è prevista la partecipazione di una cinquantina di delegazioni internazionali. Ancora nessuna conferma sulle presenze assicurate, a parte quella del presidente francese Jacques Chirac.A cerimonia conclusa, in serata o forse nella mattinata di sabato, Ranieri III sarà sepolto nella cripta di famiglia accanto alla sua amata Grace, la principessa scomparsa nel 1982 per un incidente stradale.Ingenti misure di sicurezza sono già state attivate per garantire il tranquillo svolgimento delle esequie a cui parteciperanno capi di Stato e teste coronate.Migliorano intanto le condizioni di salute del principe Ernst August di Hannover, marito di Carolina di Monaco, ricoverato in ospedale da martedì scorso per una pancreatite acuta. Ernst è il terzo marito della principessa, rimasta vedova nel 1990 di Stefano Casiraghi, morto in un incidente durante una gara di motonautica.

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Martedi, 12 Aprile, 2005

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Sharon incontra Bush. In agenda i ritiro da Gaza

È la decima visita negli Stati Uniti di Ariel Sharon dal 2001, quando è diventato premier israeliano. Al centro dell'incontro di oggi con il presidente Bush, ancora il piano di ritiro da Gaza.

Piano che ha il pieno sostegno del presidente americano, che di fronte a Sharon, ribadirà tale supporto, sottolinenado ancora la necessità di mettere fine all'espansione delle colonie.

Un avviso che arriva oggi, di fronte al progetto di costruzione di 3500 abitazioni nello stretto corridoio tra la Cisgiordania e Gerusalemme, progetto che dividerebbe la Cisgiordania, nucleo essenziale del futuro stato di Palestina.

La vigilia dell'incontro tra Sharon e Bush, incontro che si tiene in Texas, nel ranch del presidente, è stata preceduta da incidenti e disordini in Medio Oriente. Il lancio di colpi di mortaio contro un insediamento a Gaza in risposta all'uccisione di tre palestinesi a Rafah, ieri, è stata rivendicata dal Fronte Popolare per la liberazione della Palestina.

La manifestazione indetta invece, sempre per ieri, dagli ultraortodossi sulla spianata delle moschee ha raccolto qualche centinaio di attivisti, facendo registrare incidenti di poco rilievo.

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Kyrghyzstan: finita la crisi istituzionale, presidenziali in luglio

Risolta la crisi istituzionale in Kyrghyzstan. Il parlamento stamattina ha accettato le dimissioni del presidente Askar Akaiev e ha indetto per il 10 luglio le elezioni per scegliere il nuovo capo di Stato.

Dopo una settimana di trattative, l'assemblea parlamentare ha concesso ad Akaiev la piena immunità giudiziaria, a patto che non faccia più politica attiva.

La poltrona lasciata vacante da Akaiev interessa i due maggiori leader della "rivoluzione dei tulipani": il presidente ad interim Kurmanbek Bakiev e l'ex-vicepresidente Feliks Kulov, prosciolto oggi dalle pesanti accuse di corruzione. Accuse che l'avevano relegato in carcere negli ultimi anni.

La Corte Suprema ha avallato l'assoluzione, ritenendo che fosse stato incarcerato per ragioni politiche con false accuse.

Con il sì del parlamento alle dimissioni di Akaiev si chiude la crisi istituzionale dell'ex repubblica sovietica, crisi che ha finora impedito alle opposizioni di governare con piena legittimità.

Dopo essere stato per quasi quindici anni alla guida del paese, Akaiev è stato defenestrato con l'insurrezione iniziata 18 giorni fa.

Rifugiatosi a Mosca ha raggiunto un accordo con una delegazione parlamentare in base al quale ha firmato le dimissioni in cambio di una serie di garanzie.

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Lunedi, 11 Aprile, 2005

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Settimana cruciale per il governo: l'UDC chiede elezioni anticipate, AN un rimpasto ministeriale

Elezioni anticipate, o anche solo rimpasto ministeriale: gli alleati di Silvio Berlusconi tornano all'attacco dopo la cocente sconfitta alle regionali del 3 e 4 aprile scorsi. Se Follini dell'UDC ha chiesto senza mezzi termini il voto anticipato, Alleanza Nazionale punta a un rimpasto.

Alla sede della Margherita l'opposizione rincara. Francesco Rutelli parla di un programma già pronto per far ripartire l'economia e avviare riforme sociali.

A metà settimana la maggioranza si riunisce per fare il punto. Oggi vertice a Milano della Lega e domani a Roma dell'UDC.

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Domenica, 10 Aprile, 2005

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Mideast. Medioriente: tregua a rischio

Sale la tensione a Gerusalemme dove per oggi un gruppo di ebrei ortodossi è deciso a manifestare sulla Spianata delle Moschee, lo spiazzo sacro ai mussulmani, e che in parte poggia sul Muro del Pianto, luogo invece sacro agli ebrei. Lo scopo è di boicottare la decisione ormai definitiva del governo israeliano di smobilitare le colonie nella Striscia di Gaza.

Da venerdi' i gruppi militanti palestinesi hanno portato in piazza migliaia di manifestanti per protestare contro l'eventuale invasione della Spianata da parte degli ortodossi. "Se accadesse sarebbe come dichiarare guerra. La tregua concordata cogli israeliani verrebbe automaticamente annullata", hanno minacciato. Molte le donne tra i manifestanti. Si sono appellate ai paesi arabi perché garantiscano la tutela del terzo luogo piu' sacro dell'Islam.

Le armi sono pero' tornate a farsi sentire a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, al confine con l'Egitto. Qui tre adolescenti palestinesi sono stati uccisi dai tiri dell'esercito israeliano. La versione dei militari contrasta con quella dei testimoni. Tsahal avrebbe dato l'altolà, ignorato dai ragazzini. Fonti palestinesi dicono invece che cinque giovani stavano semplicemente giocando a pallone in una zona non autorizzata.

Dopo l'incidente tiri d'obice sono stati sparati contro alcune colonie israeliane nel sud di Gaza. Non vi sono state vittime.

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IRAQ. Milioni in piazza a Baghdad

Mentre continua la manifestizione a Bagdhad per il secondo anniversario della caduta di Saddam Hussein si aggrava ulterioremente il bilancio di oggi delle vittime della violenza. 27 sono gli iracheni uccisi, di cui 15 soldati dell'esercito.Sulla piazza del Paradiso decine di migliaia di persone si sono riunite da questa mattina chiedendo il ritiro delle forze americane e un rapido processo per l'ex-rais e i suoi collaboratori.Il raduno si è tenuto su iniziativa del movimento del leader radicale sciita Moqtada Al Sadr e del comitato degli ulema sunniti.

Gli attentati di oggi si sono concentrati a Latifiya e a Baquba. Mentre a sud di Baghdad stamattina ha perso la vita uno stretto collaborato di Al Sadr, mentre stava raggiungendo la capitale irachena per la manifestazione. Ieri la stessa sorte era toccata ad altri tre religiosi sciiti. Nell'agguato di Latifiyai 15 militari caduti nell'agguato non sono stati investiti da una bomba ma da un gruppo di ribelli che avrebbero fermato il convoglio e ucciso i militari in una sparatoria.

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Dopo un'attesa di piu' di 30 anni Carlo e Camilla hanno detto si'

Se non altro è andato tutto liscio. Il sospiratissimo matrimonio tra Carlo d'Inghilterra e la vecchia fiamma Camilla Parker Bowles è stato un successo. Cerimonia con rito civile nel modesto comune di Windsor con una trentina d'invitati, quindi benedizione nella cappella di San Giorgio.

Tutti hanno lodato le mises della duchessa di Cornovaglia - questo il titolo di Camilla in attesa di diventare un giorno regina, o principessa consorte, la prestanza dei figli di Carlo, lo humour appena un po' sfrontato della Regina, che al ricevimento ha comunicato agli astanti di avere due annunci da fare: primo il vincitore di una prestigiosa corsa ippica appena conclusasi, poi gli auguri al figlio.

Festosa la folla che ha salutato la coppia reale: circa ventimila persone, niente rispetto ai seicentomila che nel 1981 fecero carte false per veder passare la carrozza con la virginale Diana.

L'ormai riabilitata Camilla, francamente simpatica sia dall'inizio nella sua nuova veste, avrà di certo altri numeri per farsi amare dai britannici che sui giornali di stamane hanno pero' subito detto la loro: promossa a pieni voti lei, appena sufficiente lui; anzi, tre sudditi contro uno preferirebbero un giorno vedere sul trono William, il figlio di Diana.

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Sabato, 9 Aprile, 2005

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Carlo e Camilla coronano oggi il loro sogno d'amore

Ha aspettato più di trent'anni: oggi, finalmente, il principe Carlo impalma la sua Camilla. Sono nozze a dir poco controverse, funestate sino all'ultimo, con il rinvio di 24 ore per i funerali del Papa, ma precedute da scandali, polemiche sul luogo dell'agognato si', l'assenza della Regina, il brutto tempo previsto: insoma un matrimonio jellato.

I due attempati innamorati sono comunque rotti a tutte le avversità: due matrimoni, entrambi finiti male, la scomoda presenza di Diana, prima e dopo la sua scomparsa, l'ostilità di Elisabetta e dei sudditi. Oggi si sposano civilmente, poi la benedizione al castello di Windson impartita dall'arcivescovo di Canterbury. Carlo chiederà "perdono per i suoi molteplici peccati", cosi recita la formula scelta dagli sposi, e giurerà fedeltà alla sua amata di sempre.

Tra i sudditi l'idea del matrimonio è ormai accettata. "Sono contento per il principe Carlo, dice un uomo. E anche per Camilla. Spero siano felici. Lui farà di lei una donna onesta, non potevano continuare cosi'."

Meno del 10% dei britannici è pero' favorevole all'idea di Camilla regina. "E' ancora una questione delicata, dice una donna, non credo mi piacerebbe, ma auguro loro tanta felicità."

Al ricevimento saranno presenti circa 800 invitati. Ma nessuna follia: entro le 18.00 tutti a casa. Il viaggio di nozze nella rassicurante Scozia.

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Mideast. Medioriente: a rischio il cessate il fuoco firmato dei gruppi armati palestinesi

La tregua salterà se gli ebrei manifesteranno sulla Spianata delle Moschee, a Gerusalemme. L'hanno gridato in 40mila ieri per le strade di Gaza, militanti appartenenti a diversi gruppi armati che il mese scorso si sono impegnati a rispettare il cessate il fuoco concordato tra il presidente palestinese Abbas e il premier israeliano Sharon.

Un portavoce delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa ha confermato che la presenza di ebrei ortodossi nei pressi del terzo luogo più sacro all'Islam scatenerà la reazione militare dei palestinesi.

Il movimento di estrema destra che ha scelto il sito, che in parte poggia sul Muro del Pianto, punta a boicottare il ritiro dalla Striscia di Gaza, deciso dal governo israeliano.

"La polizia, dice il capo del movimento ortodosso ebraico Revava, ci impedisce di pregare nel luogo più sacro al nostro popolo."

Già mercoledì la polizia israeliana aveva annunciato il divieto ai non mussulmani di accedere alla Spianata delle Moschee. Se ieri i fedeli dell'Islam hanno potuto recarsi regolarmente alla moschea per oggi si temono disordini.

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Venerdi, 8 Aprile, 2005

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L'ultimo trionfo di Giovanni Paolo II. Celebrati i funerali del pontefice

A Piazza San Pietro sono stati celebrati i funerali più imponenti della storia. Nell'area vaticana circa 30 mila persone hanno reso omaggio al pontefice, Ma sono decine di milioni quelli che hanno seguito le esequie in Televisione.

La bara, semplice, di legno di cipresso, è stata adagiata sul sagrato della basilica. Poi i cardinali vi hanno posato sopra un vangelo aperto.

Una cerimonia solenne che è stata seguita con entusiasmo dalla folla che ha applaudito più volte. Tra una preghiera e l'altra i fedeli hanno invocato la santificazione immediata del pontefice e hanno scandito in coro il suo nome:"Giovanni Paolo".

Nella piazza si sono riunite personalità provenienti dal mondo intero. Fianco a fianco il presidente degli Stati Uniti George Bush e quello francese Jacques Chirac. Ma anche i presidenti di Paesi a maggioranza musulmana come l'iraniano Khatami e il siriano Assad.

L'omelia è stata recitata dal decano del colleggio Cardinalizio, Joseph Ratzinger, che dopo aver ricordato i momenti di svolta nella vita di Karol Wojtyla si è rivolto direttamemte a Giovanni Paolo II.

"Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice - ha recitato Ratzinger -. Sì, ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara anima alla madre di Dio, tua madre, che ti ha guidato ogni giorno e ti guiderà adesso alla gloria eterna del suo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore".

Il carattere universale della cerimonia è stato rispettato al momento dell'offerta dei doni. All'altare si sono avvicinati in abiti tradizionali polacchi, keniani, messicani, coreani, italiani e francesi.

Molti hanno tenuto ferma in alto la bandiera con i colori della Polonia mentre altri hanno acceso fiaccole e torce.

La commozione è stata forte proprio tra la folta comunità polacca presente in piazza. Tantissimi al termine della cerimonia, prima della tumulazione, hanno pianto a lungo continuando però ad applaudire.

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In Piazza San Pietro uno accanto all'altro i rappresentanti di Stati nemici

Il grande Satana accanto all'asse del male. Il funerale del Papa ha fatto incontrare i rappresentanti di paesi dichiaratamente nemici. A poche file di distanza, sul sagrato di San Pietro, hanno assistito alle esequie il presidente iraniano Mohammad Khatami e il presidente americano George Bush. Stati Uniti e Iran non hanno relazioni diplomatiche dalla rivoluzione islamica del 1979.

"Forse partecipare a questa cerimonia - ha affermato Khatami - ci aiuterà a costruire un futuro di pace e non di guerra e di odio".

Un messaggio rivolto in particolare a George Bush che ha partecipato ai funerali in compagnia della moglie, Laura.

Della delegazione americana fanno parte anche il segretario di stato, Condoleeza Rice e due ex presidenti, Bill Clinton e George Bush padre.

Le eseguie del Pontefice hanno riavvicinato, anche se solo per qualche ora, Siria e Israele. Hanno preso parte al rito funebre il presidente siriano Bachar al-Assad, giunto in Vaticano con la moglie Asma e il vicepremier e ministro degli esteri israeliano Sylvan Shalom. In rappresentanza dello Stato ebraico anche il presidente israeliano Moshe Katzav.

La Cina, invece, che non ha relazioni diplomatiche con la Santa Sede, non ha inviato alcun rappresentante. Presente alle esequie, invece, il presidente di Taiwan, Chen Shui Bian.

La diplomazia vaticana ha scelto con cura la collocazione dei leader mondiali sul sagrato di San Pietro evitando contatti imbarazzanti.

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Il mondo intero ha assistito ai funerali di Giovanni Paolo II

Qui nelle Filippine, migliaia di fedeli hanno seguito su schermi giganti il rito funebre. Il paese è il piu' importante stato asiatico a maggioranza cattolica. Nella capitale si è tenuta una processione guidata da una papamobile utilizzata da Giovanni Paolo II durante al sua visita nel '95.

Cerimonie piu' sobrie a Mosca. I cattolici russi si sono riouniti nelle chiese della capitale per seguire sugli schermi la cerimonia funebre di San Pietro.Notte di veglia nella basilica di Guadalupe, in Messico, dove piu' di 30 mila fedeli hanno assistito alla messa speciale celebrata per dare l'ultimo addio al pontefice nella basilica che Karol Woitila ha visitato in quattro dei cinque viaggi che fece in Messico.Un fiume di messicani ha percorso 20 km a piedi dalla Nunziatura Apostolica al Santuario della madonna di Guadalupe per unirsi ai fedeli di tutto il mondo in preghiera.

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Montecarlo: in rianimazione il marito di Carolina

Il principe Ernst August di Hannover, marito di Carolina di Monaco, è in rianimazione nell'ospedale Principessa Grace di Montecarlo. Lo ha precisato una fonte del Principato, smentendo che il principe sia in coma. La notizia ha sconvolto il piccolo stato già duramente provato dalla morte, mercoledì scorso di Ranieri III, i cui funerali sono previsti per venerdì prossimo, 15 aprile.

Carolina ed Ernst August sono sposati dal 23 gennaio del 1999. Dal loro matrimonio è nata una figlia, Alessandra, di 5 anni.

Il principe di Hannover, 51 anni, ricoverato da lunedì per una pancreatite acuta, è stato trasferito oggi nel reparto di rianimazione della clinica intitolata alla moglie di Ranieri III.

Nel giugno 2000 il Principe aveva subito un altro ricovero dopo essere stato colto da malore durante una visita in Germania.

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Una turista francese uccisa nell'attentato kamikaze del Cairo

È stato rivisto al ribasso il numero delle vittime nell'attentato al Cairo di ieri pomeriggio: sono morti una turista francese e l'attentatore, un egiziano. 16 i feriti - tra loro quattro americani e tre francesi.

L'attentato nel centro storico della capitale egiziana, in un souk frequentato da turisti, in prossimità della moschea di Al Azhar.

L'ordigno fatto esplodere dall'attentatore era di fattura artigianale, costituito da polvere da sparo e chiodi.

Sinora nessuna organizzazione ha rivendicato l'attentato, anche se recentemente diverse azioni del genere sono state compiute con l'obiettivo di colpire turisti stranieri, e il turismo rappresenta uno dei settori portanti dell'economia egiziana.

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Mercoledi, 7 Aprile, 2005

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Berlusconi possibilista sul voto anticipato, ma "meglio concludere la legislatura"

"Meglio concludere la legislatura": così la pensa Silvio Berlusconi, dopo la sconfitta elettorale alle regionali del 3 e 4 aprile scorsi. Il presidente del Consiglio è deciso a scongiurare crisi di governo e elezioni anticipate, insistendo sulla necessità di concludere il programma del governo in materia di economia e sviluppo del Mezzogiorno.

"Fantasiose" ha poi definito il leader di Forza Italia le voci di dimissioni di Gianfranco Fini circolate nel pomeriggio, ma si dice aperto a una verifica con gli alleati, leader dell'UDC compreso, su eventuali elezioni a ottobre.

Umberto Bossi, principale alleato di Berlusconi, si è detto contrario per principio al voto anticipato.

Quanto a un rimpasto di governo, come richiesto più volte dagli alleati della coalizione di centro-destra, il premier pare disposto a cedere.

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IRAQ. Ha giurato il presidente curdo dell'Iraq. L'ira di Saddam Hussein

Jalal Talabani ha prestato giuramento, diventando il primo presidente non arabo di una nazione araba.

Settantunenne, curdo, Talabani rappresenterà l'Iraq ma il suo ruolo, secondo la costituzione, sarà essenzialmente cerimoniale - essendo il potere esecutivo appannaggio del governo.

Secondo il ministro iracheno per i diritti umani Bakhtiar Amin, anche Saddam Hussein, dal carcere, ha potuto seguire in televisione la cerimonia di giuramento. Il deposto leader, stando al ministro, ha mostrato insofferenza per la nomina dell'acerrimo nemico.

Primo ministro è stato invece invece nominato lo sciita Ibrahim Jaafari. Il premier, designato dal presidente Talabani d'accordo con i suoi due vice, avrà due settimane di tempo per scegliere i ministri, ma secondo gli analisti ci metterà molto meno.

I negoziati per arrivare a un accordo complessivo sui vertici dello stato sono durati oltre due mesi.

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Mercoledi, 6 Aprile, 2005

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Papa: migliaia di fedeli per tutta la notte in Piazza San Pietro

E' stata una lunga notte, passata vicino al Santo padre, per le migliaia e migliaia di persone accorse a San Pietro per l'ultimo saluto a Giovanni Paolo II.Gli uomini della sicurezza del Vaticano hanno aperto l'accesso ai fedeli nella Basilica alle 19,30, un'ora e mezzo prima rispetto l'orario annunciato, per venire incontro alla folla che premeva da ore in Piazza San Pietro. Sono almeno 15 mila all'ora le persone che molto lentamente, ma senza fermarsi davanti al Pontefice, come richiesto dalle autorita', cercano di veder per l'ultima volta Wojtila.

L'accesso ad imbuto organizzato per entrare nella basilica ha costretto i volontari a creare due cordoni umani per tenere la folla. La Chiesa e' stata chiusa solo dalle 3 alle 5 di mattina. Ma i fedeli che da ore aspettavano, non se ne sono andati, attendono di rendere omaggio al Pontefice. In migliaia si sono adagiati in bivacchi di fortuna, in sacchi a pelo o coperte distribuite dalla Protezione Civile. La folla in questi giorni crescera´. Ai funerali, previsti per venerdi' sono attese due milioni e mezzo di persone.

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Martedi, 5 Aprile, 2005

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Italia: stravince il centrosinistra nelle elezioni regionali

E' una vittoria schiacciante e in parte inaspettata, almeno non in queste proporzioni, quella dell'Unione nelle elezioni regionali. Una sorpresa che ha visto l'affermazione della coalizione di Prodi in undici regioni su tredici.La Casa delle Liberta´esce travolta da questa consultazione. Lo stesso presidente uscente della regione Lazio, Francesco Storace, ha parlato di ecatombe.

Ma il presidente del Consiglio Berlusconi ha pero' gia' annunciato che non si dimettera'Nel 2000, nelle scorse elezioni regionali, il centrodestra aveva segnato una netta affermazione. In questa tornata elettorale, invece il dato e`ribaltato. Si votava in tredici regioni su venti. Di queste 13 alla coalizione di Silvio Berlusconi restano solo Lombardia e Veneto. Il centrosinistra tiene le sue regioni e ne strappa sei al Polo. Nel conteggio manca ancora la Basilicata che si esprimera´ nelle elezioni del 17 e 18 aprile.

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Lunedi, 4 Aprile, 2005

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Attesi 2 milioni di fedeli ai funerali del Papa

Solo per la messa di requiem erano in 130mila stamane in Piazza San Pietro, italiani, in maggioranza, ma anche tanti stranieri, molti turisti, presenti tutto l'anno nella Città Eterna, e molti già arrivati in pellegrinaggio per i funerali del Pontefice: le autorità calcolano che sino a due milioni di persone potrebbero partecipare alle esequie del Papa.

La città dunque si prepara: rafforzati i mezzi di trasporto, allestite aree di parcheggio e nuovi alloggi, e nella zona nei pressi di San Pietro creazione di una struttura di pronto soccorso per far fronte a eventuali emergenze.

Migliaia i religiosi già in Vaticano, come questa suora americana, che dice: "Sono certa che Giovanni Paolo II continuerà a lavorare per la Chiesa là dove si trova. E' una consolazione, anche se è triste. Ci mancherà molto."

Il lutto per la morte del Pontefice non ha fermato l'industria che ruota attorno al turismo e al merchandising religioso: se i libri del papa vanno a ruba, nelle librerie come su Internet, i negozi del Vaticano venditori di souvenir fanno, da ieri sera, affari d'oro.

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Seconda e ultima giornata delle elezioni regionali italiane

Si conclude oggi alle quindici la seconda giornata e ultima delle elezioni regionali in Italia. Domenica alla chiusura dei seggi aveva votato il 55.2% degli elettori. Alle Regionali del duemila, quando però lo scrutinio si svolse in un solo giorno, votò più del 73% degli aventi diritto.

Per quel che riguarda le consultazioni provinciali e comunali la partecipazione è stata rispettivamente del 57.3% e 61%.

L'appuntamento con le urne, considerato un importante test in vista delle Politiche 2006, coinvolge quaranta milioni di elettori. La Basilicata, diretta da una giunta di centrosinistra, ha rinviato di due settimane la consultazione. Delle altre tredici regioni in cui si vota otto sono controllate dal centrodestra, le altre dall'opposizione.

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, accompagnato dalla moglie Franca, ha votato domenica mattina a Roma, prima di recarsi alla messa in omaggio di Giovanni Paolo secondo.Secondo gli analisti il clima di lutto per la morte del Papa potrebbe pesare sulla partecipazione alle elezioni.

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Lunedi, 3 Aprile, 2005

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Le spoglie di Giovanni Paolo II sono esposte in San Pietro

Le spoglie di Giovanni Paolo II ricomposte nella Sala Clementina sono state offerte agli occhi del mondo, mentre i membri della Curia, il corpo diplomatico accreditato in Vaticano e le piu' alte autorità italiane rendevano omaggio alla salma. Oggi pomeriggio, verosimilmente alle diciassette, dovrebbe avvenire la traslazione in San Pietro, per l'ultimo saluto dei fedeli.

Ma oggi è una giornata importante anche perché i cardinali si riuniscono per la prima congregazione generale. L'assemblea deve decidere, fra l'altro, la data delle esequie del pontefice. I funerali devono avvenire fra il quarto e il sesto giorno dalla morte, quindi fra mercoledi' e venerdi. C'è attesa anche per sapere se Giovanni Paolo II abbia lasciato o meno un testamento; anche questo verrà reso noto al termine della riunione della congregazione. Giovanni Paolo II è spirato alle ventuno e trentasette di sabato.

Il certificato di decesso firmato dal suo medico personale Renato Buzzonetti, precisa che la morte del santo padre è stata causata da uno shock settico e da un'insufficienza cardiaca irreversibile. Ieri almeno centomila persone hanno presenziato alla prima messa di suffragio a San Pietro. Molti hanno passato la notte sulla piazza per essere fra i primi a vedere il Papa per l'ultima volta.

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La successione di Karol Woityla

Si dice che le previsioni sul conclave siano fatte per essere smentite. Nella storia della chiesa i conclavi con finale a sorpresa sono stati praticamente la norma e l'inaspettata elezione di Karol Woityla, nel 1978, non ha fatto eccezione. La tradizione, comunque, vuole che a un pontificato lungo e carismatico, come quello che si è appena concluso, faccia seguito uno meno caratterizzato, un pontificato di transizione, in un certo senso. Cio' fa propendere i vaticanisti a ipotizzare un Papa che abbia già una certa età e una personalità defilata, attento alle cose della curia, compito che invece Givanni Paolo II aveva quasi completamente delegato. Il ragionamento porta alla scelta di un italiano, che partirebbe con una marcia in piu' per gestire la macchina vaticana.

Uno come Dionigi Tettamanzi, cardinale dal 1998 e arcivescovo di Milano, la piu' grande diocesi del mondo. E' un riformista moderato che conterebbe molti appoggi fra i cardinali europei.

Ma c'è anche chi pensa che verranno premiate le nuove, e seguite, chiese del terzo mondo. Fra i favoriti c'è infatti anche il nigeriano Francis Arinze, che papa Woityla aveva scelto per seguire i rapporti con le altre grandi religioni.

In ogni caso, se si delineasse l'indicazione di un Papa extra europeo, la forza, anche numerica, della chiesa latinoamericana, non potrebbe essere ignorata. Molti sono i papabili originari del cono sud. Dal cardinale Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo del Brasile, all'arcivescovo di Città del Messico Norberto Rivera Carrera.

Qualunque sia l'esito del conclave, comunque, in materia dottrinale, è difficile che arrivino grandi novità. Quasi tutti i 117 cardinali che partecipano all'elezione del Papa sono infatti stati scelti da Giovanni Paolo II, un conservatore assoluto su tali temi. Nessuno si aspetta dunque un pontificato caratterizzato da scelte innovatrici e radicali quali potrebbero essere il sacerdozio femminile, il si' al controllo delle nascite o la fine del celibato dei preti.

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Sabato, 2 Aprile, 2005

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Il Papa è in fin di vita. Notte di preghiera a piazza San Pietro

Il Papa sta morendo e i fedeli non gli hanno fatto mancare il proprio sostegno nella notte più difficile. Piazza San Pietro e le vie circostanti si sono riempite di oltre 50.000 persone subito dopo l'annuncio, alle 19, che Giovanni Paolo II era in una situazione molto critica. Fino alle tre del mattino erano ancora un migliaio a guardare verso le finestre illuminate dell'appartamento papale.

Alle 21 è iniziata la celebrazione del Rosario di preghiera per il Papa. Monsignor Angelo Comastri, volendo forse preparare i fedeli al peggio, ha detto ai presenti, ma anche a milioni di persone che hanno seguito la messa in televisione, "questa sera o questa notte Cristo spalanca le porte al Santo Padre".

La preghiera di speranza, nelle ore si è trasformata in rassegnato dolore per una scomparsa che appare ormai imminente.

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Mideast. Libano. Ancora un attentato nelle aree cristiane

Ancora un attentato in Libano. Ha causato 12 feriti e danni ingenti la bomba esplosa nella serata di ieri in un centro commerciale di Broummana, villaggio a maggioranza cristiana a est di Beiruth. E' il quarto ordigno in 2 settimane.

L'obiettivo pare essere sempre la comunità cristiana, bastione dell'opposizione anti siriana. Il leader druso Walid Jumblatt ha chiamato in causa i servizi segreti libanesi, accusati di voler gettare il paese nel caos.

L'attentato si è verificato nel giorno in cui il premier filo siriano designato Omar Karami ha annunciato di voler insistere nel tentativo di formare un governo di unità nazionale, ritornando, dunque, sulla già annunciata decisione di farsi da parte.

Karami si era dimesso più di un mese fa sotto la pressione del movimento di piazza nato dopo l'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri.


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Venerdi, 1 Aprile, 2005

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Giovanni Paolo II: la fine è ormai prossima

Sta per concludersi il cammino di sofferenza di Giovanni Paolo secondo, anche se "il Papa, dice il Vaticano, resta lucido."

È sempre più grave, le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate ieri a causa di un'infezione, poi la setticemia, quindi la crisi cardio circolatoria.

Mentre la Città e il Mondo attendono, tra speranza e angoscia, il Vaticano ha smentito le voci che sia entrato in coma. Il portavoce Navarro Valls non ha però nascosto la gravità della situazione.

La voce si è spezzata anche per un diplomatico ottimista come Navarro Valls.

L'ultima apparizione del Santo Padredavanti ai fedeli in Piazza San Pietro è stata lo scorso trenta marzo, il giorno in cui è stato annunciato che per fargli riacquistare le forze emigliorarne l'alimentazione i medici gli avevano applicato un sondino nasogastrico.

Ed è questa probabilmente l'ultima immagine che ne serberanno i fedeli.

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Monaco: poche speranze per la sorte di Ranieri, che continua a essere curato

Montecarlo segue con apprensione lo stato di salute del principe Ranieri III. La speranza di un decorso favorevole della malattia resta estremamente debole, hanno detto i rappresentanti della Corona in un comunicato.L'équipe medica che ha in cura Ranieri nel centro cardio toracico di Monaco ha dichiarato che, d'accordo con i figli del sovrano, continuerà a praticare una terapia attiva contro l'infezione broncopolmonare.Da giovedì la reggenza del Principato è stata affidata al principe Alberto, che ha assunto i pieni poteri. Non è stato specificato se in forma definitiva o a termine, a seconda del decorso della malattia del padre.Il regno di Ranieri è uno dei più longevi del mondo, secondo solo a quello del re di Thailandia. Nato nel 1923, Ranieri era salito al trono all'età di 26 anni, succedendo al nonno Luigi secondo.

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Terri, anche da morta, divide l'America

"Con la morte di Terri Schiavo una battaglia è persa, ma la guerra non è finita". E' il testo di un cartello lasciato da uno dei tanti che per giorni hanno pregato e protestato contro l'eutanasia davanti alla clinica di Pinellas Park, in Florida.

La frase la dice lunga sugli strascichi che sta avendo la dolorosa vicenda della donna, in coma da 15 anni, cui per decisione legale è stata interrotta l'alimentazione, provocandone il decesso.

Intanto, continuano le schermaglie fra la famiglia d'origine di Terri e il marito, suo tutore legale. Michael Schiavo ha impedito a genitori e fratelli di assistere agli ultimi istanti di vita della loro congiunta.

E continuano le polemiche politiche. Il presidente americano George Bush ha di nuovo preso posizione: "L'essenza della civiltà è che il più forte ha il dovere di proteggere il più debole. Nel caso ci siano dubbi, la scelta deve essere sempre in favore della vita".

L'America, ancora una volta, si è mostrata divisa. Ora, il paese intero aspetta i risutati dell'autopsia. Gli esami diranno se, come dice la famiglia, la donna conservava uno stato di coscienza minimo, malgrado il coma.

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