Venerdi, 30 Aprile, 2004

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L'apertura delle danze per l'allargamento europeo spetta alla slovenia

A Kranjska Gora su un monte Forno imbiancato dalla neve, dove da domani i confini tra Slovenia, Austria e Italia resteranno segnati solo sugli atlanti di geografia, si è tenuta la prima cerimonia per l'Europa a 25.

Alla presenza del cancelliere austriaco Schussel, del premier del governo sloveno Anton Rop e del ministro italiano per gli affari regionali Enrico La Loggia, è stata salutata la nuova era comunitaria.

Malgrado i tepori primaverili non abbiano accompagnato la cerimonia, in molti non hanno voluto perdere l'occasione storica di trovarsi su un posto di frontiera che da domani non sarà più.

Procedono a ritmo accelerato gli ultimi preparativi anche a Varsavia. Ultimo giro di vite ai palchi che ospiteranno musica e discorsi, bandiere all'aria e un entusiasmo che coinvolge i più. Restano però gli euroscettici, quelli che storcono il naso e che si attendono anni di sacrifici.

Anche chi sperava di fare i bagagli e trasferirsi a ovest per cercare un lavoro ben remunerato deve rimandare, quasi tutti gli attuali stati membri dell'Unione chiudono per i prossimi sette anni le frontiere ai lavoratori che vengono dall'est.

S'arresta a metà strada invece l'ingresso di cipro. Con la bocciatura del referendum per riunificare l'isola, sabato scorso, solo la parte greca entrerà nella famiglia comunitaria.

A Nicosia fervono i preparativi, ma solo nella parte ellenica. L'ingresso a metà della capitale cipriota riorda all'Unione tutte le contraddizioni non ancora superate.

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IRAQ: i marines cominciano a ritirarsi da Falluja dopo tre settimane di assedio

Le truppe americane si ritirano da Falluja, o almeno dal sud della roccaforte sunnita.

L'accordo, non ancora definitivo, è stato raggiunto dopo tre settimane di assedio e giorni di trattative con i leader locali. Accordo che dovrebbe aprire la porta a una forza di iracheni, creata ad hoc, sotto il comando di un ex generale del deposto regime di Saddam Hussein. Starebbe a questa unità, composta da un migliaio di uomini, assicurare la sicurezza nella città.

Truppe Usa restano comunque dislocate nel nord di Falluja, sebbene fonti militari statunitensi abbiano confermato che i soldati lasceranno anche queste postazioni senza precisare i tempi.

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Attentato ad Amman? Al Qaeda smentisce

Al Qaeda smentisce con l'ennesima videocassetta di aver in previsto un attentato contro la capitale giordana Amman. A parlare sarebbe questa volta Abu Musab al Zarqawi, uno dei maggiori ricercati degli Stati Uniti: sulla sua testa pende una taglia da 10 milioni di dollari.

Nel video, trasmesso su Internet e da una televisione in lingua araba, Zarqawi dichiara che l'obiettivo dell'attacco era soltanto la sede dei servizi segreti giordani e che gli esplosivi sequestrati dalle autorità sono stati una montatura.

Lunedì Amman aveva annunciato di aver sventato un attentato chimico di grosse proporzioni che avrebbe potuto provocare fino a 80 mila morti: Zarqawi era stato indicato come la mente dell'attacco.

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ISS: missione compiuta, tre cosmonauti ritornano a casa

E' atterrata in orario e nel luogo stabilito la navicella russa Soyuz. Poco dopo le due di notte, nella steppa del Kazakhstan, la Soyuz ha riportato a casa, affaticati ma soddisfatti, tre cosmonauti dalla stazione spaziale internazionale: l'americano Michael Foale, il russo Alexandre Kaleri e l'olandese André Kuipers.

Michael Foale e Alexandre Kaleri hanno trascorso sei mesi a bordo dell'ISS, Kuipers, rappresentante dell'agenzia spaziale europea, appena di undici giorni: il 19 aprile aveva accompagnato i due nuovi ospiti della ISS.

La missione si è conclusa regolarmente. Lo scorso maggio una precedente navicella di ritorno finì a centinaia di chilometri di distanza dal punto di impatto previsto. I cosmonauti furono individuati dopo ore di ricerche.

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Giovedi, 29 Aprile, 2004

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Zapatero e Schroeder d'accordo: al piú presto costituzione UE e risoluzione Onu

Si apre un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali tra Spagna e Germania. La visita a Berlino del presidente del governo Zapatero, prima sortita presso un partner dell'Unione, è servita per sancire la volontà comune di cooperare in favore della Costituzione europea e di una risoluzione delle Nazioni Unite per l'Iraq."Avremo approfondite discussioni con i governi tedesco e francese - ha detto Zapatero - ma anche con quello americano sulla possibilità che il consiglio di sicurezza dell'Onu pronunci nuove raccomandazioni sulla situazione in Iraq".La convergenza tra il socialismo spagnolo e quello tedesco puó rappresentare una proficua novità sulla scena europea."Entrambi pensiamo - ha detto Schroeder - che sará possibile adottare la costituzione europea durante la presidenza irlandese: lavoreremo insieme verso questo obiettivo".Zapatero continuerà il suo tour europeo con una visita in Francia, dove oggi incontrerà il presidente Jacques Chirac.

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Annan avverte gli Usa: le operazioni belliche aggravano la situazione in IRAQ

Ci sono sacche di resistenza, ma Falluja sta tornando alla normalità. L'ha detto il presidente Usa George Bush.Nella città irachena a maggioranza sunnita prosegue l'azione militare degli americani lanciata martedì sera, di cui non si conosce ancora il numero dellevittime.Un'azione che è stata condannata da Kofi Annan. Il segretario generale dell'Onu ha avvertito che le operazioni belliche contro Falluja potrebbero incitare la resistenza, rendendo più difficile mettere fine all'occupazione.L'appello di Annan alla ripresa dei negoziati è stato lanciato nel giorno in cui il Comando centrale delle forze americane faceva sapere di aver ottenuto dal Pentagono, come rinforzi, carri armati e veicoli blindati. Il più alto rappresentante delle Nazioni Unite ha messo in guardia anche da un eventuale attacco alla città santa sciita di Najaf, dove si nasconde il leader radicale Moqtada al Sadr, attacco che avrebbe, ha detto Annan, "conseguenze davvero inimmaginabili".I morti tra i soldati Usa marines dall'inizio del conflitto sono ormai oltre 700. L'ultimo di cui si abbia notizia, mercoledì, in un agguato su una strada a 180 chilometri a sud-est di Bagdad, nel quale sono rimasti uccisi anche due soldati ucraini, facendo così salire a tre le perdite del contingente di Kiev.

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IRAQ. Kofi Annan difende l'Onu e se stesso dalle accuse sul programma "Oil for food"

Le accuse all'Onu nello scandalo che ha investito il programma "petrolio contro cibo" sono "oltraggiose ed esagerate".Kofi Annan ha difeso energicamente le Nazioni Unite dalle accuse di corruzione lanciate ai suoi funzionari, tra cui il responsabile del programma Benon Sevan. E Annan ha difeso anche se stesso, smentendo un presunto conflitto d'interessi: alla compagnia Cotecna, dove lavorava suo figlio, nel 1988 fu assegnato il compito di controllare le importazioni nell'ambito del programma umanitario."Non c'è niente di vero nelle accuse contro mio figlio - ha detto Kofi Annan -,era impiegato della compagnia, a 22 anni, ancor prima che io diventassi segretario generale".Le accuse di corruzione erano partite da un giornale iracheno in gennaio e sono state riprese poi dalla stampa internazionale. La settimana scorsa il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha dato il via libera all'istituzione di una commissione d'inchiesta indipendente.


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Presidenziali in Macedonia: vince il premier Crvenkosvki. Giallo sull'affluenza

In Macedonia Branko Crvenkosvki e il suo partito hanno festeggiato ben prima che la commissione elettorale centrale ne annunciasse la vittoria. Il premier socialdemocratico si è aggiudicato il secondo turno delle presidenziali con il 63 per cento circa dei suffragi.Ma il suo avversario, il conservatore Sasko Kedev, denuncia irregolarità e intende chiedere l'annullamento delle elezioni.Secondo il chirurgo 42enne, non sarebbe stato raggiunto il quorum del 50 per cento degli elettori. Le cifre fornite dal partito di Crvenkosvki, confermate dalla commissione elettorale, danno un'affluenza del 53 per cento, mentre per l'opposizione non si sarebbe andati oltre il 47 per cento.La giornata è stata comunque relativamente tranquilla. Unico incidente grave, in un villaggio vicino a Tetovo, dove tre rappresentanti del partito democratico albanese hanno minacciato con le armi la commissione del seggio elettorale e hanno poi spaccato le urne. Secondo loro, alcuni rappresentanti del partito albanese rivale avrebbero cercato di consegnare oltre 200 schede prevotate.

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Mercoledi, 28 Aprile, 2004

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Roma, assolti i marocchini accusati del tentato assalto all'ambasciata Usa

Tutti assolti i 9 marocchini accusati di aver organizzato un attacco all'ambasciata americana a Roma che prevedeva l'avvelenamento dell'acqua potabile.Arrestati nel febbraio 2002, i 9 sono rimasti in carcere per un anno e mezzo.La notizia fece scalpore, anche perché era ancora viva l'impressione provocata dagli attentati dell'11 settembre, avvenuti 5 mesi prima. Gli inquirenti ipotizzarono subito un legame tra i presunti terroristi e al Quaeda. La polizia aveva trovato sostanze chimiche nell'edificio dove abitavano i marocchini e scoperto un cunicolo sotterraneo nei pressi dell'ambasciata. Gli imputati hanno sempre sostenuto di essere vittime di un equivoco.

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Damasco: adesso è allarme terrorismo. Amabasciata americana chiusa

È allarme terrorismo in Siria. Dopo l'attentato di stanotte a Damasco, oggil'ambasciata americana resterà chiusa. È il primo provvedimento preso, oltre al rinforzo delle misure di sicurezza intorno al quartiere della rappresentanza diplomatica e nella città tutta.

Nella notte la deflagrazione di un'auto imbottita di esplosivo nella zona delle ambasciate ha danneggiato un edificio che in passato ha ospitato uffici dell'Onu.

I quattro presunti terroristi artefici dell'attacco hanno cercato di fuggire a bordo di un'auto, stando al ministero degli Interni siriano, quando sono stati intercettati dalle forze dell'ordine. È seguito uno scontro nel quale due attentatori sono stati uccisi, due feriti.

Nella sparatoria morti anche una passante e un agente di polizia.

Il ministero degli Interni conferma la matrice terroristica dell'attentato. Questo rompe una calma che nel paese durava da circa vent'anni.

All'episodio sono seguite perquisizioni, le autorità siriane hanno così scoperto un arsenale di armi ed esplosivo, 25 chilometri a sud di Damasco, usato dal gruppo terrorista.

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Martedi, 27 Aprile, 2004

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IRAQ. Video con i 3 ostaggi italiani: "Manifestate contro il governo o li uccidiamo"

Un video che mostra i tre ostaggi italiani detenuti dagli iracheni è stato trasmesso dalla televisione di Dubai Al Arabya. Salvatore Stefio pronuncia le seguenti parole: "Non abbiamo subito alcun maltrattamento fisico". Poi, un'altra frase spezzata: "Ció che puó essere fatto per migliorare le condizioni della nostra permanenza con loro...".Il video è accompagnato da un messaggio firmato "Falangi verdi", che si rivolge direttamente al popolo italiano. Vi è scritto che gli ostaggi sono spie e criminali di guerra. Saranno rilasciati se ci sarà una grande manifestazione di protesta, a Roma, contro la politica del governo in Iraq. Tutto entro 5 giorni, altrimenti i 3 detenuti saranno uccisi.Il messaggio afferma anche che il governo Berlusconi non ha preso alcuna iniziativa per liberare gli ostaggi.Le guardie private furono sequestrate due settimane fa a ovest di Baghdad. Due giorni dopo avvenne la barbara uccisione di Fabrizio Quattrocchi. La sua esecuzione registrata, il film consegnato alla tv Al Jazeera che peró non l'ha mai mandato in onda.

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IRAQ. Tregua fantasma a Falluja, ancora morti. Uno scoppio a Bagdad uccide 2 soldati

È una tregua che continua a produrre morti quella dichiarata nella città sunnita di Falluja: otto iracheni e un soldato americano nelle ultime ore di scontri. Da domani in città entrerà in vigore il pattugliamento congiunto dei militari statunitensi con gli agenti della polizia irachena. Una parvenza di normalizzazione con cui gli Stati Uniti dichiarano di voler evitare un immediato attacco massiccio contro la città asssediata da tre settimane.Una eventualità tutt'altro che scongiurata.

A Bagdad almeno altri due soldati americani sono morti durante l'ispezione di un deposito chimico. Un'esplosione dalle cause ancora non determinate ha coinvolto una dozzina di militari e alcuni tecnici che li accompagnavano alla ricerca di ordigni chimici.

Nelle scene di gioia intorno ai mezzi blindati distrutti emerge ancora una volta tutta la tensione che accompagna la difficile transizione di poteri prevista per il 30 giugno.

Intanto sui giornali di Bagdad appare per la prima volta quella che dovrà essere la nuova bandiera irachena. La mezzaluna islamica su fondo bianco, i due fiumi, il Tigri e l'Eufrate, in azzurro, il giallo per il popolo curdo. Le prime reazioni sono di sorpresa tra la popolazione. Per un simbolo così importante la decisione è venuta dal consiglio di governo provvisiorio, una emanazione delle autorità straniere.

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Melfi. La polizia carica i lavoratori Fiat in sciopero: una decina di feriti.

Tensione altissima davanti agli stabilimenti Fiat di Melfi.Questa mattina la polizia ha caricato i manifestanti che bloccavano l'accesso alla fabbrica per consentire il passaggio di due autobus con a bordo un gruppo di operai che intendevano riprendere il lavoro.Secondo la Fiom almeno dieci persone sarebbero rimaste ferite.

L'uso della forza da parte della polizia è stato definito gravissimo dalla segreteria nazionale della Cgil. Mercoledi i lavoratori metalmeccanici si fermeranno per 4 ore in tutta Italia per esprimere la propria solidarietà ai colleghi di Melfi.

Noostante le proteste la polizia a fine mattinata è tornata a schierarsi davanti ai cancelli dello stabilimento dove erano attesi i lavoratori del secondo turno.

L'accordo con la direzione Fiat raggiunto nella notte tra venerdi e sabato daCisl e Uil non ha fermato la protesta degli operai della fabbrica che da una settimana bloccano la produzione per ottenere aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro. Sabato diverse migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Melfi al fianco dei lavoratori Fiat

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Chernobyl 18 anni dopo: ancora cento volte superiori al normale le radiazioni

Gli anni passati dalla catastrofe di Chernobyl si intuiscono dalle cattive condizioni del sarcofago costruito intorno al reattore. E dai danni che emergono nella generazione dei nati dopo l'incidente.

Oggi, nel diciottesimo anniversario, la sola nota di speranza viene dall'annunciata costruzione di un nuovo involucro di acciaio e cemento per ridurre l'alta radioattività che ancora circonda l'impianto, cento volte sopra la norma. Non sarà pronto prima del 2008. Per più di due milioni di cittadini ucraini, un quinto dei quali bambini, Chernobyl è il nome dei loro mali. Alcuni hanno scoperto di avere tumori alla tiroide, leucemia, disturbi mentali. Queste la conseguenze più gravi delle radiazioni.

La croce rossa si occupa degli esami sulla popolazione, specialmente nelle aree rurali: il governo di Kiev non ha i mezzi. La previsione sull'insorgenza di nuovi casi di tumore della tiroide è di 50.000 in dieci anni.

Ucraina, Russia, Bielorussia. Almeno 25.000 sono i morti dovuti all'incidente tra i circa 600.000 uomini chiamati a intervenire nei primi quattro anni per sigillare il reattore che esplose la notte del 26 aprile di diciotto anni fa.

Un migliaio di persone hanno partecipato alla cerimonia che ogni anno si tiene nell'ora del disastro davanti al monumento eretto a Kiev in onore delle vittime. Ancora 4.000 persone lavorano alla chiusura della centrale, che da quattro anni non funziona più, ma che continua ad essere una minaccia per la vita di migliaia di persone.

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Lunedi, 26 Aprile, 2004

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Washington in piazza per il diritto all'aborto

Un coro con mezzo milione di voci in difesa dell'aborto e un messaggio preciso contro la politica di Bush. E' stata la manifestazione per i diritti delle donne piú grande di tutti tempi a Washington. Molti i volti noti tra la folla. L'attrice Whoopi Gooldberg brandendo uno degli arnesi usati per gli aborti illegali (un attaccapanni in ferro) ha gridato "Mai piú!".

Una marcia che a sette mesi dalle presidenziali lancia un grido di denuncia contro l'amministrazione americana e le leggi appena varate in materia, norme che limitano il diritto all'interruzione volontaria della gravidanza.

"Rigettiamo signor Bush, -dice un'altra attrice, Susasn Sarandon- la sua ipocrisia, la sua avarizia, il suo poco rispetto del il corpo femminile e delle donne in generale. Rigettiamo la sua visione del mondo e lo proveremo con il voto".

In prima fila anche il senatore democratico ed ex first Lady Hillary Clinton:"12 anni fa ci fu un'altra marcia e qualla marcia ci aiutó a sensibilizzare il paese e ad eleggere un presidente favorevole alla nostra causa. Quest'anno dobbiamo fare lo stesso".

Se i pro aborto se la sono presa con Bush, dall'altro fronte non sono mancate le critiche al candidato democratico John Kerry, che ha ribadito l'importanza della separazione tra lo stato laico e le religioni, aggiungendo che mai come oggi il diritto all'aborto è in pericolo.

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Heinz Fischer è il nuovo presidente austriaco

Socialdemocratico, secondo presidente della camera bassa, noto per la sua moderazione, la sua competenza e la sua autorevolezza, Heinz Fischer ha vinto con il 52% dei voti. Leader non proprio carismatico, si era presentato in campagna elettorale come "Notaio dello stato" e "coscienza del paese".

Ha promesso che sarà un presidente indipendente da ogni interesse di partito, e per provarlo ha annunciato che restiturà la tessera dell'Spoe.

Esce sconfitta ma a testa alta, la sfidante Benita Ferrero-Waldner: ministro degli esteri 55enne, è giunta a sfiorare il 48% delle preferenze, piú di quanto anticipato dai sondaggi.

La candidata del partito popolare, appoggiata dal cancelliere Schussel, ha imputato lo smacco alla scarsa affluenza ai seggi, affluenza che ha comunque oltrepassato il 70% degli aventi diritto.

Fischer presterà giuramento l'8 luglio, cioe' dopo la fine del mandato del presidente uscente Thomas Klestil in carica dal 1992.

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Palestinesi in piazza per Arafat

A centinaia hanno manifestato per le strade di Rafah, nella striscia di Gaza esprimendo solidarietà nei confronti del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, da venerdí pubblicamente consapevole di essere nel mirino di Tel Aviv.

La stampa israeliana ha parlato di un progetto in base al quale il raís, bloccato ormai da due anni nel quartier generale di Ramallah, potrebbe essere trasportato di forza a Gaza e là confinato a oltranza.

Il premier Ariel Sharon ha comunicato dopo l'incontro a Washington con Bush, che Arafat non è piú un intoccabile, suggerendo che potrebbe essere ucciso o esiliato.

Diversi analisti ritengono comunque che queste minacce siano una sorta di "polizza di assicurazione", un'arma psicologica contro gli attentati palestinesi.

Sharon in occasione delle celebrazioni per la giornata dei caduti, ha dichiarato che gli israeliani non lasceranno decidere ad altri il proprio destino per essere degni dei propri morti.

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IRAQ, scontri e morti in diverse città. Al Sadr: "Non so nulla degli ostaggi"

Alla cronaca di guerra in Iraq s'aggiunge un'altra giornata calda. A Baghdad sono almeno due i morti, probabilmente militari americani e 4 i feriti nell'esplosione verificatasi al passaggio di un convoglio Usa. I soldati avevano circondato con jeep e carri armati un laboratorio chimico quando è scoppiata la bomba. Tra i coinvolti, anche civili iracheni.Scontri tra le truppe della coalizione e ribelli si registrano anche a Falluja e Najaf, capitali rispettivamente sunnita e sciita della resistenza agli americani.Nella città assediata di Falluja marines e guerriglieri hanno scambiato colpi d'artiglieria in due distinti quartieri. Le autorità americane hanno spostato a domani il termine, offerto agli iracheni, per deporre le armi pesanti. Dopodiché la tormentata tregua potrebbe sfociare in una vera offensiva Usa.Da Najaf, dove si trova asserragliato, il leader religioso sciita Moqtada al Sadr, considerato l'istigatore della rivolta delle ultime settimane, ha rilasciato interviste ad alcuni quotidiani italiani. Afferma di non avere notizie degli ostaggi e ricorda d'aver già rivolto un appello per la loro liberazione. E minaccia: se dovesse accadermi qualcosa, il popolo iracheno scatenerà il fuoco dell'inferno contro gli americani.

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Domenica , 25 Aprile, 2004

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Cipro entrerà a metà nell'Unione Europea: la parte greca dice no al piano Annan

I greco-ciprioti festeggiano la vittoria del no al referendum sulla riunificazione di Cipro. La parte greca, internazionalmente riconosciuta, ha respinto con oltre il 75% dei voti il piano Annan.
Questo significa che l'isola continuerà ad essere divisa e che il primo maggio soltanto i greco-ciprioti entreranno nell'Europa a 25.

Un risultato caldeggiato dai media, dal governo e dal presidente Tassos Papadopulos per i quali il piano Annan era "ingiusto" e "punitivo" perché non avrebbe offerto "sufficienti garanzie".

Papadopulos ha commentato cosí la consultazione:

"I risultati del referendum devono essere considerati come un punto di partenza verso la riunificazione e non come un ulteriore elemento di divisione. Turco e greco-ciprioti meritano un futuro sicuro nell'Unione Europea come un unico paese e un solo popolo, il popolo ciriota".

Al no della parte greca ha contribuito, secondo gli esperti, anche il poco tempo a disposizione per spiegare il reale contenuto del pinao Annan, un progetto di 9 mila pagine.

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I turco-ciprioti si aspettano una ricompensa per il 65% di sí al referendum

Nell'autoproclamata Repubblica di Cipro del Nord chi scende in piazza non festeggia per il referendum, ma chiede le dimissioni del presidente Rauf Denktash, che aveva fatto campagna per il no.

I turco ciprioti hanno votato a larga maggioranza per il sí, sfiorando il 65% delle preferenze. Ma la loro volontà di entrare nell'Unione Europea, almeno a breve termine, resterà lettera morta. Ma non tutto il male viene per nuocere, la disponibilità della gente e delle autorità turco cipriote potrebbe avere ricadute insperate. I politici si sono già mobilitati.

"Chiedo a tutti i partiti e alla gente -ha dichiarato il presidente Denktash- di mostrarsi uniti agli occhi del mondo per chiedere la fine dell'embargo e aiuti finanziari, in modo da risarcire i danni provocati alla nostra economia da 40 anni di sanzioni".

La decisione ora spetta alla comunità internazionale, dinanzi alla quale i turco-ciprioti si presentano per la prima volta con un prezioso asso nella manica.

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Presidenziali austriache: favorito il socialdemocratico Fischer

Moderato, competente, autorevole. Queste doti potrebbero far guadaganare oggi ad Heinz Fischer la poltrona presidenziale austriaca. L'attuale secondo presidente della camera bassa, candidato socialdemocratico, è favorito, ma sul filo di lana.

In campagna elettorale si è presentato come futura "coscienza del Paese" e come "notaio dello Stato" chiedendo di essere votato anche per controbilanciare il governo di centro destra. E' visto come un'intellettuale un po' grigio, privo del carisma che caratterizza invece la sua avversaria Benita Ferrero-Waldner.

Diplomatica in carriera, attuale ministro degli esteri austriaco, la candidata del partito popolare punta a diventare la prima donna presidente dell'Austria. Con il suo "sorriso da combattimento", come lei stessa lo definisce, ha conquistato il leader dell'estrema destra Joerg Haider e conta, per affermarsi, sul voto delle elettrici sensibili ai temi del riscatto femminile.

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IRAQ, razzi sul mercato uccidono almeno 14 iracheni

Almeno 14 iracheni sono morti e una trentina sono rimasti feriti questa mattina in un'esplosione in un mercato di Sadr City, città satellite sciita alla periferia di Bagdad nonché roccaforte del leader radicale Moqtada al-Sadr. Molti dei feriti sono in gravi condizioni. La deflagrazione è stata provocata da almeno due razzi, dicono testimoni, caduti sul quartiere e su un mercato del pollame.

Poco prima un'autobomba era esplosa a Tikrit, città natale di Saddam Hussein, a nord di Bagdad. Sembra si tratti di un attacco suicida. Quattro le vittime tra gli agenti di polizia irachena, 16 i feriti, in gran parte membri delle forze dell'ordine. L'attentato si è verificato nei pressi di un campo delle forze della coalizione, tra le quali non si registrano però vittime.

E a una cinquantina di chilometri a sud di Bagdad, nella località di Hassoua, una bomba ha provocato la morte di almento 14 iracheni e il ferimento di 12 persone. Viaggiavano su un autobus diretto nella capitale.

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Washington richiama all'ordine Sharon

"Sono pronto al martirio" è la dichiarazione di Yasser Arafat, oggi a Ramallah, davanti a una folla di quattromila sostenitori, metà dei quali allievi di scuole coraniche. Il presidente dell'Autorità Palestinese reagiva così alle dichiarazioni, ieri sera, alla televisione israeliana, del premier Sharon. Questi si è detto libero dagli impegni presi in passato con l'amministrazione Bush di non attentare alla vita di Arafat.

Parole strumentali al voto del 2 maggio prossimo in seno al partito di Sharon, il Likud, che in un referendum dovrà esprimersi sul progetto di ritiro da Gaza. E infatti il partito ha reagito positivamente.

Male invece ha reagito la Casa Bianca, con commenti critici di Colin Powell come di Condoleeza Rice, che a nome del presidente americano hanno richiamato Sharon all'ordine: nemmeno a parlarne di ritrattare gli impegni presi dal premier israeliano con Bush tre anni fa.

Nell'ultimo incontro tra i due, invece, il 14 aprile scorso, la Casa Bianca ha appoggiato il progetto di Sharon di ritirarsi da Gaza e di mantenere il grosso degli insediamenti in Cisgiordania.

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Sabato, 24 Aprile, 2004

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IRAQ: esplosioni a Bagdad e Tikrit. Diverse le vittime

Nove iracheni sono morti e una trentina sono rimasti feriti questa mattina in un'esplosione avvenuta in un mercato di Sadr City, alla periferia sciita di Bagdad. Molti dei feriti sono in gravi condizioni. La deflagrazione è stata provocata da due colpi di mortaio che hanno raggiunto il mercato del pollame.

Poco prima un'auto bomba era esplosa a Tikrit, città natale di Saddam Hussein, a nord di Bagdad. Sembra si tratti di un attacco suicida che ha fatto numerose vittime, non si sa ancora quante con precisione. L'attentato nei pressi di un centro commerciale. Non vi sono vittime tra le forze della coalizione.

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Cipro: è arrivato il giorno del referendum

Atteso con il fiato sospeso dalla comunità internazionale, il voto di oggi dirà l'ultima sulla riunificazione dopo il flop dei negoziati. Decidere, a una settimana dall'allargamento dell'Unione Europea, spetta ora alla gente.

La parte greca, l'unica internazionalmente riconosciuta, è schierata all'85% per il no. I greco-ciprioti ritengono che il piano Annan su cui sono chiamati a votare riconosca di fatto il pseudo-stato creato con l'invasione militare turca del '74.

E' da allora che l'isola è divisa in due. Se solo una delle parti dovesse dire no al progetto Onu, il primo maggio entrerebbe nell'Europa a 25 soltanto il sud, scenario che ormai in molti si aspettano.

La maggioranza dei 200 mila turco-ciprioti sono invece favorevoli alla riunificazione. E proprio per il loro sí di principio potrebbero uscire comunque vincenti: la Commissione Europea sta valutando l'ipotesi di premiare la disponibilità dimostrata dal governo Rauf Denktash e dalla popolazione. Tra le ipotesi si parla di incentivi o di un alleggerimento dell'embargo.

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Israel. Sharon: Arafat non è piú "intoccabile"

Il prossimo bersaglio degli israeliani potrebbe essere Arafat. Gli americani reagiscono prendendo le distanze da Sharon. Il premier israeliano ha dichiarato pubblicamente che durante l'ultimo incontro con Bush a Washington ha informato il presidente americano di non sentirsi piú vincolato dalla promessa di non uccidere o espellere Yasser Arafat.

I palestinesi avevano considerato già l'assassinio del leader di Hamas Ratissi come il risultato dell'incontro tra Bush e Sharon.

Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Arafat, è bloccato da oltre due anni nel quartier generale di Ramallah. Vi era stato confinato il 3 dicembre 2001, in risposta agli attentati del primo e del due dicembre a Gerusalemme e ad Haifa. Nel gennaio 2002 Sharon dichiarava che Arafat sarebbe ritornato libero soltanto dopo l'arresto degli assassini del ministro Rehavam Zeevi, ucciso il 17 ottobre 2001.

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"Arafat non si tocca". Washington ammonisce Sharon

Richiamo all'ordine di Washington ad Ariel Sharon, che ieri sera in un'intervista televisiva ha detto di sentirsi sciolto dall'impegno preso con Bush tre anni fa di preservare la vita di Arafat.

"Allora si stendevano ancora i tappeti rossi per lui, ha detto il premier israeliano, ora la situazione è diversa e non mi ritengo più vincolato."

Da più di due anni il presidente dell'Autorità Palestinese è bloccato a Ramallah, dove stamane Saeb Erekat, ministro di gabinetto, metteva in relazione l'intenzione di uccidere Arafat con l'obiettivo di Israele di "trasformare e dare un nuovo volto, dice, all'occupazione di Gaza e della Cisgiordania."

Arafat ha invitato i dirigenti europei e dei paesi arabi a denunciare quella che considera una minaccia alla sua vita.

L'uscita di Sharon potrebbe però essere strumentale al voto del 2 maggio prossimo in cui il premier israeliano chiederà al partito di appoggiare il suo progetto di ritiro da Gaza.

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Washington allenta l'embargo alla Libia

La Casa Bianca ha annunciato di allentare le sanzioni contro la Libia, anchese il paese resta nella lista nera degli stati che apoggiano il terrorismo. Il provvedimento è legato alla decisione del colonnello Gheddafi del dicembre scorso di rinunciare alle armi di distruzione di massa.Dopo la rottura delle sanzioni bilaterali nell'81, l'embargo americano si è negli anni fatto più pesante. Le misure Usa non sono legate a quelle dell'Onu, sollevate lo scorso settembre dopo l'accordo raggiunto per l'attenatato all'aereo della Pan Am sui cieli di Lockerbie che fece 270 vittime.

Una delle prime conseguenze del provvedimento sarà il ritorno delle compagnie petrolifere americane. Quelle storicamente presenti in Libia non effettuano consegne negli Usa da circa vent'anni. Riprenderanno a maggio, come ha confermato il direttore della compagnia nazionale, con un milione di barili quantità che, se necessario, potrebbe essere anche raddoppiata. Gli Usa autorizzano anche la ripresa della maggiorparte delle attività commerciali, transazioni finanziarie e investimenti

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Sono centinaia i morti in Corea del Nord

Il governo della Corea del Nord ha ammesso quanto si sospettava sin dall'inizio: sono centinaia i morti e migliaia i feriti nel disastro ferroviario avvenuto ieri a Ryongchon, qui in immagini di repertorio.

A far capire che la situazione è catastrofica è la richiesta d'aiuto rivolta dall'ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Unite: "Sì, c'è stato un incidente - ha confermato - chiediamo l'aiuto della comunità internazionale per far fronte all'emergenza".

Il treno è esploso ieri, quando in Europa centrale erano le sei del mattino, nella stazione di Ryongchon che si trova a una ventina di chilometri dalla frontiera con la Cina.

La Croce rossa internazionale ha detto che più di 1.800 abitazioni sono state rase al suolo e oltre seimila sono state danneggiate.

A provocare l'esplosione sarebbero stati i fili elettrici della linea ferroviaria che avrebbero toccato accidentalmente un carico di dinamite, destinato a un cantiere civile. A quanto pare il treno trasportava anche petrolio e gas.

I primi rappresentanti stranieri della Croce rossa e di varie agenzie delle Nazioni Unite arriveranno sul posto nelle prossime ore. La chiusura del paese comunista ha impedito sinora anche la valutazione del tipo di aiuto necessario.

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Il leader sciita al Sadr: azioni kamikaze se si violano le città sante

"Se ci costringeranno difenderemo le nostre città con operazioni suicide, saremo delle bombe a scoppio ritardato che esploderanno sulla loro faccia". Il capo estremista sciita Moqtada Sadr in occasione della preghiera della settimana, di fronte ai fedeli, ha minacciato di ricorrere ai kamikaze contro le forze di occupazione se queste penetrassero nelle citta' sante sciite di Najiaf e Kerbala.

Ricercato vivo o morto dai soldati americani, al Sadr sfida apertamente gli Usa che lo hanno invitato a più riprese a arrendersi. Il suo appello è arrivato dopo uno scontro a Kerbala, tra miliziani e le forze della divisione multinazionale che si trova sotto il comando polacco.Una decina i feriti, un militare di nazionalità bulgara è rimasto ucciso.

La sollevazione del sud sciita ispirata da al Sadr è di circa un mese fa, le forze della coalizione sono riuscite a riportare sotto controllo la maggiorparte dei centri abitati, ma gli insorti sciiti sono ancora attivi a Kerbala e Najaf.

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Venerdi, 23 Aprile, 2004

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Arabaia Sauditi. Scontro polizia terroristi: tre estremisti islamici uccisi

Controffensiva della polizia saudita a ventiquattro ore dall'attentato di Riad. Quattro sospetti terroristi sono stati intercettati islamici a Gedda. Tre di loro sono rimasti uccisi nello scontro a fuoco con gli agenti.Ieri il bilancio dell'attacco contro il quartier generale delle forze di sicurezza è salito a cinque vittime col decesso di uno degli oltre 140 feriti. Il gran Muftì dell'Arabia Saudita, Abdulaziz Bin Abdzullah al Sheik ha condannato con parole di fuoco l'attentato rivendicato dalle brigate di Al Haramain, gruppo integralista saudita legato ad Al Qaeda.Gli estremisti mirano a destablizzare la monarchia saudita per la cooperazione che ha offerto agli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo.Ma l'Arabia Saudita è anche il paese che, oltre ad aver dato i natali a Osama Bin Laden, continua a finanziare l'integralismo islamico attraverso un dedalo di banche e istituzioni caritative.

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IRAQ. Torna la calma a Falluja. Liberati due ostaggi svizzeri e un araboisraeliano

Situazione di apparente calma a Falluja. Dopo la fiammata di violenza di mercoledì il cessate il fuoco è nuovamente in vigore, anche se gli ufficiali americani si interrogano sulla reale capacità delle autorità civili di controllare le milizie sunnite. Le forze di sicurezza irachene hanno approfittato della tregua per ritirare le armi pesanti rese dai guerriglieri in cambio dell'amnistia, come previsto dall'accordo raggiunto dalle due parti domenica scorsa. Le autorità americane, intanto, hanno annunciato che alcuni ex funzionari del regime di Saddam Hussein potrebbero essere reintegrati nei loro incarichi e addirittura far parte di un governo ad interim che gli inviati dell'Onu stanno cercando di definire.Sul fronte ostaggi, ieri ci sono state le liberazioni di due svizzeri dipendenti di un'organizzaione non governativa cattuati martedì scorsi e dell'arabo israeliano rapito all'inizio del mese. Ancora nessuna novità sul rilascio dei tre cittadini italiani. Ieri il governo ha parlato di un rallentamento nelle trattative coi sequestratori.

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Israel.Gli Usa chiedono aiuto a Madrid per far ripartire il dialogo in Medio Oriente

Un ruolo di promotore del dialogo in Medio Oriente per il neo ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos. La proposta viene da Washington, dove Moratinos si è recato mercoledì, ed è stata annunciata nel corso dell'incontro a Madrid con il capo della diplomazia francese Michel Barnier.Moratinos vanta una grande esperienza in questioni israelopalestinesi, per sette anni ha ricoperto l'incarico di inviato dell'Unione europea per il Medio Oriente."Gli Stati Uniti -ha spiegato- mi hanno chiesto di dare un contributo a rilanciare il dialogo dopo l'iniziativa del ritiro da Gaza"Moratinos e Barnier si sono smarcati dal consenso della Casa Bianca al ritiro unilaterale di Israele da Gaza e al mantenimento di colonie in Cisgiordania, riaffermando invece la centralità della Road map nel processo di pace.

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Israel.Incursine nei Territori palestinesi: 15 morti in tre giorni

Giovani palestinesi lanciano sassi contro i blindati israeliani: scene cosí sono all'ordine del giorno nei Territori palestinesi. E' accaduto per l'ennesima volta a Beit Lahya, nel nord della striscia di Gaza: l'incursione israeliana è partita martedí scorso e si è conclusa solo ieri con la morte di tre bambini.

Il primo è stato un sedicenne, poi una bambina di due anni, morta soffocata dal gas lacrimogeno; l'ultima vittima aveva nove anni, è stata raggiunta in pieno petto da un proiettile.

I soldati israeliani accusano i palestinesi di usare civili, e in particolarebambini, come scudi umani.

Quali tracce lascerà questo conflitto nei giovanissimi costretti loro malgrado a farne esperienza? E' quanto si chiedono preoccupati psicologi e insegnanti.

Nei Territori ormai anche i passantempi piú banali si deformano: anche qui i bambini collezionano figurine, ma i personaggi non sono calciatori, sono i volti dell'Intifada. L'idea è stata di un tipografo.

"Le foto della sofferenza -ha spiegato- sono in una scatola che rappresenta un carro armato israeliano. Ci sono 60 buste con quattro foto ciascuna. Ad esempio, c'è un soldato che lancia gas lacrimogeno sui palestinesi; oppure l'estremo saluto a un bambino palestinese, o aancora un padre che abbraccia suo figlio, un martire".

In tre giorni di scontri tra palestinesi e israeliani nella zona di Beit Lahya, ci sono stati 15 morti e una trentina di feriti. L'esercito dichiara che l'offensiva era partita in risposta a lanci di granate e colpi di mortaio contro obiettivi israeliani.

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Re Juan Carlos al nuovo parlamento spagnolo: "Unità contro il terrorismo"

Uniti nella lotta al terrorismo. L'ottava legislatura spagnola si è aperta nel nome dell'unità nazionale per lottare contro il terrorismo di casa e quello internazionale.

Il re Juan Carlos che ha presieduto la seduta solenne, con la quale si è dato il via ufficiale all'attività del parlamento eletto lo scorso 14 marzo, ha rivolto il suo primo pensiero alla strage dell'11 marzo, a vittime, feriti e familiari.

Quindi ha fatto un appello a tutti gli uomini liberi che credono nel valore della democrazia per rinforzare la cultura dell'unità e per intensificare la cooperazione internazionale. "La pace, la sicurezza e la prosperità della Spagna - ha detto ancora Juan Carlos -, dipendono sempre di più dalla nostra azione e dal nostro impegno all'estero".

Una frase che stride con il nuovo corso di politica estera inaugurato dal neopremier Zapatero con il ritiro delle truppe dall'Iraq.

Frase volta comunque a tutelare una certa continuità cui la Spagna tiene come ha dimostrato la visita di ieri a Washington del neo ministro degli Esteri Miguel Angel Moratinos, che al suo omologo Powell ha detto: "Siamo al fianco degli Usa nella lotta contro gli estremismi".

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Giovvedi, 22 Aprile, 2004

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IRAQ. Funerali e proteste a Bassora dopo i 73 morti delle bombe contro la polizia

Dai funerali dei morti di Bassora si levano slogan contro l'occupazione straniera. Dolore e rabbia dopo il più grave attacco terroristico contro la seconda città irachena dalla fine della guerra. Nei cortei funebri i sostenitori di Moqtada al Sadr, il leader radicale sciita, riservano tutte le accuse a Stati Uniti, Gran Bretagna e Autorità provvisioria irachena: tutti infedeli da cacciare.Cinque tra i feriti degli attentati simultanei di ieri contro i commissariati sono morti nella notte. Settantatré le famiglie nel lutto. Diciassette erano ragazzi che andavano a scuola. Il risultato di una violenza diretta contro la polizia irachena, forza di controllo che collabora con i militari della coalizione.

Uno sceicco locale, rappresentante di Moqtada al Sadr accusa londra di essere dietro gli attentati. "Se i militari britannici non riescono a garantire protezione divamperà la rivolta sciita in città e noi saremo lì a fomentarla",aggiunge.

"La situazione è molto seria - ha detto il ministro degli esteri britannico Jack Straw -. Potrebbe esser necessario inviare più soldati. In vista del trasferimento dei poteri bisogna fare il possibile per garantire lala sicurezza nel paese".

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IRAQ: liberati due svizzeri. Continuano le trattative per i tre italiani

Liberati due ostaggi svizzeri nel sud dell'Iraq. A confermarlo fonti dell'ambasciata a Baghdad. I due sono in buone condizioni di salute, libero anche un arabo israeliano. Mentre continuano le trattative per i tre italiani in mano ai sequestratori.

Roma ha attivato tutti i canali e da Baghdad. Un secondo convoglio della Croce rossa è diretto a Falluja con aiuti umanitari. Un altro segno della disponibilità a ristabilire un clima di collaborazione.

A Falluja ore contate per i ribelli sunniti. La città è circondata dagli americani, uno dei comandanti ha assicurato che riusciranno a disarmare gli insorti nel giro di qualche giorno.

Un mese fa i marines hanno lanciato una pesante offensiva contro la città per trovare gli autori dell'assolto a un convoglio in cui sono stati uccisi quattro americani

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La giustizia belga dichiara il Vlaams Blok "partito razzista"

Dura sentenza della corte d'appello di Gand, in Belgio, che ha definito il Vlaams Blok, un gruppo che sostiene la discriminazione razziale. Il tribunale ha condannato tre associazioni legate al partito dell'estrema destra ad una multa di 12.400 euro.In virtù delle leggi antirazzismo il Vlaams Blok rischia di essere privato del finanziamento pubblico annuale di circa quattro milioni di euroPer il presidente del partito Frank Van Hecke se ciò accadrà "per il Belgio sarà come scendere al livello di una repubblica dell'Europa dell'est".Sostenitore delle Flandre indipendenti, il Vlaams Blok alle ultime elezioni politiche ha conquistato quasi il 18% dei voti. Tra le sue proposte di legge che hanno sollevato maggiori polemiche separare a scuola i bambini belgi da quelli musulmani e diminuire i sussididi di disoccupazione per gli stranieri.

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Spagna, aperto tra le polemiche il museo dell'Eta

Una mostra sull'attività dell'Eta fa infuriare il mondo politico spagnolo e le famiglie delle vittime degli attentati perpetrati dal gruppo separatista armato.

Al museo della città di Artea si può vedere con quali strumenti l'Eta confezionava gli ordigni esplosivi, comunicava clandestinamente e faceva propaganda, ma solo fino ai tempi di Franco.

Infatti l'ex leader Xabier Zumalde, ideatore della mostra, ha lasciato l'organizzazione dopo la caduta della dittatura, non ritenendo più la violenza un buon mezzo per ottenere l'indipendenza.

"E' orribile che si apra un museo del genere - dice la portavoce del Partito socialista basco - Viviamo in una società malata e questo mi sconvolge".

Il Partito popolare vuole la chiusura dell'esposizione, stessa richiesta da parte dei Nazionalisti baschi moderati, che sono alla testa del governo regionale.

Il curatore della mostra viene accusato di apologia del terrorismo. L'Eta è ritenuta responsabile dell'uccisione di più 800 persone.

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Michael Jackson di nuovo sotto accusa in California per molestie su minori

Nuovi guai giudiziari per Michael Jackson. Oltre al procedimento in corso da parte di un tribunale della contea di Santa Barbara, anche un gran giurì della contea californiana ha formalmente incriminato il re del pop accusandolo di molestie su minori.

I lavori si sono svolti a porte chiuse, la decisione è stata presa dopo tre settimane di inchiesta, ascoltando numerosi testimoni tra cui un ragazzo di quattoridici anni che accuserebbe Jackson di violenze sessuali.

I legali del cantante, a conoscenza della decisione, non hanno ancora ricevuto la convocazione in tribunale. Con la formalizzazione delle accuse verrà anche fissata l'udienza per comunicare a Jackson il suo rinvio a giudizio, probabilmente già entro la fine di aprile.

"È possibile per Jackson fare ricorso contro il rinvio a giudizio - spiega Stan Goldman, studioso di diritto processuale -. Può contestare al gran jury di essere influenzato dalla pubblicità intorno al caso, ci sono dei precedenti. Un gran giurì può subire la stessa influenza di una giuria ordinaria".

Giochi a sfondo sessuale nel suo ranch delle meraviglie, bevande alcoliche per stordire i ragazzi. L'eterno bambino diventato popstar è accusato di approfittare dei suoi giovani fan per le sue perversioni. L'eccentrico Jackson nega tutto: sono tutte mostruosità inventate per soldi.

Il nuovo processo dovrebbe avere inizio entro la fine dell'anno.

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Corea del Nord: esplodono due treni di carburante, 3.000 tra morti e feriti

Poche immagini difficilmente distinguibili: è quanto trapela del disastro ferroviario accaduto questa mattina nella Corea del Nord che potrebbe aver provocato fino a 3.000 vittime.

Due treni che trasportavano petrolio e gas sarebbero esplosi dopo essere entrati in collisione nei pressi della stazione di Ryonchong, cinquanta chilometri a sud del confine cinese. Lo stesso leader nordcoreano Kim Jong-il era passato sulla medesima linea nove ore prima, di ritorno da un viaggio dalla Cina.

Il paese comunista sembra essersi chiuso a riccio per non lasciar trapelare informazioni sull'accaduto. Nella zona è stato proclamato lo stato di emergenza ed è stato interrotto ogni contatto telefonico con l'estero.

Se quella dell'incidente è l'ipotesi accreditata anche dal governo della rivale Corea del Sud, ogni altra ipotesi - compresa quella dell'attentato - rimane plausibile. Le 3.000 persone apparentemente coinvolte sono date per ferite.

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Mercoledi, 21 Aprile, 2004

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Serie di attentati stamattina in IRAQ

Almeno 55 persone, tra cui molti bambini, sono morte questa mattina a Bassora nel sud del Paese. I feriti sarebbero circa 200. Tre esplosioni si sono verificate davanti ad altrettanti posti di polizia della città portuale: un alto ufficiale delle forze dell'ordine locali ha parlato di missili sparati contro gli edifici ma secondo l'esercito britannico, che controlla la zona, sono state tre autobomba a scoppiare.

Tra gli autoveicoli andati distrutti c'è anche uno scuolabus che stava accompagnando bambini alla scuola materna.

Un altro attacco è stato portato a termine nella cittadina di Zubeir, nei dintorni di Bassora. Colpita in questo caso una scuola di polizia: almeno tre iracheni sono morti e alcuni soldati britannici sono rimasti feriti.

La dinamica degli attacchi, che si sono verificati quasi allo stesso momento, lascia pensare ad un'azione coordinata.

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IRAQ, ore decisive per la liberazione degli ostaggi italiani

Sono ore decisive per l'attesa liberazione degli ostaggi italiani in Iraq. Il ministro degli esteri Franco Frattini era ieri a Washington: al segretario di Stato Colin Powell ha ribadito l'impegno dell'Italia nella coalizione guidata dagli Stati Uniti."Riguardo agli ostaggi - ha detto - come sapete manteniamo un prudente ottimismo. Stiamo aspettando buone notizie".Da Mosca, dove si trova in visita ufficiale, il premier Silvio Berlusconi si è dichiarato fiducioso e ha detto che dal drammatico episodio degli ostaggi trae la speranza per una soluzione positiva anche dell'intera vicenda irachena.Nella notte tre colpi di mortaio sono stati sparati contro il quartier generale italiano di Nassirya, senza provocare vittime.Il ritiro delle truppe spagnole, honduregne e dominicane non dovrebbe provocare grossi squilibri sul piano militare; ne crea invece dal punto di vista politico. Per evitare che l'esempio delle truppe iberiche e centroamericane abbia un effetto a macchia d'olio, il governo di Washington ha lanciato un'offensiva diplomatica nei confronti degli Stati membri della coalizione.

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Tornano a casa i primi soldati spagnoli dopo l'annuncio del ritiro dall'IRAQ

Base aerea di Talavera la Real, Spagna occidentale. Duecentosessanta militari della brigata Plus Ultra rientrano dall'Iraq. E questa volta definitivamente.

La smobilitazione dei 1.300 soldati spagnoli dalla base di Diwaniya è già avviata. Ancora 190 uomini sono partiti ieri alla volta dell'Iraq, ma il loro compito è solo di fornire supporto logistico per il rientro del contingente.

Nemmeno la gioia dei familiari scalfisce la riservatezza dei militari. La reazione alla decisione del governo di richiamarli in patria: andare e tornare sono ordini, non si commentano.

Il presidente del governo spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero illustrerà al parlamento la linea presa sull'Iraq il prossimo martedì, quando i deputati voteranno a maggioranza certa una proposta di legge sul ritiro delle truppe. Un ritardo criticato dal partito popolare.

In tono diplomatico il disappunto statunitense. Colin Powell ha contattato tutti gli Stati impegnati militarmente in Iraq: "Ringraziamo Spagna e Honduras per quanto hanno fatto - ha detto il segreterario di Stato Usa dopo aver incontrato oggi a Washington l'alto rappresentante diplomatico dell'Unione Europea Javier Solana -. Siamo dispiaciuti che abbiano ritenuto necessario andarsene in questo momento. Contiamo di lavorare ancora insieme in altre aree. Da parte spagnola è venuto l'impegno a collaborare a cominciare dall'Afghanistan".

Nessun contraccolpo dunque, ma resta la paura di una reazione a catena. L'Honduras si è accodato alla Spagna. Il prima possibile i 370 militari del contingente inviato dal Paese centroamericano rientreranno in patria. La Thailandia ha annunciato che i suoi 500 uomini, tra ingegneri e personale medico militare, lasceranno l'Iraq non appena venissero attaccati.

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Guantanamo sotto accusa, attivisti dei diritti umani protestano davanti alla Corte Suprema

Molti hanno dormito nei sacchi a pelo davanti agli scalini per poter assistere in aula e protestare davanti alla Suprema Corte degli Stati Uniti, dove sono iniziate le udienze che dovranno dirimere la questione dei diritti dei circa 600 prigionieri senza volto e senza nome della base americana a Cuba. Per il governo, Guantanamo è l'unico strumento per la lotta al terrorismo, secondo gli oppositori è un'enclave senza legge. "Speriamo di poter convincere la Corte - ha affermato l'ex giudice John Gibbons, legale di alcune famiglie di detenuti non americani - che Guantanamo è incompatibile con le leggi che da 215 anni regolano la detenzione di chiunque e dovunque". I giudici sembrerebbero orientati a far cadere il procedimento per dubbi di giurisdizione. Inevitabile la pressione sulla Casa Bianca. Al di là dei singoli casi, molti riguardanti detenuti non americani, le decisioni della Corte cadranno in pieno periodo elettorale. Sebbene la questione ruoti sui diritti dei prigionieri, che ne sono totalmente privi, l'argomento tocca da vicino le scelte della presidenza Bush in materia di lotta al terrorismo.

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Pietre contro carri armati, giovanissimi palestinesi contro militari Israeliani.

Non si placa l'onda di violenza nella striscia di Gaza, ancora scossa per l'uccisione del leader di Hamas Abdelaziz Rantisi, per mano dell'esercito della Stella di David. Militari israeliani si sono attestati nei pressi di Bet Lahiya per prevenire lanci di razzi contro insediamenti israeliani, aumentati negli ultimi giorni. Alla vista dei mezzi corazzati centinaia di palestinesi infuriati hanno bersagliato i carri armati con pietre e bottiglie incendiarie. Bilancio dell'operazione, quattro morti e una ventina di feriti palestinesi, fra questi uno clinicamente morto. Feriti anche quattro militari israeliani.

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Martedi, 20 Aprile, 2004

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Spagna: fuori dall'IRAQ in meno di sei settimane. Honduras, ci ritiriamo anche noi. La Casa Bianca ammonisce Madrid

Reazioni a catena dopo la decisione spagnola di ritirare le truppe dall'Irak, ritiro che potrebbe avvenire in meno di sei settimane, come annunciato dal premier Josè Luis Rodriguez Zapatero. L'Honduras ha annunciato di voler lasciare l'Irak nel più breve tempo possibile. Intanto un contingente spagnolo di circa 190 persone è partito da Almeida, nel sud della Spagna, alla volta dell'Irak. "Non si tratta di un rafforzamento - ha spiegato il neo ministro della difesa Josè Bono - ma di normali operazioni d'invio di uomini e mezzi per facilitare il ritorno delle truppe in condizioni di sicurezza".Le reazioni piovute dai quattro angoli del pianeta hanno dominato la prima riunione del governo spagnolo, bacchettato dalla Casa Bianca per la brusca ritirata che, sebbene annunciata da Zapatero nel suo programma elettorale, non può che raccogliere il rammarico di Washington, impensierita per la minore presenza militare nell'Irak centro sud, dove la Spagna è presente con 1300 soldati.

Nella stessa zona operano anche i circa 300 soldati honduregni, pronti a tornare a casa, e attualmente sotto il comando spagnolo. Il presidente americano Bush ha invitato il governo di Madrid a evitare decisioni che possano mettere a rischio le forze armate in Iraq, dando false speranze di vittoria ai terroristi.La decisione di Madrid è un'opportunità per l'Italia per migliorare la propria posizione di alleato degli Stati Uniti. Così si è espresso il premier Silvio Berlusconi ai margini dell'incontro con Lakhdar Brahiimi, consigliere per l'Iraq di Kofi Annan. Berlusconi ha confermato l'impegno intaliano per un crescente ruolo dell'Onu e per la pacificazione e la stabilizzazione dell'Irak.

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Bush a Zapatero: "Esprimo il mio rammarico per il vostro ritiro"

Il ritiro spagnolo non è indolore. Ha avverito il colpo il presidente americano Bush, che ha chiamato Zapatero per esprime tutto il suo rammarico per una decisione che non può condividere.Bush ha chiesto alla Spagna perlomeno che il ritiro sia fatto così da non esporre a inutili rischi le forze della coalizione".

Decisione criticata anche dall'Australia, che resterà in Iraq. Il premier John Howard:

"È una decisione che rafforzerà chi vuole ritardare il processo di democratizzazione dell'Iraq".

In Iraq restano anche italiani, portoghesi e polacchi.

Con un occhio rivolto alla politica di casa propria, l'alto rappresentante della politica estera comunitaria, lo spagnolo Javier Solana, ha commentanto: "Si tratta di una decisione annanciata da tempo, presa da un governo eletto democraticamente, pertanto c'è ben poco da dire".

Il presidente della Commissione Romano Prodi, a un convegno della lista che porta il suo nome per le prossime europee, ribadendo che sarebbe non utile il ritiro delle truppe italiane in questo momento, ha salutato la decisone spagnola definendola uan svolta per l'unità europea. Europa che deve far pressione presso l'Onu per il ripristino in Iraq dela legalità internazionale.

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IRAQ, un accordo mette fine all'assedio di Falluja

Sul terreno, la giornata di ieri è stata calma, in Iraq. A parte gli scontri tra soldati Usa e partigiani del capo sciita radicale Moqtada Sadr a Kufa, dove alcuni iracheni si sono appropriati di jeep americane.Le autorità d'occupazione hanno annunciato che un accordo è stato raggiunto per cessare le ostilità a Falluja, dopo 15 giorni di assedio e di sanguinosi combattimenti che hanno lasciato sul terreno 600 morti iracheni.Tra i termini dell'accordo, pattuglie comuni tra statunitensi e forze di sicurezza locali.Duemila soldati americani sono alle porte di Najaf, dove si trova il leader Moqtada Sadr che Washington ha dichiarato di voler catturare. Le truppe attendono che si svolgano dei negoziati prima di tentare un'incursione nella città santa sciita.

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Israel. Resta altissima la tensione in medioriente.

Almeno ventimila palestinesi si sono radunati nello stadio di calcio di Gaza per commemorare il leader di Hamas Abdelaziz Rantisi, ucciso sabato scorso da un missile sparato da un elicottero israeliano.Il raduno è stato organizzato da diversi gruppi di guerriglieri palestinesi, durante tutta la giornata molte migliaia di persone hanno reso omaggio al leader di Hamas ucciso dagli israeliani.Nel frattempo prosegue il dibattito alle Nazioni Unite convocato su richiesta dei paesi arabi, intenzionati a portare al voto un documento di condanna delle uccisioni preventive perpetrate da Israele che il rappresentante palestinese ha definito "un paese che si comporta da fuorilegge". Già preannunciato il veto americano al documento.Intanto in Cisgiordania, nei pressi di Hebron, nuovo raid israeliano in un campo profughi: un palestinese è stato ucciso da una pattuglia di militari che avevano circondato una casa per catturare un ricercato. La vittima palestinese si trovava nell'edificio circondato. Secondo i militari israeliani non avrebbe rispettato l'alt intimatogli, ma non è chiaro se fosse proprio lui il ricercato.

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Processo al pedofilo in Belgio, oggi testimonia l'altra sopravvissuta

Sabine Dardenne, una delle due sopravvissute al pedofilo Marc Dutroux, ha testimoniato ieri al processo contro il suo aguzzino. Per 30 minuti, ha ricostruito il suo rapimento e gli ottanta giorni di prigionia."Mi sono detta che ci sono ragazze che non possono parlare piú - ha dichiarato in una conferenza stampa dopo l'udienza -; che c'è tanta gente che vuol sentir parlare lui, Dutroux, e allora ho pensato che dovevo incontrarlo, oggi. C'era anche chi sosteneva che io non dicevo la verità. Ora spero che tutti mi abbiano creduto".Sabine ha anche chiesto a Dutroux perché non l'avesse uccisa. Lui ha risposto che non ha mai nemmeno pensato di farlo. Dalla moglie del mostro, anche lei imputata, Sabine ha ricevuto delle scuse che peró non ha accettato.Oggi sarà la volta di Letizia Delhez a testimoniare, l'altra sopravvissuta, rimasta sei giorni nella prigione sotterranea di Marcinelle.Durante l'udienza di ieri, la madre di Delhez e il padre di un'altra vittima hanno avuto un malore, senza gravi conseguenze. Entrato nel vivo, il processo di Arlon è l'avvenimento dell'anno in Belgio. Il principale imputato è accusato del rapimento e di violenza su 6 tra bambine e ragazze e dell'omicidio di 4 di loro e di un suo complice.

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India, cominciata una maratona elettorale che durerà 20 giorni

E' cominciata oggi una maratona elettorale che durerà fino al 10 maggio. Siamo in India, la piú grande democrazia del mondo. 670 milioni di aventi diritto vanno alle urne in 5 turni. Rinnoveranno la Camera bassa del Parlamento e indicheranno quale partito governerà il Paese nella nuova legislatura.Favorito è il primo ministro uscente, Atal Behari Vajpayee, il cui partito nazionalista indú guida una coalizione di centrodestra.A contendergli il primato è Sonia Gandhi, di origine italiana, vedova del primo ministro Rajiv Gandhi assassinato nel 1991.L'India è la terza economia dell'Asia e vanta uno dei ritmi di crescita piú alti del mondo.

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Lunedi, 19 Aprile, 2004

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Soldati spagnoli in IRAQ al più presto a casa

La Spagna manda a casa i suoi soldati. E prima di quanto non si pensasse. L'ha annunciato in televisione il neo premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero. "Stamattina, dopo il giuramento del ministro della difesa, gli ho dato ordine di fare quanto necessario per il rientro delle truppe, nel più breve tempo e con la massima sicurezza possibili", ha detto Zapatero.

Sulla data del ritiro si rincorrono le voci. Era trapelata la notizia che entro quindici giorni gli spagnoli sarebbero stati a casa. Notizia poi smentita. Più realisticamente il ritiro potrebbe estendersi su circa cinquanta giorni.

La Spagna conta circa 1.400 uomini in Iraq, integrati coi soldati di Honduras, Salvador e Repubblica Dominicana.

Il ritiro dall'Iraq era una delle promesse elettorali dei socialisti, consapevoli dell'impopolarità della missione spagnola.

Per il neo ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos, ex inviato dell'Unione Europea in Medio Oriente, la prima missione è fissata per martedì: Dublino, e poi Washington, dove incontrerà Colin Powell.

La decisione del nuovo esecutivo di Madrid era data comunque per scontata dalla Casa Bianca.

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IRAQ, due giorni di tregua a Najaf dopo un week-end di sangue

Mentre si chiude un sanguinoso fine settimana, almeno undici soldati americani morti, a Najaf sono cominciati i due giorni di tregua decretati in occasione dell'anniversario della morte del profeta Maometto. Nella città assiedata dalle truppe statunitensi, il portavoce del leader sciita radicale Moqtada al Sadr si è dichiarato a favore dell'invio in Iraq di una forza di pace dell'Onu.

"È nell'interesse di tutti coinvolgere le Nazioni unite - ha detto Qais al Gazhali - Ma prima bisogna liberare le regioni occupate e i prigionieri politici. Solo allora finirà la guerra".

Gli scontri più violenti ci sono stati sabato a Qusayba al confine con la Siria dove sono rimasti uccisi cinque marines e una trentina di guerriglieri. Ma si è combattuto anche nel sud dell'Iraq. Sempre sabato nei pressi di Diwaniyah tre soldati della Prima divisione corazzata americana sono stati uccisi quando il loro convoglio è caduto in un'imboscata.

Questa serie di attacchi ha portato a 98 il totale degli americani morti in aprile, diventato il mese più sanguinoso per il Pentagono dall'inizio della guerra in Iraq.

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Israel. Migliaia di palestinesi rendono omaggio a Rantissi. Hamas promette di vendetta

Tre giorni di lutto in Cisgiordania e a Gaza per commemorare Abdelaziz al Rantissi, leader di Hamas assassinato da Israele sabato in un raid a Gaza. Duecentomila persone gli hanno reso omaggio nelle scorse ore, partecipando a un corteo funebre scandito da slogan di vendetta contro lo stato ebraico e tiri in aria di armi automatiche.

Israele ha rafforzato l'apparato di sicurezza, chiudendo le vie d'uscita da Gaza e dai Territori. Il premier Sharon ha già detto che la politica degli attacchi mirati continuerà. Hamas, che ha già designato un successore senza tuttavia rivelarne il nome, ha promesso nuovi sanguinosi attentati.

L'esecuzione di Rantissi, ucciso insieme a due guardie del corpo, ha provocato la condanna non solo del mondo arabo ma del Vaticano, dell'Unione Europea, dell'Onu e di buona parte delle capitali occidentali, con l'eccezione di Washington.

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Maradona ricoverato in ospedale in prognosi riservata

In prognosi riservata Diego Armando Maradona, ricoverato d'urgenza in una clinica di Buenos Aires per un problema cardiaco accompagnato da insufficienza respiratoria. Il 43enne ex fuoriclasse del calcio mondiale è in terapia intensiva da ieri pomeriggio. Le sue condizioni sono stabili ma la prognosi non è stata sciolta.

Sulle cause del malore i media locali hanno diffuso diverse versioni: da un colpo di freddo che avrebbe inciso sul suo stato di ipertensione a un overdose di cocaina.

Il "pibe de oro", che fece sognare il Napoli, campione del mondo nel 1986, vive da quattro anni a Cuba dove si è sottoposto a una cura di disintossicazione da stupefacenti

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Decollo ruscito per la Soyouz

La capsula con a bordo tre astronauti diretti alla stazione spaziale internazionale si è staccata come previsto alle 5:18, ora dell'Europa centrale, dalla base kazaka di Baikonour.

L'olandese André Kuipers, lo statunitense Edward Michael Fincke e il russo Ghennadi Padalka andranno a dare il cambio ai due colleghi presenti nella base da sei mesi.

La missione servirà a condurre alcuni esperimenti scientifici sulle reazioni del corpo umano, in particolare la pressione del sangue e il ritmo cardiaco, e sulla crescita delle piante in assenza di gravità.

L'olandese Kuipers ritroverà la terra il 30 aprile, mentre Fincke e Padalka per il cambio dovranno aspettare il prossimo ottobre.

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Slovacchia: il nuovo presidente Gasparovic cerca il dialogo col governo

Trovare un terreno di intesa col governo conservatore. E' il primo impegno che si è fissato Ivan Gasparovic, il candidato del centro sinistra che gli slovacchi sabato hanno scelto come loro presidente. Partito senza il favore dei pronostici, al secondo turno l'ex presidente del Parlamento dal 1992 al 1998 ha sfiorato il 60% dei consensi.Il paese ora si chiede come funzionerà la coabitazione. Benché la carica presidenziale sia sostanzialmente simbolica, il capo dello stato dispone di potere di veto e ciò potrebbe creare qualche frizione con l'esecutivo guidato destra. Tanto più che in campagna elettorale Gaparovic ha duramente criticato le riforme avviate dal governo per poter entrare nella comunità europea allargata.La delusione ha il volto di Vladimir Meciar. In testa al primo turno, battuto al secondo da Gasparovic, per anni suo partner politico.Due settimane dopo l'ingresso nella Nato e a tredici giorni da quello nell'Unione Europea gli elettori slovacchi hanno punito il passato antieuropeista e xenofobo di uno degli artefici della scissione della Cecoslovacchia.

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Domenica, 18 Aprile, 2004

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IRAQ. Appello della famiglie degli ostaggi italiani

"I nostri ragazzi erano in Iraq soltanto per lavoro, non per motivi politici, vi supplichiamo di lasciarli tornare a casa al piu' presto."Sono parole semplici e toccanti quelle che le famiglie degli ostaggi italiani hanno rivolto ai sequestratori iracheni. L'appello è stato diffuso nel pomeriggio dalla tv Al-Jazeera, mentre sono ormai trascorsi tre giorni dall'uccisione di Fabrizio Quattrocchi.Si teme anche per la sorte di Keith Matthew Maupin, il soldato americano catturato dai guerriglieri e mostrato in un video. Per liberarlo, i miliziani chiedono uno scambio con detenuti iracheni, mentre il mediatore sunnita Kubaissi, che ha favorito il rilascio di altri ostaggi, ha detto di potersi occupare soltanto dei civili. A lui sono stati consegnati i due giapponesi liberati oggi, un pacifista e un reporter freelance.

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Con un raid a Gaza Israele uccide Abdel Aziz Rantisi, leader di Hamas

Israele ha eliminato Abdelaziz Rantissi, numero uno di Hamas. Razzi lanciati da elicotteri hanno raggiunto ieri sera l'auto su cui viaggiava a Gaza. Uccise anche le due guardie del corpo. Rantissi, arrivato in ospedale in fin di vita, è spirato poco dopo.

Qualche ora prima un attentato suicida commesso da un attivista palestinese era costato la vita a un agente israeliano alla frontiera tra Gaza e Israele.

Rantissi era già stato oggetto di un attentato, fallito, nel giugno del 2003. 20 giorni fa aveva preso il posto del fondatore e leader spirituale di Hamas, lo sceicco Yassin ucciso in maniera analoga il 22 marzo.

Hamas minaccia pesanti ritorsioni: "cento persone, ha detto, pagheranno per questo omicidio."

La condanna dell'uccisione di Rantissi è unanime non solo nel mondo arabo ma anche in Occidente: Italia e Gran Bretagna hanno ribadito che le esecuzioni mirate non fanno che alimentare la spirale dell'odio e della violenza. Più sfumata la posizione della Casa Bianca, che comunque nega di essere stata a conoscenza del piano di eliminare Rantissi, e soprattutto di aver dato l'okay all'operazione.

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Condanna del mondo arabo. Hamas annuncia una terribile vendetta

Unanime la condanna del mondo palestinese all'uccisione di Rantissi. Le dichiarazioni della direzione di Hamas non fanno presagire nulla di buono. Uno dei suoi leader, nel campo profughi di Shati, nella Striscia di Gaza, dice:"La reazione è vicina, se Dio vorrà. Se ne accorgeranno prima di quanto non pensino. Adesso però non voglio parlarne. Saranno le azioni a parlare, Inshallà."

Per Ghassan Khatib, ministro del Lavoro palestinese, c'è uno stretto legame tra la visita di Ariel Sharon negli Stati Uniti e l'assassinio del numero uno di Hamas.

Attraverso il suo portavoce Ranaan Gissin, il governo israeliano ricorda che Rantissi è solo uno dei suoi obiettivi; si punta a eliminare quanti hanno dichiarato apertamente guerra a Israele e agli ebrei.

"Era uno dei capifila della lotta contro lo stato ebraico, dice Gissin, coordinava l'azione delle diverse organizzazioni terroristiche a Gaza. Non siamo riusciti a farlo giudicare, così l'abbiamo giustiziato noi. Faremo lo stesso con gli altri capi terroristi."

Così il mondo della politica israeliano. In un ristorante in Israele questa coppia ha parole più miti. "Se questo significa che domani vi sarà un altro attentato a Gerusalemme, allora è tutto molto triste." dice la ragazza. "Così si finisce per perpetuare il ciclo della violenza, dice lui. Non credo che la violenza porterà da qualche parte, né per noi né per loro."

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Sabato, 17 Aprile, 2004

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IRAQ, il punto sugli ostaggi

I miliziani iracheni mostrano come un trofeo di guerra il soldato americano catturato a ovest di Baghdad. Keith Matthew Maupin era disperso dal 9 aprile e i suoi familiari hanno accolto con sollievo la notizia che è ancora in vita. Ma il suo destino è appeso a un filo. I guerriglieri promettono che sarà trattato secondo la tradizione musulmana, ma per liberarlo chiedono uno scambio con detenuti iracheni, arrestati dalle forze della coalizione.Si è invece risolta felicemente la vicenda degli ostaggi giapponesi. Dopo il rilascio dei primi tre, oggi sono tornati in libertà anche gli altri due nipponici sequestrati, un giornalista freelance e un pacifista. Ieri era finita la prigionia per tre reporter della Repubblica Ceca e un cittadino canadese.Ancora nessuna novità sulla sorte dei tre italiani nelle mani della guerriglia, a tre giorni dall'uccisione di Fabrizio Quattrocchi. Continua la mobilitazione delle famiglie degli ostaggi, che hanno deciso di rivolgere un appello ai rapitori, tramite la tv Al-Jazeera: "I nostri figli erano in Iraq soltanto per questioni di lavoro, non per motivi politici, - dicono - ucciderli sarebbe controproducente anche per la causa che sostenete".

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IRAQ: scontri anche nelle città sante di Najaf e Kerbala

Gli americani vogliono la sua pelle, lui, Muqtada al-Sadr, leader sciita, promette una rivoluzione popolare per porre fine all'occupazione dell'Iraq. In nome di questa contrapposizione ieri si è manifestato e sparato nelle città sante di Najaf e Kerbala.

A centinaia sono scesi in strada, brandendo armi automatiche e lanciarazzi, scandendo slogan antiamericani, la foto del loro leader Muqtada al-Sadr bene in vista.

Manifestazioni ma anche combattimenti: a Kerbala, in cui tre agenti di polizia sono stati uccisi dalle milizie del leader sciita, e nella sua città nascondiglio, Kufa, non lontano da Najaf: diversi gli scontri ieri con le forze americane, che solo qui contano circa 2500 uomini.

Nella stessa Najaf, due civili iracheni sono rimasti uccisi in seguito agli scontri tra militari Usa e miliziani.

Proprio ieri il leader supremo sciita, l'ayatollah Sistani, avvertiva che in caso di scontri nella città santa di Najaf tutto l'Iraq ne sarà coinvolto.

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Bush e Blair: uniti per portare a termine il lavoro iniziato in IRAQ.

Il presidente americano George Bush e il premier britannico Tony Blair hanno affermato oggi dalla casa Bianca che il 30 giugno ci sarà il trasferimento di poteri agli iracheni. "La posta in palio in Iraq è chiara. O si sceglie di andare avanti nel campo della democrazia o ci sarà un ritorno al terrore e alla tirannia. I leader iracheni possono scegliere di liberarsi dalla povertà, o di diventare una minaccia per la regione e per il nostro popolo".

I due capi di governo hanno anche dato il "benvenuto" alla proposta dell'inviato dell'Onu Lakhdar Brahimi sul trasferimento di poteri in Iraq. Il premier britannico Tony blair:

"Le nazioni unite dovranno avere un ruolo centrale nello sviluppare l'apparato delle istituzioni che permetteranno il passaggio alla democrazia. Per questo chiederemo una nuova risoluzione del consiglio di sicurezza dell'Onu che dovrà servire a mandare avanti il processo politico avviato".

Bush e Blair, che non si incontravano da cinque mesi, hanno anche parlato del conflitto israelo-palestinese. Per entrambi la decisione del premier israelianoSharon di ritirarsi da Gaza rappresenta un fatto positivo che faciliterà il successo della road map.

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Spagna, Zapatero ha giurato davanti al Re

José Luis Rodriguez Zapatero è da oggi ufficialmente il nuovo capo del governo spagnolo. Il leader del partito socialista ha prestato giuramento questa mattina davanti al Re Juan Carlos, nel palazzo della Zarzuela. Pronunciando la formula di rito, Zapatero ha promesso fedeltà allo Stato e si è impegnato al rispetto della costituzione.Oltre al Re e alla Regina, erano presenti il premier uscente Aznar e le principali cariche dello Stato.Ieri il nuovo capo del governo aveva ricevuto il via libera dal Parlamento. Alla Camera, Zapatero ha ottenuto la maggioranza assoluta nel voto di fiducia al primo scrutinio. La squadra di governo verrà presentata lunedi'.

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Venerdi, 16 Aprile, 2004

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IRAQ. Falluja: sta per scadere il cessate il fuoco

E' questione di ore. Oggi a Falluja scade la fragile tregua tra le truppe della coalizione e la guerriglia sunnita. Un cessate il fuoco già interrotto nella notte da combattimenti costati la vita a una quindicina di iracheni. Le truppe angloamericane si preparano al peggio. Durante gli scontri della notte un blindato americano è stato distrutto, mentre aerei da combattimento bombardavano gli obiettivi sensibili della roccaforte sunnita: colpita la seconda moschea di Falluja e l'annessa scuola religiosa.

I blindati statunitensi percorrono con altoparlanti le vie della città alternando musiche marziali ad appelli di resa. Due guerriglieri che si erano fatti convincere dal messaggio sarebbero stati uccisi.

Secondo fonti ospedaliere, a Falluja sono morte circa 600 persone dal 5 aprile, dopo che in un attacco erano state uccise quattro guardie di sicurezz Usa.

La cosiddetta resistena sciita si concentra invece nella città santa di Najaf dove si è rifugiato il leader radicale Moqtada al Sadr. Sadr si dice pronto a presentarsi di fronte a un tribunale iracheno dopo la creazione di un governo legittimo, ma anche a trasformare la sua milizia in un movimento politico disarmato. Per il momento la risposta alle iniziative negoziali iraniane è stata l'uccisione di un diplomatico di Teheran.

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IRAQ: "Ogni 48 ore ne uccideremo uno"

Così hanno fatto sapere i sequestratori degli italiani in Iraq. Gli assassini di Fabrizio Quattrocchi, il giovane ucciso da un gruppo di miliziani sunniti mercoledì, sembrano avere fretta ed essere poco disposti a dare ascolto agli appelli alla liberazione ricevuti dalle stesse autorità religiose irachene.

I familiari dei tre rapiti restano in angosciosa attesa.

IL premier Silvio Berlusconi, incontrati i ministri per discutere della crisi, ha detto che il governo farà il possibile per il rilascio degli ostaggi ma non cederà ad alcun ricatto. Un ritiro delle truppe italiane è fuori discussione.

In ritirata invece i russi in Iraq. Mosca ha avviato ieri un vasto piano di rimpatrio del personale stanziato sul posto e impegnato nel processo di ricostruzione. Si tratta di circa 800 persone. Una decisione maturata in seguito al rapimento, lunedí, di tre russi e cinque ucraini, liberati una ventina di ore dopo il sequestro.

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Liberati i 3 ostaggi giapponesi, scoppia la gioia

Enorme gioia tra parenti e colleghi alla notizia dalla liberazione dei tre ostaggi giapponesi, dopo una settimana nelle mani dei rapitori. L'hanno saputo dagli schermi della televisione qatariota Al Jazeera. La liberazione è avvvenuta a Bagdad, dove i tre sono stati consegnati al Comitato degli Ulema mussulmani.

In queste immagini la donna rapita, Nahoko Takato, di trentaquatto anni, operatrice umanitaria, e la madre, raggiante e commossa.

Gli altri rapiti sono il 18enne Noriaki Imai, anche lui attivo nel settore umanitario, e un fotografo free lance, Soichiro Koriyama, 32 anni.

I tre sono in discrete condizioni fisiche. Verranno rimpatriati nelle prossime ore. Il governo giapponese ha assicurato che la liberazione è avvenuta senza concedere nulla ai rapitori, che minacciavano di bruciare vivi gli ostaggi se il Giappone non avesse ritirato le sue truppe dall'Iraq.

Due altri cittadini giapponesi restano però nelle mani dei rapitori. Sono stati sequestrati tre giorni fa. Si tratta di Nobutaka Watanabe, militante pacifista, e Junpei Yasuda, giornalista freelance.

Il governo nipponico ha assicurato che farà il possibile per ottenerne la liberazione ma ha pure ribadito l'intenzione di restare nel sudest dell'Iraq, dove i suoi 550 soldati sono impegnati in attività di sostegno logistico e umanitario.

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Il Pentagono prolunga di tre mesi la missione in IRAQ di 20 mila soldati

In Iraq è tutto sotto controllo, ma 20 mila soldati dovranno restarci almeno tre mesi più del previsto.È un Donald Rumsfeld contraddittorio e infastidito, quello che in conferenza stampa ha dovuto rispondere alle domande incalzanti sulla situazione in Iraq e sulla scelta del Pentagono di prolungare la missione di una parte dei militari, che sarebbero dovuti tornare a casa in questi giorni.Il segretario alla difesa Usa si è rifiutato di ammettere esplicitamente che le forze americane sono in difficoltà, e ha preferito rispondere: "Il nostro paese è impegnato in una guerra globale contro il terrorismo. Ci sono semplicemente cose che dobbiamo fare. Come per tutto, posso dire solo che faremo tutto quel che dobbiamo fare per avere successo".Sono circa 137 mila i soldati americani in Iraq, un quarto sono riservisti o fanno parte della guardia nazionale. Per le prossime settimane, era stata prevista una riduzione dell'organico, ma il generale John Abizaid, responsabile delle operazioni, ha chiesto che 20 mila uomini rimangano altri tre mesi.Nel solo mese di aprile tra le forze americane il conflitto ha fatto 93 vittime.

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È autentico il messaggio di Bin Laden. L'Occidente non tratta

È quasi certamente Osama Bin Laden l'uomo la cui voce affaticata, su immagini di repertorio, minaccia e blandisce l'occidente per sette minuti, offrendo la riconciliazione a coloro che smetteranno di seguire gli USA e di "attaccare i musulmani" in Palestina, Cecenia, Afghanistan, Iraq e altrove. Buona parte degli esperti europei ritiene che il messaggio nella videocassetta ricevuta dalle televisioni arabe sia autentico. La CIA conferma. Gran Bretagna, Italia, Spagna, Polonia, Germania, poi anche la Commissione Europea e infine la Francia: tutti hanno detto che non si può trattare con i terroristi, il messaggio di Bin Laden è da respingere al mittente. Al Qaida offriva tre mesi, rinnovabili, di tregua agli europei, rigettando nel contempo ogni riconciliazione con gli americani. La condizione è che cessino quelli che Bin Laden definisce "attacchi contro i musulmani", cessi l'appoggio occidentale a Israele, cessi il legame degli europei con gli USA. Ancora una volta, il messaggio di Bin Laden ha fatto ampio riferimento alla Palestina, e ha minacciato di vendicare l'uccisione, avvenuta in marzo, dello sceicco Yassin.

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Arrestata vicino ad Ariel una palestinese: trasportava un ordigno di 25 chili

Una palestinese che trasportava un ordigno del peso di circa venticinque chili in una borsa, è stata arrestata ieri sera all'ingresso della colonia ebraica di Ariel, in Cisgiordania.La donna ha detto che avrebbe dovuto consegnare la borsa a un altro palestinese che progettava di infiltrarsi in Israele. La palestinese è riuscita a superare diversi posti di blocco prima di essere fermata ad Ariel. L'ordigno è stato fatto brillare.Sarebbe stato armato, secondo l'esercito, anche un giovane ucciso in un'incursione nel campo profughi di Rafah, nella striscia di Gaza. Una versione smentita da testimoni palestinesi.L'incursione è stata decisa per scovare alcuni tunnel che servirebbero al contrabbando di armi. Nel corso dell'operazione, un'altra ventina di palestinesi sarebbero rimasti feriti.E mentre a Biddo, in Cisgiordania, in una manifestazione contro la barriera israeliana, esplodeva la rabbia per l'appoggio dato da Bush al piano di a Ginevra la Commissione Onu dei diritti umani approvava a grande maggioranza una risoluzione contro il muro e la politica degli insediamenti. Il piano del premier israeliano prevede il mantenimento delle colonie in Cisgiordania.

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Mattinata di sangue sulle strade della Turchia

18 morti a distanza di poche ore. E' il bilancio di due incidenti che hanno insanguinato le strade della Turchia. Il primo, all'alba nei pressi di Ankara. Sette studenti sono rimasti uccisi sul colpo altri sette feriti. Un treno ha investito in pieno a un passaggio a livello, il pulmio sul quale viaggiavano. Ferito il conducente dello scuolabus, che nello schianto ha perso il figlio.

Il secondo incidente è avvenuto nel nord del paese, a Merzifon: nello scontro tra un autobus e un camion sono morte 11 persone, 28 sono rimaste ferite. Stando ai primi accertamenti, l'autista del camion si sarebbe addormentato al volante finendo sulla corsia opposta. E' morto sul colpo.

Nel 2002 in Turchia sono morte sulle strade 2.900 persone, piú di 94 mila sono rimaste ferite.

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Giovedi, 15 Aprile, 2004

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IRAQ. Rilasciati i 3 ostaggi giapponesi. Ucciso il segretario dell'ambasciata iraniana a Baghdad

Uno degli ostaggi giapponesi


Baghdad, 15 aprile 2004

I tre ostaggi giapponesi sono stati rilasciati a Baghdad. Lo riferisce la televisione del Qatar al Jazira.
I tre ostaggi stanno bene e sono presso un'organizzazione di religiosi islamici a Baghdad, riferisce la televisione nelle notizie in sovrimpressione.
Ancora non si conoscono i particolari del rilascio:se si è trattato di un gesto distensivo da parte di chi li aveva fatti prigionieri, o se c'è stata una contropartita. Il Giappone aveva tenuto la linea della fermezza, non cedendo allla richiesta di ritiro delle truppe.

Ucciso il segretario dell'ambasciata iraniana
Il primo segretario dell`ambasciata iraniana a Bagdad è stato ammazzato da un gruppo di uomini armati. Il diplomatico assassinato si chiamava Khalil Naimi.
Ieri era arrivata a Baghdad una delegazione diplomatica iraniana per trattare con i ribelli iracheni la fine della rivolta.

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Bin Laden tende la mano all'Europa ma non agli Usa

Al Qaeda offre tre mesi di tregua agli europei e rigetta ogni riconciliazione con gli americani.
E' quanto afferma la voce attribuita al nemico numero uno degli Stati Uniti, Osama bin Laden, in una cassetta audio recapitata alle emittenti in lingua araba Al Arabiya e Al Jazeera. Per godere della tregua (che potrebbe anche essere estesa, viene precisato) l'Europa dovrà interrompere gli attacchi contro i mussulmani.

In 3 minuti e 40 secondi, Bin Laden fa il punto delle azioni terroristiche compiute finora nel nome dell'Islam. La voce sostiene che le bombe di Madrid sono state "la giusta ricompensa per il comportamento della Spagna in Iraq, Afghanistan e Palestina". Il messaggio sostiene inoltre che gli attentati dell'11 settembre e dell'11 marzo sono serviti affinché si sappia "che la sicurezza è una necessità per tutti".

In quest'ultimo video viene annunciato che Tel Aviv e Washington pagheranno per la morte del leader di Hamas Ahmed Yassin, ucciso dagli israeliani a fine marzo.

Condannate anche le imprese americane impegnate nella ricostruzione dell'Iraq, accusate di trarre profitti miliardari.

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Lo sdegno italiano per l'uccisione di Fabrizio Quattrocchi

L'Italia esprime il suo sdegno per l'uccisione di Fabrizio Quattrocchi, uno dei quattro ostaggi italiani rapiti in Iraq. Ma riafferma la sua volontà di ricostruire un Iraq democratico e di non cedere al disegno terroristico di ricattare l'Occidente. Quattrocchi, 36 anni, prima di morire, stando a quanto riferito dal ministro degli Esteri, ha cercato di togliersi il cappuccio e dicendo "vi faccio vedere come muore un italiano" ha voluto guaradare in faccia i suoi assassini.

Una morte da eroe, ha sottolineato Frattini, morte che non basta a sollevare quel velo d'angoscia con cui si è svegliato il Belpaese stamattina. Divisi tra chi sostiene la missione a oltranza in Iraq e chi invece chiede il ritiro delle truppe, gli italiani vivono ore di ansia. L'Italia politica si ritrova invece unita. Per maggioranza e opposizione l'impegno in Iraq non è in discussione, sollecitano piuttosto l'intervento deciso dell'Onu.

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Mercoledi, 14 Aprile, 2004

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IRAQ: la tattica dei rapimenti dà i primi frutti con la Russia

Finisce l'impegno politico russo in Iraq. Mosca ha avviato oggi un vasto piano di rimpatrio del personale stanziato sul posto e impegnato nel processo di ricostruzione. Si tratta di circa 800 persone, inclusi cittadini di ex repubbliche sovietiche.

Alcune imprese avrebbero comunque deciso di restare, almeno in parte, per non incorrere in pesanti perdite economiche. Se tutte le compagnie russe lasciassero il paese, secondo la stampa, le perdite raggiungerebbero il miliardo di dollari.

La decisione di Mosca è maturata in seguito al rapimento, lunedí, di tre russi e cinque ucraini. Un sequestro terminato in questo caso con la liberazione degli ostaggi una ventina di ore dopo la cattura.

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Spagna, il vincitore delle elezioni enuncia il suo programma al parlamento

Il Spagna, è il giorno di Josè Luis Rodrigues Zapatero. Il premier designato dopo la vittoria del 14 marzo si presenta davanti al parlamento per il suo atteso discorso di investitura. Zapatero prende la parola per esporre a grandi linee il suo programma di governo e poi raccogliere il consenso dei deputati che entro domani voteranno il si al nuovo esecutivo. Come ha più volte ripetuto nell'ultimo mese, enuncia ancora la sua posizione sulla presenza di truppe spagnole in Iraq. "La Spagna onorerà gli obblighi internazionali in difesa della pace e della sicurezza, sempre, ad una sola condizione: che ci sia la decisione, a monte, delle Nazioni Unite o di altro organismo internazionale al quale siamo legati".

Altro punto di svolta con il governo precedente di Aznar, la costituzione Europea che la Spagna si era rifiutata di firmare. "Ciò che è bene l'Europa è bene per la Spagna, - dice. - Il governo farà quanto in suo potere per assicurare che il progetto di Costituzione europea sia approvato prima della fine della presidenza irlandese e possa venire firmato a Madrid in omaggio alle vittime degli attentati dell'11 marzo".

Alle vittime delle stragi di Madrid Zapatero ha dedicato l'apertura del suo discorso, chiamando all'unità tutte le forze politiche nella lotta senza a tutti i terrorismi, priorità del suo governo.

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Smantellate due colonie dopo l'ok di Bush al piano Sharon

Sono volate anche le pietre contro i soldati israeliani. In Cisgiordania la resistenza non è arrivata dai palestinesi, ma dai coloni. Stamane all'alba due avamposti illegali sono stati smantellati: i disordini con le forze di sicurezza hanno portato a sette arresti.

L'evacuazione è arrivata a poche ore dalla dichiarazione del presidente americano Goerge W. Bush: una presa di posizione che ha rotto con una linea politica durata decenni. Bush ha appoggiato il piano di Sharon che prevede il ritiro da Gaza, ma non dalla totalità della Cisgiordania dove si impegna a evacuare solo 4 isolati avamposti.

"Alla luce delle nuove realtà sul terreno -ha dichiarato Bush- non è realistico aspettarsi che il risultato dei negoziati sarà un ritorno completo e senza modifiche, ai confini dell'armistizio del 1949".

Dura la reazione palestinese. Il Primo ministro Ahmed Qorei rigetta il piano di Sharon: "Siamo palestinesi, non possiamo accetarlo. Siamo fedeli alla legittimità degli organi internazionali, al Consiglio di sicurezza, alla Road Map".

La mossa israeliana avallata dagli Usa equivale per i palestinesi alla legittimazione degli insediamenti violando la legalità internazionale.

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Martedi, 13 Aprile, 2004

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Liberati i tre russi e i cinque ucraini rapiti a Bagdad

Sono stati liberati gli otto dipendenti di una compagnia energetica russa, tra cui cinque ucraini, rapiti lunedì sera a BagdadL'ha annunciato l'agenzia Interfax citando fonti vicine alla società.La nuova strategia dei sequestri di persona da parte della resistenza irachena continua però a dar problemi alle forze della coalizione.E mentre la Cina festeggia la liberazione di sette suoi cittadini sequestrati domenica, il Giappone resta sulle spine per i tre civili ancora in mano ai rapitori, che chiedono il ritiro delle truppe di Tokyo in cambio della loro salvezza.Anche l'Ucraina, che ha sostenuto l'intervento militare in Iraq, ha truppe dislocate nel paese, mentre la Russia si è sempre opposta alle operazioni militari.

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Iraq: arrestato il luogotenente di Moqtada al Sadr

Si stringe il cerchio intorno a Moqtada al Sadr. Gli americani hanno arrestato il suo luogotenente: Hazem al Araaj, il responsabile della sede di Bagdad dell'imam sciita è stato portato via dai militari dopo una conferenza stampa e dopo avere rilasciato un'intervista a alcuni giornalisti. .

Condotto prima all'hotel Palestine, dove è stato interrogato, è stato trasportato a bordo di un blindato verso una località sconosciuta.

Alcuni capi tribali che cercano di ottenere il suo rilascio hanno detto che Araaj non è stato arrestato ma è stato solo trattenuto per un interrogatorio.

Al Sadr, religioso estremista antiamericano, ha guidato una sanguinosa rivolta dei suoi seguaci a Baghdad, a Najaf e in altre citta' dell'Iraq.

Ieri gli Usa hanno detto che lo vogliono vivo o morto.

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Lunedi, 12 Aprile, 2004

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IRAQ.Falluja: la tregua tiene. 600 morti, sepolti anche nei campi di calcio

Tregua prolungata a Falluja, almeno sino all'alba. È in vigore da ieri, decisa dai militari americani e i combattenti sunniti per trovare una soluzione alla crisi. Domenica il cessate il fuoco ha abbastanza tenuto, se si esclude l'abbattimento di un elicottero americano (morti i due membri dell'equipaggio), il ferimento di due altri marines e l'uccisione di un iracheno.

I militari Usa controllano l'accesso a Falluja con posti di blocco. Nella città, situata a una cinquantina di chilometri da Bagdad, i combattimenti sono cessati. Resta comunque forte la presenza di cecchini, soprattutto nelle zone centrali e occidentali controllate dai ribelli.

La settimana scorsa circa 600 combattenti iracheni sono stati uccisi negli scontri. A Falluja tanti vengono sepolti in campi di calcio. Li hanno chiamati i "Cimiteri dei martiri". Tra di loro vi sarebbero donne e bambini.

Sei giorni di feroci scontri in città hanno comportato la fuga di almeno cinquemila famiglie, sfollate in una zona desertica. La Mezzaluna Rossa ha già allertato del pericolo di una crisi umanitaria.

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Sequestri in Irak, catturati sette cinesi a Falluja

Proseguono le crisi legate agli ostaggi in Iraq.Sette cinesi sono stati rapiti a Falluja, mentre otto persone di altranazionalita' sono state rilasciate dai fondamentalisti. Sono iconducenti di mezzi che hanno rifornito le truppe americane, tra cui tre pachistani, un turco, un indiano e un filippino.

E' stato inoltre liberato l'inglese Gary Teeley, che e' stato affidato alle truppe italiane. Era stato rapito l'8 aprile scorso a sud della citta' di Nassirya. Esponenti della coalizione hanno detto che potra' lasciare al piu' presto il Paese.

L'americano Thomas Hamill, che conduceva un convoglio carico di carburante quando e' stato catturato tra Bagdad e Falluja,rimane ancora in mano agli estremisti musulmani.

I rapitori hanno rimandato la liberazione degli ostaggi nipponici, ma minacciano la loro uccisione.

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Sabato, 11 Aprile, 2004

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IRAQ. Un anno dopo la caduta di Saddam è più che mai guerra

Almeno nove militari americani sono morti dopo che ribelli iracheni hanno attaccato il loro convoglio, a ovest di Bagdad. Incertezza e confusione intanto regnano sulla situazione di Falluja. Nelle ultime ore si sono rincorse informazioni contraddittorie: le operazioni militari sono sospese, sembrava aver annunciato l'amministratore americano in Iraq Paul Bremmer. Poi la rettifica: solo per novanta minuti. L'offensiva contro i ribelli sunniti sarebbe ancora in corso. La motivazione ufficiale del cessate il fuoco era di consentire agli aiuti umanitari di giungere alla popolazione, stremata da cinque giorni consecutivi di combattimenti tra gli insorti sunniti e i militari americani.

La rivolta contro l'occupazione angloamericana attraversa fasi alterne: a Kut le truppe Usa controllano di nuovo la località, situata a 170 chilometri a sudest di Bagdad. Due giorni fa le forze ucraine erano state costrette a lasciare la città dopo aspri combattimenti con le milizie sciite. L'offensiva contro gli insorti a Falluja è già costata la vita a trecento iracheni: ai funerali le grida di dolore si mescolano alle proteste eagli incitamenti alla lotta.

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Sabato, 10 Aprile, 2004

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IRAQ. Tregua a Falluja: la chiedono gli americani

Una tregua al massacro di Falluja. I responsabili delle operazioni militari in Iraq hanno offerto stamane agli insorti della città sunnita, un cessate il fuoco immediato e l'avvio di una trattativa. Un appello in questa direzione è giunto anche dal Consiglio di governo iracheno.

Da sei giorni la città è stretta d'assedio dalle forze della coalizione con l'obiettivo di catturare i responsabili dell'assassinio, una settimana fa, di quattro civili americani. Il bilancio degli scontri è di oltre 450 morti. I combattimenti sono proseguiti anche stamane. Un AC-130 americano avrebbe centrato il rifugio degli insorti.

Falluja è solo uno dei fronti insanguinati. Si combatte anche nelle altre principali città del paese. È in questo clima che a Nassirya è giunto, stamane,a sorpresa, il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi.

Alle porte di Baghdad decine di miliziani armati hanno sferrato l'ennesima offensiva contro i soldati americani. Nella zona di Adhamiya alcuni carri armati sono stati fatti esplodere. Le forze della coalizione hanno immediatamente risposto al fuoco.

Il quartiere, dove si trova anche un'ex residenza di Saddam Hussein, è stato completamente sigillato e le strade invase dai carri americani.

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Giapponesi ostaggio degli iracheni: domani scade l'ultimatum

Sono ancora in mano al misterioso gruppo terrorista iracheno i tre civili giapponesi rapiti giovedì: una volontaria, un pacifista e un fotografo free lance. Domani scade l'ultimatum imposto dai sequestratori: i tre ostaggi saranno uccisi se non sarà ritirato il contingente militare giapponese in Iraq. Il premier Junichiro koizumi, che si è rifiutato di incontrare i parenti, ha ribadito la linea della fermezza: il Giappone non cederà al ricatto terrorista.

Posizione ribadita anche dal viceministro degli esteri Ichiro Aisawa che ha però aggiunto: "Faremo di tutto per giungere alla loro liberazione".

Anche due americani risultano scomparsi. Potrebbero essere stati rapiti alla periferia di Baghdad. La Farnesina ha ribadito che nessuno degli italiani presenti in Iraq manca all'appello. I quattro italiani che secondo la testimonianza di un giornalista della Reuters sarebbero stati rapiti potrebbero essere ex militari, in servizio come guardie private per una società britannica addetta alla sicurezza.

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VIA CRUCIS, IN MIGLIAIA AL COLOSSEO

Migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo hanno assistito ieri sera a Roma alla Via Crucis. Il cammino di sofferenza di Gesu' verso il calvario deve essere, ha detto il papa, ''fonte inesauribile di speranza'' e deve confortare l'umanita'.

Giovanni Paolo II ha presieduto il rito, che consiste nella rievocazione delle 14 tappe che dovette affrontare Gesu', partecipando all'ora in cui ''si e' compiuta l'opera della redenzione''. Questo proprio attravero la ''strazianze sofferenza del figlio di Dio'', rinnovata davanti al Colosseo.

Il papa, che a 83 anni appare in condizioni di salute piuttosto precarie, ha sorretto la croce per l'ultima stazione, restando seduto. Le meditazioni sono state affidate a Jacques Andre' Louf, un eremita belga, che ha sottolineato il senso di redenzione della solitudine di Gesu' nella passione.

''Il figlio di Dio'', ha detto ancora il pontefice, ''e' giunto all'ora della rivelazione dell'infinito amore'' per l'umanita'.

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Venerdi, 9 Aprile, 2004

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No di Tokyo al ritiro dall'Iraq: la minaccia agli ostaggi non piega Koizumi

Il governo giapponese ha confermato di non essere intenzionato a richiamare il suo contingente militare in Iraq, nonostante tre civili giapponesi siano tenuti in ostaggio da un gruppo armato finora sconosciuto.I sequestratori hanno minacciato di "bruciare vivi" gli ostaggi, una volontaria, un fotografo e un pacifista diciottenne, se Tokyo rifiuterà di ritirare le sue truppe entro tre giorni.I familiari dei tre hanno chiesto al governo di cedere alle richieste dei rapitori.Ma il primo ministro Koizumi ha ribadito un fermo no a qualsiasi ipotesi di ritiro, affermando che "sarebbe un grave cedimento al ricatto di vili terroristi", e aggiungendo che "La massima priorità è la liberazione dei tre ostaggi".

Una crisi che, secondo alcuni analisti, potrebbe anche condurre alla caduta del governo.Ieri un centinaio di manifestanti si sono radunati di fronte al parlamento , per chiedere il ritiro dei 560 soldati dislocati a Samawa, nel sud dell'Iraq, con incarichi umanitari.Ma l'opinione pubblica è divisa: se da un lato, i critici sostengono che la missione vìola i principi pacifisti della costituzione, dall'altro c'è chi ritiene che il Giappone debba assumere maggiori responsabilità in materia di sicurezza globale.

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Un anno fa la caduta di Saddam Hussein. Ma nulla è migliorato in Iraq

Con le immagini storiche della caduta della statua di Saddam Hussein, un anno fa Bagdad celebrava la fine del regime. Immagini di cui molto è stato detto: spontaneo moto di gioia da parte degli iracheni, o evento orchestrato dagli americani, che prima coprirono il volto della statua con una bandiera a stelle e strisce, e poi aiutarono la piccola folla a farla crollare?Oggi, piazza del paradiso ospita un monumento che raffigura un uomo, una donna e un bambino che si abbracciano. Ma i carrarmati sono ancora lì, e un abitante di Bagdad denuncia: "Non vediamo libertà. Prima c'era libertà, eravamo liberi di muoverci. C'erano stabilità e sicurezza, non crimini e spargimento di sangue".

Un altro aggiunge: "Tutte le promesse si sono rivelate bugie. Non abbiamo la sensazione che ci sia vera democrazia". E un terzo rincara: "I soldati non hanno fatto niente per noi. La situazione è peggiorata rispetto a quando c'era Saddam Hussein. Non sono venuti per gli iracheni, sono venuti per i loro interessi" Una statua è stata sostituita da un'altra. Ma nulla

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Un venerdì santo ad alta tensione, a Gerusalemme.

La polizia israeliana ha vietato l'accesso alla Spianata delle moschee per la preghiera del venerdì ai musulmani maschi di meno di 45 anni d'età. La misura è stata presa per prevenire scontri come quelli della settimana scorsa, quando giovani musulmani hanno lanciato pietre sugli ebrei in preghiera al Muro del Pianto, per protestare contro l'uccisione del leader di Hamas, lo sceicco Yassin.In questi giorni la città santa è meta di pellegrini che celebrano la Pasqua ebraica, cattolica ed ortodossa. Venerdì per i cristiani è stato il giorno della Via Crucis, la processione che a Gerusalemme si snoda lungo la Via Dolorosa, la strada che secondo la tradizione Gesù avrebbe percorso verso il luogo della sua crocifissione, dove oggi si erge la Chiesa del Santo Sepolcro.

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Algeria: risultato "bulgaro" per il rieletto presidente Bouteflika

I suoi sostenitori ne hanno festeggiato la vittoria per tutta la notte, ad Algeri come in provincia: Abdelaziz Bouteflika, presidente uscente, è stato rieletto, pare con una maggioranza schiacciante: oltre l'83%.

Nonostante le polemiche e le accuse di irregolarità lanciate dai candidati rivali, il voto si è svolto senza gravi incidenti. Così almeno confermano i 120 osservatori internazionali - con 40mila seggi da controllare. Bouteflika si assicura così il secondo mandato presidenziale per altri cinque anni senza bisogno di ricorrere al ballottaggio.

Un risultato poco credibile secondo i suoi rivali, primo fra tutti Ali Benflis, dato dagli analisti alla pari prima del voto. L'ex primo ministro, ex braccio destro di Bouteflika, denuncia manomissioni, falsificazioni delle liste elettorali, alterazione dell'esito delle urne.

Il dopo-voto è osservato con grande attenzione dalla comunità internazionale: per la guerra brutale sferrata degli islamici contro il governo a spese dei civili, e per il ruolo dell'esercito, che sinora ha punito violentemente le stragi perpetrate dai fondamentalisti.

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Giovedi, 8 Aprile, 2004

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Gli scenari di guerra stanno tornando ad essere la norma in IRAQ.

Le forze della coalizione combattono per assicurasi il controlllo delle città.

A Falluja i militari statunitensi hanno bobardato una moschea. Un rifugio di insorti che come tale ha potuto essere considerato obiettivo militare, hanno spiegato dal comando, smentendo che nell'attacco fossero morti quaranta iracheni, come dichiarato in un primo tempo.

I militari annunciano di aver ripreso il controllo del centro della città sunnita.

Dalle moschee di Fallujia gli altoparlanti hanno propagato appelli alla guerra santa.

"Gli iracheni non provavano odio? Ora lo provano - dice con tono raabbioso un uomo -. Dopo i crimini commessi contro le case e le famiglie c'è più odio verso gli americani il mondo deve combattere. Allah è grande".

Un appello alla pacificazione è giunto dall'ayatollah moderato al Sistani. Condannanado la repressione statunitense contro gli sciiti ha però richiamato tutte le parti in lotta ad una interruzione delle violenze.

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IRAQ: si infiamma anche il sud sciita

Anche nel sud sciita la violenza si estende a macchia d'olio. Dopo la battaglia di Nssiria, nella notte a Samawa c'è stato un attacco contro la base giapponese. Malgrado la rivolta guidata dai miliziani di Moqtda Sadr, che hanno una loro base nel centro di Samawa, nella città la situazione era rimasta sotto controllo.

Sfugge ormai al controllo della coalizione la città santa di Najaf, come ha riconosciuto lo stesso Pentagono, qui i fedelissimi del giovane leader sciita, annunciano un prossimo attacco in grande stile.

E proprio a Najaf avrebbe trovato rifugio al Sadr.

Le truppe della coalizione sono state obbligate a lasciare anche la città di Kut.

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Condoleezza Rice testimonia davanti alla commissione sull'11 settembre

È il giorno di Condoleezza Rice. Il consigliere per la sicurezza del presidente Bush viene ascoltato oggi dalla commissione d'inchiesta sugli attentati dell'undici settembre.

E la Casa Bianca cerca di stemperare l'attesa. Il portavoce del presidente Scott Mc Lellan preannuncia che non vi saranno scuse o ammissioni di sottovalutazione della minaccia terroristica nei mesi che precedettero l'attacco alle torri gemelle.

I dieci membri della commissione, metà democratici, metà repubblicani le dedicheranno due ore e mezza. Diretta integrale dell'audizione su tutti i principali network americani.

Dal ranch di Crawford George W. Bush spera di vedere riaffermata la credinbilità di una presidenza che si gioca ormai un secondo mandato a pochi mesi dallle elezioni. Ad attendere Condoleezza Rice un fuoco di fila di domande sull'attività dell'amministrazione e su come vennero valutate le informative dei servizi.

Dopo un primo rifiuto la Casa Bianca ha accettato l'audizione sotto giuramento. Alla commssione l'ex coordinatore antiterrorisno Richard Clarke ha offerto ampia materia per chiedere conto dell'operato del presidente e del suo staff.

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Mercoledi, 7 Aprile, 2004

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Silenzio in Ruanda e in tutto il mondo per ricordare il genocidio

Si è aperta nel silenzio e nel segno del lutto oggi la cerimonia di commemorazione del genocidio del Ruanda. Accanto al presidente Paul Kagame a Kigali sono intervenuti i rappresentanti di una quindicina di paesi solamente: tra questi Guy Verhostadt, il primo ministro del Belgio, ex potenza coloniale.

Nella primavera di 10 anni fa cominciava il massacro: più di 800 mila persone, forse addirittura un milione, morirono nell'indifferenza della Comunità internazionale.

L'assemblea generale dell'Onu ha proclamato quella di oggi la giornata mondiale di riflessione sulla tragedia ruandese.

Due minuti di silenzio a Ginevra alla sede della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani. Presiedeva i lavori il segretario generale Kofi Annan, criticato per l'assenza in Ruanda.

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IRAQ: ormai è un bollettino di guerra: 12 marines uccisi a Ramadi, decine le vittime irachene a Falluja

Sono almeno 36 gli iracheni uccisi nelle scorse ore per mano dell'esercito americano a Falluja, bastione della resistenza sunnita. 25 sono civili, occupavano un'abitazione raggiunta da missili americani sparati ieri sera da un elicottero. I vicini riferiscono che quattro famiglie occupavano l'immobile, completamente distrutto. L'attacco rientra in una più vasta operazione detta di "pacificazione", lanciata dai Marines dopo il linciaggio, una settimana fa, di quattro agenti di sicurezza americani, sempre a Falluja.

Ieri, a Ramadi, roccaforte della resistenza sunnita, a un centinaio di chilometri a ovest di Bagdad, 12 marines sono stati uccisi in un uno degli scontri più pesanti per le forze della coalizione. E a Bagdad, nella zona periferica di Sadr City, altri otto soldati hanno perso la vita ieri.

Situazione grave per la coalizione anche nel sud, controllato dalle truppe britanniche coadiuvate dagli italiani. Ieri a Nasiriya gli scontri con le milizie del leader radicale sciita Moqtada Sadr hanno fatto 15 vittime tra gli iracheni, mentre 12 italiani sono stati feriti in un'altra operazione mirata a riprendere il controllo di alcuni ponti di accesso alla città.

Un anno dopo la caduta di Saddam è dunque di nuovo guerra, cogli americani e gli alleati attaccati dal popolo sciita e dalla guerriglia militare sunnita.

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La sfida di Moqtada astro nascente degli sciiti radicali iracheni.

La preghiera del venerdi nella moschea di Koufa. I fedeli inneggiano al loro imam. Moqtada al Sadr ha appena 32 anni ma il suo ascendente sui giovani sciiti radicali è pressochè totale. Nelle sue prediche infuocate mescola riferimenti religiosi e attacchi virulenti contro le truppe d'occupazione occidentali. Il profilo teologico del giovane ayatollah dichiarato fuorilegge dagli americani è ancora acerbo ma questa debolezza è compensata dal fatto di essere figlio di Mohammed Sadek al Sadr il maitre a penser del clero sciita assassinato da Saddam nel 99.1.30

Come il padre Moqtada si richiama alla dottrina khomeinista sostenendo la subordinazione della sfera politica ai principi religiosi. E l'intervento diretto degli ayatollah nella lotta per il potere. Il suo feudo è Sadr-City l'ex Saddam City, bidonville sovrappopolata e derelitta alle porte di Baghdad.

Da qui ha organizzato e messo in piedi milizie armate e tribunali locali incaricati di imporre la sharia, la legge islamica.

Il suo obiettivo dichiarato è quello di imporre in Iraq uno stato islamico sul modello iraniano.

Gli americani ritengono che Moqtada al Sadr sia il mandante dell'omicidio dell'ayatollah Abdul Mayid al Khoei guida sciita moderata fuggito a Londra nel 91 e assassinato un anno fa al suo ritorno in Iraq.


Quel che è certo è che l'attuale situazione irakena ha accentuato la spaccatura interna al clero sciita sempre piu diviso tra un ala radicale e un ala moderata.L'indiscusso leader di quest'ultima è l'anziano ayatollah Sistani che si è sempre rifiutato di legittimare il governo provvisorio messo in piedi dagli statunitensi ma che guarda anche con sospetto i giovani imam che spingono alla rivolta armata.

Su un punto pero' tutti gli sciiti sono d'accordo. L'attuale congiuntura è un occasione da non perdere. Il peso demografico della comunità sciita che rappresenta il 60% della popolazione irakena potrebbe segnare la fine del secolare dominio sunnita.

L'ayatollah Sistani crede che il potere si possa conquistare dopo il trasferimento dei poteri previsto per il 30 giugno, attraverso le elezioni e l'imposizione del suffragio universale diretto. Moqtada e i suoi pensano invece che solo con le armi si possa instaurare in Iraq una repubblica islamica a guida sciita.

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Tetrossido di osmio: bomba chimica su Londra?

Un attacco all'arma chimica. Obiettivo: Londra. A sostenerlo, pur senza una conferma ufficiale delle autorità, sono diversi mezzi di informazione anglo americani, che collegano l'arresto la scorsa settimana di nove persone di origine pachistana, e la minaccia di una bomba chimica al tetrossido di osmio.

"Non so come si potrebbe utilizzare questa sostanza per farne un ordigno esplosivo, spiega il tossicologo Alastair Hay, ma certo occorrerebberocompetenze di alto livello." La sostanza in questione, precisa l'esperto, non ha comunque la pericolosità di un gas nervino o dell'iprite.

In vendita anche su Internet, il tetrossido di osmio è una sostanza irritante, comunque pericolosa, in grado di provocare la morte per soffocamento.

Fonti giornalistiche britanniche riferiscono che simpatizzanti di Al Quaida, decisi a compiere un attentato, avrebbero cercato di procurarsi la sostanza, senza però riuscirci.

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Martedi, 6 Aprile, 2004

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IRAQ. Gli sciiti iracheni in rivolta. Violenze e morti a Baghdad e Nassiryia

Le forze della coalizione tentano di arginare i focolai di violenza provocati nelle ultime ore dai sostenitori del leader radicale sciita Moqat al Sadr, manuovi scontri allungano la lista delle vittime. A Bagdad dove i carri armati sono tornati a pattugliare le strade dopo i quaranta morti del quartiere sciita di Sadr city tre soldati americani sono stati uccisi in tre diversi attacchi.

Non sono stati forniti dettagli sulle circostanze dell'uccisione ieri di quattro marine di pattuglia nella provincia di al Anbar, nella zona sunnita vicino Falluja. Nella città dalla tarda mattinata sono riprese violente sparatorie.

Cessati gli scontri a fuoco a Nassiryia che questa mattina hanno provocato almeno quindici vittime irachene e il ferimento non grave di dodici militari italiani si tratta con i saguaci di Al SAdr per riportare la normalità in città.

Si seppelliscono i morti della sanguinosa fine settimana. Nel sud est dell'Iraq , sotto il controllo britannico, situazione difficile ad Amàra. Dodici iracheni sono morti e una trentina ferita negli scontri tra militari e partigiani di al Sadr, che a Bassora si sono ritirati dal governatorato che avevano occupato. L'accordo prevede che sia la polizia irachena la sola responsabile della sicurezza nella seconda città dell'Iraq.

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Guerra aperta in IRAQ tra forze Usa e radicali sciiti

In Iraq la risposta americana ai seguaci del leader estremista sciita Moqtada al-Sadr non si è fatta attendere. Stamani a Bagdad due elicotteri Apache hanno aperto il fuoco contro membri dell'esercito di Mehdi, la milizia illegale fedele ad al-Sadr.

Cinque camion di soldati americani e di ausiliari iracheni avevano prima tentato di penetrare nel quartiere sciita di Shula, a ovest della capitale. I militari statunitensi, accolti a colpi da arma da fuoco, erano dovuti però fuggire abbandonando alcuni veicoli, poi dati alle fiamme. Secondo alcuni testimoni gli ausiliari iracheni sarebbero passati dalla parte dei miliziani sciiti.

La situazione è calda anche in altre zone della capitale. Carri armati sono stati messi a presidio del quartiere Sadr, teatro degli scontri di ieri che sono costati la vita a 8 soldati americani e a ventotto manifestanti iracheni. Un'altra ventina le vittime di domenica a Kufa, nei pressi di Najaf, dove sono morti anche un soldato americano e un salvadoregno.

I sostenitori di Moqtada al-Sadr sono tornati in azione anche oggi in diverse città dell'Iraq. Brandendo ritratti del loro leader a Bassora hanno occupato il Palazzo del governatore, a Najaf hanno preso il controllo di diversi luoghi religiosi mentre a Kerbala sono stati respinti dalle forze fedeli all'ayatollah sciita moderato Ali al-Sistani.

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Cinque paesi si contendono a Mosca il petrolio del Caspio

Come spartirsi il petrolio e il gas del Mar Caspio: oggi a Mosca tentano di deciderlo i cinque paesi che si affacciano sul bacino. La Russia, il Kazakistan e la Turkmenistan sono già d'accordo nel dividere il Mare in parti proporzionali alla lunghezza delle proprie coste. L'opposizione, scontata, viene dai paesi che hanno rive meno estese: l'Azeirbaigian e l'Iran. I due governi chiedono infatti che a ciascun paese sia garantita una quota del venti per cento, uguale per tutti.

Si stima che sotto le acque del Caspio si trovi il terzo giacimento più ricco del mondo. Il precedente incontro dei ministri degli esteri dei cinque paesi rivieraschi si concluse nell'aprile del 2002 con un nulla di fatto.

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Lunedi, 5 Aprile, 2004

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Guerra aperta in IRAQ tra forze Usa e radicali sciiti

In Iraq la risposta americana ai seguaci del leader estremista sciita Moqtada al-Sadr non si è fatta attendere. Stamani a Bagdad due elicotteri Apache hanno aperto il fuoco contro membri dell'esercito di Mehdi, la milizia illegale fedele ad al-Sadr.

Cinque camion di soldati americani e di ausiliari iracheni avevano prima tentato di penetrare nel quartiere sciita di Shula, a ovest della capitale. I militari statunitensi, accolti a colpi da arma da fuoco, erano dovuti però fuggire abbandonando alcuni veicoli, poi dati alle fiamme. Secondo alcuni testimoni gli ausiliari iracheni sarebbero passati dalla parte dei miliziani sciiti.

La situazione è calda anche in altre zone della capitale. Carri armati sono stati messi a presidio del quartiere Sadr, teatro degli scontri di ieri che sono costati la vita a 8 soldati americani e a ventotto manifestanti iracheni. Un'altra ventina le vittime di domenica a Kufa, nei pressi di Najaf, dove sono morti anche un soldato americano e un salvadoregno.

I sostenitori di Moqtada al-Sadr sono tornati in azione anche oggi in diverse città dell'Iraq. Brandendo ritratti del loro leader a Bassora hanno occupato il Palazzo del governatore, a Najaf hanno preso il controllo di diversi luoghi religiosi mentre a Kerbala sono stati respinti dalle forze fedeli all'ayatollah sciita moderato Ali al-Sistani.

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Una lettera firmata 'Al Qaeda' minaccia nuovi attacchi contro la Spagna

Le stragi, i kamikaze e ora una lettera di Al Qaida. Quella di una Spagna obiettivo favorito del terrorismo fondamentalista è una minaccia che non accenna ad allentarsi. Tra i cinque uomini che si sono fatti esplodere nel palazzo di Leganès alla periferia di Madrid per sfuggire alla polizia vi erano la mente che ha coordinato le stragi dell'undici marzo e il capo del commando che ha prearato e depositato le bombe sui treni. Stavano preparando nuovi attentati.

Gli inquirenti seguono ancora le tracce di almeno due persone fuggite dall'appartamento poco prima dell'esplosione.

Oggi la stampa spagnola pubblica una lettera in arabo giunta sabato al quotidiano madrileno ABC. È firmata Abu Dujana al Afghani - gruppo Ansaral Qaida in Europa. Stesso nome usato in un video di rivendicazione dell'undici marzo. Chiede il ritiro immediato delle truppe spagnole da Iraq e Afghanistan, reclama la paternità della bomba inesplosa sulla Siviglia-Madrid e minaccia nuovi attacchi.

"Tutto questo ci fa paura perché chiunque può venire coinvolto. E questo non è giusto". Eliana Grajales abita di fronte al palazzo dove venerdì è avvenuta l'esplosione.

Si lavora ancora per rimuovere detriti e cercare indizi. Pur mancando ancora la certezza gli investigatori sono propensi a giudicare autentica la lettera pervenuta al giornale.

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Domenica, 4 Aprile, 2004

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Madrid: tornano le bombe. Morti un poliziotto e quattro terroristi

Sono passati 24 giorni dalle stragi dell'11 marzo e a Madrid tornano a esplodere le bombe. Un poliziotto e quattro presunti terroristi islamici sono morti ieri sera poco dopo le 21 in questo palazzo in via Irene Fernandez, nel quartiere Leganes, periferia sud della capitale spagnola.

Le indagini sugli attentati ai treni hanno portato gli inquirenti in questo rione-dormitorio abitato soprattutto da immigrati maghrebini. Individuato l'appartamento sospetto, gli agenti chiedono agli occupanti di uscire. La risposta è un'esposione che fa saltare in aria una parte dell'edificio. Sotto le macerie restano tre presunti terroristi e un agente del Geo, il gruppo di operazioni speciali. Poco dopo nella piscina all'esterno dell'edificio viene trovato un quarto corpo, quello di una donna con un cinturone esplosivo addosso.

"Le persone morte - precisa il ministro dell'interno Angel Acebes - erano ricercate nelle indagini sugli attentati dell'11 marzo. Quando si sono viste in trappola, hanno deciso di immolarsi".

Altri 11 poliziotti sono rimasti feriti. Tre in modo grave. Non è escluso che vi siano altre vittime, musulmani che si trovavano nell'appartamento insieme ai ricercati.

La decisione della polizia di evacuare l'intera zona nel momento stesso in cui è scattata l'operazione ha evitato conseguenze peggiori. Nell'ospedale da campo allestito nelle vicinanze sono state prestate le prime cure ai poliziotti feriti.

Ieri mattina Acebes aveva confermato che l'esplosivo rinvenuto sui binari della linea Madrid-Siviglia è dello stesso tipo di quello utilizzato per gli attentati dell'11 marzo.

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Diritti sociali, manifestazioni di piazza in Europa

La difesa dei diritti sociali e del lavoro diventa sempre piú un'iniziativa comune a tutta l'Europa. Oggi si sono svolte manifestazioni contemporaneamente in Germania, Francia, Italia, in occasione della seconda giornata d'azione sindacale. Nelle città tedesche si calcola che siano scese in piazza circa 400 mila persone.Nel mirino degli slogan le riforme delle pensioni, del servizio sanitario, del mercato del lavoro compiute dal governo rosso-verde di Gerhard Schroeder. In testa al corteo nella capitale Berlino, il capo della confederazione dei sindacati tedeschi Michael Sommer e quello della francese CGT Bernard Thibault.A Roma sono stati i pensionati a manifestare. In centinaia di migliaia, piú d'un milione secondo un sindacato. Un'iniziativa unitaria di Cgil Cisl e Uil, a una settimana soltanto dallo sciopero generale del 26 marzo. Al termine dei cortei, i manifestanti si sono riuniti in piazza san Giovanni in Laterano.La protesta era contro il progetto di legge del governo di riforma delle pensioni, che aumenta gli anni di contribuzione ed eleva l'età del ritiro."Molti pensionati sfiorano la soglia di povertà", ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Secondo il sindacato, piú di 4 milioni di pensionati italiani vivono con 500 euro al mese e 6 milioni con un mensile che va da 500 a 1.000 euro.A Parigi, i manifestanti erano forse meno del previsto. Ma che la Francia sia sensibile alla salvaguardia delle garanzie sociali è stato dimostrato dalle recenti elezioni regionali, che hanno visto il trionfo della sinistra e la sconfitta della destra di governo. E proprio al nuovo esecutivo Raffarin e al capo dello Stato Chirac erano indirizzati gli slogan piú ironici. Il messaggio per una politica piú attenta ai diritti sociali è comunque indirizzato a tutti i governi europei.

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Sabato, 3 Aprile, 2004

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Spagna: mobilitato l'esercito per evitare nuove stragi

Ci sono dei terroristi in azione, in possesso di esplosivi, intenzionati a colpire ancora. Un sospetto, non una certezza. Ma 23 giorni dopo le stragi di Madrid, la Spagna ha di nuovo paura.

L'ordigno trovato ieri da un impiegato delle ferrovie, sotto i binari della linea ad alta velocità Siviglia-Madrid, vicino a Toledo, conteneva Goma2 Eco, lo stesso esplosivo delle stragi. La circolazione sulla linea è ancora sospesa. Ma nessuno protesta.

"Quando ci hanno informato siamo scesi dal treno in ordine, senza panico. La gente ha mantenuto la calma. Non ci sono state crisi isteriche".

La bomba non poteva esplodere. Era collegata con un cavo di 136 metri a un detonatore ma il meccanismo di attivazione era staccato. Forse gli attentatori volevano solo dimostrare di essere ancora in grado di colpire. Forse non hanno potuto portare a termine il lavoro. Lo zaino che conteneva l'ordigno era asciutto, ma nella notte tra giovedì e venerdì ha piovuto. Significa che sui binari è stato collocato ieri mattina, dopo che sulla zona era stato effettuato un sopralluogo.

Polizia e guardia civil sono al lavoro, ma non bastano. Il governo allora ha fatto intervenire l'esercito. Lungo la Siviglia-Madrid, ma non solo. La rete ferroviaria dell'intero paese sarà controllata metro per metro.

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Spagna: decapitati i vertici dell'Eta

Due arresti clamorosi tra i dirigenti dell'Eta compiuti venerdì delle forze dell'ordine francesi. Uno è Felix Alberto Lopez de la Calle, soprannominato Mobutu, fermato nell'ovest della Francia. Ex capo dell'apparato logistico dell'organizzazione terroristica basca, Mobutu venne arrestato nel 1994. Nel duemila, in libertà vigilata, era riuscito a fuggire.

Il suo arresto segue di poche ore quello di Felix Ignacio Esparza Luri, considerato uno dei membri del consiglio esecutivo dell'Eta. La cattura è avvenuta nel sudovest della Francia, mentre l'uomo portava a passeggio la figlia di diciotto mesi. Da anni era ricercato in Spagna per gravi crimini commessi negli anni ottanta.

I due arresti provano l'efficacia della collaborazione, ormai in corso da tempo, tra i servizi antiterrorismo di Francia e Spagna.

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Sindacati europei uniti contro i tagli allo stato sociale

No ai tagli allo stato sociale. Uno slogan che unisce tutta l'Europa. In molte città sono in programma oggi manifestazioni di protesta. Sotto accusa le riforme delle pensioni, dell'assistenza sanitaria e del mercato del lavoro che governi di destra e di sinistra si apprestano a varare. I sindacati chiamano a raccolta lavoratori e pensionati a Bruxelles, Parigi, Roma, Bratislava, Lubiana.

In Germania le organizzazioni sindacali protestano anche contro l'aumento delle ore lavorative. La Baviera ha già annunciato che dal 1 maggio la settimana lavorativa del pubblico impiego passerà da 38 ore e mezzo a 42.

"Questa decisione provocherà un conflitto di proporzioni sconosciute" ha affermato Frank Bsirske, leader di Ver.di, il potente sindacato dei servizi.

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Impronte digitali e foto segnaletiche per entrare negli Usa

Stati Uniti vietati per gli stranieri che rifiutano di farsi prendere le impronte digitali e di essere fotografati. Dal 30 settembre per entrare negli States sarà necessario sottoporsi alle nuove procedure di identificazione introdotte per combattere il terrorismo. La regola vale per tutti, compresi i paesi alleati dell'America. In tutto sono 27: c'è anche l'Italia. Asa Hutchinson, vicesegretario alla sicurezza interna, spiega perchè Washington si sia spinta così lontano.

"Credo che la gente si renderà conto che questa misura è coerente con il senso di ospitalità dell'America. Viaggiare sarà più sicuro".

Il nuovo programma prevede anche controlli all'uscita per verificare se chi lascia gli Stati Uniti sia la stessa persona entrata con quel passaporto.

Solo i canadesi potranno continuare a visitare gli States senza impronte e senza foto.

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Powell ammette: "non solide" le notizie date all'Onu sulle armi irachene

Colin Powell smentisce se stesso. Non erano "informazioni solide" quelle che il segretario di stato Usa Colin Powell presentò il 5 febbraio 2003 alle Nazioni Unite sul possesso di armi di distruzione di massa da parte del governo di Saddam Hussein.

Lo ha ammesso lo stesso Powell, che ha definito l'accusa all'Iraq di detenere laboratori mobili per la preparazione di armi chimiche, "l'elemento più spettacolare" del suo intervento all'Onu, che d'altra parte aveva suscitato non poche perplessità.

Il segretario di stato ha detto di aver chiesto spiegazioni alla Cia, con cui aveva lavorato a stretto contatto. "Mentre preparavo la mia relazione ciò che ho esposto mi era stato presentato come solido. Oggi appare che non era così", ha aggiunto.

Powell ha parlato di ciò conversando coi giornalisti nel volo di ritorno a New York da Bruxelles, dove aveva partecipato alla cerimonia di allargamento della Nato.

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Venerdi, 2 Aprile, 2004

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La Nato arriva alle porte della Russia. Entrano paesi dell'Europa dell'est

La cerimonia dell'alzabandiera questa mattina nel quartier generale di Bruxelles ha sancito l'ingresso ufficiale di sette nuovi paesi nell'alleanza atlantica. Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia e le tre repubbliche baltiche, che facevano parte dell'ex Unione Sovietica, Lettonia, Estonia, e Lituania. L'adesione che segna di fatto una svolta nell'Europa dell'est, l'emozione del ministro degli esteri bulgaro Solomon Isaac Passy é un po' il simbolo di un giorno che il segretario generale dell'alleanza atlantica,l'olandese Jaap de Hoop Scheffer non ha esitato a definire storico.

Ad eccezione di Bulgaria e Romania, i nuovi stati entreranno tutti a far parte anche dell'Unione europea, tra un mese. Con l'ingresso degli stati baltici, la Nato divide ora le frontiere con la Russia, questa nuova fase di allargamento, dopo quella del '99, in cui aderirono Polonia Ungheria e Repubblica ceca, ha irritato Mosca, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha disertato la cerimonia, arriverà solo nel pomeriggio per partecipare ad un incontro bilaterale.

Il meeting di oggi servirà a preparare il summit di fine giugno ad Istambul. I ministri degli esteri dei 26 paesi membri, devono discutere dell'impegno della Nato in Afghanistan, in Kosovo e in Iraq. Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia, sperano di dare alla Nato un ruolo forte nella stabilizzazione del paese quando ci sarà il passaggio dei poteri ad un governo autonomo iracheno.

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La Spagna elegge i presidenti delle Camere: il socialista Marin al Congresso

Comincia oggi il percorso che porterà Josè Luis Rodriguez Zapatero a occupare la poltrona di capo del governo spagnolo. Prima tappa, l'elezione del presidente del Congresso dei deputati, a cui seguirà quella del Senato. Quindi il re Juan Carlos terrà delle consultazioni e darà l'incarico al premier.La Destra è stata esclusa dalle trattative per la nomina dei presidenti delle Camere; dando cosí i connotati di una disfatta politica alla sconfitta elettorale del 14 marzo. I socialisti si sono accordati con i partiti regionali minori per l'elezione di Manuel Marin al vertice del Congresso. Anche sulla piú alta poltrona del Senato siederà un socialista.Cinquantaquattro anni, ex vicepresidente della Commissione europea, Marin vanta una formazione e una statura internazionale. L'opposizione non ha presentato candidati alternativi

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Francia, nasce il nuovo governo. Critiche anche dalla maggioranza

Nasce depotenziato il governo Raffarin-3. Al termine di una crisi lampo, dopo la sorprendente vittoria della sinistra alle elezioni regionali di domenica scorsa, il presidente francese Jacques Chirac ha presentato il nuovo esecutivo. La riconferma di Raffarin - che ha registrato commenti poco entusiastici nell'ambito della stessa maggioranza - viene così spiegata dall'Eliseo: "Abbiamo scelto la continuità, la determinazione e l'azione", ha detto Chirac nel corso di una intervista in televisione. "Ho ascoltato il messaggio dei francesi, molti dei quali hanno espresso preoccupazione, impazienza e malcontento".

Chirac ha poi negato che il governo durerà fino alle elezioni europee di giugno, affermando che non esiste una scadenza. Tra le novità del Raffarin-3 il passaggio all'economia di Nicholas Sarkozy, che verrà sostituito al dicastero dell'Interno da Dominique de Villepin. Quest'ultimo lascia il ministero degli Esteri all'ex commissario europeo Michel Barnier. Sarkozy all'economia

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IRAQ, choc negli Usa per le immagini del linciaggio di Falluja

Si è fatta sentire fino nel cuore di New York, l'onda emozionale seguita al linciaggio dei quattro cittadini statunitensi a Falluja. Sui display di Times Square e sulle prime pagine dei quotidiani, dopo un'incertezza iniziale, compaiono foto e titoli che chochano l'opinione pubblica. Gli esperti di comunicazione avvertono: queste morti sono percepite come reali, e condizionano dunque la pubblica opinione.

"Ero a favore dell'intervento in Iraq", dice una donna, "ma ora vedo la piega che ha preso laggiù. Forse gli Stati Uniti non riescono a gestire le cose come servirebbe". Devo dire che non sono più a favore della guerra come prima".

"Dovremmo dirgli: ok non ci volete? allora ce ne andiamo. E' tutto vostro, buona fortuna", sostiene un passante.

"Secondo me si deve restare e finire il nostro lavoro. Non possiamo abbandonare il paese al caos", è l'opinione di un altro.

Oltre a inquietare la Casa Bianca - fonti ufficiose confermano che lo stesso presidente Bush ha visionato le immagini disponibili - le scene di violenza di Falluja hanno aperto un dibattito su cosa sia lecito mostrare sui media e cosa, invece, andrebbe sottratto alla pubblica informazione.

Tara Sonenshine, esperta di comunicazione, traccia una prima linea di demarcazione:

"Si può far vedere ciò che serve a raccontare la storia. Non andrebbe mostrato ciò che supera i limiti della decenza e del buon senso".

I quattro cittadini statunitensi trucidati a Falluja non erano dei soldati, ma lavoravano per conto della Blackwater Security Consulting, una compagnia privata di servizi militari destinata alla formazione di corpi speciali.

Dalla sede della Blackwater, in Nord Carolina, nessun commento sull'accaduto.

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Cuba: carceri aperte ai giornalisti stranieri

Accusato dalle organizzazioni per i diritti umani di tenere i prigionieri in condizioni degradanti, il governo cubano risponde esibendo celle linde e infermerie attrezzate. Il tour guidato ha riguardato due penitenziari, uno maschile, l'altro femminile, entrambi nella capitale, l'Avana.

Accuse infondate dunque, attacchi ingiustificati al sistema carcerario cubano. La visita guidata non ha diradato tutte le ombre.Quello che i giornalisti stranieri hanno visto è solo ciò che è stato loro permesso di vedere. Abbastanza, comunque, per alimentare qualche dubbio. Come quell'odore di vernice fresca respirato tra le corsie dell'ospedale interno al carcere.

"Finora mi hanno sempre trattato bene - dice questa detenuta - tutti, guardie e dottori compresi".

Testimonianze tranquillizzanti. Peccato però che i giornalisti non abbiano potuto registrare quelle di due dissidenti condannati a 28 anni di reclusione nell'aprile dello scorso anno con l'accusa di cospirare contro la rivoluzione e a favore degli Stati Uniti. Sono stati trasferiti in un'altra struttura poco prima che la visita avesse inizio. Prudenzialmente.

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Giovedi, 1 Aprile, 2004

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Da Perugia un'operazione anti-terrorismo internazionale. Presi 2 kamikaze

Una vasta operazione antiterrorismo è stata portata a termine oggi da carabinieri e polizia coordinati dalla Procura della Repubblica di Perugia. Gli inquirenti ritengono di aver smantellato la cellula italiana dell'organizzazione illegale turca Partito-fronte di liberazione del popolo rivoluzionario. In provincia di perugia sono stati arrestati due turchi e tre italiani. Altri arresti sono stati eseguiti in Belgio, Olanda e in Turchia. In quest'ultimo Paese sarebbero stati arrestati, secondo la televisione turca Ntv, due kamikaze addestrati all'estero e pronti per un attentato suicida.Secondo il ministro dell'interno Pisanu, l'operazione consolida l'ipotesi di una saldatura tra singoli o gruppi dell'eversione italiana con organizzazioni terroristiche internazionali.

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Gran Bretagna: si dimette il ministro dell'immigrazione

Beverly Hughes, ministro britannico all'immigrazione, si è dimessa. Da giorni era nel mirino di una serie di attacchi da parte della stampa

.e dell'opposizione parlamentare. Era stata accusata di non aver saputo controllare quanto accaduto nel suo dipartimento dove decine di migliaia di immigrati sarebbero stati accettati nonostante false documentazioni.

La notizia delle dimissioni è stata confermata da Downing street, anche se non è chiaro se si sia trattato di un atto volontario o se il ministro se ne sia andato su sollecitazione di Tony Blair e del collega dell'Interno David Blunkett. Proprio Blunkett aveva congelato, due giorni fa, la concessione di visti da Romania e Bulgaria. Anche un diplomatico britannico a Bucarest era stato sospeso dall'incarico.

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IRAQ, la guerriglia colpisce e la folla infierisce sui cadaveri

L'uccisione di 5 soldati americani in Iraq e il massacro di altri 4 civili chiudono uno dei mesi più neri per gli Stati Uniti dalla fine della guerra. Solo a novembre, mese del Ramadan, la guerriglia era riuscita a mietere più vittime.

Ieri una bomba è stata fatta esplodere al passaggio di un veicolo militare a ovest di Bagdad, un'autobomba a Baquba ha ucciso 6 iracheni mentre a Fallujasi è consumata la barbarie: due fouristrada a bordo dei quali si trovavano civili statunitensi sono stati assaltati e i quattro occupanti uccisi. I corpi sono stati bruciati e mutilati, due sono finiti appesi a un ponte tra le grida di giubilo della folla.

Per tutta la giornata le immagini sono rimbalzate sugli schermi americani: nel 1993 un simile massacro avvenuto in Somalia portò al ritiro delle truppe Usa dallo stato africano.

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Usa, mappato il genoma del ratto: nuove prospettive per la ricerca medica

Grazie al ratto bruno norvegese potremo combattere le malattie umane piú gravi. Il roditore è infatti il terzo mammifero di cui sia stato mappato il genoma, dopo il topo e l'uomo. Il codice genetico è stato svelato a Houston, in Texas. Proprio il confronto con la sequenza umana aiuterà la ricerca medica a mettere a punto nuovi medicinali e piú avanzate terapie."Il ratto è servito come modello per le malattie umane - dice lo scienziatoFrancis Collins - le malattie cardiovascolari, il diabete, il cancro. Ora sappiamo come collegare il modello animale della malattia con quello umano".La sequenza genetica del ratto, rivelata dalla rivista americana Nature, contiene circa 25 mila geni. Il 90 per cento dei quali è uguale a quelli del topo e dell'uomo. Ció significa che quasi tutti i geni umani collegati alle malattie hanno una controparte nel ratto. Ed è questa caratteristica che apre importanti prospettive alla ricerca e alla salute delle future generazioni.


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